CAPITOLO X (Prima Parte)

[Salve care lettrici 🙂 scusate la brevità del capitolo ma non ce l’ho fatta a scrivere di più e x non saltare la pubblicazione settimanale ho pensato di dividerlo in due parti. La seconda verrà pubblicata o domenica o lunedì..Perdonatemi ma l’uni e gli impegni vari non mi permettono di scrivere quanto e quando vorrei…Vi chiedo di avere pazienza 🙂 grazie mille sempre di seguirmi…a prestissimo :****
P.S. Per chi volesse sentire la canzone che ho usato nel capitolo questo è il LINK in realtà la canzone è di Hilary Duff ma l’originale è di Marilyn Manson e ho preferito affidare a lui il titolo della song per rendere la situazione più forte 🙂 ]

Un compleanno particolare (Prima Parte)

<< Ecco fatto Veronica. Dei fili erano entrati in corto. >> disse Giorgio chiudendo la pila e dirigendosi verso il salotto dove Veronica attendeva che lui mettesse apposto il contatore della corrente. << Grazie. Non saprei cosa avrei fatto senza te. Posso offrirti qualcosa? >> gli domandò rivolgendogli un sorriso; indossava una camicia rossa a mezza manica aderentissima, dei jeans altrettanto stretti e dei decolletè dello stesso colore della maglia. << No, ho ospiti lo sai. >> replicò Giorgio secco. << Accidenti, cos’altro devo fare per farti capire che ti amo?Tu l’hai preso come un gioco ma non sono solo una ragazza dai bollenti spiriti. >> sentenziò Veronica adirata. << Ascoltami, può anche non essere un gioco ma io ho già una ragazza. L’hai vista! >> rispose lui serio. << Sai che non mi arrenderò! Anche tu provi qualcosa per altrimenti non saresti più venuto da me ripetizioni o non ripetizioni! >> esclamò la ragazza tenacemente. Giorgio la guardò intensamente, non poteva negare la sua bellezza e la sua sensualità che lo stavano provocando anche in quel momento. Chiuse gli occhi e poi prese un respiro profondo. << Devo andare. >> – disse poi- << Chiudi la porta a chiave. >>. Veronica non rispose e lo osservò lasciare casa sua. Nel frattempo Giulia attendeva il ritorno del suo ragazzo cercando una distrazione leggendo alcuni dei loro appunti sul prossimo esame. Improvvisamente il suo cellulare squillò, lesse il nome di Kara sul display e rispose curiosa: << Pronto? >> << Giuly, ti disturbo? >> domandò Kara con aria afflitta. << Non proprio, cos’è successo? >> le chiese Giulia. << Ehm…è accaduta una cosa. Potresti raggiungermi ora?Non so con chi parlarne. >> disse l’amica con un filo di voce. La ragazza si mise subito in piedi. Non era da Kara usare quel tono e soprattutto chiederle di raggiungerla se non per cose molto importanti. << Si, arrivo subito. Sta tranquilla. >> la rassicurò Giulia uscendo dalla stanzetta di Giorgio, per fortuna aveva pensato bene di fare la doccia prima e ora indossava un jeans le sue converse blu e una camicia bianca. Contemporaneamente il ragazzo stava salendo le scale e vide la sua fidanzata andargli incontro con un’espressione preoccupata. << Giorgio, eccoti. Devo andarmene, mi ha telefonata Kara e mi ha chiesto di raggiungerla. Sono preoccupata. >> disse la ragazza cercando di mantenere la calma. Giorgio trattenne un’imprecazione, tutto il modo si era messo contro di lui per evitare di fargli fare sesso. << Okay…credi che sia successo qualcosa di grave?Ti accompagno io, non voglio farti fare la strada a piedi. >> domandò poi fingendosi apprensivo per la loro amica comune. << Oh grazie. Non lo so se sia grave ma credo di si. Mi dispiace per… per… beh per stasera. Prometto che la prossima volta non ci saranno interruzioni. >> mormorò lei arrossendo. << Speriamo. >> rispose Giorgio. Una volta usciti di casa i due entrarono nel parcheggio del condominio salirono in auto e si diressero a via Marco Aurelio.

Andrè era stanco e irritato. Quella assatanata di Cécile stava per incastrarlo. Per fortuna quel tipo con i capelli neri e i baffi arricciati in modo ridicolo era arrivato al momento giusto. Sbuffò e tastò nella tasca interna della sua giacca per trovare il pacchetto di Malboro light. Sflilò una sigaretta, abbassò il finestrino e l’accese. << Monsieur dove la porto? >> domandò dopo poco l’autista della limousine di Cécile dall’interfono. << Via Cavour. >> rispose il ragazzo premendo un pulsante accanto alla portiera. Aveva bisogno di sfogarsi con il suo passatempo preferito e che non faceva da tempo: dominare qualcuna e frustarla fino a farsi sbiancare le nocche, anche perché il film che stava vedendo con la strega l’aveva eccitato. Quella scena del ‘’burro’’… Si, Claudia avrebbe accettato di essere la sua sottomessa quella sera. La macchina lo condusse al luogo prestabilito in poco tempo. Andrè scese dall’auto, ringraziò l’autista e si diresse al portone; cercò poi il cognome della ragazza sul citofono, bussò e dopo poco Claudia rispose: << Chi è? >> domandò. << Sono De Lyon. >> disse il ragazzo con arroganza e presunzione. Claudia tremò, era da circa sei mesi che Andrè non si presentava alla sua porta annunciandosi come De Lyon. Cosa gli era mai potuto succedere per scatenare quel ‘’bisogno particolare’’? << Si, signore. Apro subito. >> rispose poi con fare ubbidiente e dopo poco due rumori elettrici lo avvisarono che il cancello era aperto. Il ragazzo entrò nell’antro del condominio e si avvicinò ad un ascensore; vi entrò e schiacciò il numero cinque. Passarono alcuni minuti e le porte si aprirono su un pianerottolo di parquet. Andrè uscì e si diresse alla porta dell’appartamento di Claudia con fare da padrone incontrastato del mondo. La ragazza lo attendeva sulla soglia indossando un tanga blu tenuto insieme nei lati da due catenine dorate e un reggiseno in pizzo blu le cui bretelle erano composte dalle stesse catenine dorate e un paio di decolletè del colore dell’intimo. I capelli biondi erano legati in uno chignon e gli occhi castani erano truccati con eye-liner e mascara. Il ragazzo la divorò con gli occhi, la sua sottomessa aveva indossato velocemente l’uniforme e si preparava a farsi dominare. Quando infatti lui voleva avere quel tipo di divertimento si presentava alle sue ragazze come ‘’De Lyon’’ e queste ultime capivano che si trovavano di fronte il loro padrone. Claudia teneva lo sguardo basso e una manetta di cuoio pendeva dal suo braccio sinistro. << Entra. >> le ordinò Andrè. Lei senza alzare lo sguardo obbedì e il ragazzo la raggiunse chiudendo la porta alle sue spalle. << Qual è la safeword, Claudia? >> le domandò poi come di consueto e dirigendosi nella camera da letto di lei per prendere gli strumenti di tortura/piacere. << Scettro. >> disse la ragazza sedendosi sul divano dando le spalle al corridoio che portava alla sua camera. Andrè tornò in salone dopo dieci minuti con una frusta Snake Whip un foulard e un divaricatore per caviglie. Appoggiò tutto sul tavolino basso accanto al divano mentre si diffondevano nella stanza le note di ‘’Reach out’’ cantata da Marilyn Manson*. Si tolse le scarpe e le calze, allargando poi il nodo della cravatta e sbottonando i primi due bottoni della camicia. A passo lento si avvicinò a Claudia che trasalì leggermente quando lui le sfiorò le spalle. << Stasera sono particolarmente pericoloso, quindi se vuoi tirarti indietro dillo ora. Sarà come la volta dell’anno scorso in cui litigai con mio padre. >> le mormorò il ragazzo con un tono così tranquillo da rassomigliare ad una carezza. La ragazza però trasalì nuovamente ma stavolta si notò. Non poteva dimenticare un venerdì di marzo dell’anno precedente in cui il ragazzo non aveva avuto riserve nei suoi confronti usando tutta la sua forza dominante. Claudia ci pensò un po’ su ma alla fine accettò. Amava troppo essere sottomessa da Andrè soprattutto in quel modo così assoluto e si doloroso. Dopo aver ricevuto il suo assenso il ragazzo afferrò Claudia per i capelli, sciogliendo lo chignon, e la baciò in modo passionale e brutale mordendole il labbro inferiore facendolo quasi sanguinare. Lei rispose al bacio ma non osò toccarlo. Lui non le aveva ancora dato il permesso di farlo. << Toccami. >> disse Andrè e Claudia obbedì passando le mani sul suo torace beandosi di quei meravigliosi pettorali. << Sbottonami i pantaloni. >> aggiunse il ragazzo con un tono così aspro che Claudia alzò lo sguardo per capire il motivo di quel tono ma in cambio ricevette una stretta di capelli dolorosissima: << Ti ho dato il permesso di guardarmi? >> le domandò De Lyon con tono mellifluo e duro allo stesso tempo. << No, signore. Scusami signore. >> rispose Claudia con tono sommesso e cercando di assorbire il dolore. << Lo rifarai? >> aggiunse lui. << No, signore. >> mormorò la ragazza. Andrè a quel punto le lasciò i capelli e le massaggiò dolcemente la nuca. << Ora i pantaloni. >> le intimò poi con tono glaciale. Claudia obbedì trovandosi davanti al membro enorme del ragazzo avvolto in un paio di boxer aderenti neri, bastò quella vista ad eccitarla e a farla bagnare. De Lyon si sfilò completamente i pantaloni e si tolse la cravatta e la camicia restando in boxer. La ragazza maledisse il fatto di non poter ammirare quel corpo perfetto e di muoversi liberamente su di esso come faceva di solito. Andrè afferrò Claudia per un braccio e la fece inginocchiare di fronte a lui buttandola quasi in terra. La vista di lei così piegata al suo volere lo estasiò e una scarica di adrenalina si diffuse nelle sue vene. La sensazione di dominio incontrastato su quel corpo dalle belle forme, la possibilità di colorare di rosso quella pelle…<< Ora allunga i polsi verso di me e guardami. >> le ordinò poi eccitato. La ragazza obbedì sbavando mentalmente per la vista di lui così bello e indomabile. Lui le portò le braccia dietro la schiena chiudendo l’altro gancio della manetta al polso rimasto libero, dopodiché prese il foulard e le coprì gli occhi. In quel momento però l’immaginazione gli giocò un brutto scherzo, forse anche a causa del colore dei capelli di lei, infatti davanti agli occhi non aveva più Claudia ma Giulia. Quel pensiero lo fece morire. Giulia, quella dolce fanciulla come sua sottomessa… Il suo membro si indurì in modo assurdo. << Apri la bocca. >> ordinò poi con voce roca a Claudia che obbedì subito. Lui le passò un dito sulle labbra poi si tolse i boxer e afferrandola sempre per i capelli avvicinò il suo membro alla bocca di lei. << Succhia. >> disse in modo rabbioso. Voleva Giulia, voleva le sue labbra in quel momento. Claudia obbedì e iniziò una fellatio che fece fremere Andrè. Il ragazzo avvertì un piacere appagante, soprattutto quando la lingua di lei iniziò a girare intorno al suo membro. << Giu…Claudia, prendilo di più. >> le ordinò correggendosi all’ultimo minto. La ragazza spinse la bocca più avanti e De Lyon gemette. Prima di raggiungere l’apice, afferrò la ragazza per i capelli e la rimise in piedi, le poggiò una mano sulla spalla e la guidò in camera da letto. << Ferma. >> disse dopodiché la sollevo e la adagiò sulle lenzuola bianche. Assicurò le manette alla testiera del letto e si allontanò in salone per prendere la frusta. Claudia provò a strattonare la presa ma era inutile, non poteva muovere le mani ne vedere nulla. Tutto ciò la eccitava e intimoriva allo stesso tempo. Dopo poco sentì i passi del ragazzo avvicinarsi a lei. << Claudia sei eccitante in questa posizione ma voglio renderti ancora più appetibile. >> affermò Andrè afferrando la frusta e passandola delicatamente sul corpo della ragazza. Lei gemette e capì quale attrezzo il ragazzo aveva deciso di usare. Le sue pulsazioni aumentarono e d’un tratto sentì la frusta fendere l’aria e un bruciore diffondersi sul suo braccio destro. Il colpo era stato così veloce e forte che non aveva avuto neanche il tempo di urlare. Andrè iniziò a passare una mano sulla parte del colpo della ragazza che aveva appena colpito in modo delicato, risalendo fino ai seni che liberò dal reggiseno e iniziò a stuzzicare. Claudia si dimenò eccitandosi sempre più. Il ragazzo le aprì le gambe e si sistemò al centro iniziando a leccare l’interno coscia di lei che gemette ed ebbe l’istinto di chiudere. De Lyon la bloccò prese la frusta e inginocchiandosi sul letto colpì la ragazza sulle gambe, questa volta lei urlò perché non era preparata. Iniziò poi ad ansimare sia dal piacere che dal dolore. << Vado a prendere la barra divaricatrice. Non muoverti. >> le ordinò Andrè e al suo ritorno assicurò le caviglie di Claudia all’attrezzo e riprese a leccare il suo interno coscia. La ragazza gemette avvertendo quella lingua così esperta in un punto sensibile del suo corpo. Lui le sfilò il tanga e affondò poi la lingua nel suo sesso. Claudia gemette sonoramente e pregò di averne di più. De Lyon prese la frusta e la colpì all’inguine. La ragazza urlò di puro dolore: << Non devi mai chiedermi di più. Il piacere che ti do è un favore che ti concedo. Posso anche decidere di non farti venire mentre continuo a possederti. >> ringhiò il ragazzo asciugando una lacrima sulla guancia di Claudia. << Rispondi! >> le intimò rabbioso. << Si, signore. >> mormorò la ragazza con un filo di voce. Era dolorante ma non voleva fermarsi. Andrè riprese a leccarla lentamente con dei movimenti studiati che stuzzicavano la zone erogena della ragazza portandola presto all’apice del piacere. Lei urlo a pieni polmoni completamente posseduta dall’orgasmo, dopodiché il ragazzo la voltò e la fece poggiare sui suoi quattro arti. Prese la frusta e le colpì il sedere. Claudia urlò ma lui continuò colpendole anche la schiena cercando di non centrare due volte lo stesso punto distribuendo il dolore su tutto il corpo della ragazza. Quanto tutta la schiena e gran parte del sedere di lei divennero color rubino, Andrè gettò la frusta e prese un gel lubrificante spalmandolo poi sul suo membro e tra le natiche di Claudia. << Ricordi quando al parco ti ho detto che avevi un bel culo e che ti avrei presa da dietro?Ecco è quello che ho intenzione di fare. >> le mormorò poi all’orecchio. La ragazza era ancora ansimante per via del dolore causato dalle frustate e non capì bene quello che Andrè le disse. Rilassò il corpo e in quel momento il ragazzo la penetrò. Quella sensazione poteva essere sia piacevole che fastidiosa ma Claudia accettava ogni tipo di perversione e si trovò a gemere quando lui spinse il suo membro tra i suoi glutei. De Lyon l’afferrò per i fianchi e iniziò poi a spingere. Il piacere che provava era magnifico, quella parte del corpo di lei era così stretta e lui voleva affondare sempre più. Claudia urlava e provava piacere in modo assurdo mentre Andrè spingeva come un forsennato tirandole anche i capelli. La ragazza non riuscì a trattenersi e raggiunse nuovamente l’apice accasciandosi con le braccia sul letto. De Lyon invece continuò la sua corsa non curante e quando raggiunse il suo apice si aggrappò così forte al bacino di lei che molto probabilmente le avrebbe lasciato dei lividi per giorni. Gemette in modo quasi impercettibile e poi uscì dal corpo di Claudia sdraiandosi al suo fianco. Lei nel frattempo si stese completamente sul letto con tutta la barra. Era distrutta. << Sce-scettro. >> ebbe la forza di mormorare. Andrè scattò in piedi e corse a liberare l’amica. << Stai bene? >> le chiese poi apprensivo. << Si, ho solo bisogno di riprendere fiato. >> rispose Claudia con un mezzo sorriso. << Sono felice di sentirtelo dire perché, piccola non ho ancora finito con te. >> affermò De Lyon guardandola maliziosamente.

<< Kara, sono io. Dove sei? >> domandò Giulia entrando nell’enorme appartamento dell’amica solitario come al solito. << In camera mia. >> rispose Kara in lontananza. La ragazza si affrettò nel raggiungerla e una volta varcata la soglia della stanza trovò Kara seduta per terra con lo sguardo vacuo e il viso rigato dalle lacrime. Giulia sussultò e si accovacciò accanto all’amica: << Oddio Kara, cos’è successo? >> le chiese poi spaventata. La ragazza mise a fuoco il viso dell’amica e alzò un braccio mostrandole un foglio di carta. Giulia lo afferrò e lesse, dopo poco sgranò gli occhi: << I tuoi…i tuoi vogliono divorziare? >> domandò poi con un filo di voce. << Si, ti rendi conto? Quest’anno avrebbero festeggiato trent’anni di matrimonio e anziché rinnovare quella cazzo di unione divorziano! >> esclamò Kara esasperata. << Non sai quanto mi dispiace. Conosci almeno il motivo di base? >> le domandò Giulia prendendole la mano. << Si, mamma si è rotta di chiudere gli occhi sui tradimenti di papà. Cavolo! Perché quell’uomo non riesce a tenersi l’uccello nei pantaloni? Scusami Giulia, è solo che sono così arrabbiata. Può sembrare che io sia una ragazza forte e indipendente ma… ma io amo la mia famiglia. >> affermò la ragazza scoppiando in lacrime. L’amica l’abbracciò forte comprendendo appieno i suoi sentimenti. << Ti capisco Kara, anche il divorzio dei miei è stato duro ma tu devi farti forza. Ciò non significa che perderai la tua famiglia, sta tranquilla. Poi ci sono io a sostenerti. >> la rassicurò. << Grazie Giuly. Sei un’amica meravigliosa. Spero solo di non essere risucchiata nei loro scontri con gli avvocati e le divisioni patrimoniali. Non riuscirei a sopportarlo. >> << Vedrai che non lo faranno. Anche se non lo danno a vedere i tuoi amano molto sia te che tuo fratello Marco. Cerca di stare accanto ad entrambi riuscendo però a mantenerti esterna. >> propose Giulia incrociando le gambe davanti a sé. << Che schifo di situazione! >> esclamò Kara alzandosi in piedi. L’amica la imitò e cercò le parole adatte per rincuorare la ragazza. << Vedrai che supererete anche questa cosa, ci saranno dei risvolti positivi in qualche modo. >> disse poi. La ragazza assentì con il capo e poi sbuffò quando il suo telefono prese a squillare: << E’ la mamma. >> – disse poi premendo il tasto per rispondere – << Pronto?Si sono a casa… Come?Cavolo ma… Okay, okay ti raggiungo, a tra poco. >>. Dopo aver riagganciato Kara iniziò a cambiarsi: << Devo andare a casa di zia Paola. Ha detto che vuole discutere della situazione con me e la mamma. >> mormorò esausta. << Vuoi che venga con te? >> le domandò Giulia premurosa. << No, ti ringrazio. Hai già i tuoi problemi familiari non voglio sovraccaricarti anche dei miei. >> la rassicurò la ragazza. Una volta pronta Kara si offrì di riaccompagnare anche Giulia a casa che dopo averla consolata per tutto il tragitto in auto rientrò nel suo appartamento triste e abbattuta. Sapeva cosa significava affrontare un divorzio e non voleva che la sua migliore amica soffrisse le sue stesse pene. Erano le undici di sera ormai e sua madre e sua sorella di sicuro erano già a letto. Decise allora di fare lo stesso. L’indomani sarebbe stato il compleanno di Gaia e di sicuro sarebbe stata impegnata per lei o con lei tutto il giorno, magari avrebbe potuto chiedere a Kara di stare con loro così avrebbe potuto trovare un po’ distrazione. Il giorno dopo si alzò presto per fare gli auguri a sua sorella e darle uno dei regali acquistatole insieme a sua madre prima che andasse a scuola. Scese in cucina silenziosamente e le preparò la sua colazione preferita croissant, latte al cioccolato e muffin. Apparecchiò tutto sul bancone, poi prese la scatolina della Miluna (i gioielli di miss Italia) e la posò al centro di un piatto. Sentì poi un rumore di passi riconoscendo l’andatura della sorella e a quel punto mise play all’impianto, hi-fi spostato il giorno prima in salone, che iniziò a riprodurre ‘’Tanti auguri a te ’’. Quando Gaia entrò nella stanza Giulia sbucò fuori gridando: << Buon quindicesimo compleanno sister! >>. La piccola di casa notò la colazione sul bancone e le rivolse un sorriso splendente, correndo poi ad abbracciarla. << Grazie Giuly! Sei unica. Sono i miei dolci preferiti. >> squittì felice. Dopo poco anche Anastasia le raggiunse e corse ad abbracciare Gaia riempiendola di baci. << Sei il tornado più dolce del mondo. >> le sussurrò poi emozionata. << Non sono un tornado! >> rispose la ragazzina fingendosi offesa. << Su, ora magia prima che si freddi tutto. >> le intimò poi Giulia. La sorellina prese posto al bancone e sgranò gli occhi nel vedere la scatolina posta nel piatto: << Anziché colazione da Tiffany sarà colazione a casa De Angelis/Ramaglia. >> aggiunse la madre avvicinandosi alle figlie. << Su Gaia aprila. >> la incitò la sorella maggiore. La ragazzina prese la scatolina emozionata e la scartò con le mani tremanti, coprendosi la bocca una volta visto il contenuto: si trattava di una catenina in oro bianco da cui pendeva una corona sempre in oro bianco tempestata di brillantini. << E’…è…è meravigliosa! >> esclamò Gaia incredula. << Beh le principesse hanno bisogno di una corona. Ora non ti manca più nulla per esserlo. >> affermò Anastasia. La piccola di casa abbracciò forte sia lei che Giulia e si trattenne per non scoppiare a piangere. << Grazie. >> disse poi tirando su con il naso. Improvvisamente però qualcuno bussò al citofono e Giulia corse a rispondere: << Chi è? >> domandò. << Buongiorno, c’è una consegna per la signorina Gaia De Angelis. >> disse un uomo. La ragazza guardò la sorellina sorridente. << Arriva subito. >> rispose poi. Le tre donne scesero insieme e a Gaia fu consegnato un bellissimo mazzo di rose arcobaleno inviatole dal padre. Giulia era felice per sua sorella. Quel giorno si stava rivelando davvero perfetto.

<< Buongiorno monsieur De Lyon. Il suo appuntamento delle nove è già in ufficio. Ha parlato con suo padre al telefono e ora attende lei per gli ultimi dettagli. >> disse la segretaria avvicinandosi ad Andrè con un tablet tra le mani. << Okay Natalia, dimmi il nome che non me lo ricordo. >> rispose il ragazzo passandosi una mano tra i capelli freschi di doccia. Aveva indossato un completo grigio chiaro, la camicia bianca e la cravatta nera. Dopo aver trascorso la notte da Claudia era pronto per affrontare la settimana di lavoro. Inoltre toccava a lui dirigere l’azienda in assenza di suo padre. << Rosselli. Si tratta dell’appartamento a via Milano. >> spiegò la donna professionale. << Va bene. >> concluse il ragazzo dirigendosi nel suo ufficio. << Buongiorno signor Rosselli. >> disse poi avvicinandosi all’uomo per stringergli la mano. Quest’ultimo, una persona più tosto anziana, si voltò e gli sorrise rassicurante prendendo la mano offertagli. Dopo aver parlato di affari il signor Rosselli fu talmente colpito dal talento di Andrè che accettò il suo invito a pranzo. Amava parlare con i giovani soprattutto se così colti e intuitivi. De Lyon era felice dal canto suo di aver fatto colpo su un cliente di suo padre. Stava iniziando davvero ad ingranare la marcia giusta negli affari. Nel pomeriggio incontrò altri clienti che rimasero colpiti e affascinati dal suo talento tranne una cliente antiquata e dalle idee retrò che lo definì troppo giovanile e senza gusto. Ma non si può piacere a tutti no? Verso le cinque del pomeriggio il ragazzo si stava preparando per lasciare l’ufficio quando la segretaria lo avvisò di un altro appuntamento improvviso. Andrè acconsentì a ricevere ma quando vide entrare Cécile desiderò uccidere la sua segretaria. Era riuscito a non rispondere per tutto il giorno alle sue chiamate ma non era stato sufficiente per ficcare l’animo di quell’assatanata. << André! Tesoro. >> esclamò la ragazza correndogli incontro tenendo tra le mani una bottiglia di vino. Indossava una gonna cortissima bianca, sopra una camicia nera scollatissima e ai piedi un paio di stivali neri dal tacco vertiginoso. De Lyon alzò gli occhi al cielo e si sforzò poi di sorriderle. << Ciao Cécile. Qual buon vento ti porta da queste parti? >> le domandò fingendosi occupato. << Non hai risposto alle mie chiamate, per via del lavoro lo so, così ho pensato di farti una sorpresa. Contento? >> squittì lei ridendo mostrando i denti da barracuda. << Grazie, ma non dovevi scomodarti per me. >> rispose il ragazzo abbozzando un sorriso. << Oh tesoro per te questo ed altro. >> rispose Cécile sedendosi sulla scrivania davanti a lui e accavallando le gambe. Il consueto brivido di disgusto attraversò Andrè che preferì guardare la parete davanti a sé. << Inoltre… >> – continuò lei – << …volevo chiederti scusa per l’interruzione che abbiamo avuto ieri sera. So che volevi fare l’amore con me, come del resto voglio farlo io con te…ti prometto che la prossima volta non ci saranno imprevisti. >>. Il ragazzo socchiuse gli occhi per la frustrazione. Come cavolo poteva pensare, quella vipera, che lui sarebbe voluto andare a letto con lei? Era vero che le donne parlavano un’altra lingua?Eppure non l’aveva mai incoraggiata in quel senso. Ci voleva una soluzione immediata. << Ascolta Cécile noi dobbiamo parlare..io non voglio venire a letto con te, noi ci conosciamo appena e… >> << …Hai paura che sia troppo presto e che poi io possa lasciarti? >> lo interruppe la ragazza sorridente. Era davvero un osso duro. << Non è questo, quello che voglio dirti è che noi siamo amici ed io… >> questa volta fu lo squillo del telefono ad interrompere il ragazzo e a quanto pare si trattava del padre di Cécile: << Buona sera signor Dumas. >> rispose educatamente. << Buonasera monsieur De Lyon. Scusi l’ora ma volevo invitarla questa sera a cena. Uno dei miei soci è rimasto colpito dai lavori della sua impresa e vuole restaurare una villa ottocentesca in Toscana. E’ pronto ad offrirle milioni di euro. >> affermò l’uomo dall’altra parte del telefono. Andrè non credeva alle sue orecchie. Milioni di euro, una villa ottocentesca in Toscana e una sicura promozione. Con un affare così sarebbe stato in grado di comprare la sua stessa azienda e licenziare suo padre e tutti gli altri lacchè. Ovviamente non avrebbe mai fatto una cosa simile al suo adorato e si qualche volta rompiscatole genitore. Si sentì come un personaggio dei cartoon nel momento in cui le pupille dei loro occhi assumono la forma del dollaro, ma nel suo caso dell’euro. << Mi farebbe molto piacere monsieur. Mi dica l’ora e il luogo. >> rispose poi allegro. << La cena sarà offerta a casa mia alle ventuno. Mi farebbe piacere che lei facesse anche da cavaliere alla mia piccola bambina. >> aggiunse Dumas affettuosamente riferendosi a Cécile che in quel momento con gli slip al vento poteva essere definita tutt’altro che una piccola bambina. << D’accoro monsieur. Grazie mille per l’invito. Non mancherò. >> disse Andrè dopodiché riagganciò. << Cosa ti ha chiesto il mio papi? >> domandò Cécile curiosa e speranzosa allo stesso tempo. << Mi ha invitato ad una cena a casa tua stasera. Sarò il tuo cavaliere. Contenta? >> affermò il ragazzo felice non di accompagnare Cécile ma della grande opportunità che aveva davanti a sé. La ragazza sorrise gioiosa: << Che bello! Sono contentissima Andrè, ora però ti tocca accompagnarmi a fare shopping. Stasera voglio stupirti. >> rispose la ragazza convinta della sua vittoria futura.

19 thoughts on “CAPITOLO X (Prima Parte)

    • Ciao Alessandra 🙂 grazie mille x i complimenti 🙂 non temere la seconda parte sarà ricca di avvenimenti promesso 🙂 a prestissimo :****

  1. Sei bravissima a scrivere….il tuo racconto è veramente ben fatto….mi piace tanto e sei brava a far crescere la mia curiosità e la voglia di leggerlo sempre di più……non vedo l’ora di scoprire cosa hai in serbo per Giulia e Andrè….ma sono ben strutturati anche tutti gli altri personaggi…e faccio il tifo anche per Kara…la vorrei vedere innamorata pazza di qualcuno…!! Non ci fare aspettare troppo!!!!

    • Ciao Dani 🙂 grazie mille per i tuoi complimenti 🙂 mi piace molto scrivere e mi impegno affinchè voi lettrici abbiate un lavoro ben fatto 🙂 ci sn lo ammetto alcuni errori di distrazione 😛 xò cercherò di fare smp del mio meglio *_* la seconda parte del capitolo sarà ricca di avvenimenti quindi preparati 😉 e non preoccuparti anke x Kara ci sarà l’amore con la A maiuscola 🙂 pubblico presto don’t worry 😉 grazie di seguirmi :*****

  2. ciao Daisy,, una prima parte davvero interessante.. mi diverto troppo quando entra in scena Cècile, povero Andre’ ,ahahah, che sacrificio !!!!!!!!
    spero pero’ che nella seconda parte succeda qualcosa con Giulia…….kiss

    • Ciao Lory 🙂 mi fa piacere che qst prima parte ti sia piaciuta 🙂 Cécile è una pazza scatenata che vuole conquistare Andrè a tutti i costi 😛 cmq non preoccuparti la seconda parte sarà ricca di avvenimenti 🙂 a prestissimo :******

  3. Scusa se mi ripeto ma sei BRAVISSIMA, sai creare la giusta atmosfera. I tuoi personaggi mi piacciono tutti ma faccio il tifo per Giulia e Andrè. Mi piacerebbe vedere un bel colpo di scena per la nostra Cécile per rimetterla sul giusto binario. Non vedo l’ora di leggere la seconda parte per conoscere le sorprese che ci hai riservato. Liberati in fretta dai tuoi impegni così ti puoi dedicare alla tua (che adesso è anche un po’ nostra) storia.

    • Ciao Cris 🙂 grazie mille per i splendidi complimenti 🙂 nn so se l’ho già detto ma quando scrivo cerco di immedesimarmi al 100% nella situazione che sto descrivendo in modo tale da farla sembrare più attinente alla realtà 🙂 la seconda parte vi lascerà con il fiato sospeso vedrete 😉 a prestissimissimo ^^ ps magari riuscissi a liberarmi dall’uni 🙁 non ce la fò piùùùùùù xD cmq don’t worry la storia sarà sempre aggiornata anke s cn qlk piccolo ritardo 😛

  4. Ciao Daisy, mi associo a quanto ha scritto dani il 14/09 u.s.. Complimenti per la descrizione lineare e chiaramente esplicativa dei personaggi, dei luoghi e del contesto degli avvenimenti. Sono sempre più convinta che il libro debba essere pubblicato. Anche se sono ansiosa di conoscere il seguito della vicenda, prenditi tutto il tempo necessario per la pubblicazione dei capitoli successivi, la fretta è cattiva consigliera.
    A presto!

    • Ciao Patrizia 🙂 scusami se ti rispondo solo ora, cmq sn felice che qst prima parte ti sia piaciuta 🙂 mi sn impegnata al massimo per descrivere tutto nei minimi dettagli sia emozioni che eventi, in modo che voi lettrici abbiate la possibilità di immedesimarvi appieno nella storia 🙂 spero davvero un giorno di poter pubblicare il mio libro 🙂 cmq è stata pubblicata anke la seconda parte oggi 🙂 a presto :****

  5. complimenti per la storia affascinante e accattivante, quando finisce il capitolo c’e’ sempre troppa voglia di leggere il resto e aspettare e’ cosi’ dura!!! Mi piace anche che parli della mia amata citta’ natale, non la vedo da tre anni ma per fortuna l’ho vissuta a lungo e profondamente. Mi emoziono quando la descrivi quando parli delle sue meravigliose vie dei sui ristoranti e bar…..insomma Roma e’ Roma la citta’ piu’ bella e piu’ romantica del mondo

    • Ciao Carola 🙂 mi fa piacere che la mia storia ti piaccia e ti spinga a volerla leggere 🙂 cerco sempre di scrivere al meglio per regalarvi belle emozioni. Inoltre sn felice che grazie al mio racconto tu possa rivedere e rivivere la tua amata città 🙂 provo ogni volta a descriverla in ogni particolare così che a voi lettori sembra di essere lì 🙂 <3

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