CAPITOLO X (Seconda Parte)

[Salve care lettrici 🙂 scusate il ritardo nel postare ma il capitolo è venuto più lungo del previsto 😛 grazie per la pazienza mostrata..Spero che il capitolo sia di vostro gradimento 🙂 a prestissimo :**** buona lettura <3 ]ps ascoltate la canzone indicatavi nel testooooooo è un ordine xD

Un compleanno particolare (Seconda Parte)

<< Vanno bene questi striscioni rosa e verdi? >> chiese Kara scegliendo tra i vari festoni esposti nel negozio. << No, meglio rosa e lilla. Sono i colori preferiti di Gaia. Che ne pensi invece di queste candeline a forma di ballerine? >> le domandò a sua volta Giulia. << Sono tenerissime. Comprale subito! >> rispose l’amica sorridente. Per fortuna quel pomeriggio stava un po’ meglio grazie anche all’uscita con Giulia che l’aveva convinta ad uscire con lei distraendola poi in tutti i modi possibili. << Spero che mia sorella sia felice di questa mini-festa a sorpresa. Ho invitato oltre a te anche le sue migliori amiche. Peccato che però il tutto dovrà durare fino all’ora di cena. >> << Beh tuo padre vi porta a mangiare fuori in qualche ristorantino chic, quindi questo tuo dispiacere non lo capisco proprio. >> rispose Kara sarcastica come sempre. L’amica le fece una linguaccia dopodiché entrambe si avvicinarono alla cassa ridendo per pagare i loro acquisti. Una volta tornate a casa Giulia si adoperò per attaccare palloncini e festoni alle pareti mentre Kara, da brava cuoca, preparava dolci per le invitate. Improvvisamente il cellulare di Giulia squillò e lei corse a rispondere notando che a chiamarla era Giorgio. << Ciao tesoro. >> – rispose – << come è andato il ricevimento con il professore D’Acunto? >>. << Ciao piccola, tutto bene. Mi ha spiegato quei dannati grafici. Ora dovrei saper svolgere qualche esercizio. Tutto bene la tua festa a sorpresa? >> domandò il ragazzo curioso. << Si tutto okay. Io e Kara abbiamo di nuovo quindici anni in questo momento. >> << Spero che domani sera tu ritorni maggiorenne perché ho intenzione di baciarti ovunque. >> affermò Giorgio malizioso. Giulia arrossì e si avviò verso la porta- finestra guardando involontariamente in direzione del cantiere, quando vide una Porsche nera avvicinarsi e a quel punto i battiti del suo cuore aumentarono al pensiero che si trattasse di Andrè. Trattenne il respiro per alcuni secondi ma fu delusa dal fatto che a scendere dall’auto non fosse il bel francese. << Piccola, ci sei? >> domandò il suo fidanzato al telefono riscuotendola. << Oh si Giorgio, scusami. Non preoccuparti ti ho promesso che domani andrà tutto bene. >> rispose poi riprendendo a camminare per il salone. << Ci conto. Ora però devo andare. Goditi la serata con i tuoi. Ti amo. >> concluse Giorgio. << Buona serata anche a te tesoro. Ti amo. >> mormorò Giulia e poi riattaccò tornando ad addobbare la casa. Verso le cinque e trenta arrivarono le amiche di Gaia e dopo un quarto d’ora la festeggiata rientrò insieme a suo padre, che l’aveva portata in giro per permettere a Giulia di organizzarle la sorpresa, restando a bocca aperta nel vedere tutto quello che era stato organizzato per lei. << Grazie, grazie, grazie. >> disse poi felicissima a tutti i presenti. Il resto del pomeriggio trascorse poi tra canzoni del gruppo del momento, i One Direction, risate, dolci e regali. Anastasia rientrò un’ora dopo mancando per poco il suo ex marito che aveva deciso di andarsi a rinfrescare prima di passarle a prendere per la cena. Salutò le amiche della figlia minore e si perse in chiacchiere con Kara la quale le rivelò la sua situazione familiare. << Oh tesoro, mi dispiace tantissimo. Se tu o tua madre avete bisogno di qualche consiglio legale non farti problemi a chiedere. >> le disse poi abbracciandola. << Grazie signora Ramaglia. Lei e sua figlia siete delle persone meravigliose. >> rispose Kara stringendo la donna. Verso le otto e trenta la mini-festa finì e tutte le invitate andarono via compresa Kara che aveva deciso di passare la serata con Matteo. Allora le tre donne una volta sole andarono a prepararsi per uscire. Giulia scelse un abito a giro manica composto da una sottanina aderente nera lunga molti centimetri prima del ginocchio e sopra una casacca di velo dello stesso colore che scendeva un po’ larga e con il collo a camicia mentre ai piedi si decise per un paio di decolleté a quadrettinini neri e bianchi dal tacco alto a cui aveva accostato una pochette bianca. Lasciò i capelli sciolti e si truccò calcando in modo fine gli occhi. Anastasia invece optò per un tubino a mezza manica color ecrù la cui parte superiore era composta da macramè e ai piedi dei decolleté beije. Acconciò i capelli, che le arrivavano alle spalle, in modo ondulato e truccò finemente gli occhi e le labbra. La festeggiata indossò un abito rosa cipria dal corpetto non rigido senza spalline da cui partivano strati di tulle morbido che le arrivavano fin sopra il ginocchio e ai piedi un paio di ballerine nere con un tacco medio. Aveva legato in uno chignon i lunghi capelli usando un maquillage molto leggero. Una volta pronte il citofono suonò avvisandole che Renato era arrivato. Giulia e Gaia scesero per prime mentre Anastasia si prese alcuni minuti per raccogliere un po’ di coraggio. Stava per rivedere il suo bellissimo ex marito che, ahimè, amava ancora e sentì il cuore volerle uscire dal petto. Respirò profondamente, chiuse a chiave la porta e scese in giardino. Quando varcò anche la soglia del cancello notò che le figlie erano già in macchina a scherzare tra loro mentre Renato, che indossava un completo elegante blu scuro con una camicia bianca e la cravatta azzurra, la attendeva appoggiato alla portiera del posto del passeggero. Appena la vide il cuore dell’uomo vibrò. La sua ex moglie era più bella che mai e gli venne naturale il paragone tra lei e la sua attuale compagna. Era inutile anche con diciassette anni di più Anastasia era più bella e raffinata di Selena. Renato si scosse dallo stupore e aprì la portiera alla donna: << Ciao Anastasia, sei…sei incantevole. >> disse poi con il cuore a mille. << Grazie anche tu non sei male. Sembra che il tempo non abbia avuto effetto su di te. >> rispose Anastasia che prima di entrare in auto gli lasciò un bacio sulla guancia che attraversò l’anima dell’ex marito. Quando furono tutti in auto una sorta di buon umore si diffuse riportando alla mente loro tutti i momenti belli trascorsi insieme come famiglia. << Dove ci porti papi? >> domandò poi Giulia curiosa. << Al ristorante Mirabelle. Contente? >> rispose Renato sorridente. Degli urletti di gioia si diffusero nell’abitacolo mentre Anastasia sorrise felice. << Come…come stai? >> chiese l’uomo alla sua ex moglie quando le figlie iniziarono a parlottare tra loro. << Bene..Tu invece?Sei sempre il re dell’edilizia milanese? >> gli domandò Anastasia divertita. Non capiva il perché ma in quel momento si sentiva come una ragazzina al suo primo appuntamento. << Certo, piccola…Sono sempre il re dell’edilizia del nord. >> rispose Renato con tono un po’ malizioso. La sua ex gli rivolse uno sguardo a metà tra il sarcastico e l’intrigante. L’uomo impazzì, aveva dimenticato quanto potesse essere letale la sensualità di Anastasia. Il viaggio in macchina proseguì poi tra scambi di informazioni tra figlie e genitori e le ragazze riuscirono a strappare il permesso di andare un week end a Londra con zia Camilla. Arrivati al ristorante, che era collocato al settimo piano dell’Hotel Splendide Royal, un addetto si avvicinò alla Mercedes aprendo le portiere alle signore e afferrando poi le chiavi dell’auto lasciategli da Renato. Un altro addetto invece li scortò all’interno dell’hotel fino alla hall finemente e riccamente ammobiliata e composta da pavimenti in marmo lucidi come lo stesso bancone della reception. Una receptionist più tosto giovane chiese all’allegra famiglia in cosa potesse servirli e Renato disse di aver prenotato un tavolo al ristorante. La ragazza controllò dando poi ordine all’addetto di condurre i De Angelis al settimo piano. Una volta entrati al Mirabelle Giulia e Gaia sorrisero emozionate e guardarono incantate quel posto meraviglioso illuminato da grandi vetrate che si aprivano su una vista mozzafiato che spaziava dagli edifici umbertini del Pinciano fino al cuore del centro storico. L’ambiente elegante era caratterizzato da luci soffuse, fiori, collezioni in vetrine colme di cristalli, vasi di vetro soffiato e porcellane antiche. I tavoli rotondi erano apparecchiati finemente con colori chiari e circondati da sedie di legno con l’imbottitura di stoffa. L’addetto andò a chiamare il Maître che salutò Renato affettuosamente visto che in passato erano stati molto amici. << Renato, ciao come stai? >> chiese l’uomo alto e robusto con gli occhi neri e i capelli brizzolati, vestito in modo elegante. << Marcello, che piacere rivederti. Sto bene, grazie, e tu? >> << Benissimo. Sei qui con la tua famiglia a quanto vedo. Complimenti hai una moglie e delle figlie incantevoli. >> disse il Maître baciando la mano di Anastasia che gli sorrise: << In realtà sono la sua ex moglie. >> disse lei poi per provocare Renato. Marcello guardò il suo amico confuso poi abbozzò un sorriso e li condusse ad un tavolo che era in una posizione tale da offrire ai commensali una vista meravigliosa. << Prego accomodatevi. Manderò subito da voi un cameriere con i menù. >> si congedò così il Maître. Renato nel frattempo era rimasto turbato dal commento della sua ex moglie. Cosa significava quella specificazione?Le faceva male oppure voleva che tutti lo sapessero? << Papà è bellissimo qui. Grazie. >> mormorò Gaia riportandolo al presente. << Figurati, per la mia principessa questo ed altro. >> rispose sorridendole. La cena proseguì allora in modo conciliante. Giulia parlò della sua tesi e di Giorgio mentre Gaia raccontò del saggio di danza e delle ultime interrogazioni. Anastasia e Renato non parlarono tra loro ma si scrutarono intensamente per capire i pensieri l’una dell’altro. Finita la cena fu portata in sala una torta di compleanno a tre piani fatta di pasta da zucchero rosa e bianca con cui erano stati creati anche un tutù da ballerina e delle scarpette di danza. Quindici candeline erano poste in cima e attendevano di essere spente. Gaia si emozionò totalmente alla vista di quel dolce spettacolare che aveva attirato su di lei l’attenzione degli altri clienti del ristorante. Marcello il Maître appoggiò la torta al loro tavolo mentre tutta la sala aveva iniziato a cantare ‘’tanti auguri a te’’. La piccola De Angelis arrossì completamente e guardava imbarazzata sua sorella che scattava foto e la madre che le sorrideva felice. Alla fine della canzone soffiò sulle candeline mentre Giulia le ricordava di esprimere un desiderio. Tutti i presenti applaudirono felici e poi tornarono alla loro cena. Gaia tagliò la prima fetta di torta per fare la foto poi Marcello divise il resto del dolce offrendolo anche con gli altri commensali. Dopo poco però una donna giovane e bella, vestita in modo elegante si avvicinò a loro: Selena. << Ciao caro. Che bello vederti qui. >> disse sorridendo a Renato il quale sbiancò per quella sorpresa. << Se-Selena ciao. Cosa ci fai qui? >> le domandò scrutando i volti confusi della sua famiglia. << Mi trovavo da queste parti e ho pensato di farti un saluto. Volevo inoltre conoscere l’altra tua figlia. Non ho resistito. >> rispose Selena con un sorriso furbesco e appoggiando le mani sulle spalle dell’uomo per marcare il territorio. L’ex moglie di Renato era più bella di quanto si aspettasse e la gelosia la divorò immediatamente. Anastasia dal canto suo rivolse alla donna uno sguardo di sufficienza mentre Giulia e Gaia guardavano la scena preoccupate. << Lei è Selena la mia compagna. Giulia tu già l’hai conosciuta. Selena questa invece è mia figlia minore Gaia e lei è… >> << …Anastasia, la tua ex moglie. Piacere di conoscerti. Sei più grande di quanto mi aspettassi. >> lo interruppe Selena con un tocco di acidità diretto alla donna. << Beh anche tu per avere trent’anni sembri possederne molti di più. >> ribatté prontamente Anastasia. La situazione stava per degenerare e prima che si aprisse un vero e proprio scontro a fuoco Renato intervenne allontanandosi dal tavolo con la fidanzata con una scusa. << Che diavolo ci fai qui? >> le disse poi una volta soli. << Come scusa? >> domandò lei offesa dal tono di voce usato dall’uomo. << Perché ti sei presentata qui? Sapevi che sarei stato con la mia famiglia. >> << Caro devo ricordarti che in quanto tua fidanzata faccio anch’io parte della ‘’ tua famiglia’’? >> << Non in questo modo. Hai messo in imbarazzo le mie figlie e la mia ex moglie. Volevo presentarti…. >> << Quando? >> – lo interruppe Selena decisa – << Siamo qui da venerdì sera e a parte tua figlia maggiore non mi hai presentata a nessuno. Ti vergogni di me? >> domandò fingendosi sofferente. << Certo che no tesoro, solo non è semplice questa situazione. Le mie figlie non… non hanno ancora accettato la nostra relazione. >> spiegò Renato conciliante. << Se non l’hanno accettata allora vuol dire che non tengono a te e tu dovresti lasciarle perdere. >> disse Selena sprezzante. << Ti rendi conto di quello che hai appena detto? >> << Si. Oh Renato, proprio non capisci quanto mi fai soffrire così? Io ti amo, ma devo vivere nel terrore che non ti avrò mai per intero. >> concluse la donna scoppiando a piangere. Renato la abbracciò immediatamente, non resisteva alle sue lacrime, soprattutto conoscendo le sue sofferenze passate. << Tesoro, non fare così. Dammi solo altro tempo e vedrai che ci saranno dei risvolti positivi. >> le disse poi per confortarla. Selena si aggrappò a lui e lo baciò con trasporto. << Mi riaccompagni a casa?Non ho voglia di tornare sola. >> gli domandò poi fingendosi stanca. << Cara non posso… devo riaccompagnare le mie figlie. >> << Oh falle prendere un taxi. L’ho fatto anch’io per venire qui. >> sentenziò la donna spazientita. << Ma… >> iniziò Renato che fu interrotto. << Quanti ma…su, torna con me. Ho bisogno di stare con te. E’ da un bel po’ che non facciamo l’amore ed io ho voglia di assaggiarti. >> gli propose Selena con fare sensuale. Renato ci pensò su combattuto ma alla fine accettò più per evitare di litigare con lei e rischiare di non fare sesso per un’altra settimana. A quel punto tornò al tavolo per annunciare alla famiglia la sua ritirata. << Ehm..Anastasia, Gaia, Giulia io devo andare via. E’ sorto un piccolo problema con… beh con Selena. Mi dispiace, farò arrivare un taxi per voi. Scusatemi. >> disse l’uomo imbarazzato. Anastasia gli rivolse uno sguardo truce e non commentò mentre Gaia sospirò dispiaciuta. << Posso parlarti ora io in privato? >> domandò invece Giulia furiosa. Il padre assentì preparandosi alla scenata che gli avrebbe fatto sua figlia maggiore. << Ti rendi conto di quello che stai facendo?Ci lasci tornare in taxi per via della tua compagna? >> gli disse la ragazza poi una volta in disparte. << Mi dispiace Giulia non posso fare altrimenti. Selena ha bisogno di me. >> rispose Renato freddo. << Bisogno di te?Quella ha trent’anni è grande e vaccinata. Gaia ha bisogno di te, è tua figlia accidenti!Intendi andar via con lei anche dopo che ha offeso la mamma? >> aggiunse Giulia fuori di sé. << Non ha offeso nessuno, e comunque sono stato tutto il pomeriggio e l’intera serata con tua sorella, credo che basti. >> affermò il padre esausto. << Oh, avevo dimenticato che per te il ruolo di padre sia ad ore. Beh spero che quella sgualdrina bionda ti riduca sul lastrico così capirai che le interessano solo i tuoi stramaledetti soldi. Allora da chi andrai eh?Le tue figlie ti odieranno a quel punto perché hai sempre preferito te stesso a loro. >> ringhiò la ragazza. A quel punto però si ritrovò il segno delle cinque dita del padre sul volto. Renato le aveva dato uno schiaffo. Giulia lo guardò incredula mentre l’uomo riprese immediatamente il controllo di se e sgranò lo sguardo davanti alla vile azione che aveva commesso. Gli occhi della ragazza si riempirono di lacrime. Il suo adorato padre l’aveva schiaffeggiata in un ristorante davanti ad altre persone per difendere un’estranea. In quel momento si sentì umiliata e ferita ad un livello assurdo e prima di scoppiare a piangere scappò via. Renato sconvolto da ciò che aveva fatto provò a seguirla ma lei fu veloce ed entrò in un ascensore diretta al piano terra.

<< La mia villa risale alla fine dell’800’. E’ immersa nella campagna fiorentina e vorrei, con i lavori, ridonarle il suo antico splendore. >> disse il signor Lorenzi bevendo poi un lungo sorso di vino. Andrè era seduto di fronte a lui intento a mangiare arrosto di vitello in salsa di funghi. Quella sera aveva indossato un completo color antracite con una camicia grigia e una cravatta nera. Alla sua destra Cécile lo osservava sorridente. Il suo corpo era avvolto da un corpetto nero e beije rigido senza spalline e sotto un gonnellone composto da vari strati di tulle dello stesso colore del bustier. Era felice perché quel pomeriggio era riuscita a rubare un bacio a De Lyon e ora aspettava la fine della cena per avere il resto. << Signor Lorenzi i nostri architetti sono eccellenti in questo campo. Potremmo venire a fare un sopralluogo questo giovedì. >> rispose il ragazzo professionale. << D’accordo. La contatterò in questi giorni per riferirle i dettagli. Mi piacciono le sue idee monsieur De Lyon. >> affermò Lorenzi sorridente. << Gliel’ho detto che era una persona in gamba. Ora però basta parlare d’affari. Avete visto la corsa dei cavalli di ieri? >> intervenne in seguito il signor Dumas. Il resto della cena proseguì tra chiacchiere e portate raffinate. Andrè si rivelò sempre più brillante e intuitivo e il signor Lorenzi pendeva completamente dalle sue labbra. ‘’E’ fatta!’’ pensò il ragazzo felice fin quando Cécile non lo invitò a prendere una boccata d’aria in terrazza. De Lyon si era mostrato restio in quanto quella divoratrice di uomini era riuscita a baciarlo in un attimo di distrazione. Di sicuro ci avrebbe provato di nuovo ma non poté rifiutarsi di seguirla a causa del signor Dumas. << Che bella serata. Sono felice di essere qui con te. >> affermò la ragazza avvinghiandosi immediatamente a lui una volta all’aperto da soli. Andrè alzò gli occhi al cielo, notando che delle nubi si addensavano all’orizzonte, e chiese mentalmente pietà ma non ricevette alcun segno divino. << Si è stata davvero una bella cena. >> commentò in modo educato. Prese poi a camminare per staccarsi dalla ragazza e nella sua mente tornarono ad affollarsi i pensieri su di lei: Giulia. Erano due giorni che non la vedeva e questa cosa lo stava straziando non poco. La serata con Claudia aveva placato la sua rabbia ma non era riuscita a cacciare la De Angelis dalla sua mente. << Vorrei mostrarti la depandance che c’è qui sopra. Ti va? >> gli propose poi Cécile con fare accattivante riportandolo al presente. De Lyon a quel punto iniziò a pregare sul serio. Se avesse seguito quella ragazza del suo corpo sarebbe rimasto ben poco. << Non credo sia il caso. Tuo padre e il signor Lorenzi potrebbero voler parlare nuovamente con me. >> rispose prontamente. << Non è questa la cosa eccitante? Disobbedire? >> squittì Cécile eccitata. << Ehm… sono in veste di uomo d’affari ora, non credo che questo gioverebbe alla mia reputazione. >> << A me piacciono gli uomini d’affari. Siete così sexy… >> affermò la ragazza bloccando Andrè in un angolo della terrazza e iniziando a far scorrere la mano verso il centro dei suoi pantaloni. De Lyon iniziò a sudare freddo. Non sapeva come liberarsi. << Andrè, se non facciamo l’amore adesso giuro che impazzisco. Ti voglio da troppo tempo… >> insisté lei afferrando il membro del ragazzo. De Lyon era in trappola. Cosa poteva fare per prendere tempo? << Okay Cécile, hai vinto… ma andiamo a casa mia. >> disse infine pensando che una volta lì avrebbe trovato una scusa per darsela a gambe. Gli occhi della ragazza si illuminarono. Finalmente Andrè gli aveva detto si. << Si! >> – esclamò vittoriosa – << faccio subito preparare una limousine e penso ad una scusa da riferire a papà. >> concluse dopodiché svanì all’interno della sua villa. De Lyon sospirò di sollievo almeno aveva preso tempo ora doveva solo spremersi le meningi per trovare una buona scusa.

<< Dove la porto, signorina? >> domandò il tassista a Giulia. La ragazza ricordò la risposta che Rose diede a Jack sul Titanic quando questi le pose la stessa domanda. Si, sarebbe voluta andare su una stella, lontana da tutto e tutti ma ahimè ciò non era possibile. << Via di San Basilio. >> rispose poi asciugandosi gli occhi. Era sconvolta. Non riusciva a credere che suo padre le avesse dato uno schiaffo, lui che non l’aveva mai sfiorata anche da piccola, per via della sua compagna aveva colpito sua figlia, sangue del suo sangue. Tutto ciò avrebbe significato soltanto farlo uscire completamente dalla sua vita. Ormai per Renato lei e Gaia non valevano più nulla. Quell’estranea mangia soldi aveva preso il loro posto. ‘’Povera Gaia.’’ – pensò – ‘’l’ho lasciata sola con la mamma. Oddio! Mamma ucciderà papà quando saprà quello che ha fatto. Che casino!’’. Non sapeva dove sbattere la testa mentre dentro di lei dolore, confusione e senso di colpa lottavano tra loro. Sarebbe voluta correre da Kara ma non poteva lanciarle in faccia i suoi problemi visto che già doveva affrontare i suoi. Aveva pensato quindi di recarsi da Giorgio. Di sicuro l’avrebbe ascoltata e confortata. Sentì a quel punto il suo cellulare squillare nella pochette che per fortuna aveva portato tutta la sera con sé. Di sicuro si trattava di sua madre, prese il telefono e vide che ci aveva azzeccato. << Pronto? >> disse poi rispondendo alla chiamata. << Giulia!Oddio dove sei? >> le chiese Anastasia preoccupata. << Mamma sto andando da Kara. Scusami se sono andata via così ma…ma… >> mentì la ragazza sulla sua destinazione non trovando poi le parole giuste per giustificare la sua fuga. << Tuo padre mi ha detto ciò che è successo. Non gli ho rovesciato il tavolo addosso solo per non traumatizzare Gaia ma gli ho giurato che non vi rivedrà mai più. Perché non torni a casa? >> disse la donna decisa intenerendosi alla fine. << Ho bisogno di stare un po’ da sola. Non preoccuparti, starò bene. Tranquillizzati e vai a letto. >> << Come posso dormire dopo ciò che è successo?Ti prego torna qui ho bisogno di sapere che stai bene. >> la pregò sua madre apprensiva. << Per favore mami, capiscimi. Ci vediamo domani te lo prometto ma ora lasciami andare. >> sussurrò Giulia. << Okay. D’accordo ma domani esigo averti qui. Fai attenzione tesoro. >> << Sta tranquilla mamma. Buona notte. >> le disse e poi riagganciò. Guardò l’orologio sul display che indicava quasi mezzanotte e pensò di inviare un messaggio a Kara per dirle che avrebbe passato la notte da Giorgio informandola che sua madre invece sapeva che fosse a dormire da lei. L’amica rispose dopo poco che era tutto okay e che finalmente avrebbe potuto darci dentro con Giorgio. Giulia sorrise a quell’impertinente risposta: ‘’Oh Kara, se solo sapessi!’’ pensò triste. Una volta arrivata a casa del suo fidanzato pagò il tassista e si avvicinò al portone del palazzo da dove stava uscendo un uomo che lei riconobbe come il vicino di Giorgio. << Buona sera signor Salvi. >> gli disse abbozzando un sorriso. << Buona sera Giulia. Vai da Giorgio, vero?Lascio aperto? >> le domandò l’uomo gentile. << Si grazie. >> rispose lei, dopodiché entrò all’interno del condominio, salì le scale e arrivò al piano di Giorgio bussando poi il campanello. La ragazza attese un po’ fin quando non sentì una voce all’interno che urlò: << Arrivo. >> .Dopo poco la porta si aprì e sulla soglia apparve Giorgio in boxer. Il ragazzo appena vide Giulia sgranò gli occhi e sbiancò. << Giu-Giulia!Cosa ci fai qui a quest’ora?Non eri a cena fuori con la tua famiglia? >> le domandò poi terrorizzato. La ragazza troppo sconvolta non fece caso al suo tono e si lanciò tra le sue braccia piangendo. << Oh Giorgio! Mi dispiace essere comparsa così all’improvviso ma ho avuto un’orribile discussione con mio padre. Non sapevo da chi andare. >> mormorò tra un singhiozzo e l’altro. Giorgio imprecò mentalmente e provò ad abbracciare la sua fidanzata. << Mi dispiace. >> disse poi con il cuore a mille. Non sapeva come togliersi da quella pericolosa situazione. << Giorgio, quanto ci metti a pagare questa pizza? Su entra che ho voglia del secondo round. Sarà come venerdì scorso quando hai saltato quello stupido ballo per stare con me. >> esclamò la voce di una ragazza in modo sensuale dall’interno dell’appartamento. Un brivido di terrore percorse la schiena del ragazzo. Questa volta non avrebbe potuto farla franca. Giulia si scostò da lui confusa e insospettita sbirciando poi nella casa. Giorgio le si parò davanti ma lei riuscì comunque a vedere la cosa più orribile a cui avrebbe mai potuto credere: Veronica in reggiseno e tanga che si avvicinava alla porta. Le gambe iniziarono a tremarle, no… Non era possibile. Non poteva il suo amato Giorgio avere una relazione con un’altra. << Che… che diavolo significa tutto questo? >> mormorò Giulia con una calma glaciale. Il ragazzo socchiuse gli occhi con espressione colpevole mentre Veronica accortasi della presenza di Giulia aveva sul volto una maschera di terrore. << Giu-Giulia io… io… >> balbettò il ragazzo sudando freddo. << Io cosa? Brutto figlio di puttana? Mi tradisci con questa mocciosa? >> ringhiò Giulia su tutte le furie. << No, tesoro non è come pensi..Solo che oggi…è capitato.. >> provò a parlare Giorgio ma fu interrotto nuovamente. << Tesoro?Osi chiamarmi tesoro? Sei solo un viscido bastardo Giorgio! Non potevi aspettare i miei tempi?Mi hai raccontato solo un sacco di bugie! Mi hai lasciata sola al ballo per scopare con questa poco di buono?Cavolo, ieri stavi per venire a letto con me ti rendi conto? >> urlò Giulia incurante degli altri inquilini del condominio. << Amore, abbassa la voce ti prego. Non è come pensi è successo solo qualche volta… giuro che non accadrà più io… amo te lo sai solo che.. >>. A quel punto la mano della ragazza partì da sola e colpì Giorgio in pieno volto con tutta la forza che aveva. << Ma ascolti le assurdità che stai dicendo? Tu non mi hai mai amata! Inoltre non ci sarà mai più una prossima volta tra noi! Mi fai schifo. Sei un bugiardo. Mi hai illusa del tuo amore facendomi pensare che fossi speciale invece sei solo un bastardo come tutti gli altri che pensa solo al sesso! Ringrazio Dio di non essermi concessa ad un animale come te. Non farti più vedere tu e quella sgualdrina che è andata a nascondersi. >> gridò e a quel punto alcuni inquilini fecero capolino dai loro appartamenti per capire cosa fosse quel baccano. Giorgio si guardò intorno shoccato, non sapeva cosa dire. Giulia allora si voltò e andò via, scappando da quell’inferno il più veloce possibile. Una volta in strada continuò a correre fino ad arrivare all’incrocio di via San Basilio con via Veneto. Si fermò accanto ad una fontana posta vicino alla banca popolare di Milano e stanca a causa dei tacchi alti si sedette sul bordo della vasca a forma di conchiglia. A quel punto un lampo attraversò il cielo seguito da un tuono e una leggera piaggia iniziò a scendere dal cielo scuro. Giulia era ferma lì incapace di muoversi e di analizzare tutto quello che le era accaduto quella sera. Era stata tradita dagli uomini più importanti della sua vita. No, non era possibile. Si trattava di sicuro di un incubo. Il suo Giorgio, il suo dolce e amato Giorgio la tradiva. Chiuse gi occhi e rivide nella sua mente l’espressione del suo amato e quella di suo padre e allora scoppiò a piangere in modo irrefrenabile mentre un getto di dolore si insinuò nel suo cuore attanagliandolo in una presa di straziante sofferenza.

Andrè era nella limousine di Cécile con lei avvinghiata addosso che lo stava baciando sul collo. Il ragazzo aveva provato a fermarla ma senza risultati. Non aveva neanche ancora trovato una scusa sufficiente per svignarsela. Era completamente in trappola. << Perché non iniziamo qui? Sono già tutta bagnata. >> gli sussurrò la ragazza all’orecchio. Andrè soppresse un conato di vomito e si allontanò nuovamente da quella medusa. << Su… attendiamo di essere a casa. >> rispose Andrè. Cécile sbuffò e incrociò le braccia al petto indispettita. A quel punto la limousine si fermò al semaforo rosso dell’incrocio tra via San Basilio e via Veneto. De Lyon aveva i minuti contati. Guardò fuori dal finestrino iniziando a sudare freddo. Prese una sigaretta, abbassò il vetro e l’accese incurante delle proteste di Cécile. Alzò poi lo sguardo sulla fontana posta davanti alla banca popolare di Milano dove vide una ragazza che se ne stava seduta sul bordo della vasca sotto la pioggia con le mani sul volto. Quei lineamenti fisici gli erano familiari, ma solo quando la ragazza alzò la testa e tolse le mani dal viso Andrè capì chi fosse. << Giulia! >> esclamò poi sorpreso. << Chi? >> chiese Cécile guardandolo. Il ragazzo ignorò totalmente quella domanda e aprì la portiera della limousine pronto a raggiungere Giulia. << Andrè che fai? >> urlò Cécile sorpresa e trattenendolo per un braccio. << Cécile torna a casa, non posso stare con te stasera. >> disse lui con un piede già fuori dall’auto. << Perché? Cosa succede? >> insisté la ragazza confusa individuando poi Giulia. << Ho un impegno improvviso. >> disse il ragazzo liberandosi dalla stretta di lei. << Con quella barbona seduta sulla fontana? Oddio non dirmi che hai una storia segreta con lei! >> << Non ho nessuna storia segreta. Ora vai. >> le intimò nuovamente De Lyon con più vigore scendendo completamente dall’auto. << Andrè, se mi lasci così lo dirò a mio padre e allora addio contratto! >> sbottò la ragazza gelosa. Quella per Andrè fu la goccia che fece traboccare il vaso: << Sai cosa ti dico? Fallo, strappa quello stramaledetto contratto che mi lega a te! Sarebbe una liberazione! Non ti sopporto più Cécile, non mi sei mai piaciuta! Sei solo un’oca viziata e assatanata. Non sarei mai venuto a letto con te neanche tra un milione di anni. Ti ho assecondato solo per via degli affari ma ora me ne frego. >> disse Andrè arrabbiato come mai in vita sua. Cécile era sconvolta, come osava offenderla in quel modo? Lei che era la figlia di uno degli uomini più ricchi della Francia, veniva insultata! << Te la farò pagare Andrè!Ricordalo. >> gli disse poi guardandolo indignata e ordinando in seguito all’autista di andare via. La discussione tra Andrè è Cécile era avvenuta ad alcune macchine dietro al semaforo quindi Giulia non si era accorta di nulla anche perché il rumore della pioggia battente copriva quasi tutto. Sentì però improvvisamente la presenza di qualcuno al suo fianco e si voltò spaventata, ma quando riconobbe Andrè il cuore le balzò in gola. << Giulia, cosa ci fai qui da sola a quest’ora?Sotto la pioggia per di più? >> le domandò il ragazzo preoccupato e abbeverandosi della bellezza straordinaria di lei anche con i capelli bagnati e il trucco sciolto. Giulia scattò in piedi completamente sorpresa dalla presenza di De Lyon e si chiese cosa mai ci facesse anche lui sotto la pioggia a quell’ora. << Io… io ero… >> non riusciva a trovare le parole e nello stesso istante gli occhi le si riempirono di lacrime. Le sue emozioni erano state provate troppo quella sera e sentiva il bisogno di doversi sfogare con qualcuno, così senza badare alle buone maniere e al riserbo si tuffò tra le braccia di Andrè scoppiando poi a piangere nuovamente. Il ragazzo rispose immediatamente all’abbraccio in modo forte e protettivo, cercando di farle sentire la sua presenza anche se solo in modo fisico. Giulia si sentì meravigliosamente al sicuro tra quelle braccia sconosciute ma allo stesso tempo familiari. De Lyon dal canto suo era completamente in estasi, quella ragazza che gli mancava da due giorni finalmente ora era tra le sue braccia anche se voleva sapere il motivo di quelle lacrime. Decise allora che l’unica cosa da fare fosse chiamare il suo autista per farsi venire a prendere.

<< Bevi. >> disse Andrè diretto a Giulia una volta saliti nella sua limousine. Si era fatto portare una tisana calda e ora stava convincendo la ragazza a berne un po’. << Non ne ho bisogno ti ringrazio. >> rispose lei con un filo di voce. << Per favore. Ti farà bene dopo tutta la pioggia che hai preso. >> la pregò lui nuovamente. Giulia lo guardò tristemente e Andrè capì che non doveva insistere. << Dove mi stai portando? >> gli chiese poi lei rendendosi conto improvvisamente di dove si trovasse. << A casa tua. >> rispose il ragazzo perplesso. << NO! Ti prego, non portarmi a casa. >> esclamò Giulia con uno strazio che colpì De Lyon. Cosa le era successo di così grave da reagire in quel modo?Aveva litigato con sua madre? << Dove vuoi andare allora? >> le chiese allora dolcemente disposto ad esaudire ogni suo desiderio. << Ovunque. >> rispose lei abbassando lo sguardo. Andrè allora premette il pulsante dell’interfono e ordinò all’autista di condurli nella sua villa ad Ostia. Giulia si sorprese di quella scelta ma non obiettò. Voleva allontanarsi da tutto e da tutti almeno per una sera. << Ti va di dirmi cosa ti è successo? Vorrei poter fare qualcosa per te. >> le domandò il ragazzo premurosamente. Ormai tutti i suoi muri di indifferenza erano totalmente crollati. In lui ora dominava solo la preoccupazione e la voglia di far tornare il sorriso su quel bellissimo volto. << Hai già fatto tanto portandomi con te. La mia vita è un’illusione Andrè, sono circondata da bugie ed egoismo. Niente sarà più come prima. >> rispose Giulia guardando fuori dal finestrino. << La realtà è un’illusione non solo la tua vita. Viviamo in un mondo falso ed egoista ma non tutti sono così, tu… tu sei un’eccezione. >> disse Andrè mentre il suo cuore iniziava a battere forte come accadeva solo in presenza di quella ragazza. Lei si voltò a guardarlo e arrossì a quel complimento così semplice ed inaspettato. << Grazie. >> – mormorò poi – << credo… beh dopo i nostri vari incontri credo di poter dire lo stesso anche di te. >> concluse distogliendo lo sguardo. << Non sono una persona falsa, ma egoista si e ciò lo dimostra il fatto di averti qui con me. >> disse De Lyon sussurrando quasi l’ultima frase. Giulia non capì dove il ragazzo volesse andare a parare ma non indagò. Aveva altri tumulti a cui pensare. Durante il viaggio la ragazza si calmò e un’inconsueta audacia la portò a raccontare ad Andrè ciò che le era accaduto con il padre omettendo il particolare dello schiaffo e soprattutto il tradimento di Giorgio, troppo umiliante, riducendo la discussione con il ragazzo ad un litigio irreparabile. De Lyon l’ascoltò e la confortò dolcemente assicurandole che tutto sarebbe andato per il meglio anche se sperava segretamente che la rottura con quell’idiota fosse definitiva. Quando ebbe finito di raccontare, Giulia si sentì alleggerita da un peso opprimente. E’ strano come certe volte una persona inaspettata possa giovare così bene all’animo appesantito dalla tristezza.

La villa di Andrè si trovava proprio sulla spiaggia, in una zona isolata della periferia Ostiense alle cui spalle, dopo una piccola boscaglia, scorreva via Litoranea. L’ingresso sul retro era preceduto da un viale alberato bellissimo la cui strada era composta da cubetti di pietra. Un enorme cancello in ferro battuto si apriva su un grandissimo giardino dai prati verdi e alberi rigogliosi. Di fronte all’ingresso della casa era posta una bellissima e imponente fontana in gesso dal getto leggero ed i cui fondali erano illuminati da faretti. La limousine si fermò davanti all’entrata preceduta da scalini in marmo e colonne greche. Giulia non credeva ai suoi occhi. Non aveva mai visto un posto così bello e curato. ‘’E’ questo è solo l’esterno.’’ pensò poi sbalordita. Un maggiordomo che indossava un elegante divisa uscì e andò ad aprire la portiera ad Andrè: << Buona sera monsieur De Lyon. >> lo salutò con rispetto. << Buonasera Antonio. E’ stato preparato tutto come ordinato? >> domandò il ragazzo scendendo dall’auto e aiutando Giulia a fare lo stesso. << Certamente monsieur. Buona sera anche a lei mademoiselle. >> disse poi l’uomo rivolgendosi alla ragazza. De Lyon assentì con il capo dopodiché prese Giulia per mano e la condusse all’interno della villa. La consueta scarica elettrica si diffuse nel corpo di entrambi e li spinse a rivolgersi uno sguardo sorpreso. Una volta dentro anche qui la ragazza non poté far altro che sgranare gli occhi davanti al lusso del mobilio, degli oggetti, delle sculture e dei quadri. Una cameriera anziana e dai tratti orientali comparve nell’ingresso salutando Andrè e Giulia educatamente e chiedendo cosa potesse fare per loro: << Giulia, ho fatto preparare una camera per te. Ci sono tutte le cose di cui necessiti. >> disse il ragazzo sorridente. << Oh grazie, non dovevi. >> rispose lei arrossendo. << Figurati. Non voglio che ti prenda un malanno con questi abiti mezzi bagnati e poi sarai stanca di questi trampoli. >> scherzò Andrè portandole una ciocca umida di capelli dietro l’orecchio. Il cuore di Giulia mancò un battito per via di quel contatto. << In effetti si. Ma non ho… >> << Non preoccuparti. Ci sono degli abiti di mia sorella alcuni praticamente nuovi. Quindi serviti tranquillamente. >> la interruppe lui rassicurandola. Giulia sospirò e lo ringraziò nuovamente. << Meiko, accompagna la nostra ospite nella camera delle rose. >> disse poi alla cameriera. << Tu che farai nel frattempo? >> domandò Giulia mentre la donna assentiva con il capo. << Mi darò una sistemata anch’io. Ti aspetto in salone. E’ qui a destra. >> le indicò poi. La ragazza assentì e sorrise dopodiché seguì la cameriera che la condusse ad una scalinata bellissima di marmo chiaro la quale conduceva al piano delle camere da letto. Una volta in cima la donna prese a percorrere il corridoio di sinistra ricco anch’esso di mobili e quadri. << Ecco questa è la sua stanza. >> disse la cameriera aprendo la porta di una camera degna di una regina. Al centro della stanza regnava un baldacchino dalle lenzuola beije e bianche e ai cui lati erano posti dei comodini bassi color crema su cui erano poggiate delle abat-jour moderne, mentre la parete sinistra era dominata da un enorme armadio color crema e da una porta che conduceva alla stanza da bagno. Sulla parete sinistra c’era una porta-finestra che si apriva su un piccolo terrazzino in pietra su cui vi erano dei cespugli di rose. Affianco alla porta-finestra vi era un comò color crema su cui era posto uno specchio. Giulia sbatté due volte le palpebre incredula. << Se ha bisogno di me signorina bussi il campanello accanto al letto. >> disse la donna congedandosi. La ragazza assentì con il capo sforzandosi di accettare ciò che aveva di fronte. Una volta rimasta sola appoggiò la pochette sul comò e si sedette sul letto che trovò incredibilmente morbido. Si stese per pochi minuti dopodiché aprì l’armadio dove vi trovò capi su capi da donna tutti nuovissimi e ovviamente super costosi. Giulia non sapeva se approfittare di tutta quella gentilezza ma aveva davvero bisogno di una doccia. ‘’Gli rimborserò tutto.’’ pensò e tirò fuori una t-shirt a lunga manica bianca,un pantalone della tuta nero e dei calzini colorati. Per fortuna c’erano anche slip e reggiseni mai usati. Prese poi un enorme e morbido accappatoio rosa e si diresse in bagno. Restò sorpresa di notare che era molto più grande della sua cameretta di Roma e che possedeva tutti i servizi igienici più moderni oltre ad una vasca da bagno con l’idromassaggio che poteva contenere dieci persone e una cabina doccia altrettanto enorme. Giulia sospirò e si avvicinò alla doccia. Si spogliò e aprì il getto d’acqua quando fu caldo abbastanza si posizionò sotto di esso. Una piacevolissima sensazione di benessere la avvolse facendole dimenticare per qualche istante ciò che le era successo quella sera. Quando ebbe finito si asciugò e indossò gli abiti che aveva scelto mettendo da parte quelli bagnati. Mise ai piedi un paio di comode pantofole un po’ più grandi e scese al piano di sotto. Nel frattempo anche Andrè si era rinfrescato e ora indossava dei jeans e una camicia bianca. Aveva ordinato poi a Meiko di far preparare qualcosa da mangiare alla cuoca. Stava aspettando Giulia nel salone sperando che l’umore di quest’ultima fosse migliorato. Si sentiva stranamente felice e appagato come mai in vita sua e un’emozione senza nome gli attraversava il cuore portandolo ad accelerare i suoi battiti. Quando la ragazza lo raggiunse, De Lyon le rivolse uno splendido sorriso, beandosi della vista di quei bellissimi occhi azzurri. << Va un po’ meglio? >> le domandò poi alzandosi dal divano e andandole in contro. Giulia assentì con il capo scrutando l’immensa stanza davanti a se composta da due enormi divani color sabbia posti l’uno di fronte all’altro davanti ai quali era posizionato un tavolino basso di vetro. In un angolo c’era un moderno camino mentre frontalmente c’era una finestra che si apriva su un portico che conduceva ai giardini. Quella stanza era la versione moderna di una baita di montagna. << Hai fame?Ti ho fatto preparare qualcosa da mangiare. >> chiese nuovamente De Lyon premuroso. << Ti ringrazio Andrè ma sto bene così. Ho cenato parecchio stasera… cioè ieri. >> disse Giulia guardando l’orologio che indicava le due di notte. << Capisco. Preferisci almeno qualcosa da bere? Un tè? >> << Si, un tè lo accetto volentieri. >> rispose la ragazza sorridendo. Andrè chiamò Meiko e le disse di fermarsi con la cena e di preparare solo del tè. << Sediamoci. >> disse poi il ragazzo prendendo Giulia per mano e di nuovo la consueta scarica elettrica lì attraversò e i due ritirarono subito le dita. << E’ bello qui. Hai una casa meravigliosa. >> iniziò la ragazza per evitare un silenzio imbarazzato. << Grazie. Mio padre l’ha fatta restaurare ultimamente per questo è tutto così nuovo. >> rispose Andrè tranquillo. In lui non c’era alcuna traccia di arroganza. Dove era finito il ragazzo viziato che Giulia aveva conosciuto quasi un mese prima? Neanche lui riusciva a spiegarsi il motivo di quel cambiamento. Sentiva solo che stando con quella ragazza era completo. Giulia osservò la stanza soffermandosi su alcuni quadri che ritraevano viali francesi e la Tour Eiffel. << Ti manca molto la Francia? >> domandò poi di punto in bianco. << Si, da come avrai capito sono nato lì. E’ la mia terra. >> rispose Andrè leggermente nostalgico. << Beh ci torni ogni estate quindi il distacco non è assoluto. >> mormorò la ragazza sorridente. De Lyon la guardò perplesso:<< Come fai a sapere che ogni estate torno in Francia? >> le domandò poi sorpreso che lei conoscesse questo particolare. Giulia arrossì totalmente. Aveva dimenticato che quell’informazione l’aveva avuta da Kara in via indiretta. Come doveva giustificarsi? Non poteva mica raccontarle che la sua migliore amica si era messa a fare ricerche su di lui. << Beh… L’ho… l’ho immaginato. >> mentì inutilmente. << Non mi convinci, credo che tu sappia molte cose di me. Anche se ignoro come tu le abbia apprese. >> affermò De Lyon con sguardo a metà tra il furbesco e il divertito. Giulia arrossì ancora di più e si voltò verso la porta finestra. << No, davvero. L’ho solo immaginato. >> disse nuovamente. Andrè sorrise e decise di far cadere l’argomento. << Visto che non vuoi dirmi la verità sono io che ora voglio sapere tutto di te. Sabato mi hai già informato dei tuoi hobby ma ora voglio conoscere i dettagli, le sfumature del tuo carattere. >> affermò poi avvicinandosi a lei e prendendola per mano dominato da una certa audacia. Non capiva perché ma c’era qualcosa che lo spingeva verso di lei. Giulia si voltò e si trovò il viso del ragazzo a pochi centimetri dal suo. Il ricordo del sabato notte balzò nella mente di entrambi e invogliò Andrè a proseguire l’azione fino in fondo stavolta mentre paralizzò completamente la ragazza che si allontanò. La ferita che le aveva lasciato Giorgio era troppo grande. << Non c’è niente di particolare o interessante da sapere su di me. Sono una ragazza come le altre. >> mormorò poi guardando di nuovo verso la porta-finestra ricordando quando Giorgio invece la facesse sentire speciale. ‘’Oh piccola, non sai quanto ti sbagli. Tu sei completamente diversa dalle altre.’’ pensò Andrè totalmente rapito. << Non la penso così. >> disse poi avvicinandosi nuovamente a lei senza volerlo. Giulia non rispose. A quel punto il ragazzo capì che lei fosse ancora provata dagli eventi della sera per parlare e necessitava di riposo. << Ti va di vedere un film? >> le propose allora. La ragazza lo guardò curiosa, non comprendendo il cambiamento di quella conversazione ma accettò di buon grado visto che non riusciva a condurre un discorso normale. Andrè le chiese cosa volesse vedere e alla fine optarono entrambi per Sharlock Holmes. Si sedettero sull’altro divano, facendo partire il film e dopo poco arrivò anche la cameriera con tè e pasticcini. La ragazza trovò confortante quel trattamento e riuscì per un pò a far tacere i suoi pensieri.

Giulia aprì gli occhi lentamente. La stanza in cui si trovava era semi buia e la posizione in cui era messa era scomoda. Sentiva come un peso sul corpo e non poteva muovere le gambe. Riuscì a scorgere alcuni particolari dell’ambiente intorno a sé e ricordò subito dove si trovasse e con chi. Si ridestò del tutto e notò che il peso che sentiva era provocato dal padrone della villa. Andrè infatti dormiva beato intrappolando il corpo della ragazza in una stretta ferrea. Come se fosse attaccato ad un’ancora di salvataggio. Giulia osservò i suoi bellissimi tratti e gli venne voglia di accarezzare quel viso e affondare le dita tra quei morbidi capelli. Improvvisamente la sua parte razionale si risvegliò colpendola come un pugno: ‘’Oddio!Sono nella villa ad Ostia di Andrè, con Andrè che ora dorme stretto a me! Che diavolo mi è saltato in mente?’’ pensò scostandosi lentamente da lui per non svegliarlo. ‘’Devo, devo pensare. Oddio la mamma e Gaia si preoccuperanno tantissimo quando scopriranno che non sono da Kara!’’ continuò alzandosi in piedi. Una leggera brezza attraversò la stanza e solo in quel momento lei si accorse che Andrè l’aveva coperta con una trapunta leggera. La prese e la stese intorno al ragazzo, dopodiché decise che era giunto il momento di riflettere sugli avvenimenti della sera prima. Uscì dalla porta finestra e iniziò ad attraversare uno dei grandi giardini. Voleva andare sulla spiaggia ma non sapeva come raggiungerla, a quel punto però notò un uomo che con gli attrezzi da giardino potava un albero. << Buon..Buongiorno signore, sono ospite del signor De Lyon. Saprebbe dirmi come raggiungere la spiaggia? >> chiese cortesemente. << Buongiorno a lei signorina. Per andare in spiaggia esca dal cancello che troverà alla fine del viale sulla sua sinistra. Posso farle preparare la colazione sotto il gazebo? >> domandò puoi l’uomo cortesemente. Colazione sotto il gazebo? Non aveva visto nulla del genere. Ma forse quella struttura era posizionata in qualche altro punto della villa. << No grazie. E’ stato molto gentile. >> rispose Giulia congedandosi e iniziò a seguire la strada indicatagli. Quando arrivò al cancello si ritrovò direttamente sulla spiaggia a quasi cento metri dalla riva dove era posto un gazebo enorme con tavolini e poltrone in vimini. ‘’Ecco cosa intendeva l’uomo con colazione sotto il gazebo. Quanto sei ricco Andrè?Hai anche la possibilità di occupare un intero pezzo di spiaggia?’’ pensò la ragazza perplessa. Si incamminò verso la battigia si tolse le pantofole, i calzini e piegò i pantaloni della tuta. La sabbia era fredda ma quando immerse i piedi in acqua la trovò calda e invitante. Giulia chiuse gli occhi e sospirò tristemente. Giorgio, il ragazzo a cui aveva affidato il suo cuore e stava per affidare il suo corpo l’aveva tradita. Gli occhi le si riempirono di lacrime. Non si poteva fidare di nessuno. Dopo Alessandro pensava di aver trovato un porto sicuro ma invece quel ragazzo si era rivelato più infimo degli altri. Com’era stata stupida a pensare che potesse vivere una storia d’amore come quella delle favole. ‘’Le favole non esistono.’’ si disse sconfitta. Non avrebbe mai più amato nessuno. L’amore faceva male e lei non aveva più la forza di rimettersi in piedi. Inoltre come poteva un estraneo amarla se il suo stesso padre aveva preferito stare con un’altra donna più tosto che con le sue figlie? Giulia avrebbe voluto urlare. Tutto il suo mondo era crollato. Non aveva più ragioni per credere che qualcosa potesse andare bene. Si sedette sulla riva osservando le piccole onde che si increspavano. In quel momento sarebbe voluta sparire in quell’immensità, dissolversi come l’aria. Improvvisamente però sentì qualcosa di caldo avvolgerle le spalle. Si voltò e vide Andrè che le aveva messo una giacca addosso. << L’umidità della mattina fa male. >> le disse poi apprensivo. << Grazie. >> mormorò Giulia affrettandosi ad asciugarsi gli occhi. Non voleva che lui la vedesse in quello stato di nuovo. << Posso sedermi? >> le chiese il ragazzo gentile. Lei assentì con il capo e De Lyon le si sedette accanto. << So che non mi hai detto tutto di quello che ti è successo ma va bene così. Vorrei solo rassicurarti nuovamente del fatto che tutto si aggiusta. All’inizio sarà difficile ma vedrai che questa esperienza ti fortificherà e magari hai imparato che nella vita si deve lottare per tenersi stretto qualcosa a cui si tiene, ma soprattutto che per certe persone si era sprecati. >> disse poi guardando l’orizzonte che iniziava ad illuminarsi. Era come se avesse parlato in parte con se stesso riportando alla mente la storia di Yvette. Giulia lo guardò e abbozzò un sorriso. Gli era grata per quelle semplici ma importanti parole e a quel punto si rese conto che nell’ultimo periodo ogni volta che ne aveva avuto bisogno Andrè era stato lì per lei. Inoltre non poteva ignorare la chimica che l’aveva sempre spinta verso di lui al punto di chiedersi cosa provasse davvero per lui e per Giorgio. << Grazie Andrè. >> – disse poi alzandosi e immergendo i piedi nell’acqua- << Grazie di esserci stato e per essere qui in questo momento. Non avrei saputo cosa fare se non fossi comparso al mio fianco. >>. Il ragazzo la imitò e si avvicinò a lei immergendo anche i suoi piedi nudi nell’acqua, poi la guardò dolcemente mentre il suo cuore batteva all’impazzata e in quell’istante si rese conto quanto Giulia fosse diventata importante per lui anche se il motivo gli era sconosciuto. Sentiva di appartenergli e che lei gli appartenesse da tempo. I loro sguardi si incontrarono e i due iniziarono a scrutarsi vicendevolmente immergendosi totalmente l’una nell’anima dell’altro. Ancora una volta il tempo si era fermato e come per magia esistevano solo loro sulla terra. Andrè tolse una ciocca di capelli, spostata dal vento, dal volto di Giulia che arrossì ma non si sottrasse a quel delicato tocco. Si sentiva le gambe tremanti e il cuore volerle uscire dal petto. In lontananza si avvertivano le urla dei gabbiani e le note di una canzone che i due riconobbero come ‘’Underwater’’ di Mika. Il ragazzo a quel puntò non riuscì a controllarsi perso completamente nella bellezza sia interiore che esteriore di lei e avvicinò le sue labbra a quelle di Giulia. Quell’improvvisa unione portò con se un’esplosione di emozioni nel cuore di entrambi. Era come se non avessero mai baciato nessuno prima di allora e l’inconsueta sensazione di appartenenza si fortificò al punto tale che i due si strinsero maggiormente l’uno all’altra nello allo tempo. Giulia rispose al bacio con una dolcezza e passionalità che non aveva mai avvertito prima né con Giorgio né con Alessandro. Come se quello fosse il suo primo vero bacio d’amore. Andrè era totalmente sconvolto da una sensazione di pace e benessere che non avevano nulla a che fare con il suo piacere fisico. L’idea di andare a letto con lei non lo sfiorò neanche, l’unica cosa che voleva era continuare a baciarla per il resto della sua esistenza. La passione tra loro crebbe al punto che non si accorsero di stendersi nell’acqua. Le loro labbra non si separarono neanche per riprendere fiato come se stessero respirando attraverso il corpo l’una dell’altro. Come se quel bacio fosse l’unica cosa che li tenesse in vita proprio come nel testo della canzone che stavano ascoltando: ‘’Perché ciò di cui ho bisogno è dell’amore che respiri. Poggia le tue labbra sulle mie ed io posso vivere anche sott’acqua.’’

39 thoughts on “CAPITOLO X (Seconda Parte)

  1. cara Daisy , al momento non riesco a formulare una frase con senso ,,,, solo bellissimo e’ dire poco…….davvero non ho parole, ..e’ tutto perfetto, dall’incontro al bacio , mi dispiace solo una cosa , la litigata di Giulia col padre , il tradimento di Giorgio no, ( in cuor mio sospettavo che se la faceva con Veronica) perche’ c’era il bel Andre’ pronto per lei ………..
    adesso pero’ l’attesa per il prossimo cap. cresce di piu’……..
    un bacione e grazie

    • Ciao Lory 🙂 grazie mille per le tue splendide parole 🙂 sn felice di essere riuscita ad emozionarti *_* nei prossimi capitoli Giulia e la sua famiglia dovranno cercare di trovare un punto d’incontro per risolvere la situazione 🙂 cercherò di pubblicare al più presto non preoccuparti 🙂 a prestissimo :******

  2. Non ci sono parole per definirlo. Bellissimo, dolcissimo………. Abbiamo aspettato un po’ per vederli insieme ma ne è valsa la pena. Sono curiosa di leggere il seguito. Chissà che sorprese hai in serbo. Hai mantenuto la promessa:hai pubblicato il capitolo in tempi rapidi. Brava

    • Ciao Cris 🙂 grazie mille x i tuoi complimenti 🙂 ho cercato di scrivere ttt nei dettagli cs da riuscire a rendere al meglio le emozioni che provano i protagonisti. Nei prox capitoli Giulia e Andrè dovranno capire cs provano l’uno per l’altra. Cercherò di pubblicare il prima possibile 🙂 a prestissimo :********

    • Ciao Anna 🙂 grazie mille 🙂 sn davvero felice che il capitolo ti sia piaciuto ^^ nn preoccuparti presto arriverà anke il prox 🙂 <3 <3 <3

  3. Molto intenso. I complimenti per la tua fantasia e il modo di scrivere te li ho già ampiamente espressi nelle e-mail precedenti. Cosa altro posso dire …… continua così che vai alla grande! Brava, brava brava. Come anche le altre lettrici, anch’io tifo incondizionatamente per Andrè e Giulia. Al prossimo capitolo XXX

    • Ciao Patrizia 🙂 sn felice che il capitolo ti sia piaciuto ^^ cerco sempre di scrivere al meglio x offrirvi un racconto sempre bello 🙂 grazie mille x i tuoi complimenti 🙂 ank’io faccio il tifo x Giulia e Andrè 😉 a prestissimo <3

  4. Grazie per i capitoli che pubblichi ogni settimana. Vado a controllare ogni giorno se è uscito quello nuovo. Brava!!
    P.S. Volevo segnalarti due errori che ho notato nella stampa: più tosto invece di piuttosto , e in contro invece di incontro.
    Ciao e a presto!!

    • Ciao Bimba 🙂 figurati lo faccio volentieri 🙂 cmq piuttosto hai ragione 😛 ma in contro si scrive cs xk altrimenti è incontro nel senso di incontrare qlk 🙂 grazie cmq di avermelo fatto notare cs la prox volta sto più attenta <3 <3 <3

      • C’è l’accezione ” venire incontro ” e lì è tutto attaccato.
        Hey!! (Hei?, Eih?……….Boh!?) , ma Anastasia della storia ha qualche attinenza con QUELLA Anastasia ? E il Babbo?

  5. Wooooow!!!! Dire bello è riduttivo…..mi piace questo lato di Andrè così protettivo nei confronti di Giulia….e sei stata brava a farmi emozionare…avevo il groppo in gola e gli occhi lucidi quando l’ho letto…….una curiosità….ma tra il papà e la mamma di Giulia nn è che ci scappa qualcosa…ovvero mi sa che ‘sotto la cenere c’è fuoco vivo!!!!???’….dimmi di sì xè nn mi va giù Selena….Sarebbe interessante vedere se tra i genitori ci fosse un ricongiungimento….al papà piace ancora la mamma….o no?!!?? Nn ci fare aspettare troppo……il capitolo è finito sul più bello!!!! Complimenti ancora!!!!

  6. ciao Daisy cavolo mi è venuta la pelle d’ocaa..Ho letto l’ultima parte cn il sottofondo della canzone e mi sn emozionata tantissimoo *.*…Seii BRAVISSIMAA nn ho parolee..non vedo l’ora di continuaree e di leggere il proximo capitolo che spero usciràà prestissimo..Sei Grande =) un Bacioo :*

    • Ciao Anto 🙂 mi dispiace farvi attendere ma sn snz connessione ad internet e nn pox postare 🙁 la telecom m ha assicurato k entro 3gg da oggi la riavrò…speriamo bn..cm grazie x la pazienza dimostrata :*

    • Ciao Vero 🙂 nn voglio mollarvi nn preoccupatevi 😉 nn ho la connessione ad internet e nn posso postare 🙁 la telecom xò m ha assicurato k tra 3gg a partire da oggi sarà ttt sistemato..qnd vi chiedo di pazientare ancora un pò 🙂 grazie mille :*

    • Ciao Chancy 🙂 grazie x i tuoi complimenti 🙂 appena mi ripristinano la connessione ad internet pubblicherò l’11simo capitolo :* :* :*

    • Ciao Lory 🙂 ttt bn x fortuna! Mi è stata ripristinata la connessione ad internet e appena le admn della pag mi danno l’okay pubblico l’11simo capitolo 🙂 mi dispiace avervi fatto attendere e vi ringrazio per la pazienza dimostrata 🙂 :****

  7. Ciao daisyflower la tua storia sta cominciando a piacermi sempre di piu’, sta diventando sempre piu’ bella…asp con ansia il prox capitolo….e ancora complimenti 🙂

    • Ciao Cate 🙂 sn felice che la mia storia ti stia piacendo man mano 🙂 mi fa piacere regalarvi belle emozioni..grazie x complimenti, presto arriverà anche l’11simo capitolo :***

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