CAPITOLO XIII

Because I Love You

[Salve care lettrici 🙂 scusate come sempre il mio ritardo nel pubblicare ma sn stata super impegnata. Mi dispiace davvero tanto farvi attendere ma sfortunatamente la scrittura è solo un hobby e non posso dedicare tutto il tempo che vorrei 🙁 spero abbiate sempre la pazienza di seguirmi. Vi ringrazio di cuore <3. Buona lettura :****]

Erano le tre del pomeriggio e Andrè guidava sicuro la sua Porsche verso via Po in cui era sito il piccolo ristorante Damé. Giulia guardava fuori dal finestrino mentre il ragazzo le teneva stretta la mano sul cambio e sorrideva del fatto che lui non la lasciasse andare nemmeno per cambiare le marce. La voce del solista dei The script riempiva l’abitacolo cantando ‘’For the first time’’ rendendo il percorso in auto ancora più piacevole. << A cosa pensi? >> chiese Andrè non togliendo gli occhi dalla strada. << A tutto e a niente. >> rispose Giulia guardando davanti a sé. Il ragazzo non aggiunse altro non sapendo cosa intendesse dire lei con quella risposta. Forse era ancora turbata dalla scenata del suo ex. Improvvisamente il cellulare di Giulia prese a squillare rompendo il breve silenzio, lei lo tirò fuori dalla borsa e vide che si trattava di Gaia. Preoccupata rispose immediatamente mimando un ‘’scusami è importante’’ verso Andrè il quale abbassò il volume dello stereo: << Pronto? >> disse la ragazza. << Giulia ciao, spero di non disturbarti ma ti volevo informare che io e la mamma non siamo ancora rientrate a casa e stiamo andando al centro commerciale per fare spese. Ti serve qualcosa? >> domandò sua sorella finalmente allegra. << Gaia ciao. Non preoccuparti, al momento non mi viene in mente nulla che potesse servirmi. >> rispose Giulia tranquillizzandosi. << Dille di ricordarselo perché poi si lamenta che non ha ciò che le serve. >> aggiunse Anastasia all’altro capo del telefono in disparte ma perfettamente udibile anche da Andrè che fece una risatina sommessa. << Davvero, non mi serve nulla ora. >> ripeté la ragazza arrossendo. Sua sorella aveva messo il vivavoce: << Okay. Allora ci… >> disse Gaia ma fu interrotta da sua madre:<< Chiedile con chi è, e quando torna. E’ stata alquanto misteriosa nel messaggio che mi ha lasciato. >> insisté la donna sempre in disparte ma perfettamente udibile. << Dì a mamma di stare tranquilla. Le spiegherò tutto quando rientro tra un paio d’ore circa. >> disse Giulia alzando gli occhi al cielo. << Va bene a dopo sister. >> concluse Gaia dopodiché entrambe riagganciarono. << Tua madre è una tipa tosta. Non vorrei mai trovarmela in tribunale come avversaria. >> affermò Andrè divertito. << Si, è testarda e scaltra. Non sono mai riuscita a nasconderle nulla a causa del suo atteggiamento da poliziotto. >> sospirò la ragazza fingendosi esasperata. << L’ho notato anch’io. Cosa le dirai ora?Le parlerai di noi? >> domandò De Lyon curioso. << Non lo so ancora. Non vorrei desse di matto sapendo del comportamento del mio ex. Magari renderò la nostra relazione più soft ai suoi occhi. >> disse Giulia appoggiando la testa al sedile. Il ragazzo scosse il capo sorridendo: << Madri, sono una gran rottura ma è impossibile vivere senza loro. >> aggiunse affettuosamente. Una volta arrivati al ristorante Damè ad Andrè bastò dire il suo cognome affinché la cucina da chiusa, visto l’ora, divenisse magicamente aperta. L’interno del locale era piccolo ma confortevole un mix di classicità e modernità. Le luci erano abbastanza soffuse e alcune pareti dipinte in modo astratto facevano spazio ad un’esposizione di vari tipi di vino. Per fortuna i due erano i soli commensali e a quel punto scelsero di sedersi ad un tavolo al centro della salettina accomodandosi sulle poltrone nere che sostituivano le sedie. Il cameriere si avvicinò loro consegnandogli i menu e la lista dei vini in modo molto professionale. Giulia affamata lo aprì immediatamente e Andrè sorrise divertito da quel gesto così semplice mentre scrutava la lista dei vini. << Scelto cosa mangiare? >> le domandò poi. << Si e no. Cioè vorrei prendere solo un antipasto e il primo vista l’ora. >> rispose Giulia dubbiosa. << Si forse hai ragione, farò anch’io così. Posso chiamare il cameriere? >> chiese il ragazzo chiudendo il menu dei vini e aprendo l’altro. Lei assentì con il capo e Andrè fece segno all’uomo di avvicinarsi. Giulia scelse come antipasto un mix di formaggi con marmellata e miele e come primo crespelle con ripieno di carciofi e fonduta di Parmigiano. De Lyon invece prese un carpaccio di tonno come antipasto, per primo raviolo di patate alla Ponzese e da bere ordinò un Cabernet Sauvignon molto costoso. Nell’attesa delle portate il ragazzo si ricordò della proposta che aveva pensato di fare a Giulia riguardo all’evento organizzato da suo padre il sabato di quella settimana. Ci rifletté attentamente, non sapeva se lei avrebbe accettato, forse aveva altri impegni o forse era troppo presto per portarla ad un ricevimento familiare. << A cosa pensi? >> gli domandò Giulia vedendolo rimuginare su qualcosa che a lei sfuggiva. Il ragazzo la guardò perplesso: ‘’O la va o la spacca!’’ pensò poi mettendosi a sedere dritto. << Ascolta Giulia, sabato, questo sabato, mio padre organizzerà una sorta di rinfresco nella villa di famiglia e mi farebbe piacere se tu mi accompagnassi. >> le disse trattenendo il fiato. La ragazza lo osservò soppesando le sue parole sorpresa. Andrè l’aveva davvero invitata a casa sua per un evento? << Un..un rinfresco? >> domandò poi confusa. << Si, si tratta di un party per il rientro dei miei dall’America ma sono invitati anche molti importanti famiglie, uomini d’affari e potenziali clienti. Che ne dici? >> chiese il ragazzo speranzoso. << Non saprei. Ci sarà anche la tua famiglia e..beh come hai intenzione di presentarmi?Cioè loro non sanno di..beh di noi? >> chiese Giulia perplessa. << No, tendo ad essere riservato riguardo alla mia vita sentimentale. Come vorresti essere presentata tu? >> domandò Andrè a sua volta. << Non saprei, credo sia presto per essere annunciata come la..la tua fidanzata. Amica per ora forse è meglio… >> mormorò la ragazza arrossendo. << Amica eh?D’accordo forse hai ragione, anche perché altrimenti mia madre ti girerebbe intorno chiedendoti qualsiasi cosa ma non ti prometto che nonostante ciò non lo farà. >> rispose De Lyon fingendosi infastidito. Giulia rise e si scostò per permettere al cameriere di posare il vino, i calici e dopo poco anche gli antipasti sul tavolo. L’uomo poi stappò la bottiglia e versò il contenuto nei bicchieri allontanandosi discretamente. La ragazza prese il suo e con un sorrisino disse ‘’Cheers!*’’ [*cin cin in inglese] dopodiché lo fece urtare leggermente a quello di Andrè che la guardò divertito e rispose allo stesso modo. I due bevvero e poi iniziarono finalmente il loro pranzo.

<< Mami sono a casa. >> disse Giulia varcando la soglia dell’appartamento. << Ahhh eccoti finalmente! Giulia De Angelis tu mi devi delle spiegazioni. >> esclamò Anastasia comparendo in salone come una furia. Indossava un tubino blu di cotone a mezze maniche su cui aveva accostato una giacca nera. La ragazza sbiancò, cos’era successo?Aveva scoperto di Andrè?O peggio Giorgio le aveva detto qualche bugia su di lei? << Mamma cos’è successo? >> mormorò la ragazza sentendosi improvvisamente la gola secca. << Cosa è successo?Ti sei arresa al nemico, ecco cosa succede! >> aggiunse la donna stringendo i pugni. << Mi spieghi di cosa diamine parli?Dove è Gaia? >> domandò la figlia confusa. << Tua sorella è a danza. Parlo della Mercedes parcheggiata in cortile e del commovente e odioso biglietto che ti ha scritto quel codardo di tuo padre! >> rispose sua madre guardandola duramente. Giulia sospirò di sollievo non si trattava né di Giorgio né di Andrè. << Oh mami, stai tranquilla. Non ho intenzione di tenerla. Ne ho già parlato anche con lui. >> disse poi legandosi i capelli e sedendosi su uno sgabello. << Gli hai parlato?Oddio Giulia!Dove è finito il piano ‘’facciamolo cuocere nel suo brodo?’’ >> la accusò Anastasia. << Mamma basta!Non voglio saperne più nulla di te e di papà. Siete adulti e se metteste davanti i sentimenti e non l’orgoglio magari ora staremo tutti insieme. Invece papà vuole fare Peter Pan con noi membri della famiglia e tu ti nascondi dietro al divorzio per punirlo. Ma lui è fatto così, non dico che abbia ragione ma anziché ‘’fargliela pagare’’ avresti potuto prenderlo in un altro modo, dialogando ad esempio, invece che urlare che ha tardato alla cena con i nonni per un aperitivo con un collega!Mi manca mamma, mi manca quello che eravamo e mi sento in colpa, tremendamente in colpa perché io per un po’ ho potuto vedervi felici mentre Gaia no. >> esplose la ragazza esasperata. Anastasia non sapeva cosa dire. Sua figlia aveva ragione. Aveva usato il divorzio come punizione ma non si era mai fermata a parlare con Renato per capire il motivo del suo comportamento. Si era sempre limitata ad impartigli ordini e a rimproverarlo quando non li eseguiva conformemente al suo dettato. << Ora devo andare a ripassare. >> aggiunse la ragazza e salì in camera sua completamente a pezzi.

Andrè rientrò nella sua villa felice come non mai alle diciotto in punto. Aveva trascorso molto tempo con la sua Giulia e ancora sentiva addosso il suo profumo e sulle labbra il suo dolce sapore. Si tolse la giacca e la consegnò alla cameriera che si era materializzata nell’enorme ingresso dallo stile settecentesco: << Buona sera Andrè. Oggi ha un’aria felice. Come è andato il lavoro? >> domandò la donna non troppo anziana e dai capelli sale e pepe con un forte accento francese. << Bene Emélie, ma non è quello il motivo del mio umore. Invece qui come va? >> chiese a sua volta il ragazzo. << Bien que, je déteste gâcher votre humeur,mais vous avez reçu une lettre, cette lettre, de Paris. Est opportun que chaque année. (Bene anche se mi dispiace rovinare il vostro umore, ma voi avete ricevuto una lettera, quella lettera, da Parigi. E’ puntuale come ogni anno.) >> rispose la cameriera tristemente e il volto di Andrè divenne cinereo. << O… Où est la lettre?(Dove è la lettera?) >> domandò poi esitante. << Dans votre chambre. (Nella vostra camera.) >> rispose Emélie sospirando. Era a servizio della famiglia De Lyon da circa trent’anni e aveva visto crescere il piccolo Andrè e la sorellina Giselle. Negli anni aveva sempre svolto bene il suo lavoro e sia Auguste che Michelle De Lyon si erano affezionati a lei e lei a loro al punto da conoscere tutti i segreti della famiglia. Tutti. Il ragazzo assentì con il capo e si avviò verso la scala dal corrimano in legno lucido e dagli scalini in marmo pregiato. << Andrè. >> – lo chiamò la donna affettuosamente – << Ce n’est pas de votre faute. (Non è colpa vostra.) >>. Il ragazzo non rispose e continuò a salire i gradini. Una volta giunto nella sua camera, degna di un principe, dal letto a baldacchino stile Luigi XVI e mobilio in legno pregiato dello stesso periodo storico, il ragazzo si diresse alla scrivania posta sulla parete sinistra piena di libri e scartoffie lavorative. Davanti ad essa vi era una sedia in legno con l’imbottitura di stoffa elegante e raffinata e un abat-jour del medesimo stile del mobilio. La lettera era lì. Come ogni anno, da sette anni. Gli occhi gli si riempirono di lacrime. Avrebbe potuto fermare quello strazio, quel tormento che a volte gli toglieva il sonno, ma aveva scelto di no. Era la sua punizione. Prese la busta e la aprì con le mani tremanti dopodiché tirò fuori la foto e il biglietto ivi contenuti. Le gambe gli cedettero come sempre e si trovò a singhiozzare disperatamente. << Mi dispiace. Mi dispiace. >> mormorò portandosi la foto al petto. << Perdonami. Perdonami. >> aggiunse affranto chiudendo gli occhi. Rimase lì inerme e desolato cullato dal dolore e dai ricordi. Ricordi oscuri e deplorevoli come la sua vera essenza. Non meritava ancora di essere felice dopo quello che era accaduto. Non meritava di vivere. Per anni aveva cercato di accettare ciò che era accaduto, ma inutilmente. Le immagini di quel giorno o meglio di quella notte lo tormentavano fino allo sfinimento. Ma non poteva far nulla, non c’era modo di porre rimedio e l’unica soluzione era quella di autopunirsi in quel modo. Si contorse il cervello per più di un’ora fin quando sentì bussare alla porta: << Cosa c’è? >> disse il ragazzo cercando di darsi un tono. << Signor Andrè, scusi il disturbo ma ha una visita da parte del signor Luke. >> annunciò l’anziano maggiordomo educatamente. << Fatelo accomodare nel giardino di Iris e offritegli da bere. Arrivo subito. >> rispose De Lyon rimettendosi in piedi e asciugandosi gli occhi. Prese la foto e insieme al biglietto li ripose nel cassetto sulla pila di foto e biglietti ricevuti in passato. Lo chiuse e andò in bagno a sciacquarsi il viso. Respirò profondamente e dopo aver assunto la sua solita aria da padrone del mondo uscì dalla camera e raggiunse l’amico in uno dei giardini della villa che faceva spazio ad un enorme gazebo sotto cui vi erano tavolini bassi in vetro e vimini e poltrone dello stesso materiale su cui vi erano poggiati morbidi cuscini. Il sole stava quasi per tramontare e il clima era tipico di una calda primavera. << Ahhh!Eccoti bastardo opportunista. Domenica hai vinto i nostri soldi a poker e poi sei sparito per quasi tre giorni. >> gli disse Luke divertito alzandosi e dandogli una pacca sulla spalla. Andrè abbozzò un sorriso e salutò l’amico allo stesso modo. << Ho avuto da fare in ufficio, per fortuna mio padre torna sabato. >> rispose poi avvicinandosi ad una poltrona e sedendosi. Luke lo imitò e riprese a sorseggiare il suo Martini. << Bien, bien. Quindi non potrai rifiutare la mia offerta. Carlos e Philipe hanno già accettato e sono a fare compere come due femminucce. >> annunciò l’amico sorridente. << Di che si tratta? >> domandò Andrè chiamando il suo maggiordomo. << Brasile!Immagina: noi quattro stesi sulla spiaggia di Rio mentre donne in topless ci offrono cibo e bevande. Ho già prenotato all’Hotel Miramar. >> rispose Luke con la testa già lì. << Mi dispiace ma non posso. >> mormorò De Lyon dando poi ordini al maggiordomo di preparargli un Martini rosé. Il sorriso dell’amico svanì: << Non puoi?Che cazzo dici Andrè? >> << Luke non posso e basta. >> ripeté il ragazzo che per niente al mondo si sarebbe allontanato dalla sua Giulia. << Al diavolo De Lyon!Cosa non mi stai dicendo?Ti ho fatto qualche scorrettezza? >> esplose Luke permaloso come sempre. Andrè alzò gli occhi al cielo, quando faceva così quel ragazzo era peggio di una fidanzata gelosa. << Non mi hai fatto niente, solo che… >> iniziò poi non sapendo se parlargli di Giulia. Luke e il resto della combriccola l’avrebbero messo in croce se avesse accennato alla sua storia con lei. << Su sputa il rospo. Si tratta della bionda del Goa vero? >> lo anticipò l’amico. De Lyon si chiese se poteva fidarsi ma alla fine assentì con il capo. << Ti capisco, quella tipa ha un culo meraviglioso! >> esclamò Luke divertito e malizioso. << Ed è solo mio! >> rispose prontamente Andrè involontariamente possessivo. L’amico sgranò gli occhi davanti a quell’affermazione e poi scoppiò a ridere: << NO!Non è possibile: Andrè De Lyon è innamorato. Aahahah! >> disse poi ridendo come non mai. << Smettila Luke. Non ho detto di essere innamorato, solo di non pensare al suo culo in quel modo. >> si difese il ragazzo. << Certo, certo come no. Ahh! Poveri noi, da oggi in poi saremo i soli a divertirci. Devo assolutamente dirlo a Carlos e Philipe. >> lo prese in giro Luke. << No. Non dirai niente a nessuno. >> lo interruppe De Lyon guardandolo seriamente. << Ah!Ma quanto ti incazzi?Comunque okay terrò la tua ‘’cotta’’ solo per me. >> rispose l’amico scosso ancora dalle risa. << Va al diavolo Luke! >> esclamò Andrè. << Beh la ragazza dal ‘’bel culo’’ ti lascia uscire stasera o siete già nella fase della prigionia?Ecco perché cerco di tenere lontani i sentimenti. Ho bisogno di libertà io e anche il mio uccello. >> affermò Luke divertito. De Lyon fece una smorfia fingendosi esasperato: << Si, sono libero per stasera. Dove vuoi andare? >> << A bere fino a non capire più nulla e visto che tu non puoi ubriacarti e rischiare di scoparti la prima che capita ci farai da autista. >> lo provocò l’amico ricevendo in cambio un’occhiataccia da parte di Andrè. << D’accordo. Prendiamo il Suv allora. >> annunciò chiamando poi il maggiordomo e chiedendogli di dare ordini al suo autista di preparare l’auto per la serata. << Oui. Ci vediamo alle undici e mi raccomando non farti mettere nel sacco da quei bellissimi occhi blu. >> rispose Luke alzandosi in piedi per andarsene. << Vattene prima che ti prenda a calci in culo fino alla tua Ferrari. >> lo minacciò De Lyon alzandosi a sua volta. L’amico scoppiò a ridere e si allontanò insieme al maggiordomo. Andrè a quel punto decise di chiamare Giulia per informarla dei suoi piani. Forse Luke aveva ragione quella ragazza gli stava entrando dentro come nessun altra prima di allora e la cosa iniziava a spaventarlo.

<< Pronto? >> disse Giulia rispondendo al telefono con il cuore a mille dopo aver visto che si trattava di Andrè. << Ciao Giulia, ti disturbo? >> domandò lui camminando per il suo soggiorno, paragonabile ad una sala di Versailles, nervosamente. << No, stavo solo leggendo un libro dopo aver finito di ripassare diritto commerciale. Tu che fai? >> domandò la ragazza allegramente. Possibile che Andrè fosse la cura ad ogni suo male?Le era bastato sentirlo per alleviare la tensione provocatale dalla discussione con la madre. << Ho ricevuto la visita di un amico che mi ha invitato ad uscire con lui stasera. >> disse il ragazzo. << Dove ve ne andate di bello? >> chiese Giulia curiosa. << In qualche bar. Tu hai programmi? >> domandò Andrè a sua volta. << Vedrò un’amica. L’hai conosciuta venerdì al ballo: Kara. >> rispose la ragazza pensando a quanto poco tempo fosse trascorso da quella sera. Le sembrava fosse passato un mese o più. << La mora seduta accanto a me durante il tuo discorso? >> << Si. >> << Cosa farete? >> domandò Andrè incuriosito. << Pizza, film e pettegolezzi. >> rispose Giulia divertita. << Roba da ragazze quindi. Non esci solitamente? >> << Si e no. Dipende anche da quello che faccio il giorno dopo. Ad esempio domani devo recarmi presto all’università per consegnare la copia corretta della mia tesi. >> lo informò la ragazza stiracchiandosi. << Capito. Io invece domani avrò molto lavoro da svolgere ma mi piacerebbe vederti per cena. >> la invitò lui dolcemente. Giulia sorrise a quell’invito, mentre il suo cuore iniziava a battere forte: << Sarebbe meraviglioso. >> rispose allegra. << Allora domani sera sia. Piccola ora devo lasciarti. Ci sentiamo più tardi. Buona serata. >> le disse Andrè preparandosi alla telefonata che tra poco avrebbe ricevuto da sua sorella Giselle. << Grazie, buona serata anche a te. >> gli augurò la ragazza e poi riagganciarono.

<< Se domani mi arrestano di che ho dovuto farlo. Quel maledetto figlio di Minnie ha osato insinuare che tu lo tradissi? >> esclamò Kara su tutte le furie mentre Giulia le intimava di abbassare la voce. Avevano appena finito di mangiare e ora lei stava raccontando all’amica i dettagli del suo appuntamento con Andrè. Anastasia e Gaia erano al piano di sotto a guardare un film;Giulia aveva evitato di parlare con sua madre per tutto il pomeriggio fingendo però che andasse tutto bene al rientro di Gaia e all’arrivo di Kara. << Si e a quel punto gli è arrivato il pugno da parte di Andrè. >> aggiunse la ragazza sdraiandosi sul suo letto dalla trapunta rosa. << Oh che uomo!Ha difeso la sua donna davanti a tutti. Ti invidio a morte lo sai? >> disse Kara sognante. << Oddio non dirai sul serio?Sono morta di vergogna ed inoltre pensavo che Andrè cambiasse idea su di noi. >> mormorò la ragazza teatralmente affranta. << Sei drammatica Giuly. Se ti ha scelta ti vuole sul serio. Un uomo come lui non starebbe a perdere tempo così se non fosse davvero interessato. Quindi rilassati e cerchiamo di trovare una soluzione per Giorgio invece. >> << Non posso fare nulla per Giorgio. E’ un cretino ed intendo lasciarlo perdere. >> << Se torna a darti fastidio tu avvisami lo faccio nero. >> affermò Kara sicura di sé. << Okay ora basta parlare di divorzio, Giorgio o francesi. Ci aspetta il nostro tenebroso Damon Salvatore. >> disse la ragazza accendendo la tv.

Il giorno dopo Giulia si svegliò di buon ora e scese in cucina dove trovò sua madre che finiva di preparasi per andare a lavoro dopo aver accompagnato Gaia a scuola. Nessuna delle due donne parlò ma entrambe sapevano che prima o poi avrebbero dovuto affrontare di nuovo l’argomento che le aveva fatte discutere. La ragazza iniziò a fare il caffè ma distrattamente fece cadere un po’ di polvere di caffè sul pavimento. Anastasia lo notò stava per avvicinarsi per aiutarla ma poi ci ripensò notando l’atteggiamento ancora distaccato di sua figlia: << Pranzi.. pranzi qui? >> le domandò poi provando a sondare il terreno. << Si. Passo anche a prendere Gaia al liceo. >> rispose atona Giulia che aveva messo la macchinetta sul fuoco e pulito la polvere scura caduta sulle piastrelle. << D’accordo. Io ho un pranzo con un cliente, in frigo c’è tutto quello che vi serve. >> disse la madre avvicinandosi alla porta triste. << Okay. >> rispose la figlia senza guardarla. Anastasia sospirò angosciata ma poi girò il pomello e uscì di casa. Una volta sola Giulia sospirò affranta, odiava discutere con sua madre ma non poteva continuare a vivere in quella situazione a metà tra lei e suo padre. Dopo aver bevuto il caffè, più acquoso del solito, si diresse in camera sua per fare una doccia. Si lavò i capelli con il suo shampoo ai fiori di pesca, e il corpo con il suo bagnoschiuma al cioccolato bianco che le faceva venire sempre fame. Una volta terminato si avvolse nel suo accappatoio e iniziò a scegliere cosa indossare. Ci pensò su e alla fine optò per un jeans bianco in cui inserì una cinta marrone, una maglia larga sul petto e stretta sulla vita di filo verde smeraldo e un paio di stivali da cavallerizza del colore della cinta. Asciugò i capelli, mossi di natura, lisciandoli poi con la piastra e si truccò gli occhi con correttore, matita verde, mascara nero, e le guance con il blush. Si guardò allo specchio soddisfatta. Chissà se ad Andrè sarebbe piaciuta con i capelli lisci. Sorrise alla sua immagine riflessa che la imitò, poi prese il cellulare, una borsa Fendi marrone e scese al piano di sotto. Si spruzzò un po’ di Wood e dopo aver preso le chiavi della sua Smart chiuse a chiave la porta di casa e si diresse in giardino. La Mercedes regalatale da suo padre era ancora lì, bellissima e potente. Immaginò quanta rabbia scatenava quell’auto in sua madre. Sospirò e salì nella sua macchina. Mise in moto accendendo immediatamente lo stereo inserendo un cd di musica suonata al piano dal musicista giapponese Yiruma. Voleva rilassarsi un po’ distaccarsi dalle preoccupazioni familiari. Aprì il cancello automatico e si avviò verso la sua facoltà stando attenta a non investire gli utenti del cantiere che continuavano imperterriti la ristrutturazione del vecchio stabile. Una volta giunta alla Sapienza si diresse dal suo relatore di tesi che dopo averla fatta attendere alcuni minuti la fece entrare nel suo studio. Lesse alcune pagine della tesi di Giulia complimentandosi con lei soddisfatto. Una volta concluso l’incontro la ragazza si fermò al bar dell’università per prendere un secondo caffè visto che il primo non era venuto molto bene. Stava pagando quando vide delle ragazze in fila dietro di lei che la osservavano e parlottavano tra loro. Lei gli rivolse uno sguardo interrogativo ma il cassiere la chiamò perché era il suo turno per pagare e lasciò perdere. Si sedette in seguito ad un tavolino e tirò fuori il suo cellulare. Il suo cuore saltò quando notò di aver ricevuto un sms da parte di Andrè. Emozionata lo aprì e lesse:

‘’ Buongiorno cara Giulia, spero che la tua giornata sia iniziata nel migliore dei modi. Io sono bloccato in ufficio e i clienti escono ed entrano. Spero di sopravvivere fino a stasera. Vorrei cenare nella mia villa e approfittare per fartela visitare, così per sabato sarai più rilassata. Cosa ne dici? ‘’

La ragazza sorrise felice. Andrè era una persona davvero dolce. Voleva che lei si sentisse a suo agio con lui e con la sua famiglia.

‘’Buongiorno a te Andrè. Mi dispiace che la vita da ufficio sia stressante ma cerca di restare a galla fino a cena. Sarei felice di visitare casa tua. Hai ragione magari mi aiuterà a rompere il ghiaccio.’’

Inviò il messaggio e si spostò per permettere ad un cameriere di posarle il caffè già pagato sul tavolino. La ragazza prese la tazzina portandosela alla bocca quando però vide Giorgio avvicinarsi a lei come una furia. Per poco non si strozzò bevendo. Posò immediatamente la tazza sul piattino raccattando velocemente la borsa e il cellulare, che vibrò per l’arrivo di un messaggio, per filarsela ma il suo ex fu più veloce. << Eccoti. Ecco l’ipocrita della mia ex! Hai anche la faccia di farti vedere in giro? >> disse il ragazzo in modo poco discreto. Giulia sbiancò guardandosi intorno imbarazzata. << Giorgio vattene. Non è questo il posto dove discutere. >> gli disse notando dei lividi sul suo volto sicuramente provocatigli dai colpi di Andrè. << Discutere del tuo doppio gioco?Lo sanno ormai tutti qui che sei una falsa. Che mentre stavi con me ti vedevi con quello sporco francese e senza vergognarti hai ballato anche con lui davanti ai nostri colleghi. >> affermò il ragazzo alzando la voce quel tanto che bastava ad attirare gli sguardi altrui su di loro. Giulia arrossì, sia di rabbia che di vergogna. Quel maledetto bugiardo la stava diffamando già in facoltà. Forse era per quello che le ragazze in fila la osservavano. << Non starò qui a sentire un’altra delle tue assurdità. Tu mi hai tradita e lo sai bene. Sii uomo e accetta le conseguenze del tuo schifoso comportamento. Lasciami in pace. >> disse la ragazza fuori di sé cercando però di non alzare la voce e scattando in piedi per andarsene. Giorgio la inseguì, non demordeva. Il suo orgoglio ferito minava la sua solita calma e il carattere mite. Giulia si recò velocemente nel parcheggio, raggiunse la sua Smart ma quando stava per salire il ragazzo la afferrò e la bloccò vicino alla portiera dell’auto. << Lasciami andare o mi metto ad urlare. >> gli intimò Giulia fuori di se. << No. Fin quando non ammetterai di avermi tradito anche tu. >> ribatté Giorgio osservandola intensamente. Non sapeva cosa volesse che lei gli dicesse in realtà. Il senso di colpa e la rabbia per averla persa lo stavano soffocando e si era aggrappato all’unica speranza che forse non era stato lui a rovinare tutto. Forse se non avesse agito da idiota, tradendola, sarebbe stata Giulia a farlo soffrire comunque. Era un comportamento ancora più vigliacco e anche se non se ne rendeva del tutto conto non riusciva a non sperare in quell’errore. Sarebbero stati alla pari così. << Mi dispiace Giorgio ma io non ti ho mai tradito. >> sussurrò la ragazza esausta. Giorgio le credette immediatamente, gli occhi azzurri di Giulia erano i più sinceri che avesse mai visto. Fece un passo indietro liberandola dalla sua stretta. Ora si sentiva ancora più in colpa. Giulia con lo sguardo basso entrò in macchina, mise in moto e andò via con il cuore e la mente storditi.

<< Monsieur De Lyon vuole che le serva il pranzo qui o nella sala ricreazione? >> domandò Lora la segretaria facendo capolino nell’ufficio del ragazzo. Andrè fissava il cellulare, Giulia non aveva ancora risposto all’ultimo messaggio. ‘’E’ passato solo un quarto d’ora. Forse è impegnata all’università.’’pensò provando a tranquillizzarsi. La donna tossì per attirare l’attenzione visto che lui non si era accorto della sua presenza: << Lora, scusami cosa hai detto? >> le domandò cercando di tornare professionale. << Le ho chiesto, signore, se vuole pranzare qui o nella sala ricreazione. >> ripeté la segretaria. << Qui. Devo fare delle telefonate. >> rispose il ragazzo secco. Lora assentì e uscì dall’ufficio. Trascorse un’altra mezz’ora tra telefonate di lavoro ma la risposta di Giulia non era ancora arrivata. Andrè si alzò e iniziò a passeggiare nervosamente per il suo ufficio. Non era da lui essere così paranoico ma in quel momento non poteva farne a meno. Stufo afferrò il cellulare e decise di telefonarle, contemporaneamente però il suo telefono squillò: era Giulia. Andrè rispose immediatamente: << Pronto? >> disse facendo trapelare tutta la sua preoccupazione. << Andrè, scusami se ti chiamo a lavoro non volevo disturbarti ma mi… mi piacerebbe vederti… ora. >> mormorò la ragazza imbarazzata e triste allo stesso tempo. Non aveva mai fatto una cosa del genere in passato. Chiamare un ragazzo e chiedere di vedersi era impensabile, neanche con Alessandro, il suo primo amore, per quanto le mancasse non aveva mai svelato il suo bisogno di vederlo. Andrè prese la giacca, le chiavi della Porsche e uscì dal suo ufficio in tenta secondi: << Arrivo. Dove sei? >> le chiese impaziente di raggiungerla. << Sono sotto il tuo ufficio con la mia auto. >>. Il ragazzo sorrise felice di non dover perdere altro tempo per raggiungerla. << Sono li tra un minuto. >> disse e poi riagganciò. Andrè passò davanti alla reception e impartì degli ordini a Lora velocemente per il prossimo appuntamento poi si lanciò in un ascensore. Nel frattempo Giulia in macchina muoveva la gamba destra nervosamente. Cosa stava combinando?Aveva disturbato Andrè, un importante imprenditore, solo perché la discussione con il suo ex l’aveva turbata?Dove era finita la sua forza, la sua determinazione?Non aveva mai chiesto aiuto a nessuno, si era sempre rialzata da sola. Ora invece sentiva il bisogno di quel ragazzo come se fosse appesa ad un filo. Qualche minuto dopo il portone dell’impresa si aprì e una chioma biondo rame e due occhi azzurro cielo attirarono l’attenzione di Giulia che scese dall’auto con il cuore a mille. Il suo Andrè indossava un jeans con una camicia azzurra e una giacca sportiva blu chiaro ed era bello più del sole. Il ragazzo come guidato da una mano invisibile si voltò verso di lei e rimase abbagliato come sempre dalla sua bellezza fresca e naturale. << Giulia! >> esclamò sorridente e andandole in contro con passo svelto. La ragazza ricambiò il sorriso arrossendo e gli andò incontro. Andrè la afferrò tra le braccia e la strinse respirando il suo dolce profumo. L’inquietudine e la tristezza di Giulia scomparvero improvvisamente tra le quelle braccia forti e rassicuranti. I due si guardarono intensamente come se fossero stati lontani per giorni anziché ore dopodiché le loro labbra si andarono in contro attratte come calamite. Un senso di sollievo ed euforia invase entrambi, il bacio era dolce ma esigente come se non bastasse, come se solo continuando a stare incollati i due potessero respirare e vivere. Come se l’uno fosse la fonte di ossigeno dell’altra e viceversa. Il cuore di Giulia batteva all’impazzata insieme a quello di Andrè che non riusciva a spiegarsi come quella ragazza potesse farlo rinascere ogni volta solo con una semplice carezza. Il bacio finì lentamente ed entrambi si staccarono controvoglia ma finalmente sazi di passione. << Stai bene? >> le chiese Andrè preoccupato. << Si, scusami se ti ho disturbato. Non volevo ma… >> rispose Giulia ma fu interrotta. << Non c’è problema. Puoi disturbarmi quando vuoi. >> le sussurrò Andrè rassicurante. La ragazza sorrise timidamente: << Grazie. Eri in riunione? >> gli domandò sentendosi in colpa lo stesso. << No, attendevo il pranzo. Ti piacerebbe dividerlo con me? >> le propose De Lyon accarezzandola. << Mi piacerebbe tanto ma non posso. Devo passare a prendere mia sorella a scuola e prepararle da mangiare. >> rispose la ragazza delusa. Andrè percepì il suo dispiacere e cercò di farla sorridere: << Capisco. Non preoccuparti, tanto stasera ti avrò tutta per me. >> le disse malizioso. Il cuore di Giulia tremò dall’emozione e un luminoso sorriso le apparve sul volto. Il ragazzo sorrise a sua volta ma il suo cellulare iniziò a vibrare. Lui lo prese e lesse il messaggio della sua segretaria che lo informava dell’inizio della riunione. Andrè imprecò mentalmente disturbato dal fatto di doversi già congedare dalla sua fidanzata. << Giulia ora devo andare. Mi dispiace ma ho una riunione. >> disse poi facendo trasparire il suo disappunto per quell’interruzione tra loro. << D’accordo. Vai e amministra Boss. >> scherzò Giulia. Andrè la afferrò e la baciò divertito: << Sono felice che tu sia passata a salutarmi. Stasera manderò il mio autista a prenderti alle otto in punto. Non tardare altrimenti ti becchi una punizione. >> mormorò trasalendo poi nel rendersi conto di aver usato la parola ‘’punizione’’. La ragazza ovviamente non se ne accorse e decise di stare al gioco. << Che genere di punizione? >> domandò con voce più sensuale del voluto. De Lyon sbiancò e si eccitò contemporaneamente, altre immagini di Giulia piegata mentre lui la puniva con una frusta gli riempirono la mente. Si riscosse e si distaccò da lei in modo freddo. << Devo andare. Ci vediamo stasera. >> disse secco. La ragazza restò spiazzata dal suo comportamento, aveva forse detto qualcosa di sbagliato? << D’accordo. >> sussurrò poi e lo vide sparire all’interno dell’impresa.

<< Gaia come contorno vuoi le patate o le carote? >> domandò Giulia infilando la testa nel frigo. << Patate. Gli hamburger sono quasi pronti. >> rispose la sorella allegra. La ragazza tirò fuori delle patate già affettate, le condì con olio, sale e pepe e le infilò nel microonde dopodiché prese due tovagliette e le mise sul tavolo della cucina insieme ai bicchieri e alle posate. Una volta che fu tutto pronto le due sorelle si misero a mangiare facendo zapping alla tv. << Sai a che ora torna la mamma? >> chiese Gaia all’improvviso. << Credo alle cinque come al solito. Perché? >> le domandò Giulia a sua volta. << Così. Sai ho ricevuto un messaggio da papà. Ha detto che domani parte. >> disse la piccola di casa con un tono leggermente triste. << Lo so. Devo riconsegnargli la Mercedes parcheggiata in giardino. >> affermò la ragazza esausta da quella situazione. << Giulia secondo te i diverbi tra mamma e papà si appianeranno prima o poi?Sai, anche se fingete che va tutto bene io l’ho capito che papà ha ferito te e la mamma di nuovo. Mi dispiace e vorrei fare qualcosa. >> mormorò Gaia speranzosa. << Ascoltami, mamma e papà si amano credo che l’avrai capito anche tu ormai. Solo che sono due teste calde che non vogliono abbassare le armi. >> rispose Giulia versandosi da bere. << Magari dovrebbero starsene soli e parlare. Senza Selena soprattutto. >> propose la sorella minore posando la forchetta che aveva in mano. << L’unica cosa che dovrebbero fare è accettarsi e trovare un punto di incontro. Selena è solo una scusa di papà. >> ammise la ragazza sicura. Gaia assentì con il capo e si alzò per prendere il ketchup e la discussione finì lì. Dopo aver pranzato le due ragazze rassettarono la cucina e poi si dedicarono ai propri studi. Alle cinque Anastasia rientrò decisa a far pace con sua figlia maggiore. Aveva riflettuto per tutto il giorno sulle sue parole e si era resa conto che in fondo aveva ragione. Non poteva prendersela con le sue figlie, non poteva pretendere che loro agissero in modo freddo e distaccato come lei. Inoltre non era giusto che Gaia dovesse desiderare una pace familiare. << Ciao mamma. Com’è andata a lavoro? >> la salutò la piccola di casa andandole in contro. << Ciao Gaia, tutto bene a lavoro. Tu invece sei stata interrogata in storia? >> chiese la donna togliendosi la giacca e avvicinandosi per dare un bacio alla figlia. << Bene. Anche se la professoressa Mirelli mi ha messo sei. >> rispose imbronciata Gaia. << Ah non dirlo come se non te lo meritassi. Storia non ti è mai piaciuta granché lo sappiamo. Comunque sia vedi di migliorare. Tua..tua sorella è qui? >> domandò la donna tesa. << Si è di sopra. Te la chiamo? >> << No, non preoccuparti, salgo io. >> disse Anastasia avviandosi su per le scale. Una volta arrivata alla camera della figlia bussò piano: << Giulia, sono io posso entrare? >> le domandò poi. << Sto studiando. >> rispose la ragazza freddamente. << Ti ruberò solo cinque minuti te lo prometto. >> insisté la madre. Dopo poco avvertì dei passi e la porta si aprì. << Dimmi. >> mormorò Giulia triste e scocciata allo stesso tempo. << Volevo scusarmi per..per come ti ho attaccata ieri. Hai ragione su tutto. Avrei dovuto parlare con tuo padre, avrei dovuto capirlo invece… >> Anastasia lasciò la frase in sospeso e Giulia le poggiò una mano sulla spalla in modo confortante. << Non è tardi mamma. Si può ancora recuperare tutto. >> le disse poi dolcemente. << Ti prego Giulia non farlo. Non farmi illudere di qualcosa che difficilmente accadrà. >> mormorò la donna sedendosi sul letto della figlia affranta. << Non voglio illuderti però proviamo a sistemare le cose. Poi il resto verrà da se. >> la incoraggiò la ragazza sorridente. Anastasia la guardò e sorrise fiduciosa: << Okay. Cercherò di restare lucida e vedere come va a finire la situazione. Più tardi parlerò con tuo padre e vedrò di riuscire a convincerlo a rimandare la sua partenza. Comunque è da ieri che voglio chiedertelo con chi sei stata a pranzo? >> le domandò poi curiosa cambiando argomento. Giulia sbiancò leggermente. Non si aspettava che sua madre tornasse alla carica così in fretta. Inoltre non sapeva cosa risponderle però non poteva mentirle del tutto perché quella sera avrebbe dovuto giustificare il fatto che sarebbe dovuta andare a cena da Andrè. << Con… con Andrè. Andrè De Lyon. >> mormorò arrossendo. La madre strabuzzò gli occhi meravigliata. << Cosa? Perché sei andata a pranzo con lui? >> le domandò poi perplessa. << Siamo..siamo diventati amici. >> rispose la ragazza esitante. << Amici?E Giorgio è d’accordo? >> chiese la donna scettica. << Con Giorgio..beh è complicato. Diciamo che abbiamo rallentato… >> ammise la ragazza tristemente. Sua madre la guardò apprensiva: << E’ successo qualcosa?Ti va di parlarne? >> chiese poi affettuosamente. << Non ora mamma. >> << Va bene, sai che puoi dirmi tutto. Quando sarai pronta io ci sarò. Solo fa che De Lyon resti un amico. Non mi fido dei ricchi, viziati e arroganti. Credono che con il denaro si possa comprare tutto. >> le consigliò Anastasia alzandosi in piedi. << Sta tranquilla. >> la rassicurò Giulia sorridendole ma sentendosi in colpa per averle mentito. Si ripromise che quando la storia con suo padre sarebbe stata risolta avrebbe detto a sua madre di Giorgio e Andrè. La donna poi si avviò alla porta: << Tra poco vado ad accompagnare tua sorella a danza. Vuoi che compri anche qualcosa per cena? >> chiese fermandosi sulla soglia. << Ah mamma a proposito stasera ceno fuori. >> << Posso sapere con chi? >> << Andrè. >> affermò Giulia timidamente. Anastasia le rivolse uno sguardo perplesso, poi scoppiò a ridere: << Ovviamente. >> disse e tornò in salotto.

Alle otto in punto Giulia era pronta. Aveva indossato un abito che sembrava però un due pezzi: la parte di sotto era una gonna nera aderente che si fermava parecchi centimetri sopra il ginocchio mentre la parte superiore comprendeva una maglia bianca accollata e svasata dalla vita (che comprendeva un piccolo pezzo di stoffa nera) in giù. Ai piedi indossò le Louboutin nere dal tacco vertiginoso che le aveva regalato suo padre a cui abbinò una pochette nera formata da scaglie di brillantini. Lasciò i capelli sciolti e lisci come al mattino mentre sostituì il maquillage verde con quello nero. Alla fine si guardò allo specchio agitatissima e insicura. Andrè l’aveva salutata in modo freddo davanti alla sua impresa ma nel tardo pomeriggio si era fatto risentire per scusarsi del suo comportamento e per confermare calorosamente la voglia di averla a cena. Scese al piano di sotto ricevendo complimenti e frecciatine da parte di sua madre mentre Gaia la guardava ammirata. Decise poi di cambiare profumo e si spruzzò un po’ di Gucci by Gucci. Dopo poco il citofono suonò e lei si precipitò a rispondere: << Chi è? >> disse emozionata. << Sono l’autista di monsieur De Lyon. Attendo la signorina Giulia De Angelis. >> disse un uomo in modo professionale. << Sono io. Scendo subito. >> rispose la ragazza dopodiché salutò la madre e la sorella e si diresse giù per le scale. Provò a mantenere la calma mentre attraversava il giardino ma inutilmente. Si avvicinò al cancello con le gambe tremanti aprì la parte piccola e si trovò davanti la limousine di Andrè. L’autista, che lei aveva conosciuto lunedì notte, la salutò educatamente e le aprì la portiera posteriore. La ragazza ricambiò il saluto e ringraziò l’uomo entrando poi nell’auto. Nell’abitacolo si avvertiva forte il profumo Dior Homme di Andrè che estasiò Giulia la quale sorrise felice di poter respirare una parte di lui. Dopo poco la limousine si mise in moto e partì diffondendo una dolce musica suonata al piano che lei riconobbe come ‘’Love me’’ di Yiruma. Un’altra cosa che avevano in comune lei e Andrè. Il tragitto alla ragazza sembrò tremendamente lungo, era emozionata come mai in vita sua. Guardò fuori dal finestrino e vide che l’auto stava percorrendo la familiare e famosa via Vittorio Veneto alberata e popolata come sempre fino a fermarsi accanto ad un grande cancello in ferro battuto situato alla fine della strada molto isolato rispetto agli altri palazzi. Il cancello si aprì automaticamente e la limousine iniziò a percorrere un vialetto fatto di cubetti di pietra a cui lati vi erano sprazzi di prato verde curatissimo, illuminati da lampioni in ferro battuto stile settecento. Dopo circa seicento metri l’auto si fermò davanti all’entrata enorme della casa composta da scalini in marmo chiaro e colonne color crema molto simile alla villa di Ostia, infatti anche qui l’ingresso era preceduto da una grande fontana ovale composta da tre vasche posizionate in via crescente. Giulia rimase incantata, si sentiva come se fosse entrata in un altro mondo dove il caos e il traffico di Roma non disturbavano la quiete di quel luogo. L’autista spense l’auto e andò ad aprire la portiera alla ragazza che scese elegantemente ringraziando l’uomo. Non ebbe il tempo di guardarsi ulteriormente in torno perché la massiccia porta d’entrata in legno lucido si aprì e Andrè apparve sulla soglia con un sorriso meraviglioso dipinto sul volto. Giulia rimase a contemplarlo per qualche secondo completamente estasiata: il ragazzo indossava un pantalone di cotone blu scuro, una camicia bianca e delle converse bianche e blu. I suoi occhi azzurri splendevano alla luce dei lampioni e dei faretti che erano contenuti nella fontana. De Lyon scese gli scalini agilmente e andò in contro alla ragazza posando gli occhi avidamente su ogni centimetro del suo corpo impazzendo alla vista delle sue gambe così scoperte. << Ciao Giulia. >> le disse prendendole una mano e portandosela alla bocca per baciarla. Giulia arrossì mentre il cuore le batteva all’impazzata a causa di quel dolce e raffinato gesto. << Ciao Andrè. >> mormorò poi mentre l’autista risaliva nella limousine che sparì nell’attraversare il resto del vialetto che Giulia pensò potesse essere lungo quasi un chilometro o più. << Sono felice che tu sia qui. Sei meravigliosa come sempre. Vieni la cena è quasi pronta. >> disse Andrè guidandola verso gli scalini tenendogli la mano. La ragazza sorrise timidamente davanti a quel complimento e seguì De Lyon con le gambe tremanti. Una volta varcata la soglia a Giulia sembrò di trovarsi a Versailles, infatti era in un immensa stanza ammobiliata, in stile Luigi XVI, da divanetti imbottiti e dalle bordature dorate accostati alle pareti di un dorato tenue in alternanza a mobili di legno lucido sopra cui erano posti gingilli e candelabri dello stesso periodo storico. Appesi alle pareti vi erano quadri che rappresentavano paesaggi francesi e italiani. Ma a dominare l’ambiente era la grossa scala dal corrimano il legno lucido e scalini in marmo. Il tutto era illuminato da un lampadario composto da balze di cristallo. << Oh. >> disse Giulia abbagliata da tutto quel lusso. Andrè sorrise come un bambino contento che la ragazza apprezzasse il luogo in cui viveva e la guidò verso un grande corridoio sulla sinistra, anch’esso finemente ammobiliato, che conduceva ad un altro atrio enorme dal quale si accedeva ad altre stanze. Su una parete però vi era una porta finestra tutta fatta di vetro che si apriva su un giardino alle spalle della villa. Giulia si guardò intorno apprendendo quanto più di quella splendida abitazione incuriosendosi quando Andrè la condusse fuori attraverso la porta finestra. Una brezza leggera li accolse, scompigliando delicatamente i capelli di entrambi. Il cielo si stava tingendo lentamente di un blu più intenso e le prime stelle della sera iniziavano a brillare. << Andrè questo posto è meraviglioso. >> disse la ragazza fermandosi e guardando il curatissimo prato puntellato da alberi alti e bassi dove in lontananza si scorgeva anche il getto di una fontana che doveva essere molto più grande di quella dell’ingresso. << Grazie. Sono felice che tu gradisca la villa di famiglia. Dopo mangiato ti farò vedere le altre stanze. >> rispose il ragazzo affettuosamente. Dolci note di un pianoforte riempirono il giardino intonando ‘’Because I love you’’ di Yiruma. << Piace anche a te questo musicista, vero? >> domandò Giulia curiosa. << Si, le sue melodie sono davvero particolari. Non dirmi che piace anche a te? >> chiese Andrè a sua volta. Lei assentì con il capo: << Un’altra cosa in comune. >> disse poi allegramente. De Lyon riprese a camminare sorridendo e guidò la ragazza fino ad un gazebo grande di ferro battuto sotto cui vi era un tavolo apparecchiato finemente che al centro ospitava una candela e un cestello del ghiaccio, inoltre poste l’una di fronte all’altra vi erano due sedie quasi regali. << Ceneremo all’aperto. Spero tu non senta freddo. >> annunciò dolcemente Andrè cogliendo la sorpresa e l’entusiasmo negli occhi della ragazza. << Non preoccuparti. Sto benissimo. >> gli rispose lei voltandosi a guardarlo. I loro sguardi si incrociarono e i due si persero l’una nell’altro. Con un agile movimento Andrè attrasse Giulia verso di se e la baciò. La ragazza chiuse gli occhi completamente in estasi. Il cuore le batteva forte mentre allacciava le braccia al collo di lui. De Lyon la tirò maggiormente verso di se imprimendo a quel bacio sempre più passionalità e dolcezza. I loro respiri erano sincronizzati e lievi. Nessuno dei due aveva voglia di staccarsi volendosi assaporare in modo intenso e lento. Le labbra di Andrè erano insistenti e bramose della bocca di Giulia la quale cercava di andare dietro alla sua lingua esperta. Pian piano però il fuoco tra i due aumentò e la dolcezza sparì lasciando il posto alla passione ardente. Andrè guidato dai suoi desideri fece scorrere le mani sulla schiena della ragazza fino ad arrivare al sedere. Giulia sorrise ma non smise di baciarlo ma fu De Lyon ad allontanarsi dalla sua bocca lentamente. << Credo sia meglio iniziare a mangiare. >> mormorò cercando di bloccare i pensieri lascivi che erano pronti ad invadergli la mente. << D’accordo. >> rispose Giulia facendosi guidare verso il tavolo. Andrè le scostò una delle sedie e dopo averla fatta accomodare la ragazza andò a sedersi di fronte a lei. Giulia lo ringraziò per quel gesto gentile e si perse nuovamente nei suoi occhi. Dopo poco comparve dal nulla un cameriere vestito di tutto punto: << Buona sera signori. >> – iniziò – << Monsieur Andrè posso portarvi l’antipasto? >> domandò poi con un leggero accento francese. << D’accordo Carl. >> rispose Andrè in modo quasi affettuoso. Il cameriere assentì con il capo ma prima di sparire di nuovo stappò il vino posto nel cestello del ghiaccio e lo versò nei calici di cristallo poggiati sul tavolo. << Grazie. >> disse prima De Lyon e poi Giulia. Quando l’uomo andò via Andrè intimò alla ragazza di assaggiare il vino rosso. Lei prese il bicchiere portandoselo lentamente alla bocca, respirò il profumo dolce e frizzante assaggiandolo poi in modo raffinato. << Ha un ottimo bouquet e un sapore delizioso. Che vino è? >> domandò curiosa. << E’ uno Chateau Latour del 2004. Ti intendi di vini? >> le chiese Andrè sorridendo del fatto che lei sapesse apprezzare anche un buon vino. << Non esattamente ma mio padre mi ha insegnato qualcosina. >> rispose la ragazza in modo sincero. << Capisco, hai dei modi davvero raffinati, Giulia. >> si complimentò lui ottenendo in cambio un sorriso timido e un lieve rossore sulle guance di lei. << Grazie. Anche i tuoi modi sono davvero eleganti. >> mormorò la ragazza arrossendo maggiormente. << Grazie, ma non sono sempre così. Comunque cambiando argomento come è stata la tua giornata? >> le domandò Andrè celando una sorta di avvertimento sotto quella frase. Giulia ci pensò un po’ su e si ricordò della scenata di Giorgio all’università e delle ragazze che la guardavano parlottando poi tra loro. Avrebbe dovuto dirlo ad Andrè? E se lui si fosse arrabbiato di nuovo? Di certo non voleva rovinare l’atmosfera creatasi e decise che era meglio tacere su quell’argomento. << Ho detto a mia madre della nostra ‘’amicizia’’. >> disse poi divertita. Andrè la guardò curioso: << E visto che sei qui devo dedurre che non si sia mostrata contrariata. >> osservò prendendo un sorso di vino. << Non proprio. Voleva sapere se a Giorgio, il mio ex, la cosa andava bene ma ho deviato il discorso. Non voglio che si preoccupi ancora di più per me. >> rispose la ragazza un po’ amareggiata. << Capisco. Devi sapere tu qual è il momento adatto per affrontare l’argomento. Voglio solo che tu stia bene. >> disse lui rassicurante stringendole la mano che lei aveva poggiato sul tavolo. Dopo poco arrivò il cameriere con gli antipasti che comprendevano: insalata alla francese, paté di salmone, tortini di patate e pesce. Giulia decise di assaggiare un po’ di tutto. Non aveva mai provato la cucina francese ed era curiosa di sapere se era buona come tutti dicevano. Andrè era contento di vederla mangiare con gusto inoltre c’era un qualcosa di sensuale nel modo in cui lei assaporava le varie pietanze anche se sapeva benissimo che ne era inconsapevole. << Perché mi fissi? >> gli chiese la ragazza prendendo un sorso di vino. << Non posso farne a meno. Mi attrai in ogni momento. >> rispose lui in tono involontariamente malizioso. Il cuore di Giulia tremò e avvertì il forte desiderio di lanciarsi tra le sue braccia e baciarlo con più foga di prima. Forse anche per via dello sguardo ardente con cui Andrè la stava osservando. L’aria iniziò a caricarsi di aspettative, i pensieri di Andrè ormai correvano a briglia sciolta. Immaginò di passare le mani tra i capelli della ragazza in modo possessivo e di baciare ogni centimetro del suo collo sinuoso, fino ad arrivare ai seni…
<< Monsieur Andrè posso far arrivare i primi? >> domandò il cameriere riscuotendo il ragazzo dai suoi pensieri lascivi. << Si Carl. >> acconsentì poi sorridendo a Giulia che sentiva gli occhi di Andrè spogliarla letteralmente e la cosa non la infastidiva per nulla anzi desiderava passare dall’immaginazione ai fatti. ‘’Che mi sta succedendo?’’ si domandò poi arrossendo. << Sei stata all’università stamattina? >> le domandò Andrè per calmare i bollenti spiriti. << Si. Ho consegnato la versione corretta della tesi. >> rispose la ragazza tranquillizzandosi. << A quanto la discussione mia futura dottoressa? >> le chiese De Lyon orgoglioso. << Ad ottobre. La settimana prossima devo sostenere l’esame di commerciale avanzato e il mese prossimo quello di Penale II. L’avrei già passato se una persona di mia conoscenza non mi avesse fatto tardare. >> lo punzecchiò Giulia divertita. Andrè sbiancò e arrossì contemporaneamente. Aveva dimenticato di aver commesso un’azione così immatura e scorretta nei confronti di quella ragazza che ora dominava ogni suo pensiero: << Non so di cosa tu stia parlando. >> rispose poi fingendosi vago. La ragazza gli rivolse una finta occhiataccia ma a quel punto Andrè si alzò e le si avvicinò posizionandosi alle sue spalle e abbracciandola: << Mi dispiace, è stato davvero sgarbato da parte mia comportarmi a quel modo. Come posso farmi perdonare? >> le sussurrò all’orecchio con un tono più delicato della seta. I battiti del cuore di Giulia erano triplicati mentre il sangue scorreva veloce nelle sue vene. << Non..non preoccuparti. E’ tutto okay. >> mormorò poi senza fiato. Carl, il cameriere, comparve improvvisamente con i primi. Andrè si staccò controvoglia da Giulia e si andò a sedere al suo posto.

Una volta terminata la cena il ragazzo propose a lei di iniziare il piccolo tour della casa. Ritornarono all’interno e De Lyon condusse la ragazza in una delle stanze a cui si poteva accedere dal secondo atrio. << Questo è il salottino. >> annunciò aprendo una porta larga e lunga in legno lucido. << Credo che chiamarlo salottino sia un eufemismo. >> rispose Giulia osservando i grandi divani dello stesso stile dell’ingresso, imbottiti dalle stoffe azzurre e dorate e dalle bordature d’oro, posti l’uno di fronte all’altro. Al loro centro era posizionato un tavolino in legno su cui vi era un centrino color crema e un vaso di porcellana bianco che conteneva delle rose bianche e rosa. In un angolo della parete destra vi era un tavolo grande in legno circondato da quattro sedie principesche mentre addossato alle altre pareti, azzurre e bianche, vi erano quadri e mobili in legno lucido e alcune facevano spazio a delle finestre coperte da morbide tende. Sulla parete frontale alla porta di ingresso vi era un grande camino in marmo bianco dai ricami settecenteschi. << Okay non ci sono dubbi, sono a Versailles. >> disse Giulia sorridente. << Diciamo che mia madre ha preso spunto da lì quando ha deciso di ristrutturare questa villa. >> ammise Andrè divertito. Uscendo da quella stanza ripercorsero il corridoio iniziale che li condusse nel primo atrio dove il ragazzo iniziò a salire la scalinata invitando Giulia a seguirlo. Una volti giunti in cima alla rampa si apriva davanti a loro un androne, ammobiliato anch’esso da specchi, quadri e mobili, da dove si ramificavano vari corridoi. Andrè prese a percorrere il secondo a sinistra fino a giungere davanti ad una stanza chiusa da una porta a due battenti alta e larga in legno scuro. Abbassò la maniglia dorata e mostrò a Giulia la sua camera da letto. La ragazza guardò l’ambiente ammirata e sognante. Sin da piccola aveva sognato di dormire su un letto a baldacchino e scribacchiare lettere e poesie su una scrivania dallo stile così antico. Andrè entrò e invitò la ragazza a fare lo stesso. << Da come avrai capito questa è la mia camera da letto. >> le disse sorridendo timidamente. << Sembra la suite di un albergo. >> rispose Giulia scrutando i quadri e le foto appese alle pareti. Il suo sguardo poi cadde su un frustino di cuoio intrecciato appoggiato su un tavolo rotondo in legno circondato da sedie posto in un angolo: << Avete anche dei cavalli qui? >> domandò entusiasta andando a raccogliere l’oggetto. Andrè non capì l’origine di quella domanda fin quando non vide Giulia che si rigirava il frustino tra le mani e a quel punto sbiancò. Come aveva potuto lasciare in giro quell’aggeggio?Forse l’aveva portato da casa di Claudia?Non se lo ricordava e in un attimo fu vicino alla ragazza: << Non..non qui. >> mormorò prendendole l’oggetto dalle mani e posandolo nel suo grande armadio. Giulia si avvicinò al letto che le sembrava incredibilmente comodo: << Puoi sederti se vuoi. >> le disse Andrè leggendole nel pensiero. Lei arrossì leggermente e non si mosse, così fu il ragazzo a farla accomodare tirandola per mano. << E’ straordinariamente comodo. >> mormorò Giulia. << Sdraiati. >> le suggerì Andrè in tono leggermente sensuale eccitandosi al pensiero di vederla stesa sul suo letto. La ragazza obbedì e si spostò al centro del letto adagiandosi sulla trapunta blu e dorata stando attenta a non rovinarla con i tacchi. Andrè la osservò famelico passeggiando intorno al letto come una pantera che studia la sua preda prima di attaccarla. Giulia gli sorrise divertita ma poi notò lo sguardo ardente e pieno di desiderio che gli rivolse il ragazzo e la voglia di lanciarsi tra le sue braccia si insinuò nuovamente nella sua mente e nel suo corpo. Involontariamente si passò la lingua sul labbro inferiore e a quel punto il ragazzo non seppe controllarsi. In un attimo si trovò accanto alla ragazza con il volto sollevato a pochi centimetri da quello di lei. Il cuore di Giulia batteva all’impazzata, poi chiuse gli occhi e le labbra di Andrè si posarono sulle sue in modo passionale e forte invadendole la bocca con la lingua. La ragazza fu pervasa da brividi di piacere che solo con Andrè era riuscita a provare. De Lyon pian piano da seduto iniziò a sdraiarsi accanto a Giulia la quale lo attirava verso di se tirandogli il colletto della camicia. Il ragazzo iniziò ad eccitarsi maggiormente passando la sua bocca da quella di lei al collo sinuoso. Respirò e assaggiò il suo profumo che riconobbe come Gucci by Gucci lasciandole sulla pelle sensibile roventi baci. Giulia iniziò involontariamente ad ansimare mentre un brivido le corse verso il basso ventre. Senza rendersene conto si attaccò maggiormente ad Andrè il quale si posizionò sopra di lei facendole divaricare leggermente le gambe. Il suo bacino si attaccò a quello della ragazza e a quel punto perse completamente il controllo. Il suo membro si indurì e le sue mani iniziarono a correre sul corpo di Giulia in modo lento. Partì dalle gambe fino a salire verso le natiche. La ragazza non si tirò indietro anzi a differenza di Giorgio, voleva che il tocco di Andrè si prolungasse all’infinito su ogni parte di lei inoltre sentiva il suo membro duro e grande premergli sull’inguine e ciò anziché imbarazzarla la eccitò. Iniziò anche lei ad esplorare il corpo di Andrè perdendosi tra i suoi bicipiti e pettorali definiti. << Giulia mi stai facendo impazzire. >> mormorò il ragazzo senza fiato. Giulia inarcò la schiena spingendo involontariamente il bacino verso l’alto completamente sopraffatta da quelle parole. Andrè a quel punto mise da parte la delicatezza e si avventò sulla sua bocca in modo più violento allargandole completamente le gambe. La ragazza tremò e le allacciò dietro la schiena di lui il quale iniziò a spingere il suo membro verso il sesso di lei. Il respiro di entrambi si fece affannoso e i baci erano passionali come non mai. De Lyon preso dalla sua foga di dominatore bloccò le braccia di Giulia sul materasso con una mano mentre con l’altra le palpava un seno in modo quasi violento iniziando poi a morderle il labbro inferiore. La ragazza fu invasa da emozioni forti e anche se avvertiva un po’ di dolore non riusciva a dire ad Andrè di fermarsi, anzi si trovò ad incoraggiarlo ansimando sempre di più. A quel punto lui mise più forza nel morso avvertendo dopo poco il sapore del sangue di Giulia in bocca la quale emise un leggero ‘’Ahi’’ che scosse del tutto Andrè. Il ragazzo si staccò immediatamente da lei sbiancando. L’aveva ferita. << Mon Dieu! Giulia scusami, non..non volevo. >> balbettò alzandosi in piedi inorridito da se stesso. Giulia sorrise rassicurante: << Non preoccuparti. Capita, inoltre le mie labbra sono un po’ delicate e sanguinano facilmente. >> disse mettendosi a sedere. Quelle parole non calmarono il ragazzo il quale iniziò a rimproverarsi mentalmente per aver perso il controllo di se. Lei se ne accorse e si alzò in piedi per avvicinarsi a lui. << Davvero, stai tranquillo. >> insisté dolcemente accarezzandogli il volto. Ma De Lyon non poteva stare tranquillo, lei non sapeva niente. Non conosceva il suo lato perverso che l’aveva fatto godere nel sentire il sangue di lei sulla sua bocca, il piacere che aveva provato nel conficcarle le dita nel morbido seno e non sapeva come aveva resistito alla voglia di prendere il frustino dall’armadio e colpire quelle natiche sode. << Scusami. Non ricapiterà più. Vieni in bagno ti metto una pomata. >> le disse poi freddo. Giulia non capì il suo comportamento, perché all’improvviso era diventato distaccato con lei? Forse era arrabbiato con se stesso perché non era abituato a ferire le ragazze. Quel pensiero la intenerì: << Non ce n’è bisogno. Sto benissimo, anzi starei meglio tra le tue braccia. >> lo rassicurò risedendosi sul letto e invitandolo a fare lo stesso con uno sguardo leggermente malizioso ripensando alla lezione di Kara n°7 su come eccitare un ragazzo. Andrè iniziò a tranquillizzarsi e si sedette accanto a lei. Fu Giulia questa volta ad iniziare a baciarlo, aveva acquistato una sicurezza che non credeva di possedere oppure era solo la vicinanza ad Andrè a farla agire in quel modo? Il ragazzo però non riusciva a stare tranquillo così si allontanò lentamente dalla sua bocca: << E’ meglio che scendiamo di sotto. C’è una cosa che voglio mostrarti. >> le disse alzandosi. Giulia si sentì delusa involontariamente ma per non apparire una ragazza priva di pudore assentì con il capo e dopo essersi aggiustata il vestito si preparò a seguire Andrè.

48 thoughts on “CAPITOLO XIII

  1. Sei veramente sempre piú brava, i tuoi capitoli sono ogni volta più appassionanti, non preoccuparti per il ritardo con cui li pubblichi, possiamo capire che devi trovare il giusto tempo per buttar giù le tue splendide idee.. E poi quello che scrivi deve piacere in primis a te, in fondo noi non dobbiamo fare altro che venire spesso a controllare se ci sono novità da parte tua e possiamo solo ringraziarti. Sono convinta anch’io che dovresti raccogliere in un libro questa storia, ė vivace, romantica e elettrizzante, tu hai invettive e capacità, perchè non tentare? Al prox capitolo, ancora grazie

    • Ciao Carmen 🙂 grazie x le tue bellissime parole e grazie di aver capito la mia situazione 🙂 mi piacerebbe tanto pubblicare il libro ma devo informarmi meglio sul cosa fare, se qlk di voi hai dei suggerimenti a riguardo sn ben accetti 🙂 sn davvero felice di potervi regalare emozioni e una storia sempre più avvincente 🙂 spero di riuscire a scrivere presto il 14simo capitolo 🙂 un forte abbraccio a prestissimo :***

  2. Concordo sempre di piu’ sul fatto che vedrei benissimo questa storia pubblicata in un unico libro.
    Adoro il tuo stile scorrevole. Questo capitolo era molto lungo, ma non mi ha stancata per ninete. Anzi ne volevo sempre di piu’.
    Mi piace il lato debole e dolce che stai mostrando di Andrè. Le sue paure nei confronti di Giulia e il senso di protezione nei suoi riguardi.
    La stessa Giulia che sembra cosi’ fragile all’esterno, ma che è invece tanto forte e determinata e matura.
    I problemi veri devono ancora arrivare, ma confido nei sentimenti di entrambi per venirsi incontro. E tu sei in gamba abbastanza per sapercelo raccontare alla tua meravigliosa maniera.

    Grazie.
    xoxo
    Anna

    • Ciao Anna 🙂 grazie mille x le tue belle parole <3 mi piacerebbe tanto pubblicare un vero e proprio libro e cm ho già detto cercherò di informarmi su cm fare 🙂 sarebbe un sogno e così voi lettrici potrete avere tutti i capitoli senza stare dietro ai miei ritardi 😛 se qlk di voi ha delle info a riguardo sarei felice di ascoltarle 🙂 Andrè e Giulia stanno iniziando ad ingranare la storia e anke se Andrè nn vuole accettarlo Giulia sta diventando importante x lui e lei sta iniziando a capire cos'è il desiderio 🙂 come hai detto tu cmq i veri problemi dvn ancora arrivare 🙂 grazie ancora e a prestissimo :***

      • Grazie a te per essere sempre puntuale nelle tue risposte. E comunque non lo dicevo per farti un “rimprovero”. Capisco che hai una vita tua e non mi permetterei mai di intromettermi nei tuoi impegni. Scusa se, magari, ti ho dato una impressione sbagliata. 😉
        Solo…..questa storia starebbe proprio bene sulla carta stampata.
        Non sono per niente preparata sull’argomento, ma di sicuro se dovessi scoprire qualcosa te lo faro’ sapere. XD
        Alla prox! 🙂

        • Anna, scusami tu se ti ho dato l’impressione di essere offesa..il tuo messagio mi ha incoraggiata moltissimo e anzi mi ha riempita di orgoglio x la mia storia…qnd non si parla da vicino ci si può fraintendere 😛 cmq grazie davvero tanto x qll k mi hai detto <3 <3 <3

  3. Che dire di questo capitolo, semplicemente magnifico! L’attesa è stata ampiamente ricompensata con un capitolo bellissimo e lunghissimo!! 🙂 A quanto pare il capitolo Giorgio lo si può ritenere definitivamente chiuso in seguita alla sua ritirata, o almeno lo spero. Resta da vedere Cecile adesso. Andrè sempre più dolce, e chissà cosa c’era scritto nella lettera per farlo disperare così! 🙂 Sempre bravissima Daisy, non vedo l’ora di poter leggere nuovamente di Andrè e Giulia!! <3

    • Ciao Alice 🙂 grazie mille x i tuoi complimenti 🙂 sn felice che il capitolo ti sia piaciuto *_* x qnt riguarda Giorgio il capitolo non è ancora chiuso del tutto ed inoltre a complicare le cose c’è ancora Cécile..la storia della lettera sarà svelata man mano 🙂 spero di pubblicare al più presto il 14simo capitolo <3 a prestissimo <3

  4. ciao cara,, bhe !!! se dopo il ritardo ci fai trovare questi capitoli cosi’ travolgenti sei piu’ che perdonata,, a me personalmente mi trasmetti di quelle emozioni con questi personaggi che non hai idea aahahahhahh
    povero Andre’,, sara’ stato difficile fermarsi , la nostra Giulia non gli rende facile i loro incontri lo sta’ infiammando e non poco ,… sto gia’ pregustando i fuochi d’artificio ..
    un abbraccio e spero di leggerti presto.
    lory

    • Ciao Lory 🙂 sn felice di riuscire ad emozionarti con la mia storia *_* Andrè poverino deve fare i conti cn il suo essere dominatore e Giulia non gli rende la vita semplice bella e dolce com’è 🙂 spero di pubblicare presto il 14simo capitolo 🙂 un abbraccio anche a te :****

  5. Ciao Daisy,
    ho visto solo ora che avete pubblicato nuovo capitolo e purtroppo non potendo leggerlo subito sono andata a curiosarmi i commenti e quindi sono ancora più in trepida attesa di poter mettermi sul mio bel divano e divorarlo.
    per la pubblicazione vedo che tante autrici usano il self publishing e sembra che in molti casi funzioni. Una ragazza italiana che ha pubblicato in self è Chiara Cilli con la quale mi è capitato di relazionarmi via blog per alcuni brani da lei pubblicati (un po’ come stai facendo tu, un libro pubblicato a capitoli e poi fatto in unica pubblicazione) e devo dire che è molto gentile e disponibile ed in più è molto giovane come te. Prova magari a chiederle come funziona sono convita che ti risponda con entusiasmo. Dopo la lettura ti faccio sapere per questo capitolo che immagino già sia ENTUSIASMANTE. by Nico

    • Ciao Nicoletta 🙂 grazie mille x i tuoi suggerimenti, sarei felice di conoscere qst ragazza 🙂 puoi dirmi come posso contattarla? Oppure il nome del blog dv l’hai conosciuta?Chissà frs mi saprà indicare la via giusta da seguire x una pubblicazione 🙂 speriamo bene <3 sarei felice che voi lettrici abbiate il libro x intero <3 <3 <3 attendo tue notizie e grazie ancora x la tua disponibilità 🙂 <3

      • Ciao Daisy nei proxy giorni ti faccio sapere per Chiara Cilli. Ora sono a letto e mi accingo a leggere il tuo racconto così avrò sicuramente bellissimi sogni. Notte Nico

        • Ciao Nicoletta 🙂 d’accordo attendo tue notizie 🙂 se hai fb puoi aggiungermi tra gli amici (Daisy Flower) 😉 grazie mille ancora x il tuo interessamento 🙂 sei davvero gentile <3 buona notte e sogni Andreosi xD

          • Ciao Daisy, a questo punto mi prude ancora di più sapere il seguito sia per Giulia ed Andrè che per i genitori di Giulia (che ficcanaso che sono :-DDDDD). Ti dirò che però leggere le tue storie prima di dormire è controproducente!!! Fai dei sogni magnifici tutta la notte inventandoti anche un tuo personale evolversi e finale (happy e fuori d’arancio obbligatoriamente) e poi ti svegli e capisci che era tutto un sogno e che in realtà devi aspettare giustamente il tuo evolversi della storia e questo è decisamente intrigante!!! Scherzi a parte anche questo capitolo bellissimo!!! ho sentito via facebook Chiara Cilli e mi ha detto di dirti di richiedere amicizia e mandarle un messaggio che è ben contenta solo che non so se qua posso metterti il link del suo contatto facebook. Fammi sapere come è meglio che te lo giri.
            By Nico

    • Nicoletta ciao 🙂 sn davvero felice che il capitolo ti abbia aiutata a fare bei sogni *.* lo devo consigliare al posto della camomilla xD cmq vorrei aggiungere Chiara su fb ma non so quale sia la sua immagine 🙁 lasciale il link del mio profilo cs mi aggiunge lei 🙂 https://www.facebook.com/daisy.flower.14019338 sn troppo contenta di qst possibilità 🙂 spero tanto che mi aiuti a realizzare il mio ma ora anche vostro sogno della pubblicazione *_____* fammi sapere e ancora grazie di cuore <3

      • Ciao Daisy, scusa ma ti ho scritto me facebook con il link per facebook di Chiara perché ho scritto dall’ufficio ed ero più comoda. ti arriva come altro perché amicizia la ho chiesta dopo. Se hai problemi scrivimi qua perché facebook lo uso rarisssssimamente. By Nico

        • Nico mi è arrivato il link della sua pagina 🙂 ho messo mi piace e le ho mandato un messaggio 🙂 spero mi risponda al più presto 🙂 grazie ancora <3

  6. Nel confermare la mia ammirazione sulla tua creatività ed espressione linguistica, mi auguro tu possa veramente considerare, in un prossimo futuro, questa attività amatoriale come un lavoro e fonte di guadagno indipendentemente dai tuoi obiettivi imminenti. Già da adesso sono una tua fervente lettrice e sostenitrice e, spero, anche acquirente delle tue prossime pubblicazioni. Mi rendo conto che sfondare nel magico mondo dell’editoria occorre soprattutto un mix di abilità, fortuna e tenacia, ma, credimi, qualsiasi appassionata lettrice di vari generi, inclusa presumo te, è consapevole che sono in commercio pubblicazioni che valgono la centesima parte della tua capacità descrittiva., perciò penso valga la pena di tentare. Dalla tua disponibilità e gentilezza a rispondere a noi lettrici, ho l’impressione che tu sia veramente una bella persona; tale affermazione non deve sembrare accondiscendenza ma una semplice constatazione. Buon proseguimento, a presto! <3 <3 <3

    • Ciao Patrizia 🙂 leggere le tue parole mi ha davvero emozionata e commossa *.* non sai qnt mi fa piacere che voi lettrici trovate interessante la mia storia al punto da suggerirmi una pubblicazione 🙂 spero tanto un giorno di riuscirci e a quel punto dovrò ringraziare soprattutto voi x il vostro incoraggiamento 🙂 grazie infinite cara Patrizia x i tuoi complimenti, anke tu sei una bella xsona come molte altre lettrici che mi sostengono..Non mi sarei mai aspettata una cosa simile 🙂 mi hai regalato un buon inizio giornata e lo stesso auguro a te 🙂 a prestissimo :****

  7. Bravissima, come sempre. Ogni volta aggiungi dei particolari che accendono la curiosità di noi lettrici. Prima o poi scopriremo il mistero della lettera e della foto, anche se mi sono fatta una mezza idea. Capitolo bellissimo, ero certa che valesse la pena aspettare. Per il tuo futuro di scrittrice ti auguro ogni bene. Quando raggiungerai il successo ricordati di noi. Io sarò di sicuro una tua fans e potrai sempre contare sul mio appoggio. Ciao cara alla prossima.

    • Ciao Cris 🙂 aggiungo particolari ogni volta così potete delinearvi sempre più i caratteri dei protagonisti 🙂 sn felice che anke qst capitolo ti sia piaciuto *_* spero davvero un gg di poter pubblicare e non potrò mai dimenticarmi di voi le mie adorate lettrici <3 vi adoro e vi amo troppo 🙂 mi sn affezionata a ciascuna di voi <3 grazie x il tuo appoggio e sostegno 🙂 teniamo le dita incrociate <3 a prestissimo :*****

    • Ciao Tizy 🙂 sn felicissima che anke qst capitolo ti piaccia *_* inoltre mi fa piacere che ogni volta voi lettrici riuscite a xdervi nel mio mondo 🙂 anke voi siete mitiche <3 un forte abbraccio a prestissimo :***

  8. Ho appena letto la notizia ke forse pubblicherai qst storia sn contenta x te ma anke triste xk ora ke stava cominciando a piacermi sempre di piu’ qst storia mi abbandoni …cmq vorrei sapere se alla fine pubblicherai veramente qst storia xk mi piacerebbe avere il libro….ancora complimenti :***

    • Ciao Cate 🙂 mi dispiace davvero tanto abbandonarvi a qst punto della storia ma il concorso mi permetterà di essere notata e quindi se vinco oppure se qlk autore è interessato alla storia potrei finalmente pubblicarla *_* vi terrò aggiornate non preoccuparti, nel frattempo xò non dimenticarti di me e della storia 🙂 in un modo o nell’altro la leggerete al completo 🙂 a prestissimo <3 <3 <3

      • Ciao Daisy mi auguro ke tu riesca nel tuo intento io ormai mi sn affezionata a giulia e andre’ qnd spero di finire di leggere qst storia intanto ti auguro tanta fortuna….incrocio le dita x te 🙂 …dacci presto belle notizie 🙂

  9. Salve sono nuovs, hp scoperto questo raccconto solo da 2 giorni ed ho divorato tutti i capitoli in poche ore, ti faccio i miei complimenti perchè avvincente e ben scritto, nonostante avessi letto già prima che non avrei visto pubblicato il seguto, mi pare di capire che stai tentando di pubblicarlo, ho voluto comunque leggerlo e sono felice di averlo fatto perchè mi ha appassionato molto questa storia e spero di poterne leggere il seguito e quindi spero che tu riuscirai in qualche modo a pubblicare e realizzare quindi il tuo sogno, lo meriti! Spero che ci terrai informate sull’evolversi degli eventi perchè ora che hai catturato il ns. interesse lasciarci così appese è triste, non importa quanto ci sarà da aspettare l’importate è sapere di poter continuare a leggere la storia e scoprire tutte i piccoli indizi che ci hai lasciato in questi tuoi capitoli, in bocca al lupo x tutto….e crepi ovviamente!

    • Ciao Romina 🙂 grazie mille x i tuoi complimenti <3 sn felicissima che tu abbia letto la mia storia nonostante abbia visto k nn la posso più pubblicare, inoltre mi fa piacere che ti sia piaciuta *_* ti rassicuro dicendoti che concorso o non concorso vi farò avere il finale della storia, non ci penso neanche a lasciarvi in sospeso qnd stai tranquilla che prima o poi avrai il racconto completo 🙂 spero solo di riuscire a realizzare il mio sogno <3 grazie mille x aver letto a prestissimo cara :****

      • Grazie Daisy per avermi risposto!
        Devo ammettere che iniziare a leggere una storia sapendo avendo la consapevolezza che ad un certo punto non avrei letto il seguito è stato un pochino da masochisti! Però l’ho fatto in piena coscienza e consapevolezza e poi non ti nascondo che ho iniziato a leggere per curiosità e la storia mi ha preso talmente tanto che l’ho praticamente divorata fino all’ultimo capitolo pubblicato.
        Ovvio ed inutile nasconderti che ora mi resta l’amaro in bocca e soprattutto da donna e curiosa come una scimmia immaggino il seguito e non vedo l’ora soprattutto di leggerlo. Detto questo spero di leggerlo andando ad acquistare il tuo primo libro pubblicato il libreria o, non conosco bene le dinamiche di questo concorso al quale stai partecipando, ma in qualche modo se lo dovessi vincere di vedere il tuo lavoro pubblicato come vincitrice, beh questo ti auguro di tutto cuore, perchè lo meriti per la tua bravura e per l’amore che metti nello scrivere, si percepisce. Ora non ci resta che attendere e aspettare, non so quanto tempo ci vorrà ma noi siamo qui ed aspettiamo di leggere i capitoli successivi perchè questa storia mi è entrata dentro e mi piacerebbe leggerne l’evolversi, mi piace Giulia ed il suo personaggio, bellissimo e positivo, mi piace il suo ascendente su De Lyon e sono curiosissima di sapere il passato di questo ragazzo e cosa Giulia possa dargli e come possa cambiarlo in meglio. A presto….e facci sapere come va mi raccomando!

        • Romina mi hai commossa cn le tue bellissime parole :’) nn sai cm sn contenta di essere riuscita a trasmettervi delle emozioni cn il mio racconto e di avervi attratte in questo modo, non mi sarei mai aspettata una cosa del genere xk è nato tutto come un hobby..Se ho continuato e continuerò è cmq grazie a voi e al vostro sostegno 🙂 mi fate credere in me stessa ed è una cosa meravigliosa..Grazie mille quindi anche a voi <3 x qnt riguarda il concorso vi terrò informate sul mio account fb 🙂 x il momento sto ancora finendo di scrivere la storia, poi la spedisco e speriamo bene :S ho una fifa assurda 😛 se vuoi aggiungimi 🙂 il nome è DAISY FLOWER <3 grazie ancora x avermi letta :******

  10. Ciao Daisy, innanzitutto un sincero ed affettuoso augurio do Buon Anno!!!!!!!!
    Anche se tutta la tua lavorazione è momentaneamente sospesa è bello sentirti ed essere consapevovoli che sei sempre presente per tutte noi, inguaribili romantiche.
    Buon proseguimento, è vinca il migliore, anche se per me sei già una donna vincente! <3 <3 <3 <3

    • Ciao Patrizia 🙂 tantissimi auguri di buon anno anche a te 🙂 grazie mille x le tue splendide parole e x il tuo incoraggiamento, sei davvero gentilissima <3 io x voi ci sarò sempre e come ho detto in un modo o nell'altro avrete il libro completo <3 <3 <3 se non lo sapessi cmq ho un account fb 🙂 puoi aggiungermi così possiamo sentirci anche lì 😉 il nome è DAISY FLOWER <3 a prestissimo cara <3 <3 <3

  11. Ciao Daisy flower, come va’ ? l’unico modo per contattarti e’ questo. volevo sapere come procede il tuo lavoro e come e quando poter leggere la tua storia …. mi manca e non vedo l’ora di sapere qualcosa !!!!!! ciao

    • Ciao Lory 🙂 scusami se ti rispondo adesso ma ho appena visto il tuo messaggio.Ho un account fb DAISY FLOWER se ti interessa, puoi aggiungermi così mi contatatti qnd vuoi 😉 per quanto riguarda il racconto è in fase di scrittura ancora..anche voi mi mancate e non vedo l’ora di farvi leggere quello che ho scritto..spero che possa piacervi..KEEP IN TOUCH e grazie di tenermi nei pensieri <3 vi amo <3 <3 <3

    • Ciao Crissy mi ero fermata a x via di un concorso a cui xo nn ho più potuto partecipare..al momento sto revisionando i vecchi capitoli sul mio profilo fb se vuoi aggiungimi xk tra pc inizio a postare anche i nuovi il contatto si chiama appunto Daisy Flower a presto cara :* :* :*

  12. Ciao Crissy 🙂 mi ero fermata a x via di un concorso a cui xo nn ho più potuto partecipare..al momento sto revisionando i vecchi capitoli sul mio profilo fb 🙂 se vuoi aggiungimi xk tra pc inizio a postare anche i nuovi 🙂 il contatto si chiama appunto Daisy Flower 🙂 a presto cara :* :* :*

  13. Ciao Daisy, mi sono iscritta a faceboook per leggere il tuo racconto ma di Daisy Flower ce ne sono tantissimi.
    Come riconosco il tuo?
    Sono nuova su facebook non so come muovermi.
    Saluti
    Crissy

  14. Ciao dasy i capitoli sono uno più bello dell’ altro ti faccio i miei complimenti volevo chiederti qui non pubblicherai niente più? In quando io non sono iscritta a facebook

    • Ciao Michi 🙂 grazie mille x i tuoi complimenti ♡ sn felice k la mia storia t sia piaciuta 🙂 cmq non credo che riprenderò a pubblicare qui visto k ho deciso di fare ttt sul mio account fb. Xk nn crei un account anche anonimo cs puoi seguirmi?Fammi sapere cm posso aiutarti 🙂 un forte abbraccio ♡♡♡

    • Ciao Cara, so che ti sto rispondendo dopo due mesi ma ora ho letto qst messaggio. Ho un account facebook dove sto postando i nuovi capitoli 🙂 aggiungimi il nome è sempre DAISY FLOWER 🙂 spero leggerai qst messaggio <3

    • Ciao Sasha spero riuscirai a leggere questo messaggio 🙂 se vuoi leggere la mia storia aggiungimi su facebook il mio account è DAISY ROSE FLOWER 🙂 un forte abbraccio :*

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