CAPITOLO II

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Durante la lettura potrebbero esserci evidenziati dei link “Soundtrack” che rimandano a delle canzoni. Vi consigliamo di aprirli per entrare appieno nell’atmosfera delle situazioni, continuando ad immergervi nelle parole della storia con un sottofondo da noi consigliato.

abbraccio

Sei l’unica che abbia mai voluto

Soundtrack

Nel momento in cui ho iniziato a stringere Anastasia, mi sono sentito a casa, il buco che si era aperto s’è rammendato da solo, la mia anima è intatta. Mi permetto di sentire la connessione, e lasciarmi andare in questo momento. Voglio che lei mi perdoni; farò in modo che mi perdoni.

Non mi sono mai ritirato da una sfida perché era difficile; e sono riuscito a raggiungere molti obiettivi impossibili. Questa è la mia possibilità per far funzionare questa relazione. Devo mettere in moto tutti gli ingranaggi. L’energia, la solita scarica elettrica che si sviluppa attraverso la nostra connessione mi sta attraendo verso di lei come Icaro col sole, facendomi crogiolare nel desiderio. Riesco a vedere che lei si sente allo stesso modo. Anche se ora mi rendo conto di averle fatto del male, fisicamente ed emotivamente, questo è il mio giorno per mettere a posto le cose.

Pochi minuti dopo Taylor si ferma ad uno stop quando arriviamo all’edificio su cui c’è l’elisuperficie.

“Vieni,” sposto Anastasia dal mio grembo, “siamo arrivati,” dico.

Lei alza lo sguardo su di me, confusa.

“L’elisuperficie – è in cima a questo edificio,” dico mentre lancio uno sguardo all’edificio come per spiegazione.

Taylor apre lo sportello del SUV, e Anastasia sguscia fuori. Io esco dall’auto dall’altro lato e mi avvicino a lei, noto che Anastasia sta arrossendo per un qualche scambio che deve esserci stato tra lei e Taylor. So che a Taylor lei è molto cara ed era preoccupato per lei. Guardo Taylor confuso, e lui mi fissa impassibile, non lasciando trapelare niente. Sì, anche lui è protettivo con lei.

“Nove?” dico a Taylor.

“Sì, signore,” annuisco, mi giro e conduco Anastasia attraverso le doppie porte fino nell’ingresso grandioso. Le mie dita sono intrecciate a quelle di Anastasia in modo possessivo, non essendo disposto a lasciarle. Siamo ancora una volta attratti l’uno dall’altra e so che lei si sente allo stesso modo per il modo in cui mi dà delle occhiate di sottecchi, mi stringe le dita a sua volta e ha uno sguardo pieno di desiderio. Arriviamo all’ascensore e premo il bottone per la chiamata. Lei mi guarda furtivamente e io le sorrido. Quando l’ascensore arriva al pian terreno, le porte si aprono emettendo un suono, e io le lascio la mano per farla entrare.

Quando le porte si richiudono, Anastasia mi guarda di nuovo. Io abbasso lo sguardo su di lei, i miei occhi sono vivi. Rieccoci nella morsa di questa presa, questa elettricità tra di noi rende l’aria palpabile. E’ pulsante, vibrante, ci attrae come magneti, e ci lega insieme.

Anastasia sospira, “Oh cavolo,” beandosi nell’intensità dell’attrazione viscerale e primordiale che c’è tra di noi. Non ci ha mai lasciati, ma si è intensificata con la nostra separazione.

“Anche io la sento,” dico, i miei occhi offuscati e intensi per la passione, il desiderio e l’amore per lei. Sta scavando e si sta irradiando nel mio corpo. Le prendo la mano e accarezzo le nocche con il mio pollice. So che mi desidera adesso perché il suo corpo è così sintonizzato col mio da diventare una sola e unica entità. Lei si stringe le mani e sfrega le gambe, il suo corpo cerca disperatamente sollievo. E ovviamente, inizia a mordersi il labbro, incrementando il mio desiderio per lei.

“Ti prego, non morderti il labbro, Anastasia,” sussurro.

Lei alza lo sguardo e libera il suo labbro. I suoi occhi brillano di desiderio primordiale, voglia e bisogno. Qui e ora, nell’ascensore. E’ lo stesso sguardo, la stessa stretta dell’ascensore dell’Heathman.

“Sai cosa mi succede,” mormoro. Le sue labbra si schiudono come se fosse stata una dichiarazione che non si aspettava. Qualcosa brilla nei suoi occhi. Speranza? Mi rendo conto di una cosa… Anche lei è dipendente da me!

Ma troppo presto, l’ascensore arriva a destinazione e le porte si aprono, spezzando l’incantesimo tra di noi. Siamo sul tetto. C’è vento, e anche se ha indosso la giacca, sta tremando. Metto le braccia intorno a lei, stringendola a me dal lato più protetto, e di fretta ci avviamo verso Charlie Tango che si trova al centro dell’elisuperficie con le pale del rotore che lentamente girano.

Il mio pilota Stephan è lì fermo con i suoi capelli biondi, la mascella squadrata e la sua altezza in un completo scuro. Scende da Charlie Tango, e abbassandosi lentamente ci corre incontro. Gli stringo la mano. E grido sul rumore dei rotori.

“Pronto a partire, signore. E’ tutta sua!”

“Tutti i controlli sono stati fatti?”

“Sì, signore.”

“Andrai a prenderla intorno alle 20:30?”

“Sì, signore.”

“Taylor ti sta aspettando all’ingresso.”

“Grazie, Mr. Grey. Volate in sicurezza fino a Portland. Signora,” dice salutando Anastasia. Senza lasciarle la mano, annuisco, mi abbasso, e la conduco al portello dell’elicottero.

Una volta che l’ho fatta accomodare dentro, la assicuro fermamente nelle cinte, stringendo bene le cinghie. Faccio il mio sguardo e il mio sorriso segreto ad Anastasia. E’ semplicemente meravigliosa nell’imbracatura.

“Questo dovrebbe tenerti al tuo posto,” mormoro. “Devo dire che mi piace questa imbracatura su di te. Non toccare niente.”

Passo il mio indice sulla sua guancia mentre lei arrossisce prima di passarle le cuffie. Quanto mi è mancato toccarla. Lei si acciglia con me. E’ strettamente legata ed è appena capace di muoversi nella sua seduta.

Io mi siedo al mio posto e mi allaccio le cinture, poi passo ai controlli pre-volo. Metto le cuffie e faccio scattare un interruttore per velocizzare il l’andamento dei rotori che risuonano assordanti.

Mi giro e fisso Anastasia. “Pronta, piccola?” dico attraverso le cuffie.

“Sì,” è la sua risposta.

Le sorrido, consapevole che lei è qui, con me, è estremamente confortante. Stasera è la sera, piccola. Ti riconquisterò. Ho tutte le mie carte pronte per essere giocate, e mi sto avviando verso la Scala Reale; ho la mia faccia da poker. Non perderò stasera.

Soundtrack

“Sea-Tac torre, questo è Charlie Tango – Tango Echo Hotel, pronti per il decollo verso Portland via PDX. Per favore confermate, passo.”

Il controllore del traffico aereo risponde, dandomi le istruzioni. Siamo pronti per il decollo.

“Roger, torre, Charlie Tango pronto, passo e chiudo.” Faccio scattare due interruttori, prendo il comando, e ci alziamo lentamente e dolcemente nel cielo serale di Seattle.

“Abbiamo inseguito l’alba, Anastasia, e ora il tramonto,” dico attraverso le cuffie. Lei si gira e sospira sorpresa. Io le sorrido, e lei timidamente mi sorride a sua volta.

“Così come il sole di sera, c’è molto di più da vedere stavolta,” dico. L’ultima volta che è volata a Seattle con me da Portland, era buio, ma la vista serale ora è assolutamente spettacolare. Siamo sugli edifici più alti, andando sempre più in alto.

“L’Escala è laggiù,” e le indico il mio palazzo. “Il Boeing è lì, e puoi vedere lo Space Needle,” lo indico.

Lei allunga la testa per guardare. “Non ci sono mai stata,” dice.

“Ti ci porterò. Possiamo mangiare lì.”

Lei mi dà un’occhiata sorpresa. “Christian, noi abbiamo rotto,” dice. E’ una pugnalata al cuore. Dovrò rettificarlo stasera.

“Lo so. Posso ancora portarti lì e farti mangiare,” dico fissandola.

Lei scuote la testa e arrossisce. “E’ davvero bellissimo qui sopra, grazie.”

“Impressionante, vero?” dico. Rimango stupefatto dal panorama ogni volta.

“E’ impressionante che tu riesca a fare questo,” dice a sorpresa, complimentandosi con me.

“Mi stai lusingando, Miss Steele? Ma io sono un uomo dai molti talenti,” dico.

“Ne sono assolutamente cosciente, Mr. Grey,” risponde, facendo irrigidire tutta la parte inferiore del mio corpo.

Mi giro e le sorrido, e un’espressione rilassata lentamente le attraversa il viso.

“Come va il nuovo lavoro?” chiedo.

“Bene, grazie. Interessante.”

“Com’è il tuo capo?” chiedo.

“Oh, lui è a posto,” dice, e questo mi fa suonare un campanello d’allarme nella testa. Ci ha provato con lei? Sembra sentirsi a disagio.

“Cosa c’è che non va?” chiedo.

“A parte l’ovvio, niente.” L’ovvio? Cos’è ovvio?

“L’ovvio?” chiedo.

“Oh, Christian, sei davvero ottuso a volte,” dice.

“Ottuso? Io? Non sono sicuro di apprezzare il tuo tono, Miss Steele.”

“Beh, allora non farlo,” risponde facendomi sorridere.

“Mi è mancata la tua lingua tagliente,” dico.

In risposta tutto ciò che sento è un sospiro, ma resta in silenzio, con lo sguardo fisso fuori dal finestrino per continuare a guardare il sole che scende all’orizzonte come un’enorme palla arancione ardente e infuocata. A cosa stai pensando, Anastasia? Ti prego, dammi un’indicazione…

I colori del crepuscolo nel cielo di Seattle sono incredibilmente d’ispirazione, con colori opale, rosa e acquamarina che, senza giunture, si intrecciano insieme. Ci avviciniamo alla sera frizzante e chiara del cielo di Portland mentre le sue luci brillano e ammiccano in modo da darci il benvenuto. Mi avvicino alla mia destinazione, e atterro con l’elicottero sull’elisuperficie. Siamo sul tetto di un edificio di mattoni; il primo luogo da cui siamo partiti io e Anastasia la per la prima volta in elicottero, meno di tre settimane fa. E’ una prova di quanto mi abbia cambiato nel profondo in così poco tempo. E’ diventata una parte essenziale della mia esistenza; una linea guida, senza la quale non posso vivere.

E’ così poco tempo per qualcuno, ma una vita per me dato che sento come se il tempo prima di Anastasia non fosse mai esistito, perché non riesco a vedere la mia vita senza di lei. Alla fine spengo Charlie Tango, faccio scattare di nuovo gli interruttori e i rotori si fermano, con il conseguente scemare del loro rumore, così possiamo sentire i nostri respiri attraverso le cuffie.

Mi sgancio le cinture, e mi allungo verso di lei per sganciare le sue.

“Bel volo, Miss Steele?” chiedo, con voce mite, mentre i miei occhi ardono alla vista della donna di fronte a me. Sì, lei è mia; e farà meglio a ricordarselo!

“Sì, grazie, Mr. Grey,” risponde educatamente.

“Beh, andiamo a vedere le foto del ragazzo,” dico mentre le porgo la mano e lei la prende. Scende da Charlie Tango.

Il vecchio Joe è seduto e funge da sicurezza. Appena ci vede, ci viene incontro per salutarci, sorridendo.

“Joe,” gli sorrido. Lascio la mano di Anastasia per stringere la sua caldamente. Mi è sempre piaciuto.

“La tenga al sicuro per Stephan. Sarà qui per le otto o le nove,” dico.

“Sarà fatto, Mr. Grey. Signora,” dice facendo un cenno ad Anastasia. “La vostra macchina vi aspetta di sotto, signore. Oh, e l’ascensore è fuori uso; dovrete usare le scale,” ci informa.

“Grazie, Joe,” rispondo.

Prendo la mano della mia donna, e ci avviamo verso le scale d’emergenza.

“Per tua fortuna si tratta solo di tre piani, con quei tacchi,” mormoro. Non voglio che cada e si faccia male, ma sono qui per prenderla.

“Non ti piacciono gli stivali?” chiede.

“Mi piacciono davvero tanto, Anastasia,” dico, mentre il mio sguardo si oscura. Mi piace la mia donna con i tacchi alti. E’ il massimo della sensualità. Lei mi arrapa con qualsiasi cosa, ma quei tacchi alti… ‘Trattieniti, Grey’ ricordo a me stesso. Ho una missione stasera, e non posso andare fuori strada.

“Vieni. Ce la prenderemo comoda. Non voglio che cadi e ti spezzi il collo.”

Quando usciamo dall’edificio, l’autista ci sta aspettando con lo sportello aperto per farci entrare. Ci sediamo in silenzio mentre l’autista ci porta alla galleria. Sono nervoso. Gliel’ho detto, mi è mancata e lei non ha detto niente. Ha trovato qualcuno? Il suo capo? E’ stata in contatto con Jose da quando mi ha lasciato? E’ per questo che è qui? Ha deciso che lui è la cosa migliore per lei dato che io sono troppo incasinato? Vuole dimostrarmi che lui è un compagno migliore di me? Sto morendo! ‘Trattieniti … trattieniti … trattieniti …’ ripeto nella mia testa come un mantra. Perché non mi ha dato nemmeno una piccola indicazione, le sono mancato, mi vuole, ha qualche specie di sentimento che dimostra il suo attaccamento a me? Ha smesso di amarmi? Io non ho smesso di amare lei! Non ci sono riuscito! Non riesco nemmeno a guardarla, sono incredibilmente nervoso.

“Jose è solo un amico,” mormora alla fine.

Mi giro a guardarla, mentre lei risponde alla mia domanda inespressa. I miei occhi sono oscurati, guardinghi e attenti, ma non lasciano trapelare niente. ‘Io sono solo un amico, o di più per te, Ana?’ Voglio chiederle, ma forse non voglio che risponda finché non mi ascolterà stasera. I suoi occhi indugiano sulla mia bocca. Quanto vorrei usarla per reclamarti, Anastasia! Mi sposto sul mio sedile e mi acciglio mentre guardo il suo volto e i suoi grandi occhi azzurri che sono diventati ancora più grandi dopo che ha perso peso.

“Quegli occhi bellissimi sembrano troppo grandi per il tuo viso, Anastasia. Ti prego, dimmi che mangerai,” la imploro.

“Sì, Christian, mangerò,” risponde automaticamente.

“Dico davvero,” dico.

“Oh, ma davvero?” dice don disprezzo. Oh, ti prego, Ana, non iniziare adesso! Non sono qui per litigare, sono qui per riconquistarti!

“Non voglio litigare con te, Anastasia. Io ti rivoglio, e ti voglio in salute,” dico dolcemente nella mia preghiera.

Lei sembra sorpresa, e le sue labbra si socchiudono per esalare delicatamente. “Ma non è cambiato niente,” risponde.

“Parliamone sulla via del ritorno. Siamo arrivati.”

L’auto si ferma di fronte alla galleria, e io esco, giro intorno e apro la portiera per lei. Scende anche lei.

“Perché fai questo?” chiede a voce alta.

“Fare cosa?” chiedo preso in contropiede. Cos’ho fatto ora?

“Dire una cosa come quella e poi fermarti.”

“Anastasia, siamo qui. Dove vuoi essere. Facciamolo e poi parleremo. Non voglio particolarmente fare una scenata per la strada.”

Lei arrossisce e si guarda in giro. Si rende conto che è un posto troppo pubblico, e alla fine stringe le labbra mentre io abbasso lo sguardo su di lei.

“Okay,” mormora accigliata. Le prendo la mano e la conduco all’interno dell’edificio.

Soundtrack

Il posto è un magazzino convertito con dei muri di mattoni e i pavimenti di legno scuro, il soffitto bianco per dare altezza alla stanza, e anche le tubature sono dipinte di bianco. E’ arioso e moderno, e un mucchio di gente vaga sul pavimento della galleria, sorseggiando vino, e ammirando le fotografie.

“Buona sera e benvenuti alla mostra di Jose Rodriguez,” dice una giovane donna vestita di nero con dei capelli castani molto corti, un rossetto rosso acceso che dice ‘scopami,’ e dei grandi orecchini a cerchio. Lei guarda Anastasia e il suo sguardo si ferma su di me, poi alla fine torna a guardare Anastasia, per poi sbattere le palpebre e arrossire. Che succede?

“Oh, sei tu, Ana. Vorremo sapere anche la tua opinione su tutto questo,” dice porgendole una brochure e dirigendola verso un tavolo carico di drink e snack.

Conosce Anastasia?

“La conosci?” le chiedo accigliandomi.

Anastasia scuote la testa in negativo; anche lei è confusa.

Faccio spallucce, distratto dalla preoccupazione del mio problema attuale – riconquistare la mia donna. “Cosa ti va di bere?” chiedo.

“Prenderò un bicchiere di vino bianco, grazie,” dice. Corrugo le sopracciglia perché, in genere, il vino è orribile a questo tipo di eventi. Ma, voglio scegliere bene le mie battaglie, e questo non è un argomento sul quale mi va di litigare al momento.

Mi dirigo verso l’open bar. Si è già formata una fila, e qualcuno che nota chi sono fa la propria mossa per presentarsi. E’ un uomo sulla trentina, con capelli scuri, occhi verdi, troppo brillanti, soliti di chi è sovraeccitato, come uno scienziato mezzo pazzo. Odio le chiacchiere; e oggi mi piacciono ancora di meno.

“Perdoni le mie cattive maniere, signore, ma, lei è quel Christian Grey?” dice l’uomo dagli occhi verdi che sembra su di giri e arriva a me scavalcando due persone dietro di me, allungandosi in avanti, e spingendo gli altri due via dalla sua strada come se fossero solo degli ostacoli inanimati che gli sbarrano il cammino. Gli do una rapida occhiata. E’ vestito in modo casual, ma da affari, appropriato per un evento del genere.

“Mi scusi…” finisce sulla donna davanti a me, e “mi scusi,” dice di nuovo al tizio dietro di lui, continuando a scusarsi, ma questo non lo ferma dal colpire alcuni degli altri invitati in fila con quella strana eccitazione che sta sperimentando per avermi incontrato.

“Sì, sono io,” dico un po’ irritato; la mia mente è già occupata. Non sono dell’umore per scambiare gentilezze, o incontrare gente perché sto camminando in un campo minato al momento provando a riprendermi la donna che amo.

“Sono un suo grande fan, signore!” dice urlando entusiasta. “Mi chiamo George … George Dumass,” dice mentre mi porge la sua mano sudaticcia, e io la prendo con riluttanza.

“Piacere di conoscerla, Mr. Dumass,” dico inespressivo.

“Proprio come lei, anche io sono nel campo dell’energia pulita, signore!” urla e salta in una conversazione che non sapevo avessimo iniziato, con un enorme sorriso sul volto. “Ecco, lasci che le dia il mio biglietto da visita. Mi chiami, se ha bisogno di assistenza,” dice. Di che tipo di assistenza avrei bisogno da uno sconosciuto?

Fisso l’uomo con uno sguardo impassibile, “grazie, ma ci sono dei canali appropriati per far domanda per una posizione nella mia società; non mi sembra il caso di parlarne nel mio tempo libero, Mr. Dumass,” dico.

“Oh, no, non voglio una posizione. Sono in cerca di una società,” dice, e io mi acciglio.

“Società?” dico incredulo. “Mr. Deficiente, non ho dei soci, non li ho mai avuti e mai li avrò!”

“Oh, è Dumass! Il mio nome è Dumass.”

“Beh, Dumass, non sono interessato. Questo è il mio tempo privato con la mia adorabile fidanzata, e non sono in cerca di affari qui. Per ogni altro affare, usi i canali ad essi dedicati!” dico perdendo pericolosamente la pazienza.

“Ma, signore, potrebbe essere interessato a quello che ho da offrirle!” dice insistendo.

“Deficiente! Lasci che sia molto. Molto. Molto. Chiaro.” Dico scandendo.

“Questo è il mio tempo privato, con la mia adorabile fidanzata,” dico, sentendo anche lo sguardo di lei su di me. Mi giro per guardarla, e i nostri occhi si incrociano. Restiamo entrambi immobili per un minuto, incapaci di muoverci, incapaci di funzionare. Il mio sguardo arde nel suo, caldo, bollente, perso in lei, perso nell’amore che provo per lei. La vista di lei mi mozza il fiato, ricordandomi il perché sono qui. La mia missione è riprendermela stasera. Sta parlando con Jose finché la Miss capelli cortissimi, grandi cerchi, e rossetto rosso brillante alla ‘scopami’ arriva per portarlo via, e lui bacia la mia donna! Sulle guance, ma comunque sia, la bacia. Riesco appena a contenermi, e la fottuta fila non si sta muovendo! Il vino non può essere tanto buono! Cosa prende alla gente quando c’è dell’alcool gratis? Mr. Deficiente con le mani sudate mi si è attaccato come una zecca.

“Mr. Grey, ne varrà la pena!”

Mi volto verso di lui impaziente, e gli do un’occhiata gelida che dice non-sono-dell’umore-per-perdere-tempo-ora!

“Cosa cazzo non è riuscito a capire, quando dico, sono con la mia fidanzata, nel mio tempo privato e libero! A lei piace essere distratto quando ha in ballo un’occasione privata, deficiente?”

“No, in realtà, di solito spengo anche il cellulare…” dice, ma io taglio corto.

“Grandioso! Semmai ci fosse un’altra occasione in cui dovessimo incontrarci, in un qualsiasi posto, ed io fossi in compagnia della mia fidanzata… Mai e poi mai interrompermi! Gliene farei pentire,” dico con voce calma ma minacciosa.

L’uomo dietro di me si gira verso mani sudate e dice, “Rispetta la fila, amico! Lascia che il signore abbia un appuntamento tranquillo con la sua donna, e smettila di superare la gente!” Mani sudate rinuncia umiliato, e torna indietro al suo posto. Questo piccolo commento di un altro sconosciuto è ben accetto, mi fa un cenno col capo come a scusarsi a nome del deficiente, come acqua fresca in una giornata calda. Il fatto che qualcun altro abbia chiamato Anastasia, la mia donna, è un buon segno. Mi terrò stretta qualsiasi speranza che riuscirò a trovare.

Finalmente è arrivato il mio turno.

“Che tipo di vino bianco avete?” chiedo con impazienza al barista.

“Chardonnay e Sauvignon Blanc, signore,” dice il barista mostrandomi due bottiglie senza etichetta. Faccio una faccia strana.

“Due bicchieri di Sauvignon Blanc, allora,” dico.

Soundtrack

Quando alla fine riesco a farmi strada per tornare da Anastasia, lei sta guardando la fotografia di un lago con delle nuvole rosa riflette nella morbida superficie dell’acqua sotto un primo cielo serale. E’ un’immagine pacifica, che riflette perfettamente la bellezza naturale. Quando le arrivo vicino, lei fa un sospiro profondo e deglutisce come se stesse provando a trovare un equilibrio. Le porgo uno dei bicchieri di vino bianco.

“E’ all’altezza?” chiede con voce normale.

Sta parlando del ritratto?

“Il vino,” risponde alla mia faccia confusa.

“No. Lo è raramente a questo tipo di eventi. Il ragazzo è davvero talentuoso, vero?” chiedo ammirando la foto del lago.

“Altrimenti perché pensi che gli abbia chiesto di occuparsi della tua foto?” dice fiera del suo amico. I miei occhi si muovono impassibili dalla fotografia a lei. Con la gelosia che prende il sopravvento.

“Christian Grey?” dice il fotografo del Portland Printz. “Posso farle una foto, signore?”

“Certo,” dico nascondendo il cipiglio. Ho bisogno di mantenere la calma, anche se dei tornado si stanno scatenando dentro di me. Anastasia fa un passo indietro, ma io le prendo la mano e la stringo al mio fianco. Lei è la mia fidanzata. Non è il passato. Non sarà mai il passato se potrò evitarlo! Il fotografo ci guarda ed è molto sorpreso.

“Mr. Grey, grazie,” dice scattando qualche fotografia. “Miss…?” chiede.

“Steele,” risponde.

Lascia che l’intero dannato mondo sappia che è mia! Lei è presa, e anche io!

“Grazie, Miss Steele,” dice il fotografo allontanandosi.

“Ho cercato delle foto di te con delle accompagnatrici in Internet. Non ce ne sono. Ecco perché Kate pensava fossi gay,” dice Anastasia, facendo sì che la mia bocca disegni un sorriso.

“Quello spiega la tua domanda inappropriata. No, io non ho delle accompagnatrici, Anastasia – solo tu. Ma lo sai già,” dico, sperando che lei veda la mia sincerità e il mio affetto nei suoi confronti.

“Quindi, non hai mai portato le tue,” dice guardandosi intorno nervosamente, provando ad assicurarsi che nessuno possa sentire la nostra conversazione, “- sottomesse fuori?”

“A volte. Non a degli appuntamenti. A fare shopping, sai,” dico facendo spallucce, i miei occhi sono fissi su di lei come se potesse scomparire e questo trasformarsi in un incubo, per poi svegliarmi senza di lei.

Le sue labbra sono leggermente socchiuse mentre lei capisce che è stata l’unica. L’unica eccezione a tutte le mie regole.

“Solo tu, Anastasia,” sussurro.

Lei arrossisce e abbassa lo sguardo sulle sue dita. Spero che abbia capito quanto profondamente sia nella mia anima! Vorrei poterlo esprimere in maniera propria senza incasinare tutto! Non sono mai stato il tipo da cuori e fiori. Quando lei alza lo sguardo su di me, “Il tuo amico qui sembra più un tipo da paesaggi, non da ritratti. Diamo un’occhiata in giro,” dico e le porgo la mano, lei la prende. Chiudo gli occhi per un istante e mi perdo nella nostra connessione.

Camminiamo in giro per la galleria, vediamo qualcuna delle fotografie, e una coppia fa cenno verso Anastasia, sorridendole come se fossero ad un picnic domenicale con la chiesa, e Anastasia fosse la ragazza del coro che conoscono tanto bene! Non penso che sia per me, perché loro stanno fissando lei! Che sta succedendo?

Poi, un altro ragazzo, senza pudore, la fissa con la bocca che gli si spalanca, facendo l’occhiolino alla MIA donna!

Quando giriamo l’angolo, la ragione per la quale tutti la stanno fissando diventa ovvia. Ci sono SETTE ritratti enormi di Anastasia appesi su una parte in fondo. Sono immensi!

Mentre il sangue le defluisce dal volto, il mio ribolle, e sono pronto a lanciarmi nella mischia! Ci sono delle foto giganti di Anastasia, che ride, che è seria, che fa il broncio, che si acciglia, divertita, serena e arrabbiata. Ma in qualche modo sento che sono intimi come se fossero delle foto di lei nuda. Sono tutte vicine e tutte in bianco e nero. Guardo ogni foto, paralizzato. In questo preciso istante, mi rendo conto che non l’ho mai vista così intimamente, così a suo agio, senza preoccupazioni che le offuscassero i suoi occhi bellissimi. E il fatto che sia stato il fotografo a catturare quelle immagini, e che sia stato lui a procurarle quei momenti semplici e felici, mi ferisce dentro, facendomi ingelosire, invidioso di quello stronzo. Sono catturato dalle immagini… Semplicemente catturato dalla sua semplice magia, la sua innocenza che si diffonde, e la serenità nelle sue espressioni. E’ da mozzare il fiato!

“Sembra che io non sia l’unico,” mormoro, rendendomi conto completamente che anche il fotografo è innamorato di lei. La mia bocca forma una linea dura. Non mi importa della competizione negli affari, ma, non voglio dover competere per la mia fidanzato. Dato che tutti l’hanno riconosciuta, e sembra che tutti gli invitati siano innamorati delle sue immagini, non voglio che qualcuno compri quelle foto per sbavare su di lei nella privacy delle loro case.

“Scusami,” dico ad Anastasia, fissando lo sguardo su di lei per farla restare ferma al suo posto. Torno da Miss capelli troppo corti, grandi cerchi, e rossetto rosso brillante alla ‘scopami’.

“Voglio comprare le fotografie di Anastasia!” dico fermamente.

“Grandioso!” dice esaltata. “Quali?”

La fisso incredulo. “Tutte!”

“Davvero?” chiede shockata. “Voglio dire, certo… ovviamente. Il costo di ogni fotografia è…” dice e io la interrompo.

Soundtrack

“Non mi importa quanto costano. Comprerò tutti e sette i ritratti di Anastasia!” dico, e pesco la carta di credito per poi porgergliela.

“Certamente, signore!” dice contenta. Dopo aver strisciato la mia carta di credito ed avermi portato la ricevuta da firmare, prende tutte le informazioni sulla consegna.

“Voglio che trovi Mr. Rodriguez, e gli dica di assicurarsi di non fare altre copie di queste foto!”

“Oh, ma, i negativi sono suoi. Lei sta comprando solo le stampe, Mr. Grey,” dice.

“Beh, allora,” dico impaziente, “sembra, che dovrò comprare anche i negativi. Mi serve una dichiarazione scritta da parte sua che non farà altre copie dai negativi delle immagini di Anastasia che sto acquistando, e nel caso avesse altre immagini o negativi di lei, non deve stampare né esporre nessuno di essi senza il suo consenso scritto. Mi sono spiegato bene?” dico con voce minacciosa.

“Sì, signore, perfettamente!” dice lei frustrata. Problema risolto. Alla fine mi giro per tornare da Anastasia, e trovo un uomo con una zazzera bionda che fa il cascamorto con la mia fidanzata e le sta parlando. Un uomo non può voltare le spalle senza che qualcun altro ci provi con la sua donna? Velocemente mi faccio strada verso di lei, e la mia mano si ferma sul suo gomito possessivamente. Guardo oltre la sua testa in modo impassibile verso il tizio biondo che chiaramente sta invadendo il mio territorio.

“E’ un uomo fortunato,” dice la testa bionda, sorridendomi. Io lo fisso freddamente.

“Proprio così,” mormoro profondamente, e tiro la mia donna al mio fianco, con il mio braccio possessivo che si avvolge strettamente intorno alla sua spalla, reclamandone la proprietà, in un modo che dovrebbe impedire ad ogni maschio di avvicinarsi a lei senza passare su di me.

Il tizio biondo coglie il mio messaggio, e si allontana.

“Hai comprato uno di questi?” chiede Anastasia.

“Uno di questi?” sbuffo, senza smettere di guardarli.

“Ne hai comprato più di uno?” chiede incredula.

Alzo gli occhi al cielo. “Li ho comprati tutti, Anastasia. Non voglio che qualche sconosciuto faccia pensieri maliziosi su di te nella privacy della propria casa,” dico, ma quella è l’ultima delle mie preoccupazioni. Quelle immagini sono molte intime in senso privato.

“Preferisci essere tu?” dice punzecchiandomi.

Abbasso lo sguardo su di lei, preso in contropiede dalla mia audace fidanzata (al presente), ma sono divertito perché è giocosa.

“Francamente, sì,” rispondo.

“Pervertito,” borbotta e si morde il labbro inferiore, facendomi spalancare la bocca. Mi sfrego il mento pensieroso, cosa vorrei farti quando mi parli in questo modo e ti mordi il labbro.

“Non posso ribattere a quest’affermazione, Anastasia,” dico scuotendo la testa, e il mio umore si alleggerisce. Gli occhi di Anastasia diventano giocosi, si lecca il labbro inferiore e dice in tono cospiratorio, “Potrei discuterne più approfonditamente con te, Mr. Grey, ma ho firmato un accordo di riservatezza.”

Sospiro, fissandola, i miei occhi si fanno più scuri. Hai idea di quello che mi fai con la tua lingua tagliente? Come porti a galla ogni tipo di emozione e mi arrapi? “Cosa mi piacerebbe fare alla tua lingua tagliente,” mormoro. Saprei utilizzarla in più di un modo, piccola.

Lei prende fiato, comprendendone appieno il significato.

“Sei molto volgare,” dice suonando shockata.

Le sorrido, sentendomi divertito. Ma poi i miei occhi si soffermano di nuovo sulle immagini, facendomi accigliare. Vorrei essere io quello che l’ha fatta sentire a suo agio come appare in quelle foto.

“Sembri molto rilassata in quelle fotografie, Anastasia. Non ti vedo così molto spesso,” dico, quasi addolorato.

Lei arrossisce e istintivamente abbassa lo sguardo sulle sue dita. Non voglio che sia imbarazzata di fronte a me. Le alzo la testa, e lei inala profondamente nel nostro contatto pelle a pelle.

“Voglio che tu sia così rilassata con me,” sussurro. E’ il mio giuramento. Mi assicurerò che lei sia rilassata e felice con me.

“Devi smetterla di intimidirmi se lo vuoi,” mi risponde di getto.

“Devi imparare a comunicare e dirmi come ti senti,” ribatto con occhi ardenti. Provo sempre ad essere esplicito con lei, ma lei è così chiusa con me a volte. Anastasia alza lo sguardo su di me e fa un respiro profondo per spiegarmi come la pensa.

“Christian, tu mi volevi come una sottomessa. E’ qui che sorge il problema. E’ nella definizione di sottomessa. Infatti me l’hai inviata via e-mail una volta,” dice fermandosi, provando a ricordare le parole esatte che avevo usato nel mio messaggio. “Penso che i sinonimi fossero, e cito, ‘compiacente, adattabile, condiscendente, passivo, accomodante, rassegnato, paziente, docile, domato, soggiogato.’ Non avrei nemmeno dovuto guardarti. Non parlarti a meno che tu non mi dessi il permesso di farlo. Cosa ti aspetti?” sibila.

Sbatto gli occhi di fronte alla sua chiara esposizione del problema. Ovviamente me ne sono reso conto in ritardo che il mio problema principale in questa relazione fosse che ci ero entrato con il presupposto di una relazione contrattuale ed invece mi ero innamorato. Ma comunque, quello era l’unico tipo di relazione che avessi mai conosciuto o a cui fossi mai stato interessato. Ma, quasi dal primo momento in cui ho incontrato Anastasia, avevo capito che era diversa, ma non avrei mai pensato che mi sarei innamorato follemente di lei. C’erano state altre sottomesse che avevano voluto di più, e io avevo o rotto con lei, oppure loro avevano trovato qualcun altro e avevano rotto con me. Non ci avevo mai pensato due volte, perché non provavo niente per loro. Ma, questa donna di fronte a me, questa ragazza innocente, mi tiene testa e riesce a stare sul mio stesso livello. E’ rinfrescante, ed esasperante, sexy e spaventoso. Lei è audace, e sfortunatamente, ha ragione. Il mio cipiglio diventa sempre più profondo mentre continua a parlare.

“Mi confonde davvero stare con te. Non vuoi che ti sfidi, ma poi ti piace la mia ‘lingua tagliente.’ Vuoi obbedienza, tranne quando non la vuoi, così puoi punirmi. Io non so come comportarmi quando sono con te.”

I miei occhi si chiudono fino a diventare due fessure sottili. Sta parlando, e sta mettendo a nudo la sua anima di fronte a me. Sta comunicando ed è quello che voglio. Ma non voglio che questo avvalori la nostra rottura ed eriga la lapide della nostra relazione, potremmo farcela – no, noi ce la faremo. “Ben detto, hai ragione, come sempre, Miss Steele,” dico con voce frigida. “Vieni, andiamo a mangiare,”

Lei ha mostrato tutte le sue carte, ora è il mio turno.

“Siamo stati qui solo per mezz’ora,” protesta.

“Hai visto le foto, hai parlato col ragazzo,” rispondo.

“Si chiama Jose,” mi riprende.

Bene! “Hai parlato con Jose – l’uomo che, l’ultima volta che l’ho incontrato, stava provando ad infilare la sua lingua nella tua bocca riluttante mentre eri ubriaca e ti sentivi male,” ribatto.

“Lui non mi ha mai picchiata,” sputa fuori, e questo ferisce i miei sentimenti. Mi acciglio con lei, ed emano furia da tutti i pori. Eccolo qui! Ce ne andiamo subito, anche se dovessi caricarmela in spalla e dare sfoggio del suo delizioso didietro di fronte a tutti gli invitati e la stampa! “Questo è un colpo basso, Anastasia,” sussurro minaccioso.

Lei arrossisce, e io sono doppiamente esasperato, tanto da passarmi entrambe le mani tra i capelli, con la rabbia che sta prendendo il sopravvento, riesco appena a contenermi. E’ sempre così con Anastasia… Non so mai cosa dirà o farà, e riesce a farmi arrabbiare come nessun’altro, fino a portarmi al punto di volerla punire e amare allo stesso tempo. Sento tutte queste emozioni estranee che non ho mai provato prima, che mi rendono incredibilmente possessivo nei suoi confronti, e al momento voglio solo baciarla, scoparla, amarla e sculacciarla, tutto nello stesso momento, e niente di tutto ciò sederebbe questa emozione travolgente!

Ovviamente lei mi fissa di rimando come nessuno può.

“Ti porto a prendere qualcosa da mangiare. Stai per svenirmi tra le braccia. Trova il ragazzo, di’ arrivederci!” dico.

“Ti prego, possiamo restare ancora un po’?” chiede.

“No. Vai. Ora. Di’ arrivederci!” scandisco. Ho passato da un pezzo il mio limite di tolleranza.

Lei mi fissa, la sua rabbia la sta facendo arrossire fino all’attaccatura dei capelli. Si acciglia con me, e se solo fosse possibile, le uscirebbe il fumo dalle orecchie! Alla fine scosta lo sguardo da me, guardandosi in giro alla ricerca del ragazzo. Finalmente lo localizza, e si allontana da me andando verso il ragazzo per salutarlo.

Soundtrack

Ci sono alcune ragazze intorno al fotografo. Io resto fermo al mio posto, pietrificato, con l’impazienza che mi fa vibrare dentro, e non riesco più ad aspettare. Scopriremo tutte le nostre carte stasera, e che Dio mi sia testimone, ti riconquisterò Anastasia Steele! Mi ritrovo a battere il piede sul pavimento per il nervosismo. Ana è poco distante, ma il mio sguardo non la lascia, e non sbatto nemmeno le palpebre.

Il fottuto fotografo avvolge la mia donna in un grande abbraccio stringendola! Mi ribolle il sangue nelle vene e mi va alla testa, i miei occhi fumano di rabbia, e riesco a malapena a contenerla mentre lui la sta toccando. Poi in una mossa, Anastasia, la mia Anastasia, la mia donna, butta le braccia attorno al suo fottuto collo, lui è così innamorato di lei! Sto impazzendo! Se potessi trascinare via Anastasia per i capelli come un uomo delle caverne lo farei. La rabbia e la gelosia mi stanno uccidendo. Cosa sta cercando fare? Anastasia Steele, sarai la causa della mia morte! Hai una minima idea, di quanto io sia innamorato di te? Sai quello che sarei disposto a fare per tenerti nella mia vita? Hai una qualche idea di quale inferno ho passato la scorsa settimana, per la tua assenza? E qui stai dimostrando il tuo affetto, ad un uomo per il quale non hai alcun sentimento solo perché sai che la cosa che mi rende fottutamente geloso! Sono così arrabbiato con te in questo momento, voglio solo il diritto di averti nel posto più vicino con un po’ di privacy!

Lentamente mi dirigo verso di loro. La sta ancora abbracciando mentre parla con lui. Se non le toglie le sue cazzo mani di dosso lo farò io! Non appena sono a pochi passi di distanza da loro, si abbracciano ancora più stretti e io accelero il passo, raggiungendo Anastasia, ribollente di rabbia, scuro in viso, e la prendo per il gomito.

Il coglione finalmente la lascia andare, e dice: “Non sparire di nuovo, Ana. Oh, Mr Grey, buona sera,” dice come avesse appena notato la mia presenza qui. Sì, faresti bene a ricordare che Christian Grey che sta per riprendersi il suo status di fidanzato di Anastasia. Tieni le tue cazzo di braccia al loro posto!

Riesco a malapena a contenere la rabbia mentre dico con voce gelida ed in modo educato, “Mr. Rodriguez, molto impressionante,” dico. “Mi dispiace, me non possiamo fermarci oltre, dobbiamo tornare a Seattle. Anastasia?” Dico sottilmente sottolineando il ‘noi’ dando rilievo al fatto di essere una coppia, e mentre lo dico le prendo la mano.

“Ciao, Jose. Complimenti di nuovo,” dice lei dandogli un veloce bacio sulla guancia a aumentando la mia rabbia.

Questo è tutto quello che posso fare. Afferro la sua mano, e la trascino fuori dal palazzo. Tutti i tipi di ormoni esistenti stanno devastando il mio corpo e il mio cervello. La rabbia, la gelosia e la frustrazione sono a livelli esplosivi, e sto sudando come un peccatore in chiesa con tutte queste emozioni che infuriano dentro di me!

Quando arriviamo fuori dall’edificio, guardo velocemente su e giù per la strada, e mi dirigo a sinistra, trascinandola, in un vicolo laterale, e la spingo improvvisamente contro un muro, riversando fuori tutti i miei sentimenti. Non riesco a vedere la donna di cui sono innamorato tra le braccia di qualcun altro, mentre io non l’ho ancora baciata.

Prendo il suo viso tra le mie mani, costringendo Anastasia a guardami negli occhi. Lei si agita non appena si rende conto dell’intensità del mio desiderio e la mia bocca piomba sulla sua. La sto baciando con violenza, sono incontrollabile; denti si scontrano. Poi la mia lingua è nella sua bocca cercando la sua forza.

Il desiderio esplode in entrambi come il Vesuvio, e con mio grande sollievo lei ricambia il mio bacio passandomi le mani nei capelli tirandomi verso di lei, cercando di fondere i nostri corpi, come se la nostra separazione fosse stata una fame senza pari! La sua risposta mi fa gemere nella parte posteriore della gola, e rapidamente porto la mano verso il basso del suo corpo, alla parte superiore della coscia, le mie dita che scavano nella carne morbida attraverso il vestito prugna, sexy. La mia ansia, il mio desiderio, la mia nostalgia di lei, e la paura che coltivava quell’emozione senza nome, la gelosia e la paura della perdita si versano attraverso di me in lei, attraversando il mio bacio, ci leghiamo, e in questo momento mi rendo conto che ci sentiamo allo stesso modo.

Vorrei stare attaccato a lei con questo bacio per sempre, la bacio a lungo, duramente, fino a non avere più fiato nei polmoni. I miei occhi sono tizzoni ardenti di desiderio per lei, e la passione nel mio corpo, nel mio sangue è bruciante. Sono in fiamme! Siamo entrambi senza fiato, e le dico:

“Tu.Sei.Mia,” ringhio sottolineando ogni parola, scandendo, riversando tutto il mio amore per lei. Che cosa posso fare per farle capire che non c’è niente di più prezioso per me che averla nella mia vita, tra le mie braccia, nel mio cuore? Cosa Ana? Dimmelo!

Mi tiro indietro, poggiando le mani sulle ginocchia, cercando di riprendere fiato, come se avessi fatto una maratona, e in realtà è quello che ho fatto … per giorni. Cercando di darle il suo spazio … Cercando di darle il tempo di pensare …

Cercando di darle la possibilità di riordinare i suoi sentimenti. Ma, io non ci riesco! Sono un uomo innamorato … Non riesco a vivere senza di lei! Anche se lei abbraccia un tizio in modo amichevole o cercando di ottenere una reazione da me, – beh … le motivazioni non contano, perché non importa questo è quello che sono, sono allo stesso modo, e in più ardentemente innamorato di lei e completamente geloso di qualsiasi sentimento, relazione che potrebbe mostrare per un altro ragazzo!

“Per l’amor di Dio, Ana,” dico senza fiato.

Lei si appoggia al muro, ansimando, e provando a controllare la reazione del suo corpo, provando a ritrovare il suo equilibrio.

“Mi dispiace,” sussurra con voce ansimante.

“Puoi dirlo forte,” dico, la mia voce è intaccata da sentimenti che mi travolgono e mi creano un groppo in gola. “So cosa stavi facendo. Vuoi il fotografo, Anastasia? Lui ovviamente ha dei sentimenti per te,” dico pregandola, ‘ti prego, di’ di no, ti prego, di’ di no, ti prego, di’ di no!’ Nell’istante in cui ho visto le fotografie di Anastasia nella galleria con lei che sorrideva, si imbronciava, faceva facce strane, si arrabbiava … Ho sentito una grande gelosia verso di lei, verso chiunque altro, e qualunque altra cosa, perché qualcuno l’aveva vista e catturata in una maniera così intima che a me era stata negata. Mi sono reso conto che anche il fotografo era innamorato di lei. Non riesco proprio a vederla con qualcun altro che sia nella realtà o nella mia immaginazione.

Lei arrossisce dopo la mia domanda fervente, e scuote la testa in negativo.

“No,” dice, con mio incredibile sollievo. “E’ solo un amico.”

Faccio un sospiro di sollievo.

“Ho passato tutta la mia vita da adulto provando ad evitare le emozioni estreme,” dico guardandola negli occhi, con la voce che mi si rompe. “E poi tu … tu tiri fuori da me dei sentimenti che mi sono completamente alieni. E’ davvero …” dico accigliandomi, alla ricerca della parola giusta. “Sconvolgente.” Ma è molto di più. Il mio cuore, la mia anima, il mio destino, sono tutti nelle sue mani e può farne ciò che vuole, può plasmarli … sia che voglia tenerli, o gettarli via. Non sono mai stato, e non mi sono mai sentito così vulnerabile prima! Non da molti anni. Ho avuto molte donne nella mia vita, ma non sono mai stato crudele con nessuna di loro. Non ho giocato con i loro sentimenti. E invece, qualsiasi minima cosa che Anastasia fa potrebbe farmi o disfarmi! Questa è la profondità del mio amore per lei. Anastasia è l’unica persona al mondo che potrebbe farmi finire in una bara con una delle sue occhiate di disprezzo … Ecco quanto è esteso il suo potere su di me; mi spaventa nel profondo. La mia vita e il mio destino sono nelle sue mani delicate!

“Mi piace il controllo, Ana, e intorno a te questo semplicemente …” – mi raddrizzo, con lo sguardo intenso, “evapora,” dico muovendo la mano in modo vago, e poi passandomela tra i capelli facendo un respiro profondo. Le prendo la mano. “Vieni, dobbiamo parlare, e tu hai bisogno di mangiare.”

Sono pronto a scoprire tutte le mie carte, e non ho intenzione di lasciare la battaglia finché non avrò riconquistato la mia donna.

5 thoughts on “CAPITOLO II

  1. WOW !!! ♥‿♥ Credo che sia stato uno dei capitoli che ho letto tutto d’un fiato ….. si scopriranno le carte in tavola ?!?

    Beh, almeno Christian sta facendo un passo alla volta e speriamo bene 😛 🙂

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