CAPITOLO VII

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Durante la lettura potrebbero esserci evidenziati dei link “Soundtrack” che rimandano a delle canzoni. Vi consigliamo di aprirli per entrare appieno nell’atmosfera delle situazioni, continuando ad immergervi nelle parole della storia con un sottofondo da noi consigliato.

capitolo7b2

Ballo di beneficenza

Entro nell’ufficio di Taylor mantenendo il controllo e con estrema sicurezza.

Soundtrack

“Mr. Grey,” dice Taylor, salutandomi. Poi è il turno dei tre uomini. “Signori questo è Mr Grey,” dice.

Inizia poi a presentarmi ognuno dei nuovi membri della sicurezza, mentre io li tengo sotto controllo con il mio sguardo di ghiaccio.

“Mr. Grey, questo è Sawyer,” dice indicandomi un uomo dalla mascella squadrata, con capelli castani e penetranti occhi blu, alto circa 1.90, sotto i trent’anni in buona forma. Sawyer mi strige la mano e faccio altrettanto con presa ferma. “Signore,” dice.

E’ poi il turno di un altro uomo dalla pelle olivastra, occhi marroni e alto quanto Sawyer, ma molto più muscoloso. “Questo è Ryan, signore.” Ryan è un pluridecorato ex militare, con un alta esperienza sulla sicurezza personale, mi guarda con occhi penetranti. “Signore.” L’ultimo uomo del gruppo è più piccolo degli altri. Alto circa 1.80 magro con i capelli biondi tagliati in stile militare. La sua cartella diceva che è un militare, dei Black Ops, ed è altamente raccomandato. Ha un aspetto nerboruto e la grazia di un animale. Cammina verso di me senza lasciare il mio sguardo, e sento la sua presenza predatoria.

Mi stringe la mano e Taylor me lo presenta. “Signore questo è Reynolds.” La sua stretta di mano mi studia e nel frattempo mi rassicura della sue capacità.

Li guardo diritto negli occhi. Guardo brevemente Taylor chiedendogli se è stato spiegato loro cosa comporta il loro lavoro. Lui mi guarda annuendo.

Vado subito al sodo senza preamboli.

“Signori! Questo è quello che chiedo e che mi aspetto per tutto il tempo: Io sono il top, in ogni momento che lavorate per me. Sono il vostro Dio, il vostro capo e un’autorità per voi, vengo prima di qualsiasi altra cosa o di chiunque altro. Io dico ‘salta’ e voi non fate domande, fate il fottuto lavoro che vi assegno!! Senza esitazione dovete obbedire ad ogni singolo ordine. Qualsiasi esitazione causerà il licenziamento immediato! Dovete dimenticarvi le vostre mogli, le vostre fidanzate e la vostra famiglia e ogni altro problema personale mentre state lavorando per me, almeno finché il mio problema non è stato risolto! Avete tutti alte raccomandazioni, ma non me frega un cazzo se non potete, non volete o non fate ciò che vi ordino! Vi ho assunto per le vostre capacità, intuizioni, e voglio che lavoriate con alta professionalità, astuzia e assoluta sicurezza e vi pagherò bene per i vostri servizi. Mi aspetto protezione 24 ore su 24, sette giorni su sette. Non sprecate il vostro tempo se non siete disposti a fare ciò che vi chiedo.” Li guardo tutti dritti negli occhi, con sguardo ferreo.

“Sawyer, le mie condizioni sono accettabili per te?”

Risponde senza esitare, “Sì, Signore!”

“Ryan, le mie condizioni sono accettabili per te?”

Ryan è determinato quanto Sawyer, “Sì, Signore!”

E’ il turno dell’ultimo uomo.

“Reynolds, le mie condizioni sono accettabili per te?”

“Sì, Signore!” dice senza lasciare mai il mio sguardo.

“Ottimo! Vi verrà mostrata la fotografia della donna che è scomparsa, e che sta seguendo me e le mia fidanzata. Crediamo sia armata e pericolosa. Tuttavia, NON dovete farle del male se doveste trovarla. Prendetela con cautela e informatemi immediatamente. Confido nel fatto che uomini come voi, che hanno affrontato la Guerra, siano in grado di affrontare una ragazzina!” Si spostano a disagio sul posto. Non vogliono apparire deboli di fronte al loro capo.

“Sawyer!”

“Signore!” risponde immediatamente.

“Voglio che tu memorizzi il volto di Leila Hanson. In realtà, voglio che tutti voi lo memorizziate, come che anche tutti voi dovete essere alla sua ricerca. E, Sawyer!”

“Signore,” risponde.

“Ti sarà affidata la sicurezza privata della mia ragazza, Miss Steele. Sarai la sua ombra. NON deve uscire dalla tua vista. Dove lei va, tu andrai. Lei ti sfiderà,” dico ricordando tutti i gli assi nella manica di Anastasia. “Potrebbe anche supplicarti, o cercare di convincerti che sta bene e che al sicuro, ma gli ordini restano sempre gli stessi. Che cosa chiede, non conta. Tu non la devi lasciare, indipendentemente da ciò che dice o da come lo dice. Prendi ordini solo da me!! Qualche volta ti saranno dati da me attraverso Taylor. E’ l’altra persona a cui dovrete rispondere. Taylor vi spiegherà il resto dei vostri doveri, così come e dove dovreste cercare Leila.”

Sanno che sono l’alfa di questo posto, e ho la loro completa attenzione. E’ il loro capo che sta parlando.

“Sawyer, stasera verrai come sicurezza con Taylor nello stesso suo veicolo,” dico.

“Sì, signore!”

“Lascio il resto nelle mani di Taylor, che vi darà i vostri compiti,” dico e Taylor annuisce.

“Signori,” dico e mi volto verso Taylor, e il mio sguardo gli fa capire che voglio vederlo da solo, e lascia l’ufficio insieme a me. Prima di lasciare l’ufficio dice, “Sarò di ritorno tra poco.”

Una volta che siamo fuori dal suo ufficio, e fuori della portata d’orecchio di tutti, mi rivolgo a lui bruscamente e dico: “Ho bisogno che tu mi porti un rossetto rosso brillante, se è possibile trovarlo in questo momento.”

Le sue sopracciglia si alzano, ma dal momento che questa non è la cosa più strana che gli ho chiesto di fornirmi negli anni che ha lavorato per me, annuisce e registra la mia richiesta: “Sì, signore,” poi va nella suo ‘ripostiglio’. Mi stupisco delle cose che tiene lì, ma questo è uno dei motivi per i quali l’ho assunto, perché è in grado di fare ciò che gli viene richiesto, senza pensarci due volte.

Ho pensato ad una mappa per Anastasia, e voglio tracciare la linea di dove lei può e non può toccare. In questo modo posso fare un po’ di compromesso, senza rompere i suoi o i miei limiti assoluti. Posso fare questo compromesso per Anastasia, e solo per lei. In meno di due minuti, Taylor torna con un rossetto nuovo. Svito il tappo, e lo giro fino in fondo. Ne esce un rossetto rosso prostituta. Annuisco in risposta con una faccia impassibile, e lascio che Taylor torni nel suo ufficio.

Ritorno nella stanza di Anastasia e la trovo distesa sul letto mentre guarda il suo monitor con attenzione leggendo quello che deve essere un pezzo affascinante. Resto sulla porta per osservarla. Lei non mi vede. “Cosa stai facendo?” chiedo sommessamente.

Il panico attraversa i suoi occhi, e mi chiedo se stia parlando con qualcun altro. Qualche altro ragazzo? Scaccio via subito questi pensiero. Mi avvicino e mi siedo vicino a lei e guardo lo schermo del suo Mac.

Sul sito web si legge: Disturbo della personalità multipla: i sintomi. Sono sia sollevato che divertito. Ci potrebbe essere solo una ragione per la quale sta leggendo quelle cose: io. Ma non posso lasciargliela passare liscia senza prenderla in giro.

“Sei su questo sito web per un motivo particolare?” chiedo casualmente. Lei mi lancia un’occhiata di traverso per valutare il mio stato d’animo. Il suo viso resta passivo e risponde, “Ricerche. Per una personalità difficile.”

La sua risposta improvvisamente mi fa venir voglia di sorridere. Per qualche strana ragione, mi rende felice che lei stia facendo sforzi per capirmi. “Una personalità difficile?” chiedo.

“E’ una mio pallino”, risponde ancora una volta con un’espressione impassibile.

Non posso fare a meno di continuare a prenderla in giro su questo sembrando ferito, “Anastasia, tu pensi a me come ad un pallino? Un’attività extra, forse. Forse anche un esperimento scientifico. Io che pensavo di essere tutto per te. Miss Steele, mi hai ferito.”

“Cosa ti fa pensare che sia tu?” chiede.

“Solo un ipotesi,” dico sorridendo.

“Be’, Mr Grey, è vero che tu sei l’unico fottuto uomo incasinato, lunatico, maniaco del controllo che conosco intimamente,” risponde lei.

“Miss Steele, pensavo di essere l’unica persona che conoscessi intimamente,” dico con gelosia strisciante.

Lei arrossisce: “Infatti è così,” risponde con calma.

“Beh, e ​​l’articolo ti ha aiutato a raggiungere conclusioni su di me?” chiedo. Si gira di lato e mi guarda per un po’, mentre la guardo di rimando con un’espressione divertita.

“Sì,” risponde lei. “Mr Grey, credo che tu abbia bisogno di una terapia intensa,” dice un scherzando, ma conoscendo Anastasia, potrebbe proprio voler dire quello che sta dicendo. Mi avvicino e le accarezzo la guancia con le nocche mentre chiude gli occhi e si appoggia d’istinto al mio tocco. I capelli le ricadono sul viso e glieli infilo dietro l’orecchio.

Soundtrack

“Ho bisogno di te Anastasia,” dico, porgendole il rossetto rosso brillante. Lei lo guarda confusa. Poi torna a guardarmi accigliata. Lo apre, e lo svita, facendo uscire il rosso prostituta, decidendo chiaramente che non è il suo colore.

“Vuoi che metta questo … colore?” lei squittisce facendomi ridere.

“No, piccola! Beh, a meno che tu non lo voglia. Ma sono sicuro che non sia il tuo colore,” aggiungo.

Mi siedo sul letto a gambe incrociate, togliendomi la maglietta. “Stavo pensando alla tua idea della mappa, e ho pensato che dovresti farla…” dico, mentre lei mi fissa con vuoto negli occhi. Scuote la testa, rientrando di nuovo nel suo corpo, deglutendo, incapace di credere che le stia lasciando fare quello.

“Eh?” dice lei, mentre il respiro è in rapido aumento e resta a bocca aperta per incredulità.

“La mappa delle zone off-limits,” dico.

“Stavo solo scherzando,” respira.

“Io no,” dico determinato.

“Vuoi che disegni su di te con il rossetto?” chiede mostrandomi il rossetto nelle sue mani.

“E’ esattamente quello che voglio. Si lava via.”

Dopo la mia conferma, sorride, e il suo sorriso si trasforma in un sorriso dolce e meraviglioso.

“Che ne diresti di qualcosa di più permanente, come un pennarello indelebile?” chiede.

“Se vuoi qualcosa di più permanente posso sempre farmi un tatuaggio,” dico scherzando.

“No! Non il tatuaggio,” dice ridendo.

“Bene, che rossetto sia,” dico con gioia.

Abbassa lo schermo chiudendo il portatile, lei lo spinge via. “Vieni,” dico, tendendo la mia mano verso Anastasia. “Voglio che tu ti sieda su di me,” dico.

Mi tolgo le scarpe, mi sdraio sul letto e piego le ginocchia. Lei si mette a cavalcioni su di me in posizione seduta. La faccio appoggiare alle mie gambe. Sarebbe stata una posizione molto sexy se stessimo facendo sesso. Sono pronto, ma anche un po’ teso. E’ passato parecchio tempo dall’ultima volta che ho permesso che qualcuno mi toccasse dove le sto permettendo di farlo. Anastasia, al contrario, è raggiante d’eccitazione.

“Mi sembri abbastanza entusiasta,” osservo.

“Sono sempre avida d’informazioni, Mr. Grey. Perché questo significa che ti rilasserai, e io saprò fin dove spingermi,” dice spiegandomi. Non posso credere che le sto permettendo di disegnare su di me. Con un rossetto rosso prostituta su di me! Beh non mi dispiace, ma con un rossetto! Sono nervoso, e tutte le vecchie paure e apprensioni riaffiorano, ma io le spingo giù quasi con forza. Odio cambiare le mie regole. Ma per far funzionare il mio rapporto con Anastasia, devo provare e mostrarle i confini. Ho permesso ad Elena di toccarmi e Anastasia, la donna di cui sono innamorato non può! Devo cambiare questa cosa. Okay, stai calmo… parlo a me stesso. Deglutisco.

“Apri il rossetto,” le ordino. Lei toglie il tappo, lo svita ed ecco che il rossetto di mostra in tutto il suo colore.

“Dammi la tua mano,” dico, ma lei mi da l’altra. Alzo gli occhi al cielo. “Quella con il rossetto.”

“Stai alzando gli occhi al cielo con me Mr. Grey?” chiede.

“Sì,” sorrido.

“Lo sai che sei molto scortese. Ci sono alcuno persone che tendono ad essere violente di fronte ad una cosa come questa.”

“Dici davvero?” le chiedo diabolicamente. Prendo la sua mano con il rossetto e mi metto subito a sedere. E’ adesso o mai più. Devo farlo prima che cambi idea. Il mio cuore è palpitante come se fosse pronto a decollare come lo space shuttle. Respiro profondamente. Inspiro ed espiro. Costantemente.

“Pronta?” le chiedo con un filo di voce, anche se in realtà la domanda è per me, che mi rassicura del fatto che vada bene che lei mi tocchi in quel modo.

“Sì,” sussurra con un filo di voce. Chiudo gli occhi e respiro il profumo di donna di Anastasia. Li riapro e la guardo negli occhi. Poi guido la sua mano fino alla curva della mia spalla.

“Premi,” respiro e guido la sua mano verso il basso partendo dalla parte superiore della spalla, giù per il braccio e arrivando al lato del mio petto, marcando questa parte in rosso. Questa è una dichiarazione su dove fermarsi, dove non poter andare, come frontiere di due paesi ostili. Uno è sicuro, l’altro mortale. Tengo la sua mano in costante movimento nonostante il livello della mia ansia, e la faccio fermare alla fine della mia gabbia toracica per passare poi sul mio stomaco. In quel punto la sua mano è troppo vicina alla zona di pericolo per il mio benessere e mi irrigidisco subito. Ricordi orribili mi ritornano in mente. In poco tempo, mi estraneo dal mio corpo e torno in quello del piccolo ragazzo trasandato che ero. Vedo il viso arrabbiato del pappone, quando mi soffia il fumo in faccia a forza e sento odore di alcol e sigarette mischiato al suo alito fetido. La bile mi sale in gola, e mi rendo conto che sto trattenendo il respiro. Prendo una lunga boccata d’aria e inspiro il profumo di sapone, di aria pulita e femminile di Anastasia che frantuma come un muro di mattoni l’immagine del pappone. Cerco di mantenere, con molta difficoltà, un contegno, e mantenere la mia espressione anonima.

Digrigno i denti sforzando la mascella, e la tensione invade i miei occhi, riesco a malapena a dire “e ora l’altra parte”. A questo punto lascio andare la sua mano.

Lei continua a delineare in modo speculare anche il lato opposto. Il mio petto si alza e abbassa in rapida successione cercando di calmare il mio cuore che sta per esplodere, come se stessi facendo uno sforzo titanico per rimanere calmo. Quando Anastasia riesce a collegare le linee di entrambi i lati del mio busto nella parte anteriore, dice “fatto,” in un soffio.

“No, non hai finito,” rispondo alla sua affermazione. Disegno una linea alla base del mio collo con l’indice, così lei può seguire la linea immaginaria che ho tracciato col rossetto rosso. Appena lo strano rettangolo sulla parte anteriore del mio torso è finito, Anastasia mi guarda negli occhi con desiderio e devozione. Devo andare avanti finché riesco. “Ora la mia schiena,” mormoro mentre mi sposto, e lei scende. Volto le spalle ad Anastasia, ancora a gambe incrociate sul letto.

“Segui la linea dal mio petto, tutto intorno fino all’altro lato,” dico a voce bassa contenendo a stento l’emozione. Sento il rossetto scivolare sui confini pericolosi delle zone sì e quelle no. Abbasso la testa; il mio corpo è teso come se fosse una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. Le mie dita arricciate strette. Le mie nocche strette in un pugno, tese e bianche perché il sangue scorre fuori dalle mani. Dopo quello che mi è sembrata un’eternità, Anastasia mormora, “finito,” a bassa voce. Posso finalmente lasciar andare la tensione, mi accascio rilassato e mi rivolgo ad Anastasia affrontandola di nuovo.

“Questi sono i confini,” le dico calmo. I miei occhi sono dilatati dalla passione ma anche da una sorta di libertà ora che Anastasia sa dove si trovano i suoi confini. La paura mi abbandona. Lei mi guarda con amore e meraviglia.

“Posso conviverci. Ora, Christian, voglio solo dedicarmi a te,” sussurra facendomi sorridere maliziosamente, e tendo le mie mani verso di lei come una supplica.

“Bene Miss Steele, sono tutto tuo,” respiro in attesa. Lancia un delizioso squittio, si lancia tra le mie braccia mentre sono steso sul suo letto. Dopo questa mattinata orrenda, la sua inquisizione e infine questa mappatura stressante, sono pronto a perdermi in Anastasia. Mi sento euforico per l’eccitazione, e pronto a raggiungere l’apice con lei.

“Ora, riguardo a quel buono, Miss Steele,” respiro nella sua bocca reclamando le sue labbra.

“Cristo! Non ricordo di averti mai voluto così tanto! Al diavolo! Ti ho sempre voluta così tanto!” dico nella sua bocca tra i baci, mordendo il suo labbro inferiore. Le sue dita si intrecciamo nei miei capelli e mi spinge appassionatamente, pronta a consumare e divorarmi, come io lei. Ho fatto tutto quello che potevo per non entrare in lei.

“Sei ancora vestita,” gemo, e la spingo trascinandola, prendendomela con la sua maglietta, gliela tolgo prima che possa fare un respiro e la butto a terra senza troppi complimenti.

“Voglio sentirti,” dico avidamente contro la sua bocca, e le mie mani si muovono dietro di lei per slacciarle il reggiseno, e con una mossa esperta, glielo tolgo e lo getto con il resto sul pavimento.

Spingo la mia donna sul letto, mettendomi sopra di lei e reclamando la sua bocca e i suoi seni. Avventa le sue dita tra miei capelli, e li tira verso di se quando catturo uno dei suo capezzoli tra le labbra, succhiandolo e tirandolo coi denti. Lei geme in risposta a queste sensazioni piacevoli che vibrano attraverso il suo corpo, e questo mi fa eccitare ancora di più. “Si piccola, fatti sentire,” mormoro sulla sua pelle sensibile.

Inizio a mordicchiare e succhiare i suoi capezzoli con le labbra in modo sensuale, e tiro e torco l’altro con le mie dita esperte. Lei si agita sotto di me, contorcendosi. Non ne ho mai abbastanza di questa dea di donna. Io la venero col mio corpo. Manipolo i suoi capezzoli, tirando e torcendo. La mia mano si muove verso il basso tra i suoi seni, sul suo ventre con tappe strategiche, facendola contorcere. Quando la mia mano raggiunge i suo jeans, slaccio il bottone, tiro la cerniera verso il basso e muovo la mia mano dentro la sua biancheria. Le mie dita trovano e premono sul suo sesso. Le mie dita la trovano così bagnata per me, e questo mi fa ansimare.

“Oh, piccola,” dico in bilico su di lei mentre la guardo intensamente negli occhi, “tu sei così bagnata per me!”

“Ti voglio,” mormora.

La sua dichiarazione è la mia rovina, e le mie labbra affamate coprono le sue, voglio fondermi in lei, sentirla, e sentire il suo desiderio di me. Ho bisogno di sapere che stiamo bene! Ho bisogno di sapere che lei vuole me e solo me! Ho bisogno di fotterla proprio adesso! Mi siedo e le sfilo i jeans e le mutandine gettandoli sul pavimento. Lei è completamente nuda per me. Solo per me! Il pensiero che nessun’altro l’ha mai vista così, avuta o reclamata, fa crescere il livello di protezione che ho verso di lei. La guardo fisso con occhi avidi. Tiro fuori una bustina di preservativi dalla tasca dei miei jeans e la do ad Anastasia, mentre esco dai pantaloni e dai boxer.

Anastasia strappa il pacchetto quando mi stendo accanto a lei. Mi guarda negli occhi e con mani tremanti, in attesa delirante, srotola il preservativo sulla mia lunghezza. Afferro le mani di Anastasia e mi giro sulla schiena perché la voglio sopra di me. “Tu sopra,” le ordino, e la metto a cavalcioni su di me. “Voglio guardarti,” dico. È una grande svolta vedere la mia donna aprirsi al piacere; un piacere che solo io posso darle, ed è qualcosa che alimenta le mia possessività rendendomi bollente e ancora più smanioso di lei.

La guido, e lei pervade ogni centimetro di me col suo sesso, affondando in profondità quando spingo con un colpo feroce per incontrare il suo sesso, riempiendola e portandola oltre i suoi limiti. Tutte le mie sinapsi stanno bruciando e ogni singola parte del mio membro è pervasa da sensazioni che mi fanno ansimare. Prendo un’altra boccata d’aria per calmare il bisogno. Anastasia è sopra di me e mi possiede, così lo stesso faccio io, la possiedo sessualmente, emotivamente e mentalmente. Lei è completamente mia! Lei preme sulla mia lunghezza, e io spingo forte facendola gridare e gemere di piacere; questo mi fa impazzire!

“Va bene piccola, sentimi,” le dico con voce tesa. La voglio ora! Sono dentro di lei, possedendola più intimamente, connesso col suo corpo e la sua anima. Anastasia getta la testa all’indietro e si muove su e giù, ancora e ancora con gli occhi chiusi.

“Apri gli occhi piccola. Voglio guardare la mia Ana,” sussurro in modo possessivo.

“Tua,” dice con voce roca, “per sempre tua.”

La concessione verbale di Anastasia di dominarla in questo modo, mi fa gemere ad alta voce, inclino la testa indietro, chiudo gli occhi per il piacere intenso e vengo dentro di lei e Anastasia viene a gran voce, collassando sopra di me, annullandomi. Trovo la mia liberazione gemendo. “Oh, piccola!” e la prendo tra le mia braccia.

Dopo la nostra discesa, Anastasia è ancora stesa su di me, con la testa oltre la zona proibita. Ma in qualche modo, mentre lei ansima cercando di riprendere fiato, e ancora scossi dal piacere, non sembra importarmene. Mi rilasso lisciandole i capelli e accarezzandole la schiena.

“Sei così bella,” mormoro.

Lei alza la testa e mi guarda incredula, come se avessi detto che le stanno crescendo le corna.

Non dubitare di me piccola! Mi acciglio e mi alzo così velocemente che ne resta sorpresa, la cingo con la braccia in modo che resti dov’è, e siamo faccia a faccia.

“Tu.Sei.Bellissima,” dico in tono enfatico.

“E sei incredibilmente dolce a volte,” dice baciandomi teneramente.

La tiro su ed esco delicatamente da lei, facendola trasalire. Sono troppo grosso per lei, e lei è troppo stretta. Mi chino in avanti e la bacio. Anastasia è così innocente e di una bellezza seducente. È irresistibile per me. Ho una sete inestinguibile di lei.

“Hai idea di quanto sei attraente?” le chiedo, e lei avvampa, con una smorfia incredula sul viso.

“Tutti quegli uomini che ti corteggiano, non è un indizio sufficiente per te?”

“Uomini? Quali uomini?”

“Vuoi la lista?” chiedo accigliato. È così ottusa da non vedere cosa succede intorno a lei?

“Il fotografo, è pazzo di te; quel ragazzo nella ferramenta, il fratello della tua coinquilina. Il tuo capo,” dico infine amaramente.

Gli altri posso tenerli lontani da lei. Ma l’ultimo figlio di puttana, che si occupa di lei otto ore al giorno, non mi rende affatto contento. Domina la mia donna, spadroneggia e lei obbedisce anche alle più piccole richieste! Sono dannatamente geloso! Questi pensieri mi fanno impazzire, quando io sto facendo concessioni per lasciarle più libertà qualche stronzo la comanda, e vuole entrare nelle sue mutandine, desiderando quello che è mio.

“Oh, Christian, ma questo non è vero,” dice.

“Credimi. Loro ti desiderano. Vogliono quello che è mio,” dico con fervore. La tiro contro di me, sollevando le sue braccia e avvolgendole intorno alle mie spalle; lei mette le mani nei miei capelli, tirandoli.

“Mia,” ripeto possessivamente. Non ha idea di come mi sento! Non ha idea di quello che potrei fare per farla restare mia e tenere gli altri fuori dalla mia strada, chi devo calpestare e combattere. Nessuna idea! Quello che è mio rimane mio, e lei è mia corpo e anima! Lei mi guarda e dice, “Sì, tua,” rassicurandomi col suo sorriso, e la mia rabbia si placa.

“La linea è ancora intatta,” mormora, e traccia la linea col suo indice sulle mie spalle. È così vicina alle zone proibite che mi irrigidisco all’istante come se lei stesse per oltrepassare il confine e invadere il mio territorio. Sbatto le palpebre per far uscire la paura. “Voglio andare in esplorazione,” dice confondendomi.

“L’appartamento?” chiedo.

“No. Stavo pensando alla mappa del tesoro che abbiamo disegnato oggi,” dice morendo dalla voglia di toccarmi. Le mie sopracciglia di alzano dalla sorpresa, e mi sento preoccupato e perfino timoroso. Riesce ad essere molto persuasiva con i suoi modi. Strofina il naso contro il mio.

“E cosa comporterebbe questo, Miss Steele?” chiedo. Lei solleva le mani dalle mie spalle, dalla zona tra il permesso e il proibito per il mio sollievo e passa quelle dita sul mio viso, facendomi chiudere gli occhi e appoggiarmi al suo tocco. Le sue dita raggiungono le mie labbra e io catturo il suo indice mordendolo delicatamente. “Oh,” dice facendomi sorridere e ringhiare, accettando la sua richiesta.

“Ok,” accetto; lascio andare il dito, ma l’ansia scorre nelle mie vene. Sono passati anni da quando qualcuno mi ha toccato in questo modo, e nessuna precedente esperienza è stata piacevole. Ma quando lei ferma la sua mano esitante, dico, “aspetta,” e mi appoggio alle sue spalle sollevandola così posso togliere il profilattico, e lo getto sul pavimento accanto al letto senza troppi complimenti. Sono una scocciatura. “Odio questi affari. Ho la mezza idea di chiamare la dottoressa Green per darti un’occhiata,” dico e penso che lo farò.

“Tu pensi che la miglior ginecologa di Seattle arriverà qua di corsa?”

“So essere molto persuasivo,” mormoro spostandole delicatamente una ciocca di capelli dietro l’orecchio. È così bella. Il suo nuovo taglio di capelli la rende molto elegante. “Franco ha fatto un ottimo lavoro con i tuoi capelli. Mi piacciono queste scalature.”

“Basta cambiare discorso,” dice. Alzo le ginocchia, la posiziono a cavalcioni così che i suoi piedi siano ai lati dei miei fianchi. Mi appoggio sui gomiti completamente disarmato anche se con molta apprensione nascosta. “Tocca,” dico inerme nascondendo il mio nervosismo.

Lei serra lo sguardo, abbassa gli occhi, rendendo chiare le sue intenzioni. Le sue dita accarezzano la linea del rossetto attraverso i miei addominali, ma la vicinanza delle sue dita alle zone proibite mi fa trasalire involontariamente, e lei interrompe il suo cammino.

Realizzando quanto sia difficile per me questo compito, è reticente. “Non devo per forza,” sussurra. “No, sto bene. Solo…” dico cercando di regolarizzare il mio respiro, “Devo farci l’abitudine. Nessuno mi ha toccato per tanto tempo,” mormoro.

“Mrs. Robinson?” sbotta. So che questo è un argomento difficile per lei, quindi la mia unica risposta è un cenno col capo, a disagio. “Non voglio parlare di lei. Inacidisce il tuo buon umore,” dico. Lei è gelosa di quello che ho avuto con Mrs. Robinson, e non c’è niente che io possa fare per cambiare questo. Il passato è parte di me, ma io sono felice che lei non ne abbia uno. Non riesco neanche a gestire le avances degli altri uomini ora che posso prevenirle. Diventerei pazzo se sapessi che ci sono stati altri uomini che l’hanno toccata, scopata o amata come faccio io!

“Posso gestirlo,” dice. Cristo! Questa è l’esagerazione del secolo!

“No, non puoi Ana. Diventi rossa appena la nomino. Il mio passato è passato. È un dato di fatto. Non posso cambiarlo. Sono fortunato che tu non ne abbia uno, perché mi farebbe diventare pazzo se tu lo avessi,” il che è strano per me, perché io ho avuto quindici diverse sottomesse, e ognuna di loro aveva un passato. Non mi importava davvero di questo. Ma con Anastasia, tutte le scommesse sono andate. Mi importa di tutto quello che ha fatto, fa o farà. Mi rende pazzo di gelosia, e divento il più grande maniaco del controllo quando si tratta di lei.

Lei si acciglia.”Diventare pazzo? Più di quello che già non sei?” ride, facendomi ridere di rimando. “Pazzo di te,” sussurro. Ed è la verità. Farò di tutto per lei, per tenerla nella mia vita in modo facile o difficile.

“Dovrei chiamare il Dott. Flynn?” chiede preoccupata. Davvero?

“Non credo che sarà necessario,” rispondo seccamente.

Lei si sposta indietro e io faccio scendere le mie gambe per darle spazio. È gloriosamente nuda su di me; i suoi seni sono perfetti e vivaci montagnole che si muovono in sincronia con i suoi movimenti, ed io ringrazio tutti gli dei dell’universo per aver mandato questa donna sul mio cammino! Lei rimette le sue dite sul mio stomaco, e le fa scivolare lentamente sulla mia pelle facendo attenzione nel rimanere entro i confini. Nel frattempo, il mio cuore batte come le ali di un colibrì, a caccia di qualcosa e mai capace di uscire dal petto con un misto di paura, apprensione ed eccitazione.

“Mi piace toccarti,” sussurra mentre fa scivolare le dita verso il basso attraverso il mio ombelico fino alla peluria del basso ventre. Ora ragioniamo! Il mio membro si contrae con le sue dita che si avvicinano trepidanti. Le mie labbra si aprono e il mio respiro si trasforma in un gemito, e infine la mia erezione si agita e accoglie Anastasia.

“Ancora?” mormora scioccata.

“Oh, sì, Miss Steel, ancora,” dico con il mio sorriso lascivo. Questa volta la faccio rotolare sotto di me. La mia erezione affonda tra le fioriture del sue sesso, stuzzicandola, andando avanti e indietro contro di lei. La sua pelle sta diventando rovente come se fosse accarezzata da un fuoco. Le apro le gambe e spingo le mia erezione nella sua profondità, mentre lei spinge il suo pube verso l’alto per incontrare la mia passione per lei; continuiamo il nostro tango fino a quando non siamo entrambi completamente esausti.

Dopo aver passato un piacevole e anche piuttosto appassionato sabato pomeriggio, lascio Anastasia a riposare nella sua stanza, facendo ritorno nella mia per fare la doccia. La mia mente va costantemente su Anastasia. Sono scioccato e sorpreso della concessione che le ho fatto, ma sono anche soddisfatto dei risultati. Abbiamo superato un ostacolo importante.

Soundtrack

Vado verso il bagno, e mi controllo allo specchio arricciando il mento. Avrei bisogno di farmi la barba, e dovendo essere il più presentabile possibile, mi rado velocemente. Dopo aver aperto l’acqua calda entro nella grande cabina e mi crogiolo sotto l’acqua. Mi sento come se un frammento fosse caduto lontano dal mucchio di merda che mi porto dietro da tutta una vita, con quello che ho cercato di fare questo pomeriggio con Anastasia. Non è tutto, ma è già qualcosa. Mi muovo velocemente dato che ho un tesoro in attesa nell’altra stanza. Prendo un asciugamano caldo dallo scaldasalviette e mi asciugo. Vado al mio armadio e scelgo i vestiti che indosserò stasera. L’evento di beneficenza è formale, quindi scelgo il mio smoking nero. Mi metto una camicia bianca e dopo aver infilato i boxer indosso i pantaloni neri. Non devo indossare subito la cravatta, dato che il colletto della camicia è ancora slacciato. Mi osservo allo specchio. La parte superiore della linea del rossetto cremisi è ancora visibile anche dopo un paio di rotolate nel letto di Anastasia, una doccia e un’asciugatura con l’asciugamano. Sorrido.

Ho un piano malizioso ma piuttosto erotico per vivacizzare questa serata. Scioccare la mia ragazza con dei giochi erotici è la ciliegina sulla torta.

Vado verso un comò e lo apro. Afferro la piccola scatola che ci avevo messo lo scorso sabato, e guardandola emozionato me la infilo in tasca.

Poi mi faccio strada verso la mia stanza dei giochi e apro la porta. Cammino verso il fondo della stanza e trovo i cassetti dove tengo i giochi che ho comprato da usare con Anastasia.

“Aha, eccoti…” dico e afferro quello che stavo cercando. Con un sorriso in faccia, chiudo a chiave la stanza dei giochi. Torno verso la stanza di Anastasia, e sento il mio respiro uscire dai polmoni in un sibilo, come se avessi colpito un muro di mattoni vedendola davanti a me. Indossa un corpetto nero con finiture in argento, con le piccole mutandine attaccate al corsetto. Ha indossato anche le calze di seta con la giarrettiera. Si china, e prende con grazia il suo vestito. Sto andando dannatamente a fuoco con quella vista davanti a me! Sono completamente immobile, la fisso attonito, affamato di lei. Lei sente la mia presenza e si gira verso di me arrossendo. Mi guarda da capo a piedi nel mio abbigliamento da sera, valutando.

“Posso aiutarti, Mr. Grey? Presumo che ci sia un qualche motivo per cui sei qui oltre a fissarmi intontito,” dice spiritosa.

“Mi sto godendo la mia visione, Anastasia, grazie,” mormoro, mentre i miei occhi cercano di guardarla tutta, abbeverandosi nella sua bellezza. “Ricordami di mandare un personale ringraziamento a Caroline Acton,”dico, e lei aggrotta immediatamente la fronte sentendo un nome di donna.

“La Personal shopper di Neiman Marcus,” dico rispondendo alla sua domanda silenziosa.

“Oh.”

“Sono abbastanza distratto,” dico.

“Lo vedo. Cosa vuoi Christian?” chiede con una voce irrilevante.

Sorrido e il mio sorriso diventa più grande quando scavo con le mani nella tasca e tiro fuori le sfere d’argento facendola bloccare. Lei mi guarda come se volessi infilargliele dentro e sculacciarla subito. Beh, io voglio fare queste cose, devo trattenermi sulle sculacciate. Io però voglio mandarle in pappa il cervello durante l’evento di beneficenza e dopo estrarrò le sfere.

“Non è quello che credi,” dico velocemente.

“Illuminami,” sussurra.

“Pensavo che potresti metterle stasera,” dico.

“All’evento?” chiede per chiarire.

Annuisco, e i miei occhi diventano neri per l’aspettativa.

“Mi sculaccerai dopo?” ma certo che no!

“No,” rispondo dolcemente e appare sul suo viso la delusione, che mi fa sorridere.

“Vuoi farlo?” chiedo.

Lei deglutisce. La sua indecisione non è un buon segno. Questo è un territorio nel quale non sono disposto ad entrare.

“Beh, ti assicuro che non ho intenzione di toccarti neanche se mi preghi,” dico.

Lei continua a fissarmi.

“Vuoi giocare a questo gioco?” dico tenendo le sfere per la stringa. “Puoi sempre tirarle via quando vuoi se è troppo,” dico cercando di trovare un accordo.

Lei mi guarda dall’alto al basso, decidendo se le piace quello che vede, “Okay,” concorda.

“Brava ragazza,” dico sorridendo. “Vieni qua, io le spingerò dentro appena ti sarai infilata le scarpe,” rispondo. I tacchi a spillo sono una grande svolta per me. Ma il fatto più importante è che i tacchi la alzano di diversi centimetri da terra dandomi un più facile accesso al suo sesso.

Porgo la mia mano ad Anastasia, e lei entra nelle sue sexy scarpe Christian Louboutin tacco tredici. La prendo per mano e la conduco verso l’angolo della stanza, afferro l’unica sedia che c’è, e la porto vicino al letto. Ruotando la parte posteriore della sedia verso il letto, mi metto davanti a lei.

“Quando te lo dico piegati verso il basso e aggrappati alla sedia. Hai capito?” chiedo con voce carica di desiderio.

“Sì,” respira.

“Bene, ora apri la bocca,” dico, e quando lo fa, infilo il mio indice.

“Succhia,” dico sorprendendola. Mi infilo poi le sfere in bocca, e appena lei mi succhia il dito … quell’azione accende il mio desiderio per lei, e riesco a riscaldare e lubrificare le sfere in bocca. Provo a ritirare il mio dito, ma lei serra i denti. Anche se è divertente e mi fa sorridere, scuoto la testa riprendendo il controllo delle cose, facendola demordere. Annuisco, e si china verso il basso aggrappandosi ai lati della sedia. Quando si china, le sue perfette natiche si presentano nel modo più sensuale. Sposto le sue mutandine di lato e inserisco delicatamente un dito dentro di lei, muovendomi in circolo e facendo lubrificare naturalmente l’interno del suo sesso. Le mie dita si muovono in tutta la sua vagina, con un ritmo vorticoso. Lei geme di piacere. È perfettamente bagnata.

Ritiro il mio dito e inserisco una sfera alla volta spingendole dentro di lei, in profondità. Una volta accertato che sono in posizione corretta, rimetto a posto le sue mutandine, e mi chino a baciarle il fondoschiena. Faccio scorrere le mie mani sulle sue gambe, dalle caviglie alle cosce, baciando infine la parte superiore di ogni sua coscia.

“Hai gambe sottili e squisite, Miss Steele,” mormoro in adorazione. Sono in piedi dietro di lei, l’afferro per i fianchi e la tiro contro la mia erezione, facendogliela sentire.

“Forse ti prenderò in questo modo Anastasia quando torniamo a casa. Ti puoi alzare ora,” dico. Una volta alzata, mi chino a baciarle le spalle.

Dopo che si è alzata continua a darmi le spalle, avvolgo il mio braccio intorno a lei dal di dietro, e le dono il pacchetto che era nella mia tasca. “Avevo comprato questi per te, perché li indossassi alla festa di sabato scorso,” dico mentre le offro la piccola scatola rossa di Cartier . “Ma mi hai lasciato,” dico quasi soffocando le mie parole. Aspetto un secondo per lasciar fluttuare le mie parole, e dico, “quindi non ho mai avuto la possibilità di dartelo.”

“Questa è la mia seconda opportunità,” mormoro a voce bassa, cercando di ingoiare e seppellire la sofferenza che ho provato durante la sua assenza.

Anastasia prende la scatola e la apre. Ci sono un paio di orecchini con quattro diamanti su ognuno; uno alla base, poi una spazio, poi tre diamanti perfettamente distanziati appesi uno dopo l’altro. Sono semplici, e di un’eleganza sottile.

“Sono bellissimi,” sussurra Anastasia. “Grazie.”

Mi libero della tensione che non sapevo di avere, e bacio le sue spalle.

“Stai indossando il vestito di seta argento?” chiedo.

“Sì. Va bene?” chiede.

“Certo. Ti lascio preparare,” dico conservando la dignità virile che avevo perso senza soffocare le parole davanti a lei.

Ritorno verso la mia stanza, annodo il papillon nero con cura, e indosso la giacca del mio smoking nero. Esco, e Taylor è in attesa di ricevere indicazioni per la serata.

“Signore, sono tutti pronti per ricevere i suoi ordini.” Annuisco. “Falli venire,” dico.

Taylor ritorna con Reynolds, Ryan, e Sawyer.

“Questa sera parteciperemo ad un evento di beneficenza a casa dei miei genitori. Saranno presenti ospiti importanti. Sarà un ballo in maschera, quindi sarà pressoché impossibile identificare la persona dietro la maschera finché non se la toglierà. Voglio che non vi facciate notare ma dovete essere estremamente vigili. Taylor e Sawyer, voi seguirete Miss Steele in ogni momento. Dovrei restare tutta la sera con lei, ma potremmo essere separati. Se qualcuno si avvicina a lei e io non ci sono, dovete chiamare me e Taylor. Non mi interessa chi sia. Le uniche eccezioni saranno i miei genitori, e mia sorella, ma anche se lei è con loro e notate un qualunque segno di sofferenza in lei, mi dovrete chiamare. Se c’è qualcuno che non conoscete, scortate Miss Steele, e trovatemi.”

Taylor e Sawyer rispondono all’unisono, “Sì, signore.”

Poi mi rivolgo a Ryan e Reynolds.

“Ryan e Reynolds!” dico ed entrambi scattano automaticamente sull’attenti. “Avete l’incarico di seguirmi e di rendere sicuri i parametri al …” dico e vedo gli occhi dei tre gli uomini di fronte a me scattare all’improvviso, tutti con lo stesso apprezzamento carnale nello sguardo. So che Anastasia si trova da qualche parte nella stanza. Mi giro e la bocca mi si secca quando la vedo. È vicino all’entrata con i capelli che le ricadono in morbide onde attorno al viso, riversandosi sulle spalle e sui seni. Un lato dei suoi capelli è infilato dietro l’orecchio, rivelando abilmente uno degli orecchini. Il suo trucco è delicato e impeccabile. Indossa l’abito di raso argento senza spalline lungo fino al pavimento e la avvolge in tutti i punti giusti, come se qualcuno l’avesse cucito su di lei. Sembra più alta con i tacchi a spillo.

Mi dimentico degli altri e lascio le mie parole sospese nell’aria. Mi dirigo verso di lei come se il mio sole mi stesse chiamando. La guardo attentamente mentre lei mi fissa con apprezzamento e le bacio i capelli.

Tutto ciò che riesco a dire è, “Anastasia, sei stupenda.” Lei arrossisce al complimento fatto di fronte ai membri della sicurezza.

“Vorresti un bicchiere di champagne prima di andare?” le chiedo.

“Grazie,” mormora lei, ansiosa. Faccio un cenno a Taylor, che già sa di cosa si devono occupare. Lui capisce e porta via gli altri uomini, lasciando me e Anastasia da soli.

Vado verso il frigo e prendo una bottiglia di champagne.

“Quella è la squadra di sicurezza?” chiede Anastasia, in parte interessata, in parte stupita.

“Guardie del corpo. Sono sotto il controllo di Taylor. È addestrato anche per questo,” dico porgendo ad Anastasia una flûte di champagne.

“È molto versatile,” osserva lei.

“Sì, lo è,” sorrido. Non riesco a capacitarmi di quanto sia meravigliosa e mozzafiato. Se non dovessimo uscire tra poco, la porterei nella mia stanza e la scoperei fino a domenica prossima!

“Come ti senti?” chiedo, ripensando alle sfere dentro di lei con occhi ardenti.

“Bene, grazie,” dice sorridendo dolcemente, senza capire a cosa mi riferisco. So a che gioco sta giocando e la sua reazione mi fa sorridere.

“Ecco, avrai bisogno di questo,” dico, porgendole un sacchetto di velluto contenente la maschera. “Aprilo,” dico, mentre bevo un sorso di champagne. Incuriosita dal mistero, mi guarda, infila la mano nel sacchetto e ne estrae una maschera argentata con piume color cobalto sulla cima. È affascinata dalla maschera che tiene in mano.

“È un ballo in maschera,” dico con noncuranza.

“Capisco,” dice osservando la filigrana d’argento attorno agli occhi.

“Questa metterà in risalto i tuoi bellissimi occhi, Anastasia,” dico e lei mi sorride timidamente.

“Ne indosserai una anche tu?” mi chiede.

“Certo. Sono molto liberatorie, in un certo senso,” dico alzando un sopracciglio.

Poi mi viene in mente che volevo mostrarle la biblioteca, sapendo quanto le piaccia leggere.

“Vieni. Voglio farti vedere una cosa.” dico prendendola per mano e conducendola lungo il corridoio, a una porta vicino alle scale. Quando apro la porta della biblioteca, lei si guarda intorno emozionata. La biblioteca è grande quasi quanto la mia stanza dei giochi e ogni parete è stipata di libri fino al soffitto. Al centro della stanza c’è un grande tavolo da biliardo illuminato da una lunga lampada Tiffany, a forma di prisma triangolare.

Anastasia è così emozionata che si gira verso di me e strilla meravigliata, “Hai una biblioteca!”

“Sì, Elliott la chiama la stanza pallosa. L’appartamento è molto ampio. E oggi, quando hai parlato di andare in esplorazione, mi sono reso conto di non avertelo ancora mostrato tutto. Adesso non abbiamo tempo per fare il tour, ma ho pensato di mostrarti almeno questa stanza e magari di sfidarti a una partita di biliardo in un futuro non troppo lontano.”

Lei mi sorride.

“Fatti sotto,” dice allegramente.

“Cosa?” chiedo divertito. Pensa davvero di poter vincere?

“Niente,” dice velocemente. Oh, mi nasconde qualcosa. Riduco gli occhi a due fessure, fissandola.

“Bé, forse il Dottor Flynn potrà svelare il tuo segreto. Lo incontreremo stasera,” le rivelo.

“Il ciarlatano costoso?”chiede sorpresa.

“Proprio lui. Non vede l’ora di conoscerti.”

“Vieni, non c’è tempo. Dobbiamo andare,” dico.

Io e Anastasia andiamo col SUV insieme a Taylor e Sawyer. Siamo seduti sul sedile posteriore e io stringo la mano di Anastasia nella mia. Con il pollice le accarezzo distrattamente le nocche con dolcezza. Mi accorgo che lei si sta contorcendo sul sedile, mordendosi il labbro e trattenendosi a stento. Incrocia le gambe per fermare il movimento delle sfere d’argento dentro di lei.

“Dove hai preso il rossetto?” mi chiede pacatamente.

“Taylor,” le dico sottovoce sorridendo. Anastasia scoppia a ridere, ma per poco, perché le sfere dentro di lei iniziano a muoversi. “Oh,” dice lei con una sensazione sopraffacente, mordendosi il labbro, cercando di contenere l’urgenza che le cresce dentro. Le sorrido con occhi che brillano maliziosi.

“Rilassati,” le sussurro. “Se è troppo …” dico e la mia voce si affievolisce. Potremo occuparcene quando saremo a casa dei miei genitori. Prendo delicatamente la sua mano, bacio teneramente ogni nocca e poi le succhio la punta del mignolo. So che si sta tendendo nei punti giusti e che la sensazione in lei sta crescendo. Chiude gli occhi per godersi la sensazione o per sopprimerla. Quando li riapre, mi trova a guardarla attentamente. La voglio, la desidero, ma adesso non posso fare proprio niente. Lei mi sorride facendomi sorridere di rimando.

“Quindi che cosa possiamo aspettarci da questo evento?” chiede.

“Oh, le solite cose,” dico. Le sorrido con dolcezza e le bacio nuovamente la mano. “Un sacco di gente che ostenta il proprio denaro. Asta, lotteria, cena, ballo … Mia mamma sa come si organizza una festa,” dico sorridendole.

Soundtrack

Quando arriviamo alla villa dei Grey, c’è una lunga coda di macchina costose che risalgono il vialetto d’accesso. Grandi lanterne di carta rosa pallido sono appese lungo il percorso. Lei mi sorride.

“Su la maschera,” sogghigno. Indosso una semplice maschera nera e Anastasia la sua argentata. È una spettacolo incredibile da guardare e odio il fatto che altri uomini la guarderanno stasera, visto che è assolutamente mozzafiato.

Taylor guida su per il vialetto e un valletto mi apre lo sportello. Sawyer esce e apre lo sportello ad Anastasia.

“Pronta?” le chiedo.

“Come sempre,” risponde.

“Sei bellissima Anastasia,” dico baciandole la mano.

Un tappeto verde scuro corre lungo il prato fino a un lato della casa, conducendo ai terreni sul retro. Tengo un braccio attorno ad Anastasia possessivamente, mentre la mia mano è posata sul suo fianco. Seguiamo il tappeto verde insieme all’elite di Seattle. Ci sono due fotografi che scattano fotografie a ogni ospite che entra sullo sfondo di un pergolato coperto d’edera.

“Mr. Grey!” chiama uno dei fotografi. Faccio un cenno di assenso e attiro Anastasia più vicino a me.

“Due fotografi?” chiede lei.

“Uno è del ‘Seattle Times’, l’altro è per le foto ricordo. Potremo comprarne una copia dopo,” spiego. Una volta raggiunta la fine del percorso, possiamo vedere camerieri vestiti di bianco che trasportano vassoi con calici colmi di champagne. Prendo due bicchieri. Uno per me e uno per la mia ragazza. Lei lo prende riconoscente.

Ci avviciniamo a un grande pergolato con appese delle lanterne di carta più piccole. Sotto di noi si estende una pista da ballo a scacchi bianchi e neri, circondata da una bassa recinzione con ingressi su tre lati. A ogni ingresso è posta una grande scultura di cigni di ghiaccio. L’ultimo lato del pergolato è occupato da un quartetto d’archi. La conduco attraverso i cigni sulla pista da ballo insieme agli altri ospiti.

La tenuta dei miei genitori è sulla costa. Nella parte della proprietà che dà sul mare, c’è un grande tendone con sedie e tavoli disposti in modo formale.

“Quante persone arriveranno?” chiede lei.

“Penso circa trecento. Devi chiederlo a mia madre,” dico sorridendo verso di lei.

“Christian!” sento chiamare il mio nome. E so di chi si tratta ancora prima che le sue braccia si avvolgano attorno al mio collo. È mia sorelle Mia. Indossa un abito lungo rosa pallido di chiffon, raffinato, con una maschera veneziana abbinata. Mia si gira verso Anastasia e dice, “Ana! Oh, cara, sei meravigliosa!” dandole un rapido abbraccio. “Devi venire a conoscere le mie amiche. Nessuna di loro riesce a credere che Christian abbia finalmente una fidanzata!”

Anastasia mi lancia una rapida occhiata, nel panico, e io alzo le spalle. So che mia sorella è impossibile, ma lei se la caverà. Mia conduce Anastasia verso un gruppo di quattro ragazze e gliele presenta. Resto al mio posto, aspettando di poter riavere indietro Anastasia. Ma nel gruppo di ragazze che mia sorella le sta presentando c’è Lily, una grandissima stronza. Cercherà sicuramente di mettere Anastasia a disagio. Devo salvarla. Cammino verso di lei e avvolgo le mie braccia attorno a lei da dietro.

“Signore, se possibile vorrei riavere indietro la mia fidanzata,” dico mentre la attiro al mio fianco. Tutte e quattro le ragazze arrossiscono, sorridono e fremono.

“È stato un piacere conoscervi,” dice Anastasia.

Poi si gira verso di me e mormora, “Grazie!” quando siamo abbastanza lontani dal gruppo di ragazze.

“Ho visto che Lily era con Mia. È proprio una stronza,” dico.

“Tu le piaci,” osserva Anastasia facendomi rabbrividire.

“Bé, il sentimento non è reciproco. Vieni, ti voglio presentare alcune persone,” dico. Per la successiva mezz’ora le presento politici, attori di Hollywood, amministratori delegati e medici. Io le rimango sempre al fianco. L’ultimo amministratore che presento ad Anastasia chiacchiera un po’ con lei.

“Quindi lei lavora alla SIP?” le chiede lui, con una maschera da orso. “Ho sentito voci di un’acquisizione ostile,” e Anastasia arrossisce.

“Sono solo una semplice assistente, Mr. Eccles. Non sono al corrente di queste cose,” dice lei abilmente. Io non dico niente, ma sorrido a Eccles cordialmente.

“Signore e Signori!” annuncia il maestro di cerimonie, che indossa una maschera di Arlecchino in bianco e nero.

“Prego, accomodatevi. La cena è servita.”

Prendo la mano di Anastasia e seguiamo la folla verso il grande tendone. Tre enormi lampadari creano scintillii colorati. Sui tavoli è stesa una tovaglia bianca di lino e al centro di ogni tavolo è posta una composizione di peonie rosa attorno a un candelabro d’argento. Ci sono anche cestini di leccornie. Dopo aver consultato la disposizione dei tavoli, la conduco a quello al centro. Mia e mia madre sono già sedute e parlano con un ragazzo, probabilmente il ragazzo di Mia. Quando mia madre ci vede, si alza per salutarci. Indossa un vestito verde menta e una maschera veneziana.

“Ana, che piacere vederti di nuovo! Sei bellissima.”

“Mamma”, la saluto rigidamente e la bacio su entrambe le guance.

“Oh, Christian, come sei formale!” mi rimprovera.

“Vieni, i tuoi nonni sono qui,” dice lei e ci accompagna al nostro tavolo. I miei nonni sono sempre esuberanti e giovanili.

“Nonna, nonno, posso presentarvi Anastasia Steele?”

Mia nonna accoglie Anastasia con molto entusiasmo.

“Oh, finalmente ha trovato qualcuno, che meraviglia, è così bella! Bé, spero che farai di lui un uomo onesto,” dice entusiasta, imbarazzando Anastasia.

“Mamma, non imbarazzare Ana,” dice mia madre.

“Ignora questa vecchia sciocca brontolona, mia cara,” dice mio nonno, Mr. Trevelyan. “Siccome è così anziana, pensa di avere il sacrosanto diritto di dire qualsiasi sciocchezza le passi per quella sua testa matta.”

“Ana, questo è il mio fidanzato, Sean,” Mia le presenta il suo fidanzato. Lui le fa un grande sorriso ed è già invaghito di lei. Che coglione, soprattutto adesso che è l’accompagnatore di mia sorella. Quanto vorrei cancellare quel ghigno dalla sua faccia mentre i suoi occhi guardano la mia ragazza.

“Piacere di conoscerti, Sean,” dice Anastasia. Gli stringo la mano studiandolo. Quando abbiamo preso tutti posto al nostro tavolo, sentiamo la voce di mio padre dal sistema di amplificazione e il vociare intorno a noi si spegne. Mio padre è in piedi sul piccolo palco con indosso una maschera dorata da Pulcinella.

“Benvenuti, signore e signori, al nostro annuale ballo di beneficienza. Spero che apprezzerete quello che abbiamo preparato per voi stasera e che frugherete a fondo nelle vostre tasche per dare una mano al lavoro eccellente che la nostra squadra porta avanti con Affrontiamolo Insieme. Come sapete, è una causa che sta molto a cuore a mia moglie e a me.”

Ovviamente sta parlando di me. Hanno avviato questa istituzione benefica un paio d’anni dopo avermi adottato. Anastasia mi guarda nervosa, perché sa cosa si cela dietro la beneficienza e, sentendo il suo sguardo su di me, la guardo e le rivolgo un sorriso sincero. In un certo senso è liberatorio il fatto che Anastasia sappia qualcosa di più su di me.

“Adesso vi lascio nelle mani del nostro maestro di cerimonie. Prego, accomodatevi e divertitevi,” finisce e ritorna al nostro tavolo. Quando mio papà arriva al nostro tavolo, ci saluta e si permette di baciare Anastasia su entrambe le guance. Penso che la sua azione l’abbia colta di sorpresa. Mi rende felice il fatto che tutta la mia famiglia adori Anastasia. Non sono solo io. È una ragazza adorabile.

“Che bello rivederti, Ana,” mormora lui.

“Signore e signori, vi prego di nominare un capotavola,” la voce del maestro di cerimonie rimbomba dal sistema di amplificazione.

Mia sorella Mia, che desidera sempre essere al comando, a quanto pare un tratto tipico dei Grey, ed essere al centro dell’attenzione – tipico solo di Mia, strilla “Oooo, io, io!” saltellando sulla sedia come una bambina.

“Al centro del tavolo troverete una busta. Ognuno dovrà trovare, elemosinare, farsi prestare o rubare una banconota del valore più alto possibile, scriverci sopra il proprio nome e metterla nella busta. Capitavola abbiate cura delle buste, per favore. Ne avremo bisogno più tardi,” annuncia.

La faccia di Anastasia si incupisce. Apro il mio portafoglio e prendo due banconote da cento dollari.

“Ecco,” dico dando ad Anastasia una delle banconote.

“Te li ridarò,” sussurra. Che cazzo! Non rivoglio indietro i soldi da lei! Sono io che l’ho invitata a questo ballo di beneficienza. Perché dovrei farle pagare una somma insignificante come cento dollari? Sono furioso, ma questo non è né il momento né il luogo più adatto per discutere di questo. Quindi, per il momento, tengo la bocca chiusa. Scriviamo entrambi i nostri nomi sulle banconote e diamo i soldi a Mia.

Anastasia esamina il menu dell’evento di stasera stampato su un biglietto scritto con una calligrafia argentata.

Tartare di salmone con panna acida e cetrioli su un letto di pane tostato, abbinato al vino bianco Alban Estate Roussanne del 2006. Poi petto d’anatra arrosto con purè di topinambur, ciliegie, Foie Gras, Châteauneuf-Du-Pape Vieilles Vignes, abbinato a un Domaine De La Janasse del 2006. Come dessert, torta soffice di noci in crosta di zucchero, fichi canditi, zabaione, gelato d’acero, accompagnati da un Vin De Constance 2004 Klein Constantia. Ovviamente ci sono anche pane e formaggi locali abbinati a un Alban Estate Grenache 2006. E, per coronare il tutto, caffè e pasticcini.

Dopo aver studiato il menu, noto che Anastasia sta ammirando il tramonto su Seattle e la baia di Meydenbauer, dopo che due camerieri hanno aperto le tende. Le luci della città scintillano e sembra che stiano dipingendo una tela sull’acqua con i colori arancione, rosa e rosso, tipici del tramonto.

Dieci camerieri, ognuno con un vassoio in mano, iniziano a servire contemporaneamente. Anastasia guarda il cibo nel suo piatto.

“Affamata?” mi chino su di lei, sussurrandole all’orecchio delicatamente. Lei è scossa da un brivido. Sa a cosa mi riferisco.

“Molto,” mi risponde con un sussurro, guardandomi con quell’ardore riservato solo a me, che mi fa schiudere le labbra dal desiderio mentre inspiro. Non voglio avere un’erezione con trecento persone intorno a me. Ma dobbiamo assolutamente fare qualcosa al riguardo più tardi stasera, altrimenti mi scioglierò qui.

Mentre Anastasia è occupata a parlare con i miei nonni e Mia, io parlo con Sean, il ragazzo di Mia, di tecnologia ricaricabile manualmente, specialmente in telefoni cellulari, ma cercando di applicare la tecnologia ad altri apparecchi che normalmente necessitano di elettricità o batterie. Il mio obiettivo è quello di riuscire a portare questa tecnologia negli angoli più remoti del mondo. La mia società sta utilizzando il principio di Schumacher del “Piccolo è Bello”. Schumacher, oltre ad essere un economista, fu anche uno scrittore. In realtà la maggior parte delle aziende credevano in frasi come “più grande è meglio”. Ma quando nel 1973 scoppiò la crisi energetica, proprio quando la globalizzazione stava emergendo, Schumacher pubblicò una critica dell’economia occidentale chiamata ‘Piccolo è Bello. Uno studio di economia come se la gente contasse qualcosa’. Il libro è diviso in quattro parti: Il Mondo Moderno, Risorse, Il Terzo Mondo e Organizzazione e Proprietà. Si concentrò soprattutto sullo sviluppo sostenibile, a causa dei suoi minori progressi, e sul trasferimento di tecnologie nei paesi del terzo mondo. Ci sono un sacco di cose che mi hanno colpito nel libro, ma poche sono quelle davvero memorabili:

L’uomo è piccolo e, pertanto, piccolo è bello.

La saggezza richiede un nuovo orientamento della scienza e della tecnologia verso l’organico, il gentile, il non-violento, l’elegante e il bello.

La cosa più straordinaria dell’industria moderna è che richiede così tanto e realizza così poco. Sembra che l’industria moderna sia incapace di raggiungere un livello che superi i normali poteri dell’immaginazione. La sua incapacità rimane quindi inosservata.”

Potrei andare avanti a parlare di questo all’infinito, è ovviamente una delle mie passioni e ho fatto uso di questi principi anche durante i miei affari. Vedo che Anastasia mi guarda sorpresa quando parlo delle mie passioni, come se non mi avesse mai conosciuto prima: passioni diverse dal sesso estremo con lei, facendola venire in centinaia di modi diversi, volando o navigando. Il suo sguardo pieno di stupore e reverenza per me alimenta involontariamente la mia passione numero uno: sesso estremo con Anastasia.

C’è un flusso costante di persone che fanno visita al nostro tavolo cercando di fare la mia conoscenza. Stringo mani e scambio convenevoli con numerose persone per tutta la sera. Ci sono alcune persone che Anastasia può conoscere e di cui mi sento sicuro, e altre a cui non mi sognerei mai di presentare la mia sexy fidanzata.

Quando il maestro di cerimonie chiede le nostre buste, mia madre estrae la banconota da cento dollari vincente. È quella di Sean e il suo premio è un cestino avvolto nella seta.

Anastasia sta applaudendo, ma la sua mente è altrove. Freme al mio fianco, il che va benissimo perché è tutta la sera che cerco di evitare un’erezione.

“Se volete scusarmi,” mormora verso di me e io la guardo attentamente.

“Hai bisogno della toilette?” le chiedo. Lei annuisce.

“Te la mostro,” dico, cupo. Ho bisogno di una boccata d’aria quanto lei. Quando si alza per uscire con me, anche gli altri uomini al nostro tavolo si alzano.

“No, Christian! Non sarai tu ad accompagnare Ana! Lo farò io,” interviene mia sorella in maniera inappropriata. Prima che io possa protestare, lei è già in piedi e prende Anastasia per mano. Serro la mascella. Sto per andare in combustione e venire con tutte queste persone intorno. Cosa diavolo crede di fare accompagnando la mia fidanzata? A volte mia sorella è proprio una fottuta seccatura! Anastasia si stringe nelle spalle con aria di scuse. Mi siedo velocemente per non far cadere l’attenzione sulla mia erezione, rassegnato. Più tardi stasera, allora.

Anastasia ritorna poco dopo e sembra un po’ sollevata, anche se ancora accaldata e infastidita. Mi lancia uno sguardo mentre si siede di fianco a me. Sorrido alla mia fidanzata. Le stringo la mano e ascoltiamo entrambi mio padre parlare di Affrontiamolo Insieme. Passo ad Anastasia un biglietto con la lista degli oggetti messi all’asta.

Ci sono diversi oggetti donati da ricchi benefattori. Ce n’è uno da Elena per un “Voucher per una giornata per due persone al Bravern Center dell’Esclava.” Io ho donato una settimana di soggiorno nella mia proprietà ad Aspen, in Colorado. Dopo aver guardato la lista, Anastasia mi guarda sbattendo le palpebre.

“Hai una proprietà ad Aspen?” mi chiede in tono accusatorio. Siccome l’asta è iniziata, lei tiene la voce bassa. Io annuisco, ma sono irritato dal suo tono. Perché mi sta accusando solo perché possiedo una proprietà in Colorado? Quand’è che è diventato un crimine? Porto un dito alle labbra per dirle di fare silenzio.

“Hai altre proprietà in giro?” mi sussurra. Cazzo! Non ha intenzione di lasciar perdere. Annuisco, ma le lancio anche un’occhiata minacciosa. “Te lo dico dopo,” dico pacato. “Sarei voluto venire con te,” aggiungo con aria imbronciata, ancora ricolmo di tensione sessuale repressa. E il fatto che lei si arrabbi per ogni minima cosa, non rende le cose più semplici: a volte non so proprio che cosa le passi per la testa. Si arrabbia per delle cose a cui altre persone non farebbero nemmeno caso.

Anastasia si sta guardando intorno come se stesse cercando qualcuno.

Quando l’asta arriva alla mia proprietà ad Aspen, l’offerta raggiunge i ventimila dollari.

“Ventimila dollari e uno, ventimila dollari e due,” dice il maestro di cerimonie e improvvisamente la voce di Anastasia risuona chiaramente su quella degli altri.

“Ventiquattromila dollari!”

Trattengo il fiato bruscamente, con la rabbia che mi si rovescia addosso a ondate! Che cazzo pensa di fare pagando coi soldi che le ho dato per la macchina? Merda! Non posso sculacciarla! Cazzo! Cosa faccio? Come la punisco? Voglio metterla sulle mie ginocchia e sculacciarla senza pietà!

“Ventiquattromila dollari per la bella signorina con il vestito argentato, ventiquattromila dollari e uno, ventiquattromila dollari e due … Aggiudicato!”

Applaudo per il bene degli altri, mostrando il mio sorriso pubblico. Ma, Anastasia, tesoro, riscuoterò il mio debito, che tu voglia pagare o no! Mi protendo verso di lei con un grande sorriso falso in viso. La bacio sulla guancia e mi avvicino al suo orecchio e le sussurro, con voce fredda e controllata, con tutte le mie cinquanta sfumature:

“Non so se gettarmi ai tuoi piedi o se sculacciarti senza pietà,” dico alla mia fidanzata, che mi esaspera al di là dell’immaginabile, mi fa arrabbiare, mi fa il lavaggio del cervello in modi che non ritenevo possibili e mi tiene testa; e queste cono tutte cose che odio e amo di lei!

“Opterò per la seconda possibilità, grazie,” mi sussurra in fretta. Le mie labbra si schiudono e inspiro forte. Fanculo Anastasia! Non qui! Non farmi venire solo con le tue parole erotiche! Non qui. Okay, si può giocare in due a questo gioco.

“Stai soffrendo, vero? Vedremo cosa si può fare al riguardo,” mormoro mentre faccio scorrere le dita lungo la sua guancia, sapendo che la mia carezza più semplice raggiunge direttamente il suo sesso. So che non riuscirà a stare seduta composta e, essendo già eccitata, vorrà saltarmi addosso, vista la fame vorace con cui già mi sta guardando. È tempo di vendetta, tesoro! Ti scoperò più tardi, ma adesso ardi dal desiderio.

6 thoughts on “CAPITOLO VII

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    Grazie come sempre per i bei capitoli e per il lavoro di traduzione che fate !!!!!!!!

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