CAPITOLO VIII

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Durante la lettura potrebbero esserci evidenziati dei link “Soundtrack” che rimandano a delle canzoni. Vi consigliamo di aprirli per entrare appieno nell’atmosfera delle situazioni, continuando ad immergervi nelle parole della storia con un sottofondo da noi consigliato.

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Ex dall’inferno

Soundtrack

Anastasia si agita sulla sedia a disagio. Incrocia le gambe, ma non riesce a trovare sollievo, poi inizia a scuotere le gambe nervosamente. Le tocco la gamba per fermarla. “Non penso che questo attenuerà le tue… necessità, tesoro,” dico in un sussurro. Lei si ferma. Le metto un braccio intorno alla spalla e inizio ad accarezzarle ritmicamente la schiena. Sarò spietato e farò durare questa punizione il più a lungo possibile. Proprio adesso il mio tocco sta risuonando in tutti i posti giusti del suo corpo delizioso, e posso percepirlo dal modo in cui il suo corpo si protende verso di me, attento. Con la mano libera, prendo la sua e me la porto alle labbra, baciandola, e osservo un altro brivido percorrere il suo corpo. La sua reazione accende i miei occhi, poi lentamente abbasso la sua mano e la poso sul mio grembo. Guido la sua mano furtivamente e facilmente lungo la mia gamba, e infine la appoggio sopra la mia erezione. Che i giochi abbiano inizio!

Quando la mano di Anastasia tocca la mia notevole erezione lei sussulta e mi lancia uno sguardo nervosamente, guardandosi poi attorno in preda al panico. Tutti sono concentrati su quello che sta accadendo sul palco. Ma, con mia sorpresa, lei sta al mio gioco. La sento espirare lentamente e fare qualche respiro leggero per rilassarsi. Inizia lentamente ad accarezzare la mia erezione, con le dita che si muovono attorno ad essa sui miei pantaloni neri, sentendo ogni sporgenza, ogni vena pulsante. Tengo la mia mano sopra la sua come copertura, nascondendo le cure delle sue dita. Mentre mi godo il suo tocco e mi immergo in questo piacere esibizionista, il mio pollice scivola lungo il suo collo. Sento crescere il piacere e apro la bocca per emettere un leggero gemito per facilitare, controllare e prolungare la sensazione. Proprio così! Ma non posso resistere a lungo! Il mio eccitamento è troppo; devo prenderla adesso. Ho bisogno di placare questa tempesta dentro di me senza scoppiare.

Non sto prestando minimamente attenzione all’asta che si svolge davanti a noi. Penso che la settimana alla casa dei miei genitori sul Lago Adriana nel Montana venga aggiudicata per centodiecimila dollari. Mentre la stanza applaude emozionata, mi giro verso Anastasia e le dico al di sopra delle grida festose, “Pronta?”

“Sì,” mormora.

La mia sorella guastafeste sbuca fuori dal nulla e grida, “Ana! È ora!”

Cazzo se hai ragione, è ora! Ma non per te!

“Ora di cosa?” chiede Anastasia quasi gemendo.

“Dell’asta per il primo ballo. Vieni!” e tende la mano ad Anastasia per portarla via. Anastasia mi guarda nervosamente e io rivolgo uno sguardo accigliato a Mia, che sa solo che è pronta per mettere all’asta la mia ragazza e se stessa. La mia ragazza amorevole che mi ha fatto il lavaggio del cervello, ha donato i suoi ventiquattromila dollari, mi ha fatto eccitare, dandomi un’erezione imponente, alla fine ridacchia come una ragazzina e mi rivolge uno sguardo di scuse, riuscendo a farmi sorridere, solo un po’.

“Il primo ballo sarà con me, okay? E non sarà sulla pista da ballo,” mi chino su di lei e le sussurro all’orecchio, lascivo. Lei fa un respiro profondo e le sue risatine si placano, lasciando il posto a uno sguardo pieno di desiderio.

“Non vedo l’ora,” dice chinandosi sopra di me e dandomi un bacio sulle labbra, dolce e casto, sbalordendo tutti i presenti. Che cazzo! Quanti di loro pensavano che fossi gay? Credo che dovrò baciare la mia ragazza in pubblico più spesso, anche se non è da me. Diventerei troppo geloso anche solo se qualcuno dovesse vederla persa nel desiderio. Rivolgo ad Anastasia un largo sorriso realizzando appieno che tutti sanno che lei è la mia ragazza! Sono estasiato.

“Vieni, Ana,” mia sorella trascina Ana e lei viene spinta sul palco dove dodici ragazze in totale si stanno riunendo.

“Signori, il momento clou della serata! Il momento che tutti voi stavate aspettando!” annuncia il maestro di cerimonie attraverso l’impianto di amplificazione. “Queste dodici adorabili signorine hanno acconsentito a mettere all’asta il loro primo ballo al miglior offerente!”

I miei occhi sono su Anastasia come un falco. Lei sembra terrorizzata. Pensa davvero che permetterei a qualcun altro di vincere l’asta? Gli altri ospiti seduti ai tavoli adiacenti stanno mormorando quanto lei sia meravigliosa.

“Ora, signori, per favore avvicinatevi, e date una bella occhiata a cosa può essere vostro per il primo ballo. Dodici avvenenti e compiacenti ragazze,” dice. Gli uomini che hanno intenzione di partecipare all’asta si alzano e iniziano a farsi strada verso l’area del palco. Anch’io mi alzo e mi muovo tra i tavoli, ricambiando a volte il saluto di qualcuno. Siamo tutti riuniti: la merce e i compratori.

“Signore e signori,” inizia il maestro di cerimonie. “Attenendoci alla tradizione del ballo in maschera, manterremo il mistero dietro le maschere e ci limiteremo solo ai nomi di battesimo. La prima è l’incantevole Jada,” dice.

Jada, una figlia dell’alta società, fa un passo avanti ridacchiando. Due uomini si fanno avanti per fare un’offerta su di lei.

“Jada parla correntemente giapponese, è pilota di caccia qualificata e una ginnasta olimpica… mmm,” dice il maestro di cerimonie ammiccando. “Signori, quanto offrite?” Ovviamente sta esagerando e dice delle stronzate, ma è un buon intrattenitore e questo favorisce le offerte per la beneficienza. Le puntate salgono tra i due contendenti e alla fine viene aggiudicata per cinquemila dollari.

“Aggiudicata! Al gentiluomo in maschera!” dichiara il maestro di cerimonie. Risate, acclamazioni, applausi e fischi si sollevano tra il pubblico. I miei occhi sono su Anastasia, che sta parlando animatamente con mia sorella a bassa voce, sul palco. Mi chiedo che segreti abbia estorto a Mia. È molto importante per me comprare questo ballo con lei; perché, in un certo senso, potrò mostrare a tutti a chi appartiene, che cosa farei per lei e fino a che punto mi posso spingere se si tratta di lei.

La prossima ragazza messa all’asta è Mariah. Non so chi sia e non m’interessa nemmeno. Aspetto impazientemente che arrivi il turno di Anastasia.

“Signori, posso presentarvi la straordinaria Mariah. Cosa ne faremo di Mariah? È un’esperta torera, suona il violoncello ed è una campionessa di salto con l’asta… Cosa ne pensate signori? Da quanto partiamo per un ballo con la deliziosa Mariah?”

Mariah è probabilmente un’attivista per i diritti degli animali considerando lo sguardo che ha lanciato al maestro di cerimonie dopo la sua idea del torero. Sembrava che potesse trafiggerlo con lo sguardo.

“Tremila dollari!” grida un uomo con i capelli biondi, la barba e una voce da baritono.

Inspiro ed espiro lentamente. Sto per bruciare con lei sul palco e sto facendo ricorso a tutta la mia forza di volontà per non prenderla e trascinarla via così da alleviare questa tensione. Mi chiedo anche quali segreti di famiglia Mia stia animatamente rivelando ad Anastasia, che ha un’espressione scioccata sul viso. Mi sforzo di sentire la loro conversazione ma il maestro di cerimonie sta blaterando qualcosa su una ragazza di nome Jill che viene messa adesso all’asta attraverso il sistema di amplificazione.

Qualcuno paga quattromila dollari per il suo primo ballo, la ragazza squittisce deliziata, e aggiudicata!

“E adesso, permettetemi di presentarvi la bellissima Ana,” dice il maestro di cerimonie e io scatto sull’attenti, come se avessi calpestato un cavo elettrico. Le faccio un sorrisetto, sapendo che nessuno può superare la mia offerta. A volte, è bello essere me. Mia sorella Mia praticamente spinge la mia confusa Anastasia sul palco.

“La bellissima Ana suona sei strumenti musicali, parla fluentemente il mandarino ed è appassionata di yoga… bè, signori” dice il maestro di cerimonie, e voglio solo che la smetta di parlare della mia ragazza.

“Diecimila dollari!” grido, facendo risuonare la mia voce. Voglio che questa storia finisca.

“Quindici,” un’altra voce maschile fa una controfferta alla mia destra. Sarà meglio che non sia un altro ammiratore. Ma riconosco la voce. Non vedeva l’ora di incontrare Anastasia da molto tempo; pensavo che avrebbe fatto una cosa del genere. La cosa può essere interessante. Posso andare avanti per un po’ e dare alla gente il divertimento che vuole. Mi giro, guardando il mio degno avversario e mi gratto il mento come se stessi pensando. Lui ha un sorriso ironico sulle labbra mentre aspetta la mia risposta. Mi fa un cenno educato per salutarmi.

“Bè, signori! Abbiamo delle offerte alte qui stasera,” dice il maestro di cerimonie, eccitato come se stesse avendo un orgasmo. Gli ospiti ai tavoli iniziano a chiacchierare, il loro interesse è cresciuto.

“Venti,” replico, fiducioso e tranquillo, e il chiacchiericcio si spegne immediatamente mentre salgono le offerte.

Lui si avvicina al palco come se volesse reclamare il proprio premio e sfidarmi ulteriormente. Ma, so cosa si nasconde dietro il suo comportamento. Voleva vedere in prima persona la mia reazione. Vedere quanto sono pronto a spingermi in là.

“Venticinque,”dice lui al maestro di cerimonie e al pubblico, guardandomi per la controfferta. Lo guardo impassibile, totalmente divertito. È proprio come una delle nostre sessioni.

“Centomila dollari,” dico con una voce chiara che supera quella degli altri e risuona per tutto il tendone.

“Ma che cazzo…?” sento protestare Lily ad alta voce e involontariamente. Centomila dollari non sono niente Lily! Cosa farei, quanto pagherei per averla solo per me. Lei è solo mia. John Flynn alla fine alza le mani sconfitto, ridendo e confermando finalmente qualcosa che aveva ipotizzato sin dall’inizio. Sono sicuro che ne discuterà con me durante la nostra prossima sessione. Gli sorrido trionfante. Mia sorella saltella come una bambina di sei anni.

“Centomila dollari per la deliziosa Ana! Centomila dollari e uno… centomila dollari e due…” dice il maestro di cerimonie guardando il dottor Flynn che scuote la testa con finto dispiacere e fa un inchino cavalleresco da gentiluomo inglese quale è.

“Aggiudicata!” esclama il maestro di cerimonie, e si scatena il più grande applauso che l’asta abbia mai visto. Mi faccio avanti, prendo la mano di Ana e la porto giù dal palco. Sono il vincitore e intendo reclamare il mio premio. Bacio il retro della sua mano, metto il suo braccio sotto il mio e la conduco fuori dal tendone.

“Chi era quello?” chiede Anastasia curiosa.

“Qualcuno che conoscerai più tardi,” dico guardandola. “Adesso voglio mostrarti qualcosa. Abbiamo circa trenta minuti prima che l’asta del primo ballo sia finita. Poi dobbiamo ritornare sulla pista da ballo, così potrò godermi il ballo per cui ho pagato.”

“Un ballo molto costoso,” mormora con disapprovazione. Ma, tesoro, non avrei permesso a nessun altro di vincere l’asta, non importa quanto mi fosse costato.

“Tesoro, ballare con te è l’espressione verticale di una missione orizzontale. Pensi che avrei permesso a qualcun altro di vincere l’asta?” dico. Mi guarda scioccata.

“Sono sicuro che varrà ogni singolo centesimo,” le sorrido maliziosamente, sapendo che sto per riscuotere il pagamento invece dell’offerta che ha fatto.

Attraversiamo il prato e vediamo che il gruppo musicale si sta preparando per il ballo che avrà presto inizio. La conduco sul retro della casa dei miei genitori, aprendo le porte francesi; la conduco nel salotto adesso deserto. Attraversiamo l’ingresso e la porto alla scalinata con un’elegante ringhiera di legno lucido. Le tolgo la mano dal mio braccio e stringendola nella mia la porto al terzo piano dove si trova la mia camera da letto. Apro la porta bianca della mia vecchia stanza e la conduco al suo interno.

Soundtrack

“Questa era la mia stanza,” dico piano con l’emozione che mi sale in gola. Non ho mai avuto quella che le persone definirebbero una normale vita adolescenziale. Infatti, niente di quello che ho vissuto è mai stato normale. Penso di essermi perso tutto questo e stranamente sento l’eccitazione travolgente di un adolescente che porta per la prima volta una ragazza in camera sua, nella casa dei suoi genitori. Sto vicino alla porta e mentre lei si guarda intorno curiosa, chiudo la porta dietro di me.

Anastasia sta studiando tutto con lo spirito di osservazione di una ragazza che viene invitata nella camera del suo ragazzo. I miei genitori l’hanno mantenuta uguale a com’era nel giorno in cui l’ho lasciata; con le stesse pareti bianche e mobili dello stesso colore. Il mio letto matrimoniale è ancora qui con le vecchie coperte che avevo. Lei guarda gli scaffali con i miei vecchi libri e i miei trofei di kickboxing. Poi rivolge lo sguardo ai poster dei miei vecchi film preferiti e dei miei idoli di kick boxing, tra i quali c’era Giuseppe DeNatale. Viene anche chiamato Giuseppe “Il Padrino” DeNatale ed è un campione italo-canadese di Muay Thai nella categoria dei pesi massimi.

Quando saliva sul ring, partiva la sigla dei Soprano, “Woke Up This Morning”, una canzone sinistra e violenta, che usciva dal sistema di amplificazione mescolandosi ai boati dei fan adoranti nella folla. Ho anche un poster di Lee Hasdell, un inglese professionista di arti marziali miste e di kick boxing. Ha ottenuto 44 vittorie nella kick boxing, 29 delle quali mandando al tappeto l’avversario! Nella kick boxing è difficile mettere KO qualcuno quando si tratta di atleti professionisti tutti ugualmente talentuosi. Anastasia guarda la mia bacheca sopra la scrivania piena di fotografie e matrici di biglietti, poi il suo sguardo si sofferma su di me; e a questo punto sono sopraffatto dall’emozione di averla qui. Effettivamente, lei è la mia prima ragazza, e questa è un’altra prima volta per me.

“Non ho mai portato una ragazza qui,” mormoro.

“Mai?” mi chiede in un sussurro. Scuoto la testa in risposta.

“Bè, Mr. Grey, tempismo perfetto,” dice sorridendo.

“Che posso dire? Non c’è due senza tre,” dico ricordando le interruzioni di mia sorella, rivolgendo ad Anastasia un sorriso lascivo.

Il suo petto si alza e si abbassa rapidamente con irrefrenabile eccitazione, mentre sente che la osservo, la desidero, la voglio. Cammino verso di lei lentamente, con desiderio.

“Non abbiamo molto tempo, Anastasia, e per come mi sento in questo momento, non ce ne servirà molto. Girati. Lascia che ti tolga quel vestito,” ordino. Si gira verso la porta, pronta a lasciarsi togliere il suo vestito argentato. Mi chino su di lei e le sussurro all’orecchio dolcemente, “Tieni su la maschera,” e lei geme in risposta. Mi piace farla eccitare e accenderla.

Le mie dita trovano la parte alta del suo vestito e scorrono sulla sua pelle, sentendola, connettendosi con lei. Ho bisogno di quella scossa elettrica che si scatena ogni volta che ci tocchiamo. La mia mano scivola verso la cerniera, e con l’impazienza di un amante disprezzato, la apro. Tengo il vestito e la aiuto a sfilarselo, poi lo appoggio alla sedia della mia vecchia scrivania. Mi tolgo la giacca e la metto sul vestito di Anastasia. La mia ragazza è in piedi nelle sue Louboutin tacco dodici, nel suo corsetto con mutandine abbinate e con la maschera argentata che mostra solo i suoi bellissimi occhi blu. Amo lo spettacolo che mi si staglia davanti. Si volta verso di me e mi fa accelerare da zero a sessanta in due secondi!

“Sai, Anastasia,” le dico mentre le vado incontro, slacciandomi il papillon, “Ero così furioso quando hai vinto il mio lotto all’asta. Mi sono passati per la testa un milione di pensieri. Continuavo a ricordare a me stesso che le punizioni non sono previste dal nostro accordo. Ma poi ti sei offerta volontaria,” dico guardandola e cercando di decifrare a cosa stia pensando.

“Perché l’hai fatto?” chiedo in un sussurro. Non voglio arrivare a questo se ciò può rovinare la nostra relazione. Voglio capirla così da non ripetere lo stesso errore due volte. L’acconsentire di Anastasia a qualcosa non sempre conduce a risultati positivi, come ho avuto modo di provare recentemente, quindi devo capire le sue ragioni.

Lei mi guarda, con frustrazione sessuale nello sguardo. “Volontaria? Non lo so. Forse la frustrazione… Forse a causa del troppo alcol… è una buona causa,” scrolla le spalle. Le giro intorno, il mio sguardo non la lascia mai. La sua testa segue i miei movimenti predatori. Mi fermo di fronte a lei mentre la mia bocca si stringe in una linea sottile, e lentamente mi lecco il mio labbro superiore. Lei prende un profondo respiro, involontariamente, mentre il desiderio arriva a dei limiti insopportabili dentro di lei.

“Ho promesso a me stesso che non ti avrei più sculacciata, nemmeno se mi avessi implorato,” spiego.

“Ti prego,” dice implorando.

“Ma poi mi sono reso conto che probabilmente sei molto a disagio al momento, e non è una cosa a cui sei abituata,” sorrido. So come farla accendere, come farla diventare calda, come premere i pulsanti giusti per farle volere ciò che voglio, ciò che desidero… spontaneamente. C’è quel lato oscuro in tutti, che aspetta solo di essere scoperto dalla persona giusta. Io sono quella persona per Anastasia. Non importa quanto mi irriti, portandomi da freddo ad incredibilmente arrabbiato nel giro di pochi secondi, siamo perfetti l’uno per l’altra!

“Sì,” sussurra.

“Quindi, potrebbe esserci un certo… spazio di manovra. Se io lo faccio, devi promettermi una cosa,” dico.

“Qualsiasi cosa,” dice velocemente.

Voglio che lo capisca chiaramente e che usi la safeword se non le piace ciò che sto facendo. “Userai la safeword se ne avrai bisogno, e io farò solo l’amore con te, okay?” chiedo.

“Sì,” dice, già boccheggiando.

Sono apprensivo, e ho bisogno di fidarmi di lei ed essere certo che userà la safeword quando ne avrà bisogno. Devo imparare a fidarmi di lei, e allo stesso tempo, questa è la sua possibilità di essere comunicativa. Questa è la nostra occasione. Deglutisco nervosamente come se mi stesse passando un sasso attraverso l’esofago. Tiro via il copriletto, e mi siedo sul letto, prendendo un cuscino che poi posiziono vicino a me per usarlo tra un minuto. Guardo la mia donna, e all’improvviso, con tutto il desiderio che mi travolge, la tiro per la mano, così lei cade sul mio grembo. Il suo corpo è sul letto, il torso sul mio cuscino e il viso girato di lato. Questo mi è mancato. Voglio assaporare il momento. Mi allungo verso di lei per scostarle i capelli dalle spalle e accarezzare le piume sulla sua maschera.

“Metti le mani dietro la schiena,” mormoro. Lei obbedisce immediatamente, impaziente. Mi sfilo il papillon e le lego le mani dietro la schiena. Ma la preoccupazione mi prende di nuovo, e l’irrequietezza prende il sopravvento. Non voglio che oggi sia la fine della nostra relazione. L’offerta di ventiquattromila miseri dollari non è abbastanza per perderla. Anche se, non è mai stato questo il problema. Voglio che lei mi ascolti, per una volta, giusto per cambiare. Che accetti qualcosa che faccio per lei senza controbattere.

“Lo vuoi davvero, Anastasia?” chiedo.

“Sì,” sussurra con desiderio, e il suo petto si muove su e giù per far spazio al suo cuore palpitante.

“Perché?” le chiedo dolcemente mentre distrattamente le accarezzo il didietro. Lei geme in risposta, frustrata.

“C’è bisogno di una ragione?” chiede.

“No, piccola, non serve,” dico. “Sto solo provando a capirti,” dico. Così da non mandare all’aria quello che abbiamo. Non voglio fraintendere i suoi segnali, come ho già fatto prima.

Ho già voluto farlo, e lei mi ha dato il suo consenso. Le accarezzo il sedere con il palmo, poi lo alzo e lo faccio atterrare di nuovo all’attaccatura delle cosce, molto forte. Lei geme sonoramente. Alzo di nuovo la mano, l’eccitazione corre attraverso il mio sangue, e faccio cadere la mano nello stesso punto. Geme ancora una volta.

“Due,” mormoro. “Arriveremo a dodici.”

Accarezzo il suo didietro ancora una volta, tenendo il palmo aperto e coprendoglielo tutto; colpisco leggermente sul lato la natica ora rosa. Creo un percorso circolare che si allarga uniformemente invece di arrivare sullo stesso punto. Colpire un solo punto allevia il dolore, e non diffonde la sensazione. Lentamente le sfilo le mutandine e le getto via. Il suo didietro ora è del mio colore preferito, dato che è sensibile, e il sangue è salito in superficie per accogliere il bruciore. Lentamente passo il palmo su tutto il suo didietro e colpisco di nuovo. Il suo lamento diventa sensuale, bisognoso, con desiderio sessuale, alimentando la mia eccitazione e la mia passione per lei.

Accarezzo ancora una volta il suo didietro con il palmo e le dita, e faccio atterrare l’ultimo colpo all’attaccatura più bassa delle sue cosce. “Dodici,” mormoro con voce bassa e roca. Questa volta le accarezzo il sedere, e traccio con il dito un percorso verso il basso, fino al suo sesso, e infilo due dita dentro di lei, e le muovo in circolo non completando mai il piacere, ma aggiungendo altra voglia e bisogno. Geme sonoramente, vogliosa, desiderosa, e alla ricerca della liberazione. Ho pietà di lei, e questa volta lascio che il mio dito si muova più velocemente e in ripetizioni circolari, un movimento incessante tanto da portarla al picco del piacere, e poi viene, intensamente e convulsamente.

“Così va bene, piccola,” mormoro. Alla fine le sciolgo i polsi, ma non tolgo le dita da dentro di lei.

“Ancora non ho finito con te, Anastasia,” dico. Le abbasso le ginocchia sul pavimento mentre si accascia appoggiandosi sul letto. Prendo una bustina di preservativi dalla tasca dei miei pantaloni, tiro giù la zip, strappo l’involucro e copro la mia erezione. “Apri le gambe,” dico con voce roca, e mentre le tocco il didietro, glielo alzo facendole stendere il torso sul letto, e mi infilo dentro di lei.

“Questa sarà veloce, piccola,” dico, perché sono già oltre il limite per lei, e mentre le tengo i fianchi, spingo dentro di lei. Urla involontariamente, sia per il dolore che per il piacere mentre continuo a somministrare spinte brusche e dolci. Lei mi viene incontro spinta dopo spinta. Ha sofferto per tutta l’asta! Voglio prolungare la sensazione solo un po’ di più, ma le sue azioni sono proprio il catalizzatore di cui il mio corpo ha bisogno e mi fa venir voglia di venire più velocemente. “Ana, no,” borbotto, provando a fermarla, ma lei continua a spingere contro di me.

“Ana, merda!” sibilo mentre vengo gemendo e il mio orgasmo fa venire Anastasia con forti spasmi, facendomi svuotare dentro di lei. Alla fine collassiamo entrambi, stanchi e senza fiato.

Potrei passare il resto della serata qui con Anastasia tra le mie braccia, e io dentro di lei, ma, ho pagato per un ballo davvero costoso, e ho intenzione di riscuotere. Le bacio la schiena, e mormoro, “Credo che tu mi debba un ballo, Miss Steele.”

“Hmm,” mormora in risposta. Mi siedo sui talloni e tiro via Anastasia dal letto e la metto sul mio grembo. “Non abbiamo molto tempo. Andiamo,” dico baciandole i capelli e facendola alzare.

Si lamenta ma obbedisce, prende le mutandine dal pavimento e se le infila di nuovo mentre io mi ripulisco. Poi va verso la sedia per prendere il suo vestito mentre io mi rifaccio il papillon. Si infila di nuovo il vestito vicino alla mia scrivania, e il suo sguardo si sposta sulla mia bacheca. Guarda le fotografie che sono state fatte in varie località in giro per il mondo con la mia famiglia. Poi nota la piccola fotografia della grandezza di un francobollo nell’angolo della bacheca, è della puttana drogata. Merda!

“Chi è?” chiede curiosa.

“Nessuno di importante,” mormoro. Solo la prima donna in assoluti che mi ha aiutato a diventare incredibilmente incasinato per la vita non proteggendomi e abbandonandomi presto. Sì, non è nessuno di importante. Sono andato oltre. Mi infilo la giacca, e voglio distrarre Anastasia dalla puttana drogata.

“Posso chiuderti la zip?”

“Grazie. Allora perché è sulla tua bacheca?” chiede non mollando la presa.

“Una dimenticanza da parte mia. Come va il mio papillon?” provo con un’altra domanda per distrarla. E questa volta funziona.

“Ora è perfetto.”

“Come te,” mormoro prendendola e baciandola appassionatamente. “Ti senti meglio?”

“Molto meglio, grazie, Mr. Grey.”

“Il piacere è stato tutto mio, Miss Steele,” rispondo mentre le prendo la mano e torniamo alla pista da ballo.

Riusciamo appena ad arrivare alla pista da ballo mentre gli altri ospiti si stanno assemblando. Conduco Anastasia in pista.

“E ora, signore e signori, è il momento del primo ballo. Mr. e Dr. Grey, siete pronti?” chiede il maestro di cerimonie, e mio padre annuisce mentre avvolge le sue braccia intorno a mia madre.

“Signore e signori dell’Asta del Primo Ballo; siete pronti?” chiede il maestro di cerimonie ai vincitori, e annuiamo tutti.

“Allora iniziamo. Attacca pure, Sam!”

Soundtrack

Un giovane uomo arriva lentamente sul palco e si gira verso l’orchestra schioccando le dita. L’orchestra inizia a suonare “I’ve Got You Under My Skin.”

Questa canzone ha un significato speciale per noi, perché ho ballato questa canzone, con Frank che cantava, nel mio salone. Sorrido alla mia ragazza, la prendo tra le braccia e iniziamo a scivolare sulla pista da ballo. Ci sorridiamo come ebeti, giovani e spensierati.

“Amo questa canzone,” mormoro abbassando lo sguardo su di lei. “Sembra molto calzante,” dico mentre sul mio viso compare un’espressione seria. Solo poco tempo fa, pensavo di averla persa, e lei non mi è soltanto entrata sotto la pelle, è marchiata nella mia anima.

“Anche tu mi sei entrato sei sotto la mia pelle,” risponde. “O almeno lo eri nella tua camera da letto.”

Provo a nascondere il mio divertimento con successo. “Miss Steele,” la richiamo, “non avevo idea che tu potessi essere così rude.”

“Mr. Grey, nemmeno io. Penso sia per tutte le mie recenti esperienze. Sono state educative,” risponde.

“Per entrambi,” dico, ricordando che anche io ho molto da imparare sulle relazioni tra partner alla pari, anche se vorrei ancora tenere la mia quota maggioritaria di quella partnership. E’ mia dopotutto, e sono ancora un maniaco del controllo. Devo ancora avere il controllo. Tollero e compiaccio Anastasia, ma questo non dovrebbe essere confuso con l’abbandono del controllo. Il mio è un semplice compromesso, e solo per Anastasia.

Mentre la canzone finisce, tutti applaudiamo, e il cantante fa un grazioso inchino.

Una voce maschile alle spalle mi chiede, “Posso intromettermi?”

Riluttante acconsento, ma sono ancora irritato per la sua interruzione. Dev’essere sul punto di esplodere adesso per aver sentito parlare così tanto di Anastasia, e avrà voluto incontrarla già da tempo, e ora ha l’occasione per farlo.

“Sii mio ospite. Anastasia, questo è John Flynn. John, Anastasia.”

Mentre mi faccio strada verso il bordo della pista da ballo sorridendo, sento il Dr. Flynn con il suo affascinante accento londinese: “Come va, Anastasia?” e lei riesce a non restare ammutolita ribattendo con un “Salve.” L’orchestra inizia a suonare “Sway.”

Vedo il Dr. Flynn che prova a condurre le danze e parlare ridendo con Anastasia, mentre lei ha un viso più serio. Il mio sguardo è su di loro, li guardo come un falco. Cosa gli sta chiedendo Anastasia? Conoscendola, non si farebbe scappare un’occasione del genere senza scavare per avere informazioni. Mi chiedo che tipo di informazioni il Dr. Flynn si farà scappare su di me. Sono certo che non sarebbe volontario, ma Anastasia ha questa astuta abilità di carpire informazioni a tutti. Cazzo! Lo sta interrogando per bene! Cosa può scoprire in tre minuti? Potrebbe essere qualsiasi cosa se riesce a farsi strada! Mi ritrovo a battere il piede per il nervosismo, anche se provo a sopprimere la sensazione di disagio.

Continuo a controllare il mio orologio. Tre minuti e nove secondi non sono mai sembrati così lunghi! Alla fine il cantante strascica l’ultimo pezzetto di “Sway with me,” mi faccio strada verso Anastasia e il Dr. Flynn. Quando arrivo accanto a loro, John la lascia andare.

“E’ stato un piacere conoscerti, Anastasia,” dice, sorridendole caldamente.

“John,” gli faccio un cenno con la testa.

“Christian,” ricambia il mio gesto e scompare tra la folla.

Tiro Anastasia tra le mie braccia per il prossimo ballo. Il cantante dell’orchestra sta intonando “Save The Last Dance For Me.” E’ un cattivo presagio?

“E’ molto più giovane di quanto mi aspettassi,” commenta. “E terribilmente indiscreto,” mormora.

Cosa? Inclino la testa da un lato provando a scoprire cosa ha detto. “Indiscreto?” chiedo.

“Oh, sì, mi ha detto tutto,” dice. Il mio corpo si irrigidisce d’improvviso. Se si è incasinati quanto me, c’è molto da divulgare. “Beh, in tal caso, vado a prenderti la borsa. Sono certo che non vuoi più avere niente a che fare con me,” dico rassegnato.

Si ferma nel bel mezzo della pista da ballo, immobile. “Non mi ha detto niente!” dice andando nel panico. “Ti stavo solo prendendo in giro!”

Sbatto gli occhi per il sollievo, espirando. Poi la tiro tra le braccia per un abbraccio più stretto, il mio cuore martella quasi forte quanto le percussioni dell’orchestra. “Allora godiamoci questo ballo,” le sorrido, la faccio volteggiare, e alla fine le faccio fare un caschè mentre balliamo sulle note di “Fly Me To The Moon.”

Una volta che il ballo è finito, ci fermiamo tutti e ci applaudiamo a vicenda. La canzone che segue è “Cheek to Cheek.” Mi giro verso Anastasia e le sorrido mentre le porgo la mano: “Ti va, Ginger?”

“Certo che sì, Fred!” dice, mentre arriva roteando tra le mie braccia facendoci ridere entrambi.

Quando la canzone è finita, Anastasia mi dice, “Ho bisogno di andare alla toilette, Christian.”

“Per fare cosa?” le chiedo ammiccando, e lei mi dà un’occhiata accigliata e di rimprovero.

“Ho bisogno di fare la pipì,” sussurra, arrossendo. Oh, quel tipo di bisogno.

“Non ci vorrà molto,” dice alla fine, dandomi uno dei suoi sorrisi. La guardo lasciare la pista da ballo e farsi strada nella direzione dei bagni. Mentre la guardo finire fuori dal mio campo visivo, noto Taylor e Sawyer che la seguono con discrezione.

Soundtrack

Circa quattro minuti dopo che si è allontanata da me, sento il telefono che mi vibra contro la gamba. Lo estraggo e controllo il mittente; è Taylor.

“Problemi?” chiedo.

“Potrebbero essercene, signore. Mrs. Lincoln ha appena intrappolato Miss Steele al tavolo a cui eravate seduti quando Miss Steele è andata a recuperare la sua borsa.”

“Cazzo!” mi esce dalla bocca. La musica alta e le chiacchiere della gente nascondono il mio epitaffio; gli altri ospiti non fanno attenzione a me.

“Cosa vuole che facciamo, signore?”

“Aspettate lì! Sto arrivando. Non voglio nessuna scenata. Aspettate!” dico mentre frettolosamente mi faccio strada verso l’area della cena, quasi correndo. Mi imbatto in qualcuno che porge la mano dicendo, “Oh, Mr. Grey! Mi chiamo…” ma non riesce a finire la sua frase.

“Sì, dopo,” dico innervosito, e vado avanti.

Quando finalmente raggiungo l’entrata del tendone, Taylor è fermo lì, insieme a Sawyer, i loro occhi fissi su Elena e Anastasia, e sono assolutamente agitato e preoccupato per risultato di questo incontro.

“Eccoti qui,” dico rivolgendomi ad Anastasia mentre lei sta uscendo al tendone, con la rabbia che le fuoriesce da ogni poro. Poi il mio sguardo si sposta su Elena, facendomi accigliare. Anastasia cammina e mi passa accanto; la sua bocca è sigillata, tanto per cambiare; non dice niente.

“Ana,” la chiamo. Lei si ferma e io velocizzo il passo per raggiungerla. “Cosa c’è che non va?” chiedo guardano verso di lei con paura e preoccupazione.

“Perché non lo chiedi alla tua ex?” sibila con rabbia. Non qua piccola! Non ora! Prendo un respiro profondo, e il gelo inguaina i miei occhi come se fosse stata eretta una barriera protettiva, e la mia bocca si piega in una smorfia.

“Lo sto chiedendo a te,” dico, dolcemente, con voce molto controllata. Lei mi guarda male, ma io mantengo la mia posizione.

“Lei minaccia di perseguitarmi se ti farò soffrire ancora – magari con una frusta,” mi aggredisce. Grazie a Dio! Non è così terribile come pensavo. “Sicuramente l’ironia della situazione non ti è sfuggita,” dico contraendo le labbra con leggero divertimento.

“Non è divertente, Christian!” ringhia.

“No, hai ragione. Le parlerò,” dico serio, ancora divertito, e cercando di reprimere un sorriso.

“Non farai niente del genere,” dice con rabbia, incrociando le braccia come per estraniarsi, con una reazione difensiva. La guardo rapidamente, confuso. Perché è così arrabbiata? Non è così terribile la situazione. Elena si è espressa nell’unica maniera che conosce.

“Ascolta, so che sei legato a lei finanziariamente, scusa il gioco di parole, ma -” dice, estraniandosi. Scuote la testa, come se stesse parlando ad un bambino che non vuole capire quello che lei sta cercando di trasmettergli. “Ho bisogno del bagno.” Mi lancia un’occhiataccia, le sue labbra chiuse in una linea dritta. Sospiro, piegando la testa di lato. Non voglio che lei sia arrabbiata. Avrei voluto che ci divertissimo questa sera, e lo stavamo facendo, finché Elena non ha buttato la sua merda su Ana.

“Ti prego non essere infuriata. Non sapevo che lei fosse qua. Ha detto che non sarebbe venuta,” dico come se stessi cercando di calmare e placare un animale selvaggio. Faccio un passo verso di lei guardandola, sollevando delicatamente le mie dita sulle sue labbra; faccio scorrere il mio pollice sul suo labbro inferiore imbronciato. “Non lasciare che Elena rovini la nostra serata, ti prego, Anastasia. Lei è davvero acqua passata,” dico cercando di calmarla. La tiro più vicino a me, chiudendo gli occhi, sfioro delicatamente le sue labbra con le mie facendola sospirare. Quando ci stacchiamo dal nostro bacio, la prendo per il gomito.

“Ti accompagno al bagno così non verrai interrotta di nuovo,” dico conducendola al lussuoso bagno temporaneo.

“Ti aspetterò qui, piccola,” mormoro. La guardo entrare in uno dei bagni chimici.

Non appena chiude la porta, tiro fuori in mio Blackberry e compongo il numero di Elena.

“Christian?” risponde lei con apprensione.

“Cosa cazzo cercavi di fare?” sibilo minacciosamente.

“Cosa vuoi dire, Christian?”

“Dacci un taglio Elena. Mi avevi detto che non saresti venuta a questo evento. Perché hai cambiato idea? Pensavo fossimo d’accordo.”

“Christian, eri così sconvolto Sabato scorso, e non riuscivo a togliermelo dalla mente. Ero preoccupata da morire per te, che dovessi fare qualche gesto sconsiderato verso te stesso. E quando l’hai portata al salone, ho capito che eri tornato con lei. Volevo essere certa che lei non ti ferisse più.”

“Questo non è il tuo lavoro né il tuo posto, Elena!”

“Non posso, Christian. Lei ti ferirà!”

“Non lo farà! Lei stava proteggendo se stessa!”

“Le sue azioni ti feriscono! Non posso permetterle di rifarlo.”

“Beh, lasciala in pace, cazzo!”

“Stavo solo pensando al tuo benessere, Christian. Mi fa male sapere che qualcuno là fuori ha il potere di danneggiarti irrimediabilmente.”

“Ascoltami Elena! Questa è la prima vera relazione della mia vita, e non voglio che tu la comprometta con le tue preoccupazioni fuori luogo per me. Lasciala. In. Pace. Intendo questo, Elena.”

“Sono molto dispiaciuta, Christian! Lo sono davvero! Non sapevo che avessi questi sentimenti forti verso di lei. Mi dispiace di aver interferito. Se avessi saputo io… è solo che non voglio che questo incidente distrugga la nostra amicizia. Lo farà?” chiede supplicando.

“No, certo che no,” dico accigliato, e quando alzo lo sguardo, vedo Anastasia che mi fissa.

“Devo andare. Buonanotte,” dico chiudendo la chiamata.

Sa che stavo parlando con Elena. Inclina la testa di lato e chiede, “Come sta l’acqua passata?”

“Irritata,” rispondo cinico. “Vuoi ballare ancora un po’? O vuoi andare?” chiedo controllando l’ora. “Se vuoi rimanere, i fuochi d’artificio inizieranno tra cinque minuti,” le dico.

“Davvero? Io adoro i fuochi d’artificio,” risponde eccitata.

“Allora rimarremo per vederli,” le dico cingendola possessivamente e tirandola vicino al mio corpo. “Non lasciare che lei si metta tra di noi, ti prego,” la supplico.

“Lei si preoccupa per te,” borbotta Anastasia.

“Sì, e io per lei… ma solo come amica.”

“Penso che sia più di un’amicizia per lei,” valuta Ana.

Penso di capire cosa intenda, e quando si ha una relazione come la nostra, si creano certi legami, certe cose sia buone che cattive. Ma quel che è stato è stato. Non posso cambiarlo.

“Anastasia, Elena ed io… è davvero complicato. Abbiamo un passato in comune. Ma è solo questo… passato. Come ti ho detto già molte volte, lei è una buona amica. E questo è tutto. Ti prego dimenticati di lei,” chiedo baciandole i capelli.

Quando finalmente facciamo ritorno sulla pista da ballo, mio padre chiama Ana.

“Anastasia, mi chiedevo se volessi concedermi l’onore del prossimo ballo,” chiede porgendole la mano. Anastasia accetta la mano tesa.

Soundtrack

Quando la canzone “Come Fly With Me” inizia, mio padre e Anastasia iniziano a ballare.

Io aspetto a bordo pista e inizio a guardare la mia donna dondolare sulla pista da ballo con mio padre. È davvero mozzafiato, soprattutto con indosso quella maschera. Guardo lei e mio padre ballare, mentre chiacchierano e sorridono divertiti facendo sciogliere il mio cuore. Quando la canzone finisce, mio padre lascia Anastasia, si inchina davanti e lei fa lo stesso.

“Basta ballare con i vecchietti,” dico prendendo in giro Anastasia. Mio padre ride.

“Stai attento al vecchietto, figliolo. Ai miei tempi ho avuto i miei momenti,” dice ammiccando, e torna verso gli invitati.

Mi rivolgo ad Anastasia in soggezione, “Penso che tu piaccia a mio padre,” dico seguendo con lo sguardo mio padre in mezzo alla folla.

“Perché non dovrei piacergli?” Anastasia sbircia attraverso la maschera sbattendo le ciglia in modo civettuolo verso di me.

“Un punto per te, Miss Steele,” dico tirandola ancora tra le mie braccia, spingendo l’uno contro l’altro i nostri corpi.

Il gruppo inizia a suonare“It Had to Be You” in tono lento.

“Balla con me,” sussurro con tono seducente. Ballare è quasi come fare sesso; i suoi movimenti, il fluire e rifluire di emozioni, l’immersione, corpi che si aggrovigliano in sincronia, il ritmo, e ovviamente la mia parte preferita – io che prendo il controllo.

“Con piacere, Mr. Grey,” risponde sorridendo. Ancora una volta, la conduco attraverso al pista da ballo.

A mezzanotte, prendo la mano di Anastasia e passeggiamo verso la riva per guardare i fuochi d’artificio dalla darsena. Il maestro delle cerimonie lascia che gli ospiti si tolgano le maschere, così che possano vedere meglio lo spettacolo dei fuochi d’artificio. Taylor e Sawyer ora sono nelle vicinanze perché i fuochi d’artificio stanno per iniziare, e possono vedere il volto di ogni individuo. I loro volti sono vigili, scansionano, alla ricerca di qualsiasi segnale di pericolo. Sento un brivido attraversare il corpo di Anastasia. Guardo verso di lei e chiedo:

“Tutto bene, piccola? Hai freddo?”

“Sto bene,” mormora subito. Si guarda intorno, e si accorge di Reynolds e Ryan vicini, dietro di noi. È preoccupata. Voglio che si dimentichi che abbiamo il servizio di sicurezza intorno.

Sono uomini capaci, lei ha bisogno di divertirsi e non di preoccuparsi di tutto. La metto di fronte a me, lontano dalla vista diretta della squadra di sicurezza. Gli addetti ai fuochi pirotecnici sono tutti vestiti di nero e quasi pronti per iniziare lo spettacolo. Quando la musica classica inizia e risuona sopra al molo per accompagnare i fuochi, vediamo due razzi salire in cielo ed esplodere sulla baia, scintillanti di bianco e arancione modellandosi in una palma luminosa, e luccicando sulle acque scure. Anastasia è sbigottita dopo il lancio di diversi altri razzi e anche questi presentano un’incredibile dispiegamento di colori e forme, scoppio di stelle, forme di fiori, e una magnifica esposizione di colori vivaci. I razzi vengono sparati e scoppiano a tempo di musica rendendo la performance ancora più spettacolare. Sento Anastasia prendere fiato per lo stupore.

Lo spettacolo pirotecnico stupisce Anastasia così tanto che sul suo volto è stampato un grande sorriso e mi guarda con pura gioia. Una volta arrivata la fine, una raffica di sei razzi vengono sparati sopra le acque scure ed esplodono simultaneamente in uno spettacolo di luce glorioso.

“Signore e signori,” dice il maestro delle cerimonie per placare gli applausi. “Solo una nota da aggiungere alla fine di questa splendida serata; la vostra generosità ha portato al raggiungimento di un milione e ottocentocinquantatremila dollari!” Acclamazioni ed applausi scoppiano di nuovo tra la folla , come segno di approvazione. “Grazie da Affrontiamolo Insieme” appare in lettere luminose sopra le acque scure.

“Oh, Christian… è stupendo,” Anastasia sogghigna verso di me e non posso far altro che chinarmi e baciarla.

“E’ ora di andare,” mormoro mentre mi stampo in viso un grande sorriso, col desiderio di mostrarle che voglio giocare con lei prima che la nottata sia finita. Lei sembra stanca, quindi è meglio che la porti a casa se voglio avere qualche possibilità di godere di lei questa notte. Guardo Taylor che è incollato a noi mentre la folla si sta disperdendo. C’è apprensione nei suoi occhi; vuole che rimaniamo finché non se ne saranno andati tutti. Io e Taylor abbiamo sviluppato questa capacità di comunicare solo con lo sguardo. Taylor è un veterano di guerra ed ha dovuto attraversare molta merda; raid notturni, bombardamenti, e non vede i fuochi d’artificio come li vediamo noi. È inquietante per lui. Noi tutti portiamo un certo bagaglio, e questo è parte del suo.

“Resta con me un momento. Taylor vuole che aspettiamo finché la folla non si sia dispersa,” dico. Anastasia sembra sorpresa.

“Penso che lo spettacolo pirotecnico lo abbia fatto invecchiare di un centinaio di anni,” aggiungo.

“Non gli piacciono i fuochi d’artificio?” Guardo verso di lei scuotendo la testa, ma non spiego – non è compito mio divulgare i segreti e i tormenti personali di Taylor; neanche ad Anastasia. Molti soldati che sono stati in guerra, devono avere a che fare con questa merda per la maggior parte della loro vita.

“Quindi, Aspen,” dico cercando di distrarla da questo tema.

“Oh…” ricorda. “Non ho pagato per la mia offerta,” dice ansimando.

“Puoi mandare un assegno. Ho l’indirizzo.”

“Eri davvero arrabbiato,” nota correttamente.

“Sì, lo ero,” rispondo sinceramente.

Lei sorride ampiamente in risposta. “È colpa tua e dei tuoi giochi.”

“Sei abbastanza sopraffatta, Miss Steele. Un risultato molto soddisfacente se ricordo bene,” rispondo sorridendo lascivamente. “Tra l’altro, dove sono?”

“Le sfere d’argento? Nella mia borsetta.”

“Le vorrei riavere,” dico guardandola sorridendo. “Sono dispositivi troppo potenti per essere lasciati nelle tue mani innocenti.”

“Preoccupato dal fatto che potrei essere sopraffatta di nuovo, magari con qualcun’altro?” chiede. Anastasia cazzo non prendermi in giro con questa merda! Qualcun altro farebbe bene a non mettere le mani su ciò che è mio! Un pericoloso luccichio vela i miei occhi. “Spero che non accada,” dico, con voce di ghiaccio. “Ma no, Ana. Io voglio tutto il tuo piacere.” Chiamatemi maniaco del controllo, ma quando si tratta della mia donna, e come è compiaciuta, devo essere io a farlo, neanche lei stessa.

“Non mi credi?”

“Assolutamente. Ora, posso riaverle?” chiedo tendendo la mia mano.

“Ci penserò.”

Socchiudo gli occhi verso di lei, ma non reagisco.

La musica si ripropone con il DJ che inizia a suonare una musica martellante con un buon ritmo per i giovani.

Soundtrack

“Vuoi ballare?” chiedo ad Anastasia.

“Sono davvero stanca, Christian. Preferirei andare, se per te va bene,” dice con occhi assonnati.

Guardo verso Taylor che annuisce; sente che è abbastanza sicuro per partire, e ci dirigiamo verso la casa. Tengo la mano di Anastasia nella mia. Mia sorella Mia arriva correndo. “Non te ne stai andando vero? La vera musica sta cominciando adesso. Andiamo, Ana,” dice afferrandole la mano e trascinandola verso la pista da ballo.

“Mia,” la fermo autorevolmente. “Anastasia è stanca. Stiamo andando a casa. Inoltre, ci aspetta una grande giornata domani.” Anastasia mi guarda sorpresa, curiosa. Mia sorelle mette il broncio delusa, ma conosce il mio tono risoluto.

“Devi venire la prossima settimana. Potremmo andare a fare shopping?” chiede ad Anastasia.

“Certo, Mia,” dice sorridendo dolcemente. Mia sorella bacia velocemente Anastasia, e mi abbraccia come se non ci fosse un domani. Le mani di Mia persistono sui risvolti del mio smoking, e io guardo verso di lei con amore. Il suo tocco non mi preoccupa, perché lei è la prima persona che mi ha reso felice in questa casa. La tenevo quando era ancora in fasce, e quando lei mise le sue piccole manine su di me per cercare conforto, e amore , eravamo connessi, e il suo tocco non mi ha mai dato fastidio, mai. Lei è l’unica persona con cui mi sento così.

“Mi piace vederti così felice,” mi dice con voce dolce, baciandomi sulle guance.

“Ciao. Divertitevi ragazzi,” squilla, e saltella verso i suoi amici come una bambina di sei anni, uno dei quali è Lily, che ci guarda gelida, lanciando pugnali con gli occhi.

“Andiamo a dare la buonanotte ai miei genitori prima di andare. Vieni,” dico andando verso la casa, loro sono tra la folla di gente.

“Ti prego di tornare, Anastasia, è stato bello averti qui,” dice mia madre. Entrambi la abbracciano e la baciano sulle guance. Anastasia sembra sopraffatta, e stupita dalla loro reazione. Finalmente ci incamminiamo verso l’uscita aspettando la nostra macchina. Anastasia mi guarda mentre aspettiamo. Non ricordo di essere stato così felice da molto tempo. In effetti, se dovessi contare i miei momenti più felici, tutti includerebbero Anastasia.

“Senti abbastanza caldo?” le chiedo.

“Sì, grazie,” risponde stringendosi nel coprispalle.

“Mi sono davvero divertito questa sera, Anastasia. Grazie,” dico. E non è stato per il ballo di beneficienza, che di per sé non sarebbe stato divertente, ma perché lei era qui, e ha reso la serata al di la dell’essere memorabile per me.

“Anche io, in alcuni momenti più che in altri,” dice ammiccando. Questo è ciò di cui sto parlando. Non so mai cosa dirà o farà e il mio desiderio, il mio amore per lei è sempre al massimo. Se non avessi un controllo eccezionale, andrei in giro in ogni momento, con l’erezione in bella vista. Sorrido e annuisco, e non appena vedo che si morde il labbro, aggrotto la fronte.

“Non morderti il labbro,” le dico in tono cupo. Sa l’effetto che ha su di me.

“Cosa intendevi dicendo che domani abbiamo una giornata impegnativa?” chiede cambiando argomento.

“La Dr. Greene verrà a visitarti. E inoltre, ho una sorpresa per te.”

“La Dr. Greene!” si ferma, in ansia. E’ preoccupata?

“Sì.”

“Perché?”

“Perché odio i preservativi,” dico calmo. Valuto la sua reazione. Il suo corpo è mio tanto quanto suo. Dovrei avere voce in capitolo visto che siamo fidanzati e dobbiamo risolvere questo problema. Naturalmente per la stessa ragione, il mio corpo appartiene a lei tanto quanto appartiene a me. E’ stato nel Cantico dei Cantici, che sta diventando la mia guida di vita preferita “Il mio diletto è per me e io per lui”.

“E ‘il mio corpo,” mormora.

“E’ anche mio,” sussurro. Mi guarda, si avvicina. Lei è mia! Solo mia! Lei è più mia che di se stessa! Lei arriva, e io indietreggio leggermente, ma riesco ad allontanarmi quindi mi fermo. Con Anastasia, non so mai cosa fare, o cosa farà. Ma ricordo a me stesso che il mio corpo è suo. Lei afferra la coda papillon, lo tira, e lo disfa. Le sue mani raggiungono lentamente il bottone in alto e lo sbottona delicatamente.

“Sei così sexy,” sussurra. Dannazione donna! Sa come prendermi e come farmi eccitare. Sorrido compiaciuto, a malapena sono di grado di contenermi. Non so se riuscirò ad arrivare a casa senza prenderla. “Ho bisogno di tornare a casa. Vieni,” dico.

Non appena la nostra auto si avvicina, Sawyer si avvicina e mi porge una busta.

“Signore, un cameriere mi ha dato questa. E’ indirizzata a Miss Steele. Ma il ragazzo che me l’ha consegnata non ha saputo dirmi da chi provenisse.” Mi acciglio e la guardo. Ha il nome di Anastasia scritto sopra. Taylor apre la portiera e lascia che Anastasia entri in auto. Un altro ammiratore? Salgo a mia volta e tengo in mano la busta chiusa. Taylor e Sawyer prendono il loro posto. Anastasia mi guarda confusa. “E’ indirizzata a te. Un cameriere l’ha data a Sawyer. Senza dubbio hai infranto un altro cuore,” lo dico con disgusto. Non mi piace per niente. Non mi piace che altra gente metta gli occhi su ciò che mi appartiene. Anastasia fissa la busta non aperta. La prende, e la strappa, leggendola in penombra dell’auto. Il suo viso drena il sangue, e la rabbia corre sul suo viso. Si volta verso di me arrabbiata. “Gliel’hai detto?” chiede incredula.

“Detto a chi, cosa?” chiedo confuso.

“Che la chiamo Robinson,” sbotta.

“E’ da Elena?” chiedo shockato. “Questo è ridicolo,” mormoro esasperato. Cosa diavolo sta cercando di fare? Sono arrabbiato, irritato, e pronto a spezzare il collo a qualcuno. “Mi occuperò di questa faccenda domani. O lunedì,” mormoro e mie parole grondano veleno. Anastasia non dice altro, e ripone il messaggio nella borsetta, poi tira fuori le palline d’argento e me le passa a me. “Alla prossima,” mormora.

Nonostante quello che è appena successo, la sua remissività del fatto che mi sarei occupato del problema con Elena, e per avermi dato la sua offerta di pace con le sfere d’argento, sorridendomi, mi piace ancora di più.

Non appena il SUV prende velocità attraverso la città, Anastasia guarda fuori dal finestrino attraverso il buio della città. Ben presto la sua testa si appoggia al finestrino, e noto che si è addormentata. Le metto la testa sul mio grembo, non voglio che sbatta contro il vetro per tutta Seattle. Sembra così tranquilla. Le accarezzo i capelli fino ad arrivare all’Escala.

Una volta che Taylor arriva nel parcheggio sotterraneo, e parcheggia il più vicino possibile agli ascensori, sveglio Anastasia. Sembra così stanca. “Hai bisogno che ti porti su?” le chiedo gentilmente. Scuote la testa facendomi segno di no. Sawyer esce dall’auto e mi apre la portiera per farmi scendere, e vado verso Anastasia facendo la stessa cosa. Mentre noi tre ci dirigiamo verso l’ascensore, Taylor va a parcheggiare.

Non appena la porta dell’ascensore si apre, entriamo e Anastasia si appoggia contro di me, stanca, mettendo la testa sulla mia spalla. Sawyer è in piedi di fronte a noi, essendo nuovo, si sposta a disagio. Se fosse stato Taylor, avrebbe finto che non ci fosse nessuno, e avrebbe assunto un atteggiamento del tutto impassibile.

“E’ stata una lunga giornata, eh, Anastasia?” chiedo. Annuisce in risposta troppo stanca per dire anche solo una parola.

“Non sei molto loquace,” dico, e lei risponde con un cenno del capo facendomi sorridere.

“Vieni. Ti metto a letto,” dico e le prendo la mano mentre usciamo dall’ascensore, ma Sawyer ci ferma con la mano. Guai! Parla con la ricetrasmittente attaccata alla manica.

“Lo farò, T,” dice, e si gira verso di noi, ma mi aggiorna. “Signor Grey, gli pneumatici dell’Audi di Miss Steele sono stati tagliati, e della vernice è stata gettata dappertutto sull’auto,” dice con calma. Cazzo! La rabbia sorge in me. Leila! Sospettavo che potesse puntare ad Anastasia e sapendo che ora è lei quella che sta prendendo di mira, mi fa diventare al di la dell’arrabbiato. Il sangue drena dal mio viso.

“Taylor è preoccupato che il colpevole possa essere entrato nell’appartamento ed essere ancora lì. Vuole essere certo che la via sia libera,” afferma Sawyer semplicemente.

“Capisco,” dico con un sussurro che fa a malapena riconoscere la mia voce. “Qual è il piano di Taylor?”

“Sta arrivando con l’ascensore di servizio insieme a Ryan e Reynolds. Faranno un giro di controllo e poi ci daranno il via libera. Resterò qui ad aspettare con lei, signore.”

“Grazie, Sawyer,” dico mentre stringo il braccio intorno Anastasia protettivo.

“Questa giornata non fa che migliorare,” sospiro amaramente, strofinando il naso sui capelli di Anastasia. Tutti le mie cazzo di ex che saltano fuori per distruggere la mia relazione, per non parlare del soggetto delle mie preoccupazioni. Fanculo tutto questo! Sono sempre più arrabbiato ogni secondo che passa. Perché sto aspettando qui, come se mi stessi nascondendo da Leila, una mia sottomessa, per l’amor di Dio? Non ho nulla da temere da una delle donne che sono state nella mia vita. La rabbia cresce in me, e sono determinato ad andare a trovare Leila se lei si trovasse ancora nel mio appartamento.

“Ascolta, non posso star qui e aspettare. Sawyer, prenditi cura di Miss Steele. Non lasciarla entrare finché non sarai certo che tutto sia apposto. Son certo che Taylor si stia preoccupando troppo. Non può essere entrata in casa,” dico girandomi per entrare in quella dannata casa.

“No, Christian – stai con me,” supplica Anastasia.

La lascio. “Fa’ quello che ti dico, Anastasia. Aspetta qui,” ordino.

Si muove con fare disobbediente, come se mi stesse dicendo io-faccio-quel-diavolo-che-mi-pare.

“No!” le dico con fermezza. “Sawyer?” mi rivolgo a lui dandogli il mio sguardo, è-meglio-che-non-le-permetti-di-fare-quello-che-pensa-se-vuoi-mantenere-il-tuo-lavoro, facendo in modo che non le permetta di entrare, e chiudo la porta dietro di me.

Le luci sono soffuse in tutto l’appartamento. Accendo le luci al massimo così da scacciare tutte le ombre dagli angoli. Il primo posto in cui entro è il salone. Il mio sguardo spazia intorno e non vedo nessuno. Taylor, Ryan e Reynolds sono in piedi con le armi in pugno coprendosi le spalle a vicenda. Lo sguardo di Taylor mi squadra dall’alto in basso controllandomi. Accidenti! Lui è troppo prudente e iperprotettivo a volte. Quando mi vede arrabbiato, ma per il resto bene, fa un gesto con la mano disperdendo gli altri due, invitandoli a cercare in varie parti della casa. “Mr. Grey,” dice con voce di rimprovero. “Deve venire con me, Signore,” dice sapendo che non sono convinto di essere lasciato in disparte. “Andiamo a controllare la mia camera da letto e la stanza dei giochi, Taylor,” dico in tono serio. Taylor è ancora sull’attenti, gli occhi guizzano in ogni angolo, come se un aggressore invisibile potrebbe saltar fuori in qualsiasi momento, la pistola ancora puntata. Parla alla ricetrasmittente che ha nella manica a bassa voce, urlando ordini.

“Taylor, non c’è bisogno di avere la pistola! E ‘solo una donna disturbata,” dico guardando la sua cazzo di Walther P99 9 millimetri pronta a sparare.

“Signore, ha un porto d’armi e devo supporre che abbia già acquistato un’arma. Il fatto che sia venuta qui e abbia deturpato il veicolo di Miss Steele così apertamente, dimostra così brutalmente che lei è instabile, senza paura, e imperterrita. Il mio compito è quello di proteggere lei e Miss Steele. Laggiù,” dice indicando in direzione del foyer. “La prego, mi lasci fare il mio lavoro!” Annuisco, sapendo che ha ragione.

Per prima cosa andiamo nella mia camera da letto. Taylor guarda in ogni angolo, dietro le tende , si assicura che la porta finestra del balcone sia bloccata, guarda in bagno, si guarda attorno, guarda il soffitto, come se potesse essere appesa in qualche angolo come un ragno o un pipistrello.

Dopo di che andiamo nella stanza dei giochi. La porta resta sempre chiusa a chiave, ma con Leila, che ha dimostrato di essere molto scaltra, non sarei sorpreso se avesse avuto modo di farsi una chiave, e l’avesse tenuta per tutti questi anni. Non ho cambiato le serrature della stanza dei giochi da quando lei veniva qui. Taylor entra e controlla dietro ogni angolo. Mi soffermo a guardare in qualche altro posto nella stanza, e Taylor muove la mano senza girare la testa facendomi segno di avvicinarmi.

“Mr. Grey. Stia vicino a me per favore. Devo poterla proteggere, e più mi sta vicino più mi rende facile il lavoro,” dice pazientemente.

“Taylor! Non c’è nessuno qui! La stanza è vuota!” dico.

“Mr. Grey. Questo lo lasci stabilire a me. Non sapremo se è in questa stanza fin quando non avremo controllato ogni angolo, ogni fessura, dietro ogni accessorio presente qui, e al momento non è ancora stato fatto. Le darò il via libera non appena questo sarà stato fatto. Ma, deve rimanere vino a me, o rimanere con Miss Steele all’ingresso. Non posso fare il mio lavoro con attenzione se devo prestare attenzione alla sua sicurezza. Sono il capo della sua sicurezza. Lasci giudicare me…” aggiungendo un “signore” con voce esasperata.

Sente il suo nome dal ricevitore, e dà una risposta irritata a stento contenuta, “Che c’è?”

I suoi occhi mi guardano e poi parla di nuovo vicino alla manica.

“Sawyer,” sbraita, e il mio livello di attenzione si alza sapendo Anastasia è con lui. I miei occhi trafiggono Taylor, la mia bocca si serra in una linea severa, sto per andare da Anastasia. Taylor alza un dito per indicare un minuto. “Miss Steele non deve lasciare l’ingresso fino a quando io non ti dirò che è tutto apposto!” dice contenendosi a malapena.

Si gira verso di me e dice, “Miss Steele, sta insistendo per venire a cercala, Signore,” dice.

L’esasperazione cresce dentro di me. “Lei deve rimanere all’ingresso con Sawyer, fin quando non dirai che è tutto apposto,” ordino. “Hai sentito, Sawyer! Questo è un ordine!” dice Taylor parlando alla ricetrasmittente.

Annuisco con approvazione. So che Taylor può garantire la nostra sicurezza al meglio, con tutta la merda con cui aveva a che fare con come membro di Black Ops, ma in questo momento ho anche realizzato la sua sincera preoccupazione e la serietà del suo lavoro mentre cerca di proteggere me e Anastasia.

Avendo realizzato questo, mi metto da parte e gli lascio le redini della situazione, finché non dirà che avremo “via libera,” confidando nel suo giudizio.

Una volta che abbiamo controllato ogni angolo della stanza dei giochi insieme, Taylor dice infine, “tutto libero.”

Ci dirigiamo in biblioteca, e in un’altra stanza sullo stesso piano. Non più di quindici minuti più tardi, Ryan e Reynolds convergono con noi nel salone, e un generale ‘via libera’ è dichiarato da Taylor. Tiro un sospiro di sollievo, ma la tensione non lascia gli occhi di Taylor, ancora vigile, come se lui si trovasse in territorio nemico. Conoscendo Taylor, non dormirà stanotte. Lascio la mia squadra di sicurezza in piedi, mi dirigo verso l’ingresso e vado a prendere, per poterla finalmente stringere tra le braccia, la mia fidanzata.

Allungo una mano verso la maniglia della porta e mi volto per aprirla. Sawyer si gira come una trottola, e estrae la pistola dalla fondina. Anastasia rantola dalla paura, a causa della reazione di Sawyer.

4 thoughts on “CAPITOLO VIII

  1. in una settimana ho divorato tutti i capitoli per mettermi in pari, ora aspetto il mercoledì con trepidazione, non riesco a trovarvi su facebook , mi date il nome corretto? un buon lavoro a tutte.

  2. WOW !!!! Questi capitoli si fanno sempre più intensi 😛 e a dirla tutta anch’io stavo sull’attenti, sicura che prima o poi Leila sarebbe uscita fuori da qualche parte, cercando di aggredire qualcuno… :S colpa dei troppi film che ho visto fin ora nella mia vita 😉 😛

    Grazie per la romanticità che sta uscendo alla scoperto, un pezzetto alla volta, capitolo dopo capitolo!! =)
    E’ la parte che mi piace di più in assoluto ^_^ ♥‿♥

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