CAPITOLO V

Contrattazioni

<< E’ stata una serata meravigliosa Giorgio. Grazie. >> disse Giulia davanti al cancello di casa sua. << Per te questo ed altro piccola. Ti amo. >> rispose il ragazzo baciandola dolcemente. << Vuoi che ti accompagni sulla porta? >> aggiunse poi galantemente. << Non c’è bisogno. Ti chiamo domani. Ti amo Giorgio. Buona notte. >> mormorò Giulia ed entrò. Una volta in casa trovò sua madre ad attenderla in vestaglia e circondata da scartoffie. << Ciao mami. >> disse la ragazza sfilandosi le Louboutin e appoggiando la pochette sul divano. << Ciao Giuly. Com’è andata con Giorgio? >> << Tutto bene, abbiamo cenato da Imagò. E’ così dolce e romantico. >> << Sono felice che tu ti sia divertita, almeno prenderai meglio la notizia che sto per darti. >> ammise Anastasia sconfortata. Giulia la guardò preoccupata e si sedette al tavolo accanto a lei. << Cos’è successo? >> domandò poi. << Tuo padre verrà qui a Roma per il compleanno di Gaia. >> rispose la donna sconfortata. << Ebbene? Dovrebbe essere una buona notizia, soprattutto per Gaia che stravede per lui. >> << Verrà con Selena. >> sentenziò Anastasia e in quel momento Giulia avvertì tutta la sofferenza di sua madre. Non pensava che la tresca del padre con la sua socia fosse diventata seria al punto da volerla portare qui. << Oh no, non esiste. Non glielo permetterò! >> affermò la ragazza furiosa. << No Giulia, penserà che lo stai facendo per me e non voglio dargli questa soddisfazione. >> << Ma mamma, come può introdurre un estranea in un evento familiare? Come credi che si sentirebbe Gaia nel vederlo in dolci atteggiamenti con quella donna? >> << Lo so, sono confusa e non so che fare. >> disse Anastasia afflitta. << Dai mamma! Cos’è questo atteggiamento di resa? Tu sei l’avvocato che fa tremare l’Italia. >> provò a rincuorarla Giulia. << Tuo padre è sempre stato il mio tallone d’Achille. Nonostante siano passati degli anni io…io…io ci tengo ancora a lui. >> ammise la donna asciugandosi gli occhi con una mano. Giulia lo sapeva ma non pensava che il dolore della madre fosse così vivo. Inoltre biasimava suo padre per aver deciso di comportarsi in quel modo. << Mamma, parlerò io con papà. La cosa non riguarda solo te ma anche noi figlie. Se ha intenzione di venire lo farà da solo nel rispetto prima di Gaia e poi di noi, altrimenti può restare a Milano con quella insipida donna. >> affermò la ragazza sicura di se. In quel momento Anastasia rivide se stessa da giovane e decise che non poteva abbattersi e che qualsiasi cosa sarebbe successa lei l’avrebbe affrontata a testa alta.

<< Monsieur Dumas questo è mio figlio Andrè. Ha avuto un contrattempo con l’auto per questo ha tardato. >> disse Auguste De Lyon fingendo nonchalance. Quella sera anche lui era vestito in modo impeccabile e nonostante i suoi quarantotto anni era affascinante come un attore. << Bonsoir Monsieur Andrè. Mi dispiace per la sua auto, spero non sia nulla di grave. >> rispose Dumas sorseggiando un bicchiere di Cristal. << Bonsoir Monsieur Dumas, non si preoccupi per la mia Aston Martin, sta bene. Lei piuttosto si sta godendo la serata? >> domandò Andrè educatamente. << Oh oui, sono con mia figlia Cécile. Eccola qui. >> disse l’uomo avvicinandosi ad una ragazza carina non molto alta, dai capelli rossi ondulati e gli occhi verdi avvolta in un abito blu, corto sul davanti e lungo dietro. << Cécile, questi sono i signori De Lyon di cui ti ho parlato. >> aggiunse poi Dumas mentre la figlia sgranò gli occhi davanti alla bellezza di Andrè. << Molto lieta. >> rispose lei dando la mano prima ad Auguste e poi ad Andrè che la osservò in modo superficiale. Non era ancora riuscito a sgombrare la testa dall’incontro con Giulia e inoltre non era riuscito ancora a capire perché tutto ciò lo rendeva così confuso e teso. << Piacere nostro signorina Dumas. >> rispose Auguste sorridendo bonariamente. Iniziarono poi le chiacchiere d’affari mentre Cécile sbirciava Andrè di sottecchi desiderando di poterlo conoscere meglio. Forse poteva usare suo padre per combinare un appuntamento con lui. Madame Michelle De Lyon si aggiunse poi alle chiacchiere facendo sorridere Dumas e la figlia. Era una donna molto bella e raffinata, bionda dagli occhi verdi e il fisico sodo e curato. Alla fine della serata però Andrè non era riuscito ancora a convincere l’uomo a firmare il contratto. Aveva usato tutte le sue mosse migliori e nei momenti in cui il padre, in disparte, gli chiedeva se volesse una mano lui rifiutava categoricamente. Voleva riuscirci da solo ad ottenere il contratto. << Bene signori io e mia figlia ci ritiriamo nella nostra residenza. Monsieur Andrè penserò alle sue proposte. E’ stata una serata meravigliosa. Aurevoir. >> affermò Dumas baciando la mano della signora De Lyon e avviandosi poi verso la sua limousine accompagnato da Cécile. Auguste e Andrè si congedarono con l’uomo e andarono insieme a Michelle a salutare gli altri ospiti. Quando la villa fu vuota Andrè decise di andare direttamente a letto portando con se i propri pensieri.

<< …Non credo sia una buona idea. Lei non c’entra nulla con noi. >> affermò Giulia stringendo il cordless due giorni dopo la chiacchierata notturna con sua madre. Era in cucina e faceva avanti e indietro intorno al bancone. << Giulia è importante per me che voi vi relazioniate con Selena. E’ una donna magnifica ed è simpatica. Vi piacerà. >> rispose Renato affacciato alla terrazza del suo appartamento nel centro di Milano. Beveva un bicchiere di Pinot rilassandosi dopo una giornata di lavoro. << Non è questo il problema papà, è da tempo che non stiamo tutti insieme come una famiglia e Selena per quanto simpatica e in gamba possa essere renderebbe tutto più teso e finto. Inoltre Gaia ti voleva tutto per se, non credi che la ferirebbe il fatto di doverti dividere il giorno del suo compleanno? >> domandò Giulia spegnendo il fornello e versando poi l’acqua bollente in una tazza aggiungendo l’infuso di tè. Erano le sette di sera e Kara sarebbe stata da lei tra poco visto che avevano deciso di cenare insieme. << Tesoro ti prego, lo so che lo stai facendo per tua madre. Non vuoi che lei soffra vedendomi felice ma devi capire che la vita va avanti. Le voglio bene sia chiaro, ma non posso restare fermo nel passato. >> rispose Renato sicuro di se. << Oh papà non hai capito nulla! Mamma non c’entra in questa storia. A me da fastidio il fatto che introduci un’estranea in una riunione familiare fregandotene dei sentimenti di Gaia e miei. >> sbottò la ragazza alzando un po’ la voce. Aveva dimenticato quanto fosse arrogante a volte suo padre. << Ascoltami Giulia, Selena fa parte della mia vita e di conseguenza farà parte anche della vostra perché siete le mie figlie. Mi aspetto che voi la rispettiate soltanto. Volerle bene sarà una vostra scelta. >> affermò Renato asciutto. Giulia rimase stupita. Come poteva l’uomo che l’aveva messa al mondo e amata per tanti anni non capire che il suo comportamento l’avrebbe ferita?Per non parlare poi della confusione che avrebbe creato a Gaia in un’età così particolare? << Io non rispetto nessuno se nessuno ha rispetto di me. Sono maggiorenne da un po’ e decido io chi voler far entrare nella mia vita. Mi aspettavo più sensibilità almeno per tua figlia minore ma come al solito metti sempre te stesso davanti, l’hai fatto per la carriera e ora per una donna. Quante cose devono venire ancora prima di noi?Quante eh?Sei libero di fare ciò che ti pare ma se ti presenti con quella donna con me chiudi per sempre! E prima che tu lo dica si è un ricatto emotivo, quello che tu hai compiuto tempo fa nei confronti della mamma e ora con Gaia. >> sentenziò la ragazza quando bussarono al citofono. Giulia aprì senza rispondere avendo visto dal balcone che si trattava della sua migliore amica. Nel frattempo Renato si era ammutolito. Era arrabbiato anche se una parte di lui sapeva che sua figlia aveva ragione ma il suo orgoglio non riusciva a desistere. << Io sono tuo padre e non ti permetto di parlarmi in questo modo. Stai facendo una tragedia e mi impedisci di agire liberamente solo perché quella nevrotica di tua madre da quando abbiamo divorziato non fa altro che parlare male di me. Ma non mi farò intimorire da lei. Apri gli occhi Giulia lei ti sta solo usando. >> disse l’uomo versandosi un altro bicchiere di vino. << Papà tu davvero non capisci. Mamma non ha mai fatto niente del genere e se l’hai davvero conosciuta e amata lo sai bene anche tu. Ora devo andare è arrivata Kara. Ci si sente. >> mormorò Giulia con gli occhi pieni di lacrime. << Ciao Giulia. >> rispose asciutto Renato. Il campanello di casa suonò e la ragazza andò ad aprire. Kara entrò in casa sorridente ma appena vide il volto dell’amica si preoccupò: << Che è successo Giuly? >> domandò avvicinandosi a lei. Giulia a quel punto scoppiò in lacrime e strinse forte la sua amica di sempre.

<< Quindi tuo padre non vuole accettare la realtà? Dio, lo dico sempre che gli uomini sono ottusi! >> disse Kara addentando una patata. Giulia per fortuna si era calmata e ora si godeva la cena in modo più tranquillo. << Si, tutto ciò che lui fa è perfetto. Noi non lo capiamo e difendiamo mamma, come se non potessimo essere ferite. >> affermò la ragazza riempiendosi un bicchiere di coca zero. << Capisco. Incolpa ancora tua madre per averlo ‘’lasciato’’ e questa Selena secondo me la usa solo per fargliela pagare. >> rispose Kara seccamente. << Non so più niente. Spero solo che rifletta su ciò che gli ho detto e non rovini la giornata a Gaia. Sta aspettando con ansia quel giorno. >> << Non preoccuparti, se lui glielo rovina lo aggiusteremo noi con una giornata al Raimbow Magic Land. >> concluse l’amica facendole l’occhiolino. Giulia sorrise e si rilassò completamente.

<< Andrè sei distratto stasera, sembra quasi tu abbia paura di toccarmi. Che ti prende? >> domandò Claudia mezza nuda a cavalcioni su Andrè. Lui la guardò, era davvero eccitante e sensuale come sempre ma lui non riusciva ad agire come suo solito. Come se il suo corpo non rispondesse ai comandi. << Scusami Claudia. Sono solo oppresso dal lavoro. Attendo una chiamata importante che non è ancora arrivata. >> rispose Andrè cercando di convincere la ragazza e soprattutto se stesso. In realtà, infatti, c’era anche lo zampino di una ragazza bionda dai grandi occhi azzurri che continuava ad occupare i suoi pensieri. << Oh il piccolo De Lyon ha bisogno di rilassarsi. Non preoccuparti ci penso io. >> mormorò Claudia con voce erotica. Iniziò a baciare il collo del ragazzo alternando anche piccoli movimenti con la lingua. Si diresse poi sui suoi pettorali mordendogli un capezzolo. Andrè sussultò e un brivido di piacere lo percorse finalmente. Claudia continuò il suo lavoro arrivando all’inguine quando il cellulare del ragazzo squillò. Andrè si scostò la ragazza di dosso e afferrò il telefonino: << Pronto? >> disse teso. Nel frattempo la sua amica lo guardò di traverso e andò a versarsi da bere in cucina. << Monsieur Andrè? Sono Dumas. >> rispose l’uomo all’altro capo. << Si, sono io. Buona sera monsieur. A cosa devo la sua chiamata? >> domandò il ragazzo iniziando a passeggiare nervosamente davanti al letto. << Beh volevo parlarle dell’affare che mi ha proposto. Ci ho riflettuto e sarei interessato ad accettare. >> rispose Dumas. << Mi fa piacere monsieur. Vogliamo incontrarci per discutere i dettagli? >> << Certamente. Domani verrò nel suo ufficio alle dieci. Porterò con me Cécile. Sa vuole tanto rivederla. >> << Sua figlia è una cara ragazza. D’accordo allora, la attendo domani. Buon proseguimento monsieur Dumas. >> affermò Andrè esultando mentalmente. << Buon proseguimento anche a lei monsieur De Lyon. >> disse l’uomo e poi riagganciò. << Yuhuuu! Claudia scusami per prima ma questa telefonata era fondamentale!Ho vinto! >> esultò il ragazzo andando in cucina e sollevando Claudia che scoppiò a ridere felice. << Congratulazioni Andrè, sono contenta che tu ce l’abbia fatta. Sei un ragazzo formidabile. >> disse gioiosa. << Beh piccola ora si che mi va di festeggiare. Vuoi partecipare? >> chiese poi Andrè lascivamente. Claudia non se lo fece ripetere due volte e ricondusse il ragazzo nella sua camera da letto. Gli sfilò i pantaloni e i boxer riprendendo ad assaggiare ogni parte di quel corpo virile e sensuale. Andrè le tolse lo slip brasiliano in pizzo e iniziò a toccare la ragazza ovunque stendendola poi sotto di se ed entrando dentro di lei prima con le dita e quando lei fu pronta con il suo membro. Claudia gemeva estasiata dalla bravura del ragazzo che sembrava fosse stato creato per far godere le donne. Lui iniziò a spingere forte e sentiva che Claudia dopo vari colpi c’era quasi e decise di fermarsi. La ragazza lo guardò chiedendosi cosa ci fosse che non andava e lui le fece un ghigno malizioso. Uscì da lei e si alzò dal letto, afferrò la cintura della vestaglia e tornò poi vicino a Claudia: << Che intenzioni hai Andrè? Sai che le tue fantasie mi eccitano. >> chiese lei senza fiato. Andrè le sorrise, poi le afferrò le mani e gliele legò sulla testa attaccando poi la cintura alla testiera in ferro battuto. << Voglio farti tutto ciò che mi passa per la testa e non voglio che tu mi fermi. Stasera ti farò urlare come non mai. Sei la mia sottomessa. >> sussurrò il ragazzo in modo seducente entrando nuovamente dentro di lei. Quell’unico movimento unito alle parole di Andrè fecero si che Claudia venisse in modo violento. Lui non se ne curò e continuò a spingere e a stuzzicare i seni della ragazza che non poteva far altro che provare piacere sapendo che Andrè non si sarebbe fermato fino all’alba.

<< Bonjour monsieur Dumas. Bonjour mademoiselle Cécile. Che piacere rivedervi. Prego accomodatevi. >> disse Andrè sorridendo a trecentosessanta gradi. Quella notte aveva goduto come non mai insieme a Claudia e tra poco avrebbe goduto ancora di più mostrando il contratto firmato a suo padre. Indossava un completo grigio chiaro, con una camicia bianca e la cravatta nera. << Bonjour monsieur De Lyon. E’ anche un nostro piacere rivederla. >> rispose l’uomo accomodandosi insieme a sua figlia. La ragazza indossava un tailleur pantalone nero con un sottogiacca avorio molto fine ed elegante. I suoi capelli rossi erano raccolti in un impeccabile chignon e il volto truccato in modo deciso. Andrè la guardò distrattamente non trovando molto interesse per lei. Non era brutta ma qualcosa non lo convinceva a pelle. << Bene posso offrirvi qualcosa?Tè, caffè, acqua o un croissant? >> chiese Andrè educatamente. << Per me un caffè, grazie >> rispose Dumas. << Per me un tè, grazie. >> aggiunse Cécile guardandolo incantata. Non aveva mai visto un ragazzo così bello in vita sua ed essendo abituata ad avere tutto ciò che desiderava avrebbe fatto qualsiasi cosa per avere De Lyon tutto per se. Ci aveva messo molto a convincere il padre a concludere l’affare con lui con una sola condizione che sperava Andrè accettasse. Il piccolo De Lyon premette un pulsante sull’interfono e ordinò alla sua segretaria di far portare due caffè ed un tè dopodiché i due uomini iniziarono a parlare d’affari mentre Cécile fantasticava su una notte infuocata con il ragazzo davanti a se. << Bene allora siamo d’accordo. Questo è il contratto. Si prenda il tempo necessario per leggerlo. >> affermò il ragazzo immaginandosi su una spiaggia caraibica tra cocktail e ragazze. << Non c’è bisogno di leggerlo, mi fido di lei. Vorrei solo che facesse una cosa per me. >> rispose Dumas con sguardo furbo. << Mi dica, vedrò di accontentarla. >> mormorò prontamente Andrè. << Bene, vorrei che lei iniziasse a frequentare mia figlia. Sa non conosce nessuno qui in Italia e lei mi sembra un ragazzo per bene. Mi piacerebbe che faceste amicizia ecco. >> propose Dumas guardando la sua figlia adorata. Il ragazzo stava per rispondere ‘’quale figlia?’’ visto che si era immerso così tanto nelle trattative da non vedere nessun altro al di fuori di Dumas. In seguito guardò Cécile leggermente sorpreso mentre quest’ultima arrossiva come un’adolescente. << Ehm, non saprei monsieur Dumas, io sono spesso impegnato con il lavoro. Non vorrei sua figlia si annoiasse. >> rispose il ragazzo sperando che l’uomo non fosse insistente perché più guardava quella ragazza e più l’antipatia nei suoi confronti cresceva. << Suvvia non lavorerà anche di notte! Mi dispiacerebbe altrimenti dovermi spostare al nord Italia dove ci sono alcuni nostri parenti e firmare il contratto con l’impresa De Angelis. >> mormorò Dumas con fare scostante. Traduzione: ‘’O esci con mia figlia oppure sei fregato!’’ dedusse il ragazzo stringendo i pugni per la rabbia. Doveva immaginarselo che quel meraviglioso affare avrebbe avuto un caro prezzo, in questo caso si parlava della sua vita privata. Era tentato di rifiutare perché odiava essere ricattato in quel modo ma forse un’uscita con quella tipa non gli avrebbe fatto male. L’importante era il profitto, più in là avrebbe trovato un sistema per liberarsi dall’impaccio. << D’accordo monsieur Dumas. Sarò lieto di fare amicizia con sua figlia. >> ammise Andrè fingendo un sorriso lucente rivolto a Cécile che per poco non si era messa a saltellare. Era una ragazza che poteva sembrare timida e silenziosa ma in realtà sapeva benissimo quando aprire bocca. Calcolatrice e furba nascosta sotto l’aria dell’ingenua ragazzina. Dumas era soddisfatto, estrasse la sua Montblanc dal taschino e con uno svolazzo sigillò il contratto con l’impresa De Lyon.

11 thoughts on “CAPITOLO V

    • Ciao Cris 🙂 sono contenta che la mia storia ti piaccia 🙂 vedrai cosa accade più avanti *_* grazie per aver letto anche qst capitolo :*****

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