CAPITOLO XVI

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Ti amo fino alla profondità, l’ampiezza e l’apice
che la mia anima può raggiungere.

Il piccolo appartamento è pieno di fumo. Mi sento soffocare. I miei occhi lacrimano e tossisco. Le mie piccole mani si stringono a pugno e mi sfrego gli occhi con forza. Questo mi provoca ancora più dolore. Lui è ancora seduto al tavolo con le sedie spaiate. Soffia il fumo nell’aria, con le labbra socchiuse, spingendo fuori il fumo con calma. Il fumo della sigaretta va verso l’alto e forma una piccola nuvola sopra di lui. Regge il mozzicone tra le mani guardandosi attorno. Fa cadere la cenere sul pavimento della cucina dove stava fumando.

“Non c’è un cazzo di posacenere in questa cazzo di topaia!” grida a mia madre. Sono spaventato, ma fingo di giocare con la mia macchinina sul pavimento. Le mancano le ruote e la vernice è graffiata.

“Brum! Brum!” faccio finta di guidare.

“Chiudo quella cazzo di bocca, tu, piccola merda!” urla. Sono spaventato e grido “Mamma!”, ma la sua grande mano afferra le mie braccia e i miei piedi si sollevano dal pavimento. La macchinina mi cade dalle mani, finisce sul pavimento, colpisce l’armadio e si ferma.

“Sono stufo di questo moccioso! Dovevi proprio farti mettere incinta e partorire questa merda?” dice mentre mi apre la camicia e preme il mozzicone sulla mia pancia! Urlo per il dolore. Grido perché mia mamma mi aiuti.

“Mamma! Mamma! Aiuto!”

Ma la mamma mi guarda e basta. Non verrà da me e non mi aiuterà. È pietrificata al suo posto con il panico negli occhi. Ha paura di quest’uomo. Lei fa un passo avanti, ma lui le urla addosso.

“Rimetti giù il tuo culo prima che ti metta sotto i miei piedi! Vuoi che ti scopi davanti a tuo figlio?” Mia mamma si ferma. Non dice niente. Si siede. La mamma non mi aiuterà. Io grido per il dolore.

“Zitto! Zitto! Zitto!” grida scoprendo i suoi denti gialli. Sto soffrendo. Lui preme il mozzicone con forza sulla mia pancia. Fa un rumore sibilante. Mi sta bruciando! Cerco di spingere via la sua mano con le mie e inizio a gridare. Ma lui mi tiene entrambe le mani e mi dà uno schiaffo in faccia. Io piango più forte.

“No! No! Mamma, aiuto!” Ma la mamma non viene. È lì seduta, a testa bassa. Si copre le orecchie. Lui mi scaraventa sul tappeto verde, sporco. Mi raggomitolo tenendomi la pancia. Mi brucia, mamma! Brucia.

“Sta gridando ancora, cazzo! Cristo! Fai stare zitto il tuo moccioso del cazzo!” Cammina sopra di me e mi dà un calcio con il suo stivale” l’ultima cosa che vedo è la gomma sporca della suola del suo stivale che mi colpisce ancora facendomi male alla pancia. Piango per il dolore! Non farmi più del male! Estrae la sua cintura. Si china sul pavimento. Mi solleva dalla gamba e mi sbatte sul divano vicino alla mamma. Mi tira giù i pantaloni. La cintura colpisce il mio sedere e io grido forte!

“Christian! Christian! Svegliati!” Qualcuno mi scuote. Apro gli occhi confusi, spaventato. Il mio corpo è tutto teso, i miei occhi assenti, la mia mente cerca ancora di allontanare l’incubo e la mia gola è secca e roca per le grida. Le mie mani guizzano sul letto senza incontrare nessuno. Per un minuto sono terrorizzato per aver scoperto che Anastasia non è nel nostro letto. Il mio respiro è pesante; i miei occhi scandagliano velocemente la stanza che è priva della sua presenza, finché la trovo di fianco al letto.

“Te ne sei andata!” la accuso, biascicando, “Devi essertene andata,” dico con gli occhi spalancati, ancora terrorizzato. Lei ha un’espressione preoccupata. Viene verso di me. “Sono qui,” sussurra cercando di rassicurarmi. La sua mano raggiunge il mio viso accarezzandolo, tranquillizzandomi e cercando di calmarmi.

Il mio respiro è ancora frenetico per l’orribile incubo. “Te n’eri andata,” sussurro con voce roca, ancora spaventato.

“Sono solo andata a prendere qualcosa da bere; avevo sete,” dice. Dopo aver avuto quel sogno orribile che si ripete sempre e aver scoperto che lei se n’era andata, pensavo che l’avesse fatto definitivamente e mi sono sentito perso e abbandonato. Vederla mi dà sollievo immediatamente. “Sei qui. Oh, grazie al Dio,” sospiro per il sollievo. L’attiro a me subito e la trascino giù sul letto tenendola stretta come se potesse volare via.

“Sono solo andata a prendere qualcosa da bere Christian,” sospira con voce rassicurante. Ma il mio cuore non vuole calmarsi. Batte forte, cercando di uscire dal mio petto … Tu tum … Tu tum … Tu tum … Batte forte! Cavallo Bianco … Cavallo Rosso … Cavallo Nero … Cavallo Verde … Bianco, rosso, nero, verde … Non riesco a calmare il mio cuore che batte all’impazzata, veloce come i quattro cavalieri, come se fossi l’infausto portatore dell’Apocalisse. Abbraccio Anastasia avvicinandola a me. Ancora più vicino. Guardo il suo viso, lo esamino. Voglio accertarmi che non avesse intenzione di scappare. Scappare via da me. Da noi. Non lo sopporterei. Lei vede la paura nei miei occhi spaventati e inizia ad accarezzarmi ritmicamente i capelli e le guance. Il mio respiro è ancora faticoso, ancora spaventato, e la luce che illumina la stanza non scaccerà via l’oscurità che copre come catrame la mia anima afflitta.

“Ti prego Christian, sono qui. Non vado via … non vado da nessuna parte,” sussurra in tono rassicurante, ripetendomelo ancora e ancora finché non riesce a penetrare attraverso la crepa nella mia anima.

“Oh, Ana,” sussurro con voce roca, realizzando finalmente che lei è qui insieme a me e ad un tratto voglio sentirla ancora più vicina. Afferro il mento di Anastasia per tenerla ferma e le copro le labbra con le mie, baciandola a fondo intensamente; in un bacio divorante. Voglio sentire la sua presenza; voglio sentire tutto di lei. Le mie labbra si spostano fino al suo orecchio e alla sua gola per poi tornare indietro alle sue labbra, mordicchiandole e aprendole con i miei denti. Le miei mani esplorano tutto il suo corpo. Metto le mani sotto la mia maglietta che lei sta indossando e la tiro su fino ai seni, accarezzando e pizzicando i suoi capezzoli, facendola gemere. L’altra mia mano si muove fino ai suoi fianchi e al suo torso toccando i contorni del suo corpo. Lei si contorce con la stessa passione e mi attira a sé, gemendo di piacere.

Ho bisogno di lei. Ho bisogno di sentirla. Ho bisogno di sapere e di sentire che lei è con me e che mi vuole. Il desiderio che sento per lei è immenso.

“Ti voglio,” sussurro nella sua bocca tra un bacio e l’altro.

“Sono qui per te Christian. Solo per te tesoro,” dice, e le sue parole sono la mia rovina, arrivano fino al mio cuore, viaggiano fino alla mia anima, attenuando la sofferenza che mi ha tenuto occupato dalla notte scorsa, facendomi gemere per il dolore, il bisogno e la disperazione. Lei afferra l’orlo della mia maglietta e lo tira; me la tolgo per lei e la getto nell’angolo della stanza. La voglio nuda: non voglio niente tra di noi. Mi inginocchio tra le sue gambe e la sollevo mettendola in posizione seduta, poi le sfilo la maglietta e la getto via. L’atmosfera è carica di voglia, desiderio e amore, ma non è solo qualcosa di sessuale; è un bisogno primario. Devo riuscire a percepirla per potermi sentire ancora una persona completa. Non voglio sentirmi come se mi mancasse una parte di me. Lei mi completa … ho bisogno di questo legame. Ne ho bisogno più di qualsiasi altra cosa in questo momento. Le afferro il volto con le mani e inizio a baciarla rivelandole il mio bisogno. Affondiamo entrambi nel letto, Anastasia sotto di me e io sdraiato sopra di lei. La mia coscia è tra le sue gambe e la mia erezione in crescita spinge contro di lei attraverso i boxer, desiderandola; volendola reclamare. Questa è un’affermazione del mio amore per lei, ma anche una richiesta di affermazione del suo amore per me.

Dopo tutta la merda che abbiamo passato insieme, ho bisogno che lei mi riconfermi il suo amore per me. Le mie labbra vanno verso il suo viso e il suo collo, per poi tornare alle sue labbra. La mia lingua guizza dentro la sua bocca cercando di consumarla. Lei si affloscia sotto di me. Sento subito che diventa rigida, distante e fredda. Oh no!

“Christian, fermati ti prego!” sussurra nella mia bocca. No piccola, no, per favore! “Basta! Non posso farlo, Christian,” dice spingendomi via. Via da lei. Non ha mai fatto una cosa del genere prima! Lei non mi vuole! Mi uccide dentro il fatto che lei possa non desiderarmi più; anche se è solo per questo momento.

“Cosa c’è? Ana, no … Cosa c’è che non va?” mormoro senza fermarmi. Continuo a baciarle il collo e con la lingua traccio il percorso fino alla sua gola con il più delicato dei tocchi, proprio come piace a lei, e di solito lei mi corrisponde. Ma adesso non sortisce nessun effetto … No! Per favore! Piccola! Non respingermi!

“No Christian, per favore. Non posso farlo … Non ce la faccio, non adesso. Dammi del tempo … ho bisogno di tempo per favore,” mi implora spingendomi via ancora. Lo so che è per tutta quella merda incasinata che ho rivelato davanti a lei. La mia madre biologica, le mie ragazze dai capelli castani, Leila, io che mi prendo cura di lei…

“Ti prego piccola, non pensarci troppo,” sussurro al suo orecchio, senza rompere la connessione. Se mi fermo, impazzirò per l’intensità del mio bisogno di lei. Succhio leggermente il lobo del suo orecchio, sapendo che è una linea diretta con la sua libidine. “Ah!” geme. Grazie a Dio! Il suo corpo è in armonia col mio e la sua connessione con me è più forte di quella con la sua mente. Il suo corpo mi vuole, anche se la sua mente dice ‘no’. Solleva i fianchi verso di me mentre con le mani mi spinge via.

“Sono sempre lo stesso Ana. Tutto quello che so è che ti amo e che ho un disperato bisogno di te. Toccami … Ti prego, Ana,” la imploro, sapendo che non può fare a meno di toccarmi. Dobbiamo farlo; ho bisogno di questa connessione per poter provare emozioni … Per poter essere ancora capace di sentire qualcosa. Non voglio sentirmi insensibile; questo è quello che sarei senza di lei. Insensibile, incapace di provare emozioni, dentro e fuori. Sono sopra di lei e la guardo per ottenere il permesso di amarla, di abbracciarla. Voglio che lei mi desideri. Sto forse chiedendo troppo? L’idea di Anastasia che non mi vuole è straziante. Mi attanaglia. I miei occhi tradiscono la mia preoccupazione. So che lei ha sempre voluto toccarmi. Anche se l’incubo è nuovo, il dolore di essere toccato e la paura si stanno facendo sentire brutalmente dentro di me; voglio fare questo per lei. Lei allunga le mani esitante. Posiziona delicatamente una mano sui peli del mio petto. Io sussulto come se avesse in mano una manciata di braci ardenti che mi bruciano. Chiudo gli occhi con un rinnovato senso di paura. È solo l’afefobia; la paura di essere toccato. Questa è Ana … Questa è Ana … Questa è la mia Ana … Continuo a tenerlo a mente, cercando di tenere a bada la paura. La sua mano mi sta toccando dappertutto, muovendosi fino alla mia spalla senza perdere il contatto con la mia pelle. Riesco a malapena a respirare. Il mio corpo trema e si agita per il suo tocco. Non so se è principalmente dolore oppure un lieve piacere. Le sue mani si muovono sulle mie scapole e vanno in esplorazione senza spezzare la connessione. Io gemo … Mi contorco per questo dolore-piacere che non ho mai provato prima.

Devo averla, superare questa paura. Questa è Ana! La mia testa affonda nel suo collo; le mie labbra si mettono all’opera succhiando e baciando, stuzzicando e mordendo delicatamente, tracciando una linea fino al suo collo, il suo mento, accarezzandole le labbra, il naso e poi ancora sulle sue labbra sensuali. Le mie labbra coprono le sue in modo possessivo, pretendendo di aprirsi un varco, di essere ricambiate. La mia lingua saetta nella sua bocca possedendola ed esplorandola, reclamandola nuovamente mentre le mie mani la toccano e io voglio possedere tutto il suo corpo. Le passano sui fianchi, su fino ai seni. Proprio adesso voglio avere in bocca i suoi capezzoli, annusare la sua pelle e permetterle di inebriare il mio corpo e la mia anima. La mia bocca viaggia giù verso il suo sterno e le miei labbra si spostano sopra la soffice curva dei suoi seni mordendo lentamente, succhiando vittoriose. Raggiungo la punta del suo seno vivace. Mentre tengo in bocca il suo capezzolo, lo manipolo e lo succhio, mentre catturo l’altro tra pollice e indice, sfregandolo e facendolo indurire abilmente. Voglio che Anastasia mi distragga dalle mie paure, che mi influenzi, che mi mostri come si esce da questa miseria conducendomi alla luce … alla sua luce, e mi dica che mi ama; che davvero mi ama profondamente, con tutte le mie sfumature incasinate.

Le mani di Anastasia si muovono sulla mia schiena, memorizzando la forma dei muscoli, sempre in movimento, tirandomi, toccandomi e bevendo con sete implacabile. Le sue mani sono su tutta la mia schiena, sul petto e sulle spalle. Questa è la prima volta in assoluto che qualcuno mi tocca in questo modo … Prima non avrei mai potuto sopportarlo. Non era una possibilità per me; ma con Anastasia, tutto è possibile. Lei è qualcosa di più … È la mia speranza, la mia amata e la mia ragazza a tutti gli effetti! Questo pensiero mi provoca un sentimento di possesso ancora più grande e le mie labbra si serrano strette attorno all’altro capezzolo, succhiando e tirandolo. Il corpo di Anastasia si solleva per incontrare il mio e le sue unghie iniziano ad affondare nella mia schiena facendomi ansimare e gemere per un dolore misto a paura e per un piacere insopportabile; perché questa intensità è nuova e indescrivibile.

“Cazzo, o, cazzo! Ana!” gemo; tutte le emozioni mi attraversano facendomi sia urlare per il dolore che gemere per il piacere. Lei sta ansimando in risposta ai miei gemiti e i nostri respiri sono sincronizzati; si abbinano, gareggiando per il desiderio. Muovo la mia mano verso il suo ombelico e ancora più in basso verso il suo sesso, accarezzandolo, e le mie dita le entrano dentro; la sensazione è travolgente e mi fa gemere. Le mie dita di muovono circolarmente dentro di lei e il suo bacino si solleva contro la mia mano. Il mio palmo si appoggia contro il suo sesso e le mie dita sono dentro di lei fino alle nocche. Mi desidera e io devo averla. Mi metto seduto di colpo, mi tolgo i boxer e mi giro verso Anastasia chiedendole il permesso. Prendo la bustina di un preservativo e gliela porgo, cercando la sua approvazione. “Vuoi farlo Ana?” sussurro. “Davvero?” Cerco il suo viso. “Sai che puoi ancora dire di no,” le dico ricordandole che è lei quella che ha il potere.

Lei guarda in alto verso di me, con il desiderio che le attraversa ancora lo sguardo con la stessa intensità del mio. “Christian, non lasciarmi la possibilità di riflettere; ti voglio e basta,” dice mentre apre la bustina e con mani tremanti cerca di srotolare il preservativo sulla mia erezione, superando l’emozione. I sentimenti e la voglia che sento per lei stanno aumentando e il suo tocco con mani tremanti li alimenta, facendo straripare il mio desiderio. “Attenta, Anastasia. Così mi smonti,” sussurro. Le mie mani si spostano sopra le sue e questa connessione conferisce maggiore forza a entrambi. La tengo stretta e ci giriamo così lei adesso è sopra di me. Le sto permettendo di avere il controllo; così che sappia che mi possiede quanto io possiedo lei.

“Prendimi tu,” sussurro con voce roca trasmettendo tutta l’intensità del mio desiderio. Mentre premo sulle sue labbra, lei assume l’incarico e lentamente, senza fretta, mi fa affondare dentro il suo sesso creando un legame, e la sensazione è avvolgente, soddisfacente e rassicurante allo stesso tempo. Si china su di me e mi bacia; chiudo gli occhi godendomi la sensazione di lei. Lei fa passare i suoi denti sulla mia mascella, percependo la ricrescita della mia barba, permettendomi di pungerle le labbra. La amo così tanto … “Ana,” sussurro. “Toccami … Ti prego,” la imploro. Ho bisogno di questo legame. Nel mio profondo, non vedevo l’ora che le sue mani si posassero su di me, ma le paure e i tormenti della mia anima mi hanno sempre fermato. Anastasia si china ancora e mi tocca.

La sensazione è una tortura, ma devo farcela! È sia il veleno che l’antidoto. Fa male, ma guarisce. Edifica la mia resistenza. Un mugolio mi sfugge dalle labbra, “Ahhh,” mentre fa scorrere le sue unghie sul mio petto e mi spinge ancora più dentro di lei. Devo mantenere il controllo; devo sentire di avere il controllo! La paura e il dolore sono soprafacenti. Mi muovo velocemente e metto Anastasia sotto di me. Sono sopra di lei e sento di avere ancora il controllo, ma sono al limite della mia resistenza e devo farla smettere di toccarmi. Le mie paure scorrono come un fiume in piena e trattengo un singhiozzo che sta per sfuggirmi dalle labbra. Non posso usare una safeword con Anastasia! Siamo innamorati. Gli innamorati non usa le safeword tra di loro, ricordo a me stesso. “Basta Ana, per favore,” supplico gemendo. “Basta, ti prego,” imploro alla fine e la diga si rompe facendomi versare delle lacrime involontarie. Anastasia avvicina le mani al mio viso e mi accarezza le guance delicata, asciugando le lacrime. Le sue mani tirano il mio viso verso il basso e lei incontra le mie labbra a metà strada, baciandomi; le sue mani esplorano la mia schiena. La sensazione di piacere-dolore ricompare, ma è sopportabile. Gemo e ansimo, e mi muovo dentro di lei con forza. Spingendo, roteando, ma lei non ricambia, non riesce a lasciarsi andare. È ancora troppo presa dalle sue preoccupazioni e io ho bisogno che lasci stare. Deve stare con me.

“Ana lasciati andare,” cerco di convincerla.

“No!” dice turbata, allontanandosi. È una battaglia tra le nostre volontà.

“Sì!” ringhio con voce profonda gutturale. Si sta bloccando mentalmente e non ha intenzione di mollare. Non può lasciar perdere.

“Lasciati andare!” la incoraggio. Lei vacilla e il suo viso la tradisce; preoccupazione, apprensione e perplessità dalla scorsa notte si mescolano nei suoi occhi.

“Sono io piccola … Avanti; ne ho bisogno. Vieni con me!” la incito mentre mi sposto e roteo i miei fianchi leggermente, girando e spingendo, finché il suo corpo finalmente ricambia i movimenti del mio e lei raggiunge l’apice; i suoi muscoli interni si contraggono attorno alla mia erezione, stringendomi, spingendomi verso il mio culmine, e io vengo gridando il suo nome come un grido di guerra … mentre entrambi otteniamo una vittoria sulle nostre menti. Crollo sopra di lei con tutto il mio peso seppellendola ancora più in profondità nel materasso e rimaniamo attorcigliati l’uno attorno all’altra, mentre scosse di assestamento e tremori attraversano i nostri corpi avvinghiati.

Mi sento appagato e la preoccupazione mi abbandona momentaneamente mentre giaccio avvolto tra le braccia di Anastasia, che mi culla e mi coccola. Mi accarezza i capelli con rassicurazione e amore. Le sue guance sono arrossate; sta praticamente ardendo e vederla in questo stato calma il mio respiro e il mio cuore. “Non lasciarmi mai,” sussurro mentre sono sdraiato sul suo petto. Sento il suo collo tendersi indietro e di solito tira indietro la testa quando alza gli occhi al cielo. Sorrido per la sua reazione. “So che stai alzando gli occhi al cielo,” mormoro.

È sorpresa, ma poi sussurra in risposta, “Mi conosci molto bene, Christian.”

“Vorrei conoscerti meglio piccola.”

“E io vorrei conoscere meglio te Grey,” dice. Poi chiede curiosa, “Che cosa è successo nel tuo incubo che ti ha fatto spaventare così tanto?”

Espiro come se stessi espellendo aria tossica fuori dal mio corpo.

“È il solito incubo,” sussurro.

“E cioè? Raccontamelo,” mi chiede.

Dovrei dirglielo? Non è che non voglio Anastasia sappia di più di me. Dio sa che le ho detto il peggio. Ma questo… questo fottuto incubo mi fa ancora male. Sembra ancora reale. Ma non posso lasciare che vinca. Non posso lasciare che il pappone vinca dopo tutti questi anni. Non posso lasciare che abbia ancora questo effetto su di me… Non sono più quel bambino, non sono indifeso, ma comunque sia mi sento così. Non sono il signore del mio universo? Le vite di così tante persone dipendono da me, e nonostante tutto un uomo senza valore che ha abusato di me continua ad infestare d’orrore le mie notti. Deglutisco e decido di espellere questo veleno una volta per tutte. Ma il mio corpo si irrigidisce, e sospiro, forte e a lungo.

“In quel sogno avevo circa tre anni, e il pappone della puttana drogata è lì nell’appartamento, di nuovo follemente arrabbiato. Ma comunque sia lui sembra sempre arrabbiato per qualcosa. Continua a fumare, una sigaretta dopo l’altra. La stanza è annebbiata dal fumo, è difficile guardarsi intorno. Ma stranamente ricordo che non riusciva a trovare un posacenere.” Le fiamme dell’inferno mi bruciano dentro, ma il mio corpo si raffredda considerevolmente. Il respiro di Anastasia si arresta quando sente muovere il mio corpo in risposta all’incubo. Chiudo gli occhi, ricordando il dolore, il bruciore, il modo in cui urlavo, e provavo a sottrarmi alla scottatura, alla marchiatura, ma senza riuscirci. Senza nessun aiuto dalla puttana drogata, che restava seduta lì con sguardo perplesso. Non mi avrebbe confortato, il suo stesso figlio, o mi avrebbe preso, mi fissava solo con occhi impauriti. Non riesco a descrivere il ricordo. E’ troppo doloroso.

“Ricordo il dolore. Fa molto male. Il dolore e il fatto che lei non ha fatto niente per fermarlo; ecco di cosa trattano i miei incubi,” ripeto acidamente.

Anastasia automaticamente stringe la sua stretta su di me, provando a rassicurarmi, e mi avvolge; le sue gambe sono incrociate con le mie e le sue braccia mi stanno stringendo protettive. Sento la sua gola che si muove, provando a deglutire. Soffoca un leggero singhiozzo. So che quello che ha bloccato Anastasia è stata la mia rivelazione della scorsa notte. Ecco perché Anastasia è stata incapace di trovare la sua liberazione. Pensava la vedessi come vedevo la puttana drogata. Ma non è vero. Anastasia non è per niente come lei. Non sono mai dipeso dalla puttana drogata. Ma Anastasia è la mia linea guida. Non posso esistere senza di lei. Sono anche sopravvissuto ad un’infanzia senza la puttana drogata. Ana è tutto il mio mondo. Raddrizzo la testa e guardo Anastasia, la fisso nei suoi occhi azzurri con tutta la mia intensità. “Anastasia, tu non sei come lei. Non pensarci nemmeno, Ana! Ti prego! Tu sei la mia vita,” la imploro.

Finalmente si distoglie dai suoi pensieri, sbattendo le palpebre. Voglio dimostrarle che può fidarsi di me, e che sono aperto con lei. Sento un improvviso sollievo avendole spiegato quello che non avevo mai detto ad anima viva, tranne che al Dr. Flynn. “A volte, quello che tormenta i miei incubi è l’ultima immagine che ho di lei. E’ distesa sul pavimento. Penso stia dormendo. Ma non si muove; è lì inerte. E la fame intensa. Sono solo molto affamato. Non c’è più cibo. Poi sento un rumore fortissimo alla porta. So che lui sta tornando. Si arrabbia quando la trova in quello stato, e mi colpisce molto forte …” dico ricordando. Ricordo di nuovo lui che mi colpisce e mi scalcia in giro. Chiudo gli occhi e il flusso di ricordi. Spalanco gli occhi, non disposto a lasciare che quei ricordi orrendi mi tormentino. “Poi maledice la puttana drogata per essere morta.” Scuoto la testa. “La sua reazione iniziale è sempre stata quella di usare il suo pugno o la sua cintura,” dico maledicendo sottovoce.

“E’ per questo che non ti piace essere toccato?” chiede dolcemente Anastasia. Una delle molte ragioni. Posso solo chiudere gli occhi, e la stringo ancora più forte per scacciare via le immagini dalla mia mente. La sua presenza le scaccia sempre via. “E’ troppo complicato da spiegare,” dico. Come posso spiegarti la sensazione di inutilità? Come posso spiegarti l’inedia d’amore? Come posso dirle di quanto provi a riempire il vuoto, è un buco nero che continua a risucchiare e non.è.mai.abbastanza! Cercando il tuo riconoscimento solo per esistere! Niente è abbastanza, e niente ti sazia … Quanto ti senti indegno, nessun amore penetra in te, anche se te ne versano a litri. E’ come attaccarti addosso dei panini, e l’abbondanza non fa differenza quando non arriva dove ce n’è bisogno. Non so come ha fatto Anastasia ad arrivare sotto a tutta quella inutilità, e mi ha risollevato. Non posso parlare di tutta questa merda! E’ semplicemente troppo opprimente. Provo a distogliere Anastasia dalla sua Inquisizione spagnola. L’annuso tra i seni, e inalo il suo profumo di donna … sapone, aria aperta, e il personale profumo di Anastasia, inebriante.

Ma, Anastasia è troppo in allerta, e per una volta, non si farà distrarre. Le sue mani arrivano tra i miei capelli e dolcemente accarezzano, mentre il suo indice arriva sotto il mio mento alzandolo, per farsi guardare negli occhi.

“Dimmelo,” mi persuade. L’inquisitrice è tornata. Sospiro e mi lascio andare, perché Anastasia non sarebbe se stessa se non fosse così insistente.

“La mia madre naturale non mi amava; io non mi amavo. Non conoscevo una carezza gentile. L’unico tipo di tocco a cui ero molto familiare era … duro, rude, e forte. Questo è alla radice. John,” dico, e poi mi correggo, “il Dr. Flynn può spiegarlo meglio di me,” le dico.

Gli occhi di Anastasia si illuminano per un momento, come se avesse avuto un’epifania. “Posso vedere il Dr. Flynn?” chiede.

Sposto la testa per analizzare meglio la sua espressione. “Le mie cinquanta sfumature di casini ti stanno contagiando?”

Soffoca un lamento, “Parlamene … Si tratta anche di questo. Ma, mi piace come mi sta contagiando al momento,” dice dimenandosi sotto di me con il suo corpo completamente nudo, facendomi gemere. Espiro per allentare il desiderio. “Anche a me piace, Anastasia,” sorrido salace, e i miei occhi si scuriscono per l’amore e il desiderio che traboccano proprio sotto la superficie. Le mie labbra raggiungono le sue e la bacio lentamente. Gustandola e assaporandola. Bacio il contorno delle sue labbra e la sua mascella, le sue guance e gli angoli dei suoi occhi; non riesco ad averne abbastanza di lei.

“Sai quanto preziosa, quando importante tu sia per me, Anastasia? Non so nemmeno come tradurre in parole i sentimenti. Sono serio riguardo lo sposarti. Voglio conoscerti meglio, ma possiamo farlo dopo esserci sposati. Voglio prendermi cura di te; guardarti le spalle; e tu puoi guardare le mie, prenderti cura di me,” dico guardandola speranzoso. “Possiamo avere dei figli, Ana! Metterò il mondo intero ai tuoi piedi, davanti a te. Ti voglio corpo e anima, per il resto della mia vita. Ti prego, pensaci, Ana,” la imploro. Lei scuote la testa.

“Okay, Christian, ci penserò. Ma se per te va bene, mi piacerebbe parlare con il Dr. Flynn,” chiede alzando le sopracciglia.

“Qualsiasi cosa per te, piccola. Qualsiasi cosa tu voglia. Quando vorresti vederlo?”

“Al più presto,” dice.

“Okay, piccola. Per prima cosa domattina lo chiamerò e prenderò un appuntamento. Ma, adesso, è molto tardi. Dormiamo ancora un po’. Sono quasi le quattro del mattino,” dico spegnendo la luce sul comodino. La abbraccio da dietro, e stringo la mia presa, non c’è niente tra di noi. Pelle a pelle. Le accarezzo il collo e sussurro, “Ti amo Anastasia Steele, e ti voglio al mio fianco, sempre,” sussurro sul suo collo, baciandola, “dormi ora, piccola,” sussurro.

Sento Anastasia che si muove nelle mie braccia, come se si stesse preparando a lasciare il mio abbraccio. “Ferma, piccola,” mormoro, le mie parole impastate dal sonno. La cosa successiva che ricordo è lei che schizza fuori dalle mie braccia come se fosse stata sparata da una pistola, lasciandomi a braccia aperte. “Oh merda! Oh merda!” borbotta. Sono divertito dal suo essere nervosa perché in ritardo. La sento aprire l’acqua della doccia e infilarsi dentro di corsa.

Afferro il telefono vicino al nostro letto, e digito due numeri. Taylor risponde al primo squillo.

“Sì, Mr. Grey,” risponde.

“Taylor, Miss Steele farà tardi stamattina. Mi serve che tu la accompagni alla SIP. Si sta preparando al momento. Penso che sarebbe meglio se aspettassi di sotto.”

“Sì, signore,” risponde e riaggancio. Posso ancora provare a convincere Anastasia a restare a casa oggi. Non mi va di lavorare oggi. Anastasia esce mezza gocciolante in meno di cinque minuti. Mi alzo a sedere sul letto guardandola divertito. Sono anche un po’ fiacco … E se cambiasse idea dopo averci dormito su, per quello che è trapelato la scorsa notte e il peso di quella realizzazione la trascinasse via da me? Si è vestita tutta di nero oggi. Reggiseno di pizzo nero e culottes di pizzo nero. Poi indossa i pantaloni neri e una camicia nera. Dannazione! E’ così sexy! Come mi piacerebbe sfilarle di dosso quello che si è appena messa!

“Sei magnifica, piccola …” dico lascivo. “Sai, puoi sempre darti malata,” sussurro provando a convincerla a tornare a letto facendole il mio più bel sorriso.

Geme. “No, non posso oggi, Christian. Non sono un amministratore delegato megalomane con un bellissimo sorriso che può andare e venire come gli pare,” prova a sgridarmi.

“Mi piace l’idea. Mi piace venire come mi pare,” dico sorridendo. Andiamo, piccola, torna a letto. “Christian!” mi riprende lanciandomi il suo asciugamani, in quella maniera stuzzicante.

“Pensi abbia un bellissimo sorriso?”

“Sì, è bellissimo. Sai benissimo quale effetto hai su di me,” dice guardandomi acutamente, e poi guarda il suo orologio.

“Davvero?” le chiedo facendo tutto l’innocente.

“Oh, per l’amor del cielo!” mi sgrida stringendo gli occhi. “Certo che sì; è lo stesso effetto che hai su ogni altra donna. Diventa estenuante guardarle tutte svenire,” dice gelosa. Oh, piccola, mi stai facendo eccitare!

“E’ così?” chiedo fingendo innocenza, ma non posso nascondere la lascivia dalla mia voce.

“Smettila di fare l’innocente, Mr. Grey. Davvero non ti si addice,” mi riprende fermando i suoi capelli in una coda di cavallo. Si abbassa per baciarmi e, con il desiderio che mi attraversa ancora, afferro Anastasia e la tiro sotto di me.

“Ti prego, piccola, resta,” mormoro. Lei scuote la testa. “Cosa posso fare per tentarti?” inalo il suo profumo, e traccio col naso la linea della sua mascella. Sento il suo battito accelerare.

“Non puoi. Ora lasciami andare,” dice, lottando per rimettersi in piedi. Donna esasperante! Metto il broncio come un bambino che non ha ottenuto quello che voleva. So che effetto ha su di lei. Immediatamente sorride, e passa le sue dita sulle mie labbra. Nel suo sguardo non c’è nient’altro che amore. Si raddrizza e mi bacia. Argh! Gemo, la afferro e la bacio forte e a lungo, possessivamente. Poi la rimetto in piedi.

“Va bene, donna testarda,” dico fissandola. “Taylor ti accompagnerà a lavoro. E’ molto più veloce di te che perderai tempo a cercare di corsa un posto per parcheggiare. Ti sta aspettando all’uscita dell’edificio.”

“Okay. Grazie,” dice delusa.

“Va bene, Mr. Grey, goditi la tua mattinata a far nulla. Vorrei poter restare, ma l’uomo che possiede la compagnia per la quale lavoro non approverebbe che il suo staff salti il lavoro solo per del sesso bollente,” dice prima di correre via.

“Oh, Miss Steele, non sai quanto ti sbagli. Credo che approverebbe. Infatti, insisterebbe per farti restare a casa solo a quel proposito.” Lei si acciglia con me.

“Perché sei ancora letto? Non è da te,” dice confusa. Sorrido da orecchio a orecchio. Con un gesto pigro, metto le mani sotto la testa, e dico, “Perché io posso, Miss Steele.”

Lei scuote la testa e mi manda un bacio, dicendo, “A dopo, piccolo!”

Quando Anastasia se ne va, mi sento improvvisamente vuoto, come se avesse portato l’aria con lei. Non mi piace la sensazione di desolazione. Mi alzo e vado nella doccia. Velocemente mi lavo, e indosso i miei pantaloni e la camicia bianca. Mi passo le mani tra i capelli, e questo dovrebbe bastare. Quando entro in cucina, Mrs. Jones mi sta già preparando la colazione.

“Prende il solito, Mr. Grey?” chiede.

“Sì, Mrs. Jones, buongiorno,” dico.

Lei mi dà un’altra occhiata, notando il mio umore leggero, e giurerei che fa un sospiro di sollievo. Molto diverso dall’umore nero che avevo la scorsa notte. Penso di averla spaventata a morte. Quando Anastasia mi ha lasciato la prima volta, ero incapace di andare avanti. Ma la scorsa notte, ero l’inferno ambulante. Come starei stamattina se Anastasia se ne fosse andata? Rabbrividisco come se avessi freddo. Non voglio nemmeno arrivarci con la mente. Il vuoto è incredibilmente solitario. La amo! E’ ormai facile da vedere. Tutti lo sapevano prima che fossi capace di dirglielo a voce. Ma lei è così testarda da stancarmi, e questo mi ricorda che devo ricordarle ancora una volta di usare il Blackberry per le e-mail. Prendo il mio Blackberry e scrivo un messaggio ad Anastasia.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Mi manchi
Data: 15 Giugno 2011 09:04
A: Anastasia Steele

Ti prego, usa il tuo Blackberry, Ana.
X

Christian Grey
CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Premo ‘invia’ e mentre l’e-mail all’indirizzo di lavoro di Anastasia parte, le scrivo un altro messaggio per la sua e-mail privata sul suo Blackberry. Mentre finisco di fare colazione, e scrivo le scrivo il nuovo messaggio, Taylor torna.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Mi manchi
Data: 15 Giugno 2011 09:05
A: Anastasia Steele

Anastasia, il mio letto è troppo grande e troppo vuoto senza di te. Sembra che dovrò andare a lavoro dopotutto. Anche gli amministratori delegati megalomani hanno qualcosa da fare.

Christian Grey
Si rigira i pollici CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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“Anastasia è arrivata a lavoro in orario?”

“Era in ritardo di quindici minuti, solo perché siamo partiti da qui alle 0900,” dice Taylor. Taylor e la sua scansione del tempo da militare! Annuisco in risposta.

“Dammi qualche minuto, e poi tuoi accompagnarmi al GEH.”

“Sì, signore,” risponde Taylor.

Mentre Taylor mi accompagna al GEH, chiamo il Dr. Flynn.

“Christian, come posso aiutarti?” risponde al telefono.

“Buongiorno John. Anastasia vorrebbe vederti. Preferirei che la vedessi al più presto.”

“Davvero?” risponde il Dr. Flynn completamente sorpreso.

“Perché questo ti sorprende?”

“Beh, lei ha detto giocosamente che ero un ciarlatano che paghi troppo. Ma credo che ci abbia anche creduto per metà. E’ per la scorsa notte?”

Chiudo gli occhi e sospiro. “Sì.”

“Come l’ha presa?” chiede.

“Non l’ha fatto.”

“Io …” non finisco la frase, trovando difficile dar voce ai miei pensieri. “In realtà pensavo che mi avrebbe lasciato, John. Ero …” respiro sonoramente. “Ma non l’ha fatto … Anche se ha avuto dei momenti di merda. Totalmente devastata e ferita. Le ho detto la verità su di me.”

“E di quale verità si tratta?” dice John con la sua voce austera da dottore.

“Sai di cosa parlo, John. Che sono un sadico.”

“Christian, tu non sei un sadico! Ci siamo passati molte volte. Vedi sempre il peggio in te. Non dai mai credito a quanto sei cambiato in così poco tempo. Avevi bisogno di qualcuno che facesse crollare i muri che hai eretto quando eri un bambino piccolissimo. E’ stato il tuo meccanismo di difesa. Se non avessi sviluppato alcun attaccamento, allora non ti saresti sentito abbandonato quando quell’attaccamento sarebbe crollato. Alcuni dei miei colleghi hanno una semplice equazione per questo. Aspettative – Realtà = Delusione. Credo che stessi provando a bilanciare quell’equazione non aspettandoti niente. Come risultato non avresti provato delusione per nessuno sconvolgimento. Ma questo ha ovviamente altre conseguenze negative nella psiche di una persona. A volte dobbiamo sentirci delusi. Non è tutto cattivo. Le tempeste nella vita di qualcuno sono quello che ripulisce il bagaglio personale. Nessun uomo è un’isola, amico mio.” Questo mi fa sorridere.

“E’ quello che Anastasia mi dice sempre … la cosa dell’isola.”

“Un’altra cosa.”

“Sì, ti ascolto.”

“Sei seduto? Non stai guidando o qualcosa di simile, vero? Non stai mangiando niente?”

“Dovrei sedermi un momento. A quanto pare hai delle informazioni importanti.”

“Sì. E’ andata così. Ho chiesto ad Anastasia di sposarmi!” E Taylor sbanda, ma si riprende subito e riacquista il controllo del SUV.

“Che cavolo? Taylor!”

“Mi scusi, Mr. Grey,” dice. Si schiarisce la gola, avvampando di un rosso cremisi fino alle orecchie e si mette a fissare la strada incapace perfino di muovere la testa per incontrare il mio sguardo nello specchietto retrovisore. La notizia ha colto Taylor di sorpresa, e io torno alla mia conversazione telefonica col Dr. Flynn.

“Christian, stai bene?” chiede il Dr. Flynn in ansia.

“Sì, stiamo bene. Non è stato niente,” dico gelido guardando la parte posteriore della testa di Taylor che mi sta volutamente ignorando, arrossendo ancora di più.

“Qual è stata la risposta di Anastasia?” chiede Flynn con mal celata curiosità.

“Lei non mi ha ancora dato una risposta. Ha detto che lo prenderà in considerazione. Penso che sia per questo che vuole incontrarti.”

“Capisco. In tal caso, dovrei vederla subito. Cosa ne pensi di domani sera?”

“Va bene. Oh, dato che ci siamo, come sta Leila?”

“Stava riposando la notte scorsa, e oggi si sottoporrà ad alcune valutazioni psichiatriche. Un mio brillante collega sta lavorando con lei, ma voglio controllarla in ogni momento, e collaborare con gli altri psichiatri. Lei ce la farà, ma ci vorrà del tempo. Ti terrò aggiornato, Christian.”

“Grazie,” dico pronto per riagganciare.

“E, Christian?”

“Sì?”

“Abbi un po’ di fiducia in te stesso.”

“E’ la tua opinione professionale?”

“Sì e un consiglio per un amico.”

“Cinquanta sfumature, John. Lo sai, non è facile.”

“Ricorda, concentrati sulla soluzione. Concentrati sui tuoi obiettivi, su cosa vuoi ottenere, dove vuoi vederti. Il problema del passato è solo questo. E’ passato.” Sento il mio Blackberry vibrare nella mia mano mentre parlo col Dr. Flynn annunciandomi che c’è un’ e-mail in arrivo.

“Lo terrò a mente,” dico e riaggancio ansioso di vedere chi mi ha mandato un messaggio sperando che sia Anastasia. Taylor entra nel garage sotterraneo della GEH.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Va bene per un po’
Data: 15 Giugno 2011 09:26
A: Christian Grey

Il mio capo è arrabbiato con me, e ti invito a tenermi fuori dalle tue bravate.
Dovresti vergognarti di te stesso Mr. Grey.
Anastasia Steele

Assistente di Jack Hyde, Direttore Editoriale, SIP
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Ho amato le bravate in cui abbiamo sguazzato. Non posso fare a meno di risponderle naturalmente. E poi, perché è dovuta anche andare a lavorare questa mattina? L’ho pregata di non andare. Quello stronzo del suo capo le sta dando del filo da torcere adesso. Con un sorriso esco dal SUV non appena Taylor mi scarica davanti agli ascensori, e le scrivo un messaggio mentre salgo al mio ufficio.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Quali bravate?
Data: 15 Giugno 2011 09:31
A: Anastasia Steele

Tu non hai proprio bisogno di lavorare, Anastasia. Non hai idea di quanto sono indignato delle mie bravate. Comunque, mi piace tenerti sveglia fino a tardi 😉 Ma, ti prego usa il tuo Blackberry per scrivermi.
Oh, e per favore sposami.

Christian Grey
CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Perché mi sento così stordito? Tanto quanto un adolescente… così immaturo, così diverso da me. La sua risposta squilla poco dopo. L’ascensore mi strattona insieme ad altri quattro passeggeri, ma sono troppo concentrato su quello che c’è dentro al mio Blackberry; leggendo il suo messaggio, e divorandolo senza pensare a chi mi sta intorno.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Ho una vita da vivere
Data:15 Giugno 2011 09:34
A: Christian Grey

Mr. Grey, so che la tua naturale inclinazione è per l’oppressione, ma ti prego smettila. Ho bisogno di parlare con il tuo strizzacervelli. Ti darò la mia risposta solo allora. Nel frattempo, non sono contraria a vivere nel peccato.

Anastasia Steele

Assistente di Jack Hyde, Direttore Editoriale, SIP
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Ma che cazzo? Sta usando le e-mail della SIP e sta parlando di cose private sapendo bene che i messaggi vengono conservati nel server aziendale. Perché è così dannatamente disobbediente? Le rispondo immediatamente. Il mio umore cambia. Come esco dall’ascensore, e vado verso il mio ampio ufficio, sia Olivia la tirocinante che Andrea ritornano sui loro passi. Ma penso che il lavoro di Olivia le richieda di saltare. Dio! Non ho mai visto quella ragazza non saltare! E’ sempre ombrosa. Mi chiedo il perché. Non può stare semplicemente seduta? E’ come se fosse seduta su una manciata di puntine, per l’amor di Dio! Rilassati un po’.
“Mr. Grey,” dice Andrea, raccogliendo gli appunti quotidiani nel suo iPad seguendomi.
“Non ora, Andrea,” dico. La cosa fa fermare Andrea. Io continuo a scrivere il messaggio per Anastasia.
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Da: Christian Grey
Oggetto: BLACKBERRY
Data: 15 Giugno 2011 09:39
A: Anastasia Steele

Anastasia – se vuoi discutere del Dr. Flynn nei tuoi messaggi, devi USARE IL TUO BLACKBERRY.
Questa non è un invito.

Christian Grey
Ora incazzato CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Non arriva nessuna risposta da lei. Bene, ha ricevuto il messaggio, e sa che sono incazzato. Sono passati cinque minuti, e ancora nessuna risposta. E’ arrabbiata con me per aver usato le maiuscole urlanti come le chiama lei? La lascio stare, ma non senza una paura crescente in me. Lei non mi risponde. Forse si è allontanata. Scrivo un messaggio verso la sua casella di posta privata.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Discrezione
Data: 15 Giugno 2011 09:39
A: Anastasia Steele

E’ la miglior virtù, Anastasia. Per favore usa la tua discrezione… Te lo dico in continuazione che le tue e mail lavorative sono controllate.
QUANTE VOLTE DEVO DIRTELO? Sì, sto usando le maiuscole urlanti, come le chiameresti tu. USA IL TUO BLACKBERRY.
Ho dimenticato di dirti che il Dr. Flynn può vederti domani sera.
X

Christian Grey
Ancora incazzato CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Premo il pulsante dell’interfono.

“Andrea?”
“Sì, Mr. Grey,”
“Porta il calendario.”

“Subito signore,” risponde Andrea.
Pochi minuti dopo Andrea è nell’ufficio. Lei è una delle poche persone in grado di gestire i miei stati d’animo al lavoro. Una è Ros, e Andrea è la seconda. Ma, questo è il motivo per cui la pago fior fior di dollari, perché lei può gestire ciò che somministro, con calma. Olivia, la tirocinante, non molto. Giuro, è una ragazza che va in giro con una manciata di puntine da disegno piantate nel sedere. Sono contento che Andrea la sappia gestire bene.

“Mr. Grey, Ros la stava cercando, e mi ha chiesto di chiamarla non appena lei fosse arrivato. È pronto signore?”

“Sì, lo sono. Ma, posso andare io a cercarla. Non devi chiamarla,” rispondo distrattamente. Ancora preoccupato che Ana non chiami.

“Ci sono alcuni incontri di lavoro, signore, e il primo è tra un’ora.”

“Prima di parlare degli incontri, chi e cosa, devo informarti di una cosa. Quando sono in riunione, o da qualche parte nell’azienda, se la mia fidanzata, Miss Anastasia Steele, chiama, devi trovarmi immediatamente.”

“Sì, signore,” dice senza intoppi nella sua professionalità. Naturalmente le avevo già comunicato il nome di Anastasia in passato.

“Non importa quello che sto facendo, con chi sto parlando. Lei viene prima. Nel momento esatto in cui lei chiama, tu devi trovarmi. Intesi?”

“Sì, naturalmente, signore,” replica.

“Bene, poi. Dammi l’agenda della giornata,” dico e lei elenca il contenuto dei miei impegni per la giornata. Una volta che Andrea è uscita, vado a cercare Ros nel suo ufficio, cosa che la sorprende. Lei aspettava che Andrea la chiamasse per farle sapere. Ma, di tanto in tanto, è bene mantenere i tuoi dipendenti, e il tuo uomo di fiducia o donna in questo caso, sulle spine. Non a caso questo scuote Ros. Lei è con me fin dall’inizio della mia azienda, e mi conosce bene. Ci tuffiamo negli affari, ed esamino i numeri che mi sta spiattellando riguardo le aziende che la GEH sta liquidando. Vuole anche discutere la proposta che Mr. Ipkins e il suo gruppo hanno presentato.

Ros torna con me alla sala riunioni, e discutiamo i numeri che abbiamo analizzato con il dipartimento finanze. Con il passare del tempo i numeri si sono sbriciolati, e molti membri del gruppo sudano nelle loro camicie sotto il mio controllo, ed è già quasi mezzogiorno. Realizzo che Anastasia non mi ha risposto. Continuo a controllare il mio Blackberry inutilmente. Ros se ne accorge, ma non dice niente. Appena conclusa la riunione, mi chiede, “è tutto a posto, Mr. Grey? Sembra preoccupato.”

“Sì, va tutto bene,” dico liquidandola. “Devo occuparmi di una cosa nel mio ufficio. Ci vediamo all’incontro a pranzo,” dico ed esco lasciandomela alle spalle.

Compongo un messaggio per Anastasia sul mio Blackberry.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Sleale
Data: 15 Giugno 2011 12:14
A: Anastasia Steele

Non ti ho più sentita Anastasia. Ti prego dimmi che stai bene.
Sai quanto mi preoccupo, e non lavoro bene quando sono preoccupato.
Manderò Taylor per controllare.
X

Christian Grey
Più che ansioso CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Mi accorgo che il mio cellulare è scarico e lo do ad Andrea per caricarlo, e la istruisco ancora severamente, se Anastasia mi chiama, Andrea deve trovarmi immediatamente.
“Il pranzo è arrivato?”

“Sì, è tutto pronto, signore; la stanno aspettando nella sala riunioni,” dice indirizzandomi in una delle sale riunioni del piano.

“Andrea, ancora, aspetto che Miss Anastasia Steele mi chiami. Passamela appena chiama.”

“Sì, signore, ma lei sarà in riunione signore con i coreani.”

Mi fermo di colpo e torno sui miei passi.

“Pensi che me ne freghi? Lei chiama, tu me la passi! Capito?” Andrea impallidisce.

“Sì, signore, chiaramente,” dice e io scuoto la testa, Andrea apre la porta, ed io entro.

Quando entro nella sala, tutti si alzano in piedi. Ros è già lì con il suo assistente, ed entrambi i capi cantiere sono lì. Bene! La mia mente è ancora preoccupata per Anastasia. Non ha risposto alle e mail, e non mi ha chiamato. Non è da lei. Cosa sta succedendo? Sta scappando? È arrabbiata? Sono nervoso a riguardo e l’inquietante sensazione non mi da pace. In questo momento, sono appena capace di tenermi occupato. Potrei andare alla SIP con Taylor. Qualche minuto in riunione, ed io sto tamburellando le dita sul tavolo. Andrea apre piano la porta della sala, e mi viene vicino.

“Mi scuso per l’interruzione, Mr. Grey,” dice professionale. “Non avrei voluto interrompere, ma è un’importante questione che richiede la sua attenzione urgente, signore. Posso?” dice.

“La chiamata che aspettava è appena arrivata, signore, lei è in linea. Vuole prendere la chiamata fuori?”. Annuisco solennemente.

“Signori, mi scuso. Devo chiedere il vostro permesso per occuparmi di una questione urgente. Vi prego, gustatevi il pranzo. Non ci vorrà molto. Una di quelle cosa che arrivano inaspettatamente. Sarò di ritorno a breve,” dico ed esco. I coreani fanno una faccia dispiaciuta. Pensano che sia un atto irrispettoso, ma in questo momento, non me ne frega un cazzo! Con la faccia solenne da uomo d’affari che si sta occupando di un’emergenza aziendale, lascio la stanza, e vado velocemente verso il mio cellulare.

Perché sono così fottutamente nervoso? Prendo un respiro profondo, mi ricompongo, e mascherando le mani tremanti prendo il telefono.
“Stai bene?” chiedo immediatamente.

“Sì, sto bene,” risponde subito, e rilascio il respiro che non mi ero accorto di trattenere.

“Christian, perché non dovrei stare bene?” sussurra, e c’è calma, e rassicurazione nella sua voce.

“Ero preoccupato, perché normalmente sei veloce a rispondere alle miei e mail. E dopo quello che ti ho rivelato ieri, ero preoccupato,” dico rivelando le mie preoccupazioni in un sussurro.

Andrea si torce le mani agitata il che è una novità dato che è sempre fredda, calma e raccolta.

“Mr. Grey, Ros mi ha mandato proprio adesso, e dice che gli ospiti stanno andando via, e sono piuttosto dispiaciuti. Lei chiede che lei ritorni con urgenza alla riunione. Può venire adesso, signore?” mi guarda contrita con occhi imploranti.

“Non adesso, Andrea. Digli di aspettare,” dico senza fronzoli. E farebbe meglio ad ascoltare quello che cazzo dico e farlo.

“Mi piacerebbe, Mr. Grey, ma Ros ha detto che faranno affari solo con lei, e non con la donna che ha come braccio destro,” dice in un tono con il quale lo direbbe Ros, come se la parola ‘donna’ fosse una parola miserabile. Sono esasperato.

“No! Ho detto di aspettare!” sento la mia voce che risuona nell’ufficio. Andrea impallidisce, incapace di rispondere e sgattaiola via il più velocemente possibile. Credo che preferirebbe avere a che fare con i coreani invece che con Christian Grey arrabbiato.

“Christian, chiaramente sei molto impegnato. Ho chiamato solo per farti sapere che sto bene, davvero. Sono solo estremamente occupata oggi. Jack ha fatto schioccare la frusta. Uhm … cioè, comunque …” lascia cadere la frase, conosco questo suono. Sta arrossendo.

Sento un senso di calma che mi attraversa. Stiamo bene! Grazie a Dio! Lei non è arrabbiata con me. Non mi sta lasciando. Mi sento addirittura divertito.

“Fa schioccare la frusta, eh? Credo ci fosse un periodo in cui lo avrei chiamato uomo fortunato. Ma, non lasciare che ti accavalli, piccola,” dico scherzando.

“Christian!” mi rimprovera alzando la voce, e sorrido da orecchio a orecchio.

Ma dura per poco. Odio quello stronzo. “Semplicemente tienilo d’occhio, ecco tutto. Ascolta, piccola, sono felice e sollevato che tu stia bene. A che ora devo passare a prenderti?”

“Ti scriverò l’ora in una e-mail,” risponde.

“Usa il tuo Blackberry,” la avviso immediatamente.

“Oh, per l’amor… Sì, Signore,” risponde permalosa.

“A dopo piccola,” dico alla fine a cuor leggero, e completamente sollevato.

“Ciao …” dice, ma sembriamo restare in linea, nessuno è disposto a riagganciare.

“Riaggancia, Christian,” dice ammonendomi, ma in qualche modo c’è un tono compiaciuto nella sua voce.

Odio fottutamente questa giornata lontano da lei. Il mio cuore ha continuato a saltare durante le ultime ore. “Vorrei che tu non fossi andata a lavoro stamattina, piccola,” dico desideroso.

“Non potrei essere più d’accordo, ma sono molto impegnata. Riaggancia, Christian,” dice.

“No, riaggancia tu,” dico sorridendo.

“Piccolo, ci siamo già passati,” dice fermandosi, e immagino esattamente quello che sta facendo.

“Smettila di morderti il labbro, Anastasia,” sussurro. Lei ansima.

“Vedi, tu pensi che non ti conosca, Ana, ma ti conosco molto meglio di quanto tu creda,” mormoro seducente sapendo bene l’effetto della mia voce su di lei. Soffoca un gemito.

“Christian,” sussurra. “Ci sentiamo dopo, ma al momento, anche io vorrei non essere uscita stamattina,” dice con rimorso.

“Aspetterò la tua e-mail, Miss Steele,” mormoro.

“Buona giornata, Mr. Grey,” dice riagganciando.

Con un umore migliore, velocemente vado nella sala conferenze mentre trovo Ros e Andrea che stanno quasi provando a riprendere i coreani. In realtà è una visione divertente, ma entro nella stanza prendendo il pieno comando, e ammansisco gli uomini d’affari. E tutto va bene ancora una volta nell’universo da quando Anastasia ha chiamato.

Per quando i coreani se ne vanno, ci accordiamo tutti per incontrarci di nuovo. E dato che la mia mente non era preoccupata dal pensiero che Anastasia potesse lasciarmi, sono riuscito ad accendere tutto il mio fascino rimettendo la riunione di nuovo in riga.

Il mio Blackberry squilla, e lo guardo nella speranza che sia Anastasia, ma è la mia sorellina Mia.

“Christian!” squittisce salutandomi.

“Ciao Mia, che succede?” chiedo.

“Sai cosa succede! Il tuo compleanno, sciocco! E voglio organizzarti una festa di compleanno a casa dei nostri genitori questo sabato. Beh, conosci mamma e papà. Vogliono tutti a cena per festeggiare il tuo compleanno. Ma penso che siano anche molto felici di vederti contento, e in un certo senso presentare Anastasia a parenti e amici. Ma non ho il numero di Ana. Speravo che ti potessi darmelo, così posso invitarla alla tua festa di compleanno!” dice tutto d’un fiato.

“Oh, Mia. Sai che non mi piace festeggiare il mio compleanno!” dico lamentandomi.

“Christian, non rovinarmi la festa! Sei mio fratello, e voglio farlo per te! Quindi, sta’ zitto e dammi il numero di telefono di Anastasia,” dice in tono perentorio. Sospiro, ma sorrido per la tenacia della mia sorellina, e le do il numero di telefono di Anastasia alla SIP.

“Mia, è bello parlare con te, ma davvero, ora devo andare. Ho una tonnellata di lavoro da fare. Ti voglio bene!” dico sorprendendo Mia.

“Anche io ti voglio bene, Christian!” dice dopo una pausa, quasi senza parole, e riagganciamo. Torno ad immergermi nel lavoro. Sapere finalmente che Anastasia non scapperà da me mi fa rilassare tremendamente, e posso concentrarmi sul lavoro. Infatti, quando riesco a controllare il mio Blackberry, sono felice di vedere che c’è già un messaggio da Anastasia.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Vecchiaccio
Data: 15 Giugno 2011 16:10
A: Christian Grey

Mio caro Mr. Grey,
Sono curiosa, quando esattamente avevi intenzione di dirmelo?
Cosa dovrei prendere al mio vecchio per il suo compleanno? Forse ti servirebbero delle pile nuove per il tuo apparecchio acustico?
A x

Anastasia Steele
Assistente di Jack Hyde, Commissioning Editor, SIP
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Vedere il suo messaggio mi rende felice e con un sorriso idiota sul mio volto, le scrivo una risposta.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Preistorico
Data: 15 Giugno 2011 16:19
A: Anastasia Steele

Miss Steele, non dovresti prendere in giro gli anziani.
Comunque sono felice che tu sia viva e vegeta. Vedo che Mia si è messa in contatto con te.
Credo che tu possa prendermi delle pile; possono sempre essere utili.
Non ho detto niente perché non mi piace molto festeggiare il mio compleanno.
X

Christian Grey
Sordo come una campana CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Quando premo invio, mi rendo conto che questo è il primo compleanno durante il quale ho una fidanzata. Spero sia una fidanzata che dice “Sì,” e accetta di essere mia moglie. Il messaggio di Anastasia suona presto.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: hmm
Data: 15 Giugno 2011 16:23
A: Christian Grey

Riesco ad immaginarti mettere il broncio mentre scrivevi la tua ultima frase. Sai cosa mi fa.
A xox

Anastasia Steele
Assistente di Jack Hyde, Commissioning Editor, SIP
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Ho appena realizzato che Anastasia sta usando l’e-mail di lavoro per tutte le e-mail. Donna esasperante!
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Da: Christian Grey
Oggetto: Roteare gli occhi
Data: 15 Giugno 2011 16:28
A: Anastasia Steele

Miss Steele,
POTRESTI USARE IL TUO BLACKBERRY PER FAVORE!!!
X

Christian Grey
Mani che prudono CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Quando la sua risposta al messaggio torna, noto con sollievo che arriva dal Blackberry. Perché è così difficile per lei seguire una semplice istruzione?
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Ispirazione
Data: 15 Giugno 2011 16:32
A: Christian Grey

Mio caro Mr. Grey,
Tu e i tuoi palmi che prudono non riuscite a stare lontani a lungo, vero?
Sono semplicemente troppo curiosa di sapere cosa direbbe a riguardo il Dr. Flynn.
Ma adesso so esattamente cosa darti per il tuo compleanno, e spero che mi faccia rimanere dolorante…
😉

A x
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Cha cazzo! O Anastasia mi sta facendo venire un crollo nervoso, o me lo sta facendo diventare duro! E’ l’unica che può farmi passare da freddo a incredibilmente caldo in pochi secondi, e mi fa battere il cuore come nessun’altro. E so della merda spinta e hardcore; ma quello che sento per lei è più di quanto abbia mai sentito per chiunque altro. Voglio lei come non ho mai voluto nessun altro, mai.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Angina
Data: 15 Giugno 2011 16:37
A: Anastasia Steele

Miss Steele,
Non penso che il mio cuore o i miei pantaloni possano resistere ad un’altra e-mail come quella.
Contieniti.
X

Christian Grey
Mani che prudono CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Ci provo
Data: 15 Giugno 2011 16:41
A: Christian Grey

Christian, al momento sto provando a lavorare per il mio capo super opprimente.
Ti prego smettila di infastidirmi e prova a contenerti tu.
E’ la tua ultima e-mail che mi ha quasi fatto andare a fuoco.
X
P.S. Potresti venire a prendermi alle 18:30?

A x
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Da: Christian Grey
Oggetto: Sarò lì
Data: 15 Giugno 2011 16:45
A: Anastasia Steele

Miss Steele,
Niente mi darebbe maggior piacere. Beh, in realtà, riesco a pensare a parecchie cose che mi darebbero maggior piacere – e tutte coinvolgono te.
X

Christian Grey
CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Prendi questa, piccola!

Taylor è nell’angolo del mio ufficio e prova ad essere un pezzo di arredamento essendo poco appariscente.

“Andiamo a prendere Anastasia alle 18:30, Taylor. Penso di avere del tempo per allenarmi. Andiamo in palestra,” dico, e Taylor annuisce mentre usciamo dal mio ufficio chiudendo la giornata lavorativa.

2 thoughts on “CAPITOLO XVI

  1. WOW, anzi no, SUPER WOW!!!!!!!!!!! ♥‿♥

    Finalmente un capitolo che mi é piaciuto tutto dall’inizio alla fine, come non succedeva da un pò, perché é pieno di momenti romantici, super wow, davvero felici e spensierati e pieni di promesse per il futuro ♥‿♥ ♥‿♥

    Mamma, GRAZIE X COME RIUSCITE A COINVOLGERMI IN QUESTI CAPITOLI SUPER FAVOLOSI ♥‿♥ ….. é come se certe volte anche noi fans fossimo inclusi nella storia di Chris e Ana ♥‿♥

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