CAPITOLO III

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Durante la lettura potrebbero esserci evidenziati dei link “Soundtrack” che rimandano a delle canzoni. Vi consigliamo di aprirli per entrare appieno nell’atmosfera delle situazioni, continuando ad immergervi nelle parole della storia con un sottofondo da noi consigliato.

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So che mi vuoi

Soundtrack

Porto Anastasia in un ristorante francese, piccolo e intimo, chiamato Le Picotin. Non mi sono soffermato a sceglierlo; è l’unico disponibile all’interno del raggio di distanza che sono disposto a farle percorrere prima di permetterle di andare avanti senza mangiare. Vorrei portarla in un bel ristorante in cui cucinano i migliori chef della città con una meravigliosa selezione di vini, ma al momento devo trattenermi.

“Questo posto andrà bene,” dico brontolando. “Non abbiamo molto tempo.” Il ristorante è tappezzato di rosso intenso, lo stesso colore della mia Stanza dei Giochi, con sedie di legno, tovaglie di lino eclettiche e male assortite, specchi posizionati in modo casuale, candele bianche e piccoli vasi di rose bianche. Ella Fitzgerald sta opportunamente cantando “This thing called love” (ndt. Questa cosa chiamata amore) dolcemente in sottofondo, aggiungendo romanticismo all’ambiente.

La cameriera ci conduce ad un piccolo tavolo per due in un angolino e Anastasia si siede di fronte a me, quasi timorosa, e francamente sono abbastanza nervoso perché non mi ha dato alcuna indicazione finora per dimostrarmi che mi vuole di nuovo, oltre al rispondere al mio bacio nel vicolo. E di nuovo, i nostri corpi sono così in sintonia l’uno con l’altro, è quasi come se parlassero un linguaggio tutto loro.

“Non abbiamo molto tempo,” dico al cameriere per farlo sbrigare. “Prenderemo tutti e due una bistecca di manzo, media cottura, con salsa bernese, se l’avete, patatine fritte e verdure, di qualunque tipo. E poi mi porti la lista dei vini,” dico, ordinando per entrambi.

“Certo, signore,” dice il cameriere quasi preso alla sprovvista; ma sono abituato a questo tipo di reazione perché generalmente è la reazione quando prendi il controllo indiscusso di una data situazione, e ho intenzione di farlo per il resto della serata. Metto il mio Blackberry sul tavolo. Anastasia si sta accigliando in silenzio. Poi parla.

“E se a me la bistecca non piacesse?” dice facendomi sospirare e dentro di me dico ‘Dio, dammi la pazienza stasera!’

“Non cominciare, Anastasia.”

“Non sono una bambina, Christian,” sbotta mantenendo un tono basso e allungandosi verso di me.

“Beh, allora smettila di comportarti come se lo fossi,” dico imitando la sua reazione. Lei automaticamente si ritrae sulla sua sedia con un’espressione incredula sul viso, sbattendo le palpebre. Siamo entrambi agitati, nervosi, e non sta andando come avevo immaginato.

“Sono una bambina perché non mi piace la bistecca?” borbotta con tono ferito.

Come fai ad essere così ottusa, Anastasia? Mi fai impazzire! Mi hai fatto venire quasi un attacco di cuore attaccandoti al fotografo e facendomi diventare più geloso di quanto sia mai stato di qualsiasi altra cosa o persona in tutta la mia vita! Tu sei mia!

“Perché hai deliberatamente provato a farmi ingelosire. E’ una cosa infantile da fare. Non hai alcuna considerazione per i sentimenti del tuo amico, prendendolo in giro in quel modo?” dico stringendo le labbra in una linea sottile accigliandomi e proprio allora ritorna il cameriere con la lista dei vini. Sto ancora vibrando per la gelosia, la passione e la rabbia tutte mescolate. Anastasia arrossisce. All’improvviso quello che dico viene capito, e ne sono grato. Mi sforzo di distogliere lo sguardo da lei per leggere la lista dei vini.

Bene, vuole avere delle scelte; la lascerò scegliere il vino se vuole. Sono sicuro di poter vivere con la sua scelta. “Vuoi scegliere il vino?” le chiedo alzando un sopracciglio per l’aspettativa. Lei mi fissa.

“Scegli tu,” risponde imbronciata ma tranquilla.

“Due bicchieri di Barossa Valley Shiraz, grazie,” dico al cameriere.

“Ehm… quel tipo di vino lo serviamo solo in bottiglia, signore,” dice il cameriere. Cosa; dovrei litigare anche con lui adesso?

“Allora una bottiglia,” scatto.

“Signore,” dice obbediente e si ritira. Anastasia ascolta lo scambio e si acciglia con me.

“Sei davvero scorbutico,” osserva. Davvero? Tu credi?

La fisso impassibile, non sono altro che questo. “Mi chiedo proprio il perché?”

“Beh, è un bene impostare il giusto tono per una discussione intima e onesta riguardo il futuro, non trovi?” dice sorridendomi dolcemente.

Vengo tenuto a freno da Anastasia, ancora una volta … Stringo le labbra in una linea dura. Poi mi rendo conto che sto permettendo alla mia rabbia e ad altre emozioni di prendere il controllo, una cosa che non vorrei consegnare. Poi, con riluttanza, sento le labbra che si piegano in un sorriso. Nonostante voglia cancellarlo, non ci riesco.

“Mi dispiace,” mi scuso.

“Scuse accettate, sono felice di informarti che non ho deciso di diventare vegetariana da quando abbiamo mangiato insieme l’ultima volta,” dice, e potrebbe essere vero, ma dato che non ha mangiato da quando abbiamo mangiato insieme l’ultima volta, questa precisazione non conta molto.

“Dato che quella è stata l’ultima volta in cui hai mangiato, penso che la questione sia opinabile.”

“Riecco quella parola, opinabile,” dice.

“Opinabile,” ripeto la parola mentre gli occhi mi si ammorbidiscono per il divertimento. L’esasperazione mi prende di nuovo facendomi diventare nervoso. Mi passo le mani tra i capelli, e il mio cuore si stringe ancora una volta. “Ana, l’ultima volta che abbiamo parlato, mi hai lasciato. Sono un po’ nervoso. Ti ho detto che ti rivoglio, e tu hai detto … niente,” dico con tutta l’intensità delle mie emozioni che escono da ogni poro.

Cosa sta aspettando? Sono incredibilmente nervoso, e non sono un tipo nervoso! Ho raggiunto alti obiettivi, affari da milioni di dollari, contratti, e accordi. Non sono mai stato nervoso allora, perché ero nel mio elemento. Con Anastasia, è tutto diverso. Le mie emozioni prendono il sopravvento, il mio cuore palpita, e il mio cervello si prende una vacanza quando ne ho più bisogno. La guardo intensamente, in attesa. E’ presa alla sprovvista.

“Mi sei mancato … mi sei mancato davvero tanto, Christian. Gli ultimi giorni sono stati …” dice, fermandosi per trovare la parola appropriata, e opta per “difficili.” Deglutisce, e in silenzio mi guarda con una qualche emozione sconosciuta. “Non è cambiato niente. Non posso essere quello che tu vuoi io sia,” dice, quasi strozzandosi con le sue parole.

“Tu sei quello che io voglio tu sia,” dico con fervore, con voce dolce ed enfatica.

“No, Christian, non lo sono,” risponde.

“Sei sconvolta per quello che è successo l’ultima volta. Mi sono comportato da stupido, e tu … Anche tu. Perché non hai usato la safeword, Anastasia?” chiedo con tono accusatorio. Ci ho pensato un sacco. Le ho sempre ricordato di usare la safeword se fosse diventato troppo nella stanza dei giochi, ma non l’ha fatto. Lei mi guarda e alla fine non ha niente da dire.

“Rispondimi,” la prego.

“Non lo so,” è la sua prima risposta. “Ero sopraffatta. Stavo provando ad essere quello che tu volevi io fossi, provavo ad affrontare il dolore, e mi è passato di mente. Sai … me la sono dimenticata,” sussurra, sembra vergognarsi, e scrolla le spalle in segno di scuse.

Cosa? Ho passato le pene dell’inferno la scorsa settimana, semplicemente perché lei si è dimenticata di usare la safeword? Oh Dio! Sono annientato! Mortificato!

“Te la sei dimenticata!” sospiro con orrore, così sconvolto da afferrare i lati del tavolo, fissandola. Lei affonda nella sua sedia quando se ne rende conto. Abbiamo entrambi passato le pene dell’inferno perché si è dimenticata la safeword!

“Come faccio a fidarmi di te, Anastasia?” le chiedo a bassa voce. “Come potrò mai farlo?” Mi sono fidato di lei, del fatto che avrebbe usato la safeword. Ho creduto che potesse seguire alcune regole; gliel’ho ricordata all’infinito. Come ha potuto farlo?

Proprio allora arriva il cameriere con il vino mentre siamo nel bel mezzo di una sfida di sguardi. Versa il vino nel mio bicchiere, e io ne prendo un sorso automaticamente.

“Va benissimo,” dico in tono brusco.

Il cameriere ci riempie i bicchieri, poggia la bottiglia sul tavolo, e rendendosi conto della tensione al tavolo, si ritira velocemente. Il mio sguardo è incollato su Anastasia, la tensione è palpabile; riesco a sentirne in bocca il sapore. Sono senza parole. Tutto ciò che posso fare è fissarla, e alla fine Anastasia rompe il nostro contatto visivo, alza il suo bicchiere di vino e ne prende un grande sorso, come per trovare coraggio.

“Mi dispiace,” sussurra. Cosa? Perché? Lo sta dicendo come ha fatto la notte che mi ha lasciato? Sta provando a dire ‘questo non funzionerà! Sono spaventata!’ Si tratta di questo?

“Ti dispiace per cosa?” chiedo con voce allarmata.

“Per non aver usato la safeword,” dice e mi sento attraversato dal sollievo. C’è speranza dopotutto! Grazie, Dio!

“Avremmo potuto evitare tutta questa sofferenza,” borbotto.

“Tu hai un bell’aspetto,” dice in tono accusatorio. Un bell’aspetto? Sono morto mille volte ogni giorno! Affettato da un migliaio di tagli superficiali, sanguinando lentamente fino alla morte! Il cuore mi è stato strappato e gettato ai miei piedi! Ho perso la mia ragione ds’essere! E tu pensi che abbia un bell’aspetto, Anastasia? Non sai quanto ti sbagli!

“Le apparenze possono ingannare,” dico tranquillo. “Sto tutt’altro che bene. Mi sento come se il sole fosse tramontato e non fosse sorto per cinque giorni, Ana. Sono in una notte perpetua,” dico con voce rotta. Sono stato nel dannato inferno, distrutto, disperato, perso …

“Avevi detto che non saresti mai andata via, poi le cose si fanno difficili e tu sei già fuori dalla porta,” dico in tono accusatorio.

“Quando ho detto che non sarei mai andata via?” chiede.

“Mentre dormivi. E’ stata la cosa più confortante che abbia sentito in così tanto tempo, Anastasia. Mi ha fatto rilassare.” Era la mia linea guida, la speranza su cui facevo affidamento.

Non dice niente. Niente! Non mi guarda e prende di nuovo il vino. I suoi sentimenti per me sono cambiati? Voglio saperlo!

“Hai detto che mi amavi,” sussurro. “Ora è al passato?” dico con voce bassa, attanagliato dall’ansia. ‘Ti prego, di’ di no! Ti prego, di’ di no! Ti prego, di’ di no, Anastasia! Ti prego!’ Prego con fervore nella mia testa. Non ho mai smesso di amarti!

“No, Christian, non è al passato,” dice alla fine, e io tiro un sospiro di sollievo, non mi ero nemmeno reso conto di tenere il fiato. Io la fisso con la speranza che mi sboccia nel cuore, “Bene,” mormoro.

Lo so, ho dato di matto quando finalmente mi ha detto che mi amava quando era completamente sveglia, e mi sono sentito indegno del suo amore. Ma, più tardi mi sono reso conto che bramo per il suo amore. Non posso vivere senza! Ne ho bisogno come ho bisogno dell’aria che respiro!

Il cameriere arriva con la nostra ordinazione, e poggia i piatti di fronte a noi per poi scappare via molto velocemente sapendo che c’è tensione al tavolo.

“Mangia,” ordino. Voglio che stia meglio. Lei guarda il cibo con aria perplessa, non ne prende nemmeno un morso. Perché non mangi? Ti stai sciogliendo di fronte a me come un blocco di ghiaccio nel caldo del deserto! La rabbia si infiamma di nuovo.

“Che Dio mi aiuti, Anastasia, se non mangi, ti metterò sulle mie ginocchia qui, in questo ristorante, e questo non avrà niente a che fare con la mia gratificazione sessuale. Mangia!” ordino con forza.

“Okay, mangerò. Tieni da parte le tue mani che prudono, per favore,” dice.

Continuo a fissarla. Voglio che inizi a mangiare subito. Guarda di nuovo il suo cibo. Prende forchetta e coltello. Alla fine inizia a tagliare la sua bistecca e ne prende il primo morso. Dopo che ha iniziato a masticare, sento il sollievo che mi attraversa. Poi prendo i miei coltello e forchetta, e mangiamo entrambi in silenzio. Lei alza lo sguardo su di me, e mi coglie mentre la guardo mangiare. Sono pazzo di questa donna di fronte a me! Pazzamente innamorato! Pazzo di lei! Pazzo di tutto ciò che fa! Lei ed io abbiamo un legame così profondo e non sono niente senza di lei.

“Sai chi è a cantare?” dice tirandomi fuori dalle mie fantasticherie. Per la prima volta, faccio attenzione a questa canzone in sottofondo. Non ho mai sentito la voce di chi la canta o la canzone, ma è bellissima.

“No … ma è brava, chiunque sia,” dico sorridendo.

“Cosa?” chiede.

Scuoto la testa. “Continua a mangiare,” dico senza lasciar trapelare niente.

Dopo aver mangiato appena metà del cibo nel suo piatto lei dice “Non ce la faccio più. Ho mangiato abbastanza, Signore?”

La fisso impassibile. Vorrei davvero che finisse tutto il suo cibo, perché è troppo magra. Non rispondo, e voglio controllare l’ora per vedere se Taylor è già arrivato; se non fosse così, potrei probabilmente spingerla a mangiare qualche altro boccone.

“Sono davvero piena,” aggiunge e prende un sorso di vino.

“Dobbiamo andare tra poco. Taylor è qui, e devi alzarti presto per andare a lavoro domani.”

“Anche tu,” ribatte.

“Riesco ad andare avanti con molte meno ore di sonno di te, Anastasia,” dico. “Almeno hai mangiato qualcosa.” Mi fa sentire un po’ meglio sapere che ha qualcosa nello stomaco.

“Non torniamo con Charlie Tango?”

“No, avevo pensato che avrei potuto bere un po’. Taylor verrà a prenderci. Inoltre, in questo modo posso averti tutta per me in auto almeno per qualche ora. Cos’altro possiamo fare se non parlare?” dico. Voglio che funzioni, e farò tutto ciò che è in mio potere per farmi dare la possibilità di parlare e farmi ascoltare.

Chiamo il cameriere, e chiedo il conto. Poi prendo il mio Blackberry e chiamo Taylor.

“Siamo da Le Picotin, Terza Avenue Sudovest,” dico dandogli l’indirizzo; riaggancio.

Anastasia alza lo sguardo su di me, sorpresa per la mia breve conversazione.

“Sei davvero brusco con Taylor, in effetti, con la maggior parte delle persone.”

“Arrivo solo velocemente al punto, Anastasia.”

“Non sei arrivato al punto stasera. Non è cambiato niente, Christian,” dice. E’ qui che si sbaglia. Tutto è cambiato, e merito di porre rimedio ai miei errori.

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“Ho una proposta per te,” rispondo.

“Tutto questo è cominciato con una proposta,” dice quasi prendendomi in giro.

“Una proposta diversa,” dico. Una buona proposta, una alla quale spero non riuscirà a resistere e accetterà.

Il cameriere torna con il mio conto, e io gli porgo la carta di credito, impaziente di uscire di qui. La fisso attentamente. Non voglio dire, cosa sarebbe potuto accadere … cosa sarebbe successo se? Farò i cambiamenti stasera. Mentre il cameriere sta strisciando la mia carta di credito, il mio telefono squilla, lo guardo e vedo un messaggio da parte di Taylor. Dice che è fuori. Firmo la ricevuta della mia carta di credito, mi alzo e porto la mano ad Anastasia.

“Vieni. Taylor è fuori,” dico.

Ci alziamo, la sua mano è nella mia.

“Non voglio perderti, Anastasia,” dico con tutta la passione, le bacio teneramente le nocche. La nostra connessione mi fa vibrare con ogni sorta di emozione, e desiderio.

Quando usciamo, la mia Audi sta aspettando. Prendo la mano di Anastasia e la conduco nel SUV. Vado al posto del guidatore, e Taylor, sapendo che voglio chiedergli qualcosa, esce dal veicolo.

“Taylor, voglio che accendi il tuo iPod, e ti assicuri che i tuoi auricolari restino nelle tue orecchie finché non ti dirò altrimenti. Sincronizzalo con l’auto, per favore, così posso verificare che è acceso.”

“Sì, signore,” dice, e si infila gli auricolari in mia presenza.

“Andiamo!”

“Sì, signore.”

Dopo che le mie istruzioni a Taylor sono complete, torno al mio posto, vicino ad Anastasia. Lei mi guarda, confusa, ma, guardandola a mia volta, non do a vedere niente, indossando la mia maschera impassibile.

Con la coda dell’occhio vedo che Anastasia mi sta fissando, mi sta esaminando, sta memorizzando i miei tratti come se fosse l’ultima volta in cui mi vedrà. Lascio che mi osservi bene; che veda ciò che avrà, perché non mi perderà se posso evitarlo …

Quando alla fine Taylor sincronizza il suo iPod con il sistema sonoro dell’auto, una dolce aria di Puccini inizia a risuonare. Immette l’Audi tra le luci del traffico, in direzione della I-5 e Seattle. Questa è la mia occasione per iniziare a parlare con Anastasia mentre Taylor è fuori dalla portata uditiva. Sposto il corpo per girarmi verso Anastasia e prenderla faccia a faccia.

“Come stavo dicendo, Anastasia, ho una proposta per te,” dico. Detto questo, lei fissa nervosamente Taylor come per dire che è imbarazzata di parlare in sua presenza.

“Taylor non può sentirti,” la rassicuro, ma è dubbiosa.

“Come?”

“Taylor?” lo chiamo, ma non risponde. Chiamo di nuovo il suo nome, ancora non c’è risposta. Mi allungo verso di lui e batto sulla spalla di Taylor, allora lui si toglie uno degli auricolari, e dà una risposta al mio contatto fisico.

“Sì, signore?” chiede educatamente.

“Grazie, Taylor. Va tutto bene; torna al tuo ascolto.”

“Signore,” risponde.

“Sei felice adesso? Sta ascoltando il suo iPod. Puccini. Dimenticati che sia qui. Io lo faccio,” dico tranquillamente.

“Gli hai chiesto di proposito di farlo?”

“Sì,” rispondo.

Lei scuote la testa come per scacciare dalla testa qualche pensiero errante, risistemando gli ingranaggi. “Okay, la tua proposta?”

Eccoci qui. Devo scoprire tutte le mie carte, e devo presentarmi con la mano vincente. Indosso la mia faccia da affari; quella che uso quando non ho intenzione di perdere una negoziazione. Anastasia di rimando indossa la sua faccia da ‘sto negoziando un affare; farai meglio a non fregarmi,’ pura attenzione.

“Lascia che ti chieda prima una cosa. Vuoi una regolare relazione vaniglia senza alcun tipo di sesso estremo?” chiedo. Non abbiamo mai avuto alcun problema in nessun tipo di sesso; estremo o meno, ma voglio chiarire le cose una volta per tutte. Se dovessi farmi trasportare dalle indicazioni, a lei è piaciuto eccome. Ma, questo non chiarisce cosa c’è nel suo cuore; ho bisogno di sentirlo direttamente dalle sue labbra.

“Sesso estremo?” chiede shockata e imbarazzata per la compagnia in auto, anche se Taylor non può sentire niente.

“Sesso estremo,” confermo. E’ quello che è, e lo chiamerò con il suo vero nome.

“Non posso crederci che tu l’abbia detto,” dice, guardando nervosamente Taylor.

“Beh, l’ho fatto. Rispondimi,” le chiedo con calma ma fermamente. Ho bisogno di chiarire ogni aspetto della nostra relazione dato che non è comunicativa, e mi si assicurerò con tutte le forze che non ci sia niente che le negherà la felicità in ogni aspetto, al cento per cento.

Lei arrossisce, e abbassa lo sguardo sulle sue mani, timidamente.

“Mi piace il tuo sesso estremo,” sussurra con voce flebile, confermando la mia sensazione profonda. Il mio dio del sesso interiore fa una ruota per l’eccitazione. E’ una vittoria, ma ci sono altri argomenti che devono essere chiariti completamente.

“E’ quello che pensavo. Quindi cos’è che non ti piace?” chiedo provando a comprendere appieno ciò che le piace e ciò che detesta. Lei mi guarda, e sospira. Fa un respiro profondo come per eliminare un po’ di ansia, un po’ di esasperazione dal suo sistema. Non parla per un lungo momento, ed io la guardo intensamente senza nemmeno batter ciglio.

“La minaccia di punizioni crudeli e insolite,” dice. Ma, quell’espressione significa diverse cose per diverse persone. Devo sapere cosa significa per lei.

“Questo cosa significa?” chiedo.

“Beh, hai tutti quei bastoni e quelle fruste e quella roba nella tua stanza dei giochi, e mi spaventano a morte. Non voglio che tu le usi su di me,” dice. Tanto le ho già distrutte, così è un problema che non sussiste al momento.

“Okay, allora niente fruste o bastoni – o cinte, per quel che importa,” dico sardonico, sapendo cosa ha causato la nostra rottura.

Lei mi fissa confusa, e provando a confermare se mi ha capito bene, indaga.

“Stai provando a ridefinire i limiti assoluti?” chiede per chiarezza.

“Non in quanto tali; sto solo provando a comprenderti, creare un quadro più chiaro di cosa ti piace e cosa invece no,” spiego. Detto questo sembra capirlo e risponde.

“Fondamentalmente, Christian, è la tua gioia nell’infliggermi dolora che è difficile per me da gestire. E l’idea che tu lo farai perché ho oltrepassato qualche limite arbitrario,” dice con un solo respiro.

“Ma non è arbitrario; le regole sono scritte,” ribatto.

“Non voglio una serie di regole,” dice. E’ ciò che pensavo. Un uomo può sempre provare a negoziare senza dar a vedere quanto è disposto a scendere a compromessi.

“Proprio nessuna?” chiedo, provando a confermare.

“Nessuna regola,” dice scuotendo la testa. Dannata donna! Dovresti lavorare con me con queste tue doti da negoziatrice. Se riesci a mettermi in ginocchio, puoi farlo con chiunque.

“Ma non ti dà fastidio se ti sculaccio?” chiedo.

“Se mi sculacci con cosa?” chiede stringendo gli occhi, con aria da donna da affari, provando ad ottenere l’accordo migliore. Ed è un bene, perché anche lei è sul tavolo delle negoziazioni, e anche lei sta giocando la sua mano migliore.

“Questa,” dico alzando la mano. Il suo atteggiamento cambia con quello che le mostro. Si dimena involontariamente in un’eccitazione ben contenuta o con il ricordo dei momenti eccitanti che abbiamo passato insieme solamente usando le mie mani per sculacciarla mentre ci divertivamo nel contesto sessuale.

“No, veramente, no,” risponde timidamente, arrossendo. “Soprattutto con quelle sfere d’argento …” lascia cadere la frase. La sua risposta mi fa sorridere. Avevo ragione; le piacciono le sculacciate in un contesto sessuale.

“Sì, quello è stato divertente,” dico ricordando.

“Più che divertente,” borbotta concordando con me.

“Quindi riesci a sopportare un po’ di dolore,” confermo. Lei alza le spalle con nonchalance.

“Sì, credo,” risponde. Il suo respiro inizia a velocizzarsi; il suo petto sale e scende rapidamente.

Hmm … C’è ancora speranza per noi, e il mio cuore salta un battito per l’eccitazione. Mi strofino il mento, pensando a fondo su come tradurre a parole la mia proposta per ottenere la migliore risposta da parte sua.

“Anastasia, voglio ricominciare daccapo,” dico alla ricerca di un nuovissimo e fresco inizio per entrambi. “Andare avanti con la vaniglia e poi, forse, quando ti fiderai più di me, e io riuscirò a credere che tu sarai onesta e comunicativa con me, potremmo andare avanti e fare alcune delle cose che mi piace fare,” dico mettendo in tavola il mio compromesso.

Lei mi fissa come se mi avesse frainteso, assolutamente inebetita e con un’espressione indecifrabile. Riesco a captare che questo non era il compromesso che si aspettava. Non so a cosa avesse pensato. Il suo volto è privo di qualsiasi espressione. In primis perché è così sconvolta da ciò che sono disposto a fare per lei, la sua espressione riflette che le luci sono accese, ma Anastasia ha deciso di non lasciar trapelare tutto questo … Alla fine ritrova la sua voce e chiede, “E per quanto riguarda le punizioni?”

“Niente punizioni,” dico scuotendo la testa. Ho deciso di farle quella concessione la notte che mi ha lasciato.

“Nessuna,” dico in conferma.

“E le regole?” chiede.

“Nessuna regola,” dico. Piccola, non sai fin dove arriverei per tenerti con me! Non hai idea di quanto ti ami e quanto ci tenga a te!

“Assolutamente nessuna?” chiede incredula. “Ma hai dei bisogni.”

“Ho bisogno più di te, Anastasia. Questi ultimi giorni sono stati un purgatorio. Tutti i miei istinti mi dicono di lasciarti andare, mi dicono che non ti merito,” dico sospirando.

“Quelle foto che il ragazzo ha fatto … che Jose ha fatto,” dico correggendomi, “… riesco a vedere come lui ti vede. Sembri così spensierata e bella, non che tu non sia bellissima ora, ma eccoti qui seduta. Vedo il tuo dolore. E’ difficile sapere che io sono la persona che ti ha fatto sentire in questo modo.”

“Ma, sono un uomo egoista. Ti ho voluta da quando sei caduta nel mio ufficio. Sei deliziosa, onesta, calorosa, forte, spiritosa, incredibilmente innocente; la lista è infinita. Provo un timore reverenziale nei tuoi confronti. Ti voglio, e il pensiero che chiunque altro potrebbe averti è come un coltello che scava nella mia anima oscura.”

La lingua tagliente di Anastasia è completamente senza parole; a corto di cose da dire. Il suo petto ora sale e scende rapidamente come se stesse correndo una maratona particolarmente dura e avesse bisogno di ogni molecola d’aria che riesce a depositare nei suoi polmoni. All’improvviso, raccoglie i suoi pensieri, e le parole le sgorgano di getto.

“Christian, perché pensi di avere un’anima oscura? Non lo direi mai. Triste forse, ma sei un brav’uomo. Riesco a vederlo … sei generoso, sei gentile, e non mi hai mai mentito. E non ci ho provato poi molto,” risponde shockandomi completamente.

“Lo scorso sabato è stato uno shock per il mio sistema. E’ stata una specie di risveglio. Mi sono resa conto che ci eri andato leggero con me e che non sarei riuscita ad essere la persona che volevi io fossi. Poi, dopo che me ne sono andata, mi è diventato chiaro che il dolore fisico che mi avevi inflitto non era tanto forte quanto il dolore del perderti. Voglio compiacerti, ma è difficile,” sbotta.

“Mi compiaci tutto il tempo,” le sussurro. “Quante volte devo dirtelo?”

“Non so mai cosa stai pensando. A volte sei così irraggiungibile … come un’isola ai confini del mondo. Mi intimidisci. Ecco perché resto zitta. Non so come cambierà il tuo umore. Passa dal nord al sud e poi torna indietro in un nanosecondo. Mi confonde e non lascerai che ti tocchi, e io voglio così tanto dimostrarti quanto ti amo,” sbotta shockandomi completamente.

Soundtrack

La sua dichiarazione mi sorprende completamente. Pensavo che avesse smesso di amarmi, e non mi aveva dato nessuna indicazione del contrario da quando sono andato a prenderla, e questo ha fatto bruciare il mio cuore già sopraffatto con ancora più preoccupazione. Ma quello che ha detto in questo momento, mi riempie di serenità, placa i tornado che si erano scatenati dentro di me da quando è andata via. Per la prima volta in una settimana, mi sento sazio, e davvero felice. Se questo non è il paradiso, non so cosa sia! Sbatto le palpebre nel buio, incapace di comprendere del tutto se questo sia esattamente ciò che ho sentito. Lei sgancia la sua cintura di sicurezza e viene ad accovacciarsi sul mio grembo, shockandomi così tanto che avrebbe potuto mettermi al tappeto con una piuma. Prende la mia testa tra le mani.

“Ti amo, Christian Grey. E sei preparato a fare tutto questo per me. Io sono quella indegna, e sono davvero dispiaciuta di non poter fare tutte quelle cose per te. Forse con il tempo … Non lo so … Ma sì, accetto la tua proposta. Dove devo firmare?” dichiara.

Se dovessi morire in questo momento, morirei da uomo felice! Non ha mai smesso di amarmi! E’ disposta a fare delle concessioni, accomodare i miei bisogni. Oh, Dio! Grazie! Grazie! Grazie per avermi ascoltato! Amo così tanto questa donna! Alla fine mi rendo conto che non è un sogno, non un trucco che il mio cervello mi sta giocando, e che Anastasia mi ama davvero; ama me! Quest’uomo insignificante! Avvolgo le mie braccia intorno a lei e la stringo forte a me.

“Oh, Ana!” sussurro e affondo il mio naso tra i suoi capelli, inalando il suo profumo, baciandole i capelli. Restiamo seduti, stretti l’uno all’altra, ascoltando della musica calmante, riflettendo appieno quello che stiamo provando adesso, un ritmo tranquillo. Lei si accoccola tra le mie braccia posando la testa all’incavo del mio collo. Le accarezzo la schiena calmando entrambe le nostre anime devastate dagli eventi della scorsa settimana.

“Toccare è un limite assoluto per me, Anastasia,” sussurro. Voglio più di ogni altra cosa che lei mi tocchi, esplori dove a nessun’altro è mai stato permesso. Ma, semplicemente non posso, e mi uccide doverglielo negare!

“Lo so. Vorrei soltanto capire il perché,” sussurra. Sospiro. Merita di saperlo. Mi ha fatto così tante confessioni, e voglio comunicare apertamente con lei.

“Ho avuto un’infanzia terribile. Uno dei papponi della puttana drogata …” dico con voce flebile, lasciando la frase in sospeso. La tensione torna al mio corpo con il ricordo delle torture, delle punizioni, e delle botte da parte del pappone. “Riesco a ricordarlo,” sussurro scrollando le spalle. Lei fa un grosso respiro, preoccupata per me, e stringe le sue braccia intorno al mio collo come per rassicurarmi, lenire il mio dolore e confortarmi. E’ la reazione più umana, più ben accetta che abbia mai avuto da parte sua. Lei mi ama!

“Era violenta? Tua madre, intendo,” chiede con la voce bassa e attanagliata dalle emozioni.

“Non che io ricordi. Era negligente. Non mi ha protetto dal suo pappone,” dico ricordando.

Sbuffo e dico, “Penso che fossi io a prendermi cura di lei. Quando alla fine si è uccisa, ci sono voluti quattro giorni prima che qualcuno desse l’allarme e ci trovasse … me lo ricordo,” dico. E’ praticamente un incubo che si ripete continuamente quasi ogni notte.

Anastasia boccheggia per l’orrore. “E’ abbastanza incasinato,” sussurra.

“Cinquanta sfumature,” mormoro. Ora ha una qualche idea dei miei problemi e condividere quell’informazione con lei elimina alcuni dei muri tra di noi. Anastasia risponde premendo le labbra contro il mio collo, offrendomi sollievo, il suo amore nel suo bacio. Lei inala il mio profumo, alla ricerca di connessione, toccando la mia anima. Sono completo con lei. Stringo la mia presa intorno a lei e bacio i suoi capelli. Sono un uomo felice mentre siamo ognuno nell’abbraccio dell’altro. Non ci sono altre cose, non ci sono altre persone che vorrei in questo momento, se non Anastasia accoccolata tra le mie braccia adesso.

Mentre la tengo stretta, lei lentamente e pacificamente si addormenta. La guardo per dei lunghi minuti. Le accarezzo i capelli, inalo il suo profumo fatto di femminilità, sapone, aria fresca e il suo profumo unico e particolare, Ana. Quanto la amo! Cosa non farei per lei! La consapevolezza che lei è mia ancora una volta, mi dà sollievo. Piangerei o farei la ruota per il sollievo e la gioia, ma nessuna di queste reazioni sarebbe appropriata per il luogo e il momento in cui ci troviamo.

Restiamo così tutto il tempo fino all’arrivo a Seattle, e Anastasia alla fine si sveglia mentre viaggiamo attraverso la città.

“Hey,” dico dolcemente al suo sguardo assonnato.

“Scusami,” si scusa dolcemente, sbattendo gli occhi e stiracchiandosi, provando a trovare una posizione. E’ ancora tra le mie braccia, e non ho intenzione di lasciarla andare.

“Potrei guardarti dormire per tutta la vita, Ana,” dico.

“Ho detto qualcosa?” chiede ricordandosi le sue altre confessioni notturne.

“No. Siamo quasi a casa tua,” dico e questo la sorprende.

“Non andiamo a casa tua?” chiede.

“No,” rispondo.

Lei si siede dritta e mi guarda, provando a decifrare la mia faccia come se fosse un pezzo di un puzzle complicato. “Perché no?” indaga.

“Perché devi lavorare domani,” affermo semplicemente, ed è la verità, ma non la completa verità.

“Oh,” dice mettendo il broncio dopo essersene ricordata. Anche se, potrebbe non andare a lavorare, potrebbe prendere un permesso, ma preferisco aspettare, per vederla struggersi per me; desidero che mi supplichi. Se ci rinunciassi, questo non porterebbe a nessuno scopo. Darà ad entrambi una dolce tortura, ma fare l’amore dopo sarà molto più intenso e appassionato.

Sorrido per la sua espressione. “Perché, avevi qualcosa in mente?” chiedo maliziosamente.

Lei arrossisce. Sì, aveva altre idee. “Beh, forse,” risponde.

Quasi mi strozzo alla sua risposta. “Anastasia, non ti toccherò di nuovo, finché non mi implorerai di farlo.”

Questo pezzo di informazione la shocka.

“Cosa?” esclama.

“Così inizierai a comunicare con me. La prossima volta che faremo l’amore, dovrai dirmi esattamente cosa vuoi fin nei minimi dettagli.”

“Oh,” dice. La sposto dal mio grembo mentre Taylor accosta fuori dal complesso in cui c’è il suo appartamento. Esco dall’auto, e tengo la portiera aperta per lei.

“Ho qualcosa per te,” dico spostandomi verso il cofano dell’auto, dal quale estraggo una grande scatola incartata a mo’ di regalo che contiene tutte le sue cose; laptop, Blackberry, iPad e le sue chiavi dell’auto. Lei mi guarda curiosa, intrigata.

“Aprila quando entri,” dico.

“Non vieni dentro?” chiede sorpresa.

“No, Anastasia,” rispondo.

“Allora, quando ti vedrò?” chiede, è una vita che desidero sentirglielo dire.

“Domani,” rispondo. E nemmeno domani è abbastanza vicino, ma voglio che mi implori.

“Il mio capo vuole che vada a prendere un drink con lui domani,” dice, e io automaticamente mi arrabbio, il mio viso si indurisce.

“Cosa vuole?” dico minaccioso. Fottuto bastardo, sta già provando a fare la sua mossa con la mia donna.

“Per festeggiare la mia prima settimana,” aggiunge velocemente. Ci sono tutti i tipi di donne alle dipendenze degli uomini, non vanno fuori per un drink di celebrazione delle loro prime settimane a meno che il tizio non voglia entrare nelle loro mutandine.

“Dove?” chiedo.

“Non lo so.”

“Potrei venire a prenderti lì,” rispondo.

“Okay … Ti farò sapere il posto via e-mail o via sms.”

“Bene.”

La accompagno alla porta d’entrata, e aspetto che trovi le chiavi. La vista di lei, qui, in mia presenza, con me, mi scioglie qualcosa dentro. Mi abbasso su di lei e le prendo il mento, facendole alzare la testa. Mentre la mia bocca si fionda sulla sua, chiudo gli occhi e lascio un percorso fatto di baci dall’angolo del suo occhio fino alla sua bocca, ma mi fermo ad un passo dalle sue labbra. Un gemito di desiderio le scappa, voleva e si aspettava di più.

“A domani,” sussurro.

“Buonanotte Christian,” sussurra carica di bisogno e voglia. Sta funzionando. La consapevolezza mi fa sorridere.

“Vai dentro,” le ordino, e lei attraversa l’entrata.

“A dopo, piccola,” le dico, e torno alla mia auto completamente sollevato. Sono curioso di vedere cosa penserà, come reagirà alle mie scuse, e alla mia dichiarazione indiretta d’amore per lei. Spero che le piaccia. Spero che capisca cosa voglio dire, ma che non posso dire ad alta voce. Almeno non ancora.

Taylor si fionda verso l’Escala. Anche lui si rilassa visibilmente dopo gli orrori dell’ultima settimana, e la tensione che lui e Mrs. Jones hanno dovuto sopportare. Mi fa scendere.

“Grazie, Taylor,” dico e un sorriso genuino si stampa sul suo viso.

“Davvero non c’è di che, signore,” risponde.

Salgo al mio appartamento. Mi disfo dei vestiti per dei pantaloni del pigiama molto più comodi. Vado a versarmi un bicchiere di vino e mi faccio strada verso il pianoforte. Per la prima volta da molto tempo, mi sento dell’umore per suonare qualcosa di felice.

Sento il mio Blackberry che squilla sul pianoforte. E’ Anastasia.

Soundtrack

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Da: Anastasia Steele
Oggetto: IPAD
Data: 9 Giugno 2011 23:56
A: Christian Grey

Mi hai fatto piangere di nuovo.
Amo l’iPad.
Amo le canzoni.
Amo l’app della British Library.
Amo te.
Grazie.
Buonanotte.

Ana xx
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La sua risposta semplice mi rende istantaneamente gioioso.

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Da: Christian Grey
Oggetto: IPAD
Data: 10 Giugno 2011 00:03
A: Anastasia Steele

Sono felice che ti sia piaciuto. Ne ho preso anche uno per me. Ora, se fossi lì, bacerei le tue lacrime fino ad asciugarle.

Ma non ci sono, quindi vai a dormire.

Christian Grey
CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Vorrei essere lì ad abbracciarla, per vedere la sua reazione, per baciare le sue lacrime. Ma dovrò aspettare.

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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Mr. Brontolone
Data: 10 Giugno 2011 00:07
A: Christian Grey

Sembri al tuo solito prepotente, teso e brontolone, Mr. Grey.
Conosco qualcosa che potrebbe alleggerire il tutto. Ma comunque, non sei qui – non vuoi farmi restare, e aspetti che ti implori…
Continua a sognare Signore.

Ana xx

PS: Noto anche che hai incluso l’inno degli stalker, “Every Breath You Take,” mi è piaciuto il tuo senso dell’umorismo, ma il Dr. Flynn lo sa?
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Mi manca la sua lingua tagliente; sto contemplando i modi creativi in cui far diventare piacevole una punizione.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Calma Zen
Data: 10 Giugno 2011 00:10
A: Anastasia Steele

Mia carissima Miss Steele,
Lo sculacciare è contemplato anche nelle relazioni vaniglia, lo sai. Di solito consensualmente e in un contesto sessuale … ma sono più che felice di fare un’eccezione.
Sarai sollevata di sapere che anche al Dr. Flynn piace il mio senso dell’umorismo.
Ora, ti prego vai a dormire altrimenti non renderai molto domani.
Per inciso – implorerai, credimi. E non vedo l’ora.

Christian Grey
Teso CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Premo invio, ed ora più che mai vorrei che fosse qui. Ma, la pazienza è una virtù, e in questo momento, voglio davvero che mi implori, e che mi voglia come non mi ha mai voluto prima.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Buonanotte, Sogni d’oro
Data: 10 Giugno 2011 00:12
A: Christian Grey

Beh, dato che me lo chiedi così gentilmente, e mi piacciono le tue deliziose minacce, mi accoccolerò con l’iPad che tu mi hai così gentilmente dato e mi addormenterò vagando per la British Library, ascoltando la musica che parla per te.

Ana xxxx
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Adoro quando mi asseconda. Amo quando mi sfida. Amo quando è arrabbiata. Amo quando mi ama! La amo! Sono un uomo innamorato!
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Da: Christian Grey
Oggetto: un’altra richiesta
Data: 10 Giugno 2011 00:15
A: Anastasia Steele

Sognami.
x

Christian Grey
Teso CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Per la prima volta in una settimana, l’immagine di Anastasia nella mia testa spazza via gli incubi, e riesco a dormire pacificamente, senza gli orrori che il pappone mi ha inflitto. Ci sono solo sogni di me e Anastasia.

14 thoughts on “CAPITOLO III

  1. rileggere il libro dalla parte di Cristian è un sogno che si realizza…….apetto con ansia il prox capitolo e naturalmente il film……..

  2. Un altro passo avanti quando Christian pensa “Adoro quando mi asseconda. Amo quando mi sfida. Amo quando è arrabbiata. Amo quando mi ama! La amo! Sono un uomo innamorato! ” ed é sulla buona strada, finalmente, ♥‿♥ ma a mio avviso manca l’ultimo passo, il più importante 😉 😛 …. quando i suoi pensieri diventeranno PAROLE VERE PRONUNCIATE !!!!! ♥‿♥

    GrAzIe PeR i BELLISSIMI CAPITOLI !!
    Finalmente posso tirare un sospiro di sollievo 😛 🙂 ^_^ credevo che questo momento non sarebbe mai arrivato…..

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