CAPITOLO II

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

In quella parte del libro che è la mia memoria
Sulla prima pagina c’è il primo capitolo, quando ti ho incontrato
Appaiono le parole
Qui comincia una vita nuova.

Prima che Taylor s’incammini verso di me per uscire insieme, il mio Blackberry vibra. Ancora. È mia madre. Sospiro esasperato e rispondo al telefono.

“Ciao mamma,” dico piano.

“Christian…” dice con voce risoluta. Sono subito sull’attenti.

“Cosa c’è che non va?” chiedo con voce più acuta. La giornata va di bene in meglio!

“Ho chiamato per chiederti scusa, Christian. Tua padre mi ha detto cos’ha fatto e dopo quello che è successo ieri non credo che ficcherà ancora il naso. Mi dispiace tantissimo! Noi vogliamo bene ad Anastasia. Sia io che tuo padre l’adoriamo. È solo sconvolto per… bè, lo sai per cosa è davvero sconvolto.” Io sospiro.

“Lo so mamma. Non posso dire di apprezzare quello che ha fatto, ma capisco le sue ragioni. Possiamo discutere di questo in un altro momento?”

“No, non possiamo più aspettare,” dice con fermezza. “Non c’è più tempo. Lo sai che non ti vorrei obbligare, ma non voglio che tu e tuo padre litighiate con il matrimonio alle porte.” Mi arrendo. Faccio un segno a Taylor con la mano per avvertirlo che mi serve del tempo e vado nel mio ufficio per avere un po’ di privacy. Non voglio che tutti origlino le mie conversazioni con mia madre. Ci potrebbe volere un po’ di tempo.

“Va bene, ti ascolto,” dico.

“Non l’ho mai visto così turbato per te o per qualsiasi altra persona come lo era sabato. Nemmeno quando hai lasciato Harvard. Era furibondo allora e ricordo di non averti visto per settimane, se non mesi. Non voglio che tutto questo succeda di nuovo. Non voglio che Ana paghi le conseguenze di quello che ti ha fatto Elena. È questo che lo preoccupa di più e anche il fatto che sia andata avanti per sei anni!”

“Mamma, non voglio parlare di Elena né con te né con nessun altro. Quel che è fatto, è fatto. Appartiene al passato. Non si può cambiare. Lasciamo perdere!” dico con la rabbia che mi monta dentro.

“Questo non cambierà quello che ti ha fatto e il fatto che ho fallito come genitore. Su questo non posso essere d’accordo con te. Sono ancora furiosa con te perché non hai permesso a me o a tuo padre di essere parte della tua vita e di aiutarti. E invece tu …” fa una pausa per soffocare un singhiozzo e poi cambia discorso. “Ripensa un attimo a come ha reagito tuo padre quando hai lasciato Harvard. Sai quanto l’istruzione sia molto importante per entrambi. E tu ci hai lanciato la bomba dicendoci che stavi per ritirarti dall’università dove tutti avrebbero dato il braccio destro per essere accettati. Ti mancava solo un anno alla laurea e alla tua giovane età hai detto di voler avviare una tua attività nel campo delle telecomunicazioni, senza esperienza e soldi per cominciare. Ricordo che sei uscito dalla porta lasciandomi col cuore in mille pezzi e tuo padre che perdeva il controllo per la prima volta e ti diceva che non avresti ottenuto niente se ti fossi ritirato. Stava cercando di comportarsi da padre protettivo verso il suo bambino, provando a farlo ragionare nel modo migliore che conosceva. Quello che ha fatto oggi, anche se inaccettabile, l’ha fatto per lo stesso motivo: proteggere il suo bambino. Ti assicuro che sono mortificata. Non avevo idea di quello che volesse fare e mi dispiace molto. Non lo sapevo, Christian! Hai fatto un lavoro meraviglioso con la tua azienda e allora avevi la stessa determinazione che hai adesso per Ana. Ho capito che sai distinguere cos’è giusto da cos’è sbagliato e so che lotti con determinazione per quello in cui credi. Io rispetto e ammiro questa tua qualità. Davvero. Quindi, per favore, non avercela con tuo padre. Ho già parlato con lui ed è arrabbiato con se stesso. È un brav’uomo e ti ama con tutto il cuore. Ora che hai trovato l’amore della tua vita, quando sarai padre anche tu lo potrai capire,” dice facendomi rabbrividire. Spero che questo non accada per molto, molto tempo.

“È strano mamma, ma non sono arrabbiato con papà. Bè,” mi correggo, “non tanto arrabbiato quanto dovrei. Sentivo che aveva qualcosa a che fare con Elena e non con Anastasia, ma comunque voglio che tutti capiscano una cosa:” dico con voce determinata per essere sicuro che capiscano che sono fermo nelle mie decisioni e che devono rispettarle. “Non voglio che Anastasia firmi qualcosa che non sia il suo certificato di matrimonio con me. Questo è un capitolo chiuso. L’unica cosa che mi ha fatto arrabbiare non è stato il fatto che papà volesse parlare con me per confidarmi le sue preoccupazioni, ma che ha portato con sé uno sconosciuto per discutere di Anastasia; è stata un’invasione della nostra privacy! Non solo mia, ma anche di Anastasia! Devo proteggerla da tutto questo. Una volta che saremo sposati lei verrà esposta a tutta la merda che mi circonda e che sono io. Farò tutto quello che è in mio potere per proteggerla. Devo aggiungere anche la mia famiglia a questa lista? Spero che tu comprenda le mie preoccupazioni, mamma! Mi sono meritato il fatto che papà mi abbia urlato contro ieri. Facciamo in modo che la sua rabbia sia rivolta solo a me e che non punisca la mia ragazza per i miei errori. Questo è il limite che stabilisco.”

“Lo so tesoro e sono d’accordo con te per quanto riguarda Ana. Ma sono anche d’accordo con tuo padre per quanto riguarda Elena. Tuo padre sente di aver fallito come padre. Non ci siamo resi conto di quello che stavi subendo. Non puoi neanche immaginare che tormento sia per noi. Non siamo stati in grado di proteggerti,” dice e le si spezza la voce.

“Mamma, non è stata colpa vostra. Neanche un po’! Quindi, per favore, dimenticatevene. È andata così. Appartiene al passato…” dico, ma lei m’interrompe.

“No, Christian! Dammi qualcosa! Dammi un momento per soffrire … Sono arrabbiata con me stessa, con tuo padre e con te per ragioni diverse, ma tutte si ricollegano ad Elena. Ma Ana, lei è giusta per te. Ti rende felice e ti ama. Non sai come mi renda felice vederti sereno e innamorato! Ti meriti di essere felice! Quindi, non essere arrabbiato con tuo padre e non allontanare Ana da noi per punirlo,” dice con fervore.

Sono sorpreso dalle sue parole.

“Oh, io… no, certo che no, mamma. Il solo pensare alla conversazione che abbiamo avuto ieri e come papà abbia teso un’imboscata ad Ana mettendola con le spalle al muro di fronte al contratto prematrimoniale mi fa ancora arrabbiare! Non voglio che succeda di nuovo. Anastasia sarà mia moglie. Ti sarebbe piaciuto se tuo suocero ti avesse messo con le spalle al muro in questo modo? So meglio della maggior parte delle persone che viviamo in un mondo cinico, mamma. Ma per un qualche miracolo ho incontrato l’altra metà della mia anima, la parte più importante e buona, in Ana. Mi assicurerò che ogni cosa che io e Ana facciamo rafforzi la nostra unione e non che la indebolisca.”

“Capisco perfettamente, tesoro. Tuo padre è un avvocato da molto tempo e ha visto le persone più insospettabili mettere in atto strategie inimmaginabili. È attento ai tuoi interessi come solo un padre avvocato può essere e a volte magari esagera un pochino…”

“Un pochino, mamma?”

“Va bene, tanto. Si prende cura di te a modo suo e non che io approvi quello che ha fatto. Avendo conosciuto Ana, non sono d’accordo con il suo ragionamento, lo sai, ma tuo padre ritiene che tu stia mettendo molto in ballo dal punto di vista finanziario nel tuo matrimonio e il contributo economico di Ana è tutt’altro che vantaggioso…” dice e io sbuffo alla sua risposta.

“Mettila in questo modo, mamma. Quando mi avete trovato la prima volta, ero il figlio affamato, sporco e sottosviluppato di una puttana drogata che veniva picchiata dal suo protettore del cazzo! Le cose non avrebbero potuto essere peggiori. Ma voi mi avete adottato, mamma! L’avete fatto e io non ve lo ripeto mai abbastanza, ma voi mi avete salvato la vita! Senza dare importanza al mio passato e ai problemi che avrei potuto avere. Ho lavorato duramente. Molto, molto duramente per racimolare la mia fortuna e avere successo nel mondo degli affari. Non sono forse io che decido con chi e come condividere i miei guadagni? Forse dal punto di vista finanziario lei non contribuirà, ma non m’interessa. Sono molto bravo a fare soldi. Lei mi dà tutta se stessa, il suo amore, la sua capacità di capirmi, di perdonarmi. Da quando stiamo insieme, io sono risorto…” è come se mi stessi confessando. “Puoi dare un prezzo a tutto questo?”

“Vedo la differenza. So che sei sbocciato da quando lei è con te. Provo una profonda ammirazione nei suoi confronti,” dice e la sua risposta ammorbidisce il mio cuore.

“Lei è la mia vita, mamma. L’amo più di me stesso. Non so cosa farei senza di lei,” dico deglutendo.

“Spero che non lo dovrai mai scoprire, tesoro. È una così brava ragazza. Le voglio bene perché so che ti ama. Tu meriti di essere amato, senza nessuna condizione. Parlerò con tuo padre. Cerca di essere comprensivo, Christian. Ti prego. Puoi farlo per me, tesoro? Fa così perché ti vuole bene e sente di averti deluso. È la sua infelicità che lo rende così. A volte si fa una cosa, la si trascura o non la si fa, e quando te ne rendi conto, vorresti tornare indietro nel tempo per sistemarla, ma non si può perché è come l’acqua sotto un fiume che danneggia le cose che ami più della tua stessa vita. Puoi cercare di essere comprensivo e gentile con lui?”

“Lo capisco meglio di quanto tu possa immaginare, mamma. Farò del mio meglio, ma ti prego, digli di lasciare fuori Anastasia dalla faccenda. Non ho intenzione di negoziare qualcosa se si tratta di lei. Può anche arrabbiarsi, ma la sua rabbia deve essere verso di me e non verso di lei. Voglio che i miei confini siano rispettati.”

“Mi assicurerò che non venga coinvolta ancora, tesoro. Ti chiedo scusa per ieri e per oggi. Vuoi che chiami Ana per scusarmi?”

“No, mamma. Non voglio che venga a sapere di oggi. Ne sarebbe ferita. Non voglio che questo incidente influenzi negativamente la mia relazione con lei. Per favore, assicurati che nessuno della famiglia lo venga a sapere. Neanche Mia, o Elliot; lo direbbe alla sua ragazza, che lo direbbe a lei. Non voglio che mi lasci perché pensa che voi non la stimiate,” dico riuscendo a malapena a controllare la voce.

“Mi dispiace così tanto… per ieri e per oggi. Noi ti vogliamo bene! Anche i genitori commettono degli errori. Dagli un po’ di tempo per superare la faccenda di Elena. È stato uno shock. Non è stato più lo stesso da sabato sera. Ne è uscito devastato” dice facendomi rabbrividire. Anch’io, ma non glielo dico. Non è la cosa più facile da digerire quando i tuoi genitori scoprono che hai iniziato a scoparti l’amica di tua mamma a quindici anni, senza tener conto del fatto che mi avesse sedotto.

“Va bene, mamma,” dico.

“E Christian, sono felice che tu e Ana abbiate deciso di sposarvi qui. Io e Mia ce la spasseremo a organizzare il vostro matrimonio. Nel frattempo, ti porteremo via Ana spesso questo mese, perché abbiamo bisogno del suo consiglio.”

“Va bene, mamma. Devi metterti d’accordo con lei. Cerca di non portarmela via troppo a lungo,” dico rimproverandola.

“Farò del mio meglio, tesoro. Adesso ti lascio andare. Ti voglio bene.”

“Anch’io ti voglio bene, mamma,” rispondo.

“Per favore, abbi pazienza e non rovinare la relazione con tuo padre in un momento così importante. È molto deluso e confuso. Conoscendo tuo padre, non si è mai sentito così. Non l’ho mai visto in questo stato.”

“Lo terrò presente, mamma. Grazie,” dico riagganciando.

Mi passo entrambe le mani tra i capelli. Appoggio il Blackberry sulla scrivania e mi lascio cadere indietro sulla sedia bruscamente, tanto che la pelle protesta sotto il mio peso. I miei pensieri tornano a ieri. Doveva essere semplicemente una colazione a casa dei miei genitori, ma mia mamma non era riuscita a tenere la bocca chiusa e aveva detto a papà di me ed Elena. Quando siamo arrivati a casa dei miei genitori, lo sguardo di mio padre fumava come l’Old Faithful , ma è riuscito comunque a fare un sorriso a beneficio di Anastasia, anche se ovviamente non si è esteso ai suoi occhi.

Mia e mia mamma si sono messe subito a parlare con Anastasia del matrimonio imminente e io sono rimasto con mio padre.

“Ho bisogno di parlarti, Christian. Seguimi nel mio studio per favore,” mi ha detto, senza nemmeno darmi la possibilità di dire di no. Avevamo parlato di Elena la sera prima, dopo che mia mamma non era riuscita a tenere la bocca chiusa. Mi chiedevo di cosa si trattasse questa volta. Ha camminato verso il suo studio, lasciando che lo seguissi. Mi ha tenuto la porta aperta aspettando dietro di essa come un preside che sta per sgridare lo studente più problematico anche se la cosa non gli procura nessun piacere. Dopo che sono entrato, ha chiuso la porta.

Ci siamo guardati per un lungo minuto. Il suo sguardo era arrabbiato, furioso e non riusciva a contenere l’ansia. Il mio era impassibile: indossavo ancora la mia maschera d’indifferenza.

“Tua madre era sconvolta ieri, come lo ero anch’io. Non posso dire di biasimarla. Non sono riuscito a dormire tutta notte,” ha iniziato. “Sono sempre stato fiero di essere un uomo istruito, razionale e responsabile. Pensavo che i miei piedi fossero saldamente piantati a terra. Tu mi hai fatto sentire incredibilmente stupido come mai mi ero sentito prima. Uno sciocco, un dannato sciocco!” si lamentava. Non mi aspettavo che dicesse questo.

“Stupido? Come? Perché?” ho chiesto non riuscendo a trattenere la mia curiosità.

“Perché per la prima volta in vita mia, i miei piedi non erano a terra. Tu mi hai ingannato quando avevi quindici anni! Ce l’hai tenuto nascosto. Te ne sei approfittato sotto i nostri occhi, e noi… io,” si è corretto subito, “Avrei dovuto capirlo. Eri solo un ragazzino! Mi sento stupido, cazzo! Me ne sarei dovuto rendere conto e aiutarti. Sono più arrabbiato con te ora di quanto non lo fossi quando ci hai detto che lasciavi Harvard, perché eri sveglio abbastanza da sapere cos’era meglio fare, almeno dopo un po’ di tempo. Pensavo di averti dato il buon senso. Almeno di venire da me… Mi odiavi così tanto da non pensare che fosse abbastanza sicuro confidarti con me e chiedere aiuto?”

“Cosa? No! Papà, no!”

“Se non fosse per l’insistenza di tua madre, che ritiene che questo comprometterebbe la tua reputazione, andrei a denunciare quella stronza immediatamente! Non potresti dire o fare niente per fermarmi! Ma questo ferirebbe tua madre. Elena Lincoln ti ha fatto del male, e facendo ciò ha ferito anche mia moglie. E nessuno può fare questo a mia moglie! Nessuno fa del male a mio figlio e la passa liscia!”

“Papà! Ormai appartiene al passato. Nemmeno io ho messo fine alla cosa. Avrei potuto. Sono colpevole quanto Elena.”

“Eri minorenne!”

“Lo so, ma solo per tre anni! Siamo andati avanti per sei anni! Avevo ventun’anni quando è finita.”

“Ventuno?” chiede scettico. “Ne sei sicuro? Da quello che ha sentito tuo madre dal tuo litigio con Elena, sembrava che lei nutrisse ancora dei sentimenti per te!”

“Sentimenti? Lei non sente niente, papà. Era solo sesso! E adesso è finita. È finita da anni. Ho commesso un errore, che non ripeterò di nuovo.”

“E Anastasia?”

“Cosa?” chiedo preoccupato.

“Anche lei è un altro dei tuoi errori?”

“Che cosa vuoi dire?” ringhio facendo automaticamente un passo verso mio padre. Lui non vacilla. Rimane fermo dove si trova.

“La conosci da quanto? Cinque minuti, e stai per sposarla. Sembra una ragazza grandiosa, non fraintendermi. Ma, ci hai pensato abbastanza? Il matrimonio non è come un errore da prima media che puoi eliminare con una mano e dimenticare.“

“Non sai niente di lei!”

“No, ma sono stato informato sulle tue scelte in fatto di donne,” dice facendomi perdere la calma.

“Le mie scelte in fatto di donne? Che diavolo vuoi saperne tu? Stai parlando di una donna che mi ha sedotto quando avevo 15 anni! Non ti permettere di mettere Anastasia sullo stesso livello di Elena! Io amo Anastasia, e lei ama me!”

Mio padre si agita un po’ e poi si ferma proprio di fronte a me.

“Va bene. Te lo concedo. Ecco la mia controprova, figliolo. Se lei davvero ti ama, non si farà di certo spaventare da una firma sul contratto prematrimoniale. Questo proteggerà…”

“Col cavolo che lo farà!” ringhio, la rabbia che mi sale dentro. “Questa conversazione è finita!” Mi giro per uscire dalla porta.

“Non ti permettere di uscire da quella porta, cazzo! E’ quello che fai sempre! Non affronti i tuoi problemi, non fai altro che scappare!” urla. Appena la mia mano raggiunge la porta, mia madre entra con un’espressione sul volto alla non-prendermi-per-il-culo.

Si chiude la porta alle spalle, facendo scattare la serratura e mettendosi la chiave in tasca.

“Sedetevi, entrambi!” ordina, con un tono che suggerisce di non fare cazzate.

“Cara, mi dispiace…”

“Ho detto, siediti, Carrick!” lo fissa, e con riluttanza le obbediamo entrambi, mettendo il broncio come una coppia di adolescenti.

“Che cosa sta succedendo qui?” Restiamo entrambi testardamente in silenzio.

“Christian?” si rivolge a me. Faccio spallucce, dicendo niente.

“Carrick?” si rivolge a papà, e lui incrocia le braccia sul petto, con un gesto difensivo, lasciandosi andare sulla sedia, fissando niente in particolare.

“E’ quello che pensavo. Va bene, uomini Grey. Tu puoi mettere il broncio, ma non lascerai questa stanza finché non mi dirai che cosa avete voi due. Questa è la tua fase due, quella del rinfacciagli di Elena, Carrick? E’ per questo che state litigando?”

“L’ho fatto, però, non litigavamo per Elena,” mio padre le risponde con tono più dolce ma fermo.

“E allora di che si tratta?” chiede. Lui non dice niente.

“Christian?” si rivolge a me. Non dico niente.

Mia madre si mette le mani sui fianchi.

“Carrick! Il divano del soggiorno di sotto ha il tuo nome scritto sopra se non mi dici cosa sta succedendo tra te e nostro figlio!!” minaccia mio padre, e questo sortisce il suo effetto.

“Si tratta di questo,” dice mio padre mostrandole un documento stampato delle dimensioni della prima edizione di Orgoglio e Pregiudizio. Non so perché ci ho pensato. Spalanco la bocca di fronte alla sua insolenza. Sarà l’arroganza di mio padre o il suo ego ferito da padre?

“Hai già steso un documento? Non ci posso credere! Quando hai avuto il tempo per farlo?” grido.

“Stanotte… Dopo aver parlato con te,” dice con la testa abbassata.

Mia madre fissa il documento, e la sua testa scatta per guardare mio padre.

“Perché avresti dovuto farlo, Carrick? Questo è nostro figlio!”

“Sì, nostro figlio, del quale delle donne si sono già approfittate in passato!”

“Una donna! Dannazione! Non mettere Anastasia ed Elena sullo stesso livello! Fanculo, me ne vado! La chiave, mamma!”

“Siediti, Christian,” dice mia madre dolcemente, gentilmente, addirittura ferita. Mi siedo.

“Carrick, tesoro… Anastasia non ha fatto lo stesso con Christian. E’ stata Elena. Anastasia è soltanto una vittima della situazione. Non dev’essere stato facile scoprire che il suo fidanzato è stato…” si ferma per provare a trovare la parola meno offensiva, trovandola, alla fine, e continua, “deflorato da una molestatrice di ragazzini, e il fatto che io l’abbia invitata alla festa di compleanno di Christian, la sera in cui hanno annunciato il loro fidanzamento! Quella povera ragazza! Chissà cosa pensa di me! Ha dovuto tollerare Elena e badare alle apparenze per tutti noi! E cosa ancora peggiore, Elena glielo ha sbattuto in faccia!”

Il viso di mio padre cambia, all’inizio sembra afflitto, poi colpevole e mortificato.

“Lo so. Mi sento… Mi sento inadeguato… Confuso. Mi sento solamente… vecchio,” dice alzando gli occhi su di lei, con sguardo stanco, sembrando Atlas che si curva sotto il peso del mondo. “Mi sono sentito come se mi avessero tirato via il tappeto da sotto i piedi, e ora ho questa, questa orribile urgenza di sistemare quello che non sono riuscito a fare… Ciò che non avevo capito… Sarei dovuto essere capace di proteggere mio figlio, Grace! Avrei dovuto saperlo. Adesso, sto provando a riparare… Sto provando a fare la cosa giusta per mio figlio. Sto provando a proteggere i suo i interessi, anche se non si rende conto che è ciò che sto facendo. Ana è una ragazza grandiosa. Una ragazza meravigliosa!” dice con fervore. “E’ la cosa migliore che ti sia mai capitata, Christian! E’ davvero…” aggiunge guardandomi con occhi determinati.

“Ma questo è un mondo cinico, figliolo. Dovresti saperlo. Le cose belle possono svanire velocemente, in un battito di ciglio. Ti sei isolato dal mondo, ma io lo vedo un giorno sì e l’altro pure in tribunale. Se lei ti ama davvero, anche lei vorrà proteggere i tuoi interessi,” dice con fervore.

“Carrick, adesso basta!” dice mia madre senza che io riesca a proferire parola.

“Discorso chiuso. E’ una cosa che devono decidere tra di loro. Non sono affari tuoi.”

“Ma, Grace…”

“Il giorno in cui l’inferno gelerà io parlerò con lei di questo!” dico alzandomi.

“Bene!” mio padre risponde alzando le mani in segno di resa. “Capisco quando sono in inferiorità numerica, e non scommetterei mai contro tua madre, Ma, ti prego, figliolo, semplicemente, consideralo. Sono solamente preoccupato per te.”

“Papà… Ti prego, lascia stare!”

Sospira e non dice niente.

“Va bene, uomini Grey. Stringetevi la mano e fate la pace. Abbiamo una meravigliosa colazione da mangiare, e prima che il resto della famiglia venga a cercarci, calmatevi. Forza!” dice mia madre, e mio padre le prende la mano per poi uscire dall’ufficio. Pensavo che avrebbe lasciato stare la questione fino a dopo colazione.

*****

Andava tutto bene, finché dopo colazione Mia ha iniziato a strillare, senza sapere cos’era successo prima, mentre navigava in internet.

“Guardate qui!” gridò mettendo il suo notebook sul tavolo della cucina, davanti a tutta la famiglia. “C’è un articolo di gossip sul sito del Seattle Nooz riguardo il vostro fidanzamento, Christian,” informò tutti.

Mia madre era sorpresa perché si trattava della mattina dopo il nostro annuncio per parenti e amici soltanto.

“Già?” disse. Ma ricordando quello che era successo tra me e mio padre meno di un’ora prima, decise di chiudere la bocca, e io le feci un’occhiataccia per essere così ovvia. Ma, mia sorella, che era completamente all’oscuro del mondo, cazzo, in cui vive la sua famiglia, continuava a leggere il blog ad alta voce.

“Alcune voci che hanno raggiunto il The Nooz, affermano che lo scapolo più desiderato di Seattle, Christian Grey, abbia finalmente abboccato all’amo e i fiori d’arancio sembrano essere nell’aria. Ma, chi è la fortunatissima ragazza? The Nooz è alla ricerca. Scommettiamo che sta leggendo un contratto prematrimoniale con i fiocchi.”

Mia ridacchiò e dovetti farle un’occhiataccia per farla fermare, dato che Anastasia aveva un’espressione shockata, e l’aria era diventata gelida nella stanza. Anastasia mi guardava in apprensione, e scossi la testa, dicendo, “No.” Ma, mio padre doveva aprire la sua fottuta bocca portando avanti la nostra conversazione come se non l’avessimo chiusa stamattina.

“Christian,” mi disse gentilmente, provando a persuadermi.

“Non voglio discuterne di nuovo,” scattai. Che cazzo! Davanti ad Anastasia! Non ho più 15 anni, non posso essere sgridato, e messo in guardia così! Poi si rivolge nervosamente ad Anastasia, aprendo la bocca per dirle qualcosa! Dovetti tagliare corto!

“Niente contratto prematrimoniale!” gli urlai. Di tutta la gente, dev’essere mio padre a farmi venire un infarto! Riesco appena a contenermi e mi sforzo di tenere lo sguardo sul WSJ che tenevo in mano, concentrandomi sulle notizie finanziarie. Sento lo sguardo di tutti su di me e su Anastasia. Penso che abbia fatto sentire Anastasia molto a disagio, e in dovere di dire qualcosa.

“Christian,” disse con tono dolce. “Firmerò qualsiasi cosa che tu e Mr. Grey desiderate,” continuò. Certo che lo farebbe. Lei mi ama, e io la amo per questo, ma questo è fuori discussione. Ma non voglio che ci siano delle barriere tra noi. Nessun contratto che possa mettere delle barriere tra di noi, non è l’intimità che voglio con lei.

“No!” scatto, riversando la mia rabbia su di lei.

“E’ per proteggerti,” continua.

“Christian, Ana, penso che dovreste discuterne in privato,” dice mia madre ammonendoci entrambi, probabilmente non volendo vedere mio padre che si intromette ancora, e fissando sia mio padre che Mia.

“Ana, non si tratta di te,” mio padre mormora un po’ dispiaciuto, provando a rassicurarla. “E, ti prego, chiamami Carrick.”

Perché, cazzo, sta ancora parlando? Gli ho appena dato un’occhiata glaciale, la mia rabbia è concentrata soltanto su di lui. Sta provando a rovinare la mia relazione con Ana? Fatti subito i cazzi tuoi!

Mia madre, Mia e Katherine hanno iniziato a sparecchiare il tavolo della colazione, consapevoli di parlare dell’affascinante mondo delle salsicce contro il bacon. Il buon umore di Anastasia è andato, ed è persa tra le sue dita aggrovigliate. So a cosa sta pensando; è quello che temevo, e per questo non volevo che venisse a conoscenza di questa conversazione. Pensa che i miei genitori la considerano una cacciatrice di dote, cosa non vera, e anche se così fosse stato, non me ne sarei fregato un cazzo. Io la conosco! Ecco cosa importa. Eravamo seduti uno accanto all’altra, ed ora si è allontanata di chilometri. Allungo la mano e prendo entrambe le sue mani.

“Smettila,” dico con fervore.

Lei alza lo sguardo cercando i miei occhi. “Ignora mio padre. E’ incazzato per la questione di Elena. Quella roba era tutta mirata a me. Vorrei che mia madre avesse tenuto la bocca chiusa,” dico in un sussurro che soltanto lei può sentire.

“Ha ragione, Christina. Sei molto ricco, e io non sto portando niente nel nostro matrimonio, se non i miei debiti studenteschi.” Niente? Lei è tutto ciò che voglio, tutto ciò di cui ho bisogno. Non mi sarebbe importato se fosse stata ricca. Io ne ho abbastanza; in più, so come fare soldi. Anastasia, d’altro canto, è il mio porto sicuro. E’ la proprietaria del mio cuore. E’ ciò che mi fa sentire vivo. Non è un rivale, non ha eguali. Questo la rende davvero preziosa. Soltanto questo supera tutti i miei soldi. Senza di lei, non ho nulla.

“Anastasia, se mi lasci, potrai anche prenderti tutto. Mi hai già lasciato una volta. So come ci si sente.”

“Quello era diverso,” sussurra. “Ma… potresti volermi lasciare tu,” dice con un’espressione nauseata. Sbuffo, e scuoto la testa in una smorfia di disgusto.

“Christian sai che potrei fare qualcosa di eccezionalmente stupido, e tu…” abbassa lo sguardo sulle sue mani intrecciate, ancora una volta, contorcendosi come se l’avessi accoltellata, il suo viso cambia. Non posso sopportarlo. Mio padre sa molto bene come incasinare le cose, cazzo.

“Smettila. Smettila adesso. Il discorso è chiuso, Ana. Non ne parleremo più. Niente contratto prematrimoniale. Né ora, né mai!” la guardo imprimendo il carattere definitivo alla mia decisione, e mi rivolgo a mia madre.

“Mamma, possiamo fare qui il matrimonio?” e ovviamente sento l’urlo deliziato di mia madre. Lo sguardo di Ana, con il quale si rende finalmente conto che anche loro la amano, mi fa fare un sospiro di sollievo.

*****

Al momento, tutto quello che voglio fare è abbracciare la mia ragazza. Ma prima, controllo la mia e-mail:
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Sogno ad occhi aperti…
Data: 20 Giugno 2011 15:07
A: Christian Grey

…fiori di campo e te e le tue mani, e la tua lingua, e una rimessa per le barche con le luci soffuse e pareti rustiche. Mi manchi.

Ti Amo
La tua fidanzata
A x
______________________________________________________________
Fanculo la risposta! La porto subito a casa.

Esco dal mio ufficio, dove Taylor sta aspettando impassibile.

“Pronto, signore?” chiede.

“Sì,” rispondo. Non deve nemmeno chiedere dove andare. Lo sa.

Chiamo Anastasia al cellulare mentre siamo già per strada.

“Ciao, Christian,” risponde al telefono.

“Hai richiesto la mia attenzione, e ora ce l’hai, piccola. Raccogli le tue cose, sto venendo a prenderti.”

“Cosa? Ho ancora da lavorare per un’altra ora,” risponde.

“Beh, stando al mio orologio, il tuo orario di lavoro è finito.”

“Non ho chiesto al mio capo, se…”

“Il capo del capo del tuo capo dice che puoi andare. In effetti, insiste,” dico con la voce più salace che significa non-puoi-persuadermi-a-fare-altro. Il fatto è che ho bisogno di lei. Ho avuto una giornata di merda. Un mucchio di cose stanno succedendo senza il mio controllo, ed è una cosa che odio. Devo avere il controllo. Anastasia è il mio porto sicuro, le mi dà pace, ed eccitazione. Risveglia sentimenti in me che non sapevo nemmeno esistessero. Il fatto che qualche stronzo sia lì fuori provando ad uccidermi, è stato confermato, anche se l’ho sempre sospettato, e questo mi fa diventare matto. Ma, sospetto e consapevolezza sono due cose di verse. Adesso, lo so. E la merda che mio padre ha tirato fuori oggi! Posso gestire il disastro ferroviario che è scaturito dalla mia stessa merda, ma la mia famiglia? Andiamo! Fatemi fare una pausa!

“Christian, devo lavorare…” la fermo.

“Anastasia, manca solo un mese al nostro matrimonio, e c’è tanto da fare. Sono sorpreso che io sia l’unico a ricordartelo. Pensavo che le ragazze pianificassero il loro matrimonio fin da bambine, più o meno!” dico cambiando modo di fare.

“Oh! Hai ragione…” dice pensando.

“Non penso che tu dovresti lavorare a tempo pieno almeno finché non saremo tornati dalla luna di miele. Questo sarà un mese intenso. Cosa sarà mai un ora oggi. Pensavo che ti piacesse passare il tempo con me,” dico abbassando la voce.

“Infatti! Christian, mi piace. Ma…”

“Niente ma Anastasia. Siamo proprio dietro l’angolo. Prendi le tue cose. Altrimenti se Dio mi aiuterà, ti caricherò sulle mie spalle davanti ai tuoi colleghi come un uomo di Neanderthal e ti darò un bel schiaffo sul tuo culo delizioso.”

“Non avresti il coraggio!”

“Oh, piccola, non tentarmi. Sai che lo farei,” dico con voce profonda. Non voglia disobbedienza da lei, non oggi. Il mio sguardo incontra quello di Taylor nello specchietto retrovisore. È leggermente divertito.

“Bene! Sarò fuori dell’edificio tra pochi minuti. Aspettami. Non c’è bisogno che mi trascini fuori…” dice esasperata. Un mese…ancora un mese…ancora un mese… mi dico. Ora questo è il mio mantra. Una volta che saremo sposati, allora mi obbedirà. Non dobbiamo discutere sul fatto che lei sia d’accordo con me su questioni semplici come il venire a casa con me. Lei prometterà di obbedirmi. Se non ascolterà, le ricorderò la promessa che ha fatto davanti a Dio e a tutti coloro che sono vicini e cari. Oppure, mi divertirò a sculacciarla per rettificare la situazione. In entrambi I casi, sarà una vittoria. Rilassato, mi risiedo. Taylor gira l’ angolo, e siamo di fronte alla SIP.

“Signore, ci sono dei fotografi che aspettano fuori. Vuole che vada sul retro, e far uscire Miss Steele da lì?”

“No, Taylor. Perché se loro non ci vedono insieme adesso, la ossessioneranno. Diamogli quello che vogliono, e stronchiamo tutto sul nascere. Di a Sawyer di seguirci nella macchina di Miss Steele,” dico, ed esco dall’auto. Taylor si acciglia ma non dice niente.

Appena vedo Anastasia uscire dall’edificio, esco dall’auto, e cammino verso di lei a passi veloci. Taylor esce veloce dell’auto e corre verso di me. È ansioso vedendo quella folla sconosciuta. Quando I giornalisti mi vedono, le fotocamere iniziano a scattare in entrambe le direzioni. Anastasia sembra un cervo davanti ai fari, ma la raggiungo velocemente con un sorriso rassicurante, e la prendo tra le braccia. Quando il suo sguardo si intreccia al mio, sembra rilassata e io le prendo la mano, lanciandole un sorriso che ho riservato solo per lei, rassicurandola, implorandola di aver fiducia in me, e lasciare che io mi prenda cura di lei. Lei capisce, e mi sorride.

Le mie braccia la circondano protettive, una mano sulla schiena e l’altra la cinge dolcemente il collo. Noi chiudiamo le labbra. La connessione tra di noi incendia le nostre sinapsi e l’elettricità scorre nel mio corpo, e l’energia ronzante ci lega. La mia lingua scivola nella sua bocca, accarezzando la sua lingua e lei si incendia istantaneamente. Ma non voglio che altri vedano quando lei possa diventare passionale e ritraggo la mia lingua riluttante. Non riesco a sentire I fischi dietro di noi, e sigillo il tutto con un bacio casto.

“Mr. Grey! Mr. Grey! Congratulazioni signore! Sono del Seattle Times. Può presentarci la sua fidanzata?”

“E il suo nome?” chiedo, lui è troppo ansioso di rispondere.

“Sono Andy Ritter.”

“Andy, questa è la mia fidanzata, Anastasia Steele.” Anastasia gli sorride timida mentre le mie braccia la stringono, possessivamente e la cosa non sfugge ai fotografi, che scattano foto in rapida successione. Anastasia si irrigidisce a tutta quell’attenzione, ma io la stringo in modo che nessuno possa arrivare a lei.

“Mr. Grey! Miss Steele! Sono del Seattle Nooz. Possiamo farvi una domanda?”

“L’hai appena fatto,” rispondo.

“I nostri lettori vogliono sapere del contratto prematrimoniale,” dice e Anastasia diventa rigida.

“E allora?” chiedo impassibile.

“Cosa contiene, signore?”

“Perché questo ti interessa?” chiedo acutamente, notando la sua fede.

“Perché I nostri lettori lo vogliono sapere.”

“Abbastanza onesto, ma dimmi il nome di tua moglie,” dico e Anastasia si volta verso di me.

“Uhm. Marilyn.”

“Cos’ha firmato Marilyn prima che vi sposaste?”

“Uhm, niente. Ma, io non o le sue consistenti risorse, signore,” dice quasi beffardo.

“Perché? Non lavori sodo? Come spendi il tuo reddito meno considerevole?”

“Signore?”

“Non vuoi dirmi come spendi I tuoi soldi?”

“No, perché non la interessa. Di lei invece sì.” dice sogghignando. Quindi, questo è il tuo gioco. Stringo gli occhi su di lui e focalizzo.

“Ma, a me interessa molto sapere come spendi I tuoi soldi. E anche la mia fidanzata. Non è vero, piccola?” chiedo ad Anastasia, e lei annuisce. Lei sa cosa sto facendo. Brava ragazza! “Dimmi, marito di Marilyn, come spendi I tuoi soldi, cosa ne fai, quanti soldi hai assegnato a tua moglie se doveste divorziare?” Lui si muove a disagio sotto il mio sguardo diretto.

È privato, signore.”

“La tua vita è privata, ma la mia no? Non ho forse gli stessi tuoi diritti?” gli chiedo acutamente, ma mantengo un sorriso smagliante, e mi volto verso gli altri giornalisti. “Sono felice di rispondere alla domande finché io e la mia fidanzata non saremo perseguitati, o la nostra privacy violata. Penso come un cittadino qualunque, ho gli stessi diritti di privacy di ognuno di voi. Apprezzo che voi veniate e spediate del tempo per incontrare la mia fidanzata. Sono più che felice di presentarvela,” dico guardandola rassicurante, “ma, non voglio che cerchiate di invadere la sua privacy, o spaventarla. Questo vi garantirà solo una stanza di avvocato invece che una conversazione piacevole. Il mio ufficio di pubbliche relazioni rilascerà una dichiarazione in serata. In ogni modo come potete vedere, ho lavorato tutto il giorno, e così anche Miss Steele; vogliamo solo andare, mangiare qualcosa, andare a casa e rilassarci. Grazie a tutti per essere venuti.”

“Mr. Grey!” urla un giornalista. “Cosa fa Miss Steele?”

“Lei è qua vicino a me. Perché non lo chiedi a lei?” dico rassicurandola con la mia presa salda.

“Mi scusi signora. Miss Steele, Randy Harford del Tribune. Cosa fa per la SIP?”

“Sono un editore,” risponde.

“Grazie signora,” dice sorridendole in risposta al suo sorriso timido. Cazzo, ha un altro ammiratore. Io annuisco e porto Anastasia verso il SUV. Sentiamo i flash dietro di noi.

“Baciala!” urla qualcuno.

“Che diavolo!” dico, prendo Anastasia, e la bacio, sorridendo sulle sue labbra. Quando siamo entrambi senza fiato, la rialzo, la accompagno nel SUV e la seguo all’interno mentre Taylor chiude la porta dietro di noi.

“Cos’è successo? Non hai mai mostrato affetto in pubblico,” chiede Anastasia stupefatta.

“Dandogli qualcosa da scrivere, mi sono assicurato la tua sicurezza, prevenendo che ti disturbino in futuro. Lanciandogli un osso…” dico.

“Oh,” risponde.

“Com’è andata la tua giornata?”

“Impegnativa. Ho letto tanti manoscritti, fatto una riunione, e ora vado a casa con te,” dice sorridendo.

“Sei così Miss Steele. Cos’hai mangiato a pranzo?” chiedo impassibile. Lei arrossisce immediatamente. Merda! Non ha mangiato. Non risponde.

“Anastasia?” la blandisco.

“Cornetto, e un po’ di tè.”

“Ana! Non puoi passare la giornata mangiando solo un cornetto,” dico e il mio sguardo si scurisce.

“Non mi sentivo di mangiare dopo questa mattina, Christian,” risponde petulante.

“Anastasia, non capisco perché mi sfidi in ogni momento! Voglio che tu mangi. Non hai ancora ripreso il chili che hai perso!”

“Mi piace essere magra,” ribatte lei.

“Mi fa sentire in colpa vedere che non mangi, come se non riuscissi a prendermi cura di te. Che non mi permetti di prendermi cura di te!” dico.

“Oh, Christian, è solo un pasto! Passaci sopra!”

Socchiudo gli occhi su di lei. “Sai che posso metterti sulle mie ginocchia,” dico. Lei guarda nervosamente verso Taylor.

“Non avresti il coraggio qua!” sussurra lei. La raggiungo e velocemente slaccio la cintura e la metto sulle mie ginocchia dandole un sonoro bacio sul sedere.

“Oww!” urla lei più per la sorpresa che per il dolore. Taylor guarda in avanti zelante senza nemmeno incrociare il mio sguardo nello specchietto retrovisore.

“Cosa stavi dicendo Anastasia?” chiedo. Mentre si strofina il sedere con la mano, la prendo in braccio, e la abbraccio. Baciandole la testa, sussurro, “Non sfidarmi. Ma sospetto che non lo farai dopo che saremo sposati.”

“Come fai a dirlo? Io sono quello che sono, Christian. Devi prendermi per quello che sono.”

“Ti prendo per quello che sei. Ma tu devi obbedirmi, perché ti devo proteggere. Dio, sembra come che io stia cercando di proteggerti contro te stessa. Sto cercando di garantire il tuo benessere, Ana!”

“Christian, cosa ti fa pensare che cambierò dal giorno alla notte una volta che saremo sposati? Questa è quella che sono,” dice cercando il mio sguardo.

“Perché tu prometterai di obbedirmi. È scritto nelle promesse matrimoniali,” dico con sicurezza.

“Ma, Christian, non voglio pronunciare voti che non si addicono a noi. Pensavo che avremmo scritto noi le promesse.”

“Cosa c’è che non va con quelle che sono state scritte? Le persone le hanno pronunciate per centinaia di anni, e ha funzionato bene fin ora.” rispondo io rimettendola sul sedile e cercando di valutare la sua reazione.

“È questo il problema, Christian. Sono vecchie! Io e te siamo unici. Voglio che nelle nostre promesse ci siano Christian e Ana. Non viviamo nel Medioevo; l’ ho scoperto oggi. Sono state scritte originariamente nel 1549 e si basavano su testi latini precedenti. Chi può sapere quando sono state scritte!” dice lei.

“A cosa ti opponi quindi? Deve esserci qualcosa che non ti piace.”

“Non riflettono il nostro amore, e la nostra devozione,” dice girando intorno alla mia domanda.

“Esaminiamoli, possiamo?”

“Qui? In macchina?” chiede. “Possiamo aspettare di essere a casa per favore?” dice guardando Taylor . Io annuisco riluttante. Fanculo! Non vuole obbedire. C’è un nodo della mia gola che non va giù. Mi sento schiacciato. Guardo fuori dal finestrino finché non arriviamo all’ Escala, imbronciato. Come posso farglielo accettare? Come? Come? Dove posso farle capire le mie ragioni? Stanza dei giochi o camera da letto? Sesso perverso o vaniglia? Quando Taylor arriva di fronte agli ascensori e si ferma del tutto, esco dalla macchina, e porgo la mia mano ad Anastasia, e dico, “Vieni,” con uno sguardo cupo. Il suo respiro si inceppa, ma non dice niente mentre prende la mia mano. Taylor parcheggia il SUV in uno dei miei posti.

Premo il pulsante di chiamata dell’ascensore. Mentre entro nell’ascensore tenendo la mano di Anastasia, un altro inquilino dell’edificio sta per entrare, e io gli lancio uno sguardo tagliente che lo fa fermare, e le porte dell’ascensore si chiudono lasciandolo fuori. Inserisco il mio codice per l’attico. In questo piccolo spazio la nostra attrazione si percepisce chiaramente. Ciò che ci spinge l’uno verso l’altra è tangibile e scoppia di energia. La mia mano raggiunge il suo viso e accarezzo la sua guancia con le nocche. Lei chiude gli occhi, e si appoggia al mio tocco. Lei respira il mio profumo, gli occhi chiusi come se mi connettessi alla sua mente solo toccando il suo naso e la sua fronte. Sento un terremoto nel suo corpo. Lei chiude lo spazio che ci divide prendendo I miei capelli e tirandomi più vicino a lei, si alza sulle punte e tocca le mie labbra con le sue. Questa semplice connessione è l’ancora di salvezza alla quale mi aggrappo. Impotente mi appoggio, e contraccambio. All’inizio piano, sentendola, percependo la sua vicinanza, inalando il suo profumo inebriante, e il suo corpo attaccato al mio… Il desiderio divampa dentro di me, afferro la sua coda, la tiro e inclino la sua testa indietro per bloccare saldamente le mie labbra sulle sue. La mia lingua lavora nella sua bocca e trova la sua catturandola e succhiandola. Lei geme nella mia bocca facendo crescere la mia erezione. La mia mano risale cercando alla cieca il pulsante di blocco dell’ascensore. Una volta trovato lo premo e l’ascensore si ferma tra il settimo e l’ottavo piano.

Anastasia è completamente eccitata e pronta per saltare sul mio cazzo e fare il suo lavoro. Bene! Mi giro e la spingo contro la parete dell’ascensore senza rompere il contatto e continuando il mio assalto al suo corpo. Mentre la mia erezione sta spingendo contro di lei, la mia lingua lavora nella sua bocca, la sua mascella e il suo collo. Una delle mie mani tiene il suo sedere e spinge I suoi fianchi contro l’erezione, mentre l’altra mano tira sensuale I suoi capezzoli. Posso farla venire così, ma non voglio.

“Senti piccola, sono eccitato, ti voglio, e ti desidero. Cazzo, voglio scoparti fino a Domenica!” sussurro salace nel suo orecchio mentre mordicchio il suo lobo. Avvolge una delle sue gambe intorno a me, cercando di tirarmi dentro di se.

“Mi vuoi Ana?” sussurro.

“Sì!” respira lei.

“Dillo!”

“Ti voglio, Christian!”

“Cosa vuoi che faccia Ana?”

“Prendimi!” dice ansimando, mentre inclina la testa indietro.

“Prenderti?”

“Sì!” ansima. “Prendimi, scopami, qui, adesso!” cercando di inclinare la testa di più, volendo che io la consumi.

“Perché, Miss Steele, non sei una creatura selvaggia? Mi prenderò cura di te piccola, ma non qua. Nella mia stanza dei giochi..”

“Cosa? Perché? Ti voglio adesso! Ho bisogno di te adesso!”

“Lo so piccola, mi prenderò cura di te.”

“Ti prego, Christian,” dice strofinando I fianchi contro la mia erezione. Mi controllo a malapena.

“Credimi piccola, voglio scoparti, e ti scoperò, ma a tempo debito. Nella stanza dei giochi. Voglio solo mostrati quanto sarebbe bello se tu…” obbedissi. Dico…

“Aspettassi?” chiede lei.

“Sì, aspettassi. Ho qualcosa in mente,” dico. Lei è tutta rossa, I capelli arruffati, e la camicetta fuori dai pantaloni. Le infilo la camicia, con pieno contatto dei nostri corpi, le liscio la gonna, e fisso la sua coda mentre il mio membro fa sentire la sua presenza mostrandole quanto è desideroso di scoparla, affondare dentro di lei. Posso sentire il suo cuore battere forte come le ali di un colibrì, il respiro irregolare. Tocco il contorno delle sue labbra col mio indice, notando un brivido passarle dentro. Digito di nuovo il codice per l’attico, e l’ascensore inizia a muoversi. Taylor ci aspetta già nell’ingresso.

“Signore, Welch ha appena chiamato, e attende di essere richiamato da lei,” dice.

“È urgente?” chiedo guardandolo. Lui capisce cosa intendo.

“Niente che non possa attendere signore,” replica impassibile.

“Bene, dopo quindi,” rispondo e spingo Anastasia verso la stanza dei giochi. Mentre apro la porta, guardo Anastasia con sguardo ardente. Le faccio una domanda, sapendo che non può rifiutare.

“Vuoi giocare, Ana?”

“Sì!” dice col respiro affannato.

“Sei sicura?”

“Sì!” risponde.

“Presto sarai mia moglie Anastasia, ma prima di tutto siamo e saremo amanti. Dirai stop se sarà troppo? Nessuna safeword. Dirai solo stop, e io… immediatamente,” dico inclinando la testa per valutare la sua reazione. Lei annuisce.

“È un sì?” chiedo.

“Sì,” senza fiato.

“Ma una volta aver oltrepassato questa porta, le regole le farò io, e tu obbedirai. Starai al gioco?” mi chino e sussurro nel suo orecchio come la carezza di un amante.

Un brivido le passa attraverso. “Sì,” sussurra di rimando.

“Brava ragazza. Quando entriamo, perché non ti togli I vestiti, ma tieni le scarpe e ti metti vicino al letto?”

“Okay,” replica in attesa.

Io sospiro sollevato. Il primo passo è fatto. Il secondo sta arrivando. Devo mostrarle quanto sarebbe bello se lei mi obbedisse. Io devo avere ordine, e devo avere regole. E con Anastasia sono tutti fuori dalla porta. Il fatto che qualcuno sia la fuori per me, e se vogliono prendermi, potrebbero prendere lei, mi spaventa a morte. Non posso vivere in un mondo in cui lei non c’è. Devo proteggerla, e questo è l’unico modo che conosco per farlo. L’unico modo per tenerla al sicuro, l’unico modo per evitare di preoccuparla da quello che potrebbe succedere. Non è forse mio dovere come suo marito? E se non fosse d’accordo? Un attacco di panico improvviso mi attanaglia, e mi fermo a guardarla, nascondendo la paura che è in me. Dieci… Nove… Otto… Sette… Sei… Cinque…. Quattro… Tre… Due… Uno… Prendo fiato, ed espiro. Respiro ed espiro. Okay.

Vado verso il mobile dei giochi. Prendo quello che mi serve, e torno verso Anastasia come un predatore che è tutta nuda tranne che per le calze, reggicalze e tacchi alti. Scopami! Che donna che ho! Il mio sguardo si fa scuro di licenziosi intenti. Accendo la musica, posizionandolo sulla ripetizione. I Kings of Leon risuonano tra I muri della stanza dei giochi.

“Sei così bella, voglio scoparti per giorni!” sussurro e lei chiude gli occhi, sussurrando “Christian!” mi piace il mio nome sulle sue labbra.
Mi tolgo la camicia, sbottonando il primo bottone. Prendo I vestiti di Anastasia sul pavimento, e li metto su una sedia. Cammino verso Anastasia che osserva ogni mio passo, con occhi dilatati.

“Vedi qualcosa che ti piace Miss Steele?” dico avvicinandomi. Quando sono di fronte a lei, posso percepire il calore del suo corpo. Mi chino e le bacio dolcemente la fronte.

“Sì, tutto,” dice con voce ansimante.

“Voltati di schiena,” ordino, e lei obbedisce immediatamente, in attesa. Le sciolgo la coda, le faccio la treccia e li lego di nuovo.

“Voltati,” sussurro, e lei lo fa. Quando lei vede le palline d’argento che ho in mano I suoi occhi si ingrandiscono. “Apri bene,” e lei apre la bocca avidamente. Le metto le palline d’argento in bocca, e sussurro, “chiudi, piccola.” Lei obbedisce.

“Brava ragazza. Ora girati ancora.” ordino e lei si volta. Il mio corpo tocca la sua schiena.

“Avvolgi le tue braccia intorno al mio collo,” comando, e lei lo fa. Mi tuffo sul suo collo riempiendolo di baci. Questo la obbliga a piegare la testa di lato.

“Inarca la schiena,” sussurro, e quando lo fa, il suo seno è proiettato verso le mie mani. Lo prendo con dolcezza, e strofino I capezzoli, le mie dica li circondano, tirandoli. Lei geme di piacere. Io sorrido. Le mie mani viaggiano verso la sua pancia e l’ombelico. Lei respira forte mentre il mio cazzo pressa contro di lei. Abbasso le mie mani fino alla sue cosce e la mia mano destra va sul suo sesso, che è bagnato per me. Strofino il mio palmo sul clitoride e le mie dita esplorano le pieghe del suo sesso. Lei geme il mio nome.

“Lo so, piccola, lo so. Mi prenderò cura di te,” sussurro. “Girati di nuovo verso di me,” le ordino. Lei obbedisce immediatamente.

“Apri,” dico portando la mia mano alla sua bocca. Lei lo fa, ed estraggo le sfere lubrificate.

“Adesso abbassati, e afferrati le caviglie,” le ordino, e lei obbedisce immediatamente. Inserisco le sfere nel suo sesso, una per volta. “Alzati,” ordino, e l’aiuto a mettersi dritta.

“Ti fidi di me, Ana?” le chiedo. Sbatte gli occhi ma risponde subito.

“Sì.”

“Ora ti legherò al letto, ti benderò, e poi lavorerò su di te con questo,” dico mostrandole il frustino di cuoio marrone intrecciato. “Poi, quando sarai sull’orlo dell’orgasmo, ti scoperò… Forte,” dico con il mio sguardo che si scurisce.

Le si mozza il fiato, poi disegna una ‘o’ con le labbra ed espira. “Sì, ti prego,” dice in attesa.

Le lego le mani con le manette di pelle nera, e le aggancio al letto. Poi passo ai suoi piedi e li lego, per poi agganciarli dalla parte opposta del letto.

“Ora, hai visto abbastanza,” dico e le chiudo gli occhi con una benda. Mi abbasso su di lei e le poso un bacio leggero sulle labbra, lasciandola senza fiato e desiderosa di altro.

“Amo il tuo corpo, Anastasia,” sussurro. “Sarai presto mia moglie, e io ti adorerò con il mio corpo,” il suo respiro accelera. Passo il frustino sul suo collo facendole buttare indietro la testa e gemere. “Silenzio, adesso.” Lo sposto sulle sue labbra facendole aprire la bocca. “Succhia,” sussurro. Lei obbedisce immediatamente, facendomi chiudere gli occhi. Perché non può fare così tutto il tempo. “Basta,” dico con voce ruvida, e lo tiro fuori dalla presa della sua bocca. Lo sposto sul suo seno, stuzzicandola.

“Ti proteggerò in ogni modo possibile.”

“Sì,” mormora.

Sposto il frustino in basso, sul suo sesso, stuzzicando la sua protuberanza, rigirandolo tra i suoi umori. Lei alza i fianchi. Alzo il frustino e lo faccio atterrare sul suo capezzolo, in rapida successione. Lei geme alzando il corpo dal letto. So che il suo muoversi fa muovere anche le sfere d’argento dentro di lei e la prepara all’orgasmo. Passo il frustino intorno al suo ombelico, lentamente e lascivamente. Lei si agita, volendo di più. Improvvisamente alzo il frustino e lo faccio schioccare sul suo sesso, facendola gridare. Tira le manette, alzando i fianchi.

“Assorbilo, piccola. Sentilo,” mormoro. Lo faccio schioccare altre tre volte sul suo sesso, i suoi fianchi alzati e i suoi gemiti, mi dicono che è vicina all’orgasmo, dato che le sfere si stanno muovendo dentro di lei, stimolandola. Schiocco ancora una volta il frustino sul suo ombelico e il seno, e poi ancora, e lei geme.

“Christian, ti prego! Sono pronta!” implora.

“No, piccola. Non ancora. Aspetta. Aspetta finché ti dirò che sei pronta.”

Colpisco ancora una volta i suoi capezzoli, facendoli mettere sull’attenti, e ogni volta che lei alza i fianchi fa muovere le sfere.

“Oh, Dio! Ti prego, Christian!” implora. Colpisco il suo sesso con il frustino ancora due volte, consapevole che solo un altro schiocco la porterebbe all’orgasmo.

“Adesso ti slegherò,” dico, e velocemente apro le manette. Tiro il culo di Anastasia fino al bordo del letto, e con un movimento veloce, estraggo le sfere d’argento da lei, e quasi le vengono le convulsioni per il piacere.

“Ho sognato quei tacchi intorno al mio collo,” sussurro, e alzandole le gambe sulle mie spalle, infilo il mio cazzo dentro di lei, affondando fino al limite del possibile. Resto fermo così, perdendomi nella sensazione, e tenendo i suoi fianchi tra le mie mani, inizio a muovermi prima lentamente e tranquillamente, poi prendendo velocità e spingendo dentro di lei ripetutamente.

“Cazzo!” urla Anastasia. Viene incontro ad ogni mia spinta, tenendo il ritmo, e proprio quando è all’apice, esco da lei e la giro, alzandole il sedere in aria.

“Metti il viso di lato, piccola,” dico, e spingo di nuovo dentro di lei, ancora più profondamente.

“Piano, Christian, ti prego, lascia che mi abitui,” dice, e io rallento. Dopo tre spinte lente, dice, “Va bene, scopami come meglio sai fare!” e io inizio a spingere senza sosta dentro di lei. Sento le contrazioni dei muscoli dentro di lei, e subito dopo il suo sesso sta provando a mungermi di tutto quello che ho, e le do quello che vuole, lasciando che il suo sesso mi munga fino all’ultima goccia. Mi tiro fuori ancora una volta, e spingo dentro di lei un’ultima volta prima di collassare su di lei, mentre entrambi ci ritiriamo nella nostra bolla senza spezzare la connessione.

“E’ stato…” dice. “Mi mancano le parole, Christian… E’ stato semplicemente incredibile.” Sorrido soddisfatto.

“Vedi quanto è bello quando segui le mie indicazioni?” chiedo.

Lei gira leggermente la testa, girandosi verso di me, interrompendo la nostra dolce connessione, facendomi sentire perso. Ha un’espressione incredula sul viso.

“Christian, non puoi scoparmi fino a farti obbedire. Sai che questo è diverso. Semplicemente, non posso dire quella parola. Voglio scrivere da sola le mie promesse,” dice dolcemente ma con fervore.

“Perché non vuoi dirla?” mi sento come se mi stesse portando via l’unica cosa che mi fa sentire sicuro. Il controllo.

“Perché starei giurando il falso. Voglio che prendiamo le nostre decisioni insieme. Non semplicemente tu che decidi e io che obbedisco.”

“E’ l’unico modo che conosco. Ho bisogno di proteggerti, Ana! Mi stai portando via tutti i miei strumenti, mi stai lasciando inerme.”

“Ti prego, Christian. Non sto provando a portarti via i tuoi…” si ferma, cercando la parola giusta, “i tuoi strumenti, ma semplicemente preservare quella che sono, la ragazza di cui ti sei innamorato. Quella che è incapace di obbedire. Non riesci ad accettarmi così come sono?”

“Già lo faccio. Ma, vorrei che tu capissi anche me. Non mi ascolti, e guarda cos’è successo stamattina. Questo eliminerebbe tutte le preoccupazioni, a tutti i pericoli, se solo tu obbedissi.”

“E se non ci riuscissi?”

“Anastasia, non riesci nemmeno a comprendere quanto ti amo, e a che punti arriverei per te, quali leggi infrangerei, chi picchierei a morte per proteggerti? Puoi darmi soltanto una cosa con la quale lavorare?”

“Farei lo stesso per te, Christian. Perché è quello che sento per te. Ma, non chiedermi di obbedire, per farmi diventare una bugiarda. Sai che non sono brava ad obbedire. Vuoi una moglie, no? Oppure una sottomessa?”

“Anastasia, le donne hanno pronunciato quelle promesse per centinaia di anni; sono diventate tutte delle sottomesse?”

“No,” risponde in modo petulante.

“Allora perché non vuoi dirle?”

“Non posso dirle perché ti amo. Non posso dirle perché potrebbe arrivare un momento nel quale vorrò proteggerti, e potresti ordinarmi di non farlo. Non posso dirle perché, beh, questa è la ragazza di cui ti sei innamorato. Allora, riesci a gestirlo?”

“Cazzo!” dico, mentre mi alzo esasperato, mi passo entrambe le mani tra i capelli, e lascio la stanza dei giochi di malumore e completamente nudo.

26 thoughts on “CAPITOLO II

  1. Eccezionale ragazze! ho già letto la storia sul blog di Emine ma lalettura in italiano …mi permette di cogliere sfumature che nella mia traduzione dall’inglese non captavo!!
    GRAZIE GRAZIE E ANCORA 1000 GRAZIE
    Annalisa

  2. sempre molto bello chi sà cosa combinerà il nostro Cris. lo mettete un capitolo x il 13 marzo è il mio compleanno vi pregoooooooooooooooo. grazie CIAO

  3. Quando arriva il III? Se posso, Vi chiedo di pubblicarlo la mattina, entro le 12, perché io possa leggerlo prima di andare a lavorare (faccio il turno pomeridiano)! GRAZIE!!!!!

  4. CIAO! VOLETE PROPRIO FARCI SOFFRIRE???
    Perché state prolungando quest’attesa? Noi non dobbiamo entrare in una stanza dei giochi, noi vogliamo sapere cosa ci fanno “loro” lì dentro!!!! Abbiate pietà e pubblicate il terzo capitolo…….

  5. Ma.. ma … ma.. sono mesi che aspetto un’altro fottutissimo capitolo che non arriva!! Perché?!?!? Perché ci volete torturare?|?!!??!?!?!?!??! Quando ci sarà il prossimo capitolo?

  6. sono passati 2 mesi dall’ultima pubblicazione
    sarebbe un vero peccato se la storia finisse
    qui!
    non so se c’è speranza per una prossima pubblicazione
    possiamo ancora contarci?
    fateci sapere almeno qualcosa
    grazie!!

  7. Siamo arrivati a giugno e ancora nulla 🙁 spero non vi fermerete perchè da quì in poi ci sarà la parte che io amo di più! Vi prego..fateci sapere cosa è successo almeno ci mettiamo l’anima in pace! Non riusciamo più ad attendere oltre :'(

    • Ma non lo sapete ancora che non faranno più traduzioni?? lo hanno chiaramente scritto sulla loro pagina di FaceBook. Le traduzioni si fermano con questo capitolo.

      • Ma davvero non traduco più? Che peccato davvero !!!!!!!
        Cioè arrivare fin qui e non poter leggere il seguito è frustrante…..ma perché? Non per essere petulanti ma capire almeno le motivazioni!

  8. Non è molto serio lasciare a metà gli aggiornamenti. Cosa può essere successo per venire abbandonato come un cane in autostrada?!

  9. No, dai ma perché non traducono più ? Io, per scelta, non sono su facebook e quindi non conosco i motivi di questo stop. Però è un grandissimo peccato, adoravo questa versione della storia!
    Non c’è possibilità che cambino idea? Nemmeno un capitolo ogni tanto? Non mi importerebbe aspettare…..

  10. Noooo, vi prego….. Ma come mai hanno smesso!!!!!!!! CHE STRAZIOOOO :’-( :’-( :’-( !!!!! Qualcuno sa se magari si può continuare a leggere da qualche altra parte???? Ringrazio già in anticipo!!!!

  11. luglio 15

    Peccato che le traduzioni si siano fermate all’inizio del III° libro. Avete notizie del perché. Non capisco il motivo dell’interruzione………un vero peccato

  12. Beh, anche se qui non lo dice, spero che alla fine la spunti Anastasia!!!!! =)

    Le sue motivazioni sono sincere come il suo amore per lui e quello che ha detto rispecchia quella che é stata fin ora lei ed il suo comportamento avuto sin ora… ha sempre, o quasi, disubbidito anche per salvaguardare lui, a seconda delle diverse situazioni, ma il fine era sempre lo stesso e cioé “perché l’amava” perciò Christian non può sgridarla o arrabbiarsi perché non vuole obbedirgli, non almeno come parola scritta come un giuramento dinanzi a Dio su una promessa matrimoniale… O.o Questo no!!!

    In fondo non può paragonare quello che non potrà più fare con lei come certi giochi con una promessa nuziale!!

    E, sinceramente, nelle promesse che ho letto in uno di questi ultimi capitoli, non mi sembrava che ci fosse scritto “prometto di obbedirti” chiaro e tondo, o che ci fosse qualcosa in quel tono per cui non può pretendere questo perché non significherebbe amare o dare prova d’amare qualcuno ma obbedire, il che equivarrebbe al contratto prematrimoniale che lui non vuole che lei firmi!!!

    Se dovesse promettere di obbedire dinanzi a Dio allora tanto equivarrebbe firmare un contratto prematrimoniale, perché a me sembrano le stesse cose…… 😉 😛

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