CAPITOLO XII

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Delitto e Castigo

La vittoria non è mai stata più dolce ed è evidente sul mio viso come se avessi vinto una medaglia d’oro olimpica. Mi alzo, appoggio la stecca, con il mio sorriso da io-possiedo-il-tuo-culo-Miss-Steele, e vado verso Anastasia con l’intento di ritirare il mio premio, ansioso, desideroso, eccitato e vittorioso. Il suo sguardo segue ogni mio movimento e sembra quasi che possa mangiarmi per colazione, pranzo e cena. Respira Grey!

“Non sarai una che non sa perdere, vero Anastasia?” mormoro con un’euforia incontenibile.

“Dipende da quanto forte mi vuoi sculacciare,” sussurra, reggendosi alla sua stecca come se potesse fornirle un aiuto divino. Non dal grande e cattivo Grey, piccola! Le prendo la stecca e la metto da parte. Le mie dita si muovono con nonchalance fino all’orlo superiore della sua camicetta per dimostrarle quanto lei sia mia. Aggancio le dita all’orlo della sua camicetta e attiro a me la mia ragazza che deve essere presto punita. Mi ha fatto il lavaggio del cervello fin da quando siamo tornati indietro e si è scontrata con me. Non che non mi ecciti quando fa così, ma mi rende anche nervoso e mi spaventa terribilmente. Perché lei mi ha portato via tutti gli strumenti che avevo per correggere il suo comportamento. Oh, mi divertirò più di quanto tu sappia, piccola! E questo piatto sarà servito caldo!

“Mmm, lascia che conti i tuoi misfatti, Miss Steele,” dico pronto, ricontando i crimini per darle il verdetto. “Uno, mi hai fatto sentire geloso di un membro del mio personale. Due, hai discusso con me per il lavoro. E tre, hai deliberatamente agitato il tuo delizioso sederino davanti a me negli ultimi venti minuti.” Sono più che eccitato; mi chino e sfrego il naso sul suo senza toccarla da nessun’altra parte. “Voglio che tu ti tolga i jeans e questa camicetta seducente. Adesso,” sussurro e la bacio sulle labbra delicate. Mentre vado verso la porta per chiuderla, sento che il mio cuore sta per scoppiare fuori dal petto per l’eccitazione. Il desiderio scorre nelle mie vene ed io ho solo un obiettivo, sono concentrato e intenzionato a riscuotere quello che mi spetta.

Chiudo la porta prendendo tempo e mi giro per guardare Anastasia che è ancora vestita, con uno sguardo vitreo sul viso, scioccata, vogliosa, forse persino spaventata. Farò di questa un’esperienza memorabile per entrambi. Non c’è niente di cui avere paura piccola … goditi la corsa, ma io riscuoterò il debito per mia completa soddisfazione.

“I tuoi vestiti, Anastasia. Sembra che tu li abbia ancora addosso. O te li togli,” dico perforandola con il mio sguardo sensuale, mentre muovo il polpastrello sulle sue guance accarezzandola, “O lo farò io per te.”

Riesco a vedere il suo petto che si alza e si abbassa, le sue labbra si schiudono per facilitare il respiro, i suoi occhi si dilatano per l’eccitazione e l’ansia.

“Toglimeli tu,” dice con voce vogliosa appena udibile. È questo che vuole! Sorrido.

“Mia cara Miss Steele. È un lavoro sporco, ma penso di poterti accontentare e di raccogliere la sfida.”

“Di solito raccogli sfide ben peggiori, Mr. Grey,” risponde soddisfatta. Come mi conosce bene. Ammicco in risposta.

“Che cosa intendi dire, Miss Steele?” chiedo pensando intanto a che armi ho a disposizione nella biblioteca. Niente di utile … Non posso usare la stecca. È troppo lunga e farà male se si tiene in considerazione la distribuzione del dolore. Ah … Ho un righello da qualche parte in un cassetto qui. Sarà perfetto. Ricordo di aver letto in qualche libro che era l’arma scelta da alcuni insegnanti in un passato non troppo remoto. Un’ottima scelta. Soprattutto se ripenso a quanto ero furioso quando continuava a insistere per andare al lavoro anche se sapeva quanto sono in ansia e quanto io cerchi di proteggerla con tutte le mie forze. Sì, il righello da trenta centimetri sarà perfetto! Si tiene bene in mano, ha una bella superficie piatta per distribuire il dolore uniformemente. Tiro fuori il righello e, reggendo entrambe le estremità, lo fletto davanti ai suoi occhi, così sa cosa aspettarsi. Adocchia il righello mentre i miei occhi non lasciano il suo viso per un secondo. Deglutisce forte, la sua bocca si apre leggermente per aiutare il suo respiro, il che vuol dire che il suo battito cardiaco sta accelerando. Anche lei è eccitata.

Metto il righello nella tasca posteriore dei miei jeans con nonchalance e vado con desiderio dissoluto verso il mio premio da reclamare al più presto. Quando raggiungo Anastasia, mi inginocchio davanti a lei, le slaccio le scarpe e gliele tolgo, poi le sfilo le calze guardandola sempre negli occhi. Il suo sguardo è completamente fisso su di me come una gazzella che osserva un leone pronto ad avventarsi su di lei; fisso, ipnotizzato, ansioso, voglioso e amorevole.

Sfioro con le mani le sue gambe avvolte nei jeans arrivando su fino ai suoi fianchi. All’improvviso le afferro la cintura con le dita, la tiro in avanti, le slaccio il bottone e le tiro giù la cerniera. Occhi sul premio Grey, penso tra me e me, e la guardo sorridendo sensuale. Lentamente e con calma, prendendomi tutto il tempo necessario, le abbasso i jeans e la aiuto ad uscirne. Ed eccola lì, in piedi nelle sue mutandine di pizzo assolutamente mozzafiato. Afferro il retro delle sue gambe e mentre salgo verso l’apice, sento un brivido che la percorre, facendomi sorridere. Quando le mie mani raggiungono finalmente i suoi fianchi, muovo il naso lungo la sommità delle sue cosce, facendole quasi venire le convulsioni per il desiderio.

“Voglio essere molto violento con te, Ana. Devi dirmi di fermarmi se diventa troppo per te,” mormoro. Senza aspettare una risposta, affondo la testa e bacio il suo sesso sopra il pizzo mentre la annuso profondamente, sentendo la sua eccitazione, facendola gemere.

Safeword?” chiedo in un sussurro. Ma no, non voglio farlo così. Sarebbe una cosa troppo da dominatore e sottomessa, e lei non lo è. Oggi non posso spingermi fino a questo punto. Cambio idea e mi correggo, “No, nessuna safeword, dimmi solo di fermarmi e io lo farò. Capito?”

Oh, Dio santo! Riesco a vedere il suo sesso luccicare per l’eccitazione. Affondo ancora la testa e glielo bacio, a lungo, strofinandolo con il naso. Poi mi alzo e sono pronto per proseguire con la mia missione. Lei non ha detto niente.

“Rispondimi, Ana,” ordino con tono delicato e carezzevole. Voglio davvero farlo, ma non… non voglio che scappi via. È questo che mi spaventa. È vero che la notte scorsa si è lasciata sculacciare da me dopo la sua offerta oltraggiosa, ma ho usato solo le mani e lei era anche piuttosto sopraffatta dal desiderio dopo aver tenuto le sfere d’argento dentro di lei.

Anche se un righello non è come una cintura, farà più male rispetto al colpirla solo con la mano. Non voglio che questo sia un punto di rottura tra noi. È importante che si ricordi di comunicare e di dirmi quando è troppo.

“Sì, sì, ho capito Christian,” risponde finalmente con un’espressione perplessa.

“Hai continuato a fare allusioni e a mandarmi dei segnali ambigui per tutto il giorno Anastasia,” dico. Come può un uomo starle dietro? Lei ti confonde. È scappata da me perché l’ho colpita, ma poi la notte scorsa ha insistito perché la sculacciassi. E oggi per tutto il giorno ha continuato a lasciare inteso che volesse essere sculacciata da me. Ma c’è sempre quella paura costante che lei possa scappare da me se la sculaccio. Deve comunicare con me così che possa fare le cose nel modo giusto.

“Mi hai detto che eri preoccupata che io avessi perso smalto. Non sono sicuro di cosa intendessi dire con quest’affermazione e nemmeno se fossi seria, ma ora è il momento di scoprirlo. Non voglio ritornare subito nella stanza dei giochi, quindi adesso possiamo provare in questo modo. Ma se non ti piace, devi promettermi di dirmelo,” dico con tutta la mia intensità. Non posso essere più chiaro di così, ma lei ha bisogno di aprirsi e di comunicare con me per dirmi cosa non le piace. Mi fermerò se è troppo per lei.

“Te lo dirò. Niente safeword,” annuisce, rassicurandomi.

Ho bisogno che sappia di non essere la mia sottomessa. Non lo è mai stata, nonostante abbiamo iniziando in quella direzione. Non si è mai sottomessa e non penso a lei in quel modo.

“Noi siamo innamorati, Anastasia,” dico desiderando che lei capisca che posizione occupa per me. “E gli innamorati non hanno bisogno di safeword,” affermo mentre tutto diventa più chiaro. Realizzo che le mie precedenti relazioni dominatore/sottomesse non erano altro che delle transazioni sessuali, come in un business. Io mi prendo cura di te e tu mi fornisci quello di cui ho bisogno; quello che voglio. Nessuna emozione coinvolta. Alla scadenza del contratto era tutto finito e ognuno andava per la sua strada; niente di dovuto, nessun ulteriore bisogno. Ma tra Anastasia e me non è mai stato così. Non con quello che io provo per lei e lei per me.

“O sì?” Le chiedo cercando una sua rassicurazione. Non ho mai avuto bisogno di rassicurazioni da una mia partner sessuale in precedenza. Le prendevo tutte io le decisioni. Non mi serviva e non cercavo l’approvazione dalla mia partner sessuale. Loro si sottomettevano a me e basta. Ma io sono innamorato di Anastasia, è la mia ragazza, è di più, molto di più. Ho bisogno che lei lo capisca.

“Credo di no,” dice deglutendo. “Lo prometto,” dice mentre continuo a guardarla intensamente. Annuisco, cercando sul suo viso qualche segno che riveli se sta dicendo quello che pensa io voglia sentire. Sembra … felice. Le sorrido lentamente sentendomi rilassato, e adesso siamo pronti per divertirci. Le mie mani raggiungono la sua camicetta e inizio a sbottonarla. Una volta che tutti i bottoni sono slacciati, prendo la stecca. Lei è una dea sexy; mezza svestita, eccitata, pronta per essere scopata, irresistibile. Una serie di emozioni le passano per il viso, non capendo le mie intenzioni. Ha forse paura? Renderò la cosa divertente.

“Giochi bene, Anastasia. Devo dire di essere sorpreso. Perché non metti in buca la palla nera?”

Mi guarda facendo il broncio, e dal modo in cui mi osserva capisco che sta cercando di capire perché le ho chiesto di giocare quando lei si aspetta di essere sculacciata e scopata. Finalmente sorride e prende la stecca dalla mia mano. Mentre mette in posizione la palla bianca, giro attorno al tavolo con nonchalance e mi metto dietro di lei. Lei si china per tirare e il panorama è paradisiaco. La mia mano è sulla sua coscia destra e la faccio scorrere con noncuranza su e giù sulla sua gamba, fino al culo, accarezzandola mentre le mutandine si tendono per adattarsi alle sue natiche.

“Sbaglierò il tiro se continui a fare così,” sussurra con un lamento debole.

“Non m’interessa proprio se la colpisci o la manchi piccola. Voglio solo vederti così, mezza svestita e distesa sul mio tavolo da biliardo. Hai una vaga idea di quanto tu sia sexy in questo momento?”

Lei non risponde, ma fa un respiro profondo che mi fa capire che anche lei è eccitata. Cerca di ignorarmi e si mette in posizione. Accarezzo e massaggio il suo sedere, la mia mano non si stacca mai.

“Buca d’angolo di sinistra,” mormora in un tono appena udibile, e colpisce la palla bianca. La mia mano si allontana dal suo sedere e lo colpisce forte. Questo non era assolutamente ciò che si aspettava come distrazione, quindi la sua prima reazione è gridare, e, ovviamente, la palla nera manca la buca. La mia mano accarezza ancora il suo sedere con noncuranza mentre divento sempre più eccitato.

“Oh, l’hai mancata. Credo che tu debba ritentare il tiro, piccola,” sussurro. “Dovresti davvero concentrarti Anastasia,” la persuado. Anastasia perde ovviamente la concentrazione perché sta ansimando, assolutamente eccitata dal gioco che le sto offrendo. Faccio il giro del tavolo, metto la palla nera in posizione e faccio rotolare la palla bianca verso di lei. Lei è assolutamente eccitata, lasciva e dissoluta. Il suo sguardo non lascia mai il mio mentre prende la palla bianca; la posiziona e si prepara a tirare ancora. Ma così non va bene. Ha bisogno di un’appropriata distrazione dal gioco.

“Ah ah ah!” La rimprovero. “Devi aspettare piccola,” dico sorridendo. Le passo di fianco e mi posiziono ancora dietro di lei. Questa volta accarezzo la sua coscia sinistra, le mie dita corrono sulle sue natiche, sfiorando il suo sesso occasionalmente. Il suo respiro aumenta.

“Prendi la mira, piccola,” sussurro, eccitato. Un leggero gemito le sfugge dalle labbra, le sue mani tremano. Posiziona la palla, prende la mira con la stecca mentre si china sul tavolo e, quando sta per colpire la palla bianca, la mia mano si allontana per darle ancora una volta una sculacciata forte.

“Oh, no!” si lamenta sbagliando il tiro.

“Ancora una volta piccola. E se sbagli anche questa volta,” ripeto, “sarò costretto a dartele.” Vado a recuperare la palla nera e la metto nuovamente in posizione con calma, lento apposta per prolungare la sua ansia.

“Puoi farcela,” la rassicuro mentre metto la mano sul suo sedere e lei lo spinge nei miei palmi con un movimento bramoso, giocando con me. Schiaffeggio il suo sedere leggermente su entrambe le natiche, proprio vicino al suo sesso.

“Impaziente Miss Steele?” chiedo lieto. Sono più che desideroso di ottenere il mio premio.

Tanto per cominciare, ho bisogno di privarla delle sue mutandine sexy. “Bene, sbarazziamoci di queste,” dico facendole scivolare le mutandine giù dalle cosce. Una volta che gliele ho sfilate, le bacio le sfere sporgenti delle sue natiche.

“Tira, piccola,” sussurro. Lei trema dal desiderio. Totalmente distratta, posiziona la palla bianca e manca completamente il suo bersaglio. Oh, vittoria! Anastasia è ancora chinata sul tavolo, sorpresa. Mi chino su di lei mentre le mie mani prendono la sua, “L’hai mancata,” sussurro nel suo orecchio. La sua guancia è premuta contro il panno verde. “Appoggia i palmi delle tue mani sul tavolo, piccola,” ordino delicato e lei mi obbedisce immediatamente.

“Bene. Adesso sto per sculacciarti, così forse la prossima volta non sbaglierai,” dico mentre premo la mia notevole erezione contro il suo fianco. Lei geme e inizia ad ansimare intensamente, facendomi eccitare ancora di più. Le accarezzo le natiche gentilmente mentre l’altra mano si sposta verso i suoi capelli, afferrando il suo collo e tenendola giù efficacemente. Oh, che vista magnifica!

“Apri le gambe,” ordino mormorando delicato e lei si muove esitante. Così non va bene, piccola! Sollevo il righello e lo batto sulle sue natiche, dandole due colpi forti in successione, accompagnati dallo scricchiolio della plastica. “Le gambe,” ripeto il mio ordine e finalmente lei cede e le apre. Colpisco ancora le sue natiche e lei geme per l’eccitazione, mentre il mio respiro si fa più affannoso in risposta. La colpisco ancora e ancora e ancora seguendo uno schema: sinistra, destra, sopra e sotto. Non so per quante volte le colpisco le natiche col righello. Sono troppo eccitato, troppo immerso in quello che sto facendo, mentre lei ansima sotto di me, il suo sesso che sboccia aprendosi verso di me, luccicando, e i suoi gemiti e versi aumentano, alimentando ulteriormente il mio eccitamento. Assesto dei colpi sulle sue natiche ancora e ancora, più forte questa volta, e il suo corpo finalmente cede.

“Basta,” dice immediatamente e io lascio cadere il righello lasciandola andare.

“Ne hai abbastanza?” riesco a malapena a sussurrarle troppo eccitato per lei.

“Sì,” mormora.

“Adesso voglio scoparti … intensamente,” dico con voce affaticata.

“Sì,” sussurra, desiderando che inizi subito. Mi slaccio la cerniera dei pantaloni e lei geme sdraiata sul tavolo da biliardo, desiderandomi, e apre il suo sesso in maniera invitante. Infilo il dito indice e medio nel suo sesso e li muovo in circolo sentendo quanto è bagnata; così pronta per me. Prendo un preservativo dalla tasca dei jeans e apro la bustina. Tengo la cima e srotolo il preservativo sulla mia erezione ancora in crescita, ricoperta di vene pulsanti e pronta a reclamarla. Penetro Anastasia centimetro dopo centimetro, andando finalmente in profondità; lei mi avvolge completamente facendomi gemere di pura eccitazione. Afferro i suoi fianchi e la tengo stretta, uscendo lentamente fuori solo per rientrare ancora dentro di lei, facendola gridare. Sto fermo un attimo per farle trovare il suo cento.

“Ancora?” le chiedo delicato.

“Sì, sto benissimo. Lasciati andare, tesoro, e portami con te,” mormora totalmente vogliosa. Lei è la mia rovina, che mi fa gemere e perdere dentro di lei, con lei, e il mio umore è completamente diverso quando la scopo in questo modo. Scivolo fuori e mi infilo ancora dentro di lei, fuori e dentro, ancora e ancora, seguendo un ritmo brutale e punitore. È puro piacere carnale, solo sesso. Sento che le sue interiora si contraggono e che l’orgasmo si avvicina. I suoi muscoli interni si contraggono, stringono, tirano, cercando di spremermi, e io spingo più in profondità, più forte e più veloce, ancora e ancora, finché non raggiungiamo entrambi il nostro culmine e il nostro orgasmo esplode, consumandoci, prosciugandoci e spremendoci, lasciandoci entrambi completamente sfiniti ed esausti. Grido il nome di Anastasia mentre le mie dita affondano nei suoi fianchi; il mio corpo viene percorso da tremori che scuotono entrambi. Finalmente mi fermo dentro di lei e le crollo sopra. La tiro con me mentre cadiamo sul pavimento e la cullo tra le mie braccia.

“Grazie piccola,” è tutto quello che posso mormorare, e le ricopro il viso di baci, completamente estasiato perché mi ha permesso di placare la bestia dentro di me, si è unita a me e mi ha portato al più intenso dei piaceri. Avvolgo le mie braccia attorno a lei ancora più strette tenendola vicina a me. Noto che sulla sua guancia ci sono dei segni lasciati dal panno verde.

“La tua guancia è arrossata per colpa del panno del tavolo,” sussurro mentre le massaggio il viso. “Com’è stato?” chiedo cercando di captare la sua reazione sincera. Spero che questo non la allontani da me. La sua risposta mi sorprende e mi solleva.

“Bello da morire. Mi piace violento e mi piace anche dolce, Christian. Perché lo faccio insieme a te.” La sua dichiarazione mi rende felice oltre ogni immaginazione. Amo questa donna! Chiudo gli occhi sollevato e ringrazio Dio che quest’angelo sia nella mia vita.

“Non sbagli mai, Ana. Sei bellissima, intelligente e stimolante, ma anche divertente e sexy. E sai, ogni singolo giorno ringrazio la divina provvidenza che sia stata tu a venire a intervistarmi e non Katherine Kavanagh,” confesso mentre le bacio i capelli. Lei sorride contenta e sbadiglia. “Ti sto sfinendo, piccola. Vieni, facciamo un bagno e poi andiamo a letto.”

Apro l’acqua della vasca e verso dell’olio e del sapone al gelsomino. Mentre il sapone forma delle bolle e rilascia un profumo inebriante, le prendo la mano e ci immergiamo nella vasca. La faccio sedere di fronte a me, le prendo il piede e inizio a massaggiarglielo. Lei inarca la schiena per il piacere, gemendo.

“Posso chiederti una cosa?” dice lei.

“Certo piccola. Qualsiasi cosa, Ana, lo sai.” Lei si solleva e si mette a sedere.

“Domani, quando andrò al lavoro, non è che Sawyer potrebbe accompagnarmi solo fino alla porta dell’ufficio e poi tornare a prendermi alla fine della giornata? Per favore, Christian. Per favore,” mi implora. Piccola, dai! Non farmi questo! La sua sicurezza ha la massima importanza, come fa a non capirlo? La mia mano si irrigidisce sul suo piede mentre stringo i denti. Sa che ha acconsentito a questo pur di andare al lavoro. Questo era il nostro compromesso. Perché cerca sempre di convincermi a fare a modo suo? È troppo chiederle di trovare un compromesso?

“Pensavo fossimo d’accordo,” dico piuttosto arrabbiato.

“Ti prego,” mi implora ancora.

“E la pausa pranzo?” So che dovrà uscire a prendere da mangiare.

“Mi preparerò il pranzo e me lo porterò dietro, così non dovrò uscire. Per favore Christian,” mi prega ancora. La mia mente lavora veloce. Se vuole fare a meno delle regole e sottrarsi al mio controllo, devo trovare un altro modo per farmi valere. Lei non vuole Sawyer, perfetto. Lo manderò in incognito. Le bacio la caviglia mentre le rispondo.

“È davvero difficile dirti di no. Non uscirai?”

“No,” risponde. C’è solo un modo per scoprire se rispetterà le regole.

“Okay,” dico. Se si attiene all’accordo dopo che ho validato la sua promessa, allora forse, ma solo forse, potrei acconsentire.

Mi rivolge il suo sorriso a 32 denti, “Grazie!” dice entusiasta. Viene verso di me facendo fuoriuscire l’acqua dalla vasca e mi bacia.

“Sei la benvenuta, Anastasia. Come sta il tuo sedere?” chiedo.

“Dolorante, ma non troppo. L’acqua mi dà sollievo.”

“Sono contento che mi abbia detto di fermarmi,” confesso, sollevato di potermi fidare di lei ancora di più.

“Anche il mio sedere è contento,” dice scherzosa, facendomi sorridere.

*****

Ci alziamo dal letto e Anastasia si mette una delle mie magliette; aggrotto le sopracciglia. Si merita molto meglio. Seta e raso in tutte le forme possibili.

“Miss Acton non ti ha procurato delle camicie da notte?” chiedo.

“Non ne ho idea. Ma mi piace indossare le tue magliette, sempre se per te va bene,” mormora. Certo che va bene piccola, penso tra me e me, calmandomi. Mi piace quando indossa le mie cose.

“Ho bisogno di lavorare Anastasia,” dico, ma non voglio perderla di vista sapendo che Leila era qui mentre lei dormiva. Ho bisogno di stare di guardia qui con lei.

“Ma non voglio lasciarti da sola. Posso usare il tuo computer per collegarmi all’ufficio? Ti disturbo se lavoro da qui?” chiedo preoccupato.

“Non è il mio computer,” sussurra a fatica con gli occhi mezzi chiusi.

Lavoro per circa tre ore mentre Anastasia dorme. È una situazione così serena, così normale. Lei è qui al mio fianco, che dorme. Io lavoro al computer, appagato, soddisfatto e felice come non mai. È l’una e mezzo passata quando appoggio la testa sul cuscino di fianco ad Anastasia. Avvolgo le mie braccia attorno a lei dopo aver spento la lampada sul comodino e mi addormento.

*****

“Buongiorno Seattle! Voi che vi siete appena svegliati o che vi sintonizzate ora mentre andate al lavoro, benvenuti! È una giornata piovosa a Seattle. Le previsioni locali danno pioggia per tutto il pomeriggio. La temperatura attuale è di 14 gradi e le massime di oggi toccheranno i 19 gradi. Jenny Hughes e John Clark sono sul Chopper 7 e sorvolano il traffico di Seattle e l’area dello Stretto di Puget dalle quattro e mezzo del mattino. Ora, per il traffico e le notizie locali, colleghiamoci con il Chopper 7. Jenny, cosa puoi dirci?”

“Grazie Robert. Buongiorno Seattle! Siamo sul Chopper 7 proprio adesso sopra la I-90 …” sento le notizie locali alla radio. Apro gli occhi e vedo il sorriso di Anastasia. La luce fuori è smorzata e grigia, diversa dal mio umore. “Buongiorno,” dice Anastasia. Si china su di me e mi bacia, accarezzandomi il viso con le sue dita.

“Buongiorno piccola. Di solito mi sveglio prima che la sveglia si spenga,” mormoro. Ho avuto un sonno senza interruzioni. Niente incubi, niente interferenze.

“E’ così presto.”

“Hai ragione, Miss Steele, ma devo alzarmi,” dico sorridendo e baciandola. Lei blatera qualcosa riguardo l’essere stanca, e chiude gli occhi per poi tornare a dormire. La lascerò dormire finché non sarò pronto. Vado a fare una doccia e a farmi la barba, indosso la camicia bianca e il completo nero. Quando torno nella mia camera da letto, Anastasia sta ancora dormendo.

“Forza bella addormentata. E’ ora di alzarsi,” dico abbassandomi su di lei. Inspira profondamente e i suoi occhi mostrano uno sguardo salace.

“Che c’è?” chiedo.

“Vorrei che tu potessi tornare a letto,” implora, facendomi venire voglia di lei all’istante. Cosa ho creato qui? Una dea ingorda! Le mie labbra si schiudono per respirare.

“Sei insaziabile, Miss Steele. Per quanto l’invito sia piacevole, ho un incontro alle otto e trenta, e questo significa che devo andare a breve.”

“Cosa?” esclama e salta già dal letto come se questo fosse in fiamme, e corre subito in bagno facendomi sorridere divertito. La cosa successiva che sento è l’acqua della doccia che scorre, e Anastasia che gracchia “oh, scotta, scotta!!” protestando contro l’acqua della doccia.

Entro nell’ufficio di Taylor, e tutti gli altri della sicurezza che sono con lui si alzano quando entro.

“Taylor, dopo che mi avrai accompagnato stamattina, voglio che torni, e porti Miss Steele a lavoro. Sawyer verrà con te. Miss Steele non vuole nessuno della sicurezza con lei, ma dovremo provvedere a proteggerla senza che lo sappia,” dico. Taylor annuisce comprendendo.

“Sawyer, dopo che Taylor avrà accompagnato Miss Steele, lascia che ti faccia scendere ad una distanza conveniente. Voglio che osservi l’edificio della SIP come un falco, e nel momento in cui lei esce dall’edificio, o se entrasse qualcuno di sospetto nel palazzo, devi chiamarmi. Capito?”

“Sì, signore,” dice fermamente. Annuisco.

“Taylor, ho bisogno di scambiare una parola con te,” dico, e mi segue fuori.

“Sì, signore?” chiede.

“Mi serve che inculchi in Sawyer l’importanza di seguire Anastasia, e il fatto che non deve essere visto, ma deve sempre avere un occhio puntato sull’edificio. Non voglio casini. Nel momento in cui esce dall’edificio, lui deve chiamarmi, ma deve continuare a seguirla per assicurare la sua incolumità. Capito?”

“Perfettamente, signore,” dice Taylor con voce ferma.

“Grandioso, portami a lavoro tra 10 minuti.”

“Sì, signore.”

Vado fino in cucina, dove Mrs. Jones sta preparando la colazione. “Cosa vuole mangiare stamattina,Mr. Grey?” chiede.

“Prenderò una omelette con della frutta, Mrs. Jones. E potrei avere anche una tazza di caffè?”

“Certamente, signore,” risponde.

“Può preparare pancake e bacon per Miss Steele, e vorrebbe portarsi il pranzo da casa oggi,” aggiungo.

“Sì, signore.”

La mia colazione è servita, e ripulisco il piatto. Mrs. Jones mi versa la seconda tazza di caffè, e Anastasia appare sulla porta, tutta vestita, con una gonna grigia aderente e una camicia di seta grigia, e a completare l’abbigliamento ci sono delle scarpe nere con il tacco alto. I suoi capelli sono tirati su. E’ una delizia per gli occhi, e mi mozza il fiato. Mi alzo mentre si avvicina al bancone per la colazione.

“Sei bellissima,” riesco appena a mormorare. Avvolgo le braccia intorno a lei, e la bacio giusto sotto l’orecchio, alla curva del collo.

“Buongiorno, Miss Steele,” dice Mrs. Jones educatamente, e le mette la colazione davanti.

“Oh, grazie. Buongiorno!” risponde a Mrs. Jones.

“Mr. Grey dice che vorrebbe portare a lavoro il pranzo da casa. Cosa le piacerebbe mangiare?” Anastasia si gira a guardarmi, e dal modo in cui mi sta fissando, trovo molto difficile non ridere.

“Un sandwich… con l’insalata. In realtà non importa,” sorride a Mrs. Jones.

“Le preparerò un pranzo al sacco in men che non si dica, signora.”

“Per favore, mi chiami Ana, Mrs. Jones.”

“Ana,” dice sorridendo, e inizia a preparare il tè ad Anastasia.

Vedo Taylor in piedi sulla porta. Mi rivolgo ad Anastasia e le dico, “Devo andare a lavoro, piccola. Taylor tornerà e ti accompagnerà a lavoro insieme a Sawyer.”

“Solo fino alla porta.”

“Sì. Solo fino alla porta,” dico alzando gli occhi al cielo. “Sta’ attenta, però.”

Afferro il mento di Anastasia e la bacio.

“A dopo, piccola,” dico.

“Buona giornata in ufficio, caro,” mi risponde, facendomi fermare il cuore. Caro? Potrei abituarmi a questi termini vezzeggiativi. Mi giro verso Anastasia e le faccio un gran sorriso.

Taylor ed io scendiamo fino al garage. Lui apre la portiera del SUV, e usciamo dal garage per poi immetterci nel traffico di Seattle.

“Una volta che avrai accompagnato Miss Steele alla SIP e avrai lasciato Sawyer nelle vicinanze, torna alla GEH.”

“Sì, signore.”

“Se per qualche ragione Sawyer non potesse raggiungermi, dovrà contattarti immediatamente quando Miss Steele lascerà l’edificio della SIP. Conosci il protocollo.”

“Capito, signore,” risponde.

Estraggo il Blackberry e scrivo una e-mail ad Anastasia.

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Da: Christian Grey
Oggetto: Il capo
Data: 13 Giugno 2011 08:23
A: Anastasia Steele
Buongiorno, Miss Steele,
Volevo solo ringraziarti per il fine settimana meraviglioso nonostante tutti gli incidenti.
Spero solamente che tu non te ne vada mai e poi mai.
E solo come promemoria, la notizia riguardo la SIP deve restare un segreto per quattro settimane. Cancella questo messaggio appena lo leggi.
Tuo,
Christian Grey,
CEO, Grey Enterprises Holdings, Inc. & Capo del capo del tuo capo.
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Capirà il messaggio? Voglio che stia per me… a tempo indeterminato. Ma, non voglio chiederglielo immediatamente, facendola scappare via. Riuscirà a comprendere quello che sto provando a chiederle? Lo spero. Taylor mi lascia alla GEH, e velocemente vado nel mio ufficio.

Andrea mi saluta alla porta.

“Buongiorno, Mr. Grey! Il suo appuntamento delle 8:30 è già qui. Mi sono presa la libertà di metterli nella sala conferenze. Ros è già con loro.”

“Grazie. Portami il computer,” dico mentre vado nella sala conferenze. Al mio ingresso tutti si alzano. Un collettivo, “buongiorno, Mr. Grey,” gli esce in automatico. Mi sento come il preside che è entrato in una classe del liceo per fare un’ispezione.

“Buongiorno a tutti!” rispondo. Qualche minuto dopo Andrea entra bussando.

“Scusi la mia intrusione, Mr. Grey,” dice e mi mette davanti il computer.

“Grazie. Potresti portarmi il caffè, Andrea?” dico dopo aver notato che tutti gli altri partecipanti sono propriamente forniti sia di caffè sia di acqua.

Dopo i saluti e le presentazioni con alcuni dei nuovi membri della squadra finanziaria, ci immergiamo nella nostra riunione.

Sento lo squillo del mio Blackberry in tasca, e vedo l’icona di una e-mail sullo schermo. C’è un messaggio di Anastasia e questo basta a rasserenarmi la giornata.

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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Prepotente
Data: 13 Giugno 2011 09:02
A: Christian Grey
Mio caro Mr. Grey,
Mi stai chiedendo di trasferirmi da te? Ovviamente ricordavo che la prova delle tue capacità epiche di stalking deve restare segreta per altre quattro settimane. Oh, ho una domanda… Devo fare un assegno per Affrontiamolo Insieme e mandarlo a tuo padre? Ti prego non cancellare questa e-mail. Per favore, rispondi.
Ti Amo xxx
Anastasia Steele
Assistente di Jack Hyde, Direttore Editoriale, SIP
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Un uomo come dovrebbe fare a concentrarsi quando lei si comporta così? Sì, sì, sì! Vieni a vivere da me! Resta con me, sempre! Velocemente le scrivo una risposta.

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Da: Christian Grey
Oggetto: Io, prepotente?
Data: 13 Giugno 2011 09:06
A: Anastasia Steele
Sì. Ti prego.
Christian Grey,
CEO, Grey Enterprises Holdings, Inc.
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Mentre premo invio, la riunione sta entrando nel vivo.

“Mr. Grey, come lei ha richiesto, abbiamo completato l’analisi dei mercati emergenti e i risultati ci mostrano e ci sono alcune opzioni molto attuabili per la GEH. Se le cose si mettessero male, in Spagna per esempio, vendono i beni russi. Infatti questo è ciò che accadrebbe in tutti i paesi dell’Eurozona. Se in un qualsiasi momento emergessero cattive notizie dai paesi dell’Eurozona, le svendite sono già pronte in paesi come l’Europa Centrale e Orientale, Asia, Africa o anche l’America Latina.”

“Come fa questa ad essere una buona notizia per la GEH?”

“Il prezzo è la ragione principale, Mr. Grey. Prevediamo che gli investitori globali diventeranno più avversi al rischio nei prossimi sei mesi, e questo potrebbe spingerli a vendere più beni russi, perché sono preoccupati dal deficit di budget degli Stati Uniti, potrebbero vendere la Russia perché sono preoccupati per la Spagna. E’ così che funziona, signore, per proteggere il loro capitale compreranno bond Nord Europei, il che promette di portare via il capitale invece dei titoli russi o asiatici, per esempio. Questo significa che i beni dei mercati emergenti saranno svalutati a causa della paura del rischio,” dice Ipkins, un uomo scheletrico, con la calvizie che incede, sui 50 anni, con un occhio acuto per gli affari e i mercati azionari, con poco senso dello stile e occhiali troppo grandi per il suo viso che, per quanto ricordi da quando lo conosco, non ha mai mostrato un sorriso.

“Mr. Ipkins, so che nel nord del continente europeo, i recenti rendimenti sono stati negativi, con il risultato che gli investitori hanno dovuto pagare per avere il privilegio di acquistare il debito. Io non lo considero un privilegio, ma sto divagando. Ora possiedono dei titoli di stato che matureranno in meno di due anni in Austria, Danimarca, Finlandia, Svizzera, Germania e Olanda.”

I suoi occhi luccicano per l’eccitazione ed è il punto massimo di felicità che ho visto in quest’uomo in anni.

“Sì, signore! Questa è la chiave che per noi attrarrà i mercati emergenti, perché continua ad essere una forte prospettiva di sviluppo. Suggerisco vivamente di restare impegnati nel nostro preferire i mercati emergenti ai mercati già sviluppati,” dice.

“Ammetto che c’è un potenziale di sviluppo maggiore nei mercati emergenti che in quelli già sviluppati. Quindi, tutto questo si riduce allo scegliere i miei mercati attentamente. Voglio vedere una crescita veloce negli ultimi 3 anni, anche se è infinitesimale. Avete fatto ricerche in quel campo?”

“Sono felice che me lo abbia chiesto, signore,” dice Mr. Ipkins facendo un gesto veloce al suo assistente, un pedante giovane che velocemente sfoglia dei rapporti che ha sotto mano.

Il mio Blackberry suona ancora una volta. Apro la mia e-mail sul computer.

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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Flynnismo
Data: 13 Giugno 2011 09:19
A: Christian Grey
Christian, cosa ne è stato del camminare prima di correre? Potremmo parlarne stasera, per favore?
Mi è stato chiesto di partecipare ad una conferenza a New York giovedì. Significa restare una notte fuori mercoledì. Pensavo solamente che dovessi saperlo.
A x
Assistente di Jack Hyde, Direttore Editoriale SIP
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Che cazzo! Quale gita? Quale viaggio? Con chi? Lascio questa donna per quanto, mezz’ora, e lei se ne va a New York con Dio sa chi! Io me ne vado da qualche parte senza farglielo sapere? Perché mi sta facendo questo?

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Da: Christian Grey
Oggetto: COSA?
Data: 13 Giugno 2011 09:20
A: Anastasia Steele
Sì. Parliamone stasera. Vai da sola?
Christian Grey
CEO, Grey Enterprises Holdings, Inc.
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Farai meglio a dirmi che ci andrai da sola, e non con quello stronzo di un capo, il fottuto testa di cazzo che ha puntato le sue mutandine!

Non arriva nessuna risposta.

“E questo è ciò che abbiamo concluso. Cosa ne pensa, Mr. Grey?”

“Cosa?”

Ros mi osserva attentamente e nota il mio cambiamento di umore.

“Quello che Mr. Grey sta provando a dire, è che ha bisogno di valutare tutti i vostri rapporti. Degli investimenti così grossi non possono essere decisi con una sola riunione o senza passare in rassegna tutti gli aspetti degli affari. Dopotutto gli sta chiedendo di investire una sostanziosa somma di denaro.”

“Ecco perché è un mercato grandioso per lei, signore,” aggiunge Ipkins. “Il denaro la fa da padrone, e può comprare qualsiasi cosa voglia.”

Mr. O’Connell, un altro socio in affari di Ipkins, si intromette. “Mr. Grey, altri analisti, incluso io stesso, concordano che i paesi in via di sviluppo sono l’ideale per investimenti a lungo termine, soprattutto in alcuni di essi le valutazioni sono davvero a basso costo.”

“Me ne rendo conto, ma penso che ci siano posti migliori in cui investire, e anche io devo fare le mie ricerche. Per quanto riguarda i luoghi migliori, ho un gruppo indipendente di analisti che hanno optato per la Cina, dove i prestiti bancari sono aumentati, e ovviamente la Russia è ancora ‘molto conveniente’ in termini di valutazione, e anche alcuni paesi dell’Europa centrale e orientale e la Turchia sono in una posizione in cui potranno resistere alla tempesta. Quindi, voglio che ve lo mettiate tutti in testa, che io impiego analisti indipendenti per verificare tutti i fatti che mi state presentando, e mi aspetto che mi venga presentata la migliore lista delle finanze attuabili. Detto questo, voglio che tutti voi stiliate una lista dei paesi in cui pensate che fare investimenti sia una buona idea, e perché. Impressionatevi,” dico, affondando di nuovo nella sedia con le braccia incrociate e una faccia impassibile.

La rabbia che aumenta nei confronti di Anastasia cambia il mio umore alla riunione. Il mio Blackberry suona di nuovo, e le mie mani si muovono verso il mouse per aprire il messaggio che mi ha mandato sul computer.

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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Niente Maiuscole Urlanti il Lunedì Mattina!
Data: 13 Giugno 2011 09:29
A: Christian Grey
Possiamo parlarne stasera?
A x
Assistente di Jack Hyde, Direttore Editoriale, SIP
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Mi sta evitando! Cazzo! Cazzo! Ho bisogno di tirare qualcosa e sono in una fottuta riunione! Una singola riga da lei mi fa ribollire il sangue fino a livelli pericolosi! E’ con quel capo testa di cazzo che si ritrova.

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Da: Christian Grey
Oggetto: Non mi hai ancora visto URLARE
Data: 13 Giugno 2011 09:34
A: Anastasia Steele
Dimmelo.
Se è con quella palla disgustosa con cui lavori, la risposta è no. DOVRAI PASSARE SUL MIO CADAVERE!
Christian Grey,
CEO, Grey Enterprises Holdings, Inc.
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Che diavolo sta provando a farmi? Quell’uomo userà qualsiasi mezzo per entrare nelle sue mutandine. L’ho visto nei suoi occhi. Conosco il tipo. Basta uno sguardo per riconoscerlo!

Le mie mani iniziano a tremare, sono quasi al picco della rabbia, e devo nasconderle sotto il tavolo, provando a calmarmi. Fortunatamente l’assistente di Mr. Ipkins sta facendo una presentazione in PowerPoint di vari mercati emergenti, così l’unica cosa che devo fare è ascoltarlo per distrarmi. Anastasia risponde dopo dieci minuti estenuanti e infiniti.

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Da: Anastasia Steele
Oggetto: No TU non mi hai ancora vista urlare!
Data: 13 Giugno 2011 09:45
A: Christian Grey
Sì. E’ con Jack.
Io voglio andarci. E’ un’opportunità eccitante per me. E non sono mai stata a New York.
Non fare una tempesta in un bicchiere d’acqua.
A x
Assistente di Jack Hyde, Direttore Editoriale, SIP
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Merda Ana! Non si rende conto che quel grosso coglione che si ritrova come capo è un donnaiolo? Riesco a dirlo io dopo averlo incontrato una sola volta! Quel tizio non ha limiti, e si è assicurato di insinuarsi e sfidarmi a chi piscia più lontano. Vuole quello che è mio!

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Da: Christian Grey
Oggetto: No TU non mi hai ancora visto urlare.
Data: 13 Giugno 2011 09:34
A: Anastasia Steele
Anastasia, non e del fottuto bicchiere d’acqua che sono preoccupato.
La risposta è NO.
Christian Grey,
CEO, Grey Enterprises Holdings, Inc.
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La fottuta riunione sta continuando, e sto diventando matto. Sono pronto ad irrompere alla SIP e caricarmela in spalla con un grosso schiaffo sul suo culo, per portarla a casa e tenerla al sicuro!

L’Assistente di Ipkins sta cianciando sulla Cina, adesso. Ros sta prestando attenzione per entrambi; Dio sa che non posso fare niente quando la mia mente sta dando ad Anastasia la sculacciata della vita! Il suo messaggio ronza ancora.

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Da: Anastasia Steele

Oggetto: No TU non mi hai ancora sentito urlare!
Data: 13 Giugno 2011 09:54
A: Christian Grey
Christian

Hai bisogno di darti una calmata. Non andrò a letto con Jack, per tutto l’oro del mondo.

IO AMO te. Questo è quello che succede quando le persone si amano. Loro SI FIDANO l’uno dell’altro.

Io non penso che DORMIRAI, SCULACCERAI, FOTTERAI o FRUSTERAI chiunque altro. Io ho FEDE e FIDUCIA in te.

Abbi la stessa CORTESIA con me.

A bacio

Assistente di Jack Hyde, Direttore editoriale, SIP

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Do una gomitata a Ros.

“Continua senza di me,” dico. Lei sembra scioccata ma viene subito rimpiazzata da uno sguardo compiaciuto.

“Scusatemi, Signori. Devo far fronte ad un’emergenza,” dico con una faccia impassibile prendendo il mio Blackberry. “Ros vedrà il resto della vostra presentazione, e noi riprenderemo l’incontro la prossima settimana dopo che avrò esaminato tutte le vostre proposte,” dico mentre esco dalla sala riunioni.

Compongo il numero dell’ufficio di Anastasia prima di arrivare nel mio ufficio.

“Ufficio di Jack Hyde, sono Ana Steele,” risponde.

“Potresti per favore cancellare l’ultima e mail che mi hai spedito e cercare di essere un po’ più scrupolosa nel linguaggio che usi nei tuoi messaggi lavorativi? Ti ho detto innumerevoli volte che le e-mail alla SIP sono controllate. Ora mi costringi a ovviare ai danni da qui!” dico e riaggancio senza darle modo di dire una mezza parola.

“Andrea!” dico nell’interfono.

“Sì, signore?”

“Mettimi in linea con Barney e appena riaggancio con lui, passami Roach della SIP .”

“Immediatamente signore,” dice lei percependo l’urgenza nel mio tono.

Il mio Blackberry suona mentre sto tamburellando le dita sul mio tavolo come I Quattro cavalieri dell’ Apocalisse. E Anastasia.

“Cosa?” scatto.

“Andrò a New York che ti piaccia o no,” ribolle di rabbia.

“Non contarci-“ dico, ma prima che finissi la frase, lei mi sbatte il telefono in faccia.

Fanculo! Premo il pulsante dell’interfono.

“La metto in linea con Barney ora signore,” dice Andrea.

“Fallo aspettare in linea Andrea. Passami Roach per primo, immediatamente!” grido.

“Sì, signore,” dice lei, e riesco a sentire il tremore della sua voce all’interfono.

“Mr. Grey, Mr. Roach è in linea, signore.”

“Passamelo.”

“Roach, Grey,” dico facendo le presentazioni.

“Sì, Mr. Grey, come posso aiutarla?” chiede con circospezione.

“Con effetto immediato, tutte le spese per viaggi e alberghi per il personale devono essere approvati dalla direzione. Questo vuol dire, che eventuali voli o prenotazioni alberghiere fatte devono essere cancellate.”

“Ma, signore, abbiamo una conferenza che si terrà a New York molto presto e alcuni viaggi potrebbero essere già stati prenotati per i nostri redattori e i loro assistenti.”

“Annullate i fottuti viaggi! Non ha capito le semplici istruzioni che le sto dando? Nessuno viaggerà senza l’approvazione della direzione, e questo vale specialmente per Miss Anastasia Steele. Voglio sapere chi va dove, ciò che viene speso, e nessuno va finché il tutto non passa attraverso la direzione! Si assicuri che Anastasia Steele non partecipi a nessun viaggio! Trasmetta l’informazione immediatamente!”

“Come vuole, signore,” dice sconcertato. “Passerò i suoi ordini subito.”

“Bene, tutti i viaggi e prenotazioni alberghiere approvati devono essere cancellati.”

“Capito, sì signore.”

“Le spese per Anastasia Steele non saranno approvate in nessun caso, o per altro personale al suo livello.”

“Oh, okay,” dice confuso, “sì, certamente, signore.”

“Informi la mia assistente non appena le mie richieste sono completate.”

“Sì, signore,” risponde e io aggancio.

Premo il pulsante dell’altra linea per Barney.

“Barney?”

“Ancora in linea, signore,” è il saluto che ricevo.

“Ho un compito per te che deve essere completati immediatamente.”

“Sì, signore?”

“Entra nel server delle e-mail della SIP, e cancella tutti i messaggi arrivati a Miss Anastasia Steele da me, e cancella anche tutti i suoi messaggi di risposta. Fammi sapere quando hai completato l’operazione.”

“Ci penso io signore!” dice con fervore, riaggancio.

Odio offrire una mattinata interessante alle persone che lavorano per me, specialmente con i messaggi private tra me e Anastasia. Perché non ascolta i miei avvertimenti nonostante sia stato detto più volte? Perché disobbedisce sempre? Sono così dannatamente arrabbiato, ma devo controllare ancora i danni.

Che cazzo di mattinata, e devo ringraziare Anastasia per questo! Merda! E non posso neanche punirla! Doppia merda!! Non fottermi Ana! Sei in una situazione completamente diversa! Mentre sto ribollendo nel mio ufficio, l’interfono ronza.

“Mr. Grey? Mr. Roach ha appena chiamato, dicendo che ha completato l’incarico che lei gli ha assegnato, e Barney è in linea per lei signore,” dice lei.

“Grandioso! Passamelo,” tiro un sospiro di sollievo per la prima volta dall’inizio di tutto questa mattina.

“Mr. Grey, ho eliminato le sue e-mail verso Miss Anastasia Steele dal server della SIP , così come i messaggi inviati. C’è altro che posso fare per lei, signore?”

La mia casella e-mail suona mentre sono al telefono con Barney. È Anastasia, la mia ragazza ribelle.

“No, è tutto,” dico e riaggancio.

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Da: Anastasia Steele

Oggetto: Cos’hai fatto?
Data: 13 Giugno 2011 10:42
A: Christian Grey
Ti prego dimmi che non interferirai nel mio lavoro Christian. Voglio davvero partecipare a quella conferenza. Non avrei dovuto chiedere il permesso per andarci. Ho cancellato le e-mail incriminate.

A x

Assistente di Jack Hyde, Direttore editoriale, SIP

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Dovresti chiedermi il permesso quando si tratta di viaggiare con un uomo che cerca di entrare nelle tue mutandine! Se sarà abbastanza insistente, ci entrerà con o senza permesso; se non funzionerà lo farà con la coercizione o anche con la forza! Perché devo continuare a spiegarglielo?

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Da: Christian Grey

Oggetto: Cos’hai fatto?
Data: 13 Giugno 2011 10:45
A: Anastasia Steele
Sto solo proteggendo ciò che è mio. Le e-mail che hai inviato così sbadatamente sono state cancellate dal server SIP adesso così come anche tutte le mie e-mail verso di te. Per inciso, la mia fiducia in te è sottintesa. È di lui che non mi fido.

Christian Grey,

CEO, Grey Enterprises Holdings, Inc.
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Il suo messaggio di risposta non ci mette molto ad arrivare.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Cresci
Data: 13 Giugno 2011 10:47
A: Christian Grey
Christian, non ho bisogno che mi proteggi dal mio stesso capo. Lui può avvicinarsi a me, ma io dirò di no. Non puoi interferire. È sbagliato controllare in così tanto livelli diversi.

A x

Assistente di Jack Hyde, Direttore editoriale, SIP

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Come può andare bene che lui si avvicini a lei e che lei sia disposta a viaggiare con lui? Pensa che lui si fermerà perché lei dirà di no?

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Da: Christian Grey
Oggetto: la risposta è NO
Data: 13 Giugno 2011 10:49
A: Anastasia Steele
Ana, ho visto quanto sei efficace a respingere attenzioni poco gradite. Se ricordi, questo è come ho avuto modo di passare la mia prima notte con te. Ma almeno il fotografo ha dei sentimenti per te; la persona disgustosa che tu chiami capo, NON li ha. L’uomo è un donnaiolo seriale ed è garantito che cercherà di sedurti. Potresti volergli chiedere cos’è successo alla sua precedente assistente personale e a quella prima ancora.

Io davvero non voglio litigare con te per questo.

Se vuoi andare a New York, ti ci porterò. Possiamo andare anche questo fine settimana. Ho un appartamento lì.

Christian Grey,

CEO, Grey Enterprises Holdings, Inc.
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Non si può tirare un sospiro di sollievo quando si tratta di Anastasia, perché si potrà arrivare ad una lite questa sera, ma la prenderò come viene. Non posso farne a meno; devo proteggerla! Sono geloso di lei, e sono innamorato di lei. È solo che mi uccide sapere che ci sono altri uomini che sbavano per lei, pronti a saltarle addosso, e la mia innocente e ingenua ragazza pensa di poter allontanare tutti gli uomini cattivi del mondo. Non riesce neanche a tenere a bada un ragazzo innocente che è innamorato di lei! Cosa le fa pensare che può proteggere se stessa da un depravato esperto che aveva assistenti come lei per pranzo e le ha rispedite a casa per l’ora della merenda!
La mia unica consolazione è che lei mi ama e che dobbiamo solo far funzionare tutto questo. Dovrei sforzarmi molto per puntare la sua attenzione su qualcos’altro. Mentre contemplo tutti gli scenari per trovare cosa rispondere alle sue argomentazioni, la mia e-mail suona ancora avvisandomi che c’è un messaggio in arrivo.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: FW: Appuntamento per pranzo o bagagli irritanti
Data: 13 Giugno 2011 11:14
A: Christian Grey
Christian, mentre ti sei dato da fare per interferire nella mia carriera e a salvarti il culo dai miei messaggi, io ho ricevuto l’ e mail qua sotto da Mrs. Lincoln. Io non voglio incontrarla, e anche se lo volessi, tu non mi dai il permesso di lasciare l’edificio. Non so come abbia avuto il mio indirizzo e-mail. Cosa pensi che dovrei fare? Qui c’è il suo messaggio:

Cara Anastasia,

Mi piacerebbe andare a pranzo con te. Penso che entrambe siamo partite col piede sbagliato, e mi piacerebbe aggiustare le cose. Sei libera questa settimana per pranzo?
Elena Lincoln
Anastasia Steele

Assistente di Jack Hyde, Direttore editoriale, SIP
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Questa giornata sta andando di bene in meglio come se tutti si fossero messi d’accordo per farmi passare una giornata d’inferno! Ero già pronto a litigare con lei riguardo questo viaggio d’affari. E ora Elena sta gettando sale su una ferita aperta! Perché cazzo interferisce nonostante le mie continue raccomandazioni? È come se tutti fossero determinati a farmela perdere. Prima Leila, poi quel donnaiolo del suo capo, e ora Elena, per non parlare dei modi incuranti di Anastasia. Cos’altro può andare storto? Non posso sopportare di perdere Anastasia. Non è ancora mezzogiorno, e ho già avuto una giornata impegnativa!

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Da: Christian Grey
Oggetto: La risposta è NO
Data: 13 Giugno 2011 11:22
A: Anastasia Steele
Non farmi arrabbiare. Dovresti sapere che ho a cuore solo il tuo bene. Se ti accadesse qualcosa, non potrei MAI perdonarmelo. Mi occuperò personalmente di Mrs. Lincoln.
Christian Grey,
CEO, Grey Enterprises Holdings, Inc.
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Anastasia non risponde subito. È arrabbiata? Forse Elena l’ha così sconvolta che è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso? Oh fanculo!
Compongo il numero di Elena.

“Christian, che sorpresa!” risponde entusiasta.
“Elena, arriverò subito al punto. Nonostante i miei ripetuti avvertimenti, tu hai cercato disperatamente di metterti in contatto con Anastasia. Smettila. Immediatamente!”

“Ma Christian, non ho cattive intenzioni. Solo…”
“Tu non mi ascolti, o parlo Arabo, Elena? Ti ho chiesto tante volte di lasciarla in pace. Dovrai lasciarla stare cazzo! Non contattarla telefonicamente, via mail, tramite posta, via e-mail, e non apparirle in sogno. Mi capisci Elena?”

“Christian, stavo solo cercando di farti un favore aiutandola a conoscermi!”

“Chiaramente non mi capisci. Permettimi di spiegartelo in termini molto semplici: sai che tipo di interruzione mi hanno causato le tue ‘buone intenzioni?’ Non devi contattarla per nessun motivo…”

“Ma Christian, io solo…” mi interrompe.

“Tu stai ancora dicendo, ‘ma’. Fammi ripetere questo,” sibilo completamente esasperato. “Diciamo che tu stai per essere eletta primo presidente dominando degli Stati Uniti, sei eccitatissima e vuoi condividere la tua grande vittoria e gioia con Anastasia, e decidi di invitarla alla Casa Bianca. Anche se fosse, scordatelo! Lei non è interessata! Non contattarla per nessuna ragione! Ora comprendi me e la sua repulsione per te Elena?”

Posso effettivamente sentire il suo fremito al telefono.

“Bene, naturalmente. Non è difficile. Speravo solo…”

“Bene, fantastico, ciao!” dico e riaggancio.

Ho un mal di testa enorme; e ho bisogno di riposo.

Mi appoggio alla scrivania, la testa tra le mani, e sento il suono di un messaggio in arrivo.

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Da: Anastasia Steele

Oggetto: Più tardi
Data: 13 Giugno 2011 11:31
A: Christian Grey
Possiamo per favore discuterne questa sera? Io sto cercando di lavorare qua, e la tua continua interferenza mi distrae.

Anastasia Steele
Assistente di Jack Hyde, Direttore editoriale, SIP
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Oh, merda! È arrabbiata! Dovrò fare i conti con un tornado questa sera. Potrei andare ad allenarmi con Claude adesso.
Premo l’interfono.
“Sì, Mr. Grey?”
“Andrea, vedi se Claude Bastille può essere libero per la prossima ora, altrimenti dopo pranzo.”

“Lo chiamo subito signore. Dove vorrebbe incontrarlo?”
“Alla palestra della GEH.”
“Lo cerco subito signore. C’è altro che posso fare per lei?” domanda.

“Sì, mandami Taylor.”

“Sì, signore,” replica e io aggancio.

Taylor è nel mio ufficio in un minuto.

“Ho bisogno che tu mi vada a prendere qualcosa per pranzo.”

“Cosa vorrebbe, signore?”

“Francese. Insalata mediterranea, e del filetto o pesce. Preferisco il branzino Cileno, se non ce l’hanno, la cernia può andare. Pane tostato non fritto, e asparagi o fagioli francesi.”

“È tutto signore?”

“Sì, è tutto,” dico congedandolo.

Il mio interfono ronza nuovamente.

“Mr. Grey, Ros è al telefono.”

“Passamela,” dico.

“Mr. Grey, spero che abbia risolto l’emergenza di poco fa.”

“Sì, grazie. È per questo che hai chiamato?”

“No, in effetti. Le ho già mandato per e-mail i resoconti delle analisi di mercato. Ma è per un’altra cosa che la chiamo, alcune buone notizie,” dice eccitata. Dio sa che posso usare una buona notizia proprio adesso. “Potremmo avere miglioramenti significativi nel prototipo del telefono solare,” dice lei, e questa è la prima piccolo buona notizia della giornata.

“Coordinati con Andrea e fissate un incontro con la squadra degli ingegneri. Voglio vedere i diagrammi, e i prototipi la prossima settimana.”

“Lo farò,” dice, e riaggancio.

Controllo le mie e-mail e trovo il messaggio di Ros sulle “Analisi sui mercati emergenti.” Inizio a leggere i resoconti per distrarmi. Mentre sto leggendo il resoconto sulla Cina, il mio Blackberry vibra.

“Mr. Grey, sono Sawyer,” dice, e mi irrigidisco all’istante. Se Sawyer mi sta chiamando, Anastasia non ha mantenuto la promessa che mi ha fatto.

“Sì,” dico digrignando I denti.

“Miss Steele si sta muovendo, signore.”

“In movimento per dove, amico?” chiedo irritato.

“E’ diretta in una gastronomia signore,” dice umilmente.

“Seguila. Assicurati che nessuno la stia pedinando, e che ritorni alla SIP sana e salva. Chiamami non appena rimetterà piede nell’edificio.”

“Sì, signore,” dice e riaggancio fumante. Sempre disobbediente! Non poteva semplicemente prendere il telefono e dire che doveva andare in una gastronomia, poteva? Dio che donna che mi ritrovo! Come farò tutto il giorno senza avere un attacco di cuore?

Taylor torna con il cibo, e anche se nel frattempo ho perso l’appetito, mangio per abitudine, più che per necessità o volontà. Taylor si trova in un angolo del mio ufficio senza farsi notare, ma so che mi sta guardando con lo sguardo preoccupato. A metà pranzo, Andrea mi chiama all’interfono.

“Sì Andrea!” dico con voce severa.

“Mr Grey, Mr Bastille, potrà essere tra un’ora alla palestra della GEH.”

“Bene,” e riaggancio.

Il mio Blackberry suona. E’ Sawyer.

“Sì, Sawyer,” dico, e Taylor si mette sull’attenti.

“Mr. Grey, Miss Steele e rientrata adesso alla SIP con un pastrami sandwich, e una Coke, Signore,” dice dettagliatamente.

“Benissimo. Qualcuno l’ha seguita?”

“No Signore. Nessun sospetto è stato avvistato qui intorno e non è stata pedinata.”

“Okay,” dico chiudendo la conversazione. Taylor mi guarda con aria interrogativa.

“Anastasia ha lasciato l’edificio per andare in una gastronomia, ed è ritornata ora,” spiego, lui annuisce.

Prendo un sorso di acqua, e io compongo il numero di telefono di lavoro di Anastasia.

“Ufficio di Jack Hyde…” dice e la interrompo.

“Mi avevi assicurato che non saresti uscita!” la rimprovero con voce tagliente.

“Christian, il mio capo… Jack mi ha mandato a prendere il pranzo. Non potevo dire di no. Mi hai fatto seguire?” lei dice di fretta. Quello stronzo non poteva prenderselo da solo il suo dannato panino? Poi guardo Taylor che mi ha portato il pranzo.

“Questo era uno dei motivi per cui non volevo che tornassi al lavoro,” la rimprovero.

“Per favore, Christian. Stai diventando così…”si ferma. “Così soffocante,” dice alla fine.

“Soffocante?” rispondo shockato. Tutto quello che ho fatto questa mattina è stato cercare di proteggerla da se stessa, perché lei è in grado o non sa gestirlo da sola. Lei prende decisioni in base q quello che pensa in quel momento e sappiamo entrambi che lei non può! Ma, io non voglio soffocarla, non voglio che mi respinga.

“Sì. Devi smetterla. Sfortunatamente dovrò fermarmi fino tardi perché non potrò andare a New York.”

Cosa? Al lavoro fino tardi? Quel fottuto stronzo di un capo la tiene al lavoro fino tardi, punendola perché non andrà a New York? E lei pensa che sia io a soffocarla!

“Anastasia, non voglio soffocarti,” le dico in sussurro, pacato.

“Beh, è quello che fai. Devo lavorare. Ne parleremo dopo,” dice con una voce completamente tesa, ed esausta. Cazzo! Cazzo! Cazzo! Ho bisogno di uscire di qui. Per la prima volta da un tempo molto lungo, non finisco quello che ho nel piatto. Taylor sembra sorpreso e mi guarda con le sopracciglia alzate.

“Dove andiamo, Signore?”
“In palestra,” dico.
“Andrea, cancella tutti i miei appuntamenti per le prossime due ore,” dico e Andrea ha un’espressione shockata. Taylor ed io ci dirigiamo verso la palestra nell’edificio GEH, e per le successive due ore mi alleno duramente.

Anastasia non chiama e non manda e-mail per tutta il resto della giornata. Cerco di concentrarmi sul lavoro e di leggere i rapporti. Alle 7:00 la chiamo.

“Ciao,” mormora con voce delicata, ma son ancora diffidente e nervoso.

“Ciao, quando finisci?”

“Per le sette e mezzo credo,” risponde.

“Okay, ci vediamo di fuori.”

“Okay,” risponde. Restiamo entrambi in linea. Nessuno dei due riaggancia.

“Sono ancora arrabbiata con te, ma è tutto,” dice in un sussurro. “Abbiamo molto di cui parlare,” dice. Sono preoccupato per questo e la situazione è già contro di me.

“Lo so. Ci vediamo a sette e mezzo,” dico. La preoccupazione mi cade addosso. Il pensiero di perderla mi viene alla mente spontaneamente. Non posso vivere senza di lei! Non voglio perderla.

“Devo andare. Ci vediamo più tardi,” dice e riattacca.

Mi rivolgo a Taylor. “Staccherà alle 7:30. Saremo là in pochi minuti.”

“Sì, signore,” risponde con uno sguardo preoccupato. Anastasia ci sta facendo fare i salti mortali, e anche la mia squadra di sicurezza sta pregando che lei sia di buon umore!

*****

Quando arriviamo alla SIP, son quasi le 7:30. Taylor parcheggia il SUV vicino al marciapiede. Dopo aver aspettato alcuni minuti, Anastasia esce dalla pronta d’ingresso. Taylor scende immediatamente per aprirle la porta del passeggero. Sono in apprensione, preoccupato per la sua possibile reazione, impaurito del fatto che potrebbe scappare via e che possa proprio dirmi quello. Quando sale in macchina, sono teso il mio cuore va a mille arriva in gola, e sono più teso di un arco. “Ciao,” mormora salutandomi.

“Ciao,” rispondo cautamente ottimista al suo tono. Non riesco a gestire il fatto che lei potrebbe lasciarmi e che se ne potrebbe andare. Le afferro la mano, e la stringo con forza.

“Sei ancora arrabbiata?” chiedo.

“Non lo so,” risponde. Le prendo la mano e la alzo portandola alla bocca e baciandole le bocche con dei dolci baci.

“E’ stata una giornata schifosa, Anastasia,” le dico supplicandola con lo sguardo perché mi conceda una pausa.

“Sì, lo è stata,” dice. Ma adesso che lei è qui con me, l’universo va nel modo giusto esattamente come dovrebbe andare.

“Va meglio ora che sei qui,” sussurro. Mentre Taylor ci porta fino all’Escala guidando tra il traffico di Seattle, finalmente mi rilasso. Le bacio dolcemente le mani e le accarezzo le nocche con il pollice. Mentre arriviamo all’Escala, divento nuovamente nervoso. Apprensione sale. Son molto cauto, mentre Taylor parcheggia fuori dall’edificio. Tengo la mano di Anastasia, e corriamo dentro per evitare la pioggia battente. Le previsioni erano sbagliate. La pioggia è durata tutta la sera, e il mio cattivo umore con essa. Mi guardo intorno per vedere se Leila è ovunque nelle vicinanze.

Anastasia percepisce la mia apprensione. “Suppongo che tu non abbia trovato Leila,” conclude.

“No. Welch la sta ancora cercando,” dico scoraggiato.

Quando l’ascensore arriva, entriamo e le nostre mani sono ancora l’una dentro l’altro. Guado Anastasia. La amo, e detesto essere in guerra con lei. Ho paura di perderla! E proprio ora, in questo spazio chiuso, ho questa immensa nostalgia, e la lussuria e questa spinta ineluttabile verso di lei, e vedo che lei si sente allo stesso modo. Il desiderio che ho di lei, sale a livelli insopportabili.

“Lo senti?” dico con un filo di voce, senza fiato.

“Sì,” risponde, con il cuore che batte talmente forte che lo sento attraversa la mano.

“Oh, Ana,” gemo e la afferro, le mie braccia la avvolgono con l’intensità del mio desiderio. Una mano va sul collo sostenendole la testa mentre sigillo le mie labbra sulle sue. Le dita di Anastasia vanno verso I miei capelli e inizia ad accarezzarmi la guancia, e questa è la mia rovina. La spingo contro il muro dell’ascensore.

“Odio litigare con te,” sussurro disperato. Con il desiderio che esplode, i nostri corpi tesi per la merda della giornata, si lasciano andare. La mia lingua entra nella sua bocca e trova la sua. Succhio e che una dolce sensazione inizia salire in me, e mi rendo conto che devo averla proprio qui, proprio adesso. Devo sapere che siamo a posto. La mia mano scende sul suo fianco, e subito le tiro su la gonna per accarezzarle le cosce, indossa calze con reggicalze. Oh cazzo! Mi sta uccidendo in questo posto!

“Buon Dio, Ana, indossi le autoreggenti!” gemo mentre la accarezzo oltre l’elastico delle calze. “Voglio vederti,” e le alzo completamente la gonna, sopra le cosce che ora son esposte ai miei occhi famelici. Fa un passo indietro e premo il bottone di stop dell’ascensore che subito si blocca. Siamo tra il 22° e il 23° piano. Il mio cazzo è duro e pulsante, pronto. Il mio corpo sta bruciando per il bisogno di lei, ed eccola, una dea del sesso in calze!

“Sciogliti i capelli,” le ordino con voce roca, e lei obbedisce subito. Perché non può farlo anche le altre volte? I suoi capelli ricadono dolcemente sulle spalle e sul petto “Ora sbottona i primi due bottoni della camicetta,” sussurro mentre il desiderio arde nei miei occhi.

Fa quello che le viene chiesto, sbottonandosi la camicia con fare dolorosamente lento, rivelando la parte superiore del suo seno con la giusta quantità di pizzo del reggiseno. Deglutisco.

Ingoio duro. “Hai idea di quanto tu sia incredibilmente seducente in questo momento?” chiedo.

Si morde il labbro di proposito e scuote la testa con aria innocente. Faccio un passo in avanti e appoggio entrambe le mani sul muro ascensore vicino al suo viso, senza toccarla. Mi chino verso il basso e le sfioro il naso con il mio. In questo momento il sangue ribolle, la scarica di corrente corre attraverso il mio corpo, e sono in escandescenza. Anastasia si sente allo stesso modo, il suo petto si alza come se stesse correndo la maratone.

“io penso che tu lo sappia Miss Steele,” dico, “penso che ti piaccia farmi impazzire.”

“Ti faccio impazzire?” chiede sussurrando innocentemente.

“In tutte le cose, Anastasia. Sei una sirena, una dea!” Mi ha stregato. Mi avvicino a lei, e le afferro la gamba sopra il ginocchio, portandola intorno alla mia vita. Ora è in piedi, con una gamba su di me. Sono pronto, duro ed eccitato. Le infilo la lingua in bocca. Lei geme di piacere e mi butta un braccio intorno al collo.

“Sto per prenderti adesso Anastasia,” dico con un respiro, e lei inarca la schiena automaticamente, stringendosi a me, è ansiosa. Gemo con un suono gutturale profondo e la spingo su, slacciandomi i pantaloni.

“Tieniti forte, piccola,” mormoro. Prendo un preservativo, lo porto alla sua bocca e in insieme lo apriamo.

“Brava ragazza,” dico mentre infilo il preservativo su tutta la mia erezione. “Dio, non posso aspettare altri sei giorni,” ringhio guardandola attraverso le ciglia. “Spero tu non sia troppo affezionata a queste mutandine” dico strappandole. Ansima con desiderio, come me. Senza staccarle gli occhi di dosso entro in lei. Il suo corpo s’inarca e inclina la testa all’indietro chiudendo gli occhi. Mi tiro indietro e affondo ancora in lei. Geme. Sto reclamando ciò che è mio.

“Sei mia Anastasia!” mormoro nella sua gola.

“Sì, tua. Quando lo capirai?” ansima. Ansimo a mia volta e inizio a spingere, spingere davvero dentro di lei per rivendicare ogni centimetro di lei. Spingo forte e forte. Il mio respiro diventa irregolare; Mi perdo in lei, rivendicandola dentro e fuori, toccandola, tenendola, amandola, fottendola, le mie mani sono ovunque.

“Oh, piccola,” mormoro, serro la mascella e lei viene, e la seguo in estasi.

*****

Siamo entrambi svuotati, ma adesso sono calmo e tranquillo, e mi sento che tutto va bene. La tengo in piedi contro il muro dell’ascensore e premo la mia fronte contro di lei.

“Oh, Ana,” mormoro contro le sue labbra. “Ho così tanto bisogno di te,” le bacio la fronte. Spero che sappia quello che lei significa per me. Quanto io abbia bisogno di lei. Lei è l’aria che respiro.

“E io di te, Christian,” risponde.

La lascio andare, le sistemo la gonna e le abbottono la camicia, e quanto è sistemata digito la combinazione dell’ascensore che si muove con un sussulto. Anastasia si aggrappa a me.

“Taylor si starà chiedendo dove siamo,” dico con un ghigno lascivo ad Anastasia.

Anastasia diventa più rossa della bandiera cinese e comincia a sistemarsi i capelli.

“Ce la farai,” sorrido malizioso mentre mi sistemo i pantaloni e metto il preservativo in tasca. Arrivati all’attico, Taylor ci sta aspettando nell’atrio quando le porte si aprono.

“Problemi con l’ascensore,” mormoro, e Anastasia, guardando in basso scappa via come un cucciolo di porcospino impaurito.

“Qualche problema nello stabile?”
“Niente da segnalare, Signore.”
“Bene,” dico e vado verso la cucina. Mi tolgo la giacca e mi siedo al bancone, iniziando una conversazione con Mrs. Jones.
“Com’è andata la giornata, Mrs. Jones?”

“Molto bene, Signore. Grazie per averlo chiesto. Spero che anche la sua lo sia stata.”

“Lo sta diventando,” rispondo. Anastasia appare all’ingresso, ed è uno spettacolo per gli occhi. Si siede vicino a me e Mrs. Jones mette due piatti di fronte a noi Coq au vin! E’ una grande cuoca Mrs. Jones!

“Buon appetito, Mr. Grey, Ana,” dice lasciando la cucina.

Prendo una bottiglia di vino bianco dal frigo e ne verso un bicchiere per entrambi. Durante la cena le parlo del mio progetto per il cellulare alimentato a energia solare, dicendole che Ros mi ha comunicato la buona notizia che il tutto sta andando a buon fine. Il mio entusiasmo è contagioso.

“Christian, posso chiederti una cosa?”

“Sì, naturalmente,” rispondo.

“Dove hai altre proprietà?”

“Ho solo un appartamento a New York, l’Escala, e la proprietà di Aspen. Nient’altro.”

“Oh,” dice prendendo i piatti e posandoli nel lavello.

“Lascia. Ci penserà Gail,” dico lei si gira e mi trova a guardarla intensamente dopo aver lasciato i piatti nel lavandino.

“Bene, adesso che sei decisamente più docile, Miss Steele, possiamo parlare di oggi?”

“Penso che sia tu quello più docile. Sto facendo un ottimo lavoro per domarti,” dice sorprendendomi

“Domare me?”sbuffo divertito. Non mi ha visto oggi. Lei annuisce semplicemente. Io aggrotto la fronte. Se fosse stato qualcun altro, probabilmente le avrei riservato il trattamento solito che riservo alle altre sottomesse. Ma non a lei. Avevo paura che mi avrebbe lasciato e ho davvero realizzato che ero spaventato a morte da questa possibilità.

“Sì, forse hai ragione, Anastasia,” dico.
“Avevi ragione su Jack,”mormora, e il mio sangue ribolle. Il mio sguardo si fa duro. Che cosa ha provato a fare quel figlio di puttana?

“Ha provato a fare qualcosa?” sussurro con voce glaciale. E perché lei non mi ha telefonato quando quel figlio di puttana ha cercato di farle qualcosa?

Scuote la testa. “No, e non ci proverà, Christian. Gli ho detto di essere la tua fidanzata, e lui ha fatto retromarcia.”

“Sei sicura? Posso licenziare quel figlio di puttana,” dico rabbioso.

Anastasia sospira, “Christian, devi davvero lasciare che io combatta le mie battaglia da sola. Non puoi costantemente anticiparmi e cercare di proteggermi, E’ soffocante. Non crescerò mai se continui ad interferire. Ho bisogno di un po’ di libertà. Io non mi sognerei mai di interferire nelle tue cose,” dice.

So che non mi piacerebbe che qualcuno interferisse negli affari miei. Ma, ho bisogno di proteggerla, sopra qualsiasi cosa. “Voglio solo averti al sicuro Anastasia. Se qualcosa dovesse succederti, io…” dico senza finire il resto del pensiero. Il sol pensiero mi strappa il cuore. E’ la mia più grande paura, il mio incubo peggiore.

“So e capisco perché ti senti in dovere di proteggermi. E una parte di me adora questa cosa. Si che, se avessi bisogno di te, tu saresti li, e la stessa cosa vale per me. Ma se vogliamo avere una qualche speranza per un futuro insieme, tu devi fidarti di me e del mio metodo di giudizio. Sì, ogni tanto sbaglierò. Farò degli errori, ma devo imparare da essi Christian.”

Questo è contro tutto ciò che sento, e voglio fare. Non posso non intervenire quando lei è così innocente e così seducente che tutti vogliono entrare nelle sue mutandine. E lei è mia! Si muove di fronte a me è in piedi tra le gambe mentre io son seduto sullo sgabello. Sono ancora completamente esterrefatto.

“Non puoi interferire con il mio lavoro. E’ sbagliato. Non ho bisogno che tu salga sul tuo cavallo bianco ogni giorno per salvarmi. So che vuoi avere il controllo su tutto, e capisco il perché, ma non puoi. E’ una cosa impossibile, Christian. Devi imparare a lasciar andare.” Le sue dita accarezzano il mio volto mentre la guardo con occhi sgranati.

“E se farai questo, se mi darai maggiore libertà, mi trasferirò da te,” dice dolcemente. Sono sull’attenti. Ha detto che verrà da me. Ho sentito sbagliato? E’ questo che ha detto? Inspiro bruscamente, completamente sorpreso.

“Faresti questo?” sussurro.

“Sì,” risponde.

“Ma non mi conosci, Anastasia,” dico accigliato, completamente in preda al panico. Proprio come quando mi disse che mi amava. Cerco di non dare di matto.

“Ti conosco abbastanza, Christian. Niente di quello che potresti dirmi mi spaventerà tanto da farmi scappare,” lei passa le nocche sulla mia guancia. Non so cosa dire, sono scioccato, sorpreso, e riluttante.

“Se solo potessi essere un po’ più tollerante con me,” supplica.

“Ci sto provando, Anastasia. Non potevo starmene qui fermo, e lasciarti andare a New York con quel fottuto donnaiolo depravato. Quell’uomo ha una reputazione orribile. Nessuna delle sue assistenti è durata più di tre mesi, né è stata confermata dall’azienda. Non voglio questo per te, piccola,” dico sospirando.

“Non voglio che ti succeda qualcosa. Il solo pensiero mi fa male più delle fiamme dell’inferno. E’ un incubo. Non posso prometterti di non interferire,. Non se avrò il pensiero che potresti farti male,” dico sinceramente. Non si rende conto di quanto sia innamorato di lei? Nessuno può amare tanto quanto io amo lei. Lei non sa come ardentemente la amo, le mie speranze e paure e ansie. La amo con affetto e devozione. Come disse Shakespeare “L’amore è una tenera cosa? E’ troppo rude, troppo brutale, troppo aspro e punge come una spina.” Sto cercando di essere degno del suo amore. Sforzandomi ogni giorno. Cercando di essere senza paura, ma mi trovo ad essere debole quando si tratta di lei.

“Ti amo, Anastasia. Farei qualsiasi cosa in mio potere per proteggerti. Non posso immaginare la mia vista senza di te.”

Rimane a bocca aperta. Ha quello sguardo sul suo volto, come se fosse appena uscita dal suo corpo.

“Huh?” riesce a malapena a sussurrare. Le bacio la mano.

“Ti amo anch’io, Christian,” lei dice mentre si avvicina e mi bacia. La passione esplode in quel bacio.

Sento Taylor schiarirsi la gola, e con riluttanza mi tiro indietro ancora guardando la mia donna. Mi alzo avvolgo il braccio intorno alla vita di Anastasia.

“Sì?” dico riluttante a Taylor per l’interruzione.

“Mrs. Lincoln sta salendo, Signore.”

“Cosa?” sbotto a Taylor. Lui alza le spalle a mo’ di scusa. Sospiro e scuoto la testa. Le avevo detto di starsene fuori, e sta arrivando adesso? Che cazzo vuole?

“Bene, questo sarà interessante,” dico con un sorriso rassegnato. Ho avuto una giornata d’inferno oggi, e questo sarà solo un tassello in più da aggiungere per non dire altro. Il viso di Anastasia è senza espressione, e il suo corpo s’irrigidisce tra le mie braccia. Cazzo! E’ arrabbiata.

3 thoughts on “CAPITOLO XII

  1. Che capitolo!!!! Un confronto dietro l’altro. Ma l’amore aiuta…..
    Non vedo l’ora di leggere la parte seguente, con Elena che irrompe in casa di Christian….. wow!!

  2. Adesso le cose si fanno interessanti…..

    Non solo le ultime parole di Christian ad Anastasia mostrano sempre più chiaramente i suoi sentimenti per lei, ma sta arrivando Elena e voglio proprio vedere, o meglio leggere, cosa succederà

    Se potessi, vorrei allearmi ad Anastasia, così saremmo in due contro Elena, come un muro di difesa e pronto all’attacco contro il nemico

  3. Certo é che però, scherzi a parte, chi mi “preoccupa” di più é Christian e la sua “reazione” nei confronti di Elena…+_+

    Speriamo bene, xké quando Christian é furioso é più “pericoloso” di chiunque altro 😛 ….. ma del resto Elena farebbe perdere la pazienza anche alla persona più docile del mondo 😉 🙂

    Staremo a vedere il prox capitolo… e GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 🙂 🙂

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