CAPITOLO V

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Durante la lettura potrebbero esserci evidenziati dei link “Soundtrack” che rimandano a delle canzoni. Vi consigliamo di aprirli per entrare appieno nell’atmosfera delle situazioni, continuando ad immergervi nelle parole della storia con un sottofondo da noi consigliato.

capitolo5

Mi ha preso il cuore, mi ha preso l’anima

Soundtrack

Appena scesi entrambi dalle vette dell’estasi, Anastasia apre gli occhi, e mi guarda in viso con una qualche imperscrutabile espressione. Amore? L’espressione che le restituisco è dolce e tenera. Strofino il mio naso contro il suo, assicurandomi di mantenere il mio peso sui gomiti mentre le tengo le mani ai lati della testa. In questo modo ho il controllo, e, anche se desidero così tanto che lei mi tocchi, ancora non riesco a sopportarne il pensiero. Le do un bacio dolce e delicato sulle labbra, e lentamente esco da lei.

Qui è dove voglio stare sempre, e questo è parte di ciò che mi è mancato tutta questa settimana. L’amore, la connessione, il desiderio, l’unità e l’interezza che ne scaturisce.

“Questo mi è mancato,” dico con un flebile sussurro.

“Anche a me,” sussurra di rimando, a mo’ di confessione. Non riesco ad immaginare qualcuno che sta con lei, che la stringe, che le dà quel che voglio darle, che la scopa, che la bacia … Il solo pensiero mi fa impazzire. Le prendo il mento e la bacio profondamente e duramente; un bacio implorante e appassionato. Le sto chiedendo di essere mia e solo mia con il mio bacio. Le sto chiedendo di non lasciarmi di nuovo. Lei ricambia, ed è senza fiato dopo il nostro bacio.

“Non lasciarmi di nuovo,” imploro, pregandola con gli occhi, tenendo la faccia seria.

“Okay,” sussurra e mi sorride. Le osservo il viso, e vedendo che anche lei è seria, le sorrido con sollievo ed euforia, e gioia giovanile.

“Grazie per l’iPad,” dice.

“Non c’è di che, Anastasia,” rispondo.

“Qual è la tua canzone preferita tra quelle inserite?” chiede.

“Ora vuoi sapere troppo,” dico ridacchiando. Penso di preferirne più di una, dato che rappresentano ricordi diversi di me e Anastasia. Sarebbe difficile sceglierne soltanto una. Ma “Possession” e “Every Breath You Take” sono in cima alla lista.

“Vieni a cucinarmi qualcosa, donzella. Sono affamato,” dico allegro, mettendomi improvvisamente a sedere e trascinando Anastasia con me.

“Donzella?” chiede ridacchiando.

“Donzella. Cibo, ora, per piacere,” dico come un uomo del Medioevo.

“Dato che lo chiedete così cortesemente, sire, mi ci applico subito.”

Si precipita fuori dal letto, e mentre lei si muove il suo cuscino si sposta e rivela che sotto c’era il palloncino sgonfiato che rappresentava Charlie Tango. Mi allungo e lo prendo, alzando lo sguardo su Anastasia, confuso per la scoperta. Questo è il palloncino che le ho mandato insieme al Bollinger quando lei e la sua coinquilina Kate si sono trasferite qui. Ha tenuto il palloncino per tutto questo tempo?

“E’ il mio palloncino,” dice con tono autoritario, poi si allunga verso il suo accappatoio e se lo infila.

“Nel tuo letto?” mormoro indagando.

“Sì,” arrossisce mentre mi risponde. “Mi ha tenuto compagnia,” risponde.

“Che fortunato Charlie Tango,” dico, sorpreso.

“Il mio palloncino,” dice e gira sui tacchi, andando in cucina.

La sua semplice dichiarazione mi fa rendere conto che mi ama davvero, e le sono mancata per tutto il tempo. Non solo io! I miei sentimenti sono contraccambiati, e Anastasia Steele mi ama così tanto che ha avuto bisogno di tenere un semplice palloncino che le ho mandato per tenere nel suo letto qualcosa che rappresentasse noi! Vicino a lei, vicino al suo corpo, vicino alla sua mente! Lei mi ama! Questa presa di coscienza mi fa gioire e sorrido da orecchio a orecchio.

*****

Soundtrack

Quando il cibo è finalmente pronto, Anastasia ed io ci sediamo sul tappeto persiano, sul pavimento, e mangiamo con le bacchette il pollo saltato e gli spaghettini cinesi in ciotole di porcellana bianca e sorseggiamo del Pinot Grigio fresco. Mi appoggio al divano e allungo le gambe in avanti. Indosso i miei jeans e una maglietta. Il mio iPod è acceso e i Buena Vista Social Club stanno cantando “Besame Mucho”. Davvero adatto … “Baciami tanto”. La guardo con occhi innamorati mentre le mormoro tutte le parole.

“E’ davvero buono,” dico alla fine, apprezzando il mio cibo, dato che Anastasia l’ha preparato per noi … per me. Lei sorride e si siede a gambe incrociate accanto a me, finalmente mangiando di buon appetito, più che affamata, ma non solo per il cibo, e la noto mentre ammira i miei piedi nudi.

“Di solito sono io a cucinare. Kate non è una brava cuoca,” commenta.

“Te lo ha insegnato tua madre?” le chiedo.

“Non proprio,” scherza. “Quando ero interessata ad imparare, mia madre viveva con il marito numero tre a Mansfield, Texas. E Ray, beh, avrebbe vissuto di tramezzini e cibo da asporto se non fosse stato per me,” dice. Quel commento mi sorprende. Pensavo che fosse restata con sua madre. Abbasso lo sguardo su di lei e le chiedo, “Non sei restata in Texas con tua madre?”

“No. Steve, suo marito, ed io non andavamo d’accordo. E mi mancava Ray. Il suo matrimonio con Steve non è durato molto. E’ rinsavita, credo. Non parla mai di lui,” aggiunge tranquillamente. Mi chiedo cos’è andato storto, cosa ha fatto il patrigno ad Anastasia per farsi odiare così tanto.

“Quindi sei tornata a Washington per vivere con il tuo patrigno,” osservo.

“Sì,” conferma.

“Sembra che tu ti sia presa cura di li,” dico dolcemente. Lei si prende cura degli altri, ed è una figlia devota.

“Così sembra,” dice scrollando le spalle.

“Sei abituata a prenderti cura delle persone,” concludo. Lei alza lo sguardo su di me notando dei pensieri nascosti nella mia voce.

“Cosa c’è?” chiede allarmata dalla mia espressione attenta.

La fisso. Si è presa cura degli altri già quando era molto piccola. Non ha mai saputo cosa significa quando uno si prende cura di lei. Mi rendo conto che questo è il motivo per il quale è diffidente quando provo a prendermi cura di lei. Non è abituata.

“Voglio prendermi cura di te,” dichiaro con tutto il mio amore e la passione, anche se provo a nasconderli.

Il suo respiro accelera, le sue labbra si socchiudono mentre il suo sguardo cerca il mio viso. “L’ho notato,” sussurra. “E’ solo che lo fai in modo strano,” aggiunge con un piccolo sorriso sulla faccia.

Le mie sopracciglia si alzano per l’affermazione. “E’ l’unica maniera che conosco,” dico tranquillamente. E non cambierebbe niente. Abbiamo entrambi i nostri problemi. Non è abituata al fatto che qualcuno si prenda cura di lei, ma comunque, questo non significa che non dovrei prendermi cura di lei, e non importa quanto lei trovi strani i miei modi. Il mio obiettivo finale è tenerla al sicuro, ben accudita, e amata. Non riesco a liberarmi dell’impulso, del desiderio in me.

“Sono ancora arrabbiata con te per aver comprato la SIP,” commenta.

Sorrido. “Lo so, ma il tuo essere arrabbiata, piccola, non mi fermerà.” Troverò il modo di aggirarlo. Se mi conoscessi abbastanza, sapresti che farei tutto ciò in mio potere per tenerti al sicuro.

“Cosa dovrei dire ai miei colleghi di lavoro, a Jack?”

Il suo nome mi fa ribollire il sangue, dato ciò che so di lui. Mi acciglio con lei. “Quello stronzo è meglio che si guardi le spalle,” dico tra i denti digrignati.

“Christian!” mi ammonisce. “E’ il mio capo.”

Non se posso evitarlo! Ma non dico niente. La mia bocca si stringe in una linea dura.

“Non dirglielo,” dico.

“Non dirgli cosa?” chiede.

“Che ce l’ho in pugno. Le basi dell’accordo sono state firmate ieri. La notizia deve restare segreta per quattro settimane mentre il management della SIP farà dei cambiamenti.”

“Oh …” risponde. “Verrò licenziata?” chiede allarmata. Non quando gestisco io la compagnia.

“Sinceramente ne dubito,” dico in tono beffardo, provando a soffocare un sorriso. La compagnia è mia e faccio ciò che voglio. Nessuno si permetterà di licenziare la mia fidanzata se vuole tenersi il suo lavoro! Lei si acciglia.

“Se me ne vado e trovo un altro lavoro, comprerai anche quella compagnia?” chiede. Cosa? Sta già pensando di lasciare perché ho comprato la SIP?

“Non starai mica pensando di lasciare il lavoro?” chiedo mentre la mia espressione di altera, di nuovo cauta.

“Forse. Non sono sicura che tu mi stia dando molta scelta,” è la sua risposta.

Bene allora. Giochiamo a questo gioco!

“Sì, comprerò anche quella compagnia,” dico in modo duro. Cosa c’è di così difficile da capire? Arriverò a fare qualsiasi cosa per tenerla sana e al sicuro. E’ la mia ragazza! La mia donna! La mia fidanzata! E’ completamente mia, corpo e anima, come io sono suo … Lei si acciglia con me.

“Non pensi di essere un po’ esagerato?”

“Sì. Sono completamente consapevole di come sembra,” dico.

“Chiama il Dr. Flynn,” mormora.

Non vuoi fare questo gioco con me, Anastasia. Perderai. Metto giù la mia ciotola vuota e la fisso, impassibile. Lei sospira, rinunciando. Si alza e prende la mia ciotola.

“Vuoi il dolce?” chiede.

“Ora sì che si ragiona!” dico, facendo un sorriso lascivo alla mia donna.

“Non io,” mi rimprovera. “Abbiamo il gelato. Vaniglia,” dice rendendosi conto del doppio senso e ridacchia.

“Davvero?” dico, mentre il mio ghigno si allarga ancora di più. “Penso che potremmo farci qualcosa,” dico mentre mi alzo in piedi.

“Posso restare?” chiedo ad Anastasia.

“Cosa intendi?” chiede.

“Stanotte.”

“Lo avevo dato per scontato,” dice arrossendo. La consapevolezza mi rende felice.

“Bene. Dov’è il gelato?” chiedo.

“Nel forno,” dice sorridendomi dolcemente. Fai del sarcasmo, Miss Steele? Inclino la testa da un lato, e sospiro scuotendo la testa. “Il sarcasmo è la forma più bassa di spirito, Miss Steele,” dico con occhi scintillanti.

“Potrei metterti sulle mie ginocchia,” dico maliziosamente. Lei mette le ciotole nel lavello e si gira verso di me.

“Hai quelle sfere argentate?” I miei occhi luccicano. Batto le mani sul petto, sulla pancia e sulle tasche dei miei jeans.

“Che cosa strana, non ne porto un paio sempre con me. Non saprei cosa farmene in ufficio,” rispondo.

“Sono molto felice di sentirlo, Mr. Grey, e pensavo che avessi detto che il sarcasmo fosse la forma più bassa di spirito,” risponde.

“Beh, Anastasia, il mio nuovo motto è ‘se non puoi batterli, unisciti a loro’.”

Lei boccheggia per la mia risposta, e io sorrido alla sua reazione. Mi giro indietro, apro il freezer e prendo il barattolo del gelato a vaniglia di Ben & Jerry’s.

“Questo farà al caso nostro,” dico alzando lo sguardo sulla mia bellissima fidanzata con occhi oscuri. “Ben & Jerry’s & Ana,” pronuncio ogni parola lentamente, scandendo ogni sillaba chiaramente, facendole capire appieno le mie intenzioni.

Soundtrack

L’espressione lasciva sul mio volto fa rimanere Anastasia a bocca aperta. Apro il suo cassetto delle posate e prendo un cucchiaio. Quando alzo lo sguardo, i miei occhi sono appannati, pieni di desiderio per Ana; e la mia lingua sfiora i denti. Anastasia sembra desiderosa, vogliosa ed eccitata.

“Spero tu sia calda,” sussurro. “Ti raffredderò con questo. Vieni,” dico, porgendole una mano che poi lei prende.

Quando arriviamo nella sua camera da letto, metto il gelato sul comodino, tiro via il copriletto e tolgo entrambi i cuscini e li impilo sul pavimento.

“Hai un cambio di lenzuola, vero?” chiedo, dato che queste saranno appiccicose quando avrò finito con lei. Annuisce affascinata. Prendo il palloncino di Charlie Tango.

“Non fare casini con il mio palloncino,” mi avverte. La sua reazione mi fa piegare le labbra in un sorriso.

“Non me lo sognerei nemmeno, piccola, ma voglio fare casini con te e queste lenzuola,” dico e a lei quasi vengono le convulsioni dopo questa dichiarazione.

“Voglio legarti,” dico.

“Okay,” sussurra con ansia.

“Solo le mani. Al letto. Ho bisogno che tu stia ferma.”

“Okay,” sussurra di nuovo, incapace di dire altro. Tutto il mio corpo è fisso su Anastasia e non sento altro che un immenso desiderio di lei. Passeggio verso di lei senza staccare i miei occhi dai suoi.

“Useremo questo,” dico mostrandole la cintura del suo accappatoio e con una lentezza provocante e da tortura, sciolgo il fiocco, e dolcemente la tiro fuori dai passa cinta. Mentre il suo accappatoio si apre, Anastasia resta congelata sotto il mio sguardo soffocante. Senza toglierle gli occhi di dosso, le sfilo l’accappatoio dalle spalle. L’indumento cade e si poggia ai suoi piedi, lasciandola di fronte a me, gloriosamente nuda. Mi si mozza il fiato per la sua bellezza. Le mie mani corrono verso l’alto e le accarezzo il viso con il dorso delle nocche, a questo lei risponde chiudendo gli occhi, persa nel desiderio. Mi abbasso e le bacio velocemente le labbra.

“Distenditi a letto, pancia in su,” mormoro mentre i miei occhi si oscurano e bruciano di desiderio nei suoi.

Lei fa esattamente come le ho detto; mettendosi sul letto, a pancia in su, nella relativa oscurità. L’unica luce nella stanza arriva dall’abat-jour che brilla debolmente sul comodino. Resto immobile di fianco al letto, il mio sguardo fisso su questa bellezza che è la mia fidanzata, incapace di interrompere la connessione.

“Potrei stare a guardarti tutto il giorno, Anastasia,” dico sinceramente mentre striscio sul letto, sul suo corpo, e mi siedo cavalcioni sulla mia donna.

“Mani sulla testa,” ordino.

Lei obbedisce immediatamente e lego la fine della cintura del suo accappatoio intorno al suo polso sinistro e faccio passare l’altra estremità attraverso le sbarre di metallo della testiera. La tiro forte, così il suo braccio sinistro è piegato su di lei. Poi lego il suo braccio destro nello stesso modo.

Quando è completamente legata, lei mi fissa, e ora sono assolutamente rilassato, sapendo che non riuscirà a toccarmi. In questo modo ho il controllo. Lei mi guarda con un’emozione sconosciuta, una qualche presa di coscienza. Sorrido.

Alla fine scendo dal letto e mi sporgo su di lei per darle un bacio veloce sulle labbra. Poi mi alzo e mi sfilo la camicia dalla testa, e sbottono i miei jeans lasciando poi cadere tutto sul pavimento.

Anche io sono nudo davanti a lei, e sta valutando quello che si trova di fronte, le piace ciò che vede. Mi sposto ai piedi del letto, le prendo le caviglie e con un movimento secco la tiro in basso, così le sue braccia sono allungate ed è incapace di muoversi, completamente alla mia mercé.

“Così va meglio,” mormoro.

Alla fine prendo il gelato alla vaniglia di Ben & Jerry’s, lentamente mi sposto di nuovo verso la testa del letto, e mi siedo di nuovo a cavalcioni sulla mia donna che è nuda, come me, sotto di me. Non c’è niente tra di noi. Molto lentamente rimuovo la pellicola sul barattolo di gelato, e affondo il cucchiaio.

“Hmm … è ancora alquanto duro,” dico alzando le sopracciglia. Prendo una bella cucchiaiata di vaniglia e me la metto in bocca. “Delizioso,” mormoro, leccandomi le labbra. “E’ magnifico quanto possa essere buono la vecchia, normale vaniglia,” dico abbassando lo sguardo su di lei e sorridendole. “Ne vuoi un po’?” punzecchio la mia donna.

Lei annuisce timidamente alla mia domanda. Prendo un’altra cucchiaiata e le offro il cucchiaio, lei apre la bocca, ma io velocemente metto il cucchiaio nella mia bocca ancora una volta, stuzzicandola.

“E’ troppo buono per condividerlo,” dico sorridendo maliziosamente.

“Hey,” protesta.

“Perché, Miss Steele, a te piace la vaniglia?” le chiedo con il doppio senso.

“Sì,” dice con forza e prova a disarcionarmi. Rido per la sua forte razione. “Diventiamo irritabili, eh? Non lo farei se fossi in te,” dico.

“Gelato,” implora.

“Beh, dato che mi hai compiaciuto così tanto oggi, Miss Steele,” dico e mi getto su di lei offrendole un’altra cucchiaiata, lascio che le sue labbra si chiudano intorno al cucchiaio. Prendo un’altra cucchiaiata e la nutro ancora una volta.

“Hmm, beh, questo è l’unico modo per assicurarmi che tu mangi,” dico, aggiungendo, “Alimentazione forzata. Potrei abituarmici.”

Prendo un’altra cucchiaiata e gliela offro, ma questa volta tiene le labbra chiuse e scuote la testa. Lascio che il gelato si sciolga sul cucchiaio e lascio che goccioli lentamente sulla sua gola, sul suo petto. Mi chino e molto lentamente lo lecco via. Lei si accende di desiderio.

“Mmm. E’ ancora più buono su di te, Miss Steele,” commento.

Anastasia tira le sue limitazioni, e il piccolo letto cigola sotto il nostro peso. I suoi occhi sono pieni di desiderio ardente. Prendo un’altra cucchiaiata e lascio che il gelato si sciolga di nuovo e goccioli sul suo seno. Con il retro del cucchiaio, spargo le gocce sul suo seno e sui capezzoli.

I suoi capezzoli si drizzano e induriscono sotto il freddo del gelato.

“Freddo?” le chiedo dolcemente, abbassandomi e leccando e succhiando il gelato dai suoi capezzoli e dai suoi seni. Lei è fredda sotto il gelato, e calda sotto le mie labbra, e questo le dà una sensazione incredibile. E’ una tortura e una delizia allo stesso tempo. Lentamente continuo le mie manovre, la deliziosa tortura con le mie labbra, succhiando forte, pizzicando dolcemente mentre i rivoli di gelato sciolto corrono lungo il suo corpo fin sopra il letto, mentre io continuo il mio leccare e succhiare e lei continua a contorcersi sotto di me e ad ansimare.

“Ne vuoi un po’?” dico, e prima che lei possa rispondermi, la mia lingua si fionda nella sua bocca, trovando la sua, e inizia il suo delizioso assalto, facendola gemere dal desiderio.

Proprio mentre lei ansima perché vuole di più, io mi siedo, e con una cucchiaiata di gelato creo una scia fino al centro del suo corpo, attraverso la sua pancia, e nel suo ombelico, dove deposito una bella manciata di gelato.

“Ora, l’hai già fatto,” dico mentre i miei occhi bruciano nei suoi. “Dovrai stare ferma, o ci sarà gelato su tutto il letto.” Il suo respiro diventa rapido per l’eccitazione e l’aspettativa, e io mi abbasso per baciare entrambi i suoi seni e succhiare forte entrambi i suoi capezzoli, poi seguo la scia di gelato che scende sul suo corpo, succhiando e leccando in una deliziosa tortura mentre scendo.

Fa del suo meglio per restare ferma, ma, il mio tocco e la maestria della mia lingua, combinate con il freddo del gelato, la fanno muovere, e inizia a muoversi, persa nell’incantesimo. Mi sposto più in basso e inizio a mangiare il gelato che è sulla sua pancia e faccio roteare la lingua dentro e intorno al suo ombelico, facendola impazzire. Geme forte, ma continuo le mie mosse stuzzicanti. Faccio scorrere il gelato ancora più in basso, tra i suoi peli pubici e sul suo clitoride. Lei urla forte per la passione, il desiderio e l’eccitazione.

“Oh … Dio! Ti prego … Christian.”

“Lo so, piccola, lo so,” sussurro mentre lavoro con la lingua sul suo sesso. Non mi fermo, e continuo a stuzzicarla, facendo la mia magia, e lei sale sempre più. Poi infilo un dito dentro di lei, e poi un altro, e inizio a muoverli dentro e fuori con una lentezza agonizzante.

“Proprio qui,” mormoro e ritmicamente colpisco la parete anteriore della vagina mentre continuo a leccare e succhiare senza sosta, facendo eruttare Anastasia in un orgasmo da perdere i sensi che la fa contorcere e urlare. A questo punto fermo le mie manovre. Mi sposto su Anastasia e apro la bustina del preservativo, pizzicando la punta lo srotolo sulla mia erezione, e poi mi infilo nella mia donna, forte e veloce.

“Oh, sì!” gemo mentre spingo dentro di lei. I residui di gelato sono appiccicosi tra di noi, ma creano una sensazione diversa e sviante. Dopo qualche spinta, mi tiro fuori da Anastasia, e la giro.

“Così,” mormoro e velocemente mi infilo di nuovo dentro di lei, ma questa volta, non inizio subito con il mio ritmo incalzante. Mi allungo e le libero le mani, tiro su Anastasia così è praticamente seduta su di me. Le mie mani si muovono verso l’alto, sul suo seno, e li tengo entrambi tra i palmi. Inizio a tirare i capezzoli. Lei geme dal piacere, e getta la testa indietro contro la mia spalla. Le accarezzo il collo; mentre scendo la mordicchio; fletto i fianchi, e dolorosamente piano, entro di nuovo dentro di lei, riempiendola fino in fondo.

“Sai quanto tu significhi per me?” sussurro al suo orecchio.

“No,” dice boccheggiando.

Sorrido contro il suo collo e le mie dita stringono intorno alla sua mascella e alla sua gola, tenendola forte per un momento. Sa quando significhi per me! Gliel’ho dimostrato molte volte! Sono stato straziato dalle fiamme dell’inferno per lei, muoverei cielo e terra per lei. Morirei per lei!

“Sì che lo sai. Non ti lascerò andare via,” dico con fervore.

Lei geme sapendo cosa intendo, e io prendo velocità mentre spingo dentro di lei, reclamandola ancora una volta. Non è solo scopare. Non è solo il mio modo di affermare che è mia. E’ la mia dichiarazione d’amore per lei, lei è mia, e io sono suo! E’ come se ci fossimo sempre appartenuti, e con questa presa di coscienza so che ci apparterremo per sempre. La amo più di quanto le parole possano esprimere!

Soundtrack

“Tu sei mia, Anastasia!” dichiaro.

“Sì, tua,” dice ansimando.

“Mi prendo cura di ciò che è mio,” sibilo tra i denti e le mordo l’orecchio possessivamente.

Lei urla.

“Proprio così, piccola, voglio sentirti,” dico.

Sposto la mia mano intorno alla sua vita mentre le prendo il fianco con l’altra mano, spingo dentro di lei più forte e più velocemente come se non ci fosse un domani, facendola urlare per il ritmo incalzante. Il mio respiro si fa più affannato, tormentato, come il suo.

In questo momento, siamo entrambi pieni di sensazioni, intossicati dalla presenza dell’altro, con il nostro fare l’amore; è assolutamente magico. E’ completamente mia, e sono completamente suo.

“Andiamo, piccola,” ringhio tra i denti stretti, ed entrambi troviamo la nostra liberazione, insieme, al mio invito.

Restiamo l’uno attaccato all’altra, e lei è tra le mie braccia sulle sue lenzuola appiccicose. La mia fronte è premuta contro la sua schiena, e come al solito, il mio naso è tra i suoi capelli, inspirando profondamente il suo profumo di donna.

“Quello che sento per te mi fa paura,” sussurra facendomi immobilizzare.

Questo è esattamente quello che io sento per lei. In sua presenza, perdo la ragione. Non mi importa di nient’altro, nemmeno della mia vita. Lei è tutto ciò a cui penso, tutto ciò di cui mi preoccupo! Senza di lei la vita è in una notte perpetua, nessuna speranza di luce. Nessuna speranza. Con lei, mi sento come se potessi conquistare il mondo. E’ la mia più grande forza come la mia più grande debolezza.

“Anche a me, piccola,” dico tranquillamente, comprendendo le mie paure.

“E se tu mi lasciassi?” chiede con voce sottile, terrorizzata.

“Non vado da nessuna parte. Non penso che potrei riempire mai abbastanza la mia vita di te, Anastasia.” Non è solo questo. La sua presenza mi rilassa, mi fa ritrovare l’equilibrio; come se fossi stato un pianeta perduto che alla fine ha trovato il suo sole.

Si gira per guardarmi. Ho un’espressione seria ma sincera. Sorrido, e alzo una mano per sistemarle una ciocca di capelli dietro l’orecchio.

“Non ho mai provato quello che ho provato quando te ne sei andata, Anastasia. Smuoverei il cielo e la terra per evitare di sentirmi di nuovo in quel modo,” confesso triste e turbato, ricordando come la vita mi si fosse frantumata ai piedi, e come tutto sembrasse inutile e la vita insopportabile.

Lei mi bacia di nuovo. Con l’euforia di averla tra le mie braccia, e la forza che il suo bacio mi dà, le chiedo, “Verrai con me alla festa estiva di mio padre, domani? E’ un evento annuale di beneficenza. Ho detto che sarei andato.”

Lei sorride, ma improvvisamente sembra molto timida.

“Certo che verrò,” dice, ma il suo viso si riempie di una preoccupazione non detta.

“Che c’è?” indago.

“Niente,” risponde. Non me la bevo! E’ la mia donna” Se ha un problema, una preoccupazione, sono più che capace di sistemarla.

“Dimmelo,” insisto. Altrimenti la mia mente correrà libera e non mi piacciono le cose che sono capace di pensare.

“Non ho niente da mettere,” risponde. Oh, bene. Questo può essere risolto facilmente. Ma, ricordando che non ho restituito, ma ho tenuto tutti i suoi vestiti, e sapendo che odia quando le compro e le do delle cose, mi sento a disagio.

“Non arrabbiarti, ma ho ancora tutti i vestiti per te a casa. Sono sicuro che ci siano un paio di vestiti adatti lì dentro,” dico.

Fa una smorfia. “Ah, davvero?” mormora con voce sarcastica. Ma ci rinuncia, e si alza.

Non sta scappando, vero?

“Dove stai andando?” chiedo.

“A fare una doccia,” risponde dolcemente.

“Oh… in tal caso, posso unirmi a te?” Sorride.

“L’avevo dato per scontato.”

Quando usciamo dalla doccia, aiuto Anastasia a sfilare le lenzuola appiccicose dal letto, e la aiuto a mettere le lenzuola pulite. Ci accoccoliamo sotto le lenzuola pulite che profumano di brezza primaverile. Anastasia mi dà la schiena, e io la tiro tra le mie braccia, mettendoci a cucchiaio. Le sue braccia si allungano indietro tirando in basso la mia testa. Gira la testa, esponendo il suo collo. Io annuso il suo collo e trovo le sue labbra che cercano le mie. Contraccambio il suo bacio, ma all’improvviso diventa più profondo, più dolce, e continua all’infinito Siamo entrambi senza fiato quando riusciamo a staccarci. “Dio, Ana! Cosa mi stai facendo?” chiedo.

“Potrei chiederti lo stesso,” risponde.

“Hai avuto una giornata lunga. Va’ a dormire, piccola,” dico. Canticchio una melodia dolce per farla addormentare. Molto presto, entrambi cadiamo in un sonno profondo.

Anastasia si agita tra le mie braccia

“No!” urla

“Chi sei? Io? Io non sono nessuno… anche tu non sei nessuno?” mormora nel sonno

“No, Oddio! No!” urla tanto da gelarmi il sangue

“Ana!” la scuoto ma non si sveglia e continua ad urlare come se vedesse la faccia del diavolo.

“Cristo! Ana! Svegliati piccola!” Afferro le spalle e continuo a scuoterla svegliandola. Vedo a malapena il viso tra le luci soffuse che filtrano attraverso le tende. Sta inspirando, il respiro è tremante, si guarda intorno con occhi smarriti

“Piccola stai bene? Stavi avendo un incubo” le dico

Soundtrack

“Oh,” risponde. Accendo la lampada su comodino e la luce ci illumina. Guardo verso di lei, e la preoccupazione è evidente sul mio viso

“La ragazza,” sussurra

“Che dici? Quale ragazza?” chiedo dolcemente per calmarla.

“C’era una ragazza fuori dalla SIP quando sono uscita stasera. Mi guardava… ma non veramente” dice e la mia mente va subito a Leila.

“Quando è successo?” Sussurro, completamente sconcertato. Mi siedo fissandola cercando di farmi raccontare tutto

“Quando sono uscita questo pomeriggio. Sai chi è?” chiede

“Sì” dico passandomi una mano tra I capelli esasperato

“Chi?” chiede Anastasia.

Le mie labbra si Serrano. E non dico nulla. Non voglio darle il nome di una ex e perderla ancora. Non voglio che Anastasia se ne vada. Non potrei sopportarlo ancora!

“Chi?” chiede con forza.

“E’ Leila,” confesso alla fine

Anastasia realizza. Ha già sentito questo nome prima. E? la ragazza che ha messo la musica sul mio iPod. Questo è quello che lei sa. Sono teso. Così Leila ha cercato di contattare Anastasia. Le mie preoccupazioni si son rivelate reali. Anastasia mi guarda con aria interrogativa come se mi stesse chiedendo cosa sta succedendo.

“La ragazza che ha messo ‘Toxic’ sul tuo iPod?” chiede. Merda!Si ricorda La guardo con ansia

“Sì,” rispondo. “Ha detto qualcosa?” chiedo

“Ha detto ‘cos’hai tu che io non ho’ e quando ho chiesto chi fosse ha risposto ‘nessuno’

Chiudo gli occhi per il dolore. Quindi, questo conferma la mia preoccupazione. Danneggio le persone. Forse ho fatto del male ad altre donne, donne che una volta han fatto parte della mia vita. Ho fatto del male a Leila, e lei è in questo situazione a causa mia. Le ho causato dolore e sofferenza! Devo trovarla e convincerla che ha bisogno d’aiuto! Questo è il minimo che possa fare per lei visto che è tutta colpa mia! Anastasia mi guarda con ansia quando esco dal letto. Mi metto i jeans e vado verso il salotto. E’ mattina presto. L’ orologio di Anastasia sul suo tavolino segna le 05:00

Esce dal letto dietro di me. Si mette una t-shirt. Ho già composto il numero di Welch. Risponde al terzo squillo.

“Welch!” sembra stordito ma non appena registra la mia voce scatta sull’attenti.

“Sì, Mr. Grey,” risponde completamente sveglio

“Leila ha cercato di contattare Anastasia fuori dalla SIP” dico sommariamente

“Anastasia?” chiede, ma realizza subito di chi sto parlando “Oh Miss Steele. Ha detto fuori dalla SIP, quando?” chiede

“Sì, fuori dalla SIP, ieri sera” rispondo tranquillamente. Non appena Anastasia entra in cucina, mi rivolgo a lei e chiedo “A che ora esattamente?”

“Erano circa le 17.50?” mormora in tono interrogativo. Il mio sguardo è su di lei, senza lasciarla per un secondo. Cosa sta pensando?

“Sa come possa aver di Miss Steele o del posto in cui lavora Signore?”

“Questo è il tuo lavoro. Scopri come…”

“E’ molto furba. Pensa che Miss Steele possa essere in pericolo?”

“Sì … non avrei detto così, ma non avrei mai pensato che potesse fare questo.” Chiudo gli occhi per il dolore. Leila può danneggiare se stessa là fuori, ma ho paura che possa cercar di far del male ad. Il pensiero è spaventoso e inquietante.

“Cosa desidera che faccio se la prendiamo? Chiaramente non è sana di mente. Cosa pensa potrebbe fare dopo?”

“Non so cosa potrebbe passare….” Dico

“Signore, forse dovrebbe far sapere a miss Steele, che potrebbe essere in pericolo. E’ importante che sia sempre vigile” mi avverte Welch

“Sì, le parlerò” concordo.

“E ‘molto grave signore. Se lei è in grado di trovare Miss Steele dove lavora, mentre noi non riusciamo a trovarla, e capire dove si trovi, nonostante i mezzi a nostra disposizione, la situazione è estremamente grave, signore. “

“Sì…. Lo so….”

“Seguiremo le informazioni che ci ha fornito e guarderemo le telecamere di sicurezza delle SIP, Signore”

“Fatelo e fatemi sapere. Trovatela, Welch…. E’ nei guai…trovala” dico riagganciando

Sento il bollitore fischiare

“Vuoi del te” chiede Anastasia impassibile

“Veramente vorrei tornare a letto,” dico guardandola, facendola capire che questo è quello che voglio andare a letto, e non è per il sonno. Dopo gli eventi di questa mattina, voglio solo dimenticare tutto, e perdermi in Anastasia. Lei è la mia panacea per ogni problema.

Ma Anastasia, è Anastasia e dice, “Beh, io ho bisogno di tè. Vuoi farmi compagnia?” Oh Dio! Sta per far iniziare l’inquisizione Spagnola. Ha rifiutato la mia offerta di fare sesso. Mi passo la mano trai capelli, esasperato. Ma alla fine cedo “Sì, per favore” dico con voce irritata.

Sente i miei occhi su di lei. Mi sento incerto circa la sua possibile reazione a ciò che sta accadendo in questo momento, e la mia rabbia è molto palpabile a causa di Leila che ha molestato Anastasia al lavoro.

“Cosa succede?” chiedo dolcemente

Scuoto la testa.

“Non mi dirai nulla?” chiede

Sospiro e chiudo gli occhi “No” rispondo

“Perché?” chiede ancora.

“Perché non dovrebbe riguardarti. Non voglio che tu sia coinvolta in questa,” rispondo. Questo è un problema che ho creato io e io devo risolverlo.

“Non dovrebbe, ma mi riguarda. Mi ha trovato e mi ha avvicinata fuori dall’ufficio Come fa a conoscermi? Come sa dove lavoro? Penso di avere il diritto di sapere cosa sta succedendo” dice chiaramente

Mi passo una mano trai capelli, ancora una volta, competentemente frustato, sapendo che a ragione. Non so chiaramente cosa dirle: se una parte di quello che sta succedendo o tutto. Potrebbe non piacerle quello che scoprirà.

“Per favore?” chiede dolcemente. Le mi labbra si serrano e alzo gli occhi al cielo, acconsentendo di parlare.

“Okay,” dico. “Non so come ti abbia trovata. Forse ha visto la nostra fotografia di Portland. Non lo so” sospiro completamente frustato per il fatto di averla messa così in pericolo

Anastasia aspetta silenziosamente che dica qualcosa, mentre lei versa l’acqua bollente nella teiera, mentre io cammino avanti e indietro per la frustrazione. Finalmente trovo la forza per spiegare quello che è successo mentre ero in Georgia con lei.

“Mentre ero con te in Georgia, Leila è andata al mio appartamento e ha fatto una scenata davanti a Gail”

“Gail?” chiede confuse

“Mrs. Jones.”

“Cosa vuoi dire con ‘ha fatto una scenata’?”

La guardo cercando di pensare se dirle esattamente quello che è successo o altro.

“Dimmelo. Mi stai nascondendo qualcosa!” dice con energia. Sbatto le palpebre alla sua tenacia, completamente sorpreso. “Ana, io-” dico e mi fermo. Non voglio dirle più di quanto necessita di sapere, coinvolgendola nei miei problemi.

“Per favore” implora

Sospiro sapendo di non avere scampo “Ha cercato di tagliarsi le vene”

“Oh no!” esclama.

“Gail l’ha portata in ospedale. Ma Leila è uscita prima che potessi arrivare. Ha firmato per uscire”

Anastasia ha il panico sul suo viso, la bocca aperta ed è senza parole.

“Lo strizzacervelli che l’ha visitata ha detto che il suo è stato un tipico grido d’aiuto. Non crede che lei sia davvero a rischio. A un passo dall’ideazione suicidaria, così ha detto. Ma io non sono convinto. Sto cercando di rintracciarla da allora per aiutarla.»

“Ha detto nulla a Mrs Jones?” chiede Anastasia

La guardo. Non mi sento a mia agio lasciando che Anastasia sappia tutto. Ho paura che scappi via. Che se ne vada da me. Cosa farei se mi lasciasse? Nello stesso inferno perpetuo in cui sono stato tutta la settimana scorsa, e se non riesco a durare una settimana, come posso durare anche più a lungo?

“Non molto” dico finalmente

Anastasia versa il tè nelle tazze da tè. Sembra inibita, preoccupata, ma mantiene la sua compostezza.

“L’hai trovata? E la sua famiglia? Chiede

“Non sanno dove sia. Nemmeno suo marito lo sa” dico

“Marito?” Anastasia è scioccata

“Sì,” dico distrattamente, “E’ sposata da circa due anni” dico

Anastasia si rivolge a me bruscamente con un’espressione che mi lascia completamente scioccato. “Così lei è stata con te mentre era sposata?” Lei mi guarda come per dire: ‘Non hai decenza?’ Come può pensare questo di me?

“No! Buon Dio, no. Lei è stata con me, quasi tre anni fa. Poi quando è finita, ha sposato questo ragazzo dopo poco” rispondo alla sua domanda silenziosa

Lei tira un sospiro di sollievo visibile. “Allora, perché sta cercando di attirare la tua attenzione ora?” Chiede.

Scuoto la testa tristemente, sapendo che sicuramente è per qualcosa che le ho fatto. “Non lo so. Tutto quello che siamo riusciti a scoprire è che è scappata da suo marito circa quattro mesi fa. “

“Fammi capire bene. Lei non è stato una tua sottomessa per tre anni? “Chiede Anastasia.

“Circa due anni e mezzo,” la correggo

“Ma poi voleva di più” dice

“Si” rispondo sinceramente

“Ma tu no?” dice

“Questo lo sai” dico.

“Così ti ha lasciato” conclude Anastasia

“Sì,” confermo

“Allora, perché è venuta da te adesso?” chiede facendomi la domanda che mi sto facendo da allora. Perché io? Perché adesso? E soprattutto, che cosa ho fatto?

“Non lo so” dico ma la mia voce mi tradisce facendole capire che ho una teoria

“Ma sospetti qualcosa…” dice Anastasia, interpretando correttamente il mio tono

I miei occhi sono stretti di rabbia orientata verso di me e Leila. “Ho il sospetto che abbia qualcosa a che fare con te,” le dico. Voglio che Anastasia sia al sicuro, e il fatto che lei potrebbe essere in pericolo a causa mia, porta tutta la mia rabbia in superficie. Anastasia sembra sorpreso. Qualche emozione senza nome attraversa il viso. Non è paura, ma qualcos’altro Mi fissa. Ho appena capito che Anastasia ha incontrato Leila ieri, e avrebbe potuto avere i suoi sospetti su chi è, sapendo quanto lei è brillante. Perché allora non mi ha detto nulla, quando mi ha visto?

“Perché non me l’hai detto ieri?” Chiedo sommessamente.

“Mi ero dimenticata di lei”, dice in tono di scusa. “Sai, il drink dopo il lavoro, alla fine della mia prima settimana. Tu che mi raggiungi al bar e la tua… scarica di testosterone con Jack, poi siamo stati qui. Mi è ‘passato di mente. Hai l’abitudine di farmi dimenticare le cose “, spiega con facilità veritiera.

“Scarica di testosterone?” Dico mentre le mie labbra si contraggono in un sorriso.

“Sì. La gara a chi fa pipì più lontano” spiega ulteriormente.

“Ti faccio vedere io una scarica di testosterone», dico lascivamente.

“Non preferiresti una tazza di tè?” Chiede.

Sarebbe un’opzione? In questo momento, con lo stress appena avuto, tutto quello che voglio fare è prendere la mia donna a letto, e disperdere i miei pensieri fino alla prossima settimana

“No, Anastasia, non voglio”, rispondo con desiderio. I miei occhi ardono in quelli di lei, con il mio sguardo alla ti-voglio-adesso-e-ti-scopo-adesso-come-voglio.

“Dimenticati di lei. Vieni” dico tenendo la mia mano verso Anastasia. Torniamo a letto, e devo fare in modo che ci dimentichiamo Leila, e tutto il dolore che ci ha dato in questi ultimi giorni.

******

Soundtrack

Non appena la luce del mattino filtra tra le persiane, mi ritrovo avvinghiato ad Anastasia, le nostre gambe sono un groviglio. Lei è già sveglia e quando apro gli occhi, la guardo e lei mi sorride “Ciao” dice con aria colpevole, sorridendo ho la sensazione che stesse per fare qualcosa. Cosa?

“Ciao,” rispondo guardingo “Cosa stai facendo?”

“Ti sto guardando,” dice passando le dite sul mio torace. Le prendo la mano, socchiudo li occhi e le sorrido. Stava cercando di toccarmi? Sei una ragazza maliziosa, deliziosa e irresistibile.

Mi sposto sopra di lei in un baleno e la immobilizzo sul materasso, con le mani, in una stretta dolce. Strofino il mio naso contro il suo.

“Penso che tu non stessi facendo nulla di buono Miss Steele,” dico con fare accusatorio, ma sorridendo. Ma dal momento che non ho prove, ci lasciamo così.

“Mi piace combinare qualcosa di non buono quando sono vicino a te” risponde, dolcemente, con uno sguardo sexy

“Davvero?” chiedo baciandola dolcemente. “Sesso o colazione?” chiedo, con sguardo truce ma di buonumore. La mia erezione entra dentro di lei, senza che io comandi di farlo, mentre lei si avvicina con il bacino, facendo la sua scelta

“Ottima scelta ” mormoro contro il collo della mia donna, riempiendola di baci fino ai seni.

********

Dopo aver riempito la nostra mattina con il sesso, facciamo la doccia insieme incapaci di tenere le mani al loro posto. Quando usciamo, ci asciughiamo a vicenda con l’asciugamano di Anastasia.. Va verso la sua stanza con indosso solo un asciugamento e un altro attorno ai capelli. Sta cercando di sistemarsi i suoi lunghi capelli. Si è vestita con i jeans a vita passa e una t-shirt, e io mi sto vestendo dietro di lei. Guarda il mio corpo attraverso lo specchio, ammirando quello che vede.

“Quando spesso ti alleni?” chiede

“Ogni giorno lavorativo,” rispondo tirandomi su la cerniera

“Cosa fai?”

“Corsa, sollevamento pesi, kickbox,” dico stringendomi le spalle

“Kickbox?” chiede

“Sì, ho un personal trainer, un ex campione olimpionico che mi insegna. Si chiama Claude. E’ molto brava. Ti piacerebbe” dico

Si gira verso di me, mentre mi sto per abbottonare la camicia

“Cosa intendi quando dici che mi piacerebbe?”

“Ti piacerebbe come personal trainer” rispondo

“Perché avrei bisogno di un personal trainer? Ho già te per tenermi in forma” dice sorridendomi

Vado verso di lei, le avvolgo le braccia attorno al corpo e I nostri occhi s’incontrano allo specchio

“Ma io ti voglio in forma piccolo, per quello che ho in mente. Devi tenere il ritmo” dico, mentre lei avvampa, conoscendo bene il significato di quello che le ho detto. Mi guarda con i suoi piccolo occhio blu.

“So che lo vuoi” le dico. Avvampa. Serra le labbra, come se qualcosa stia oscurando I suoi pensieri.

“Che c’è?” chiedo preoccupato.

“Nulla” dice scuotendo la testa. “Ok vedrò Claude” dice

La sua risposa mi lascia di stucco “Veramente?” chiedo, mentre il mio viso s’illumina per la sorpresa e l’incredulità. Il suo sorriso è splendente. Mi sento come se avessi vinto il primo premio di tutte le fidanzate.

“Sì, accidenti – se questo ti rende felice” dice beffeggiandosi di me

Stringo le braccia intorno a lei e la bacio sulla guancia. “Tu non ne hai idea,” sussurro. “Allora – che cosa ti piacerebbe fare oggi” chiedo

“Mi piacerebbe andare a tagliarmi i capelli, e ummm … ho bisogno di depositare un assegno e comprare una macchina,” dice.

“Ah,” rispondo mordendomi il labbro. Frugo in tasca con la mano e prendo le chiavi della sua Audi

“E’ qui” dico piano, incerto di quale sarà la sua reazione.

“Cosa vuoi dire con è qui” dice in tono severo.

“Taylor l’ha riportata ieri”, rispondo. Apre la bocca e la richiude. Lo fa nuovamente, incapace di far uscire della parole. Ancora una volta cerca di dire qualcosa ma senza riuscire, e questa è una cosa assolutamente nuova per lei. Finalmente infila la mano nella tasca posteriore dei jeans, e tira fuori la busta che le ho dato.

“Ecco, questa è tua” dice

La guardo con aria perplessa, guardando la busta che le ho dato con l’assegno dentro

“Oh no. Quelli sono I tuoi soldi” dico

“No, non lo sono. Vorrei comprare l’auto da te” risponde. Che cos’ha con i regali? Perché non può prendere quello che le do e basta? Sono così ripugnante, o lo sono i miei regali? La mia espressione modifica in continuazione. Sono furioso.

“No, Anastasia. I tuoi soldi, la tua macchina”” sbotto. Mi stai uccidendo in questo momento. Prendi questa dannata macchina.

“No, Christian. I miei soldi, la tua macchia. Che comprerò da te” risponde

“Ti ho dato quell’auto come regalo per la laurea” le sibilo

“Se mi avessi regalato una penna, quello sarebbe stato un regalo di laurea opportune. Mi hai dato un’Audi” mi sibila di contraccambio.

“Vuoi davvero discutere per questa cosa?” le chiedo..Darò alla mia fidanzata, quel diavolo che mi pare. Perché deve mettermi dei limiti su cosa e quanto posso fare per lei?

“No.”

“Bene – ecco le chiavi” dico posandole sul cassettone

“Questo non è quello che volevo dire” sbotta

“Fine della discussione, Anastasia. Non mi provocare” le sibilo in tutta risposta.

Lei aggrotta la fronte a me, poi prende la busta ho le dato contenente il suo assegno non depositato, e la strappa in due pezzi! La guardo impassibile. Piccola stai spingendo la mia pazienza oltre al limite! Ma non l’avrai vinta su questo punto. Mi gratto il mento.

“Sei, come sempre, molto polemica, Miss Steele,” dico secco. Ma, aspetta di vedere cosa posso fare. Giro sui tacchi e vado verso il soggiorno. Prendo il mio Blackberry e chiamo Andrea con il tasto di selezione rapida.

“Buongiorno Mr. Grey,” risponde in tono professionale.

“Andrea, ho un lavoro per te, e ho bisogno che tu lo faccia il prima possibile.”

“Sì, signore. Cosa posso fare per lei?”

“Voglio che tu trasferisca ventiquattro mila dollari sul conto corrente di Anastasia Steele.”

“Sì signore. Lasci che le confermi l’importo. Ha detto ventiquattromila dollari sul conto corrente di Anastasia Steele?”

“Sì, ventiquattromila dollari. Direttamente”

“Perfetto signore. Il tutto potrà essere effettuato e completato quando le banche apriranno lunedì.” Mi accorgo che Anastasia è entrata nella stanza, e mi sta guardando curiosamente, mentre ascolta la conversazione.

La guardo con sguardo impassibile.

“Perfetto…..Lunedì?”

“Sì, signore, Lunedì.”

“Eccellente.”

“C’è altro che posso fare per lei Signore?” Chiede

“No è tutto, Andrea” rispondo prima di riagganciare.

“Depositato sul tuo conto corrente bancario, lunedì. Non giocare a questo gioco con me” Sono molto arrabbiato con lei.

“Ventiquattro mila dollari!” urla. “E come sai il mi numero di conto corrente?” sono sorpreso da questa reazione.

“So tutto di te, Anastasia,” dico tranquillo.

“La mia auto non valeva ventiquattromila dollari,” sibila

“Sono perfettamente d’accordo con te, ma quando vendi o compri devi saper conoscere il mercato. Qualche pazzo la fuori voleva quella trappola mortale a tutti i costi e ha pagato quella cifra. A quanto pare è un classico. Chiedi a Taylor se non mi credi” dico convincente.

Lei guarda in cagnesco verso di me e io allo stesso modo verso di lei. Due arrabbiati, innamorati testardi che si stanno guardando male l’un l’altro. Tutto ad un tratto, la carica, l’energia elettrica tra noi cresce più forte e le emozioni accrescono. Improvvisamente la prendo, e spingo la mia donna contro la porta, la mia bocca sulla sua, cercandola avidamente, metto una mano sul spingendola al mio inguine, e invece con l’altra le prendo i capelli, facendole tirare la testa indietro. Le sue mani vanno nei miei capelli. La passione sorge in me in modo esponenziale, e premo il mio corpo contro il suo imprigionandolo, il mio respiro si fa irregolare e le emozioni continuano a crescere. La voglio, Dio voglio questa donna ora! Non ne avrò mai abbastanza di lei. Tutto ciò che dice o fa mi accende! Anche quando mi sfida! Tutto! Lei mi possiede!

“Perché, perché mi sfidi?” mormoro tra un bacio e l’altro. Lei mi bacia di rimando, appassionatamente, soddisfando la mia passione con fervore.

“Perché io posso” dice senza voce. La sua risposta mi fa sorridere, contro il suo collo. Premo la fronte contro la sua. Lei mi accende, accende il fuoco dentro di me, ogni suo movimento, ogni suo respiro, ogni sua parola

“Dio, vorrei prenderti adesso, ma ho finito I preservativi. Non ne ho mai abbastanza di te. Mi fai uscire di testa, letteralmente donna” dico.

“E tu mi fai diventare matta,” sussurra “in tutti I modi” ma il suo tono nasconde passione, e sospetto, che la mia esasperazione la faccia impazzire. Abbiamo lo stesso effetto l’uno sull’altra. Bruciamo di passione.

Scuoto la testa. “Andiamo. Andiamo a far colazione. E conosco un posto dove potrai tagliarti I capelli” dico.

“Okay,” annuisce, e la nostra discussione finisce li.

*******

Dopo colazione, la cameriera porta il conto, e Anastasia lo prende velocemente dicendo “Faccio io”. La guardo male. Perché non vuoi che mi prenda cura di te?

“Devi essere più veloce da queste parti Grey,” dice

“Hai ragione dovrei,” dico con acidità, guardandola con ironia. Mi fa impazzire, mi fa innamorare ogni fottuto giorno di più!

“E non guardarmi in quel modo. Sono più ricca di ventiquattromila dollari. Posso offrire io.” Dice guardando il conto e aggiungendo, “ventidue dollari e sessantasette per la colazione.”

“Grazie,” dico in un grugnito

“Dove si va adesso?” chiede

“Vuoi davvero tagliarti I capelli?”

“Sì, guardali,” dice mostrandomi le punte

“Per me sei adorabile. Lo sei sempre” Lo dico sinceramente. La mia risposta la fa arrossire e guarda in basso. “E poi stasera c’è la serata di tuo padre” Oh che dolce la mia donna. Vuole apparire al meglio.

“ricordo, è in abito da sera,” le rammento

“Dove si terrà?” chiede

“A casa dei miei genitori. Hanno fatto installare un tendone. Sai come funziona”

“A chi andrà la beneficenza?”

Beh, a dire il vero è in mio onore. I miei genitori l’hanno creata. Mi passo le mani sulle cosce a disagio.

“Ad un programma di recupero per genitori drogati con figli piccoli chiamato Affrontiamolo Insieme” dico

“Sembra una bella cosa,” dice dolcemente

“Forza, andiamo” Mi alzo, chiudendo l’argomento definitivamente. Le porgo la mano e quando lei la prende chiudo le dita intorno alle sue. La guido fuori dal ristorante e ci incamminiamo lungo la strada. Il tempo è perfetto. Una mattina tiepida. Il sole brilla e l’aria sa di caffè mattutino, e pane appena sfornato.

“Dove stiamo andando?” chiede

“Sorpresa,” rispondo

Camminiamo per due isolati mentre I negozi diventano man mano più esclusivi. Mi fermo davanti ad un salano di bellezza chiamato Esclava. Apro la porta per lei. Questo posto è mio; beh mio e di Elena. Anastasia entra e si perde nel bianco e nella pelle che adornano il posto. Al candido bancone bianco siede un’inserviente in uniforme perfetta che alza lo sguardo non appena entriamo e mi riconosce.

Soundtrack

“Buongiorno , Mr. Grey,” dice.

“Buongiorno Greta,” rispondo

“Il solito Signore?” chiede gentilmente. Vuol dire tutte le cerette e le rifiniture per le mie sottomesse.

“No,” dico velocemente e guardando nervosamente Anastasia nella speranza che non abbia afferrato il significato di quella domanda.

“Miss Steele le dirà cosa vuole” le dico, sperando di deviare la situazione. Anastasia mi guarda male. Dannazione lei è troppo sveglia per non capire.

“Perché qui?” sibila.

“Questo posto è mio, e poi mi piace” dico sperando di deviare la sua attenzione.

“E’ tuo?” deglutisce sorpresa

“Sì, è un’attività extra. Ad ogni modo – qualsiasi cosa tu voglia la puoi avere qui. Offre la casa. Ogni tipo di massaggio: svedese, shiatsu, con pietre calde, riflessologia, bagno d’alghe, massaggi facciali e tutte quelle cose da donna tipo… tutto insomma. Qui trovi tutto” dico cercando di distrarla con un movimento delle mani

“Ceretta?” chiede

Rido alla sua domanda. “Sì, anche quello. Dappertutto” Sussurro al suo orecchio, e per un momento lei sembra a disagio. Arrossisce. Anastasia guarda verso Greta che è in attesa.

“Vorrei tagliarmi I capelli” dice finalmente

“Certo, Miss Steele,” dice Greta

Greta guarda nel computer e dice “Franco sarà libero tra cinque minuti”

“Franco è fantastico” dico ad Anastasia rassicurandola. E’ veramente bravo. Anastasia mi lancia uno sguardo. Improvvisamente sbianco non appena vedo Elena. Lei non dovrebbe essere qui oggi. Dovrebbe lavorare in un altro salone.

I capelli perfettamente tagliati biondo platino e la divisa scura la rendono impeccabile-

“Scusami” mormoro e corro a parlarle con Elena.

Appena la raggiungo, lei nota la mia presenza e sorride calorosamente.

“Ciao Christian! Che piacevole sorpresa!” dice mentre viene verso di me, baciandomi su entrambe le guance. L’ultima volta che ho parlato con Elena è stato quando ho urlato con lei al telefono il giorno in cui Anastasia mi ha lasciato.

“Ciao Elena,” dico con ansia e rabbia che a stento riescono a reprimere sapendo che Anastasia la odia, e odia tutti questi posti. Elena ravvisa subito la sua presenza e si guarda in giro.

“Hai una nuova sottomessa?” chiede

“Non ho una nuova sottomessa. E’ la mia fidanzata Anastasia” dico. Elena guarda ancora una volta Ana, sorridendo educatamente.

“Suppongo che voi due vi siate riappacificati. Sono così felice per te Christian. Mi piacerebbe incontrarla! “, Dice facendo un passo.

“Elena! Fermati! Non voglio che tu la veda ! Ti detesta. In realtà, non potresti sparire, mentre lei si sta tagliando i capelli? Non voglio una scenata, e lei non può sapere che tu sei qui! “Dico.

“Ma, perché Christian? Se mi conoscesse, le piacerei” sono sconvolto e sempre più arrabbiato

“Non ora Elena! Non voglio questo problema oggi . Lascia perdere. Sparisci soltanto ok?” dico

“Certo, Christian”, dice lei, sorridendo. “La vostra amicizia è molto importante per me. Se questo ti fa felice, naturalmente io rispetto le vostre esigenze “.

La sua risposta mi rende felice, e sorrido. Poi guardo fino a Anastasia che ha un sguardo inorridito sul suo viso. Lei sa che io sto parlando con Mrs Robinson! Merda! Sono nella merda! E ‘arrabbiata e sta male! L’ho fatto di nuovo! Cazzo!

17 thoughts on “CAPITOLO V

  1. Ho letto diverse fan fiction , e queste e’la migliore, scritta benissimo, non vedo l’ora di leggere il seguito!!! Complimenti !!!

    • su facebook hanno scritto ke ci sono state delle complicazioni ma di nn preoccuparsi ke appena possono vanno avanti a pubblicarlo

  2. Vorrei tanto, in questo momento, che Anastasia punisse Christian per averla portata lì, accorgendosi di Elena !!! 😛

    Almeno qualche sberla ben assestata 😛 😀 anche se per carità non é la fine del mondo però una volta che sono un pò felici perché qualche “nuvoletta” deve riapparire all’orizzonte ?!? 😛

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