CAPITOLO XVIII

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Aspetta un altro giorno…

“Ma Christian, perché non qui?” chiede Anastasia. Come faccio a spiegarle come mi sento quando lei è nella stanza dei giochi? Fuori dalla porta mi fermo e mi volto per guardare Anastasia; il mio viso è sofferente, ancora sopraffatto per quello che è successo questa sera. Ed entrare lì, in quella stanza dove mi si è spezzato il cuore, non è una cosa che posso affrontare stanotte.

Sospiro e incrocio lo sguardo di Anastasia. Scuoto la testa e prendo il suo viso tra le mani.

“Anastasia, non sono pronto per entrare in questa stanza con te … nemmeno se tu lo sei. Quando eravamo lì poco tempo fa tu mi hai lasciato,” dico sospirando. Il pensiero di quella notte, il ricordo ancora vivido di lei che mi lascia e come mi sono sentito subito dopo …

“Non capisci come mi fa sentire?”

Le parole non riescono ad esprimere quello che provo. La preoccupazione e la paura che mi attanagliavano, la disperazione e il dolore immenso per la perdita quando è uscita da questa porta … Chiudo gli occhi per scacciare questa immagine dai miei pensieri. Quando li riapro il dolore è ancora presente. Gesticolando con la mano dico, “Quando te ne sei andata, il mio atteggiamento è cambiato.” Il mio mondo è cambiato.

“La mia visione della vita … della mia vita in particolare, ha cambiato completamente direzione. È stato un cambiamento radicale e di questo ti ho già parlato. Ma c’è qualcosa che non ti ho detto …” dico guardandola preoccupato. L’esasperazione, la confusione e la difficoltà ad esprimere i miei sentimenti mi sopraffanno. Mi passo una mano tra i capelli come per scacciare queste sensazioni.

Alla fine apro la bocca per dare voce a una frase coerente che mi si è formata in testa per esprimere come mi sento. “L’unico paragone che mi viene in mente è quello di un alcolista in recupero, okay? So che l’impulso di fare quello a cui ero abituato è sparito,” dico tutto d’un fiato. Anche se dopo oggi, non voglio tentare l’impulso. Non voglio nemmeno dargli la possibilità di tirar fuori la sua brutta faccia.

“Quello che sto cercando di dirti è che non voglio rischiare di cadere in tentazione … in questa stanza,” dico indicando la stanza dei giochi col pollice. “Non voglio nemmeno farti del male, Ana.” E questa è la pura verità. Non importa quanto mi possa arrabbiare con lei, non voglio farle del male. Non lo sopporto! Mi sento già molto in colpa per aver fatto quello che ho fatto. Non posso cancellarlo. Ma non devo ripetere l’esperienza o lasciare che riaffiori.

Lei sembra preoccupata. Forse preoccupata che molte altre cose che potevamo fare spariscano insieme alle punizioni, ma non è vero. Quello che sparirà è solo la punizione. Ferire lei significherebbe ferire me stesso.

“Ana, non posso sopportare di farti del male, perché ti amo,” confesso guardandole il viso, desiderando che mi capisca. La semplice verità è che lei è la mia vita. È radicata nella mia anima.

Anastasia mi sorprende gettandosi contro di me e io devo lasciar cadere la barra divaricatrice sulle scale in tempo per prenderla tra le mie braccia. La forza del sue peso mi spinge contro il muro e le sue mani raggiungono il mio viso e lo catturano. Tira il mio viso verso il basso e fonde le sue labbra con le mie infilando la lingua nella mia bocca. Spinge il suo corpo contro il mio, le sue mani percorrono i miei capelli, spingendomi e stringendomi, mentre le sue labbra succhiano la mia lingua. Che cazzo! La mia libidine cresce rapidamente e sono pronto per scoparla qui, adesso! Aaah! Non voglio che Taylor o Mrs. Jones la vedano accidentalmente. Gemo e la allontano leggermente da me. Ancora un secondo così e perderei il mio autocontrollo; il mio respiro è ansante come se avessi corso una maratona. Anche se l’unica maratona a cui vorrei partecipare ora è salire sopra di lei!

“Anastasia, se continui così ti scoperò sulle scale, che tu lo voglia o no!” dico con uno sguardo cupo.

“Sì!” sussurra con una sguardo voglioso che dice “prendimi adesso”. Per un attimo sono indeciso; voglio prenderla proprio qui, accada quel che accada, non m’importa di chi ci possa vedere! Ma il pensiero geloso che qualcuno possa vederla in quella situazione, nel pieno della passione, mi fa ribollire il sangue. È per me e solo per me! Col cazzo! Il desiderio è ancora immenso e l’avrò, ma non sulle scale.

“No. Non ti scoperò qui! Ti porterò nel mio letto,” dico e senza aspettare un altro secondo la sollevo dal pavimento e la trasporto sulle mie spalle, come un uomo di Neanderthal che porta sua moglie. Lei caccia uno strillo che le fa guadagnare un bacio forte sul suo adorabile fondoschiena facendo attenuare la rabbia che prima avevo verso di lei. Scendo le scale e mi chino per raccogliere la barra divaricatrice dal pavimento dov’è finita quando l’ho fatta cadere, ansioso di provarla su di lei.

Riesco a malapena ad arrivare nella mia camera da letto abbastanza velocemente. Dopo tutto quello che è successo questa sera, e grazie a Dio non le è stato fatto del male, mi sento immediatamente sollevato e appoggio Anastasia facendo cadere la barra divaricatrice sul letto. Ancora concentrata su quello che mi ha fatto preoccupare nella stanza dei giochi, Anastasia sussurra:

“Non credo che mi farai del male Christian.”

“Io non ti farò del male,” dico con passione appena arrivo a fatica in camera mia salendo dalle scale. Prendo subito il suo viso tra le mie mani e la bacio forte, disperatamente, con passione e intensità. Il desiderio di averla, toccarla e fare l’amore con lei è insopportabile. Dopo una giornata di merda come questa, tutto quello che voglio è perdermi in lei.

“Ti voglio … disperatamente,” sussurro contro la sua bocca tra un bacio e l’altro, ansimando forte. Ma non voglio forzarla. La preoccupazione per quello che è successo oggi e quello che potrebbe provare mi trattiene: deve essere una sua decisione. “Anastasia,” dico e lei mi guarda. “Sei assolutamente sicura di volerlo fare, piccola?” chiedo. “Anche dopo quello che è successo oggi?”

Un “Sì” deciso è la sua risposta. “Ti voglio e ti voglio ora. Voglio spogliarti Christian,” dice disperata.

L a preoccupazione mi coglie ancora. Spogliare implica toccare. Normalmente avrei avuto più controllo … Ma stanotte, dopo tutto quello che è successo, sono ancora agitato e mi sforzo di mantenere il controllo. Ma questa è Ana. Lo farò per lei. Io faccio quasi tutto per lei.

“Okay,” acconsento. I demoni della paura si svegliano nella mia mente con le loro facce ringhiose. Mentre le dita di Anastasia raggiungono lentamente il secondo bottone della mia camicia, il demone che vive negli angoli più bui della mia anima, con i suoi occhi luccicanti e il volto sconosciuto, conficca il suo forcone della paura nel mio cuore e io devo fare un respiro profondo. Non posso lasciare vincere la paura. Non posso permetterle di avere la meglio su di me, su quello che abbiamo.

Anastasia ritrae la sua mano lentamente tenendola a mezz’aria indecisa, incapace o riluttante a toccarmi. “Se non vuoi che ti tocchi, non ti toccherò Christian,” sussurra piano. Se non le permetto di toccarmi adesso lascerò vincere la mia paura; la paura con l’oscuro volto di un demone lampeggia vittoriosa nella mia mente. Non posso permettere che le nostre conquiste passate si perdano a causa di questa paura … La verità è che voglio che lei mi tocchi. Voglio disperatamente questa connessione, ne ho bisogno. La desidero. Ma questa fottuta paura mostra sempre la sua brutta faccia. La speranza di un “noi” è l’unica cosa che mi sostiene qui. La speranza è più forte della paura. Noi … Anastasia e io … Noi. Nessuna paura … Nessuna paura … Nessuna paura … Ripeto nella mia mente e le rispondo immediatamente.

“No! Fallo. Io sto bene. Benissimo … Va bene,” borbotto in rapida successione. Deglutisco a fatica, cercando di far passare un macigno attraverso l’esofago, come se questo fosse possibile.

Primo passo. Respiro veloce. Inspiro. Espiro. Lei slaccia il secondo bottone. Un altro passo … Un passo alla volta. Inspiro, espiro. I miei occhi sono fissi su di lei. Formo una piccola ‘o’ con le labbra per espirare. Un altro passo … Un bottone in più. Dopo aver slacciato il terzo bottone, lei guarda in su e poi soffia leggera sui peli del mio petto. È sensuale e spaventoso allo stesso tempo.

“Voglio baciarti qui,” dice soffiando ancora delicata sui peli esposti del mio petto, in modo che mi sia chiaro dove voglia baciarmi.

“Baciarmi?” chiedo in tono stressato. Il mio cuore palpita, il demone colpisce con il suo forcone, i rebbi affondano in profondità, scavando nel mio cuore dolorosamente! È solo Ana … È solo Ana … È solo il mio amore.

“Sì,” mormoro in approvazione.

Mi agito. La paura si diffonde nel mio cuore come i rebbi del forcone del diavolo e mi fanno annaspare. Lei si china centimetro dopo centimetro. Le sue intenzioni sono chiare. La mia reazione iniziale sarebbe saltare indietro, correre via e allontanarla da me. Questa è Ana … Questa è Ana … Questa è Ana! Ricordo a me stesso. Si china e finalmente mi stampa sui peli del petto un bacio dolce e delicato come il tocco di una farfalla, mentre trattengo il fiato e rimango immobile. Alla fine slaccia l’ultimo bottone e mi guarda vittoriosa. Ero … spaventato. Ma è stato bello. Bello persino avere le sue labbra sul mio petto. Spaventoso, certo. Ma bellissimo. Che cosa mi sta facendo? Che stregoneria è mai questa? Oh, Ana … Quello che mi fai, come mi cambi. Lei è il mio angelo … la mia salvatrice dai miei demoni personali. Il mio di più …

“È un po’ più facile, vero?” chiede in un sussurro. Annuisco, completamente affascinato da quello che sta facendo. È una sfida semplice, innocente, ma anche sensuale e molto sexy. Sono sbalordito di lei. Sbalordito di noi! In quanto individui siamo insignificanti. Ma insieme siamo ‘noi’. E questo è semplicemente magnifico. Come è riuscita a cambiarmi tanto da permetterle di toccarmi. Un brivido mi percorre.

“Che cosa mi fai, Ana? Come mi hai cambiato? Qualsiasi cosa tu stia facendo, qualunque cosa sia, per favore non fermarti,” mormoro assolutamente stupefatto, completamente innamorato e avvolto nella sua magia. Sono innamorato di quello che lei è, di chi è, di quello che mi fa. Assolutamente ammaliato! Non riesco a pensare ad altro se non a lei, soprattutto in questo momento. I pochi centimetri che ci separano sono una distanza troppo grande e l’attiro immediatamente al sicuro tra lei mie braccia, tenendola stretta, inspirando il suo profumo. Il mio naso si sposta sui suoi occhi, sul suo naso e alla fine le mie labbra incontrano le sue e il desiderio mi attraversa, prendendo il sopravvento sul mio corpo. Catturo i suoi capelli con entrambe le mani e, mentre l’attiro a me quasi con forza, la sua testa si solleva, le labbra si schiudono con desiderio, invitanti e accessibili.

Chi sono io per non accontentarla? Affondo la mia testa e inizio a far correre le mie labbra sul suo viso, provocandola, fermandomi solo sulle sue labbra per pochi secondi, poi le mordicchio la mandibola facendola impazzire e la sua reazione mi rende eccitato e bisognoso, pronto a saltare fuori dalla mia pelle per averla. Gemo forte e questo provoca qualcosa in Ana. Noi due ci nutriamo delle reazioni dell’altro e ci perdiamo in esse. Le mani di Anastasia sono sui miei fianchi e cercano di slacciare il bottone e abbassare la zip, in un’eccitazione incalzante, e lei è troppo eccitata per tenere le mani ferme, ma riesce nell’impresa.

Un gemito mi sfugge dalle labbra mentre la mia erezione cerca di uscire dai miei pantaloni e dai miei boxer. “Oh, piccola,” gemo con desiderio mentre la bacio. Le mani di Anastasia s’infilano nei miei pantaloni facendomi ansimare per la piacevole sorpresa. Afferra i miei fianchi e mi strappa di dosso i pantaloni slacciati e le mutande con forza, liberandomi. Si lascia cadere sulle ginocchia e me lo prende in bocca!

“Oh, Ana!”

Sono totalmente scioccato e spalanco la bocca per il modo in cui prende il controllo e mi conduce nella piacevole prigionia della sua bocca. Mi avvolge completamente e inizia a succhiare … forte; sono eccitato, voglioso e anche affascinato dalle sue labbra sulla mia virilità. Sono immerso in un piacere carnale paradisiaco … Oh, che cosa potrei farti, Miss Steele! Posso ricambiare … Aaah! Gemo. Lei succhia. E succhia senza sosta. E intanto io la guardo, mentre i nostri corpi si uniscono e si separano. Che esperienza! Spinge in profondità e per un attimo la sua bocca mi avvolge completamente. Quando si ritira mi sfiora coi denti mentre la sua lingua mi accarezza. I miei occhi si rivoltano all’indietro per il piacere assoluto.

“Cazzo, Ana!” sibilo tra i denti riuscendo a malapena a trattenermi; le prendo la testa e rispondo alle sue spinte coi miei fianchi, perdendomi nella profondità della sua bocca. Non so nemmeno chi sta scopando chi … Voglio solo metterla al suo posto ed essere io quello che ha il controllo. Non voglio venire adesso. Cerco di spingerla indietro per poterla prendere io, ma lei mi afferra il sedere con le mani e mi tiene saldamente mentre continua a succhiare.

“Ana, per favore … Se non ti fermi adesso, verrò!” gemo. Voglio venirle in bocca adesso? Sono perso, incapace di pensare lucidamente. Voglio mettermi sopra di lei, dentro di lei, ma non riesco … Sono perso … Sono troppo vicino. Vortica con la lingua sulla mia cappella e questa è l’ultima goccia: vengo nella sua bocca gridando il suo nome e l’orgasmo mi attraversa come onde che si infrangono su tutto il mio corpo. Prende e ingoia tutto quello che ho da darle. Quando i tremiti si placano riesco ad aprire gli occhi e la guardo. Lei mi sorride mentre si lecca le labbra. Oh piccola! Quindi questo è il tuo gioco! Le sorrido lascivo, mi chino e l’aiuto a rimettersi in piedi. Le mie labbra coprono immediatamente le sue e realizzo che il mio odore, il mio sapore e il mio seme sono su lei. Ho marcato il territorio su di lei; o meglio, lei si è marcata con me. Questo è terribilmente sexy!

“Posso assaggiarmi nella tua bocca e, piccola, questo ti dà un sapore migliore,” sussurro lascivo nelle su labbra tra i miei baci. Questo è quello che posso sopportare senza andare in combustione. Le tolgo la maglietta e la getto con noncuranza nell’angola della stanza. Afferro la mia donna e la sbatto sul letto. È sdraiata sulla schiena, nuda dalla vita in su. Mi chino per spogliarla completamente, le sollevo le gambe e le sfilo i pantaloni della tuta. Sì! Lei è proprio un bel pacchetto. Nuda, innocente, ma vogliosa. Non c’è niente di più sexy o eccitante di una donna innamorata di te che ti vuole e che ti aspetta e il sentimento è reciproco! Le paleso le mie intenzioni. Lei è più che eccitata. Solleva leggermente la testa appoggiandosi sui gomiti e dice “Sei un uomo bellissimo Christian e il tuo sapore è delizioso,” facendomi ridere.

Piccola, non hai la minima idea di come ricambierò il tuo assalto amoroso … Sto pensando di ricambiare in natura, ma a modo mio, nel mio stile. Prendo la barra divaricatrice e lego prima la sua caviglia sinistra, assicurandomi che non sia troppo stretta o scomoda. Tra la cavigliera e il suo piede c’è lo spazio sufficiente per infilare un dito. Il mio sguardo non lascia il suo e vedo dai suoi occhi che sta studiando la mia abilità con la barra divaricatrice. Le rivolgo un sorriso malizioso in risposta.

“Sono ansioso di assaggiarti ancora Miss Steele. Perché mi ricordo che eri una prelibatezza eccezionale e squisita, piccola,” dico mentre i nostri sguardi restano intrecciati. Prendo l’altra sua caviglia e la lego con la stessa esperienza. Le sue gambe al momento sono divaricate a una distanza di mezzo metro, ma le cose possono essere aggiustate.

“Sai Anastasia, una delle cose migliore di questa barra divaricatrice è che si può allungare,” dico mentre allungo la barra dalle giunture, divaricandole le gambe di un metro. Anastasia rimane a bocca aperta per l’estensione delle sue gambe e cerca di flettere i piedi. Si arrende incapace di avvicinarli. Il suo sesso fiorisce come una rosa invitante. Il suo respiro aumenta; è implacabile, vuole che continui, ma mi prenderò il mio tempo. Adesso è il mio turno, piccola!

“O piccola, ci divertiremo molto con questa,” dico mentre tengo la barra; e, con una semplice rotazione, metto Anastasia sulla pancia efficacemente, con facilità. È un bel giocattolo; mi conferisce molto controllo, cosa che ovviamente amo. Sento l’eccitazione e l’amore che palpitano in lei.

“Vedi cosa posso fare con questo piccolo strumento?” mormoro sensuale. La faccio girare ancora e lei si trova di nuovo sdraiata sulla schiena. Anastasia è senza fiato e sorpresa da quanto controllo mi dà questo semplice strumento. E anche se non posso sculacciare Anastasia per punirla, posso fare molte cose col sesso; e poi so come trasformarlo in uno strumento di piacere e di dolore. Tengo le manette disegnate per i suoi polsi e le dico che posso mettergliele oppure no, dipende se si comporta bene.

“Comportarmi bene? Mi comporto sempre bene. Quando mi sono comportata diversamente?” protesta. Ha una memoria così corta quando si tratta delle sue infrazioni.

“Mi vengono in mente alcune infrazioni,” dico piano, mentre faccio scorrere le dita sulla pianta e sul dorso dei suoi piedi. La sensazione che il mio tocco provoca raggiunge direttamente il suo inguine. Si dimena per liberarsi ma, ovviamente, adesso il controllo ce l’ho io.

“Non hai usato il tuo Blackberry, quella è un’infrazione,” dico ritornando su uno dei tasti dolenti che abbiamo affrontato prima. Lei realizza che potrebbe essere giunto il momento della punizione e ansima.

“Cos’hai intenzione di fare a riguardo?” chiede mentre il suo respiro accelera.

“Piccola, non rivelo mai i miei piani,” dico sorridendo. Finalmente la possibilità di ottenere quel che voglio mi accende gli occhi. Velocemente mi spoglio degli ultimi vestiti rimasti, e sono tra le sue gambe, già inginocchiato. Lei è completamente esposta, nuda, sexy da morire, e tutta a portata di mano. I miei occhi non lasciano mai i suoi, e lei si agita per la prospettiva; è curiosa e in attesa. L’aspettativa è l’anticipo per del grande sesso. Accade tutto nella mente. Voglio che lei pensi alle possibilità, a ciò che potrei farle … Cosa immaginerebbe?

“E’ tutto basato sull’attesa, Ana. Pensa a cosa farò, cosa posso farti … Immagina,” dico dolcemente; le mie parole la accarezzano, la sfiorano, fanno sì che mi voglia, mi desideri, e si connetta con me ad un livello più alto del grezzo sesso. So che sta funzionando con lei perché sta già gemendo, ed è ciò che mi dà il via. Le mie dita iniziano a fare il loro dovere, eccitandola senza sosta, muovendo, accarezzando, toccando le sue gambe e il retro delle ginocchia, dove sono sensibili, e l’eccitazione è quasi istantanea per lei. Prova a chiudere istintivamente le gambe, ma non la faccio muovere, ovviamente. Voglio fare di più e spingerla fino al suo limite, ottenere quel che voglio, reclamarla, riprendere il controllo, ma solo con il suo permesso. Lei viene per prima. Glielo ricordo. “Piccola, voglio tu ricordi che se c’è qualcosa che non ti piace, per favore dimmi di fermarmi, e io lo farò,” mormoro mentre continuo il mio dolce assalto.

E’ troppo persa ad immaginare per rifiutare. Lentamente vado più in alto, e inizio a baciare dolcemente la sua pancia, e intorno al suo ombelico. Con lentezza bacio, succhio e mordicchio mentre le mie mani sono salde sulle sue gambe e continuano nel loro dovere salendo sempre più su, fino all’interno coscia, con dolci tocchi; provocandola, stuzzicandola, facendole volere di più e implorare per un completamento.

“Christian!” implora, “ti prego, oh, ti prego,” geme pregando.

“Oh, Anastasia … Ti sto solo restituendo il favore per il tuo assalto amoroso a mie spese. Sai essere senza pietà quando si tratta di ciò che vuoi fare, piccola,” mormoro dolcemente tra i baci. Lei non protesta più, si lascia semplicemente andare ai piaceri che sto per farle provare, mentre le sue mani afferrano le lenzuola. La mia bocca scende lungo la linea della sua pancia e dell’osso pubico, e soffio delicatamente mentre la stuzzico su ciò che sta per accadere. Le mie dita si fanno strada verso l’apice e dentro il suo sesso rigoglioso, e inaspettatamente alza i fianchi per venire incontro alle mie dita. La sua reazione mi rende ancora più desideroso di lei, facendomi gemere, e affondo le dita nel profondo creando dei piccoli cerchi, e lei è calda e bagnata per me. “Piccola, non smetti mai di stupirmi. Sempre così bagnata per me,” dico e con questo, affondo la testa nel suo sesso.

La mia lingua trova il suo clitoride, rosa e saporito, e mentre le mie dita continuano la loro esplorazione dentro di lei, la mia lingua lentamente e tortuosamente compiace l’esterno del suo bocciolo. Dato che le sue gambe sono spalancate, non ha altra scelta se non assorbire tutto il piacere. Inarca la schiena per diffondere l’intensità delle sensazioni, ma incapace di essere soddisfatta.

“Christian!” urla. So che sta raggiungendo i suoi limiti di gestione dell’intensità dell’approccio all’orgasmo.

“Lo so, piccola, lo so,” dico provando pietà per lei, e alleggerendo i miei assalti, e dolcemente e lentamente soffio sulla cima del suo sesso esposto, mandandole brividi lungo la schiena.

“Argh! Ti prego, adesso!” mi implora per il completamento.

“Di’ il mio nome!” le ordino. Ho bisogno che lei riconosca, e accetti chi la sta dominando in questo momento. Chi è il suo uomo? Voglio sentirlo da lei! Voglio possederla corpo e anima, proprio come lei possiede me …

“Christian!” grida con voce stridula, vogliosa. Il suo corpo risponde a me prima che possa farlo la sua mente, e adoro questo di lei. Il mio nome sulle sue labbra è come una magica litania che mi attira a lei, invitandomi. E’ una supplica di abbandono. Non c’è niente di più sexy del mio nome sulle sue labbra adesso!

“Dillo di nuovo!” dico con voce rauca.

“Christian! Christian! Christian! Christian Grey!” urla, dichiarando che io la posseggo! Sono il suo uomo! Solo io; nessun’altro!

“Tu.Sei.Mia!” ringhio con un suono profondo e gutturale, grezzo ed emotivo, dopo tutta la merda che abbiamo affrontato stasera! E un giro e un affondo della mia lingua nel suo sesso la spinge nel suo orgasmo con forti fremiti, che la attraversano ripetutamente senza alcun modo per disperderli, o assorbirli, perché è a gambe spalancate. E mentre sta ancora tremando con i resti del piacere, la giro sulla pancia.

Non l’abbiamo mai provato prima , ma voglio vedere se può gestirlo. “Questo è nuovo, piccola, e voglio provarlo con te. Se non ti piace affatto, o se non ti senti a tuo agio, dimmelo, e ci fermeremo immediatamente.” Poi le dico di tenere la testa e il busto sul letto. Prendo le sue mani e lego ognuna alla barra vicino alle sue caviglie. E’ una posizione imbarazzante e vulnerabile, ma sexy ed incredibilmente gloriosa. Il suo culo è in aria, invitante, e lei è incredibilmente bella. Passo le mie dita lungo tutta la sua schiena, e quando arrivo al suo culo, le dichiaro che voglio reclamarlo, anche quello. Infatti, voglio tutto di lei, quando sarà pronta. Le mie dita la esplorano gentilmente, e lei ansima.

“Non lo rivendicherò oggi, piccola. Ma un giorno, ti voglio in ogni maniera possibile. Voglio … Ho bisogno di possedere ogni centimetro di te. Sei tutta mia, piccola,” dico con fervore. Lei è solo mia. Il desiderio, e le invitanti pieghe del suo sesso, e i suoi gemiti, sono come il richiamo di una sirena, che mi trascinano dentro, e mi ritrovo col mio cazzo che preme dentro di lei. Dato che è completamente aperta, spalancata, il suo sesso assorbe tutta la mia considerevole lunghezza, tutta allo stesso tempo, facendole urlare, “piano! Argh! Piano!” ringhia. E mi fermo. E’ troppo dura per lei?

“Stai bene?” le chiedo, provando a valutare la sua reazione.

“Vacci piano all’inizio … ho bisogno di abituarmi,” dice. Sono deliziato che lei stia comunicando i suoi bisogni, le sue voglie e i suoi limiti con me. Lentamente esco da lei, gentilmente e con il minimo impatto, e lentamente e gentilmente riempio e tendo il suo sesso. Quando esco da lei ancora una volta, roteo i fianchi mentre entro ancora in lei e la sento diventare più morbida, più larga per accogliere il mio cazzo, darmi il benvenuto nel suo sesso.

“Va bene, sto bene. Ora mi sono abituata,” mormora, e il mio ritmo aumenta con la sua dichiarazione. Le tengo i fianchi con entrambe le mani, e inizio a muovermi, muovermi davvero dentro di lei. Geme per l’intensità della sensazione che sta provando, incapace di chiudere le gambe, ma muove i suoi fianchi indietro per andare incontro al mio cazzo, aumentando l’incredibile desiderio dentro di me, ancora di più. Le mie mani strizzano le sue natiche, e la guido verso di me.

Spingo ancora e ancora dentro di lei con ritmo misurato, e con ogni spinta affermo la mia proprietà su Anastasia; una rivendicazione che dice che lei è mia, e solo mia. Il mio ritmo si velocizza quando sento, attraverso i muscoli nel suo sesso che iniziano a contrarsi, che Anastasia sta per arrivare all’apice e con un ritmo sostenuto spingo dentro di lei varie volte con forti stoccate e Anastasia viene sonoramente con il mio nome sulle sue labbra, e il suo piacere è abbastanza per spingermi al mio apice. Vengo con un urlo netto di estasi che vibra dentro di me, scuotendomi nel profondo e dando la scarica ad Anastasia attraverso il nostro collegamento. Mentre le ondate di orgasmo si fermano lentamente, urlo il suo nome ancora una volta, “Ana, piccola!” Sazio e soddisfatto, collasso vicino a lei.

Apro le manette e le cinghie che legano Anastasia alla barra divaricatrice, liberandola, e velocemente la tiro tra le mie braccia, pronto a stringerla nel mio abbraccio. Stanca, e spossata, Anastasia cade in un sonno profondo tra le mie braccia. La guardo dormire. La preoccupazione di come avrei potuto perderla negli ultimi due giorni è un peso su di me. Il destino, sento che la segue … O forse segue me attraverso lei. Ma, non voglio lasciare che i miei demoni facciano di nuovo capolino quando lei è proprio qui, nella protezione delle mie braccia. Il suo viso è luccicante di sudore per il nostro fare l’amore, e i suoi capelli ricadono liberi intorno alla sua faccia. Gentilmente li spingo via, e guardo la sua innocenza nel sonno, e il suo respiro tranquillo. E’ adorabile; in realtà sembra un angelo. Come se l’avesse mandata il paradiso, apposta per me. Per quest’uomo indegno.

Quello che Hyde ha detto mi torna in mente facendomi irritare … “Se non avessi avuto più soldi di me, sarei io a scoparmela adesso! Invece io sono quello che si mantiene le palle che lei ha preso a calci!” Anastasia mi ama. Lei sta con me per amore! Anche se non lo merito. Lei ama me! E’ difficile farmi entrare in testa questo concetto. Ma anche io la amo, con tutta l’intensità del mio cuore. Dovrebbe contare qualcosa. Lei è il mio cuore, la mia anima, la mia vita; il mio primo e il mio ultimo pensiero della giornata. Lei è tutto per me. Eccola qui, tra le mie braccia. Bellissima, innocente, una manna dal cielo. Non sono giusto, per niente; non sono fatto per lei, ma, cazzo! La amo, la voglio, e sono un uomo egoista. Voglio che sia per sempre nella mia vita. Se lei si fosse negata – se mi avesse negato di stare con me, so che mi avrebbe rovinato. Quando ho quasi ucciso quello stronzo oggi, tutto ciò a cui riuscivo a pensare era come avesse provato ad averla, toccarla, rivendicarla come sua. Mi ha fatto andare fuori di testa … La rabbia che ho sentito era oltre qualsiasi cosa avessi mai sentito. Lo avrei ucciso se fosse riuscito a stuprarla, o a rivendicarla in qualsiasi modo.

In fondo al mio inconscio, anche se lo avevo scacciato, se fossi andato via anche solo per poco per aver ucciso quello stronzo, il pensiero di qualcun altro che l’avrebbe avuta, mi ha bruciato l’anima. Mi ha fermato, penso. Lei è fatta solo per me, e io per lei.

Anastasia potrà essere una ragazza ordinaria per qualcun altro. Ma non per me. Quello che ho provato per lei dall’inizio, ora mi rendo conto che è ciò che ho provato a negare. La amo a tal punto da distrarmi; lei è tutto ciò di cui ho bisogno, e che voglio. Senza di lei mi sento come se fossi risucchiata in un abisso oscuro in cui non riesco a ritrovarmi, e con lei, è il suo amore a portarmi alla follia. Ero innamorato di lei prima di aver abbastanza senno da riconoscerlo. La amo pazzamente. Diventerei pazzo a tal punto da uccidere per proteggerla. Ed ora eccola qui … al sicuro tra le mie braccia. Mia. Si muove e si gira tra le mie braccia svegliandosi e distogliendomi dai miei pensieri. I suoi occhi assonnati sbattono qualche volta, ancora troppo stanca e appena capace di tenerli aperti. Quando i suoi occhioni azzurri incontrano i miei da sotto le sue ciglia, sorride, prova a muoversi tra le mie braccia, ma riesco a vedere che si sente ancora come se non avesse un osso in corpo, completamente esaurita.

“Potrei guardarti dormire così per sempre, piccola,” sussurro, per paura di svegliarla del tutto, e la bacio delicatamente. “Non vorrei mai lasciarti andare,” dico riflettendo quello che ho provato, e avvolgo le braccia intorno a lei ancora più forte. La verità è che non posso lasciarla andare. Ha detto che non può vivere senza di me. E io? Non posso vivere senza di lei. Come si può senza vita, senza anima?

Lei mormora assonnata … “Non lasciarmi mai andare. Perché non vorrei mai andare via,” sussurra prima che il sonno la richiami di nuovo.

“Ho bisogno di te, Ana,” più di quanto tu sappia.

Sussurro al suo orecchio, mentre lei è già profondamente addormentata …

“Ti amo senza sapere come, o quando, o da dove. Semplicemente ti amo, senza problemi o orgoglio: ti amo in questo modo perché non conosco altro modo per amare, in questo non c’è alcun io o tu, così intimo che la tua mano sul mio petto è la mia mano, così intimo che quando io mi addormento i tuoi occhi si chiudono.” Le cito il sonetto di Pablo Neruda. Questo sono io … tutto di me; buono e cattivo, incasinato e immaturo, amoroso e geloso al punto di provare rabbia omicida a volte. Ma sono completamente e irrevocabilmente innamorato di lei, e provo ad esserne degno. Provo a stabilire un obiettivo, fisso un punto al quale mi piacerebbe arrivare, come ha detto il Dr. Flynn. Quel punto include lei; il mio posto ideale è dove lei esiste, anche se mi fa andare ai matti per la maggior parte del tempo, e mi fa andare fuori di testa quando non mi ascolta, e quasi costantemente mi disobbedisce, a volte incredibilmente indipendente – a tal punto che mi fa tirare i capelli e mi fa impazzire! Ma lei mi ama. Me! E io lei. Tutto di lei è rinfrescante, nuovo, e accattivante. Ha accalappiato la mia anima. Il pensiero mi fa sorridere, e anche io mi addormento, stringendo la donna che amo.

*****

Il vantaggio di svegliarmi accanto ad Ana è che è subito accessibile. La mia mente e il mio corpo sono costantemente concentrati su di lei. Mi sveglio con i primi raggi di sole che cadono sulla città di Seattle facendosi strada fin dentro la mia camera da letto. Mi ritrovo ad annusare il suo collo, baciandola e pizzicandola sensualmente. Questo è il mio richiamo per farla svegliare. I suoi occhi si aprono.

“Buongiorno, piccola,” sussurro mentre continuo a succhiare e pizzicare il suo lobo. Le mie dita trovano il suo corpo nudo, e mentre le mie mani lentamente arrivano al suo seno, continuo con i miei tocchi da maestro sulla sua mascella e le sue labbra. Il mio cazzo si sta tendendo in una corda dura spingendo contro i suoi fianchi.

“Sembri felice di vedermi, Mr. Grey,” mormora sonnecchiando, mentre spinga i suoi fianchi contro di me, e li rotea in un gesto esigente. Oh, piccola, il mio scopo è il piacere. Adoro quando lei è vicino a me, nel mio letto, ogni notte. Non solo perché voglio stare dentro di lei tutto il tempo, voglio anche che lei mi voglia. Prendimi, amami, scopami, approfitta di me eccessivamente! Sono tutto suo e lei è mia.

“Sì, sono felice di vederti. Trovo sempre più vantaggi nello svegliarmi accanto a te, Anastasia,” dico mentre la tiro e la metto sulla schiena così posso avere pieno accesso al suo corpo. “Hai dormito bene, piccola?” chiedo, incapace di evitare di sorriderle mentre le mie dita lentamente e sensualmente continuano a stuzzicarla mentre proseguono nel loro viaggio verso il basso, verso il suo sesso. Già impaziente di accettare le mie dita, lei alza i fianchi e due delle mie dita entrano tra le pieghe del suo sesso. Le mie labbra trovano le sue e inizio a baciarla lentamente, sensualmente; spostandomi in basso sul suo collo, la mia lingua accarezza, le mie labbra succhiano, e pizzicano, mi faccio strada fino ai suoi monti. Geme per ogni tocco, così ricettiva, così pronta, siamo fatti l’uno per l’altra! Con disinvoltura infilo un dito dentro di lei trovandola così bagnata, così eccitata, gemo. “Oh, piccola, sei sempre così pronta per me,” sussurro con voce roca per poi infilare un altro dito dentro di lei, lentamente e ritmicamente li giro dentro di lei. Mentre le mie dita la esplorano e conquistano da dentro, le mie labbra continuano nel loro viaggio personale, baciando e succhiando, raggiungendo il suo seno. Le mie labbra raggiungono e succhiano uno dei suoi capezzoli, facendoci girare intorno la lingua, e leggermente pizzicando e mordicchiando con i denti, facendola gemere. Poi mi sposto all’altro seno, lo stuzzico e lo tormento con i miei dolci movimenti. Lei si muove sotto di me, gemendo e lamentandosi. La sua risposta, il modo in cui il suo corpo è perfetto sotto le mie mani, le mie labbra, e il mio cazzo, e il modo in cui i nostri corpi rispondono uno all’altro, è magnifico. Il desiderio mi attraversa sempre quando lei è con me, o anche quando penso a lei. A quanto pare sono sempre duro per lei! Ma quando è sotto di me, sotto il mio controllo, quando il suo corpo si sottomette volontariamente a me, ai miei desideri, sono incapace di non volerla nel peggiore dei modi. Voglio vivere dentro di lei la maggior parte del tempo.

“Ti voglio adesso!” ringhio e mi allungo a prendere un preservativo dal comodino. Mi muovo per posizionarmi perfettamente su di lei, e tra le sue gambe. Mentre metto le mie ginocchia tra le sue, sposto le sue gambe allargandole ancora di più con le mie. Quando apro la confezione del preservativo, lo guardo con sdegno.

“Non vedo l’ora che arrivi sabato sabato,” dico licenziosamente.

“La tua festa di compleanno?” chiede in un sospiro. Scuoto la testa.

“No. Sabato è il giorno in cui potrò smettere di usare questi fottuti cosi,” dico mostrandole il preservativo.

“Nome molto adatto,” dice ridacchiando. Ridacchiare? Tiro la punta, e srotolo il preservativo sulla mia erezione mentre Anastasia mi guarda con occhi affamati. “Miss Steele, questo non è il momento di ridacchiare,” dico richiamandola con uno sguardo severo; anche se ho una passione feroce che arde nei miei occhi.

“Ma pensavo che ti piacesse sentirmi ridacchiare,” dice lei in un sussurro, il suo sguardo appassionato incatenato al mio.

“Questo non è il momento ne il luogo per ridacchiare, piccola. Penso che dovremmo fermare tutto questo, e so esattamente come,” dico, spingo le sue ginocchia in alto, e guido la mia lunghezza tra le labbra del suo sesso. La mia bocca scende sul suo capezzolo, lo prendo tra le labbra con forte e profonda attrazione. Le risatine di Anastasia si placano, e vengono sostituite dai suoi lamenti. Oh sì… proprio la reazione che stavo aspettando. I miei fianchi iniziano a muoversi senza sosta, girando, e affondando con piacere subdolo. Anastasia avvolge le gambe intorno a me, i suoi piedi sulle mie natiche; i suoi talloni affondano dentro di me. Io gemo di piacere. Guido ogni centimetro di me dentro di lei ripetutamente per mostrarle a chi appartiene. “Tu sei mia Anastasia!” gemo.

“Sì… tua…” dice con voce roca, e appena riconoscibile.

Metto le mie mani sotto le sue natiche, e spingo i suoi fianchi verso di me mentre velocizzo le spinte. I muscoli di Anastasia iniziano a contrarsi, e viene ad alta voce con il mio nome sulle labbra, ed io verso in lei tutto quello che ho, perdendomi, l’orgasmo rotola tra di noi in forti onde, diffondendosi, e conquistando i nostri corpi. Crollo su Anastasia, facendola affondare nel materasso, le mie labbra ancora attaccate alle sue.

******

Ci facciamo la doccia e ci vestiamo per la giornata lavorativa; nessuno dei due è capace di tenere le mani lontano dall’altro. Ci dirigiamo verso la cucina per fare colazione e ci sediamo al bancone. Mrs. Jones è già occupata in cucina a preparare la mia omelette.

Chiede ad Anastasia cosa vorrebbe mangiare, mentre si siede da sola sullo sgabello.

“Vorrei solo un po’ di muesli, Mrs. Jones, grazie,” dice arrossendo.

Anastasia indossa una gonna grigia e una camicetta di seta dello stesso colore. “Sei stupenda,” sussurro, facendola arrossire ancora di più. Lei alza gli occhi verso di me con sguardo riconoscente, guardando la mia camicia azzurra e i jeans, e dice, “Anche tu, Mr. Grey.”

È davvero eccitante con quella gonna che la fascia nei punti giusti. È molto elegante. Io ho questo desiderio di prendermi cura di lei. Non so cosa sia… ho questo istinto primordiale di soddisfare tutti i suoi bisogni. Come un cavernicolo che esce a uccidere per la sua donna. Cacciare qualcosa e portarlo ai suoi piedi. Io voglio essere tutto quello di cui ha bisogno, e l’unico che si prende cura di lei.

“Dovremmo comprare qualche altra gonna. È un dato di fatto, vorrei portarti a fare shopping,” dico. Lei sembra distratta.

“Mi chiedo cosa succederà oggi al lavoro…” dice leggermente preoccupata.

Questo riporta alla mente lo spiacevole ricordo di Jack Hyde. La rabbia s’insinua spontaneamente, facendomi accigliare. Cerco di tenere a freno la mia rabbia, riesco a malapena a gestirla, faccio una smorfia. “Dovranno sostituire il depravato.”

“Spero che il mio nuovo capo sia una donna,” Anastasia commenta assente.

“Perché?”

“Beh, penso che ti opporrai meno se andrò via con un capo donna,” dice. Amo il fatto che sei così innocente Anastasia. Cerco di smorzare un sorriso. Anche una donna può fare pressioni su un’altra donna. E poi, Anastasia che va via da sola senza di me, e la prospettiva che lei possa incontrare qualcuno che possa fare una mossa verso di lei non è piacevole.

Come prendo un morso della mia omelette, lei chiede, “Cos’hai da ridere? Cosa c’è di così dannatamente divertente?”

“Solo te, Anastasia. Mangia tutto il tuo muesli se è l’unica cosa che vuoi, piccola.” Lei stringe gli occhi verso di me, e finisce la sua colazione.

******

Anastasia guiderà per la prima volta la sua Saab oggi. Cerca il quadro dell’accensione vicino al volante.

“Dov’è l’accensione?” chiede confusa guardando intorno al volante.

“No, piccola. È proprio sotto la leva del cambio,” gliela indico.

“Strano posto,” mormora, ma è eccitata di guidare la sua nuova macchina per la prima volta. È incapace di contenere la sua eccitazione; sta quasi saltando sul sedile, battendo le mani come un bambino piccolo. Il suo entusiasmo mi rende gioioso. La guardo, godendomi il momento. “Sembri entusiasta di guidare, non è vero?” chiedo, compiaciuto. La sua euforia mi contagia.

Lei sorride da orecchio a orecchio raggiante in risposta. Prende un respiro profondo come se stesse inalando il suo profumo preferito e si volta verso di me. “Non ti piace l’odore delle auto nuove? Oh, Christian! Questa è molto meglio che la A3 speciale sottomessa!” dice, poi avendo detto qualcosa su cui non ha ragionato prima, arrossisce. Ma la amo per questo. Dice quello che pensa.

Riesco a fatica a sopprimere un sorriso alle sue definizioni espressive. “Speciale sottomessa, Miss Steele? Ci sai fare con le parole, piccola,” dico cercando di rimproverarla, ma, è troppo difficile farlo, quando è così felice.

“Bene, andiamo,” dico indicando l’uscita del garage. Anastasia è sovraeccitata. Salta sul sedile anche se i suoi movimenti sono limitati dalla cintura di sicurezza, e batte le mani, quindi accende l’auto. Come mette la posizione Drive, ci muoviamo. Dallo specchietto retrovisore vedo che Taylor è dietro di noi nel SUV. Andrò con lei fino alla SIP, e da lì, Taylor mi porterà alla GEH. Voglio passare ogni minuto possibile con Anastasia. Per non parlare, che non mi fido delle sue doti da guidatrice.

La porta del garage dell’ Escala si apre, e Anastasia segnala che sta per girare a destra, e si muove con cautela nel traffico. All’angolo dell’edificio, raggiungiamo il primo segnale di fermata e lei chiede se può accendere la radio. Anastasia si distrae facilmente, e non penso che avere la radio accesa sia una buona idea.

“Preferirei che ti concentrassi,” dico un po’ troppo bruscamente.

Mi guarda di traverso, e posso vedere il fastidio strisciante nei suoi occhi. “Christian, so come si guida con la radio accesa,” dice roteando gli occhi. Donna frustrante! Voglio che prima si abitui a guidare un veicolo nuovo. È troppo volerla tenere al sicuro? Anche se mi acciglio, cedo.

“Bene. Puoi ascoltare l’iPod, mp3, e anche i CD nello stereo,” dico, mostrandole il sistema stereo.

Posiziono l’ iPod e lo stereo si accende con i The Police che iniziano a suonare “King of Pain.”

“Il tuo inno,” sbotta lei con un altro momento di malfunzionamento tra cervello e bocca e stranamente quest’affermazione anche se vera, mi ferisce nel profondo. Lo so da solo, e Anastasia conferma che siamo due cose diverse. Io voglio essere diverso per lei. Si schiarisce la gola realizzando.

“Penso di avere questo album. Da qualche parte nel mio appartamento…” dice cercando di distrarmi, dispiaciuta per quello che ha detto. Uno sguardo sconsolato si affaccia sul suo volto, e se ne va, distratta. Quando è distratta, specialmente nel traffico, mi preoccupo. E se si distrae quando è da sola?

“Hey!” dico cercando di riportarla al qui ed ora. “Signorina lingua tagliente, torna da me!” Lei scuote la testa come se fosse tornata al presente da un universo parallelo.

“Sei molto distratta, Ana. Devi concentrarti. Non abbassare la guardia; la maggior parte degli incidenti accadono quando non si è concentrati,” l’avverto. Sbatte gli occhi, e scuote la testa.

“Sono solo preoccupata per il lavoro, solo questo.”

“Piccola, starai bene. Credimi!” dico. Starà più che bene. Nessuno avrà il coraggio di licenziare la fidanzata del proprietario. Potrei licenziare il loro culo prima che riescano a dire cinquanta se osassero licenziarla! Le sorrido con rassicurazione.

Lei mi guarda preoccupata e dice, “Christian, ti prego non interferire, per favore. Questa è una cosa che voglio fare da sola.” Perché dà sempre per scontato che io interferisca? Tutto quello che faccio è per proteggerla, e aiutarla; cosa che non riesce a fare molto bene da sola. Negli ultimi mesi abbiamo avuto due grandi esempi di questo. Non posso fare a meno di arrabbiarmi, stringo i denti, e la mia bocca diventa una linea tesa.

Lei mi guarda brevemente, è preoccupata e dice, “Non litighiamo per favore, Christian. Abbiamo passato una splendida mattinata, e ieri sera è stata-“ dice facendo una pausa. “Non riesco nemmeno a trovare le parole che esprimere quanto è stata incredibile. Una parola per descriverla potrebbe essere… paradisiaca,” dice lasciandomi senza fiato. Lei mi colpisce quando meno me l’aspetto. Anche quando mi voglio arrabbiare con lei, dice qualcosa di così semplice, che mi perdo. I miei occhi si chiudono, e mi sciolgo nella sua descrizione.

“Sì, lo è stata. Semplicemente paradisiaca,” dico, e aggiungo in un sussurro, “Volevo dire quello che ho detto Ana.” Io voglio lei. Voglio stare con lei. Ho bisogno di lei al livello più elementare.

La scorsa notte è stata il compromesso perfetto tra quello che entrambi amiamo; è andata oltre il paradiso. È stato come se fossimo una sola cosa, un unisono. Non servono parole; sostenendoci l’un l’altro, facendo l’amore, fottendo, connettendoci non solo nel nostro desiderio primario e nella passione, ma anche marchiando le nostre anime a vicenda. Il mio amore per lei aumenta esponenzialmente.

“Cosa intendi?” chiede.

“Che non voglio lasciarti andare, Ana,” dico piano, cercando di nascondere la paura che accompagna questo pensiero.

“Io non voglio andarmene,” mormora, e la sua risposta mi rende felicissimo, facendomi sorridere timidamente, e io non sono mai timido. “Bene,” è tutto quello che riesco a dire con voce rauca. Anastasia raggiunge il parcheggio, ed entra. La SIP è a pochi passi da qua.

“Ti accompagno a piedi da qua, e Taylor mi prenderà quando ti avrò lasciato,” dico. Esco dalla macchina, e vado verso il lato di Anastasia.

“Vedremo il Dr. Flynn alle sette in punto questa sera, non dimenticarlo, ok?” glielo ricordo mentre le prendo la mano.

“No, non me lo dimenticherò. Farò una lista di domande da fargli,” dice.

Cosa? Che tipo di domande. “Domande? Su di me?” chiedo. Mi risponde annuendo con la testa.

Divento nervoso immediatamente. Sapendo quanto sono incasinato, quali belle cose potrà dire su di me Flynn? “Anastasia, se c’è qualcosa che vuoi sapere su di me, io posso rispondere a tutte le tue domande,” dico offeso. Lei mi sorride in risposta.

“So che puoi farlo, Christian. Ma mi piacerebbe sapere l’opinione imparziale del ciarlatano costoso.”

La paura mi attanaglia subito. Flynn mi conosce abbastanza bene… Sa quanto sono incasinato. Potrebbe benissimo dirle che non sono la persona con cui dovrebbe stare. Troppo incasinato per una ragazza innocente come lei. Potrei perdere Ana! Preoccupazione e paura mi assalgono immediatamente, e mi giro veloce. Prendo Anastasia tra le braccia con un movimento rapido, tenendola stretta come se stesse per volare via. Catturo entrambe le sue mani e le metto dietro la sua schiena, inchiodandola sul posto.

“Pensi che questa sia davvero una buona idea, Ana?” dico a bassa voce. Troppo bassa, troppo ansiosa, troppo sconvolta. Contengo a stento la paura. Il suo sguardo in risposta è preoccupato.

“Christian, se sei così preoccupato… se non vuoi che lo veda, non lo vedrò,” dice. Non so cosa pensare! Tutto quello che so è che potrei perderla. Mi distruggerebbe perderla. Non posso rischiare. Quel poco di umanità che Anastasia ha risvegliato in me, morirà se lei se ne andasse. Diventerò un altro Heathcliff. Lei tira una delle sue mani e la lascio andare. Raggiunge la mia guancia e si strofina dolcemente, con amore.

“Cos’è che ti preoccupa Christian?” chiede con voce rassicurante quasi come una ninna nanna.

“Che tu te ne vada… che tu mi lasci,” dico incapace di nascondere il dolore straziante nella mia voce. Come cerco di proteggerla dai cattivi, non voglio neppure spedirla con le mie mani da una persona che conosce ogni cazzo di me, consigliandole di lasciarmi. La più grande punizione che qualcuno possa inventare per me sarebbe quella di tenerla lontano da me, allontanarla. Questo è il mio tormento personale, il mio incubo giornaliero… Questo mi darebbe un’esistenza inutile facendomi incattivire di più, lasciandomi mezzo vivo e mezzo morto. Un futuro simile può essere descritto con due parole: morte e inferno. L’esistenza dopo averla persa sarebbe un inferno. Ci ho vissuto per meno di una settimana e sono sopravvissuto a stento. Cosa ne sarebbe di me se la prospettiva fosse per sempre?

Mi guarda intensamente negli occhi, incrollabile. “Te l’ho detto innumerevoli volte, Christian. Io non ti lascio, e non andrò da nessuna parte. Mi hai già detto i tuoi peggiori segreti, e non ti ho ancora lasciato,” dice. Balle! Se voleva stare con me, doveva accettare di essere mia, per sempre!

“E allora perché diavolo non mi hai dato una risposta?” chiedo con fervore.

“Risponderti a cosa?” chiede cercando di schivare la mia domanda.

“Sai molto bene di cosa sto parlando, Ana. Quindi non cercare di ingannarmi,” sibilo.

Finalmente mi da un segno. “Christian, tutto quello che voglio sapere è se sono abbastanza per te,” dice. La sua risposta mi fa indietreggiare immediatamente come se mi avesse bruciato con le sue parole.

“E tu preferisci non credermi sulla parola?” chiedo completamente esasperato. Preferisce che qualcun altro confermi o neghi i miei sentimenti per lei! Come può Flynn sapere cosa sento nel mio dannatissimo cuore? Lo sente? È lui ad essere innamorato di lei? Se io stesso non conosco il mio cuore, chi può?

“Dico solo che è stato tutto troppo rapido, Christian. Per tua stessa ammissione, tu sei cinquanta sfumature di casini. Ho sempre avuto la sensazione che non posso… che non sono capace di darti quello di cui hai bisogno. Non sto cercando una risposta per placare le mie preoccupazioni. Mi sento ancora più inadeguata dopo averti visto con Leila,” dice mentre la preoccupazione cresce nei suoi occhi e una profonda tristezza vela la sua espressione.

“Ho paura che un giorno tu possa incontrare qualcuno a cui piace fare esattamente quello che piace a te… E se ti innamorassi di lei? Qualcuno che si adatta molto meglio ai tuoi bisogni,” dice come se stesse per soffocare nelle sue parole. Se n’è andata, persa, guarda nervosamente lei sue dita intrecciate.

Prendo un profondo respiro.

“Piccola, guardami…” dico esortandola a vedere la sincerità nelle mie parole e nel mio sguardo. “Ho conosciuto tante donne a cui piaceva quello che faccio. Ma nessuna di loro mi piaceva come mi piaci tu. Non ho mai avuto un legame emotivo con nessuna di quelle donne. Nessuna di loro! Sei sempre stata solo tu, Ana! Nessun’altro, solo tu…”

“Non è mai successo perché non hai mai dato loro una possibilità. Eri troppo imprigionato, e trascorrevi troppo tempo nella tua fortezza, Christian. Ma non voglio discutere di questo adesso alle otto di mattina in un parcheggio. Ho bisogno di andare al lavoro, e forse il buon Dr. Flynn ci potrà illuminare,” dice alzando le sopracciglia. Annuisco riluttante. Ancora preoccupato.

Tolgo le mani da lei, e dico, “vieni,” conducendola verso la strada.

Cammino con lei fino davanti alla porta della SIP, le prendo il viso tra le mani, baciandola a lungo a appassionatamente, volendo che lei capisca che lei è l’unica per me. La lascio senza fiato, e torno verso il SUV, preoccupato, annodando i miei pensieri.

2 thoughts on “CAPITOLO XVIII

  1. Mamma ….. questo capitolo ti lascia letteralmente senza fiato 😛 …. quanta tensione e quanta suspence… 😉 non vedo l’ora ke il dott. Flynn dia ad Anastasia tutte le risposte che lei cerca =) anche se credo che sia solo una parte di quello che Ana vuole… voglio dire che quando avrà avuto tutte le conferme questo potrà bastarle o servirle, ma, sarà davvero tutto quello che cercava ??!?

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