CAPITOLO XVII

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.
Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.
Durante la lettura potrebbero esserci evidenziati dei link “Soundtrack” che rimandano a delle canzoni. Vi consigliamo di aprirli per entrare appieno nell’atmosfera delle situazioni, continuando ad immergervi nelle parole della storia con un sottofondo da noi consigliato.

Una visita alla Stanza Rossa delle Torture

Soundtrack

La luce del sole che filtra dalle finestre, che vanno dal pavimento al soffitto, mi svegliano di buon’ora. La mia mano si allunga automaticamente verso l’altro lato del letto per stringere Anastasia tra le mie braccia, ma trova solo uno spazio vuoto. Quando mi rendo conto che lei è nel suo appartamento, mi lamento, poi mi giro e controllo l’ora. Sono le 6:18.

Anche il solo pensiero di Anastasia mi dà un’erezione. Giro la testa e mi lamento di nuovo. Un duro allenamento dovrebbe riuscire a tenere sotto controllo la mia energia sessuale repressa ed evitare di farmi diventare un mostro insopportabile che si ritrova più preoccupato di una scimmia in una piñata fino a domenica.
Indosso i miei vestiti per l’allenamento e scendo in palestra. Come se avesse ricevuto un comando, Taylor mi raggiunge.

“Buongiorno, signore,” dice in modo stanco, vedendo il mio atteggiamento irritato al quale si è abituato nelle ultime settimane. Annuisco in risposta.

“Com’è andato il viaggio di ritorno?”

“Tranquillo,” dice, poi si rende conto del doppio significato delle sue parole, e aggiunge, “era notte, non c’era molto traffico.”

Gli faccio un sorriso involontario.

****

Due ore dopo sono di ritorno nel mio attico dopo aver corso otto miglia, fatto sollevamento pesi, e usato il sacco da boxe con Taylor che lo teneva fermo. Dopo essere tornato a casa, mi faccio una doccia e mi vesto. Sarà una lunga giornata. Devo andare a prendere mia sorella all’aeroporto, ma non vedo l’ora perché non ci vediamo da molto tempo. Poi ci sarà una cena di famiglia a casa dei miei genitori. Mrs. Jones ha preparato la colazione sul bancone. Taylor spunta dopo che ho finito di consumare la mia colazione, e vuole essere aggiornato con le attività della giornata.
Gli chiedo di andare a prendere una bottiglia di Bollinger Grande Année Rosé del 1999, e un palloncino a forma di elicottero che somigli a Charlie Tango, e che questo venga spedito all’appartamento di Miss Steele e Miss Kavanagh. Lui prende nota e si ferma per due secondi quando menziono il palloncino a forma di elicottero, ma non dice niente.

“Vuole aggiungere un bigliettino, signore?”

“Sì. Dev’esserci scritto, ‘Signore, Buona fortuna nella vostra nuova casa, Christian Grey’,” dico.

“E’ tutto, signore?”

“Sì, almeno fin quando non andremo a prendere Mia all’aeroporto.”

La giornata procede molto velocemente fino all’orario in cui arriva il volo di Mia. Indosso i pantaloni grigi e una camicia bianca di lino. Mi infilo anche la giacca, dato che ai nostri genitori piace che ci vestiamo in modo appropriato per la cena. Taylor mi porta fino all’accesso VIP del Sea-Tac Airport. Siamo arrivati giusto in tempo. Ho appena il tempo di andare a prendermi un martini, che Taylor torna insieme a Mia che mi corre incontro a braccia aperte e mi salta addosso. Stiamo ridendo entrambi. Mi è mancata mia sorella … almeno fin quando non inizia a parlare senza sosta.

Lei mi dà un pugno sul braccio, facendomi dire “ow! Questo per cos’era?”

“Perché devo sapere da mamma che hai una bellissima fidanzata, e non da te? Avevi almeno intenzione di dirmelo?” chiede, con la coda dell’occhio vedo Taylor che diventa paonazzo.

“Alla fine te l’avrei detto, ma siamo ancora all’inizio,” dico, quasi giustificandomi.

“Beh, non devi nascondere una cosa del genere! Lo sai che sospettavamo tutti che fossi gay!” dice tutto d’un fiato.

Mia sorella non ha filtri mentali! Non fa attenzione al luogo in cui si trova quando dice cose inappropriate e non le importa chi potrebbe sentirla. Vedo le labbra di Taylor che per un attimo si sforzano per non sorridere. Normalmente ha un bel controllo, ma quando si tratta di Mia, nessuno sa cosa dirà. Sospiro esasperato. Il viaggio fino alla casa dei miei genitori è riempito dalle chiacchiere di Mia. Vuole sapere com’è Anastasia, cosa fa, quali sono i suoi gusti.

“Quanti anni ha?” chiede.

“Ventuno,” rispondo. Lei diventa raggiante e le brillano gli occhi, come sarebbe successo ad Elliot se i Mariners avessero vinto le World Series. Non è mai accaduto, anche se una volta, nel 1995, ci sono andati vicini, ma mai prima di allora, o da allora. Lei è allegra e inizia ad urlare per la felicità, come se Anastasia camminasse sull’acqua, cosa che ovviamente non fa. Non è nemmeno obbediente!

“Ha la mia età! Oh, Christian! Penso che io ed Anastasia saremo migliori amiche!” dice, facendomi accigliare. Cosa diavolo ha Anastasia tanto da far innamorare di lei le persone anche senza che l’abbiano mai incontrata? E’ come una donna che fa magia nera.

Non saremmo potuti arrivare a casa dei miei genitori abbastanza in fretta per salvarmi dalle chiacchiere senza fine di Mia. I miei genitori ci accolgono alla porta, ed entrambi abbracciano Mia contemporaneamente. Andiamo tutti in salotto. Mio padre prepara i suoi famosi martini dando ad ognuno il proprio bicchiere. Quando ci sediamo insieme ed iniziamo a parlare di Parigi, arriva Elliot. Mia corre verso di lui che la solleva e inizia a girare “sorellina! Mi sei mancata così tanto!” dice.

“Oh, Elliot, anche tu mi sei mancato!” risponde Mia con entusiasmo.

Lui stringe la mano di mio padre e dà alla mamma un abbraccio. Viene a stringermi la mano, e con un sorriso malizioso, “la tua ragazza Ana ti saluta!” mi dice. Io socchiudo gli occhi nel guardarlo, ma lui mi ignora.

Mia si intromette … di nuovo.

“L’hai incontrata?” poi viene da me e mi sferra un altro pugno sul braccio.

“Idiota! Perché sono l’unica che non ha mai sentito parlare di lei finché non me l’ha detto la mamma, o che non l’ha mai incontrata?” mi rimprovera.

“Per prima cosa,” dico, “tu eri a Parigi, fino a circa un’ora fa. Elliot l’ha incontrata perché sta uscendo con la coinquilina di Anastasia,” dico, dando a lui un’occhiata misurata.

“Oh, questo mi ricorda,” dice mia madre, “vorreste invitare entrambi le vostre ragazze alla cena che daremo in onore del ritorno di Mia domani? In questo modo potremo tutti incontrarle entrambe,” dice sorridendo. “Anastasia è una ragazza così dolce. Sono sicura che la adorerete tutti!” dice alla famiglia in generale.

“Sì, lo è,” dice Elliot con dell’entusiasmo extra, mentre sorride e mi fa diventare geloso. Aggrotto le sopracciglia.
“Non vedo l’ora di incontrare anche Kate. Da come ne parli sembra una ragazza bellissima e adorabile,” aggiunge a beneficio di Elliot. Adorabile? Non so da dove abbia preso questa idea, ma ‘rompipalle’ dovrebbe essere il suo vero secondo nome. Il mio cipiglio dev’essere rimasto sulla mia faccia, perché Elliot mi punzecchia di nuovo.

“E’ come sparare ad un pesce in un barile con te, fratello! Sei così innamorato di lei!” dice, facendo girare tutte le teste verso di me.

“Stiamo uscendo solo da poco tempo. E’ solo troppo attraente, adorabile. Mi piace un sacco, ma non sono innamorato,” riesco appena a dire attraverso i denti stretti, sulla difensiva.

Mia madre riprende Elliot, “Elliot, smettila di punzecchiare tuo fratello. Perché non dovrebbe essere innamorato di lei? E’ una ragazza adorabile,” dice.

Mia stringe gli occhi. E’ sicura che domani riuscirà a provare qualcosa. Dovrò stare in guardia.

Dopo cena, passo un po’ di tempo con la mia famiglia parlando della nostra infanzia, dei Mariners, e degli affari.

Dopo un po’ mi alzo e dico alla mia famiglia che ho una giornata piena di impegni domani, quindi devo andare. Mia mi dà un grande abbraccio e mamma mi dà un bacio sulla guancia, mentre mio padre ed Elliot mi danno una stretta di mano.
Amo la mia famiglia, ma posso prendere solo piccole dosi della combinazione di Mia ed Elliot e del loro punzecchiare e scrutare ora che sanno che Anastasia è nella mia vita. Terranno tutti sott’occhio Anastasia domani.

Mentre Taylor mi accompagna a casa, accedo alle mie e-mail. Ce n’è una da parte di Elena che mi chiede di incontrarla a pranzo o a cena la prossima settimana. Penso che sarebbe un bene per noi. Posso dirle di Anastasia. Mi chiedo cosa ne penserebbe di lei. Il pensiero mi fa sorridere. Lei è diversa da tutte le altre ragazze che ho avuto come sottomesse. Le scrivo una risposta dicendole che potremo incontrarci dopo che avrò confermato i miei impegni insieme ad Andrea, e che le manderò una e-mail per metterla al corrente.

Arriviamo all’Escala, ed è abbastanza tardi. Leggo qualche rapporto finanziario, e vado a letto ansioso, nell’attesa che arrivi la domenica.

***

Mi alzo presto come sempre per andare ad allenarmi. Appena il mio allenamento è finito, torno a casa per fare una doccia e vestirmi. Mentre Mrs. Jones mi prepara la colazione, scrivo un messaggio ad Anastasia.
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Da: Christian Grey
Oggetto: La Mia Vita in Numeri
Data: 29 Maggio 2011 08:04
A: Anastasia Steele

Se vieni in auto avrai bisogno del codice d’accesso al parcheggio sotterraneo dell’Escala: 146963. Parcheggia nello spazio 5 – è uno dei miei. Il codice per l’ascensore: 1880.

Christian Grey Amministratore Delegato,
Grey Enterprises Holdings Inc.
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Premo su invia, vado in cucina e mi siedo su uno degli sgabelli posizionati vicino al bancone per mangiare la mia colazione e bere il mio caffè. Il Blackberry squilla appena assaggio un boccone delle mie uova. E’ da Anastasia.
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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Un’eccellente Annata
Data: 29 Maggio 2011 08:07
A: Christian Grey

Sì, Signore. Capito. Grazie per lo champagne e per il Charlie Tango gonfiabile, che ora è legato al mio letto.

Ana
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Come fa a fare questo? Può farmi interessare e catturarmi con delle semplici parole. Ora sono geloso di un oggetto inanimato! Dio Onnipotente! Cosa mi sta succedendo?
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Da: Christian Grey
Oggetto: Invidia
Data: 27 Maggio 2011 08:11
A: Anastasia Steele

Prego. Non fare tardi.
Charlie Tango e’ davvero fortunato.

Christian Grey Amministratore Delegato
Grey Enterprises Holdings Inc.
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Sono nel mio studio mentre passo in rassegno le proposte di affair che Andrea ha abbozzato, ma mi ritrovo incapace di concentrarmi. Anastasia arriverà oggi, e mi rendo conto che mi piace immensamente. Questo mi ricorda anche che è completamente inconsapevole del mio mondo oscuro. Questo fa davvero per lei? Sono stato ingiusto con lei introducendola ad un qualcosa di così oscuro? Mi sta tormentando dentro. So che resta ferita facilmente. Come quando non sono rimasto a casa sua. Mi ritrovo ad infrangere le mie stesse regole ad ogni passo. Voglio continuare ad infrangere le mie regole? A me piacciono le mie regole! Mettono ordine nel caos. Ma … ma, quando si tratta di Anastasia, lei non conosce regole. Lei riesce a superare ogni muro che ho costruito duramente durante gli anni.
Ma poi, voglio cogliere l’attimo … con lei.

Lei significa tantissimo per me. Non voglio vederla ferita. Venerdì sera, vedendola così dilaniata, mentre piangeva, e io non ne avevo la minima idea! Lei è troppo reticente, e io sono troppo incasinato! Inizio a camminare per il mio studio, passandomi entrambe le mani tra i capelli per l’esasperazione. Voglio disperatamente darle la possibilità di decidere, e … e forse di dire ‘no’ al nostro accordo. Lei rimane ferita facilmente, e io sono troppo rigido sulle mie regole. Ma d’altro canto, il tempo del non compromettersi è già passato, e sono il suo ragazzo … a tutti gli effetti. Quando penso a quel titolo, il mio cuore si stringe e lascia che un qualche tipo di emozione sconosciuta fluisca in tutto il mio corpo. Sono diviso tra ciò che so, ciò che è familiare, e ciò che è sconosciuto, ma che desidero con fervore.

Ciò che voglio è lei: è così chiaro e semplice. Ma ho anche questo desiderio di proteggerla, di prendermi cura di lei … e stranamente di amarla in ogni senso della parola. Posso trovare una via di mezzo? Lei ci starebbe in una via di mezzo con me?

Prendo la mia decisione: Non importa quanto sarà difficile, le darò la possibilità di decidere. Ora che sa a cosa aspiro. Lascerò che decida lei … non so se riuscirò a sopportarlo nel caso lei decidesse che non fa per lei, ma devo darle quell’opportunità. E’ innocente come un bambino.

Mi sto uccidendo qui. E se lei dicesse che non vuole avere niente a che fare con il mio stile di vita? Potrei almeno sopportarlo? Potrei sopportare se lei uscisse con quel fotografo? Non riesco nemmeno a sopportare di pensare al nome di José … non penso che riuscirei a resistere a lui che la tiene stretta, la bacia, la scopa! Dannazione! Voglio prendere a pugni qualcosa! Do un’occhiata all’orario, sono le 11:00 passate. Chiamo l’ufficio di Taylor.

“Taylor!”

“Sì, signore.”

“Ho bisogno di allenarmi. Andiamo!” non risponde per tre secondi. Un’altra espressione shockata di Taylor, e poi dice, “Sarò lì in quattro minuti, signore.”

Questo mi darà il tempo di rimettere la tuta. Devo schiarirmi le idee. In meno di sei minuti, Taylor ed io siamo di nuovo in palestra. Mi riscaldo, e mi dirigo direttamente al sacco da boxe, mentre gli occhi di Taylor si allargano un pochettino, per poi scuotere la testa provando a non farsi vedere, ma io lo noto. Sai perché sono irritabile. Vuole dirmi qualcosa, ma qualcosa nel mio atteggiamento gli impedisce di parlare.

“Li prenderò io i suoi pugni, signore,” dice. Annuisco. Anche se Claude Bastille non è qui, voglio ancora prendere a calci nel culo qualcuno. Taylor è l’uomo giusto per il lavoro al momento.

Taylor sa cosa sta per succedere, ed è un qualcosa che in realtà non vedeva l’ora accadesse. E’ stato allenato per e arti marziali e il combattimento corpo a corpo; quindi questa di certo è una buona idea.

“Ok, signore! Iniziamo!” dice sorridendo. Io gli sorrido di rimando. Ci scrutiamo e giriamo cautamente. Lui affonda il primo attacco, ed è davvero letale, ma ho imparato qualche trucco da Bastille. Lo contrattacco. Gli altri che si stanno allenando si fermano e guardano la nostra dimostrazione di arti marziali. Nell’ora successiva mi fa ritrovare col culo per terra per due volte e io prendo a calci il suo una sola volta. Alla fine dell’ora mi sento molto meglio; non è bello quanto prendere a calci il culo del fotografo, comunque … me lo farò bastare. Sono ancora spaventato che Anastasia possa dire no al nostro accordo. Tuttavia le darò la possibilità di respingermi oggi. Lei mi piace fottutamente troppo, e il volerla proteggere supera il volerla possedere; e non credo che quella parte sia piccola … E’ più grossa di qualsiasi cosa abbia mai voluto avere, possedere, detenere. Voglio possederla, corpo e anima, come lei possiede me. Sono come creta nelle sue mani!

Quando Taylor ed io ci diamo gli ultimi colpi sul tappeto, ci rediamo conto che la folla ci sta applaudendo, un bonus inaspettato; mentre ce le davamo di santa ragione. Siamo entrambi senza fiato, ma sono molto più rilassato, e stiamo ridendo. Ci stringiamo la mano.

Taylor dice “bel combattimento, signore. Mi ha dato del filo da torcere!”

“Proprio come hai fatto tu, Taylor.”

Quando torno all’attico, faccio un’altra doccia, e indosso la mia camicia di lino bianco sui jeans. Ora posso aspettare Miss Steele un po’ più composto e rilassato. Leggo gli inserti domenicali del Wall Street Journal, New York Times, Los Angeles Times, e Seattle Times. Mentre sono immerse nelle mie letture, noto una sezione a pagina 8 del Seattle Times che mi fa rimanere senza fiato. E’ un’altra prima volta per me. C’è una foto di me e Anastasia durante la sua laurea. Segno la pagina per mostrargliela dopo.

Soundtrack

Sento l’ascensore che arriva alla mia suite e con un suono le porte di aprono. Meno di un minuto dopo Taylor entra con Anastasia nella grande sala mentre sto leggendo la sezione finanziaria del Wall Street Journal. Alzo lo sguardo e la vedo nel suo vestito porpora, quello che volevo sfilarle di dosso. Il mio fiato si mozza quando la vedo in quel modo. E’ così seducente; mi ritrovo ad alzarmi e camminare verso di lei come un automa.

Sentendo uno scintillio di eccitazione nei miei occhi, mi incammino verso di lei, senza toglierle gli occhi di dosso. Mi sento troppo eccitato per togliermi il sorriso dalla faccia. I miei occhi rimangono immobili, e tutto il resto scompare. Lei resta lì, ferma, immobile, all’entrata della stanza. La carica tra di noi è evidente e sta diventando sempre più forte mentre chiudo la distanza che ci separa. Mi sento trascinato verso di lei, come la gravità del sole, e sono un pianeta che senza speranza continua ad orbitargli intorno. Mi fermo proprio davanti a lei.

“Hmm … quel vestito,” mormoro in segno di approvazione, mentre la guardo apprezzando ciò ce vedo. Sono incredibilmente felice di averla qui.

“Bentornata, Miss Steele,” sussurro e, prendendole il mento, mi abbasso e le poso un soffice bacio sulle labbra morbide e deliziose. Appena le nostre labbra si toccano le pulsazioni tra di noi diventano più forti, e una scarica elettrica attraversa il mio corpo mentre sento lo stesso effetto su di lei perché le si mozza il fiato.

“Ciao,” sussurra arrossendo. Amo quel colore su di lei. Così innocente, incredibilmente allettante, e fa molto più che arraparmi.

“Sei in orario. Mi piacciono le persone puntuali. Vieni.” Le prendo la mano e la porto fino al divano.

“Volevo mostrarti una cosa,” dico mentre ci sediamo. Le passo il Seattle Times. Il giornale è aperto a pagina otto con una foto di noi due. Mi sento di nuovo come un ragazzino, eccitato da qualcosa che si riferisce ad entrambi, quasi affermando il nostro essere una coppia. Lei lo guarda; i suoi occhi si spalancano per la sorpresa. Controlla la didascalia.

C’è scritto:

Christian Grey e amica alla cerimonia di laurea della WSU, Vancouver. Questo la fa ridere.

“Allora sono una tua ‘amica’ adesso,” mi punzecchia.

“Così sembra. Ed è su un giornale, quindi dev’essere vero.” La prendo in giro. Mi siedo accanto a lei, girandomi completamente verso di lei, mettendo una gamba sotto l’altra. Allungandomi, le metto una ciocca di capelli dietro l’orecchio con l’indice. Lei chiude gli occhi al mio tocco come se fosse risvegliata da un lungo sonno, viva, tutta sensazioni e sensibilità, in attesa e bisognosa. Mi sento allo stesso modo per la nostra connessione. Sono pieno di desiderio per lei.

“Allora, Anastasia, hai un’idea molto più chiara di cosa ho in mente dall’ultima volta in cui sei stata qui.”

“Sì,” sussurra con la curiosità nello sguardo.

“E nonostante tutto sei tornata,” dico con stupore. Mi aspettavo quasi che non venisse. Lei annuisce timidamente facendo ardere i miei occhi di desiderio, ora che so che mi vuole. Non c’è niente di più sexy di quando la donna che desideri ti vuole altrettanto fortemente. Scuoto la testa, sforzandomi per far uscire le parole che mi sono allenato a dire per tutta la mattinata. Devo darle la possibilità di dire no, di andare via … L’ansia torna mentre provo a controllare la sensazione. Forse potrei aspettare ancora un po’.

“Hai mangiato?” le chiedo.

“No,” risponde lei.

“Hai fame?” chiedo provando a non sembrare troppo irritato.

“Non di cibo,” sussurra, prendendomi completamente alla sprovvista e facendomi allargare leggermente le narici in reazione alla sua passione. La donna che sta conquistando il mio cuore, dannazione! Questo renderà molto più difficile far uscire quello che avevo pianificato di dirle per tutta la mattina. Mi faccio avanti e le sussurro all’orecchio.

“Sei impaziente come sempre, Miss Steele, e solo per dirti un segreto, lo sono anche io. Ma la dottoressa Greene dovrebbe arrivare a breve.” Torno a sedermi composto.

“Vorrei che avessi mangiato,” la richiamo mite. Lei sembra che si sia appena ricordata dell’arrivo del dottore.

“Cosa sai dirmi della dottoressa Greene?” chiede.

“E’ la ginecologa migliore di tutta Seattle. Cos’altro potrei dire?” faccio spallucce.

“Pensavo che avrei visto il tuo medico, e non dirmi che in realtà sei una donna, perché non ti crederei.” So che mi sta punzecchiando, ma le do un’occhiata alla ‘non essere ridicola.’

“Penso sia più appropriato che tu veda uno specialista. Non credi?” dico calmo. E ovviamente non voglio che un altro uomo le guardi le parti intime quando sono obbligato a stare al piano di sotto, e lui è di sopra a toccarla in posti che non voglio vengano toccati da altri uomini. Lei annuisce. Io mi acciglio al solo pensiero. Infatti, non mi piacerebbe nemmeno che una mosca maschio la guardasse, figuriamoci un umano maschio! Mi sento incredibilmente possessivo nei suoi confronti. Voglio che sia solo mia. Solo le mie mani, le mie labbra, la mia mascolinità su di lei. E nessun altro!

Oh! Me ne sono appena ricordato. Devo invitarla alla festa di mia madre per Mia. E’ un’altra situazione imbarazzante per me, perché, non ho mai portato una ragazza a casa dei miei genitori. Mi sento come uno scolaretto. Dovrei sentirmi così strano a riguardo?

“Anastasia, a mia madre piacerebbe se tu venissi a cena stasera. Credo che anche Elliot lo chiederà a Kate. Non so cosa pensi a riguardo. Sarà strano per me presentarti alla mia famiglia.”

Il suo viso sbianca con la mia ultima frase. Oh, mi ha frainteso. “Ti vergogni di me?” dice con voce ferita.

“Certo che no,” dico con fervore.

“Allora perché è strano?” chiede curiosa.

“Perché non l’ho mai fatto prima,” dico mite. Poi mi lancia la palla.

“Perché a te è permesso alzare gli occhi al cielo e a me no?” Sono sorpreso, e la guardo battendo le ciglia.

“Non mi sono reso conto di farlo,” rispondo sinceramente.

“Nemmeno io, di solito,” risponde secca. La guardo completamente senza parole. Proprio mentre provo a raccogliere i miei pensieri, Taylor appare sulla porta.

“La dottoressa Greene è qui, signore,” dice. Annuisco.

“Falle strada fino alla camera di Miss Steele,” gli dico.

“Pronta per qualche contraccettivo?” chiedo mentre mi alzo e tendo una mano verso di lei.

“Tu non verrai con me, vero?” dice impaurita e completamente shockata facendomi ridere.

“Pagherei una cifra enorme per guardare, credimi, Anastasia, ma non penso che il buon dottore approverebbe.” Lei fa un sospiro di sollievo prendendomi la mano, e io la tiro tra le mie braccia, baciandola profondamente e appassionatamente. Tutte le sue reazioni mi tolgono il fiato. La mia mano è nei suoi capelli, tenendo la sua bellissima testa, e la spingo verso di me, le nostre fronti sono poggiate una contro l’altra.

“Sono così felice che tu sia qui,” sospiro, completamente felice. “Non vedo l’ora di spogliarti.”

La dottoressa Greene cammina dietro Taylor entrando nella stanza; è alta, bionda e immacolata, indossa un tailleur blu scuro. Anastasia la guarda un po’ intimidita. Oh, questa dottoressa non ha niente più di lei. Le bionde non mi piacciono per niente, e al momento, ho occhi solo per Anastasia, e nessun’altro conta.

I capelli lunghi della dottoressa sono legati in un elegante chignon. Sembra essere sulla quarantina.

“Mr. Grey.” Dice, stringendomi la mano.

“Grazie per essere venuta con così poco preavviso,” dico.

“Grazie a lei per fatto in modo che ne valesse la pena, Mr. Grey. Miss Steele.” Sorride, i suoi occhi sono freddi e indagatori, e mentre stringe la mano ad Anastasia sembra avere uno sguardo strano, come se le piacesse ciò che vede. Alla fine sembra che anche ad Anastasia lei piaccia. Hanno un feeling istantaneo. La brava dottoressa mi dà un’occhiata penetrante. Oh, vuole andare avanti con i suoi affari. Speravo che ignorasse la mia presenza e iniziasse la sua visita. Dannazione! E’ imbarazzante per un minuto, ma capisco cosa vuole dirmi.

“Sarò al piano di sotto,” blatero, lasciando la camera da letto di Anastasia.

Vado in soggiorno, metto l’iPod nell’apposito spazio dello stereo, accendo la mia musica classica e torno a leggere i miei inserti domenicali seduto sul divano. Leggo per un po’. Ma la mia mente si chiede costantemente di Anastasia. L’idea di prendermi cura della mia donna mi rilassa. Mi sento sereno sapendo che ora è qui, e sotto la mia ala. Mentre sto contemplando, Anastasia e la dottoressa Greene scendono dal piano di sopra. Alzo lo sguardo su entrambe e sorrido caldamente ad Anastasia.

“Avete fatto?” chiedo, sinceramente interessato. Prendo il telecomando e lo punto verso lo stereo che si trova sotto il caminetto e che ospita il mio iPod, e l’aria si smorza, ma continua ad andare in sottofondo. Mi alzo e mi incammino verso Anastasia e la dottoressa.

“Sì, Mr. Grey. La tenga d’occhio; è una giovane donna bellissima e brillante,” dice la dottoressa Greene, sorprendendomi completamente. Di solito non mi faccio prendere facilmente alla sprovvista. Anastasia deve aver operato la sua magia anche sul dottore, per farmi dare un avviso indiretto come quello.

“Intendo farlo, assolutamente,” mormoro, attonito. Anastasia mi guarda stringendosi nelle spalle; sembra imbarazzata.

“Le manderò la fattura,” dice la dottoressa Greene seccamente mentre mi stringe la mano.

“Buona giornata, e buona fortuna, Ana.” Sorride, i suoi occhi si increspano, mentre stringe la mano di Anastasia. Che donna ammaliatrice che ho. Mi rende fiero ogni volta.

Taylor esce sapendo dal monitor che la dottoressa Green ha attraversato il soggiorno, pronto ad accompagnarla all’ascensore.

“Com’è andata?” chiedo.

“Bene, grazie. Ha detto che devo astenermi da tutte le attività sessuali per le prossime quattro settimane,” dice Anastasia, e io spalanco la bocca completamente shockato. Come? Cosa? Come farò a stare senza attività sessuali per quattro settimane quando lei è a portata di mano? Ma poi il suo viso cambia, e inizia a sorridere come il gatto del Cheshire.

“Te l’ho fatta!” dice. Oh, piccola, posso rimetterti al tuo posto, e lo sai. Stringo gli occhi, e immediatamente smette di ridere. Infatti, le do una delle mie occhiate più minacciose. Lei sembra confusa e mezza spaventata, il sangue le lascia il viso. Ma non voglio che sia spaventata, e questa volta non riesco ad evitare di ridere.

“Te l’ho fatta!” dico ghignando. La prendo per i fianchi e la tiro verso di me.

“Sei incorreggibile, Miss Steele,” mormoro, abbassando lo sguardo nei suoi bellissimi occhi azzurri mentre passo le mie dita trai i suoi capelli, tenendola ferma e al suo posto. La bacio, forte, con fervore, mentre lei si tiene stretta alle mie braccia come supporto. La mia erezione sta crescendo, come il mio desiderio di lei, e sono pronto a prenderla, ma intendo farlo per molto tempo, quindi ho bisogno che mangi prima che iniziamo a fare qualsiasi altra cosa.

“Per quanto vorrei prenderti proprio qui, proprio ora, ho bisogno che tu mangi e anche io. Non voglio che mi svieni dopo,” mormoro contro le sue labbra deliziose.

“E’ solo per questo che mi vuoi – il mio corpo?” sussurra. Oh, piccola, ti voglio per molto altro oltre a quello. Forse all’inizio è stato il corpo, ma, nelle ultime settimane, tutto è cambiato.

“Quello e la tua lingua tagliente,” sospiro. La bacio di nuovo appassionatamente, e poi la lascio all’improvviso, prendendole la mano e portandola in cucina. Lei barcolla dietro di me.

“Cos’è questa musica?” mi chiede riguardo l’aria che risuona in sottofondo.

“Villa Lobos, un’aria delle Bachianas Brasileiras. Bella, non pensi?” chiedo.

“Sì,” mormora in totale accordo. Il bancone è già apparecchiato per due. Prendo l’insalata di pollo dal frigo, quella che Mrs. Jones ha preparato prima.

“Insalata di pollo Caesar, va bene per te?” le chiedo, e lei sembra sollevata.

“Sì, bene, grazie,” dice guardandomi mentre mi muovo in cucina. La noto mentre contempla di nuovo. Sta pensando troppo a qualcosa? Non sembra angosciata. Sembra come se le stessero passando per la testa dei pensieri piacevoli, e voglio sapere a cosa sta pensando così improvvisamente.

“A cosa stai pensando?” chiedo, tirandola via dalle sue fantasie. Lei arrossisce, e questo è un buon segno. Tutti i suoi pensieri sessuali la fanno arrossire in quel modo, ho scoperto.

“Stavo solo guardando il modo in cui ti muovi.” Alzo un sopracciglio, divertito.

“E?” dico seccamente, indagando per avere più informazioni. Lei arrossisce ancora di più. Andiamo bene, huh? Penso tra me e me.

“Sei molto elegante,” dice timidamente.

“Beh, grazie, Miss Steele,” mormoro sedendomi accanto a lei. Prendo una bottiglia di vino e chiedo, “Chablis?”

“Sì, grazie,” è la sua risposta.

“Serviti pure con l’insalata,” dico con voce leggera. La mia mente va alla visita della dottoressa. Sono curioso di scoprire per quale metodo contraccettivo ha optato.

“Dimmi – per quale metodo avete optato?” Lei sembra un po’ confusa dalla mia domanda. Ma poi si rende conto del significato.

“La mini pillola,” dice. Mi acciglio. Deve ricordarla di prenderla ogni giorno allo stesso orario, e questo può essere tedioso.

“E ti ricorderai di prenderla regolarmente, all’orario giusto, ogni giorno?” chiedo. La sua lingua tagliente come al solito prende il sopravvento.

“Sono sicura che me lo ricorderai,” mormora seccamente, divertendomi.

“Metterò promemoria nel mio calendario,” dico strizzando l’occhio.

“Mangia,” le ordino lievemente. Con mia sorpresa, ripulisce il piatto per la prima volta, e lo fa prima di me. A quanto pare era affamata o troppo impaziente.

“Impaziente come al solito, Miss Steele?” chiedo, sorridendo e abbassando lo sguardo sul suo piatto vuoto. Lei mi guarda da sotto le sue lunghe ciglia.

“Sì,” sussurra, prendendomi completamente alla sprovvista facendomi mozzare il fiato. Nessun’altra parola pronunciata da chiunque altro avrebbe avuto effetto su di me quanto questo suo singolo ‘sì’ in questo momento. Questo è il momento in cui devo chiederglielo. Devo darle la possibilità di dire ‘No’ anche se non voglio. Perché se non glielo chiedo ora, non sarò più capace di farlo. Raccolgo tutta la mia forza di volontà per darle la possibilità che so che merita. La fisso intensamente. L’atmosfera tra di noi lentamente cambia, evolve … si carica. So che il mio sguardo si oscura, infatti mi ritrovo delle braci ardenti e lei è rinchiusa e persa nei miei occhi. Mi alzo, chiudendo la distanza tra di noi, e la faccio alzare dallo sgabello per prenderla tra le mie braccia, dove deve stare.

“Vuoi fare questo?” sussurro, guardandola intensamente.

“Non ho firmato niente,” dice. E nella mia mente parte un ‘al diavolo le scartoffie!’ ancora una volta.

“Lo so – ma sto infrangendo tutte le regole in questi giorni.”

“Mi picchierai?” chiede, spaventata.

“Sì, ma non ti farò del male. Non voglio punirti ora. Se mi fossi capitata tra le mani ieri sera, beh, quella sarebbe stata tutta un’altra storia,” dico onestamente. Ma è presa in contropiede, sbiancando.

“Non lasciare che gli altri provino a convincerti del contrario, Anastasia. Una delle ragioni per cui la gente come me fa questo è perché ci piace dare o ricevere dolore. E’ molto facile. Tu invece no, quindi ho passato un mucchio di tempo ieri e questa mattina a pensarci,” le dico onestamente. La stringo a me, e la mia erezione ormai cresciuta preme contro il suo ventre. La voglio. Ho bisogno di lei, la desidero ad un livello profondo, basico, elementare, e so che lei si sente allo stesso modo, questa è una cosa che nessuno di noi riesce a capire. La carica tra di noi è onnipresente.

“Sei arrivato a qualche conclusione?” sussurra.

“No, e al momento, voglio solo legarti e fotterti fino a farti perdere i sensi. Sei pronta per questo?” dico ardentemente.

“Sì,” sospira, e io sono perso, e niente e nessuno potrò fermarmi dall’unirmi con questa donna.

“Bene. Vieni,” dico, prendendole la mano, lasciando i piatti sporchi sul bancone, e ci dirigiamo al piano di sopra. La mia mente è un mulinello di eccitazione. Voglio questa donna così fottutamente, tanto che mi fa male dentro. Apro la porta della stanza dei giochi, facendomi indietro così da far entrare lei per prima, ed eccola di nuovo nella mia Stanza Rossa. Inala il profumo del cuoio, degli agrumi, del legno scuro, e sussurra, “molto sensuale,” risultando appena udibile.

Soundtrack

Il mio atteggiamento cambia automaticamente quando sono nella mia stanza dei giochi. E’ l’atteggiamento di un dominatore: è più duro e più stronzo. Abbasso lo sguardo su di lei e i miei occhi sono in fiamme, pieni di lascivia … ipnotici.

“Quando sei qui dentro, sei completamente mia,” sospiro, ogni parola è lenta e misurata. Voglio che lei capisce che ho il controllo completo in questa stanza più che in ogni altro posto. E’ il luogo in cui esercito il mio dominio. Voglio che lei lo capisca molto bene. Non c’è spazio per la sua lingua tagliente qui dentro. Devo essere io il dominatore in questo posto particolare. Io, e solo io. La fisso sperando che capisca le mie condizioni:

“Farai come ti dico. Mi capisci?” Il mio sguardo è così intenso. Lei annuisce, i suoi occhi sono spalancati, la sua faccia si colora mentre il suo cuore batte velocemente. Ok, allora. Ora le regole.

“Togliti le scarpe,” ordino con calma. Lei deglutisce, e un po’ maldestra, quasi cadendo sulle sue stesse scarpe, se le toglie. Mi avvicino e le prendo, poggiandole vicino alla porta.

“Bene. Non esitare quando ti chiedo di fare qualcosa. Ora ti farò uscire da questo vestito. Qualcosa che volevo già fare qualche giorno fa, se ricordo bene. Voglio che tu ti senta a tuo agio con il tuo corpo, Anastasia. Hai un corpo bellissimo, e mi piace guardarlo. E’ una gioia contemplarlo. Infatti, potrei guardarti per tutto il giorno, e voglio che tu non sia imbarazzata o che ti vergogni della tua nudità. Mi capisci?”

“Sì,” sussurra.

“Sì, cosa?” mi allungo verso di lei, con sguardo truce.

“Sì, Signore,” si corregge esitando.

“Dici davvero?” sbotto.

“Sì, Signore,” dice più risoluta.

“Bene. Alza le mani sulla tua testa.” Fa come le ho detto, e io mi abbasso per prendere l’orlo del vestito. Glielo sfilo lentamente, passando per le cosce, i fianchi, il ventre, il seno, le spalle, ed infine dalla testa. Indietreggio per esaminare la sua bellezza e in modo assente piego il vestito, senza toglierle gli occhi di dosso come un cacciatore che guarda la sua preda. Poggio ora il vestito piegato sul cassettone di fianco alla porta. Quando è eccitata quel suo delizioso labbro finisce catturato dai suoi denti. Mi avvicino e le tiro il mento ricordandoglielo.

“Ti stai mordendo il labbro,” sospiro. “Sai che reazione ha su di me,” aggiungo cupamente.

“Girati,” ordino e lei obbedisce immediatamente, senza esitazione. Sgancio il suo reggiseno e poi prendendo entrambe le bretelle le faccio scendere lentamente e sensualmente lungo le sue braccia, mentre accarezzo la sua pelle con le mie dita e la punta dei pollici mentre glielo sfilo. Il tocco appena percepibile risveglia più sensazioni di quelli pieni, perché il corpo è completamente in allerta, in attesa, mentre desidera, vuole, ed è pronto a ricevere. So che il mio tocco le sta mandando delle scariche lungo la schiena, mettendo sull’attenti ogni terminazione nervosa del suo corpo. L’energia tra di noi è tangibile, palpitante, e dura. Resto dietro di lei, così vicino così da poter sentire il calore che s’irradia da entrambi, la sto riscaldando, e lei sta riscaldando me, facendomi diventare ancora più caldo. Le raccolgo i capelli affinché restino tutti sulla sua schiena.

Ne prendo una ciocca all’altezza della nuca e le inclino la testa da un lato. Passo il naso lungo il suo collo esposto, inalando per tutto il tempo, poi di nuovo su, verso l’orecchio. Adoro il suo profumo. Vaniglia, aria aperta, sapone e la mia donna. Anche la sua eccitazione è evidente nel suo profumo che diventa un miscuglio intossicante di muschio e del suo profumo naturale. Il suo corpo risponde al mio anche se non la tocco, standole solo vicino, e il mio fa lo stesso. Sono pieno di desiderio carnale per lei, ma va oltre. C’è una parte di me che vuole consumarla, divorarla, amarla in un modo in cui nessuno l’ha mai amata o mai l’amerà. Una parte di me, profonda e oscura, vuole farle cose che la marchieranno come mia. Ecco quanto la voglio e la desidero.

“Profumi divinamente come sempre, Anastasia,” sussurro mentre le poso un bacio delicato sotto l’orecchio. Lei geme.

“Tranquilla,” sussurro. Voglio che lei sia silenziosa qui, completamente alla mia portata. Assolutamente obbediente.

“Non emettere un suono,” sussurro.

Le prendo i capelli da dietro la testa e inizio ad intrecciarli in una grande treccia, e questo noto che la sorprende. Lego la fine con un elastico, e le do uno strattone, così è costretta ad indietreggiare verso di me.

“Voglio che tu abbia la treccia qui,” sussurro. E’ più facile da maneggiare, perché non le fa infilare i capelli nei vari giocattoli che ho in questa stanza, e ovviamente mi dà un punto di vantaggio, e questo mi piace. Lascio i suoi capelli e le ordino: “Girati.” Lei obbedisce immediatamente, non sapendo cosa sta per accadere, il suo respiro è velocissimo. Quando la guardo, c’è il desiderio, la voglia, come anche la paura, tutte mescolate nella sua espressione del viso. Sembra stordita, quasi intossicata; è in attesa.

“Quando ti dico di venire qui dentro, questo sarà il tuo abbigliamento. Solo con le mutandine. Mi capisci?” chiedo fermamente.

“Sì,” risponde. Si è già dimenticata chi è il capo?

“Sì, cosa?” la riprendo.

“Sì, Signore,” risponde, sempre un’apprendista veloce, devo sopprimere un sorriso.

“Brava ragazza,” dico con una passione incandescente.

“Quando ti dico di venire qui dentro, mi aspetto che tu ti inginocchi lì,” indico un angolo vicino alla porta. Voglio che lei inizi ad esercitarsi.

“Fallo ora,” le ordino. Lei mi guarda sbattendo le palpebre per un minuto, provando a metabolizzare quello che ho appena detto, poi si gira, e alquanto maldestra si inginocchia come lei è stato detto. Sopprimo un altro sorriso alla sua assenza di sicurezza e inabilità. Un’altra indicazione che mi dimostra che è mia in più di un modo; non avendo provato questo con nessun altro uomo.

“Puoi sederti sui talloni,” le ordino, e lei risponde sedendosi.

“Poggia le tue mani e i tuoi avambracci distesi sulle tue cosce. Bene. Ora allarga le ginocchia. Di più. Di più. Perfetto. Guarda in giù, al pavimento,” le ordino per farle assumere la sua posizione da sottomessa. Cammino verso di lei, e i suoi occhi sono abbassati, in modo da poter vedere solo i miei piedi nudi. Bene. Le ho dato tutte le istruzioni, mi abbasso e le prendo di nuovo la treccia, poi le tiro indietro la testa cosicché mi possa guardare.

“Ti ricorderai questa posizione, Anastasia?”

“Sì, Signore.”

“Bene. Resta qui, non muoverti.” Lascio la stanza mentre Anastasia sta aspettando sulle sue ginocchia. Il solo pensiero mi eccita. Vado nel mio armadio e apro uno dei cassetti. Mi tolgo i vestiti, e mi infilo i miei jeans slavati, soffici, vecchi e stracciati, lasciando l’ultimo bottone aperto. Prendo anche il mio nuovo giocattolo che ho preso soltanto per il piacere di Miss Steele. Torno alla stanza dei giochi sapendo che lei è lì, vicino alla porta, inginocchiata, e in attesa. La mia eccitazione cresce. Faccio un respiro profondo e torno nella stanza. Chiudo la porta. Appendo un accappatoio per lei, così potrà usarlo dopo, dietro la porta. Trovare Anastasia nella posizione in cui l’ho lasciata mi rende pieno di gioia.

“Brava ragazza, Anastasia. Sei deliziosa in questo modo. Ben fatto. Alzati,” dico. Lei si alza mentre tiene il viso rivolto verso il basso come le ho detto.

“Puoi guardarmi,” dico dolcemente. Lei alza lo sguardo su di me mentre io la fisso intensamente, scrutandola, ma i miei occhi si addolciscono per l’espressione sul suo volto, un misto tra ammirazione e desiderio. Lei nota che non indosso la camicia. Riesco a vedere il desiderio in lei, vuole toccarmi. I suoi occhi si spostano verso il basso sul mio tronco, lentamente, notando l’ultimo bottone aperto dei miei jeans. Fa un respiro profondo aumentando il mio desiderio per lei.

“Sto per incatenarti, Anastasia. Dammi la tua mano destra,” dico, e lei obbediente le ma porge. Giro il suo palmo verso l’alto, e prima che lei abbia la possibilità di batter ciglio colpisco il centro del suo palmo con un frustino che lei ora nota. So che non fa male, ma è abbastanza per risvegliare i sensi.

“Che te ne pare?” le chiedo curioso. Lei mi fissa sbattendo gli occhi, confusa, come se la mia domanda non fosse stata registrata.

“Rispondimi,” le ordino.

“Va bene,” dice accigliandosi.

“Non accigliarti,” le ordino. Lei sbatte gli occhi e prova a sembrare impassibile. Il cipiglio scompare dal suo volto.

“Ti ha fatto male?” le chiedo.

“No,” dice sorpresa. “In realtà non ha fatto male per niente, forse una piccola fitta; niente male.”

“Questo non ti farà male. Mi capisci?” dico.

“Sì,” risponde con tono incerto, quasi interrogativo.

“Dico davvero,” dico, per provare a convincerla. Il suo respiro accelera per l’eccitazione e la previsione. Le mostro il frustino. E’ di cuoio marrone intrecciato. I suoi occhi si spostano subito ad incontrare i miei, e sono accesi dal fuoco e una traccia di divertimento.

“Il nostro scopo è il piacere, Miss Steele,” mormoro.

“Vieni.” Le prendo il gomito e la muovo fin sotto la griglia. Alzo una mano e faccio scendere le catene con le manette di pelle nera.

“Questa griglia è stata disegnata per farci muovere le catene attraverso,” le sottolineo. Il suo sguardo segue la mia mano allungata, i suoi occhi si dilatano.

“Inizieremo da qui, ma voglio scoparti stando in piedi. Quindi finiremo alla parete lì di fronte,” dico, indicando con il frustino il posto dove una grande X di legno è sulla parete.

“Metti le mani sulla testa,” le ordino, lei obbedisce immediatamente e automaticamente. E’ affascinata. Mi guarda con timore, eccitazione, vedo tremore e fiducia nei suoi occhi. Non la farò cadere. Sono molto vicino al suo corpo mentre lego le manette. Il suo sguardo è al livello del mio metto e mi guarda. La sento mentre inala il mio profumo.

Faccio un passo in dietro e la fisso. Da quando l’ho incontrata la volevo qui dentro e in questa posizione. Al momento è così fottutamente sexy, riesco appena a tenere lontano dal mio viso un’espressione inquietante, salace, carnale … tutta alla mia mercé. Ma non si tratta solo di volerla avere al mio cospetto, o solo fotterla; non si tratta di questo, nonostante solo Dio sa quanto sia onnipresente. Ma io la desidero come se niente di quello che facciamo fosse abbastanza per soddisfare la mia voglia di lei! Il mio sguardo riflette il mio desiderio quando guardo il suo bellissimo viso. Lentamente cammino intorno a lei, ammirandola.

“Sei uno schianto legata così, Miss Steele. E la tua lingua tagliente al momento è tranquilla. Mi piace.” Restando in piedi di fronte a lei di nuovo, aggancio le mie dita nelle sue mutandine, e ad un ritmo sensuale ma dolorosamente lento, gliele sfilo facendole passare per le gambe, spogliandola in modo talmente lento da essere agonizzante, ma il gioco finale è che mi ritrovo in ginocchio di fronte a lei. Senza distogliere lo sguardo dal suo, appallottolo le sue mutandine nella mano, me le porto al naso, e inalo profondamente. I suoi occhi si spalancano ancora di più per la meraviglia. Sorrido della sua reazione e mi infilo le mutandine nella tasca dei jeans.

Mi alzo dal pavimento pigramente, come un gatto della giungla, e poggio la fine del frustino sul suo ombelico, con movimenti circolatori tranquilli, il piacere di tormentarla. Appena il cuoio del frustino la tocca, trema e ansima. Le giro intorno di novo, con il frustino che traccia tutta la sua vita. Dopo faccio un secondo giro intorno al suo corpo delizioso, faccio scoccare il frustino velocemente, come un morso di serpente, e la colpisce sotto al suo di dietro … contro il suo sesso. Questo attacco di sorpresa la fa urlare per lo stupore mentre tutte le sue terminazioni nervose scattano sull’attenti. Lei tira le sue restrizioni. E’ un dolore dolce, strano, piacevole, una sensazione indescrivibile che è una prima esperienza per lei.

“Tranquilla,” sussurro nel suo orecchio, solleticandola con il naso mentre cammino di nuovo intorno al suo corpo, trascinando il frustino leggermente più in alto, intorno alla sua vita. Questa volta quando lo faccio scoccare su di lei nello stesso punto, è pronta e anticipa la sensazione. Il suo corpo ha le convulsione per il morso dolce e pungente, lascia cadere la testa in dietro, la sua bocca diventa a forma di O, come se avesse momentaneamente lasciato il suo corpo.

Giro di nuovo intorno al suo corpo, ma questa volta faccio scoccare il frustino sul capezzolo, facendole alzare la testa mentre le sue terminazioni nervose scattano. Colpisco anche l’altro ed entrambi i capezzoli si induriscono e si allungano per l’assalto, e lei geme sonoramente, tirando le manette di pelle.

“Ti piace?” sussurro.

“Sì,” risponde eccitandomi. La colpisco tra le natiche, questa volta come castigo.

“Sì, cosa?” chiedo fermamente.

“Sì, Signore,” scatta. Questa volta mi fermo, mentre tiene gli occhi chiusi come se stesse provando ad assorbire la miriade di sensazioni che il suo corpo sta sperimentando.

Molto lentamente, do piccoli colpetti con il frustino che la mordono sul ventre, andando sempre più giù, arrivando finalmente al suo clitoride dove il colpo la fa urlare.

“Oh … ti prego!” grugnisce.

“Tranquilla,” le ordino, e colpisco di nuovo il suo didietro per castigo. E improvvisamente sto trascinando il frustino contro il suo sesso, attraverso i suoi peli pubici, giù, fino all’entrata della sua vagina.

“Guarda quanto sei bagnata per questo, Anastasia. Apri gli occhi e la bocca,” le ordino e lei fa come le viene detto, completamente sedotta. Spingo la punta del frustino nella sua bocca.

“Senti il tuo sapore. Succhia. Succhia forte, piccola,” ordino, e lei chiude la bocca intorno al frustino mentre i nostri sguardi si incrociano. I miei occhi ardono per questa donna magnifica, e sono completamente nel mio elemento. Tiro via il frustino dalla sua bocca, poi la stringo e la bacio profondamente, la mia lingua invade la sua bocca. Stringendola tra le braccia, la stringo forte a me, il mio petto che struscia contro il suo, le sue mani sopra di lei.

“Oh, Anastasia, hai un sapore buonissimo,” sospiro.

“Vuoi che ti faccia venire?” chiedo con voce roca.

“Ti prego,” implora.

La colpisco con il frustino su una sua natica. Lei urla.

“Ti prego, cosa?” chiedo fermamente.

“Ti prego, Signore,” scatta. Le sorrido vittorioso.

“Con questo?” chiedo, tenendo il frustino in alto al livello dei suoi occhi.

“Sì, Signore.”

“Sei sicura?” la guardo con severità.

“Sì, ti prego, Signore,” implora.

“Allora chiudi gli occhi,” le ordino e obbedisce immediatamente. Inizio col lambirle leggermente il ventre con il frustino all’inizio, poi mi muovo verso il basso, con piccoli colpetti contro il suo clitoride, una volta, due, tre, quattro, cinque, sei volte … Ancora e ancora, fin quando alla fine è completamente esausta e viene sonoramente, accasciandosi debolmente. Le mie braccia l’afferrano subito mentre le sue gambe la tradiscono. E’ completamente persa nel mio abbraccio, la sua testa sul mio petto. Lei geme e piagnucola mentre le ultime scariche del suo orgasmo le attraversano il corpo.

La alzo e velocemente la muovo mentre le sue braccia sono ancora legate sulla sua testa, e la sua schiena è contro la croce liscia. Non riesco a guardarla ancora senza fare nulla, apro i bottoni del mio jeans. La poggio contro la croce per un minuto e strappo la bustina del preservativo per srotolarlo sulla mia erezione, poi metto le mani intorno alle sue cosce, alzandola di nuovo.

“Alza le gambe, piccola, e avvolgimele intorno ai fianchi,” le ordino. Lei obbedisce mentre io mi posiziono sotto di lei, provo ad entrare con una spinta, e mi ritrovo dentro di lei; il mio posto preferito dell’intero universo. Lei urla, gemendo. I miei gemiti sono attutiti al suo orecchio. Le sue braccia sono ferme sulle mie spalle e spingo dentro di lei a ripetizione e profondamente. Ancora e ancora, alla fine il mio respiro diventa più duro mentre la mia testa si abbassa sulla sua gola. Non riesco più a sopportare l’eccitazione che continua ad aumentare mentre la guardo accingersi all’orgasmo e inevitabilmente viene di nuovo, sonoramente, e il mio picco segue il suo, urlando la mia liberazione attraverso i denti serrati mentre la tengo stretta e vicino a me. Mi sfilo da lei velocemente e la poggio di nuovo contro la croce mentre il mio corpo supporta il suo. Sciolgo le manette, ed entrambi ci accasciamo sul pavimento completamente esausti.

Ma ancora non ho finito con lei …

4 thoughts on “CAPITOLO XVII

  1. La scelta delle canzoni è… W O W <3 Sono magnificheee!
    Brave davvero. Non vedo l'ora di leggere il prossimo capitolo mercoledì!
    Un bacio!

  2. posso darvi un consiglio? siccome una settimana è abbastanza lunga per aspettare un nuovo capitolo, ho provato a rileggere il capitolo originale e subito dopo quello pubblicato da voi, è completo. Provate poi fatemi sapere. Buona settimana a tutti

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