CAPITOLO XX

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Vieni a casa con me

Indico ad Anastasia di svoltare a sinistra per dirigerci verso l’Interstatale 5. Anastasia preme l’acceleratore così tanto che mi spinge indietro contro il sedile. Quando si rende conto della potenza della sua macchina riduce l’accelerazione e io vengo spinto in avanti verso il cruscotto avendo a mala pena il tempo di reggermi.

“Cazzo Ana, delicata,” la rimprovero. Penso che sia talmente abituata al motore a tre cavalli e mezzo del suo Maggiolino, dopo che trentasei e mezzo di loro sono morti molto tempo fa, che probabilmente è costretta a premere a fondo l’acceleratore ogni volta per arrivare a quaranta chilometri orari e far muovere tutto quel peso morto! Ma con questa macchina basta appoggiare il piede sull’acceleratore per raggiungere i cento chilometri orari … tutti i suoi cavalli sono ancora stalloni; non c’è bisogno di premere tutto il pedale. Alza gli occhi al cielo in risposta mentre Van Morrison inizia a cantare “Una fantastica notte per una storia d’amore, sotto il cielo di ottobre …” e preme ancora!

“Rallenta, Ana!” alzo la voce mentre mi reggo ancora al cruscotto.

“Va bene! Sto rallentando!” dice. Che donna frustrante! È impossibile che mi obbedisca senza discutere e quando lo fa e un fottuto miracolo, ci vuole un alleluia! Sospiro.

“Che cos’ha detto Flynn?” chiedo ansioso. Traduzione: che cosa gli hai chiesto? Perché era necessario che non fossi presente? Erano preoccupati che potessi dare la mia opinione? Sono preoccupato, ansioso e innamorato. Voglio sapere tutto!

“Te l’ho già detto Christian. Mi ha detto che dovrei darti il beneficio del dubbio,” dice e segnala di voler accostare. Che cazzo sta facendo? Ha preso la patente al Pike, il mercato del pesce, o cosa?

“Che cosa stai facendo?” grido preso dal panico. Non so mai che cos’abbia in mente!

“Voglio che sia tu a guidare,” dice calma.

“E perché mai?”

“Perché ti voglio guardare,” dice facendomi ridere.

Oh, no, Miss Steele! Hai insistito così tanto per guidare. Voglio godermela fino in fondo e lasciarti guidare.

“No, no, no, no Miss Steele,” dico con un luccichio negli occhi. “Ti ricordi, volevi guidare. Tu guidi e io ti guardo.” Com’è tipico di Anastasia, non è felice quando non riesce ad ottenere quello che vuole e mi lancia un’occhiataccia.

“Dio mio, Anastasia! Tieni gli occhi sulla strada!” mi ritrovo a gridare. E lei cosa fa invece? Guarda la strada e guida in sicurezza? No, è Anastasia di cui stiamo parlando e lei fa sempre cose inaspettate. Si accosta rapida al ciglio della strada vicino a un semaforo, parcheggia e si fionda fuori dalla macchina sbattendo la portiera. Corre sul marciapiede, incrocia le braccia a mo’ di difesa e mi guarda furiosa! Che cazzo! Scendo dall’auto per riportarla dentro.

“Che cosa stai facendo Ana? Non puoi parcheggiare qui!” grido infuriato, a pochi centimetri da lei, guardandola dall’alto.

“Lo so che non posso!” ricambia il mio sguardo.

“E allora perché l’hai fatto?” chiedo, esasperato.

“Hai bisogno di chiedermelo? Perché sono stanca dei tuoi ordini! O la smetti di lamentarti per come guido e di fare il copilota, o la guidi tu questa dannata macchina! “

Non possiamo parcheggiare in mezzo alla strada, davanti a un semaforo, perché Anastasia ha deciso di avere uno scatto d’ira!

“Ana torna in macchina prima che ci diano la multa!”

“No!” grida testarda.

È frustrante e mi fa incazzare! Mi fa uscire di testa! Mi risponde, mi fronteggia, e anche davanti a un cazzo di semaforo riesce a farmi impazzire! Anche se siamo furiosi, l’attrazione tra di noi è palpabile e fuori dal mondo. Anche nella rabbia siamo eccitati. Ed è una cosa che odio e amo allo stesso tempo. Con lei mi sento vivo! Espiro a lungo e mi arrendo. Mi passo entrambe le mani tra i capelli colto da una doppia esasperazione. Arrabbiato, eccitato, ansioso e stupito, la guardo senza parole. Con un umore che cambia continuamente, inizia a sorridermi. Davvero? Qui? Mentre stiamo lottando, proprio quando sono esasperato, ansioso ed eccitato, pronto a scoparla in strada per darle quello che si merita, lei mi sorride?

“Perché stai ridendo?” scatto.

“Tu,” risponde divertita. Bè, mi fa piacere di essere io l’attrazione che dà spettacolo qui. La mia donna è la ragazza più frustrante che esista, eppure, cazzo, non potrei stare con nessun’altra.

“Piccola, sei la donna più frustrante del pianeta,” dico alzando le mani in segno di resa. “Va bene! Guido io,” dico, pronto a tornare nella macchina, ma lei mi afferra la giacca e mi attira a sé.

“Sarò anche la donna più frustrante, ma tu, Mr. Grey, sei l’uomo più frustrante del pianeta,” dice esasperata.

Lei è fatta per me! Siamo compatibili come un guanto fatto su misura. “Bè, Miss Steele, penso che siamo fatti l’uno per l’altra,” dico delicato chinandomi sul suo orecchio mentre il mio naso inala il profumo dei suoi capelli. Le sue braccia si avvolgono attorno al mio corpo mentre le tengo la vita e siamo stretti l’uno intorno all’altra in questo modo, in un angolo della strada, la sua macchina parcheggiata davanti a un semaforo. Finalmente sento che la tensione lascia il suo corpo.

“Dio … Ana, Ana, Ana,” sussurro mentre le bacio i capelli e lei mi stringe ancora di più nel suo abbraccio, e in questo modo lo stress svanisce e facciamo pace.

Questa volta, prendendole la mano, dico, “Vieni, andiamo,” e l’accompagno alla porta del passeggero, accertandomi che entri, e finalmente faccio il giro per raggiungere il lato del conducente. Le rivolgo un ultimo sguardo e avvio l’auto immettendomi nel traffico. Faccio partire “Moondance” di Van Morrison dall’inizio. Ho sempre amato questa canzone, e con un umore rilassato inizio a cantare la canzone distratto.

Bene, è una notte meravigliosa per ballare al chiaro di luna
Con le stelle in cielo riflesse nei tuoi occhi
Una fantastica notte per una storia d’amore
Sotto il cielo di ottobre
E tutte le foglie degli alberi cadono
Al suono del vento che soffia
E sto cercando di rispondere alla chiamata
del tuo cuore che suona piano e sottovoce
E la magia della notte sussurra piano
E la luce lunare sembra risplendere nel rossore delle tue guance

Posso avere ancora un ballo al chiaro di luna con te, amore mio
Posso avere ancora una storia d’amore con te, amore mio
Bene, voglio fare l’amore con te questa notte
Non posso aspettare che arrivi la mattina
So che ora è il momento giusto
Correrai dritta nelle mie braccia
E quando verrai il mio cuore aspetterà
Per essere sicuro che tu non sia mai più sola
Lì e in quel momento, i miei sogni diventeranno realtà, mia cara
Lì e in quel momento ti farò diventare mia
E ogni volta che ti toccherò tremerai
E io saprò quanto mi vuoi e tu non potrai nasconderlo

Bene, è una notte meravigliosa per ballare al chiaro di luna
Con le stelle in cielo riflesse nei tuoi occhi
Una fantastica notte per una storia d’amore
Sotto il cielo di ottobre
E tutte le foglie degli alberi cadono
Al suono del vento che soffia
E sto cercando di rispondere alla chiamata
del tuo cuore che suona piano e sottovoce
E la magia della notte sussurra piano
E la luce lunare sembra risplendere nel rossore delle tue guance

Ancora un ballo con te al chiaro di luna
In una notte magica
La, la, la, la al chiaro di luna
In una notte magica
Posso ancora avere un ballo con te, amore mio.

Dalla mia visione periferica, vedo Anastasia che si gira e mi guarda a bocca aperta, scioccata perché mi vede cantare. Aggrotta la fronte. Cosa c’è? Non pensavo di cantare così male … Ma continuo a cantare lo stesso e, dopo circa un minuto, vedo che i tratti del suo viso si rilassano. Quando la canzone finisce mi giro verso di lei e sorrido.

“Anastasia, lo sai che se avessimo preso una multa, questa sarebbe stata indirizzata a te perché la macchina è tua?”

Proprio quando Van Morrison inizia a cantare “Days Like This”, Anastasia dice, compiaciuta, “Allora è un bene che abbia avuto una promozione. Posso permettermi di pagare la multa per un parcheggio illecito, Mr. Grey.” Il mio sorriso si smorza.

Imbocco l’Interstatale 5 in direzione nord. Anastasia mi guarda interrogativa, inconsapevole e curiosa di scoprire dove stiamo andando.

“Dove mi stai portando Christian?” chiede sopraffatta dalla curiosità.

“È una sorpresa. Dimmi, cos’altro ti ha detto Flynn?” chiedo. Sa che sto cambiando argomento e che la sua domanda non avrà risposta. Sospira rassegnata.

“Il Dottor Flynn ha detto che stai provando il TTBBOS o qualcosa del genere,” dice.

“Si chiama TBOS; sta per Terapia Breve Orientata sulla Soluzione. È l’ultima opzione terapica che sta provando su di me,” borbotto quasi a me stesso.

Sembra sorpresa. “Vuoi dire che hai provato altre terapie?”

Sbuffo ricordandomele tutte. Cinquanta sfumature di fottuto incasinamento non si eliminano facilmente. Fino ad ora niente ha funzionato, ma questa sembra un po’ più efficiente. Le lancio un’occhiata rapida poi ritorno a guardare la strada. “Sono stato sottoposto a qualsiasi terapia esistente, piccola. Freud, Gestalt, cognitivismo, funzionalismo, comportamentismo … Negli anni, gli strizzacervelli le hanno provate tutte,” dico con amarezza. E nessuna ha funzionato. Nessuna … Penso con risentimento. Bè, fino ad ora. Fino a quando ho incontrato Ana. Lei è la mia terapia. Questo è il motivo per cui la paura di perderla è così terrificante. Se la perdessi, impazzirei. La domanda di Anastasia mi fa uscire dai miei pensieri.

“Pensi che questo particolare approccio ti aiuterà?” chiede, ma non voglio pensarci in questo momento.

“Cos’altro ti ha detto Flynn?”

“Mi ha detto di non rimuginare sul passato e di focalizzarsi, invece, sul futuro e su dove vuoi essere,” dice. Lo so, continua a dire le stesse cose, quindi annuisco, scrollando le spalle allo stesso tempo in segno di rassegnazione. La mia mente è ancora occupata a cercare di scoprire di cos’altro hanno parlato dal momento in cui sono rimasti soli per ventotto minuti. Dev’esserci molto di più di quello che mi sta dicendo.

“Continua, cos’altro?” insisto. Voglio sapere ogni cosa.

“Poi ha parlato della tua paura di essere toccato, ma ha usato un nome scientifico,” dice cercando di ricordare il termina che ha usato, ma incapace di farlo. Si chiama afefobia, ma non la interrompo. Annuisco e lei continua.

“Ha parlato anche dei tuoi incubi e mi sembra che li abbia chiamati terrori notturni, e anche del tuo odio verso te stesso,” dice guardandomi, cercando di valutare la mia reazione. A quanto pare Flynn ha cercato di spiegare tutto ad Anastasia per il suo beneficio. Sono perso nei miei pensieri, cerco di capire che cosa significhi tutto questo per noi due e intanto mi mordicchio l’unghia del pollice. Ancora più importante, mi chiedo cosa lei pensi di tutto questo. Mi giro verso di lei. Ma questa volta è lei che mi rimprovera:

“Occhi sulla strada Mr. Grey, non su di me,”

Ottenere informazioni da Anastasia è come estrarre un dente. “Dai, Anastasia …” cerco di persuaderla, “Sei stata nell’ufficio di Flynn a parlare con lui per un’eternità. Sono sicuro che avete parlato di altre cose. Cos’altro ti ha detto?” chiedo deciso a sapere ogni singola parola pronunciata.

Lei guarda avanti e deglutisce. Cosa c’è?

“Il dottor Flynn non pensa che tu sia un sadico,” sussurra.

Ah … “Davvero?” chiedo piano e, non essendo d’accordo con l’affermazione, aggrotto la fronte. Io sono un sadico e questo è il punto su cui io e Flynn non siamo d’accordo. Anche se non ho più gli stessi istinti da quando Anastasia e io siamo tornati insieme. Anche se la paura che un giorno ritornino è sempre presente, e mi fa preoccupare. Perché so che Anastasia mi lascerebbe se mai praticassi su di lei una qualsiasi di quelle puttanate che ero solito praticare. Il pensiero è deprimente.

“Il dottor Flynn mi ha detto che la psichiatria non accetta più questo termine dagli anni Novanta,” dice d’un fiato. Gemo. La sua affermazione è solo teoretica. Ciò che quelle teorie suggeriscono e quello che sento o che ho sentito sono due cose diverse. Il pensiero di aver avuto quei bisogni fino a poco tempo fa è deprimente e incupisce il mio umore; inspiro lentamente per la frustrazione.

“Il dottore e io abbiamo opinioni diverse,” dico piano.

Anastasia alza le spalle. “Il dotto Flynn dice che tu tendi a pensare sempre il peggio di te. So che è vero. Ha anche parlato del sadismo sessuale e ha detto che è diverso perché è uno stile di vita che si sceglie e non una condizione psichiatrica. Non so se è questo a cui stavi pensando,” mormora incerta; ma la sua conclusione mi fa infuriare, e le rivolgo uno sguardo penetrante colmo di rabbia, con le labbra che si assottigliano in una linea. Sono anni che conosco le mie fottute abitudini. Sono devastato; non si può addolcire o migliorare questa condizione per farla sembrare migliore. Sono un depravato. Sfogo la mia rabbia su Anastasia.

“Allora è così! Parli con Flynn una volta e credi di essere un’esperta!” dico in tono tagliente per ferire i sentimenti di Anastasia.

“Ascolta Christian, hai insistito per sapere che cosa mi avesse detto il dottor Flynn. Se non vuoi saperlo, allora non chiedermelo,” dice con voce delicata. Gira la testa dall’altra parte, lontano da me, e guarda fuori dal finestrino, senza concentrarsi su un punto in particolare; si sta isolando. Persa nei suoi pensieri. Non sopporto il suo silenzio. È peggio. Voglio sapere. Devo sapere. Cazzo! Ho fatto ancora il coglione!

“Voglio sapere di cosa avete parlato voi due,” dico alla fine quando esco dall’autostrada in direzione ovest, mentre la giornata sta svolgendo al termine. È il crepuscolo.

Lei sospira e risponde lentamente. “Il dottor Flynn mi ha definita la tua amante.”

Finalmente siamo d’accordo su qualcosa. “Davvero? Flynn è sempre molto pignolo quando si tratta di trovare il termine adatto. Direi che è una descrizione appropriata, Anastasia. Non trovi?”

“E le tue sottomesse allora? Pensi a loro come amanti?” chiede. È curiosa o gelosa? So già la risposta. Quando penso alle relazioni con le mie sottomesse, so che non c’erano emozioni in gioco e di certo io non ho amato nessuna di loro. Era solo sesso.

“No, loro non sono mai state amanti; solo partner sessuali,” mormoro. È un argomento delicato da trattare, perché lei sta affrontando il fatto che io abbia un passato … un passato che ha bisogno di essere superato. L’ho quasi persa di nuovo dopo che Leila si è intrufolata nella nostra vita. Sono cauto e mi preoccupo per la piega che può prendere questo discorso. Ma voglio che lei sappia. C’è stata sempre e solo lei. “Tu sei la mia unica amante Anastasia. Ma vorrei che fossi qualcosa di più,” aggiungo, ricordandole che voglio sposarla.

“Lo so Christian. Ho solo bisogno di più tempo per pensare a quello che è successo negli ultimi giorni,” dice mentre mi fermo al semaforo. Guardo il suo viso con ansia cercando di decifrare le sue parole. È un no? O ci deve solo pensare? Quando il semaforo diventa verde, cerco di mantenere gli occhi sulla strada davanti a me.

Il CD ricomincia da capo e Van Morrison inizia a cantare ancora “Moondance”. Guido lungo strade affiancate da abeti e pini e, facendo mente locale sulla direzione da prendere, svolto in un quartiere residenziale e mi dirigo a ovest verso il Sound. La curiosità di Anastasia è alle stelle.

“Dove stiamo andando Christian?” chiede ancora e io svolto un’altra volta. Non glielo dirò finché non saremo arrivati.

“È una sorpresa, piccola,” dico ancora. La pazienza è una virtù, Anastasia.

Superiamo delle case ben curate di legno, a un piano solo. Nei cortili ci sono bambini che giocano o che vanno in bicicletta nel vicinato. Finalmente arrivo a destinazione dopo aver svoltato a sinistra. Raggiungo una proprietà con il cancello di ferro battuto decorato e incastonato in un muro di arenaria alto due metri. Digito il codice che mi è stato dato e il cancello si apre. Adesso sono nervoso. Visto che non mi ha ancora dato una risposta, si sentirà in qualche modo forzata a prendere una decisione? Sto forse mettendo il carro davanti ai buoi? O merda! Spero che manterrà la mente aperta … Ero così emozionato quando ho visto questa proprietà in vendita e volevo metterci sopra le mani prima che lo facesse qualcun altro … Sempre se Anastasia mi dice di sì. È la mia speranza per qualcosa di più. La guardo nervoso. Spero che le piaccia! Spero che la adori! Spero …

Lei è confusa dalla mia espressione e inizia a preoccuparsi.

“Che cosa succede Christian?” chiede.

“È solo un’idea,” dico senza rivelarle niente, continuando a sperare, e guido la macchina attraverso i cancelli. La strada privata scende verso la casa passando di fianco a degli alberi; è larga abbastanza per far passare due macchine. Gli alberi sulla sinistra sono più folti, mentre sulla destra si diradano per lasciare spazio ad un prato. È verde, rigoglioso, cosparso di fiori selvatici. Anastasia guarda curiosa fuori dal finestrino, ammirando i fiori illuminati dagli ultimi raggi del sole al tramonto.

Il vialetto finalmente curva e ci ritroviamo di fronte un’enorme casa di pietra rosa chiaro in stile mediterraneo. La BMW nera dell’agente immobiliare è parcheggiata davanti al garage a quattro posti auto. Parcheggio fuori davanti al grande portico. Spengo l’auto e mi giro verso Anastasia più nervoso che mai. Forse riuscirò a intuire la sua risposta dopo che avrà visto quello che le voglio mostrare.

“Avrai sempre una mente aperta Anastasia?” chiedo implorante. Lei mi guarda accigliata. Conosco quello sguardo.

“Ho avuto bisogno di una mente aperta dal giorno in cui ti ho incontrato, Christian,” dice, e quanto ha ragione. Annuisco dandole ragione. “Bel colpo, Miss Steele. Andiamo allora.”

L’agente immobiliare, una certa Miss Olga Kelly, viene fuori dalle pesanti porte di legno scuro. Sfoggia i suoi capelli castani, un sorriso da ‘pronta a vendere,’ indossa un completo color lilla e tacchi Louis Vuitton. Lo sguardo di Anastasia la sta squadrando, e, anche se prova a nasconderlo, non è felice di vedere un’altra bruna e non apprezza lo sguardo di apprezzamento che l’agente mi rivolge. La sua possessività mi fa sentire un po’ meglio. Già mi possiedi, piccola!

“Salve, Mr. Grey,” dice per salutarci con un gran sorriso e mi stringe la mano.

“Miss Kelly,” rispondo al suo saluto. Si rivolge ad Anastasia per presentarsi.

“Sono Olga Kelly,” dice porgendo la mano ad Anastasia.

“Ana Steele,” dice automaticamente Anastasia, ancora incapace di decifrare che tipo sia. Olga Kelly si fa da parte e ci lascia entrare in casa. Quando mettiamo piede nella proprietà, Anastasia si guarda in giro, è assolutamente sorpresa di trovare una casa sprovvista di mobili. Le pareti adesso sono di un giallo sbiadito con delle crepe strane dove un tempo dovevano essere appese le foto di famiglia, mostrando come appariva quando era abitata, come se la casa vuota non vedesse l’ora di ospitare un’altra famiglia felice. Una cosa rimasta dei vecchi occupanti è il lampadario vecchio stile. Non di mio gusto. Mi piacciono gli arredi moderni. I pavimenti adesso sono un po’ opachi e la cera si è consumata sui pavimenti di legno di noce, nemmeno questi sono di mio gusto. Anastasia sta osservando l’interno della casa, ma non sono interessato a questa. Se le piacesse quello che c’è fuori, comprerò la proprietà; perché voglio demolire la casa.

Le tiro la mano, e la conduco attraverso un’arcata fino ad un vestibolo interno mentre la doppia rampa di scale in ferro battuto prova ad attirare l’attenzione sulla sua antica maestosità. La trascino attraverso l’area salotto che è arredata con un tappeto oro scolorito per armonizzare con le pareti sbiadite. Gli occhi di Anastasia si spostano sui quattro enormi lampadari di cristallo appesi al soffitto nella sala grande. Ma, non è nemmeno questo ciò che voglio mostrarle. La tiro ancora più in là, attraverso la stanza, “Vieni, non siamo ancora arrivati,” dico. Quando finalmente raggiungo le doppie portefinestre, mi emoziono per la prospettiva del magnifico panorama che si vede dal giardino sul retro. Usciamo sulla grande terrazza pavimentata con dei travertini chiari, opachi e robusti, che danno un fascino da vecchio mondo. Il patio si apre su un prato inclinato, ben curato, e più giù c’è il Sound che riflette le ultime luci brillanti del giorno.

Il panorama che sto guardando è l’opposto di quello che vedo dal mio catamarano quando salpo. Da questo lato possiamo vedere chiaramente Bainbridge Island che se ne sta pigramente in lontananza; oltre quella c’è il sole che tramonta all’orizzonte occidentale sull’Olympic National Park. I colori della sera sono magici; come se ci fosse un fuoco nel cielo, riflettendo perfettamente l’umore della mia anima … tutta infiammata, ma calmante. L’acqua è ferma, il tramonto sta dipingendo un’immagine paradisiaca, e Anastasia è affascinata, respira appena. I miei occhi sono fissi su di lei, ansiosi di vedere e sentire la sua reazione.

“Mi hai portata qui per ammirare questa vista magnifica, Christian?” chiede in un sussurro. Riesco solo ad annuire. Ho il cuore in gola. Voglio che questa vista ospiti la nostra futura casa. Spero di averla come mia moglie.

“La vista è semplicemente stupefacente. Grazie per avermela mostrata, Christian,” mormora girando di nuovo la testa per ammirarla ancora un po’. Voglio dirle così tante cose. Le emozioni che sto provando in questo momento sono travolgenti. La voglio nella mia vita per sempre, più di ogni altra cosa. Voglio che lei sia mia moglie; mi dà speranza per un di più. Speranza per una famiglia, anche … Come posso esprimere perfettamente ciò che penso, ciò che voglio, ciò che è nel mio cuore? Le mie parole sono abbastanza? Quello che Charles Dickens ha espresso ne Il Nostro Comune Amico riflette i miei sentimenti in modo tale che non potrei esprimerli meglio da solo:

Sai cosa sto per dire. Ti amo. Quello che gli altri uomini possono intendere quando usano quell’espressione, io non lo so; ciò che io intendo è, che sono sotto l’influenza di una qualche tremenda attrazione alla quale ho resistito invano, e che mi domina. Potresti attrarmi verso il fuoco, potresti attrarmi verso l’acqua, potresti attrarmi verso il patibolo, potresti attrarmi verso qualsiasi morte, potresti attrarmi verso qualsiasi cosa che ho evitato il più possibile, potresti attrarmi verso qualsiasi esposizione e disgrazia. Questo e la confusione dei miei pensieri, dato che non sono adatto a nulla, è ciò che intendo dicendo che sei la mia rovina. Ma se tu mi dessi una risposta favorevole alla mia offerta di matrimonio, potresti attrarmi verso qualsiasi cosa buona – qualsiasi cosa buona – con egual forza.

Ma sono troppo sopraffatto dall’emozione e tutto ciò che riesco a dire in un soffio è, “Cosa ne diresti di guardare questo panorama per il resto della tua vita, Anastasia?”

La sua testa scatta in alto per guardarmi, la bocca spalancata, e l’espressione vacua. Lei sembra meravigliata e stupita, potrei metterla al tappeto con una piuma.

Non so cosa significhi quell’espressione. Ma, dato che ho ancora il coraggio, continuo a parlare. “Ho sempre voluto vivere sulla cosa, e navigo sempre su e giù per il Sound, e forse ho sempre bramato una di queste case per questo panorama. E quando ho visto che questa casa veniva messa sul mercato, ero interessato. Voglio comprare la casa, demolirla e costruire una casa nuova …” dico, e deglutisco, ansioso di finire il mio pensiero. “… per noi, Anastasia,” sussurro, i miei occhi sono pieni di speranza, ho il cuore in mano, e sono più vulnerabile di quanto sia mai stato da molto tempo. Spero … Spero … Spero sia una cosa buona, forse la cosa migliore. Spero di avere un futuro con Ana … Spero nel di più.

Ancora non dice niente. Non le piace l’idea? L’ho spaventata? E’ un altro dei miei casini? Non lo so! Di’ qualcosa Ana … anche solo un segno.

“E’ solo un’idea,” aggiungo per non fottere ulteriormente la faccenda. Finalmente le ritornano i sensi. Girla la testa e guarda indietro, in direzione della casa. Il suo volto è illeggibile. Forse leggibile, ma non ho mai visto prima quest’espressione sulla sua faccia.

“Perché vuoi demolire la casa?” chiede inaspettatamente. Sbianco pensando che non le piaccia il posto. Non riesco a leggerla.

“Uhm… volevo costruire una casa più ecologicamente sostenibile. Elliot è un esperto nel campo, può costruirla lui.”

Anastasia guarda dentro la casa, teneramente. I suoi occhi si spostano sull’agente immobiliare che è abbastanza vicina da rispondere a qualsiasi domanda, ma abbastanza lontano da darci un po’ di privacy. Poi Anastasia alza lo sguardo al soffitto a doppia altezza che rende la sala grande ancora più grande. La rampa di scale dal vestibolo conduce ad una balconata che domina la sala grande. Un intricato, gigantesco camino è il centro della stanza, e c’è una fila di portefinestre che si aprono sul terrazzo dalla sala grande. Il suo sguardo non si lascia sfuggire niente. Quello che dice dopo, è ciò che mi sorprende di più:

“Potremmo dare un’occhiata in giro alla casa?”

Cosa? Vuole vedere la casa? Significa che è interessata? Sbatto gli occhi sorpreso. “Certo,” dico facendo spallucce.

Le parole di Anastasia sono come musica per le orecchie di Miss Kelly mentre ci porta di nuovo in casa, e si accende come dinamite, e si avventa su di noi come un uccello sul verme. Ci fa fare un tour della casa. Riesco appena ad ascoltare Miss Kelly, perché la mia mente è già occupata a provare a decifrare quello che intendeva Anastasia. Le piace la casa? Questo significa di più per noi?

“Mr. Grey, Miss Steele,” dice Miss Kelly, le sue parole sono di miele. “Questa bellissima casa è più di 1000 metri quadri e la proprietà è situata su sei acri di terra, di cui la maggior parte affaccia sul Sound. Come avete visto fuori, questa proprietà possiede un eccezionale affaccio sull’acqua che misura ben oltre 70 metri. Questa meravigliosa casa è stata progettata da un noto architetto europeo. La sala principale ha un soffitto a cattedrale di 6 metri,” dice mentre ci fa strada fin dentro la cucina.

“Questa cucina sembra delle dimensioni di quelle industriali, ma è calda e incantevole con mattonelle spagnole come paraschizzi, e marmo italiano sui pavimenti come potete vedere. I piani sono importati direttamente dalla Spagna!” gracchia. “Ovviamente può accogliere grandi feste ed è costruita tenendo in conto almeno due cuochi per ogni festa o eventi con catering. Mentre ci spostiamo nella sala da pranzo, potete vedere che anche questa può accogliere grandi feste e cene,” dice facendoci entrare prima di lei. Io guardo Anastasia mentre metabolizza tutto ciò che sta dicendo Miss Kelly come una peccatrice in chiesa.

“Miss Steele, le piace leggere?” chiede Miss Kelly ad Anastasia. Anastasia sembra perplessa.

“Sì, adoro leggere,” risponde con un’espressione confusa sul volto.

“Bene, è fortunata! La prossima stanza che sto per mostrarvi è la biblioteca, e abbiamo anche una stanza per la musica come da tradizione delle grandi e antiche case mediterranee. Ovviamente c’è anche uno studio spazioso,” dice guardandomi. “Adiacente alla cucina,” dice mentre gesticola con la mano, “se volete accomodarvi da questa parte,” conducendoci in un’altra stanza molto grande, “… è una stanza per la famiglia.” Gli occhi di Anastasia si spalancano al solo menzionare ‘famiglia.’ Oddio! La speranza mi rimbalza dentro.

“Ovviamente c’è una piscina coperta, una palestra, una sauna e un bagno turco, tutto all’interno dello stesso complesso,” dice mostrandoci tutte le stanze.

“Ora, se mi seguite da questa parte,” dice conducendoci attraverso un corridoio sorprendentemente ben illuminato, scendiamo per un’altra scalinata di ferro battuto fino al seminterrato.

“Qui abbiamo la stanza dell’intrattenimento con il vostro cinema privato,” dice. Delle sedie reclinabili di pelle marrone scuro sono state messe in posizione, e lo schermo bianco sembra molto invitante.

“Proprio vicino al cinema,” dice portandoci in un’altra grande stanza, “abbiamo la stanza dei giochi.” Anastasia alza subito lo sguardo su di me, e arrossisce. Riesco appena a nascondere un sorriso per la sua reazione.

“Se per favore mi seguite fino al secondo piano da questa parte,” dice Miss Kelly e ci conduce al secondo piano salendo la grande scalinata. Le mani di Anastasia accarezzano le balaustre di ferro battuto come se le stesse confortando. Poi si rivolge a me e chiede, “Christian, non potresti rendere la casa già esistente più ecologica ed ecosostenibile? Dovrebbe essere fattibile.”

Cosa? Sono più che shockato. Mi stai dando speranza, Anastasia. Mi piacerebbe avere speranza, ma non mi hai ancora risposto. Sbatto gli occhi per la sorpresa.

“Forse, ma dovrei chiedere a mio fratello Elliot. Lui è l’esperto di ecologia e sostenibilità nelle costruzioni.” Annuisce persa in pensieri profondo. Quando arriviamo al secondo piano, Miss Kelly ci ferma drammaticamente prima di una camera da letto.

“Mr. Grey, Miss Steele,” squittisce davanti a quattro metri di doppie porte che nascondono una grande camera da letto. “Qui abbiamo la camera padronale,” dice, poi aprendo le doppie porte, ci permette di entrare nella stanza.

“La camera potrebbe aver bisogno di qualche ritocco, comunque, le finestre a tutta altezza, e le balaustre di calcare della balconata con vista sull’acqua fuori da questa suite, guardare Bainbridge Island, è una vista per la quale ucciderei! Come potete vedere c’è un porticciolo con due attracchi,” dice ammirando. Anastasia è semplicemente troppo catturata e persa nel panorama.

“Abbiamo altre cinque camere da letto su questo piano,” dice Miss Kelly e continua il tour. Non sto ascoltando qualsiasi cosa stia dicendo dopo questo. Sono troppo impegnato a guardare Anastasia che interagisce con lei, come una donna che si sta preparando a creare una casa per la sua famiglia. Le parole “Il suo pregio sorpassa di molto quello delle perle,” echeggiano nella mia mente. Lei è la mia donna. Ma non ha ancora detto ‘sì.’ Perché non mi ha dato una risposta? Perché la tortura?

In qualche modo Miss Kelly deve averci portati di sotto, di nuovo nella sala grande. Si allontana per darci un po’ più di privacy, e prendo Anastasia per mano per andare di nuovo sulla terrazza. Il sole è completamente tramontato, e ora solo le luci scintillanti delle città stanno luccicando sulla superficie dell’acqua. Tiro Anastasia tra le mie braccia, la stringo forte, e con il mio dito indice le alzo il mento e abbasso lo sguardo su di lei per guardarle il viso.

“E’ troppo da sopportare?” chiedo. Provo a tenere il mio viso inespressivo; ma ci sono uragani, tornado che vorticano dentro la mia anima. Sto bramando in attesa della sua risposta alla mia proposta, affinché sia mia. Annuisce senza dire una parola.

“Volevo essere sicuro che ti piacesse prima di comprarla.”

“Intendi se mi piacesse il panorama?” chiede. Annuisco in risposta, le parole inciampano l’una sull’altra nella mia gola e non ne esce nulla.

“Adoro il panorama, Christian. Ma mi piace anche, no, amo la casa! Questa casa,” dice indicandola con la mano. Cosa? La speranza mi inonda il cuore.

“Davvero?” chiedo.

Lei sorride timidamente. “Sì, Christian. Mi hai conquistata già al prato.”

Le sue parole sono il mio disfacimento, e inalo forte per la sua risposta, sorrido da orecchio a orecchio, mentre le mie mani stringono con forza i suoi capelli e le mie labbra scendono sulle sue, e il bacio ci consuma entrambi. Sono in paradiso!

Ringraziamo Miss Kelly, e le dico che sarà contattata con un’offerta.

Il prezzo di listino è di 12.8 milioni di Dollari. L’imposta patrimoniale è di oltre 54 mila dollari l’anno. E comunque, sento che, se prendessi questa proprietà, starò facendo un investimento per la mia futura famiglia con Anastasia. Spero …

Dopo essere entrati in auto, guido verso Seattle e sono completamente sollevato.

“Quindi, comprerai la casa?” chiede Anastasia.

“Sì, specialmente dal momento che ti piace,” rispondo.

“Metterai l’Escala sul mercato?” chiede.

“No, perché mai dovrei farlo?”

“Per pagare l’altra …” non finisce la frase. Le sorrido in risposta.

“Non preoccuparti, piccola, posso permettermelo.”

“Christian, lascia che ti chieda una cosa,” dice curiosa. “Ti piace essere ricco … ma ti piace davvero?”

Mi piace il potere che il denaro mi conferisce. Mi piace la libertà e il controllo che mi procura. Rispondo sinceramente ad Anastasia. “Sì. Mostrami qualcuno a cui non piacce,” dico inquietante. Il fatto è che a tutti piace essere ricchi.

Lei sembra a disagio. Non voglio che non si senta al proprio posto vicino a me per la mia ricchezza. Non ha mai avuto fame. Non è mai stata povera. Non ha mai avuto una madre che è morta in povertà, che si è ritrovata ad affondare per questo; non è riuscita nemmeno a farsi valere per il suo stesso bambino. Ma, voglio che Anastasia non sia intimidita dai miei soldi.

“Imparerai anche tu ad essere ricca, se mi dici sì, Anastasia,” dico con voce morbida.

Lei sospira. “E’ solo che, non ho mai aspirato all’opulenza, o ad essere ricca, Christian.”

“Lo so e questo è uno dei motivi per i quali ti amo. Ma d’altro canto, non hai mai avuto fame,” dico. Non che mi augurerei mai una cosa del genere per lei. Ma è la realtà. Annuisce, e cambia argomento.

“Dove ci stai portando adesso, Christian?” chiede.

“A festeggiare il tuo ruolo da editore, ovviamente. Come te ne sei dimenticata presto!” dico.

“Oh, già. Dove?” dice sorridendo.

“Festeggeremo al mio Mile High Club,” dico sorridendole.

“Il tuo club?”

“Sì, uno dei tanti,” rispondo.

“Dove si trova?”

“Settantaseiesimo piano della Columbia Tower,” dico ghignando. Gli occhi di Anastasia sono spalancati.

Quanto arriviamo al mio club, ci sediamo al bar mentre aspettiamo un tavolo con privacy.

Porgo ad Anastasia una flute gelata di champagne Cristal. “Vorrebbe del Cristal, signora?” chiedo.

“Mi piacerebbe molto, signore,” dice civettuola sbattendo le sue ciglia verso di me. Sta certamente flirtando con me, e sa questo cosa comporta.

“Miss Steele, stai davvero flirtando con me?”

“Sì, Mr. Grey. Cos’hai intenzione di fare?”

Oh, mi vengono in mente alcune cose. Ma, sto pensando di intraprendere la via della frustrazione sessuale sapendo quanto le piaccia la gratificazione istantanea, e io posso posticipare i miei bisogni a dopo; dopotutto, l’attesa amplifica solo l’intensità del risultato finale. Questa settimana mi sta facendo soffrire senza una risposta, e l’unico modo in cui posso riparare è questo: farla sentire ugualmente frustrata.

“Miss Steele, sono alquanto sicuro di poter pensare a qualcosa,” dico con voce bassa e desiderosa. “Andiamo, il nostro tavolo è pronto.”

Prendo il gomito di Anastasia, ma quando ci avviciniamo al nostro tavolo, mi avvicino e le sussurro all’orecchio, “Vai in bagno, e togliti le mutandine per me.” Lei si gela, e con desiderio speranzoso, alza lo sguardo su di me.

“Vai adesso,” ordino con un sussurro. Lei mi osserva il viso per assicurarsi che sono serio. Non sono mai stato più serio su qualsiasi cosa oggi. Sento il suo atteggiamento cambiare e diventare lascivo. Senza una parola, mi porge la sua flute di champagne, e si gira, dirigendosi verso il bagno.

Quando il cameriere mi fa accomodare al nostro tavolo, chiede:

“Vuole aspettare la signora prima di ordinare, signore?”

“No. So già cosa vogliamo.”

“Certamente, signore. Cosa posso portarvi?”

“Come antipasto, voglio un letto di ostriche.” Dando un’occhiata al menu dico, “Poi voglio del branzino, con asparagi, patate saltate, e salsa olandese per entrambi.”

“E’ tutto, signore?”

“Sì, grazie,” dico e il cameriere si affretta a portare l’ordine in cucina.

Anastasia arriva dopo qualche minuto. Mi alzo quando torna al nostro tavolo. Ho indossato la mia facciata calma per suo beneficio e quello degli altri ospiti. Lei mi guarda per leggere la mia espressione, provando a decifrare cosa farò, ma non ne è capace.

“Siediti accanto a me,” dico ad Anastasia, e lei si sposta sulla sedia di fianco a me.

“Ho già ordinato per te, Anastasia, spero non ti dispiaccia,” dico guardandola. Le porgo la sua flute di champagne. Mi ha reso frustrato per tutta la settimana in attesa della sua risposta; facendomi venir voglia di urlare, implorarla persino di dire sì. E comunque, non ha detto niente; ma stasera, la farò sentire frustrata allo stesso modo. Per quando avrò finito con lei, l’universo si prenderà gioco di lei per l’ironia! Occhio per occhio, Anastasia.

Non dopo molto che Anastasia si è seduta accanto a me, arriva il cameriere con il letto di ostriche. Le sorrido al ricordo dell’Heathman Hotel e delle ostriche.

“Anastasia, se ricordo bene, ti erano piaciute le ostriche l’ultima volta che le hai provate,” sussurro in tono seducente.

“E’ stata l’unica volta in cui ho provato le ostriche,” dice in tono rauco, desideroso, acceso dal ricordo. Sorrido ad Anastasia sapendo che ho acceso un fuoco che arde. Che il gioco abbia inizio!

“Miss Steele, quando imparerai?” chiedo divertito. Prendo un’ostrica, e forzando i movimenti nell’alzare la mia mano dalla mia coscia, porto in alto la mano. Vedo il respiro di Anastasia fermarsi, e tutto il suo corpo tremare dalla voglia; io e lei siamo così in sintonia col corpo dell’altro. Ma ho il controllo, sono io che guido. Quando vede la mia mano raggiungere una fetta di limone, vedo la delusione passarle sul volto.

“Imparare cosa?” chiede assente. Imparare che posso torturarla con il desiderio insoddisfatto, posso farla diventare calda, vogliosa, senza farla arrivare ad una fine; posso farla implorare affinché io la tocchi. Riesco quasi a sentire il suo piccolo cuore battere all’impazzata; la sua giugulare pulsa follemente nel collo. Spremo il limone sull’ostrica, e mi porto la conchiglia alle sue labbra; sussurro, “mangia.”

Le sue labbra si socchiudono dal desiderio, ma l’unico contatto che riesce ad avere è con la conchiglia dell’ostrica. Non la tocco per niente.

“Porta la testa indietro,” sussurro con tono salace. Lei lo fa, e io posiziono la conchiglia dell’ostrica all’entrata della sua bocca cosicché l’ostrica possa scivolare giù e io possa vedere la sua gola che lavora per deglutirla piano. Così fottutamente sexy!

Prendo un’altra ostrica, spremo il limone, e la porto alle mie labbra mentre il mio sguardo è nel suo, alzo la conchiglia e lascio che l’ostrica scenda fin dentro la mia gola. Lei deglutisce forte, le sue labbra si schiudono per aiutarla a respirare. Prendo un’altra ostrica e un’altra fetta di limone, lo spremo di nuovo. Abbasso una mano sul mio fianco e la faccio scivolare fino alla coscia. Il suo sguardo si abbassa sulla mia mano desiderando il mio tocco sulla sua gamba, cosa che ovviamente non accade. Porto di nuovo la conchiglia alle sue labbra, e la nutro ancora una volta, guardando l’ostrica scendere nella sua gola. Prendo un’altra ostrica per me, e lei sta quasi ansimando. Continuo la mia tortura con tutte e dodici le ostriche. Non c’è alcun tipo di contatto fisico; solo l’idea del toccare, aumenta il desiderio, l’attesa, l’aspettativa, ma senza mai collegare pelle a pelle. La sta facendo diventare matta. Quando rimetto la mano sulla mia coscia, i suoi occhi seguono la mia mano bramandola, desiderandola. Passo la mano su tutta la lunghezza della mia coscia, lentamente, e lei semplicemente guarda i movimenti della mia mano quasi pronta a saltare su di me al tavolo. Poi con gesti misurati tolgo la mano dalla gamba e la posiziono sul tavolo. Lei guarda la mia mano come se fosse il primo premio di un game show; volendola, desiderandola.

Quando il cameriere torna, i nostri antipasti sono serviti, e ci riempie anche i bicchieri di champagne. Quando Anastasia nota cosa ho ordinato, sorride.

“Questo è il tuo piatto preferito Mr. Grey?” chiede con un luccichio negli occhi ricordando l’ Heathman.

“Di certo è diventato uno di quelli, Miss Steele. Anche se all’ Heathman era merluzzo,” dico facendole ricordare. Lascio la mia mano sulla coscia e comincio a percorrerla. Il mio sguardo è su di lei. Il suo petto inizia ad alzarsi e abbassarsi in veloce successione, distratto, ardente.

Senza abbandonare l’attenzione dalla mia mano, dice, “Beh, eravamo in una sala privata, e ricordo che stavamo discutendo del contratto.”

Sorrido al ricordo. Sta andando nella direzione in cui volevo portarla. Accumulo punti con un sorriso licenzioso. “Erano bei tempi quelli. Ma questa volta Miss Steele, spero di riuscire a fotterti,” dico e senza aspettare la sua risposta, prendo il coltello e inizio a tagliare la mia spigola. Lei sta praticamente scoppiando. Ma, dal momento che nota che le mie parole non si trasformano in fatti, la sua frustrazione sale.

“Io non ci conterei, Mr. Grey,” mormora imbronciandosi. Sta funzionando. Si volta poi verso di me e dice, “Parlando di contratti, vorrei chiederti qualcosa riguardo all’accordo di non divulgazione.”

“Non ce n’è bisogno. Non rovinare tutto,” dico.

“Huh? Cosa? Sei sicuro?”

“Assolutamente.”

“Beh, Mr. Grey… Non pensi che potrei correre al Seattle Times con un articolo su di te?” dice con la sua voce da presa in giro che ormai conosco.

“No, non lo farai. Perché, mi fido di te, Miss Steele. Anche io ti darò il beneficio del dubbio.” Lei mi guarda in ammirazione, col suo sorriso timido che amo. “Idem, Mr. Grey,” sussurra.

È giunta l’ora della seconda ondata dell’attacco. “Anastasia, sono molto felice che tu stia indossando un vestito questa sera,” mormoro con desiderio sfrenato a suo beneficio. Lei stringe gli occhi su di me e sibila con rabbia:

“Non posso dire lo stesso Mr. Grey. Se dici la verità vero, perché non mi hai nemmeno sfiorato?”

“Ti manca il mio tocco Miss Steele?” chiedo sorridendo, prendendomi gioco di lei. Lei mi labbra si aprono, espirando.

“Sì,” dice fumante.

“Mangia, piccola,” le ordino.

Alza il suo sguardo su di me e osserva acutamente. “Tu non hai intenzione di toccarmi, non è vero Christian?” chiede.

“No,” dico scuotendo la testa.

“Che cosa? Perché?” ansima.

Mi chino verso il suo orecchio, e sussurro, “Prova ad immaginare come questo desiderio che cresce ti farà sentire quando saremo a casa. Oh, piccola, non riesco ad aspettare di portarti a casa, per averti.” Più benzina sul fuoco.

“Christian, mi stai mandando a fuoco al settantaseiesimo piano della Columbia Tower, e sarà tutta colpa tua,” sibila tra i denti serrati, con la rabbia che ribolle.

“Oh, piccola, sono quasi certo che troveremo il modo di spegnere il tuo fuoco,” dico sorridendo desideroso. Mi guarda contemplando. Sta tramando qualcosa. Affonda la sua forchetta nel pesce, e ne rompe un pezzo. Quando il cibo tocca le sue labbra, lei chiude gli occhi assaporando, sembrando persa nel piacere. Una volta che ha deglutito, apre gli occhi sventolando le ciglia, e la sua mano raggiunge la gamba, alzando lentamente la gonna per mettere in mostra la sua bellissima coscia. Mi sta ripagando con la mia stessa moneta, e sta cercando di battermi al mio gioco. La mia forchetta si ferma a mezz’aria. Lei vuole che io la tocchi. Ma faccio uno sforzo per ignorarla cosa che è molto difficile dato che lei si sta offrendo a me in questo modo. Faccio finta che il suo gioco non mi tocchi, e continuo a mangiare. Anastasia abbassa il coltello, porta la sua mano lentamente e con sensualità sulla sua coscia iniziando ad accarezzarla, invitante, cercando di attirarmi. Sta funzionando. Mi fermo di nuovo, ma riprendo il controllo. Dopo un secondo, mi chino e sussurro con voce bassa e roca, “Anastasia, so cosa stai facendo.”

“Mr. Grey, ne sono certa,” replica con la sua voce dolce. “Lo faccio proprio per questo.”

Poi prende il gambo di un asparago, lo immerge nella salsa, e se lo porta alle labbra, girandolo e rigirandolo, come se gli stesse facendo un pompino con la lingua. Sta cercando di fare il mio gioco, ancora.

Ma piccola, sono in questo gioco da più tempo di te. La raggiungo, e sotto i suoi occhi sconvolti, prendo l’asparago dalle sue labbra senza toccarla, e dico, “Perché Miss Steele, pensi che ti permetterei di prenderti la rivincita su di me?”

Tengo l’asparago tra le dita e le ordino, “Apri la bocca piccola.”

Sta ansimando mentre mi guarda sotto le sue lunghe ciglia. Io non sono immune al suo fascino. Ho solo un controllo migliore. Ho sempre il colpo in canna quando si tratta di Anastasia, pronto a sparare. In costante stato di eccitazione! Un suo sguardo potrebbe innescarlo. Apre appena le labbra. Poi la sua lingua esce lentamente e bagna il labbro inferiore. Oh, cazzo! Posso solo sorridere, ma i miei occhi si scuriscono di desiderio sfrenato.

“Apri di più,” respiro. Le mie labbra si aprono , e la mia lingua è tra i miei denti. Lei apre di più la bocca. La sua lingua è in attesa; le sue labbra sono lussureggianti e rosa. Prendo un profondo respiro. Mi guarda senza battere ciglio. Prende l’asparago, se lo mette in bocca, e succhia, lentamente, dolcemente, desiderosa. Fottimi!

Io chiudo gli occhi per reprimere il mio desiderio crescente, ma quando li riapro, sto ardendo per lei. Vedendo la mia reazione geme e la sua mano si protende per toccare la mia coscia. Prendo la sua mano. No. Il gioco non è finito. Stiamo ancora giocando.

“Oh no, Miss Steele. Non toccare,” mormoro dolcemente a suo beneficio. Prendo la sua mano e me la porto alle labbra baciandola. Poi le rimetto la mano sulla sua coscia.

“Christian, non giochi lealmente!” mi rimprovera facendo il broncio.

“Los o,” dico riconquistando il controllo del gioco ancora. Sollevo il bicchiere di champagne e faccio un brindisi congratulandomi per la sua promozione. Brindiamo.

“Sì, è stato inaspettato,” dice; ricordando cosa le ha quasi fatto quello stronzo di Jack, la mia espressione si rabbuia. Ma, non voglio che lui rovini questo momento. “Adesso voglio che mangi. Perché non andremo a casa finché non avrai finito il tuo pasto. Poi potremo celebrare veramente il tuo successo a casa,” dico con sguardo scuro.

“Non ho fame di cibo,” si agita; pronta per essere scopata adesso.

“Anastasia, o mangi adesso, o ti metterò in ginocchio proprio qui al Mile High Club, e daremo uno spettacolo che gli altri avventori non dimenticheranno,” dico minaccioso. Lei si agita sulla sedia, e la sua bocca si trasforma in una linea tesa, e mi guarda semplicemente. Prendo un asparago, e lo immergo nella salsa olandese. Lo tengo, e glielo offro.

“Mangia questo,” dico con voce seducente. Il suo sguardo è connesso al mio, apre la bocca, e riceve il boccone. Lentamente lo succhia, e poi morde.

“Tu non mangi abbastanza piccola, e questo mi preoccupa. Sei dimagrita da quando di ho conosciuto,” dico in tono amorevole e gentile.

“Non mi interessa il cibo in questo momento. Tutto quello che voglio è andare a casa e fare l’amore con te,” mormora tristemente, facendomi sorridere alla sua dichiarazione.

“Anche io, piccola, e lo faremo. Ma prima, devi finire di mangiare.”

Poi realizzando che non andremo a casa finché non finirà di mangiare, si arrende, e inizia a mangiare.

“Da quanto conosci Kate Kavanagh, Anastasia?” chiedo casualmente.

“Da quando ho iniziato il college,” risponde.

“Capisco… e da allora conosci anche Ethan Kavanagh?” dico con noncuranza.

“Sì, presumo,” dice strizzando gli occhi cercando di capire dove voglio arrivare con queste domande.

“Io non li ho mai incontrati finché non ti ho conosciuto, ma ho conosciuto il loro padre e abbiamo fatto affari di tanto in tanto,” dico cercando di distrarla dai suoi pensieri.

“Davvero? Non lo sapevo,” dice sorpresa.

“Sei mai uscita con Ethan?” chiedo, sopprimendo a stento la gelosia.

Lei scuote la testa. “No. Lui è solo un buon amico. Il fratello della mia migliore amica,” replica. Ethan la penserebbe diversamente. Ha una corra per Anastasia. Il modo in cui la guarda mi fa pensare che facevano sesso cinque volte alla settimana e lui non riusciva a placare la sua sete di lei. Ma, naturalmente so che è vero. Solo no voglio che altri uomini sbavino sulla mia donna!

“Come va col la cena?” chiedo mettendo la gamba sul ginocchio molto vicino alle sue, ma senza toccarla. Li sbatte le palpebre. La domanda non viene registrata dalla sua mente; è stroppo distratta dalle mie cure.

“Sto mangiando,” dive assente. Io sorrido. Nei minuti seguenti, è riuscita a finire il suo cibo, e appoggia il coltello sul piatto.

“Fatto,” sorride come un bambino piccolo che ha compiuto qualcosa di monumentale.

“Brava ragazza,” la lodo. Le mie parole sono piene di promesse su quello che otterrà come ricompensa, e si agita sulla sedia.

“Cosa facciamo adesso?” chiede Senza fiato.

“Ora, ce ne andiamo, piccola. Penso che ti tu aspetti qualcosa da me, e io intendo soddisfare tutte le tue aspettative al meglio,” le rispondo, e lei ha quasi le convulsioni sulle sedia.

“Cosa… al meglio…delle tue…a..bil..ità?” dice incapace di formare una frase coerente. Il desiderio trasuda da lei. Mi alzo e le porgo la mano. Lei mi chiede se non dobbiamo aspettare il conto.

“No, da quando sono socio, mi mandano la fattura a casa. Vieni, piccola, dopo di te,” dico sorridendo.

Guardo la mia donna con desiderio oscuro, spogliandola con gli occhi, immaginando tutto quello che le farò tra poco. Non posso aspettare di vedere la sua reazione. Si alza regale, e si mette di fronte a me e fissa il suo vestito, prendendosi il tempo di aggiustarselo. So cosa sta facendo. Mi chino e sussurro, “Non posso aspettare di arrivare a casa per scoparti.” Lei rimane stordita al suo posto. Sulla strada verso gli ascensori, chiedo al maître di far portare fuori l’auto di Anastasia per averla pronta quando saremo scesi. Non ho tempo da perdere; devo soddisfare la mia donna.

Andiamo agli ascensori, e premo il pulsante della chiamata. C’è una coppia di mezz’età in attesa dell’ascensore con noi. Quando uno di questi arriva e si aprono le porte, prendo Anastasia per il gomito, e la porto verso il fondo dell’ascensore. Anastasia guarda gli specchi fumé che ci circondano. Quando io entro, un vecchio uomo d’affari chiamato George Stathakis è lì in piedi con sua moglie e mi riconosce. È un milionario dell’ import-export che si è fatto da se. Sa dove trovare le offerte più basse e le forniture provenienti da tutto il mondo e le vende a grossisti e commercianti di tutto il paese.

“Grey,” mi saluta. Annuisco in risposta. Ci sono altre due coppie di fronte a noi intente a parlare del gossip locale, divulgando più di quanto dovrebbero forse a causa del loro stato di semi-ubriachezza.

Le porte dell’ascensore si chiudono, e mi abbasso fingendo di allacciarmi le scarpe per non destare sospetti su cosa sto per fare. Dopo aver sistemato le scarpe, appoggio discretamente la mano sulla sua caviglia, e Anastasia si spaventa diventando completamente rigida. Lentamente mi rimetto dritto facendo scorrere la mia mano sulla gamba di Anastasia, e quando sono completamente eretto, la mia mano afferra il suo sedere, strizzandolo. Anastasia soffoca velocemente un rantolo. La mia mano libera serpeggia sulla sua parte anteriore mentre la spingo contro la parete dell’ascensore, e la fisso in quella posizione. Il mio dito indice affonda nel suo sesso desideroso, e inizia a muoversi in circolo. La mia testa è sulla sua spalla, e la tengo stretta mentre guardiamo la parte posteriore delle teste degli altri passeggeri. Mentre il mio dito ci da dentro, Anastasia ha difficoltà nel soffocare un altro rantolo. L’ascensore di ferma al cinquantatreesimo piano, e altre persone entrano, e io la stringo in un abbraccio ancora più stretto. Questa è la seconda bravata sessuale più esibizionista che sto facendo con lei. Affondo un altro dito nel suo sesso, e continuo con la mia tortura deliziosa. Le mie dita la trovano bagnata, e il suo sesso eccitato. Mi chino sul suo orecchio, e sussurro solo per lei.

“Sei sempre così eccitata e pronta per me, Miss Steele.” Lei si contorce, e rantola, appena in grado di controllarsi.

“Voglio che tu stia perfettamente ferma, e calma,” le ordino all’orecchio. L’ascensore si ferma al quarantatreesimo piano, e prendiamo altra gente. Ci sono otto persone ignare di quello che le sto facendo. La porto verso l’angolo, e continuo e sprofondare il mio dito fuori e dentro di lei. Posso sentire le labbra del suo sesso gonfiarsi, e lei si scioglie sotto le mie dita. “Silenzio ora,” le lancio un altro avvertimento. Sono così dannatamente eccitato ora! Agli occhi delle altre persone probabilmente sembriamo una giovane coppia innamorata, ignari del mondo, che si scambiano effusioni nell’angolo dell’ascensore. Nessuno si prende la briga di girarsi per prestare attenzione a noi.

Tiro fuori il dito e lo strofino sulla sua protuberanza sensibile, poi riaffondo ancora dentro di lei, aggiungendo un altro dito, sentendola dall’interno. Lei si incurva sul mio abbraccio, ma non voglio che venga adesso. La voglio piena di desiderio per quando saremo a casa.

“Non voglio che tu venga,” ordino con fermezza. “Voglio scoparti fino allo sfinimento dopo.” Il mio braccio libero la tiene su mentre la mano è sul suo ventre premendo per tenere il suo corpo in posizione, e di fatto facilitando l’altra mano ad entrare dentro di lei, per torturarla deliziosamente.

L’ascensore raggiunge finalmente il primo piano, e io tolgo le mie dita dal suo delizioso sesso, baciandole la testa. George Stathakis si volta per rivolgermi un salute gentile, portando fuori sua moglie dall’ascensore. Lei si volta a guardarmi, desiderosa, incompiuta, calda ed eccitata. Rimaniamo solo noi nell’ascensore. “Pronta, piccola?” chiedo mettendo il mio indice e il dito medio che solo qualche minute fa hanno scopato Anastasia in bocca succhiandoli. “Hai un sapore incredibilmente buono Anastasia,” le sussurro.

“Christian, non posso credere che l’ha fatto davvero,” dice quasi cadendo a pezzi.

“Tu non hai idea di quello che posso fare, piccola,” dico uscendo e mettendo una ciocca di capelli dietro il suo orecchio.

“Voglio portarti a casa, ma forse riusciremo ad arrivare solo fino alla macchina,” dico sorridendo portandola fuori dall’ascensore prima che ci porti su ancora.

“Vieni, Miss Steele,” tirandola per la mano.

“Sì, lo voglio, ma tu non me lo permetti,” mormora petulante.

“Miss Steele, come sei maleducata!” la biasimo con finto orrore.

“D’altro canto, non ho mai fatto sesso in macchina,” mormora. Meglio per lei che non l’ha fatto! Mi fermo e mi volto verso di lei, tenendo il suo mento per guardarla negli occhi. “Sono molto felice di sentire questo Miss Steele. Sarei assolutamente sorpreso se avessi fatto sesso in macchinar, per non parlare si folli ebollizioni,” sibilo attraverso i miei denti serrati. Non sa quanto geloso posso diventare. Solo l’idea di lei con qualcun’altro mi fa diventare matto. Lei è mia, e solo mia.

“Christian, non è quello che intendevo, e lo sai!” ribatte.

“Cosa diavolo volevi dire quindi, Ana?” chiedo in tono aspro.

“Era solo un modo di dire per l’amor del cielo!” replica.

“Vuoi dire la famosa espressione, “oh, non ho mai fatto sesso in macchina,” quella? È incredibile come facilmente lo dici Miss Steele,” le lancio un’occhiataccia. Molte persone sono spaventate dalla gelosia, la odiano persino. Ma Sidonie Gabrielle Colette dice che ‘la gelosia non è affatto effimera, ma ci rende umili in prostrazione, a prima vista,’ e il mio amore e desiderio per Anastasia è così grande che persino l’idea di qualcun’altro la possieda come faccio io, che la guardi con gli stessi occhi desiderosi, taglia il mio cuore in mille pezzi, portandomi lentamente alla morte.

“Non stavo neanche pensando a quello che dicevo Christian. Per l’amor del cielo, stavi… facendo quelle cose in un ascensore pieno di persone. Non sono in me in questo momento,” mormora.

“Cosa ti ho fatto esattamente Anastasia?” chiedo volendo che lei mi dica, che mi mostri che io sono quello che la fa eccitare, desiderare, sfrenata, e salace. Voglio che lei mi dica che io sono il suo uomo!

Stringe gli occhi su di me accigliata. “Sai benissimo cos’hai fatto Mr. Grey! Mi hai eccitato con altre otto persone nell’ascensore, e mi ha lasciata arrapata e desiderosa di te. Ora, portami a casa, e scopami!” dice tutto d’un fiato, sorprendendomi. La mia mascella si spalanca. Questo è più di quello che mi aspettavo, e questo mi esalta e mi fa ridere.

“Che romanticona Miss Steele,” dico e la porto fuori dall’edificio verso la sua Saab e il valletto che aspetta.

10 thoughts on “CAPITOLO XX

  1. Come loro stanno traducendo la versione di Emine alla lettera e devo dire molto, molto bene, in tutto saranno 25 capitoli per il libro II.
    Devo dire che l’ho letto in diverse lingue (portoghese, spagnolo e la francese) il POV di Christian scritto da Emine e questa italiana è la più interessante.
    Quindi ragazzi, vi sto seguendo e non vedo l’ora di vedere tutti i libri tradotti, anche il IV libro e quello su Alex Pella.
    Complimenti ancora, il vostro lavoro è magnifico!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


*