CAPITOLO IV

Emozioni contrastanti

Tre giorni dopo.

<< Sei bellissima. >> mormorò Giorgio riprendendo fiato tra un bacio e l’altro. Giulia sorrise e lo accarezzò affettuosamente. Erano abbracciati sul divano nella dependance di lui con le luci soffuse e Tiziano Ferro in sottofondo. << Ti amo. >> sussurrò Giorgio spostando la bocca sul collo della ragazza. Giulia fu pervasa da un brivido e si strinse a lui che fece strisciare la sua mano dal ventre al seno della ragazza eccitato. Da quando si erano fidanzati non erano ancora andati a letto insieme e Giorgio non riusciva più ad aspettare, dal canto suo Giulia voleva essere sicura che lui fosse il ragazzo giusto in quanto aver perso la verginità con Alessandro l’aveva segnata terribilmente. << Ti voglio. >> aggiunse poi il ragazzo sbottonandole la camicia ma lei lo bloccò dolcemente. << Amore non sono ancora pronta. >> sussurrò poi sentendosi un po’ in colpa. Giorgio a quel punto si fermò e la guardò: << Qual è il problema? Cosa ti blocca piccola? >> chiese cercando di essere gentile. << Non lo so, ho bisogno di altro tempo. Spero tu capisca. >> rispose Giulia staccandosi da lui e abbassando lo sguardo a terra tristemente. Il ragazzo sospirò e l’abbracciò cercando di consolarla e provando a placare la sua euforia fisica. << Oh sono già le undici è meglio che vada. La mamma non vuole che faccia tardi quando sono io a guidare. >> disse Giulia alzandosi di scatto. Era tesa e dispiaciuta di aver detto un altro no al suo ragazzo e voleva restare sola per analizzare i suoi pensieri. Giorgio rimase interdetto ma non aggiunse nulla, assentì con il capo e accompagnò la ragazza alla macchina. I due innamorati si salutarono teneramente poi lei salì nella sua Smart e si avviò verso casa. ‘’Che stupida’’ – pensò ascoltando “She will be loved” dei Maroon 5 – ‘’perché non riesco ad andare avanti con Giorgio? Sono un’adulta ormai ed io e lui stiamo insieme da un mese. Inoltre mi ha rassicurato del suo amore in tutti i modi… Accidenti!’’. Si fermò ad uno stop e un gatto solitario attraversò la strada. Si rese conto in quel momento di non avere voglia di tornare a casa, e necessitava di parlare con qualcuno e quel qualcuno era Kara. Fece un’inversione di marcia dopodiché collegò il suo cellulare allo stereo con il cavo aux digitando poi il numero di sua madre: << Giulia? Dove sei? >> domandò Anastasia un po’ in ansia per l’ora tarda. << Mami sono in macchina, dormo da Kara. Ho bisogno di parlarle. Torno domani mattina verso le nove/dieci. >> mormorò Giulia passando accanto al Colosseo. << D’accordo. E’ successo qualcosa? >> chiese la donna perplessa. << No, cose tra amiche. Grazie per il permesso lampo. Mi farò perdonare. Sono quasi arrivata, ci sentiamo domani. >> rispose la figlia dolcemente. << Okay. Non farmi preoccupare piccola. Buona notte, ti voglio bene. >> << Buona notte mamma. Ti voglio bene anch’io e anche a Gaia. >> affermò Giulia e poi riagganciò girando in via Marco Aurelio. Parcheggiò sotto casa dell’amica e scese sicura di non aver bisogno di chiederle se poteva passare la notte lì. Kara viveva con i suoi genitori che spesso erano in viaggio e di conseguenza lei restava a casa con il fratello maggiore che rientrava sempre al mattino. ‘’Sarà meglio avvisarla però, sono le undici e mezzo. Non vorrei spaventarla.’’ pensò Giulia digitando il numero dell’amica. << Giuly? >> disse Kara assonnata. << Sono sotto casa tua, apri. Ho bisogno di te. >> rispose la ragazza. Dopo poco un rumore elettronico l’avvisò che il portone era aperto. Giulia entrò, accese la luce e salì le scale fino ad arrivare al secondo piano. La porta di casa di Kara era aperta: << Ciao Kara, scusami se sono venuta all’improvviso, spero di non averti svegliata ma non volevo tornare a casa. >> affermò la ragazza tristemente. L’amica la osservò sbadigliando e le mise poi un braccio sulla spalla. << Lo sai che per me non ci sono problemi. Su andiamo in cucina e raccontami cosa ha provocato la tua tristezza. >> mormorò Kara affettuosamente; indossava un pigiama tutto rosa e aveva legato i lunghi capelli neri in due trecce che la ringiovanivano di qualche anno. Le due amiche entrarono nella grande e moderna cucina e mentre Giulia si accomodò al bancone, l’amica iniziò a frugare nella sua dispensa tirando fuori biscotti e dolcetti mettendo poi a scaldare sul fuoco della cioccolata calda. Nonostante fosse la fine di aprile le sere erano ancora fredde e richiedevano cibi caldi e confortanti. << Su sputa il rospo. >> la esortò Kara sedendosi accanto all’amica addentando un dolcetto. << Giorgio ci ha provato di nuovo stasera. >> affermò Giulia arrossendo. << Wow davvero? Quel ragazzo ha un pene? Per come si è comportato con te da quando l’abbiamo conosciuto pensavo fosse nato senza oppure fatto un voto di castità. >> ribatté Kara sarcastica. L’amica alzò gli occhi al cielo e poi rispose: << Oh smettila! E’stato da vero gentiluomo a non cercare di venire solo o subito a letto con me. >> << Si, okay okay. Ma qual è il vero problema? >> << Non riesco a concedermi. Ho una terribile paura dopo quello che è successo con Alessandro. Lo so che Giorgio è diverso ma è come se provassi dolore fisico al solo pensiero. >> ammise Giulia affranta. << Ti capisco, anche la mia prima volta non è stata delle migliori per questo ho voluto subito riprovare con un altro e mi sono trovata molto meglio. Quindi Sweetie credo che a te serva una buona terapia d’urto per scacciare via i fantasmi del passato. Devi farti forza e lanciarti, nella vita non ci sono sicurezze e già il buon Giorgio rientra tra le pochissime eccezioni che esistono. Cos’altro vuoi per essere certa? Put a ring on it come la canzone di Beyoncé? >> affermò Kara sorridente e spegnendo il fuoco del fornello. Giulia rise e si lanciò indietro il ciuffo di capelli cadutole sugli occhi. << Hai ragione, devo fidarmi di lui e pensare che stavolta sarà più bello perché il nostro amore è qualcosa di speciale. >> affermò poi rincuorata. << Oh sei diabetica Giuly. E’ una scopata con il tuo ragazzo non c’è bisogno di riti e promesse d’amore strappalacrime. >> << Kara sei la solita guastafeste! >> rispose la ragazza facendole una linguaccia. << Ah inoltre non scordare la passione. Anche quello è un elemento importante in un rapporto. A mio parere Giorgio ne è privo anche per questo non riesci a scioglierti. >> << Non è vero è così dolce quando mi bacia. >> affermò Giulia teneramente. << Appunto ‘’dolce’’. Io parlo di passione, di sentimenti intensi, violenti… un’attrazione fatale che può turbare l’equilibrio psichico, le capacità di discernimento e di controllo. >> rispose Kara mentre la sua amica la guardava sgranando gli occhi: << Okay, mi sa che la lettura erotica ti ha fritto il cervello. >> affermò poi scoppiando a ridere. << Si, certo ridi ma sai che ho ragione. Fin quando un uomo non sarà capace di infonderti una scarica elettrica toccandoti, fidati non assaporerai mai la passione. >>. A quelle parole Giulia sbiancò ricordando la presa di Andrè De Lyon che l’aveva fatta tremare piacevolmente come nessuno mai. << Hey cos’hai? >> domandò Kara vedendo l’espressione di Giulia. << Nulla, sono solo stanca. Mi presti un pigiama? >> le domandò poi alzandosi. << Certo, andiamo nella mia camera. >> disse l’amica facendole strada.

<< Andrè tocca a te. >> disse Luke passandosi una mano tra i capelli neri. De Lyon tornò con i piedi a terra e rilanciò il piatto. Stava pensando all’affare della costruzione sul lungo Tevere, suo padre sarebbe stato soddisfatto del suo lavoro e forse gli avrebbe concesso qualche giorno in più di vacanza. << Beh non dici nulla? Di solito il venerdì sera ci elenchi le donne con cui hai scopato. >> gli domandò Carlos sorridendo in modo ironico. << Questa settimana mi sono preso una pausa ma credo che stasera farò una visitina a tua sorella. >> ribatté Andrè divertito. Un’orda di ‘’Oho’’ si sollevò al poker del casinò personale del patrigno di Luke. << Certo, puoi sognarti di farti una come lei. >> rispose Carlos indispettito. << Su su basta così. Edwin un altro giro di Capirinha e Cosmopolitan. >> ordinò Luke al cameriere accendendosi poi una Camel. Tre partite e cinque superalcolici dopo arrivarono alcune amiche dei ragazzi vestite in modo sexy ma costoso. Christine faceva parte del gruppo e appena vide Andrè decise che aveva voglia di assaggiarlo. Prese un drink e si avvicinò a lui che stava fumando fuori dal casinò sul bordo della piscina interna della villa di Luke. << Hey straniero, come va? >> disse con voce melliflua. Andrè si voltò e guardò Christine che quella sera era più sensuale che mai. << Ciao Christine, ti trovo in forma. >> disse il ragazzo passandosi la lingua sul labbro inferiore. << Grazie, anche tu non sei male. Ti va una nuotata? >> propose Christine avvicinandosi a lui. << No, mi andrebbe altro. >> << Tipo? >> domandò lei eccitata. De Lyon l’afferrò per un braccio e la baciò in modo rude e sexy allo stesso tempo. La ragazza gli infilò una mano nei capelli mentre l’altra strisciava lascivamente sul davanti dei jeans di lui afferrando poi il suo membro. Andrè si eccitò e fece voltare Christine incollando il suo inguine al sedere di lei iniziando a baciarla poi sul collo. La ragazza iniziò a gemere accarezzando i capelli di Andrè il quale dopo poco la trascinò su uno dei lettini in legno che costeggiavano la piscina. Spinse Christine su uno di questi e iniziò a spogliarla del microscopico top e della minigonna inguinale. La ragazza rimase solo in tanga e spalancò le gambe lunghe e perfette sbottonando i jeans di Andrè tirandoli giù insieme ai boxer. Il ragazzo iniziò a leccare e mordere il seno di Christine che ansimava animatamente spingendo verso il membro di lui. Andrè le sfilò il tanga e affondò le dita nel suo sesso mentre lei iniziò a gemere dal piacere. Ma prima che la ragazza raggiungesse l’apice Andrè si fermò e Christine si mise sopra di lui afferrando con la bocca il suo membro duro. << Si così Chris, succhia tutto. >> disse De Lyon. Christine continuò il suo lavoro fin quando il ragazzo non le arrivò in bocca. Lei si leccò le labbra lussuriosamente e mise in mostra i suoi seni: << Ora sei pronto per me? >> chiese poi pregustandosi la sensazione di estasi che gli avrebbe procurato Andrè. << No cara, devo andare ora. >> rispose lui con un sorrisetto da schiaffi. << Cosa? Ed io allora? >> domandò sorpresa Christine. << Divertiti con Luke e Carlos ti ho scaldata per bene. >> << Sei un figlio di puttana! Ti stai vendicando di Las Vegas, vero? >> << No, io non mi vendico. Voglio solo dimostrarti che posso fare ciò che voglio. >> mormorò Andrè stringendo il mento di Christine che lo guardò furiosa dopodiché si sistemò i pantaloni ed uscì dalla sala piscina. << Luke, io vado ci si vede. Manda qualcuno da Christine l’ho tenuta in caldo. >> disse poi ridendo. Luke alzò gli occhi al cielo e dopo avergli lasciato una pacca sulla spalla si avviò lui stesso da Christine deciso a sperimentare alcune delle sue fantasie.

<< Sveglia pigrona! >> mormorò Kara scuotendo Giulia. La ragazza aprì gli occhi e guardò la sveglia nel disordine della camera. << Accidenti sono le dieci! >> esclamò sorpresa. << Si infatti. Dovresti chiamare tua madre credo che ti abbia lasciato dei messaggi. >> disse Kara porgendole una tazzina di caffè. Giulia sorrise e dopo aver ringraziato l’amica bevve il caffè e chiamò sua madre. << Si, torno per pranzo non preoccuparti, ci sarà anche Kara. Okay a dopo. >> affermò Giulia e poi riattaccò. << Su vestiti. Sarai a pranzo da me. >> aggiunse poi all’amica che le stava sorridendo felice. Verso mezzogiorno le due amiche salirono in auto e partirono alla volta della casa di Giulia. Appena arrivati nei pressi dell’appartamento iniziarono a sentirsi i rumori e le urla degli utenti del cantiere. Una bellissima Porche era parcheggiata più avanti al cancello di casa sua. Il cuore di Giulia iniziò a battere all’impazzata e una leggera tensione cominciò a diffondersi nel suo corpo e nella sua mente alla vista di quell’auto. ‘’Per l’amor del cielo, che mi prende?E’ solo quell’arrogante di De Lyon.’’ si disse da sola cercando di stare calma. Kara non si era accorta ancora di nulla per fortuna e canticchiava allegramente ‘’Un histoire d’amour’’ dei Gabin. Giulia tirò fuori il telecomando per aprire il cancello automatico quando la sua attenzione venne attirata da una chioma biondo ramato e da un paio di occhi azzurri meravigliosi. Il cuore le sobbalzò in gola facendola arrossire senza motivo mentre Andrè si avvicinava parlando al cellulare vestito in giacca e cravatta per risalire nella sua auto. La ragazza si affrettò a schiacciare il pulsante del telecomando, che quel giorno aveva deciso di non funzionare, per evitare di incontrarlo. Abbassò allora il finestrino e cacciò il braccio riprovando a schiacciare quando De Lyon la sfiorò passando ignorandola del tutto e sul suo corpo avvertì nuovamente una sorta di piacevole scossa elettrica che le fece cadere il telecomando in terra. Giulia aprì immediatamente la portiera per raccoglierlo ma Andrè l’aveva anticipata. Le restituì l’oggetto e proseguì verso la sua auto sempre parlando al cellulare, poi salì e partì a tutto gas. Le due amiche erano senza fiato per la vista spettacolare di Andrè. Le mani di Giulia tremavano dall’emozione: << Wow!Se puoi vedere quel figo in ogni momento della giornata mi sa che mi trasferisco da te. E’ perfetto accidenti! Ti ha raccolto anche quell’aggeggio, mi sa che tanto arrogante non è. >> affermò Kara su di giri. Giulia non rispose e scese ad aprire il portone manualmente, cercando di mettere ordine ai suoi pensieri confusi. << Ciao mamma siamo a casa. >> disse poi entrando nell’appartamento. << Salve signora Ramaglia, c’è un buon profumino. >> aggiunse Kara. << Salve ragazze. Ho preparato il risotto ai funghi e per secondo cotolette di pollo ma non potrò pranzare con voi. >> disse Anastasia vestita di tutto punto. << Oh, hai un appuntamento? >> chiese Giulia dispiaciuta. << Si, ho un pranzo di lavoro con Sandro e una nostra cliente. Mi dispiace tanto. >> << Il lavoro è lavoro. Non preoccuparti. Gaia? >> << Tua sorella è stata invitata a pranzo da Stefania. Tornerà nel pomeriggio quindi fatti trovare a casa, non voglio che lei resti sola qui. >> disse Anastasia prendendo la sua valigetta. << Okay mami. Buon lavoro. >> rispose Giulia dandole un bacio sulla guancia. La madre sorrise e dopo aver salutato Kara uscì. Le due amiche pranzarono insieme dopodiché rassettarono e decisero di studiare un po’. Verso le cinque Gaia tornò a casa, si cambiò e chiese alla sorella di accompagnarla al corso di danza. La ragazza accettò e Kara a quel punto pensò di farsi riaccompagnare al suo appartamento. Una volta sola Giulia iniziò a sfogliare riviste e a vedere su internet il trucco e l’acconciatura adatta per il ballo ascoltando ‘’Un colpo all’anima’’ di Ligabue. Cercava di distrarsi in tutti i modi per non pensare, visto che la sua mente gli proponeva la persona sbagliata. ‘’Giorgio, devo chiamare Giorgio.’’ si disse poi come se si fosse ricordata improvvisamente della sera precedente. Guardò il suo cellulare e si rese conto di non aver tolto la vibrazione trovando le tante chiamate del fidanzato e i suoi messaggi. << Giulia!Oh grazie al cielo. Che fine hai fatto? >> disse Giorgio preoccupato. << Oh tesoro scusami. Avevo la vibrazione e sono stata tutta la giornata con Kara. Sto bene, tu come stai? >> rispose la ragazza rattristandosi di come aveva trattato Giorgio. << Ora che ti sento sto meglio. Avevo paura che dopo ieri… beh, non volessi più… >> << Giorgio sta tranquillo, ti amo e ieri non è successo nulla. Anzi mi ha fatto riflettere molto. >> disse la ragazza e un brivido freddo la percorse ricordandole di essersi invece resa conto che il tocco di Andrè l’aveva emozionata più di un bacio di Giorgio. Giulia represse quella folgorazione e si alzò dal letto iniziando a camminare nervosamente per la stanza. << Si?Spero che non ti abbia spinta su riflessioni che non vuoi affrontare. Non voglio forzarti piccola. >>. ‘’Oh Giorgio. Sei il ragazzo più perfetto che esista. Mi sto facendo solo trasportare dalle insicurezze e dalle stupide sensazioni alimentate dalle chiacchiere di Kara.’’ pensò la ragazza sorridendo e arrestando il suo passo nervoso. << Tesoro hai detto delle parole bellissime. Sta tranquillo non mi stai forzando. Grazie di essere come sei. Stasera voglio vederti. >> aggiunse poi felice. << Okay. Passo a prenderti tra un’ora e ceneremo da Imagò a Trinità dei Monti. Non vedo l’ora di stringerti. Ti amo piccola. >> rispose Giorgio. << Oh Amore ma è un luogo stupendo. Anch’io non vedo l’ora di stringerti. Ti amo, corro a prepararmi. >> disse Giulia e riattaccò. Si, ciò che era successo con De Lyon era solo frutto di fantasticherie adolescenziali. Lei amava Giorgio da sempre e gliel’avrebbe dimostrato concretamente. Ormai aveva deciso la sera del ballo si sarebbe concessa a lui.

Andrè guidava la sua nuova Aston Martin per le strade trafficate di Roma attirando gli sguardi sgomenti dei passanti e degli altri guidatori. Sembrava un fotomodello uscito da qualche spot pubblicitario o un divo del cinema con quello smoking e i capelli finemente acconciati. Erano le otto di sera e nella sua villa si sarebbe tenuta una cena di beneficenza a cui avrebbe partecipato la crème de la crème della capitale sia italiana che francese. Andrè se la sarebbe voluta svignare volentieri ma non poteva, un potenziale cliente avrebbe preso parte all’evento e lui voleva approfittarne per lavorarselo per bene tra vino e fiumi di champagne. Magari avrebbe potuto passare la notte da Claudia, in quanto Christine non gli avrebbe mai perdonato il tiro mancino della sera prima. Almeno però si era tolto la soddisfazione di averla lasciata a bocca asciutta, no quello non proprio diciamo che l’aveva lasciata insoddisfatta. Sorrise tra se e accese lo stereo con il comando vocale e la voce di Bono Vox si diffuse nell’auto cantando ‘’Sometimes you can’t make it on your own.’’. Si trovava nei pressi di via Sistina e sarebbe dovuto arrivare a via Veneto, dov’era situata la sua residenza, in tre minuti se non fosse stato per il solito ingorgo stradale del venerdì che lo teneva fermo. Una BMW Z4 stava parcheggiando davanti all’hotel Hassler lui guardò distrattamente in quella direzione decidendo di accendersi una sigaretta quando una chioma bionda attrasse la sua attenzione maggiormente verso quell’auto. Era Giulia insieme al ragazzo dell’altra volta. Quella sera la bellezza della ragazza era raffinata e incantevole. Indossava un abito corto, nero e aderente, mono spalla. Una parte del corpetto era tempestato da diamanti così come il bordo dell’unica manica lunga. Le sue scarpe erano delle Louboutin regalatele dal padre per il suo compleanno. Sopra portava un cappottino elegante e leggero, mentre Giorgio indossava un completo giacca e cravatta blu scuro con la camicia azzurra. Andrè divorò Giulia con lo sguardo detestando incredibilmente il suo accompagnatore. Quando l’aveva vista all’ora di pranzo Andrè inconsciamente le aveva raccolto il telecomando del cancello riprendendo però subito il controllo di se tornando distaccato e arrogante come sempre. In quel momento però dentro di sé stava iniziando una lotta mai avutasi prima. Il bisogno di vedere quella ragazza stava abbattendo ogni suo strato di indifferenza e controllo. Senza rendersene conto si trovò a fare inversione di marcia e a parcheggiare direttamente fuori all’entrata dell’hotel. La coppia era già dentro mentre un addetto si avvicinava ad Andrè con la bava alla bocca per l’Aston Martin. << Prego signore, benvenuto all’Hassler hotel. >> disse poi aprendogli la portiera. Andrè gli lasciò le chiavi ed entrò nell’elegantissima e raffinatissima hall. Vide Giulia e il ragazzo che entravano in un ascensore abbracciati teneramente e una rabbia furiosa si impossessò di lui. Il receptionist gli chiese se poteva essere utile ma in risposta Andrè gli lanciò un’occhiataccia e si approssimò poi all’altro ascensore. A quel punto il receptionist si avvicinò a lui: << Scusi signore ma non può salire. Cosa posso fare per lei? >> richiese con più insistenza. << Sono Andrè De Lyon e se ricordo bene mio padre è un socio dell’hotel quindi posso andare dove mi pare. >> rispose il ragazzo in modo arrogante. Il receptionist sbiancò all’udire quel nome così importante: << Oh, mi-mi scusi Monsieur De Lyon, non la attendevamo così all’improvviso. Cosa posso fare per lei? Faccio preparare la suite o il suo tavolo al ristorante? >> domandò l’uomo in tono reverenziale. << No, nien… anzi vorrei sapere la coppia che è appena salita dov’è diretta. >> rispose Andrè. << Monsieur sono diretti al ristorante. >> rispose il receptionist confuso. << Bene, sa se la signorina Sara Ranieri è ancora qui o è già… >> << Andrè. Che ci fai qui?Sei venuto a prendermi per andare insieme alla tua cena di beneficenza? >> una voce femminile lo interruppe. Il ragazzo si voltò e trovò Sara, la figlia del direttore dell’hotel nonché sua grande amica, avvolta in un bellissimo abito lungo e argentato. I suoi occhi color ghiaccio erano finemente truccati e i suoi lunghi capelli neri raccolti in un’acconciatura elegante. << Sara, sei meravigliosa. No sono qui per altro e mi serve il tuo aiuto. Faremo un po’ tardi per la mia cena. >> disse Andrè congedando poi il receptionist e afferrando la ragazza entrò poi in uno degli ascensori. << Mi spieghi che sta succedendo? Lanfranco si è già avviato alla tua villa e mi attende. >> chiese Sara confusa. Il ragazzo non sapeva cosa dirle, come poteva spiegarle la voglia matta di osservare la cena tra Giulia e quel ragazzo? << Devo vedere una cosa. >> rispose asciutto.

Il ristorante Imagò era un mix di eleganza e modernità. Le vetrate affacciavano direttamente su Trinità dei Monti e i tavoli accanto ad esse erano immersi in uno spazio romantico ed esteticamente suggestivo. << Beh caro siamo seduti a questo tavolo da mezz’ora e tu non hai detto una parola. Ti limiti solo a fissare quella biondina lì digrignando i denti quando lui la sfiora. Quindi due sono le cose o è la tua ragazza, o è la tua ex. Su raccontami. >> disse Sara curiosa sorseggiando il terzo bicchiere di Salon Blanc. Andrè la fissò sconcertato, non si era accorto di quanto in là si fosse spinto solo per aver avvertito una rabbia inspiegabile nel vedere quella ragazza con il suo fidanzato. << No, è solo una mia conoscenza. >> mormorò. Improvvisamente il suo cellulare vibrò, era suo padre. << Pronto? >> rispose poi teso. << Accidenti Andrè! Dove sei? La cena sta per iniziare e il potenziale cliente ha chiesto di te già due volte. >> disse suo padre tenendo a freno la rabbia. ‘’Cazzo!Il mio cliente, come ho fatto a non pensarci?’’ si domandò Andrè sconvolto. << Sto arrivando papà. Ho avuto un contrattempo. >> affermò poi seccamente alzandosi e porgendo la mano a Sara. << Andiamo Sara, mi dispiace averti coinvolta. >> aggiunse poi in modo galante. << Non c’è problema, spero che di qualsiasi cosa si tratti tu riesca a risolvere la situazione. >> affermò la ragazza accettando la mano del suo amico e alzandosi a sua volta sorridente. Era proprio un’ottima amica. In quel momento Giulia alzò lo sguardo e vide la scena tra Andrè e Sara restando senza parole sia per la bellezza di lui in smoking che di lei. << …poi potremmo andare in Francia e in Corsica. >> disse Giorgio ma la ragazza non gli prestò la minima attenzione provando uno sconforto improvviso e inspiegabile. ‘’Quella sarà sicuramente la sua ragazza. Quanto è bella, per non parlare poi di quanto sarà ricca.’’pensò Giulia cupamente. << Tesoro, mi ascolti? >> le chiese Giorgio gentilmente. << Oh Amore scusami, dicevamo? >> << Sei distratta, cosa c’è che non va? >> << Nulla, anzi è tutto perfetto. >> ammise Giulia sorridendo e cercando di racchiudere i suoi pensieri in un cassetto che avrebbe riaperto una volta sola. Giorgio si rasserenò e i due ripresero la loro conversazione.

7 thoughts on “CAPITOLO IV

    • Ciao Anna 🙂 grazie mille x i complimenti *_* a breve arriverà il 5 capitolo ^^ grazie di seguirmi :****** a prestissimo 🙂

    • Ciao Vero 🙂 non preoccuparti il 5 capitolo arriverà presto 😉 grazie mille di seguirmi, siete davvero uniche!!!! :*******

  1. La storia mi sta incuriosendo. Adesso cosa succederà. Molto bello brava. Hai già un’idea di quanti capitoli è composta la tua storia?

  2. Ciao Cris 🙂 grazie per i complimenti 🙂 non so ancora da quanticapitoli sarà composta tutta la storia 🙂 spero solo che vi emozionino sempre più 🙂 a prestissimo :*******

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