CAPITOLO X

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Durante la lettura potrebbero esserci evidenziati dei link “Soundtrack” che rimandano a delle canzoni. Vi consigliamo di aprirli per entrare appieno nell’atmosfera delle situazioni, continuando ad immergervi nelle parole della storia con un sottofondo da noi consigliato.

barca

Club nautico

Soundtrack

Sono sbalordito e spaventato dalla mia stessa confessione. L’ho detto ad alta voce! Finalmente ho ammesso e dato un nome al sentimento che provo per questa dea che è davanti a me. Le mie interiora si attorcigliano e sento dentro che non merito di amarla. Anastasia è allegra, felice e ha questo sguardo di amore e desiderio sconfinato per me. Sembra così innocente, così seducente, così divina, e per questo mi sento una merda; un uomo privato della sua anima non dovrebbe amare una ragazza così. Non posso sopportare il modo in cui mi guarda come se niente esistesse al di fuori di me e lei nell’universo. Mi ricordo cosa diceva Sydney Carton in momenti come questo: “Sono uno gran lavoratore deluso, signore. Non m’interessa di nessuno al mondo, e a nessuno al mondo interessa di me.”

Questo è quello che pensavo di me stesso, e ho impedito ai miei sentimenti per lei di emergere in superficie. “L’amore è un’emozione senza valore! Indebolisce gli uomini. Lo stesso risultato si potrebbe ottenere con altri mezzi evitando del tutto il peso che l’amore comporta” e questa convinzione si è radicata in me. Eccomi, un uomo spoglio in tutta la sua esistenza, con tanto da celare ma nessun posto in cui nascondersi, che è indegno, senza cuore e senza anima. E poi è arrivato questo angelo e tirarmi fuori abilmente dalla mia esistenza miserabile. Un’esistenza piena di strati, ma quando tutto viene sollevato, quando non costruisco tutti i muri intorno a me, questo è quello che sono. Aperto a lei. Spaventato… Tutto questo è nuovo per me. Non ho mai, mai pronunciato queste parole per nessun altro in vita mia! Non ai miei genitori, non ai miei fratelli, a nessuna anima vivente! Non ho mai amato. Sono proprio come Sydney Carton oggi. “Ho avuto la debolezza, e ho ancora la debolezza di desiderare che tu sappia che potere hai esercitato su di me, trasformandomi, da quel mucchio di cenere che sono, in fuoco.”

L’amore di Anastasia è la mia resurrezione. L’amore di Sydney non era ricambiato. Ero spaventato e scioccato quando ho saputo che Anastasia mi ama, ma adesso che quella conoscenza è in me, che so che mi ama, non posso più farne a meno. “Accetterei ogni sacrificio per te e per quelli a te cari,” ha detto Sydney a Lucie. Quello era l’unico modo effettivo in cui poteva dare il suo amore per lei. Anch’io farei qualsiasi sacrificio per Anastasia, a parte quello di vederla con qualcun altro. Morirei prima di permettere che questo accada! Non sono altro che un uomo egoista. Quello di Sydney Carton era un sogno che si è concluso in niente. Ma ha detto a Lucie che lei gli ha ispirato quel sogno. Non voglio che quello con Anastasia sia solo un sogno. Voglio viverlo per davvero. Voglio fare esperienza, tenerlo per me, e solo per me! Non sono il tipo d’uomo che abbandonerebbe un combattimento. E io combatto per vincere. Se questo è quello che mi aspetta per averla, combatterei per averla e tenerla con me contro chiunque osi sfidarmi.

Anastasia mi si avvicina, stringe il mio viso tra le sue mani e mi bacia… Mi bacia con una passione delicata; fa fermare il tempo e sciogliere il mio cuore. I nostri sentimenti diventano inondazioni che scorrono l’una dentro l’altra attraverso il nostro bacio, il nostro legame. Il suo bacio dolce si trasforma in un bacio appassionato mentre l’acqua calda della doccia cade su di noi. Tutto in me scatta sull’attenti, ansimo e la stringo in un abbraccio tenendola vicino al mio corpo, al mio cuore, alla mia anima. O forse è il contrario? Quando lei è così vicina, riesco a sentire di avere un cuore e un’anima. È lei che nutre la mia anima, lei è la mia anima. Lei è ciò che mi rende completo.

“Oh, Ana,” sussurro con la voce fioca per le emozioni che non riesco a tradurre in parole. “Ti voglio, ma non qui.” Il modo in cui faccio l’amore è la maniera in cui mi esprimo. Tutto il resto è nuovo per me. È così che mi accerto che stiamo bene insieme, che ci amiamo, ed è la mia rassicurazione per lei.

“Sì,” mormora nella mia bocca con lo stesso desiderio. Spengo l’acqua della doccia, e tenendola per mano la porto fuori dalla doccia e le avvolgo attorno un accappatoio. Dopo prendo un asciugamano morbido e me lo avvolgo attorno ai fianchi. Prendo un altro asciugamano e attiro Anastasia più vicino a me. La faccio voltare e le tampono delicatamente i capelli con l’asciugamano per asciugarli. Questo gesto semplice, sano, è così intimo, così familiare, ma ha anche qualcosa di molto sensuale. Nessuna parola coinvolta. Niente sesso … solo amore e affetto per l’altro. Quando ho finito, le avvolgo l’asciugamano attorno ai capelli e mentre alza la testa per guardare lo specchio, i nostri sguardi si incontrano. Anastasia si illumina e un luccichio le balena negli occhi.

“Posso ricambiare?” chiede.

Muoio dalla voglia che lei mi tocchi, ma il sentimento è così nuovo, così sopraffacente, che l’ansia ritorna a farsi sentire. Voglio farlo. Ma sono ancora nervoso. Impassibile, il mio sguardo segue Anastasia. Prende un altro asciugamano dalla pila e deve mettersi in punta di piedi per raggiungere la mia testa. Mi chino così che possa raggiungermi più facilmente e lei mi asciuga delicatamente i capelli. Non credo di aver mai permesso a nessuno di fare questo per me. Nemmeno all’inizio quando sono stato adottato. Grace soffriva molto perché non era in grado di prendersi cura di me come una madre vorrebbe, ma ho imparato ad essere autosufficiente quando ero piccolo per non permettere a nessuno di toccarmi. Tuttavia, scopro con sorpresa che mi piace che mi tocchi in questo modo, e per qualche ragione sconosciuta, mi rilasso e sono felice come un bambino. Sono euforico oltre ogni immaginazione e ho un sorriso che va da guancia a guancia come se fosse il giorno di Natale!

“È passato molto tempo da quando qualcuno ha fatto questo per me. Molto, molto tempo,” mi metto a mormorare. “Anzi, non credo che qualcuno mi abbia mai asciugato i capelli,”

“Sicuramente Grace l’ha fatto, no? Asciugarti i capelli quando eri piccolo?” chiede Anastasia.

Scuoto la testa mentre continua a sfregare l’asciugamano per togliere tutta l’acqua dai miei capelli.

“No. Ha rispettato i miei confini sin dal primo giorno, anche se era doloroso per lei. Ero davvero autosufficiente da bambino,” dico piano. Dovevo essere autosufficiente; infatti, ero io a occuparmi della puttana drogata invece che lei a occuparsi di me. Ma non voglio che questi ricordi rovinino quello che abbiamo in questo momento.

“Bè, ne sono onorata,” dice dolcemente.

“Sì, lo sei, Miss Steele. O forse sono io ad essere onorato.”

“È ovvio, Mr. Grey,” dice provocante, stuzzicandomi.

Una volta che ha finito con i miei capelli, prende un asciugamano dalla pila e mi si muove attorno per mettersi dietro di me. I nostri occhi si incontrano nello specchio. Vuole fare qualcos’altro, ma voglio davvero scoprire di cosa si tratta? Non posso fare a meno di lanciarle uno sguardo interrogativo nello specchio.

“Posso provare una cosa?” mi chiede. Lo so, vuole asciugarmi. Le parole mi si bloccano in gola, come se si fossero accumulate e avessero bloccato l’uscita. Posso solo annuire. Lei prende lentamente l’asciugamano e lo passa sul mio braccio sinistro, inseguendo le gocce d’acqua sulla mia pelle. Guardo i suoi movimenti nello specchio, guardo la donna che con una sola mano mi ha aperto come il Grand Bazaar. Quando nota il mio sguardo su di lei, mantiene il suo sguardo in alto per incontrare i miei occhi nello specchio, brucianti di emozione. Solo allora, senza distogliere lo sguardo, si china e mi dà un bacio dolce sul bicipite. È un movimento così piccolo, ma immensamente amorevole, che un brivido scivola lungo il mio corpo e io sussulto, le mie labbra si aprono per accogliere la necessità che cresce in me. Sposta la sua attenzione sul mio braccio destro e insegue le gocce d’acqua con il piccolo asciugamano. Una volta completata la sua missione, mi dà un serie di baci sul bicipite, e, stranamente, amo questo gesto sensuale. Come può qualcosa che mi spaventava a morte essere così incredibilmente eccitante? Sento un sorriso formarsi sulle mie labbra.

Poi lo sguardo di Anastasia incontra ancora il mio nello specchio. Trascina l’asciugamano con attenzione al di sotto della linea di rossetto sulla mia schiena. Voglio che mi tocchi. Voglio che mi senta. Che senta quanto la voglio, quanto lei significhi per me! Un vulcano di emozioni si scatena in me, e con la superficie che si è rotta con la mia dichiarazione d’amore per Ana, le mie emozioni affiorano in superficie, straripando.

“Tutta la schiena,” le dico con calma, “con l’asciugamano.” Ho bisogno di farlo. È passato abbastanza tempo. Ho bisogno di conquistare ancora questo piccola parte di territorio in me con lei. Inspiro velocemente per sopprimere il demone agitato sempre in agguato per farmi perdere. Chiudo i miei occhi. Stretti! Anastasia fa quello che le ho chiesto velocemente. Quando ha finito, toglie la mano e finalmente tiro un sospiro di sollievo. Premia il mio coraggio con un bacio sulla mia spalla. Anastasia mi passa il braccio attorno per asciugarmi la pancia nella zona sicura. Ma avere qualcuno che ti tocca, persino Anastasia, dove nessuno mi ha toccato per davvero molto tempo è un’impresa sovrumana. Sono preoccupato che possa oltrepassare la linea in qualsiasi momento, anche se so che non lo farà.

“Tieni questo.” Mi dice, e mi porge un asciugamano asciutto. Sentendomi confuso, la guardo accigliato. Che cosa le passa per quella bellissima testa?

“Ti ricordi in Georgia? Mi hai fatto toccare usando le tue mani,” mi spiega. È stato uno dei momenti più belli che abbia mai passato. Il mio sguardo s’incupisce con desiderio. Senza dire una parola, la guardo nello specchio. La mia ragazza, la donna che mi appartiene in ogni modo possibile, mi sta stringendo come se nessun altro si appartenesse così come noi, qui, e adesso.

La sua mano raggiunge la mia delicatamente e io la prendo, fidandomi di lei. Guido la sua mano sul mio petto asciugandolo. Poter controllare quello che sta facendo mi fa sentire davvero molto meglio. Posso farlo. Sono io a dirigere. Lei abbandona i suoi movimenti al mio controllo. Ma passare sopra le cicatrici scatena una nuova emozione, rievocando ricordi dolorosi che ho cercato di tenere lontano sin da quando mi ricordo. Il mio corpo si tende, ma ho intenzione di farcela. Mi fido di lei. Mi fido di lei. Mi fido di lei. Mi fido. Anastasia. È il mio mantra. La sua mano nella mia scivola sul mio torso goffamente. Io non sono mai goffo nel fare qualsiasi cosa fisica, che sia sesso o sport. Ma questo… Mi mette a disagio. L’ansia mi attraversa. Il tempo si ferma, il respiro si placa, solo il suono amplificato dell’asciugamano che scorre sul mio torso. Nient’altro.

“Penso che tu sia asciutto adesso,” sussurra a bassa voce, il tempo riparte, l’asciugamano tace, e io mi rilasso. Ma qualcos’altro cresce in me rapidamente. È il bisogno che ho per Anastasia. Devo averla, unire i nostri corpi, le nostre anime… devo stringerla, fare l’amore con lei. Adesso!

“Ho bisogno di te, Anastasia,” sussurro con ardore.

“Anch’io ho bisogno di te,” mi dice come se stesse chiedendo un altro respiro.

“Lascia che ti ami,” dico, la voce che tradisce l’emozione.

“Sì,” dice, mi giro più veloce di Superman e la prendo nelle mie braccia, e mentre le mie labbra cercano le sue, la venero, la amo crogiolandomi in tutte queste emozioni, la imploro di amarmi anche lei… Lei è mia … e solo mia. Mentre la bacio, la consumo, la divoro col mio amore e desiderio, mi rendo conto che lei è l’unica che adoro, che voglio, che amo con tutto me stesso! Tutti i modi in cui mi sento … incasinato, amorevole, lunatico, volubile, esigente, possessivo, innamorato, spaventato, preoccupato, venerante, danneggiato, maniaco del controllo, autoritario, dio del sesso… Tutte le mie cinquanta sfumature amano Anastasia Steele!

Cammino verso la camera da letto completamente consumato per lei, con la mia ragazza avvinghiata al mio torso; la lascio cadere sul letto.

“Lascia che faccia l’amore con te Ana!” la scongiuro. “Lascia che ti mostri cosa significhi per me… Lascia che ti veneri col mio corpo…” dico mentre copro il suo corpo col mio.

Il calore esce dalle mie braccia e dal mio corpo… e la tensione cresce nelle mie gambe e nel mio petto. Le mie labbra si avvicinano alle sue con desiderio, la mia lingua si scaglia nella sua bocca cercando la sua. Assaggio la bocca dolce di Anastasia. Fa passare la lingua sul mio labbro inferiore, e ogni morso leggero al mio labbro mi fa ansimare di più. Le mie labbra seguono le sue e succhio il suo labbro inferiore mentre lei ansima nella mia bocca. Il desiderio scorre attraverso i nostri corpi. La bacio fino alla gola e lei inarca il collo per rendermi l’accesso più semplice. Sorrido. La mia mano percorre il suo piccolo sedere e la solleva delicatamente dal letto mentre l’altra mano le scorre sul fianco, sull’anca e sulle gambe. La faccio bruciare. Scendo verso la sua clavicola, poi giù verso lo sterno, tracciando un percorso mentre mi muovo. Sento il suo cuore palpitante sotto le mie labbra, il petto si solleva. Si solleva dal materasso per incontrare le mie labbra col suo corpo. Sorrido. Le mie labbra si muovono sopra il suo seno, leccandolo, mordicchiandolo e stuzzicandolo. Geme per averne di più.

“Oh, per favore Christian!” mi supplica. Prendo il suo capezzolo in bocca, lo succhio, lo morsico delicatamente, facendola gemere e ansimare di puro piacere. La mia mano destra si muove per trovare l’altro seno e inizio a lavorarci sopra, toccandolo. Le prendo il capezzolo tra pollice e indice e ripeto i movimenti della mia lingua che si prende cura dell’altro seno. Mormora una versione incoerente del mio nome. Il mondo svanisce e c’è solo Anastasia. Tatto, gusto, olfatto, udito. Sono immerso in lei in ogni modo possibile.

“Hai un profumo che mi fa eccitare immediatamente Anastasia…” mormoro. La mia dea, la mia donna, la mia piccola. E i versi che fa… Potrei ansare avanti ad amarla, baciarla e cavalcarla per l’eternità per il modo in cui mi sta rispondendo. Siamo così in sintonia con i nostri corpi. Sono incompleto senza di lei!

Inarca i fianchi e si struscia sul mio corpo. Dolce paradiso! Le mie labbra si muovono verso il suo ombelico e glielo mordo intorno facendola gemere. Scendo verso il suo sesso, le mie labbra si scagliano sulla sua dolce femminilità, leccando, entrando in profondità. Solleva i suoi fianchi fino alla mia bocca mentre tengo il suo sedere e lancia un grido acuto di piacere.

“Per favore Christian! Ti voglio dentro di me!” mi implora. Non posso sopportare di non essere dentro di lei quando mi prega in questo modo. Gemo! Allungo la mano verso il comodino e prendo un preservativo, strappando velocemente la bustina. Lo srotolo sulla mia lunghezza.

“Non sai quanto mi piace farti venire Ana!”

“Allora scopami!” geme, facendomi sorridere ampiamente.

“Sì, signora!” dico mentre mi spingo dentro di lei con un movimento rapido. Le mie braccia sono di fianco al suo torso e mentre entro ed esco da lei ritmicamente, la mia bocca copre la sua ancora, facendole sentire la sua stessa eccitazione. Sento i muscoli di Anastasia stringersi attorno a me, coprirmi, avvolgermi, e sensazioni deliziose scorrono dalla sommità del mio cazzo per tutta la mia lunghezza, e sento tutto il mio corpo travolto da un piacere beato, e grido il nome di Anastasia mentre entrambi raggiungiamo il culmine, i nostri corpi che fremono, e io crollo su di lei in un paradiso soddisfatto ed estatico.

Quando entrambi crolliamo dopo la nostra beatitudine coitale, siamo sazi. Faccio scorrere pigramente le dita sul suo corpo mentre siamo sdraiati insieme. Anastasia è sdraiata sulla pancia stringendo il suo cuscino, e io sono su un fianco e tocco la mia donna. La MIA donna! MIA!

“Quindi puoi essere delicato,” mormora soddisfatta.

“Mmm… a quanto pare, Miss Steele,” dico, facendola sorridere.

“Non lo eri particolarmente la prima volta che abbiamo… mmm, l’abbiamo fatto,” osserva ricordandosi qualcosa.

“No?” le sorrido. Quella è stata la prima volta in cui ho avanzato dei diritti su di lei. “Quando ti ho derubato della tua virtù,” dico possessivo.

“Non penso che tu mi abbia derubato. Penso che la mia virtù sia stata offerta piuttosto liberamente e volontariamente. Anch’io ti volevo e, se ben ricordo, mi sono piuttosto divertita,” sorride col suo sorriso timido da ragazzina, mordendosi il labbro.

“Anch’io adesso che ci penso, Miss Steele. Il nostro scopo è il piacere,” dico mentre il mio viso si ammorbidisce tornando serio. “E questo significa che sei mia, completamente,” le ricordo. È mia in ogni modo possibile.

“Sì, lo sono,” dice con voce delicata dandomi ragione.

“Vorrei chiederti una cosa.”

“Continua.”

“Il tuo padre biologico… sai chi era?”

Soundtrack

Questo è un argomento che non voglio discutere, ma Anastasia è curiosa. Mi è passato per la testa che l’uomo che mi maltrattava poteva essere mio padre. Ma grazie a Dio, non lo era!

“Non ne ho la minima idea. Non era quel barbaro che le faceva da protettore, il che è già buono.”

“Come fai ad esserne certo?” chiede.

“Per qualcosa che mio padre, Carrick, mi ha detto,” commento. Lei mi guarda in attesa, aspettandosi altre informazioni ora che le sue antenne satellitari sono alzate e ben aperte. Le sorrido.

“Sei così affamata di informazioni, Anastasia,” sospiro scuotendo la testa con finto disgusto. “Il pappone scoprì il cadavere della puttana drogata e chiamò le autorità. Ci vollero quattro giorni prima che lo scoprisse. Lui sbattè la porta quando se ne andò… mi lasciò con lei… con il suo cadavere,” dico. Una scena che rivedo nei miei incubi quasi ogni notte.

Anastasia è scandalizzata e il suo sguardo diventa truce, a questa vista inalo bruscamente.

“La polizia lo interrogò dopo. Ha negato con ogni mezzo che io avessi qualcosa a che fare con lui, e Carrick ha detto che non mi somigliava per niente.”

“Ti ricordi com’era fatto?” chiede.

“Anastasia, questa non è una parte della mia vita che mi piace ricordare spesso. Sì, mi ricordo com’era fatto. Non mi dimenticherò mai di lui.” Il ricordo di un uomo che ha fatto così tanto male al mio essere non è un qualcosa di cui voglio discutere proprio dopo aver fatto del sesso spaziale. La rabbia naturalmente cresce in me.

“Possiamo parlare di qualcos’altro?”

“Mi dispiace. Non intendevo farti agitare, Christian,” risponde.

So che si tratta del passato, ma è come ricordare il sapore di cibo avariato che hai mangiato proprio dopo aver mangiato il pasto più squisito. Non va bene.

“Sono cose vecchie, Ana. Non è qualcosa a cui voglio pensare.”

“Allora, qual è la sorpresa di cui mi parlavi?” chiede. Oh, piccola, sei sempre così avida di informazioni! Ma, non posso dirti cosa sia, altrimenti non sarebbe più una sorpresa.

“Ti va di andare a prendere una boccata d’aria? Voglio mostrarti una cosa.”

“Certamente,” risponde.

Sorrido come un idiota. Voglio così tanto fare questa cosa con lei, ed è il mio terzo hobby preferito al mondo! E’ una gioia incredibile!

“Vestiti. I jeans andranno bene. Spero che Taylor ne abbia preso un paio,” dico.

Velocemente mi alzo e mi infilo i boxer. Lei è seduta sul letto, mentre mi fa gli occhi dolci! La piccola diavoletta!

“Alzati,” la riprendo, mentre lei continua a fissarmi, e a sorridere all’uomo che le appartiene… io.

“Mi sto solo godendo la vista,”dice facendomi alzare gli occhi. Ma alla fine si alza, e ci muoviamo in modo efficiente, come se avessimo vissuto insieme per anni, completamente consapevoli dei nostri corpi, di come l’altro potrebbe agire. Anche se questa è una cosa nuova per entrambi, e siamo timidi per questo nuovo tipo di intimità. Alla fine ci vestiamo entrambi, provando ognuno a catturare lo sguardo dell’altro nello specchio. Sorridendo timidamente, occasionalmente toccandoci a vicenda con affetto.

“Asciugati i capelli,” le ordino dopo che si è vestita.

“Prepotente come sempre,” risponde sorridendo, e riempiendo il mio cuore di gioia. Nonostante suoni come un lamento, so che le piace quando sono al comando. Mi abbasso e le bacio i capelli. Sì, sono umidi.

“Questo non cambierà mai, piccola. Non voglio che ti ammali.” Lei alza gli occhi al cielo, e io le sorrido lascivo.

“Le mie mani prudono ancora, lo sai, Miss Steele.”

“Sono felice di sentirlo, Mr. Grey. Stavo iniziando a pensare che stessi perdendo il tuo mordente,” ribatte.

“Potrei facilmente dimostrare che non è questo il caso, se tu vuoi,” mentre prendo il maglione e me lo avvolgo sulle spalle. Ora sono vestito con jeans e maglietta, e se mi servisse dopo, il mio maglione è disponibile. Guardo Anastasia. Indossa la sua camicetta azzurra e i suoi jeans. Lei si abbassa e scuotendo i capelli inizia ad asciugarli. Brava ragazza!

*****

“Dove stiamo andando, per l’esattezza?” chiede mentre stiamo aspettando il valletto che ci porti l’auto. Non le lascerò scoprire già il mio segreto. Le faccio l’occhiolino mentre mi do un colpetto al lato del mio naso. La sua curiosità non fa altro che accrescere la mia gioia. Ma non glielo dirò. Riesco appena a contenermi mentre è evidente che sta facendo delle ipotesi nella sua mente su dove potremmo andare. Riesco proprio a vedere quegli ingranaggi che girano nella sua testa, provando a decifrare. Cavolo, adoro questo gioco con lei! Mi abbasso e la bacio dolcemente.

“Hai la minima idea di quanto tu mi faccia sentire felice?” sussurro.

“Sì… lo so esattamente. Perché fai lo stesso per me,” dice, e quando il valletto accosta con la mia auto, tutti e tre abbiamo dei sorrisi da orecchio ad orecchio, per ragioni diverse.

“Bella macchina, signore!” mormora il valletto, mentre mi porge le chiavi. Gli faccio l’occhiolino, e dato che sono troppo felice oggi, gli do una banconota da duecento Dollari come mancia, facendo rimanere Anastasia a bocca aperta. Il valletto è shockato, e non riesce a mettere insieme le parole, “uhm… sì, grazie, Mr. Taylor! Signore!”

*****

Dopo esserci allontanati dal marciapiedi dell’hotel, mi immetto nel traffico. Potrei ritardare un po’ il mio viaggio per rettificare qualcosa per Anastasia. Mi ha disturbato che Leila sia stata capace di localizzare la sua auto, beh, perché, come ha detto Anastasia, era il modello “speciale sottomessa.” Ma Anastasia non è mai stata la mia sottomessa. Lei è la mia fidanzata. Lei è il mio di più. Lei è tutto. Di qualsiasi cosa siano fatte le anime, la sua e la mia sono uguali. Quando siamo insieme, ci sincronizziamo. Lei è metà della mia anima, e metà del mio cuore. Siamo come lo yin e lo yang. Allora come ho potuto darle il modello speciale sottomessa?

Mi dà fastidio averlo fatto. E’ il momento di cambiare.

“Devo fare una deviazione. Non dovrebbe volerci molto,” dico mentre la mia mente è ancora occupata completamente dai miei pensieri.

“Certo,” mormora confusa.

Torno ad affondare nei miei pensieri mentre la voce ipnotizzante di Evgenia Laguna canta in sottofondo. Con la visione periferica guardo Anastasia e vedo che mi sta osservando. Lei è diversa. Lei non è una sottomessa. E comunque sarebbe una sottomessa terribile, penso sorridendo, ma la amo per il suo spirito ribelle. Mette alla prova il mio lato dominatore. Sono determinato a farla sentire diversa quando è con me. Quindi, no, un modello speciale sottomessa non è abbastanza per lei. Deve distinguersi. Lei è la mia prima in tanti modi. Lei è l’unica donna che abbia mai amato. La fisso con determinazione per provarle che è diversa per me. Esco dalla superstrada e girando a destra entro nel parcheggio di un rivenditore Saab.

“Dobbiamo comprare una macchina nuova per te,” dico. La sua bocca si spalanca. So che questo non è ciò a cui pensava come destinazione per una deviazione.

“Non una Audi?” chiede intontita.

“Pensavo che potrebbe piacerti qualcos’altro,” mormoro, alquanto timidamente. So di aver ammesso di amarla, ma tutto è diverso con lei, nuove esperienze, nuove emozioni che non avevo mai pensato potessero trovarsi in me. Sposto nervosamente il peso da un piede all’altro.

“Una Saab?”

“Già. Una 9-3. Vieni,” dico prendendo la sua mano nella mia come se qualcun altro potesse reclamarla se non lo facessi.

“Perché hai un debole per le auto straniere?”

“I tedeschi e gi svedesi costruiscono le auto più sicure al mondo, Anastasia,” spiego fermamente.

“Pensavo che mi avessi già ordinato un’altra Audia A3?” chiede.

Oh, piccola, sono Christian Grey. Nessuno discuterà con me se decido di non comprare qualcosa. “Posso cancellare quell’ordine. Vieni,” dico tirandola.

“Ti devo un regalo per la laurea,” dico mentre le tengo la mano. Sta per ricevere un vero regalo oggi.

“Christian, davvero, non devi farlo.”

“Sì, invece. Ti prego. Vieni,” dico fermamente. Lei sospira, e mi segue. Un venditore con un accento del New England, il cui nome corrisponde a quello di Troy Turnianksy, vede i simboli del dollaro quando ci vede.

“Una Saab, signore? Di seconda mano?” chiede mentre si sfrega le mani come quei personaggi dei cartoni animati che sono pronti a saltare su di te prima che tu te ne accorga e che finiscono per prenderti tutto ciò che possiedi.

“Nuova,”dico fermamente, insultato.

“Aveva in mente un modello, signore?”

“9-3 2.0 T Sport Sedan.”

“Una scelta eccellente, signore.” Puoi scommetterci! Ho fatto i miei compiti.

“Che colore, Anastasia?” le chiedo inclinando la testa.

“Ehm… nera?” dice quasi in tono di domanda. “Davvero, non devi farlo,” dice facendomi accigliare.

Dannazione, Ana! Non rovinarmi la festa. Se voglio prendere un’auto per la mia fidanzata, prenderò un’auto! E, non nera, se posso evitarlo! La gente non lo vede facilmente come gli altri colori.

“Il nero non è facile da vedere di notte,” affermo l’ovvio.

“Tu hai un’auto nera,” ribatte, facendomi accigliare. Sì, ma io sono un guidatore migliore.

“Un bel giallo canarino brillante, allora,” dice facendo spallucce.

Faccio una faccia strana per la sua scelta. Sii seria!

“Che colore vorresti che scelga?” chiede arrendendosi finalmente.

“Argento o bianco.”

“Argento, allora. Sai, prenderò l’Audi,” dice. Il venditore impallidisce alla prospettiva di perdere una vendita e la sua commissione. “Forse preferirebbe la decapottabile, signora?” chiede, con moltissimo entusiasmo. Non sono sicuro che mi piaccia l’idea della decapottabile. Troppo pericolosa per lei.

“Decapottabile?” chiedo, alzando un sopracciglio, fissandola. Lei arrossisce. Posso far venire Anastasia anche solo fissandola intensamente, ma, non voglio che la mia fidanzata inizi già a riscaldarsi di fronte a questo venditore da quattro soldi. Quando Anastasia si fa timida e abbassa lo sguardo sulle sue mani, torno a guardare il venditore da quattro soldi e chiedo, “Quali sono le statistiche di sicurezza sulla decapottabile?”

“Sono felice che lo abbia chiesto, signore! Quest’auto si è guadagnata gli onori per il top della sicurezza per quattro anni di fila. Insieme agli equipaggiamenti standard di sicurezza, come gli air bag ai lati, di fronte e sul retro, ha un controllo della stabilità e dei freni anti-bloccaggio di serie. In aggiunta, abbiamo il controllo trazione, e il veicolo ha superato a pieni voti i test di impatto e ribaltamento!” inizia così e poi continua per quasi dieci minuti parlando delle funzioni di sicurezza dell’auto. Sono deliziato. Quando distolgo lo sguardo dal venditore, trovo Anastasia che mi sorride per una incomprensibile ragione. Sono sia confuso che sorprendentemente divertito dalla sua reazione verso di me.

Mentre il venditore da quattro soldi sta parlando, lo interrompo e gli chiedo se ne ha una in concessionaria. Dice che non l’ha ma che può localizzare la più vicina per noi. Annuisco, e lui è felice di impegnarsi. Quando va al suo computer, mi abbasso su Anastasia e le dico, “Di qualsiasi cosa tu ti sia ubriacata, ne vorrei un po’, Miss Steele.”

“Sono ubriaca di te, Mr. Grey,” risponde.

“Davvero? Beh, di certo sembri inebriata,” dico mentre la tiro verso di me e le rubo in bacio. “E grazie per aver accettato l’auto. E’ stato più semplice dell’altra volta.”

“Beh, non è un’Audi A3.” Le sorrido. Un’edizione sottomessa non è l’ideale per lei.

“Quella non è un’auto per te,” dico.

“A me piaceva,” risponde.

“Signore, la 9-3? Ne ho trovato una al nostro concessionario di Beverly Hills. Possiamo farla arrivare qui in un paio di giorni,” dice, praticamente raggiante.

“Il top della gamma?” chiedo. Non voglio un qualcosa di appena sufficiente per lei.

“Sì, signore.”

“Eccellente,” dico ed estraggo la mia carta di credito per pagare.

“Se mi vuole seguire da questa parte, Mr.” dice il venditore da quattro soldi, e dà un’occhiata alla mia carta di credito. “Grey.” E così facilmente, abbiamo comprato un’auto per Anastasia.

Una volta che la transazione è completa, porto di nuovo Anastasia in auto, le apro la portiera e la faccio salire.

“Grazie,” dice grata, facendomi sorridere. Anastasia che accetta un regalo da parte mia è sempre ben accetta.

“Di nulla, Anastasia, davvero.”

Quando metto in moto l’auto, la musica torna ad avvolgerci.

“Chi è a cantare?” chiede Ana.

“Eva Cassidy,” dico.

“Ha una voce deliziosa,” osserva Anastasia.

“E’ vero, ce l’aveva.”

“Oh.”

“E’ morta giovane,” affermo, malinconico.

“Oh.”

“Hai fame?” dico per cambiare argomento. Non voglio parlare di morte con Anastasia. Non è un argomento che voglio associare a lei. “Non hai finito la tua colazione,” dico fissandola con disapprovazione.

“Sì,” risponde.

“Allora, andiamo prima a pranzare.”

Guido verso il lungomare, dirigendomi a nord lungo la Alaskan Way. Il tempo è incredibilmente bello. Sono vicino alla mia dorabile fidanzata, dopo aver raggiunto un obiettivo, stiamo andando a mangiare e poi le mostrerò il mio altro hobby preferito. Mentre un’altra canzone di Eva Cassidy inizia, io svolto a sinistra, verso la strada costiera, e alla fine mi infilo nel parcheggio del ristorante in cui voglio portarla.

“Mangeremo qui. Ti apro la portiera,” dico fermamente, così non scende da sola. Voglio trattarla come la donna elegante che è. Voglio che si abitui ad essere trattata come una signora.

Dopo averle aperto la portiera, porto il suo braccio sul mio, e lei alza lo sguardo su di me, sorridendo. Il ristorante è vicino al porticciolo.

“Ci sono così tante barche,” mormora Anastasia. Il mare è calmo, e le barche si alzano e abbassano stancamente mentre l’acqua le lambisce ai lati. Le barche a largo sono visibili nel Puget Sound. Il vento inizia a soffiare e una folata ci travolge, così Anastasia si stringe più forte la giacca.

“Freddo?” chiedo tirandola più vicino al mio corpo per tenerla al caldo.

“No, sto solo ammirando il panorama,” risponde.

“Potrei stare a guardarlo per tutto il giorno. Vieni, da questa parte,” dico. Alla fine entriamo nel bar e ristorante con le pareti bianche, l’arredamento azzurro, e delle foto di barche alle pareti. E’ un locale molto tranquillo, come mi sento io oggi con Anastasia.

Dante mi riconosce e mi saluta immediatamente.

“Mr. Grey!” dice entusiasta. “Cosa posso fare per lei questo pomeriggio?”

“Dante, buon pomeriggio,” sorrido, e ci sediamo agli sgabelli del bar. “Questa signora deliziosa è Anastasia Steele.”

“Benvenuta al SP’s Palace,” dice sorridendo. Dante è afro-americano, amichevole, alto, e ha un grosso diamante scintillante all’orecchio sinistro.

“Cosa vuoi da bere, Anastasia?” Ana si gira a fissarmi, confusa.

Soundtrack

“Per favore, chiamami Ana, e avrò qualsiasi cosa Christian voglia bere,” dice lei con un sorriso timido.

“Io vorrei una birra. Questo è l’unico bar a Seattle dove puoi bere una Adnam’s Explorer,” la informo.

“Una birra?”

“Sì,” rispondo sorridendo. “Due Explorers, per favore, Dante.” Il nostro barman annuisce e ci porge subito sue bottiglie di birra posizionandole di fronte a noi.

“Fanno una zuppa di pesce deliziosa qua,” la informo. Vorrei davvero che la provasse. Ma non voglio dirglielo. Voglio che sia una sua scelta.

“Zuppa suona bene,” ride.

“Due zuppe?” chiede Dante.

“Per favore sì,” rispondo ridendo.

Dante ci porta le nostre due ciotole di zuppa ed è divina! È la prima volta nella mia vita che mi apro a qualcuno, volontariamente. Iniziamo a chiacchierare del motive per cui ho aperto la mia azienda, la Grey Enterprises Holdings. Ciò che mi ha ispirato. Parlo della mia passione nel rafforzare aziende problematiche, sviluppare nuove tecnologie, e rendere più produttivi i terreni per il terzo mondo. Ma voglio anche conoscere meglio la mia ragazza.

“Cosa piace a Ray?” chiedo, e lei si concentra su Ray, e la sua infanzia. Le chiedo perché nonostante fosse un buon padre, sua madre l’ha lasciato. Lei sospira, e parla della loro indole e della incomparabilità finale tra i due. Parla di Montesano, e di come amava le foreste, il verde, facendomi sorridere, come se non ci fosse abbastanza verde a Seattle. Lei parla del divorzio dei suoi genitori, e il suo trasferimento in Texas e Vegas. Sono così grato che lei non sia rimasta in quegli stati. Mi bombarda con domande riguardo i miei film preferiti, libri e ovviamente già conosce i miei gusti in fatto di musica. Più parliamo, più sono affascinato dallo scoprire quanto siamo parte uno dell’altra. Quanti ci piacciano le stesse cose, e riusciamo ad entrare in empatia tra di noi. Due persone che si stanno conoscendo.

Quando terminiamo il nostro pasto, non so come il tempo sia passato. Sono passate le 2:00 del pomeriggio. Pago il conto, ed Anastasia ad io lasciamo il ristorante.

“Questo è un bel posto. Grazie per il pranzo,” dice, mentre le prendo la mano e usciamo dal ristorante.

“Ci torneremo,” dico, e passeggiamo piacevolmente sul lungomare. “Voglio mostrarti qualcosa,” dico eccitato, aspettando la sua reazione.

“Lo so…e non vedo l’ora di vederlo, qualsiasi cosa sia,” replica lei.

Mentre camminiamo lungo il porticciolo, vediamo persone al loro ultimo giorno di vacanza che trascorrono del tempo con la famiglia, i bambini, portando a spasso i cani, guardando le barche, giocando con i loro figli, correndo lungo la passeggiata.

La conduco dove sono ormeggiate le imbarcazioni. La porto di fronte al mio catamarano. Ovviamente è ragguardevole.

“ho pensato che potremmo uscire in barca questo pomeriggio. Questa è la mia barca,” dico e in un qualche modo mi sento timido a riguardo, non avendoci mai portato nessuno eccetto naturalmente la mia famiglia. In realtà è un 16 metri. Ha due eleganti scafi bianchi, un ponte, una grande cabina, e un albero molto alto.

“Wow!” è tutto quello che poteva dire in soggezione.

“Costruito dalla mia azienda,” dico fiero. In un certo senso è la mia bambina. “È stata progettata fin dall’inizio dai migliori architetti navali al mondo e costruita qui a Seattle al mio cantiere navale. Ha azionamenti elettrici ibridi, derive asimmetriche, e una randa quadrata…” inizio a spiegare, come un padre troppo entusiasta che parla dei successi del piccolo Johnny.

“Okay… mi sono persa, Christian,” dice Anastasia incapace di assimilare tutte le informazioni. Posso solo sorridere in risposta. Semplifico l’informazione. “È una buona barca.”

“Sembra possente, Mr. Grey.”

“Lo è, Miss Steele,” rispondo.

“Qual’è il suo nome?”

Le prendo la mano, la porto al lato del catamarano. Grandi lettere dicono The Grace. Anastasia mi guarda sorpresa. “Le hai dato il nome di tua madre?”

“Sì,” replico “Perchè lo trovi strano?” Lei alza le spalle dalla sorpresa. Forse è il mio atteggiamento rigido nei confronti di mia madre. Non sono mai stato bravo a mostrare le emozioni. È un concetto nuovo per me, ma amo mia madre.

“Io adoro mia mamma, Anastasia. Perchè non dovrei dare il suo nome alla barca?” Lei avvampa, mortificata.

“No, non è questo…è solo..” sospira cercando si formulare i suoi pensieri.

“Anastasia, Grace Trevelyan mi ha salvato la vita. Le devo tutto.” Infatti non sarei qua di fronte ad Anastasia se non fosse stato per mia madre. È la mia salvatrice. Anastasia finalmente capisce il mio contegno, e vede la riverenza verso mia madre. È in soggezione.

“Vuoi salire a bordo?” dico entusiasta.

“Sì, ti prego,” dice con occhi accesi di entusiasmo.

Afferro la sua mano, camminiamo sulla passerella e infine siamo a bordo. Rimaniamo sotto il tettuccio per un pò. Anastasia è sopraffatta da quello che la circonda. Sono disponibili otto posti a sedere sulla panchina blu. Scruta attraverso le porte scorrevoli l’interno della cabina, ed è spaventata da qualcosa. Mac, esce facendo scorrere la porta in tutta la sua altezza, biondo e con la pelle abbronzata segnata dalle intemperie. È vestito con una polo a manica corta rosa e sbiadita, e pantaloncini. Anastasia valuta i suoi capelli ricci, gli occhi scuri, e il suo abbigliamento.

“Mac,” dico raggiante. Mac è una di quelle persone che posso considerare amiche per me, ovviamente con l’eccezione del Dr. Flynn.

“Mr. Grey! Ben tornato,” dice stringendomi la mano.

“Anastasia, questo è Liam McConnell. Liam, la mia ragazza, Anastasia Steele,” dico presentandoli.

Anastasia si illumina quando la presento come la mia ragazza, scaldandomi il cuore. Noi dobbiamo ancora abituarci all’idea, ma so che io la voglio per molto, molto di più.

“Piacere di conoscerla” dice Liam ritrovando le buone maniere, stringendo al mano di Anastasia.

“Benvenuta a bordo Miss Steele.”

“Ana, la prego,” lo corregge, arrossendo.

“Come procede, Mac?” chiedo a proposito della barca.

“É pronta per il rock e roll, signore,” dice sorridendo.

“Mettiamoci in movimento, quindi.”

“Ha intenzione di portarla fuori?”

“Sì.” Rispondo a Mac. “Un giro veloce, Anastasia?” chiedo.

“Sì, ti prego,” si illumina.

Soundtrack

Porto Anastasia all’interno della cabina. I suoi occhi vanno verso il divano, poi i suoi occhi vanno verso le finestre, e il suo respiro si inceppa quando vede il panorama sul porto turistico.

“Questo è il salone principale. La cambusa accanto,” indico la zona cucina.

Prendo la mano della mia ragazza, e la conduco attraverso la cabina. Lei guarda i pavimenti in legno chiaro, l’atmosfera moderna e ariosa, pulita, funzionale, e spaziosa.

“I bagni su entrambi i lati,” indico le due porte, poi apro la porta di fronte a noi, ed entriamo nella camera da letto. La camera da letto ospita un letto matrimoniale, che seguendo la linea degli altri arredi, è di lino azzurro e legno chiaro.

“Questa è la cabina padronale,” dico guardandola dopo aver chiuso la porta. “Sei la prima ragazza ad essere stata qua, ad eccezione della mia famiglia,” sorrido compiaciuto, “Ma loro non contano.”

Lei avvampa quando è sotto al mio sguardo appassionato. Le sue labbra si schiudono quando cerca di prendere un respiro per placare le emozioni in lei. La tiro tra le mie braccia, le mie dita aggrovigliate nei suoi capelli, la bacio, a lungo e appassionatamente. Lei ricambia, tirandomi, stringendo i miei capelli, andando verso le mie orecchie, accarezzando i lobi delle mie orecchie, e tornando poi ai miei capelli. Mentre ci tocchiamo, siamo entrambi senza respiro, e desiderosi.

“Potremmo battezzare questo letto,” sussurro sulle labbra di Anastasia.

“Ma non ora. Vieni, Mac starà mollando gli ormeggi,” dico conducendo Anastasia attraverso il salone, e indicando un’altra porta spiego, “là c’è l’ufficio, e qua davanti, altre due cabine.”

“Quindi in quanti possono dormire a bordo?” chiede lei.

“Ci sono sei posti letto. Tuttavia ho sempre avuto solo la mia famiglia qua. Mi piace navigare da solo. Ma non quando ci sei tu. Devo tenerti d’occhio.”

Apro una delle casse, e prendo un giubbotto di salvataggio rosso brillante. Mi viene un’idea, e sorrido. Anastasia, con indosso solo il giubbotto di salvataggio, e un bel sorriso ampio. Questo sì che è eccitante!

“Qua,” dico infilandole la giacca sopra la testa, e stringo tutte le cinghie, mentre contemplo l’idea di lei senza nient’altro addosso eccetto questo giubbotto. Un’altra volta forse… Dannazione!

“Ti piace legarmi, vero?” chiede.

“In ogni modo,” dico perfido. Cosa posso dire? Non posso farne a meno. Sono un uomo molto virile, e ho una donna sensuale. C’è qualcosa di sensuale, eccitante nel legare la tua donna, fare l’amore con lei, e lei si affida a te col suo corpo. Incredibilmente sensuale, e fottutamente eccitante!

“Sei un pervertito,” mi prende in giro lei.

“Lo so,” dico alzando le sopracciglia, sorridendo.

“Il mio pervertito,” sussurra dolcemente.

“Sì, tuo,” dico in fine legandola saldamente, afferrandola e tirandola e bacio la mia donna. Mi faccio una nota mentale di riutilizzare questa scena. È un’immagine troppo sexy per lasciarla andare.

“Per sempre,” sussurro, e la lascio andare.

“Vieni,” dico afferrando la sua mano, portandola al ponte superiore, nella piccola cabina di guida. Mach sta lavorando con le corde a prua della barca.

“É così che hai imparato tutti i tuoi trucchi con le corde?” mi chiede Anastasia con aria innocente.

“I nodi sono a portata di mano,” dico valutando la sua espressione. Vuole essere legata?

“Miss Steele, sembri curiosa. Mi piaci bambina curiosa. Sarei più che contento di farti vedere cosa so fare con una corda,” sorrido compiaciuto. La sua espressione diventa impassibile. Oh, merda! È arrabbiata! Cosa faccio?

“Ci sei cascato!” dice ridendo.

Oh, piccola, mi butti quella merda addosso, spaventandomi a morte. Devo trovare il modo di rettificare la situazione. Sarà divertente.

“Avrò a che fare con te dopo, ma adesso, devo guidare la mia barca,” dico sedendomi ai comandi, portando la barca alla vita con un ruggito.

Mac salta giù sapientemente al ponte sottostante, comincia a slacciare uno dei nodi, e passa poi ad un altro compito. mentre Anastasia mi guarda in apprensione, conduco The Grace fuori dal suo alloggiamento verso l’ingresso del porto turistico. Le persone sulla banchina stanno guardando a nostra partenza dato che questa è una delle barche più belle del porto. Anastasia ricambia con un sorriso in volto.

Soundtrack

Guardo verso di lei, e la prendo tra le mie gambe mostrandole i comandi nella cabina di guida. “Afferra il timone,” ordino.

“Signorsì, capitano,” risponde ridacchiando.

Posiziono le mie mani sopra le sue, e faccio rotta verso l’esterno del porto sulle acque del Puget Sound. Quando usciamo dal porto, possiamo sentire il vento, e il rollio delle correnti sotto di noi.

“É ora di navigare,” dico, e ridacchiando passo la guida ad Anastasia. “Conducila tu. Tienila su questa rotta,” dico, e lei è assolutamente inorridita dalla prospettiva, e anche spaventata. Deglutisce, I suoi occhi sono spalancati, incapace di pronunciare una semplice frase.

Raggiungo il suo viso, e lo prendo tra le mani.

“Piccola, è davvero facile. Prendi il timone e tieni gli occhi sull’orizzonte. Andrai bene; lo fai sempre. Quando le vele si ingrossano, sentirai la resistenza. Basta che la tieni salda. Ti segnalerò in questo modo” le mostro un movimento attraverso la gola, “e puoi abbassare il motore. Questo bottone qua,” indico il grande pulsante nero che non può non vedere. “Capito?”

Il suo petto si alza e abbassa rapidamente, ma risponde, “Sì,” mentre annuisce freneticamente, in panico.

La bacio velocemente, e lascio la mia poltrona da capitano ad Anastasia. Sono incredibilmente eccitato a portare fuori Anastasia. Mi unisco a Mac a dispiegare le vele. Sciogliamo le corde, e lavoriamo su argani e carrucole per farla navigare. Mac ed io l’abbiamo fatto molte volte prima, quindi non dobbiamo parlare troppo per sapere chi deve fare cosa.

Finalmente riusciamo a issare la randa, che cattura il vento e si gonfia in tutta la sua grandezza facendo sbandare il catamarano in avanti. Poi corriamo verso la vela a prua, che viene fissata anch’essa all’albero, catturando il vento e allargandosi nella sua massima lunghezza.

“Tienila dritta, piccola, e abbassa i motori!” Grido facendole il segnale, e lei lo fa, annuendo entusiasta mentre mi guarda.

Ora navighiamo verso la penisola olimpica, come se volassimo.

“Mac!”

“Sì, Mr. Grey,” risponde lui.

“Concedimi un paio di ore con la mia ragazza dopo aver calato l’ancora, scendi a terra.”

“Yes, signore,” dice ridendo; io annuisco a riguardo. Torno verso la cabina di comando.

“Cosa ne pensi?” Urlo ad Anastasia sopra al rumore del vento e del mare.

“Christian! È fantastico!” esclama come un bambino che ha appena scoperto il suo gioco preferito, facendomi sorridere. “Aspetta finché lo spinnaker è issato,” dico indicando Mac che ora sta dispiegando lo spinnaker rosso scuro. Uno dei miei colori preferiti. Il colore della passione.

“Colore interessante,” urla Anastasia capendomi perfettamente. Io sorrido come un predatore naturalmente, e faccio l’occhiolino Adesso, lo sa anche lei.

Quando le vele dello spinnaker si dispiegano nella loro forma ellittica, la The Grace va alla massima velocità. Anastasia sta guardando la vela in modo interrogativo, non capendone la funzione.

“Vela asimmetrica. Per la velocità,” spiego.

“É incredibile,” dice intimorita.

Anastasia ha un grande sorriso stampato sul suo volto, e mentre ci dirigiamo verso i Monti Olympic e Bainbridge Island, la città di Seattle si restringe alle nostre spalle. Tutto è semplicemente bellissimo qui fuori. Verdi, lussureggianti e alti sempreverde, le scogliere che si ergono in piedi contro il freddo dell’oceano. Mare blu e cieli limpidi con la mia donna al mio volere, come avere un pezzo di paradiso.

“A quanto stiamo andando?”

“Quindici nodi.”

“Non so cosa voglia dire.”

“Più o meno trenta chilometri orari,” spiego

“Tutto qui? Non sembra molto più veloce?” E ‘l’ampia distesa del mare. Le stringo la mano. Mi porta via il respiro, tutte le sue domande, la voglia di imparare, sperimentare, è così curiosa. “Sei davvero adorabile, Anastasia. E’ bello vedere un po’ di colore sulle tue guance…. e non perché stai arrossendo. Sei proprio come nelle foto di Jose” lei risponde con un lungo bacio.

“Tu sai come far divertire una ragazza, Mr. Grey.”

“Il nostro scopo è il piacere, Miss Steele,” Rispondo alzandole i capelli per baciarle la nuca, preparandola per quello che verrà dopo.

“Mi piace vederti felice”

Tengo Anastasia tra le mie braccia mentre navighiamo, e lei mette la sua testa sul mio petto, lasciando fuori di tutte le tempeste che abbiamo sperimentato ultimamente. Anche se siamo nell’occhio del ciclone per la questione irrisolta di Leila, in questo momento, in questa bolla che abbiamo creato qui sulla mia barca, è tutto calmo e tranquillo.

*****

Soundtrack

Circa un’ora più tardi, ancoriamo in una piccola insenatura, oltre la baia di Bainbridge Island, Uno dei miei posti preferiti dove navigare. Mac scende a terra, così come gli avevo ordinato prima di partire, e prendo il controllo della situazione. Afferro la mano di Anastasia e la porto nella mia cabina; non voglio sprecare alcun minuto senza stare dentro di lei.

Mi trovo di fronte Anastasia, un uomo con uno scopo, completamente innamorato di lei, e inebriato dalla sua bellezza. Le tolgo il giubbotto di salvataggio, e lo butto di lato senza distogliere lo sguardo da lei. un solo sguardo nella sua direzione. Guardo la mia donna intensamente con occhi desiderosi e lascivi.

Io porto le mie mani al viso, e appena sfiorandola, mi soffermo sul viso con la punta delle dita. Lei fa piccoli respiri. Le mie dita si muovono sulla sua gola, al suo sterno, e arrivano al primo bottone della camicia.

“Voglio vederti” sospiro, e le sbottono il primo bottone; Le sue labbra sono aperte in un sospiro, è già piena di desiderio e pronta per me. Mi chino per baciarla. Sta ansimando, senza fiato. Mi piace il suo modo di bruciare di desiderio per me.

“Spogliati per me,” sussurro, con occhi ardenti.

Senza distogliere lo sguardo da me, lentamente, lussuriosa si apre un bottone. I miei occhi sono in fiamme, riflettendo quello che è la mia anima. Si muove in avanti e apre l’altro bottone, e l’altro e finalmente la camicetta è aperta. Con un leggero scrollo delle spalle questa cade a terra. Le sue dita raggiungono I jeans.

“Stop,” Le ordino “Siediti.”

Si siede sul bordo del letto, e io sono in ginocchio, le allento i lacci delle Converse. Prima uno e poi l’altro, tirando via ogni scarpa, seguita dai calzini. Prendo il piede sinistro, lo sollevo lo bacio sulla punta dell’alluce e senza distogliere lo sguardo le mordicchio la punta.

“Ah!” geme Anastasia sentendo l’effetto verso l’inguine. Sorrido, e mi alzo, tirandola su in piedi, “Continua” le ordino facendo un passo indietro per guardarla.

Abbassa la cerniera dei jeans e infila I pollici nella cintura facendoli scivolare sulle gambe. Piccola sei così dolce. Stai facendo uno show per me. Cerco di nascondere il mio piacere, ma il sorriso s’insinua e il desiderio non lascia mai i miei occhi. Mentre esce dai jeans, rivela il suo perizoma di pizzo bianco e il reggiseno uguale che solleva leggermente il seno, come se fosse spinto su dalle mie mani. E’ fottutamene sexy! Senza smettere di guardarmi, in una mossa sexy, raggiunge il gancio del reggiseno e lo sgancia. Le spalline scivolano si tiene le coppe e le lascia cadere sopra la camicia. Raggiunge poi le mutandine e con fare esperto le fa scivolare lungo le gambe, togliendosele con grazia.

Oddio! E’ una dea sexy. Sono perdutamente innamorato di questa donna. Cosa ho fatto di buono per meritarmi tutto questo? Devo fare l’amore con lei. Devo averla, abbracciarla, fotterla, e reclamarla, deve essere mia, su ogni superficie che possiedo.

Mi tolgo il maglione, poi la mia t-shirt senza distogliere mai lo sguardo da Anastasia. Mi abbasso tolgo le scarpe, I calzini e poi passo ai jeans. Ma a quel punto Anastasia mi raggiunge e sussurra:

“Lascia fare a me”

Faccio un sospiro, trattenendomi per non saltarle addosso. Sorridendo le dico “accomodati pure”.

Fa un passo verso di me, e infila le dita all’interno della cintura miei jeans ‘, e mi tira verso di lei, e io sono più vicino, facendomi ansimare, mentre lei prende l’iniziativa, io sorrido. Apre il bottone, e senza nemmeno togliere I jeans, lascia che le dita si muovano accarezzando la mia erezione. Mi muovo perso I suoi palmi ansiosi, e chiudo gli occhi, perdendomi nell’estasi del sentimento.

“Stai diventando così sfrontata, Ana, sei coraggiosa” sussurro afferrandole il viso per baciarla intestamene. Muove le mani sui miei fianchi, per metà sulla pelle e per metà sui jeans aperti, sussurrandomi “lo sei anche tu” contro le mie labbra. Muove I pollici in un movimento lento contro la mia pelle, facendomi sorridere. Sì, sto diventando più coraggioso. Solo per lei.

“Arriviamo al punto” sussurro.

Soundtrack

Sposta la sua mani sul davanti dei jeans, e tira giù la cerniera e le sue mani si muovono sui peli pubici fino alla mia erezione e stringe forte.

Emetto un basso e gutturale gemito di piacere. Siamo così vicini; L’afferro tra le mie braccia, e I nostri respiri sono un tutt’uno. La bacio ancora ma con lentezza e amore. Riverso la mia anima in lei, e con questo bacio le dimostro quello che non sono in grado di esprimere con le parole. Anche lei è incoraggiata; muove le sue mani sul mio corpo nella zona di sicurezza, tenendomi stretto. E le mie braccia sono strette attorno a lei, la mia mano destra e contro la sua schiena, le dita divaricate come e la mano sinistra si muove in suoi capelli, trattenendola contro la mia bocca.

“Oh, ti voglio così tanto piccola,” sospiro. Questo è tutto quello che posso fare senza fare l’amore con lei. Indietreggio e tolgo jeans e boxer , ora siamo entrambi nudi, nulla di nascosto, né nel corpo né nell’anima. Il suo sguardo cambia, vedo tristezza.

“Cosa c’è che non va, Ana?” le chiedo preoccupato, accarezzandole la guancia con le nocche.

“Niente, solo..fa l’amore con me adesso.”

Dopo le sue parole, tiro Anastasia nelle mie braccia, baciandola, passandole le mani nei capelli. Le labbra si fondono, le lingue sono fuse in un tango tra di loro, succhiano e riprendono la danza la danza. Porto la mia donna verso il letto, abbassandola dolcemente e sdraiandomi accanto a lei. Il mio naso corre lungo la sua mascella, inalando il suo profumo unico, inebriante, eccitante, e sono in estasi.

“Hai idea di quanto sia squisito tuo profumo, Ana? E ‘irresistibile. “

Lei mi guarda in soggezione, con riverenza e completamente innamorata. Come posso resistere a questa pozione? Continuo a sfiorarla con il naso, sulla gola, sui seni baciandola imparando Il suo profumo a memoria.

“Sei così bella” mormoro, prendendo tra le labbra uno dei suoi capezzoli e tirando dolcemente. Lei inarca la schiena, emettendo un involontario gemito.

“Fatti sentire piccola”dico.

Faccio scorrere le mani verso il basso mentre le mie labbra indugiano sul seno, accarezzandolo, succhiandolo, leccandolo, tirandolo, amandolo. Le mie dita vanno verso la vita, passando oltre I fianchi, passando per I glutei, mentre la mia bocca si perde nel gusto dei suoi seni. Il mio corpo è pura è desideroso e ho bisogno di essere in lei.

Le afferro il ginocchio e la tiro su, verso I miei fianchi creando un accesso al suo sesso, facendola sussultare con pure e carnale desiderio, e la sua reazione, cementata il mio desiderio di lei di dieci volte, e la cosa mi fa sorridere contro la sua pelle. Mi avvolgo attorno a lei e rotolo sotto di lei in modo d’averla a cavalcioni in posizione di guida. Le porgo un pacchetto di preservativi.

Anastasia si sposta indietro pronta ad accogliere la mia erezione. Prende la mia virilità tra le mani e accarezza ogni singola vena. Con mia grande sorpresa, lei si china e me lo bacia, loprende in bocca. Le sue labbra fanno un movimento vorticoso, andando intorno alla punta, e su tutta la lunghezza, e succhiare, forte. Oddio! Gemo e non posso resistere, inarco I fianchi spingendo nella sua bocca avida e lei succhia nel prfondo nella sua bocca, dentro e fuori. Leccare, degusta, su e giù.

Fialmente si siede e mi guarda. Questa donna potrebbe scoparmi con la sola forza del pensiero, I suoi sguardi mi portano sull’orlo dell’estasi e alle vette del piacere. Sono impressionato, e senza fiato, impotente mentre la guardo.

Strappa il pacchetto come se non ci fosse un domani, e srotola il preservativo sulla mia erezione. Tendo la mano verso di lei per aiutarla a posizionarsi su di me, e lei scende lentamente sul mio cazzo finché non è completamente sopra. Io la riempio, e sento i suoi muscoli che stringono intorno al mio cazzo e le sensazioni che provo passano attraverso la mia virilità per tutto il mio corpo facendomi gemere, con un suono gutturale profondo in gola. Metto le mani intorno ai fianchi e conduco i suoi movimenti su e giù, flettendo e spingendo dentro di me.

“Oh, piccola,” sussurro, e tutto d’un tratto decido di tirarmi su in modo da trovarmi faccia faccia con la mia donna, andando così in profondità dentro di lei riempiendola compleatamente. Lei sussulta, con la sensazione di pienezza, afferrando le mie braccia, muovendosi. Afferro la sua testa tra le mani e la guardo, sento ogni suo movimento, ogni tremolante desiderio, ogni bisogno carnale e voglia e i miei occhi rispecchiano la sua perfezione.

“Oh, Ana. Cosa mi fai provare,” sussurro, e la bacio con l’intensità del mio desiderio, più ardentemente. Lei mi bacia di rimando; siamo connessi ad ogni possibile punto, fare l’amore, il corpo unito con l’anima. Sono sepolto nel profondo di lei, la sento, la bacio, l’abbraccio mentre lei si muove su e giù sulla mia lunghezza. Siamo così vicini, posso toccare la sua anima.

“Oh, ti amo” Mormoro, e gemo sentendomi indegno, come un sentimento tormentato. Ma io voglio essere degno di lei. Della mia donna. La mia donna! Devo essere io a guidare ora, e con una mossa rapida, mi giro e la prendere sotto di me senza rompere il contatto tra noi. lei avvolge le gambe intorno ai fianchi facendomi rimanere in profondità dentro di lei. La adoro e la amo, e la desidero. La sensazione è così palpabile, così forte e consuma tutto, mi muovo lentamente e lascio che i sentimenti prendano il sopravvento su di me, mentre chiudo gli occhi. Gemo mentre il piacere mi consumare.

La mia barca ondeggia dolcemente in acqua, quasi imitando il mio movimento dentro il suo sesso alla perfezione. Non si sente alcun suono ad esclusione nostro respiro appassionato, e io posso assaporare questo momento, la prima volta nella mia barca, lentamente, amandola. Appoggia un braccio intorno alla sua testa, e muovo le mani tra i capelli, accarezzandole il viso, ammirando la sua bellezza e crogiolandomi nel nostro fare l’amore, la bacio.

In questo momento siamo una cosa unica; anima e corpo. Due pezzi che si fondono l’un l’altro, avvolgendoci, amandoci, assaporandoci… Le mani di Anastasia si muovono tra i miei capelli, mi tira verso di lei, esigente, mi vuole di più, cercando di consumarmi. Le sue mani si muovono sulla mia schiena in piccoli cerchi. Il suo respiro inizia ad accelerare rapidamente, mentre il ritmo delle mie spinte aumenta per portarla al picco del piacere. Le mie labbra si muovono sulla sua bocca ferocemente, succhiando e baciando, passo poi al mento e alla mascella e mordicchiando l’orecchio. Voglio essere ovunque in una sola volta. Il mio respiro aumenta il piacere monta dentro di me. Entrambi iniziamo a fremere; proprio lì, quasi, quasi … il picco è in vista … Spinge i suoi fianchi in sincronizzazione con il mio movimento, un po ‘di più … sempre più in alto … e siamo al picco mentre sento tutti i muscoli dentro di lei stringersi e serrarsi: il suo orgasmo si avvicina.

“Va tutto bene piccola….lasciati andare per me….per favore…Ana” mormoro e lei è sopraffatta.

“Christian,” grida il mio nome come in una preghiera, una litania sulle labbra, e io gemo forte, e veniamo in estasi totale. In questo momento, io sono della mia diletta e la mia diletta è mia.

3 thoughts on “CAPITOLO X

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    condizioni di laboratorio clinico

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