CAPITOLO XXIII

VI RICORDIAMO ANCORA UNA VOLTA IL NOSTRO CONCORSO NATALIZIO.
PARTECIPATE IN TANTE, MAGARI POTREBBE ESSERCI PIU’ DI UN VINCITORE…

 

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

…Devo dirvelo: mi avete stregato anima e corpo e vi amo…
vi amo… vi amo. E d’ora in poi non voglio più separarmi da voi.

Guardo il “Sì” lampeggiare tra le mie mani ed è come se mi stesse dicendo “Sì! Sì! Sì! Sì! Sì!” ripetendo in continuazione che Anastasia ha finalmente accettato di sposarmi. Sarà troppo bello per essere vero? Mi sposerà per davvero? Faccio fatica a respirare e il cuore mi si ferma mentre alzo lo sguardo su di lei esitante. Voglio sentirglielo dire di persona.

“Questo significa che mi sposerai?”

Annuisce in risposta. Sembra nervosa, imbarazzata ed esitante. Ti prego, fa’ che sia vero!

“Dillo,” ordino con voce appena udibile; il mio corpo è in tensione, sintonizzato per sentire la sua risposta, per osservare la sua reazione. Voglio che mi dica che anche lei mi vuole.

“Sì, ti sposerò.”

Queste tre parole messe insieme creano la frase più importante che abbia mai sentito in vita mia! È quella che mi dà speranza, mi dà una vita e mi dà un futuro. Mi permette di riappropriarmi di me stesso, rendendomi una persona integra! Non c’è abbastanza aria per riempirmi, per soddisfare il desiderio che sento per lei. Ha detto di sì! Ha detto Sì! A me! Oh dolce madre di Dio! Sollevo Anastasia dal pavimento e la faccio roteare, ridendo estasiato di pura gioia concentrata! Oggi è stato il giorno più brutto della mia vita: la giornata è iniziata nel modo più merdoso possibile e ho visto la morte in faccia; ma rivivrei tutto questo cinquanta volte solo per sentirmi dire di “Sì” come ha appena fatto!

Molti uomini dicono di essere i più felici del mondo perché la loro amata ha accettato la loro proposta di matrimonio. Saranno anche felici a modo loro, ma, per quanto mi riguarda, non c’è modo di descrivere la gioia che sento in questo momento. Voglio ridere e piangere nello stesso momento, sento che tutte le mie preoccupazione svaniscono come se la mano di Dio fosse scesa su di loro e avesse detto “Sparite!”. La amo più di quanto ami me stesso! Voglio continuare ad amarla fino a quando questo desiderio non se ne sarà andato. La metto giù e la stringo forte, baciandola con tutto l’amore e il desiderio che ho. Tengo il suo viso saldamente tra le mani, la mia lingua affonda nella sua bocca come Conan il Barbaro pronto a conquistare, pronto ad eccitarla fino al midollo. Consumo le sue labbra: il mio bacio è insistente, esigente e voglioso di lei. “Oh, Ana,” sussurro contro le sue labbra. La mia voglia di lei e il mio amore travolgente mi lasciano indifeso; solo lasciando un marchio dentro di lei potrei placare questo desiderio.

“Christian, pensavo davvero di averti perduto per sempre,” sussurra Anastasia stringendomi. Anche lei vuole sentire la mia presenza. Non c’è niente di più eccitante, sexy e desiderabile di una donna che ti ama e che anche tu ami. Non voglio che niente la preoccupi, nemmeno il mio incontro ravvicinato con la morte: niente dovrebbe eclissare questa gioia. Ciò che conta davvero è che siamo insieme, abbracciati, e che lei ha appena accettato di diventare mia moglie!

“Piccola, un EC135 danneggiato non sarebbe in grado di tenermi lontano da te,” dico rassicurante guardandola negli occhi.

“EC135?”

“Charlie Tango è un Eurocopter EC135. È considerato l’elicottero più sicuro della sua categoria,” dico a disagio. È il più sicuro della sua categoria e grazie alle sue caratteristiche davvero sicure sono riuscito a farlo atterrare. Ma perdere entrambi i motori nello stesso momento insieme ad alcune delle apparecchiature elettroniche fa pensare ad una manomissione. Questo mi preoccupa. Non può essere stata Leila. Al momento è al sicuro in un ospedale psichiatrico dove la stanno curando. Allora chi potrebbe attentare alla mia vita? Ho pochi ammiratori, ma molti potenziali nemici. Non voglio pensarci proprio adesso. Voglio godermi il momento. Voglio viverlo appieno.

Persino quando chiudo gli occhi, riesco ancora a vedere il “Sì!” lampeggiante attaccato al portachiavi. Questo è il miglior regalo di compleanno che abbia mai ricevuto. Anche se l’attesa per aprirlo è stata lunga e ardua. Infinita! Guardo il “Sì!” lampeggiante attaccato al portachiavi che tengo i mano. Aspetta un attimo! Lei me l’ha dato prima che incontrassimo il Dr. Flynn. Che cosa non mi sta dicendo? Mi acciglio cercando di capire perché avrebbe fatto una cosa del genere e la guardo.

“Aspetta un secondo. Tu mi hai dato questo regalo prima che io e te andassimo a vedere Flynn,” dico reggendo il portachiavi. Lei annuisce con un’espressione impassibile. Cosa? Sapeva la risposta prima di vedere Flynn? Mi avrebbe sposato in ogni caso? Flynn non ha influenzato la sua decisione? Che cosa significa? Sono sconvolto. E se avesse preso la decisione sbagliata?

Lei alza le spalle, “Te l’ho dato prima che incontrassimo il Dr. Flynn perché volevo che sapessi che qualunque cosa mi avesse detto non avrebbe fatto alcuna differenza per me, Christian.”

Mi gratto la fronte, sbattendo più volte le palpebre incredulo. “Quindi quando ieri sera ti imploravo di darmi una risposta, ce l’avevo già?” Ha giocato con me come un gatto con un topo. Se avesse aperto il mio cuore e avesse sbirciando dentro, avrebbe visto che ero sul punto di collassare, preoccupato che mi stesse per lasciare e che forse non mi amasse abbastanza per sposarmi. Oh Miss Steele, di certo ti posso ripagare con la stessa moneta. Socchiudo gli occhi guardandola. L’ho implorata, ero pronto a fare qualsiasi cosa per farle dire di sì.

“Sai quant’ero preoccupato,” dico e lei alza le spalle in segno di scuse. Oh piccola, non te la cavi così! “Miss Steele, non fare la furba con me. Proprio adesso, voglio…” scoparti fino a domenica prossima! Scoparti da sottomessa! Ma non posso farlo. Lei ha tutto il potere su di me; è l’unica persona che può davvero ferirmi. Quella risposta che non mi dava mi ha fatto preoccupare da morire, per amor di Dio!

“Non ci posso credere che mi hai lasciato in sospeso senza una risposta,” dico, ma, se qualcuno sa come pareggiare, quello sono io. Dolce vendetta… Sì, so esattamente cosa fare. Perfido, ma appropriato. Le lancio un sorriso lascivo. I suoi occhi luccicano al cambiamento della mia espressione.

“Oh, Miss Steele, penso che qui ci voglia una punizione.”

Si morde il labbro e fa un passo indietro come se si preparasse a scappare. Sono pronto a giocare Anastasia! Mi fa sorridere, “È questo il tuo gioco, piccola? Perché, se le cose stanno così, ti prenderò.” Dico enfatizzando l’ultima parola. Sono come una tigre focalizzata sulla mia preda. I miei occhi sono fissi su di lei, il mio desiderio è in modalità “scopare-tutta-la-notte” e lei vuole giocare. “E oltretutto ti stai anche mordendo il labbro, piccola,” dico con voce minacciosa. Niente mi impedirà di catturarla. Fa un altro passo indietro e si gira per scappare. Riesce a fare due passi e io la afferro sollevandola dal pavimento e mettendomela sulla spalla, mentre lei grida agitata.

“Christian!” cerca di rimproverarmi con un sussurro, ricordandosi del nostro ospite. Cerca di aggrapparsi al mio petto, la sua coda di cavallo oscilla verso il basso toccandomi la schiena. E poi fa una cosa inaspettata. Mi dà una sculacciata! Piccola, così mi fai eccitare ancora di più; sculaccio il suo bel sederino in risposta, più forte, facendola gemere. Sono più bollente di un’estate a Phoenix! C’è solo un modo per far raffreddare la situazione!

“È ora di fare una doccia,” dico entrando in camera.

“Mettimi giù!” dice agitandosi sulla mia spalla, ma so che è eccitata perché non riesce a smettere di ridacchiare. Entreremo nella doccia completamente vestiti; voglio sfilarle i vestiti bagnati. Mentre apro la doccia, ripenso a quanto Ros fosse innamorata delle sue scarpe e chiedo ad Anastasia, “Ci tieni molto a queste scarpe?”

“Sì! E preferirei che toccassero il pavimento,” dice cercando di suonare arrabbiata, ma fallendo miseramente.

“Bene allora, Miss Steele, ogni tuo desiderio è un ordine,” dico togliendole le scarpe e facendole cadere sul pavimento del bagno. Tiro fuori dalla tasca il mio Blackberry scarico, il portafoglio, il portachiavi col “Sì!” e le mie chiavi. Entro nella doccia con Anastasia sulla mia spalla e mentre protesta strillando “Christian!” apro l’acqua della doccia al massimo. Quando l’acqua fredda le colpisce la schiena inizia a urlare, ma riesce in qualche modo ad abbassare la voce, pensando probabilmente alla presenza del suo amico nell’appartamento. Francamente, non me ne potrebbe fregare di meno. Infatti sto facendo tutto questo apposta. Voglio che tutti sappiano a chi lei appartiene, chi la fa strillare di gioia e chi la porta al culmine dell’estasi… Sì, avete capito bene; lei è la mia donna!

Siamo entrambi bagnati fradici e lei continua a gridare e a ridacchiare. “No! Christian, mettimi giù!” dice tra una risata e l’altra, sculacciandomi forte sul sedere. La lascio scivolare giù dal mio corpo bagnato. I nostri vestiti sono fradici e appiccicati ai nostri corpi. Lei è bagnata fino alle mutandine, proprio come piace a me… Le sorrido e finalmente sono colto da una piena consapevolezza: con lei sto benissimo e ha acconsentito a diventare mia moglie… Mia moglie! La signora Grey!

Diventerò suo marito e io non avrò altro che amore per lei e le dedicherò la mia vita finché non esalerò il mio ultimo respiro. Lei è qui con me… nonostante tutto il mio incasinamento. Lei ama me! Me! Quest’uomo insignificante! Sono ammaliato da lei, sono suo prigioniero. Questo è un amore che ti consuma sempre, sconveniente, da non-posso-vivere-senza-di-lei! Il mio amore per lei è a volte dolce, a volte brusco, a volte violento, a volte sfrenato, a volte rumoroso, ma è sempre profondo! La amo da impazzire, ma il mio amore non è cieco! Mi ha dato una nuova prospettiva da cui vedere la persona che è più meritevole del mio amore. È come se ci fosse un posto segreto di cui un’unica persona possiede la chiave e finché lei non lo apre, persino io, l’ospite di quel posto segreto, non so della sua esistenza. Aprendo il mio cuore, lei mi ha scoperto! La vedo chiaramente, vedo dentro la sua anima e il suo amore è un privilegio per me.

Prendo ancora il suo viso tra le mie mani unendo le nostre labbra un’altra volta, baciandola con dolcezza e amore. Quando ci baciamo è come se le leggessi l’anima. Lei diventa il mio universo e, fino a che non mi manca il fiato, quel momento diventa eterno.

È come se mi arrendessi a lei e la conquistassi nello stesso momento; è la nostra resa finale l’uno all’altra. In tempi antichi gli amanti credevano che un bacio avrebbe unito due anime, perché lo spirito di una persona vive nel respiro. Spero che sia così, perché adesso non m’importa più di niente se non di noi due in questo momento e di questo bacio sotto l’acqua.

Le mani di Anastasia si muovono sulla mia camicia appiccicata al mio corpo e mi sfila l’orlo fuori dai pantaloni. La sua passione mi fa gemere nella sua bocca mentre ci baciamo, mandandomi a fuoco. Lei ricambia i miei gemiti cercando di strapparmi la camicia. I bottoni volano da tutte le parti nel suo sforzo di spogliarmi. Le mie mani sono sul suo vestito e l’impegno che ci mette per avermi nudo intralcia il mio tentativo di spogliarla. Riesce a tirarmi la camicia giù dalle braccia, ma i gemelli la bloccano. Sollevo i polsi con la camicia bagnata che penzola sgocciolante e lei mi toglie i gemelli con dita tremanti e li lascia cadere sulle piastrelle.

I miei occhi sono fissi e carnali, lascivi, desiderosi di lei, e la seguono in ogni suo movimento sotto l’acqua della doccia. Le sue dita raggiungono i miei pantaloni, ma scuoto la testa per avvertirla di non farlo. È il mio turno. Lei è troppo vestita. Le afferro le spalle e la faccio girare per slacciarle il vestito. Le tolgo i capelli bagnati dalla schiena e la lecco dalla base del collo fino all’inizio dei capelli e poi torno indietro, mordicchiandola, baciandola e succhiandola. Lei geme di piacere.

Le sfilo lentamente il vestito dalle spalle fino a sotto i seni e inizio a baciarla sotto l’orecchio e sul collo. Le slaccio il reggiseno e mentre glielo sfilo dalle spalle i suoi seni emergono sotto l’acqua scrosciante della doccia. Dio! È così eccitante! Allungo le mani e li prendo tra i miei palmi. Non posso fare a meno di sussurrarle quanto siano belli. Il suo reggiseno è ancora semi slacciato e il vestito le penzola dalle braccia. Gira la testa di lato permettendomi di accedere meglio al suo collo e spinge i seni tra le mie mani aperte. Le sue mani sono libere: le allunga dietro di sé e il suo palmo avvolge la mia erezione, facendomi trattenere il fiato. Il suo tocco è impetuoso, magico ed esplosivo. Persino il più piccolo dei suoi tocchi porta la mia pistola a mezza canna in posizione eretta, pronta a sparare. Spingo i fianchi contro le sue mani e mi godo le sue carezze mentre stuzzico i suoi capezzoli. Si allungano e induriscono tra le mie dita. Le sue mani continuano il loro delizioso attacco sul mio cazzo mentre lei si gode le mie mani sui suoi seni. Piega indietro la testa verso di me e geme di piacere.

“Sì, piccola,” dico e lei si gira verso di me; le mie labbra catturano le sue ancora una volta. Mentre le mie labbra la consumano e la lingua assale la sua bocca e balla il tango con la sua, le tolgo il reggiseno, il vestito e le mutandine, gettando di lato il mucchio di vestiti fradici.

Anastasia prende il bagnoschiuma e so che vuole lavarmi. Mi guarda negli occhi con fermezza e si versa un po’ di bagnoschiuma sulle mani sfregandole tra di loro per ottenere della schiuma. Mette le mani davanti al mio petto per rendere chiare le sue intenzioni. Un sospiro sfugge dalle mie labbra, i miei occhi si sbarrano, fissi. Ma l’ho voluta e desiderata per tutto il giorno. Infatti, per otto minuti della mia vita ho pensato che non l’avrei mai più rivista. Voglio farlo. Voglio ribadire che sono vivo e insieme a lei. Deglutisco, inspiro profondamente ed espiro. Inspiro ancora. Annuisco impercettibilmente, tanto che sbattendo le palpebre non si vedrebbe.

Le mani di Anastasia si fanno strada fino al mio sterno e mi sfrega il sapone sul petto. Questa è Anastasia! Voglio questo! Ne ho bisogno! Ne ho bisogno! Ne… ho… bisogno! Inspira, espira. Le mie labbra si schiudono, il petto si solleva e si abbassa mentre il ritmo dei miei respiri aumenta. Ma io rimango fermo immobile.

“Va bene?” mi chiede in un sussurro.

“Sì.” Ansimo. Sì. Perché sono vivo! Sono insieme a lei. Va tutto bene. Le sue mani mi accarezzano muovendosi in cerchio. Coccolandomi. Mi fa sollevare le braccia e lava le mie ascelle, e poi le sue dita delicate scorrono con sicurezza sulle mie costole e sulla mia pancia. Passa poi sui peli del mio petto fino ai fianchi.

Se le permetto di toccarmi in un qualsiasi punto vicino al mio cazzo potrei esplodere e voglio che tutto questo duri per molto tempo. “Ora è il mio turno, piccola,” sussurro e prendo lo shampoo. Ne verso un po’ sulla sua testa e inizio a lavarle i capelli. Lei afferra i miei fianchi. Amo il modo in cui si connette con me. Le massaggio la testa, a fondo e a lungo. Lei geme e chiude gli occhi. Abbandona la sua testa alle mie mani, completamente rilassata e geme con gli occhi sempre chiusi. Mi ritrovo a sorridere verso di lei. “Ti piace?” chiedo.

“Mmm…” è la sua risposta e mi fa sorridere. “Anche a me, piccola,” dico chinandomi per baciarle la fronte mentre continuo a massaggiare e accarezzare la sua testa lavandola a fondo.

“Girati,” ordino. Metto ancora un po’ di shampoo e lavo i suoi capelli sciolti in lunghi boccoli. Mi piace giocare coi suoi capelli. Una volta che ho insaponato a dovere la metto nuovamente sotto l’acqua.

“Tira indietro la testa, piccola,” ordino. Lei piega la testa indietro e sciacqua i capelli dalla schiuma. La schiuma le scende lungo la schiena fino alle sue gambe, per arrivare infine sul pavimento della doccia. Una volta che finisco coi suoi capelli, lei assale i miei pantaloni come un orso affamato.

“Voglio lavare ogni parte del tuo corpo,” riesce a dire in un sussurro. Mi vuole. Chi sono io per dire di no? Sollevo le mani in segno di resa.

“Sono tutto tuo, piccola,” dico sorridendo. Fa’ quello che vuoi. Mi slaccia i pantaloni e li cala insieme ai boxer in un unico movimento rapido, come se non ci fosse un domani. La mia erezione l’accoglie. Prende la spugna e il bagnoschiuma, il suo sguardo è fisso sulla mia erezione che non vede l’ora di essere toccata da lei.

“Bè, Mr. Grey, sembra che tu sia molto felice di vedermi,” mormora.

“Oh, Miss Steele, non ne hai idea. Sono sempre felice di vederti,” dico sorridendo.

Dopo aver insaponato la spugna, la passa sul mio petto scendendo fino alla pancia. Le sue mani sono contente di muoversi sui miei peli del petto e, come se stesse per vincere il primo premio, si sposta sui miei peli pubici e su tutto il mio cazzo che la saluta sull’attenti. Dio, voglio questa donna! La guardo con uno sguardo sensuale e di puro desiderio carnale. I suoi occhi sono intrecciati coi miei e lei lascia cadere la spugna senza troppe cerimonie e afferra il mio cazzo fermamente con entrambe le mani. Appena le sue mani iniziano a muoversi tutti i miei sensi si risvegliano fino all’inguine e accendono vibrazioni in tutto il mio corpo per poi raggiungere il mio cervello. Chiudo gli occhi per godermi la sensazione e piego la testa all’indietro. Lei inizia a muovere le mani lungo la mia erezione, su e giù, afferrandola con fermezza. Gemo e spingo automaticamente i miei fianchi verso le sue mani in attesa. Cristo! Voglio scoparla qui contro la parete della doccia e non ho un preservativo! Oh, aspetta. È sabato! L’attesa è finita! I miei occhi si spalancano bruciando dal desiderio e il mio sguardo si sposta su di lei.

“È sabato!” esclamo e le afferro la vita per avvicinarla a me. Non ho nessun limite e la bacio selvaggiamente come un bruto. Mi sono trattenuto per tutto questo tempo solo per riuscire ad arrivare al letto dove il preservativo è a portata di mano, ma oggi è sabato cazzo! Non mi serve! Le mie mani si muovono sul suo corpo bagnato. È bagnata sia dentro che fuori. La mia mano trova il suo sesso e lo esplora, stuzzicandola e scopandola con le dita. La mia bocca è sulla sua come Alessandro il Grande alla conquista dell’Asia Minore, senza fermarsi, toccando ogni punto possibile. Con l’altra mano afferro i suoi capelli e la tengo ferma per farle capire la forza del mio desiderio. Sono senza limiti e tutto mi è concesso. Quando le mie dita affondano dentro di lei, Anastasia geme nella mia bocca, “Ahhh!”

“Sì, piccola,” ansimo tra i suoi denti e la sollevo dal pavimento tenendole il sedere tra le mani, “Avvolgi le tue gambe attorno a me, piccola,” ordino. Le sue gambe si attorcigliano attorno a me mentre le sue mani avvolgono il mio collo come una scimmia. Chiude gli occhi. La tengo contro la fredda parete della doccia.

“Apri gli occhi. Voglio vederti,” dico. Voglio vedere ogni piacere che la attraversa, ogni orgasmo che raggiunge. Voglio vederlo nei suoi occhi. Lei guarda in alto verso di me sbattendo le palpebre e il desiderio che ha per me le attraversa lo sguardo. Ha voglia di me e di quello che le posso dare. Con gli sguardi intrecciati, il mio cazzo la penetra centimetro dopo centimetro, reclamandola dall’interno. Non c’è niente tra di noi che ci separi e siamo connessi pelle contro pelle. Il mio cazzo, il suo sesso bagnato! Anastasia fa la cosa più sexy: spinge verso di me così che io la riempia fino in fondo e apre le gambe per darmi il benvenuto. Questa è la mia donna!

“Sei mia, Anastasia Steele!” dichiaro fermamente.

“Sempre,” replica lei. Sorrido come un conquistatore, sfilando il mio cazzo e spingendo ancora più in profondità. Lei geme.

“E adesso voglio che il mondo intero lo sappia, perché tu hai detto di sì,” dico in venerazione. Le mie labbra catturano le sue, succhiandole, mordicchiandole, baciandole ed esplorandole mentre il mio cazzo inizia a muoversi in movimenti lenti, ritmati e semplici. Lei chiude gli occhi e spinge la testa indietro persa nella sensazione del suo corpo che si arrende a me, godendosi il ritmo lento. I miei denti afferrano la sua mandibola e il suo mento e lei inarca il collo ancora di più. I miei denti si spostano su suo collo e adesso voglio prendere questa donna in ogni modo possibile! Aumento il ritmo, muovendomi più veloce, con più forza, spingendo verso l’alto. Lei si muove in sintonia coi miei movimenti, mi concede tutto di lei, riaffermando che siamo qui insieme, come un corpo unico, e in questo momento non esiste nient’altro nell’universo. Siamo completamente assorti l’uno nell’altra, scopiamo, facciamo l’amore, gemiamo, ansimiamo e grugniamo. Ad un tratto Anastasia si stringe a me più forte e si spinge giù sul mio cazzo in modo che io raggiunga i punti più profondi del suo sesso. L’orgasmo la coglie in tutto il corpo, attraverso il suo sesso, guizzando e contraendosi attorno al mio cazzo cercando di estrarne il più possibile, spremendolo e mungendolo mentre grida il mio nome e delle lacrime le bagnano le guance. Il suo orgasmo mi spinge al limite e raggiungo il culmine in un esplosione di piacere e verso ogni cosa dentro di lei mentre la mia faccia affonda nel suo collo. Sento i nostri corpi che continuano a contorcersi per l’orgasmo. Cado sul pavimento tenendola stretta a me e baciandole le lacrime sulle guance e le labbra morbide. L’acqua lava via l’ultima delle nostre preoccupazioni residue come un abluzione.

Siamo seduti sul pavimento della doccia con l’acqua che ci piove addosso. “Le mie dita sono raggrinzite,” mormora Anastasia sovrappensiero, sazia del nostro amore, la testa contro il mio petto, ed è proprio lì che voglio che sia. Prendo le sue dita e le bacio una alla volta.

“Dovremmo proprio uscire dalla doccia,” le ricordo. La voglio nel mio letto.

“Non ancora, sto bene qui dove sono,” risponde. Lei è avvolta dalle mie gambe, vicino a me. Sto bene mentre l’abbraccio. Il sogno di lei tra le mie braccia mi ha fatto mantenere la concentrazione e mi ha aiutato a tornare a casa. Di punto in bianco, Anastasia inizia a ridacchiare. Il suono più bello del mondo.

“Cosa c’è Miss Steele, qualcosa ti diverte?” chiedo dolcemente.

“È stata una settimana faticosa,” risponde. Hai proprio ragione piccola.

“È vero,” rispondo.

“Ringrazio Dio che sei a casa tutto intero, Christian,” sussurra in un brivido. Io mi irrigidisco subito ricordandomi quello che sarebbe potuto accadere. Quanto fossi terrorizzato alla prospettiva di non vederla mai più e che qualcun altro potesse averla. Ero più preoccupato di questo che di perdere la mia stessa vita.

“Ho avuto paura,” confesso a bassa voce.

“Prima?”

Annuisco, ricordandomi.

“Quindi hai cercato di sdrammatizzare per rassicurare la tua famiglia?”

“Sì,” ammetto. “Volavamo troppo basso per atterrare bene, ma in qualche modo ce l’ho fatta.”

I suoi occhi guizzano verso l’alto e sembra preoccupata. “Quanto ci sei andato vicino, Christian?” chiede desiderosa di sapere.

Più vicino di vicino. È un miracolo che siamo ancora vivi.

“Vicino,” dico facendo una pausa, ricordandomi l’agonia che ho provato quando pensavo di averla persa. Di non poterla più stringere tra le mie braccia… di non poterla più amare! Mi ha spaventato a morte. “Per pochi terribili secondi, ho pensato che non ti avrei mai più rivisto,” confesso.

Lei mi abbraccia con forza. “Non riesco a immaginare una vita senza Christian. Ti amo così tanto che ho paura” dice esternando gli stessi sentimenti che provo io per lei.

“Anch’io, piccola. La mia vita senza di te sarebbe vuota,” dico fermandomi. Io sarei vuoto. “Ti amo così tanto, “ dico stringendola forte tra le mie braccia, mentre strofino il naso nei suoi capelli. “Non ti lascerò mai andare via.”

Anastasia è stata presente in ogni prospettiva che abbia mai immaginato da quando l’ho incontrata. E’ stata la personificazione di ogni soglio ad occhi aperti su cui la mia mente si sia mai soffermata. Infatti, niente è più reale di lei nella mia vita.

“Non voglio mai andare via,” sussurra, stanca, con gli occhi assonnati, e mi bacia il collo. Mi abbasso e la bacio dolcemente. Mi sposto per riuscire a muovermi.

“Andiamo, piccola, fatti asciugare e poi a letto. Sono completamente esausto e tu sembri abbattuta.”

Lei alza lo sguardo e arcua un sopracciglio in reazione alla mia scelta della parola ‘abbattuta’.

“Hai qualcosa da dire, Miss Steele?” le chiedo, e lei in risposta scuote la testa, e inciampa sui suoi piedi tremanti.

Chiudo l’acqua della doccia. Ci asciughiamo velocemente con degli asciugamani riscaldati. Porto Anastasia a letto e la faccio sedere. Voglio asciugarle i capelli. Non voglio che si ammali. Con un’asciugamani riscaldato, le asciugo i capelli con cura. Mentre la metto sotto le lenzuola, abbasso lo sguardo sulla mia futura sposta. Sì, lei è la mia futura sposa; mi piace parecchio il suono. Ma, mi piace ancora di più il suono di “moglie”. Prendo tra le mani il portachiavi prima di mettermi a letto. Scuoto la testa; non riesco a crederci che questo piccolo portachiavi sia la chiave per la mia felicità.

“E’ così grazioso. E’ il miglior regalo di compleanno che abbia mai ricevuto,” dico guardando caldamente nei suoi occhi. “E’ meglio del mio poster autografato da Giuseppe DeNatale,” dico sorridendo.

“Te lo avrei detto prima, ma dato che era il tuo compleanno… Cosa dare ad un uomo che ha già tutto? Ho pensato di darti… beh, me stessa.”

Lo ha fatto, ed è il regalo migliore che abbia mai ricevuto. Metto il portachiavi sul comodino, e mi infilo a letto; la tiro tra le mie braccia e ci ritroviamo accoccolati.

“E’ assolutamente perfetto. Proprio come te.”

“Sono tutto tranne che perfetta, Christian,” risponde. E so che sta sorridendo. Non può nascondersi da me.

“Stai sorridendo, Miss Steele?” chiedo.

“Forse,” risponde ridacchiando. “Posso chiederti una cosa, Christian?”

“Certo, piccola,” dico strofinandole il collo.

“Non hai chiamato durante il tuo viaggio di ritorno da Portland. Era davvero a causa di Jose? Eri semplicemente preoccupato per me da sola con lui?” chiede. Non voglio che questo mi si ritorca contro. Sì, ecco perché sono corso subito a casa. Ma, non voglio incriminarmi. Lei si gira e mi guarda, come a rimproverarmi.

“Sai quanto sia ridicolo, Christian? Ti rendi conto di quanto stress hai fatto sopportare a me e alla tua famiglia? Ti amiamo tutti tantissimo,” dice sgridandomi.

Non mi ero reso conto che sarebbero stati tutti così preoccupati per me. Sbatto gli occhi qualche volta. “Non avevo idea che sareste stati tutti così preoccupati,” rispondo.

“Oh, Christian, quando ti farai entrare in quella testa dura che sei amato? Tantissimo…” dice.

“Testa dura, dici, Miss Steele?” dico sorpreso.

Lei annuisce. “Sì, Mr. Grey, la tua testa dura.”

“Beh, non penso che la densità delle ossa della mia testa sia di molto maggiore rispetto a quelle di qualsiasi altra parte del mio corpo,” rispondo.

“Sono seria. Smettila di provare a farmi ridere. Sono ancora un po’ arrabbiata con te, anche se è parzialmente eclissato dal fatto che sei a casa, vivo e vegeto, quando invece pensavo…” dice quasi strozzandosi con le sue parole. Dopo un attimo continua, “…beh, sai cosa ho pensato.”

Alzo le mani, completamente in soggezione per il suo amore per me. Le accarezzo la guancia. “Mi dispiace. Okay.” rispondo.

“Anche la tua povera madre. E’ stato davvero commovente vederti con lei,” sussurra.

Sorrido ricordando. Mia madre aveva sempre rispettato i limiti che mi ero costruito intorno, e non avevamo mai avuto questo tipo di connessione. “Non l’ho mai vista così. Sì, quello è stato davvero emozionante. Mia madre di solito è così controllata. Vederla in quel modo è stato uno shock.”

“Vedi, Christian? Tutti ti amano,” dice sorridendo. “Magari adesso inizierai a crederci,” dice per poi abbassarsi e baciarmi.

“Buon compleanno, Christian! Sono così felice che tu sia qui a condividere questa giornata con me. E non hai visto cosa ho in programma per te domani…” dice ricordandosi che è già il giorno successivo. “Ehm… credo sia oggi,” si corregge facendo un sorrisetto.

Cosa? Ha anche dell’altro in mente? Riesce a shockarmi ogni volta. Cosa potrebbe superare il regalo che mi ha appena dato? “C’è dell’altro?” chiedo stupito. Sorrido da orecchio a orecchio.

“Oh, sì, Mr. Grey, c’è dell’altro. Ma dovrai aspettare fino ad allora,” dice. La bacio delicatamente, dolcemente, completamente euforico.

“Buonanotte piccola, adesso dormi. Ti amo,” dico.

“Anche io ti amo, Christian,” sorride. Spengo la luce.

*****

Mi alzo con una sensazione di assenza. Le mie mani la cercano, ma finiscono col restare vuote. Anastasia non è qui. Le luci del mattino filtrano attraverso la finestra. Mi manca, la voglio. Dov’è la mia ragazza? Mi alzo, e mi infilo i pantaloni del pigiama a vita bassa, ma niente maglietta. Sono certo che Jose l’ammiratore è già sveglio e in giro. Voglio che veda quello che Anastasia sta ricevendo. Lentamente vado in salone. Delle voci arrivano dalla cucina. Una di queste è di Anastasia, l’altra è di Jose.

“Che vista da qui sopra,” dice Jose. Ascolto.

“Già. E’ davvero speciale. Vuoi una colazione da vero uomo?” gli chiede con voce punzecchiante. Punzecchiare? Perché diavolo lo sta punzecchiando?

“Mi piacerebbe,” risponde. Ovviamente! Stronzo!

“Oggi è il compleanno di Christian. Gli porto la colazione a letto,” dice Anastasia. Mi si scoglie il cuore. Vuole fare qualcosa di speciale per me.

“E’ sveglio?” Sì, stronzo!

“No, penso sia ancora fritto da ieri,” dice. Sento che apre il frigo e prende qualcosa.

“Ti piace davvero, eh?” le chiede alla fine sputando il rospo, arrivando alla sua preoccupazione principale. Sono curioso di ascoltare anche la sua risposta candida.

“Lo amo, Jose,” risponde con sincerità genuina nella voce. Addirittura venerazione. Adesso, mi sento in colpa per lo stronzo, ma non così tanto. Semplicemente non vorrei essere nei suoi panni dopo aver ricevuto quella risposta. E’ il suo rifiuto. Ma lui contrattacca con una risposta canzonatoria. “Come si fa a non amarlo?” chiede indicando l’appartamento.

Anastasia risponde accigliandosi. “Cavolo, grazie!” Se avessi pensato che Anastasia non avrebbe protestato, avrei cacciato a calci lo stronzo fuori da casa mia, per il modo in cui le stava parlando.

“Hey, scusa Ana, sto scherzando,” dice mortificato. Anastasia non risponde. Conosco quel silenzio accigliato. E’ arrabbiata e delusa.

“Davvero, sto scherzando. Non sei mai stata quel tipo di ragazza.” Sentire questo dalla sua bocca, mi fa sentire in qualche modo sollevato. La mia ragazza è davvero un angelo. Unica nel suo genere. La amo per questo.

“L’omelette per te va bene?” gli chiede.

“Certo,” risponde Jose.

“Anche per me,” dico entrando nella stanza. Ha monopolizzato già abbastanza il tempo della mia donna. Gli occhi di Anastasia si spalancano quando mi vede senza maglietta, con i pantaloni del pigiama che preferisce. Mi guardo come se fosse la prima volta che mi vede in tutta la sua vita; i suoi occhi sono concentrati su quello che le donne in genere chiamano “i lombi di Apollo”. Sono felice di sapere che posso far eccitare la mia donna con qualsiasi compagnia.

“Jose,” saluto il suo amico facendo un cenno con la testa.

“Christian,” risponde freddamente.

Anastasia sembra persa in una dimensione diversa insieme al mio corpo suo prigioniero. Sogghigno per la sua espressione. Lei stringe gli occhi provando a rimproverarmi per il mio comportamento oltraggioso. Devo vergognarmi… Piccola, al momento non me ne può fregare di meno. Voglio marcare il mio territorio. Sono un uomo innamorato nella stessa stanza con un altro uomo innamorato della mia donna. Devo vincere!

“Ti volevo portare la colazione a letto.”

Vado da lei e le avvolgo le braccia intorno al corpo, alzandole il mento; la bacio sonoramente e appassionatamente, quasi prendendola sul pavimento della cucina.

“Buongiorno Anastasia,” dico lascivo, sapendo che non riuscirà a rimproverarmi nel giorno del mio compleanno.

“Buongiorno Christian. Buon Compleanno,” dice sorridendo timidamente, e io le sorrido in risposta.

“Non vedo l’ora di ricevere il mio altro regalo,” dico sottintendendo di tutto nel mio tono di voce, e Anastasia diventa rossa come il manifesto comunista. Jose, d’altro canto, sembra abbia ingoiato uno scarafaggio schifoso, e vorrebbe essere ovunque ma non qui. Sì, ho fatto l’amore con lei per quasi tutta la notte; farai meglio a ricordartelo! Anastasia è troppo imbarazzata e si gira per iniziare a preparare la colazione.

Mi siedo sul mio solito sgabello, e mi giro verso Jose per chiedere, “Allora, quali sono i tuoi programmi per la giornata, Jose?”

“Ho intenzione di andare a trovare mio padre e il padre di Anastasia, Ray,” dice. La sua risposta in qualche modo mi fa accigliare. Come mai lo conosce? Mi fa diventare estremamente geloso il pensiero che lui conosca Anastasia da più tempo e sia coinvolto nella sua famiglia. Mi acciglio.

“Si conoscono?” mi ritrovo a chiedere con curiosità mal celata.

“Sì, erano nell’esercito insieme. Hanno perso i contatti finché io e Ana siamo andati al college insieme. E’ carino, perché sono migliori amici adesso. Andiamo tutti a fare una gita e a pescare,” risponde.

“Pescare?” gli chiedo. Adoro pescare. Vado spesso a pescare con mio fratello.

“Già, si prendono parecchie cose in queste acque costiere. Le trote iride diventano enormi,” spiega. Ci credo, perché anche noi ne abbiamo prese di grosse.

“Vero. Infatti io e mio fratello Elliot una volta ne abbiamo preso una da 15 chili.”

“Davvero? 15 chili, eh? Non è male. Anche se il padre di Ana detiene il record. Ne ha catturata una da 19 chili!” esclama.

“Stai scherzando! Non me l’ha mai detto,” dico ricordando la nostra chiacchierata sulla pesca. E’ magnifico. Dev’essere un bravo pescatore.

“Buon Compleanno, comunque,” dice con sincerità genuina.

“Grazie, Jose. Allora, dove vi piace pescare?” chiedo.

“Abbiamo un paio di posti. Cambiamo a seconda della stagione. Ma, non sono segreti. Il padre di Ana è come una calamita. Non importa davvero dove andiamo; quell’uomo ha talento. E’ come se sussurrasse ai pesci,” dice ridendo. “Sono loro ad andare da lui, e ne ha presi alcuni davvero grossi. Ovviamente non sono bravo come lui, ma mi piace la loro compagnia,” spiega.

*****

Dopo colazione, torno nella mia camera e mi cambio, indossando jeans e maglietta. Jose decide di andarsene provando ad evitare di essere di troppo, forse volendoci lasciare soli, ma comunque sia con riluttanza.

Mi assicuro che non resti troppo intorno ad Anastasia. Riesco a vedere la brama nei suoi occhi, e la delusione per averla persa.

“Grazie per avermi fatto restare qui,” dice stringendomi la mano.

“Quando vuoi,” dico sorridendo. Beh, posso dirlo adesso, perché sono sicuro della consapevolezza che Anastasia sarà legalmente mia. Jose poi abbraccia brevemente Anastasia. “Prenditi cura di te, Ana,” dice.

“Certo. E’ stato bello vederti, Jose. La prossima volta, passeremo una bella serata fuori,” dice riferendosi agli eventi della scorsa notte.

“Ti prendo in parola,” dice salutando dall’ascensore. Quando le porte dell’ascensore si chiudono e portano via Jose, ci giriamo.

“Vedi, non è cattivo,” dice Anastasia.

“Vuole ancora entrarti nelle mutandine, Ana. Ma non posso dire di biasimarlo,” dico.

“Christian, non è vero!” dice negando fortemente. Conosco i miei polli!

“Non ne hai proprio idea, vero?” ridacchio. “Lui ti vuole. E anche parecchio,” rispondo. Ce l’ha scritto in faccia, anche quando ruba uno sguardo quando pensa che nessuno lo stia guardando. E’ anche triste. Quando ho abbracciato e baciato Anastasia, sulla sua faccia c’era scritto che voleva essere al posto mio, stringendola, amandola. Il fatto che Anastasia sia completamente all’oscuro delle sue attenzioni è sconvolgente. Ma comunque, è meglio così. Non voglio che capisca cosa prova lui e che abbia compassione per la sua sofferenza. Voglio essere l’unico che la guarda in quel modo.

Anastasia si acciglia. “Christian, è solo un amico, un buon amico,” difende la sua posizione. Va bene, facciamo a modo tuo. Dopo ieri non voglio litigare con lei. Alzo le mani in un gesto di conciliazione.

“Non voglio litigare, piccola,” dico. Non per questo.

“Nemmeno io,” dice concordando.

“Non gli hai detto che stiamo per sposarci,” dico nascondendo la delusione nella mia voce. Perché? In qualche modo non voleva ferire i suoi sentimenti?

“No. Ho pensato che dovrei dirlo prima a mia madre e Ray,” dice. Oh! Giusto! Che idiota che sono! Ovviamente, deve informare prima i suoi genitori! Annuisco.

“Sì, ovviamente hai ragione. E, io, ehm… dovrei chiedere la tua mano a tuo padre,” dico. Voglio fare le cose per bene dall’inizio.

Lei ride. “Oh, Christian, non siamo nel diciottesimo secolo,” dice.

“E’ la tradizione,” dico facendo spallucce, nascondendo il mio dolore. Non si rende conto che voglio fare tutte le cose al meglio per lei? Che farei qualsiasi cosa per lei?

“Parliamone dopo. Voglio darti l’altro regalo,” dice. Sento un sorriso timido fare capolino sulle mie labbra. Mi sento il bastardo più fortunato di tutto il mondo! Lei mi guarda in viso, e senza pensarci si morde il labbro.

“Ti stai mordendo il labbro,” dico tirandole il mento. Senza dire una parola, mi prende la mano e mi porta nella mia camera da letto.

Quando arriviamo accanto al letto, mi lascia la mano, e va dal suo lato del letto. Si abbassa e prende due scatole da sotto al letto. Wow!

“Due?” chiedo sorpreso. Me ne aspettavo solo una.

Lei fa un respiro profondo, e dice a disagio, “L’ho comprato prima del… dell’incidente di ieri. Ma, non ne sono tanto sicura adesso.” Mi porge una delle scatole regalo. Io la guardo, e la sua insicurezza mi preoccupa.

“Sei sicura di volere che la apra?” chiedo. Lei annuisce; riesco a vedere l’ansia sul suo viso.

Strappo la carta per aprirlo; sentendomi come un bambino povero durante il suo miglior Natale dopo che la sua famiglia ha vinto il Power Ball. Il contenuto della scatola mi tocca il cuore.

“Charlie Tango,” sussurro. E’ un modellino in legno di Charlie Tango con le pale del rotore che vanno ad energia solare. Adoro che si ricordi piccoli dettagli, come quanto io ami l’energia pulita, che amo volare, e che amo Charlie Tango. Pensa sempre a fondo riguardo ciò che mi dà.

“Ad energia solare. Wow!” mormoro. Mi siedo sul letto, e velocemente assemblo tutti i pezzi, facendoli andare tutti ad incastro tra di loro. Alla fine un Charlie Tango blu è sul palmo della mia mano. Lo porto vicino alla finestra e lascio che assorba la luce del sole. I rotori iniziano a girare e la miniatura di Charlie Tango prende il volo, sollevandosi dal mio palmo.

“Guarda qui!” esclamo. Quali possibilità questo giocattolino riesce a dare per il futuro. “E’ magnifico quello che possiamo fare già con questa tecnologia,” dico mentre guardo le pale girare nel palmo della mia mano. Questo mi fornisce decine di idee, come posso implementare questa tecnologia su larga scala. Forse una cella solare migliore… Anche piante per farlo al meglio. Idee… Idee…

“Ti piace?” chiede Anastasia.

“Ana, lo adoro da impazzire. Grazie!” dico tutto eccitato, e afferrandola tra le mie braccia, la bacio prontamente e appassionatamente. Poi mi giro e guardo di nuovo i rotori che girano. “Lo metterò vicino all’aliante nel mio ufficio,” le dico. Lei sorride da orecchio ad orecchio per la mia risposta.

“Questo mi terrà compagnia mentre recuperiamo Charlie Tango,” dico un po’ triste.

“Charlie Tango è salvabile?”chiede. Ricordo il fuoco nel rotore, la pala rotta, il quadro elettrico. Dev’essere esaminato e valutato.

“Non lo so. Lo spero. Altrimenti, mi mancherà,” dico non sapendo. I miei occhi sono puntati sull’altra scatola. Voglio aprirla. Cosa ci sarà?

“Non sono certa se questo presente sia per te, o per me,” dice, e mi rende ancora più curioso. Hmm…

“Davvero?” chiedo. Potrebbe significare soltanto una cosa. La guardo mentre mi porge la seconda scatola. E’ nervosa da morire. “Perché sei così nervosa?” chiedo, e lei arrossisce, somigliando ad un pomodoro. Un sorriso lascivo mi compare sul viso. Penso che voglia giocare…

“Mi stai intrigando, Miss Steele,” sussurro. E lei senza pensarci si mantiene la pancia. Lo fa solo quando è eccitata. “Devo dirtelo, Anastasia; mi sto godendo la tua reazione. Cos’hai tramato?” chiedo. Conoscendola, potrebbero essere innumerevoli cose. Non dice niente. Tolgo il coperchio dalla scatola. C’è un bigliettino, e sotto c’è il regalo incartato con della stoffa azzurra.

Ha scritto questo a mano, shockandomi…

Trattami in modo rude!

“Trattarti in modo rude?” chiedo in un mormorio. Lei annuisce, deglutendo. Cosa vuole che io faccia? Voglio farle quelle cose, ma non mi permetterei nemmeno di pensarle, o farmele passare per la testa, perché sono così tanto preoccupato che mi potrebbe lasciare. Inclino la testa da un lato, provando a capire la sua reazione. Lei mi manda segnali confusi. Come potrebbe il cuore di un uomo sopportare tutto ciò? Apro la stoffa e ci infilo dentro la mano. La prima cosa che mi arriva sotto mano è una mascherina per gli occhi.

Okay, vuole giocare, e vuole avere gli occhi coperti. Poi trovo una pinza per capezzoli, un plug anale, il mio iPod, e la mia cravatta grigia preferita, quella che ha dato inizio a tutto questo. E l’ultimo oggetto, che mi fa battere velocissimo il cuore, è la chiave della mia stanza dei giochi.

La fisso, la voglio, e voglio farle tutto ciò che lei vuole io le faccia. Ma, ho così tanta paura. Paura che potrei farle del male, potrei in qualche modo accendere un fottuto interruttore e fare qualcosa di cui mi pentirò per sempre.

“Vuoi giocare?” le chiedo con voce morbida.

“Sì,” dice con un sussurro.

“Per il mio compleanno?” chiedo. Non voglio fare niente che a lei non vada di dare. Questo deve essere un qualcosa che vuole anche lei.

“Sì,” dice, e se avessi girato la testa altrove, mi sarei perso la sua risposta. Il mio cuore si contrae per il dolore.

L’ultima volta che eravamo nella mia stanza dei giochi, lei mi ha lasciato. La prospettiva mi spaventa a morte. Questo mi spaventa! La amo così tanto; non penso potrei sopportare di vivere senza lei. D’altra parte, voglio andare incontro a tutti i suoi bisogni. Voglio essere la persona che le fornisce tutto il piacere, così da non farle avere nemmeno il desiderio di pensare a qualcun altro. E’ questo ciò che vuole? Lei vuole… Cosa? Sono in ansia perché gli ‘e se’ aleggiano nell’aria. E se reagisse male? E se mi lasciassi troppo andare in quel momento? E se mi piacesse troppo e tornassi alla mia vecchia modalità di Dominatore? E se…

“Sei sicura?” chiedo.

“Non le fruste e quelle altre cose,” risponde.

“Lo capisco,” dico. Non voglio nemmeno toccarle più.

“Sì, allora. Sono sicura,” risponde. Lei lo vuole! Lo vuole davvero! Io voglio quello che vuole lei. Il nostro scopo è il piacere.

Scuoto la testa e abbasso lo sguardo sul contenuto della scatola regalo. Cos’ho creato?

“Sesso folle e insaziabile. Beh, penso che possiamo fare qualcosa con queste cose,” mormoro. Riponendo di nuovo il contenuto nella scatola, la guardo di nuovo con occhi assolutamente concupiscenti. Ho una cosa in mente, e l’oggetto del mio affetto è proprio qui. Se il mio sguardo potesse dar fuoco, lei sarebbe in fiamme al momento. Il mio sorriso è carnale. Le porgo la mano, e lei pone la sua nella mia.

“Vieni,” ordino, e lei mi segue fuori dalla camera da letto. Diretti alla stanza dei giochi.

Mi fermo fuori dalla stanza dei giochi. Voglio essere assolutamente certo che questo sia esattamente ciò che vuole. Non per me, ma per lei. Voglio che lei lo voglia. Non a causa di qualche idea fuorviante che potrei essermi perso.

“Ne sei sicura?” chiedo ansioso.

“Sì,” mormora sorridendo timidamente.

“C’è qualcosa che non vuoi fare?” le chiedo con sguardo dolce. Lei si ferma per un secondo, e poi risponde.

“Non voglio che tu mi faccia delle foto.”

Cosa? Perché me lo sta chiedendo? Non le ho mai fatto delle foto nella stanza dei giochi. Mi congelo, immobile per un minuto. Ho fatto delle foto delle mie sottomesse in passato. Ha guardato nella mia cassaforte? Forse ha visto quelle foto? Inclino la testa da un lato e il mio sguardo è interrogativo. La voglio troppo per soffermarmi troppo a lungo su questo.

“Okay,” acconsento. Apro la porta, anche se continuo ad essere nervoso. Faccio un passo di lato, e faccio entrare prima lei. I miei occhi sono incollati su di lei, seguendo ogni sua mossa.

Posiziono il regalo sul comò. Tiro fuori il mio iPod, e lo accendo; scorro la lista delle canzoni. Mi giro verso il registratore, e apro le porte agitando le mani. Le porte si aprono scivolando silenziose. Sincronizzo lo stereo con l’iPod, e infine il suono di una treno riempie di echi la stanza dei giochi.

Mi rivolgo ad Anastasia. Lei è in piedi in mezzo alla stanza, con la bocca leggermente aperta; il suo petto si alza e abbassa in rapida successione. Finalmente si morde il labbro come per scatenare la mia libido. Cammino verso di lei, e le tiro il mento, per liberare il suo labbro inferiore. Non vogliamo che questo gioco sia veloce.

“Cosa vuoi fare, Anastasia?” mormoro. Voglio che lei definisca i limiti, i nostri confini. Io non voglio spaventarla. Bacio l’angolo della sua bocca. Facendo di più significherebbe far ribollire il mio sangue. Le sue labbra si ritirano ancora verso la sua bocca, ed io le trattengo con le dita per evitare che accada.

“È il tuo compleanno. Quello che vuoi,” sussurra. Faccio scorrere il mio pollice sul suo labbro inferiore. Lei è qui per me. Sono preoccupato per questo. Se mai faremo qualcosa qua dentro, deve volerlo anche lei, non solo perché lei pensa che io ne abbia bisogno.

“Noi siamo qui perché tu pensi che io voglia essere qua?” le chiedo sommessamente, cercando di estrapolare le giuste informazioni. La guardo, la sua faccia attentamente. Voglio essere sicuro che lei mi dica la verità. Non, quello che lei pensa che io voglia sentire.

“No,” sussurra timida. “Anche io voglio essere qua.” I suoi occhi si dilatano, il suo sguardo è sfrenato. Non è spaventata, è desiderosa, libidinosa. Le sue labbra si aprono, le sue guance arrossano, le sue pulsazioni si fanno più veloci. Lei mi vuole qua. Dannazione! Lei mi vuole! Il suo linguaggio del corpo mi fa eccitare, e I miei occhi si fanno scuri. Sembra quasi che stia supplicando di rimanere qua. Voglio essere qua per fare ciò che lei vuole, quello che entrambi vogliamo.

“Oh, ci sono molte possibilità, Miss Steele,” rispondo alla sua ultima domanda. Sono eccitato ancora. Qualcosa si è acceso in Anastasia, e lei mi vuole incontrare in quell’area grigia dove siamo carnali, sensuali, desiderosi, l’uno dell’altra. Ma, lei è troppo vestita.

“Iniziamo con lo spogliarti,” dico con voce bassa ma intensa. Prima sfilo la cintura dalla sua vestaglia di seta, che si apre, mostrando la sua camicia da notte. Mi risiedo sulla poltrona Chesterfield.

“Togliti I vestiti. Lentamente,” ordino.

Lei deglutisce, e le sue cosce si stringono. Lo fa ogni volta che la situazione diventa insopportabile. Lei è eccitata, ed io ho già il colpo in canna. Si toglie la vestaglia dalle spalle, i suoi occhi fissi nei miei. La vestaglia cade sul pavimento silenziosamente come un fuoco fatuo. I miei occhi sono su di lei, il mio indice scorre sulle mie labbra in contemplazione. Sfila le spalline della camicia da notte, tenendole con le dita per un minuto, poi le lascia, facendola scivolare lungo le curve del suo corpo come se del miele venisse versato su di lei lentamente, per andare verso i suoi piedi. Lei è completamente nuda davanti a me. Troppo nuda. Penso che manchi qualcosa, e so cosa. Passeggio verso il comò e prendo la cravatta grigia. La tiro tra le dita, e torno verso Anastasia, sorridente. Ora sono di fronte a lei. Lei mi guarda con aspettativa.

“Penso che tu sia poco vestita, Miss Steele,” mormoro. Poso la cravatta intorno al suo collo, e lentamente faccio un nodo Windsor. Stringo il nodo come se fosse per me, e le mie dita pennellano la base della sua gola. La scossa che è sempre presente tra di noi ci scorre attraverso, e lei ansima. Io bramo questa elettricità, questa connessione. Mi ingarbuglio per qualche minuto. Poi lascio lunga l’estremità della cravatta, in modo che raggiunga il suo pelo pubico. Che donna eccitante.

“Ora va bene, Miss Steele,” sussurro, e la bacio dolcemente sulle labbra. Quando mi tiro indietro, lei è senza fiato, in attesa di qualcosa di più.

“Cosa dovremmo fare con te adesso?” chiedo. Poi, prendo la cravatta e la tiro tra le mie braccia. Lei è una donna irresistibile ed eccitante. Il suo corpo nudi è a contatto col mio. Le mie mani viaggiano attraverso i suoi capelli, e con forza tiro indietro la sua testa, e la bacio, fondendomi con lei, carnale, domandando, desiderando. La mia lingua affonda nella sua bocca dichiarando chi comanda, sopraffacendola, baciando e accarezzando la sua bocca. L’altra mia mano va verso la sua natica, prendendola e accarezzandola. La lascio andare solo quando i mie polmoni sono a corto di aria tirandomi indietro, ansimando, guardando verso di lei; io sono completamente innamorato di quello che vedo di fronte a me, innamorato e in pura brama di lei.

“Voltati,” comando in tono gentile, e lei obbedisce velocemente. Sciolgo la sua coda di cavallo, e le faccio una treccia. I suoi soffici, sensuali capelli hanno un odore divino.

“Hai dei capelli stupendi, Anastasia,” mormoro, abbassandomi e baciandole la gola. “Devi solo dire basta piccola. Lo sai questo, vero?” sussurro contro la sua gola. Lei annuisce, i suoi occhi chiusi in un sensuale piacere. La rigiro nuovamente non appena finisco di farle la treccia, e la tiro tramite la cravatta. “Vieni,” dico conducendola verso la scatola dei giochi per il nostro reciproco piacere.

“Anastasia, questi oggetti,” dico mostrandole il flagellatore per primo, “sono troppo grandi per te. Come vergine dei giochi anali, non dovresti iniziare con questi. Noi vogliamo iniziare con questo,” dico mostrandole il mio mignolo, e lo shock di Anastasia è dipinto su tutto il suo volto senza fiato. Le sorrido compiaciuto sapendo a cosa sta pensando. Non tutte, solo con un dito.

“Un solo dito Anastasia…singolo,” la rassicuro. Mi trafigge con lo sguardo sorpresa della mia spiegazione. Il suo shock è stampato su tutto il suo volto.

I morsetti che ha scelto sono per lo più per provocare dolore. Non è consigliabile iniziare con quelli. È meglio averci a che fare più in là. “I morsetti sono dolorosi,” le dico, mostrandole un altro modello che non stringono forte il capezzolo, “Questi invece sono regolabili,” dico non volendola ferire. Lei sbatte le palpebre verso di me come uno studente che ha incamerato una marea di informazioni, e in procinto di fare un test subito dopo il corso accelerato.

“Chiaro?” chiedo.

“Sì,” sussurra in risposta. “Mi stai per dire cos’hai intenzione di fare?”

“No, piccola. Ci sto pensando man mano andiamo avanti. Non è un film, Ana.” Lei batte le palpebre.

“Come vuoi che io mi comporti?” chiede confusa.

Oh, non voglio che lei pensi a me come ad un dominatore perché siamo in questa stanza. Questo mi riporta alla mente brutti ricordi, la mia fronte si corruga con preoccupazione. “Come vuoi tu.”

Il suo volto cambia espressione. È arrabbiata?

“Ti aspettavi di vedere il mio alter ego, Anastasia?” chiedo perplesso.

“Beh, veramente, sì. Mi piace,” risponde sorprendendomi. In qualche modo la sua risposta mi piace. Questo mi da la consapevolezza che lei ama tutte le mie 50 sfumature.

“Ora ti piace,” respiro. “Io sono il tuo amante Anastasia, non il tuo dominatore. Mi piace sentire le tue risate fanciullesche. Mi piace vederti rilassata e felice come lo sei nei quadri di Jose. Quella è la ragazza che è piombata nel mio ufficio. Quella è la ragazza di cui mi sono innamorato,” dico passando il pollice sul mio labbro inferiore. La mia dichiarazione la lascia a bocca aperta. Sono riuscito a shoccarla. Probabilmente mi sono innamorato di lei fin dall’inizio. Lo negavo.

“Ma dopo tutto questo, mi piace anche fare delle cosacce con te Miss Steele. E il mio alter ego conosce due o tre trucchetti,” dico mentre i miei occhi si fanno scuri. Voglio prendere il controllo, e darle quello che vuole, e divertirci entrambi. “Quindi, fai come hai detto, e voltati” ordino. Come lei mi rivolge la schiena, apro un altro cassetto, e ne estraggo un paio di manette di pelle.

“Vieni,” ordino tirando la cravatta; la conduco verso il tavolo. Indicando il tavolo, dico, “Voglio che ti inginocchi sul tavolo.

Metto Anastasia sul tavolo, e lei piega le gambe sotto di lei, inginocchiandosi di fronte a me. Siamo faccia a faccia. Guardando nei suoi occhi, le mie mani scorrono lungo le sue cosce, afferro le sue ginocchia, e le apro le gambe. Lei è bellissima, e la desidero già.

“Voglio che metti le braccia dietro la schiena. Sto per ammanettarti.”

Prendo le manette di pelle dalla mia tasca posteriore, e la raggiungo. Siamo in contatto, e il suo profumo è inebriante, la vista di lei è inebriante e seducente. Le labbra di Anastasia scorrono lungo la mia mascella e la barba corta. Divento all’istante desideroso di lei, pronto a prenderla. Mi fermo e chiudo gli occhi, godendomi il momento ma cercando anche di trovare il mio centro, e fissare l’equilibrio. Il mio respiro vacilla perché se lo fa ancora, questa sarò una breve scopata e nessuno di noi vuole che sia così. Mi tiro indietro subito ora che posso ancora controllarmi.

“Stop. Altrimenti questo sarà più breve di quanto noi non vogliamo,” la avverto. Toccarla mi fa infiammare, il suo tocco è fuoco, e io voglio ricambiare. È per questo che devo avere il controllo di quello che succede se vogliamo giocare.

“Non posso farne a meno. Sei irresistibile.” dice mettendo il broncio.

“Lo sono adesso” dico sardonico. Lei annuisce con I suoi bellissimi occhi socchiusi.

“Beh piccola, non distrarmi, o ti imbavaglio,” la avverto.

“Mi piace distrarti,” controbatte in un sussurro ostinato, facendo alzare le mie sopracciglia.

“O ti sculaccio,” dico. Mi piacerebbe sculacciarla. Lei sorride in risposta, quasi anticipando qualcosa, facendomi sorridere.

“Comportati bene,” ringhio, e tirandomi indietro, fisso il mio sguardo su di lei, e batto le manette sulla mia mano mimando quello che accadrebbe se non si comporterà bene. Finalmente cerca di sembrare castigata.

“Così va meglio,” dico soddisfatto e vado dietro di lei, e lei chiude gli occhi e inspira profondamente. Prendo le manette e le metto proprio sotto ad ogni gomito il che la costringe ad inarcare la schiena e spingere il suo petto in avanti gloriosamente. Io le sono dietro e ammiro la bellissima visione davanti a me. Lei è ammanettata sopra ai gomiti, e anche se le braccia non sono insieme, si è creata abbastanza forza per spingere il suo petto in avanti.

“Ti senti bene?” chiedo.

“Sto bene,” risponde. Tiro fuori la maschera, e la faccio scivolare sopra la sua testa, così adesso I suoi occhi sono ciechi al mondo esterno. È tutto nella sua immaginazione. Immediatamente respira forte in attesa. Sembra eccitata, e attende. Incapace di vedere, deve fare affidamento sul suo udito, sul suo tatto e olfatto. Noi facciamo troppo affidamento sulla vista. Solamente in sua assenza gli altri sensi si acuiscono. In un gioco sessuale, devi fidarti del tuo partner che non solo si prende cura di te ma ti tiene al sicuro. L’ignoto fa eccitare e il non sapere cosa succederà fa sì che la tua mente non possa prepararti alla reazione del tuo corpo. Reagisci solo quando lo senti, e il tuo corpo reagisce in modo diverso in assenza della vista. A causa di questa mancanza, l’adrenalina scorre costantemente attraverso il tuo corpo pronto a scatenare la reazione successiva. Mi sposto e apro una flacone di olio per massaggi; non solo voglio rilassare I suoi muscoli con questo olio, ma voglio anche che lei usi il suo olfatto, integrandolo con le altre sue sensazioni. Gli oli profumati sono stati usati fin dagli antichi egizi per focalizzare, stimolare la creatività, aumentare la motivazione e il desiderio sessuale. I feromoni sono afrodisiaci naturali ed è per questo che sono utilizzati nei profumi per attrarre il sesso opposto. Indulgendo l’olfatto con certi profumi, aumenti l’appetito sessuale e l’attrazione. Questo olio emana un forte e ricco profumo di muschio. Potresti quasi assaggiarlo; dolce ed appetitoso.

Passeggio verso Anastasia. “Non voglio rovinare la mia cravatta preferita,” mormoro e la slaccio. Come la cravatta scivola lentamente sul suo corpo le inspira a fondo. Sfioro la guancia di Anastasia con le mie nocche, seguendo la linea della sua mascella, lentamente e sensuale. Tutti I suoi sensi si risvegliano con questo semplice tocco. Questo crea aspettative. Non sapendo cosa accadrà dopo; tutto il suo corpo è in allerta, tremante di gioia, e tutti I suoi nervi si svegliano. La mia mano scorre agilmente sul suo collo, attraverso la clavicola fino alle spalle. Massaggio mentre la mia mano scorre.

Metto l’altra mia mano sull’altra spalla e lentamente e sensuale la faccio scorrere sulla clavicola. Anastasia geme dal piacere, in attesa. Lei inarca il suo corpo spingendo in avanti i suoi seni in cerca di attenzioni. Ma le mie mani li evitano, muovendosi lungo i fianchi. Il ritmo della musica, l’odore dell’olio, le mie mani che risvegliano tutti I sensi lungo il loro cammino, e Anastasia che geme forte in attesa senza sapere cosa e quando.

“Sei così bella, Ana,” sussurro vicino al suo orecchio con voce roca mentre le mie mani viaggiano sul suo corpo. Il mio naso scorre sulla sua mascella, inspirando il suo profumo, e il mix intossicante che ora è infuso nella sua pelle. Le mie mani viaggiano e massaggiano sotto il suo seno, sul ventre, sopra il suo osso pubico… inizio a lasciare baci leggeri sulle sue labbra, poi lentamente, faticosamente, sensuale faccio scorrere il mio naso lungo il su collo e la sua gola. Il mio respiro accarezza la sua pelle ipersensibile e in attesa.

“E presto sarai mia moglie,” sussurro. Il suo respiro accelera, e le sue labbra si aprono.

“Per amore e da amare…” Le mie mano si muovono sensuali sul suo pelo pubico, accarezzandolo.

“Col mio corpo, io ti adorerò.”

Anastasia butta la testa indietro e geme. Le mie dita si muovono sul suo sesso, e col mio palmo, sfrego contro il suo clitoride.

“Mrs. Grey,” dico reverenziale, in soggezione, col mio palmo che sfrega contro il suo clitoride sensuale, risvegliando ogni nervo del suo corpo. Lei geme.

“Sì, piccola,” respiro, e il mio palmo continua il suo assalto sensuale. “Apri la bocca piccola,” ordino. Lei apre di più la sua bocca già spalancata. Le infilo in bocca un vibratore che a lei può sembrare quasi un ciuccio.

“Succhia” ordino. “Sto per metterlo dentro di te.” lei si zittisce.

“Succhia,” comando ancora, e smetto di toccarla per mettere più olio sulla mia mano. Mi spalmo l’olio sulle mani, e le prendo il seno.

“Non smettere di succhiare,” dico. Lei deve lubrificarlo e scaldarlo.

Prendo I suoi capezzoli tra il mio pollice e indice, facendoli inturgidire, sotto il mio tocco. Lei emette un gemito soffocato.

Adoro I suoi seni. “Hai dei seni così belli, Ana,” mormoro, e il suo corpo reagisce immediatamente facendo inturgidire ancora di più I suoi capezzoli. Amo il modo in cui il suo corpo è connesso col mio, alla mia voce, al mio odore, al mio tocco. “Sì, piccola,” mormoro il mio apprezzamento.

Muovo le mie labbra sul suo collo, e senza indugiare mi sposto lentamente verso il suo petto, lentamente pungo, mordo e succhio ancora ed ancora. Le mia labbra sfiorano l’apice del suo petto, e come il suo corpo mi spinge a succhiare I suoi capezzoli posiziono il morsetto sul suo capezzolo.

“Ah!” geme lei alla sensazione inaspettata. La mia lingua guizza, e metto il morsetto anche sull’altro capezzolo. Quando Anastasia sente il doppio morso di entrambe le pinze geme forte. La sensazione è nuova per lei.

“Sentili,” sussurro. Metto più olio sul mio palmo, e strofino le mani.

Tiro fuori il vibratore dalla sua bocca. “Dammelo,” dico. Le mie mani ricominciano a scivolare lungo il suo corpo, verso il basso, verso il suo sesso. Poi sposto le mani sul suo didietro. Non sapendo cosa farò, rantola. Quando le mie dita scorrono sulle sue natiche, si irrigidisce. Lei è vergine in quel punto, e la sua reazione era prevista.

“Calma piccola, piano,” sussurro nel suo orecchio, e bacio il suo collo mentre la accarezzo e la prendo in giro con le mie dita. Lei non sa quello che l’aspetta, e il suo corpo è in piena allerta. Mentre la mia mano scivola verso il basso sul suo ventre, sul suo osso pubico, e il suo sesso, le sfrego ancora il palmo della mano sul clitoride. Il mio indice scivola dentro di lei, e lei geme di piacere.

Indicando il vibratore, “Sto per metterlo dentro di te. Non qua,” dico indietreggiando il mio dito tra le sue natiche e l’ano, “ma qua,” dico mentre il mio dito si muove in circolo, dentro e fuori. Lei geme. Il sangue scorre nel suo sesso, I suoi capezzoli si gonfiano, e sperimentano maggiormente l’ esperienza della costrizione.

“Ah!” risponde alla reazione del suo corpo.

“Calma ora, piccola,” dico tirando fuori il mio dito dal suo sesso, e faccio scivolare il vibratore dentro di lei. Con una mano prendo il suo viso, e la bacio quasi con violenza, la mia bocca sovrasta la sua, la mia lingua la invade, ed io accendo il vibratore. Anastasia rantola a questa sensazione totalmente inaspettata.

“Ah!!”

“Piano piccola,” dico nella sua bocca, mentre la mia ricopre ancora la sua. Tiri dolcemente i morsetti, e lei urla forte.

“Christian, ti prego!”

“Calma, piccola. Tieni duro,” la persuado.

Il vibratore, e morsetti per capezzoli, la mia bocca sulla sua, le mia mani che viaggiano attraverso il suo corpo la iper-stimolano; dandole sensazioni su sensazioni ovunque.

“Brava ragazza,” la tranquillizzo.

“Christian,” supplica.

“Ora zitta. Senti, Ana. Non essere spaventata,” dico tenendo I suoi fianchi. Muovo le mie mani dai suoi fianchi verso il basso, toccandola, sentendola, impastando la sua pelle, le sue natiche. Strofino, e ristrofino le sue natiche con le mie mani impregnate di olio.

“Bellissima,” dico ipnotizzato. E infine metto un dito oliato nel suo ano. Mi muovo lentamente dentro e fuori mentre I miei denti sfiorano il suo mento sollevato.

“Bellissimo, Ana.”

Alla fine lei soccombe a tutte quelle sensazioni, e viene, urla il suo orgasmo e il suo corpo ha delle convulsioni a causa delle sensazioni che scorrono attraverso ogni nervo del suo corpo. Durante il suo orgasmo, ho tirato una dei morsetti, dandole un dolce dolore, e subito dopo ho tirato anche l’altro per far durare ancora il suo orgasmo mentre il mio dito si muoveva dentro e fuori il suo ano.

“Agh!” urla forte, e mi avvolgo intorno a lei tenendo Anastasia, ma il suo corpo pulsa con il vibratore che sta lavorando ancora dentro di lei, e il mio dito che si muove dentro e fuori.

“No!” urla supplichevole, e so che ha raggiunto il suo limite; questa volta tiro sia il vibratore che il mio dito, mentre il suo corpo continua a scuotersi con il vibratore ancora dentro di lei. Apro velocemente le manette, e le sue braccia cadono, la sua testa crolla sulla mia spalla persa nel suo travolgente orgasmo. Il suo respiro è irregolare, è finita.

Sollevo Anastasia da tavolo, e la porto tra le mie braccia fino al letto, distendendola sulle lenzuola di raso rosse. Mi metto dell’altro olio sulle mani, e strofino la parte posteriore delle sue cosce, le sue ginocchia, polpacci, e spalle. Mi spoglio velocemente, e mi distendo accanto a lei nel letto.

Le tolgo la maschera, ma I suoi occhi rimangono chiusi; come se fosse esausta. Prendo la sua treccia e la sciolgo. Mi abbasso e la bacio dolcemente sulle sue bellissime labbra. La musica si spegne quando premo il pulsante off del telecomando.

“Bellissima,” mormoro alla bellezza che sta per diventare mia moglie.

Finalmente cerca di aprire gli occhi; le sorrido guardandola in adorazione.

“Ciao,” la saluto. Lei grugnisce in risposta, facendomi sorridere di più. “È stato abbastanza rude per te?”

Annuisce in risposta, e mi sorride.

“Penso che tu stia cercando di uccidermi,” mormora.

“Morte da orgasmo,” rido. “Di sicuro dovrai ammettere, che ci sono modi peggiori per andarsene,” ma mi pento subito di ciò che ho detto ripensando a quanto sono stato vicino alla morte. Le mani di Anastasia mi raggiungono subito accarezzandomi il viso.

“Puoi uccidermi così quando vuoi,” sussurra. Si accorge che sono completamente nudo vicino a lei, e pronto all’azione. Prendo la sua mano e bacio le sue nocche, e lei si appoggia in risposta, catturando il mio viso tra le mani porta la mia bocca sulla sua e ci immergiamo in bacio appassionato. Ma, ho altri piani; la bacio velocemente e mi fermo.

Raggiungo il telecomando dello stereo , e dico “Questo è quello che voglio fare.” premo on, e dolci melodie di chitarre risuonano nella stanza dei giochi.

“Voglio fare l’amore con te, piccola,” dico guardandola, con amore, desiderio, e passione. Roberta Flack inizia a canticchiare, “The First Time Ever I Saw Your Face.” Le mie labbra cercano le sue, e come antichi amanti, fondiamo le nostre anime e le sigilliamo con questo bacio.

16 thoughts on “CAPITOLO XXIII

  1. Bellissimo! valeva la pena aspettare! Complimenti la traduzione è bellissima, ed è anche un capitolo lungo, comunque aspetto già il prossimo. Grazie ancora a tutte. Baci.

  2. Dire bellissimo è ripetitivo…così dirò solo grazie..,grazie di essere ritornata…e grazie di sopportarci..Ahahah.,ultima cosa i capitoli saranno pubblicati ogni mercoledì?o cambiate giorno?

  3. Grazie 1000, apprezzo moltissimo il vostro lavoro, ho avuto paura in questa settimana che per vari motivi aveste abbandonato l’opera di traduzione che ovviamente è molto impegnativa e faticosa, sono felice di essermi sbagliata e vi ringrazio di vero cuore di fare questo lavoro che per tutte noi rappresenta molto!
    Complimenti a voi!

    • Sinceramente ho letto un altra storia in cui i lombi di apollo erano quelli ke ho spiegato io…sicura non sono quindi non insisto

    • I “loin of Apollo” (com’era nell’originale di Emine) sono quella V che si forma sul basso ventre/bacino degli uomini ben scolpiti come è possibile vedere nella foto in questa pagina ->http://www.justjared.com/photo-gallery/2239531/trevor-donovan-shirtless-shopping-02/

  4. Lo so sono ripetitiva ma i capitoli usciranno ogni mercoledì o x natale non uscirà il nuovo capitolo?grazie in anticipo a chiunque risponde

  5. Beh che dire se non che siete bravissime? State facendo un lavoro splendido e il libro visto dal punto di vista di Christian è semplicemente sublime! Continuate così! 🙂
    Ps: il 24 capitolo come procede? arriverà come regalo delle feste? 🙂

  6. Grazie per il bel capitolo!!!

    Tanto più perché adoro quando i capitoli sono lunghi e non mi basta una giornata per leggerli!!!

    Grazie…

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