CAPITOLO XII

[Salve care lettrici 🙂 scusate se ho tardato la pubblicazione della scorsa settimana ma il capitolo mi è venuto un po’ lungo (infatti avrebbe dovuto continuare ancora) cmq spero che sia di vostro gradimento 🙂 buona lettura a prestissimo :*****]

Primo appuntamento

Giulia si staccò da Andrè lentamente. << Devo rientrare. Mia madre si starà chiedendo che fine abbia fatto. >> mormorò dolcemente. << D’accordo. Tanto da questo momento in poi ti vedrò quando e quanto voglio. >> rispose Andrè con aria seducente. << E’ una specie di ordine? >> domandò la ragazza divertita. De Lyon trasalì leggermente nell’udire la parola ‘’ordine’’ e la sua mente, per trenta secondi, immaginò la ragazza piegata al suo volere, pronta a soddisfare ogni sua lasciva richiesta. Scosse la testa e tornò a terra. << Certains ma belle.Tu m’appartiens aujourd’hui. (Certo mia bella. Tu mi appartieni da ora.) >> le sussurrò in modo possessivo. Giulia capì immediatamente e lo stupì rispondendo nella sua stessa lingua: << Toi aussi mon cher. (Anche tu mio caro. ) >>. Andrè la guardò con maggiore ammirazione. Non immaginava che la ragazza parlasse anche il francese e ciò come se non bastasse lo attirò ancora di più verso di lei. << Sei davvero piena di sorprese, Giulia. Hai un magnifico accento. >> le disse sorridente. << Merci monsieur, ora però devo proprio andare. Buona serata Andrè. >> mormorò Giulia lasciandogli un bacio sulla guancia. << Buona serata anche a te Giulia. >> rispose Andrè e poi la osservò rientrare nel ristorante. Non riusciva a descrivere la felicità che riempiva il suo cuore. Giulia gli aveva detto di si. Ora era sua. Si avvicinò alla sua Porsche, parcheggiata più avanti, sorridente come non mai, tolse l’antifurto e vi salì con la sua solita eleganza. Mise in moto e partì per le strade di Roma a tutto gas ma se fosse partito più lentamente forse avrebbe notato una BMW Z4 parcheggiata alcune auto dietro la sua riconoscendo il conducente. Giorgio, infatti, era seduto in quell’auto e stringeva il volante con tutta la rabbia possibile. Aveva assistito alla patetica scena in cui la sua ragazza si era lanciata tra le braccia di quel maledetto francese. ‘’Si è già consolata la falsa santarellina. ‘’ pensò su tutte le furie. Aveva sbagliato lui, lo sapeva bene, ma ciò non giustificava affatto la velocità con cui Giulia, che fino al giorno prima diceva di amarlo, stava già baciando un altro per strada, dove tutti potevano vederla. Forse non era stata completamente colpa sua, forse era stata tratta in inganno da quello sporco uomo d’affari che l’aveva convinta a fidarsi di lui con qualche scusa mentre in realtà voleva solo portarsela a letto, pensò il ragazzo. Digrignò i denti e mise in moto. Di sicuro l’ingenuità di Giulia non l’avrebbe mai portata ad intuire le intenzioni del ragazzo. Doveva intervenire. Non poteva farsi soffiare la fidanzata in quel modo. Aveva deciso: tra lui e Andrè sarebbe stata guerra aperta.
Il giorno dopo Giulia si svegliò di buon ora, felice come non mai, per studiare. La cena con sua madre e sua sorella si era conclusa allegramente e, una volta a casa, non era riuscita a dormire al pensiero di ciò che era successo tra lei e Andrè. Lui le aveva detto che gli apparteneva. Quelle parole erano rimaste nella sua mente e, anche ora che si stava preparando il caffè, non poteva fare a meno di avere un sorriso stupido stampato sul viso. Non riusciva a capire il perché si sentisse così tranquilla e sicura a differenza di quando era, invece, con Giorgio. Forse la sua migliore amica aveva ragione, il suo ex non era la persona giusta per lei. Mise la macchinetta del caffè sul fuoco e sbadigliò quando il citofono prese a suonare. La ragazza si avvicinò e rispose: << Chi è? >> domandò poi. << Buongiorno, c’è una consegna per la signorina De Angelis Giulia. >> disse un uomo. Giulia si chiese chi potesse averle spedito qualcosa e pregò che non si trattasse di un pacco da parte del suo ex. Spense il fornello e scese in cortile con indosso il pigiama e, sopra, una vestaglia rosa. Aprì il cancello piccolo trovandosi davanti un addetto alle consegne, vestito in modo piuttosto elegante per un fattorino, con un piccolo pacchetto tra le mani: << Salve, questo è per lei. Deve mettere solo una firma qui. >> disse l’uomo. La ragazza prese il pacchetto e firmò la ricevuta, ringraziò l’addetto e fece per rientrare quando quest’ultimo la fermò: << Signorina non vuole entrare anche l’auto? >> chiese confuso. << L’auto? Quale auto? >> domandò Giulia perplessa. << Quella che le ho appena consegnato. Non ha letto l’intestazione della ricevuta? >> << No. >> rispose lei riaprendo il foglio che aveva spiegazzato e sgranando gli occhi quando lesse che si trattava della ricevuta di una concessionaria d’auto. << Oddio! >> disse leggendo il modello della macchina. Era una Mercedes benz SL 500. A quel punto aprì la scatolina dove all’interno vi trovò un paio di chiavi e una lettera. La prese con mani tremanti e iniziò a leggere:
’Ciao Giulia, sono papà. So che nessun gesto sarà mai abbastanza per farmi perdonare dell’infame azione che ho compiuto ma, almeno, vorrei che la mia ragazza abbia un’auto degna di quel nome. Tua sorella mi ha riferito nei giorni scorsi dei tuoi problemi con la Smart e ho pensato di porre rimedio almeno a questo. Non considerarlo un tentativo di corruzione ma solo un regalo affettuoso da parte del tuo sciocco padre. Spero solo che tu riesca a perdonarmi. Non sai quanto sto male al pensiero di averti ferita, ma, soprattutto, di averti persa. Se te la senti chiamami. Venerdì torno a Milano e mi piacerebbe rivedere tutte voi. Ti voglio bene mia principessa.

Il tuo piccolo Re.’’

Alla ragazza si formò un groppo in gola mentre le lacrime iniziavano a riempirle gli occhi. Suo padre le aveva regalato un’auto e, anche se il biglietto non lo ammetteva, si trattava di un mezzo per farsi perdonare in maniera più veloce. Sospirò e iniziò ad aprire manualmente il cancello. << La può entrare lei per cortesia? >> chiese poi all’addetto consegnandogli le chiavi. << Certamente signorina. >> rispose l’uomo, felice di poter guidare quel gioiellino. La ragazza si spostò e permise all’uomo di parcheggiare la Mercedes dietro alla sua Smart, dopodiché lo ringraziò e congedò. Risalì in casa non sapendo se provava rabbia, sorpresa o rimorso. Decise di non chiamare sua madre per comunicarle dell’auto, in quanto non voleva disturbarla sul lavoro e farla infuriare maggiormente per via di quel gesto, e, allora, pensò di telefonare suo padre. Era inutile tirare per le lunghe la discussione e il chiarimento che sarebbero dovuti avvenire, inevitabilmente, prima o poi. Prese il cordless e, camminando nervosamente per il salotto, compose il suo numero. << Pronto? >> disse Renato, rispondendo quasi subito. << Papà, sono Giulia. Ti disturbo? >> chiese lei tesa. << Oh Tesoro, certo che non mi disturbi. Sono felice che tu mi abbia chiamato, ero così in pensiero dopo…beh dopo… >> << Lo so papà, è stato difficile per tutti, ma non c’era bisogno di comprarmi un auto. Non ho intenzione di tenerla. >> disse la ragazza fermandosi alla porta finestra e osservando i lavori che intanto proseguivano nel cantiere accanto alla sua abitazione. << Giulia, per favore, non è una ‘’corruzione’’ come è solito chiamare tua madre questi gesti. L’avrei fatto comunque. >> rispose Renato conciliante. << Non si tratta di questo papà. Non puoi pretendere di aggiustare tutto e subito. Ci sono dei tempi da rispettare. >> disse Giulia sospirando. << Lo so piccola, ma non puoi capire come sto male. Mi sarei tagliato la mano per ciò che ho fatto. >> << Non essere così duro. Anch’io ho sbagliato a versarti addosso tutto quel veleno ma volevo che restassi con noi. Mi manchi papà, mi manca la nostra famiglia e odio il fatto che Gaia abbia trascorso gli ultimi sette anni come un pacco postale. >> << Giulia mi dispiace così tanto. Sono… sono stato egoista a preferire Selena a voi lunedì sera. Vorrei poter aggiustare la situazione ma tra me e tua madre è… è complicato. Non credere che non abbia mai pensato al dolore tuo e di Gaia ma certe situazioni a volte non possono essere portate avanti. >> affermò Renato affacciandosi alla terrazzina dell’hotel Majestic, sito a via Vittorio Veneto. << Al diavolo papà! Deve esserci la volontà di portare avanti le cose. Non puoi semplicemente lasciar perdere. >> esclamò Giulia cercando di mantenere la calma. << Non è semplice come credi. Non è come quando si è giovani. Ci sono dei problemi che non possono essere risolti con facilità. >> rispose suo padre secco. La ragazza sospirò, non poteva essere sempre tutto così difficile, soprattutto se alla base c’era l’amore. Sua madre le aveva sempre detto che il sentimento da solo non serviva in un rapporto, non aggiustava tutto ma lei non era di questo avviso. Esso poteva ricucire uno strappo e dare la forza necessaria per proseguire, ovviamente non fino al divenire ciechi davanti a situazioni davvero insostenibili. << D’accordo. Lascio perdere, non ce la faccio più a fare da mediatrice tra te e la mamma. Siete adulti e capaci di risolvere da voi i vostri problemi. Mi arrendo. >> affermò infine la ragazza tristemente. Renato sospirò, sapeva che sua figlia aveva ragione in parte ma non aveva il coraggio necessario per affrontare la questione con la sua ex moglie, anche se aveva pensato a lei dalla sera del compleanno. Rivedere Anastasia aveva risvegliato in lui un sentimento che credeva morto. Quegli occhi azzurri, il fisico dalle curve sinuose,quella raffinatezza innata e la caparbia che l’avevano sempre caratterizzata… << …d’accordo? >> la voce di Giulia lo riscosse da quei pensieri. << Scusa cara puoi..puoi ripetere? >> le domandò poi confuso. << Ho detto che parlo con Gaia e la mamma e vedrò che posso fare prima che tu parta. >> << Va bene, spero davvero di rivedervi. Sto male al pensiero di tornare a Milano senza aver risolto questa situazione. >> disse suo padre affranto. << Okay. A presto allora. Buona giornata papà. >> << Buona giornata Tesoro. >> concluse l’uomo e poi entrambi riagganciarono. Giulia a quel punto tornò in cucina volendo riprendere a studiare ma quando si sedette i suoi pensieri vorticarono intorno ad un’altra persona: Andrè. Non si erano ancora sentiti da quando si erano salutati la sera prima fuori al ristorante. Come doveva comportarsi con lui? Di sicuro non poteva pretendere che si perdesse in sms sdolcinati e telefonate lunghe. Era un uomo, un uomo d’affari per lo più. Cosa si sarebbe invece aspettato Andrè da lei? Di certo Giulia non voleva dimostrarsi immatura rispetto a lui. Eppure non poteva negare che già avvertiva la sua mancanza. Voleva vederlo, approfondire la sua conoscenza, chiedergli del suo tempo libero, informarsi ancora sui suoi interessi. Ecco ora si stava comportando davvero come un’adolescente ma voleva sapere tutto di lui. Arrivare a conoscerlo meglio di se stessa. Prese il cellulare indecisa se scrivergli o meno quando esso vibrò facendola trasalire. La ragazza guardò il display e notò che le era arrivato un sms il cui mittente era proprio il suo bel francese. Il cuore prese a batterle all’impazzata. Cosa poteva averle scritto? Con le mani tremanti d’emozione aprì il messaggio e lesse:

‘’Ciao Giulia, come stai oggi?Io attendo l’inizio di una riunione noiosa. Sei libera per pranzo?’’

La ragazza sorrise felice. Andrè l’aveva chiesto se era libera, forse voleva vederla. Ancora in preda al batticuore scrisse una risposta:

‘’ Ciao Andrè, sto bene, grazie. Oggi ho parlato con mio padre e diciamo che siamo sulla buona strada per la riappacificazione. Stavo per immergermi nel magico mondo del diritto commerciale avanzato. Comunque si, sono libera a pranzo. ’’

Premette invio e riprese a leggere il paragrafo più agitata di prima. Dopo poco il suo cellulare vibrò nuovamente. Giulia lo prese e lesse curiosa il nuovo sms:

‘’Ti va bene, allora, se passo a prenderti e pranziamo insieme?Conosco un posto davvero bello dove si mangia benissimo. PS:odio il diritto commerciale.’’

‘’Si, va bene. Per che ora ti aspetto?’’

Domandò la ragazza completamente stordita dall’emozione.

‘’Sarò da te alle 12.30.Non vedo l’ora. Vado in riunione, buono studio.’’

Scrisse Andrè. Giulia guardò l’orologio ansiosa: erano le nove, doveva sbrigarsi a studiare per avere, poi, tutto il tempo necessario per prepararsi al top:

‘’Okay. Ti aspetto. Buona riunione. ’’
Scrisse poi infilando la testa nel libro cercando di assimilare quanti più concetti possibili.

<< Andrè, io e tua madre faremo rientro in Italia sabato alle 13.00. Mi raccomando tieniti libero per la sera. Organizzerò una cena di rientro a cui saranno presenti dei potenziali clienti incontrati qui. Inoltre noi vorremmo stare con te, ci sei mancato tanto. >> disse Auguste cercando di stare sveglio visto che in America erano le quattro del mattino. << D’accord pour le samedi, papa*. Je vous ai manqué aussi. Comment est Giselle? (D’accordo per sabato, papà. Anche voi mi siete mancati. Come sta Giselle?) >> domandò Andrè affettuosamente. Aveva terminato da poco la riunione e guardava ansiosamente l’orologio, emozionato per l’appuntamento con Giulia. << Elle va bien (lei sta bene). Ha chiesto molto di te e del motivo per cui non la stai telefonando spesso come prima. >> mormorò il padre. << Oh!Dille che mi dispiace. Mi sono fatto prendere completamente dal lavoro. >> – ‘’E da Giulia’’ aggiunse il ragazzo mentalmente – << Rimedierò subito non preoccuparti. >> concluse poi dispiaciuto. << Sta tranquillo. Lo sa che tieni a lei. Ora però devo lasciarti, vado a letto. E’ stata una notte divertente ma stancante. >> rispose Auguste. << Vas bien papa. Bonne nuit. >> disse Andrè. << Bonne nuit. >> mormorò il padre e riagganciarono. Il ragazzo osservò nuovamente l’orologio e vide con piacere che erano quasi le 12.30. Tra poco avrebbe rivisto la sua adorata Giulia. Gli era mancata più del solito e fremeva dalla voglia di specchiarsi in quei meravigliosi occhi azzurri. Prese la sua giacca blu scura sportiva a cui quel giorno aveva abbinato un pantalone di cotone dello stesso colore e una camicia bianca, cercò le chiavi della sua Porsche e si avviò verso la porta. Uscendo, però, passò per la reception dove impartì ordini alle sue segretarie riguardo agli appuntamenti di quel pomeriggio, dopodiché uscì dagli uffici dell’impresa edile De Lyon. Arrivò alla sua Porsche salendovi più rapidamente del solito mentre il suo cuore iniziava a battere forte. Non aveva mai provato una sensazione di euforia, tensione e agitazione insieme. Si sentiva come un assetato che stava per raggiungere una sorgente di acqua fresca dopo aver vagato nel deserto. Mise in moto e accese lo stereo che diffuse le note di ‘’Come as you are’’ dei Nirvana. Aprì, poi, il cruscotto tirando fuori un paio di Ray Ban Liteforce New Release, le indossò e partì a tutto gas verso via Fiumedinisi.

“Oddio! Perché questi jeans sono così stretti?Non posso essere ingrassata!” si disperò Giulia guardandosi allo specchio. Erano quasi le 12.30 e lei non sapeva ancora cosa indossare. Aveva provato quasi tutti gli abiti del suo armadio non trovando, però, nulla che per lei andasse bene. Alla fine, esasperata, si ricordò di un jeans prestato a sua sorella e una maglia a mezza manica prestata a sua madre. Rivoltò i loro guardaroba ma alla fine trovò ciò che cercava. Il jeans era scuro e a bassa vita mentre la maglia era di filo larga con strisce di varie tonalità di beije. Ai piedi scelse un paio di stivali in pelle marrone lunghi dal tacco non troppo alto. Sopra la maglia accostò una giacca beije e mise la collana con il pendente a forma di cuore dell’Accessorize. Scelse, poi, un maquillage leggero composto da correttore, ombretto a crema dorato, eye-liner, matita nera, mascara e blush, lasciando i capelli mossi e sciolti sulle spalle. Quando fu pronta spruzzò un po’ del suo profumo preferito, il Wood, prese la sua borsa della Guess e scese in salone. Lasciò un messaggio in segreteria a sua madre dove le diceva che avrebbe pranzato fuori senza specificare con chi. Sapeva, però, che presto avrebbe dovuto vuotare il sacco anche con lei riguardo la questione di lei e Andrè. Scacciò via questa preoccupazione e, poco dopo, sentì suonare il citofono. La ragazza andò a rispondere con il cuore a mille. << Chi è? >> domandò. << Giulia, sono Andrè. >> disse il ragazzo. << Scendo subito. >> rispose lei sorridente precipitandosi alla porta che chiuse a chiave. Scese le scale stando attenta a non inciampare e attraversò il giardino sentendosi fluttuare. Aprì il portoncino e si ritrovò davanti la bellezza senza fine di Andrè. Per poco non svenne nel vederlo appoggiato alla sua auto come un modello di una rivista automobilistica. << Buongiorno splendore. >> le disse il ragazzo avvicinandosi sbalordito, a sua volta, della bellezza naturale e fresca di lei. Passò in rassegna i suoi abiti soffermandosi sui jeans che stringevano le sue meravigliose gambe e fasciavano quel sedere sodo. La mangiò con gli occhi desiderando le sue labbra carnose. In preda ad un impeto di lussuria afferrò la ragazza e appoggiò la bocca sulla sua. Giulia tremò dall’emozione avvertendo il cuore volerle uscire dal petto. Andrè non le aveva dato neanche il tempo di rispondere che già aveva preso in ostaggio il suo respiro. Il bacio fu un mix di dolcezza e passione ma lui fu costretto ad interromperlo altrimenti non avrebbe mai portato Giulia a pranzo. La voleva troppo. << Buongiorno anche a te. >> rispose la ragazza una volta ripreso a respirare. Andrè sorrise compiaciuto e prendendola per mano la guidò verso l’auto. Le aprì la portiera e la fece accomodare. Giulia respirò il dolce profumo di Andrè che riempiva l’abitacolo, riconoscendo il Dior Homme, l’eau de parfum sponsorizzata dal suo idolo Pattinson. Sorrise di quella coincidenza mentre il ragazzo si sedeva al posto di guida. << Sembri di ottimo umore. Mi fa piacere. >> le disse poi mettendo in moto. La ragazza sorrise maggiormente: << Oggi mi sento felice. Dove andiamo di bello? >> gli chiese curiosa. << Vedrai, ti piacerà. >> rispose Andrè prendendole la mano e portandosela alla bocca per baciarla. Un brivido di piacere attraversò il corpo di entrambi. I due si guardarono mentre un lampo di desiderio attraversò il loro sguardo. La ragazza si voltò arrossendo mentre lui lasciò andare la presa e tentò di portare l’attenzione sulla strada. << Come..come è andata la riunione? >> domandò Giulia per rompere quel silenzio imbarazzante. << Lunga, troppo lunga. Non vedo l’ora che torni mio padre così potrò dividermi il lavoro con lui. >> rispose Andrè secco. << Capisco. Quindi diciamo che tu sei il suo sostituto quando non c’è? >> << Beh si, cioè aspiro a diventare uno dei soci. Per il momento lavoro per lui. >> << Deve essere bello essere già catapultati nel mondo del lavoro: mettersi in gioco, usare l’ingegno, avere un peso nella società. Non vedo l’ora di farlo anch’io. >> mormorò la ragazza sognante. << Non credere che sia tutto in discesa, non voglio spaventarti ma ci sono dei grattacapi lavorativi che a volte ti tolgono il sonno. Quindi goditi ancora per un po’ il tranquillo status di studentessa. >> affermò Andrè in modo realista. << Beh si, non saranno tutte rose e fiori ma ho voglia di iniziare la mia professione. Mi piace e spero di diventare un avvocato in gamba. >> << Brutta razza gli avvocati. Devo stare attento allora, magari se trovi qualcosa che non va nella mia impresa mi mandi in rovina. >> disse il ragazzo divertito. << Beh caro monsieur De Lyon per lei potrei chiudere un occhio. >> rispose la ragazza con fare seducente. Quel tono fece voltare il ragazzo che le rivolse un sorrisetto malizioso. << Lo spero proprio. >> mormorò poi. Il resto del tragitto proseguì tra vari scambi di opinione su arte, musica e letteratura. << Mi piace Renoir… >> – iniziò il ragazzo allegramente – << … soprattutto il suo famoso quadro Le bal au moulin de la Galette. >> a quest’ultima frase, però, si aggiunse anche Giulia visto che quello era anche uno dei suoi dipinti preferiti. I due si sorrisero complici e proseguirono la loro ricerca degli interessi comuni. Una volta arrivati al ristorante Via Settembrini, situato nell’omonima strada, i due furono fatti accomodare all’esterno dove erano posti dei graziosi tavolini in legno apparecchiati in uno stile moderno. << Buongiorno signor De Lyon. Buongiorno anche a lei signorina. In cosa posso servirvi? >> disse un cameriere in maniera educata. << Ciao Franco. Portaci dei menù e il vino che ho fatto arrivare per voi dalla Francia. >> disse Andrè sorridente. << Lo Chteau Lafite Rothschild Pauillac del 96’? >> chiese Franco prendendo il suo palmare. << Si. >> << D’accordo. Arriva subito. >> concluse il cameriere e sparì. << Wow. Sono tutti ai tuoi ordini monsieur De Lyon. Hanno addirittura un vino che hai fatto arrivare dalla Francia. >> lo punzecchiò Giulia divertita. << Beh piccola, io posso tutto. >> rispose Andrè con lo stesso tono di lei. << Vedremo… >> lo provocò involontariamente la ragazza. Lui le fece un sorrisino furbesco e le accarezzò il dorso della mano. Il cameriere tornò da loro poco dopo con i vini ed i menù. Stappò la bottiglia e versò il liquido fruttato nei calici allontanandosi, poi, discretamente. Andrè afferrò il bicchiere e intimò a Giulia di fare lo stesso: << Al nostro primo appuntamento. >> disse poi allegro e urtò il bicchiere della ragazza. Lei sorrise scuotendo la testa e, poi, si portò lentamente il bicchiere alla bocca. Andrè osservò meticolosamente i suoi gesti raffinati restandone affascinato sempre più. << Allora, cosa vuoi mangiare? >> le domandò sfogliando il menù. Giulia lo imitò e iniziò a leggere la lista dei primi chiedendosi se doveva o meno restare sul leggero. Era una buona forchetta a dispetto della sua linea perfetta ma non voleva sfigurare dinanzi all’importante uomo d’affari che aveva dinanzi: << Non saprei, cosa mi consigli? >> gli domandò incerta. << Quando mangio qui prendo sempre il menù Le passanti. Vorresti provarlo? >> chiese a sua volta il ragazzo. << Okay. Mi fido dei tuoi gusti. >> rispose Giulia sorridente. Andrè assentì con il capo e fece segno al cameriere di raggiungerli. Quest’ultimò segnò le ordinazioni e sparì all’interno. La ragazza osservò la strada e le persone intorno a sé provando una sensazione di rilassatezza e gioia. Andrè invece scrutò Giulia estasiato, lei riusciva a trasmettergli una serenità che non aveva mai provato in presenza di alcuna. << Beh quindi per quanto tempo ancora giocherai a fare il capo? >> domandò Giulia voltandosi verso Andrè provocandolo in modo scherzoso. << Fino a sabato. Papà rientra da un viaggio in America. >> disse Andrè prendendo un altro sorso di vino. << America?Che meta stupenda. Mi piacerebbe tanto andarci un giorno. >> affermò la ragazza con tono dolce e sognate. De Lyon non poté far altro che essere deliziato da quel modo di fare così tenero e puro con cui non aveva mai avuto a che fare. << Se me lo permetti potrei organizzare qualcosa per la prossima settimana. >> disse Andrè con nonchalance. Giulia lo guardò perplessa. Le aveva davvero appena proposto di fare un viaggio con lui oltreoceano? << Sei..sei serio? >> gli chiese poi. << Certo. Dove vorresti andare di preciso? >> domandò il ragazzo curioso. << Andrè pensavo stessi scherzando. Un..un viaggio in America sarebbe da sogno ma non potrei mai chiedere tanto. Cioè… >> provò a spiegarsi lei confusamente. << Ho capito, pensi che sia troppo presto. D’accordo forse hai ragione, non voglio spaventarti. Però quando sarai pronta vorrei davvero fare un viaggio in tua compagnia. Tu…tu mi fai stare bene. >> mormorò De Lyon abbassando la guardia per un attimo. Giulia si illuminò nell’udire quelle parole e afferrò la mano del ragazzo il quale, però, ne approfittò per accarezzarle una guancia. << Bene bene, cosa abbiamo qui? La mia falsa e ipocrita ex fidanzata insieme alla sua nuova fiamma. >> esclamò una voce maschile improvvisamente. I due ragazzi si voltarono e si trovarono di fronte Giorgio con le braccia conserte e lo sguardo minaccioso. Giulia sbiancò mentre Andrè si mise subito allerta. << A quanto vedo ti sei consolata in fretta, ed io che mi sentivo in colpa ma a quanto pare non ce n’era bisogno. Dì la verità anche tu avevi una storia con lui! >> aggiunse Giorgio sprezzante. << Che diavolo vai farneticando? Sei tu quello che mi ha tradita Giorgio! >> esclamò la ragazza facendo segno ad Andrè, che stava già per controbattere, di tacere. << Beh tu non hai perso tempo nel fiondarti tra le braccia di questo sporco francese. Cosa ti ha promesso in cambio per andare a letto con lui, credulona che non sei altra?Soldi?Gioielli? >> domandò il ragazzo arrabbiato alzando la voce e attirando l’attenzione degli altri clienti del ristorante. A quel punto, però, fu colpito sulla mascella dal pugno di Andrè. Giorgio fu colto di sorpresa e cadde a terra mentre esclamazioni di sorpresa si sollevarono dagli altri tavoli. Il ragazzo si alzò e, come una furia, si catapultò su Andrè che evitò il colpo assestandogliene un altro, davanti allo sguardo sgomento di Giulia che scattò in piedi non sapendo cosa fare. Franco, il cameriere, chiamò subito la sicurezza del ristorante che intervenne immediatamente a dividere i due ragazzi. << Non finisce qui!Giulia te la farò pagare cara per avermi ingannato! >> borbottò Giorgio mentre veniva allontanato fisicamente dal ristorante. Franco poi corse da Andrè a chiedere spiegazioni. Il ragazzo non rispose e afferrò Giulia per una mano: << Franco, metti tutto sul mio conto! >> disse poi e si allontanò. La ragazza era scossa e si sentiva terribilmente in imbarazzo per ciò che era accaduto; inoltre era preoccupata per Andrè. << Stai..stai bene? >> gli chiese con il cuore a mille e gli occhi pieni di lacrime mentre raggiungevano la Porsche. De Lyon assentì con il capo ma trasudava rabbia e indignazione. Giulia sbiancò maggiormente pensando che ce l’avesse con lei per avergli fatto avere a che fare con quell’idiota del suo ex. << Mi..mi dispiace per quello che è successo. Non immaginavo che lui..che lui potesse fare una cosa simile. >> mormorò cercando di trattenere i singhiozzi per non scoppiare in un pianto stupido. << Non è colpa tua. >> rispose Andrè freddo togliendo l’antifurto all’auto. Non riusciva a calmarsi. Le parole che aveva pronunciato quel vile gli risuonavano ancora nella testa. Come aveva osato offendere la sua dolce Giulia?Inoltre ciò che gli bruciava di più era l’aver appreso del tradimento. Perché lei non gliel’aveva detto?Fece il giro dell’auto e aprì la portiera alla ragazza che lo ringraziò con un filo di voce e salì; dopodiché lui andò a sedersi al posto di guida. Giulia guardava davanti a sé vergognandosi completamente di tutto. << Mi dispiace. >> disse nuovamente notando che l’umore di Andrè era ancora furente. Il ragazzo avvertì il disagio e il senso di colpa nella sua voce e lasciò andare un po’ la sua rabbia. << Ho detto che non devi scusarti. Tu non c’entri niente. >> rispose, cercando di rassicurarla. Giulia non rispose ma una lacrima le sfuggì. De Lyon la notò e si voltò verso di lei sorpreso. << Giulia non piangere, è tutto okay! >> la confortò dolcemente passandole una mano sul viso per asciugarle le lacrime. La ragazza si scostò ma Andrè la afferrò e la tirò verso di sé. << Scusami se mi sono arrabbiato ma quelle parole mi hanno fatto scattare. Perché… perché non mi hai detto della storia del tradimento? >> le domandò, cercando di essere delicato. Giulia si voltò verso il finestrino sentendosi completamente umiliata. Nella foga di rispondere alle accuse di Giorgio si era fatta scappare quella storia che aveva volontariamente omesso. << Giulia ti prego parlami. E’ per questo che ti ho trovata da sola e sconvolta lunedì notte? >> aggiunse lui in modo più insistente. << Si!Mi ha tradita, okay?Ed io non mi sono accorta di nulla fino a lunedì, quando sono capitata a casa sua per caso! >> esclamò la ragazza arrabbiata e completamente in lacrime. Andrè la osservò e capì immediatamente il motivo per cui lei gli aveva taciuto quella storia: non solo l’aveva ferita ma se ne vergognava. Lui, allora, la guardò e le passò una mano sul viso. << Mi dispiace, Giulia, sono stato indelicato. >> le sussurrò, poi, baciandole la mano. Giulia scosse la testa cercando di calmarsi: << Non è colpa tua. E’ che..è che sono solo confusa e provata da tutto ciò che è accaduto. >> mormorò, iniziando a calmarsi. << Spero che tu non sia confusa anche su di me… >> disse De Lyon provando a farla sorridere. La ragazza si voltò e rise dolcemente: << Se c’è una cosa su cui non sarei mai dovuta essere confusa sei tu. >> affermò arrossendo per la sua audacia. Andrè fu colpito al cuore da quelle dolci parole e, istintivamente, posò le labbra su quelle di Giulia. Il bacio che nacque fu dolce e lento. Nessuno dei due aveva intenzione di allontanarsi e si presero tutto il tempo necessario per assaporarsi. Il cuore di Giulia batteva all’impazzata mentre il sangue correva veloce nelle sue vene. Il desiderio di Andrè, invece, iniziò a risvegliarsi lentamente. Il predatore che era in lui lo incitava ad essere più passionale e, infatti, aumentò la stretta intorno alla vita della ragazza mentre le sue fantasie iniziarono a correre a briglia sciolta. Immagini di Giulia nuda e legata al suo letto iniziarono ad affollargli la mente. Quando poi lei, in un momento di passione, gli succhiò il labbro inferiore il ragazzo perse del tutto il controllo. Le bloccò le braccia dietro la schiena e aumentò la pressione sulla sua bocca invadendola con la lingua. Giulia non si ribellò a quel gesto e lo trovò stranamente elettrizzante cercando, inoltre, di andargli dietro con la stessa passionalità. Andrè si eccitò e passò le sue labbra dalla bocca al collo della ragazza che fu pervasa da brividi di piacere. Improvvisamente, però, il cellulare di Andrè iniziò a vibrare. Lui imprecò mentalmente e fu costretto ad interrompere il suo sensuale assalto ora che Giulia iniziava a lasciarsi andare. << Scusami piccola ma devo rispondere, potrebbe essere il lavoro. >> mormorò cercando di recuperare il controllo di sé. Lei assentì con il capo riprendendo fiato. << Pronto? >> rispose il ragazzo dopo aver letto che si trattava dell’ufficio. << Signor De Lyon, mi dispiace interromperla nella sua pausa pranzo ma il signor Accardi è arrivato in anticipo da Venezia e vuole incontrarla subito. Ha detto che si tratta di una questione molto delicata. >> mormorò la segretaria in modo efficiente. << Ho capito Lora, fallo accomodare nel mio ufficio. Sto arrivando. >> rispose il ragazzo e poi riattaccò. << Giulia ti spiace venire con me in ufficio? Ho un appuntamento di lavoro in anticipo ma voglio comunque pranzare con te dopo. >> disse poi rivolgendosi alla ragazza e mettendo in moto l’auto. << Oh non preoccuparti. Non voglio esserti di peso. Puoi anche lasciarmi qui, prenderò un autobus… >> esclamò la ragazza. << Non esiste. Non ti lascerei mai prendere un autobus. Non mi pesa per niente portarti con me e poi, ripeto, voglio pranzare insieme a te, anche se si farà tardi. Spero non sia un problema. >> insisté Andrè leggermente categorico. La ragazza ci rifletté un po’ ma alla fine accettò. Era curiosa di vedere l’ambiente lavorativo del ragazzo, di esplorare il suo mondo e apprendere altri particolari su di lui. De Lyon sorrise e si diresse a Corso Vittorio Emanuele II dove erano situati i suoi uffici. Una volta giunti a destinazione il ragazzo fermò l’auto davanti allo stabile della sua impresa. Si trattava di un palazzo antico ristrutturato completamente senza, però, perdere i richiami storici. Vi si accedeva tramite un portone dall’aspetto anch’esso epocale ma in realtà del tutto moderno. Infatti, ad Andrè bastò schiacciare un pulsante su un piccolo telecomando che i battenti si aprirono in modo automatico e veloce. Il ragazzo ingranò la prima ed entrò passando accanto ad una guardiola dove la sicurezza in uniforme alzò la sbarra elettronica facendo un gesto rispettoso nella sua direzione. Dopo poco, il ragazzo si fermò in uno spiazzato enorme dove vi erano tre posti auto e il resto comprendeva un prato verde ornato da alberi piccoli, panchine, fontane e al cui centro era posta una piccola riproduzione della Tour Eiffel. Giulia restò incantata da quel posto, si sarebbe aspettata un ambiente più freddo, invece, si poteva benissimo venire a trascorrere del tempo libero lì. Andrè spense l’auto e vi scese andando ad aprire la portiera alla ragazza che gli sorrise dolcemente. << Che bello qui. C’è un prato meraviglioso. >> esclamò lei guardandosi meglio intorno. << Mio padre ed io abbiamo voluto ricreare un piccolo pezzo di Parigi. >> disse il ragazzo prendendola per mano e guidandola verso un’entrata completamente in contrasto con la facciata antica dello stabile. L’interno, infatti, era di uno stile ultra moderno che ricordava gli uffici dei grattacieli americani. I due attraversarono delle porte in vetro scorrevoli e dovettero fermarsi davanti a dei tornelli sui quali De Lyon fece scorrere una tessera elettromagnetica ed essi si mossero permettendo l’ingresso ad entrambi. Donne e uomini entravano e uscivano salutando rispettosamente Andrè. Un addetto si avvicinò a loro e li guidò verso un ascensore composto da vetrate. Giulia si sentiva completamente stranita, come catapultata in un altro mondo. Era stata già nel complesso di uffici di sua madre ma erano completamente differenti rispecchiando, infatti, lo stile romano e italiano. Qui sembrava, invece, di essere a New York. L’ascensore arrivò e Andrè si infilò all’interno tirando Giulia che era rimasta lì imbambolata. Le porte si aprirono direttamente sul pianerottolo del quarto piano dove vi erano tre banconi di receptionist e vari uffici. Appena Andrè mise piede fuori dall’abitacolo, Lora, la segretaria, gli si avvicinò con fare professionale ed urgente: << Signor De Lyon ho fatto come mi ha detto. Il signor Accardi l’aspetta nel suo ufficio. Questo è il fascicolo che lo riguarda. >> disse, passandogli una cartellina. << Grazie mille, Lora. Giulia, ti spiace se ti lascio in compagnia di questa signorina per un po’? Il tempo di risolvere questa questione urgente. >> domandò Andrè dolcemente. La segretaria, ancora una volta, sgranò gli occhi davanti al comportamento del ragazzo, sorpresa maggiormente dal fatto che abbia portato con sé una donna che non fosse sua madre o sua sorella. << Non preoccuparti, prenditi tutto il tempo che ti serve. >> rispose Giulia sorridendogli. Andrè ricambiò il sorriso e le diede un rapido bacio sulla bocca, attirando su di sé l’attenzione di tutte le persone che si trovavano a quel piano. La ragazza arrossì ma fu felice di quel tenero gesto. << Lora, interrompi il tuo lavoro e porta la signorina De Angelis in sala ricreazione, offrile tutto ciò che vuole. Roberta, prendi il posto di Lora. A tra poco. >> disse il ragazzo, dirigendosi velocemente nel suo ufficio a cui si accedeva tramite una porta dalle ante enormi. Lora osservò Giulia ancora sottoshock e, poi, si scosse e la pregò, gentilmente, di seguirla. La ragazza assentì con il capo e si fece condurre dove aveva detto Andrè: quando entrò nella sala ricreazioni, le sembrò di essere in uno di quei bar americani in cui ci sono, oltre ai tavoli e le sedie di uno stile moderno, scaffali pieni di libri da leggere, portatili con connessione ad internet, un bancone, dietro cui un uomo in uniforme faceva da barman. << Prego, si accomodi. Cosa preferisce, da bere o da mangiare? >> le domandò Lora riportandola alla realtà. << Oh la ringrazio, ma sto bene così. >> rispose Giulia educatamente. << E’ sicura?Non faccia complimenti, inoltre, qui ci sono delle delizie che preparano solo in Francia ed oltreoceano. >> insisté la segretaria simpaticamente. La ragazza ci pensò su e accettò ma più per preoccupazione di non farle fare brutta figura con Andrè che per necessità. Ordinò, allora, un aperitivo francese chiamato Lillet, composto da un liquore fruttato e da un vino della zona di Bordeaux con arance dolci. Il sapore era inebriante e dolce, doveva assolutamente farlo provare anche a Kara. Al pensiero della sua migliore amica decise di scriverle per sapere oggi come stava e se i suoi avevano già iniziato le pratiche per il divorzio.

Un’ora dopo

<< Quindi, mi rassicura che le infiltrazioni d’acqua verranno riparate in una settimana? >> domandò il signor Accardi preoccupato. << Ci metterei la mano sul fuoco. Oggi stesso contatterò la nostra sede di Venezia e domani verranno immediatamente iniziati i lavori di riparazione. Stia tranquillo monsieur. >> rispose Andrè sicuro e carismatico come sempre. L’uomo si rilassò visibilmente e si alzò, visto che sarebbe dovuto tornare in Veneto tra qualche ora. << Grazie per avermi ricevuto in anticipo signor De Lyon, lei è davvero una persona gentile e brillante. Ha trovato una soluzione straordinaria. >> aggiunse poi. << La ringrazio monsieur, per noi i clienti devono essere accontentati in qualsiasi modo. Mi faccia sapere se ha bisogno di altro. >> rispose Andrè sorridente accompagnando l’uomo alla porta; dopodiché i due si congedarono. Il ragazzo sospirò di sollievo: anche questa transazione era andata a buon fine e ora, finalmente, avrebbe potuto dedicarsi a Giulia. Posò i fascicoli del cliente che era appena andato via sulla scrivania quando la porta si aprì senza che nessuno avesse bussato e comparve Cécile, dietro la quale c’era Roberta trafelata e con il fiatone. Doveva aver corso dietro la ragazza per impedirle di entrare senza essere annunciata. << Tesoruccio!Ciao, spero di non averti interrotto. >> disse la vipera entrando. Andrè alzò gli occhi al cielo: quella giornata non sarebbe mai riuscito a starsene tranquillo per pranzo. << Signor De Lyon mi scusi ma… >> iniziò la segretaria mortificata. << Non preoccuparti, so che non è colpa tua. Puoi andare. >> le disse il ragazzo secco. La donna sospirò di sollievo e uscì. << Cosa ci fai qui, Cécile? >> domandò, poi, alla furia dai capelli rossi, mini abito nero, soprabito beije e Chanel dal tacco altissimo che si trovava davanti. << Sono venuta a disdire il mio appuntamento per la cena di domani. Mio padre vuol presentarmi la sua nuova compagna. >> rispose Cécile tristemente. Andrè ringraziò il Cielo mentalmente in quanto non aveva alcuna intenzione di passare del tempo con lei. << Oh mi dispiace, ma la famiglia è più importante. >> disse, fingendosi interessato. << Lo so. Beh potremmo spostare la cena a sabato. Cosa ne dici? >> chiese lei, cercando di essere seducente, senza, però, riuscirci. << Sabato ho già un impegno. Mio padre torna da un viaggio e ha organizzato un evento. >> rispose Andrè asciutto pensando che forse avrebbe potuto farsi accompagnare da Giulia. Chissà se avrebbe accettato o forse l’avrebbe considerata una mossa azzardata? << Oh capisco. Allora facciamo domenica? >> insisté la ragazza. De Lyon non aveva alcuna intenzione di accettare ma lo fece in nome degli affari come fatto il giorno prima del resto. << D’accordo Cécile. Ci sentiamo in questi giorni per i dettagli. Ora ti prego di scusarmi ma tra poco devo uscire. >> rispose fingendosi gentile. << Va bene. Buon pomeriggio tesoruccio. >> rispose Cécile conciliante per non spaventare il suo ‘’timido’’ Andrè. Lo salutò con un gesto della mano e uscì dall’ufficio.

<< Signorina De Angelis, il signor De Lyon chiede di lei. >> disse Lora ritornando dalla reception dove era stata chiamata dallo stesso Andrè. Giulia ripose nell’apposito scaffale il libro Jane Eyre che aveva preso a sfogliare nell’attesa ed era pronta a rivedere il suo ragazzo. Lora la guidò per il corridoio quando la sua attenzione fu attirata da una ragazza dai capelli rossi, vestita in modo costoso ma volgare, che si accingeva a chiamare l’ascensore, rivolgendosi in modo arrogante ad una receptionist. Cécile, a sua volta, vide la ragazza bionda insieme alla segretaria di Andrè e la studiò minuziosamente con sguardo duro. Di sicuro era più piccola di lei ma la sua bellezza era straordinaria. Si voltò invidiosa ed entrò nell’ascensore chiedendosi cosa ci facesse una mocciosa in quegli uffici. Giulia, invece, fu pervasa da una strana sensazione quando gli occhi della ragazza dai capelli rossi le si posarono addosso ma, una volta arrivata nell’ufficio di Andrè, non se ne curò più. La stanza in cui si trovava era meravigliosamente ammobiliata: si fondevano stile moderno e classico alternandosi i colori scuri delle poltrone e quelli chiari della scrivania, del divano e del tavolinetto basso posto di fronte ad esso. << Che bell’ufficio Boss. Mi piace l’ arredamento. >> disse Giulia divertita. Andrè si dondolò sui talloni con le mani nelle tasche dei pantaloni e le sorrise. << Ti ringrazio. Mi fa piacere che tu sia venuta con me, volevo mostrarti un po’ del mio mondo. >> rispose, avvicinandosi a lei. << Mi sembra giusto dopo averti mostrato il mio al ballo universitario. >> continuò la ragazza. << Beh ora ti va sempre di pranzare con me?Giuro che stavolta non prendo a pugni nessuno. >> le domandò De Lyon ironico. Giulia scosse la testa e si rifugiò tra le sue braccia. << Mi dispiace per ciò che è successo con il mio ex… non me lo perd… >> Andrè la interruppe mettendole un dito sulla bocca. << Non voglio che tu dica altro. Su, usciamo di qui e riprendiamo il nostro appuntamento da dove è stato interrotto.>> le propose allegramente. La ragazza assentì con il capo e si fece guidare verso gli ascensori.

27 thoughts on “CAPITOLO XII

  1. Intrigante e sempre più avvincente. In ogni capitolo cara Daisy, sai come catturare l’attenzione del lettore, bramoso di conoscere gli sviluppi successivi di questo bellissimo racconto. Non vedo l’ora di leggere il primo vero incontro intimo, credo intenso appassionante e seducente, tra Giulia ed Andrè indipendentemente da Cécile e Giorgio che presumo cercheranno in tutti i modi di contrastare questa unione. Riuscirai certamente descrivere, come solo tu sei in grado di fare, le sensazioni, le emozioni e il piacere che Andrè e Giulia proveranno, come se effettivamente fosse la prima volta! Buon proseguimento, XXXXX

    • Ciao Patrizia 🙂 grazie mille x le tue parole 🙂 sn felice di riuscire ad emozionarti e intrigarti 🙂 cerco sempre di rendere la storia avvincente così che voi lettrici restiate sempre sorprese e non diate nulla x scontato 🙂 presto arriverà anche il momento della loro unione non temere ^^ Giorgio e Cécile non si arrenderanno facilmente e i due protagonisti dovranno stare molto attenti a non cadere nei tranelli 🙂 buon proseguimento anche a te 🙂 a prestissimo

  2. Semplicemente bellissimo! Andrè sempre più dolce e sempre più cotto di Giulia!! *-* Non mi sarei mai aspettata quella reazione da Giorgio, che ipocrita! Neanche al loro primo appuntamento sono riusciti a stare tranquilli!! 🙂 Non vedo l’ora di leggere di nuovi momenti romantici tra Giulia e Andrè, e senza interruzioni questa volta! 😉
    Sempre bravissima Daisy

    • Ciao Alice 🙂 grazie mille x i tuoi complimenti 🙂 sn felice che anke qst capitolo ti sia piaciuto 🙂 Giorgio è un ipocrita e sta rosicando cm non mai del fatto che Giulia non sia a piangere x lui..vedrai ne succederanno delle belle 🙂 a prestissimo :*****

  3. Oddio mi sono innamorata di Andre!!! Scherzi a parte sono una coppia bellissima ed ogni volta incrocio le dita perche il proseguire e la fine della storia sia bellissima per tutti i protagonisti buoni (anchr per i genitori di Giulia che mi piacciono). Giorgio e Cecilie li vedrei bene insieme: due vipere. Bravissima bella storia e con anche bei riferimenti musicali e culturali!

    • Ciao Nico 🙂 grazie mille x i tuoi complimenti 🙂 sn contenta che la mia storia ti piaccia 🙂 ank’io sn una fan dei due protagonisti ma mi piace anke pepare un pò le situazioni 😉 Giorgio e Cécile ne combineranno delle belle nei prossimi capitoli vedrai 😛 a prestissimo :******

      • Allora mi preparo già psicologicamente e fisicamente (con una bella tuta da Ninja per stenderli mentalmente). Penso che ora saremmo tutti i giorni a vedere se hai pubblicato i (plurale perché, nei tuoi giusti tempi, noi attendiamo tutte i prox capitoli) . By

        • Aahahaahha 🙂 non preoccuparti ogni male ha il suo colpo di ritorno 😉 inoltre cercherò di pubblicare al più presto 🙂 :****************

  4. ciao sei sempre più brava e la storia è sempre più avvincente
    non vedo l’ora di leggere il seguito spero presto
    ancora complimenti 🙂

    • Ciao Annalisa 🙂 sn felice che la mia storia ti attiri smp più ce la metto ttt x fare un buon lavoro 🙂 già mi sn messa in opera per il 13simo capitolo 😉 a prestissimo :*****

  5. Capitolo bellissimo, sono curiosa di leggere cosa hai riservato a questi 2 innamorati, Cecile e Giorgio non si arrenderanno facilmente, vedremo come se la caveranno i nostri splendidi protagonisti. A presto. Buona scrittura.

    • Ciao Katia 🙂 presto arriverà il 13simo capitolo e vedrai cosa combineranno i nostri protagonisti, per non parlare poi di Cécile e Giorgio che ne combineranno delle belle 🙂 <3 <3 <3

  6. ciao daisy, i tuo brani sono bellissimi, molto ben scritti e coinvolgenti, ma devo farti un appunto, cerca di essere più regolare con le pubblicazioni dei capitoli altrimenti così rischi di perdere lettori che si annoiano ad aspettare (tipo me)
    se non riesci ogni settimana fallo ogni 2 o 3…ma stabilisci una scadenza regolare.
    naturalmente è solo un consiglio
    buona serata

    • Ciao Gina 🙂 grazie x i tuoi complimenti 🙂 sn felice che la mia storia ti piaccia 🙂 per qnt riguarda il tuo appunto io capisco voi lettrici xk prima io sn una lettrice qnd comprendo la vostra curiosità e impazienza e ciò mi fa capire che la mia storia vi attira smp più e sn contenta di ciò ma non sono una sadica 😛 se non scrivo regolarmente è xk non mi è possibile davvero. Sembra assurdo ma non sai qnt è difficile trovare un’ora in cui sedermi tranquillamente e scrivere. Poi ci si mettono le correzioni, l’ispirazione e altri fattori che ritardano. Sfortunatamente qst è solo un hobby qnd non posso dedicare tutto il tempo che vorrei. Mi dispiace davvero tanto che vi annoiate nell’attesa ma spero che qlk capisca la mia situazione e provi ad aspettare. Io cerco da parte mia di lavorare al meglio per voi e ripagarvi con dei bei capitoli 🙂 buona giornata :****

      • Ciao Daisy,
        anche io all’inizio magari mi chiedevo perché ci volesse così tanto per le vostre pubblicazioni ma poi ragionando ho capito che, come giustamente hai specificato tu, questo per voi è un hobby e quindi siete pure oberate da tutte le altre cose della vita. Capendo questo ho capito che in fondo quello che pubblicate è un regalo per noi e quindi come si suol dire “a caval donato non si guarda in bocca” (almeno da noi si dice così)!!! Sinceramente trovo molto più scocciante, e qua noto che pochi si lamentano (parlo in generale non su questo sito) le varie case editrici che pubblicano magari il primo e secondo libro di una serie e poi gli altri, anche se quelli pubblicati hanno reso tanto, se li perdono per strada oppure, peggio ancora, di una serie di titoli che hanno una logica e sequenza li pubblicano a caso (es. dieci libri che si collegano invece che partire con 1 e poi di seguito saltano a caso). Ecco questo mi sembra molto poco professionale ed ho abbandonato un paio di case editrici per questo. Vi ringrazio per quello che ci pubblicate che diciamolo pure oltre ad essere bello, intrigante ed iteressante è anche gratis (che al giorno d’oggi non guasta).
        By

        • Ciao Nicoletta 🙂 ti ringrazio x aver compreso il mio punto di vista 🙂 non sai qnt mi dispiace farvi attendere così ma non ho il libro pronto qnd prima di scrivere devo pensare a molte cose e a volte pubblico (x via del ritardo) anche capitoli che non mi piacciono e che riscriverei ma ci vorrebbe altro tempo e significa ancora attesa x voi. Inoltre non ho smp tempo libero 🙁 infatti mentre ti scrivo ho davanti a me il libro di storia del diritto romano che attende di essere studiato T.T anyway spero di farmi perdonare scrivendo i prossimi capitoli sempre al meglio 🙂 hai ragione cmq ci sn dei racconti che si xdono man mano xò credo che sia cs xk si cerca di allungare troppo la storia..grazie x i tuoi complimenti a prestissimo :****

  7. Bravissima. La tua storia è un crescendo di emozioni. Faccio il tifo per Giulia e André si meritano di vivere la loro storia d’amore. Se poi la pubblicazione dei capitoli non è regolare non ha importanza, l’importante è che tu continui a raccontarci la tua storia e farci sognare. Prenditi tutto il tempo che ti serve perchè le tue fans hanno la pazienza di aspettare. Alla prossima.

    • Ciao Cris 🙂 ti ringrazio per le splendide parole che hai scritto 🙂 sn felice che con la mia storia io riesca ad emozionarvi e a farvi sognare 🙂 ce la metto tutta per regalarvi un bel capitolo 🙂 mi dispiace cmq farvi attendere e vi sn grata per la vostra pazienza che verrà ripagata *:* a prestissimo :****

    • Ciao Elisa 🙂 mi dispiace avervi fatto attendere tanto per il 13simo capitolo ma sn stata super impegnata 🙁 cmq è pronto da qlk gg aspetto che le admn della pagina (che sn occupatissime anche loro poverine ) lo pubblichino..vi chiediamo un pò di pazienza 🙂 :***

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


*