CAPITOLO III

Preparativi

Andrè guidava la sua Porche nella notte ascoltando “Psyco Killer” dei Talking Heads. La serata da Claudia l’aveva rilassato dopo i giorni di lavoro e soprattutto le lavate di capo di suo padre. Era stufo di dover sottostare ai suoi ordini ma ci teneva al suo lavoro, gli piaceva nonostante suo padre credesse che invece fosse per lui solo un ripiego. Passò vicino alla fontana di Trevi che a quell’ora era poco popolata e si perse a guardare i giochi d’acqua e le luci che illuminavano quella bellissima opera d’arte. Ormai erano sette anni che viveva a Roma. Il padre aveva deciso di trasferirsi da Parigi quando ormai era diventato troppo faticoso volare da uno stato all’altro per ogni impegno lavorativo ma comunque per alcuni mesi all’anno la famiglia De Lyon viveva in Francia godendosi la loro amata Tour Eiffel. La madre era una ricca ereditiera e spendeva la propria vita tra cene e party ma si occupava anche della beneficenza partendo spesso per i paesi più poveri. Infine c’era Giselle, sua sorella adottiva di diciotto anni che si trovava in viaggio studio in America da cinque mesi. Andrè parcheggiò davanti alla fontana, fregandosene dei divieti, scese gli scalini e si sdraiò sul bordo di pietra fumando una Marlboro light cullato dalla voce di Michael Bublè, proveniente dalla sua auto, che cantava ‘’Me and Mrs. Jones’’. Quella canzone gli era sempre piaciuta sin da piccolo, ricordava che sua madre e suo padre la ballavano ad ogni anniversario mentre lui li osservava incantato e felice del loro amore. Sospirò e guardò il cielo sopra di lui, era pieno di stelle. Allungò una mano verso l’alto come se ne volesse afferrare una stringendo invece l’aria. Si chiese per l’ennesima volta da dove provenisse quella strana malinconia che lo prendeva quando era solo. Eppure si era appena divertito. << No Giorgio. Non sono ubriaca. >> una voce femminile a lui familiare ruppe la tranquillità di quel momento riflessivo. << Ma si, sei tutta rossa e poi la bottiglia di sangria non si è svuotata da sola. >> rispose un ragazzo divertito. Andrè si alzò e vide che sulla strada sopra la fontana stava passeggiando una coppietta. Osservò amareggiato i due per un po’ quando poi la luce del lampione illuminò la ragazza che lui riconobbe come la figlia dell’avvocatessa Ramaglia. Era stretta dolcemente ad un ragazzo, indossava un abito dal corpetto bianco a cuore da cui partivano dei veli posti a balze bordati da uno strato di raso che arrivavano sopra il ginocchio. Sulle spalle indossava una giacca da uomo, ovviamente prestatagli dal suo accompagnatore. I suoi capelli erano sciolti e ondulati mentre il trucco era più accentuato sugli occhi. Definirla bellissima era poco. Ne aveva viste di ragazze meravigliose ma in lei c’era qualcosa di speciale che non riusciva ad individuare. Giorgio si fermò e strinse la ragazza gentilmente. Quella scena patetica innervosì Andrè che avrebbe voluto prendere a pugni quel tipo anche se non era da lui reagire in quel modo per una cosa del genere. << Giulia guarda che Porche! Chissà a chi appartiene, è uno degli ultimi modelli. Credi che possa esserci un divo del cinema in giro? >> mormorò Giorgio sbavando davanti all’auto di De Lyon. << Su, è solo una macchina. >> esclamò Giulia cercando di riportare l’attenzione al loro abbraccio romantico. A quel punto Andrè si alzò, salì gli scalini e tolse l’antifurto all’auto facendo sobbalzare i due innamorati. Giulia sgranò gli occhi appena lo vide ma subito la rabbia prese il posto dello stupore. Quel dannato l’aveva fatta tardare il giorno prima non facendole sostenere l’esame. Andrè si avvicinò alla portiera con la solita aria arrogante e disinvolta con l’intento di farsi invidiare dal ragazzo che era con Giulia e dalla ragazza stessa che invece gli rivolse uno sguardo truce. << Buona sera signorina De Angelis. Ancora in giro a quest’ora?Poi si lamenta di far tardi al mattino. >> disse Andrè sarcastico. Giulia per poco non gli lanciò dietro una delle sue scarpe con il tacco. Per fortuna la presenza di Giorgio la trattenne: << E lei non dovrebbe stare a contare quanti soldi ci deve come risarcimento? Sa sono molti e continueranno ad aumentare se lei insiste nel violare la legge. >> rispose Giulia tagliente mentre Giorgio osservava la scena confuso non sapendo se intervenire o meno. << Ah non si preoccupi la legge non verrà violata non capisco perché continua a definire tale un piccolo incidente, può rassicurare la sua mammina anche se la facevo una ragazza che combatte da sola le sue battaglie. >> affermò Andrè che salì poi nella sua auto e partì a tutto gas senza dare il tempo a Giulia di produrre una risposta. << Accidenti a lui! >> esclamò poi lei stizzita. << Mi spieghi chi era quello? >> chiese Giorgio perplesso. << Lui è la causa del mio ritardo all’esame. Il villano che sta ristrutturando casa vicino alla mia. >> rispose Giulia riprendendo a camminare. << Ah! Perché non me l’hai detto? L’avrei fatto ammutolire subito. >> << Non preoccuparti tesoro, non ce n’è bisogno. Ora però torniamo a casa, sono stanca. >> disse Giulia stringendosi al ragazzo. << Okay, ma cerca di stare lontana da quel tipo. Non mi piace. >> affermò Giorgio protettivo. << Non preoccuparti, non sarò mai a più di venti metri da lui. >> mormorò la ragazza sicura.

Cinque giorni dopo Giulia si trovava in via Cola di Rienzo con Kara.Indossava un jeans scuro e sopra una camicia rosa pallido e ai piedi le sue Superga. Era già stata in tre negozi ma nessun vestito era riuscita a colpirla.<< Puah! Che schifo di moda. Un metro di stoffa trecento euro. Ci credo che la gente non acquisti nulla. >> affermò Kara aggiustandosi la sua polo bianca abbinata ai jeans e alle converse nere. << Infatti. Buon gusto zero. Vediamo se qui troviamo qualcosa. >> rispose Giulia entrando nell’ennesimo negozio. << Buongiorno signorine posso esservi utile? >> disse una commessa vestita in modo impeccabile. << Salve, cerchiamo degli abiti eleganti ma non troppo. >> affermò Kara sorridente. << Certo, avete in mente già qualcosa? >> << No, ci mostri lei qualcosa di bello e originale. >> rispose Giulia. Alla fine dopo aver provato una ventina di abiti ciascuno finalmente le due amiche trovarono il vestito giusto. Quello di Giulia era di un tenue dorato dal corpetto dritto senza spalline e dalla stoffa che arrivava a coprirle le gambe sopra il ginocchio. Dal corpetto poi partivano strati di tulle che arrivavano fino a toccare il pavimento bordati dal raso che li faceva apparire arricciati. << Giulia sei bellissima. Faresti invidia ad una principessa. >> esclamò Kara estasiata. << Oh non esagerare. E’ un abito meraviglioso ma mi pare eccessivo. >> rispose Giulia perplessa. << Oh al diavolo!Quando più avrai occasione di far ammutolire Felicia, le sue arpie e l’intera università? Prenditi la tua soddisfazione. >> affermò Kara sorridente. << Okay d’accordo. Spero solo che piaccia anche a Giorgio. Tu cos’hai scelto? >> domandò Giulia consegnando l’abito ad una commessa. << Ta-dà! >> esclamò Kara reggendo un vestito blu lungo, con il corpetto a cuore, su cui era cucito un ricamo beije che partiva da sotto il petto fino allo spacco vertiginoso. << Wow. Hai intenzione di far venire un infarto a Matteo? Sviene se ti vede vestita in modo così sexy! >> esclamò Giulia divertita. << Oh magari così si darà una mossa. >> rispose l’amica divertita. Le due ragazze pagarono gli abiti e poi corsero per altri negozi a trovare le scarpe e gli accessori da abbinare. Verso l’ora di pranzo ormai esauste decisero di mangiare qualcosa al Perfect Bun un fast food situato parallelamente a corso Rinascimento. Le due amiche entrarono e si accomodarono chiacchierando allegramente circa i loro acquisti e progettando cosa fare nel prossimo week end. << Salve ragazze! Cosa vi porto? >> chiese una cameriera simpaticamente. << Salve, noi prendiamo due cheeseburger e due coke zero. >> rispose Kara ignorando le proteste di Giulia. << Okay. >> disse la cameriera segnando le ordinazioni e andandosene allegramente. << Vuoi farmi soffocare nel vestito?Devo fare attenzione fino alla sera del ballo! >> si lamentò Giulia. << Come se tu potessi ingrassare. Ti odio per questo lo sai? >> rispose scherzosa l’amica. Le due ragazze continuarono a chiacchierare quando ad un tavolo a pochi metri da loro si accomodò Andrè De Lyon insieme ad un cliente. L’uomo che lo accompagnava era una persona giovanile e affabile così Andrè aveva scelto un luogo più informale per parlare di affari. Giulia si voltò verso quel tavolo e riconobbe De Lyon. << Cazzo! >> esclamò coprendosi il volto con i lunghi menù. << Che ti prende Giuly? >> chiese Kara confusa. << E’ lì! Accidenti non solo vicino a casa ma anche in giro devo averlo tra i piedi. >> borbottò la ragazza adirandosi. << Ma chi? >> << Il villano che sta ristrutturando casa vicino alla mia. Quello che mi ha fatto tardare all’esame di Cesaro, è a due tavoli da noi. >> rispose Giulia con tono cospiratorio. Kara si voltò e vide il cliente di Andrè. << Non mi pare questo gran ché come mi hai detto e poi perché un cinquantenne ce l’ha con te? >> domandò Kara. << Ma quale cinquantenne?E’ l’altro! >> affermò Giulia. Kara spalancò gli occhi e si trattenne a stento dal non saltare dalla sedia. << Quel dio greco?Giulia ma è la reincarnazione della pura bellezza! Come fai a resistere dal portartelo in camera quando tua madre non c’è? >> domandò l’amica sorpresa. << Per l’amor del cielo Kara voltati! >> esclamò Giulia vedendo che l’amica era entrata in modalità ‘’ti voglio qui e subito.’’. << Ma è da sbavo totale!Supera i ragazzi di tutta Roma e ne ho visti abbastanza nella mia breve vita. E’ perfetto!Giuly ti prego fammi avere il suo numero. >> << Sei impazzita?E’ un arrogante fanatico, squadra le persone comuni dalla testa ai piedi come se fossero esseri inferiori. >> << Oh ma chissenefrega! Secondo me ce l’ha grande e scopa una meraviglia … >> riprese Kara con veemenza. Giulia alzò gli occhi al cielo dopodiché decise che mangiare a quel tavolo fosse troppo in vista e non voleva dare l’occasione ad Andrè di lanciarle altre frecciatine come la sera a fontana di Trevi, così convinse la sua amica a lasciare quel posto, quasi minacciandola. Quando però ella si alzò la cameriera le stava servendo da bere così Giulia si scontrò con lei e il contenuto dei bicchieri le si versò addosso. Essi poi caddero a terra rumorosamente attirando l’attenzione di alcuni clienti tra cui Andrè e il suo ospite. Giulia si immobilizzò e arrossì dalla testa ai piedi mentre la cameriera si precipitò ad andarle a prendere una tovaglietta per farla asciugare. De Lyon riconobbe la sua vicina di casa fradicia di coca-cola e scoppiò in una fragorosa risata che scosse la ragazza facendola correre in bagno imbarazzatissima seguita dalla sua amica. << Mi scusi signor Ettori non volevo essere sgarbato ma quella ragazza è una mia conoscenza. >> disse Andrè vedendo il suo cliente osservarlo con aria perplessa. << Capisco. >> rispose l’uomo e poi ripresero a parlare di affari. Nel frattempo Giulia si disperava in bagno. << Accidenti! >> -quasi urlò – << Sono tutta appiccicosa! >>.
<< Devo dire che sei la migliore a passare in osservata, ora quel figone penserà che sono un impiastro come te. >> la prese in giro Kara ricevendo in cambio un’occhiataccia. << Su scherzavo. Comunque non è da te perdere la calma con un ‘’avversario’’ se così si può chiamare. >> aggiunse l’amica. << Non ho perso la calma, volevo solo evitare quel falso viso d’angelo. >> ribatté energicamente Giulia. << Oh beh allora sei del mio stesso parere sul fatto che sia bellissimo, pensavo che stare con Giorgio ti avesse fritto il cervello. >> << Ma certo che è bello te l’ho detto per prima! Solo una stupida direbbe il contrario ma caratterialmente è da evitare. Non vorrei essere nei panni della fidanzata a meno che lei non sia ricca e arrogante quanto lui. >> sentenziò Giulia. In seguito le due amiche decisero di fare il take away di ciò che avevano ordinato e sgattaiolare via senza essere viste da De Lyon.

Una volta a casa Giulia raccontò alla madre e alla sorella del suo shopping sfrenato mostrando poi loro l’abito prescelto. Gaia e Anastasia rimasero a bocca aperta pensando entrambe ad un modo per indossare quel vestito in futuro. << Quindi ti sei lasciata innervosire da Andrè? Giulia mi sorprendi, sei tu che tra noi tre ha sempre il sangue freddo. >> affermò la madre caricando la lavastoviglie. << Scusate se sono un essere umano anch’io, non so cosa mi è preso. >> rispose Giulia stizzita. Anastasia le sorrise e poi scoppiò a ridere notando la macchia di coca-cola sul davanti dei jeans della figlia. Giulia la guardò male e decise di andarsi a fare una doccia. << Su piccola ti prendevo in giro. >> urlò la donna divertita ma Giulia si chiuse in camera e accese lo stereo a tutto volume rifugiandosi poi nel suo bagno. << Sembra che sia lei ad avere quindici anni quando fa così. >> disse Gaia sorridente. << Oh cara, quando si tratta di ragazzi ognuna di noi si comporta come un’adolescente. >> affermò la madre ripensando alla sua gioventù.
Erano le sette si sera quando Anastasia avvisò Giulia che stava per uscire sia per andare a prendere Gaia a danza che per fare la spesa. << Hai qualche richiesta particolare per la cena? >> domandò la donna dal basso delle scale. << No, decidi tu. >> rispose Giulia che dopo la doccia si era concessa un pomeriggio di relax indossando una tuta comoda e leggendo una saga Urban fantasy. << Okay a dopo. >> disse Anastasia e poi uscì. A quel punto la ragazza scese al piano di sotto per prendere da bere e accese la tv per tenersi compagnia. Il sole stava tramontando e alcuni raggi filtravano dalla porta-finestra illuminando alcune parti del divano dov’era seduta;fece zapping con il telecomando fino a trovare un telefilm che guardava sempre da bambina: La tata. Quella sera Giorgio sarebbe uscito con alcuni amici del liceo, Kara si sarebbe destreggiata nel cercare di far impazzire Matteo con le sue provocazioni e lei si sarebbe concessa una sera tra film romantici insieme alla sorella come accadeva spesso. Stava considerando se prendere qualcosa da sgranocchiare quando bussarono al citofono. Si alzò pigramente e rispose: << Chi è? >> disse. << Andrè De Lyon. Dovrei lasciare dei documenti all’avvocatessa Ramaglia. >> rispose lui annoiato dal fatto di aver dovuto lavorare fino a quell’ora. Suo padre aveva milioni di lacchè ma quella sera aveva scelto lui pur conoscendo l’avversione che il figlio provasse per quella donna anche se il pensiero di punzecchiare Giulia dopo ciò che era accaduto al fast food aveva indorato la pillola. << L’avvocatessa non c’è. Può ripassare? >> domandò Giulia arrossendo totalmente. Non aveva intenzione di rivedere Andrè dopo ciò che era accaduto al locale. Il solo parlargli l’aveva messa in imbarazzo totale. << Signorina De Angelis è lei vero?Si è rinfrescata a pranzo?Forse non aveva fatto la doccia questa mattina e pensava di rimediare in quel modo? >> affermò Andrè scoppiando nuovamente a ridere. L’imbarazzo di Giulia venne sostituito da una rabbia furiosa. Come osava quell’arrogante deriderla? << Senta De Lyon risparmi le sue risate su un incidente del genere. Non credo che a lei non sia mai capitato un imprevisto. >> rispose Giulia cercando di far sembrare immaturo e sciocco il divertimento del ragazzo. << No, faccio sempre la doccia al mattino prima di uscire. >> rispose lui ilare. << E’ inutile e improduttivo parlare con lei, comunque le ripeto mia madre non c’è. Arrivederci. >> disse la ragazza e posò il citofono che ribussò subito. Giulia sospirò e riprese in mano la cornetta: << Cosa vuole? >> chiese spazientita. << Senta questi documenti sono nell’interesse di sua madre e domani di certo non tornerò qui per riconsegnarli quindi o li prende lei adesso oppure saranno cavoli suoi. >> affermò Andrè in tono arrogante. A quel punto la coscienza di Giulia la spinse ad aprire il cancello e aspettò che Andrè salisse le scale sulla soglia di casa. Il cuore iniziò a batterle forte senza motivo, quel ragazzo era capace di farla agitare e renderla nervosa come non era mai riuscito a fare nessuno. La sua natura mite e tranquilla non l’aveva mai condotta a provare certe sensazioni fastidiose. Pochi minuti dopo il ragazzo comparve sul pianerottolo e a Giulia per poco non cadde la mascella. Andrè era ancora più bello del solito e sembrava un modello appena uscito da un servizio fotografico con una t-shirt a lunghe maniche Just Cavalli, i jeans scuri e un paio di scarpe modello Converse ai piedi. Si maledisse subito di non aver pensato di cambiarsi aspettando il ragazzo in tuta e con i capelli legati in uno chignon disordinato. Andrè di suo scrutò la ragazza e la trovò bellissima come era successo la sera a fontana di Trevi. Non capiva perché gli facesse quell’effetto nonostante l’antipatia che provava per lei. Quegli occhi azzurri erano così profondi, poteva perdersi nell’immensità di essi. Un pensiero strano poi si fece spazio nella sua testa e lo spinse ad abbassare le armi. << Eccole i documenti, dica a sua madre di guardarli già da stasera. >> disse non riuscendo a non ossevare la ragazza. << Okay. >> rispose Giulia incerta se ringraziarlo o meno. << Beh come minimo dovrebbe offrirmi da bere. >> esclamò Andrè prima di riuscire a fermarsi. Che gli prendeva? Giulia sgranò gli occhi e il battito del suo cuore aumentò. << Non credo voglia rischiare di macchiarsi. >> rispose la ragazza cercando di essere tagliente. << Correrò il rischio. >> rispose De Lyon nuovamente sorpreso da ciò che stava facendo. Entrò in casa con passo deciso e si sedette sul divano. Giulia non capì perché non fosse riuscita a dirgli di no e chiuse la porta dietro di se. << Prendo il caffè al bayles che non sono riuscito ad assaggiare l’ultima volta. >> mormorò il ragazzo divertito. << Ascolta caro se le tue richieste non sono accompagnate da ‘’per favore’’ e ‘’grazie’’ mi sa che morirai di sete. >> rispose Giulia indispettita. Andrè sorrise divertito avendo notato che la ragazza si era rivolta a lui dandogli del tu. << Oh signorina De Angelis non sapevo che perdendo la pazienza divenisse confidenziale. >>. La ragazza trasalì leggermente preoccupata di essersi spinta troppo oltre. << Beh non mi da l’aria di una persona a cui dare del lei, è così… giovane. >> rispose imbarazzata. << Effettivamente sento la stessa cosa verso di te. >> disse Andrè sorridente. Non sapeva cosa gli stesse accadendo, non si era mai lasciato andare in quel modo con una ragazza con cui non aveva intenzione di andare a letto. Di solito era distaccato ma più guardava Giulia più la voglia di essere simpatico con lei cresceva. << Si credo sia naturale, poi non ci lega alcun rapporto di affari direttamente quindi… >> rispose la ragazza non capendo perché nel guardare De Lyon non poteva far altro che concordare con Kara sul fatto che fosse bellissimo e quando sorrideva lo era ancora di più. << Si, non ci lega nulla. >> constatò Andrè sentendo crescere l’attrazione verso Giulia che arrossì improvvisamente. I due ragazzi si guardarono intensamente, De Lyon poi si alzò e afferrò Giulia per le spalle, come faceva di solito con le cose che lui desiderava quando un cellulare squillò facendo trasalire entrambi. Andrè mollò la presa e scosse lievemente la testa come per mettere ordine ai suoi pensieri mentre la ragazza dopo essersi accorta che a squillare era il suo cellulare corse a rispondere. Era senza fiato e il cuore le batteva così forte che sembrava volerle uscire dal petto. Rispose senza guardare il display: << Pro-pronto? >> disse tentando di calmarsi. << Piccola, ciao. Volevo dirti che sto per uscire. Tu che fai? >> domandò Giorgio affettuosamente. << Tesoro ciao. Nulla guardavo la tv. >> rispose lei voltandosi poi verso Andrè che le mimò con le labbra che doveva andarsene. Giulia assentì con il capo e aprì la porta. Il ragazzo uscì velocemente e scese le scale, attraversò il giardino, aprì il cancello e s’infilò nella sua Porche. Respirò e strinse le mani sul volante. Non riusciva a capire ciò che aveva fatto quella sera e soprattutto da dove provenisse la voglia di restare in compagnia di quella ragazza. Era eccitato, non solo fisicamente ma anche mentalmente una cosa che non gli era mai capitata prima. Giulia riagganciò con il suo ragazzo e corse in camera sua sconvolta. Andrè le aveva con un semplice tocco infuso una scarica elettrica che non aveva mai provato prima d’ora. Non poteva negare a se stessa la voglia assurda che aveva di baciarlo. Non era da lei essere così coinvolta, ogni evento od emozione era sempre tenuta sotto controllo mentre per due volte quel giorno Andrè l’aveva mandata in confusione. Una cosa era certa doveva stare lontana da lui il più possibile.

12 thoughts on “CAPITOLO III

    • Ciao Cate 🙂 grazie mille per i tuoi complimenti 🙂 sono felice che la storia vi piaccia 🙂 presto arriverà anche il 4 capitolo 🙂 grazie di aver letto il mio racconto :****

      • Mi aggiungo a tutti i complimenti! Sei bravissima!! E cosa ancora più bella è che i capitoli escono l’uno a poca distanza dall’altro. 😉 Ancora complimenti! 🙂

        • Alice grazie mille 🙂 sto cercando di scrivere il più veloce possibile così non restate senza capitoli 🙂 <3

  1. Cara Daisy. L’unica giustificazione al fatto che siamo GIA’ in astinenza dei tuoi racconti è che la storia è TROPPO bella. Sei veramente ma veramente brava e originale. Non abbandonarci. Un bacio

    • Hai ragione!!! Ormai sono troppo curiosa! ^^ Guardo in continuo se è uscito il 4° capitolo (eh sì, io con libri e telefilm mi drogo-.-“)!!! >.<
      Comunque Daisy, prenditi tutto il tempo necessario! Hai grande così hai fatto un figurone pubblicando così velocemente i primi 3 capitoli!!! =)

      • Ciao Joy e Vero 🙂 grazie mille x i vostri complimenti 🙂 siete davvero gentilissime, sono troppo felice che il mio racconto vi piaccia e che attendiate i capitoli con trepidazione 🙂 domani sarà pubblicato il 4 qnd stay tuned 😉 grazie di segurmi :*** a prestissimo *____*

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