CAPITOLO XXI

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Durante la lettura potrebbero esserci evidenziati dei link “Soundtrack” che rimandano a delle canzoni. Vi consigliamo di aprirli per entrare appieno nell’atmosfera delle situazioni, continuando ad immergervi nelle parole della storia con un sottofondo da noi consigliato.

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Cuore a Cuore

Soundtrack

“Hai bisogno di un drink o altro?” chiedo.

“No,” risponde lei. Grandioso, nemmeno io.

“Bene. Andiamo a letto,” dico. Lei inarca le sopracciglia mentre mi fissa.

“Ti accontenterai del banale e vecchio sesso alla vaniglia?” mi chiede divertita.

Inclino la testa da un lato e dico, “Non c’è niente di banale o vecchio nel sesso alla vaniglia; è un sapore davvero intrigante.”

“Da quando?” indaga.

“Dallo scorso sabato. Perché? Speravi in qualcosa di più esotico?” chiedo.

“Oh, no. Ho avuto già la mia dose di esotico per un giorno,” risponde. Uno sguardo malizioso si fissa nei miei occhi.

“Sei sicura? Possiamo soddisfare tutti i gusti qui – ci sono almeno trentuno opportunità,” dico sorridendole lascivo.

“L’avevo notato,” risponde seccamente. Scuoto la testa per i suoi modi pungenti.

“Andiamo Miss Steele. Hai un a giornata importante domani. Prima andiamo a letto, prima sarai scopata, e prima potrai dormire,” le dico come un dato di fatto.

“Wow Mr. Grey, sei un romantico nato,” dice, facendomi bloccare con il commento fatto dalla sua lingua tagliente. Come mi piacerebbe domarla, piccola!

“Miss Steele, tu e la tua lingua tagliente. Potrei dover sottometterla in qualche modo. Andiamo,” dico, conducendola lungo il corridoio fino alla mia camera da letto, e non ho la forza di girarmi e chiuderla, quindi la faccio sbattere con un calcio.

“Mani in alto,” comando, tutto serio. Lei alza le braccia e io le sfilo il vestito con una sola, veloce mossa, e dico “Ta da!” in modo giocoso, come se fossi un mago.

Lei ridacchia e applaude e il cuore mi si scioglie. Io faccio un inchino in risposta. Metto il suo vestito sulla sedia.

“E il tuo prossimo trucco?” prova a sondare, punzecchiando.

“Oh, mia cara Miss Steele. Entra nel mio letto,” ringhio, “poi te lo mostrerò.”

“Pensi che per una volta dovrei fare la preziosa?” chiede in modo civettuolo. Questa potrebbe essere una possibilità, sono eccitato e arrapato, ma, se vuole fare la preziosa o scappare da me anche mentre giochiamo, per me sarebbe davvero difficile.

“Beh,” dico, “la porta è chiusa. Non sono sicuro di come potresti evitarmi,” aggiungo provocandola. “Ormai è un affare già concluso.”

“Ma sono una buona negoziatrice,” ribatte.

“Anche io,” dico, fissandola. Ma poi ho la sensazione che lei non voglia scopare con me. Posso sopportarlo?

“Non vuoi scopare?” chiedo.

“No,” sospira. Qualcosa dentro di me si frantuma con la sua risposta.

“Oh,” dico accigliandomi.

Lei fa un respiro profondo, chiude e poi riapre gli occhi per un attimo e dice, “Voglio che tu faccia l’amore con me.” La sua risposta mi blocca, la guardo fisso col viso privo di espressione, provando ad elaborare l’informazione. La mia espressione si scurisce con quello che so, quello che voglio, e quello che voglio è proprio di fronte a me.

“Ana, io …” dico, incapace di completare la mia frase. Mi passo entrambe le mani nei capelli per la doppia esasperazione. Questo è ciò che so. Cambiare i miei modi è estremamente difficile per me, per non parlare del fatto che mi fa paura. Ma, non è un fottuto modo di fare l’amore, comunque? Almeno per me lo è con Anastasia.

“Pensavo che lo facessimo,” dico quasi come se glielo stessi chiedendo.

“Voglio toccarti,” dice, e faccio involontariamente un passo indietro. No! Non posso, però Dio sa quanto la voglio. Ma, è un mio limite assoluto. Essere toccato è un dolore insopportabile per me, mi fa sentire come se avessi le mani del pappone che mi colpiscono, che mi soffia il suo fumo sul corpo. Non sono mai stato capace di superarlo, ed è più che una tortura. Sono quasi sull’orlo delle lacrime ripensandoci. Ma poi riesco a tenere ben impostata la mia espressione passiva mentre mi riprendo e torno ad avere il controllo della situazione.

“Oh no, Miss Steele,” dico. “Hai già avuto abbastanza concessioni da parte mia per stasera. E quindi dico di no.”

“No?” chiede delusa.

“No,” ripeto fermamente.

“Ascolta, sei stanca. Sono stanco. Andiamo solo a letto,” dico, anche se è la cosa più lontana da ciò che vorrei fare al momento.

“Quindi, toccare è un limite assoluto per te?” chiede.

“Sì. Ormai è risaputo,” dico impassibile.

“Ti prego, dimmi perché,” prova ad indagare.

“Oh, Anastasia, per favore. Smettila per ora,” dico esasperato. Come posso iniziare a parlarle del profondo della mia depravazione, come sono incasinato da quando ero piccolissimo?

“E’ importante per me,” sussurra. Mi passo entrambe le mani trai capelli, di nuovo; l’esasperazione sta raggiungendo livelli incredibili. Ok, non si scopa stasera. Vado nella cabina armadio e tiro fuori una maglietta per lei da indossare, e gliela lancio. Lei la prende al volo, confusa.

“Mettitela e mettiti a letto,” scatto, completamente irritato. Lei si acciglia, si gira di spalle, si toglie il reggiseno e si infila la maglietta in fretta. Noto che non si toglie le mutandine.

“Ho bisogno di usare il bagno,” dice chiedendomi il permesso in un sussurro. Mi acciglio, confuso. Perché mi sta chiedendo il permesso ora?

“Ora mi stai chiedendo il permesso?” dico.

“Uhm … no.” Risponde.

“Anastasia, sai dov’è il bagno. Oggi, a questo punto nel nostro strano accordo, non hai bisogno di chiedere il mio permesso per usarlo,” dico irritato. Mi scrollo di dosso la camicia, mentre lei scappa in bagno. Mi tolgo i pantaloni e i boxer, e mi infilo i pantaloni del pigiama, quelli con la vita bassa. Metto via i miei vestiti. Alla fine mi avvicino alla porta del bagno e busso.

“Entra,” dice con la bocca impastata di dentifricio. Io resto fermo sulla soglia divertito dal fatto che sta usando il mio spazzolino, di nuovo. I suoi occhi trovano i miei nello specchio. Lei mi analizza con lo sguardo, e sembra apprezzare ciò che vede. Alla fine le sorrido e vado a mettermi di fianco a lei. Senza togliere lo sguardo dal mio, sciacqua il mio spazzolino e me lo porge. Il divertimento è ormai visibile nei miei occhi.

“Sentiti libera di prendere in prestito il mio spazzolino,” dico gentilmente, prendendomi gioco di lei.

“Grazie, Signore,” risponde sorridendo dolcemente, avviandosi verso la camera da letto. Mi lavo velocemente i denti, e la seguo in camera da letto.

“Sai, non è così che mi ero immaginato la serata,” borbotto petulante.

“Immagina se ti avessi detto che non potevi toccarmi,” dice, e il solo pensiero è orribile. Salgo sul letto e mi siedo a gambe incrociate.

“Anastasia, te l’ho detto. Cinquanta sfumature. Ho avuto dei momenti molto duri all’inizio della mia vita … Non vuoi che quella merda ti entri in testa,” dico. E’ troppo orribile da sapere. “Perché dovresti?”

“Perché voglio conoscerti meglio,” risponde.

“Mi conosci già abbastanza,” ribatto.

“Come fai a dirlo?” dice mentre si sposta per mettersi in ginocchio sul letto, per essere faccia a faccia con me. Alzo gli occhi al cielo per la frustrazione.

“Stai alzando gli occhi al cielo. L’ultima volta che l’ho fatto, sono finita sulle tue ginocchia,” mi risponde, facendomi sentire ancora più frustrato.

“Oh, mi piacerebbe farlo di nuovo,” le dico. I suoi occhi si illuminano per la mia rivelazione.

“Dimmelo e potrai farlo,” dice, sorprendendomi.

“Cosa?” chiedo incredulo.

“Mi hai sentito,” dice categoricamente.

“Stai mercanteggiando con me?” dico meravigliato. Lei annuisce.

“Negoziando.”

“Non funziona così, Anastasia,” le rispondo.

“Ok. Dimmelo e io alzerò gli occhi al cielo,” dice, facendomi ridere per la sua tenacia. Mi disarma ogni volta. La sua risposta mi fa tornare lucido.

“Sempre così pungente e desiderosa di informazioni,” dico mentre i miei occhi sono accesi dalle congetture. Bene, allora, Miss Steele. Vediamo cosa possiamo fare per farti impegnare. Oh, sì. Lascio la stanza mentre le dico, “Non andare via.”

Vado velocemente nella stanza dei giochi e trovo le nuove sfere d’argento che ho comprato per lei. Torno in fretta nella mia camera da letto, eccitato.

“A che ora hai il primo colloquio, domani?” chiedo dolcemente.

“Alle 14:00,” risponde. Grandioso! Abbiamo abbastanza tempo per giocare e un sorriso malizioso lentamente inizia ad apparire sul mio volto.

“Bene,” dico. Mi rendo conto che la mia faccia si sta trasformando in quella del Christian Dominatore. Tu vuoi informazioni, io voglio sesso. Possiamo negoziare … in questo modo.

“Scendi dal letto. Mettiti lì,” punto il lato del letto. E lei si precipita ad obbedirmi, lottando per arrivare nel punto esatto. Impaziente come sempre … la fisso intensamente.

Soundtrack

“Ti fidi di me?” le chiedo dolcemente. Lei annuisce. Allungo la mano verso di lei e le mostro le due sfere d’argento legate una all’altra da un sottile filo nero. “Queste sono nuove,” dico chiaramente. Lei alza lo sguardo su di me confusa, non sapendo cosa siano.

“Sto per mettere queste dentro di te, e poi ti sculaccerò, non per punizione, ma per il tuo piacere e per il mio,” dico, fermandomi per misurare la sua reazione che a quanto pare si è fermata solo allo spalancare gli occhi. Sembra sorpresa.

“Poi scoperemo, e se sarai ancora sveglia, ti darò qualche informazione sugli anni della mia infanzia. D’accordo?” dico, chiedendole il permesso. Lei annuisce, già senza fiato. Io sorrido.

“Brava ragazza. Apri la bocca,” dico. Lei lo fa.

“Di più,” dico. Metto le sfere nella sua bocca. Hanno bisogno di essere lubrificate.

“Hanno bisogno d’essere lubrificate; succhia,” le ordino con voce dolce e calma. Lei chiude la bocca e inizia a lubrificare le sfere. Inizia a muoversi anche se è seduta.

“Resta ferma, Anastasia,” l’avviso. Alla fine, quando penso che le sfere siano abbastanza riscaldate e lubrificate, le dico di fermarsi. Sfilo le sfere dalla sua bocca, mi muovo verso il letto, sposto il copripiumino su un lato, e mi siedo sul bordo del letto.

“Vieni qui,” le ordino. Lei si alza e resta di fronte a me.

“Ora girati, abbassati, e prenditi le caviglie con le mani,” le ordino. Lei sbatte le ciglia, esitante. La mia espressione si scurisce.

“Non esitare,” l’ammonisco gentilmente. Poi prendo le sfere e me le infilo in bocca per lubrificarle ancora un po’. Voglio essere dentro di lei in ogni modo. Lei si abbassa e si afferra le caviglie. La maglietta si alza, svelando il suo delizioso didietro. La mia mano trova il suo sedere e dolcemente lo accarezzo. Lentamente sposto le sue mutandine da un lato, e con calma muovo il mio dito sue e giù per il suo sesso. E’ già eccitata e bagnata. Infilo un dito dentro di lei e inizio a girarlo. Lei geme dal piacere.

Il mio respiro si ferma e ansimo, ma continuo a ripetere il movimento. Non smette mai di meravigliarmi, è sempre pronta per me, tutte le volte. Sfilo il dito, e inserisco le sfere, una alla volta. Una volta che entrambe sono dentro, le sistemo di nuovo le mutandine, mi faccio in avanti e dolcemente le bacio il suo bellissimo didietro. Le ordino di alzarsi, e tremante riesce a rimettersi in piedi. Le prendo i fianchi per farle riprendere l’equilibrio.

“Stai bene?” le chiedo con voce dura.

“Sì,” risponde piano.

“Girati,” le ordino, lei si gira e ci ritroviamo faccia a faccia.

“Come ti sembra?” le chiedo.

“Strano,” è la sua risposta.

“Strano bello o strano brutto?”

“Strano bello,” confessa arrossendo.

“Bene,” rispondo, allo stesso tempo sollevato e arrapato.

“Anastasia, vorrei un bicchiere d’acqua. Va’ a prendermene uno, per favore,” le chiedo.

“E quando torni, ti metterò sulle mie ginocchia. Pensaci, piccola.”

Lascia la stanza per andare a prendere l’acqua. Il movimento la stimolerà da dentro. Sono delle sfere originarie della Cina. Sono delle piccole palline pesanti. Dopo essere state inserite nella vagina, producono una sensazione erotica all’interno della vagina e i tessuti sensibili che la circondano appena c’è un minimo movimento dei fianchi o delle gambe. Infatti, le geishe le usavano per lubrificare le proprie vagine prima di incontrare un loro cliente. Si può avere un orgasmo esplosivo semplicemente camminando lungo il corridoio. Sono solo delle sfere della grandezza di una biglia. Quelle sfere sono fatte di ingegno e spontaneità. Create per far sentire la propria presenza da un movimento casuale che produce un avvicinamento all’orgasmo. Scopare dopo di quelle è molto meglio. E’ come preriscaldare il forno. Pronto ad essere utilizzato.

Torna con un bicchiere d’acqua in mano. La guardo attentamente, scruto la sua espressione. Quando mi porge il bicchiere, la ringrazio, prendendo un sorso d’acqua, e mettendo il bicchiere sul comodino. Riesco a vedere l’attesa in lei, e l’attesa è il miglior precursore per del gran sesso. Torno con lo sguardo su di lei.

“Vieni. Mettiti di fronte a me. Come l’ultima volta.”

Lei procede incerta verso di me tutta emozionata e più che eccitata.

“Chiedimelo,” le dico dolcemente. Voglio che mi chieda di essere sculacciata. Le sue parole appagheranno un bisogno profondo in me. Ho bisogno di sentirle chiedere la sua punizione. Lei si acciglia, insicura su cosa chiedere.

“Chiedimelo,” ripeto con voce leggermente più dura. Lei mi guarda confusa, ancora non riesce a capire cosa sto dicendo.

“Anastasia,” dico, “chiedimelo, perché non lo dirò di nuovo,” dico minacciandola. Mi accorgo che finalmente ha capito cosa intendevo dal suo sguardo, mentre la guardo in trepidante attesa. Un Oh, le scappa dalle labbra.

“Sculacciami, per favore, Signore,” sussurra facendomi scogliere con le sue parole. Chiudo gli occhi per un momento, per assaporare il piacere. Mi allungo verso di lei, le prendo la mano sinistra, e la tiro su di me, verso le mie ginocchia. Lei cade sulle mie ginocchia, e la tengo ferma. Riesco a sentire il suo battito attraverso il nostro contatto pelle contro pelle. E’ posizionata sul mio grembo con il suo busto poggiato sul letto. Le tolgo i capelli dal volto, sistemandoli dietro l’orecchio. Poi tengo stretti i capelli sulla nuca per tenerla ferma mentre gentilmente li tiro in modo da farle alzare la testa.

“Voglio vedere il tuo viso mentre ti sculaccio, Anastasia,” mormoro mentre le accarezzo leggermente il didietro.

La mia mano si muove verso il basso, tra le natiche, e spingo contro il suo sesso, sapendo che questo muoverà le sfere che sono ancora dentro di lei … questo movimento la fa gemere, eccitandomi ancora di più.

“Questo è per il piacere, Anastasia, mio e tuo,” le sussurro dolcemente.

Alzo la mano e la faccio ricadere con uno schiocco rumoroso contro la giuntura tra la sua coscia, il suo didietro e il suo sesso. Il colpo porta un dolore piacevole. Il dolore è in superficie, mentre il sangue inizia a fare capolino rendendo rosa la sua pelle, prova ad assorbire l’assalto improvviso, le sfere nella sua vagina si muovono in avanti a tempo con il colpo, stimolandola da dentro. C’è una miriade di sensazioni che le vengono date con un solo colpo. Il suo volto si contorce per assorbire tutte le varie sensazioni. Accarezzo il suo sedere per diffondere la sensazione, muovo il palmo sulla sua pelle e sulle sue mutandine. Alzo di nuovo la mano e le do un altro colpo. Lei geme questa volta per le sensazioni che si diffondono.

Ho uno schema. Da sinistra a destra, e poi giù. Facendo muovere in avanti le sfere. Tra ogni colpo, la massaggio, facendo pressione, fuori e dentro. Stimolandola, facendola desiderare di più, volere di più. Quando avrò finito di sculacciarla, vorrà soltanto che la scopi fino a lasciarla senza sensi. Anche se si lamenta, per lei è piacevole. Sinistra, destra, e giù. Quando la colpisco più in basso, si lamenta e geme perché le sfere si muovono dentro di lei, in modo piacevole. Non devo colpirla molto forte perché questo la stimoli. L’ultimo colpo in basso la fa diventare selvaggia.

“Brava ragazza, Anastasia,” ringhio mentre il mio respiro si fa sempre più accelerato per l’eccitazione. La sculaccio altre due volte sul sedere, poi tiro il piccolo filo attaccato alle sfere e le faccio uscire improvvisamente. Questo la porta vicino all’apice, aumentandole il desiderio di essere scopata. Mi stendo vicino a lei sul letto, prendo il pacchetto del preservativo e lo apro. Ne estraggo il preservativo, pizzico la punta e lo srotolo sulla mia erezione. Afferro le sue mani mentre gliele metto sulla testa, ed entro in lei, infilandomi lentamente e riempiendola. Lei geme sonoramente dato che la sua eccitazione è ormai al culmine.

“Oh, piccola,” sussurro mentre mi muovo avanti e indietro in un ritmo lento e sensuale. Voglio assaporarla, sentirla, e perdermi dentro di lei. Quando la sua eccitazione è vicina al punto di non ritorno, si stringe intorno a me, ed entrambi ci infiammiamo in un orgasmo delizioso e violento, che ci lascia ansimanti. Quello che lei mi fa è incredibile. Sono una dimensione diversa, sono più che appagato.

“Ana!” ansimo; il suo nome è una litania sulle mie labbra. Mentre contemplo il suo nome, sono silenzioso ma ancora ansimante per la scarica di piacere data dallo stare su di lei mentre le mie mani sono ancora intrecciate con le sue sulla sua testa. Qualcosa tira i fili del mio cuore, come se una sensazione sconosciuta mi attraversasse. Alla fine mi tiro indietro e la guardo, con timore reverenziale.

“Mi è piaciuto,” sussurro, e la bacio. Alla fine mi alzo, e la copro con il copripiumino, mentre vado in bagno. Butto il preservativo nel cestino e mi pulisco. Prendo una bottiglia di lozione all’Aloe Vera e torno in camera da letto. Mi siedo sul letto e le ordino di girarsi. Lei lo fa. Il suo sedere è rosa, proprio come dovrebbe essere.

“Il tuo culo ha un colore glorioso,” dico in approvazione, e massaggiandola con la lozione.

“Sputa il rospo, Grey,” dice sbadigliando.

“Miss Steele, tu sì che sai come rovinare un bel momento,” la riprendo.

“Avevamo un patto,” ribatte.

“Come ti senti?” le chiedo, nel tentativo di cambiare argomento.

“Non ci provare.” Non c’è scampo alla sua inquisizione. Alla fine sospiro, mi infilo vicino a lei, e stringo questa bellissima donna con una lingua davvero tagliente tra le mie braccia. Ci ritroviamo di nuovo a letto insieme, messi a cucchiaio, e amo stare così con lei. La bacio dolcemente vicino l’orecchio.

“La donna che mi ha messo al mondo era una puttana drogata, Anastasia. Ora, dormi,” dico, perché non voglio rivelarle altro.

“Era?” chiede.

“E’ morta,” rispondo.

“Da quanto?” chiede di nuovo. Sospiro.

“E’ morta quando avevo quattro anni. Non me la ricordo davvero. Carrick mi ha dato alcuni dettagli a riguardo. Mi ricordo soltanto alcune cose. Per favore, dormi ora.”

“Buonanotte Christian,” acconsente alla fine.

“Buonanotte Ana,” dico, ed entrambi cadiamo in un sonno profondo.

6 thoughts on “CAPITOLO XXI

  1. Oramai, di notte, ho l’appuntamento con la lettura dei tuoi capitoli…li adoro *-* amo Fifty Shades dalla parte di Christian Grey!!! <3 E tu hai veramente un gran talento nel riuscire a fare ciò..sei straordinaria 😉 ..attendo con ansia il prossimo capitolo..

  2. questa sì che si chiama SORPRESAAAA!! il capitolo in anticipo rispetto al solito appuntamento del mercoledì!!! Grazie dello splendido regalo a tutto lo staff che fa un magnifico lavoro!!!! 🙂

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