CAPITOLO XIX

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Terapia congiunta

Vado verso il SUV Audi dove Taylor mi sta aspettando. Esce di corsa e apre la porta posteriore del passeggero. Appena entro chiamo Roach.

Risponde immediatamente al telefono. L’ansia tradisce la sua voce e capisco che pensa che io voglia liquidare la società.

“Roach,” dice pacato.

“Grey,” rispondo.

“Come posso aiutarla questa mattina, Mr. Grey?” ansioso di essere preso in simpatia.

“Ho bisogno che mi aggiorni sulla situazione di Hyde!” gli ordino.

“Gli stanno per essere inviati il suo ultimo stipendio e la liquidazione. Ma la sua carriera lavorativa è giunta al termine in maniera definitiva e non avrà nessuna raccomandazione, signore.”

“Ottimo. La sua assistente, Miss Steele?” chiedo.

“Vuole che la licenziamo?”

“Certo che no!” sibilo aggressivo.

“A dir la verità signore, data l’assenza di Hyde, potremmo aver bisogno della sua assistenza in ogni caso. Conosce gli autori di Hyde visto che è stata in contatto con loro e ha scritto dei riassunti notevoli dei manoscritti di potenziali scrittori che Hyde stava prendendo in considerazione. Ci porterebbe beneficio tenerla con noi.”

“Sono d’accordo,” dico.

“C’è qualcos’altro in cui posso aiutarla, signore?” chiede timido.

“È tutto” dico riagganciando.

Quando raggiungiamo la GEH, Taylor guida fino al garage sotterraneo e parcheggia il SUV. Appena spegne il veicolo, scende e mi apre la portiera. Andiamo verso gli ascensori. Premo il pulsante di chiamata e, senza guardare Taylor, con voce impassibile dico, “Grazie per il tuo aiuto ieri notte, Taylor.”

Taylor diventa paonazzo, non essendo abituato a ricevere dei ringraziamenti o dei complimenti, e si agita sul posto, chiaramente a disagio. Si schiarisce la gola e dice, “Faccio solo il mio lavoro signore.” Annuisco in suo beneficio. Per fortuna la porta dell’ascensore si apre ed entrambi ci salviamo per il rotto della cuffia e l’argomento è chiuso.

Appena entro nel mio ufficio, Andrea e Olivia si alzano in piedi immediatamente, trillando all’unisono “Buongiorno Mr. Grey!”

Andrea afferra velocemente il suo iPad per esaminare il programma e regge un plico di documenti per me. Alzo la mano per fermarla. “Ti chiamerò quando avrò bisogno di te,” dico impassibile. Si ferma di colpo e il suo piede sospeso in aria si ferma e si ritrae. Noto un accenno di sorriso sulle labbra di Taylor.

“E il suo caffè, signore?”

“Portalo dentro,” dico ed entro nel mio ufficio senza aspettare una sua risposta. Accendo il computer mentre mi metto comodo sulla mia sedia. Taylor si accomoda al solito posto nel mio ufficio. Mentre apro la mia casella di posta il mio Blackberry suona. Lo tiro fuori dalla tasca e controllo chi mi sta chiamando. È Anastasia. Memore dell’umore in cui l’ho lasciata alla SIP, rispondo al telefono preoccupato:

“Anastasia, stai bene?”

“Sì. Mi hanno dato il lavoro di Jack Hyde temporaneamente,” dice tutto d’un fiato. Ah … Mi aspettavo che Roach tenesse Anastasia alla SIP, ma non mi aspettavo che Anastasia ottenesse una promozione temporanea.

“Stai scherzando?” chiedo, totalmente sorpreso. Ma quello che Anastasia mi chiede subito dopo mi sorprende ancora di più.

“Hai qualcosa a che fare con la mia nuova promozione?” mi chiede decisa.

“No, assolutamente no. Con tutto il rispetto, sei alla SIP da solo una settimana.” Non mi aspettavo che Roach le assegnasse la posizione di Hyde, anche se solo temporaneamente.

“Sì, è questo che non capisco. Tra l’altro, mi hanno detto che Jack Hyde mi apprezzava davvero,” dice facendomi irrigidire i muscoli. Certo che l’apprezzava. Era pronto a saltarle nelle mutandine fino a ieri notte quando ha cercato di ottenere il punteggio perfetto! Il nome di Hyde mi fa raggelare. Ma non voglio che il nome di questo bastardo annebbi il mio umore oggi. Questa è una cosa da festeggiare. Sono il primo ad ammettere che Anastasia è una ragazza di talento. Faccio un cenno ad Andrea e lei esce velocemente.

“Bè piccola, se ritengono che puoi fare il lavoro, sono sicuro che sei in grado di farlo. Congratulazioni! Ti piacerebbe uscire a cena per festeggiare dopo che abbiamo visto Flynn?”

“Mmm …” dice considerando quello che le ho proposto di fare. “Sei assolutamente sicuro che non c’è di mezzo il tuo zampino?” mi chiede sospettosa. Il suo sospetto mi rattrista subito. Sono sempre onesto con lei. Le ho detto che non ho niente a che fare con la sua promozione. Perché mi chiede di essere sincero? Conto nella mente per calmarmi. Dieci … Nove … Otto … Sette … Sei … Cinque … Quattro … Tre … Due … Uno … Cazzo! Sono ancora incazzato!

“Dubiti di me Anastasia?” sibilo con rabbia. “Così mi fai arrabbiare!”

Fa una pausa dall’altra parte del telefono e alla fine si scusa. “Mi dispiace di aver dubitato di te, Christian,” sussurra dolce. La sua risposta addolcisce il mio cuore.

“Anastasia …” continuo delicato, “Se hai bisogno di qualsiasi cosa, io sono qui per te. Dimmelo per favore. E, Ana?”

“Cosa?” chiede.

“Usa sempre il tuo Blackberry,” le ricordo in tono brusco.

Lei sospira e risponde, “Sì, Christian.”

Finalmente Anastasia è d’accordo su qualcosa senza lamentele. E sembra anche obbediente. Mi attorciglio in questa momentanea solitudine. Accetterò tutto quello che proverrà dalla mia ragazza poco fiduciosa. Con queste due maledette semplici parole mi scioglie il cuore.

“Davvero piccola … Se hai bisogno di me, io sono qui per te.”

“Lo so Christian. Grazie. Ti amo,” dice e nel mio mondo tutto va bene. Sorrido come un idiota, tanto che Taylor si incuriosisce chiedendosi cosa lei mi abbia detto.

“Ti amo anch’io piccola,” rispondo dolce.

“Ci sentiamo dopo allora.”

“A dopo, piccola,” dico ed entrambi riagganciamo.

“Taylor!”

“Sì, signore,” risponde tornando alla mia scrivania.

“Qual era il nome di quel fiorista di cui ci servivamo?”

“Mi dispiace signore, non mi ricordo. Forse Mrs. Jones se lo ricorda. Posso chiederglielo se lo desidera,” dice.

“No, la chiamo io,” dico mentre compongo il numero di telefono di Mrs. Jones. Il telefono suona e lei risponde al secondo squillo.

“Sì, Mr. Grey,” risponde col suo solito tono. Taylor riesce a sentire la sua voce e noto che i suoi tratti si rilassano.

“Mrs. Jones, per caso si ricorda il nome del fiorista di cui ci siamo serviti l’ultima volta?” lei sa di cosa sto parlando.

“Sì, signore. Si chiamava ‘I Colori Primari’.”

“Grazie. Un’altra domanda,” dico facendo una pausa timido. Mi schiarisco la gola.

“Sì, Mr. Grey,” risponde col suo tono gentile.

“L’ultima volta mi ha parlato del significato delle rose bianche. Esiste un altro fiore che significa apprezzamento, amore e gratitudine?”

“Certo signore. Di solito le rose sono un simbolo d’amore e gratitudine. Ma le rose rosa, signore, sono le più diffuse e sono quelle che vengono associate di più a questi sentimenti. Sono anche associate alla grazia, l’eleganza e la dolcezza, come in una poesia.”

“Wow! Non ne avevo la minima idea! Ha mai lavorato per un fiorista Mrs. Jones?” chiedo.

Lei ride. “No signore, ma sono una donna e da un po’ di tempo mi prendo cura delle case. Quelle sono cose a cui una donna attenta presterebbe attenzione. Ma devo ricordarle il significato delle sfumature del rosa, signore. Sfumature diverse di rosa hanno il loro significato. Per esempio, signore, se deve mandare delle rose a qualcuno che vuole ringraziare per qualcosa che ha fatto per lei, allora sarebbe meglio mandare delle rose di colore rosa scuro perché sono il modo tradizionale per mandare un messaggio di ringraziamento visto che sono un simbolo di gratitudine e apprezzamento.”

“Solo un attimo, aspetta che me lo segno,” dico e cerco una penna. Taylor mi porge la sua e io annuisco. “Continui Mrs. Jones,” le dico.

“Certo, signore. Tuttavia, le rose rosa scuro non sono la scelta migliore se il destinatario è una persona più intima. Se il messaggio che vuole trasmettere è dolcezza e ammirazione, allora la scelta migliore sarebbero le rose di colore rosa pallido. Sono anche associate all’eleganza e alla raffinatezza, e comunicano ringraziamento e ammirazione.”

“Rosa pallido,” mormoro e lo sottolineo.

“Se vuole ricorrere alle rose rosa pallido signore, le consiglio di mescolarle a delle rose bianche in un bouquet; così il messaggio che vuole trasmettere non può essere confuso con qualcos’altro.”

“Mrs. Jones, lei è un genio!” dico mentre riaggancio e noto che Taylor assume un’espressione compiaciuta che quasi non si nota.

Troviamo su internet il numero del negozio ‘I Colori Primari’ e chiamo il fiorista.

“Fiorista ‘I Colori Primari’. Sono Janice. Come posso aiutarla?”

Faccio il mio ordine. Il biglietto che ho fatto mettere dice:

Congratulazioni Miss Steele.
Hai fatto tutto da sola!
Senza nessun aiuto dal tuo amministratore delegato iperamichevole, megalomane del quartiere.
Con Amore,
Christian

Ho programmato di farglieli consegnare prima delle tre e mezza del pomeriggio. Agito le gambe per l’ansia di vedere la sua reazione. Taylor solleva un sopracciglio, ma il suo viso si spiana velocemente come se stesse cercando di eliminare tutte le rughe.

Premo l’interfono.

“Sì, Mr. Grey,” replica Andrea.

“Fai entrare Barney, Andrea!” ordino. Quando sente il tono urgente della mia voce, raddoppia i suoi sforzi.

“Subito, signore.”

Cinque minuti dopo, si sente un leggero colpo alla mia porta. Barney entra nel mio ufficio goffamente, col suo portatile sotto il braccio e un filo che penzola dal suo braccio. Indossa jeans scuri con le bretelle. I primi due bottoni della sua camicia bianca sono aperti e rilevano un petto privo di peli; le maniche della sua camicia sono piegate almeno tre volte da un lato e forse due volte dall’altro. Indossa anche degli stivali neri; il genere che di solito indossano i poliziotti, ma sono allacciati solo fino alla caviglia e sembra che vi abbia infilato dentro i jeans. La parte superiore degli stivali ricade attorno alle gambe con un fiore primaverile. Mi sorprende che non abbia inciampato.

Una delle sue bretelle penzola giù, ma non sembra che lui se ne sia accorto. Barney ha solo due anni in più di me. I suoi luminosi occhi azzurri sono oscurati dai suoi occhiali scuri senza montatura. I suoi capelli neri sono arruffati e ricadono sul colletto della sua camicia bianca. Il modo in cui si presenta gli dà quasi l’aria di uno studente universitario che è andato a letto ancora vestito dopo una notte di studio e si è svegliato tardi ed è dovuto correre a scuola per arrivare in orario, senza avere il tempo di sistemarsi. Ma questo è il look solito di Barney. Un po’ da sfigato. Non che di solito mi interessi come si veste Barney. È un genio quando si tratta di computer.

Viene davanti alla mia scrivania e spinge gli occhiali sistemandoli indietro sul naso.

“Barney, hai un cavo che penzola dal tuo braccio,” dico.

“Sì. Stavo controllando i server. È per la scarica elettrostatica, signore.”

“Come sta andando l’installazione del nuovo sistema antincendio?”

“Molto bene, signore. Ho controllato ogni cosa.”

“Dammi i dati del nuovo sistema e mandami il resoconto via e-mail,” dico a Barney.

“Signore, lo sa che sono sempre stato contrario alla presenza di qualunque tipo di sistema di irrigazione vicino ai server. Quello che avevamo, anche se non era nella stanza server, era nelle vicinanze. Possono causare danni catastrofici al computer e non riusciremmo a recuperare niente. Ma, vede, la politica della GEH è per lo sviluppo di sistemi di soppressione ecosostenibili, e, francamente, quelli vecchi non lo erano. Inoltre, avevano bisogno di un aggiornamento e sfortunatamente i sistemi vecchi e le tecnologie ad essi associate sono troppo costose da comprare e installare,” dice. Annuisco, ma controbatto.

“Ma anche questo è costoso. Più del vecchio sistema che avevamo.”

“Vero, ma le garantisco che ne varrà la pena se dovesse verificarsi un’emergenza. Saremo in grado di recuperare praticamente qualunque cosa.”

“Che tipo di gas usa?”

“Si chiama Inergen. Contiene dei gas inerti, signore. Circa il 52% di azoto, 40% di argo e l’8% di anidride carbonica.”

“Ha il preventivo con sé?” chiedo e lui mi porge una cartelletta. La apro e fischio.

“So che l’ho approvato, ma è ancora piuttosto costoso. Che tipi di benefici vede in questo modello?” chiedo, dubitando dei suoi grandiosi benefici.

“L’unica pecca è l’ampio spazio che serve per immagazzinare le bombole, ma in caso di emergenza non si corre nessun rischio. È questo è il punto cruciale signore, perché abbiamo dei Server e un Sistema di Memoria Dati che interessa tutta la nostra società. Perderlo sarebbe …” scuote la testa, “devastante per la nostra società. Quello che questo sistema fa è ridurre il livello di ossigeno durante un incendio. Non crea una nebbia ed è respirabile durante il rilascio. È molto efficiente, signore.”

Studio il foglio.

“Barney, questo dice che dopo il rilascio la pressione deve essere ridotta per evitare danni all’involucro. Cosa succede se qualcuno è nella stanza server?”

“Il nostro sistema è disegnato in modo che un processo automatico, o io in persona, possa entrare nella stanza server solo per un tempo ridotto. Fino a quel momento il sistema del computer percepisce la pressione e una certa percentuale di ossigeno nella stanza. Quando ce ne andiamo, il sistema rileva che non c’è nessuno nella stanza e la pressione e il livello di ossigeno cambiano. Abbiamo involucri resistenti alla pressione, disegnati proprio per questo scopo. Oltretutto, il contributo all’effetto serra di questa marca è pari a zero, così come l’apporto al degrado della fascia di ozono.” Dice spingendosi gli occhiali in cima al naso per la terza volta. “È molto sicuro per l’ambiente e qualsiasi danno sarebbe minimo rispetto alla massima efficacia del sistema, signore,” dice fiero, come se stesse parlando del suo futuro figlio, Barney Junior. Barney in qualche modo diverte sempre Taylor. Non riesce a nascondere un sorriso quando lo vede. Guarda i suoi gesti vivaci.

“Va bene allora. Prossimo punto sul programma … Dimmi del computer di Hyde. Hai scoperto qualcos’altro sul server della SIP?”

Barney si schiarisce la voce e apre il suo pc portatile, mettendolo sulla mia scrivania senza chiedermi il permesso, ma io non dico niente. Trascina una sedia rumorosamente e si siede davanti al suo computer. Per qualche strana ragione Taylor cerca di nascondere un sorriso girando la testa dall’altra parte. Barney mette a sedere il suo metro e ottanta di statura sulla sedia, spinge ancora una volta indietro i suoi occhiali e si china sul computer come se contenesse i segreti dell’universo.

“Che cosa stai facendo?” chiedo impassibile.

“Entro nel server della SIP, signore,” dice.

“Perché?”

“Bè, è più facile prima mostrarglielo e dopo cercare di spiegarglielo,” dice chinandosi sullo schermo, spingendo anche in su i suoi occhiali.

“Questa è la mappa del server della SIP, la mappa della rete e il server della posta elettronica,” dice.

“È proprio come appare effettivamente?” chiedo meravigliato.

“No,” dice timidamente. “Questo l’ho creato io per renderlo più visibile, signore.”

Indicando un’immagine a grappolo dice, “Vede, qui abbiamo la rete.” Poi indica l’immagine rotonda. “Questo è il router della SIP e questo è il Firewall,” dice indicando un’immagine che sembra un muro di mattoni. “Poi passiamo qui al commutatore,” dice indicando la fine della linea con la freccia. “Questo apre il WAN,” dice. Poi mi spiega per aiutarmi a capire.

“È un acronimo per Wide Area Network, signore,” dice e io annuisco. “Questa è la cosa interessante,” dice eccitato. Non ho mai visto un uomo eccitarsi per i computer quanto un altro si ecciterebbe per il sesso. Ha un bagliore negli occhi quando parla. “La SIP dovrebbe avere quattro server diversi: Proxy, Web, FTP e Mail. Poi dovrebbe esserci un altro commutatore che va nella LAN, o, per meglio dire, nella Local Areal Network, cioè una rete locale. E poi c’è il Data Base e un altro Firewall che si sposta sui PC Clienti, ovvero i computer usati dalla società.”

“Ancora non capisco cosa ci sia di interessante,” dico guardando la mappa.

Allora Barney muove il mouse e clicca un’altra immagine.

“Signore, il sistema dovrebbe apparire così. Ma in realtà è così …” dice indicando un’altra immagine.

“Vede qui, sotto i PC Clienti, ci sono numerosi computer contrassegnati da uno username.” Il nome Jack Hyde attira la mia attenzione.

Allora Barney indica il computer di Hyde e dice, “Il PC Cliente di Hyde supera il firewall e entra direttamente nel FTP e nel Server Mail, così come nel Data Base. Ha anche accesso diretto nel PC Cliente intitolato A. Steele.” La mia testa si solleva immediatamente per guardare Barney.

“Cosa? Come?” è tutto quello che riesco a chiedere.

“Porta d’accesso,” dice semplicemente.

“Una porta d’accesso signore è un mezzo per accedere a un programma del computer che aggira i meccanismi di sicurezza. Di solito, un programmatore a volte installa una porta d’accesso così che si possa accedere a un certo programma per risolvere un problema o per altri motivi. Ma questa non è installata per questo motivo.”

“Non capisco. Pensavo che Hyde avesse comunque accesso a tutti i server della società. Perché creare questo?”

“Bè signore, quando si accede attraverso mezzi legali, si lascia una traccia. Persone come me scoprirebbero chi è stato dove e quali eventuali cambiamenti hanno apportato e quando. Provi a pensarla in questo modo, signore. Lei si reca in un edificio protetto dal migliore sistema di sicurezza. Sa, c’è quello che scansiona i segnali biologici e che controlla persino il background. Si immagini qualcuno che non ha tempo di attraversare tutto questo per entrare e uscire. Potrebbe crearsi un’uscita posteriore, magari per uscire a fumare. Bè, questo è quello che succede con la porta di Hyde. È buona ed è l’unica in grado di aggirare tutta la sicurezza anche accedendo da un computer remoto.” Il calore mi sale sul viso e sento la rabbia che arriva a ondate.

“Dimmi che hai bloccato tutte le entrate da fuori e qualsiasi accesso ai server!” sibilo tra i denti.

“Certo signore,” dice compiaciuto. “E c’è un’altra cosa signore. Mr. Hyde non avrebbe dovuto avere accesso al server delle e-mail. Altrimenti ogni impiegato avrebbe potuto vedere i contenuti delle e-mail di tutti gli altri. Mentre Miss Steele lavorava per lui, probabilmente lui aveva un accesso garantito alla sua casella di posta. Ma in ogni caso, c’è un addetto che si occupa delle e-mail. Certamente non si tratta di Mr. Hyde. Quindi, ho lavorato parecchio stanotte per sistemare il problema,” dice. Allora può essere che sia rimasto sveglio e abbia dormito con questi vestiti. Questo spiegherebbe il suo aspetto scompigliato, ma, in ogni caso, questo è il suo aspetto, che stia alzato tutta la notte o no. Barney, come Ros, Taylor o Andrea, è stato una delle mie scoperte migliori in fatto di impiegati di qualità che rispondessero alle mie esigenze e facessero di tutto per eseguire le mie richieste. L’ho scoperto quando aveva ventun anni e aveva appena ottenuto il Master in Scienze Informatiche dopo solo un anno di studi all’Università della California. Terminati gli studi si è trasferito a Seattle per stare vicino alla sua famiglia.

“Grazie Barney,” dico sincero. Lui mi guarda e sbatte le palpebre spingendo indietro gli occhiali. Devo regalargli un paio di occhiali nuovi per Natale. Mi faccio un appunto mentale per questo. Non abituato a sentirsi ringraziare per qualcosa che ha fatto, per un minuto resta senza parole.

“Mmm, sì, nessun problema, signore,” dice, non sapendo come ricevere il complimento. Gli occhi di Taylor si dilatano per un secondo, ma lui ritorna subito impassibile.

“Questo dovrebbe essere tutto Barney. Mandami qui Andrea quando esci,” dico.

“Certo, signore,” dice chiudendo il suo portatile mentre esce dalla porta. Noto che ha cercato di infilare la maglietta nei pantaloni ma Andrea deve avergli messo fretta per farlo correre nel mio ufficio. Vedo i suo boxer a scacchi che spuntano da sopra i jeans che sono leggermente abbassati, mentre la bretella cerca di tenere i pantaloni alzati visto che il suo culo inesistente non lo sta facendo. Dev’essere questo che Taylor ha trovato divertente poco fa. Vedo ancora la stessa ironia sul suo viso.

Mentre Barney dal mio ufficio, la porta viene lasciata aperta e sento Barney che parla con Andrea mentre sta andando via.

“Gelida! Il capo ti vuole dentro!” dice, la sua voce si affievolisce mentre si allontana. Gelida? Non è un termine pieno di tenerezza.

Il borbottio di Andrea si sente, “Disadattato!” e la cosa successiva che sento sono i suoi tacchi picchiettanti ed entra nel mio ufficio con il suo iPad e i documenti tra le braccia. Taylor sposta lo sguardo su un angolo della stanza per nascondere il suo ghigno.

“E’ pronto per controllare i suoi impegni, signore?” chiede nel suo solito tono professionale.

“Tra un minuto. Prima voglio che tu prenda un appuntamento per me per vedere una proprietà stasera.”

“Certamente, signore. Per caso sa dov’è situata l’azienda o chi dovrei contattare?”

“Non è un’azienda. E’ una casa,” dico tranquillamente, e sia la testa di Taylor che quella di Andrea scattano per fissarmi. Questa è la prima volta in cui riesco a shockarli nello stesso momento.

*****

La giornata lavorativa va avanti piena di impegni. Faccio un’ispezione del nuovo sistema di spegnimento degli incendi per i server, insieme a Ros. Taylor accompagna me e Ros all’elegante ristorante francese per il nostro pranzo di lavoro. E’ un’impostazione informale per una potenziale acquisizione finanziaria. Sto tastando il terreno, per vedere cosa possono offrire. La compagnia è impaziente. Il prezzo sembra essere giusto. Ma analizzo sempre i numeri. Ros è molto scaltra quando si tratta di affari. Può far tremare un uomo adulto, con anni di esperienza negli affari alle spalle, con le sue sole conoscenze. Il vecchio è disposto a vendere la compagnia. E’ pronto a lasciare che il suo giovani prenda il controllo. Non che il giovane sia tipo da gestire una compagnia. Ma la società ha un consiglio di amministrazione. Alcuni sono più che impazienti di far assorbire la compagnia alla GEH. Pensano che le loro azioni saliranno improvvisamente. A me non piace avere cosi; e di certo non emetto azioni nella mia azienda. Non hanno nemmeno fatto i loro compiti prima di venire alla riunione. L’unica persona con cui preferirei fare affari è il vecchio. Non il suo patetico figlio e non il suo inutile consiglio. Stanno provando tutti a lusingarmi per ottenere l’accordo che vogliono. Ros è disgustata dalla scena, e nemmeno io ne sono troppo entusiasta.

Per me, fare affari è facile quanto scopare. Sono bravo in entrambe le cose. Ma sono io quello che fa le scelte e mi piace sempre tenere il controllo; non l’opposto. Il consiglio e il figlio sembrano iene impazienti, e il vecchio è come un leone anziano; questi stronzi erano pronti a toglierlo di mezzo da un momento all’altro. Ma la cosa buona è stata che il vecchio aveva la parte più grande degli interessi sulle azioni, e controlla la maggioranza. E’ stata l’unica sua scelta furba nella sua compagnia. Ma il resto del gruppo sta iniziando a leccarsi i baffi, così avidi. Le loro vendite sono in ribasso, i costi sono in rialzo, gli impiegati sono inefficienti, e nessuno sembra importarsene di quanto sia costato a quest’uomo costruire la sua compagnia e tirare avanti per quasi quarant’anni. Mi prenderò il mio tempo, e quando il momento sarà giusto, la comprerò, e mi libererò dell’inutile consiglio di amministrazione, e poi o la sistemerò o la liquiderò. Ho bisogno prima di controllare i numeri.

Mentre torniamo dalla nostra riunione durata due ore, mi rivolgo a Ros e le chiedo, “Cosa pensi del vecchio, del figlio e del consiglio?” dico disgustato mentre penso agli ultimi due.

“Non mi dispiacerebbe fare affari con il vecchio,” dice immediatamente. “Comunque suo figlio è inutile, direi un donnaiolo dal modo in cui ci stava provando con me, ed è triste che un uomo del genere sia stato generato dal vecchio dignitoso,” dice riflettendo esattamente quello che avevo già pensato.

“Che dire del consiglio …” dice mentre sprofonda nella contemplazione. “Onestamente, Mr. Grey, non riuscivo a capire dove finisse il suo culo e iniziassero le loro labbra, dal modo in cui si stavano mettendo in filo per baciarle il didietro,” dice facendomi ridere sonoramente. “Ma tra tutto quanto, l’unica persona con cui vale la pena fare affari è il vecchio. Gli altri sono avvoltoi.”

Quando il mio istinto è allineato con quello di Ros, so che le mie decisioni sono confermate. Faremo affari solo con il vecchio, e butteremo fuori le fottute iene indegne.

Mentre Taylor accosta nel parcheggio della GEH, il mio Blackberry vibra, e il mittente mi mette il sorriso sulla faccia. Ros mi guarda curiosa. Non dico niente. I suoi occhi cercano quelli di Taylor nello specchietto retrovisore mentre lui la guarda impassibile.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Megalomane …
Data: 16 Giugno 2011 15:42
A: Christian Grey

… è il mio genere preferito di maniaco. Grazie per le bellissime rose. Sono arrivate in un enorme cesto di vimini che mi ha fatto pensare immediatamente a picnic e tovaglie.

X
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Aspetto di arrivare nel mio ufficio per scrivere una risposta, lontano dallo sguardo indagatore di Ros, non che mi importi. Ma non voglio che gli altri mettano il naso in affari che non sono loro.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Aria fresca
Data: 16 Giugno 2011 15:54
A: Anastasia Steele

Il tipo preferito di maniaco? Sono alquanto sicuro che il Dr. Flynn potrebbe avere qualcosa da ridire a riguardo.
Vuoi fare un picnic, Anastasia? Potremmo certamente divertirci molto nei grandi spazi aperti.
Com’è andata la giornata finora, piccola?

Christian Grey
CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Ci sono molte nuove attività che ho recentemente aggiunto alle mie preferite da fare all’aperto, e tutte includono Anastasia.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Giornata febbrile
Data: 16 Giugno 2011 15:59
A: Christian Grey

La mia giornata è stata così caotica, è volata. Non ho avuto nemmeno un minuto libero per pensare a qualcosa di diverso dal semplice lavoro. Mi sento come se potessi farlo! Ti dirò di più quando torno a casa.
A proposito di spazi aperti … sembra molto interessante.

Ti amo
A x
P.S.: Non preoccuparti per Flynn.
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E’ difficile non preoccuparsi … Sono un uomo al quale piace sempre avere il controllo. Mettere insieme due persone su cui difficilmente ho il controllo e farle discutere di me, entrambi sanno quanto sono incasinato, e questo mi preoccupa, soprattutto se il risultato della loro conversazione può alterare irrevocabilmente la mia vita.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Ci proverò …
Data: 16 Giugno 2011 16:08
A: Anastasia Steele

… a non preoccuparmi.

A dopo, piccola.
X

Christian Grey
CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Taylor prende il suo telefono per rispondere ad un sms che deve essergli appena arrivato.

“Mr. Grey, Bastille è alla palestra di sotto.”

“Grandioso!” dico. “Andremo giù tra un minuto. Lascia che finisca qui.”

E’ stata una giornata impegnativa, e ho bisogno di allenarmi per scacciare via lo stress dal mio sistema. Io e Taylor prendiamo gli ascensori per scendere in palestra. Velocemente ci cambiamo negli spogliatori e andiamo ad incontrare Bastille. Si è già scaldato, e dopo essermi scaldato anche io, iniziamo a fare un po’ di MMA. Quindici minuti dopo aver iniziato l’esercizio, trovo che Bastille ha abbassato la guardia. Afferro il suo polpaccio sinistro avvolgendolo con il mio braccio destro, il più vicino possibile al tendine. E’ assolutamente shockato dal fatto che sono riuscito a fargli questo ad inizio combattimento. Con il mio braccio destro inizio a fare pressione sul tendine d’Achille.

Senza fiato, e lottando contro un Bastille che si dibatte, passo il mio ginocchio sinistro sulla sua coscia destra e spingo in basso sul suo petto con la mia mano sinistra, cosicché non riesca ad alzarsi. Poi cado all’indietro sul lato sinistro mentre simultaneamente getto la mia gamba destra su quella di Bastille. Fermamente premo il mio piede destro contro il suo corpo e infilo la mia gamba sinistra tra le sue gambe aperte.

Bastille è molto sorpreso da tutto questo progresso. Ma senza sosta vado avanti. Poi unisco saldamente entrambi i miei piedi contro il corpo di Bastille e faccio pressione. Il mio braccio destro scava a fondo nel suo tendine mentre afferro il mio polso sinistro mentre inarco all’indietro e facendo pressione con i fianchi in avanti. Giro la testa per guardare oltre la mia spalla, questa è una mossa cruciale che mi permette di usare l’intera forza dei miei muscoli e strizzare insieme le mie ginocchia, così stringo ancora di più la presa. Alla fine lo tengo in una presa di sottomissione, usando una delle tecniche di Serratura Compressiva, la Serratura di Achille.

Dopo aver provato a liberarsi dalla mia morsa, e con il dolore che inizia a farsi sentire, Bastille batte sul pavimento e io lo lascio andare.

Il resto dell’allenamento va avanti senza cedimenti da parte di uno o dell’altro, ma Bastille prova a pareggiare il risultato sganciando un inaspettato calcio angolato. Usa la tecnica Muay Thai. Questa in realtà è una tecnica molto efficiente perché se fosse riuscito a colpirmi, mi sarei sentito come se fossi stato colpito da una mazza da baseball, come minimo, e nel peggiore dei casi, mi avrebbe messo KO. Ma riesco a deviare il suo attacco e contrastarlo con un calcio basso mirando alla coscia, proprio vicino al ginocchio, e indebolisco la sua gamba facendolo atterrare sul suo culo sul pavimento e portando il mio punteggio a due. Alla fine di un po’ più di un’ora di allenamento, riesco solo a stordire i margini del mio nervosismo per l’avvicinarsi dell’appuntamento con Flynn.

Avendo fatto una doccia veloce, mi rivesto, e Taylor mi accompagna all’Escala. Anastasia tornerà da sola in macchina. Sono un po’ nervoso per questo, dato che mentre guida si distrae facilmente, anche soltanto per una cosa semplice come la radio.

Mi faccio strada verso l’attico mentre Taylor sta parcheggiando il SUV. Dopo essere entrato nell’appartamento, vado in camera da letto. Mi tolgo gli abiti da lavoro e mi infilo i miei jeans a vita bassa e una maglietta bianca. Vado in cucina e mi verso del vino bianco. Prendo un sorso del vino, ne assaporo la freschezza mentre va giù morbidamente. Chiudo gli occhi e ne assaporo il gusto per un secondo. Quando ne prendo un altro sorso, sento vibrare il mio Blackberry. Lo pesco dalla tasca dei miei jeans e guardo il nome di chi sta chiamando. E’ Ros.

“Grey,” rispondo al telefono.

“Mr. Grey, sono Ros. Ha parlato con Barney oggi?”

“Sì.” Lei aspetta che io elabori.

“Cos’hai bisogno di sapere?”

“Dato che abbiamo acquisito la SIP,” inizia a dire, e ottiene la mia piena attenzione.

“Volevo sapere se la terremo, o la venderemo più in là.”

“Ho tutte le intenzioni di tenerla,” dico laconico.

“Bene, perché se le cose stanno così, pensavo che avremmo potuto risparmiare dei soldi se incorporassimo il loro sistema di network nel nostro. Invece di tenere due dipartimenti informatici separati, sarebbe più saggio, e per non parlare del costo effettivo per assorbirlo nel nostro. Dato che abbiamo investito milioni di dollari nel nuovo sistema informatico, penso che andrebbe a beneficio della GEH,” dice.

“Vero, ma vorrei comunque tenerlo come un’entità separata. Incorporandola e spostandola qui potrebbe incorrere in costi inaspettati. Penso che Barney possa organizzarlo meglio, e potrebbe calcolare dei numeri per noi sul lungo e breve termine,” dico. Considerando com’è fatta Anastasia, se pensasse di non voler più lavorare per la SIP, potrei venderla. Ma i miei piani a lungo termine includono dare la SIP ad Anastasia in futuro. Bevo il vino rimanente nel mio bicchiere, e vado verso le finestre, che vanno dal pavimento al soffitto, per guardare fuori, osservando il panorama della città e il sole che tramonta.

“Ho parlato con Barney, e ha detto che il loro sistema non è molto complicato, ed è anche datato. Dovremmo aggiornare il sistema, e questo comporterebbe una grossa spesa economica, anche se, ovviamente, non quanto abbiamo appena speso per il nostro. Barney stava dicendo che assorbendo il sistema della SIP nel nostro, con un’unità facilmente separabile, ci permetterebbe un facile accesso ad esso, anche per sistemarlo, perché non dovremmo provvedere ad una manutenzione tecnica separata.”

“Questa in realtà non è una cattiva idea,” dico sapendo che mi darà un po’ più di leva e accesso ad Anastasia e posso anche proteggerla meglio, nel caso dovesse trovare un altro capo che è troppo espansivo come quello precedente. Sento una stretta e dell’elettricità che mi mette i nervi sull’attenti appena colpiti. Sento il suo sguardo prima di vedere il suo viso. Mi volto immediatamente, e tutto è perfetto nel mio mondo, ancora una volta, perché Anastasia è qui. Non posso evitare di sorriderle il più possibile dopo aver visto il suo bellissimo viso. La mia mente ha lasciato la conversazione che stavo avendo con Ros.

“Stavo proprio armeggiando con i numeri, e ho chiesto a Barney alcuni dei costi, penso che questo renderebbe …” dice ma non la lascio finire la sua frase.

“Ros, è magnifico. Di’ a Barney che inizieremo da lì …”

“Da dove, Christian?” chiede confusa.

“Addio.”

“Cosa? Aspetti!” dice e io riaggancio.

Sono troppo ansioso di stare con Anastasia per pensare a qualsiasi server in questo momento. Non è così pressante. Deposito il mio Blackberry di nuovo nella mia tasca e mi muovo verso Anastasia. Lei è fresca e frizzante come se fosse mattino. Sento la spinta magnetica verso di lei. Come se fosse il sole, e io sono il pianeta.

“Buona sera, Anastasia,” mormoro e mi abbasso a baciarla. Le mie braccia intorno al suo corpo e la avvolgo. “Congratulazioni per la tua promozione, piccola,” sussurro, mordicchiandole l’orecchio. Lei inspira il mio profumo con la testa poggiata al mio petto.

“Ti sei fatto la doccia,” mormora.

“Mi sono appena allenato con Bastille,” spiego.

“Oh, vedo,” dice perdendosi nel mio profumo.

“E’ stato grandioso. Sono riuscito a metterlo col culo per terra per due volte,” dico ridendo. Posso vantarmi un po’ con la mia fidanzata; dopotutto non lo metto al tappeto così spesso. Di solito accade il contrario.

Lei mi sorride di rimando.

“Allora, non succede spesso?”

“No, veramente no. E quando accade, è molto soddisfacente. Hai fame?”

Scuote la testa in negativo e il suo viso diventa triste. Divento subito preoccupato.

“Cosa c’è?” chiedo accigliandomi. Qual è il problema?

“E’ solo che sono nervosa per il Dr. Flynn,” dice, e le sue parole riflettono quello che ho provato per tutto il giorno.

“Anche io sono nervoso,” confesso. “Ma, parlami della tua giornata,” dico provando a distrarci entrambi dall’agitazione.

“Oh! Christian, ero così nervosa stamattina. Appena sono arrivata in ufficio, ho trovato una nota che mi diceva di andare immediatamente nell’ufficio di Elizabeth. Pensavo che una volta che Jack non ci fosse più, mi avrebbe detto che non aveva più bisogno di me. Poi sono andata nel suo ufficio, e ci siamo semplicemente guardate. Il mio cuore mi è finito in gola, quindi alla fine lei dice che aveva delle tristi notizie e che Jack aveva lasciato la compagnia alquanto improvvisamente, come se lo avesse fatto d’impeto,” dice rabbrividendo. Annuisco, incoraggiandola ad andare avanti.

“Poi mi ha detto che il suo abbandono ha creato un vuoto e avrebbero voluto che fossi io a riempirlo per un po’, finché non fosse arrivato un rimpiazzo. Mi sono innervosita ovviamente. Non ero sicura se potessi fare quel lavoro. Il suo ragionamento era che Jack aveva selezionato le mie abilità e a quanto pare aveva grandi speranze per me,” dice facendo una smorfia. Con questo, la mia mascella si serra, le mie labbra si stringono in una linea dura, e i miei occhi si oscurano. Avrei dovuto picchiare di più quello stronzo ieri sera!

“Beh, sappiamo riguardo cosa fossero le sue grandi speranze!” dico seccamente.

“Sì, beh, tu hai salvato la situazione,” dice sorridendo, e avvolgendo le sue braccia intorno a me, allentando la tensione. La bacio sulla testa e le chiedo cos’altro è successo.

“Comunque sia, dato che ero stata in contatto con gli autori chiave di Jack e che avevano notato le note ai capitoli che avevo scritto, pensavano che fossi capace di portare avanti il lavoro. E il resto della giornata è proseguito con una riunione dopo l’altra,” dice lasciandomi andare.

“Oh, mi sono dimenticata di dirtelo. Avrei dovuto pranzare con Mia oggi,” dice. Non lo sapevo. Come mai non me ne aveva accennato prima?

Alzo un sopracciglio inquisitore e dico, “Non me ne avevi accennato prima.”

“Lo so, me ne sono completamente dimenticata. Ma non sono potuta andare a causa della riunione, e Ethan Kavanagh l’ha portata fuori a pranzo al posto mio,” dice in un respiro veloce.

Mia sorella con il ragazzo Kavanagh? Cosa ci faceva a lavoro di Anastasia? Sta provando a fare la sua mossa con lei? Non ne sarei sorpreso dopo quello che è successo nell’appartamento di Anastasia.

“Vedo,” dico piatto.

Anastasia vede il mio sguardo che si oscura, e nervosamente si morde il labbro. L’energia oscura è intrecciata con il desiderio che sento per lei adesso.

“Smettila di morderti il labbro, Anastasia.”

Lei velocemente smette di morderlo e dice che deve andare a rinfrescarsi un po’ prima di uscire per andare all’ufficio di Flynn, e subito esce dalla stanza, prima che io possa domandarle di Kavanagh e mia sorella, lasciandomi caldo e seccato, fermo lì.

*****

Andiamo nell’ufficio di Flynn con la Saab di Anastasia. Anastasia è sorpresa dalla breve distanza. Le dico che combino i miei esercizi e la mia terapia andando di corsa nel suo ufficio. Lei sorride. Sono assolutamente deliziato dal modo in cui si comporta la sua auto; la sua sicurezza è in buone mani.

Lei sembra distratta.

“Già, uhm. Lo penso anche io,” dice sorridendo, ma la sua mente è altrove. Il suo petto si alza e abbassa ansiosamente; il suo sguardo corre come il suo cuore. E’ troppo nervosa.

“Christian …” dice, disegnando una ‘o’ con le labbra per espirare, e prendere un respiro profondo. “… io,” dice deglutendo. Qual è il problema? Perché è estremamente nervosa? Sta pensando di rompere con me qui?

“Cosa c’è che non va, Ana?” chiedo riflettendo la sua ansia.

Alla fine lei scava nella sua borsa e prende qualcosa, un articolo abbastanza piccolo da starle nel palmo di una mano.

“Ecco,” dice. Io abbasso lo sguardo confuso. E’ una piccola scatola regalo al centro del suo palmo, avvolta in carta marrone legata da dei nastri.

“Ho preso questo per il tuo compleanno. Vorrei che tu lo prendessi adesso, ma solo se mi prometti di non aprirlo fino a sabato, al tuo compleanno, okay?”

Non ricevo spesso dei regali, perché di solito la gente non sa cosa darmi, dato che a quanto pare ho tutto, e posso permettermi qualsiasi cosa. Ma, qualsiasi cosa Anastasia faccia per me o mi dia è un tesoro. Il fatto che abbia pensato a me … Deglutisco forte. Questo significa così tanto. Questa piccolissima scatola è abbastanza grande da contenere l’universo per me. E’ da parte di Anastasia! Alzo lo sguardo su di lei, provando a cancellare le emozioni che stanno provando ad uscire, e posso solo mormorarle un “okay.”

Il mio sguardo è fisso su quella piccola scatola.

Lei prende un respiro profondo e da riempirsi per bene i polmoni, come se fosse l’ultimo, e mette la scatola tra le mie mani in attesa. Mi sento sopraffatto, sconcertato, congelato, paralizzato, tutto allo stesso tempo – tutto per gentile concessione di questa piccola scatola. Alla fine tengo la scatolina tra pollice e indice, e la scuoto vicino all’orecchio. Hmm. Cosa potrebbe essere? Non è un anello. Magari lo fosse! E’ più pesante di un anello, e un anello non tintinnerebbe. Sarebbe posizionato fermamente.

Sono dei gemelli? Sarebbe più un suono secco se nella scatola ci fossero dei gemelli. Non un tintinnio. Argh! La curiosità mi sta bruciando dentro! La tengo nel palmo e la fisso. Non ho la visione a raggi X alla Superman. La frustrazione mi fa accigliare. Cosa sarà? Anastasia, questa è pura tortura! E’ solo giovedì! Devo aspettare due dannati giorni!

Alla fine sorrido. Posso aspettare per aprirla sabato! Arriva da Anastasia. Lo terrò vicino al mio cuore per un paio di giorni, per tenerlo al sicuro, dentro la mia giacca gessata.

Come me lo metto in tasca, Anastasia mi avverte, “Non ti è permesso aprirlo fino a sabato.”

“Ho capito. Ma, perché me lo stai dando adesso?” Se non vuole che lo apra fino a sabato, non ha senso che me l’abbia dato adesso. O ce l’ha? C’è un significato?

La risposta di Anastasia mi porta fuori dalle mie fantasticherie. “Perché posso, Mr. Grey,” dice sorridendo e facendomi sorridere in risposta al suo sorriso!

La segretaria di Flynn, una donna anziana, Eleanor, ci saluta.

“Buona sera, Eleanor,” rispondo al suo saluto.

“Il Dr. Flynn la sta aspettando signore. Da questa parte,” dice raggiante verso di noi, o forse verso di me, e Anastasia stringe gli occhi su di lei. Gelosa? La sua risposta mi fa sentire un pochino meglio. Come entriamo nell’ufficio di Flynn, Anastasia è rapita dagli arredi. Guarda la stanza verde pallido con i divani verde scuro, e sedie di pelle. Flynn si alza dalla scrivania posizionata nell’angolo più lontano della stanza e ci viene incontro per salutarci. Mi accorgo che Anastasia dà una rapida occhiata alla camicia blu slacciata di Flynn, e infine si sofferma sui suoi occhi blu. Flynn saluta me per primo porgendomi la mano.

“Christian,” dice sorridendo.

“John,” rispondo mentre prendo la sua mano. “Ti ricordi di Anastasia?” dico come modo di presentazione.

“Certamente. Come posso dimenticarla? Benvenuta Anastasia,” la accoglie col suo caldo accento londinese. “Chiamami Ana, ti prego,” dice Anastasia.

“Ana,” replica lui. E ci conduce dentro alla stanza. Indico uno dei divani ad Anastasia, e si siede da sola nonostante sembri molto nervosa. Accavalla le gambe, e incrocia i piedi alle caviglie. Cerca di mettere le braccia sui braccioli, ma è troppo scomodo per lei, quindi decide di appoggiarsele in grembo. Io mi metto sul divano vicino al suo nell’angolo destro. Tra le nostre sedie c’è un piccolo tavolino con una lampada sopra. Mi distendo sul divano e incrocio le gambe, mettendo la caviglia sul ginocchio. Allungo il braccio, e trovo la mano nervosa di Anastasia, e la stringo per darle un po’ di rassicurazione, anche se non so se lo faccio per il suo beneficio, o per il mio. Flynn si siede sulla poltrona bergère, col suo taccuino di pelle in mano pronto ad osservare.

“Ana, Christian ha richiesto che tu sia presente ad una delle nostre sedute. Solo per informarti, noi trattiamo queste sedute come strettamente confidenziali,” dice Flynn. Ma Anastasia lo interrompe.

“Oh, sì, capisco Dr. Flynn… ho già firmato un contratto,” mormora fraintendendo il dottore. Lascio la sua mano come se le sue parole mi avessero shoccato come una scossa elettrica.

“Chiedo scusa, cosa? Intendi un accordo di non divulgazione?” chiede e Anastasia annuisce, confusa. Flynn mi guarda interrogativo, e io faccio spallucce.

“Solo per curiosità Christian… illuminami…” dice schiarendosi la voce. “Tu inizi tutte le tue relazioni con un accordo di non divulgazione?” Naturalmente tutti i miei impiegati ne firmano uno, tutti i miei dottori ne firmano uno; in effetti anche Flynn l’ha firmato. Dovrebbe averne un’ idea conoscendo chi sono e cosa faccio con le donne.

“Lo faccio con quelle contrattuali,” rispondo. Flynn cerca di sopprimere un sorriso.

“Hai avuto altri tipi di relazione con donne?” chiede in tono divertito.

“No, credo di no,” dico ridendo, vedendo dell’ironia in questo.

Questo conferma i sospetti di Flynn. “In questo caso, non dobbiamo preoccuparci della riservatezza. Tuttavia, dal momento che ho capito che stai iniziando una relazione non contrattuale, vorrei suggerire che tu riveda e discuta il contratto in alcuni punti.”

“Spero di iniziare un altro tipo di contratto con lei,” dico in un mormorio dolce, intravedendo Anastasia che ora sta arrossendo copiosamente. Flynn mi guarda con aria interrogativa socchiudendo gli occhi. Poi scuotendo la testa si rivolge ad Anastasia e dice, “Ana, devi perdonarmi, ma può essere che io ti conosca meglio di quanto tu non creda. Christian è stato molto schietto.” Lo sguardo di Anastasia mi gela, interrogativa.

La domanda di Flynn rompe il suo sguardo e rivolge la sua attenzione a lui.

“Ana, quindi, firmare un contratto… sarà stato uno shock per te.” Anastasia guarda, sbatte le palpebre, e scuote la testa in fare negativo.

“Lo shock del contratto è irrilevante rispetto alla recenti rivelazioni di Christian,” dice con voce bassa, ansiosa.

Flynn annuisce sorridendo ad Ana, “Ne sono certo,” risponde. Poi si volta verso di me e chiede, “Quindi Christian, di cosa vuoi parlare oggi?”

Mi stringo nelle spalle con noncuranza, sono nervosissimo. Questo è quanto!

“È Anastasia che voleva vederti oggi. Dovresti rivolgere a lei la domanda,” dico a Flynn che rimane sorpreso, ma indossa il suo viso professionale, e si gira verso Anastasia interrogativo. Anastasia diventa subito timida, il suo sguardo verso le sue dita annodate. Non è abituata ad essere al centro dell’attenzione.

Poi il fottuto Flynn le fa una domanda che mi rende dannatamente nervoso!

“Ana, saresti più a tuo agio se Christian ci lasciasse soli per un po’?” Lo sguardo di Anastasia mi inchioda subito, e io la guardo sperando che si senta abbastanza a suo agio con me presente da poter parlare di qualunque cosa la preoccupi.

“Sì,” sussurra e il cuore collassa. Apro la bocca per protestare, accigliato. Guardo prima uno poi l’altra. Chiudo la bocca. Posso farlo… posso farlo… mi alzo con aria imbronciata.

“Sarò nella sala d’aspetto,” dico a nessuno in particolare. I miei nervi sono tesissimi, e io sono quasi al limite, mi sento come un arco teso con una freccia pronta per essere scoccata. Espiro lentamente dal naso come un toro, i miei denti serrati e la bocca chiusa in una linea dritta.

“Grazie Christian,” dice il Dr. Flynn impassibile.

Mi giro a guardare Anastasia, cercando il suo sguardo. Perché non vuole che resti? Significa che non vuole me? Non ne sarei sorpreso. Di cosa vorrà parlare con lui senza me presente? Sono così dannatamente pronto a trascinarla fuori dall’ufficio di Flynn, e non tornare mai più. Ma, questo si ritorcerebbe contro di me. Cosa faccio? Cosa faccio? La porto fuori, o aspetto e vedo come si mettono le cose? Devo fare una ricognizione dei danni? Forse dovrei… non ho visto preoccupazione negli occhi di Anastasia, ma questo non significa che non sia preoccupata. Bene! Le concederò questo. Trenta minuti, a partire da ora! Cazzo! Flynn può raccontarle la storia della mia vita in trenta minuti. Lui ha firmato un contratto. Non dovrebbe divulgare informazioni su di me. Ma ancora, ho spedito Anastasia da lui con le mie stesse fottute mani! Non posso portarlo in tribunale, posso se riferisce notizie personale su di me, posso? Dipende da quello che le dirà.

Vado fuori nella sala d’attesa, ed Eleanor si illumina. Mi siedo casualmente su uno dei divani in pelle.

“Vuole qualcosa da bere, Mr. Grey?” chiede Eleanor.

“No, grazie,” dico laconico.

Il mio sguardo è fisso sul corridoio dove Anastasia e Flynn sono chiusi a parlare. Parlare di noi… Decidendo del nostro futuro! E io no ci posso fare un cazzo di niente! Non dovrei essere una delle persone che hanno voce in capitolo su questa decisione? Rimangono ventisei minuti e tredici secondi.

Metto la caviglia sinistra sopra il ginocchio destro. Le mie braccia sono a riposo sulla spalliera del divano. No, non è comodo. Ritraggo le braccia, alzo il culo dal divano, e recupero il Blackberry per sembrare occupato a beneficio di Eleanor che mi sta guardando come se fossi un esperimento di laboratorio.

Scorro le e-mail. Ros scrive su delle acquisizioni, Ros scrive sul cantiere navale koreano, Ros scrive sulla fusion del server della SIP col nostro, Barney affronta la fusione del server, i progressi di Welch su Hyde – non c’è molto da riferire ancora, Barney ancora sui costi della ristrutturazione della stanza del server, Andrea mi scrive sul progetto agricolo della Washington State University , ed eventuali aggiornamenti e gli incontri di domani, e poi c’è l’ultimo messaggio di Anastasia. Mi sta dicendo di non preoccuparmi di Flynn. Dovrei darle retta? Come posso non preoccuparmi quando lei ha praticamente lasciato che Flynn mi buttasse fuori a calci dalla stanza? Questo è il comportamento di una fidanzata che ti dice di non preoccuparti? Avrebbe potuto dire, “Non ho nulla da nascondere a Christian. Può rimanere…” No! Doveva farmi cacciare! Perché? Perché adesso? La intimidisco così tanto? Scuoto la testa per scrollare via i pensieri.

Devo trovare qualcosa che mi occupi la mente… Scorro i contenuti del mio telefono e trovo un gioco con degli uccelli che sembrano arrabbiati. Beh, bene! So esattamente come ti senti. Le mie dita tremano mentre cerco di distruggere le scatole accatastate. La mia mente non è concentrata.

“Mr. Grey, sta bene, signore?” chiede una voce preoccupata. Sbatto le palpebre e guardo.

“Sì, perché?” dico, alzando lo sguardo accigliato.

“Sembra che stia tremando, signore. Ha freddo?”

Guardo le mie gambe, e faccio ancora quel gesto nervoso. Lentamente abbasso la gamba.

“Mi piacerebbe avere quel bicchiere d’acqua adesso, Eleanor. Grazie,” dico distraendola.

Lei corre via per prendermi una bottiglia d’acqua. Controllo l’ora ancora. Diciotto minuti e ventisette secondi. Il tempo è sempre stato essenziale, ma fino a quando ho incontrato Anastasia, non ho mai contato i secondi. Mi sento come Anthony Constantino adesso. Le sue parole risuonano nella mia testa, e quanto sono vere. “Soltanto quando sono diventato grande e ti ho amato ho capito la relatività del tempo; poi, avrei voluto abbracciarti per sempre, sperando che l’eternità durasse qualche minuto in più.” Con l’eccezione che la mia amata è dentro a quella stanza, mentre io sto seduto qua fuori, tormentandomi!

Mi alzo dalla sedia e inizio a lasciare un solco sul tappeto turco di Flynn nella sala d’aspetto. Eleanor entra, e mi porge l’acqua. La prendo assente. Ho il cuore in gola. Non riesco a sopportare quest’attesa! Mi sento come se fossi stato legato, imbavagliato, terrorizzato, castrato, e lobotomizzato tutto allo stesso tempo anche se lei mi ha scritto nell’ e-mail di non preoccuparmi riguardo a Flynn. Come posso non esserlo dato che sono seduto qua… Controllando il tempo, e Flynn molto probabilmente le starà consigliando di piantarmi! La mia mano raggiunge la tasca. Tiro fuori la piccola scatola. La tengo tra le mani come se fosse l’ancora di salvezza che Anastasia mi ha lanciato. Lei mi ama. Lei mi ama. Lei mi ama, mi canto nella testa.

Tredici minuti…

L’amore che provo per Anastasia mi spaventa. Ma quello che mi spaventa di più è di non avere il suo amore, o peggio che lei non mi ami più… Peggio ancora sarebbe non averla più nella mia vita. Io devo possedere il suo corpo, la sua anima e il suo cuore. Nient’altro mi distruggerebbe…

Non era Benito Behar che scrisse:

Non faccio altro che agire sulla base della passione e loro lo chiamano peccato.
Non faccio altro che dire la verità e loro mi chiamano ipocrita.
Non sento altro che dolore e tristezza e loro lo chiamano amore.
Non faccio altro che aprire il mio cuore fatto di pagine vuote, e loro la chiamano poesia.

Quel povero figlio di puttana doveva essersi innamorato! Benvenuto nel club, coglione! Mettiti in fila per il dolore! Siamo aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7! Se nel frattempo Anastasia mi dice “sì”, finirò per diventare anche io un poeta… Metto fine ai miei pensieri. E se non lo fa? E se finisse qua? E se Flynn dicesse che ho troppa merda addosso e lei pensasse che non ne vale la pena?

“Oh cazzo!” dico ad alta voce, ed Eleanor alza gli occhi arrossendo al mio epitaffio. Inizio a passare regolare sul tappeto ancora facendo innervosire la segretaria di Flynn.

No! No! No! No! Lei fa parte della mia esistenza, parte di me stesso, parte della mia anima! Ovunque guardo, vedo lei. Lei è stata tra le mie speranze e i miei sogni, e in ogni prospettiva del mio futuro… non l’ho portata qua perché mi lasciasse! Non sono qua per perderla. Sarebbe un giorno freddo all’inferno se lei mi lasciasse oggi!

Oh Cristo! Lei può farmi male… Potrebbe davvero farmi male se mi lasciasse. Non so di cosa stanno parlando, e io mi sto contorcendo qua in agonia. Cazzo!

Quattro minuti! Quattro schifosi minuti!

Sono così fottutamente geloso del tempo che Flynn sta passando con la mia donna anche se lui è lo strizzacervelli, e l’impotenza del non essere là dentro è una tortura… io sono quello fottutamente innamorato di lei, per l’amor di Dio! Due minuti… Sta arrivando il momento!

Vado verso l’ufficio di Flynn, e busso alla porta mostrando nettamente la mia cazzo di irritazione. Come può qualcuno non capire che questo amore mi sta bruciando dentro? Sono un uomo che prende fuoco! Cammino dentro la stanza, e guardo con un cipiglio sia Anastasia che Dr. Flynn.

“Ben tornato Christian,” dice Flynn sorridendo. Oh, taci!

“Penso che il tuo tempo sia finito John,” dico acuto.

“Quasi, Christian. Unisciti a noi,” dice con sobrietà.

Dopo la tortura di questi ultimi ventotto minuti, non posso stare a meno di un centimetro da Anastasia. Devo avere un contatto fisico con lei. Mi siedo vicino a lei sul divano, le nostre gambe si toccano come se fossimo uniti ai fianchi, e metto la mano sopra il suo ginocchio per far capire a Flynn che lei appartiene. Non posso farne a meno. Anche se lui ha una moglie della quale è innamorato, ed è il mio strizzacervelli, devo marcare il mio territorio. Lei è la mia donna! La mia amante! La mia fidanzata! Dopo aver aspettato questi orrendi ventotto minuti, non mi interessa chi pensa che io sia possessivo, Flynn o chiunque altro! Penso che anche Dio sia d’accordo con me su questo. Non sono il primo uomo ad essere innamorato! Ma io amo Anastasia con tutta la mia passione, tutta la mia esistenza, tutta la mia anima, tutto quello che sono, sfasciato o altro. Il Re Salomone non ha forse vissuto uno degli amori più grandi della storia umana, e non è entrato nella Bibbia per questo suo amore? Perché il mio dovrebbe essere da meno?

Flynn guarda la mia mano possessiva sulla gamba di Anastasia. Sì, guarda bene! Lei è la mia donna!

“Hai altre domande Ana?” chiede in tono preoccupato. Perché è preoccupato? Cosa gli ha chiesto? Oh, cazzo! Lei scuote la testa nervosa.

“E tu Christian?”

“No, non oggi, John,” rispondo, il mio sguardo che non lascia il viso di Anastasia. Lui annuisce in accettazione. “Forse, potresti trovare beneficio, se voi due veniste insieme in futuro. Non ho dubbi che Ana avrà altre domande.”

Di quali domande parla? Annuisco senza entusiasmo. Senza battere ciglio, guardo ancora Anastasia, e lei arrossisce al commento di Flynn. È ancora con me? Ancora la mia amante, la mia ragazza?

“Stai bene?” chiedo preoccupato a voce bassa. Lei annuisce e mi sorride. Finalmente rilascio il respiro che non mi ero accorto di trattenere. Mi sento un po’ meglio. Con questo piccolo sollievo le stringo la mano per rassicurarla. Ma ancora, voglio stare qua con lei per valutare i danni.

Mi alzo, e metto in piedi Anastasia.

Mentre stiamo per andarcene mi ricordo di chiedere di Leila. A voce bassa chiedo a Flynn se sta facendo progressi. Lui risponde che sta procedendo.

“Tienimi informato sui suoi progressi,” dico e lui mi assicura che lo farà.

Poi mi volto verso Anastasia e chiedo, “Dovremmo festeggiare la tua promozione adesso?” un po’ bruscamente. Lei capisce il mio tono, e annuisce timidamente.

Riesco a mala pena ad uscire dallo studio di Flynn, e non appena la porta si chiude dentro di noi, e siamo in strada, mi volto verso di lei e le chiedo com’è andata.

“È andata bene ,” dice criptica.

Tutto qua? Bene? I miei sospetti aumentano, ansiosi e nervosi.

Piegando la testa di lato, dice, “Ti prego non guardarmi in quel modo, Mr. Grey. Per ordine del dottore, ti darò il beneficio del dubbio.”

Eh?

“Cosa? Cosa significa?” sono completamente sorpreso dal suo contegno.

“Vedrai,” dice con un luccichio negli occhi.

La sua risposta stranamente mi fa sorridere, ma riesco a stringere il mio sguardo su di lei osservandola, e aprendo la portiera del passeggero, le ordino, “Entra in macchina.”

Ma prima che lei riesca ad entrare in macchina, il suo Blackberry inizia a suonare. Controlla chi la sta chiamando, e il suo viso diventa pallido. Chi è?

“Ciao!” risponde con voce acuta. Oso indovinare chi è? Una voce maschile la saluta, e la mi gelosia si alza di diversi gradi. La guardo con sospetto.

“Jose,” mima con la bocca. Fottuto bastardo! Quanti induttori di stress posso sopportare in un giorno? Il mio viso nasconde l’apprensione, ma è difficile tenerla lontano dai miei occhi.

“Mi dispiace non essere riuscita a chiamarti. È per domani?” gli chiede, ma il suo sguardo è su di me. Cosa mi sta chiedendo?

Sento qualcosa circa i quadri che ho comprato. Dev’essere la consegna di cortesia da parte di un altro suo ammiratore! Pagherò il triplo di quello che dovrei pagare per la spedizione; lui può stare dov’è!

Anastasia si schiarisce la gola nervosa. Cosa diavolo le sta chiedendo?

“Jose, in questo momento sono con Christian,” dice, e voltandosi verso di me aggiunge, “Lui ha detto che puoi anche stare da noi se vuoi.” Cosa diavolo ha fatto! Sono stretto all’angolo. È lo stesso che lui stia con noi, o che la mia ragazza vada a stare con due ragazzi che sbavano entrambi per lei! Un uomo può avere una pausa?

La mia bocca diventa una linea tesa, e Anastasia trema. Poi dopo che il figlio di puttana le chiede qualcosa, lei si volta verso di me e inizia a camminare dall’altra parte del marciapiede.

“Sì,” risponde ad una domanda che non ho sentito.

Alzando gli occhi, dice, “Sul serio.” Scommetto mille dollari che stanno parlando di noi.

Si sta agitando.

“Sì,” risponde ancora a monosillabi. Sono sicuro che è tutto a mio beneficio. Cosa vuole che io non senta? Perché questa segretezza?

Lei sospira e dice, “Certo che lo sono,” dice. Certo che cosa?

Lei ascolta ancora il suo mormorio. “Sì, puoi venirmi a prendermi al lavoro.” Fantastico!

“Ti scrivo l’indirizzo.” Ascolta di nuovo. Si stanno accordando sull’orario per incontrarsi.

“Diciamo intorno alle sei?”

Sorride ampiamente al telefono. Non mi piace quando ha queste reazioni verso un altro uomo. Perché penso che un uomo non debba dare l’opportunità ad un altro uomo di far sorridere così la propria donna! Questo è lavoro per me! Non di quello stronzo!

“Ottimo. Ci vediamo domani,” e chiude la chiamata.

Sto appoggiato alla Saab e le mie braccia incrociate sul petto.

“Come sta il tuo amico?” chiedo con noncuranza.

“Sta bene. Mi verrà a prendere al lavoro e poi andremo a bere qualcosa. Vuoi venire con noi?”

Sto cercando di valutare la situazione. Sarà una minaccia per Ana? Se lo è, andrò sicuramente con loro. Se lei pensa che non lo sia, cercherò di mostrarle che posso fare delle concessioni, e che può vedere il suo amico senza interferenze da parte mia. Penso di poter gestire questa situazione.

“Pensi che cercherà di fare qualcosa con te?” chiedo freddamente cercando di valutare la sua espressione.

“No! Certo che no!” risponde agitata. Questo è abbastanza per me.

Alzo le mani per acconsentire. “Va bene. Puoi uscire con Jose, e io ti vedrò più tardi.”

Lei fa un passo indietro e mi guarda come per chiedere ‘chi sei, e cos’hai fatto a Christian?’ facendomi sorridere.

“Visto? Posso essere ragionevole, a volte,” dico facendo un sorrisetto.

Ma naturalmente, con Anastasia, bisogna sempre testare i suoi confini, cercando di trovare un punto debole.

“Posso guidare?” chiede eccitata. Beh, non ci è voluto molto.

“Preferirei di no,” rispondo.

“Ma non è giusto! Non ti fidi di me alla guida? Mi hai lasciato guidare questa mattina, e tu ti fai sempre portare da Taylor,” dice petulante.

“Questo perché mi fido della guida di Taylor.” Lei sembra pronta per un combattimento con le sue mani chiuse a pugno sui fianchi.

“Dio mio, Christian! Guido da quando ho quindici anni. Lo sai, il tuo controllo maniacale non conosce limiti!” Mi stringo nelle spalle come se fosse qualcosa di cui non mi preoccupo. Cammina verso di me con rabbia. Indicando la macchina sibila.

“Hai comprato questa macchina per me?” chiede in tono interrogativo.

“Sì, certamente.”

“Quindi, voglio le chiavi. Ho guidato quest’auto solo due volte – da e per il lavoro. Nel frattempo tu ti diverti molto, e giochi con la mia auto!” dice lei col broncio. Cristo! È così eccitante quando si arrabbia con me! Così vivace! Così, passionale! Cerco di reprimere un sorriso.

“Ma tu non sai dove stiamo per andare,” dico cercando di far deragliare il suo piano.

“Bene, Mr. Grey,” dice lei addolcendo il tono, trasformandolo in tono salace. “Sono sicura che tu mi puoi illuminare. So che è vero; dopo tutto, hai fatto un ottimo lavoro fino ad ora,” dice lei mentre fa scorrere le sue dita sul cofano della macchina avvicinandosi a me.

Quando ha imparato a sedurmi così? Mi zittisce, e la mia libido cresce esponenzialmente fino a ‘devo averla adesso’ e posso solo sorridere in risposta.

“Hai detto ottimo lavoro?” chiedo, volendo che lei ripeta il suo riconoscimento.

Arrossisce. “Per lo più, sì,” replica.

“Bene allora, Miss Steele, in questo caso puoi guidare,” dico porgendole le chiavi, e cammino per aprire la portiere del guidatore per lei.

2 thoughts on “CAPITOLO XIX

  1. Ooh…. O.o un pò di fiducia da parte di Christian nei confronti di Anastasia ?!!? E non solo per la guida…. 😛 😀 anche nell’incontro con il caro Dott. Flynn……

    Christian Christian, di questo passo chissà dove arriverai 😀 ^_^
    Mi sa che Anastasia ha ragione quando chiede che fine abbia fatto Christian….. xké se continua così allora sì che questi due ragazzi potranno costruirsi un futuro ♥‿♥ del resto la fiducia é alla base di tutto….

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