CAPITOLO XXII

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

La lunga strada verso casa

“Oh, Dio santo! Che cosa facciamo, Christian?”

“Stai zitta e lasciami ragionare!” dico a Ros con fermezza.

“Ho paura!”

“Ros!” l’avverto, e l’unica risposta che ottengo da lei è un leggero singhiozzo. I suoi occhi sono sbarrati e persi; sta tremando come se avesse appena percorso il Circolo Polare Artico indossando solo la biancheria intima. Le sue labbra si muovono ma non ne esce alcun suono. Sta pregando.

È difficile controllare Charlie Tango con la coda quasi fuori uso. Il sistema Fenestron nella coda di un EC135 dovrebbe essere uno stabilizzatore migliore rispetto a quello di un qualsiasi altro elicottero della sua categoria. Usano questo elicottero per missioni di salvataggio estreme in tutta Europa, per amor di Dio! Questo elicottero può trasportare sette passeggeri e un peso complessivo di tre tonnellate! Oltre a me e a Ros, non ha un carico pesante, quindi questo è un fattore positivo considerata la situazione delicata.

“Christian! Non voglio morire! Voglio andare a casa da Gwen! Ti prego!” strilla fuori controllo. Del fumo inizia a fuoriuscire dal sistema di ventilazione e io lo chiudo immediatamente per evitare inalazioni nocive.

Anch’io voglio andare a casa da Anastasia! Porto velocemente la mano sulla tasca della giacca dove conservo il suo piccolo pacchetto regalo. Quella scatoletta è l’unica ancora di salvezza che ho e la tengo vicina al mio cuore. È l’unico legame che ho con Anastasia. Il pensiero di non poterla più abbracciare, baciare e amare è straziante, lancinante e atroce per la mia anima. Quel che è peggio, un coglione qualsiasi prenderà il mio posto, l’abbraccerà e la consolerà quando me ne sarò andato! Le sussurrerà parole rassicuranti al suo orecchio, le stringerà le mani per confortarla, avvolgendola nel suo abbraccio. Questa è la tortura più grande che abbia mai dovuto sopportare!

“COL CAZZO!” grido facendo fare un salto a Ros per lo spavento. Sono determinato più che mai a far atterrare questo elicottero. Guardo l’altimetro posizionato tra luci lampeggianti e allarmi ronzanti. È ancora molto preciso, grazie a Dio! Focalizzo tutta la mia attenzione sul pannello di controllo per verificare cosa è fuori uso e cosa posso ancora fare con gli strumenti che mi restano a disposizione, e cerco di ricordare la procedura di emergenza appresa durante il mio addestramento.

Le due antenne radar dell’altimetro sono posizionate sotto la coda. Questa viene usata per avvicinamenti di precisione. L’incendio nella coda è ancora in corso. Non so quale parte della coda sia incendiata, ma presumo che si tratti del rotore. Saremmo fortunati se le lame nella coda fossero installate in maniera irregolare, perché questo ci potrebbe aiutare garantendoci qualche minuto in più. Ho bisogno di deviare la mia attenzione. Non voglio farmi prendere dal panico! Sarebbe fatale per entrambi e io sono l’unico che può guidare questo elicottero! Come faccio a concentrarmi … Come faccio a concentrarmi … Concentrarmi!

“Ros!”

La sua risposta è accompagnata da un singhiozzo incoerente.

“Cosa?”

“Concentrazione! Fammi una domanda!”

“Sei impazzito?”

“No, non ancora! Ho bisogno di concentrarmi e anche tu! Chiedimi … chiedimi …” scavo a fondo nel mio cervello e mi si accende una lampadina, “Chiedimi perché le lame della coda sono posizionate in maniera irregolare nel rotore!”

“Cosa?”

“Vuoi tornare da Gwen?”

“S … ss … sì …”

“Allora fa’ come ti dico, cazzo!” dico facendola saltare ancora. Mi guarda come se fossi uscito fuori di senno. Ho bisogno di concentrarmi! Lei ha bisogno di concentrarsi! Il mio cervello lavora meglio quando fa più cose contemporaneamente! Devo sbarazzarmi del panico.

“Mr. Grey, perché …” si ferma, singhiozza e inspirando forte col naso. “Perché le lame nel … mmm …”

“Nel rotore!”

“… nel rotore sono posizionate in maniera irregolare?”

“Ottima domanda Ros!” dico e lei tra le lacrime mi rivolge un sorriso da “che cazzo stai dicendo”.

“Questi ingegneri tedeschi sono così intelligenti cazzo!” dico mentre tiro la leva cercando di guadagnare altitudine. Con voce stressata aggiungo, “Vedi, ritengono che se si mettono le lame nella stessa posizione si crei una vibrazione armonica o tono armonico che è molto acuto,” dico mentre cerco di mantenere la velocità anche se i fottuti motori si sono fermati e Charlie Tango sta tremando come se avesse l’influenza!

“Successivamente hanno scoperto che se aumenti la distanza tra le lame si crea un punto d’intersezione che blocca la risonanza. Questo semplice trucco di cancellare il rumore potrebbe essere ciò che può salvarci la vita oggi!” dico con voce acuta mentre le vibrazioni dell’elicottero rendono complicato parlare.

La speranza affiora nel suo sguardo.

“Davvero? E come?” dice tirando su col naso.

“Perché, anche se perdo una delle lame, quelle restanti dovrebbero aiutarmi a mantenere stabile l’elicottero fino all’atterraggio. Visto che le lame sono al riparo nella coda, anche se mi dovessi schiantare questo eliminerebbe ulteriori possibilità di farsi del male grazie agli stabilizzatori all’avanguardia e le lame lì sopra,” dico additando velocemente il soffitto, “non sono lunghe quanto quelle di altri elicotteri che potrebbero annullare l’interferenza aggiunta col terreno. Sai quando colpisci gli alberi o altri ostacoli.” Ovviamente questa è una speranza plausibile a meno che non si rompa la coda. Riesco a sentire il respiro sofferente di Ros.

Rimango in silenzio e cerco di concentrarmi velocemente.

Okay! Posso farcela! Posso farcela! Voglio tornare dal mio amore! Voglio rivedere Anastasia!

L’altimetro segna cinquantatre metri e adesso stiamo perdendo quota velocemente, ruotando su noi stessi lentamente. Cazzo! Cazzo! Devo ricorrere alla pinna principale per sollevarmi lateralmente creando così una spinta verso il lato destro dell’elicottero. Sono anche contro vento e questo di certo non aiuta, e se posso stabilizzare la rotazione e sollevarmi forse l’impatto sarà minimo!

“Mr. Grey? Christian!” dice Ros nel panico.

“Ros,” dico deglutendo. “Ascolta, devo cercare di creare una spinta in avanti usando la pinna principale così da velocizzare l’elicottero.”

“Oh, ok …” dice mentre si asciuga bruscamente gli occhi con il dorso delle mani.

“Gli elicotteri sono velivoli piuttosto corti e viene messa una grande pinna verticale sul retro della coda per creare un sostanziale sollevamento laterale e stabilizzare il velivolo in volo,” le dico, e potrei tranquillamente parlarle in svedese, perché ovviamente non capisce una parola di quello che le sto dicendo, ma questo tiene la sua mente occupata e fa sì che la mia sia pienamente focalizzata sull’impatto imminente.

“L’hanno pensata apposta in caso di completo fallimento catastrofico del Fenestron,” lei emette un suono agonizzante alla parola ‘catastrofico’, “e se riesco a mantenere la velocità a più di settanta nodi il mio velivolo in teoria dovrebbe continuare a volare normalmente senza nessuna perdita di controllo.”

“Davvero? Cos’è un Fenestron?” chiede cercando di non perdere la speranza e di mantenere la mente occupata.

“È il sistema rotore posteriore.”

“Ma stavamo stazionando. Puoi raggiungere i settanta nodi di velocità, perché hai detto …” dice con gli occhi pieni di lacrime, “ … hai detto che entrambi i tuoi fottuti motori non funzionano!”

Resisto continuando a tenere la leva come se le nostre vite dipendessero da questo; beh, in effetti è così … in teoria dovrei avere due autopiloti. Se uno fallisce, il numero due subentra automaticamente. Magnifico, ma nessuno ha pensato alla fermata di entrambi i motori durante lo stazionamento e a bassa velocità. Quindi devo ricorrere alle mie abilità da pilota di aliante per riuscire ad atterrare in sicurezza da cinquanta metri di altezza! A meno che non riesca a creare una spinta in avanti.

“I filetti su entrambi i lati del velivolo dovrebbero aiutarmi a stabilizzare Charlie Tango e a farlo volare dritto a una normale velocità di volo che va dai centoventi ai centoventicinque nodi.”

“Fantastico, Mr. Grey! Ma adesso sembra che il suo volatile abbia perso le ali!”

Guardo il pannello di controllo per controllare il vento dietro di me. Premo il pulsante per attivare il radar digitale; questo mi consente di visualizzare una mappa digitale, quindi se riesco a girare nella giusta direzione posso sfruttare il vento a nostro beneficio. Il mio sistema EGPWS è sempre attivo e consiste in una versione avanzata del sistema di allerta in caso di avvicinamento al suolo, disegnato per avvisare i piloti in caso il loro velivolo si trovi a rischio immediato di schianto col terreno o contro un ostacolo. È un sistema di sicurezza sensibile alla vicinanza col suolo. Proprio adesso sto cercando un luogo con il minimo impatto a terra, ma non riesco a decidermi.

“Sì e no Ros! Ogni motore controlla la trasmissione e il rotore. In altri elicotteri, c’è un diverso schema di controllo del rotore. Il bello di questo elicottero è che se anche perdo entrambi i motori la trasmissione continua ad arrivare al rotore attraverso il flusso d’aria che passa per il rotore principale!” dico mentre i miei denti battono a causa delle vibrazioni di Charlie Tango.

“Hallelujah, cazzo! Perché stiamo per testare tutto questo proprio oggi! Abbiamo perso entrambi i motori e la coda è in fiamme! Il suo volatile sta tremando e sbatacchiando come in un terremoto a Los Angeles! Se riesce a farci atterrare nonostante tutto, ringrazierò di persona quei fottuti ingegneri che hanno previsto tutto questo in anticipo!”

Così mi piace di più. Posso affrontare Ros arrabbiata. Ma non posso gestirla se è nervosa, agitata, fuori controllo, e se urla proprio quando Charlie Tango sta per precipitare! Devo mantenere il controllo del velivolo e la sua rabbia riesce stranamente a farmi concentrare.

“Beh Ros, entrambi i motori conducono la trasmissione, la trasmissione fa muovere il rotore principale più il rotore posteriore, e un motore può fare entrambe le cose. Anche senza entrambi i motori la trasmissione è sempre in corso. In alcuni elicotteri se il motore si spegne il rotore posteriore smette di girare. Ma non in questo velivolo! Ci sarà un motivo se l’ho pagato 4,5 milioni di dollari!” Quindi è di vitale importanza che io riesca a fare atterrare questo elicottero presto senza schiantarmi al fottuto suolo! Devo farlo proseguire oltre e lasciare che il corpo dell’elicottero faccia tutto il lavoro.

“Spero che abbiano testato queste teorie, capo! Se non riusciamo ad atterrare sani e salvi, allora ha pagato troppo per questo cazzo di elicottero! Voglio tornare da Gwen! Non sto dicendo che non ce la faremo, ma perché lo sappia, lei è stato il miglior capo che abbia mai avuto. Maniaco del controllo, ma decente. Un capo a posto!” dice con voce roca.

“Devi proprio smettere di fumare, Ros!”

“Davvero? Mi sta davvero chiedendo di smettere di fumare proprio adesso? Perché ho intenzione di fumare un pacchetto intero quando saremo atterrati e non ho nemmeno una sigaretta con me! No ha niente di carino da dirmi, dal momento che stiamo per morire?” mi chiede con gli occhi pieni di lacrime.

“Non stiamo per morire!”

“Come cazzo fa a dirlo?”

“Perché ho una ragazza a cui ho chiesto di sposarmi! Non voglio che un coglione qualsiasi si avvicini a lei, la consoli tenendole la mano e abbracciandola solo perché sono morto oggi! Voglio sapere la sua risposta! Voglio sentirla dire “sì”! Non voglio che Josè o Ethan finiscano a scoparsi la mia ragazza solo perché io non sono più lì! La amo! Lei è la mia donna!”

“Wow! Allora è vero che non è gay, capo!”

“Grazie tante! Il tuo sensore gay è tornato in azione …” dico mentre lei mi rivolge un sorriso tra le lacrime.

Mormora qualche altra stronzata, ma spengo la voce roca di Ros dalla mia testa. Voglio tornare da Anastasia! Nella mia mente vedo il suo viso meraviglioso, l’intensità dei suoi profondi occhi azzurri che mi guardano e riesco a percepire le sue braccia che mi avvolgono. Voglio tornare dalle sue braccia, dal suo abbraccio, dai suoi baci. Non voglio morire oggi. Voglio sentirla accettare la mia proposta di matrimonio. Ne ho bisogno … Devo tornare da lei.

Aumenta al massimo l’accelerazione.

“Ros, tieniti forte! Stiamo per scendere ad una velocità di circa settanta nodi. Cercherò di tenere sotto controllo la velocità fino all’ultimo momento, ma visto che i motori non funzionando è fondamentale per me mantenere una velocità elevata finché non siamo vicini al suolo, e poi posso ridurla!

Ros sembra allibita.

“Ros!” grido con fermezza e lei fa un salto come se qualcuno l’avesse scossa.

“Sì?” risponde piagnucolando.

“Guardami! Non moriremo! Torneremo tutti e due a casa!” dico mentre mantengo una velocità elevata e tengo d’occhio il suolo con l’aiuto del EGPWS. Devo arrivare al suolo più dritto possibile. Ci stiamo avvicinando. Giro l’elicottero cercando di stabilizzarlo usando la pinna verticale e consentendo al vento di aiutarmi a spingere l’elicottero nella direzione in cui voglio andare.

“Quindici metri, Ros! Stiamo perdendo quota velocemente.”

Uso lo stabilizzatore orizzontale e la pinna verticale e lascio che il vento ci spinga sfruttando la forza restante della trasmissione. Cerco di evitare gli alberi e visualizzo un posto in cui atterrare con un impatto minimo. È vicino alle paludi, un pezzo di terra priva di detriti, alberi o grandi massi. Il pannello di controllo lampeggia indicandomi che ho raggiunto il limite massimo a causa dell’incendio nel rotore posteriore. E anche la coppia motrice ha raggiunto il limite, che cazzo! Certo che è al limite, non ho più forza motrice! Mi muovo solo grazie alla trasmissione che controlla il rotore principale e quello posteriore che, oltretutto, è in fiamme come la mia fottuta anima!

“Cinque metri!” Grido per avvisare Ros. Lei si stringe forte al sedile.

Riduco la velocità e lascio che il rotore ricorra alla forza che gli resta per farci atterrare e uso il vento per aiutare lo stabilizzatore a farci atterrare interi.

“Due metri all’impatto!”

“Dio, ti prego!” grida Ros.

“Ana, ti amo con tutto il mio cuore! Ti amerò sempre!” sussurro. Sento che la rotazione del rotore principale si ferma e colpiamo il suolo con una violenza pari ad un terremoto di grado 6.0. Scivoliamo sull’erba e Charlie Tango si piega sul lato destro. Sento le eliche colpire qualcosa e rompersi, ma l’impatto delle eliche aiuta l’elicottero a rimettersi in piedi e crea un forza uguale e contraria abbastanza forte da spingere l’elicottero. Alla fine si ferma, inclinandosi in avanti un’ultima volta per poi ricadere indietro a causa del peso della coda. Durante l’impatto veniamo spinti avanti e indietro sul sedile con violenza diverse volte. Sono senza fiato. Per un minuto non riesco a respirare come se i miei polmoni si fossero sgonfiati come dei soufflé! Non so se ho lividi o costole rotte; il petto mi fa male come se un esercito di Claude Bastilles mi avesse massacrato di botte! Il mio collo è ferito perché l’imbracatura l’ha tagliato. Un piccolo rialzo nel terreno ha bloccato il nostro movimento e la coda dell’elicottero tocca per terra mentre il muso è sollevato in aria. Cerco di inspirare, ma mi fa male.

“Ros! Stai bene?” chiedo non appena riesco a riprendere fiato. Ha il naso che le sanguina, tagli sulle braccia ed è scossa e senza fiato, ma comunque viva. Grazie a Dio! Mi guarda con occhi sconvolti; la sua faccia è dello stesso colore dei suoi capelli. Il sangue le sgorga dal naso e le inzuppa la camicia. Lo asciuga col retro della mano senza troppe cerimonie spalmandoselo su tutta la faccia.

“O mio Dio, Christian! Pensavo che saremmo morti! Pensavo … “ dice bloccandosi presa dai singhiozzi.

Spengo tutte le apparecchiature per evitare che l’incendio divampi in tutto l’elicottero.

“Ros, slaccia l’imbracatura. Dobbiamo uscire da qui subito!”

Slaccio la mia imbracatura velocemente e salto fuori da Charlie Tango. Raggiungo il retro dell’elicottero e apro il portellone. Afferro l’estintore e lo uso immediatamente per spegnere l’incendio sul rotore posteriore. Ho il cuore in gola! Le mani mi tremano. Gli ultimi otto minuti sono stati i più lunghi della mia vita. Durante gli ultimi secondi prima dell’impatto, ho pensato che non avrei mai più rivisto Anastasia. Pensavo che avrei lasciato questo mondo e non essere nello stesso universo con lei è il dolore più lancinante che abbia mai sentito …

Ros arranca fuori da Charlie Tango e atterra al suolo. Gonna attillata e Jimmy Choo tacco dodici non sono fatti per l’aria aperta. Cammina verso di me impacciata con i tacchi che affondano nel terreno. Guarda il fumo che esce dalla coda con occhi confusi, e si volta a guardare il resto di Charlie Tango. Il suo sguardo si sofferma sull’elica rotta, il piccolo cratere che Charlie Tango ha formato nell’impatto, la sua coda che tocca il suolo e la piccola colonna di fumo che fuoriesce dalla coda.

“Mr. Grey! Cazzo, è proprio un pilota di talento!” dice e mi stringe in un abbraccio mentre io resto in piedi impacciato con l’estintore vuoto nella mano destra.

Le do dei colpetti sulla schiena con una mano e poi sfregandomi il collo pensieroso dico, “Beh, ho un appuntamento per cena, quindi se ci sbrighiamo sono sicuro di poter fare in tempo.” Lei si allontana da me e mi guarda scuotendo la testa.

“Ero davvero spaventata. Non ho mai avuto così tanta paura in tutta la mia vita, e lei, con le sue maniere da maniaco del controllo, per quanto bizzarre, è riuscito a non farmi perdere il controllo, Mr. Grey. Sa qual è stato il pensiero più imbarazzante che ho avuto mentre si avvicinava il momento dell’impatto?”

“Dimmi …”

“Beh, ultimamente ho letto delle informazioni riguardanti la paure più grandi delle persone. Sa quando fanno un sondaggio con molte persone e ottengono così delle cifre. Sa qual è risultata la paura più grande?”

“Morire?” chiedo rabbrividendo.

“No! Questo è quello che ho pensato. Era parlare in pubblico! Morire era solo al secondo posto. Anch’io ho sempre odiato parlare in pubblico. Ma all’ultimo momento ho deciso che era un vincolo per me.”

Guardo Ros con viso impassibile. “Beh Ros, anche se fare un discorso di fronte a una folla non è una delle mie attività preferite, preferirei leggere il tuo elogio funebre, piuttosto che esserci io nella bara.”

Ros mi guarda con occhi sottili cercando di fare una faccia sprezzante, ma scoppia in una risata fragorosa e dice, “Lo stesso vale per me, boss!” facendomi ridere.

“Ho un kit di primo soccorso qui, se vuoi pulire il sangue dalla tua faccia,” dico facendo un cenno con la testa in direzione del suo viso. Lei annuisce e le porgo il kit. Si pulisce la ferita con delle salviette disinfettanti.

“Dobbiamo chiedere aiuto, Mr. Grey,” dice Ros dopo essersi medicata.

“Non possiamo usare la radio. L’impatto ha danneggiato la maggior parte delle apparecchiature e molte delle connessioni sono fuori uso. Rischio di far scoppiare un altro incendio se avvio il motore e siamo a corto di estintori. Quindi, la radio non è un’opzione possibile.

“Ho il mio telefono cellulare, ma non possiamo nemmeno chiamare il 911 perché non c’è campo,” dice Ros facendomi fare una smorfia. Cazzo! Non possiamo stare qui aspettando che qualcuno si renda conto che siamo dispersi. Siamo in piena campagna, lontani dalla strada. Ora che si rendono conto che siamo dispersi e avviano le ricerche, ci possono volere anche due giorni prima che ci trovino! E io devo tornare a Seattle o quel bastardo di Josè sarà addosso alla mia ragazza come una sanguisuga!

“Merda! Neanch’io ho campo!” dico contrariato.

“Aspettiamo qui? Taylor sa che dovremmo essere sulla via del ritorno.”

“Non possiamo aspettare, Ros! Potrebbe volerci molto tempo prima che ci trovino e si sarà fatto buio. Sono certo che non vuoi passare la notte in mezzo alla natura selvaggia. E poi non abbiamo cibo e ci resta solo un litro d’acqua da spartirci. Ci vorrà del tempo prima che ci trovino. Non sappiamo come sarà il tempo e se pioverà. Non voglio rischiare di finire in balia del tempo atmosferico e stare qui a vedere Charlie Tango inclinato di circa quarantacinque gradi.”

“Mr. Grey! Lei è Christian Grey! Pensa davvero che ci metteranno tutto il giorno e la notte per trovarla? Possono mandare un elicottero a cercarci …”

“Questo solo presupponendo che sappiano che siamo dispersi. Non lo sapranno fino a quando non sarà tardi e si sarà fatto buio. Le possibilità che ci trovino al buio sono molto scarse. E domani saremmo su tutti i notiziari. Non voglio questo tipo di pubblicità. Quanto carica hai sulla batteria del tuo cellulare?”

“Il 75%.”

“La mia è circa al 90%. Useremo prima il tuo per condurci fino alla strada usando il GPS e cercheremo di convincere qualcuno a darci un passaggio a Seattle. Quanti soldi hai?”

Fruga nella sua borsetta e conta tutto quello che ha. “Ho circa duecentosettantotto dollari con me.”

Controllo il mio portafoglio e vedo che ho trecentoventicinque dollari. Okay, in totale fanno seicentotre dollari. Dovrebbero convincere qualcuno a portarci a Seattle una volta trovata la strada.

“Porta con te solo la borsa e il cellulare. Dobbiamo camminare. Se rimaniamo qui, le batterie dei cellulari si scaricheranno e non avremo più il navigatore. Adesso perlomeno possiamo utilizzare il GPS del telefono finché la batteria non si scarica. Dovremmo riuscire a raggiungere la strada,” dico.

“Ha del cibo, Mr. Grey?”

“No,” le rispondo piatto. Per chi mi ha preso? Per il 7-Eleven? Non sono aperto tutta la notte. Non mi porto dietro una scorta di snack.

Fruga nella sua borsetta e dice, “Ho una tavoletta di cioccolato. Dovremo dividercela finché non troviamo qualcos’altro.”

“Perfetto. Fammi vedere il tuo telefono,” dico e lei me lo porge.

Attivo il suo GPS e localizzo la nostra posizione sulla mappa.

“Noi siamo qui,” dico indicando il punto sulla mappa del suo cellulare. “Vicino al lato sud-est del lago. Dobbiamo raggiungere un’autostrada così da poter fare l’autostop, fermare una macchina e vedere se possono portarci a Seattle,” dico tracciando il percorso con il dito.

“La strada principale più vicina è l’autostrada Spirit Lake Memorial, quindi questa è la nostra destinazione. Troveremo un sentiero e ci manterremo in direzione nord per raggiungere la Spirit Lake Memorial,” dico. Lei guarda in basso verso le sua scarpe rovinate e sospira.

“Ok, capo. Facci strada,” risponde.

*****

Sarei il primo uomo ad ammettere che amo i tacchi alti su una donna; soprattutto sulla mia donna. Penso che sia uno degli accessori femminili più sexy che una donna possa avere come parte componente del suo guardaroba. E lo stesso vale per le gonne attillate. Hanno qualcosa di molto femminile, forse il modo in cui fasciano le curve di una donna e mettono in risalto le forme del suo corpo. Ma adesso preferirei vedere Ros con indosso un paio di infradito e un sacco di patate piuttosto che tacchi alti e gonna stretta. Li guardo con disgusto. Ci stanno facendo rallentare parecchio e io voglio tornare a casa da Anastasia. Il tempo scorre e stiamo camminando da tre ore! L’acqua è finita, Ros continua a lamentarsi delle scarpe che le fanno male e io sono frustrato per la velocità da lumaca a cui stiamo procedendo! La sua gonna è stretta e adesso trovo questi accessori seccanti e inappropriati.

“Voglio essere sincero Ros! Sono sul punto di prendere quelle scarpe e gettarle nella fonte d’acqua più vicina! Ci stanno rallentando. Sono pronto a togliermi le scarpe e a lasciartele indossare. Basta che camminiamo più velocemente! Finché non raggiungeremo la strada asfaltata camminerò solo con le calze fino a lacerarle.”

“Mr. Grey! Sono delle Jimmy Choo da $2500!” Che problema hanno le donne e le loro scarpe, anche in situazioni disperate?

“Per come ci stanno rallentando, non le accetterei nemmeno se Choo stesso me le regalasse!”

“Mi sorprende che non passino delle auto qui. Non ci abita nessuno da queste parti?”

“Non lo so. E’ fuori dalla terra battuta, ma arriveremo presto sulla strada principale, comunque,” dico guardando le sue scarpe e i suoi piedi gonfi, “potrebbe volerci ancora un po’. La mia offerta è ancora valida per le tue scarpe.”

“Bene! Accetterò la sua offerta, ma, non può gettare le mie bambine! Le farò ripulire completamente, odio vederle tutte rovinate dallo sporco, dal fango e dalla polvere.”

Alla fine ci fermiamo; mi tolgo le scarpe, e Ros si toglie i tacchi, e prova a togliere un po’ dello sporco, canticchiando dolcemente, “le mie bambine, la vostra mammina vi farà ripulire!”

“Cazzo, Ros! Non voglio sentirti parlare alle tue scarpe come se fossero dei cuccioli! Ti fa sembrare una persona completamente diversa dalla strizza palle che conosco.”

“Mr. Grey, sa quante palle possono strizzare queste bambine?” dice passando delicatamente le mani sulla suola delle sue scarpe.

“Inoltre, fanno parte del mio travestimento. Se andassi sempre in giro sulla mia scopa, farei scappare via tutti. Anche Miss Gelida indossa i suoi tacchi migliori. Non mi dica che la sua signorina non indossa un paio di tacchi!” dice ridendo.

Le propongo la mia espressione impassibile con occhi glaciali in risposta. Lei alza le mani in segno di rea. Le passo le mie scarpe, e i suoi piedi vi ballano dentro.

“Gesù, Mr. Grey! Che numero di scarpe ha?”

“40,” rispondo piatto. Lei ghigna, scuote la testa, ma non dice niente.

Prende in mano le sue scarpe, una per ogni mano, la sua borsa appesa alla spalla. Io tengo il suo cellulare che ci guida verso la strada principale. Mi tolgo la giacca perché inizia a far caldo e sto sudando. Il suo cellulare sta per abbandonarci, la batteria è quasi scarica. Velocemente memorizzo la strada e le indicazioni da prendere prima che la batteria muoia. Il mio non ha proprio carica. Ancora nessun segnale. Questo è il giorno peggiore della mia vita! Taylor sarebbe dovuto andare a trovare sua figlia dopo avermi riaccompagnato. La sua ex gli ha detto che la bambina aveva l’appendicite. Si dice che le cose brutte vanno di tre in tre. Lo schianto di Charlie Tango, la figlia di Taylor, e mi chiedo quale sarà la terza. Jose!

Ho un rinnovato senso di determinazione. Siamo entrambi sudati, impolverati, sporchi e infangati. Il sole sta scendendo. Ci sarà presto il tramonto. Dobbiamo arrivare alla strada. Voglio solo tornare a casa da Anastasia, e perdermi in lei. Devo vederla. Voglio sentirmi vivo, e non c’è niente che mi faccia sentire vivo come Anastasia. Voglio andare a casa, farla aprire per me e amarla finché mi implorerà di avere il mio cazzo, spingerci entrambi fino ai nostri limiti, e farmi stringere finché sentirò di nuovo la mia anima!

“Mr. Grey, ecco la strada!” urla Ros tirandomi fuori dai miei sogni ad occhi aperti.

“E adesso?”

“Adesso fermiamo un’auto di passaggio disposta a riportarci a casa.”

“E’ rimasta ancora un po’ di carica alla batteria del mio cellulare?” chiede.

“No, il tuo cellulare è morto più di mezz’ora fa. Il mio sta per spegnersi, e non ha il fottuto segnale. Non durerà nemmeno qualche minuto,” dico acidamente.

“Che ore sono?”

“18:09. Meglio se troviamo un veicolo che ci porti a Seattle. Nessuno vorrebbe accompagnarci col buio. Non si sa mai che persone ci siano in giro di notte, quindi, la gente sta alla larga dagli sconosciuti trovati per strada.”

“Camminiamo sul ciglio della strada.”

“Da che parte, Mr. Grey?”

“La I-5 è da questa parte,” dico indicando la strada. “Quindi, quella è la direzione in cui ci interessa vada il nostro passaggio. Qualcuno che prenderà la I-5 potrebbe essere disposto ad aiutarci. Abbiamo $600. Potrebbero interessare qualcuno per una deviazione di due ore.”

Iniziamo a camminare sul lato della strada, e non ci sono molte auto che passano andando nella nostra direzione, e le due appena passate ci hanno superato senza fermarsi, anzi, prendendo velocità come se fossero inseguiti da mastini infernali. Dopo aver camminato per circa cento metri lungo la strada, sentiamo dei freni stridere e del vapore uscire da un enorme camion. Un autoarticolato aveva accostato accanto a noi, e il finestrino si abbassò, un uomo di mezza età con la barba di una settimana e un cappellino di John Deere sul capo, mise la testa fuori dal finestrino.

“Come va, stranieri. Vi serve un passaggio da qualche parte?”

Io e Ros ci fermiamo improvvisamente. Grazie a Dio!

“Sì. Abbiamo avuto un incidente molti chilometri indietro, e stiamo provando a tornare a Seattle. Le saremo debitori per sempre se ci potesse dare un passaggio. La pagheremo per il disturbo ovviamente,” dico.

“Assolutamente nessun disturbo, amico. Sembra che abbiate camminato parecchio. E non hai le scarpe. Le hai date alla tua piccola signora, vero? Saltate su!”

Apriamo lo sportello del camion e aiuto Ros ad entrare. Le passo i suoi tacchi e la sua borsa, poi salto su.

“Grazie amico mio! Io sono Christian, e lei è Ros.”

“Sono Len. Len Mattson del South Dakota. Sembrate assetati. Volete bere?”

“Sì!” scatta Ros. “Hai qualche snack o qualcosa di simile? Non abbiamo mangiato niente per tutto il giorno da quando abbiamo fatto colazione. Possiamo pagarti per il cibo.”

“Non ce n’è bisogno, signorina. Lascia che accosti in un punto sicuro, e poi ceneremo. Ho dei sandwich, della carne e alcuni avanzi. Possiamo fare dei sandwich di tacchino o di roast-beef. Li condividerò con voi. Devo stare attento alla linea, sai,” dice scherzando e toccandosi il pancione, tanto grande che sembra dovesse partorire un bambino di tre chili il mese scorso.

Ad una piazzola di sosta sul ciglio della strada, Len il camionista si ferma.

“Ho fatto installare un altro vano portaoggetti qui sotto. Ci tengo un frigo. Cosa preferite? Ho acqua e Pepsi. Preparo i sandwich, come li volete?”

“Prenderò dell’acqua, e una Pepsi se ne hai una un più, ho un bisogno incredibile di caffeina,” dice Ros.

“Io prenderò solo l’acqua, Len,” dico.

Len scende e si sposta, in modo sorprendentemente agile visto da dietro, nonostante la sua pancia fuori misura. Dieci minuti dopo torna con i sandwich e i drink per noi.

“Non preparo mai prima i sandwich. Il pane diventa molliccio. Li preparo prima di mangiarli,” dice.

Guardo Ros, e lei fa un cenno con la testa.

“Len, dato che ci porterai fino a Seattle, e stai condividendo il tuo pranzo con noi, ti prego, permettici di pagarti.”

“Figliolo, metti via i tuoi soldi. Non ce n’è bisogno qui. Inoltre, la mia signora, si chiama Evelyn, mi sgozzerebbe per non aver mostrato gentilezza a degli estranei. Non facciamo così a Mitchell.”

“Credimi, posso permettermelo,” dico.

“Beh, buon per te, figliolo. Io posso permettermi questa gentilezza. Il senso dell’umanità non è morto, non a Mitchell, South Dakota,” dice ridendo, e prende un sorso di Pepsi.

“Grazie,” dico completamente in soggezione per la gentilezza di questo estraneo.

“Len, per caso hai un cellulare?”

“No, giovanotto,” dice ridacchiando. “Ti sembrerà strano, ma non ne ho mai avuto uno. Sto provando a tagliare tutte le spese extra per il mio ragazzo,” dice con un luccichio negli occhi appena nomina suo figlio.

“Oh, peccato. Le batterie dei nostri cellulari sono morte, e la mia fidanzata sarà preoccupata per me. Non l’ho chiamata.”

“Voi due non state insieme?” chiede curioso.

“No!” diciamo entrambi all’unisono.

“Lei lavora per me,” dico, e Ros aggiunge, “Anche io ho la fidanzata.”

Len quasi si strozza con il sandwich.

“Sei come disse il Reverendo Walsh, come Ruth e Naomi!”

“Non sono mai stata accusata di qualcosa in questo modo, ma, chi sono Ruth e Naomi?”

“A dirti la verità, non stavo facendo molta attenzione quando ne stava parlando. stavo facendo il conto delle bollette nella mia testa, ma non ditelo a Evelyn, lei è una donna molto religiosa, eccome se lo è.”

“Lo prometto, non dirò una parola,” dice Ros.

“Non ti sto giudicando, lo capisco. Sono io stesso un peccatore, lo siamo tutti. E’ solo che non capisco i sentimenti di cui stai parlando. Ma, signora, gli uomini hanno molto di più da offrire. Sai cosa intendo?” dice con curiosità genuina.

“Beh, l’ho imparato in terza elementare quando Jimmy Simpson era in lizza per diventare rappresentante di classe. Il suo motto era ‘vota per me e ti mostrerò il mio pipino’. Ho votato per lui per curiosità. Ma, non sono interessata a quello che hanno da offrire. Non lo sono mai stata.”

“Addirittura! Curioso, sono solo curioso. Lascia che te lo chieda. Questo Christian qui, è un giovanotto di bell’aspetto. Non vedi niente in lui? Nemmeno una piccola scintilla?” chiede avvicinandosi; sembra che stia provando a risolvere un problema di matematica molto difficile.

“Assolutamente niente. Senza offesa, Christian,” dice rivolgendosi a me. “Però conosco molte donne che sbavano per lui. E inoltre ha una fidanzata che ama,” dice prendendo un grosso morso del suo sandwich al tacchino. “Ruth e Naomi sono delle lesbiche del luogo?” chiede curiosa. Len si strozza per la sua domanda.

“No, signora, sono nella Bibbia.”

“Ci sono delle lesbiche nella Bibbia?”

“Non saprei dire se ci sono oppure no. Non ho studiato molto. Sto solo ripetendo quello che ha detto il reverendo. Potrebbe essere molto rumore per nulla. Vedi, devo ammettere che non stavo ascoltando poi tanto bene, può diventare noioso, sai. Beh, ha detto che Ruth era la nuora di Naomi. Aveva un’altra nuora, Orpah, è da lei che Oprah ha preso il nome, sai, la donna che mia moglie guarda tanto alla TiVù,” dice enfatizzando.

“Comunque…” dice e lo interrompo.

“Len, è impossibile guidare e raccontare la storia? Devo proprio andare.”

“Oh, sì, sì!” dice e mette in moto il camion, immettendosi sulla strada.

“Ecco come stanno le cose,” dice come se non lo avessi mai interrotto, “Accade qualcosa e i mariti muoiono, quelli di Ruth e Orpah, intendo. Ruth resta con sua suocera, e il reverendo ha detto che Ruth si legò a Naomi.”

“Intendi che stettero insieme?”

“Sì, ma il Reverendo lo disse con una parola in ebraico, a quanto pare era la stessa che indicava come Adamo si legò ad Eva nella Genesi.”

“Che parola era?”

“Signorina, parlo appena la mia lingua in modo comprensibile, ora mi chiedi una parola in ebraico. Ma per caso, me la ricordo, perché suonava quasi come Dubuque, Iowa, dove ho mio cugino Mark e dove possiede un negozio di alimentari. Bel posto. Comunque, la parola era ‘dabaq’. Dato che suonava come Dubuque, chiesi al reverendo se era scritta in quel modo, e lui la compitò per tutta la congregazione, che cosa gentile da parte sua. Ma dopo il sermone, Mrs. Shubert sussurrò alla mia signora Evelyn che il reverendo aveva predicato quel sermone perché aveva scoperto che la sua nipote preferita Margie, che non era mai uscita con un ragazzo, nemmeno il quarterback della squadra di football, ammirava segretamente Reese Jacobsen!”

“E chi è?” chiese Ros.

“Una ragazza che andava al liceo con lei. Ma Reese ha sposato Jonny Griffith, e ha due bellissimi bambini. Lei non è così.”

“E’ una piccola città, forza la nipote del Reverendo non ha trovato quello che cercava lì.”

“Suppongo di sì, signora. Ma comunque, questa è la voce. Fino ad oggi, non ho ancora capito perché il Reverendo fece quel sermone. Ma, l’ha fatto e basta, poi si prese una pausa e disse che era curioso quanto la parola ‘legato’ fosse giusta in quel contesto, e alzò le sopracciglia folte, ed essendo irlandese, non pensereste che avesse quel tipo di sopracciglia folte, ma è così, non so perché, e non mi sono mai dimenticato quel sermone. Quindi, eccotelo.”

“Quindi Ruth e Naomi sono lesbiche?”

“Questa è la cosa curiosa. Naomi si sposò con Boaz, un parente alla lontana, o cose così Ai loro tempi, se eri una vedova, la vita era difficile, signora. Quindi, si doveva avere un marito.”

“Forse erano solo grandi amiche. A volte, gli amici sono più uniti dei parenti.”

“Forse hai ragione, signora. Non abbiamo modo di chiederglielo al momento. Sono morte da tempo. Forse erano semplicemente troppo leali l’una all’altra.”

“Forse era solo il pensiero bramoso del tuo Reverendo.”

“Non importa cosa fosse, non ti giudico, signora. Quello è il ruolo di Dio, e io non sono Lui. E inoltre, ho un figlio disabile del quale la mia signora si sta prendendo cura a casa. Chissà cosa ho fatto e Dio mi sta punendo per quello…” dice pieno di dolore.

Stringo gli occhi.

“Perché pensi che Dio ti stia punendo con un figlio disabile?”

“Oh, no! Non è una delusione. E’ il bambino più dolce che si possa sperare di avere. Ora ha quindici anni, ma un padre si augura che suo figlio giochi nella squadra di football, e mi piacerebbe portarlo a fare un viaggio insieme a me. Ma, ha questi attacchi e i medici non sono mai riusciti a capire perché li abbia. Evelyn, la mia signora, e io, lo abbiamo portato di dottore in dottore, e non è migliorato. Ho ipotecato questo camion per prendermi cura di lui, ma, i soldi sono finiti e non ci sono stati risultati,” dice preoccupato.

“Perché pensi si tratti di una punizione?”

“Figliolo, guardami! Ho 55 anni. E’ il bambino che abbiamo provato ad avere per anni e alla fine lo abbiamo avuto, e aveva dei problemi. E adesso, non posso curarlo. Devo aver fatto qualcosa di sbagliato quando ero più giovane, perché sono un padre deludente. Vuoi riuscire a provvedere alla tua famiglia e curare ogni loro malattia, e io non sono capace di farlo. Quel bambino merita un padre migliore di me,” dice scuotendo la testa.

“Come si chiama?” mi ritrovo a chiedere.

“Trevor,” dice fiero. “Il ragazzo più dolce che si possa incontrare, compagnia presente esclusa. Evelyn lo educa in casa, perché non vogliamo che sia preso in giro a scuola nel caso avesse qualcuna delle sue crisi. I ragazzi sanno essere crudeli, e sapete com’è per gli adolescenti,” dice.

Sapevo fin troppo bene come fosse essere diversi.

“Penso che tuo figlio sia fortunato ad avere il padre migliore che ci sia tutto per lui,” dico a Len mentre Ros mi guarda curiosa.

“E’ gentile da parte tua, giovanotto. Dimmi, che tipo di incidente avete avuto? Dov’è la vostra auto?”

“Non abbiamo avuto un incidente d’auto. Abbiamo avuto un incidente in elicottero,” dico come dato di fatto.

“Addirittura? Beh, allora Dio deve amarti davvero, giovanotto,” mi dice, e si volta verso Ros, aggiungendo, “…e te, signorina, per averti fatto trovare la persona che ami!”

“Sì, siamo molto fortunati,” aggiunge Ros a voce bassa.

Da questa distanza, riesco a vedere i contorni familiari della città di Seattle in lontananza, e il mio cuore boccheggia dall’emozione di rivedere Anastasia.

“Beh, ci stiamo avvicinando a casa, ragazzi,” dice Len con entusiasmo mentre il camion si muove sull’autostrada scuotendogli la grossa pancia.

“Accompagneremo prima te a casa, signorina. Vedendo l’altezza di quei tacchi, potresti voler mettere i tuoi piedi in ammollo nel sale Epsom. Non so come fate, voi ragazze di città, a camminare in quelle scarpe. Cadrei e mi spezzerei la schiena!” dice ridacchiando.

“Beh, Len, allora sono felice che queste vadano a me e non a te,” ride di rimando, felice della prospettiva di tornare a casa.

“Le nostre case sono molto vicine, in realtà, Len,” dico. “Devi andare al centro di Seattle. La mia è in un grande edificio chiamato Escala, non puoi sbagliare. Ros abita quasi dall’altro lato della strada.”

“Ad un tiro di schioppo, eh?”

Rido per la sua affermazione. “Proprio così.”

“Devi darmi le indicazioni per arrivare al tuo edificio se vuoi che ti accompagni, signorina,” dice Len a Ros.

Mentre ci avviciniamo all’edificio di Ros, riesco a vedere alcuni fotografi che aspettano intorno al suo palazzo. Il fatto che io e Ros ci eravamo persi non era un segreto, a quanto pare. La notizia è trapelata. Guardo Ros.

“Dovresti chiamare Andrea per me, e farle contattare le pubbliche relazioni e fargli fare una dichiarazione dicendo che stiamo bene, e non c’è da preoccuparsi. E se è trapelata, dovrebbe contattare i miei genitori. Vorranno saperlo anche loro,” dico.

“Vorranno? Figliolo, non sei un padre a quanto vedo, ma qualsiasi genitore vorrebbe sapere che suo figlio sta bene, soprattutto se ha avuto un incidente. Saranno morti dalla paura! Fai sapere a tuo padre e tua madre che stai bene,” dice.

“Lo farò,” dico facendogli un piccolo sorriso.

“Apprezziamo davvero il tuo aiuto, Len! Ascolta, abbiamo $600 al momento. Sei sicuro di non volerli? Hai fatto una deviazione, e hai condiviso il tuo cibo con noi. E potresti usare i soldi per tuo figlio.”

“Gentile da parte tua, figliolo, ma, Evelyn mi ucciderebbe se mi facessi pagare per una buona azione. Semmai vi trovaste a passare nel nostro paesino sperduto tra i boschi, Mitchell, South Dakota, cercatemi, Len Mattson, o se sarò in giro, la mia Evelyn sarebbe felice di ospitarvi.”

“Grazie. Ti siamo debitori,” gli dico solennemente e alquanto sorpreso dalla gentilezza di un estraneo.

Ros indica il suo edificio, e la facciamo scendere.

Indico a Len il mio edificio, e lui accosta il camion davanti all’Escala. E’ sorpreso dal piccolo esercito di fotografi lì fuori, proprio come me.

“La notizia del tuo esserti perso è trapelata, allora, figliolo,” dice porgendomi la mano. “Devi essere un uomo importante.”

“Grazie, Len. Non dimenticherò la tua gentilezza.”

“Ohh, non pensarci,” dice timidamente. “Chiama la tua mamma, adesso. Ci si vede in giro, figliolo,” dice e gli stringo la mano. Scendo a piedi nudi, tengo in mano i calzini, le scarpe che Ros mi ha dato prima di andarsene, e la giacca.

Saluto Len con la mano mentre si allontana sorridendo.

“Mr. Grey! Mr. Grey! John Brattell del Seattle Times. Ha una dichiarazione per noi, signore?”

“Mr. Grey, è vero che il suo elicottero è caduto?”

“Mr. Grey, il suo incidente è accaduto per caso, signore?”

“Mr. Grey! Mr. Grey! La notizia del suo elicottero perso è ovunque. Come è stato ritrovato e come è tornato a casa?”

“Il mio ufficio farà una dichiarazione ufficiale. Buona notte, signori,” dico, mentre Steve il portiere apre la porta permettendomi di entrare, e chiudendola subito dopo.

“Buona sera, signore. Sono felice che sia tornato a casa,” dice facendo un cenno con la testa.

“Anche io,” dico, stranamente sorridendo.

Premo il pulsante di chiamata per l’ascensore all’entrata. Sembra che ci metta una vita per arrivare al piano terra e aprire le porte. Sono nervoso, Jose e Anastasia sono soli nell’appartamento. Odio l’idea di un altro uomo solo con lei. Mi sto contorcendo dalla gelosia. Ma mi è mancata più di quanto si creda. Sapeva che mi mancava? Si è preoccupata per me? Voglio solo stringere la mia ragazza, e … Non riesco nemmeno a finire il pensiero. Le porte dell’ascensore si aprono ed entro tenendo in mano calzini, scarpe e giacca. Immetto il codice, e le porte dell’ascensore si chiudono. I secondi che mi dividono dal raggiungerla scorrono troppo lenti. Il cuore mi finisce in gola. Avrei potuto morire oggi, e lasciarla qui. Questo ha risvegliato qualcosa in me. Voglio una riconferma della vita, voglio baciarla, e amarla, e sentirla. In effetti, voglio scoparla fino a perdere i sensi stanotte. Diavolo, voglio amarla, essere carnale, essere primordiale, essere in lei, sopra di lei, intorno a lei … Semplicemente stare con lei. Ho bisogno di lei come ho bisogno del mio prossimo respiro!

Quando l’ascensore raggiunge il mio attico e le porte si aprono con un suono, vengo preso alla sprovvista dalla folla radunata nel mio appartamento. Che ci fanno tutti qui?

Sento mia madre gridare come se il cuore le fosse stato strappato con il mio nome sulle labbra:

“Christian!” come se stesse chiamando il suo figlio perduto. Quello che succede subito dopo è mia madre che mi corre incontro, ma in modo non elegante e semplicemente scontrandosi con il mio corpo come un linebacker la domenica del Superbowl, come se fosse pronta ad affrontare il running back! Ho abbastanza tempo solo per lasciar cadere sul pavimento scarpe, calzini e giacca per prendere mia madre e tenermi in piedi. Getta le braccia intorno al mio collo e mi bacia le guance, ancora e ancora, come se fossi tornato dalla morte. E stranamente, non sento apprensione per lei che mi tiene in questo modo, come se non lo avesse mai fatto o se non mi avesse mai mostrato questo tipo di emozione.

“Mamma? Stai bene?” chiedo perplesso, guardandola. E’ sempre così controllata, e così sicura delle sue parole e delle sue emozioni. Non l’ho mai e poi mai vista perdere il controllo in questo modo e le sue emozioni non sono mai venute a galla in questo modo, tranne, forse, quando finivo nelle risse a scuola, e quando ho lasciato il college, ma anche allora, non è mai stato così intenso, e non ho mai visto uno sfogo d’amore così, mi stende.

“Figliolo, ho pensato che non avrei mai più visto la tua bellissima faccia,” dice in un sussurro strozzato, riportando a galla le mie paure.

“Sono qui adesso, mamma,” dico con voce tesa, provando a confortarla, le accarezzo la schiena in modo assente.

“Tesoro, sono morta mille volte oggi, ero preoccupata, ho pianto,” dice tirando sul col naso in un sussurro soffocato. Poi mia madre, la dottoressa Grace Trevelyan-Grey, inizia a singhiozzare e ansimare sfacciatamente. Cosa? Wow! Oh! Mia madre sta piangendo per me! Per me! Perché? Guardo mia madre, che adesso sembra un bambino che ha perso il suo giocattolo preferito, e mi sento costretto a confortarla, e tenerla tra le mie braccia.

“Christian, oh, piccolo, sono…” dice singhiozzando, e stringendomi ancora più forte, piangendo sul mio collo senza alcun controllo, e con sollievo completo. Non riesco a dire niente, ma la stringo più forte e la dondolo in maniera calmante, per confortarla. Dev’essere stato l’urlo di mia madre ad allertare mio padre che corre fuori dall’ufficio di Taylor fin nel salone, e viene verso di noi con le braccia aperte.

“Oh, mio Dio! È vivo! Merda! Sei a casa!” e con questo stringe me e mia madre in un grande abbraccio, con le lacrime agli occhi, che lui cerca di trattenere, nel suo sollievo.

Incapace di comprendere la sua reazione, tutto quello che riesco a dire è, “Papà?” curioso del suo umore. Perché? Ci stringe forte, e mi strofino distrattamente la schiena, ed io non mi tiro indietro al suo tocco. Mia arriva correndo e si unisce a noi nel nostro abbraccio di gruppo. Infine mio padre incapace di trattenere le lacrime, indietreggia, tirando su col naso, e cerca di ricomporsi asciugandosi gli occhi col dorso della mano come un bambino, e alla fine mi da un colpetto sulla spalla incapace di proferire parola. Mia, e poi mia madre sciolgono lentamente il loro abbraccio, e mia madre riesce a riconquistare la sua compostezza e dice a stento, “mi dispiace figliolo.”

“No, mamma, è tutto a posto,” dico sconcertato dal suo sfogo emotivo.

“Dove sei stato Christian? Cos’è successo figliolo?” piange, con la testa tra le mani incapace di contenere ancora una volta il suo dolore.

Sbatto le palpebre più volte incapace di vederla in un tale dolore. Tutto questo è per me?

“Oh, mamma,” è tutto quello che riesco a dire, e la prendo ancora tra le braccia, baciandole i capelli. “Sto bene mamma, sono qua adesso. Abbiamo solo trovato un tempaccio per tornare da Portland. Cos’è questo comitato d’accoglienza?” dico e guardo la folla di gente. I miei occhi cercano una persona, una sola persona in particolare. Finalmente la trovo. I miei occhi si chiudono su di lei, la vista che avrei volute vedere tutto il giorno; la vista che è stata la mia linea di salvezza. E la sua mano è sostenuta e confortata da niente meno che quel cazzo di Jose! I miei occhi sono fissi sulla sua mano che stringe quella della mia ragazza. Sbatto le palpebre verso di lui per marcare il territorio, e istintivamente lui lascia andare la sua mano. La mia bocca è ancora una linea dritta. Ho temuto questo tutto il giorno, che qualcun’altro potesse confortarla in mia assenza. Ed ecco quel qualcun’altro. Gli occhi di Anastasia sono rossi e gonfi, le sue labbra rosa, gonfie per il pianto.

Ma, sono ancora confuse da tutte queste persone in casa mia. Che cosa succede?

“Sto bene mamma. Cosa c’è che non va?” le chiedo, e lei prende il mio viso tra le sue mani come avrebbe fatto con un bambino.

“Sei stato disperso per tutto il giorno figliolo! Abbiamo saputo che…” si ferma, cercando di riprendersi. “Abbiamo saputo che il tuo piano di volo, beh, il tuo volo non è mai arrivato a Seattle. Perché non ci hai contattato? Nessuno di noi?” dice sconvolta.

“Mi dispiace mamma. Non immaginavo di metterci tanto a tornare,” rispondo.

“Bene, ma, non hai neanche pensato di chiamarci?”

“Avevo il cellulare scarico.”

“Cristo, figliolo, avresti dovuto fermarti da qualche parte, e chiamare, perché non l’hai fatto?”

“È una lunga storia mamma. Non c’è stata la possibilità,” rispondo.

“Christian Grey! Non provare a farmi una cosa del genere ancora! Mi hai capito? Mai più!” mi rimprovera quasi gridando, con paura e sollievo negli occhi.

“Okay, mamma. Non lo farò,” dico asciugandole le lacrime, e abbracciandola ancora. Quando lascio andare mia madre, Mia viene ad abbracciarmi ma non prima di avermi dato una botta sul petto.

“Sei un coglione! Sai quanto ci hai fatto preoccupare?” grida in lacrime, e mi abbraccia ancora.

“Mi dispiace. Sono a casa ora, per l’amor di Dio,” mormoro. Quando lascio Mia, mio fratello Elliot si fa avanti. Mio padre abbraccia Mia con un braccio a con l’altro avvolge mia madre. Mio fratello, il mio fratello macho mi abbraccia con mia completa sorpresa, e mi da una botta sulla schiena.

“È bello rivederti fratello !” dice con voce roca cercando di nascondere le sue emozioni, non riuscendoci.

Anastasia è gelata al suo posto, e Katherine le sussurra qualcosa. Non riesco a staccare gli occhi da lei.

“Mamma, papà,” dico con lo sguardo fisso su Anastasia, “Ora vado a salutare la mia ragazza ora,” e loro si allontanano sorridendo e annuendo.

I miei occhi sono fissi sui suoi, mi muovo con passi lenti ma determinati, ancora incapace di credere che la sto vedendo ancora. Lei si alza in piedi, e vacilla, ma infine è tra le mie braccia.

“Christian! Christian! Christian!” singhiozza tra le mie braccia. Il sollievo finalmente mi inonda avendola tra le braccia, e il suo profumo, la sua presenza, la sua voce risvegliano i miei sensi. Affondo il viso tra i suoi capelli, inspirandola, divorando il suo profumo, e sentendo la vita scorrere in me ancora una volta.

“Calmati piccola, sono qua adesso,” sussurro, tenendola a me. Infine cerca di sollevare la testa per guardarmi, e la bacio.

“Ciao piccola,” sussurro sulla sua bocca.

“Ciao,” mi sussurra con un singhiozzo strozzato.

Tutto quello che sento è amore travolgente per lei, e non voglio lasciarla andare.

“Ti sono mancato?” chiedo.

“Un pò,” dice facendomi sorridere.

“Posso dirti, che tu mi sei mancata,” dico, e raggiungendo il suo viso con una mano, asciugo dolcemente le sue lacrime, che le scorrono sulle guance.

Il suo viso di stringe in un’espressione triste, e mi ricomincia a soffocare ancora con i suoi singhiozzi. “Pensavo davvero…” dice abbattuta, “Pensavo…” incapace di dar voce ai suoi pensieri, e io la stringo forte, per confortarla.

“Lo so piccola. Lo capisco. Sono qua adesso. Mi dispiace tanto. Basta ora tesoro. Ti spiegherò dopo,” mormoro per confortarla, e la bacio ancora, assaggiando le sue lacrime salate e il suo dolore. Mi è mancata così tanto; non voglio lasciarla andare.

“Stai bene?” chiede, sciogliendo il suo abbraccio troppo presto, e tocca le mie braccia, il mio petto, la mia vita per sentire la mia presenza, ed io mi sento bene al suo tocco, non sento apprensione. Lo desideravo da tutto il giorno, e avrei potuto perderlo per sempre. Sono fermo al mio posto, e la guardo senza battere ciglio, sentendo il suo tocco, godendone. Sono suo, e lei è mia. Grazie Dio! Sono di nuovo con lei, qua a casa.

“Sto bene piccola. Non vado da nessuna parte,” dichiaro fermamente.

“Oh, grazie a Dio, Christian!” dice stringendomi ancora in un abbraccio. “Hai fame, sete? Vuoi qualcosa?” dice tutto d’un fiato.

“Sì,” replico, e lei cerca qualcosa da mangiare per me, ma io la tiro indietro abbracciandola ancora, e infine tenendola sotto il mio braccio. Tendo la mano al suo ‘amico’ Jose.

“Mr. Grey,” dice con tono regolare.

Emetto uno sbuffo che non riconosco. Dopo il fiume di emozioni che mi hanno inondato negli ultimi minuti, il mio cuore si ammorbidisce un po’. “Chiamami Christian, ti prego,” dice.

“Christian,” dice annuendo. “Ben tornato. Sono felice che stai bene… e uhm, grazie per l’ospitalità a casa tua,” dice in tono di apprezzamento.

“Non c’è problema,” dico, nonostante non fosse la mia prima scelta, ma ora tutto si è sistemato nel mio universo, posso gestirlo. Tutto ad un tratto Mrs. Jones appare al mio fianco, e mi sembra in difficoltà, i suoi capelli non sono come al solito, e indossa leggings grigi e una felpa larga e grigia con la scritta WSU Cougars. Sembra una studentessa del college invece che la mia governante tuttofare.

Anche lei ha pianto, e quando si asciuga gli occhi con un Kleenex, cerca di riguadagnare la sua compostezza e chiede, “Posso portarle qualcosa Mr. Grey?”

Mrs. Jones è sempre stata un’impiegata leale, ma non avrei mai potuto immaginare che si sarebbe preoccupata così tanto per me. Io posso solo rivolgerle un sorriso affettuoso, e dire, “Posso avere una Budvar per favore Gale, e magari qualcosa da mangiare.”

Anastasia salta in piedi per portarmi il cibo e la birra.

“No,” la ritiro a sedere. Non posso sopportare la sua assenza. L’ho bramata per le scorse otto ore. È stata una tortura per me. “Non andare,” dico a bassa voce e il mio abbraccio la fissa al mio fianco.

Rassicurata, mi guarda e dice, “Okay,” a bassa voce.

“Amico, sono sorpreso che non vuoi qualcosa di più forte! Cosa cazzo ti è successo? Papà mi ha chiamato per dirmi che non c’erano più trace del tuo chopper, e,” ma mia madre lo interrompe rimproverandolo.

“Elliot!”

“Elicottero, non chopper,” ringhio, e Elliot sorride per la semantica. Elliot sa che lo trovo un soprannome orribile per un elicottero. La maggior parte dei professionisti dell’aviazione rabbrividiscono sentendo quel nome. Gli elicotteri sono anche conosciuti come velivoli ad ala rotante, perché le ali o lame degli elicotteri roteano. Solo i profani li chiamano choppers. Sarebbe come chiamare un aereo “uccello.” Elliot sorride come se avesse battuto un fuoricampo.

“Vi dirò cos’è successo, sedetevi,” dico, e tiro Anastasia con me sopra il divano. La mia intera famiglia, Jose e Katherine si siedono, e fissano gli occhi su di me, aspettando ansiosi di sapere. Prendo un lungo sorso di birra e la riappoggio sul tavolino. Quando alzo la testa, noto Taylor che entra ansiosi nella sala. Mrs. Jones deve averlo informato del mio arrivo. Sembra preoccupato, triste, e sollevato allo stesso tempo. Faccio un cenno di riconoscimento, e lui annuisce di rimando.

“Come sta tua figlia?”

“Sta bene, signore. È stato un falso allarme.”

“Va bene,” dico infine sentendo un’altra buona notizia.

“Sono contento che sia tornato, signore. È tutto?”

“Dobbiamo recuperare Charlie Tango,” rispondo.

“Adesso o in mattinata signore?”

“Penso che domani sia meglio, Taylor,” dico pensando che sarebbe difficile localizzarlo adesso, e non voglio andare da nessuna parte per mostrargli la strada. Ho bisogno di restare vicino ad Anastasia.

“Capito, signore. C’è altro che posso fare per lei?” chiede, io scuoto la testa, e lui mi da uno dei suoi rari e genuini sorrisi alla Jason Taylor, e va verso il suo ufficio.

La voce insistente di mio padre mi riporta alla realtà.

“Christian, cos’è successo figliolo?” chiede.

“Beh, ho ricevuto una chiamata questa mattina dalla WSU a Vancouver per risolvere una questione di fondi. quindi, ho preso Ros con me per nominarla responsabile dei fondi; in questo modo se non ci fossero stati ulteriori problemi, lei poteva occuparsi di questo per conto mio senza che io dovessi viaggiare,” dico mentre lascio che Anastasia tenga la mia mano e accarezzi le nocche. È davvero bello avere questa connessione fisica. È qualcosa che mi è mancato, che ha tenuto la mia mente concentrata per tutta la prova, e determinato.

“Avendo risolto il problema dei fondi, Ros mi ha chiesto se potevamo fare un piccola deviazione per mostrarle il monte St. Helens. Quindi, sulla strada del ritorno ho fatto questa deviazione, perché sapevo che le limitazioni temporanee al volo erano state sospese, e volevo vedere com’era adesso la montagna. Penso sia stata una fortuna, perché stavamo volando abbastanza bassi, a circa 200 piedi dal livello del suolo, e proprio mentre stavamo volando in prossimità del Silver Lake, la strumentazione di bordo si è illuminata come un albero di Natale, e gli allarmi ronzavano. Avevamo un incendio nel rotore di coda, e dovevo decider in fretta di atterrare. Parte dell’elettronica era già fuori uso a causa dell’incendio, e dovevo ridurre al minimo l’utilizzo della parte restante, la radio era già fuori uso, e quando sono stato vicino al suolo, ho dovuto spegnere tutto, e atterrare,” dico tralasciando l’intero calvario che abbiamo affrontato.

Sono tutti preoccupati, e non ho bisogno di farli preoccupare ancora coi dettagli.

“Naturalmente, non volevo rischiare di accenderli ancora a causa del rischio di innescare un nuovo incendio come quello capitato durante il volo. I cellulari ovviamente non avevano campo, dato che eravamo lontani da qualsiasi antenna. Ma il GPS funzionava sul Blackberry, e questo ci ha aiutato a trovare la strada più vicina. Ci sono volute circa quattro ore per arrivare sulla strada perché Ros ha tenuto i tacchi fino a quel momento,” dico ricordando i suoi tacchi vertiginosi e la sua gonna stretta che ci hanno fatto procedere a passo di lumaca.

“Nessuno di noi aveva rete sui cellulari, la batteria di Ros è finita per prima, e la mia si è prosciugata per strada.” Sento il corpo di Anastasia che si irrigidisce alla mia affermazione, e la prendo in grembo per confortarla. Anche io ho bisogno di vicinanza, ho bisogno di sentirla.

“Ma, come siete riusciti a tornare a Seattle quindi?” chiede mia madre che è anche incuriosita e forse anche compiaciuta vedendo Anastasia e me che ci coccoliamo davanti alla famiglia.

“Ros ed io abbiamo unito le nostre risorse. Avevamo circa seicento dollari in due e stavamo per corrompere qualcuno che ci riportasse a Seattle. Ma un camionista si è fermato, e ha acconsentito a portarci a casa. Gli abbiamo offerto dei soldi, ma ha rifiutato e ha condiviso il suo cibo con noi,” dico ricordando la gentilezza di Len Mattson. Mi faccio un appunto mentale di ricompensarlo.

“I camion vanno più lenti delle auto, e ci sono volute secoli. Lui non aveva un cellulare. Strano, ma vero. Solo non ho realizzato…” dico incapace di esprimere l’amore travolgente che la mia famiglia mi ha dimostrato.

“Cosa? Che ci saremmo preoccupati per te? Oh, Christian! Stavamo andando fuori di testa in tua assenza!” mi rimprovera mia madre.

“Eri su tutti i notiziari, fratello!” dice Elliot.

“Beh, l’ho immaginato vedendo il piccolo esercito di fotografi e giornalisti qua fuori. Mi dispiace molto mamma, avrei dovuto chiedere al camionista di fermarsi per chiamarvi ragazzi. Ma, ero troppo ansioso di tornare,” dico e il mio sguardo si posa automaticamente su Jose. Non lo volevo intorno alla mia fidanzata.

Mia madre scuote la testa come se cercasse di mandare via le sue preoccupazioni, e aggiunge, “Non sai quanto sono felice di riaverti tutto intero, tesoro.”

Anastasia mette la sua testa sul mio petto annusandomi, cercando di sentire la mia presenza, tenendomi stretto. Sento le sue lacrime cadere sul mio petto, e il suo pianto silenzioso mi spezza il cuore.

“Hai detto che entrambi i motori si sono spenti?” chiede mio padre incredulo.

Più che una coincidenza. Mi stringo nelle spalle e scorro distrattamente la mia mano sulla sua schiena, sentendo la presenza di Anastasia e traendone conforto. “Beh, sì, vai a capire.”

Anastasia singhiozza piano, e cerca di mantenere la sua compostezza.

“Shhh…” la calmo mettendo il mio dito sotto il suo mento alzandole la testa per guardarmi. “Basta piangere piccola,” dico piano.

Si asciuga gli occhi e il naso con la mano, “basta sparire,” dice con labbra remanti. Il suo amore e affetto mi fanno sorridere.

“Guasto elettrico, eh? Che strano…Le circostanze, non la pensi così anche tu figliolo?” so che è così.

“Sì, è strano, papà. Mi è passato per la mente, ma adesso, non ci voglio pensare. Voglio solo andare a letto, e pensare a tutto questa merda domain.”

“E i giornali? Sono stati informati che sei tornato e stai bene?” chiede Katherine.

“Sì. La mia assistente Andrea e lo staff delle pubbliche relazioni penseranno ai giornali. Ros stava per chiamarli quando l’abbiamo lasciata a casa.”

“L’ha fatto. Andrea mi ha chiamato per farmi sapere che eri vivo e stavi bene,” dice mio fratello. Realizzo di avere ottimi impiegati che si risollevano dopo le sfide.

“Devo dare un aumento a quella donna. È abbastanza tardi, e sta ancora lavorando,” dico.

“Beh, questo è quanto signori e signore. Il mio caro fratello ha bisogno di un sonno di bellezza,” dice Elliot dimenando le sopracciglia. Gli faccio una smorfia.

“Cary, dal momento che mio figlio è sano e salvo a casa, puoi portarmi a casa, caro,” dice mia madre in tono dolce e adorante.

“Sì tesoro. Penso che abbiamo tutti bisogno di un po’ di sonno,” dice mio padre.

“Rimanete, per favore,” li invito.

“No, tesoro, voglio andare a casa. Ora che so che sei salvo, posso stare tranquilla,” dice con amore. Mal volentieri, sposto Anastasia sul divano così posso abbracciare mia madre. Lei mia stringe forte, appoggiando la sua testa sul mio petto respirando, sentendo la mia presenza, e mostrandomi il suo amore. Mi sento completamente felice.

“Non hai idea di quanto fossi preoccupata tesoro,” sussurra.

Sbatto le palpebre, e la tengo stretta. “Sto bene, mamma.”

Si tira indietro mentre l’abbraccio, ed alla fine è sicura che sono davvero lì, e che è tra le mie braccia, annuisce, “Sì, sono sicura di questo, figliolo,” dice, e penso che sia felice che io abbia qualcuno da stringere e che mi ami a casa e guarda Anastasia. Anastasia arrossisce copiosamente.

Mente accompagniamo mamma e papa all’uscita, mia sorella Mia li chiama.

“Mamma, papà, sto venendo, aspettatemi!” dice petulante.

Katherine Kavanagh abbraccia Anastasia mentre va verso l’uscita e bisbiglia in continuazione. Elliot chiama la sua fidanzata dall’ascensore. “Vieni, piccola, andiamo” la convince.

“Parleremo domani Ana, so che sei esausta,” dice ad Anastasia.

“Certo. Sono sicura che anche tu sei esausta. Avete viaggiato molto oggi.”

Si abbracciano ancora una volta, e Ethan mi stringe la mano e abbraccia Anastasia con mio disgusto. Jose aspetta nell’ingresso. “Ragazzi, io vado a dormire e vi lascio da soli,” dice. Anastasia arrossisce alla sua osservazione.

“Sai dove andare?” gli chiedo, annuisce in risposta.

“Sì, la tua governante…” dice, ma Anastasia lo interrompe.

“Si chiama Mrs. Jones.”

“Scusa, Mrs. Jones mi ha mostrato la stanza prima. Hai una bella casa Christian,” dice.

“Grazie, Jose,” dice, e io abbraccio Anastasia per le spalle e mi chino per baciarle i capelli.

“Sto morendo di fame. Vado a mangiare qualunque cosa Mrs. Jones abbia trovato per me. Buonanotte, Jose,” dico, lasciando Anastasia e Jose nell’ingresso. Voglio mostrare ad Anastasia che mi fido di lei, anche se è difficile dato che so bene che il ragazzo è perdutamente innamorato della mia fidanzata.

Arrivo al tavolo da colazione, e senza neanche prestare attenzione a quello che sto mangiando, divoro il contenuto del mio piatto. Tutto quello che voglio fare stanotte è perdermi nella mia fidanzata. Quando Anastasia ritorna, ho un immense desiderio nel cuore, la sensazione che non posso vivere senza di lei, che lei è la mia ragione di vita. Ci guardiamo l’un l’altro senza parlare per un po’.

“Lui sta ancora male per te,” mormoro.

Mi fa un piccolo sorriso, e chiede, “e come lo sai Mr. Grey?”

“Soffro della stessa malattia Miss Steele. Riconosco i sintomi,” rispondo. Si chiama essere innamorati.

“Pensavo che non ti avrei più rivisto Christian,” dice in un sussurro, completamente addolorata. Tutto ad un tratto voglio consolarla, e allontanare la paura da lei. “Non è così terribile come sembra,” mi ritrovo a dire. Lei prende la mia giacca, scarpe e calze dal pavimento e viene verso di me.

Io raggiungo la mia giacca, e dico, “La prendo io piccola.” Finalmente, siamo soli. Sono con Anastasia che è stata la mia ancora di salvezza per tutto quel calvario. Lei mi ha dato speranza, lei mi ha dato vita, mi ha dato la forza, mi ha dato una ragione per voler tornare a casa. Non sopporto i pochi centimetri che ci separano, quindi mi avvicino e la stringo in un abbraccio.

“Oh, Christian!” dice ansimando e singhiozzando. Le sue lacrime rotolano come un forte acquazzone sul mio petto.

“Basta piccola,” la calmo, baciandole i capelli. “Sai che in quei pochi secondi di puro terrore prima di atterrare, tutti i miei pensieri erano per te? Mi hai tenuto legato alla vita, tu sei il mio talismano, sei il mio angelo, Ana,” dico. Ecco. Tutte le mie paure sono esorcizzate davanti a lei.

Lei singhiozza ancora un po’ sul mio petto tenendomi stretto. “Pensavo di averti perso sul serio Christian,” dice in tono agonizzante. Come mi stringe più forte, lascia cadere le mie scarpe che aveva raccolta dal pavimento, e rimaniamo lì nella bolla del nostro abbraccio. Non esiste altro al mondo che la nostra connessione.

“Vieni a fare la doccia con me,” mormoro tirandola per la mano. Ho bisogno di sentirla. Tutto di lei! Ho bisogno di sperimentare la vita, e solo lei può darmela!

“Okay,” risponde guardandomi, il suo viso avvampa macchiato di lacrime, i suoi occhi sono rossi a causa del pianto. Mi abbasso, e alzo il suo mento con il mio dito.

“Ana Steele, anche in lacrime, sei la donna più bella,” dico e le do un bacio. “E le tue labbra sono morbide,” e la bacio ancora, approfondendo il bacio, e lei si perde, sprofondando nel bacio con me.

“Devo solo appoggiare la giacca,” mormoro contro le sue labbra.

“Lasciala cadere per terra,” sussurra nella mia bocca.

“Non posso piccola,” dico ricordando il suo piccolo regalo che è stato il mio unico legame con lei, la mia unica connessione che mi ha tenuto allertato. Anastasia si appoggia perplessa.

Prendo la piccolo scatola che mi ha dato, e gliela mostro, “Questa è la ragione,” dico. Spero che me la lasci aprire. Sono le 00:03. Tecnicamente è Sabato.

“Aprilo, adesso,” sussurra.

“Grazie a Dio! Speravo che lo dicessi. Questa piccolo scatola mi ha fatto diventare matto,” dico, e lei sorride in risposta.

Il mio cuore batte forte, ora che sto per scoprire quale segreto nasconde questa scatolina. Sciolgo il nastro, e scarto il piccolo involucro marrone. Dentro c’è un piccolo portachiavi rettangolare di plastica. Lo prendo in mano, non capendone il significato. È raffigurato lo skyline di Seattle come uno schermo a LED. È focalizzato sullo Space Needle, e la parola SEATTLE è scritta in grandi lettere che si accendono e spengono.

Che cosa vuol dire?

La chiave per la casa? La chiave per il mio cuore? La chiave per il suo cuore? Cos’è? Guardo il portachiavi, e poi la guardo completamente disorientato.

“Giralo, Christian,” sussurra, senza fiato.

Quando lo giro, il mio cuore sbanda e si ferma, e i miei occhi si fanno grandi. Non sono mai stato così felice in tutta la mia vita! Niente che ho ricevuto mi ha mai reso così felice come questo portachiavi piccolo, poco costoso, ma ora senza prezzo, che tiene le fila della mia felicità. Le mie labbra si aprono incredule perché non ho parole.

La parola, , lampeggia sul retro del portachiavi.

“Buon compleanno, Christian,” sussurra. E lo è, cazzo!

30 thoughts on “CAPITOLO XXII

  1. Ottimo Ragazze! Qs capito era ostico da tradurre penso, con tutti quei dettagli tecnici, vero? Ma voi come sempre non delude te mai mai Mai! Un grosso grazie e alla prossima ♡♥

  2. Bello!Bello!Bello! Come sempre una traduzione senza paragoni, ho ancora la pelle d’oca per il contesto del racconto, brave mi è piaciuto tanto.
    gazie ancora

  3. Che dire…è davvero bello che ci siate …che ci lasciate ancora sognare su questa storia…. per chi come me l’ha letta e riletta..! grazie grazie grazie!!!! Aspetto con ansia il prossimo capitolo!!!!

  4. Complimenti per la descrizione tecnica dettagliata del guasto dell’elicottero. Siete state molto brave. Anche il seguito del racconto di questo capitolo non è meno emozionante. Continuate così che andate alla grande! Vi seguo sempre con molta attenzione e interesse.

  5. Io sono davvero senza parole…Ho letto in pochi giorni tuttie due i libri fino a questo capitolo…Sono stata davvero rapita non solo dalla storia narrata dal punto di vista di Christian Gray (e aggiungerei, che Christian…:-) ) ma anche dalla scrittura, densa di dettagli e particolari che ti fanno immergere nella storia e ti fanno restare col cuore in gola…Complimenti a Enime ma soprattutto alle ragazze che si occupano della traduzione che permettono, a chi come me, ha poca dimistichezza con l’inglese di sognare leggendo queste splendide parole…Grazie!

  6. Ciao, sono una new entry, mi sono imbattuta per caso nel vostro blog e…che dire….mai stata più contenta! Ho letto la vostra traduzione dei due libri in pochi giorni, mi sono piaciute tantissimo, quindi complimenti sia all’autrice che alle traduttrici.
    Anzichè di lasciare vari commenti, ho deciso di lasciarne uno riassuntivo su entrambi i libri e quindi….siete pronte ad un commento fiume? 😉
    Come molte ho sempre avuto una gran curiosità a sapere “cosa” avesse pensato Christian durante l’evolversi della sua relazione con Ana, non tanto durante i loro apporti sessuali ma, principalmente, cosa avesse provato nei momenti che per me sono i più importanti della loro storia: quando l’ha incontrata la prima volta, quando l’ha lasciato…….Del secondo libro mi è piaciuto da matti il cap. 15, avevo capito che pur di non perdere Ana, Christian avrebbe anche accettato di diventarne il suo sottomesso, ma mi sono sempre chiesta quali fossero stati i suoi pensieri più reconditi mentre erano inginocchiati sul pavimento, prima che lui tornasse al presente!
    Sono stata completamente stregata dal cap. 16 quando lui le permette di toccarlo per la prima volta nelle zone “proibite”: mi ero immaginata la sua lotta interiore ma avevo pensato che fosse l’ennesimo gesto di Christian per dimostrarle quanto fosse disposto a fare per lei….non avevo considerato che, invece, per lui potesse essere stato come lasciarsi il passato definitivamente alle spalle e guardare, finalmente, solo al futuro….futuro che, prima di Ana, lui non aveva pensato di poter avere!
    Ho adorato gli ultimi due capitoli, i pensieri di Christian durante l’incidente con l’elicottero, mi ha fatto sorridere la sua caparbietà nel voler sopravvivere non tanto per lui stesso ma quanto per impedire che qualche altro uomo potesse “consolare” Ana della sua perdita per poi riuscire a conquistarla scalzando lui dal posto che occupa nel suo cuore! Sono stata sommersa dalla felicità quando, dopo il rientro a casa, Chritian ha finalmente capito quanto la sua famiglia e i suoi collaboratori tengano a lui come “persona” e non per quello che i suoi soldi e il suo potere può portare loro….mi veniva da urlargli: “Hai visto? È tutto vero, loro tengono a te, ti amano e tu sei degno del loro amore!”

  7. MA NON DITEMI CHE NON PUBBLICATE IL PROSSIMO CAPITOLO? HO APPENA SCOPERTO IL VOSTRO BLOG ED HO DIVORATO I PRECEDENTI CAPITOLI IN POCHI GIORNI. QUESTO RACCONTO E’ ADDIRITTURA MEGLIO DELL’ORIGINALE! MA PER FAVORE PUBBLICATE GLI ALTRI CAPITOLI
    CIAO E COMPLIMENTI ANCORA!!!!!

  8. Ragazze che dire, la vostra versione dei libri di Emine come ho già detto è la più vera e ben fatta in assoluto!!
    Vi adoro, anche se li ho già letti in inglese e in portoghese, questa è quella dopo l’originale a portarmi più emozioni.
    Non vedo l’ora di leggere i prossimi capitoli anche qui.
    Siete favolosi e comunque grazie e ancora grazie per le bellissime emozione.

  9. Vi ho scoperto da pochissimo tempo ed ho passato tutte le ultime serata a leggere avidamente i vostri capitoli…che dire meravigliosi…grazie infinite per il lavoro che fate….e spero presto di leggere gli altri capitoli (ovviamente compatibilmente con i vostri impegni), condivido ciò che ha scritto Patrizia, è stato bellissimo leggere dei passaggi di cui ovviamente noi abbiamo letto solo attraverso il punto di vista di Anastasia e non di Christian e leggerli dal suo punto di vista è davvero molto bello ed interessante, beh sapevo che era geloso ma non credevo fino a tanto…..mi fa sorridere quando leggo che lui ha il pallino di non volere che nessuno la possa toccare o solo starle vicino talmente la ritiene sua nel profondo e la possiede fin dentro l’anima. Vi rinnovo i complimenti per questo bellissimo lavoro che avete fatto…in attesa di leggervi…un saluto caloroso!

  10. Ho trovato questo blog da pochi giorni, ho letto i due libri divorandoli.
    Non posso che associarmi al coro dei complimenti (meritatissimi) per le ragazze che hanno tradotto…bravissime .
    Vi ringrazio e mi auguro che presto si aggiungeranno nuovi capitoli,compatibilmente con i vostri impegni!

    Ovviamente… i miei apprezzamenti per l’autrice Enime.
    Un saluto

  11. ….nonostante abbia letto già tutti i capitoli in originale dal blog di emine, sto aspettando con ansia il nuovo capitolo…..nessuna novità eh?SIGH….

  12. Non riesco più ad aspettare per leggere la continua :(((( per favore sbrigatevi!!! Non c’è la faccio più :((((( ..se avete notizie fatemi sapere perchè sto diventando matta!!!!

  13. È veramente una pena che non hanno più fatto le traduzione.
    Ma penso che sono impegnati con la scuola e i esami.
    Ma ragazzi, postate almeno un capitolo alla settimana…. 🙁
    Ci mancate davvero!
    Avete bisogno d’aiuto??

  14. DECISAMENTE IL MIO CAPITOLO PREFERITO!!!!!!!!!!!!!!!!!!! <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3

    ROMANTICO….. dopo tutte le peripezie 😛 FINO ALL'ESTREMO <3 <3 WOW <3 <3

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