CAPITOLO XXVII

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Durante la lettura potrebbero esserci evidenziati dei link “Soundtrack” che rimandano a delle canzoni. Vi consigliamo di aprirli per entrare appieno nell’atmosfera delle situazioni, continuando ad immergervi nelle parole della storia con un sottofondo da noi consigliato

capitolo27

Volante (o dolente) con me

“Christian! Voglio la fragola!!” dice afferrando un oggetto invisibile. Sono I colpi dati ovunque che mi svegliano.

Soundtrack

“Non voglio la gabbia” mormora inarcando un sopracciglio nel sonno. Le luci della città creano un gioco magico sul suo viso. Sono incuriosito…

“Non portarla via Christian! Io la voglio… Nooo!” si lamenta. Le accarezzo I capelli per calmarla. Sono curioso di sapere cosa sta sognando.

“Shhh!” sussurro. La ruga sulla fronte si ammorbidisce.

“Cosa? Non andare! Non posso! ” rabbrividisce nel sonno.

“Ti amo! Non lasciarmi! Ho paura!…”

“Piccola… sono qui. Shhh…” la calmo. Le accarezzo i capelli, cercando di farla rilassare. Il suo braccio mi cerca del buio. La prendo abbracciandola. Lei sospira. E’ un suono dolcissimo

“Vorrei morire!” il suo viso si corruccia . “Vorrei morire… Christian,” mormora in un suono appena udibile.

Cosa? Perché?

“Non lasciarmi…” sussurra nel sonno. “Voglio solo di più…”

La sua paura è che io possa lasciarla. Lei non sa che questa è anche la mia paura. Se solo sapesse, non potrei mai, non posso allontanarmi da lei nemmeno fisicamente, se sapesse che ha il filo diretto con la mia anima.

“Non…” sussurra. “No, non ti lascerò,” mormora. Chiudo gli occhi e mi sento rassicurato da quella dichiarazione fatta nel sonno. L’ha già detto prima, ma quanto desidero sentirlo quando è sveglia.

“Lo voglio!” Allunga la mano attorno al mio collo.

“Shhh… Rilassati piccola,” le sussurro. Continuo ad accarezzarle i capelli, lentamente, di proposito. Questo la fa sentire meglio e la fa rilassare. Sospira. Le sue braccia lentamente si afflosciano, immobili. Esco con facilità dal letto. Potrei guardala per sempre così. Vado a vestirmi di nero per la sorpresa che ho in serbo per lei oggi. L’ho lasciata dormire il più possibile, ma per quello che ho in mente, ho bisogno che ora si svegli.

“Anastasia,” provo a destarla dal suo sonno.

“No,” mormora.

“Andiamo adesso piccola,” dico con tono normale.

“No. lasciati toccare,” dice.

“Svegliati,” incalzo.

“No,” mormora mentre apre gli occhi per un attimo. Le solletico l’orecchio con un sussurro. “Svegliati piccola,” dico con un sorriso e il piacere di sapere che lei è qui con me, tra le mie braccia.

“Oh… no,” geme. Facendo delle smorfie.

“E’ ora di alzarsi piccola. Accenderò la luce sul comodino adesso,” dico con calma.

“No,” geme ancora.

“Voglio inseguire l’alba con te,” dico baciando il suo viso, le palpebre, la punta del naso, la bocca. Ed ecco che finalmente si apre in un sì. Si strofina gli occhi, per la luce soffusa che proviene dal comodino.

“Buongiorno splendore,” mormoro, e lei mi sorride.

“Non sei mattiniera,” dico. Strizza gli occhi mi guarda mentre sono chino su di lei, sorridendo. Sono divertito.

“Pensavo che volevi fare sesso,” brontola. Cosa? È per questo che lei si lamentava? È stato così brutto il sesso con me che sente il bisogno di lamentarsi?

“Anastasia, voglio sempre fare sesso con te. E’ commovente sapere che senti la stessa cosa,” dico seccamente, sarcastico.

Mi guarda, ma io sono troppo divertito per scoraggiare la sua reazione.

“Certo che è così, solo che non quando è così tardi,” mormora.

“Non è tardi, è presto. Andiamo! Si va. Stiamo uscendo. Mi riserverò un controllo sul sesso.”

“Stavo facendo un bel sogno,” lei geme con nostalgia per qualcosa che ha perso.

“Sogno di cosa?” chiedo. Adesso ha suscitato il mio interesse.

“Tu,” arrossisce. Oh, la reazione aumenta il mio interesse.

“Che stavo facendo questa volta?” chiedo.

“Cercavi di farmi mangiare fragole,” dice. Sorrido. Ricordo che diceva qualcosa su questo.

“Il dottor Flynn avrebbe di che divertirsi. In piedi! E vestiti. Non perdere tempo con la doccia, possiamo farla dopo,” dico.

Si siede, e le lenzuola le cadono attorno alla vita rivelando il suo corpo nudo. I miei occhi si scuriscono con il desiderio, e se faccio quello che voglio fare in questo momento, mancheremo la nostra occasione di catturare l’alba.

Quindi, dovrò tenere a freno il mio desiderio.

“Che ore sono?” chiede.

“5:30 del mattino,” dico.

“Ohh,” si lamenta, “sembra siano le 3:00.”

“Non abbiamo molto tempo. Ti ho fatto dormire il più a lungo possible. Andiamo.”

“Posso almeno fare una doccia?” chiede.

Sorrido. “Se fai una doccia, vorrò farla con te. E sappiamo cosa succederà a qual punto, quindi perderemmo tutta la giornata. Andiamo.” Possiamo farla dopo.

Sono eccitato, per il nostro programma e per quello che voglio condividere con lei. Questo dovrebbe significare “di più”. Mi sorride.

“Cosa dobbiamo fare?” indaga.

“E’ una sorpresa, Te l’ho detto,” dico sempre sorridendole.

“Okay,” risponde uscendo dal letto, cercando i suoi vestiti. Li trova sulla sedia vicino al letto. Le ho preparato anche un paio di boxer. Vede il marchio Ralph Lauren, e sorride. Li infila, e le sorrido di rimando. E’ la seconda volta che indossa qualcosa di mio. In qualche modo conoscere qualcosa che è stato così intimamente su di me e ora è su di lei, mi fa sentire ancora più protettivo

Quando mi sono assicurato che si fosse alzata e si stesse vestendo, le dico, “Ora che finalmente sei sveglia, ti lascio tempo per vestirti,” esco dalla stanza e vado verso il soggiorno. Meno di dieci minuti dopo arriva mentre sto facendo colazione.

“Mangia,” le dico. Lei non mangia a sufficienza. Mi guarda.

“Anastasia,” dico severamente, ma lei è pronta a controbattere.

“Prendo solo un po’ di té. Possono prendere un croissant per dopo?” la guardo con diffidenza, e mi sorride in risposta.

“Non rovinarmi la festa Anastasia,” l’avverto.

“Mangerò più tardi quando il mio stomaco si sarà svegliato. Verso le 7.30 ok?”

Mi guarda con dolcezza e in attesa… un lampo malizioso attraversa i suoi occhi come se fosse il mio riflesso su di lei.

“Vorrei alzare gli occhi al cielo,” dice.

“Fallo. La mia giornata non potrebbe essere migliore,” dico con severità. Lei guarda il soffitto sfidando la mia minaccia.

“Beh,” dice seria, “suppongo che qualche sculacciata potrebbe svegliarmi,” dice. Resto a bocca aperta.

“D’altra parte, non voglio che tu sia tutto caldo ed eccitato, il clima è già abbastanza caldo,” dice alzando le spalle con nonchalance. Finalmente ho il buon senso di chiudere la bocca, e cercare di guardarla dispiaciuto, ma è chiaro che in presenza di Anastasia, non riesco irrimediabilmente. Lei è giocosa, e le sue osservazioni fanno sollevare il mio umore

“Sei, come sempre, stimolante, Miss Steele. Bevi il tuo tè,” le ordino.

Guarda il tè, e nota l’etichetta Twinings, e un sorriso enorme copre il suo bel viso. Si siede di fronte a me, e mi guarda per un po’ mentre sorseggia il suo tè.

Quando ho finito con colazione e lei con il suo tè, usciamo dalla sala. Le lancio una felpa. “Avrai bisogno di questa,” dico mentre lei mi guarda sospettosa.

“Fidati di me,” dico sorridendole e baciandola dolcemente sulle labbra. Le prendo la mano e ci dirigiamo fuori.

E’ relativamente freddo fuori, e le luci pre-alba sono a picco sull’orizzonte orientale. Quando arriviamo di fronte all’hotel, il cameriere mi porge delle chiavi di una vettura sportiva e appariscente con una capote. Anastasia si gira verso di me e solleva un sopracciglio interrogativo a cui rispondo con un sorriso.

“Sai Anastasia, certe volte è davvero bello essere me,” dico continuando a sorridere. Come potrei non farlo? Sono qui con la donna che desidero, con dei sentimenti, e stiamo facendo “di più” insieme. Lei è la mia speranza, quello che mi fa sapere che c’è di più nella vita, mi aiuta a vivere la vita al massimo al di là di quello che avevo previsto. Sono in uno stato d’animo molto buono. Apro la portiera, e con un inchino esagerato, la lascio salire. Vado poi dal lato del conducente e mi siedo.

“Dove stiamo andando?” chiede.

“Vedrai,” le dico senza rivelare nulla. Mi metto alla guida, e ci dirigiamo su Savannah Parkway. Ho programmato il GPS, e accendo l’iPod sincronizzato con lo stereo della vettura, e un classico brano orchestrale riempie l’auto.

Soundtrack

“Cos’è questo?” chiede con voce dolce curiosità.

E’ una delle mie opere preferite.

“E’ tratto da ‘La Traviata’. L’opera di Verdi,” rispondo.

“La Traviata? Ne ho già sentito parlare ma non ricordo dove. Di cosa parla?” chiede.

La guardo in modo rapido e sorrido.

“Si basa sul libro di Alexander Dumas, La Signora delle camelie,” dico spiegandole.

“Ah. Ho si l’letto,” dice.

“Non avevo dubbi.”

“La cortigiana segnata dal destino,” dice agitandosi nella sua seduta in pelle. “Hmm, è una storia deprimente,” mormora.

“Troppo deprimente? Vuoi scegliere un po’ di musica? Questo è il mio iPod,”dico con un sorriso.

Tocco lo schermo sul cruscotto tra noi due, ed ecco apparire la playlist.

“Scegli tu,” le dico, ma non riuscendo a nascondere un sorriso complice.

Le sue dita toccano e passano attraverso la playlist. Lei scorre verso il basso, e dopo aver trovato quello che vuole, preme play. Britney si accende con il suo club-mix, techno battente. Abbasso il volume. Non è una canzone che ho messo sul mio iPod. E’ stata Leila che ha messo quella canzone. Britney canticchia con voce sensuale.

“Toxic, eh?” chiedo sorridendo.

“Non so cosa vuoi dire,” lei finge innocenza.

Abbasso la musica ancora un po’. Questa non è una canzone che ho messo sul mio iPod.

“Non ho messo quella canzone sul mio iPod,” dico casualmente ma sinceramente, poi metto il piede sull’acceleratore, nascondendo un piccolo sorriso quando lei sbatte contro il sedile per la velocità. Si stringe le mani in grembo, vedo la mascella tesa, sta stringendo i denti, e il suo umore cade a terra mentre guarda fuori. Oh, no! Si sta chiedendo
chi ha messo quella canzone. La gelosia e la curiosità trasudano da lei. E Britney canticchia in continuazione “Chi…Chi.”

“E ‘stata Leila,” rispondo alla sua domanda inespressa. Si gira verso di me e chiede: “Leila?”

“Un’ex, che ha messo la canzone sul mio iPod,” rispondo. Lei si siede pensierosa, e poi mi chiede, “una delle quindici?”

“Sì,” rispondo.

“Che cosa le è successo?”

“E’ finita,” Lei rispondo.

“Perché?”

Sospiro. Voglio essere aperto con Anastasia, voglio che lei sappia che lei è speciale più di qualsiasi altra donna che ho avuto.

“Lei voleva di più,” dico a voce bassa e introspettivo. La frase resta sospesa tra di noi. Anastasia è l’unica per la quale abbia mai accarezzato l’idea del “di più”.

“E tu no?” chiede. Scuoto la testa.

“Non ho mai voluto di più, fino a quando ti ho incontrato,” dico semplicemente. Voglio che sappia che anche io voglio di più da lei. Mi ritrovo a desiderare di più, volere di più, ma solo con lei.

“Cosa è successo alle altre quattordici?” chiede.

“Vuoi la lista? Divorziata, decapitata, uccise?” Dico in quasi un tono beffardo.

“Tu non sei Enrico VIII,” dice mettendo il broncio.

“Va bene. In nessun ordine particolare, ho avuto solo relazioni a lungo termine con quattro donne, a parte Elena.”

“Elena?” chiede.

“Tu la conosci come Mrs Robinson,” sorrido. Ricordo la reazione di Elena quando le ho rivelato il soprannome. Il suo viso si scurisce mostra paura, gelosia, rabbia … non so che altro.

“Cosa è successo alle altre quattro?” chiede scuotendo la testa.

“Sei così curiosa, così desiderosa di informazioni, Miss Steele,” la rimprovero scherzosamente, ma io sono in modalità aperta in questo momento,

“Oh, Mr Quando Ti viene Il Ciclo?” mi rimprovera.

“Anastasia, un uomo ha bisogno di sapere queste cose,” dico. Io non voglio metterla incinta.

“E che uomo?” ribatte lei.

“Io,” dico.

“Perché?”

“Perché non voglio che tu di rimanga incinta,” dico esasperato.

“Nemmeno io! Beh, non per qualche anno almeno,” dice prendendomi alla sprovvista. Vuole figli? E’ troppo presto per esplorare questo argomento spaventoso.

“Beh, quindi alle altre quattro, che cosa è successo?” insiste, e alla luce del tema precedente, questa è una cosa a cui posso rispondere.

“Una ha incontrato qualcun altro. Le altre tre volevano – di più. E io non ero interessato.”

“E le altre?” insiste ulteriormente. Dio! dovrebbe lavorare per me! E’ davvero convincente.

“Ti basti sapere che non ha funzionato,” dico.

Non sentivo nulla, nessun desiderio nel mio cuore fino a quando ho incontrato Anastasia. Lei rivolge lo sguardo fuori dalla macchina. A cosa sta pensando?

“Dove siamo diretti?” mi chiede, perplessa, mentre ammira l’I-95.

“In un aeroporto,” rispondo.

“Non torniamo a Seattle, vero?” ansima allarmata. Rido per la sua reazione. Certo che no. Voglio inseguire l’alba con lei.

“No, Anastasia, ci dedicheremo al mio secondo passatempo favorito,” rispondo.

“Secondo?” chiede aggrottando la fronte.

“Sì. Ti ho detto il mio primo preferito questa mattina,” dico e lei mi lancia un’occhiata, esaminando la mia espressione.

“Godermi la tua compagnia, Miss Steele. Questo ha avuto modo di finire in cima alla mia lista. Poterti prendere in qualsiasi modo,”dico con tutta la passione che sento per lei.

“Be’, questo è abbastanza in cima anche alla mia lista di attività perverse” mormora, arrossendo.

“Sono contento di sentirlo,” mormoro a mia volta asciutto.

“Allora, aeroporto?” chiede. Le sorrido. Ci siamo quasi, quindi, sarebbe bene non lasciarla all’oscuro.

“Voleremo in alto,” dico. Sembra non capire.

“Inseguiremo l’alba, Anastasia,” spiego. Sono così entusiasta perché ho intenzione di condividere il mio secondo hobby preferito con lei, e questo sarà il nostro ‘di piu’. Non posso fare a meno di voltarmi e sorriderle. Il mio GPS mi indica di girare a destra, e ci ritroviamo in un complesso industriale. Accosto di fianco ad un grande edificio bianco con un cartello con la scritta CIRCOLO VOLOVELISTICO DI BRUNSWICK..

Quando spengo il motore, mi volto e le chiedo: “Sei pronta per questo?” con una voce speranzosa.

“Sai volare?”

“Sì,” rispondo.

“Sì!” dice con entusiasmo e senza esitazione. Sorrido alla sua risposta e mi piego baciando la mia donna.

“Un’altra prima volta, Miss Steele,” dico uscendo dall’auto. E’ la prima donna che porto qui. Con cui condivido questo
hobby. Giro intorno all’auto e le apro la portiera. Esce afferrando la mia mano. La porto oltre l’edificio dove ci sono diversi velivoli parcheggiati. Taylor è lì, accanto ad un uomo con la testa rasata. Anastasia sorride a Taylor e lui ricambia cortesemente. Bene non voglio che altri, tanto meno i miei dipendenti, facciano gli occhi dolci alla mia donna.

“Mr. Grey, questo è il pilota del trainatore, Mr. Mark Benson,” dice. Ci stringiamo la mano e parliamo della velocità del vento, della direzione e altre cose tecniche relative alle condizioni.

“Buongiorno Taylor,” sento Anastasia mormorare con timidezza.

“Miss Steele,” risponde con un cenno della testa. “Ana,” sento dir lui mentre si corregge. Poi si china e sussurra qualcosa che non riesco a sentire. Socchiudo gli occhi, ma non dico nulla.

“Anastasia,” chiamo. “Vieni,” dico tendendole la mano.

“Ci vediamo dopo Taylor,” dice sorridendo, e lui le dà un saluto veloce, e si dirige verso il parcheggio.

“Mr Benson, questa è la mia fidanzata, Anastasia Steele,” dico presentandola.

“Piacere di conoscerla,” mormora e si stringono la mano. Benson è abbagliato da Anastasia … Dio, è mai possibile? E lui sorride.

“Piacere mio,” le dice.

Mark Benson ci fa strada verso la pista.

“Cosa useremo oggi, Mark?”

“Un Blanik, signore,” risponde.

“L13 o L23?” chiedo.

“Conosce gli aerei,” dice con un sorriso “L23, signore,” risponde.

“C’è qualche particolare ragione per cui ha scelto l’L23?”

“Sa l’L13 ha delle eccellenti caratteristiche acrobatiche, signore. Voglio dire che sono stati progettati come alianti acrobatici. E, naturalmente, sono ottimi per svettare,” dice.

“Ho già usato un L23 prima,” premetto in tono pratico, sentendomi nel mio mondo. “Anche io lo preferisco. Per prima cosa è in metallo, ci sono due sedili uno davanti all’altro. L’ho usato per le mie esercitazioni, acrobazie e strumenti di volo. Con cosa ci rimorchierà?” chiedo, e Mark sorride da orecchio a orecchio.

“Vi rimorchierò con un Piper Pawnee,” dice. Annuisco allegramente. Amo gli aeroplani, e amo volare. Il fatto che sto per farlo con la mia donna è come avere un doppio orgasmo senza che sia coinvolto il sesso.

L’aereo è lungo, lucente e bianco con strisce arancio. Il lungo cavo bianco è attaccato al Piper a singola elica.

“Per prima cosa dovete infilarvi il paracadute,” dice Mark ad Anastasia.

“Ci penso io,” lo interrompo. Il giorno in cui qualcun altro la legherà in un’imbragatura sarà il giorno in cui l’inferno congelerà. Benson mi sorride docilmente.

“Vado a prendere delle zavorre,” dice Benson, e si avvia verso l’aereo.

“Ti piace proprio legarmi con queste cose,” osserva lei seccamente.

“Miss Steele, non ne hai idea. Ecco, fai un passo in queste cinghie,” dico e lei fa come le ho detto. Mette il suo braccio sulla mia spalla. Il tocco mi fa irrigidire, ma non mi muovo. Voglio abituarmi al suo tocco. Una volta che i suoi piedi sono entrati nei passanti, tiro su il paracadute, e lei infila le braccia attraverso le cinghia per le spalle. Velocemente e in maniera efficiente allaccio l’imbragatura, e stringo tutte le cinghie.

“Ecco, così va bene,” dico tranquillo, anche se sono tutt’altro in questo momento. Il fatto di averla di fronte in tutte quelle cinghie del paracadute è così dannatamente sexy. Se non avessi dovuto volare, l’avrei portata nel posto privato più vicino.

“Hai l’elastico per capelli di ieri?” le chiedo. Annuisce.

“Vuoi che mi leghi i capelli?”

“Sì,” rispondo. Velocemente raccoglie i capelli.

“Entra dentro,” le ordino indicandole la carlinga. Lei entra e si posiziona nel posto di dietro facendomi sogghignare.

“No, davanti. Il pilota si siede dietro,” le dico.

“Ma riuscirai a vedere?”

“Vedrò il necessario,” dico sogghignando ancora di più.

Sono incredibilmente felice di introdurla nel mio hobby, farle conoscere qualcosa che mi piace immensamente. Il fatto che non veda l’ora di farlo e che sia felice mi esalta. Cambia posto e questa volta si posiziona sul sedile davanti.

Mi allungo in avanti e le tiro l’imbragatura sulle spalle, arrivo fino ad allungare le mani tra le sue gambe per la cintura inferiore, la fermo nel passante che si trova sulla sua pancia. Poi stringo le cinghie restanti. ‘Più che sexy,’ penso tra me e me.

“Hmm… due volte in una mattina. Sono un uomo fortunato,” le sussurro e la bacio velocemente. “Non ci vorrà molto… venti, trenta minuti al massimo. Le correnti ascensionali non sono un granché al mattino, ma è da mozzare il fiato liì sopra a quest’ora. Spero tu non sia nervosa,” dico.

“Sono eccitata,” sorride, assolutamente felice, con un ghigno da orecchio a orecchio.

“Bene,” dico sorridendole. All’improvviso sento il bisogno di accarezzarle la guancia, gliela accarezzo dolcemente,
poi mi sposto al mio posto e mi siedo nell’aeroplano dietro di lei.

Mark Benson torna con il suo sorriso felice, controlla le cinghie su Anastasia, e poi controlla il pavimento della carlinga.

“Sì, questo è sicuro. E’ la prima volta?” chiede.

“Sì,” risponde Anastasia.

“Lo adorerà,” dice.

“Grazie, Mr. Benson,” dice educatamente.

“Mi chiami Mark,” le dice. Poi si gira verso di me e chiede, “Tutto ok?”

“Sì. Andiamo,” dico.

Sono molto più che felice di volare con la mia donna, riuscendo davvero a mostrarle alcune delle mie capacità in questo ambito è davvero eccitante. Mark chiude la calotta della carlinga, e si avvia verso il Piper per saltarci dentro.

Quando la singola elica del Piper parte, ci muoviamo lentamente lungo la pista, e quando il cavo viene tirato del tutto, ci troviamo improvvisamente sbalzati in avanti, e prendiamo quota. Mark parla con la torre, e il Piper prede velocità, e noi dietro di esso. I decolli di solito sono un po’ irregolari perché questi piccoli aeroplani, e anche il
Piper, prendono abbastanza velocità solo allontanandosi dall’aeroporto, e questa è la nostra situazione.

Soundtrack

“Si parte, piccola!” grido dietro Anastasia. Possiamo sentire il suono del vento e il rumore lontano dell’elica del Piper. Sotto di noi possiamo vedere l’autostrada, il sole che sorge, i boschi e le case nella città abbandonata. Un’alba straordinaria si sta levando all’orizzonte rendendo tutto ancora più bello. Questa è ‘l’ora d’oro’ della giornata, e il fatto che la sto condividendo con la mia donna, la mia Anastasia, la rende solo più spettacolare!

Quando raggiungiamo i 3000 piedi, Mark mi mette al corrente dell’altitudine, e io dico, “Sgancia,” alla radio. Una volta che il cavo è sganciato, il Piper scompare dalla nostra vista, e non siamo più trascinati, ma ci libriamo sulla Georgia.

Inclino l’aereo e lo faccio ruotare mentre disegniamo una spirale verso il sole. Giriamo e rigiriamo nella luce del mattino. Questo è magico.

“Tieniti forte!” urlo mentre ci abbassiamo di nuovo, ma questa volta non mi fermo e ci ritroviamo a testa in giù mentre guardiamo il suolo attraverso la calotta. Anastasia urla forte, deliziata, e vedo le sue braccia che vanno verso l’altro con le cinghie che la trattengono, le sue mani sono poggiate al Perspex per evitare di cadere. La sua reazione mi fa ridere, e ci stiamo entrambi godendo il momento, e ridiamo forte. Rigiro il velivolo e siamo di nuovo dal lato giusto.

“Sono felice di non aver fatto colazione!” mi urla, e io sono d’accordo con lei.

“Sì, col senno di poi, è un bene che non l’abbia fatta, perché sto per farlo di nuovo,” dico, e abbasso ancora una volta il velivolo finché non siamo sottosopra, lei si diverte e ride tanto. Lo riporto di nuovo in piano.

“Bellissimo, non è vero?” chiedo ad Anastasia.

“Sì,” urla in risposta.

Siamo solo io, Anastasia, il piccolo spazio confinato, la bolla di questo aereo, i cieli infiniti della Georgia e la magnifica luce del mattino. Se il paradiso esiste, ci sono in questo momento. Cos’altro potrei volere?

“Vedi la cloche davanti a te?” le urlo.

“Prendila!” voglio che prenda il controllo anche solo un po’.

“Cosa? No!” dice spaventata.

“Forza, Anastasia. Prendila,” la incito con veemenza.

Alla fine la prende.

“Stringila forte e tienila ferma. Vedi il quadrante davanti a te? Tieni l’ago esattamente al centro,” la istruisco. Fa come le ho detto. Sta pilotando l’aliante.

“Brava ragazza!” la incoraggio deliziato.

“Mi meraviglia che mi abbia lasciato il controllo,” urla.

“Saresti meravigliata da quello che ti lascerei fare, Miss Steele. Ora lo riprendo io,” dico poi riprendendo il controllo del velivolo. Cosa farebbe se sapesse la profondità dei miei sentimenti per lei? La spaventerebbe a morte?

Non ho alcuna esperienza in questo campo, e i sentimenti profondi che nutro per lei mi terrorizzano fino all’osso; la non familiarità della sensazione, la novità, e il fatto che ho evitato emozioni estreme per tutta la mia vita da adulto rende questa esperienza snervante ma allo stesso tempo godibile.

Dopo aver ripreso il controllo del velivolo da Anastasia, iniziamo a scendere a spirale per molti piedi, e poi preparo l’aereo per l’atterraggio ed iniziamo la nostra discesa. Contatto via radio la torre.

“BMA, questo è BG N Papa 3 Alpha, sto per atterrare sulla pista sette in erba da sinistra sottovento, BMA,” dico sicuro. La torre mi dà il permesso di atterrare. Descriviamo un altro ampio cerchio, lentamente avvicinandoci al suolo. Sia l’aeroporto che le linee d’atterraggio sono visibili, e scendiamo volando di nuovo sulla I-95. Dato che l’atterraggio si avvicina, avviso Anastasia:

“Tieniti forte piccola. Questo può essere acrobatico.”

Dopo aver fatto un altro cerchio abbasso il velivolo, e tocchiamo il suolo con un tonfo sordo, e rulliamo sull’erba finché non porto l’aereo a fermarsi completamente. Il velivolo sbanda leggermente e si accascia sulla destra. Una volta fermati, apro la calotta, mi sbrigo a scendere e mi sgranchisco le gambe. Poi torno dalla mia donna, e le chiedo

“Com’è stato?” felice il più possibile, sorridente come un adolescente, e mi abbasso per sganciarla.

“E’ stato straordinario. Grazie,” sussurra, molto felice.

“E’ stato di più?” le chiedo, sperando che sia così.

“Molto di più,” sussurra, e mi rendo conto di star trattenendo il respiro, così lo lascio andare, e non posso evitare di sorriderle in risposta.

“Vieni,” le porgo la mano e lei esce dalla carlinga.

Soundtrack

Appena i suoi piedi toccano terra, la prendo e la stringo forte contro il mio corpo. Improvvisamente le mie mani sono nei suoi capelli, tirandoli per farle abbassare all’indietro la testa, e l’altra mia mano scivola fino alla base della sua spina dorsale. La bacio a lungo e forte con tutta la mia passione, la mia lingua le invade la bocca. Il mio respiro incalza, prende velocità, e il mio fervore cresce, la mia erezione preme contro i pantaloni, implorando di uscire. Sono pronta a prenderla tra l’aeroporto e l’autostrada 3. La sua risposta mi fa capire che non le importa se la prendo sull’erba o poggiata sull’aliante. Le sue mani giocano con i miei capelli, e siamo ancorati l’uno all’altra. Lei mi vuole, ora, e questo rende ancora più difficile fermarmi. Alla fine riprendo abbastanza controllo per allontanarmi e abbassare lo sguardo su di lei. I miei occhi sono scuri di passione ferina, pieni di intenzioni puramente carnali, e sensualità. Lei è senza fiato, come me.

“Colazione,” le sussurro appena, anche se so, che lei sarebbe abbastanza per me come colazione, pranzo e cena messi insieme. Lei geme come se avessi detto, “Sesso. Qui. Sull’erba!” Perché io perdo la ragione quando sono con lei e a lei capita lo stesso con me? Ma so che il ‘perché’ non importa nemmeno. Non vorrei mai che finisse. Mi giro e le prendo la mano mentre ci dirigiamo verso l’auto.

“E l’aliante?” chiede.

“Qualcuno se ne occuperà,” dico. Dovranno rimorchiarlo. “Andiamo a mangiare ora,” dico. La voglio, lei vuole me, ma ha bisogno di cibo.

“Vieni,” sorrido. Sono molto più che gioioso. Chi avrebbe mai pensato che ‘di più’ sarebbe stato molto, molto di più con lei? Camminiamo così; mano nella mano, entrambi sorridendo come lo Stregatto, come la mattina di Natale dopo aver ricevuto i regali preferiti. E’ una giornata perfetta!

Appena faccio entrare la mia donna in auto, le faccio allacciare la cintura, e mi infilo al mio posto. Esco in retromarcia dal parcheggio, e mi dirigo verso la I-95 che porta a Savannah. Il suo telefono suona mentre siamo in viaggio. Lei lo spegne.

“Cos’era?” le chiedo curioso, dandole un’occhiata. Qualcuno la sta chiamando e non vuole farmelo sapere? Rovista nella sua borsa.

“La sveglia per la mia pillola,” mormora mentre arrossisce rendendomi immediatamente felice. A lei importa. Sta seguendo le indicazioni per prendere la pillola.

“Bene, ben fatto. Odio i preservativi,” dico, e lei arrossisce ancora di più, se fosse possibile. Si gira e mi fissa per poi mormorare, “Mi piace che tu mi abbia presentato a Mark come la tua fidanzata.”

“Non è quello che sei?” dico alzando un sopracciglio. Non sarà mai una grande sottomessa, ma, comunque, voglio di più con lei. E’ la mia fidanzata.

“Lo sono? Pensavo volessi una sottomessa,” mi rimbecca.

“Lo volevo, Anastasia, e lo voglio ancora. Ma te l’ho detto, voglio anche di più,” dico, lasciandola senza fiato.

“Sono davvero felice che tu voglia di più,” sussurra.

“Il nostro scopo è il piacere, Miss Steele,” dico sorridendo mentre parcheggio in uno dei posti dell’IHOP.

“IHOP?” mi sorride come se non potessi mai mangiare all’International House of Pancakes.

Scendo dall’auto, e vado dal lato del passeggero per aprirle la portiera. Le offro la mano e lei la prende. E’ presto, circa le 8:30 del mattino, ed è molto tranquillo nel ristorante. Si sente l’odore del burro dei pancake, le crocchette e il detergente che hanno usato. La accompagno ad uno sgabello per farla sedere.

“Non ti avrei mai immaginato in un posto così,” dice mentre si accomoda.

“Mio padre ci portava in uno di questo ogni volta che mia madre andava via per una conferenza medica. Era il nostro segreto,” sorrido teneramente per il ricordo. Prendo un menù e lo passo in rassegna. Lei mi sta guardando con apprezzamento carnale, e so quello che vuole; e non si tratta del cibo.

“So cosa voglio,” sospiro con una voce bassa e roca.

Lei alza lo sguardo su di me, e io la guardo fisso, parlando direttamente con la sua dea interiore. Lei mi fissa come per rispondere ad una domanda inespressa che le ho fatto.

“Voglio quello che vuoi tu,” sussurra. Inspiro profondamente.

“Qui?” le chiedo in modo provocante alzando un sopracciglio e sorridendo ammiccante mentre i miei denti intrappolano la punta della mia lingua, effettivamente trattenendo le mie parole non dette. Ma i nostri sguardi pensano alle parole. Il suo labbro inferiore finisce nella stretta dei suoi denti facendomi cambiare espressione in Voglio-scoparti-ora, il mio sguardo diventa sempre più oscuro.

“Non morderti il labbro,” le ordino. “Non qui, non ora.” I miei occhi si induriscono. Sono come una tazza piena fino all’orlo, una minima goccia di lascivia mi farebbe traboccare, e non sarei responsabile delle mie azioni. Non voglio passare il resto della mattina in galera per atti osceni in un IHOP. “Se non posso averti qui, non tentarmi,” le sussurro fermamente.

“Salve, mi chiamo Leandra. Cosa posso portarvi… Er… oggi, questa mattina…?” dice mentre la sua voce si affievolisce, e inciampa sulle sue parole per una qualche strana ragione. Guardo Anastasia mentre fissa la cameriera sconcertata, il suo sguardo si colora di gelosia e possessività. La donna deve avermi adocchiato ma non me ne frega niente. Mi dà l’impressione di una leonessa il cui compagno è stato adocchiato da un’altra femmina. E’ più che sexy, e dato che questa è una cosa che avrei fatto anche io se fosse stata lei oggetto di interesse, approvo, e la desidero fottutamente ancora di più ora.

“Anastasia?” la richiamo, incapace di tenere il desiderio, la passione e l’interesse carnale fuori dalla mia voce. Lei deglutisce e risponde.

“Te l’ho detto, voglio quello che vuoi tu,” dice con voce dolce e bassa incrementando la mia fame di lei all’ennesima potenza. La cameriera ci guarda entrambi a turno, e diventa di un rosso innaturale come i suoi capelli.

“Vi do un altro minuto per decidere?” chiede.

“No. Sappiamo cosa vogliamo,” dico, incapace di tenere un leggero sorriso lontano dalle mie labbra per il doppio senso nella mia frase. Uno per la cameriera, uno per la mia donna.

“Vorremmo due porzioni di pancake classici con sciroppo d’acero e bacon a parte, due bicchieri di succo d’arancia, un cappuccino e un tè English Breakfast, se lo avete,” dico senza distogliere lo sguardo da Anastasia.

“Grazie, signore. E’ tutto?” Leandra sussurra. Ci giriamo entrambi a guardarla, e lei arrossisce ancora di più per poi sgattaiolare via.

“Sai che non è giusto,” dice Anastasia abbassando lo sguardo sulla copertura di formica del tavolo. Le sue dita tracciano un percorso sul tavolo, e sta provando duramente a suonare disinteressata.

“Cosa non è giusto?” chiedo curioso.

“Il modo in cui disarmi le persone. Le donne. Me,” dice dolcemente.

“Io ti disarmo?” chiedo con curiosità. Lei in realtà sbuffa.

“Tutte le volte,” risponde semplicemente.

“E’ solo apparenza, Anastasia,” dico dolcemente.

“No, Christian, è molto più di quello,” dice con un basso fervore. La mia fronte si contrae sapendo l’effetto che ha su di me.

“Tu mi disarmi totalmente, Miss Steele. La tua innocenza. Riesce a dare un taglio a tutta questa merda,” dico.

“E’ per questo che hai cambiato idea?” chiede.

“Cambiato idea?” ripeto confuso.

“Sì – riguardo… uhm… noi?” Mi strofino il mento pensieroso soppesando la domanda. Cos’è cambiato tra di noi?

“Non penso di aver cambiato totalmente idea. Abbiamo solo bisogno di ridefinire i nostri parametri, ridisegnare le nostre linee di battaglia, se vorrai. Possiamo farlo funzionare, ne sono certo. Voglio che tu sia la mia sottomessa nella stanza dei giochi. Ti punirò se infrangerai le mie regole. Oltre a quello… beh, penso che sia tutto aperto a discussioni. Queste sono le mie richieste, Miss Steele. Tu cosa ne dici?” chiedo, affermando i miei nuovi propositi.

“Quindi dormirò cin te? Nel tuo letto?” chiede speranzosa.

“E’ quello che vuoi?” chiedo.

“Sì,” afferma decisa.

“Allora accetto. Inoltre, dormo molto bene quando sei nel mio letto. Non ne avevo idea,” dico alzando le sopracciglia, consapevole del fatto che non ho avuto incubi ogni volta che lei era nel mio letto. E’ come il mio talismano che tiene l’Uomo Nero e il sempre presente pappone lontano.

“Avevo paura che mi avresti lasciato se non avessi accettato tutto questo,” confessa in un sussurro.

“Non vado da nessuna parte, Anastasia. Inoltre…” lascio cadere questo pensiero inespresso. Come potrei lasciarti? Sono io quello che ha paura che tu te ne vada. Sono io quello che non riesce a stare senza te. Non crederesti a quello che accetterei per stare con te. Questi pensieri restano non detti. Poi aggiungo, “Stiamo seguendo il tuo consiglio, la tua definizione: compromesso. Tu me l’hai inviata via e-mail. E finora, sta funzionando per me.”

“Adoro che tu voglia di più,” mormora timidamente.

“Lo so,” dico. L’ha detto chiaramente nei suoi sogni.

“Come lo sai?” chiede.

“Credimi. Lo so e basta,” dico sorridendole. Lei stringe gli occhi provando a decifrare la mia espressione. La nostra
cameriera Leandra arriva in quel momento con la nostra colazione. E per cambiare, Anastasia mangia tutto quello che ha nel piatto. La guardo con approvazione, e lei sembra infastidita dal fatto che io sia felice che sta mangiando.

“Posso farti un regalo?” chiede dopo la colazione.

“Come farmi un regalo?” le chiedo.

“Voglio pagare per la colazione,” dice. Oh, no! Non mi piace che la mia donna paghi per qualcosa.

“Non credo proprio,” brontolo.

“Ti prego. Voglio farlo,” dice facendomi accigliare.

“Stai provando a castrarmi del tutto?” dico.

“Questo probabilmente è l’unico posto in cui potrò permettermi di pagare,” prega.

“Anastasia, apprezzo il pensiero. Davvero. Ma no,” dico. Lei fa una smorfia con le labbra per la mia risposta.

“Non guardarmi di traverso,” la minaccio con i miei occhi che brillano inquietanti.

Pago per la colazione, e torniamo in auto con lei che continua a guardarmi torva.

“Non fare così,” le sussurro dolcemente. “Non ci sono abituato. Mi piace prendermi cura di te. Non rovinarmi la festa, Anastasia. Sapere che sono la persona che fa queste cose semplici per te, mi rende felice. Ok?” dico addolcendo il tiro e baciandola sulle labbra. Non riesce a trattenere un sorriso, e si infila sul sedile del passeggero. Guido fino ad arrivare a casa di sua madre.

Lei mi fissa come per chiedere ‘come fai a sapere dove vive mia madre?’ ma decide di evitare conoscendo le mie abilità.

“Vuoi entrare?” chiede timidamente.

“Devo lavorare, Anastasia, ma tornerò stasera. A che ora?” chiedo. Lei sembra delusa. Il suo sguardo mi rende felice perché mi fa capire che mi vuole, che è felice che io sia qui, e che non è contenta di questa breve separazione anche se mi vedrà stasera. Apre cieli infiniti nella mia anima oscura.

“Grazie… per il di più,” dice.

“Piacere mio, Anastasia,” rispondo baciandola mentre lei inala il mio profumo. E’ una combinazione che dà alla testa. La mia donna nelle mie braccia qui e ora, e sta provando a sentirmi in ogni modo possibile.

“Ci vediamo dopo,” dice speranzosa.

“Prova a fermarmi,” sussurro.

Riprendo la strada per tornare in hotel mentre mi saluta con la mano mentre sembra sconsolata nella mia felpa.
Chiamo Taylor mentre sono per strada.

“Sì, signore,” risponde al telefono dopo il primo squillo.

“Dove sei?”

“Sono in hotel, signore. Mi sono occupato delle faccende con Mr. Benson, e ho prenotato la sala conferenze dell’hotel per la sua riunione. I rappresentanti della società sono già qui, signore.”

“Ok. Sarò lì tra quindici minuti. Incontriamoci all’entrata,” dico.

“Sì, signore,” risponde e riaggancio.

Dopo aver riagganciato, Voi Che Sapete da “Le Nozze di Figaro” inizia a suonare, ed è proprio una canzone appropriata alla luce dei miei sentimenti per Anastasia. Mi faccio strada fino all’hotel con il pensiero della mia donna e del fatto che non vedo l’ora di passare altro tempo con lei a casa di sua madre questa sera, come un giovane uomo che frequenta la sua ragazza.

Quando arrivo in hotel, do le chiavi al parcheggiatore, e arrivo fino all’ingresso. Taylor mi sta aspettando come al solito. Mi aggiorna mentre ci incamminiamo verso la sala conferenze, mentre il mio Blackberry suona. Alzo la mano verso Taylor ad indicargli ‘un minuto’. E’ un messaggio da Anastasia che mi fa sorridere come un’idiota, e proprio prima che la mia sicurezza se ne accorga.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Brividi Vs Lividi
Data: 02 Giugno 2011 10:21 EST
A: Christian Grey

Certe volte, sai davvero come far star bene una ragazza.
Grazie,
Ana x
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Scrivo la mia risposta in fretta, sono in uno stato d’animo giocoso con lei, cosa che spesso accade quando si tratta di Anastasia.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Brividi Vs Lividi
Data: 02 Giugno 2011 10:25 EST
A: Anastasia Steele

Preferisco quelli al tuo sentirti russare. Anche io sono stato bene.
Ma questo succede sempre, quando sono con te.

Christian Grey
CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Mi risponde vendicativa. Oh è felice
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: RUSSARE
Data: 2 giugno 2 2011 10:27 EST
A: Christian Grey

IO NON RUSSO. E anche se così fosse è molto maleducato da parte tua farmelo notare. Non si un gentiluomo, Mr. Grey! E tu sei nel profondo Sud!!

Ana
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Chi dice che non può riproverarmi? Certo che si. Succede spesso, quando scrive… e questa è una delle cose che amo di lei.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Parlare nel sonno
Data: 2 Giugno 2011 10:29 EST
A: Anastasia Steele

Non ho mai detto di essere un gentiluomo, Anastasia, e penso di avertelo dimostrato in numerose occasioni. Non mi spaventano le tue MAIUSCOLE. Ma devo confessarti che ti ho detto una piccola bugia.: no non russi, ma parli. Ed è davvero affascinante.
Cos’è successo al mio bacio?

Christian Grey
Mascalzone & CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Ho divulgato un altro segreto. Ha parlato nel sonno … molto ultimamente. E ‘stato più che affascinante. Mi ha fatto sentire bene, rilassato cosa che non sentivo da molto tempo, un tempo molto lungo.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Vuotare il sacco
Data: 2 Giugno 2011 10:33 EST
A: Christian Grey

Sei è un villano e un mascalzone, e sicuramente un non un gentiluomo.
Allora, che cosa ho detto? Niente baci finché non parli!
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La sua risposta mi fa sorridere. So che si sta agitando sulla sedia. Ma, preferisco sentirla dire quelle cose quando sarà sveglia e, e acconsenziente.
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Da: Christian Grey
Oggetto: Bella addormentata chiacchierina
Data: 2 Giugno 2011 10:36 EST
A: Anastasia Steele

Sarebbe molto poco galante da parte mia dirtelo, e sono già stato rimproverato per questo.
Ma se ti comporti bene, te lo dico questa sera.
Devo andare ad un appuntamento.
A dopo piccola

Christian Grey
CEO, Mascalzone e furfante, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Finalmente arrivano alla sala riunioni privata. Ci sono tre persone che vengono dalla società che detiene la terra mi interessa. Dopo le brevi presentazioni, ci stringiamo la mano, e iniziamo a parlare d’affari.

Taylor è in attesa vicino alla porta, in piedi, guardando impassibile come fa normalmente. Con la coda dell’occhio capisco che deve aver ricevuto un messaggio, si gira di spalle, e lo apre. Bianca in viso. Cosa è successo?

Mi guarda, e io ricambio lo sguardo. Questo è il suo sguardo delle emergenze. Annuisco, e lui esce a parlare. Pochi minuti più tardi, entra nella stanza riunioni.

“Mi scusi, signor Grey,” dice e si avvicina a me.

“Ci sono stati problemi all’Escala, signore. Leila è venuta tutta arruffata e giù di corda, non del tutto in sé, gridando e urlando e cercandola. Mrs Jones ha cercato di calmarla, ma lei si è tagliato i polsi in un tentativo di suicidio,” dice, e improvvisamente la mia testa scatta a guardarlo sconvolto.

“Cosa è successo?” dico a denti stretti, ansioso.

“Mrs Jones l’ha portata in ospedale, e ora è piantonata. Penso che andrà tutto bene,” afferma.

“Dì a Mrs Jones di stare con lei in ospedale fino a che non arrivo. Deve tenerla lì. Potremmo essere costretti a portarla in un ospedale psichiatrico, per risolvere il suo problema. Chiama il pilota, ha il piano pronto. Stiamo tornando a Seattle,” dico. Poi mi rivolgo alle persone con cui sto parlando

“Signori, mi scuso per l’interruzione. Sembra che dovremmo rimandare questo incontro, e mi dispiace per questo. Ma, ho una vera emergenza a Seattle, che mi obbliga a tornare a casa. Spero che voi possiate comprendere,” dico con una faccia impassibile.

“Oh, Mr Grey. Ci auguriamo che tutto va bene,” dice il vecchio con una nota di preoccupazione nella sua voce.

“Grazie signor Brighton. Niente che non si possa gestire, è solo qualcosa che richiede la mia presenza. Il mio staff si metterà in contatto con voi.”

“Grazie, signore,” dicono, e in fretta esco dalla sala riunioni.

Leila! Perché fare una cosa del genere? Che cosa è successo. Non ci vediamo da quasi tre anni, e si è sposata dopo.

Ironia della sorte siamo ci siamo lasciato perché voleva di più, e non l’ho fatto. Ha trovato qualcuno che voleva le stesse cose che voleva lei. Che cosa è cambiato? Taylor e io andiamo nella mia suite, e prepariamo le mie cose, mentre lui chiama il pilota e il co-pilota. Ci aspettano fuori dall’hotel. Nel frattempo io chiamo Anastasia per dirle che non potrò esserci per cena. Ma lei non risponde. Non lascio un messaggio. Se non dovesse richiamare la chiamerò una volta arrivato a Seattle.

Ma il mio Blackberry vibra, e vedo con sollievo che è lei.

“Anastasia,” rispondo al telefono immediatamente.

“Ciao,” mormora timidamente.

“Devo tornare a Seattle. E’ venuto fuori un problema. Sto tornando all’Hilton Head ora. Ti prego di chiedere scusa a tua madre. Non posso esserci per cena,” dico preoccupato, sconvolto.

“Niente di grave, spero?” chiede.

“C’è qualcosa che devo fare. Ci vediamo Venerdì. Manderò Taylor a prenderti dall’aeroporto se non posso venire io,” dico ancora arrabbiato con Leila, appena in grado di contenere me stesso.

“Va bene. Spero che risolverai la situazioni. Buon Viaggio,” dice con un velo di preoccupazione nella voce. E’ preoccupata per me … questo mi scioglie il mio cuore, e la sua preoccupazione mi riporta alla luce.

“Anche tu, piccola,”

Questo non è certo il giorno che mi aspettavo.

Riaggancio e chiamo Mrs Jones per conoscere tutti i dettagli. Sto ribollendo! E le mi cinquanta sfumature sono tornate alla luce!

5 thoughts on “CAPITOLO XXVII

  1. STA QUASI PER FINIRE IL GRIGIO E IO NON VEDO L’ORA DI LEGGERE IL NERO DAL PUNTO DI VISTA DI CRISTIAN
    COMPLIMENTI RAGAZZE

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