CAPITOLO XI

[Salve care lettrici 🙂 volevo scusarmi immensamente per la mia assenza, non ho avuto la connessione ad internet fino all’altro ieri e non potevo neanche avvisarvi. Mi dispiace per il disagio che vi ho creato ma non avevo altri mezzi per pubblicare. Spero che da qst momento in poi non ci siano più intoppi 🙂 grazie mille a tutte voi per la pazienza dimostrata. Siete meravigliose *_* e cmq x chi fosse interessata ho un account fb in cui inserisco avvisi e rinvii, aggiungetemi se volete è Daisy Flower, l’immagine di copertina è appunto quella del racconto ”MI DISPIACE, NON SO AMARE”. Ancora mille scuse e mille grazie 🙂 Buona lettura :***** ]

Baci

Giulia guardava il paesaggio fuori dal finestrino della limousine attirata dalla visione di quello specchio d’acqua che via via si allontanava dai suoi occhi. Indossava dei jeans e una t-shirt azzurra con la stampa della Tour Eiffel e ai piedi un paio di converse più grandi di un paio di misure. I suoi abiti, ormai asciutti, invece erano sistemati e imbustati nel bagagliaio. Andrè era accanto a lei e rimirava la strada dall’altro finestrino tamburellando le dita sul sedile. Indossava un pantalone di cotone blu, una t-shirt bianca e un paio di Nike ai piedi. I suoi pensieri come quelli della ragazza erano confusi e disordinati. Dopo quel bacio così intenso e passionale i due si erano allontanati controvoglia ma una volta essere rientrati in possesso delle loro facoltà mentali si erano chiusi dietro uno spesso muro di silenzio. Giulia era riuscita solo a chiedere di essere riaccompagnata a casa di Kara e Andrè aveva acconsentito senza discutere. Si domandavano cosa fosse successo ad entrambi, cosa li avesse spinti l’uno tra le braccia dell’altra in un modo così naturale e semplice… ‘’No, non può essere!Non posso essermi innamorata di Andrè, anche se in questo momento il cuore vuole uscirmi dal petto questo non può essere amore… io..io amo ancora Giorgio.’’ cercò di convincersi Giulia inutilmente. Si voltò verso Andrè e contemporaneamente lui fece lo stesso. I due si guardarono intensamente mentre i loro cuori e i loro respiri acceleravano. Il ragazzo osservò quel viso mozzafiato e quel corpo dalle curve aggraziate e sinuose e sentì la voglia matta di stringerlo a sé. Il pensiero di allontanarsi da Giulia iniziava a fargli male, un dolore che gli toglieva il respiro. No, non poteva lasciarla andare. Non voleva stare senza di lei. Si sentiva in paradiso quando lei gli era accanto. In un attimo alzò la mano destra e le accarezzò il viso lievemente, come se si trattasse di un cristallo delicato. Il corpo di Giulia fu attraversato da una scossa elettrica e un leggero rossore colorò le sue gote. Il cuore la spingeva ad avvicinarsi a quel bellissimo ragazzo che aveva di fronte in modo incontrollabile. Le tremavano le mani nell’impazienza di voler toccare quello splendido viso e quei capelli morbidi. Il suo corpo agì da solo e si trovò ad accarezzare la chioma chiara di Andrè. Il ragazzo trasalì a quel leggero tocco e avvicinò senza timore le sue labbra a quelle di Giulia. Il bacio che nacque fu meno delicato di quello precedente. La voglia ardente di entrambi di assaporarsi aveva fatto si che i loro corpi si schiacciassero l’uno contro l’altra. Andrè afferrò Giulia per la vita sollevandola sulle sue gambe e attirandola poi a se premendo le mani alla base della sua schiena. La ragazza era praticamente in estasi, aveva perso ogni inibizione sentendosi viva come non mai. Improvvisamente però il cellulare di lei squillò e fece tornare entrambi con i piedi a terra. Giulia arrossì completamente quando si rese conto di trovarsi sulle ginocchia di Andrè e ne scese cercando di non distaccarsi da lui del tutto mentre gli occhi del ragazzo rispecchiavano la passione ardente che lo scuoteva da dentro. << Pronto? >> rispose Giulia cercando di non balbettare. << Giuly!Dove sei?Sono le nove e un quarto tua madre sarà già sveglia. >> esclamò Kara agitata dall’altra parte del telefono. << Kara ciao, sono in strada. Tra quindici minuti sarò da te, ho avuto un imprevisto improvviso. >> disse la ragazza cercando di tranquillizzarla. << Okay!Sbrigati e di anche a Giorgio di fare presto. >> concluse l’amica sorridente. A Giulia si raggelò il sangue nelle vene nell’udire il nome del suo ragazzo o meglio ex e il suo sguardo si rattristò. Aveva dimenticato che Kara non sapesse ancora nulla. << Problemi? >> domandò Andrè percependo il disagio della ragazza una volta che ebbe riattaccato. << No. Solo… solo un po’ di confusione. >> rispose lei sinceramente. << Devo ammettere che anch’io sono sorpreso da ciò che è accaduto stanotte. Nessuna ragazza ha avuto un effetto così totalizzante su di me. >> disse lui prendendole la mano e guardandola intensamente. << Beh posso dire lo stesso. >> mormorò Giulia imbarazzata. << Allora mi reputo l’uomo più fortunato del mondo. >> rispose Andrè baciando la mano della ragazza e attirandola più vicino a se. Lei non rispose e poggiò la testa sulla spalla del ragazzo ripromettendosi di analizzare tutto ciò che era successo nei minimi dettagli una volta sola. Giunti sotto casa di Kara ad entrambi mancava il coraggio di salutare l’altro/a. Andrè aumentò la stretta alla mano di Giulia la quale rispose con altrettanta forza. L’autista in uniforme scese poi dall’auto e aprì la portiera alla ragazza che sospirò. Si tornava alla realtà. Una realtà fatta di tradimenti familiari e amorosi. Il ragazzo percepì la sua preoccupazione e l’attirò verso di se costringendola a guardarlo negli occhi. << Ascoltami Giulia, voglio che tu mi chiami a questo numero.. >> – iniziò prendendo un biglietto da visita da un cassettino dell’auto – << ..per qualsiasi motivo. Voglio che tu stia bene ma soprattutto voglio rivedere il tuo splendido sorriso e la tua aria impertinente. >> concluse accarezzandole il dorso della mano. Giulia sorrise timidamente. Non poteva credere che quel meraviglioso ragazzo potesse interessarsi a lei a quel modo. L’aveva salvata per la terza volta. Assentì con il capo e spinta da un’improvvisa audacia si allungò verso le labbra di De Lyon posandovi sopra un bacio delicato. Lui reagì immediatamente stringendola a se e marcando quel bacio con tutta la passionalità che aveva. Quando la lasciò andare a Giulia girava la testa dall’emozione. << Grazie. >> balbettò e poggiò un piede in strada. << Grazie a te. >> rispose Andrè sorridente. L’autista scortò la ragazza fino al portone di Kara, le consegnò i suoi abiti imbustati e risalì in auto. Giulia bussò al citofono dell’amica che aprì senza domandare chi fosse. Lei si infilò nel condominio ma prima di chiudere il cancello salutò Andrè con la mano dopodiché la limousine sfrecciò via veloce come il vento.

Kara guardava la sua migliore amica a bocca aperta pensando che forse avrebbe dovuto accettare la sua proposta di sedersi. Non poteva credere a tutto ciò che le aveva raccontato sulla sera prima e man mano accresceva in lei la voglia di uccidere Giorgio e rimproverare il signor De Angelis. Quando poi la ragazza iniziò a raccontarle dell’incontro casuale con Andrè, di Ostia e del loro bacio in riva al mare Kara non poté far altro che sedersi perché l’emozione e la curiosità l’avevano tramortita. << Hai… hai baciato Andrè? >> chiese poi mentre Giulia arrossiva come una scolaretta. << Si. Tre… tre volte. >> disse poi avvicinandosi alla sua amica sottoshock. << Oddio!Ma è meraviglioso. Giuly sono così felice per te. Hai visto che avevo ragione io? >> squittì Kara entusiasta. << Non cantare vittoria. Sono confusa e spaventata e non riesco ancora a spiegarmi perché abbia agito in quel modo. Cioè avrei dovuto scappare da Andrè invece è stato come rifugiarsi in una calda coperta dopo una giornata fredda. >> mormorò Giulia afflosciandosi sulla sedia rosa con le rotelline dell’amica. << Ah l’Amour! Non sei fuggita dal francese perché per quanto tu ti sia sforzata di convincerti del contrario da quando l’hai visto ti sei innamorata di lui. Non dico che per Giorgio non hai provato nulla ma come ho sempre sostenuto lui non era quello giusto. Non c’era quel legame che invece hai sicuramente avvertito con De Lyon sin dall’inizio, altrimenti il bastardo traditore non ci avrebbe messo tanto a dichiararsi come te del resto. L’amore e la passione che scuotono davvero l’anima non possono essere taciuti a lungo. >> concluse Kara soddisfatta. Giulia non poté controbattere alla verità di quelle parole. Era inutile continuare a mentire a se stessa, lei non aveva mai provato per Giorgio quello che invece sentiva per Andrè. Non si trattava di bellezza perché il suo ormai ex fidanzato e il francese erano ragazzi meravigliosi ed inoltre Giulia non era una ragazza così superficiale. Non si trattava neanche di interessi diversi perché entrambi avevano in comune con lei qualcosa ma De Lyon aveva quel tanto in più che l’attirava e la scuoteva dentro. La ragazza chiuse gli occhi per un attimo quando il suo telefono iniziò a squillare, era sua madre. << Pronto? >> disse poi tornando alla realtà della sua situazione familiare. << Tesoro, ciao. Come stai stamani?Io non sono riuscita a chiudere occhio e neanche Gaia c’è riuscita, le ho fatto saltare scuola. Posso passarti a prendere? >> domandò Anastasia apprensiva all’altro capo del telefono. << Ciao mami. Sto meglio oggi, grazie. Mi dispiace che tu non sia riuscita a dormire neanche io ho riposato. Comunque si, se vuoi puoi passarmi a prendere. >> rispose la ragazza cercando di restare calma. << Okay, arrivo tra poco. A dopo Giuly. Ti voglio bene. >> concluse la donna dolcemente. << Anch’io ti voglio bene mami. A tra poco. >> disse Giulia e riagganciò. << Cosa intendi fare con tuo padre? >> le domandò poi Kara premurosa. << Non lo so. Ho bisogno di capire la natura del suo gesto. Cioè anch’io non ho avuto rispetto parlandogli a quel modo. >> << Si ma uno schiaffo è eccessivo, anche se credo sia stata solo colpa della situazione complicata. Non essere troppo dura nel rifletterci su. >> le consigliò l’amica. La ragazza annuì e decise di cambiare discorso spostando l’attenzione su Kara e la sua famiglia.

<< Buongiorno monsieur De Lyon. Ho fatto spostare i suoi appuntamenti come chiestomi nell’e-mail di ieri notte e ora il signor Massimi la attende per pranzo al ristorante Strega situato a Piazza del Viminale e la signorina Franceschi vuole incontrarla alle quindici all’appartamento in via Napoleone III. Suo padre ha già chiamato due volte ma l’ho rassicurato del fatto che lei stava rientrando. >> disse una segretaria avvicinandosi ad Andrè con il solito tablet tra le mani. Il ragazzo assentì soddisfatto: << Grazie Lora. Puoi farmi portare del caffè in ufficio? >> domandò gentilmente. Non si era mai rivolto in modo così tranquillo alle sue addette e infatti la donna ci mise un po’ a rispondere visto che era completamente sorpresa. << Si..si, subito monsieur. >> mormorò e poi sparì. Andrè si sentiva al settimo cielo. Non aveva mai provato una sensazione simile. Per la prima volta nella sua vita si sentiva completo e vivo senza aver usato il sesso BDMS come mezzo di appagamento. Cosa gli aveva fatto Giulia? Era totalmente ipnotizzato da lei, da ogni suo gesto, ogni suo respiro… Non era trascorsa neanche un’ora che lui già sentiva il bisogno di rivederla di percepire quelle morbide labbra sotto le sue. Un brivido di piacere lo attraversò eccitandolo in un modo assurdo. Un semplice bacio dato da quella bocca rossa e timida gli aveva impresso una carica erotica che neanche un ménage à trois con delle modelle gli avrebbe mai procurato. Si sedette alla sua scrivania immaginando esplicitamente di poter toccare quelle forme e quelle gambe bellissime su cui avrebbe voluto passare sopra la lingua. Accese il cellulare che aveva preferito tenere spento mentre era con la De Angelis e fu sommerso da messaggi vocali e sms. Ascoltò principalmente quelli di suo padre e dei suoi amici fino ad arrivare a quelli odiosi ed isterici di Cécile. Il ragazzo alzò gli occhi al cielo. Aveva completamente dimenticato la litigata con la vipera. ‘’Borde*!Gli ho detto di far cancellare il contratto con suo padre!’’ si ricordò alzandosi in piedi e iniziando a camminare nervosamente avanti e indietro. Cominciò immediatamente ad analizzare le perdite e i costi che avrebbe dovuto affrontare ma anche i risarcimenti che avrebbe percepito a meno che il signor Dumas non avesse trovato un modo per non farlo. Per fortuna suo padre avrebbe ignorato il vero motivo per cui si sarebbe rescisso il contratto. Dopo poco il ragazzo sentì bussare alla porta: << Avanti. >> disse. La sua segretaria entrò trafelata e preoccupata: << Monsieur De Lyon stavo per portarle il caffè ma è arrivata una visita… molto insist… >> disse la donna ma non ebbe il tempo di finire che fu spinta in avanti da Cécile. << Mi faccia entrare, incompetente!Non mi serve il permesso per visitare il mio futuro fidanzato! >> esclamò la ragazza entrando nella stanza. Andrè sbiancò. Cosa voleva ancora? << Lora non preoccuparti puoi andare. Cécile!Che ci fai qui? >> chiese poi freddo. La segretaria uscì mentre Cécile con aria imbronciata e viziata scrutava Andrè. Indossava un abito cortissimo e scollatissimo rosso fuoco e ai piedi un paio di decolleté dello stesso colore. I suoi capelli erano sciolti e lisci mentre il trucco sugli occhi era marcato e la faceva apparire volgare come sempre. << Cosa ci faccio?Dopo come mi hai trattata ieri sera vorrei anzi pretendo delle scuse! >> disse poi avvicinandosi alla scrivania. Andrè sospirò chiedendosi cosa avesse fatto di male per beccarsi quella arpia. << Hai ragione. Scusami Cécile, sono stato indelicato e mi dispiace. >> mormorò cercando a quel punto di provare a salvare il contratto. << Pensi di cavartela così?Le parole non bastano. Voglio una cena fuori e degli orecchini di brillanti ma soprattutto vorrei concludere quello che abbiamo iniziato… >> rispose la ragazza accentuando il tono superbo rendendolo sensuale alla fine. De Lyon si passò una mano tra i capelli frustrato. Non voleva mollare per niente quella assatanata! << Cara Cécile non sono disposto a fare una cosa simile, mi dispiace. Anzi ne approfitto per chiarire meglio il concetto. Non voglio venire a letto con te. >> ammise il ragazzo in modo convincente. << Co-cosa?E perché mai, sentiamo. >> domandò Cécile poggiandosi una mano sul petto sconvolta. << Perché non…non voglio rovinare la nostra amicizia. >> mentì Andrè non volendo sbatterle in faccia la verità sempre per amore degli affari. << Me ne frego dell’amicizia. Io voglio essere la tua fidanzata, di amici ne ho già abbastanza. >> sbottò lei stizzita. << Mi dispiace ma non sono il tipo da fidanzate io. >> disse il ragazzo serio . << Che vuol dire?Hai paura di impegnarti tesoruccio? >> chiese Cécile cercando di essere tenera ma riuscendo solo a sembrare ridicola. << Non sono confidenze che mi va di condividere. Ora se vuoi essere mia amica sarò lieto di passare del tempo con te. Altro non posso concedertelo. >> concluse Andrè. << Ho capito. Oh tesoruccio tu hai paura di soffrire! Povero il mio Andrè ma non preoccuparti io non sono come le altre. >> esclamò la ragazza sorridente. Il ragazzo a quel punto stava di nuovo per perdere la pazienza. Perché quell’oca non capiva che NO era NO? << Per favore Cécile capiscimi. Non si tratta di… >> iniziò ma fu interrotto da lei. << Non preoccuparti ho capito. Siamo amici. >> disse la ragazza pensando che allora Andrè fosse un tipo chiuso e arrivare al suo cuore richiedesse solo un po’ più di tempo. << Sicura? >> domandò De Lyon incredulo invece del fatto che la ragazza si fosse improvvisamente arresa. << Certo. Beh comunque gli amici cenano insieme. Ti andrebbe stasera intorno alle ventuno? >> << Ehm, in realtà avrei un altro impegno. Facciamo giovedì? >> mormorò il ragazzo controllando la sua agenda anche se in realtà ciò che l’aveva spinto a rimandare era il desiderio di rivedere Giulia. Gli mancava ogni minuto di più. Cécile si imbronciò per un attimo ma poi si ricordo di quello che aveva appreso poco prima e acconsentì. Qualche minuto dopo si sentì bussare alla porta e Andrè diede il permesso di entrare. La sua segretaria fece capolino per dirgli che il suo incontro per pranzo era stato anticipato e doveva recarsi subito al luogo prestabilito. Il ragazzo sospirò di sollievo, si sarebbe immediatamente liberato di Cécile. << D’accordo Lora. Scrivimi l’indirizzo del ristorante. Cécile mi dispiace ma devo andare ci sentiamo telefonicamente. >> concluse poi sorridente. La ragazza pensò che quel sorriso di liberazione fosse invece allusivo e ricambiò felice e progettando già le sue prossime mosse per conquistare il solitario e timido Andrè.

<< Giulia!Hai un’aria distrutta e il volto pallido. Ti senti bene? >> domandò Anastasia appena sua figlia entrò in auto. << Certo mami. Sono solo un po’ stanca. Gaia dove è? >> chiese la ragazza non vedendo sua sorella sul sedile posteriore. << L’ho lasciata da zia Camilla. Le farà bene stare con vostra cugina Daniela (era a casa perché ammalata poverina) ed inoltre noi così possiamo parlare liberamente senza il timore di spaventarla. >> rispose la donna mettendo in moto la sua Lancia Y panna ultimo modello. << Si, hai ragione. Più tardi però voglio scusarmi anche con lei per avervi lasciate sole. Ero…ero solo delusa. >> disse Giulia mettendosi la cintura di sicurezza e guardando davanti a sé. << Tesoro non sai come mi dispiace. Non riesco a capacitarmi del gesto di tuo padre. Ha provato a chiamarti? >> << Si. Ho deviato le sue chiamate sul vecchio numero. Ero troppo arrabbiata per parlargli. >> affermò la ragazza pensando di aver deviato anche le telefonate di Giorgio allo stesso modo. Quel bastardo aveva provato a telefonarla solo in mattinata. << Capisco. Comunque ho deciso di… di proibire a tuo padre di vedervi in via legale. Attendono il tuo assenso. >> mormorò Anastasia tesa passando accanto al Colosseo. Giulia si voltò di scatto verso di lei: << Oddio!Hai pensato ad un ordine restrittivo?Mamma no, non se ne parla. E’ eccessivo per uno schiaffo e di sicuro non te lo concederanno. Non voglio che questo episodio si risolva per vie legali! >> affermò la ragazza animatamente. << No!Quell’egoista dalle mani lunghe non deve più far parte della nostra vita. Ha osato schiaffeggiare la mia bambina. >> esclamò Anastasia guardando sua figlia mentre gli occhi le si riempivano di lacrime. A Giulia si formò un groppo in gola. Sua madre era più a pezzi di lei. << Mamma accosta. >> le intimò dolcemente. La donna obbedì dopodiché la ragazza si slacciò la cintura e l’abbracciò ma Anastasia a quel punto scoppiò in un pianto disperato. << Oh Giuly, perché deve essere così egoista? Perché non può pensare alla sua famiglia per una volta? Io l’ho perdonato milioni di volte ma lui è così immaturo da non capire che non valgono i gesti plateali ma le piccole cose. Inoltre mi odio perché nonostante ciò continuo… oh piccola, io lo amo! >> disse Anastasia tra un singhiozzo e l’altro. Giulia cercò di non piangere e di trovare la forza necessaria per consolare sua madre. << Mamma ti prego non piangere. Lo so che papà ha un carattere particolare ma lui a suo modo ci tiene a noi. Nonostante si sia trasferito a Milano da sette anni solo ora si è concesso di frequentare un’altra donna ed inoltre c’è sempre stato anche da lontano. Solo che non ha un carattere forte, si lascia influenzare da ciò che ha intorno, in questo caso Selena. >> disse poi guardando la donna negli occhi. << Perché non si decide a crescere?Nel suo lavoro è così in gamba e intelligente mentre nella vita privata non riesce a prendersi le sue responsabilità. >> rispose Anastasia riprendendo pian piano il controllo di se stessa. << Lo so. E’ un eterno ragazzino, anche il nonno lo rimproverava sempre ma infondo sono sicura che tiene alla nostra famiglia. Ora è solo confuso. >> << Se teneva davvero a noi non ti avrebbe schiaffeggiata. >> << Mamma credimi, un po’ me lo sono meritata. Ho detto delle cose orribili su Selena. Certo uno schiaffo è stato eccessivo ma non mi sento di condannarlo del tutto. >> concluse Giulia mettendosi a sedere bene. << Io non voglio vederlo e ti chiedo di fare lo stesso. Deve capire che stavolta ha esagerato. >> disse Anastasia con un tono che non ammetteva repliche. << D’accordo. Merita di sentirsi in colpa per un po’ ed inoltre ciò forse lo scuoterà dal suo tepore adolescenziale. >> concordò la ragazza sorridente. La madre ricambio il sorriso e dopo aver preso un lungo respiro si asciugò gli occhi e si rimise in marcia tra le strade di Roma. Giulia si rilassò leggermente. Era esausta e i suoi pensieri erano aggrovigliati in modo confuso ma solo un nome riusciva a donarle una calma inconsueta: Andrè. Quel ragazzo le mancava già terribilmente, voleva rivederlo e per un attimo la sfiorò l’idea di chiamarlo tastandosi le tasche dei jeans e avvertendo la presenza del biglietto da visita. Ripensò a ciò che era successo tra loro e il cuore prese a batterle all’impazzata. L’aveva baciato. Lei Giulia De Angelis anonima studentessa aveva baciato uno dei più importanti uomini d’affari. Chissà cosa provava davvero lui per lei ma soprattutto cosa sentiva il suo cuore per quel francese bellissimo. Cosa le era accaduto?Era come se non fosse più se stessa. Non aveva mai agito di impulso ma soprattutto non era mai stata così coinvolta da una persona che conosceva da un mese e con cui però si sentiva in perfetta sintonia. Cosa sarebbe successo tra loro?Non sapeva darsi una risposta. A poco a poco il dubbio iniziò ad insinuarsi nella sua mente. Poteva fidarsi di Andrè? Lui era stato sincero nel dirle di non aver mai provato un’attrazione simile per nessun altra ragazza?Chiuse gli occhi e decise di non agire e non pensare a nulla almeno per il momento. << Ti va di pranzare fuori? >> le domandò improvvisamente Anastasia. << Preferirei tornare a casa. Sono a pezzi ma possiamo cenare fuori anche con Gaia se ti va. >> rispose la ragazza sbadigliando. << D’accordo allora andiamo a casa. Oggi dovrò lavorare e tu approfittane per riposare. >> le propose sua madre e Giulia assentì. Una volta rientrate nel loro appartamento madre e figlia pranzarono insieme. La ragazza si domandò se dovesse raccontare di Giorgio ma preferì non inserire una nuova preoccupazione nella mente già scossa di Anastasia. Dopo aver mangiato l’avvocatessa si preparò di tutto punto e dopo aver salutato affettuosamente Giulia si diresse nel suo ufficio. La ragazza allora decise di indossare il suo pigiama rosa e infilarsi sotto le coperte almeno il sonno l’avrebbe liberata per un po’ dai suoi problemi.

<< …Quindi la struttura dovrebbe essere più alta di due metri e il garage contenere un ascensore. >> riepilogò Andrè annotando quelle modifiche sul suo tablet. << Si, inoltre vorrei che la facciata sia di un colore più scuro. >> aggiunse la signorina Franceschi passandosi una mano tra i capelli scuri raccolti in una coda. << D’accordo. Allora da domani potremmo già iniziare. >> rispose il ragazzo in modo professionale. La donna gli sorrise mangiandoselo con gli occhi anche se dentro di sé cercava di ricordarsi continuamente che di sicuro era più grande di lui di cinque o sei anni. Andrè allora ricambiò il sorriso e finì di annotare le ultime modifiche. << Fatto. I miei operai saranno in cantiere alle otto del mattino ed io arriverò intorno alle undici. >> disse poi sedendosi in modo dritto. << Va benissimo. Ci sarò io ad attenderla. >> aggiunse la signorina alzandosi in piedi. Il ragazzo sorrise di nuovo imitandola e dopo fu scortato dalla donna fino alla porta. << Arrivederci signorina Franceschi. >> mormorò Andrè. << Arrivederci signor De Lyon. >> disse lei guardandolo avidamente per l’ultima volta. Il ragazzo uscì dall’appartamento felice. Finalmente aveva concluso anche l’ultimo incontro della giornata e ora poteva correre a via Fiumedinisi. Il pensiero di Giulia l’aveva accompagnato per tutto il giorno ed era arrivato al limite massimo, ora voleva solo vederla e perdersi nei suoi meravigliosi occhi azzurri. Sorrise da solo al ricordo della sera precedente mentre toglieva l’antifurto alla sua Porsche. Chissà cosa ne pensava lei di quella situazione. Per lui era del tutto nuova. Non aveva mai provato quei sentimenti così forti e devastanti al punto da fargli perdere la testa. Cosa doveva fare?Come doveva comportarsi?Davanti a sé aveva solo l’esempio dei suoi genitori il cui amore avrebbe fatto invidia ad una favola e anche se a volte ad entrambi capitava di guardare qualcun altro/a ciò non faceva che accendere il loro rapporto fedele da sempre. Ma poteva davvero avere una relazione simile? Yvette gli aveva dimostrato che quel tipo di legami ormai non esistevano più. La via per la felicità era cambiata. Non si viveva più d’amore ma di attimi. Attimi di piacere. Un piacere connesso ai sensi, alla lussuria più sfrenata, al sesso. Non semplice unione fisica di due persone bensì un amplesso basato sul dolore corporeo e sul dominio totale sull’altra persona. La possibilità di avere un controllo completo sulla vita di un individuo. Salì in auto accese il motore ma improvvisamente si rabbuiò ricordando a sé stesso che aveva commesso un terribile errore. Lui non avrebbe mai potuto essere felice con Giulia, non avrebbe mai potuto avere quel cuore dolce e puro. Come avrebbe fatto a tenere a bada il suo lato oscuro?Il desiderio incontrollabile di provocarle dolore fisico, di colorare di rosso quella pelle morbida e delicata ma soprattutto di esercitare su quell’essere così innocente tutte le sue fantasie più libidinose? ‘’La perderò!Giulia scapperà via da me quando scoprirà questo mio lato perverso.’’ pensò Andrè in panico. Schiacciò il piede sull’acceleratore. Doveva trovare una soluzione. Il pensiero che lei potesse allontanarsi lo struggeva. Chiuse gli occhi e respirò profondamente. A quel punto iniziò una lotta interore: da un lato c’erano i suoi bisogni da Dominatore, dall’altro la dolce Giulia. Ne concluse infine che se avesse fatto prevalere la sua oscurità se ne sarebbe pentito per sempre. Quel piccolo angelo gli era entrato sotto pelle. Non poteva rinunciare a lei. Avrebbe provato a controllarsi ma soprattutto le avrebbe tenuto nascosto quel suo lato e magari prima o poi l’impulso sarebbe scomparso. Aveva già fatto grandi passi da quel maledetto giorno. Un brivido di terrore lo percorse al pensiero di quell’evento che l’aveva segnato per sempre. Lo squillo improvviso del suo cellulare lo riscosse da quelle riflessioni. Rispose deciso ormai a perseguire la strada della luce.

Il suono incessante del citofono scosse Giulia dal meraviglioso sogno che stava facendo sul suo idolo Robert Pattinson. Si lamentò mentalmente con chi l’avesse svegliata ma decise comunque di alzarsi e andare in corridoio (dove era sistemato un altro citofono) a rispondere. << Chi è? >> domandò assonnata. << Giulia, sono Giorgio. Puoi aprirmi per favore? >>. La ragazza si svegliò del tutto. Cosa doveva fare?Non aveva voglia di parlare con lui soprattutto non voleva ascoltare le sue bugie e le sue scuse appena alzata. << Giorgio vattene. Non voglio né sentire la tua voce né vedere la tua faccia. >> rispose allora sprezzante. << Ti prego, so di aver fatto una cazzata ma permettimi di chiederti scusa. Non sai quanto sia pentito!Ho provato a chiamarti milioni di volte. Permettimi di parlarti. >> mormorò Giorgio affranto. << Pentito?Ah! Non farmi ridere. Sei solo un falso, un ipocrita. Vattene. >> quasi urlò la ragazza. Quelle parole la ferivano e la innervosivano. << Ti scongiuro Giulia io.. >> << Tu nulla!VATTENE! >> lo interruppe lei riagganciando poi il citofono. Giorgio bussò un paio da volte ma alla fine dalla finestra Giulia lo vide risalire nella sua BMW e andarsene. Sospirò di sollievo. Non capiva perché ma il pensiero di aver perso il suo ex non la dilaniava per niente anzi si sentiva come liberata da un peso. Andò in bagno si lavò il viso e i denti dopodiché iniziò a scegliere cosa indossare per la cena con sua madre e sua sorella. Erano le sette di sera e tra poco Anastasia e Gaia sarebbero rientrate così nel frattempo Giulia pensò di ascoltare un po’ di musica. Mise play al suo impianto Hi-fi che iniziò a riprodurre le note di ’Too lost in you’ un vecchio successo delle Sugababes. Quella canzone l’aveva accompagnata per tutti gli anni del liceo ma non era mai riuscita a comprendere il suo significato fino infondo. Come ci si poteva perdere totalmente in una persona?Si fermò allora di scatto, il pensiero di ciò che stava accadendo con Andrè le fece capire che forse quelle emozioni ora le appartenevano. Il citofono suonò nuovamente e la ragazza vide dalla finestra l’auto della madre e andò ad aprire: ‘’Avrà dimenticato le chiavi di casa come al solito.’’ pensò alzando gli occhi al cielo, dopodiché si diresse in bagno a fare una doccia. Si lavò i capelli con il suo shampoo alla pesca e massaggiò il suo corpo con il bagnoschiuma dell’Aquolina fragranza zucchero a velo che riempì la casa di un dolce profumo. Una volta finito si avvolse in un accappatoio rosa e arrotolò i capelli in un piccolo asciugamano. Entrò nella sua stanza e quando alzò lo sguardo sul letto le scappò un urlo. Un ragazzo meraviglioso vi era seduto sopra: Andrè. << Co-cosa ci fai qui?Come sei entrato? >> gli domandò Giulia arrossendo. << Mi hai aperto tu. Pensavo mi avessi visto dalla finestra poi ho sentito la musica e il profumo di un bagno schiuma e pensavo si trattasse di un invito. >> rispose il ragazzo in tono malizioso facendole l’occhiolino. Lei arrossì ancora di più. Dove era sua madre?Era sicura di aver visto la sua auto. << Scusa ma mia madre… >> << L’ho vista dirigersi a casa della tua vicina quindi se vogliamo darci dentro sarà meglio sbrigarsi. Sei terribilmente sexy in accappatoio. >> affermò nuovamente Andrè malizioso avvicinandosi a lei. Giulia era in imbarazzo totale aveva dimenticato di essere in desabillè . Si voltò e corse in bagno ad indossare il pigiama, all’intimo avrebbe pensato dopo. Il ragazzo scoppiò a ridere: << Giulia scherzavo. Esci di lì. >> le disse divertito. << Che ci fai a casa mia? >> quasi gli urlò lei non sapendo cosa fare. << Avevo bisogno di rivederti. >> mormorò Andrè al di là della porta che divideva la camera dalla toilette. Il cuore di Giulia mancò un battito nell’udire quelle parole. Una forza incontrollabile la spinse ad aprire la porta e a tuffarsi tra le braccia del ragazzo. De Lyon la strinse a sé in modo possessivo e dolce, come se avesse ritrovato l’ossigeno dopo ore di apnea. Giulia respirò il profumo sensuale di Andrè un misto di bagno schiuma ed eau de parfum. Si sentiva così bene tra quelle braccia. << Perché non mi hai telefonato? >> le chiese il ragazzo posando le labbra sui capelli bagnati di lei. << In realtà mi sono appena svegliata. Sai dopo… beh dopo stanotte… >> mormorò Giulia timidamente. << Eri stanca. Beh come stai ora?Hai chiarito la situazione con tuo padre e quell’idiota del tuo ex? >> domandò il ragazzo con un intercalare teso sull’ultima parte della frase. Giulia fece un sorriso amaro. Non sapeva se ora poteva riferirgli i dettagli delle liti di cui era stata protagonista. << No. Penso che ci vorrà un po’ di tempo per mio padre ma con il mio ex non c’è soluzione. E’ finita. >> mormorò poi sedendosi sul letto. << Meglio così per il tuo ex. Gli hai salvato la vita. >> affermò Andrè trionfante. << Perché mai? >> domandò la ragazza confusa. << Se non l’avessi lasciato avrei commesso azioni terribili per liberarmi di lui. >> rispose De Lyon divertito. << Scusa non capisco il motivo per… >> Giulia dovette interrompersi perché il ragazzo le si era avvicinato e ora teneva in ostaggio il suo sguardo. << Il motivo è che da oggi in poi ti vorrò solo per me. >> le sussurrò in modo possessivo dopodiché si tuffò sulle sue labbra iniziando un bacio delicato. Le terminazioni nervose di entrambi esplosero. Quel bacio donò ad entrambi un senso di pace e tranquillità come se avessero ripreso a vivere dopo ore di angoscia e tristezza. Con un piccolo slancio Andrè fece sdraiare Giulia sulla trapunta sostenendosi sopra di lei. Le mani della ragazza si fecero audaci e iniziarono ad esplorare il torace di lui. De Lyon tremò, quel tocco delicato lo fece impazzire. Aumentò allora la sua passionalità spostando la sua bocca pian piano sul collo di Giulia che dopo poco si ritrovò ad ansimare. Il ragazzo si eccitò immediatamente. Quei gemiti così sensuali provenienti da quella piccola e delicata bocca… Il suo membro si indurì subito mentre la fantasia iniziò a galoppare verso desideri più lussuriosi. Immaginò di sollevarle la maglia e passare le mani su quei morbidi seni esplorandole poi il ventre fino ad arrivare al suo punto preferito. Giulia dal canto suo aveva perso del tutto il controllo. Brividi di piacere mai provati prima attraversavano ogni fibra del suo corpo. Non riusciva a riconoscersi, non potevano essere suoi quei sospiri così intimi. Eppure non si fermò. << Giulia sono a casa! >> improvvisamente la voce di Anastasia proveniente dal piano di sotto fece sussultare entrambi. << Cavolo, mia madre!Le verrà un colpo se ti vede qui. >> esclamò Giulia alzandosi in piedi imbarazzata e preoccupata. << Tranquilla, le dirò che sono passato per… per… ah, si per la pratica di sicurezza. >> disse Andrè recuperando il controllo. << Si, e la stavamo analizzando in camera mia? >> ribatté la ragazza a metà tra il divertito e il sarcastico. Lui stava per controbattere quando Giulia lo prese per mano e lo condusse in corridoio: << Signor De Lyon da come ha potuto constatare non ha arrecato nessun danno alla casa. Può..può stare tranquillo. >> disse poi lei alzando la voce e iniziando a scendere le scale insieme ad Andrè che capì al volo. << La ringrazio signorina De Angelis, starò più tranquillo in questo modo. >> rispose sorridendole furbescamente. Anastasia attirata da ciò che stava accadendo si avvicinò alle scale e guardò i due ragazzi con aria perplessa. << Signor De Lyon. Cosa ci fa qui?Giulia perché hai i capelli bagnati? >> domandò dopo poco. << Buona sera avvocatessa Ramaglia. Un mio dipendente ha detto che qualcuno del vicinato si è lamentato di alcuni danni interni al proprio appartamento e pensavo si trattasse di lei. >> rispose il ragazzo cercando di essere più convincente possibile. << Io gli ho mostrato che non c’è nessun problema. >> rispose sua figlia sorridente. << Controllavate con una canzone romantica in sottofondo? >> domandò sarcastica la donna che non aveva creduto ad una parola. << Ehm… è meglio che tu vada Andrè..volevo dire signor De Lyon. >> mormorò poi Giulia spingendo il ragazzo verso la porta. << Si, arrivederci. >> rispose Andrè divertito e uscì dall’appartamento. << Okay Giuly, hai cinque minuti per dirmi la verità. Che sta succedendo? >> chiese Anastasia sul piede di guerra. La ragazza non sapeva che fare. Non voleva raccontarle di Giorgio e inoltre ciò non avrebbe giustificato la velocità con cui si era lanciata tra le braccia di un altro. Sua madre avrebbe capito o l’avrebbe giudicata una poco di buono? << Non sta succedendo niente mamma, siamo solo diventati amici. >> rispose con nonchalance. << Amici?Ma se non potevi soffrirlo fino ad una settimana fa. >> esclamò la donna perplessa. << E’ capitato che ci siamo visti per caso e parlando abbiamo scoperto di avere molte cose in comune. >>. Anastasia guardò sua figlia alzando un sopraciglio non sapendo cosa dirle. << E Giorgio? >> domandò poi. La ragazza sbiancò per un attimo ma poi decise di andare sul vago: << Con Giorgio… beh con lui va bene. Andrè è solo un amico. Sta tranquilla mami. Ora però vado ad asciugarmi i capelli. >> mentì infine non trovando il coraggio di dire la verità. Anastasia assentì decidendo di non indagare oltre. Sua figlia era adulta e responsabile quindi doveva fidarsi.

Erano le nove di sera e Giulia, Gaia ed Anastasia erano sedute al tavolo del ristorante Ad Hoc ed attendevano di cenare. L’atmosfera era abbastanza allegra, Giulia aveva indossato un jeans chiaro, decolleté neri e una camicia larga semitrasparente blu. Chiacchierava con sua sorella e ne aveva inoltre approfittato per scusarsi anche con lei per essere scappata via. La piccola non l’aveva biasimata, si era resa conto che la discussione tra Giulia e suo padre era stata abbastanza seria anche se non era a conoscenza dell’episodio dello schiaffo. La serata proseguì in modo tranquillo e rilassato si parlò di viaggi, esami e danza. Prima della seconda portata però il cellulare di Giulia squillò. Lei lo prese e lesse il nome ‘’Andrè ’’ lampeggiare sul display. << Ma come… >> mormorò sorpresa alzandosi dal tavolo chiedendo scusa alla madre e a Gaia. Uscì dal ristorante e rispose: << Andrè? >> domandò poi con il cuore a mille. << Si Giulia, sono io. >> rispose il ragazzo con voce sensuale e allegra. << Come fai ad avere il mio numero e perché il tuo è registrato sul mio cellulare? >> chiese la ragazza confusa. << Beh mentre tu eri sotto la doccia a scaldare il tuo bel corpo ne ho approfittato per fare lo scambio. >> Giulia restò perplessa. Non sapeva se arrabbiarsi per quell’invasione della sua privacy oppure esserne felice perché ciò significava che De Lyon non poteva fare a meno di lei. Inoltre il bacio di quel pomeriggio e l’arrivo improvviso di sua madre avevano distolto l’attenzione di entrambi dall’argomento principale. Cosa erano ora?Amici?Amici speciali?Due che si frequentano? A quel punto la ragazza decise che doveva sapere, soprattutto doveva venire a conoscenza di ciò che davvero Andrè sentiva per lei. << Andrè, ascoltami. >> – iniziò in modo teso – << noi..noi dobbiamo parlare. >> << Lo credo anch’io. Oggi ero venuto da te anche per questo ma ci siamo distratti… >> rispose De Lyon divertito. Giulia arrossì mentre il suo cuore aumentava pericolosamente i suoi battiti. << Beh allora… co-cosa pensi ci sia tra noi?Cosa significa per te ciò che è accaduto ieri e oggi? >> gli domandò poi timorosa. << Giulia io non so cosa ci sia tra noi. Devo confessarti che non ho mai provato nulla di simile in compagnia di una donna. Tu… tu mi sei entrata dentro in un modo spaventoso. >> disse il ragazzo in modo sincero e dolce. Improvvisamente Giulia avvertì una presenza dietro di lei, si voltò e trovò davanti a sé gli occhi più azzurri e belli che avesse mai visto e la chioma più dorata e particolare che avesse mai accarezzato. << Oddio!Che ci fai qui? >> gli domandò lei abbassando lentamente la mano in cui teneva stretto il telefono. << Sorpresa. >> disse De Lyon a pochi centimetri da lei. La ragazza sorrise in modo raggiante mentre lui le metteva un braccio intorno alla vita per attirarla a se. << Ciao. >> le sussurrò all’orecchio. << Ciao. >> gli disse Giulia emozionata ed estasiata da quella vicinanza. << Sembrava troppo informale tenere un discorso così importante al telefono. Voglio vedere i tuoi meravigliosi occhi. >> aggiunse Andrè sorridendo dolcemente. << Si, hai ragione. Parlare così è molto meglio. >> rispose la ragazza abbassando lo sguardo timida. << Giulia io ti voglio ma devi sapere che per me questa situazione è del tutto nuova. Non ho mai avuto una ragazza fissa. Non so cosa significa avere un impegno a lungo termine. >> mormorò il ragazzo divenendo teso e nervoso. << Anch’io non sono una maestra di relazioni, le due che ho avuto sono state un completo disastro quindi posso dirmi quanto te inesperta e preoccupata. >> affermò Giulia tristemente. Il ragazzo avvertì il suo disagio, le mise una mano sotto il mento e le fece alzare lo sguardo: << Allora siamo fortunati. Possiamo creare qualcosa di nuovo. Una relazione che non rientra in nessun canone prestabilito. Giulia, noi due faremo storia. >> aggiunse sorridendo. Lei lo guardò felice. Andrè aveva ragione la loro sarebbe stata una storia fuori dal comune, soprattutto perché lui lo era. Non si trattava soltanto dell’aspetto fisico ma anche della sua forma mentis così intraprendente e particolare. << Sono d’accordo con te, si dice che chi non ha talento insegna quindi… >> << Quindi voglio perdermi sulle tue labbra. >> la interruppe De Lyon dolcemente. La ragazza sorrise chiuse gli occhi e si preparò a ricevere il suo primo bacio da fidanzata di Andrè.

17 thoughts on “CAPITOLO XI

  1. Ciao!
    Come sempre bellissimo e degno di tutti i complimenti possibili!!!!
    Devo dire che l’attesa e’ valsa tutta la ricompensa. 😀
    Questo capitolo e’ stato dolce, riflessivo ed importante per introdurre meglio un lato del carattere di Andre’……….ma credo ci sia ancora tanta strada per loro due, vero!?
    Grazie per questa storia
    xoxo

    PS: puoi postarmi il link del tuo account fb?? Grazie

    • Ciao Anna 🙂 sn felice che il capitolo ti sia piaciuto 🙂 ho dvt inserire le riflessioni e le paure di entrambi circa i loro sentimenti e i dubbi sulla storia 🙂 i buoni propositi ci sn ma riusciranno a mantenerli?Come sapete in amore non è ttt rose e fiori e qui le spine non mancheranno…ti ringrazio x i complimenti *_* cmq qst è il link del mio account fb https://www.facebook.com/ 🙂 a prestissimo :*****

      • Ciao Daisy, molto bello il Capitolo! Per lo sviluppo di tutta la storia attendiamo volentieri così la stiamo di più! voglio solo ricordati che noi siamo delle inguaribili romantiche e ci siamo già sognate il proseguio e la fine:-):-):-) romanticissssssima e con un po’ di pepe (una Giulia un pochino più piccantina). Personalmente mi sono fatta un bel centro per le frecette con disegno di una Cecile immaginaria (insopportabile). A parte gli scherzi, oddio non sulla fine romantica, complimenti ogni capitolo e con un momento di beatitudine. Scusa ma sufb non riesco a trovarti. By

        • Ciao Nicoletta 🙂 qst è il link x trovarmi su fb https://www.facebook.com/ cmq ti ringrazio x i meravigliosi complimenti 🙂 non preoccuparti avrai in seguito romanticismo e pepe ma anche bei problemucci ma come si dice, l’amore non è bello se non ha il litigarello 🙂 ank’io odio Cécile nonostante l’abbia creata dal nulla e contribuirà a rompere le scatole 😛 a prestissimo :****

  2. CIAOOO! DEVO DIRE CHE SI E’ SENTITA LA TUA MANCANZA E SOPRATTUTTO QUELLA DI ANDRE’ <3 🙂 TI SEI FATTA "PERDONARE" PUBBLICANDO UN CAPITOLO MERAVIGLIOSO E MOLTO EMOZIONANTE. QUINDI COMPLIMENTI E BENTORNATA, SPERO NON CI SIANO PIU' PROBLEMI IN FUTURO PERCHE' VOGLIO LEGGERE ALTRI CAPITOLI COSI'!! 🙂
    P.S. ERA ORA CHE ANDRE' SI DICHIARASSE!! 😉

    • Ciao Alice 🙂 mi dispiace davvero tanto avervi fatto attendere xò ora sn pronta a riprendere ^^ cmq mi fa piacere averti emozionata cn il capitolo 🙂 Andrè finalmente si è dichiarato ma chissà se riuiscirà a mantenere i suoi buoni propositi…grazie mille x i tuoi complimenti 🙂 a prestissimo :****

  3. La storia è sempre più appassionante e intrigante! Anzitutto ben tornata. Devo ammettere sinceramente che la tua assenza, in qualità di autrice, mi è mancata tantissimo. Spero che le complicanze tecniche si siano risolte definitivamente assicurandoci in tal modo la tua presenza settimanale costante. Sono contraria a FB e quindi non mi sono mai iscritta, ma sono felice di comunire con te semplicemente via e-mail per poter apertamente manifestare le mie considerazioni in merito a questo bellissimo racconto. Buon proseguimento!

    • Ciao Patrizia 🙂 mi dispiace tanto avervi fatto attendere ma come ben sai le compagnie telefoniche non sn così rapide nel servizio -.-” cmq sn felice che la storia continui a piacerti 🙂 ce la metto ttt a fare smp un bel lavoro x voi 🙂 capisco la tua politica anti-fb ma se vuoi possiamo comunicare tramite e-mail. I vostri pareri sn fondamentali x le mie correzioni 🙂 grazie mille x i tuoi complimenti e a prestissimo :****

  4. Non mi ricordo se ho mai commentato la tua storia ( non mi piace giudicare le fatiche altrui) ma questo capitolo è bellissimo, sei grande. Spero a prestissimo.

    • Ciao Katia 🙂 non preoccuparti, mi fa piacere avere un giudizio su ciò che scrivo così posso correggermi 🙂 grazie mille x i tuoi complimenti ^^ presto arriverà anche il dodicesimo capitolo :*****

  5. Anche se l’ attesa è stata lunga, le aspettative non sono state deluse…come sempre! Aspetto già con ansia il prossimo 🙂 Un bacio :*

    • Ciao Anto 🙂 grazie mille 🙂 sn felice che anche qst capitolo ti sia piaciuto <3 presto arriverà anche il 12simo :*****

  6. ciao
    complimenti qst capitolo è stato superlativo.. non vedo l’ora di leggere i prox capitoli qst storia è troppo coinvolgente. complimenti ancora sei bravissima.
    ti prego xò di non farci aspettare troppo per il prox capitolo 🙂

    • Ciao Annalisa 🙂 grazie mille x i tuoi complimenti ^^ sn felice che la mia storia t piaccia *_* non preoccuparti sta volta non vi faccio aspettare molto 🙂 sn già all’opera infatti 😉 a prestissimo :****

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


*