CAPITOLO XVII

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Ghiaccio e Fuoco

Ansioso di vedere Anastasia e visto che oggi non sono riuscito a parlarle tanto quanto mi sarebbe piaciuto, divento nervoso e cerco di finire velocemente il mio allenamento. Da quando ho incontrato Anastasia la mia mente è sempre rivolta verso di lei. Le mie manie di controllo hanno assunto una nuova dimensione. Mentre prendo a calci il manichino da kickboxing, Taylor corre a tutta velocità sul tapis roulant. Quell’uomo può correre più veloce di un levriero! Ha alle spalle l’allenamento e la resistenza di una vita e riesce a stare al passo con tutto il suo allenamento da Black-ops. Può correre per dieci chilometri in trentotto minuti e cinquantaquattro secondi con venti chili di attrezzatura sulla schiena. Quello che mi colpisce di Taylor non sono i requisiti di resistenza fisica che un militare come lui possiede, ma come riesce a resistere e ad andare avanti. Non sa quando fermarsi. Questa è una cosa che capisco. Ed è una buona cosa perché io non vado d’accordo con chi si arrende.

Taylor è un dipendente leale e mi fido di lui incondizionatamente. Gli affiderei la mia stessa vita. Lui mi ha visto in situazioni compromettenti. Non che me ne importi; l’ho assunto per le sue abilità. È sempre stato molto professionale e sa come essere discreto se per caso mi trova intento a sculacciare una sottomessa legata, distesa sul tavolo da pranzo o se ha un’emergenza, del tipo non-posso-aspettare-che-Grey-finisca-di-scopare, riesce a mantenere un’espressione impassibile senza nessuna allusione; anche se i suoi occhi guardano dappertutto tranne che verso di me, lui entra nella stanza e mi distrae dalla mia occupazione. Non m’importa come mi interrompe e con chi, ma il gioco è cambiato da quando Anastasia è nella mia vita. Non voglio che qualcuna la veda nuda o mentre ha un orgasmo; questo è riservato ai miei occhi.

Ho messo le cose in chiaro con Taylor che quando Anastasia e io siamo in privato lui non deve disturbarmi o, se proprio deve farlo, deve ricorrere ad altri mezzi. Non è autorizzato a vederla nuda in nessuna circostanza. Probabilmente ho amato Anastasia sin dalla prima volta che l’ho incontrata, perché non ho mai imposto questa regola a Taylor prima d’ora. Mai! Anastasia è la prima ragazza a cui stringo la mano. Lei non lo sa perché non gliel’ho mai detto. Il contatto fisico è qualcosa che ho sempre evitato a tutti i costi. Anastasia è sempre stata molto preziosa per me. Non importa quanto perverso, quanto rude o quando carnale possa diventare il sesso tra di noi; ho sempre fatto l’amore con Anastasia. Ho scopato solo in passato. Non ho mai sentito una connessione emotiva con nessuna donna. Era ripugnante per me. Non ho mai cercato qualcuno che non avesse questo stile di vita Dominatore/Sottomessa. Non m’interessava insegnarlo a qualcuno. Mi aspettavo che tutte le sottomesse sapessero quello che stavano facendo e richiedevo che avessero la resistenza di fare tutte le perversioni che volevo fare che loro e a loro. Una sottomessa debole o che grida “rosso” dopo quindici minuti di frustate non farebbe per me! Sarebbe fuori dalla porta non appena le slaccio le manette e le rimetto in mano i suoi vestiti. Ma non m’interessa che Anastasia odi le frustate o gli oggetti estremi usati per provare piacere. Volevo fare quelle cose ad Anastasia e goderne insieme a lei, ma quando mi ha lasciato tutti questi sentimenti sono volati fuori dalla finestra. Volevo che lei fosse qualcosa di più, diversa da una semplice perversione. Non riuscivo a respirare e per la prima volta nella mia vita mi sono sentito in colpa per aver voluto praticarle su di lei! Ero disgustato da me stesso perché lei odia le frustate. Anastasia possiede il mio corpo e la mia anima. Lei non è uguale a nessun altra! Un suo sorriso può portare un uomo in paradiso e se si allontanasse da me muoverei mari e monti per cambiare la situazione, per rientrare nelle sue grazie. Non posso pensare a un mondo in cui lei non esista. IO non potrei esistere! Non senza di lei!

Persino Taylor è affezionato ad Anastasia e se non sapessi che ama Mrs. Jones sarei geloso e licenzierei il suo culo nonostante sia il migliore dipendente che lavora per me. Anche se so che il suo affetto è simile a quello che provo io per mia sorella, non posso evitare di sentire una fitta di gelosia dentro di me, soprattutto quando Anastasia dimostra una qualsiasi forma di interesse verso di lui, anche se è quasi come uno zio per lei. Il pensiero mi fa prendere a calci il manichino così forte che quasi tocca il pavimento, rimbalzando diverse volte e facendo voltare lo sguardo di Taylor su di me, impassibile mentre continua a correre. Vado verso il tapis roulant, imposto la pendenza e la velocità prima di iniziare a correre. Il Blackberry di Taylor deve aver vibrato perché scende abilmente dal tapis roulant mentre stava correndo alla massima velocità.

“Taylor,” risponde e in pochi secondi i suoi occhi sono su di me. Scendo immediatamente dal rullo del tapis roulant.

“Welch,” mi sussurra e io allungo la mano per prendere il telefono.

“Sono Grey. Che succede?” dico preoccupato. Dopo che Anastasia ha insistito per andare a New York con il suo capo, ho incaricato Welch di scavare un po’ più a fondo su Jack Hyde.

“Mr. Grey, ho cercato di contattarla sul suo telefono signore, ma, visto che non rispondeva, ho chiamato Taylor.”

“Adesso ci sono. Cos’hai scoperto?” dico con impazienza.

“Le manderò a breve le informazioni via e-mail signore, ma vorrei riferirle delle mie interviste alle precedenti assistenti di Mr. Hyde. Jack Hyde ha avuto sette assistenti negli ultimi quindici mesi. Miss Steele è l’ottava assistente che ha avuto in questo breve periodo.” Sono percorso da un brivido , ma ero già al corrente di questa informazione.

“Sì, ero a conoscenza di questo dal tuo controllo iniziale. Cos’hai scoperto di nuovo?”

“Signore, sono andato personalmente a intervistare tutte queste giovani ragazze; sono riuscito a intervistarne cinque e hanno alcuni fattori comuni. Sono tutte giovani, intorno ai vent’anni, laureate di recente o che lavorano solo da un paio d’anni. L’assistente che ha lavorato per lui più a lungo è rimasta solo per tre mesi. Le altre hanno lavorato per un periodo ancora più breve. Questo ha stuzzicato il mio interesse e quando sono andato da loro per intervistarle e fare delle domande, nessuna di loro era disinvolta. Avevano tutte la stessa immagine di Jack Hyde e le risposte erano quasi identiche, signore.”

“Come ti sei presentato a loro?”

“Ho detto loro che stavamo prendendo in considerazione Jack Hyde per una posizione superiore nell’azienda e che volevamo scoprire se fosse in grado di gestire un numero maggiore di impiegati visto che ha avuto tante assistenti che non ha tenuto. Non volevamo che la scelta si ritorcesse contro l’azienda. Era difficile lavorare con lui? Qual era l’aspetto più difficile di lavorare per Mr. Hyde? Perché pensavano che avesse cambiato così tante assistenti? Era facile lavorare con lui?”

“Interessante. Che cos’hanno detto?”

“La stessa cosa, signore. Sì, il loro capo era esigente e richiedeva la perfezione dalla sua assistente. Ma era il miglior capo per cui lavorare. Era professionale … Era tutto scritto da copione. Allora ho fatto loro delle domande circolari. Se Mr. Hyde era il miglior capo, perché non hanno continuato a lavorare per la SIP? Perché non hanno ottenuto delle raccomandazioni da Jack Hyde? E alcune di loro erano a disagio per queste due domande. Alcune non hanno più lavorato nel campo dell’editoria anche se si erano laureate in letteratura al college. Quello che non hanno detto, ma hanno mostrato col loro linguaggio del corpo, era la parte più interessante, signore,” dice lui. Sono attentissimo.

“Cos’hai scoperto?” dico piano, quasi minaccioso.

“Signore, ho ottenuto la reazione combatti-o-fuggi. Erano stressate. Quando hanno detto che il loro capo era un uomo meraviglioso, tutte e cinque avevano un sorriso tirato e gli occhi dilatati; il piede sia sull’acceleratore che sul freno, signore.”

“Spiega,” dico.

“Bè signore, se il piede fosse stato solo sull’acceleratore, si sarebbero solo arrabbiate o agitate. Questo è il tipo di reazione accesa, troppo emotiva, nervosa e irrequieta. E poi c’è la reazione col piede sul freno, quando gli intervistati sono introversi. Si chiudono in se stessi o si allontanano, rilevando poco delle loro emozioni. Ma quando presentano entrambe le reazioni, è il peggior tipo di risposta. Sono tese e bloccate. Sembrano paralizzate, ma potevi vedere dal loro sguardo che erano estremamente agitate. Le mani strette a pugno così forte che le nocche erano diventate bianche, il viso pallido, le pupille dilatate, il respiro che aumenta, con le braccia incrociate.” Poi si schiarisce la gola.

“Signore, mostravano anche i segnali fisici di chi sta mentendo. Ecco una semplice domanda che ho fatto: ‘Che genere di capo era Jack Hyde?’ La reazione fisica di ognuna di loro è stata la stessa. Hanno iniziato a rispondere alla domanda con difficoltà nel deglutire e l’intonazione delle loro voci è cambiata. Un sorriso tirato era stampato sulle loro facce e i loro gesti non corrispondevano alle parole che dicevano.” Poi sento un rumore di fogli attraverso il telefono come se Welch stesse cercando qualcosa.

“Ah, sì,” dice, e si schiarisce la voce ancora come se stesse per affrontare un punto importante. “L’Assistente Numero 3, Victoria, aveva un’espressione accigliata mentre mi diceva che piacere fosse stato lavorare per Jack Hyde. Come può essere stato un piacere lavorare per lui se sul viso aveva la stessa espressione di qualcuno che ha inghiottito un insetto disgustoso e cerca di sputarlo fuori? I gesti sono meccanici signore. La lingua può mentire, ma ci vuole un attore molto talentuoso per far coincidere la risposta verbale ai gesti. Ovviamente queste ragazze non erano pratiche. Era come guardare un pessimo attore!” Cammino avanti e indietro.

“Hai fatto la domanda principale che volevo?” chiedo con voce fredda e controllata.

“Sì, signore,” dice con solennità e il suo tono conferma le mie paure.

“E?”

“Solo tre di loro sono andate ad una conferenza con Hyde, signore.” Dice la parola ‘conferenza’ come se fosse una parolaccia.

“Cos’è successo?”

“Mi sto concentrando su Victoria. È stata la prima ad andarci. ‘Com’era la conferenza? Cos’avete fatto tu e il tuo capo al di fuori della conferenza?’ ho chiesto.” Si ferma.

“Qual è stata la sua risposta?” chiedo impaziente.

“Sembrava distratta, come se stesse cercando di non prestare attenzione a quello che le chiedevo sforzandosi di scacciare un cattivo ricordo. Ha iniziato a sudare come un lottatore di wrestling. Era evidente che fosse turbata. La quantità di sudore che usciva da quella ragazza minuscola! Poi ha iniziato ad abbracciare il suo corpo come se lo stesse proteggendo da qualcuno, i suoi occhi sembravano confusi. Non mi guardava negli occhi ed evitava il mio esame minuzioso; il suo respiro è aumentato fuori controllo e il tono della sua voce è diventato più acuto. Alla fine, è riuscita a chiedere, ‘Che cosa intende?’ ”

“Questo non vuol dire che stava mentendo.”

“Signore, le corde vocali si tendono sotto stress. Non era intimidita da me. Non ero una minaccia per lei. L’unica volta che si sono verificate queste reazioni è stato quando mi ha fornito informazioni false riguardo il suo precedente capo. Ha iniziato a incurvarsi. Guardava la porta come se volesse scappare da un momento all’altro. È arrossita. L’ultima cosa che le ho chiesto è stata, ‘Sei sincera riguardo al tuo precedente capo?’ La risposta più semplice sarebbe stata, ‘sì,’ o ‘certo,’ o ‘sicuro’ o anche solo ‘lo sono’. Sai cos’hanno detto tutte? ‘Essere disonesti è la cosa peggiore che si possa fare.’ A parte Victoria … Lei ha detto ‘Mentire è un’azione disonorevole.’ ”

“Non tutti rispondono con una o due parole, Welch. Come puoi concludere che questa risposta dimostri oltre ogni dubbio che sta mentendo?”

“Signore, per favore mi dia un po’ di fiducia. Il mio addestramento includeva i segnali fisici di chi mente. Testare ragazze tra i 21 e i 25 anni non è niente per me. Ho interrogato ufficiale governativi, politici, spie addestrate a far corrispondere le loro reazioni fisiche a quelle verbali. Questa è stata una prova molto semplice.”

“Welch, conosco ancora i contenuti del tuo curriculum! Quello che ti sto chiedendo è semplice. Voglio essere assolutamente sicuro, senza alcun dubbio, che stavano davvero mentendo. Puoi fornirmi una prova di questo? Cosa fornisci a supporto della tua tesi?” chiedo esigente.

“Chi mente di solito risponde ad una domanda spersonalizzandola, con voce piatta. La maggior parte delle ragazze mi ha chiesto di ripetere la domanda; e questo di solito è per ritardare la loro risposta. Victoria mi ha chiesto ‘Perché mi fa una simile domanda?’ che è sempre un modo per prendere tempo. Non mi sono basato su una sola risposta. Prese individualmente possono significare poco, se non niente, ovviamente. Ma l’insieme dell’atteggiamento e delle risposte rivela quello che stanno cercando di nascondere e tutte loro stavano nascondendo qualcosa.”

“Perché dovrebbero coprirlo?”

“La mia ipotesi sarebbe per la paura. Hanno qualcosa da perdere. Mr. Hyde ha in mano qualcosa con cui le tiene in pugno. Non so di cosa si tratti. Ma queste ragazze hanno chiaramente paura di lui, anche se le loro parole dicevano diversamente.”

“Questo è tutto?”

“Per ora sì,” risponde.

“Okay, fammi sapere se scopri qualcos’altro,” dico chiudendo la conversazione.

Cammino avanti e indietro con il fumo che mi esce dalle narici, come un toro che viene provocato durante una corrida. Taylor si schiarisce la voce.

“Signore, penso che dovremmo farci una doccia e andare direttamente alla SIP. Sono sicuro che possiamo aspettare Miss Steele lì,” dice quasi leggendomi nella mente. Vorrei essere là vicino a lei, piuttosto che qui a preoccuparmi. Non voglio dovermi preoccupare. Devo licenziare quel bastardo senza però far arrabbiare Anastasia. Ho raccolto informazioni che lo riguardano e le ho condivise con Roach. Ho abbastanza materiale per licenziarlo. L’unica cosa che mi trattiene è la reazione di Anastasia. Vedremo. Valuterò la sua reazione stanotte e questa informazione potrebbe cambiare la situazione. Non voglio quel bastardo vicino alla mia donna! È un donnaiolo. Voglio pestarlo a sangue! Sono furioso.

Mi giro verso Taylor, “Bene, doccia e poi andiamo,” e lui annuisce solennemente.

*****

Taylor arriva col SUV davanti alla SIP. È nel centro della città, nel distretto degli affari. È uno degli edifici ristrutturati e ora sembra nuovo. Ovviamente le vetrate danno un aspetto di modernità. L’entrata a forma di U ha un grande vialetto con un lungo portico che è un resto dell’edificio originale. Questo conduce alla grande entrata di vetro con delle porte scorrevoli automatiche. Quando Anastasia mi ha detto di aver ottenuto il lavoro qui, ho fatto controllare a Taylor la sicurezza. Non sono preoccupato solo delle persone per cui lavora o del bastardo del suo capo, ma anche delle persone che vengono da fuori. Non si diventa Christian Grey senza farsi dei nemici lungo la strada. Ero preoccupato per la penosa sicurezza dell’edificio. Non c’erano abbastanza telecamere per coprire le entrate principali ed era molto facile per qualcuno entrare nell’edificio anche se non aveva niente a che fare. È qualcosa che devo sistemare appena verrà sollevato l’obbligo di silenzio. C’è una salumeria italiana vicino, un bar, un negozio di souvenir per turisti e un paio di negozi di vestiti. Ovviamente la fermata del tram è qui vicina.

Stiamo aspettando proprio davanti all’edificio, di fronte alla porta d’entrata doppia. Controllo l’orologio. Adesso sono le 18:30 e lei non è ancora uscita. Dovrei entrare e andare a prenderla? Le do cinque minuti prima di andare dentro. Da quando Anastasia è ritornata nella mia vita, sono costantemente preoccupato per quello che potrebbe dire o pensare. Sono come un gatto su un tetto di tegole bollenti! Inizio a fare il conto alla rovescia: quattro minuti e trentanove secondi … I miei occhi sono incollati alla porta. Tre minuti e undici secondi … Nessun movimento. Mi agito sul sedile e lo sguardo di Taylor incontra il mio nello specchietto retrovisore. Due minuti e otto secondi, la mia mano è sulla maniglia. Cinquantaquattro secondi e le porti scorrevoli si aprono. Anastasia esce dall’edificio a tutta velocità come se dei delinquenti la stessero inseguendo! Che cazzo è successo? Quando raggiunge il centro del vialetto è senza fiato, solleva la testa come se non riuscisse a far entrare aria nel proprio corpo, e cade sull’asfalto! È come un incubo! Il mio cuore prima si ferma, quando mi ricordo di lei nell’appartamento con Leila che le punta contro una pistola, e poi inizia a battere all’impazzata, con l’adrenalina che scorre nelle vene. Apro la portiera e sia io che Taylor scendiamo dal SUV a tutta velocità per andare da lei! Quando la raggiungo mi butto a terra per avvolgerla tra le mie braccia, le miei mani e mie occhi cercano qualche ferita, qualche traccia di sangue … O mio Dio! Cosa o chi le ha fatto del male? È solo sopraffatta da tutto quello che è successo ieri? Ha appena realizzato che non può sopportarlo? È malata? O è successo qualcosa?

“Ana, piccola, qual è il problema?” chiedo con fervore, cercando di capire cosa c’è che non va in lei fisicamente. Lei non mi risponde! “Cosa c’è che non va Ana?” chiedo in tono implorante. È tra le mie braccia; tengo il suo viso in modo che guardi verso di me, studiandola. Parlami piccola! Sto morendo! Sta male, è ferita? Si affloscia tra le miei braccia e sta per svenire! Sono spaventato e stupefatto. Cosa c’è che non va in lei? Non svenire, piccola!

Le prendo le spalle e la scuoto per evitare che svenga. Devo portarla all’ospedale? “Piccola, cosa c’è che non va? Parlami? Stai male?” I suoi occhi le si stanno rivoltando nella testa come se stesse per vomitare. Con una mano le tengo la schiena e con l’altra le tengo la testa cercando di farla guardare verso di me. “Ana, parlami piccola. Cos’hai?” Cerca di focalizzare il mio viso, sbattendo le palpebre come se si stesse sforzando di restare cosciente. Sento il cuore che mi batte nelle orecchie, la paura mi attanaglia. Non so cos’ha che non va la mia ragazza! Un milione di paure terribili mi passano per la testa, nessuna di queste è piacevole. Apre la bocca e sussurra la parola “Jack”.

Il mio corpo si tende mentre la rabbia di prima si amplifica e mi scuote, diventando una rabbia omicida. Sento che Taylor prova lo stesso. La mia testa scatta verso di lui; quando vede la furia nei miei occhi, capisce e sparisce come un fantasma nell’edificio della SIP.

Il mio corpo trema scosso da una violenza spietata. Che cos’ha fatto il bastardo ad Ana? L’ha violentata? L’ha scopata? L’ha toccata? Se le ha fatto del male in qualsiasi modo, lo ucciderò quel bastardo! Mentre la stringo ancora più forte tra le miei braccia mi accorgo che la sto cullando per calmarla. “Cazzo! Cazzo! Cazzo! Ana, dimmi, che cosa ti ha fatto il bastardo?” Sto impazzendo! Il pensiero di quello stronzo dentro Ana mi fa risalire la bile in gola e riesco a malapena a trattenermi. Devo scoprirlo! La reazione di Anastasia è quella di un esaurimento nervoso. Inizia a ridacchiare. “È quello che ho fatto io a lui,” dice ridendo nervosa.

“Ana! Jack Hyde ti ha toccato?” dico con tono chiaro e minaccioso.

“Una volta,” riesce a sussurrare, “solo una volta.”

La pazzia si impossessa di me. Milioni di megawatt di elettricità sono troppo da domare, ecco come mi sto sentendo in questo momento! Il mio corpo si irrigidisce. La consapevolezza che quel fottuto bastardo ha toccato la mia donna è come se qualcuno mi avesse ficcato giù per la gola un tizzone ardente e contemporaneamente prova a lavarlo via con dell’acido nitrico! Le mie interiora si attorcigliano, e l’animale selvaggio che ho attentamente imprigionato nella mia testa è ora libero! Cadranno delle teste per questo! Lo inculerò col suo stesso cazzo ora che ho saputo che ha provato ad infilarlo nella mia donna!

“Dov’è quel fottuto bastardo, Ana?” dico minaccioso. Sento urlare, e riesco a distinguere la voce di Taylor dall’interno. “Non toccherai mai più Miss Steele!”

Lo pesterò a morte. Ora che so che Ana sta fisicamente bene, andrò a riscuotere la mia parte da quel figlio di puttana! “Ana, riesci a stare in piedi?” chiedo mentre mi alzo in un solo gesto veloce e la raddrizzo sulle sue gambe. Fa un cenno affermativo con la testa.

“Bene,” dico girandomi per entrare nell’edificio della SIP.

“Non andare, Christian! Ti prego, non andare,” mi implora spaventata.

“Anastasia, entra in macchina, adesso,” scatto minaccioso.

Lei si aggrappa al mio braccio come una pulce all’orecchio di un cane … “Non andare, Christian, no!”

Tiro via il mio braccio dalla sua presa, allungo il dito in direzione dell’auto e le grido contro. “Ho detto entra in quella fottutissima macchina, Anastasia!” Mi ascolterai per una volta, cazzo!

“Christian, ti prego, non andare! Non puoi lasciarmi qui da sola!” mi prega. La rabbia vibra attraverso tutto il mio corpo. Riesco appena a contenermi. Le ho detto di non andare a lavoro stamattina. Gliel’ho chiesto, no, praticamente l’ho implorata di restare. Ma, no, doveva andare. Le ho detto di prendersi cura di se stessa. No, doveva andare e guadagnarsi da vivere! Le ho chiesto di sposarmi, così posso prendermi cura di lei e proteggerla, e amarla. Ma, no, deve pensarci. Adesso, non vuole che io vada dentro! Sono una cazzo di bomba ad orologeria pronta ad esplodere! Lei sarà la mia morte! Morirò di crepacuore prima di compiere 40 anni perché sono sempre preoccupato per lei, e lei è costantemente disobbediente, fa quello che cazzo le pare!

L’esasperazione mi attraversa, e mi passo entrambe le mani tra i capelli provando ad trovare un appiglio, trovare un qualche tipo di controllo sulle reazioni del mio stesso corpo.

Ci sono delle urla, e delle grida, e dei forti rumori di lotta che arrivano dall’edificio, e poi il rumore si ferma improvvisamente. Mi preoccupo per Taylor ed estraggo il Blackberry.

“Christian, Jack Hyde è venuto in possesso delle mie e-mail,” aggiunge velocemente.

“Cos’hai detto?” dico con minaccia amplificata.

“Ha intercettato le e-mail che ti ho inviato. Mi ha messa all’angolo e mi ha chiesto dove fossero i tuoi messaggi per me. Stava usando le e-mail per ricattarmi.”

Non ucciderò quel figlio di puttana! No … Lo pesterò come se non ci fosse un domani e lo lascerò vivo, ad un pelo dalla morte! Morire sarebbe troppo bello per lui … Troppo semplice. Troppo indolore. Lo distruggerò a tal punto che si ricorderà ogni fottuto giorno della sua vita di quello che ha provato a portarmi via, e con chi ha provato a fare lo stronzo! E, Anastasia! Sono così fottutamente arrabbiato con te adesso! Ti ho detto e ripetuto e ripetuto ancora di non usare la tua e-mail di lavoro. E lei non mi ha ascoltato, cazzo! Per l’amor di Dio! Stai portando via tutto il controllo dalla mia dannatissima vita!

“Figlio di puttana!” impreco sottovoce con tono feroce e minaccioso. Ricomponiti … ricomponiti … ricomponiti. Quando il tremore si placa solo per una frazione di secondo, premo il tasto di chiamata rapida #3 per Barney.

“Sono Grey. Barney, devi immediatamente accedere al server principale della SIP, e poi accedere al server di posta e cancellare tutti i messaggi e-mail che Anastasia Steele mi ha inviato; se trovi qualcosa in arrivo per me da parte sua che è stato salvato nel server, ripulisci anche quello. Voglio anche che tu acceda al PC di Jack Hyde e a qualsiasi dato stia conservando nel server. Se dovessi trovare delle e-mail salvate nel suo account personale o qualsiasi cosa a cui li ha accesso, trovale e cancellale, ripuliscile tutte.”

“Tutte quante, signore?”

“Ogni singolo messaggio. Fallo immediatamente! E, Barney, informami nell’istante in cui completi il tuo dovere!”

“Ci sto già lavorando, signore!” dice e riaggancio, immediatamente dopo chiamo Roach al suo cellulare personale.

“Sono Roach,” risponde in tono professionale, attanagliato da un po’ di apprensione.

“Sono Grey. Voglio che tu prendi a calci Jack Hyde dal suo posto in questo preciso istante.”

“Cosa? Q…qu…Quando?” dice inciampando sulle sue parole.

“Adesso, dannazione! Voglio che tu chiami la fottuta sicurezza adesso, e fai ripulire la scrivania a quel fottuto bastardo in questo momento.”

“Ma, Mr. Grey. Intende proprio adesso? Qual è la causa?” La rabbia vibra attraverso tutto il mio corpo, e si concentra sulla mia lingua e mi scateno.

“Hai la giustificazione necessaria per cacciarlo fuori a calci in culo e dividere le nostre strade per sempre. Voglio che lo informi immediatamente della sua partenza prematura, o liquiderò questa società per le 8 domattina, cazzo! Hai provveduto ad una giustificazione adeguata per il suo licenziamento! Confido nel fatto che farai quello che ti ho chiesto!” enfatizzo chiaramente cosa accadrà se non lo farà.

“Mr. Grey, certamente comprendo la gravità della sua preoccupazione. Chiamerò immediatamente la sicurezza e farò scortare Mr. Hyde fuori dall’edificio con la consapevolezza che i suoi servizi non sono più richiesti alla SIP per la sua condotta non professionale.”

“Bene,” dico e riaggancio.

Anastasia è imbambolata sul posto, spaventata nel profondo, e trema. Avrebbe avuto la fottuta sculacciata della sua vita se non mi fossi ripromesso che non avrei usato le sculacciate come punizione, e se non fossi spaventato a morte dalla preoccupazione per lei!

“Usa il Blackberry!” sibilo con la rabbia che emano da ogni poro del mio corpo.

“Christian, ti prego, non essere arrabbiato con me,” dice con voce implorante, ma il termine rabbia non inizia nemmeno a coprire quello che sto provando al momento. Solo ira letale ci va vicino.

“Sono più che arrabbiato con te, sono un maniaco iracondo. Mi serve che tu entri in macchina adesso,” ringhio contro di lei, indicando il SUV.

“Ti prego…” implora, porgendomi la mano.

“Dannazione, Anastasia! Mi serve che tu metta quel culo in quella fottuta macchina, o ti ci metterò personalmente e non ti piacerà!” ringhio, con gli occhi come pugnali volanti.

Lei alza le mani tremanti verso di me, un’espressione preoccupata le copre tutto il viso. E’ spaventata e non si avvicina a me.

“Ti prego, Christian! Non voglio che tu faccia niente di stupido,” implora.

La rabbia erutta da me come il Vesuvio. Le sue parole sono come un insulto alle mie ferite! Versa subito del sale sulla mia ferita aperta, forza.

“VUOI SAPERE COS’E’ STUPIDO?” urlo con tutta la mia furia diretta a lei. “Ti è stato detto di usare il tuo fottuto Blackberry numerose volte. Ma non l’hai fatto. E hai il coraggio di parlarmi di qualcosa di stupido? Voglio che tu metta il tuo culo in quella fottutissima macchina in questo preciso istante, Anastasia!” Lei resta ferma, congelata. “FALLO ADESSO!” urlo. Lei salta dalla paura.

“Okay, vado. Ma, ti prego, sta’ attento, Christian. Ti prego,” implora. I miei occhi sono concentrati su di lei, la mia bocca una linea rigida; i miei occhi sono sia ardenti che glaciali. Sono così arrabbiato; non voglio nemmeno mettere due parole insieme per evitare di dire qualcosa di cui mi pentirò. Indico soltanto il SUV così lei entra!

Mi guarda con occhi supplicanti. “Christian, ho bisogno che tu stia attento, ti prego. Ti prego…” mi guarda preoccupata. “Se ti accadesse qualcosa, io ne morirei. Non potrei vivere senza di te,” dice facendomi rimanere senza fiato. Non era questa la mia preoccupazione? Che qualcosa potesse accaderle, e che l’avrei persa … Quando vedo le mie inquietudini, i miei demoni personali, riflessi nei suoi occhi, mi ritrovo con il cuore che rallenta, e la mia rabbia si fa da parte, trasformandosi in amore, velocemente, nell’occhio del ciclone. “Starò attento,” dico mentre faccio un respiro profondo, e la mente di Anastasia finalmente registra il mio atteggiamento più calmo, così apre lo sportello anteriore del passeggero, e con un’altra occhiata preoccupata, entra nel SUV.

Le do un’occhiata accorta per ricordarle di restare nel veicolo, e io corro nell’edificio della SIP. Riesco a controllare la mia rabbia. E’ proprio sotto la superficie, pronta a diffondere la sua collera. Chiamo il telefono di Taylor. Risponde al primo squillo.

“Signore, venga lungo il corridoio a sinistra. Troverà un’ampia area. Entri nella sala riunioni numero 2,” dice, sapendo esattamente perché lo avevo chiamato.

“Ci vediamo lì,” dico riagganciando.

Taylor mi viene incontro alla porta che apre giusto un po’. Vedo che Hyde è seduto su una sedia con le mani ammanettate. Il mio sguardo incrocia quello di Taylor che chiude la porta.

“La sicurezza sta arrivando; mi servono le chiavi delle manette. Tienili occupati per cinque minuti,” dico allungando la mano con fare sicuro per avere le chiavi.

Taylor osserva attentamente la mia faccia, provando ad assicurarsi che non ucciderò lo stronzo. Non gli sfugge niente. Vede la rabbia appena contenuta dalla mia pelle. I miei occhi sono sia glaciali per la vendetta controllata che letali, come un tutt’uno tra l’Etna e il Vesuvio, pronti ad uccidere. Lentamente si sposta col corpo per bloccare la porta. Taylor lavora per me da circa quattro anni. Mi ha visto lussurioso. Mi ha visto scopare fino allo svenimento una delle mie sottomesse che era sospesa dal soffitto nella mia stanza dei giochi. Mi ha visto frustare forte un’altra ragazza. Mi ha visto sculacciare Leila con una paletta. Mi ha visto prendere il controllo di un’intera riunione di potenti uomini d’affari. Mi ha visto arrabbiato, incredibilmente rabbioso; ma sempre al controllo. Mi ha visto in posizioni compromettenti; mi ha visto in queste condizioni innumerevoli volte. Ma tutte le prime volte di cui mi importa – innamorarmi di Anastasia, il fatto che mi manchi a tal punto da distrarmi dai miei affari, l’andare quasi fuori di testa quando è andata in Georgia, l’essere disperato e dolente quando lei mi ha lasciato – tutte queste sono state le mie prime volte con Anastasia, ma tutte cose che mi hanno indebolito. Taylor mi ha visto praticamente in qualsiasi stato d’animo, ma non mi ha mai visto con una furia omicida. La ferocia e la violenza appena controllata … La mano di Taylor va automaticamente alla maniglia della porta e resta fermo così, determinato a non farmi entrare.

“Miss Steele sta bene, signore?” chiede provando a distrarmi.

“Sta bene. Togliti, Taylor,” dico con un velo di minaccia nella voce, tutta l’intensità del mio sguardo è concentrata su di lui.

“L’ho già pestato a sangue,” dice, e per la prima volta noto l’aspetto trasandato di Taylor. Ha un taglio sull’occhio, un labbro gonfio e una guancia escoriata. Quando si accorge che lo sto osservando, “lo stronzo è messo peggio, signore,” dice sorridendo.

La mia mano si alza ferocemente per spostare Taylor dalla porta. “Signore …” dice timidamente. “Io … uhm …”

“Sputa il rospo!”

“Beh, capisco perfettamente la sua rabbia, signore. Non so come dirlo … ma …” dice mormorando qualcosa sottovoce riguardo qualche schifoso discorso educato, poi mi guarda negli occhi e dice, “Per quel pezzo di merda non ne va le la pena, signore,” dice indicando la porta con la testa mentre la sua mano è fermamente aggrappata alla maniglia. Mi osserva per un minuto mentre provo a gestire la mia rabbia.

“Stavo per dirle che un guru indiano ha scritto da qualche parte che l’inferno ha tre entrate: lussuria, rabbia e avidità,” dice provando a calmarmi. “Pensavo che le avrebbe fatto piacere saperlo,” dice. “Penso che significherebbe l’inferno anche per lei, signore,” dice facendo spallucce, fermandomi sui miei passi per un veloce momento.

“Beh, Taylor, in tal caso, potrei conquistare l’inferno attraverso tutti e tre le entrate! Voglio ancora ficcargli il suo stesso cazzo nel culo per aver provato ad aggredire la mia fidanzata,” sibilo tra i denti digrignati, ribollendo velenoso. Gli occhi di Taylor si spalancano, e la sua presa di posizione diventa più solida. Sospiro.

“Ascolta, Taylor, apprezzo la tua preoccupazione, ma se avessi voluto ucciderlo, non avrei chiamato la sicurezza. Saranno qui a momenti per scortarlo fuori. Ma voglio avere del tempo con lui. Non faresti lo stesso per Gail?” gli chiedo, e lui immediatamente si sposta. “Lo distruggerò in modo tale da non poter più scopare una donna nella sua vita! Ma non lo farò finire sotto terra,” dico con tutto il mio autocontrollo, provando a frenare la mia rabbia. Annuisce solenne, e sorride.

“A quanto pare Miss Steele lo ha preso a calci nei gioielli di famiglia, signore,” dice fiero. Allora mi rendo conto che è proprio come ha detto Anastasia, uno zio. “Stava imprecando come un forsennato tenendosi le palle,” dice con tono impassibile, anche se i suoi occhi sono illuminati da qualche specie di gioia. “Comunque, è tutto suo, signore. Le concedo 10 minuti, terrò la sicurezza occupata. Lo stronzo ha continuato a lamentarsi ed imprecare su di lei, comunque sia,” dice e spalanca la porta mentre fa ciondolare la chiave delle manette. Prendo le chiavi mentre entro nella stanza.

Dopo essere entrato nella sala riunioni, chiudo la porta, e la richiudo a chiave dietro di me. Jack Hyde alza la sua testa rossa, metà dei suoi capelli rossi sono usciti dal suo elastico, il suo orecchino è mezzo storto, mi guarda con aria di sfida. Un sorriso inquietante si forma sulla sua bocca insanguinata. Indosso la mia faccia impassibile, ricopro il mio Vesuvio con dei ghiacciai e vado dietro di lui per aprirgli le manette.

“La tua fidanzata è una stronzetta, cacciatrice di dote, e succhia cazzi. Se tu non avessi più soldi di me, sarei io quello che si scopa adesso! Invece sono quello che si sta tenendo le palle che lei ha preso a calci!” dice nel momento in cui apro le sue manette e mentre si massaggia i polsi. Prendo la sua coda di cavallo, tiro la sua testa in dietro, e gliela faccio sbattere contro il tavolo di legno. Si sente il suo naso che si rompe, mentre il sangue sgorga! I miei occhi sono così dilatati da sentire i capillari che si rompono; per un minuto sento che non sarò capace di controllare la mia rabbia. Le mie narici sono dilatate, e il mio respiro è accelerato, ogni parte del mio corpo è sull’attenti, pronta a lottare.

“Ti scuoierò vivo solo se pensi a lei, figurarsi se la nomini!” dico con un sibilo mortale. “Mi hai rotto il naso, cazzo!” urla, poi riprendendo il controllo si asciuga il sangue che gli esce dal naso con la manica della sua camicia, si allunga in avanti provando a tenersi il naso, grugnendo, quando alza nuovamente la testa, rapidamente si alza, sferzando un gancio destro che va a connettersi al mio busto, scuotendomi nel profondo. Si muove e mi dà un gancio sinistro alle costole, e, mentre prova ad assestarmi un altro destro, mi obbliga a fare un passo indietro per evitare di cadere mentre mi sposto. Mi rendo conto che ha un moschettone intorno alle sue nocche e che vi sono le sue chiavi attaccate. Anche se i suoi pugni sono inaspettati, mi danno un’altra sferzata di adrenalina. Sorrido. Adoro un bello scontro!

“Finalmente te la prendi con uno della tua taglia! Quante giovani donne hai messo all’angolo? Eh?” gli rinfaccio.

Sento dei rumori fuori. Forti colpi alla porta. Ho un paio di minuti per fare il mio dovere.

Hyde prova ancora con un pugno, ma questa volta l’elemento sorpresa è andato. Sgancia un destro, velocemente seguito da un sinistro. Sposto la testa mentre sgancia il suo sinistro che afferro con la mia mano destra, stringendolo forte; tengo il suo pugno strizzandolo con una presa di ferro, tiro il suo braccio e glielo torco. Alla fine, gli sferro due pugni alle costole in veloce successione con il mio gancio sinistro, facendogli uscire tutto il fiato dai polmoni, e poi lo colpisco una volta sul lato della guancia sinistra, sentendo lo scricchiolio del suo osso sotto il mio pugno. Lui velocemente contrattacca, e questa volta lo prendo per le spalle, afferrandolo con entrambe le mani, e poi gli do una ginocchiata all’inguine, per poi alzargli il viso con entrambe le mani e dargli una testata. Quando alla fine lui crolla, lo colpisco finendolo con il gomito destro. Allora la sicurezza sfonda la porta.

Mi abbasso e sussurro all’orecchio di Hyde, con tono freddo, lento e omicida.

“Se fossi riuscito a farle qualcosa, ti avrei ucciso. Ringrazia la tua buona stella, stronzo!”

Due giovani guardie della sicurezza entrano e restano a bocca aperta per lo spettacolo che si ritrovano di fronte. Jack Hyde sul pavimento, e io dietro di lui.

“E’ tutto vostro,” dico, finalmente capace di cospargere la mia furia con il ghiaccio.

Lo sollevo in piedi con una mano, e lo raddrizzo mentre le guardie di sicurezza sorprese ci fissano con gli occhi spalancati.

“Ecco … Sembra che stia sanguinando,” dico e getto Jack Hyde tra le mani delle guardie di sicurezza che gli danno il primo soccorso. Quindi una delle guardie di sicurezza dà un telefono in mano a Hyde. Mentre ascolta la voce di Roach al telefono, realizza che è stato licenziato in tronco. Sbianca e sembra che stia per sentirsi molto male, molto velocemente. Le guardie lo incerottano velocemente e alla fine gli porgono la sua scatola di cartone con dentro tutti i suoi effetti. Entrambi gli agenti riescono ad essere professionali, e si comportano come se non avessero assistito a niente, cosa che ovviamente non è stato.

“Cosa gli hai detto?” chiedo a Taylor sottovoce indicando le guardie di sicurezza con una veloce occhiata.

“Gli ho chiesto di darvi qualche minuto,” mormora con tono appena udibile.

“E loro mi hanno lasciato tranquillo per quei minuti?” gli chiedo con le sopracciglia alzate, interrogandolo.

Taylor fa spallucce. “Entrambi hanno una fidanzata … e delle sorelle. Cosa posso dire? Credo che a nessuno di loro piaccia un sacco di merda che si muove sul loro territorio, signore,” dice con espressione impassibile.

Jack Hyde viene scortato alla porta da uno degli agenti di sicurezza mentre l’altro difende il fortino, e ripulisce il casino. Vedo Taylor stringere la mano al personale di sicurezza mentre passa nelle loro mani bustarelle sostanziose senza dare nell’occhio. Noi marciamo fuori dall’edificio in riga mentre Jack Hyde procede inciampando verso il taxi che lo sta aspettando, e gli agenti di sicurezza si assicurano che non torni indietro, poi esco io e infine Taylor che chiude la fila.

Taylor raggiunge con me il SUV, e io tendo la mano per avere le chiavi. Notando Anastasia sul sedile del passeggero, Taylor mi porge le chiavi del SUV, e lui prende posto nel sedile dietro. Sono ancora arrabbiato, ancora fumante, e neanche dopo aver battuto quella merda di Hyde mi fa sentire meglio. Non dico niente ad Anastasia. Lei mi guarda, ma non dice una parola. Il Blackberry essendosi connesso al Bluetooth dell’auto inizia a suonare attraverso le casse. Prendo nota di chi sta chiamando.

“Parla Grey,” rispondo.

“Sono Barney, signore,” risponde lui.

“Barney, sono nella mia auto con altri passeggeri e sei in vivavoce,” dico avvisandolo.

“Sì, signore. Circa l’incarico che mi ha dato, è stato completato. Devo anche parlarle del contenuto del computer di Hyde.”

“Ti chiamerò non appena arriverò a destinazione. Grazie Barney,” dico.

“Certo, signore,” dice riagganciando.

Lo sguardo di Anastasia sta bruciando dentro di me, chiedendomi di dire qualcosa. Io sono troppo arrabbiato per parlare. Lei è stata molto disobbediente, e per questo, ho quasi ucciso quel figlio di puttana. E se le avesse fatto del male? E se l’avesse violentata? Il pensiero mi fa arrabbiare ancora di più.

“Non hai niente da dirmi?” chiede in un sussurro.

“No,” le rispondo ancora meditabondo, senza guardarla. Il resto del viaggio fino all’ Escala continua in meditazione silenziosa. Sono a malapena riuscito a contenere la mia rabbia verso Jack Hyde. Avrei potuto ucciderlo! Lo avrei ucciso, ma la morte è semplicemente troppo buona per lui. Mi dirigo di fronte all’ Escala, ed esco dall’auto. Vado velocemente verso il lato opposto, e apro la portiera di Anastasia. Le porgo la mano e le ordino di uscire. Lei prende la mia mano, e la tiro velocemente verso di me. Taylor porta il SUV al parcheggio sotterraneo. Non dico niente mentre andiamo verso gli ascensori; la sua mano è ancora stretta saldamente nel mio pugno.

“Christian, non capisco perché sei così arrabbiato con me,” respira in un sussurro spaventato.

“Sai perfettamente perché,” dico, e la tiro nell’ascensore. Dopo aver digitato il codice per il mio attico, l’ascensore inizia a muoversi verso il piano più alto. “Giuro su Dio, avrei ucciso quel figlio di puttana se ti fosse successo qualcosa” dico con tono omicida appena contenuto che è stato dentro di me nelle ultime ore.

“Ma, avrei fatto anche di peggio che ucciderlo. Io lo rovinerò; rovinerò la sua carriera così non avrà più la possibilità di approfittarsi di altre giovani ragazze! Lui è un miserabile straccio di uomo!” Paura, rabbia e collera mi attraversano il corpo. Tutti i ‘e se’ mi fanno male allo stomaco. Se le avesse fatto del male? Se l’avesse stuprata? Se l’avesse danneggiata? Sarei stato già fottuto! L’avrei ucciso a mani nude! La paura della perdita mi attanaglia, e racchiudo Anastasia in un abbraccio nell’angolo dell’ascensore. “Dio, Ana! Avrei potuto perderti!”

Voglio sentirla. Voglio tenerla tra le mie braccia, e scacciare questi demoni, scacciare la paura che le avrebbero potuto fare male. Mi sto rendendo conto che negli ultimi due giorni, ci sono stati due tentativi di farle male. Ho paura che un terzo possa andare a segno. La paura mi attanaglia, e io sono impotente. Afferro i capelli di Anastasia e li arrotolo nella mia mano tirando il suo viso verso di me. La mia bocca copre la sua ferocemente, baciandola disperatamente, con passione, possessiva. Voglio sentirla, ho bisogno di sapere che siamo entrambi vivi, che siamo insieme, e che lei è ancora mia, è salva, e che posso proteggerla. La mia lingua affonda nella sua, e lo shock momentaneo la blocca. Ma lei risponde subito, e sono sollevato, la bacio finché non rimaniamo entrambi senza fiato. La tengo in modo possessivo, in un abbraccio, spingendo contro di lei. Tengo il suo viso teneramente tra le mie mani e guardo a lungo e ardentemente nei suoi occhi mentre i suoi cercano i miei. La paura è incisa nei miei occhi; riesco a stento a contenermi. Sono sollevato e grato che lei sia salva. Deglutisco a fatica, cercando di scacciare le mie paure, cercando di prendere il controllo dei demoni che mi tormentano; mi sussurrano nella mente quello che sarebbe potuto succederle.

“Anastasia,” sussurro, le mie labbra pascolano nei suoi occhi, sulle sue guance, sulle sue labbra. “Oh Ana, ero così preoccupato. E se ti fosse successo qualcosa? Se ti avesse fatto del male…” Non riesco a esporre il resto dei pensieri.

La paura mi scuote fisicamente fino al cuore, e il brivido che passa attraverso di me turba entrambi.

“Come ho detto molte volte prima, usa il tuo Blackberry d’ora in poi. Capito?” chiedo. Lei riesce solo ad annuire in risposta, incapace di sbattere le palpebre, i nostri sguardi rimangono bloccati. Quando l’ascensore si ferma, le porte si aprono suonando. Mi trattengo e prendo la sua mano. “Hyde ha detto che gli hai dato un calcio nelle palle,” dico sondando. Lei alza le spalle. “Sì. Ray un ex-soldato. Credeva nell’insegnamento dell’auto-difesa a sua figlia,” dice semplicemente come se non fosse un grosso problema. Sento che un piccolo sorriso arriva sulle mie labbra.

“Bene. Non sai quanto sono contento di questo. Direi che è una cosa che devo tenere a mente,” dico in tono più leggero, felice che lei sia riuscita a difendersi. È riuscita a darmi un piccolo sorriso. “Ana, perché non mi hai aspettato? Devo chiamare Barney; non dovrei metterci molto,” dico lasciandola nella grande sala, e mi dirigo velocemente verso il mio ufficio. Sono estremamente curioso di sapere cos’ha scoperto Barney.

Chiudo la porta del mio ufficio, compongo il numero di Barney mentre vado verso la mia sedia. “Sono Barney,” risponde al telefono.

“Grey. Cos’hai trovato?”

“Le invierò queste informazioni naturalmente, ma c’è una lista davvero molto interessante:

Hyde ha nel suo computer tutti gli indirizzi di dove ha risieduto la sua famiglia. Vediamo,” dice lui, mentre sento il suo mouse cliccare. “Oh, sì, vedo cinque indirizzi di residenze a Seattle, e due, non so sono vecchie o aggiornate, ma ci sono due proprietà a Detroit, Michigan. Lui ha anche curriculum di tutti i membri della sua famiglia. I nomi sono qua, Carrick Grey, Elliot Grey, lei signore, poi Dr. Grace Trevelyan-Grey, Mia Grey, e Miss Anastasia Steele.”

Mi tendo sulla sedia, e mi rendo conto che sto spremendo il mio Blackberry mentre l’altra mia mano si sta aggrappando alla scrivania.

“È tutto ?” chiedo con voce bassa e sibilante.

“No signore. Ci sono un certo numero di giornali e pubblicazioni online che vi riguardano, Dr. Trevelyan, Mr. Carrick Grey, e Mr. Elliot Grey.”

“Qualcos’altro?” “Sì signore, c’è dell’altro. Ha una grande collezione di foto che vi ritraggono. Centinaia. Suo padre, sua madre, suo fratello, sua sorella, e lei signore. Questo è tutto quello che ho signore,” dice.

“Mandami per e mail le informazioni, e metti in copia Welch. Grazie Barney,” dico riagganciando. Cosa stava cercando di fare quel bastardo? Chiaramente ce l’aveva con me. Non può essere tutto a causa di Anastasia. Perché aveva tutte quelle informazioni sulla mia famiglia?

Compongo il numero di Welch.

“Welch,” risponde.

“Grey.”

“Sì, signore.”

“Voglio che scavi più a fondo riguardo a Jack Hyde. Barney mi sta mandando per e mail le informazioni che ha trovato nel computer di Hyde, e non mi piace il contenuto. Lui ha trovato un molte informazioni su di me, e la mia famiglia. Analizza quello che Barney ti sta inviando, e io voglio che tu scopra tutto su di lui! Voglio sapere chi era il suo insegnante di scuola materna, voglio sapere cosa mangia a colazione, con chi dorme… voglio sapere il punteggio del suo test di ammissione all’università. Voglio sapere che shampoo usa, e che drink preferisce. Voglio sapere chi era il fidanzato di sua madre alle superiori! Voglio sapere chi è stata la prima scopate di suo padre! Non voglio che tu lasci niente di intentato con questo stronzo! Mentre tu ti occupi di questa faccenda, io voglio conoscerlo personalmente! Se devi intervistare qualcuno, devi essere l’unico a farlo. Fallo in modo discreto! Capito?”

“Chiarissimo, signore. C’è altro?”

“Riferiscimi non appena hai qualche informazione”

“Lo faro signore,” dice, e io riaggancio.

Metto in tasca il mio Blackberry e abbasso lo schienale della sedia. Mi prendo il viso tra le mani e poi me le passo tra i capelli, soffiando fuori esasperazione, e il resto della rabbia e frustrazione della serata. Mi alzo lentamente dalla sedia, e infine ansioso si uscire e stare con Anastasia.

Quando vado verso la grande sala, vedo Anastasia seduta al banco della colazione e Mrs. Jones sta cercando qualcosa da mangiare per lei mentre Anastasia beve del vino bianco.

Vado in cucina verso il frigorifero per prendermi un bicchiere di vino, e saluto Mrs. Jones.

“Buona sera signore. La sua cena sarà pronta in dieci minuti.”

“Sembra fantastico, Gail,” rispondo con un piccolo sorriso. Dopo essermi versato un bicchiere di vino bianco, faccio un brindisi a Ray e a padre come Ray che insegnano alle loro figlie come difendersi da sole.

“Salute,” sussurra Anastasia con tono stanco. La sua voce mi coglie di sorpresa. So che ha avuto una serata difficile, ma c’è altro che deve dirmi? I miei demoni personali si mettono subito sull’attenti.

“Cosa succede?” chiedo velocemente.

“Non sono sicura di avere ancora un lavoro,” dice preoccupata. È solo questo? Tiro un sospiro di sollievo. “Vuoi ancora un lavoro?” chiedo inclinando la testa.

“Sì, certamente,” risponde lei con fervore, in tono di rimprovero.

Mi stringo nelle spalle, dicendo, “In questo caso, ce l’hai ancora,” e sorrido. Lei mi guarda a bocca aperta. Io mi stringo nelle spalle.

Gail mette due tovagliette per la nostra cena, e Anastasia inizia con la sua inquisizione spagnola mentre abbiamo davanti a noi un fumante pasticcio di pollo.

“Quindi,” dice con nonchalance. “Cos’ha trovato esattamente Barney nel computer di Jack?” “Niente che ti possa interessare, Ana,” dico impassibile.

“Capisco. Se quello che ha trovato non era importante, perché non l’ha detto in vivavoce?”

“Lui non sapeva chi c’era con me. Mangia, piccola, devi essere affamata,” dico, e lei stringe gli occhi su di me.

“Deduco, che non me lo dirai…” dice lasciando il suo pensiero appeso in aria.

“No,” Rispondo. Lei sospira.

“Dopo tutto quello che è accaduto oggi, ho dimenticato di dirti che Josè ha chiamato,” dice impassibile questa volta.

La mia forchetta si ferma a mezz’aria mentre mi volto per guardarla. “Oh?” dico in tono interrogativo.

“Dice che vuole portarci i quadri che hai comprato.”

Un altro stronzo che ha messo gli occhi sulla mia donna! Sono sicuro che ce li porterà di persona grazie alla bontà del suo cuore spagnolo!

“Wow! Una consegna a mano. Che premura da parte sua,” mormoro con tono imprecante.

Anastasia finge di non avermi sentito. “Mi ha chiesto anche se voglio uscire a prendere qualcosa da bere.” Dove vuole arrivare? Mi sta chiedendo il permesso, o la mia opinione?

“Davvero…”

“Kate ad Elliot dovrebbero anche tornare in città,” dice velocemente. Appoggio la forchetta sul piatto e mi giro a guardarla con attenzione.

“Anastasia, cosa stai cercando di chiedermi?” domando alzando le sopracciglia.

“Non ti sto chiedendo niente. Ti sto mettendo al corrente di quello che farò Venerdì. Voglio vedere Jose, e lui ha bisogno di un posto dove stare. Può anche stare qua con noi, o a casa mia nel qual caso mi piacerebbe andare là,” dice tutto d’un fiato come se fosse inseguita o come se non fosse in grado di dire tutto se non lo fa in fretta. Sono shoccato! Dopo tutto quello che quello stronzo ha fatto, e dopo che l’ha quasi violentata, vuole ancora vederlo? E non solo vederlo, ma permettergli di stare con lei?

“Anastasia, lui ci ha provato con te!”

“È successo diverse settimane fa Christian. Eravamo entrambi ubriachi. Tu mi hai salvato, e lui non lo rifarà mai più. Per l’amor di Dio Jose non è Jack!”

“Allora, fallo stare a casa tua. Sono sicura che Ethan potrà fargli compagnia,” dico imbronciato. Non è forse stata quasi violentata questa sera, ed ora ecco un altro uomo che ha cercato di approfittarsi di lei, e la mia fidanzata vuole passare del tempo con quel figlio di puttana! Perché mi sta rendendo così difficile proteggerla?

“Christian, Jose vuole vedere me, non Ethan Kavanagh.” Concedimi la pazienza! La guardo con una smorfia.

Lei ha un’espressione di supplica. “Christian, Jose è solo un amico, e basta.”

“E, questo dovrebbe piacermi?”

Lei aggrotta le sopracciglia e la fronte guardandomi. “Ascolta, ti sti dicendo che lui è mio amico. Un amico che non ho più visto dalla sua mostra fotografica; e per troppo poco tempo. Lo so che tu non hai amici a parte quella donna demoniaca, ma non mi cruccio tutte le volte che la vedi.”

Quand’è che il discorso si è spostato su Elena? Sbatto le palpebre, attonito. Ana non vuole che io veda Elena?

“Christian, io voglio vedere Jose, e tu sai che non sono stata una buona amica per lui.”

Ma io sono ancora bloccato sul tema iniziale. “È questo quello che provi?”

“Huh? Riguardo a cosa?” chiede confusa.

“Riguardo ad Elena, naturalmente. Preferiresti che non la vedessi?” chiedo. So che la odia, e che è gelosa del nostro passato, ma, non avrei mai pensavo che non volesse che la vedessi mai più.

Lei sospira, e si ferma per un minuto, misurando la mia reazione con la sua depressione.

“Assolutamente!” dice con fervore. “Preferirei che non vedessi Elena.”

“Perché non l’hai detto subito?” chiedo in tono accusatorio. Io ho chiarito i miei sentimenti con lei; pensavo che lei potesse fare lo stesso.

“Perché? Christian, non sta a me dire se devi essere suo amico. Pensi che Elena sia l’unica amica che tu abbia mai avuto,” respira incupita. “Allo stesso modo, non sta a te dire se posso vedere il mio amico Jose. Non lo capisci?”

La mia mente calcola velocemente quali concessioni posso fare. Dio sa che non mi interessa vedere il fotografo. Quindi, permettere che Anastasia stia nel suo appartamento con due uomini che sbavano per lei non è un’opzione. D’altro canto, se lui stesse qua, potrebbe vedere che lei è la mia donna, e potrei tenerlo d’occhio. Per quanto lo disprezzi, questa è l’opzione migliore.

“Bene, lui può stare qua. In questo modo potrò tenerlo d’occhio,” mormoro con disgusto.

“Grazie Christian. Se anche io starò qui…” dice lasciando i suoi pensieri fluttuare in aria.

“Lo sai che hai tanto spazio,” dice gesticolando con la mano, sorridendo. E penso che abbiamo superato la parte peggiore della giornata.

“Oh Miss Steele, stai forse sogghignando?”

“Certamente Mr. Grey,” replica mentre prende il suo piatto per lavarlo. Le ho detto che può farlo Mrs. Jones, ma lo ignora e pulisce il piatto da sola. Sta cercando di tenersi occupata per espellere lo stress di oggi?

“Ana, devo andare a lavorare per un po’ piccola,” dice cercando di capire dal suo viso se va bene per lei.

“Va bene. Sono sicura che troverò qualcosa da fare,” replica.

“Vieni qua, piccola,” ordino in tono leggero e seducente, le mie braccia aperte. Lei viene verso il mio abbraccio velocemente, e avvolge le braccio intorno al mio collo. Prendo un grande respiro, e stringo la presa attorno al suo corpo; chiudo gli occhi assaporandola. Inspiro il suo profumo.

“Stai bene piccola?” sussurro.

“Cosa intendi?” chiede.

“Anastasia, non ti ricordi cos’è successo con quel figlio di puttana? E la merda di ieri? Voglio essere sicuro che tu stia bene,” dico preoccupato. Mi tiro indietro e controllo la sua espressione. Lei pensa per un minuto considerando la mia domanda.

“Sì,” sussurra di rimando. Chiudo gli occhi sollevato, grato per la sua capacità di recupero, e la tengo stretta nel mio abbraccio ancora, baciandole i capelli più volte.

“Non litighiamo, per favore,” dico implorante tra i baci. Inalo profondamente il suo profumo.

“Ana, il tuo odore è celestiale,” sussurro.

Lei raggiunge il mio collo e lo bacia, e sussurra, “anche il tuo.”

Infine la rilascio dal mio abbraccio, e le dico che sarò di ritorno in un paio di ore. Lei annuisce, sorridendo.

Vado nel mio ufficio, e chiudo la porta dietro di me.

Controllo le mie e-mail immediatamente e c’è il messaggio minaccioso di Barney.
____________________________________________________
Da: Barney Sullivan
Oggetto: Jack Hyde
Data: 15 Giugno 2011 21:37
A: Christian Grey

Mr. Grey,
Ho compilato una lista di voci che ho trovato nel computer della SIP di Jack Hyde. Sono quelli che seguono e l’effettivo contenuto è sul server GEH FTP dato che i contenuti originali sono troppo grandi. La prego di usare il link che le ho fornito per accedere e scaricare i contenuti relativi a lei e i suoi.

Famiglia Grey Indirizzi di Casa:
Cinque proprietà a Seattle, area di Washington (vari indirizzi che la sua famiglia ha avuto, suo fratello, e lei, signore)
Due proprietà ubicate a Detroit, Michigan.

Relazioni Dettagliate su:
Mr. Christian Grey
Mr. Carrick Grey
Mr. Elliot Grey
Dr. Grace Trevelyan-Grey
Miss Mia Grey
Miss Anastasia Steele

Articoli di giornali e pubblicazioni online relative a:
Mr. Christian Grey
Mr. Carrick Grey
Mr. Elliot Grey
Dr. Grace Trevelyan-Grey

Foto:
Christian Grey (file 1)
Miss Mia Grey (file 2)
Dr. Grace Trevelyan-Grey (file 3)
Mr. Carrick Grey (file 4)
Mr. Elliot Grey (file 5)

La prego di usare il seguente link FTP per accedere ai suddetti file. Può usare le sue informazioni personali di login per scaricare, signore: https://geh.com/ftpclient/account/login.com
Ovviamente controllerò per vedere se ci sono altri file nascosti nel computer, o da qualche parte nel server della SIP. La informerò di qualsiasi cosa io trovi.

Barney Sullivan
Capo del Settore Informatico, GEH
_____________________________________________________
Faccio il login nel server, e scarico le informazioni che Jack Hyde ha raccolto su di me e la mia famiglia, e questo ha richiesto un gran numero di anni.

Esamino le informazioni. Sembra che sia in missione per trovare notizie. A cosa serve raccogliere queste informazioni? Perché su tutta la mia famiglia? Per l’ora successiva, controllo tutto nei file. L’uomo è ossessionato dalla mia vita. Ho il sentore che si tratti solo di me. Sta raccogliendo informazioni sulla MIA famiglia, le MIE proprietà, la MIA fidanzata … La mia fidanzata! L’ha attaccata oggi, e avrebbe potuto farle davvero del male se non fosse stato per l’addestramento di Ray! Lascio immediatamente il mio computer con il desiderio di trovare Anastasia, e stringerla nelle mie braccia ancora una volta. Quando vado in salone, lei non è lì. Vado nella mia camera da letto, ma non c’è segno di lei nemmeno là. Il panico cresce in me. Salgo in quella che era la sua stanza,e non è neanche lì. Questa volta provo subito a vedere in biblioteca, ma è buia e vuota. Dove altro potrebbe essere?

Mi giro e mi guardo intorno nel corridoio, e noto filtrare la luce dalla stanza dei giochi. Non ricordo di aver lasciato la porta aperta.

Lentamente arrivo alla porta. C’è Anastasia che sta curiosando nei cassetti dove tengo alcuni dei sex toys. Cosa ci fa qui? Prende un dilatatore anale dal cassettone, inclina la testa e lo guarda come se fosse un oggetto del “Museo di Ripley, che tu ci Creda o no!” Poi prende un altro dilatatore, e lo esamina, completamente confusa sulla sua funzione. Sento un sorriso nascere sulle mie labbra. La sua innocenza è assolutamente adorabile. Lei alza lo sguardo sentendo il mio sguardo intenso su di lei, e mi guarda star fermo sull’uscio.

“Ciao,” dice timidamente, notando il mio sguardo ardente.

“Che ci fai qui?” chiedo dolcemente. La sua presenza qui riesce sia ad arraparmi che a terrorizzarmi. Il ricordo di lei qui, mentre mi lasciava, è ancora fresco, e non so se la voglio in questa stanza. Ma poi, abbiamo passato delle ore estremamente piacevoli qui, attivamente, mentre scopavamo e facevamo l’amore. I miei sentimenti sono confusi e agitati riguardo la stanza dei giochi. Oh, sì, ero qui prima, chiedendomi cosa dovevo farci. Non sono troppo sicuro se lei voglia che io tenga questa stanza, ma comunque mi sta sorprendendo completamente, ancora una volta.

Lei arrossisce, imbarazzata per essere stata beccata a fare qualcosa che non dovrebbe. “Uhm, ero un po’ annoiata, e mi sono incuriosita,” dice facendo spallucce come se questo spiegasse tutto. “Allora, eccomi qui,” dice facendomi un sorriso di scuse. Entro nella stanza, e mi passo l’indice sulle labbra, provando a nascondere un sorriso.

“Curiosa e annoiata, dici. E’ una combinazione molto pericolosa, Miss Steele,” dico con voce roca, il mio sguardo è lussurioso. Deglutisce forte, sapendo cosa c’è dietro il mio sguardo.

“Forse posso aiutarti. Di cosa eri curiosa, esattamente?”

“Oh… Beh… Sai, la porta,” dice nervosamente indicando la porta, “era aperta, e sono semplicemente … entrata,” blatera ansiosa.

Quando alla fine arrivo da lei, poso le braccia e il mento sul cassettone che contiene i vari giochi.

“Penso di aver dimenticato di chiudere la porta quando sono stato qui prima, contemplando cosa fare con tutto questo,” dico un po’ meravigliato di me stesso per essermi dimenticato di chiudere la porta.

“Oh?” chiede sorpresa.

Ora sono curioso. Lei è qui, in questa stanza. Chiaramente c’è qualcosa che le piace. Ma, cosa? “Ed eccoti qui, Miss Steele, piena di curiosità.” Anastasia mi guarda sorpresa.

“Allora, non sei arrabbiato con me, Christian?” sussurra alquanto spaventata.

“Perché dovrei essere arrabbiato, Ana?”

“Non lo so. Forse perché sto oltrepassando dei limiti. Chi lo sa, Christian? Sei sempre arrabbiato con me per una ragione o per un’altra,” dice, alzando le spalle come se fossi il mistero, la curiosità. Questa valutazione mi spiazza. Non mi arrabbio sempre con lei, no? No. Solo se si mette in pericolo quando non è necessario.

“Ovviamente stai oltrepassando dei limiti, ma non sono arrabbiato con te per questo. Spero che un giorno acconsentirai a …” questa volt io divento nervoso. “Beh, vivrai con me, e tutto quello che c’è qui sarà anche tuo,” dico con intensità.

“Stavo provando a decidere cosa farci oggi. Ma non sono sempre arrabbiato con te. Sai che non lo ero stamattina,” dico lascivo. Lei sorride.

“Eri il Christian giocoso. Quello mi piace,” dice.

“Davvero, Miss Steele?” dico alzando un sopracciglio con un sorriso compiaciuto.

Alla fine, ricordandosi di avere un sex toy in mano, lo alza curiosa e mi chiede di cosa si tratti.

“Curiosa come sempre, Miss Steele? E’ un dilatatore anale che ho comprato per te,” dico.

“Per me?” chiede con voce gracchiante. Annuisco, ma ora sono attento alla sua reazione mentre si acciglia.

“Compri giochi nuovi per ogni … uhm … sottomessa?” chiede nervosa.

“Alcuni giochi sì.”

“Questi includono i dilatatori anali?”

“Proprio così.”

Lei deglutisce, a disagio. Estrae un altro giocattolo composto da sferette di dimensioni decrescenti chiedendomi che cosa sia.

“Si chiamano sfere anali,” rispondo. Lei le lascia cadere nel cassetto come se avesse toccato il fuoco, con uno sguardo sconvolto sul volto. Scuote la testa come per scacciare un’immagine disgustosa dalla mente.

“Hanno un effetto intenso se le tiri fuori durante l’orgasmo,” dico alzando le spalle. Sono solo giocattoli.

“Quindi hai comprato il contenuto di questo … mmm … cassetto anale per me?” chiede facendomi sorridere.

“Sì,”

Lei lo chiude scioccata. “Non ti piace il contenuto del cassetto anale, piccola?” chiedo con nonchalance.

Lei si schiarisce la voce. “Bè, non sarebbe in cima alla mia lista dei regali di Natale,” dice innocente, facendomi sorridere.

Tocca il cassetto successivo, preoccupata di scoprire quello che contiene. Le dico che il prossimo cassetto contiene dei vibratori. Lei punta verso l’altro estraendone uno degli oggetti.

“Quelli sono più interessanti. Sono pinze genitali,” dico e la sua espressione traduce un migliaio di parole. Le lascia cadere immediatamente nel cassetto.

“Queste sono sia per il dolore che per il piacere, ma soprattutto per il piacere,” spiego con voce delicata.

Lei prende un altro oggetto e mi chiede di identificarlo.

“Pinze per capezzoli, per il dolore e per il piacere,” spiego. È curiosa e gliele faccio provare sul mignolo.

“Proverai una sensazione molto intensa, ma quando le togli si verifica il picco del dolore e del piacere.”

“Mi piacciono,” mormora timidamente.

“Lo sai Miss Steele? Ci avrei scommesso,” dico compiaciuto. Lei annuisce e si morde il labbro sovrappensiero. Il mio sguardo si incupisce e il mio desiderio per lei è già al massimo in questa stanza. Allungo la mano e le afferro il mento liberando il suo labbro dalla prigionia dei suoi denti.

“Sai che effetto ha su di me,” dico cupo.

Mentre mette a posto le pinze nel cassetto, gliene mostro un altro paio. “Queste le puoi regolare,” le faccio vedere.

“Regolarle come?”

“In base al tuo umore puoi indossarle molto strette … oppure no,” dico senza abbassare il mio sguardo pieno di desiderio carnale. Il suo respiro aumenta, le sue labbra si schiudono. Lei deglutisce e si fa timida, tenendosi impegnata nel cercare un altro oggetto nel cassetto.

“A cosa ti serve una rotella da cucina?” chiede innocente.

Sorrido. “Questa è una rotella neurologica di Wartenberg,” dico, e lei mi guarda confusa. Allungo il braccio e le prendo la mano. “Distendi il palmo,” dico delicato, il mio pollice che accarezza le sue nocche. Quando i nostri corpi si connettono, una scarica di energia si scatena in entrambi facendoci rabbrividire. La guardo con desiderio. Quando apre il palmo, faccio scorrere la rotella sul suo palmo. Lei geme, “Ah!” ma ha uno sguardo sorpreso sul viso per quello che sente.

“Immaginati questo sui tuoi seni,” le sussurro all’orecchio lascivo. Ritrae la mano, arrossendo. “C’è un confine molto sottile tra il dolore e il piacere, Ana,” dico mettendo a posto la rotella.

“Per cosa ti servono le mollette da bucato?” chiede curiosa quando le vede nel cassetto.

“Ci sono molte cose che puoi fare con una molletta da bucato,” dico, il desiderio che mi brucia.

Si appoggia al cassetto con la schiena e lo chiude. Immagino che non voglia ulteriori spiegazioni.

“È tutto?” chiedo divertito dopo aver visto la sua reazione.

“No,” dice aprendo un altro cassetto dove trova la ball gag. “Per tenerti buona,” dico sorridendo al pensiero delle sue labbra.

“Limiti relativi,” mormora.

“Mi ricordo. Ma sai, puoi ancora respirare con questo,” dico mostrandoglielo. Mi chiede se l’ho indossato in precedenza. Le dico di sì.

Lei ovviamente lo associa ancora al dolore, pensando che l’abbia indossato per mascherare le mie grida. Sospiro, ancora una volta.

“Anastasia, è questione di controllo. Pensa come saresti impotente, legata e incapace di parlare … Quanta fiducia dovresti avere nel fatto che io possa leggere il tuo corpo e le tue reazione senza sentire le tue parole. Mi daresti il massimo controllo rendendoti completamente dipendente da me,” le spiego.

Reclina la testa e studia la mia espressione. Sembra triste.

“Sembra che ti manchi tutto questo, Christian,” osserva.

“Questo è quello che conosco,” confesso. Tutto il resto è nuovo e questo è stato il mio stile di vita per molto tempo. La guardo con desiderio, indifeso.

“Sai che hai potere su di me Christian,” sussurra.

“Davvero, Ana? Tu mi fai sentire …” dico sospirando. Qual è la parola giusta … inadeguato, vulnerabile, esposto, impotente … “Indifeso,” dico alla fine. Questo rende l’idea.

“No! Perché pensi questo?” chiede con fervore.

“Perché Anastasia, sei l’unica persona al mondo che può davvero ferirmi,” confesso. Ferirmi senza possibilità di guarigione. Mi sentivo impotente quando mi ha lasciato. Sono morto un migliaio di volte ieri pensando che sarebbe stata uccisa! E oggi, qualcun altro ha cercato di farle del male! Di farle del male per davvero! Lei può distruggermi semplicemente stando lontana da me.

“Oh, Christian, sai che questo vale per entrambi. Se non mi volessi … questo dove mi porterebbe?” dice guardandosi le dita nervosa. È scossa da un brivido come se un vento freddo soffiasse nella stanza. “Non ho mai voluto ferirti, Christian. Io ti amo.” Sussurra, alzando lo sguardo su di me. Ancora non capisco perché mi ama. Non posso essere amato. Le sue dita sfiorano le mie basette e il suo tocco è celestiale. Chiudo gli occhi godendomi le sue carezze. Lascio cadere l’ultimo giocattolo nel cassetto e lo chiudo. Tutto quello che voglio è stringere la mia ragazza tra le mie braccia e sentire la sua presenza. Le mie braccia avvolgono i suoi fianchi attirandola a me.

“Abbiamo finito con le spiegazioni?” chiedo con voce dolce e lasciva.

“Perché? Cos’hai in mente?” chiede. Quando mi chino e la bacio dolcemente, lei ricambia il mio bacio abbandonandosi al mio abbraccio.

“Piccola, oggi sei quasi stata aggredita. Voglio essere sicuro che tu stia bene.” dico con preoccupazione e rabbia nella voce.

Lei alza le spalle. “Allora? Dov’è il problema?” Mi tiro indietro per osservarla.

“Che cosa vuoi dire?” le chiedo con rabbia.

“Sto bene, Christian,” dice imperturbata. La stringo ancora di più, seppellendola nel mio petto. “Ogni volta che penso a quello che ti sarebbe potuto succedere,” mi sento soffocare. Non avrei superato questa notte. Avrei ucciso il bastardo! Cerco di percepire Anastasia con il tatto, l’olfatto e il gusto. Inspiro il suo profumo e bacio i suoi capelli tenendola stretta contro di me.

“Christian, sono molto più forte di quello che sembra,” sussurra contro il mio collo.

“So che sei forte piccola,” sussurra. Ma questo non è abbastanza per farmi stare tranquillo. Non voglio rievocare i miei demoni stanotte. Le bacio ancora i capelli lasciandola andare. L’attenzione di Anastasia si ridesta e la sua mente curiosa capta un altro giocattolo nel cassetto. Lo solleva e lo guarda curiosa.

Questo è un altro strumento di controllo che mi piacerebbe provare su di lei proprio adesso.

“Questa è una barra divaricatrice con manette per mani e piedi,” mormoro mentre il mio sguardo si incupisce per la passione.

“Come funziona?” chiede con occhi accesi, cercando una dimostrazione.

“Vuoi che te lo mostri?” sussurro ringraziando Dio per questa donna sempre curiosa. Chiudo gli occhi supplicando. Lei mi toglie il fiato con una semplice domanda e risveglia il mio dio del sesso come nessun altro.

“Sì, penso che mi piacerebbe una dimostrazione. Mi piace essere legata,” sussurra timida e io sono sul punto di esplodere. Inspira, espira.

Ma il mio desiderio si smorza, perché questa stanza è legata a ricordi dolorosi per me. Non posso averla qui. Il ricordo di lei che mi lascia qui in questa stanza è ancora vivido.

“Oh, Ana. Non qui,” dico con voce tormentata.

“Perché no?”

“Perché ti voglio nel mio letto, non in questa stanza. Vieni,” dico prendendo la barra dalle sue mani e portandola fuori dalla stanza dove il mio ultimo ricordo è lei che mi lascia da solo con il mio cuore e la mia anima. Chiudo il dolore e il ricordo tormentoso. Me ne occuperò in un altro momento, all’interno della stanza dei giochi.

2 thoughts on “CAPITOLO XVII

  1. Mi piace molto la parte nella quale è descritto più del solito Taylor. Anche Lui è un po’ un Extraterrestre come Christian: non mangia,non dorme, non stacca mai il cellulare, non sc…, ecc. ecc.
    perchè deve essere sempre reperibile anche se è a farsi una Doccia… certo, un Capo così non è da invidiare… ma un Christian così SI’ pero’!!

  2. C’é sempre qualche parte di Christian che viene fuori, capitolo dopo capitolo, ed in questo in particolare la preoccupazione per Anastasia alla SIP x non parlare di quello che ne consegue é una cosa nuova da leggere….. la preoccupazione in questo capitolo a mio avviso é diventata quasi un tutt’uno con la “furia cieca ed omicida” di Christian rivelando di sé un lato così oscuro che anche tutti gli aggettivi menzionati a proposito in precedenza non hanno reso l’idea 😉

    Christian che lotta sempre di più per la sua fidanzata…. ma riusciranno i due a stare insieme per davvero definitivamente ???
    Per sbaglio, qualche tempo fa, credo d’aver letto la risposta che Ana da a Christian a proposito della proposta di matrimonio, ma sono così curiosa di sapere se ci sarà “l’happy ending” !!!!!!!!!!! ♥‿♥ ♥‿♥

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