CAPITOLO XIII

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Se vuoi lasciami, se vuoi sentiti libera.
Non amarmi più, ma ama il mio amore per te

Anastasia si gira e mi chiede se oggi ho parlato con Elena.

“Sì,” rispondo.

“Che cosa le hai detto?” chiede curiosa. Non serve che le dica quanto fossi furioso con Elena; perché non voglio alimentare ulteriormente la sua rabbia nei suoi confronti.

“Le ho detto che non la volevi vedere e che capivo le tue ragioni. Ho anche messo in chiaro che non ho apprezzato che abbia agito alle mie spalle per contattarti,” dico impassibile. Sono nervoso per come potrebbe reagire, perché quando salta fuori il nome di Elena, Anastasia reagisce come se avesse calpestato un cavo elettrico.

“E lei cos’ha detto?”

“Ha liquidato il tutto come solo Elena sa fare,” dico. È vero che Elena ha provato a liquidare il tutto, ma stavo già avendo una giornata di merda a causa di Anastasia, quindi Elena in realtà è rimasta coinvolta nella tempesta di merda che proveniva da me.

Gli occhi di Anastasia studiano il mio volto. Le mie labbra si curvano leggermente senza tradursi in un sorriso, ma lei ha questo effetto su di me che mi fa desiderare di sorriderle per tutto il tempo.

“Perché pensi che sia qui adesso?” chiede, preoccupata che questo possa avere a che fare con la conversazione che ho avuto con lei. Mi sto facendo la stessa domanda.

“In realtà non ne ho la minima idea,” dico alzando le spalle.

Taylor torna in salotto insieme a Elena e annuncia “Mrs. Lincoln.” Non penso che a Taylor piaccia Elena, ma, essendo un professionista, non lo dà a vedere.

Elena è vestita di nero come al solito: jeans neri che sono come una seconda pelle sulle sue gambe, una camicetta nera attillata, e i suoi caratteristici capelli biondi ben curati.

Quando Elena entra nella stanza, io avvolgo automaticamente Anastasia tra le mie braccia, protettivo; pronto a difenderla da chiunque osi avvicinarsi a lei.

“Elena,” la saluto, ancora perplesso per la sua presenza qui. Quando vede le mie braccia avvolte attorno ad Anastasia la sua bocca si spalanca e vedo che Taylor si trattiene allegro dall’aiutarla a risollevare la sua mandibola dal pavimento mentre esce dalla porta. Noto che è divertito, e, francamente, lo sono anch’io. Elena riesce a ristabilire il suo viso da adesso-ho-ancora-il-controllo e recupera la sua voce vellutata.

“Mi dispiace, Christian. Non sapevo che avessi compagnia. È lunedì,” dice, come se questo spiegasse la sua visita. Lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica: Anastasia è la mia ragazza ventiquattrore su ventiquattro, sette giorni su sette. Quindi, anche se è lunedì non cambia proprio un cazzo. Anastasia non è la mia sottomessa! Ma ho l’immenso piacere di annunciarle che Anastasia è la mia “Fidanzata.” Dirlo ad alta voce in presenza di Anastasia e Elena mi procura un grande piacere e sorrido. Ovviamente Elena ricambia il sorriso rivolgendolo solo a me.

“Certo, Christian. Ciao, Anastasia. Non sapevo che fossi qui. So che non mi vuoi parlare e lo accetto,” dice ad Ana.

“Davvero?” chiede calma Anastasia, in tono freddo e fermo, lo sguardo che trapassa Elena. Il suo contegno totalmente controllato mi coglie di sorpresa e penso che anche Elena sia scioccata perché fa qualche passo indietro come se qualcuno l’avesse spinta.

“Sì, ho afferrato il messaggio. Non sono qui per vedere te. Come ho già detto, Christian raramente ha compagnia durante la settimana,” dice, e spiega, “Ho un problema, e vorrei parlare con Christian di questo.”

Questa è una novità e una distrazione gradita considerando l’attrito tra lei e Anastasia. “Davvero?” chiedo, accendendomi per la curiosità. “Vuoi qualcosa da bere?” chiedo, ritrovando le mie buone maniere dopo averla rimproverata oggi.

“Sì, grazie,” replica con voce grata. Probabilmente pensava che l’avrei sbattuta fuori a calci. Vado a prenderle un drink, prendo i bicchiere per il vino mentre lascio Anastasia e Elena in salotto da sole per un minuto. Elena alla fine si dirige verso il bancone della cucina e si accomoda sullo sgabello su cui si siede di solito. Quando mi giro con i bicchieri e una bottiglia di vino, Anastasia si precipita su uno sgabello libero. Metto un bicchiere davanti a Elena e Anastasia e verso loro del vino.

“Cosa succede?” chiedo a Elena senza preamboli.

Elena è nervosa, perché vorrebbe un po’ di privacy e la presenza di Anastasia non le è gradita. Non ha bisogno di esprimerlo a parole; conosco Elena così bene che posso leggerle il pensiero sul viso, non importa quanto si sforzi di nasconderlo. È ora di risolvere la questione. Deve capire che Anastasia non è una sottomessa; non è una ragazza qualunque. Lei è la mia fidanzata. Allungo la mano e afferro quella di Anastasia davanti agli occhi sempre più spalancati di Elena. Non c’è nessuno come Anastasia; nessuno la eguaglia ai miei occhi.

“Anastasia sta con me adesso,” le dico in un tono che lei capisce bene: fattene una ragione! Gli occhi di Anastasia si spalancano, grati. Il viso di Elena si schiarisce. È stata lei la prima a dirmi che ero innamorato di Anastasia. E dal suo sguardo si capisce che è contenta e felice per me. Anastasia arrossisce.

Elena alla fine annuisce, accettando la situazione. Grazie alle mie parole, al mio contegno e al mio atteggiamento, capisce che o mi parla in presenza di Anastasia o può anche andarsene. Voglio che Anastasia veda che non ho niente da nasconderle. Elena sembra molto nervosa. Inizia a guardarsi le mani continuando a far ruotare l’anello d’argento che ha al dito medio, come se potesse fornirle la risposta che sta cercando. Non ho mai visto Elena che non sa che cosa fare riguardo a qualcosa. Lei ha sempre tutto sotto controllo, è sempre fredda, calma e padrona di sé. Dopo essersi agitata sullo sgabello ancora per un po’, capisce che l’anello d’argento non le fornirà le risposte che sta cercando; finalmente solleva la testa, assume il contegno di chi ha tutto sotto controllo e mi guarda direttamente negli occhi.

“Qualcuno mi sta ricattando,” dichiara piatta. Per cosa? Ma ho un vago sentore di cosa si potrebbe trattare. Mi irrigidisco immediatamente. L’unica cosa che esiste contro di lei è ciò che c’è stato con me. Il suo stile di vita non è illegale … ma non vorrebbe mai che diventasse di pubblico dominio …

“Come?” chiedo, con l’orrore chiaramente percepibile nella mia voce.

Elena fruga nella sua borsa di Louis Vuitton, ne estrae un biglietto e cerca di porgermelo. Io scuoto la testa.

“No, mettilo giù, appoggialo sul bancone,” dico sorprendendo Elena.

“Non vuoi toccarlo?” chiede confusa.

“Certo che no. Impronte digitali,” spiego.

“Ma, Christian, sai che non posso andare dalla polizia con questo,” dice. Apre il biglietto e io mi chino per leggere. Ma la cifra che chiedono mi sorprende.

“Chiedono solo cinquemila dollari. Hai idea di chi potrebbe essere? Magari qualcuno della comunità?” chiedo a Elena.

“Non ne ho idea,” risponde piano.

“Potrebbe essere Linc?” chiedo riferendomi al suo ex marito, che d’altronde l’ha picchiata violentemente dopo che ha scoperto la sua relazione illecita con me.

“Cosa? Dopo tutto questo tempo? Non credo,” brontola lei.

“E Isaac – lo sa?” chiedo del suo attuale sottomesso.

“Non gliel’ho detto,” replica.

“Penso che debba saperlo,” rispondo, perché se lo stile di vita di Elena sta per essere rivelato, lo sarà anche quello di Isaac. Ha il diritto di sapere. Elena scuote la testa. Anastasia cerca di allontanare la sua mano da me. Perché? È arrabbiata? La stringo più forte, non volendo lasciarla andare. Cerca di allontanarsi ancora. La stringo in una presa ancora più stretta e la guardo interrogativo.

“Sono stanca, Christian. Penso che andrò a letto,” dice. Osservo il suo viso. È arrabbiata? Triste? Ostile? Rassegnata? Il suo viso è impassibile, inespressivo, ma i suoi occhi mostrano una traccia di gelosia.

“Okay. Non ci vorrà molto,” dico rassicurandola e le lascio la mano. Anastasia si alza per andare in camera da letto e Elena segue i suoi movimenti con occhi circospetti, ma Anastasia non dice niente.

“Buonanotte, Anastasia,” dice Elena con un sorriso educato.

“Buonanotte,” sbotta Anastasia con voce forzata e fredda, come se emanasse tensione. Questo è quello che nasconde dietro alla sua faccia impassibile.

Quando Anastasia lascia la stanza, mi giro verso Elena e le dico esattamente che cosa mi passa per la testa.

“Non penso che ci sia molto che io possa fare, Elena. Se è questione di soldi …” dico, lasciando il pensiero sospeso in aria. Non sono molti soldi con cui iniziare, visto che le stanno chiedendo solo cinquemila dollari. È forse uno scherzo di qualcuno e stanno cercando di prenderla in giro? “Potrei chiedere a Welch di investigare,” dico, e questo è il meglio che posso fare per questo problema.

“Non c’è bisogno, Christian. Volevo solo confidarmi con te,” dice. Ovviamente lei ha un nome da proteggere. Ma cambia argomento con quello che dice dopo.

“Mi sembri …” dice facendo una pausa come per trovare le parole giuste da dirmi, “sembri molto felice.” E questo dice tutto.

“Sì, lo sono,” rispondo sincero.

“Ti meriti di essere felice,” dice.

“Vorrei che fosse vero,” dico triste. Il suo volto assume un’espressione protettiva.

“Christian! Lei lo sa quanto sei negativo verso te stesso?” mi chiede rimproverandomi. “Riguardo a tutti i tuoi problemi …” aggiunge sollevando le sopracciglia eloquente. Ma questa è più di una domanda. È una sfida. Anastasia è solo una partner sessuale, o è di più?

“Lei mi conosce meglio di chiunque altro,” dico per farle fare la distinzione da sola.

“Ahi! Questo fa male,” commenta. Avevo ragione; lei intendeva dire che mi conosce meglio di chiunque altro.

“È la pura verità Elena. Con lei non devo fare giochetti. Dico sul serio; lasciala stare,” dico perforandola con lo sguardo.

“Qual è il suo problema?” chiede come se ci fosse qualcosa che non va in Anastasia se non vuole uscire con lei e scambiarsi ricette … sempre che Elena cucini.

“Tu … Quello che siamo stati … quello che abbiamo fatto. Lei non lo capisce.”

“E allora faglielo capire, Christian,” insiste. Che audacia!

“Elena, quello è il passato. Perché dovrei turbarla raccontandole della nostra relazione malata? Anastasia non è così … lei è incredibilmente dolce, e buona,” dico e sospiro sentendo un’improvvisa nostalgia di lei nonostante siamo nella stessa casa. Questo non sfugge allo sguardo acuto di Elena. E ancora estasiato per l’amore che Anastasia prova per me, aggiungo, “e per qualche ragione miracolosa lei mi ama.” E io sono innamorato cotto di lei!

“Non è un miracolo Christian,” Elena mi rimprovera. “Dovresti avere un po’ di fiducia in te stesso. Sei davvero un ottimo partito, Christian. Te l’ho sempre detto,” dice e guarda in direzione della mia camera da letto. “Anche Anastasia sembra adorabile. Sembra forte,” dice, ricordandosi probabilmente come Anastasia gliele ha cantate alla serata di beneficienza. “Sembra che riesca a tenerti testa.”

Sorrido pensando a come mi fa impazzire tutto il giorno, affrontandomi. Tenermi testa? Lei è una forza vitale con cui fare i conti.

“Sì, lei sa il fatto suo.”

“Non ti manca?” chiede Elena alzando le sopracciglia.

“Cosa?” scatto.

“La tua stanza dei giochi,” chiede. Perché me lo chiede, e perché cazzo dovrebbero essere affari suoi?

“Questi non sono cazzi tuoi, Elena,” le rispondo secco, i miei occhi si rabbuiano. Sta cercando di gestire la mia vita, e la cosa non mi piace per niente. Lei batte in ritirata.

“Mi dispiace,” dice poco sincera. Sta verificando i suoi confini come un predatore. Cerca un punto debole. Devo chiarire subito le cose.

“È meglio se te ne vai. E, per favore, da adesso in poi chiama prima di venire qui,” la fisso desiderando che se ne vada.

“Sono davvero dispiaciuta, Christian,” dice questa volta finalmente sincera. “Da quando sei così sensibile?” mi rimprovera. Si è spinta abbastanza in là. Non voglio che Elena parli di Anastasia come se fosse una sottomessa, o come se fosse qualcuno che può essere rimpiazzato. La mia stanza dei giochi non è più importante di Anastasia. Lei è la cosa più importante nella mia vita!

“Elena, quello che c’è tra di noi è un rapporto d’affari che chiaramente ha portato a entrambi profitti immensi. Manteniamo le cose così come stanno. Quello che c’è stato tra di noi,” dico accentuando il tempo passato, “appartiene al passato. Anastasia è il mio futuro. Non voglio compromettere la nostra relazione in nessun modo, quindi basta con queste stronzate!” dico mettendo in chiaro che Anastasia è off limits per lei.

“Capisco,” dice mite, dimostrando di aver finalmente compreso quello che ho cercato di farle capire da molto tempo.

“Senti, mi dispiace per il tuo problema. Forse dovresti affrontare la cosa e smascherare il loro gioco,” dico calmo. Ma la mente di Elena è altrove.

“Non voglio perderti Christian,” dice piano. Ci sta provando con me?

“Non sono tuo, perciò non puoi perdermi, Elena!” scatto, ribollendo di rabbia.

“Non è questo che intendevo,” cerca di correggersi, ma conosco Elena fin troppo bene.

“E allora cosa intendevi? Illuminami,” la mia rabbia non si placa.

“Ascolta, Christian, non voglio litigare con te. La tua amicizia significa molto per me. Starò alla larga da Anastasia, ma sarò qui per te se hai bisogno di me,” dice guardandomi negli occhi intensamente. “Ci sarò sempre,” aggiunge ferma.

“Anastasia pensa che tu mi abbia incontrato sabato scorso,” dico ricordandomi che Elena le ha mentito. “Hai solo chiamato, questo è quanto. Perché le hai detto diversamente?” indago.

“Volevo solo che sapesse quanto eri sconvolto quando ti ha lasciato. Non voglio che ti faccia del male,” dice.

“Lei lo sa. Gliel’ho detto io. Smettila di interferire nella mia relazione. Dio, ti stai comportando come una madre iperprotettiva,” dico esasperato.

“Lo so, e mi dispiace per questo. Dovresti sapere che ci tengo a te. Non avrei mai pensato che ti saresti innamorato, Christian. Ma è gratificante da vedere. Dall’altro lato però, non potrei tollerare che lei ti facesse del male,” dice preoccupata

“Correrò il rischio,” dico, desiderando ancora che non si intrometta. “Quindi, sei sicura che non vuoi che Welch indaghi?”

“Immagino che non sarebbe una cattiva idea,” dice sospirando.

“Benissimo. Chiamerò Welch domattina,” dico alzandomi, desiderando che se ne vada.

“Grazie, Christian,” dice, alzandosi. “E scusa. Non avevo intenzione di intromettermi. Adesso vado e la prossima volta telefonerò,” aggiunge.

“Bene,” dico deciso.

Conduco Elena fuori dall’attico e torno in camera da letto di fretta, preoccupato per Anastasia. Quando arrivo in camera lei è seduta sul mio letto.

“Se n’è andata,” dico piano, cauto, cercando di capire a cosa stia pensando. È arrabbiata?

Mi guarda e quello che dice mi sorprende. “Mi parlerai di lei? Sto cercando di capire perché ritieni che ti abbia aiutato,” dice e fa una pausa prima di completare il pensiero. “Io la detesto, Christian. Penso che ti abbia causato danni incalcolabili. Tu non hai amici. Li ha tenuti lei lontano da te?” chiede.

Due donne esasperate in una notte sono troppe da gestire. Mi passo la mano tra i capelli; vorrei solo urlare! Aaah!

“Perché cazzo vuoi sapere di lei?” dico con rabbia. “Abbiamo avuto una relazione fissa molto lunga, dove lei mi ha spesso picchiato violentemente e io l’ho scopata in modi che non riusciresti nemmeno a immaginarti. Fine della storia,” dico tutto d’un fiato, arrabbiandomi ogni minuto di più.

Anastasia impallidisce e deglutisce. È sorpresa e sbatte le palpebre. “Perché sei così arrabbiato con me?”

“Perché tutta questa merda è FINITA!” grido furioso, desiderando che lei capisca. Cazzo! Sto perdendo il controllo. Lei sbianca, cercando di capire. Si guarda le mani, attorcigliate strette tra di loro, il sangue che defluisce facendole impallidire. Non voglio nasconderle niente. Ma non voglio che si concentri troppo sul mio passato, che chiaramente odia.

Finalmente mi calmo e mi siedo affianco a lei. “Che cosa vuoi sapere?” chiedo cauto.

Lei scuota la testa con rassegnazione. “Va bene così. Non devi dirmelo per forza. Non volevo intromettermi,” dice piano.

Non è questione di intromettersi; quello che mi preoccupa è come il mio passato e il mio futuro si stanno scontrando e sono io quello che resterà ferito nello scontro, perché probabilmente perderò Anastasia.

“Non si tratta di questo, Anastasia. Odio parlare di questa merda, perché ho vissuto in una bolla per anni senza che niente mi toccasse. Non dovevo giustificarmi con nessuno. E Elena era lì come mia confidente. Ma adesso il mio passato e il mio futuro sono in collisione in un modo che non avrei mai ritenuto possibile,” dico, emotivamente sfinito. Il suo sguardo si solleva per incontrare i miei occhi circospetti.

“Non avevo mai pensato che avrei avuto un futuro con qualcuno, Anastasia. Ma tu mi hai dato la speranza e mi hai fatto pensare a tutte le possibilità che ho,” continuo. Alcune delle quali non ho avuto il coraggio di rivelarle. Va oltre il vivere insieme. È di più … lungo la linea dell’infinito.

“Stavo ascoltando,” dice imbarazzata, abbassando lo sguardo sulle sue mani.

“Che cosa? La nostra conversazione?” chiedo.

“Sì,” risponde piano.

“E quindi?” chiedo alla fine rassegnato. Che cosa ne pensa di quello che ha sentito?

“Lei ci tiene a te,” conclude Anastasia.

“Sì, ci tiene. Ne sono sicuro. E anch’io a modo mio tengo a lei, ma questo non si avvicina minimamente a quello che sento per te, se è di questo che stiamo parlando,” dico pensando che sia gelosa e la cosa non è del tutto sgradita. Mi piace che sia gelosa di me.

“Non sono gelosa,” afferma, non del tutto sicura. “Tu non la ami,” mormora. È forse una domanda che la assilla? Dev’essere così.

Sospiro, arrabbiandomi. È il mio cazzo di passato! Non posso cambiarlo! È successo; l’ho vissuto e adesso è finito. Sto insieme a lei adesso! Questo non conta niente?

“Tanto tempo fa, pensavo di amarla,” dico a denti stretti mettendo a nudo la mia anima. Lei è sorpresa da questa affermazione.

“Ma, quando eravamo in Georgia …” dice piano, spaventata di scoprire quello che potrei dire, “hai detto che non l’amavi.”

“È vero,” rispondo. Ma alla mia risposta lei aggrotta le sopracciglia confusa.

“Amavo te allora, Anastasia,” sussurro. Non lo sa quanto? “Sei l’unica persona per vedere la quale mi sono fatto un viaggio di cinquemila chilometri,” affermo con ardore. Non per Elena, non per qualcun altro. Solo per Anastasia! Il suo cipiglio aumenta. Non riesce a capire.

“Quello che sento per te è molto diverso da qualsiasi sentimento io abbia mai provato per Elena,” spiego.

“Quando l’hai capito?” chiede. Alzo le spalle.

“Per ironia della sorte, me l’ha fatto capire Elena. Infatti, mi ha incoraggiato a venire in Georgia,” le dico. Lei scuote la testa. Si passa le mani sul volto come se dovesse lavare via dalla sua mente qualche pensiero spiacevole; alla fine posa con decisione le mani attorcigliate in grembo. Deglutisce nervosamente.

“Quindi la desideravi quando eri più giovane?”

“Sì,” rispondo, e leggo la delusione sul suo volto.

“Ho imparato tantissimo da lei. Mi ha insegnato a credere in me stesso,” spiego. Ero un adolescente incasinato, impantanato e sommerso dai miei stessi problemi, incapace di trovare la riva … e Elena mi ha semplicemente mostrato la soluzione giusta nel suo modo incasinato. C’è un antico proverbio orientale che spiega bene questa situazione: Chi cade nell’oceano, si aggrappa a un serpente per rimanere a galla. Questo è tutto quello che avevo quando ero più giovane.

“Ma lei ti ha anche picchiato violentemente,” dice Anastasia con disapprovazione.

In un certo senso il pensiero mi rende felice e sorrido al ricordo. Perché ero un adolescente arrogante e combina guai che ai tempi avevi bisogno di essere picchiato.

“Sì, l’ha fatto,” replico.

“E ti piaceva?” chiede incredula.

“Ai tempi, sì,” rispondo.

“Ah,” dice Anastasia con sorpresa. “Così tanto da volerlo fare ad altri?” chiede.

La sua ipotesi è corretta. Voglio essere onesto con lei, ma i miei occhi si allargano e si fanno seri, “Sì,” rispondo.

“E ti ha aiutato a farlo?” indaga ulteriormente. Vuole davvero saperlo?

“Sì,” replico.

“Si è sottomessa a te?” chiede con lo sguardo fisso nel mio, senza perdersi neanche un’espressione,

“Sì,” rispondo senza distogliere lo sguardo.

Un sospiro le sfugge come se le avessero dato un pugno. “Ti aspetti che lei mi piaccia?” chiede con voce debole, amaramente.

“No, certo che no. Anche se questo renderebbe la mia vita molto più semplice,” dico, però non so se mi piace l’idea. “Ma comprendo la tua reticenza.”

Lei scatta alla mia affermazione.

“Reticenza! Buon Dio, Christian! E se si fosse trattato di tuo figlio, come ti saresti sentito?”

Cosa? Nessuno mi ha obbligato a stare con lei! Non dovevo nemmeno restare … ho fatto una scelta. Sbatto gli occhi, confuso.

“Non dovevo restare con Elena,” dico accigliandomi. “E’ stata anche una mia scelta, Anastasia,” mormoro. Mi piaceva anche a quei tempi.

Anastasia scuote la testa tristemente.

“Chi è Linc?” chiede.

“E’ il suo ex-marito,” rispondo.

“Lincoln Timber?”

“Proprio lui,” rispondo sorridendo.

“E chi è Isaac?”

“Isaac è il sottomesso di Elena del momento.”

Il volto di Anastasia mostra che è disgustata. Pensa che sia un altro adolescente su cui Elena ha messo le grinfie.

“Isaac è sulla ventina, Anastasia. Sai, un adulto consenziente,” aggiungo velocemente per lei, in modo che si tolga dalla testa i suoi pensieri disgustosi su Elena.

Lei diventa color pulce, “ha la tua età,” dice con improvvisa realizzazione.

Non stiamo andando da nessuna parte. Chiaramente dove è coinvolta Elena, Anastasia vede solo rosso, e un mostro. “Ascolta, Anastasia … Come ho detto prima ad Elena, lei fa parte del mio passato, ma tu sei il mio futuro. Non lasciare che Elena si metta tra di noi, ti prego! E, francamente, mi sono alquanto annoiato,” forse stancato, “di parlare di questo argomento. Vado a lavorare un po’,” dico alzandomi.

La fottuta visita di Elena ha fatto cambiare umore a tutti. Abbasso lo sguardo su di lei, “Lascia stare, per favore,” dico dolcemente.

Lei mi fissa con testardaggine. Questa non sarà l’ultima volta in cui parleremo di questo argomento, vero? Che il cielo non voglia!

“Oh, quasi mi dimenticavo di dirtelo. La tua macchina nuova è arrivata un giorno in anticipo. E’ parcheggiata in garage. Taylor ha le chiavi.” Lei si illumina per la notizia.

“Posso guidarla per andare a lavoro domani?” chiede.

“No,” rispondo fermamente. Non finché il problema Leila non sarà risolto.

“E perché mai no?” chiede.

“Sai perché no, Anastasia. E questo mi fa ricordare una cosa: da oggi in avanti, se dovessi lasciare il tuo ufficio per una qualsiasi ragione, fammelo sapere. Sawyer era lì a tenerti d’occhio. A quanto pare non posso fare affidamento su di te per guardarti le spalle,” dico accigliandomi. Stasera si ritrova, tanto per cambiare, con me che le faccio l’elenco degli errori commessi.

Lei mi fissa senza batter ciglio. “Chiaramente, nemmeno io posso fidarmi di te. Avresti potuto dirmi che Sawyer mi stava tenendo d’occhio,” mormora.

“Cosa? Vuoi litigare anche per questo?” scatto.

“Non sapevo stessimo litigando, Christian. Pensavo che stessimo semplicemente comunicando,” mormora irritata.

Cristo! Dammi la forza! Sta mettendo alla prova tutta la mia pazienza! Chiudo gli occhi provando a recuperare un po’ di calma. Dieci… nove… otto… sette… sei… cinque… quattro… tre… due… uno… Inspira… Espira. Quando riapro gli occhi, Anastasia mi sta guardando ansiosa.

“Ho del lavoro da fare,” dico tranquillamente, e lascio la stanza. Non posso sopportare altri litigi per stasera.

Invece di fare del sesso da perdere la testa con la mia fidanzata molto sexy, molto loquace, e testarda come un mulo del Missouri, ora sono obbligato a leggere il rapporto di Mr. Ipkins sui mercati emergenti. Che serata!

Entro nel mio ufficio imbronciato, e mi siedo sulla mia sedia. Apro il messaggio da parte di Ros e inizio a leggere il rapporto. Ho già letto quello riguardante la Cina. Ora, leggo quello che parla della Russia.

Il rapporto inizia con le industrie al top di tutta la Russia:

Estrazione di Petrolio e Gas

Attività di Supporto alle Miniere

Miniere di Metallo

Produzione, Trasmissione e Distribuzione di Energia Elettrica

Manifattura di Veicoli a Motore

Macchinari, Equipaggiamenti e Rifornimenti

Intermediazione Bancaria e Creditizia

Trasporto su Rotaie

Manifattura di Pesticidi, Fertilizzanti e Altri Additivi Chimici all’Agricoltura

Poi passa a fare un elenco delle società al top della Russia.

Il sommario alla fine fa un riassunto di tutto quello che era stato già detto. “L’economia russa è la nona al mondo per PIL nominale e la sesta a parità di acquisto di energia, e la terza per il budget militare nominale. E’ una delle economie con la crescita più veloce al mondo. Il paese ha un’economia di mercato con le sue enormi risorse naturali, soprattutto per ciò che concerne petrolio e gas naturali. Il paese ha terminato il suo nono anno di fila con una crescita che ha raggiunto il 7%…

La mia mente non si sta concentrando, ma devo farlo. Devo liberarmi la testa dalla merda di stasera senza diventare matto. Quale modo migliore se non leggendo dei mercati emergenti del mondo? Mi immergo per le due ore successive leggendo di paese dopo paese. Per quando ho finito di spulciare i rapporti, è mezzanotte passata. La mia mente è libera dell’ingombro che prima la occupava, e mi manca Anastasia.

Improvvisamente sento l’urgenza di tenerla tra le mie braccia, e baciarla. Spengo il mio computer e vado nella mia camera da letto. Anastasia non è qui. Oh merda! Dove può essere andata? La prima cosa che mi viene in mente è che potrebbe essere andata via, mi ha lasciato. Ovviamente avrebbe potuto! Non mi perdonerò mai per il modo in cui sono uscito dalla stanza, dicendole che mi ero annoiato a parlarle di Elena! La verità dei fatti è che ho paura di parlarle del mio passato … sono terrorizzato. C’è un mucchio di merda che voglio nascondere ad Anastasia. Lei mi vorrebbe se la scoprisse? Se scoprisse che fottuto figlio-di-una-puttana-drogata ero! Vorrebbe avere qualcosa a che fare con me?

I vestiti che indossava prima sono sul letto. Mi guardo intorno; controllo l’armadio. Non mi sembra ci sia qualcosa fuori posto. Oh merda! Probabilmente si è arrabbiata a tal punto che si è infilata un paio di jeans e una maglietta ed è andata via! Fisso l’armadio, nervoso come non mai, prendo il Blackberry. Con mani tremanti premo il tasto di chiamata rapida #1. Sento “Your Love is King” che suona nella … nella mia camera da letto? Torno nell’altra stanza e ripesco il Blackberry dalla sua borsa. Sì, la sto chiamando … tutte le sue cose, inclusi la borsa e il Blackberry, sono qui. Sconcertato, interrompo la chiamata.

Dove può essere andata? Se ha lasciato la borsa e il telefono qui, non può essere andata lontano. Beh, forse non il telefono. Lei lo ha lasciato qui con me quando mi ha lasciato la prima volta. Forse vuole stare lontano da me solo stanotte … Forse si è arrabbiata molto dopo l’intera giornata merdosa, Elena che si presenta qui, e io che la riprendo per l’inquisizione su Elena. Corro a vedere se è nella sua vecchia camera. La stanza è pulita, come se nessuno l’avesse toccata. Il letto è rifatto e perfetto. Le lenzuola bianche e il copriletto sono tirate come quando Mrs. Jones li ha adagiati lì. La stanza è priva di qualsiasi cosa che appartenga ad Anastasia. Figurarsi la sua presenza, nemmeno il suo profumo è più lì. Il cuore mi martella nel petto. Corro nella stanza dei giochi, ma la porta non è aperta. L’unico altro posto in cui potrebbe essere andata è la biblioteca e ci vado assolutamente nervoso. Se non è lì, dovrò farmi aiutare da Taylor e la sicurezza. Sto andando fuori di testa! Mi sono appena ricordato che la porta del balcone era aperta nella mia camera da letto.

Corro di nuovo nella camera da letto, e controllo la porta del balcone che è ancora spalancata come un brutto presagio. Cazzo! Leila è venuta e ha preso Anastasia? Come ho fatto a non notarlo? Le mie mani arrivano subito sul mio viso, per poi spostarle subito tra i miei capelli. Ma, i vestiti di Anastasia sono sul letto. Leila le ha fatto cambiare i vestiti prima di prenderla? Questo non ha senso. Il cuore è un martello pneumatico. Ho un altro posto da controllare. Devo andare a vedere in biblioteca. Se non è lì, allora mi lascerò andare al panico. Corro alla velocità della luce fino alla biblioteca, anche se, ovviamente, non ci vuole molto. Spalanco la porta e chiudo gli occhi con completo e incredibile sollievo. Quello che mi ritrovo davanti mi dà pace e tranquillità. Grazie a Dio!

Anastasia è rannicchiata su una poltrona piena di cuscini mentre legge Rebecca di Daphne Du Maurier, una delle tante prime edizioni che ho. Indossa una camicia da notte lunga, di raso rosa, con una vestaglia coordinata. Sembra un angelo addormentato. Sexy, incredibilmente innocente, e assolutamente adorabile. Voglio solo andare da lei e stringerla tra le braccia.

Per paura di svegliarla, mi avvicino a lei. Lentamente le tolgo il libro dalle mani. I miei occhi si soffermano sulla pagina, e alzo gli occhi su di lei mentre mi si mozza il fiato per la frase che mi cattura lo sguardo, affondo nella sedia più vicino:

“Sono felice che non possa accadere due volte, la febbre del primo amore. E’ una febbre, ma è anche un peso, per quanto ne possano dire i poeti.”

Allora è di questo che si tratta? La febbre del primo amore? E’ questo che mi sta facendo diventare incredibilmente geloso e folle? Mi siedo sulla sedia dal lato opposto e guardo Anastasia, tutta rannicchiata, innocente; mi rendo conto che sembra anche più giovane, una bambina, anche ora che sta dormendo.

Giro lentamente le pagine del libro. Un altro rigo mi colpisce nel profondo: “Suppongo che prima o poi, nella vita di tutti, arrivi un momento di dubbio. Noi, tutti noi, abbiamo il nostro demone particolare che ci guida e ci tormenta, e dovremo combatterlo alla fine.” La mia battaglia è vicina, e voglio scoprirlo?

In questo momento voglio solo portare la mia donna nel nostro letto,e stringerla finché questa sensazione di perdita non mi avrà abbandonato. Mi abbasso, e provando a non scuoterla, la prendo tra le braccia. Lei spalanca gli occhi.

“Hey,” mormoro mentre mi guarda negli occhi. “Ti sei addormentata qui, e non riuscivo a trovarti,” dico, senza riuscire a nascondere l’ansia in me. Affondo il viso tra i suoi capelli, respirando profondamente il suo unico profumo, perdendomi in lei. Mi sorride e mi mette le braccia intorno al collo per tenersi, il suo naso è sul mio collo. Siamo due persone che si respirano a vicenda, intossicati ognuno dal profumo dell’altro. Vado fin nella mia camera da letto e metto giù Anastasia dopo aver scostato il copriletto. Mette la testa sul cuscino. Mi abbasso e le bacio la fronte, “dormi, piccola,” sussurro, e mentre le accarezzo i capelli, lentamente chiude gli occhi, e torna a dormire.

Mi siedo sul letto, per guardare Anastasia, il mio cuore batte forte. Quanto sembra in pace, e quanto ero preoccupato dal pensiero che se ne fosse andata. E il sollievo che ho provato nel trovarla nella biblioteca. Non so cosa farei senza di lei. Semplicemente non posso esistere! Non senza andare fuori di testa. I pochi minuti che mi ci sono voluti per trovarla, sono stati un tormento atroce! Come potrei … andare avanti una vita intera? Mi ha conquistato completamente; sono suo.

Sono completamente preso dalla preoccupazione, e il sonno non arriva. Chiudo la porta del balcone, e mi assicuro che sia chiusa per bene. Vado nell’armadio e mi disfo dei vestiti, e infilo solo i pantaloni del pigiama. Quando esco guardo Anastasia. Perché litighiamo? Perché litigo con lei? Odio litigare con lei! Mi lacera il cuore ogni volta che succede. Non mi piace ferirla nei sentimenti, eppure nessuno sa premere i bottoni giusti come lei. Infatti, i litigi che abbiamo non mi fanno solo male al cuore, ma mi fanno male ad ogni parte del corpo, come se si manifestassero fisicamente. Quando lei mi sfida, voglio solo che mi tiri a lei e mi abbracci. Perché quello che non sa è che, ogni volta che sono con lei, ho il cuore in mano, solo per lei …

La paura di perderla mi perseguita sempre, ed è per questo che lotto contro la sua tendenza estremamente indipendente, come se stesse per scappare via da me, scappare con qualcuno. E perché mai non dovrebbe? Sono indegno di essere amato da una persona come lei.

Vado nel soggiorno e arrivo fino al mio pianoforte. Il piano, dopotutto, è il mio modo per esprimere tutte le emozioni a cui non sono capace, non sono disposto a dare un nome. Mi permette di comunicare tutta la verità su di me attraverso metallo, legno, avorio e ovviamente aria vibrante, quando ci metto sopra le mani. Parla per me quando non sono capace di farlo. Esprime le grida della mia anima quando i miei occhi non fanno cadere nemmeno una singola lacrima.

Abbasso il coperchio del piano, così da non svegliare Anastasia, e accendo la piccola lampadina che vi è poggiata sopra, per poi sedermi sullo sgabello e lasciare che la mia anima gridi tutti i suoi lamenti, dolori, preoccupazioni e paure.

Non so per quanto tempo sono andato avanti a suonare un pezzo lamentoso dopo l’altro, ma sento i suoi occhi ardenti su di me. Il mio petto involontariamente si solleva per far spazio al mio respiro accelerato. Alzo lo sguardo e incrocio il suo sguardo, continuando ancora a suonare, con la volontà di farle sentire le mie paure silenziose. Fa un passo verso di me, e un altro, e poi un altro. Lentamente arriva a me, mentre io la seguo con i miei occhi attenti. Mi tocca e smetto di suonare.

“Perché ti sei fermato? Era un bellissimo pezzo,” dice con in dosso la sua camicia da notte di raso rosa, tutta seducente, femminile, e allettante.

“Hai idea di quanto tu sia desiderabile in questo momento?” le chiedo a voce bassa.

“Vieni a letto,” sussurra. Le porgo la mano, e lei la prende, e nel momento in cui ci tocchiamo, quella piccola distanza tra di noi è troppo lontana e troppo enorme da sopportare. Tiro la sua mano e cade sul mio grembo. Avvolgo le mie braccia intorno a lei, stringendola e strofinandole il collo proprio dietro l’orecchio. La solita scarica elettrica viaggia e attraversa la nostra connessione, facendomi ribollire il sangue.

“Perché litighiamo?” le sussurro alla fine all’orecchio. I miei denti afferrano il suo lobo.

“Perché ci stiamo conoscendo, Christian, e tu sei testardo e scontroso e lunatico e difficile,” borbotta senza fiato mentre le strofino il collo. Sposta la testa e inarca il collo per permettermi un accesso migliore con le labbra, e facendomi sorridere.

“Mia cara Miss Steele, sono tutte quelle cose. Mi meraviglio che tu riesca a stare con me,” dico mentre mordicchio il suo lobo, inviandole dei brividi lungo la schiena, facendola gemere di desiderio. “E’ sempre così?” sospiro.

“Non ne ho idea,” mormora.

“Nemmeno io,” dico e velocemente tiro la cinta della sua vestaglia che si apre, e in questo modo tra la mia mano e il corpo di Anastasia c’è solo un piccolissimo e molto fragile pezzo di raso. Oh dio! La mia mano si muove su e giù sul suo corpo, accarezzando, possedendo, toccando, sentendo, ricevendo. Raggiungo il suo senso, e con il tocco più gentile, il suo capezzolo si irrigidisce, e spinge contro il raso sottile della camicia da notte. Le mie dita si spostano verso il basso, fino alla sua vita, per poi scendere al fianco e al suo sesso.

“Dio, Anastasia, senti tutto così bene sotto questo tessuto; riesco a vedere tutto,” dico tirando piano i suoi peli pubici attraverso il tessuto, “anche questo,” dico in un sussurro, e lei sospira. L’altra mia mano si ferma alla sua nuca. Mentre tiro indietro la sua testa, la bacio con fervore, forte, e la mia lingua si fa strada nella sua bocca, guizzando, conquistando e accarezzando senza sosta, provando a riempire un buco senza fondo di bisogno che ho di lei. Lei geme nella mia bocca, e le sue mani raggiungono il mio viso, accarezzando in risposta alle mie maestrie sul suo corpo e nella sua bocca. Alzo la sua camicia da notte e il palmo della mia mano si sofferma sulla sua natica accarezzandola, facendo scivolare su e giù il mio pollice all’interno della sua coscia.

Voglio scoparla sul mio pianoforte. L’ultima volta che volevo farlo, siamo stati distratti dal contratto, e poi la sculacciata e lei mi ha lasciato … Voglio che niente ci distragga adesso. La scoperò proprio sul mio pianoforte, ma prima, devo presentarle la sua punizione! La rivendicherò una volta per tutte qui. Velocemente mi alzo dallo sgabello e, alzando Anastasia, la deposito sul coperchio del pianoforte. I suoi piedi sono piantati sui tasti creando dei suoni non melodiosi, e non me ne frega un cazzo. Anastasia mi ha letteralmente fatto passare l’inferno oggi, e ha litigato con me in serata. Non posso sculacciarla, o colpirla, ma posso ancora punirla. Sesso … il sesso è la più grande arma di punizione. La mia vendetta la farà implorare, la torturerà dolcemente, ma, la terrà lontano dalla sua soddisfazione …

Le mie dita viaggiano e sfiorano su e giù le sue gambe, aprendole alla fine le ginocchia. Velocemente le prendo le mani, e ordino ad Anastasia di distendersi sul piano. La lascio andare; mentre è lì distesa, allargo ancora di più le sue gambe, e i suoi piedi suonano irregolarmente sui tasti. Bacio Anastasia all’interno del suo ginocchio e lentamente ma fermamente, scendo più giù all’interno della sua coscia, bacando, mordicchiando, succhiando e accarezzando con i miei denti. Alzo lentamente la camicia da notte di raso mentre la mia bocca viaggia piano fino alla sua coscia. Alla fine le mie labbra raggiungono la giuntura dove le sue cosce si incontrano, il suo sesso sboccia aprendosi e luccicando per l’eccitazione, richiamandomi invitante. Mi dimentico di tutto, e la bacio all’interno delle pieghe del suo sesso, esplodendo, e la mia lingua spunta iniziando a disegnare cerchi intorno al suo clitoride, provando ad affondare, assaporarla più a fondo, rivendicandola. Automaticamente le apro ancora di più le gambe, così il suo sesso sboccia appieno sotto le mia bocca, come una rosa a primavera. La mia lingua la scopa in ogni modo che conosca, affondando, volteggiando, leccando, e mentre lei si abitua al ritmo, i suoi fianchi si alzano e incontrano la mia bocca, mantenendo il ritmo della mia lingua e la mia bocca che la consuma. I suoi fianchi volteggiano, e sono perso in lei, con lei.

“Oh, mio Dio! Christian, ti prego!” implora.

“Oh, no, piccola, non ancora,” dico. Non voglio che venga ancora. Non può venire. Mi ha torturato oggi, e la punirò in questo modo. “Ogni volta che litighi con me, mi vendicherò in qualche modo sul tuo corpo,” dico lasciandole i miei baci da punizione sulla pancia, facendola diventare bisognosa, vogliosa, ma lontano dalla liberazione. Così vicino ma così lontano. Le mie mani si muovono esperte sulle sue cosce, mentre mi fermo strategicamente per accarezzare, strofinare e accenderle i nervi, facendole volere che la scopi, che la liberi dalla sua miseria, ma, non c’è nessuna libertà in vista. La mia lingua affonda nel suo ombelico mentre le mie dita colpiscono il suo sesso, facendole urlare “ah!” con il bisogno più desideroso. Faccio volteggiare la lingua e le dita in sincrono facendola contorcere sotto di me.

“Christian!” urla, alla ricerca disperata di liberazione. Il suo sesso mi fa diventare desideroso e francamente i suoi gemiti mi stanno richiamando, affinché la rivendichi, la sconvolga dentro e fuori, la scopi fino alla sottomissione. Argh! Quel lato di me non morirà mai! Voglio che si sottometta a me in qualche modo, e amo quando resiste, e lotta, e amo quando implora, amo quando la scopo fino a farla obbedire così! Lei mi possiede, e io voglio possedere lei, proprio così! Mi ha già afferrato l’anima. E’ tutto ciò a cui riesco a pensare. E’ tutto quello che mi consuma, e qualsiasi cosa io guardi, vedo lei. Gemo, e smetto di giocare con il suo sesso, la sollevo dai tasti, la spingo e la faccio muovere sul pianoforte. Disfandomi velocemente dei pantaloni del pigiama, la seguo lì sopra, inginocchiandomi tra le sue gambe, il mio posto preferito sulla terra, mentre srotolo un preservativo sul mio cazzo.

Abbasso lo sguardo su questa dea che mi possiede anche quando provo a scoparla fino alla sottomissione, e la sua conquista di me è stata completata dall’interno. Perché sono un uomo innamorato! Anche il solo vederla, il suono della sua voce, fa crescere la passione in me, mi accende, e tutto quello che voglio fare è stare con lei, stare dentro di lei, vicino a lei, ed essere consumato da qualsiasi cosa che la riguardi. Perdo di vista tutto il resto. Mi sento come un uomo affamato del suo affetto.

“Ti voglio così tanto,” dico, e mi infilo lentamente dentro di lei, e la scopo in un modo che riflette la mia fame di lei come se lo scopare fosse quotato in borsa e io volessi prendere più azioni possibili. Ma voglio anche dimostrarle quanto la amo e la desidero facendoci l’amore, per farle vedere la brama e il desiderio in me. Quello che inizia assaporando, assaggiando, sentendo, facendo l’amore, velocemente diventa una scopata possessiva ed esigente, e lei lo vuole, venendomi incontro spinta dopo spinta alzando i fianchi. Mentre lei urla il mio nome chiedendo di più, mi scambio di posto con lei, mettendola su di me, mentre il mio cazzo sta spingendo dentro di lei da sotto e mentre i suoi fianchi sono completamente sulla mia erezione, e questa è la nostra rovina finale. Mentre raggiungiamo l’apice, l’orgasmo si scatena e attraversa la nostra connessione, e, come una grande scarica, mi fa piegare le dita dei piedi e inarcare la schiena mentre spingo a fondo dentro di lei da sotto, infilzo il suo sesso con altre tre dure spinte. Alla fine mi svuoto dentro di lei mentre i suoi muscoli intorno al mio cazzo strizzano e drenano anche l’ultima goccia.

Quando gli ultimi brividi sono passati, ci stendiamo entrambi sul pianoforte, e in qualche modo lei è su di me, e poggia attentamente la sua guancia su di me. Mentre il nostro respiro rallenta, so che la voglio così vicino a me tutto il tempo. Gentilmente e delicatamente le accarezzo i capelli. Lei mi fa la più strana domanda post coito con un tono assonnato.

“Bevi tè o caffè la sera?”

“Che strana domanda,” dico rilassato.

“Beh, pensavo che potevo portarti del tè in ufficio, ma poi mi sono resa conto che non sapevo cosa ti sarebbe piaciuto bere,” mi chiede facendomi sciogliere il cuore. Pensa a me.

“Capisco. Di solito bevo acqua o vino di sera, Ana. Ma forse dovrei provare il tè,” dico, sapendo che le piace il tè, e forse le farebbe piacere farmi compagnia.

Realizzo che Anastasia sta facendo uno sforzo per conoscermi, e io ho ostacolato i suoi sforzi stasera. Questo pensiero mi rende irrequieto. La mia mano si muove assente sulla sua schiena, accarezzandola.

“Ci conosciamo veramente poco,” sussurra, riflettendo quello che stavo pensando.

“Lo so,” dico con un tono che rispecchia il mio umore. Lei coglie l’attimo e si mette a sedere.

“Qual è il problema?” chiede. Non voglio parlarne. Scuoto la testa. Qualsiasi fottuta cosa io sia, e sono molto incasinato, so una verità, ed è una, pura e semplice:

“Ti amo, Ana Steele,” dico con tutto il cuore.

*****

Le sue dita che dolcemente accarezzano i miei capelli mi svegliano. Mi ritrovo avvolto intorno ad Anastasia come la bandiera della vittoria, e le mie mani che reclamano il suo seno, mentre una gamba sopra di lei la avvolge e la tiene giù. Dio! Sono attratto da lei sveglio o addormentato.

Alzo i miei occhi verso di lei, e le sorrido ancora mezzo addormentato.

“Buongiorno bellezza,” dico con un ampio sorriso.

“Buongiorno bellezza,” mi sorride di rimando. Mi chino e la bacio, ritirando mani e gambe da lei, e mi appoggio sul gomito guardando Anastasia che è ancora sdraiata.

“Hai dormito bene?” chiedo. Io so, di averlo fatto.

Se state imboccando la I-5 direzione sud, vi preghiamo di fare attenzione subito dopo Martin Luther King Jr Way – MP 157, a causa di un incidente che sta bloccando la corsia di destra. E i lavori stradali sulla I-90 direzione ovest continueranno per tutto il week end e le due corsie di sinistra rimarranno chiuse. Le altre notizie…” le notizie alla radio allarmano continuamente in sottofondo.

“Sì, nonostante l’interruzione della scorsa notte,” Anastasia finge di lamentarsi facendomi sorridere.

“Hmm. Tu puoi interrompermi in quel modo in qualsiasi momento,” dico baciandola ancora.

“E tu? Hai dormito bene?” mi chiede lei.

“Io dormo sempre bene con te Anastasia,” rispondo, e questa è la sacrosanta verità.

“Niente più incubi quindi?” sonda ulteriormente.

“No,” dico. Non con lei. Lei è il mio acchiappasogni.

La sua espressione si fa preoccupata. “Cosa riguardano gli incubi?” chiede. Ricordando il pappone, il mio viso diventa serio, e il sorriso è rimpiazzato da un cipiglio.

“Sono flashback … della mia prima infanzia, o almeno così li chiama il Dottor Flynn. Alcuni sono nitidi, altri meno,” dico e il mio sguardo vaga come se un ricordo si fosse materializzato davanti ai miei occhi. Senza pensieri, accarezzo la sua clavicola con un dito.

“Ti svegliavi piangendo e gridando?” chiede lei in una battuta svogliata.

La guardo con aria interrogativa. “No, Anastasia. Non ho mai pianto. Per quello che posso ricordare,” dico. Almeno non per quei ricordi. Ma non voglio dirle quanto devastato fossi e incapace di aiutarmi piangendo per lei. Questo rimarrà nel mio cuore, e sotto le clausole di non divulgazione di Taylor e Mrs. Jones.

“Hai qualche ricordo bello della tua infanzia?” chiede. Ci penso su. Ce n’è uno sulla puttana drogata.

“Ricordo la puttana drogata una volta mentre cucinava. Ricordo il profumo. Penso che fosse una torta di compleanno … per me. E naturalmente l’arrivo di Mia con mio padre e mia madre. Mia madre era molto preoccupata per la reazione che avrei potuto avere ma, nell’istante in cui la incontrai, l’adorai completamente. Mio padre, Carrick, ti ha detto che non ho parlato per due anni. E’ vero. La mia prima … primissima parola è stata Mia. Ovviamente, ricordo la mia prima lezione di piano. Miss Katie, l’insegnante di piano era incredibile. Possedeva anche dei cavalli,” sorrido ricordando con affetto.

“Tu mi hai detto che tua madre ti ha salvato. Come?” chiede lei. Penso che la risposta sia ovvia. Cosa sarebbe successo se Grace Trevelyan-Grey non mi avesse adottato? Io avrei preso la strada della puttana drogata. Un tossicodipendente, un uomo-puttana.

“Lei mi ha adottato,” spiego nei termini più semplici. “Quando la vidi per la prima volta, pensai davvero che fosse un angelo nel suo camice bianco. Lei fu molto dolce, calma, e delicata quando mi ha visitato. Non lo dimenticherò mai. Se lei avesse rifiutato di adottarmi, o se Carrick avesse detto di no …” Non riesco neanche ad esprimere il resto dei pensieri a parole. Sarebbe stata la mia fine. Eppure lei e Carrick mi hanno salvato. Non voglio pensare a tutta la merda che sarebbe potuta capitarmi, adesso. “Tutto questo è un po’ troppo per quest’ora della mattina,” mormoro.

“Ho promesso che ti avrei conosciuto meglio,” dice piano.

“Vuoi farlo adesso Miss Steele? E io che pensavo che avresti voluto sapere se preferivo caffè o tè,” dico sorridendo. “In ogni modo, penso di conoscere un solo modo che ti permetta di conoscermi,” dico mentre spingo la mia erezione contro di lei.

“Hmm … credo di conoscerti abbastanza bene in questo senso, Mr. Grey,” mi prende in giro.

“Non sono d’accordo. Non credo che ti conoscerò mai abbastanza in questo senso, Miss Steele,” le mormoro all’orecchio.

“Naturalmente ci sono molto vantaggi nello svegliarsi accanto a te,” dico seducente.

“Mr. Grey, sono shockata. Non devi alzarti?” chiede lei con voce bassa, roca, e desiderosa.

“Non questa mattina, Miss Steele. C’è solo un posto in cui voglio stare adesso ed è dentro di te,” dico salace.

“Christian!” rimane a bocca aperta, completamente sconvolta dalla mia audacia. Io mi sposto sopra di lei afferrando le sue mani, e mentre lo porto sopra la sua testa, rivendico ciò che è mio mormorando, “Oh, Miss Steele. Piccola, cosa vorrei farti,” sussurro. E’ tempo della conquista.

******

Dopo aver fatto la doccia ed esserci vestiti, Anastasia ed io andiamo verso il bancone della colazione e le delizie di Mrs. Jones. Io mangio omelette e bacon mentre Anastasia pancake e bacon.

“Christian, quando pensi che incontrerò il tuo allenatore, Claude Bastille, per dargli una lezione?” chiede. La sua domanda mi fa ridere. La sto sfinendo, e lei fa resistenza.

“Dipende se vuoi andare a New York questo weekend, o no. Magari ti piacerebbe incontrarlo una di questa mattine. Chiederò ad Andrea di controllare i suoi programmi e di farti sapere,” dico, anche se so che Anastasia non è una persona mattiniera.

“Andrea?” chiede bruscamente. Siamo gelosi, Miss Steele?

“Lei è la mia assistente personale,” spiego. Il suo viso si rilassa.

“Oh, okay. Una delle tue tante bionde,” dice con tono scherzoso.

“Lei non è mia, Anastasia; lavora solo per me. Tu sei mia,” ribadisco.

“Anche io lavoro per te,” mormora acida. Oh, sì, piccola, lo fai di sicuro. Io sorrido e rispondo, “Quindi, lo fai,” e non può non ridermi di rimando.

“Forse Bastille può insegnarmi il kickboxing,” dice con tono di avvertimento.

“Oh davvero? Sogni ad occhi aperti le tue possibilità contro di me?” chiedo in tono divertito. Mi piacciono le sfide.

“Mi provochi, Miss Steele,” dico contento.

Nota il coperchio del pianoforte alzato, e osserva.

“L’ho chiuso la scorsa notte per non disturbarti. Pensavo che non facesse troppo rumore così, ma ancora, sono contento che non l’abbia fatto,” dico ricordando il nostro battesimo del piano. Anastasia avvampa fino all’attaccatura dei capelli, guardando ansiosamente verso Mrs. Jones che sta pensando agli affari suoi nel suo solito contegno professionale. Poi si gira e mette il sacchetto del pranzo davanti ad Anastasia.

“Il tonno va bene per dopo, Ana?” chiede educata.

“Sì, Mrs. Jones, grazie!” Anastasia risponde sorridendo timida. Avendo finito le sue faccende, Mrs. Jones lascia la cucina lasciandoci un po’ di intimità.

Anastasia si gira verso di me, e dice, “Posso farti una domanda?”

Oh-oh… tutte le volte che sorge una domanda, ha qualcosa di sgradevole che le passa per la testa. “Naturalmente,” dico prudente.

“E non ti arrabbierai?”

“Perché? Riguarda Elena?” dico, perché è un argomento che mi fa arrabbiare.

“No, allora,” risponde.

“Ora ho un’altra domanda,” dice con una smorfia.

“Oh?” questo non è un bene.

“Che la riguarda,” dico e io alzo gli occhi al cielo. Perché dobbiamo rovinare la nostra bella mattinata con il pensiero di Elena?

“Cosa?” dico di scatto.

“Perché ti arrabbi così tanto quando ti chiedo di Elena?” dice lei confusa.

“Me lo stai davvero chiedendo?” dico incredulo. Lei aggrotta la fronte. “Pensavo che fossi sempre onesto con me Christian,” afferma stringendo gli occhi su di me.

“Mi sforzo di esserlo,” le rispondo onestamente. Lei mi scruta con lo sguardo tagliente. “Questa è una risposta molto evasiva,” dice senza battere gli occhi.

“Ana, io sono sempre onesto con te. Tu sei una persona con la quale non voglio giocare. Beh, non questo tipo di giochi,” dico sfrenato. Lei ridacchia appena.

“A quali tipi di giochi vorresti giocare?” chiede velocemente, già calda. Dio, è così facile distrarla! Ha una mente a senso unico. Cosa ho creato?

“Miss Steele, com’è facile distrarti,” affermo.

“Tu mi stai distraendo su molti livelli, Mr. Grey,” ridacchia ancora.

Dannata donna! Coma può rendermi così euforico con una semplice risata da ragazza.

“Questo è il mio suono preferito al mondo, Anastasia,” dico. “Okay, fammi la tua domanda originale,” la convinco senza ulteriori distrazioni. Lei aggrotta le sopracciglia, cercando di ricordarsi la domanda.

“Sì. Okay, vedevi le tue sottomessi durante i weekend?”

“Sì, è corretto,” rispondo nervoso. Questo non è un buon argomento da trattare conoscendo il suo metro di gelosia che sale, e sale, ed esplode. Lei sorride. “Quindi, non facevi sesso durante la settimana,” afferma.

Intuisco quello che sta cerando di ottenere, e mi fa sorridere. “E’ questo a cui stai cercando di arrivare?” chiedo sollevato. “Perché pensi che mi alleni tutti i giorni?” Anastasia sembra sollevata, felice, e in pace con se stessa.

“Miss Steele, sembri molto contenta di te stessa,” dico osservando il suo volto.

“Lo sono, Mr. Grey,” risponde compiaciuta.

“Dovresti esserlo,” sogghigno. Lei sa di essere la prima con cui faccio sesso durante la settimana, e io sono altrettanto contento di questa prima volta. “Mangia la tua colazione,” ordino.

*****

Quando entriamo nel SUV per andare al lavoro, Taylor è al posto del guidatore per lasciare prima Anastasia, e noi andremo alla GEH, dopo. Sawyer è nel sedile del passeggero accanto a Taylor, e andrà al lavoro con Anastasia; ma abbiamo concordato che resterà defilato. Chiedo ad Anastasia qualcosa che mi ha infastidito, ma che ho dimenticato i numerosi problemi di ieri.

“Anastasia, non avevi detto che il fratello della tua coinquilina sarebbe arrivato oggi?” in tono casuale. Non voglio Anastasia vicino a lui. Anche lui ha interesse per Anastasia.

“Oh, Ethan, sì, sta arrivando!” ansima. “L’avevo completamente dimenticato. Grazie per avermelo ricordato Christian. Dovrò tornare all’appartamento,” dice. Cosa? Non gliel’ho ricordato per fare un piacere a lui! Non posso evitarlo, e il mio viso si fa preoccupato. “A che ora?” riesco a chiedere.

“Veramente non ne sono sicura. Non so a che ora arriverà.”

“Non voglio che tu vada da nessuna parte da sola,” dico severo, quasi minaccioso. Da nessuna parte!

“Lo so,” dice alzando gli occhi verso di me. “Sawyer spierà … ahem, intendo dire controllerà alla SIP oggi?” chiede, e Sawyer deve essere avvampato perché le sue orecchie sono rosse come la stanza dei giochi.

“Sì!” scatto verso di lei con occhi freddi e taglienti. Farebbe meglio a ricordarselo. E’ a suo vantaggio.

“Se stessi guidando la Saab, sarebbe tutto molto più semplice,” dice ostinata.

“Anastasia, Sawyer avrà un’auto, e in base all’ora, potrà portarti all’appartamento,” affermo.

“Okay, okay,” mormora petulante. “Ethan probabilmente mi chiamerà durante la giornata. Ti informerò dei piani dopo,” replica.

“Okay quindi. Ma da nessuna parte da sola, capito?” dico agitando un dito a come una predica.

“Sì, caro,” mormora dolcemente facendomi sorridere, solo un po’. “E magari dovresti usare il tuo Blackberry. Ti risponderò su quello. Questo eviterà al mio informatico di avere una mattinata molto interessante, okay?” chiedo esasperato.

“Sì, Christian,” dice annuendo, ma roteando ancora gli occhi verso di me. Io sorrido compiaciuto alla sua reazione, e mi chino verso di lei. “Perché, Miss Steele …” sussurro lascivo, “Credo che il mio palmo stia prudendo.”

“Oh, Mr. Grey, tu e il tuo palmo che prude perennemente. Cosa pensi di fare per questo problema?” osserva e mi fa sorridere. Sento il mio Blackberry vibrare. Lo prendo, e guardo chi sta chiamando. Dannazione! E’ Elena! Posso avere una pausa da lei?

“Cosa c’è?” dico a denti stretti mentre rispondo.

“Christian, sono davvero dispiaciuta di disturbarti così presto. Ma dal momento che hai detto che avresti parlato con Welch, ti ho chiamato per dirti che non ce n’è bisogno. E’ venuto fuori che Isaac stava creando una situazione per noi,” dice sollevata e arrabbiata con il suo sottomesso.

Il mio viso si rilassa, divertita. “Stai scherzando…”

“No. Ieri sera stavo cercando di spiegargli che ero ricattata per il mio stile di vita, e lui è sbottato dicendo che era stato lui a scrivere quei bigliettini per recitare una scena, e ovviamente non era un vero ricatto. Puoi capire il mio sollievo e la mia rabbia naturalmente…” dice.

“Per una scena…”

“Sì, vai a capire.”

“Quando hai detto che l’hai saputo?” dico ridacchiando.

“La scorsa notte, quando sono arrivata a casa.”

“Ascolta, Christian. Ero preoccupata a riguardo, e ti avrò sconvolto la notte scorsa. Quindi, voglio scusarmi per la mia intrusione tra te e Anastasia. Non ne avevo l’intenzione,” dice.

“No, non preoccuparti. Non serve che ti scusi. Sono contento che ci sia una spiegazione logica. Anche se sembrava una piccola quantità di denaro…”

“Sì, è quello che mi ha fatto pensare, e ho avuto i miei sospetti.”

“Non ho dubbi che avrai pianificato qualcosa di creativo per la tua vendetta,” dico sapendo quando può essere creativa Elena con una frusta o una corda. “Povero Isaac,” dico ridendo.

“Oh, sì, e non vedo l’ora di mettere in atto la mia vendetta,” dice calma, e questo significa che sa esattamente come ottenerla.

“Bene, grazie ancora e scusatemi entrambi, Christian.”

“Bene… Ciao,” dico disconnettendo la chiamata. Ma quando alzo lo sguardo, Anastasia mi sta guardando impassibile, facendomi diffidare all’istante.

“Chi era?” chiede.

“Vuoi saperlo davvero?” chiedo sapendo quanto potrà diventare apprensiva. Non risponde; scuote solo la testa, i suoi occhi velati di tristezza. Il suo viso si intristisce e si volta per guardare fuori dal finestrino. No! no! no! Non lascerò che la chiamata di Elena rovini la nostra mattinata.

“Hey,” dico, raggiungendo la sua mano, prendendola e baciando ogni singola nocca, e succhiando le sue piccole dita, appassionatamente. Le mordo poi dolcemente, sapendo che provocherà dei brividi lungo la sua schiena, e scuoterà il suo sesso, tutto allo stesso tempo. Lei rantola involontariamente. Anastasia guarda nervosa verso Taylor e Sawyer sui sedili anteriori, poi si volta e mi guarda e mi ritrovo a fissarla con desiderio carnale.

“Non pensarci, Anastasia. Elena fa parte del passato,” dico sperando che lei mi creda. Bacio il centro del suo palmo, e il suo viso si illumina con un sorriso.

*****

Dopo aver lasciato Anastasia al lavoro, Taylor mi porta alla GEH. Andrea arriva con l’agenda del giorno e la lista delle riunioni. Non appena esce dall’ufficio, scrivo un’ e-mail per Anastasia.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Alba
Data: 14 Giugno 2011 09:22
A: Anastasia Steele

Io amo immensamente svegliarmi accanto a te al mattino.

Christian Grey
Completamente e Assolutamente colpito CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Dopo aver premuto invio, ho questo sorriso sul viso. Che bel modo di iniziare la mia mattinata. Inizio occupandomi delle e-mail lavorative, Andrea bussa alla porta, ed entra col mio caffè.

“Il suo caffè, signore. C’è altro che posso portarle?”

“Per ora è tutto, Andrea,” dico congedandola. Lei è ancora stupita nel vedere il sorriso idiota sulla mia faccia, poi però indossa il suo atteggiamento professionale ed esce velocemente dal mio ufficio, sapendo che è meglio lasciarmi da solo.

Prendo un bel sorso del mio caffè. Come inizio a visionare i miei messaggi, una nuova e-mail suona nella posta in arrivo. Vedendo il nome di Anastasia ci clicco sopra velocemente, e sollevo la tazza con l’altra mano per prendere un’altro sorso.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Tramonto
Data: 14 Giugno 2011 09:34
A: Christian Grey

Mio caro Completamente e Assolutamente colpito Mr. Grey,
Anche io adoro svegliarmi con te. Ma amo anche essere a letto con te e negli ascensori, sul pianoforte e sui tavoli da biliardo, sulle barche e scrivanie, nelle docce e vasche da bagno, e in strane croci di legno con anelli di trazione, in letti a baldacchino con lenzuola di raso rosso e rimesse per le barche e infine nelle stanze da letto di bambini.

Sinceramente tua,
Matta di sesso e instabile xx.
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Mi soffoco col mio cazzo di caffè e ne sputo un po’ sulla tastiera! E penso di avere una grossa erezione davanti a me, proprio prima della mia riunione delle 10:00! Scrivo velocemente la mia risposta per Anastasia.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Hardware bagnato
Data: 14 Giugno 2011 09:36
A: Anastasia Steele

Mia cara Matta di sesso e instabile ,
Ho appena sputato il mio caffè sulla tastiera. Penso di non aver mai fatto una cosa simile prima.
Io però ammiro una donna concentrata sulla geografia.
Devo presupporre che tu mi vuoi solo per il mio corpo?

Christian Grey
Completamente & Assolutamente Scioccato CEO, Grey Enterprises Holdings Inc
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Io devo lavorare e la mia mente è già occupata con il pensiero di Anastasia sdraiata in vari posti mentre… argh! Come faccio a concentrarmi sul lavoro oggi? Non riesco a pensare… Non riesco a concentrarmi… E-mail! E-mail di lavoro. Ho delle riunioni; devo esaminare diagrammi. Espiro. Tranquillo, Grey… Tieni i pensieri sul sesso fuori dagli orari lavorativi. Le mie mani nei capelli per la frustrazione. Frustrazione sessuale… E naturalmente non ci sarà nessun sollievo fino a questa sera. Quindi, faresti meglio a tenere la tua fottuta mente focalizzata sul lavoro, e non sul culo delizioso di Miss Steele… Concentrati Grey, concentrati!

Apro i disegni che mi ha mandato il gruppo degli ingegneri per esaminarli a fondo. Una nuova e-mail arriva mentre esamino i disegni dei micro pannelli solari per cellulari.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Ridacchiando e bagnata
Data: 14 Giugno 2011 09:41
A: Christian Grey

Mio caro Completamente & Assolutamente Scioccato Mr. Grey,
Sempre.
Ho del lavoro da fare adesso.
Quindi, smettila di disturbarmi

Matta di sesso e instabile xx.
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Piccola, mi mandi in escandescenza! Non sono una stufa! Non posso accendermi e spegnermi semplicemente. Caldo e freddo non corrono insieme nel mio corpo. Dopo aver finito di analizzare gli schemi, le rispondo.
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Da Christian Grey
Oggetti: Devo farlo davvero?
Data: 14 Giugno 14, 2011 09:49
A: Anastasia Steele

Mia cara Sessualmente folle e insaziabile
come sempre ogni tuo desiderio è un ordine.
Adoro il fatto che tu stia ridacchiando e sia bagnata.
A più tardi
X

Christian Grey
Completamente & Assolutamente cotto, Scioccato e Incantato CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Alle 10:00 in punto inizio l’incontro con il team di ingegneri per discutere gli schemi preliminari prima sistemare del tutto il prodotto la prossima settimana, parliamo dei miglioramenti dell’energia solare, del design del telefono cellulare. L’incontro va avanti fino quasi l’ora di pranzo ed è piacevolmente produttivo. Mentre la riunione prosegue e stiamo esaminando i disegni, sento la vibrazione del mio Blackberry. Appena vedo il nome di Anastasia le rispondo subito, ansioso di sentire la sua voce.

“Anastasia,” dico calorosamente, come se il suo nome fosse una litania sulle mie labbra.

“Christian, Jack mi ha chiesto di andare a prendergli il pranzo,” dice senza alcun preambolo.

“Pigro bastardo,” brontolo.

“Quindi sto uscendo per questa commissione. Forse sarebbe meglio se avessi il numero di Sawyer. Così non dovrei disturbarti,” dice.

“Non è un disturbo per me piccola,” dico. Adoro avere il controllo.

“Sei da solo?”

“No. Ci sono sei persone che mi stanno guardando in questo momento e si chiedono con chi diavolo io stia parlando,” spiego con nonchalance.

“Oh no… Davvero?” ansima.

“Sì, davvero,” le rispondo, e mi rivolgo al mio team. “E’ la mia fidanzata,” dagli sguardi scioccati che alcuni di loro mi stanno dando, devono aver pensato che stessi pensando al lavoro.

“Sai, Christian, probabilmente pensavano che tu fossi gay,” dice facendomi sorridere.

“Già, probabilmente,” dico, sapendo che mi stanno ancora guardando.

“Uhm, già, sarà meglio che vada,” dice imbarazzata.

“Informerò Sawyer,” dico ridendo. “Hai già sentito il tuo amico?”

“No, non ancora, ma sarai il primo a saperlo, Mr. Grey,” dice timidamente.

“Bene. A dopo, piccola.”

“Ciao, Christian,” dice.

*****

Non appena interrompo con Anastasia, chiamo Sawyer.

“Sì, Mr. Grey,” risponde.

“Sawyer, Miss Steele sta uscendo. L’aspetti fuori,” chiedo.

“Sì, signore,” dice e riaggancio continuando la riunione.

Dopo la riunione, vado ad un pranzo di lavoro. Mi porta Taylor e verso le 14:30 mi riporta alla GEH.

Sono nel mio ufficio e sto leggendo diversi rapporti di lavoro, quando il mio Blackberry mi avvisa di un messaggio e-mail in arrivo. Controllo ed è da parte di Anastasia.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Ospiti da terre assolate.
Data: 14 Giugno, 2011 14:54
A: Christian Grey

Caro completamente e Totalmente ICS&S Mr. Grey,
Ethan è arrivato e sta venendo qui a prendere la chiavi di casa.
Mi piacerebbe davvero assicurarmi che si sistemi per bene.
Perché non vieni a prendermi dopo il lavoro? Possiamo andare a casa mia e poi TUTTI fuori a mangiare? Offro io.
Tua,
Ana X

Ancora sessualmente folle e insaziabile.
Anastasia Steele
Assistente di Jack Hyde, Commissioning Editor, SIP
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Dopo aver letto un report, rispondo ad Anastasia. Non sta usando il suo Blackberry. Dio, questa donna è testarda come un mulo! Segui le mie semplici regole, cazzo Anastasia!
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Da: Christian Grey
Oggetto: Devo farlo davvero?
Data: 14 Giugno, 2011 15:04
A: Anastasia Steele

Approvo il tuo piano Anastasia, fatta eccezione per la parte in cui vuoi pagare.
Offro io.
Vengo a prenderti alle 18:00.
X
PS: Per quale diavolo di motivo non stai usando il tuo Blackberry!?!?

Christian Grey
Completamente e totalmente contrariato. CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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La sua risposta non tarda ad arrivare. Arriva proprio quando sto leggendo le relazioni finanziarie.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: la tua prepotenza
Data: 14 Giugno 2011 15:10
A: Christian Grey

Christian, no essere scontroso e irritabile.
E’ tutto in codice come puoi ben vedere
Ci vediamo alle sei
Ana X

Anastasia Steele
Assistente di Jack Hyde, Commissioning Editor, SIP
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Cazzo! Non hai sentito! Usa il Blackberry!
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Da: Christian Grey
Oggetto: Donna impossibile
Data: 14 Giugno, 2011 15:17
A: Anastasia Steele

Pensi che sia scontroso e irritabile adesso?
Te lo do io lo scontroso e irritabile, è presto ancora, non vedo l’ora.
X

Christian Grey
Completamente e totalmente sempre più contrariato ma sorridente per qualche sconosciuta ragione CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Premo invio e torno al lavoro ma lei risponde nel giro di pochi minuti.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Promesse, promesse
Data:14 giugno, 2011 15:22
A: Christian Grey

Fatti sotto Mr Grey. Anche io non vedo l’ora. ;D
Ana X

Anastasia Steele
Assistente di Jack Hyde, Commissioning Editor, SIP
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Se continuo a rispondere vado in escandescenza qui, e al momento non sta ancora usando il suo Blackberry. Non posso permetterlo.

Uso l’interfono

“Sì, Mr. Grey?” risponde Andrea.

“Mandami qui Taylor, Andrea,” ordino.

“Certamente, signore,” risponde, e lui arriva in meno di trenta secondi.

“Mr. Grey,” dice aspettando gli ordini.

“Taylor, ho bisogno che tu dia una ripulita all’appartamento di Anastasia. Dobbiamo andare a prenderla al lavoro alle sei oggi, così che lei possa lasciare il fratello di Miss Kavanagh lì. Dai una ripulita, dopodiché ci dirigeremo verso la SIP e andremo a casa sua.”

“Sì, signore. Altro, Mr. Grey?”

“E’ tutto Taylor,” dico congedandolo.

Ho tanto lavoro da fare prima di una serata movimentata con Anastasia e il fratello della sua coinquilina, che non ho alcuna intenzione di lasciare da solo con la mia ragazza.

Circa un’ora dopo, ricevo un messaggio da Taylor:

Pulizia completata Mr. Grey. Tutto è pulito. Sto tornando alla GEH.

Sollevato, torno a lavorare. Lavoro fino alle 17:30 e in quel momento arriva Taylor pronto a portarmi a prendere Anastasia.

“Hai trovato possibili tracce di Leila a casa di Anastasia?”

“Dopo aver sistemato, non abbiamo notato alcune traccia nell’appartamento, Signore. Abbiamo controllato anche tutto il palazzo. Tutto sembra tranquillo.”

“Benissimo,” rispondo, e ci ritroviamo fuori dalla SIP alle 17:55. Chiamo Anastasia.

“Scontroso e Irascibile arrivato,” annuncio una volta che risponde al telefono.

“Bene, qui è sessualmente folle e insaziabile che parla. Credo tu sia qui fuori?” chiede.

“Lo sono, Miss Steele. Non vedo l’ora di vederti,” dico con voce calda e seducente.

“Idem, Mr. Grey. Esco subito,” dice prima di riagganciare.

Appena vedo Anastasia uscire dall’edificio SIP, esco dal SUV. I suoi occhi indugiano sui miei pantaloni grigi un po’ troppo a lungo. Il suo sorriso raggiante esalta il mio cuore e non vedo l’ora di prenderla tra le mie braccia. Chiudo la distanza tra noi e la serro nel mio abbraccio, dandole un bacio appassionato.

“Sei affascinante proprio come questa mattina, Miss Steele,” le dico contro le sue labbra.

“Anche tu, Mr. Grey,” risponde una volta interrotto il bacio.

“Andiamo a prendere il tuo amico” le dico sorridendo. Le prendo la mano e l’accompagno al SUV. Parliamo mentre ci dirigiamo a casa sua. Le racconto allegramente della mia giornata. Le racconto dei progressi che stiamo facendo al dipartimento delle Scienze della WSU. Queste cose sono molto importati per me, perché fa tutto parte del mio piano per la fame nel mondo. Le porgo un foglio con gli orari di Claude Bastille.

“Prima che mi dimentichi, questi sono gli orari in cui Claude Bastille è libero questa settimana,” le dico.

Mentre Taylor trova un posto auto nel complesso residenziale di Anastasia, il mio telefono vibra in tasca. Controllo chi mi chiama e noto che è Ros. “Grey,” rispondo.

“Mr. Grey, sono Ros,” risponde.

“Ros, cosa c’è?” chiedo.

“Si tratta della liquidazione. Ho ricevuto i costi dei pacchetti. È superiore al numero previsto.”

“Quanto più alto?” chiedo con cautela.

Anastasia si gira verso di me e mima con le labbra, “Vado a prendere Ethan. Sarò qui tra due minuti,” dice alzando le dita. Annuisco e continuo a parlare con Ros dei nuovi costi. Taylor apre la porta per Anastasia.

“Approssimativamente il 25% in più,” dice facendomi rabbrividire.

“Cazzo, Ros!” dico arrabbiato. “Chi ha preparato i numeri iniziali? 12% va bene ma il 25%?”

“Il dipartimento finanziario ha fatto tutta l’analisi dei costi,” dice.

“Beh, sono fottutamente incompetenti se si son persi un 25% di costi,” inveisco al telefono.

“Non possiamo eliminare il dipartimento finanziario, Christian!” mi rimprovera. “Ci sono sempre costi nascosti in questi casi. Se la compagnia ha impiegati che lavorano lì da oltre dieci anni, i pacchetti alzano notevolmente i costi. E questa società aveva dipendenti vicini al pensionamento, oltre agli altri che vi lavoravano da più di dieci anni. Ecco quindi che i costi son lievitati del 25%.” Sospiro. Mi spiega i dettagli di questo costo imprevisto per parecchi minuti. Noto che Anastasia non è ancora tornata. Ma ciò che mi mette sull’attenti è la reazione di Taylor.

“Mr. Grey!!” urla, mentre salta fuori dalla macchina a piena velocità e corre verso la porta di Anastasia. Vedo Ethan Kavanagh. Lascio cadere il mio Blackberry in auto con la scena davanti a me, mentre tutti i tipi di pensieri spaventosi attraversano la mia testa, e corro verso l’appartamento di Anastasia. Nel frattempo che raggiungo Ethan Kavanagh, Taylor lo ha già affrontato Ethan e sta prendendo la chiave.

“Ma che diamine amico!” protesta Ethan. “Togliti di dosso!”

“Taylor,” dico aiutandolo a tirarsi su. Alzo anche Ethan Kavanagh, ma il suo sguardo è incrollabile.

“Ethan, sei già stato a casa?” chiedo.

“No, ho incontrato un amico e siamo andati a bere qualcosa. Sono appena tornato. Cosa succede?”

Guardo Taylor, la preoccupazione del mio volto si riflette su Taylor. Anastasia non è tornata, e lei non ha una chiave del suo appartamento. Qualcuno l’ha fatta entrare, e quel qualcuno non è Ethan Kavanagh. C’è solo una persona che può averlo fatto, e questa è Leila! Cazzo! Il mio mondo si frantuma con questo pensiero.

“Stai qui e non muoverti!” lo avverto severamente, mentre io e Taylor e corriamo fino all’appartamento di Anastasia. Ho il cuore in gola. Prendo a calci la porta di Anastasia e la apro, e il mio cuore si ferma a quella vista.

Leila sta tenendo Anastasia sottotiro con una pistola. Muoio mille volte a questa visione! Tutte le mie paure si stanno avverando! Non sono riuscito a proteggere Ana! Se Leila le ha fatto del male o arriverà a farle del male perché ha del rancore verso di me, non riuscirò mai a perdonarmelo. Morirei. Sono già in agonia adesso.

Il respiro si mozza. Il dolore è atroce mentre guardo Anastasia con una pistola puntata addosso. In questo momento sto ribollendo di rabbia verso tutti, e la cima della lista è occupato da Leila. Se qualcosa succedesse ad Anastasia, non potrei esistere senza di lei. E’ il mio sole. Leila sta puntando una fottuta pistola contro di lei! Ha un aspetto arruffato e folle,e da quando mi ha visto in piedi, davanti alla porta, tiene la pistola ancora più stretta e sempre puntata verso Anastasia. Sembra chiaro quello che vuole fare. Non posso sopportarlo! Oddio! Questo è il mio personale inferno… tutte le mie paure si realizzano! Il mio incubo peggiore è qui davanti a me … Guardo Ana, guardo il suo corpo alla ricerca di una qualsiasi ferita dalla testa ai piedi, e non vedendo lesioni visibili, tiro un sospiro di sollievo. Ma per poco perché Leila ha ancora in mano la pistola, tenendo sotto tiro Ana, come se stesse finalmente per prendersi la ricompensa per quello che io posso averle fatto.

Deglutisco. Se vuole sparare a qualcuno, quel qualcuno non sarà di certo Anastasia. Non posso vivere in un universo in cui Anastasia non esiste. Perdere Anastasia sarebbe una giusta causa di crepacuore. Non so nemmeno perché lo chiamano crepacuore! Perché ci si sente come se tutto il mio corpo, compresa l’anima, mancasse! Il mio amore, il mio cuore giace sanguinante a questa visione! Intorpidisco il dolore, e l’amore che provo per lei mi porta a salvarla da quello che io ho portato nella sua vita. Entro in casa sua. Il mio sguardo è fisso su Leila. Sono io che comando. Sono io il suo dominatore.

One thought on “CAPITOLO XIII

  1. Mamma ke ansia!!!!!!!!! O.o
    Nel giro di due secondi il mondo s’é rovesciato…….

    Era ora che Leila venisse allo scoperto, l’ansia per il dover sempre stare sull’attenti, ad ogni passo, in ogni minuto, per ogni singola cosa era troppa, però così, contro Anastasia, in una banale occasione come rivedere un amico al suo vecchio appartamento ?!? Tra l’altro già ispezionato da Taylor ??!? Quando ha potuto Leila eludere tutto questo ??

    Mamma ke paura……….

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