CAPITOLO IX

kgs8

[Salve care lettrici 🙂 eccomi di ritorno dopo quasi tre settimane..le vacanze ormai sn finite e anche se ho provato ad incollarmi all’ombrellone sn stata cmq trascinata a casa T.T spero che tutte voi abbiate trascorso un bel mese di agosto qualsiasi cosa abbiate fatto 🙂 grazie per la vostra pazienza e grazie di aver continuato a seguirmi anche quando non c’ero. Un ringraziamento in particolare va a Lunablu97 e a sua sorella che mi hanno inviato questo bellissimo disegno di Giulia e Andrè che ritraggono la scena dell’ottavo capitolo in cui Andrè fascia il braccio di Giulia 🙂 grazie di cuore per qst meraviglioso regalo…Cos’altro dire?Pronte per il nono capitolo?Si riparteeeeeeeee :)))))) buona lettura]

Analisi

Giulia entrò nel suo appartamento con il cuore a mille e il volto arrossato. Non riusciva ancora a credere a ciò che era successo pochi minuti prima. Per trenta secondi, per soli meravigliosi trenta secondi, le labbra di Andrè avevano quasi incontrato le sue. Si appoggiò con la schiena alla porta di ingresso alle sue spalle cercando di mettere ordine alla confusione creatasi nella sua mente. Chiuse gli occhi e respirò a fondo, le gambe continuavano a tremarle ma pian piano l’emozione lasciò il passo alla razionalità e al senso di colpa. Aveva quasi baciato un altro ragazzo, uno che non era il suo Giorgio. Cosa le stava accadendo?Si stava comportando in modo sconsiderato da quando De Lyon era entrato nella sua vita, neanche da adolescente avrebbe agito con così tanta leggerezza. Inoltre un altro dubbio si insinuò nella sua testa terrorizzandola: ‘’Devo dirlo a Giorgio?’’. In quel momento un rumore di passi si diffuse nell’appartamento: << Giulia, sei tu? >> domandò poi Anastasia facendo trasalire la ragazza che non riusciva a placare le sue ansie. << Si mami, sono io. >> rispose lei. << Che ci fai vicino alla porta e… oddio!E’ una fasciatura quella?Cos’è successo Giulia? >>urlò quasi la donna una volta accesa la luce e avvicinandosi a sua figlia. ‘’Cavolo’’ -pensò la ragazza- ‘’nella furia di scappare da Andrè ho scordato di togliere la garza.’’ << Non è nulla mamma. Ballando ho urtato una ragazza e lo staff della discoteca mi ha fasciata come precauzione ma sto bene. >> disse poi iniziando a camminare verso il bancone della cucina.<< Ecco perché non voglio che vai in questi posti, può succedere di tutto. Sicura di stare bene?Hai l’aria sconvolta. >> << Si, sto benissimo. E’ stata solo una serata fuori dal normale. Credo che non andrò più in disco. >> concluse Giulia versandosi un po’ d’acqua in un bicchiere e riacquistando la sua calma naturale. << Infatti, ora è meglio andare a letto. Sei stanca, si vede. >> propose la madre rivolgendole uno sguardo di rimprovero. << Si, hai ragione lo sono. Buona notte mami. >> disse la ragazza avviandosi in camera sua. Anastasia si attardò leggermente e poi andò a letto. Giulia una volta sola mandò un messaggio a Kara per informarla che era tornata a casa e decise poi di fare una doccia sia per togliersi di dosso la puzza del locale e sia per distendere i suoi nervi scossi. Prese il pigiama e il suo accappatoio e si diresse nel bagno in camera. Aprì l’acqua della doccia e dopo essersi spogliata si fiondò sotto il getto caldo. Si sedette poi sul piatto di marmo e rimase immobile mentre mille pensieri le passavano per la mente : Andrè, il suo comportamento assurdo, quelle emozioni altrettanto potenti. Come poteva quell’estraneo farle quell’effetto? Com’era possibile che lui l’avesse stregata a tal punto da sconvolgere la sua normale routine e i suoi sentimenti? Si era detta molte volte di dover evitare quel francese ma puntualmente aveva ceduto alla sua presenza anche se pur sempre occasionale. ‘’ Ma io amo Giorgio. ’’ si disse ed era sicura. Cos’era allora quella potentissima chimica che si creava ogni volta che vedeva Andrè? Inoltre lui provava lo stesso oppure era solo il suo modo di fare da playboy?Eppure quel suo tocco delicato quando le aveva spalmato la pomata e lo sguardo profondo che le aveva rivolto non potevano essere falsi e ingannevoli, ma non poteva esserne certa. Si, De Lyon era cambiato parecchio nei suoi confronti dal loro primo incontro ciò però poteva significare molte cose. Le passò per la mente di discuterne con il diretto interessato ma fece immediatamente retromarcia al pensiero di potersi essere immaginata tutto. Scosse la testa, quelle riflessioni la stavano confondendo ancora di più; decise allora di alzarsi finire la doccia e andare a dormire. La notte porta consiglio ma una cosa l’aveva già capita, le parole di Kara su quello che lei provava per Andrè non erano poi così lontane dalla verità.

Erano le cinque del mattino e Andrè guidava la sua Porsche correndo per le strade buie e semideserte di Roma. Non riusciva a trovar pace e a spiegarsi ciò che era successo ma soprattutto la non riusciva a capire la forte emozione che gli aveva provocato quella dolce ragazza. Si fermò a piazza di Spagna e lasciò l’auto a pochi metri dalla fontana. Sospirò e poi scese andandosi a sedere sulla famosa scalinata insieme ad una bottiglia di Jack Daniel’s. Voleva ubriacarsi fino all’incoscienza e la piazza a quell’ora era abbastanza deserta da permettergli di farlo in modo indisturbato. ‘’Giulia, piccola fragile Giulia.’’ pensò aprendo la bottiglia e prendendone un lungo sorso. ‘’No, non posso volere lei. Quel dolce angelo, quella fata dagli occhi cristallini… Non deve entrare nella mia vita fatta di peccati e oscurità.’’ continuò volgendo lo sguardo al cielo cosparso di stelle. Prese un altro lungo sorso di whisky e tossì per averlo ingurgitato troppo velocemente. Era arrabbiato e triste per essersi mostrato debole, per aver permesso a se stesso di perdere il controllo con quella meravigliosa ragazza. Ormai si era reso conto che ogni volta che la vedeva una forza astratta e potente si impadroniva di lui indebolendo il suo strato di indifferenza e distacco fino a romperlo come era accaduto quella sera. Eppure lui non era mai andato a cercarla di proposito, era stato il caso a farli rincontrare ripetutamente. Andrè però non credeva nei segni e qualsiasi cosa tutta questa situazione significasse lui avrebbe dovuto trovare la forza per opporsi. Se Giulia fosse entrata nella sua vita sarebbe stata risucchiata in un vortice privo di luce che avrebbe reso arida e spenta la sua anima brillante. Inoltre tutti questi discorsi erano privi di fondamento, lui non sapeva bene cosa invece provasse la ragazza nei suoi confronti. Non si era opposta quando si era offerto di accompagnarla sia al ballo la sera prima sia a casa qualche ora fa. Si era fidata di lui, il suo bellissimo corpo era vibrato tra le sue braccia a causa di un’emozione senza nome. Quegli occhi limpidi l’avevano guardato privi di terrore e sdegno come invece egli guardava se stesso. Eppure doveva sbagliarsi, il cuore di Giulia era impegnato da quell’insulso Giorgio e Andrè avrebbe scommesso tutto il suo patrimonio che lei non avrebbe mai osato tradire il suo amato. Allora cos’era successo tra loro?Cos’era quella forza che li spingeva l’uno verso l’altra?Forse è stata solo un’illusione, forse lei era stata soltanto gentile con lui per via della sua indole mite. Provò a convincersi decidendo poi di risalire in auto, mise in moto e guidò fino ad uno dei suoi appartamenti nei pressi della piazza. Si diresse a via della Croce e una volta arrivato a destinazione parcheggiò all’interno del complesso condominiale. Scese dalla Porsche e si approssimò ad un ascensore la quale lo portò direttamente sul moderno e lindo pianerottolo. Riuscì con difficoltà ad inserire le chiavi nella serratura della porta a causa della sua ebbrezza e una volta dentro si tuffò direttamente sull’enorme divano di pelle nera che dominava il lussuosissimo salotto. Aveva sempre con sé il suo whisky, osservò la bottiglia quasi vuota iniziando a vedere doppio a quel punto gli cadde dalle mani versando il liquido restante sul pavimento mentre De Lyon sprofondò in un sonno tormentato e sgradevole.

La sveglia sul comodino di Giulia indicava le sette del mattino. La ragazza era nella stessa posizione di quando si era coricata mentre gli occhi erano rimasti aperti. Inutili si erano rivelati i tentativi di dormire. Il senso di colpa e la confusione avevano deciso di non abbandonare la sua mente. Non sapeva cosa fare. Decise allora di alzarsi dal letto per prendere il cordless dopodiché compose il numero di telefono della sua migliore amica che si sarebbe sicuramente lamentata per l’ora ma avrebbe aperto completamente gli occhi ascoltando ciò che Giulia stava per dirle. << Pronto, Giuly?Che c’è è scoppiata una guerra? >> disse Kara assonnata più che mai. << Kara ciao, scusami per l’ora ma devo parlarti. >> si affrettò a spiegarle la ragazza. << Dimmi. >> biascicò l’amica cercando di prendere coscienza. Sapeva che se la sua amica chiamava così presto c’era qualcosa di importante che bolliva in pentola. << Ieri ho quasi baciato Andrè. >> affermò Giulia d’un fiato. Kara alzò la testa dal cuscino. Forse aveva capito male o immaginato quella frase, stava sognando ancora? << Scusa puoi ripetere? >> disse poi. << Ieri io e Andrè ci siamo quasi baciati sotto casa mia. >> ripeté la ragazza arrossendo. << COSA?!? >> urlò l’amica che di sicuro aveva svegliato tutta via Marco Aurelio. << Come cavolo è successo?Perché non me l’hai scritto nell’sms di ieri notte? >> << Ero sconvolta e incredula. Ora però lo sono ancora di più ma a dominare è il senso di colpa nei confronti di Giorgio. >> disse Giulia quasi in lacrime. << Aspetta, aspetta, aspetta..devi raccontarmi tutto nei minimi particolari e saprò dirti se il tuo senso di colpa è giustificato o meno. >> affermò Kara ormai completamente sveglia. L’amica sospirò e le raccontò del viaggio in macchina, delle cose che aveva appreso su Andrè e del fatto che avessero molte cose in comune fino ad arrivare al fatidico momento del bacio. << Beh tecnicamente non era un bacio. >> -iniziò Kara una volta ricevute tutte le informazioni del caso- << Diciamo che si tratta di una cosa più che involontaria quindi puoi far tacere la tua pura coscienza. Come farai l’avvocato, visto che dovrai continuamente mentire, non lo so. >> concluse poi sarcastica . << Mi ha sfiorato l’angolo della bocca, non è un bacio quello? >> domandò Giulia preoccupata. << Certo che no! Sai quante volte è capitato a me sia con amici che con amiche?Ci abbiamo riso su e tutto è passato. Stai facendo una tragedia come sempre a meno che non ci sia sotto dell’altro. >> << Cos’altro deve esserci? >> << Beh magari ti senti in colpa perché il ‘’bacio’’ ti è piaciuto? >> chiese Kara con l’aria di una che la sapeva lunga. Giulia arrossì non sapeva cosa dirle. << No-non saprei… cioè la situazione creatasi era piena di aspettative e devo dire che anche Andrè era abbastanza confuso dopo ciò che è accaduto. >> rispose la ragazza perplessa. << Si, ma ti è piaciuto o no? Ossia, dicendolo con le tue parole, ti ha emozionata o no? >> << Non lo so. Mi ha sorpresa solo questo sono riuscita a capire… Oddio Kara cosa faccio con Giorgio?Devo dirglielo? >> domandò Giulia impallidendo. << Prima di tutto io mi chiederei cosa voglio io, nel senso che ho notato che stai lasciando entrare Andrè pian piano nella tua vita, ci si è messo anche il caso lo ammetto ma tu non hai fatto nulla per cambiare la situazione. Quindi la domanda fondamentale è: cosa hai provato o stai iniziando a provare per Andrè?Inoltre dove collochi Giorgio in tutto questo? >> disse l’amica in modo serio. Giulia restò spiazzata da quel discorso, cosa provava per Andrè?E Giorgio? Beh Giorgio lei lo amava su questo non aveva mai dubitato e allora perché sentiva quelle intense emozioni in presenza di De Lyon? << Kara io amo Giorgio. Di questo ne sono più che sicura, Andre… Andrè è… Oddio non riesco a definirlo. >> rispose poi successivamente. << Bene, l’unica cosa che allora posso consigliarti è di fare un bell’esame di coscienza cercando di evitare l’influenza di entrambi i pretendenti. Inoltre non vorrei metterti in testa false speranze ma il francese sembra abbastanza interessato a te. Parliamoci chiaro potrebbe spassarsela con chiunque, non dico che non lo faccia, ma quale sarebbe il motivo per cui perde tempo in balli, ti difende dai bruti e ti fa da chauffeur se non nutrisse un minimo di interesse nei tuoi confronti? >> affermò Kara alzandosi dal letto. << Non dire così, mi confondi ancora di più. >> disse l’amica sdraiandosi nuovamente. << Devi essere informata su tutte le possibilità prima di iniziare l’analisi. >> concluse Kara. Giulia sbuffò, la sua migliore amica aveva ragione come sempre. In seguito le due amiche passarono a parlare d’altro e poco dopo riattaccarono.

Lo squillare incessante di un cellulare si insinuò nel cervello di Andrè in modo fastidioso come se un chiodo gli stesse perforando la mente. Cercò di ignorarlo ma l’insistenza di quel suono lo scosse fino a fargli aprire gli occhi. Gli sembravano trascorsi solo pochi minuti da quando si era addormentato e maledisse l’affare che suonava senza sosta. Tastò il pavimento con le dita per evitare di spostarsi dalla posizione a faccia in giù sui cuscini del divano. Quando trovò il telefono se lo portò all’orecchio schiacciando con il pollice il tasto per rispondere: << Pronto? >> disse biascicando la parola. << Andrè, dove cazzo sei? >> domandò la voce di un ragazzo che dopo poco De Lyon associò a Luke. Il ragazzo alzò la testa e si guardò in torno per ricordarsi dove si trovasse. << Sono nel mio appartamento a via della croce. Perché? >> rispose poi marcando il suo accento francese cosa che gli capitava quando era in stato confusionale. << Dieu merci! Tu es un connard*, la prossima volta avvisa quando vai via. Non ti ho più trovato al Goa e ti ho telefonato ma non hai risposto. Ho chiesto a Sal che fine avessi fatto e ha detto che ti ha visto andare via con una biondina. Pensavo allora che te la stessi spassando, ma cazzo sono le quattro del pomeriggio e ti avrò mandato una decina di messaggi a cui non hai risposto. >> disse l’amico d’un fiato facendo trasparire la sua preoccupazione. << Putain de salope! Ho dormito per dieci ore. >> esclamò Andrè alzandosi dal divano. << Si, mi hai fatto preoccupare, cazzo! Quando i tuoi, venerdì, sono partiti ti hanno affidato a me. >> disse Luke sarcastico. << Ti hanno solo chiesto di farmi compagnia mentre loro trascorrevano una settimana a New York da Giselle, non di farmi da babysitter. >> esclamò De Lyon scontroso. << Certo, certo. Beh parlando di cose serie te la sei scopata o no la biondina?Sbaglio o era la stessa ragazza che avevi visto venerdì a pranzo al Royal art cafè? >> domandò l’amico curioso. << No! >> << Ti ha dato buca?!? >> insisté Luke incredulo visto che nessuna ragazza resisteva al fascino dell’amico. << Non si trattava di quel genere di situazione. >> rispose Andrè asciutto. << Come sei misterioso in questo periodo, comunque sono cavoli tuoi. Ti va di venire da me? Carlos e Philipe vogliono organizzare per stasera una mega partita di poker con le ragazze conosciute ieri in disco. >> propose il ragazzo allegro e malizioso allo stesso tempo. Andrè frattanto era andato nella camera da letto dell’appartamento per scegliere alcuni abiti puliti e prendere un accappatoio deciso a darsi una rinfrescata. Soleva rifornire di abiti e necessità i suoi appartamenti siti nella capitale. << D’accordo ma… aspetta Luke, ho un’altra chiamata in arrivo. >> disse poi. Guardò il display e vide che si trattava di Cécile. << Pronto? >> rispose con riluttanza. << Andrè, tesoro come stai? >> gli chiese l’arpia dall’altro lato del telefono. << Ciao Cécile. Sto bene, grazie. Come sta procedendo il tuo soggiorno a Firenze, invece? >> le domandò lui cercando di apparire interessato e meno assonnato. << Male. Mia cugina Adèle e il suo fidanzato sono noiosi. Se non fosse stato per il sessantesimo compleanno della mia zia preferita non sarei mai venuta. Mi manchi, stanotte non ho fatto altro che pensare a te. >> rispose la ragazza seccata e piagnucolosa. << Mi dispiace, ma sarebbe stato un errore non andarci. >> disse Andrè felice di essersi liberato per due giorni di quella medusa. << Come sei comprensivo Andrè. Sei un ragazzo meraviglioso. >> squittì Cécile ridendo come una iena. De Lyon rabbrividì disgustato. << Grazie, però ora devo lasciarti. Mio padre mi reclama per un lavoro. >> mentì poi per svignarsela. << Oh capisco, sei uno stacanovista. Comunque volevo informarti che sarò di ritorno verso le nove di stasera. Ti va di vederci? >> gli chiese speranzosa. << Ehm in realtà… >> << Dai non farti pregare… >> -lo interruppe la ragazza- << …mio padre vorrebbe anche presentarti alcuni importanti amici che necessitano di un’impresa edile. Organizziamo una cena. >>. Andrè non sapeva che fare. Quella vipera aveva individuato il suo punto debole: gli affari, e lo stava sfruttando al massimo. Pensò di rifiutare ma poi immaginò la scena in cui presentava altri famosi uomini d’affari a suo padre e allora si che l’avrebbe promosso maggiormente. Quell’idea gli piacque troppo e accettò l’invito di Cécile. Una volta riattaccato con lei sentì qualcuno bussare alla porta. Come al solito Luke era passato dalle parole ai fatti.

L’erbetta sintetica del campo da tennis splendeva alla luce del tiepido sole di maggio. Alcuni ragazzi e ragazze erano radunati fuori dal campo commentando la partita appena conclusa prendendosi in giro e bevendo Gatorade. Altri invece si accingevano a raggiungerne uno in terra battuta pronti ad iniziare il gioco. Giulia invece era intenta a sfidare suo padre in un singolo e stava conducendo il gioco per quindici/trenta. Indossava una polo a mezza manica rosa, una gonna pantaloncino bianca e ai piedi delle Nike bianche e rosa. I suoi capelli erano legati in una coda alta e una visiera le parava gli occhi dai raggi solari. << Hai un rovescio potentissimo, tesoro. Sei migliorata molto dall’ultima volta che ci siamo sfidati. >> disse Renato che dall’altra parte della rete si preparava a battere. Quella domenica pomeriggio padre e figlia avevano deciso di fare una partita a tennis in memoria dei vecchi tempi, inoltre l’uomo aveva pensato di usare quella scusa per appianare il diverbio nato tra loro il giorno prima. Sperava che sua figlia potesse cambiare idea su Selena e se ciò non fosse accaduto lui ci teneva lo stesso a trascorrere del tempo con lei. Giulia dal canto suo aveva accettato il ramoscello d’ulivo offertole dal padre ed inoltre necessitava di scaricare la tensione e staccare la spina dai suoi pensieri confusi su quello che era successo la notte precedente. << Grazie papi, mi sono allenata spesso. Sai che adoro questo sport. >> rispose poi sorridente. << Aveva molto da studiare Gaia per domani? Volevo passare dell’altro tempo con lei, stamattina non mi è bastato. Poi io e a quanto pare anche vostra madre le abbiamo dato il permesso di saltare scuola, visto che è il suo compleanno, ma lei ha rifiutato. >> << Vorrà farsi festeggiare anche dalle amiche e dai professori, sai come siamo noi ragazze. >> rispose Giulia correndo dopo a recuperare la palla lanciatale dal padre. << Certo, certo. Domani sera però andremo tutti a cena fuori ovviamente mi farebbe piacere ci fosse anche… beh anche la mamma. >> disse Renato arrossendo leggermente e fermando il gioco. L’imbarazzo del padre sorprese la ragazza, la quale pensava che i suoi sentimenti fossero abbastanza indifferenti al pensiero di rivedere la sua ex moglie. << Si, credo che passare la serata tutti insieme come una volta sarebbe meraviglioso. Perché non lo chiedi tu alla mamma più tardi quando vai a prendere Gaia? >> propose Giulia pensando che forse quella poteva anche essere l’occasione in cui i suoi genitori potevano chiarire i loro sentimenti. << Ehm… si, va bene. >> rispose Renato nervoso e stranamente emozionato al pensiero di rivedere Anastasia dopo tanto tempo. Chissà se la sua bellezza era rimasta intatta: quei capelli neri, quegli occhi azzurri che ora vedeva replicati in sua figlia. Un brivido lo percorse al ricordo dei momenti felici passati insieme e delle notti infuocate della loro gioventù. << Batto papi. >> esclamò poi Giulia decisa a riprendere la partita e a vincerla definitivamente. Suo padre si riscosse dai dolci ricordi e si preparò a ricevere. Un’ora dopo la partita terminò in un pareggio e padre e figlia decisero di ristorarsi sedendosi su una panchina posta a bordo campo. Giulia si tamponò la fronte con un’asciugamani e prese in giro Renato per la perdita di velocità nel gioco. Si alzarono in seguito per andarsene quando un ragazzo castano e dagli occhi color caramello che indossava un jeans chiaro, una maglia di cotone e ai piedi un paio di converse si avvicinò a loro: Giorgio. << Ciao Piccola. Salve signor De Angelis >> disse il ragazzo sorridente entrando nel campo. Giulia sorrise in risposta felice di quella sorpresa e si tuffò tra le sue braccia dimenticando di essere sudata. Si rese piacevolmente conto di aver sentito la sua mancanza e pian piano si sentì ridicola nel pensare alla storia dell’analisi interiore. Giorgio la salutò con un bacio sulla guancia avvicinandosi poi, senza lasciare la sua ragazza, a Renato per stringergli la mano. Il padre della ragazza ricambiò la stretta anche se un po’ infastidito dal comportamento della figlia. Non l’aveva mai vista con un ragazzo e la gelosia paterna iniziava ad insinuarsi nella sua mente. << Ciao Giorgio. >> disse poi. << Che ci fai qui? >> domandò Giulia curiosa. << Ero in zona e tu mi avevi detto della partita così ho pensato di venirti a salutare. >> rispose il ragazzo scrutandola e trovandola sexy anche in quel modo trasandato. Un pensiero sgradevole però lo attraversò smorzando il suo entusiasmo ma cercò di non farlo trasparire. << Che dolce sei. >> disse Giulia stringendosi a lui. Renato tossì in modo finto per richiamare l’attenzione della coppia quando il suo cellulare prese a squillare. Lo afferrò e rispose, si trattava di Selena. Quando riattaccò disse ai due ragazzi che doveva andare via e chiese a sua figlia se volesse tornare a casa con lui. << Non preoccuparti papà, tornerò con Giorgio. Ci vediamo stasera. >> disse Giulia sorridendogli. Renato salutò i due ragazzi raccomandando loro di fare i bravi e poi andò via. << Eccoti tutta per me. >> disse Giorgio una volta soli. La ragazza arrossì e si strinse ancora di più a lui ma si ricordò improvvisamente di essere sudata. << Oh scusami tesoro, sono impresentabile. >> aggiunse allontanandosi. << Ma no, sei perfetta anche così. >> rispose il ragazzo dolcemente. << Che ne dici se faccio la doccia qui al Tennis club Garden? >> << Come preferisci, hai portato il borsone? >> << E’ lì. >> disse Giulia indicando la panchina. Giorgio lo prese e da gentiluomo lo portò fino all’ingresso degli spogliatoi femminili. << Che peccato non poter entrare con te. >> disse lui in seguito con uno sguardo malizioso. La ragazza arrossì maggiormente mentre il suo cuore iniziò a battere forte comprendendo che quello era il modo di Giorgio di riaprire la parentesi di ciò che era accaduto in macchina la sera dopo il ballo. << Mi dispiace ma è vietato. >> rispose poi divertita. Giorgio a quel punto la sfidò afferrandola e la baciandola in modo più passionale del solito. Giulia tentava di rispondere allo stesso modo ma era come paralizzata, non sapeva come agire. << Su piccola, rilassati sono io il tuo Giorgio. >> le sussurrò il ragazzo all’orecchio con voce roca. Lei fu percorsa da un brivido di piacere come non le era mai accaduto prima con Giorgio anche se non era potente come quello avvertito con Andrè. A quel punto il senso di colpa per ciò che era accaduto la sera prima si insinuò e le diede la spinta necessaria nel voler dimostrare a se stessa che amava e desiderava davvero il ragazzo che aveva davanti a se. Si avvinghiò a Giorgio come mai prima di allora facendo scorrere le mani sul petto di quest’ultimo che sorrise vittorioso. Spinse Giulia nello spogliatoio, che fortunatamente era vuoto, chiudendo a chiave la porta alle sue spalle. Il cuore della ragazza batteva all’impazzata sia dall’emozione che dalla paura di quella piccola trasgressione. Giorgio si avvicinò a lei e tornò a baciarla in modo più selvaggio iniziando ad esplorare il corpo meraviglioso di lei. Fece scorrere la mano sinistra dal ventre al seno della ragazza con troppa foga mentre con la destra andò a sfiorare direttamente l’interno dei suoi slip iniziando poi a massaggiarle la zona erogena. Giulia si sentì mancare, non veniva toccata in quel modo da molto tempo e anche se se lo imponeva non riusciva né a rilassarsi ne a provare piacere a differenza di Giorgio che era eccitato come mai in vita sua. Improvvisamente afferrò la ragazza per le natiche e la sollevò appoggiandola ad una parete e continuando a baciarla anche sul collo e sul seno mentre spingeva il suo membro duro verso il sesso di lei. Giulia non riusciva a capire cosa stesse accadendo sentiva dei piacevoli formicolii sul corpo ma non riusciva a seguirli fino in fondo, la tensione era troppa. Giorgio ormai al limite non riuscì più a contenersi appoggiò nuovamente la ragazza a terra sfilandole poi la polo e lasciandola in reggiseno. Giulia arrossì violentemente ma il ragazzo non se ne accorse ormai aveva perso il controllo e voleva solo entrare dentro di lei. << Giorgio, io…io non so che fare. >> mormorò la ragazza cercando di prendere una pausa e capire le intenzioni di lui. << Non preoccuparti, faccio tutto io. >> rispose Giorgio mangiandola con gli occhi. << Vuoi…vuoi davvero farlo qui? >> domandò lei tesa e preoccupata. Aveva immaginato la loro prima volta come un qualcosa di romantico e quel momento ne era completamente privo. << Con te lo farei ovunque. Vuoi continuare anche tu, vero? >> chiese il ragazzo avvicinandosi nuovamente a lei. Giulia non sapeva cosa rispondere, non si trovava a suo agio in quella situazione. << Si ma… non qui. Potremmo subire un richiamo se ci scoprono. >> disse poi rimettendosi la polo. Giorgio sospirò e riprese il controllo di se. << Okay, hai ragione. La doccia allora la fai a casa mia. Non resisto ora. >> le disse poi sorridendo maliziosamente. La ragazza si rilassò e acconsentì alla richiesta del suo fidanzato. Giorgio la prese per mano e corsero insieme fino al parcheggio.

Ore ventuno. Andrè aveva lasciato casa Luke da qualche tempo dopo aver vinto una bella somma al poker grazie ai suoi bluff da fuori classe. I suoi amici erano stati costretti ad anticipare la partita a causa dell’impegno serale a casa Dumas del ragazzo pentendosene una volta visto che quest’ultimo era in gran forma e li stava spennando ad uno ad uno. Tornato nella villa di famiglia si era rinfrescato e aveva indossato un completo blu scuro con una camicia bianca e la cravatta celeste. Stava attendendo l’autista di Cécile curioso di sapere quanti uomini d’affari avrebbe conosciuto quella sera. Una cameriera più tosto anziana si avvicinò poi a lui avvisandolo che la limousine era arrivata. Lui ringraziò la donna ed uscì. Il tragitto fino a villa Dumas fu lento a causa del traffico cittadino e Andrè cercava di liberare la mente dalle preoccupazioni ma soprattutto cercava di dimenticare due grandissimi e dolcissimi occhi azzurri. Una volta arrivato a destinazione un maggiordomo lo accolse nella meravigliosa ed elegante abitazione e chiese lui di attendere mademoiselle Dumas ai piedi di un enorme scalinata di marmo pregiato. L’ambiente era abbastanza silenzioso e Andrè se ne chiese il motivo visto che c’era in programma una cena con più persone. Dopo poco qualcosa di scintillante attirò il suo sguardo verso la cima delle scale dove lui scorse Cécile. Sgranò gli occhi sorpreso e disgustato quando la mise a fuoco. La ragazza aveva indossato un baby-doll nero a tratti di velo e a tratti in pizzo il quale metteva in bella mostra il suo seno nudo con sopra una vestaglia di seta dorata. Sotto invece portava una culotte in pizzo nera dai ricami dorati e ai piedi un paio di decollete neri dal tacco altissimo. I suoi capelli erano sciolti sulle spalle, il trucco molto marcato sugli occhi e le labbra dipinte di un rosso acceso. << Bonsoir monsieur De Lyon. >> disse la ragazza con aria seducente iniziando a scendere la scalinata e contemporaneamente le note di ‘’Je t’aime, moi non plus’’ si diffuse nell’aria. A quel punto Andrè capì di essersi fatto fregare da quella strega. << Buona sera Cécile. >> rispose poi cercando di riprendersi dallo shock. << Per stasera c’è stato un cambio di programma, la cena con mio padre è stata annullata perché lui aveva altri impegni. Spero non ti dispiaccia. >> disse la ragazza una volta vicino a lui. << Oh non c’è problema, sarà per un’altra volta. Mi affretto a chiamare l’autista allora, voglio togliere il disturbo. >> disse Andrè fuggendo verso la porta di ingresso. << Nessun disturbo, anzi ho fatto preparare lo stesso solo per noi due, così posso raccontarti del mio viaggio e tu del tuo week end. >> propose la ragazza con un tono malizioso. << Beh in realtà avrei del lavoro arretrato da sbrigare e visto che la cena è stata rimandata… >> << Allora sei venuto solo per il tuo lavoro?Non hai alcuna considerazione per me? >> lo interruppe lei con un tono stridulo e lagnoso. << No, certo che no ma sai sono sempre occupato e… >> il ragazzo rimase la frase in sospeso non sapendo cosa dire per cavarsi dall’impaccio. Gli occhi di Cécile si riempirono di lacrime: << Mio padre ci resterà male se saprà che mi hai lasciata sola. Lui ci teneva che passassi del tempo in compagnia di una persona fidata come hai detto di essere. >> affermò poi stizzita. Andrè alzò gli occhi al cielo, non sapeva più cosa fare per risolvere questa odiosa situazione. Maledisse mentalmente il giorno in cui aveva deciso di firmare il contratto con il signor Dumas accettando le sue prerogative sulla figlia. << Su, non fare così, resterò con te contenta? >> aggiunse in seguito cercando di consolarla. La ragazza tramutò subito il suo broncio infantile in un sorriso luminoso e si lanciò tra le sue braccia felice. Il ragazzo la strinse leggermente e poi si allontanò scherzando sul fatto di essere affamato. Cécile lo condusse in sala da pranzo illuminata soltanto da candele mentre la canzone continuava a riprodursi. ‘’Altro che imprevisto del padre, restare sola con me è stato il suo piano fin dall’inizio.’’ pensò De Lyon disperato. << Accomodati accanto a me tesoro. >> lo invitò la strega che si era seduta ad un lato del tavolo. Il ragazzo abbozzò un sorriso e si accomodò accanto a lei. << Fa così caldo qui, non preferiresti toglierti la giacca e metterti a tuo agio? >> gli propose poi con aria seducente e sfilandosi la vestaglia. Un brivido di freddo e ribrezzo lo attraversò proprio in quell’istante guardando il corpo quasi nudo di lei e pregò che quella cena durasse il meno possibile. Cécile suonò un campanellino dorato e dopo poco comparve nella sala una cameriera che spingeva un carrello carico di portavivande. Si avvicinò al tavolo e servì i due ragazzi. << Spero tu gradisca le ostriche. >> disse Cécile con aria suadente. Andrè assentì con il capo e fece spazio ad un altro cameriere che gli stava versando un costosissimo champagne dopodiché afferrò il flute e ingollò tutto il suo contenuto sperando che quel liquido ambrato gli desse la forza necessaria a sopportare la serata. Quando il personale di servizio lasciò la sala Cécile insisté nel voler imboccare Andrè e nel farsi fare la stessa cosa. Il ragazzo tentò di rifiutare ma alla fine dovette cedere all’insistenza di quell’arpia che si esibì nel mimare una fellatio intorno al guscio del mollusco ma ciò anziché eccitare il suo ospite lo fece nauseare maggiormente. Una volta finito con la prima portata Cécile suonò nuovamente il campanellino e i due camerieri rientrarono per sparecchiare e servire la seconda portata: caviale. Andrè si era reso conto che quelli che erano stati serviti erano pasti ‘’afrodisiaci’’ ma per fortuna non stavano avendo alcun effetto su di lui. Quando la cena si fu finalmente conclusa De Lyon sbadigliò per sottolineare la sua stanchezza e per far capire alla ragazza che si era fatto un po’ tardi, quest’ultima però ignorò quel gesto ed invitò il ragazzo nella sala tv per guardare un film. Si sedettero entrambi su un enorme divano avorio posto dinanzi ad un grandissimo televisore ultrapiatto. Su un tavolino basso davanti a loro era appoggiato un cestello con il ghiaccio che conteneva un’altra bottiglia di champagne e due flute. Cécile ci mise un po’ a scegliere quale film vedere cercando di coinvolgere anche André che delegò a lei quella decisione. Alla fine lei optò per ‘’Ultimo tango a Parigi’’ pensando di poter accendere in quel modo la passione del ragazzo. Dopo aver messo play Cécile si avvinghiò a De Lyon in modo che il suo seno stesse sotto gli occhi di lui che però la ignorò totalmente pensando che doveva trovare un motivo valido per andare via e di corsa ma ogni tentativo fu bocciato dalla ragazza. Il film arrivò alla fatidica prima scena di sesso e a quel punto Cécile decise di fare la sua mossa: fece strisciare la mano destra sulla coscia di Andrè all’inizio in modo innocente poi man mano diventò più audace fino ad arrivare a toccare il suo membro un po’ eccitato dal film che stava guardando. La ragazza pensò invece che fosse a causa delle sue carezze e prima che De Lyon se ne accorgesse lei gli stava calando i pantaloni. Il ragazzo la guardò spaventato ma a quel punto lei gli era già sopra: << Santo cielo, che fai Cécile? >> chiese poi cercando di togliersela da dosso. << Voglio fare l’amore con te Andrè, ora. Ti voglio, ti desidero dal nostro primo incontro. Fammi tua. >> affermò la ragazza bloccandogli le mani. De Lyon a quel punto capì che si trattava di una lotta per la sopravvivenza e che doveva mandare al diavolo le buone maniere. << Non possiamo. >> le disse con fermezza alzandosi perse però l’equilibrio a causa del tavolino e si trovò sdraiato sul pavimento. Cécile si eccitò maggiormente prendendo quella resistenza come un gioco si rimise sopra di lui e iniziò a strusciare il suo sesso su quello di Andrè. A quel punto però la porta si spalancò: << Mio dolce fiore francese eccomi venuto qui per te. >> disse un ragazzo bloccandosi alla vista di ciò che stava accadendo sia nella realtà che sullo schermo. Cécile si voltò e riconobbe in quell’uomo Frédric il suo odiato corteggiatore. << Mon Dieu! Che succede qui? >> aggiunse poi il ragazzo sconvolto nel vedere la sua ‘’amata’’ con un altro. << Accidenti Fredric dovevi arrivare proprio ora? >> si lamentò lei arrabbiata. Andrè sfruttò quel momento per levarsi Cécile di dosso e svignarsela alla grande. Si riabbottonò i pantaloni e dopo aver bofonchiato una scusa uscì da villa Dumas veloce come il vento.

Giulia era seduta sul letto di Giorgio e guardava il pavimento incapace di pensare a ciò che di lì a poco sarebbe accaduto. Milioni di emozioni si mescolarono nella sua mente confondendola e preoccupandola più del necessario. Era davvero ciò che voleva? Stava facendo la cosa giusta? Non riusciva a rispondere a queste domande ma si accorse che una piccola parte di se si sentiva di tradire Andrè. Com’era possibile se neanche erano amici? Scosse la testa riportando l’attenzione al presente e rievocando alcuni consigli di Kara. << Eccomi qui tesoro, sei pronta ad iniziare? >> domandò Giorgio entrando in camera dopo essersi assicurato che al piano di sotto nessuno li disturbasse. Il panico si impadronì di Giulia, che guardò il suo ragazzo terrorizzata. Lui ancora una volta non notò nulla a causa della troppa voglia di voler andare a letto con lei. Non ascoltando alcuna risposta Giorgio guardò la sua fidanzata che cercò di tranquillizzarsi prendendo un respiro profondo ma senza riuscirvi. Il ragazzo a quel punto capì che quella sera avrebbe dovuto lavorare un bel po’ per far sciogliere Giulia e iniziò a baciarla in modo tenero e rassicurante. A poco a poco la tensione lasciò il corpo della ragazza trasformandosi in fitte di piacere. Iniziò inoltre a rispondere alla passionalità di Giorgio fino a sfiorargli nuovamente il petto. Lui non seppe resistere e andò direttamente al sodo sfiorando gli slip della ragazza. Lei tremò ma cominciava a trarre piacere da quelle carezze e iniziò a gemere flebilmente. Il ragazzo si eccitò al massimo, prese la mano di Giulia e la appoggiò sul suo membro duro. La ragazza arrossì non sapendo cosa fare: << Stringi. >> disse lui tra un bacio e l’altro. Lei obbedì e Giorgio sussultò. Decise allora di sbottonarsi i jeans quando bussarono alla porta in modo brusco. Giorgio maledisse chiunque avesse osato interromperlo ma si sistemò e chiese chi fosse: << Sono Veronica. Apri. >> disse la voce femminile all’altra parte della porta. Il ragazzo aprì e vide la sua vicina più sexy che mai rivolgergli uno sguardo indagatore finché quest’ultima non scorse anche Giulia nella camera. A quel puntò sbiancò e rivolse a Giorgio uno sguardo truce: << Non sapevo avessi compagnia. Tua madre uscendo non me l’ha detto. >> gli disse poi tagliente. << Beh non credo che ci sia nulla di male. Non puoi sapere tutto, no?Comunque come mai sei qui? >> domandò lui seccato. << Come sai sono sola in casa e c’è stato un blackout è sera e ho paura. Ho pensato di rivolgermi a te. >> disse la ragazza con aria di innocenza. Giulia a quel punto si alzò e andò a salutare la ragazza che però ricambiò con freddezza. << Okay vengo a dare un’occhiata, tesoro vieni con me? >> domandò Giorgio. << Non preoccuparti, ti aspetto qui. >> rispose la ragazza mentre Veronica si sentì felice di non doversi portare la sua rivale in casa. << Okay, ci metterò pochissimo. >> aggiunse il ragazzo lanciandole uno sguardo malizioso. Giulia arrossì e si preparò ad attendere il ritorno del suo amato.

12 thoughts on “CAPITOLO IX

  1. capitolo decisamente bellissimo…..
    l’arrivo di Fredic e quello di Veronica davvero memorabile, mi spiace per Giorgio ma tifo per il bel De Lyon , anche se all’ inizio e’ stato un po’ arrogante presuntuoso e ecc….sotto sotto sara’ sicuramente la persona che fara’ felice Giulia.. immagino pero’ la strada sara’ lunghetta……

    ciao Daisy Flower ( scusa non so il tuo nome), sei arrivata davvero presto dal tuo rientro e sono molto ma molto contenta.. 🙂

    ps: a quanto il prossimo capitolo ?, sono gia’ sulle spine e non vedo l’ora……..kiss

    • Ciao Lory 🙂 sono felice che qst capitolo ti sia piaciuto 🙂 effettivamente l’intervento Veronica e Fredric è stato davvero ottimo 🙂 Andrè è Andrè nessuno è paragonabile a lui *_* vedrai cosa succederà in futuro <3 <3 <3 cmq Daisy va bn 🙂 è il mio pseudonimo 😛 sfortunatamente ho avuto solo 2 settimane di vacanza :((( non so dirti qnd pubblicherò il prox capitolo xk sto stt esame ora ma spero di riuscire x venerdì o sabato prox 🙂 graziex i tuoi complimenti e di seguirmi :*****

  2. Complimenti, complimenti, complimenti!!!!!!!! La storia è sempre più avvincente. Anch’io tifo per André e Giulia. Anche se il tuo rientro si è fatto attendere da noi followers con desiderio, quasi quasi sono contenta che i capitoli che seguono vengano pubblicati settimanalmente Infatti penso che l’attesa, fa ancora di più crescere in noi il desiderio di conoscere gli sviluppi successivi, facendo sviluppare maggiormente il sentimento romantico che esiste in tutte noi lettrici.
    P.S. Se riuscirai a pubblicare il racconto, come hai prospettato, comprerò certamente il libro

    • Ciao Patrizia 🙂 mi fa piacere che la storia piaccia smp più 🙂 mi dispiace avervi fatte attendere ma ora cercherò di pubblicare ogni settimana (salvo imprevisti x via dello studio -.-” ) cmq se fosse per me scriverei soltanto e pubblicherei ogni gg ma ho molte cose da fare :((( cmq magari riuscissi a pubblicarlo come libro questo racconto *_* sarei la ragazza più felice del mondo..ma ahimè non so se potrà accadere..non conosco nessuno che potrebbe farmelo fare..kissà frs un gg qlk editore leggerà e me lo proporrà mah nel frattempo io lo completo 🙂 grazie mille di seguirmi a presto :***

  3. Sono stata in trepidante attesa finché non hai pubblicato il capitolo. Ma ne è valsa la pena. Anch’io faccio il tifo per Andre e Giulia. Ma prevedo che dovremmo soffrire un po’ prima di vedere iniziare la loro storia. Comunque brava. Aspetto con ansia il prossimo capitolo.

  4. Ciao Cris 🙂 sono contenta che questo capitolo ti sia piaciuto 🙂 mi dispiace avervi fatto attendere ma recupererò lo prometto 🙂 la strada del vero amore e lunga e tortuosa xD vedrete già dal prox capitolo la vera essenza di alcuni personaggi in particolare del nostro Andrè 🙂 a prestissimo :******

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