Capitolo XIII

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Durante la lettura potrebbero esserci evidenziati dei link “Soundtrack” che rimandano a delle canzoni. Vi consigliamo di aprirli per entrare appieno nell’atmosfera delle situazioni, continuando ad immergervi nelle parole della storia con un sottofondo da noi consigliato.

Laurea

Soundtrack

Il mattino mi trova ancora più risolutezza: Anastasia Steele, oggi ti renderai conto di come lotto per le cose, piccola! Se voglio qualcosa, non perdo. E in questo momento, non c’è niente che desideri di più, nessuna acquisizione è così grande, nessuna compagnia è così preziosa, nessuna donna è degna delle mie attenzioni! Ho occhi solo per te! Non mollo la presa, non smetto di pretendere che tu sia mia, soprattutto adesso che so che anche tu mi vuoi. Non posso lasciare che i dettagli dettino la relazione che possiamo avere. Abbasserò tutte le mie carte, anche se ho ancora qualche asso nella manica.

Non voglio perderla, davvero; il pensiero di perderla, che potrebbe scivolarmi tra le dita anche solo per un minuto mi spaventa a morte! Se non avesse respinto i miei sentimenti, se non mi avesse desiderato così tanto quanto io desidero lei, se non fosse stata il mio sole, se non mi avesse baciato così appassionatamente, fatto l’amore così appassionatamente, se non avesse avuto quello sguardo particolare quando mi vuole e quella tristezza quando è pronta a lasciarmi andare nonostante quello che prova per me, solo per i suoi principi, non l’avrei inseguita così instancabilmente, senza pensare a quanto mi piacesse e la desiderassi! Ma lei lo fa, e non riesco a scappare dalla sua presa. Io sono per lei, quello che lei è per me! Non è solo bellissima ed intelligente, lei ha anche dei principi. Sa ciò che vuole, cosa desidera. Potrà avere poca esperienza, ma quando sente qualcosa riesce a sentirlo in modo forte, agisce in modo forte anche se è spaventata a morte, e seguirà sempre la strada dei suoi principi anche se questo le spezza il cuore, così come il mio, in un milione di pezzi. Questa è la cosa più sexy che abbia mai visto! E’ il mio dolore e il mio piacere…

Mi piace, la voglio, la desidero, sento delle emozioni molto forti per lei, alle quali non sono abituato e a cui non so dare un nome! Potrò non essere un gentiluomo, potrò essere nato da una puttana drogata, potrò essere un maniaco del controllo, uno schiavista, un megalomane; ma conosco e riconosco l’onore! E’ un qualcosa per il quale lavoro perché anche per questo c’è bisogno di una buona dose di controllo per essere ottenuto, è un principio con il quale sono cresciuto ed è un qualcosa che vedo in lei! Lei agisce in suo nome, e io sono completamente e assolutamente incantato! E’ una donna rara, e io riesco a capirlo. Solo qualcuno degno di lei potrebbe conquistarla, e quanto sono stato fortunato ad averla conquistata senza capire completamente il suo valore, ma lei non può essere contenuta. Anche io voglio essere degno di lei! Mi fa venir voglia di essere un uomo migliore. Potrà essere un tornado nella mia anima, ma amo quello che agita in me; mi tiene con i piedi per terra senza sapere cosa farà o dirà in seguito. Nonostante una parte di me vorrebbe domarla e darle dei limiti, cavolo, chi voglio prendere in giro, vorrei solo domarla, punto, ma il ‘compromesso’ preserverebbe le sue qualità migliori, mentre affinerebbe i suoi lati più duri. Userò le mie capacità di negoziazione per riuscire ad arrivare a questo punto oggi. Prendi questo Miss Steele … Perché, Ana, piccola, io sono l’uomo per te!

Vado ad allenarmi con Taylor di mattina presto. Taylor mantiene il sacco da boxe, e io do pugni e lo prendo a calci fino allo sfinimento. I suoi occhi si spalancano alla vista della mia impazienza, della mia rabbia, e del mio desiderio represso, e sa il perché.

“Vedrà Miss Steele oggi, signore?” chiede cauto.

“Sì,” dico in modo piatto, poi mi correggo, “non è sicuro, ma ci proverò,” dico.

Buona fortuna, signore!” dice come se dovessi fare una missione di salvataggio in territorio nemico! Mi fermo per un secondo e provo a non sorridere. Prendo a pugni il sacco un’ultima volta.

Trenta minuti dopo, torno nella mia suite, ordino la colazione, e faccio una doccia. Indosso il mio completo argentato e come accessorio vi abbino la cravatta argentata che è diventata la mia preferita nelle ultime settimane. Taylor mi accompagna all’università. Mentre mi faccio strada verso l’ufficio del Rettore, Taylor sussurra sotto voce, ma ancora con un suono deciso dicendo, “Vada a prenderla, signore!” Quando mi giro per guardarlo, è lì con la sua faccia impassibile; io annuisco in risposta. Questa attesa sta dando su i nervi anche a lui!

Il Rettore parla lentamente e si sofferma sui convenevoli, poi mi presenta al resto dello staff. Io mi libero velocemente di tutti e dico, “Forse dovrei iniziare ad andare verso il palco. Voglio controllare il mio discorso un’altra volta,” anche se non ho bisogno di controllare niente. Ho una memoria molto buona, e sono capace di ripeterlo dopo una sola lettura. Dice al suo assistente di farmi strada, ma dico, “So che Miss Katherine Kavanagh terrà il discorso a nome degli studenti. Se è da queste parti potrebbe portarmi dove ho bisogno di andare.” Questo sorprende il Rettore. Dico, “Miss Kavanagh è un’amica di famiglia,” come per spiegare. Arriva da una famiglia molto ricca quindi non dovrebbe sorprendere il Rettore che le nostre famiglie potrebbero conoscersi. Invece lui manda il suo assistente a trovare Kate.

L’assistente torna con lei, la quale mi fa un sorriso malizioso. Cosa sta nascondendo?

“Ciao, Christian,” dice educatamente e in tono fermo a me o al resto della gente intorno. Il suo approccio non intimo ma educato, professionale e allo stesso tempo amichevole convince il Rettore e fa alzare la considerazione che ha di Kate.

“Ciao, Kate,” dico e lei mi porge la guancia destra per un gesto amichevole e io le pianto un amichevole e sociale bacio.

Il Rettore, e anche il suo Vice Rettore e l’assistente sono sgomenti per questo scambio e il Rettore in modo educato e con un pizzico di riverenza nella voce chiede a Kate, “Miss Kavanagh, sarebbe così gentile da accompagnare Mr. Grey al suo posto sul piedistallo, per favore? Gli piacerebbe rivedere il suo discorso.”

“Certamente, Rettore,” dice educatamente, e mi fa strada.

Una volta fuori dalla loro portata d’orecchio, mi giro e le chiedo, “Anastasia è tornata a casa ieri sera?” in modo preoccupato e fervente.

“Si, è tornata,” dice in tono piatto.

“Ne sei sicura?” le chiedo accigliandomi.

“Certo, l’ho vista proprio questa mattina. Ha ascoltato la prova del mio discorso. Perché me lo chiedi?” dice.

“Curiosità,” dico. “Volevo assicurarmi che fosse tornata a casa, ma non mi ha chiamato,” continuo.

Lei socchiude gli occhi con il suo sguardo da giornalista d’assalto puntato su di me, guardandomi direttamente negli occhi, “Stai trattando bene la mia migliore amica?” chiede con tono che sottintende una minaccia.

“Sì,” dico fermamente.

“Allora perché lei sembrava sconvolta stamattina?” chiede.

“Era sconvolta?” dico con la voce che si alza di mezzo tono.

“Sì, proprio così. Però ha usato la sua tecnica di distrazione già collaudata, ma se vivi con qualcuno per quattro anni, impari per bene tutte le sue stranezze. Cosa le hai fatto per sconvolgerla?” si avvicina, fissandomi ancora, e continuando a minacciarmi.

Anche io tengo lo sguardo fisso.

“Cosa ti ha detto?” chiedo energicamente.

“Perché mai dovrei dirtelo?” punta il dito dritto sul mio petto. Io la guardo con gli occhi socchiusi.

“Perché ero preoccupato per lei in quella trappola mortale che si ritrova e che chiama auto, e volevo assicurarmi che fosse tornata a casa sana e salva! Se fossi una buona amica che si preoccupa del suo benessere, saresti d’accordo con me!” dico, spostandole educatamente il dito.

“Oh, Christian! Mi dispiace! Certo che sono preoccupata quando guida quell’auto, ma devi capirla. Non ha soldi a palate, come certe persone,” dice, dandomi un’occhiata piena di significato. “Non puoi criticarla in quel modo e farla sentire inadeguata!” dice. Ma so che la mia affermazione ha portato Kate ad essere così loquace riguardo Anastasia, altrimenti non si sarebbe mai sbilanciata. “Dev’essere stata preoccupata per qualcosa, ma è solo Ana,” dice, “pensavo si trattasse solo di ansia per la laurea. E’ molto chiusa quando si tratta delle sue emozioni. Ora che mi ci fai pensare, lei ha deviato la mia attenzione, e dato che ero preoccupata per il mio discorso, non ho fatto abbastanza attenzione a lei, come invece avrei dovuto fare.” Annuisco. Siamo già arrivati al piedistallo. L’auditorium è stracolmo, e dobbiamo alzare la voce per riuscire a sentirci. Gli studenti e i loro genitori stanno provando a trovare i loro posti nel caos di fronte al palco.

“Fammi un favore dopo che la cerimonia sarà finita,” dico fermamente.

“Dipende da quello che mi chiedi,” dice, senza batter ciglio.

“Vediamo se in questo modo riesco a fartelo capire meglio: Voglio che tu trovi Anastasia dopo la cerimonia, e la mandi da me,” dico, con lo sguardo intrecciato al suo. A suo merito devo dire che non vacilla.

“Perché dovrei fare questo per te?” chiede.

“Non stai facendo questo per me. Lo stai facendo per la tua migliore amica che diverrà ancora più depressa se non riuscirà a parlare con me,” dico fermamente, velocemente, e in modo acuto.

“Perché dovrebbe essere depressa? Le farai del male?” chiede minacciandomi, quasi sfidandomi.

Sono colto alla sprovvista. “Certo che no!” dico. Lei è di nuovo in modalità mamma chioccia, proprio com’era successo prima.

“Perché se tu le farai del male in qualsiasi modo, Grey, io metterò le tue palle su di un piatto!” dice con una minaccia maligna inaspettata da parte di una ragazza che è carina, piccola, e innocua all’apparenza.

SE,” dico enfatizzando, “tu non riuscirai a farmi parlare con lei dopo la cerimonia, lei si farà male, ma non sarò io a fargliene! Sarà tutto nelle tue mani. Io dovrei tornare a Seattle. Potremmo avere qualcosa di speciale che sta nascendo tra di noi, ma lei forse si sente minacciata da ciò che sono, dalla mia ricchezza. Voglio che lei passi oltre queste cose. Ma se lei non lo farà,” dico bluffando, “io andrò avanti. Sono un uomo impegnato, Katherine, non ho tempo da perdere,” dico, non volendole dare troppo su cui fantasticare. Lei medita su quello che le ho detto, e riesco a vedere mentre lo passa al setaccio nella sua testa.

Portala da me dopo la cerimonia, ecco tutto,” dico fermamente.

Bene. La porterò da te. Ma la mia minaccia resta. Se le fai del male, saranno le tue palle …” dice con molte implicazioni. E il caso è chiuso.

“Dobbiamo aspettare finché non avranno preso posto tutti,” dice, cambiando argomento. Esattamente alle undici, il Rettore e i suoi Vice Rettore arrivano e prendono posto. I professori, e gli altri si allineano, e Katherine ed io siamo alla fine dell’ultima fila. Prendiamo posto entrambi, e la nostra conversazione finisce.

Gli studenti hanno preso posto di fronte a noi nell’auditorium mentre i genitori e gli amici si sono accomodati sulle gradinate. Le voci sono altissime e dopo che tutti hanno preso posto, gli studenti si alzano in piedi per applaudire il corpo docente allineato di fronte a loro. Una volta che l’applauso cessa, ci sediamo di nuovo.

Mentre mi siedo, sbottono la mia giacca monopetto grigia per rivelare la cravatta argento. Se gli occhi di Miss Steele dovessero trovarmi questa sarebbe facilmente visibile, così potrà capirne il significato.

Il Rettore si alza, si avvicina al piedistallo, e inizia a procedere con il suo discorso. I miei occhi lentamente e discretamente la cercano in quel mare di studenti che indossano lo stesso copricapo e la stessa toga. La cerco così come un pianeta perso cerca il suo sole.

Non è quella … No, non quella brunetta. Non è lei … Passo al setaccio le facce una per una provando ancora a sembrare disinteressato e rilassato.

Soundtrack

Eccola lì! I nostri sguardi si incrociano. Stava provando a nascondersi, voleva sprofondare nella sua sedia! Perché? La fisso tenendo il desiderio fuori dal mio sguardo. Impassibile, vuoto. Ma interrogativo. Anche da questa distanza, so di aver trovato il mio sole. Ho trovato il mio posto. Ho localizzato la mia anima. Lei è qui. E’ allo stesso tempo sollievo ed esasperazione. Sta bene, ma non ha risposto alle mie e-mail, o alle mie telefonate, e non ha nemmeno pensato di chiamarmi. Perché lo ha fatto? Perché sta provando a scappare da me quando riesco a vedere che si sta dimenando sulla sua sedia anche quando io sono così lontano. So che mi vuole. Ho lo stesso effetto su di lei che lei ha su di me! Siamo entrambi persi senza l’altro! Troviamo noi stessi nell’altro.

Il suo sguardo si sposta più in basso, sulla mia cravatta, ed ha l’effetto che mi aspettavo avesse. Questo è solo colore, piccola. Ho ancora i miei piani per arrivare al full, al poker, e alla scala reale. Sì, ho intenzione di vincere oggi! Un piccolo sorriso fa capolino sulle mie labbra mentre il suo agitarsi sulla sedia diventa un po’ più evidente anche se sta provando con tutte le sue forze a controllarsi. Ma la sua agitazione sta facendo il suo lavoro su di me, e riesco a sentire che la mia erezione si sta risvegliando. Dannazione! Deve essere soppressa data la situazione in cui mi trovo. Chiudo piano gli occhi per provare a sfuggire alla sua morsa. Perché se continuo a guardarla, potrei dover fare il mio discorso con un rigonfiamento che spunta dai miei pantaloni! Quando apro gli occhi, il mio sguardo indifferente è tornato al suo posto, e fisso il Rettore, la cui visione di certo potrà spegnere il fuoco. Passo in rassegna tutte le cose ordinarie, e alla fine trovo l’unico oggetto inanimato ed innocuo nel logo della scuola che è appeso proprio sopra l’entrata. Sarebbe impossibile per me guardarla di nuovo senza gli ovvi effetti dato che ho questa energia sessuale repressa da giorni, il mio desiderio straripa, e dato che ieri sera ho rischiato di perderla, non posso rischiare. Non posso non averla, non pretenderla, non fare l’amore con lei – beh, forse quello potrebbe arrivare più tardi – ma per come mi sento in questo momento dovrei fotterla in ogni modo possibile ed immaginabile per un’intera giornata ed un’intera notte per riuscire appena a far affievolire questo fottuto fuoco che mi sta consumando! Quindi tengo lo sguardo lontano da lei.

Sono strappato via dalle mie fantasticherie dopo aver sentito che chiamavano il nome di Katherine Kavanagh per il discorso a nome degli studenti. Lei ammalia il pubblico e questo non mi sorprende, ha imparato a lavorare con la gente, essendo la figlia di suo padre. Inoltre, sono ancora impressionato dal modo in cui pronuncia le proprie battute. Una volta che ha finito il suo discorso, il pubblico va in visibilio, e lei riceve una standing ovation; i suoi compagni iniziano a fare un tifo da stadio per lei.

Poi il Rettore mi presenta dicendo, “Ora vorrei presentarvi un giovane imprenditore che è riuscito a trovare il suo posto non solo nello Stato di Washington, ma anche in tutti gli Stati Uniti come scena internazionale. E’ uno dei maggiori benefattori della Washington State University. Vi prego di dare il benvenuto a Christian Grey,” e con questa presentazione, è il mio turno di pronunciare il mio discorso. Dopo aver sentito pronunciare il mio nome, il pubblico presente fa un applauso educato ma controllato. Prendo posto sul piedistallo.

“Sono enormemente grato, e davvero colpito dai complimenti che mi sono stati fatti dal Rettore a nome della WSU. Grazie! Questo mi presenta una rara opportunità per parlare del Dipartimento di Scienze Ambientali della WSU che sta facendo un gran lavoro che potrà dare ancora altri frutti. Aspiriamo a sviluppare dei metodi ecologicamente sostenibili e autosufficienti per l’agricoltura nei paesi del terzo mondo, e finalmente aiutare a sradicare la fame e la povertà in tutto il mondo …”

Vado avanti parlando di paesi africani, di quelli sub-sahariani e quelli del Sud America dove la distruzione ecologica sta seminando distruzione, e causando fame. Palo anche della mia fame prima che fossi adottato. Questo pezzo è tutto a beneficio di Miss Steele. Mi sto rivelando a tutti gli altri per farle vedere, per farle capire che sono accessibile, che c’è dell’altro oltre a quello che faccio nella mia, come l’ha chiamata lei, Stanza Rossa delle Torture. Che non sono sempre stato ricco, che mi sono formato da solo. Quello che ho non è qualcosa che ho ereditato; ma ho lavorato estremamente duro per far sì che questo accadesse. Perché non voglio tornare ad essere povero o affamato! Mai! Voglio che lei capisca questa parte delle mie manie del controllo, il perché chiederle di mangiare e finire quanto ha nel piatto sia compreso. Questa è una parte del mio compromesso con lei. Nonostante sia di pubblico dominio che sono stato adottato, i dettagli sul mio passato non lo sono altrettanto; ovviamente se fossero abbastanza curiosi sarebbero capaci di scoprirlo; ma richiede ricerche molto approfondite, e questa parte potrei condividerla solo io. Vedi, Miss Steele, posso essere aperto … Sto svelando parte del mio passato oscuro solo per te … Questo sono io in tutto il mio essere incasinato! Prendimi così come sono … Di solito, non mi farebbe piacere parlare di quello che faccio per gli altri. Forse sto ancora provando a sopprimere la fame del piccolo ragazzino che ero una volta, ma la mia squadra mi dice che è una cosa che va a beneficio dell’università se a farli prendere coscienza è qualcuno nella mia posizione; e servono soldi per convincere gli altri benefattori a sborsarne. Mentre chiudo il mio discorso, dico, “Questo è un viaggio molto personale per me …” guardandola in modo poco appariscente agli occhi degli altri. Sorrido al pubblico alla fine del mio discorso, e anche Miss Kavanagh, la rompipalle, mi sta applaudendo con fervore.

Alla fine è il momento di consegnare i diplomi. Ma, ci sono oltre quattrocento studenti in attesa di riceverlo e il suo cognome inizia con la lettera “S” per l’amor di Dio! Oltre un’ora, molti diplomi e innumerevoli strette di mano dopo, sento che viene chiamato il suo nome, e il mio cuore sobbalza per un secondo.

Sono sollevato di vederla chiaramente di fronte a me. Il mio sguardo si scalda con una sola occhiata, ma rimango circospetto. Lei cammina verso di me, il suo diploma è nella mia mano. Abbasso lo sguardo su di lei; e appena le nostre mani si toccano ed entrano in contatto, la scarica di elettricità inizia a correre tra di noi, aumentando sempre di intensità.

“Congratulazioni, Miss Steele,” dico mentre le stringo la mano, accarezzandola gentilmente. Sperando di non doverla lasciar andare. Mi abbasso leggermente verso di lei e le chiedo, “C’è qualche problema con il tuo computer?” e le porgo il diploma.

“No,” dice accigliandosi e sembrando confusa.

Allora stai ignorando i miei messaggi?” dico ferito, però spingo via quell’emozione e la nascondo bene.

“Ho visto solo il tuo messaggio di fusioni e acquisizioni,” dice confondendomi. Oh, sta parlando della e-mail che le ho mandato la scorsa notte. Allora, non ha visto gli altri messaggi che le ho inviato?

Vedendo la fila che si era creata, le dico “A dopo,” e lei si muove per far passare gli altri. Un’altra ora e molte altre strette di mano, e qualche balordo studente, sia maschi che femmine, dopo, i diplomi sono stati tutti consegnati. Una volta che il tutto è fatto, mi assicuro di non dare alcuna attenzione a Miss Steele. Lei avrà voglia di me, e per la fine della serata me la ritroverò che mi implora. Le persone sul palco, inclusi io e Miss Kavanagh, scendono, e io mi muovo senza nemmeno guardarla.

Una volta finita la cerimonia, stringo la mano del rettore, e mi scuso per andare a parlare con Miss Kavanagh.

Kate! Ho bisogno che tu vada a prendere Anastasia immediatamente!” Lei mi fissa, ma annuisce e si muove per andare da lei. Appena Kate se ne va, mi ritrovo occupato con il Rettore e un paio di insegnanti che stanno morendo dalla voglia di conoscermi.

Sento il suo sguardo sulla mia schiena mentre cammina con la sua coinquilina, Kate. Giro la testa e la vedo.

“Vogliate scusarmi, signori,” mormoro alla mia comitiva. Sorrido a Kate, e la ringrazio. Senza aspettare la risposta di Kate prendo Anastasia per il gomito dato che ho finito tutta la pazienza che ero riuscito ad accumulare, e la porto lontano dalla folla per trovare un posto in privato che si presenta nella forma di uno spogliatoio maschile e la faccio entrare; controllo in giro per vedere se c’è qualcuno, e trovandolo vuoto, chiudo la porta.

Poi mi giro verso di lei con tutta la frustrazione che ho accumulato in più di una settimana e la guardo inferocito:

Perché non hai risposto alle mie e-mail o ai miei messaggi?” chiedo con fervore. Lei sembra perplessa e risponde, “Non ho avuto la possibilità di controllare il computer o il cellulare oggi. Sono stata occupata a prepararmi.” Poi cambia argomento, “Ma comunque, quello è stato davvero un bel discorso, Christian.”

“Grazie,” mi ritrovo a dirle in automatico come se anni di buone maniere impartitemi dai miei genitori avessero avuto la meglio.

“Ora capisco il tuoi problemi con il cibo.” Nonostante sia felice che il mio sforzo abbia avuto l’effetto sperato, con meno di due centimetri tra di noi, non me ne potrebbe fregare di meno. Sono doppiamente esasperato e mi passo entrambe le mani tra i capelli. Non capisce quanto fossi preoccupato per lei in quella trappola mortale che lei chiama auto? Non mi ha chiamato né scritto, né mi ha risposto ad un sms … E’ stata irresponsabile! Non ho ricevuto alcuna risposta da lei, quindi ho dovuto scoprire da Katherine Kavanagh che era tornata a casa e che stava bene! Mi ha messo in gabbia, e mi sta torturando!

Faccio un paio di passi nello spazio circoscritto, faccio sì che il mio respiro torni regolare, e mi giro verso di lei quando sento che ho di nuovo il controllo su me stesso. “Anastasia, non voglio parlare del mio passato in questo momento.” Chiudo gli occhi con il dolore di non averla, non aver alcun diritto per tenerla al sicuro, e lei mi sfida e il fatto di non poter fare un cazzo a riguardo mi sta preoccupando immensamente! La guardo con tutta l’intensità delle mie emozioni senza avere il bisogno di nasconderle: “Ero preoccupato da morire per te!” sussurro con fervore.

“Eri preoccupato?” dice confusa.

Non mi ha ascoltato ieri sera? Lei è andata via in una scatola mortale ambulante! “Solo perché stavi guidando una trappola mortale! Ho bisogno di aggiungere altre ragioni?” pronuncio.

“Cosa?” dice petulante. “Wanda,” si corregge subito, “la mia auto, non è una trappola mortale. Jose controlla la mia auto regolarmente!” articola. Il potenziale stupratore è anche il suo meccanico? Lo stronzo che ha tormentato il mio incubo la scorsa notte? I miei occhi diventano freddi. Riesco appena a contenermi. Mi ritrovo con la gelosia che arriva al limite in un secondo.

“Hai detto Jose. Sarebbe il fotografo? Il tuo quasi stupratore?” dico stringendo gli occhi su di lei.

“Sì, quel Jose. Solo perché conosce bene l’auto, perché era quella di sua madre,” dice rapidamente per acquetare la mia rabbia crescente.

“Ovviamente!” dico, “probabilmente è un cimelio di famiglia. Dev’essere stato tramandato di generazione in generazione dalla sua bis-bis-bis-bisnonna! Quell’auto è pericolosa!” Mi ritrovo a dirle con la voce roca a causa di un’emozione sconosciuta.

“Christian, stai reagendo in modo esagerato; l’ho guidata per oltre tre anni. Sono davvero dispiaciuta di averti fatto preoccupare. Non era mia intenzione. Perché non mi hai chiamato?”

Come posso sedermi e spiegarle che l’ho chiamata, le ho mandato dei messaggi e le ho mandato delle e-mail così tante volte senza avere una sua risposta? Devo avere una risposta prima che inizi a prendere fuoco proprio d’avanti a lei. Sto perdendo il controllo. Mi sta sfilando tra le dita, e con questa vicinanza, non so se riesco a sopportarlo! Faccio due respiri profondi per ritrovare il mio equilibrio e chiudo gli occhi. Sembra che io perda ogni minima parte di controllo quando le sono vicino. Ma ecco che però la sua assenza mi fa lo stesso effetto, o anche di peggio! Cosa diavolo mi sta facendo?

Apro gli occhi, abbasso lo sguardo su di lei con tutta la sua intensità, mettendo a nudo la mia anima, “Ho bisogno di una tua risposta, Anastasia! Quest’attesa,” chiudo di nuovo gli occhi per scappare alla sua presa, “questo non sapere cosa dirai, cosa farai, mi sta facendo andare fuori di testa! Sto impazzendo.Apro gli occhi e cerco un segnale da parte sua.

“Oh … Christian, ascolta, ho lasciato il mio patrigno da solo, e mi sta aspettando.”

Ok. Hai tempo fino a domani. Voglio …” dico, “no, ho bisogno della tua risposta per domani.” Dico con fervore.

“Va bene. Avrai la mia risposta domani,” e sbatte le ciglia.

Voglio assicurarmi che sia seria, e non stia giocando con me. Faccio un passo indietro e la osservo. Il suo comportamento mi dice che è sincera, e questo mi dà sollievo; non sapevo nemmeno che tutto il mio corpo, dai piedi alle spalle, era in tensione!

“Resterai per bere qualcosa?” chiedo.

“Oh, non sono sicura di cosa voglia fare il mio patrigno, Ray.” Per la prima volta da quando mi sono rilassato un po’, mi rendo conto che il suo patrigno è qui. Mi piacerebbe conoscerlo, perché questo mi darebbe l’opportunità di conoscere meglio Anastasia.

“Ti va di presentarmi al tuo patrigno?” chiedo.

Il suo sguardo cade, sconvolto. “Christian, non sono sicura che questa sia una buona idea,” dice. Questo ferisce i miei sentimenti più di quanto avrei mai pensato, e non ho nemmeno la possibilità di nascondere le mie emozioni. Ma riesco a sopprimerle stringendo le labbra in una linea dura.

Ti vergogni di me, Ana?” sussurro.

“No!” dice con fervore.

“Allora cosa?” indago.

“Christian, come dovrei presentarti a lui, come il mio cosa? ‘Hey papà, ecco l’uomo che ha deflorato tua figlia, e ora vuole iniziare una relazione sadomaso con lei. Ti presento il mio potenziale Dominatore!’ Non indossi le tue scarpe da corsa!” dice. Mi piace essere arrabbiato con lei, ma mi ritrovo con un sorriso che si insinua sulle mie labbra e che senza successo provo a sopprimere.

“Solo per tua informazione, Anastasia,” dico sorridendo, “corro abbastanza velocemente. Perché non mi presenti come un tuo amico?”

Apro la porta, e la accompagno fuori. Camminiamo di nuovo diretti tra la folla. Vado a stare con il Rettore, e tutti e tre i Vice Rettori, quattro membri della facoltà e Katherine, mentre Anastasia corre a trovare il suo patrigno come se stesse scappando da qualcosa sorprendendo tutti gli altri che si girano a fissarla. Non più di sei minuti dopo la vedo che cammina aggrappata al braccio del suo patrigno. Ma uscendo fuori dal nulla, questo stronzo biondo e di bell’aspetto, pieno di sé, arriva e la solleva da terra facendola roteare come se fosse una ragazzina! Katherine nota il mio sguardo e guarda in quella direzione, ma prima che possa dire qualcosa mi scuso con il resto della compagnia, Katherine si affretta dietro di me. Il mio sguardo freddo è fisso su Anastasia mentre le braccia dello stronzo biondo sono intorno a lei come l’abbraccio di un amante. Se gli sguardi potessero uccidere, quello stronzo sarebbe morto appena ha toccato Anastasia!

Kate cammina al mio fianco quando raggiungiamo il trio, i miei occhi appiccicati sulle mani che tengono la vita di Anastasia così possessivamente. Quest’uomo riesce ad attorcigliarsi intorno a lei come un serpente, ma non può nemmeno dire a suo padre che sono un suo amico? Kate mi sorprende andando dritta da Ray, salutandolo e baciandolo su entrambe le guance.

“Ciao, Ray!” dice allegramente. Poi sgancia la bomba, “hai già incontrato il fidanzato di Ana? Christian Grey.”

L’espressione sul viso di Anastasia è senza prezzo. Come in quella pubblicità …

Finire un corso di studi di quattro anni, centomila dollari; toga e cappello per la laurea, duecento dollari, la tua migliore amica che presenta il tuo potenziale Dominatore a tuo padre il giorno della tua laurea, non ha prezzo!

E questa era l’etichetta sulla sua espressione facciale: Senza prezzo. Stava per andare in iperventilazione, e non ha avuto nemmeno il tempo di riprendere la mandibola che le era caduta a terra. Penso che se Ray non fosse stato qui, sarebbe stata Katherine quella che avrebbe dovuto indossare le scarpe da corsa. Questo pensiero lo rende utile per la presentazione. In un certo senso, sono felice che mi abbia presentato come il suo fidanzato. Questo dovrebbe far togliere le mani possessive dello stronzo da lei! Ma invece no.

“Mr. Steele, è un piacere incontrarla,” dico porgendo la mano al patrigno di Ana.

“Mr. Grey,” dice mentre lo shock iniziale inizia a scomparire. Poi Katherine dice, “E questo è mio fratello, Ethan Kavanagh,” sempre pronta a fare le presentazioni, lei addetta alle pubbliche relazioni.

“Mr. Kavanagh,” dico freddamente. Ci stringiamo la mano, e dato che la presentazione sanguinaria è finita, allungo la mano verso Anastasia e la chiamo, “Ana, piccola,” e la tiro via dalla presa dello stronzo. Inavvertitamente sua sorella mi ha aiutato a marcare il mio territorio, e sorprendentemente, mi ritrovo alquanto compiaciuto di questo nuovo titolo che mi è stato affibbiato. Mentalmente provo a ripeterlo: fidanzato. Il fidanzato di Anastasia. Mi piace quasi! Forse più di quanto dovrebbe …

Anastasia prende la mano che le ho offerto, e la attiro verso di me, in un abbraccio, dove deve stare. Come se stesse rispondendo ad un segnale, Katherine dice, “Ethan, mamma e papà volevano dirci una cosa,” portandosi via suo fratello, il quale ha lo sguardo che continua ad essere fisso su Anastasia e me.

Il patrigno di Anastasia ci rivolge uno sguardo incuriosito e dice, “da quanto vi conoscete, ragazzi?” mentre prova a sembrare impassibile, e taciturno, ma conosco fin troppo bene quello sguardo, ormai ne sono il maestro. C’è una montagna di domande, e in questo momento vuole sapere se sua figlia è al sicuro.

Anastasia resta al sicuro tra le mie braccia, e mie dita accarezzano la sua schiena nuda, che fa capolino dal vestito legato dietro al collo. A quanto pare s’è liberata della toga, e io approvo ciò che è sotto la mia mano, e con calma rispondo alla domanda del suo patrigno:

“Da un paio di settimane, più o meno, signore. Ci siamo incontrati quando Anastasia è venuta ad intervistarmi per il giornale studentesco,” dico delicatamente.

Lui si rivolge a lei e dice in tono accusatorio, “Non sapevo che lavorassi al giornale, Ana. Non me l’hai mai detto,” quasi sospettando che si trattasse di una bugia.

“Kate era malata, quindi sono andata al suo posto,” dice Anastasia, e suo padre annuisce.

“E’ stato un bellissimo discorso, Mr. Grey,” dice alla fine, con un tono di accondiscendenza.

“Grazie, signore,” rispondo, e vado all’attacco, “mi è parso di capire che lei è un pescatore appassionato,” ed eccolo preso all’amo.

“Sì, adoro andare a pesca!” dice entusiasta. “Lei va a pesca?”

“Per quel poco che ne so. A me, mio padre e mio fratello piace andare a pesca. Sa, per un po’ di tempo tra uomini…” dico, e lui sorride capendo l’elemento di legame nella pesca. Parliamo di ami, esche, acque in cui si pesca bene. Vedo di sfuggita che Anastasia è shockata da quanto velocemente abbiamo legato per la pesca e allo stesso tempo è annoiata per l’argomento di conversazione. Lei si scusa e va a trovare la sua coinquilina. La sua assenza mi dà la possibilità di parlare più francamente con il suo patrigno.

“Per favore, Mr. Steele. Sono il fidanzato di sua figlia. Mi chiami Christian,” dico, e il suo sorriso si allarga.

“Christian,” prova a pronunciarlo, e ricambia, “un uomo che sa pescare è proprio l’uomo per me! Chiamami Ray!” dice sinceramente. Ed è fatta; siamo uniti.

“Sono così felice di essere riuscito ad incontrarla, signore,” dico in tutta onestà.

“Se posso, vorrei portarle all’attenzione una preoccupazione che ho per la sicurezza di Anastasia,” dico attirando la sua attenzione.

“La sua sicurezza? E’ in qualche tipo di pericolo?” chiede con una preoccupazione crescente nel suo tono.

“Credo di si, però non è ciò che crede. Ho visto l’automobile che guidava l’altro giorno, e quella non rispetta le minime regole di sicurezza. Però lei sembra esserci affezionata, perché lei gliel’ha comprata. So di poter facilmente sistemare la situazione, perché non me lo perdonerei mai se dovesse accaderle qualcosa. Quindi, quello che le sto chiedendo è posso sostituire la sua auto attuale che lei le ha comprato, con un’automobile più sicura? Mi toglierebbe un gran peso, e sono sicuro che farebbe lo stesso anche a lei,” dico.

“Oh. Christian, è davvero un’offerta generosa, ma non potremmo affrontare il pagamento …” dice, ma alzo la mano per fermarlo.

“Signore, non è un prestito. E’ un regalo di laurea per lei. Non crede che farebbe stare entrambi col pensiero tranquillo sapendo che è nel traffico con un’auto sicura invece di comprarle qualcosa di cui non ha bisogno? Mi preoccupo molto per lei, se lei sembra essere molto scoordinata e questo aumenta il mio livello di ansia quando si tratta di lei alla guida,” dico.

Quando Ray sente dei problemi di coordinazione di Anastasia, sa quello di cui sto parlando, e dice ridendo, “In tal caso Christian, hai la mia benedizione. Va’ avanti. Potrebbe far stare tranquillo anche me!”

“Grazie, signore! E mi farebbe piacere se non ne facesse parola con lei, perché voglio farle una sorpresa,” dico, e lui si allunga verso di me dandomi una pacca sulla schiena, in segno di approvazione. Mentre arriviamo alla fine del nostro discorso riguardo il regalo di laurea, Anastasia torna dopo essere andata a trovare la sua coinquilina. Il suo patrigno chiede dove può trovare un bagno, e Anastasia gli dà tutte le indicazioni. “Ci vediamo tra poco, ragazzi. Divertitevi,” dice e si incammina in direzione dei bagni. Anastasia mi guarda, la sua occhiata è nervosa. Un fotografo si avvicina a noi, e chiede se può farci una fotografia. Sorrido internamente. Ho avuto tre prime volte oggi. Ho incontrato il padre di Anastasia – il primo genitore di qualsiasi ragazza, sottomessa, schiava, o qualsiasi altra cosa che abbia mai incontrato, poi ho chiesto il suo permesso per comprarle un’auto, e ora, ci hanno fatto la prima foto insieme. Non sono mai apparso in una fotografia con una donna.

“Grazie, Mr. Grey,” dice il fotografo, e frettolosamente va via.

“Vedo che hai incantato anche mio padre …” dice Anastasia, ma io mi soffermo su ciò che non ha detto. Ho incantato anche lei?

“Anche, dici?” le chiedo, alzando le sopracciglia. Lei arrossisce. Timidezza. Ma non è soltanto questo. Lei arrossisce più spesso perché il suo desiderio per me è cresciuto di molti gradi. Con la mano le alzo gentilmente il mento, e traccio il contorno della sua guancia con le mie dita.

“A cosa stai pensando, Anastasia?” le chiedo sussurrando. “Cosa darei per saperlo!” dico con fervore, prendendo il suo viso tra le mani, alzandole la testa così ci guardiamo a vicenda negli occhi attentamente. Il suo respiro si ferma. Nonostante sia un posto pieno zeppo di gente, improvvisamente diventiamo incuranti di tutti gli altri. Siamo solo io e Anastasia.

“In questo momento,” sussurra, “sto pensando solo, bella cravatta,” dice in un sospiro.

Sogghigno ai ricordi che questa cravatta sta riportando alla mente di entrambi, e dico, “Sì, è bella. E recentemente è diventata la mia preferita.” Lei arrossisce, diventando più rossa della bandiera cinese. E’ adorabile! E’ calda per me! Mi desidera proprio in questo momento, e vuole fare l’amore con me. E’ tutto nel suo sguardo, e nel suo linguaggio del corpo, e il modo in cui non si sta curando di tutti quelli che ci circondano. La carica tra di noi diventa solida, palpabile, tangibile.

“Sai che sarà bellissimo, vero, piccola?” sussurro. Lei chiude gli occhi per l’intensità del suo desiderio per me.

“Ma voglio di più,” mormora. So che vuole di più. E’ stato nei miei sogni per giorni! Lei vuole cuori e fiori.

“Vuoi cuori e fiori,” dico seccamente, e lei semplicemente annuisce per confermarmelo.

“Di più,” dico, provando a pronunciare questa parola. Ha un sapore strano. L’ho già usata prima, e non mi è piaciuta; non l’ho mai concesso. Ma con Anastasia, sono qui per raggiungere un compromesso. Non riesco a sfuggire dalla sua presa. Ma, non so se ce la posso fare! Devo essere onesto con lei.

“Anastasia,” riesco appena a bisbigliare, “piccola, è un qualcosa che non conosco.”

“Nemmeno io,” dice. Il mio cuore si scioglie. E’ la mia piccola … Sorrido un po’.

“Piccola, tu non conosci molte cose,” dico. E nonostante conosca poche cose, ne ha imparate alcune negli ultimi giorni, e anche per bene.

“E quelle che conosci sono tutte le cose sbagliate,” sussurra. Perché pensa questo?

“Sbagliate? Non sono sbagliate per me,” dico scuotendo la testa. “Per favore, provaci,” mormoro mettendola alla prova, sfidandola a fare il grande salto, e le faccio il mio sorriso che riservo solo al lei, inclinando la testa da un lato.

Il suo respiro si ferma con un rantolo.

Lei guarda attentamente nei miei occhi. Sono spaventato che lei mi dica “No!” e scappi via. Ma quello che sento mi shocka nel profondo!

“Okay,” sussurra.

Non credo alle mie orecchie! Lei mi ha preso per le palle e ha tutta la mia attenzione, ed ora la guardo attentamente negli occhi, provando a non fraintenderla. Lei deglutisce.

Cosa?” chiedo, continuando a non credere alle mie orecchie e provando a confermare la sua risposta.

“Ho detto, Okay …” fa una pausa, “ci proverò.”

Non sono mai stato così felice in tutta la mia vita come lo sono ora. Ma non voglio farmi prendere troppo dalla gioia nel caso avessi frainteso qualcosa, e poi dopo ne sarei dispiaciuto. Il mio cuore non potrebbe sopportarlo!

“Stai accettando?” chiedo con una punta di incredulità nella voce.

“Sì, sempre tenendo conto dei limiti relativi. Quindi, la mia risposta è sì. Ci proverò,” dice con voce sottile. Ma, la terza volta è affascinante, e sono incredibilmente esaltato. Questo è il regalo per il compleanno, per Natale, e uno inaspettato e desiderato, tutti impacchettati in uno. Automaticamente la abbraccio, chiudendo gli occhi.

“Cristo, Ana! Sei incredibilmente inaspettata. Mi mozzi il fiato,” dico con ammirazione, riverenza e soggezione nella voce. Non so se devo tenerla stretta, baciarla, o solo portarla via di qui per avere qualche bel momento con lei! Sono felice oltre ogni limite!

Il suo patrigno torna mentre sono intrappolato nei miei pensieri. Quando lo vedo, sono così preso dalla gioia da non riuscire a controllare i miei sentimenti e non mi importa se il Papa arrivasse ad ammonirmi! I miei occhi brillano per l’evidente felicità.

“Annie, dovremmo andare a pranzo? Sono affamato dopo aver passato tutto questo tempo ad aspettare,” dice.

“Okay,” dice, nel frattempo prova a ritrovare l’equilibrio. Ray si gira verso di me e mi chiede, “Vorresti unirti a noi per il pranzo, Christian?” Anastasia mi fissa con i suoi occhioni azzurri quasi terrorizzata dalla prospettiva di ritrovarsi sotto l’esame minuzioso di due uomini della sua vita. Il pensiero mi rende incredibilmente felice. Io sono l’uomo principale della sua vita ora! Io! Non penso che un imperatore che ha appena conquistato il paese dei suoi desideri più profondi sarebbe così gioioso, esaltato e fottutamente felice come me in questo momento! Quindi, ti lascerò questo momento con tuo padre, Miss Steele. Finalmente posso acconsentire a starti lontano sapendo che posso averti tra le mie braccia, farti tornare al tuo posto…

“Grazie, Mr. Steele, ma ho altri piani, signore. E’ stato un onore conoscerla,” dico.

“Altrettanto, Christian,” dice, “Ricorda di tenere d’occhio la mia bambina,” dice in tono cospiratorio.

Questo mi fa sorridere, “Oh, intendo farlo assolutamente, Mr. Steele.” Ci stringiamo la mano. Io mi volto verso Anastasia. Mi mozza il fiato. Prendo la sua mano nella mia, e me la porto alle labbra, bacio teneramente ogni nocca, i miei occhi e il mio sguardo ardono per la lascivia e il desiderio per lei, mentre la guardo.

“A dopo, Miss Steele,” le sussurro all’orecchio, pieno della promessa di quello che sta per avvenire, e ho tutta l’intenzione di mantenere quella promessa.

***

Taylor come sempre mi trova appena sa che mi allontano dalla compagnia ed è il momento di andare. Lui dà soltanto un’occhiata alla mia faccia, e riesco a vedere che dà un lento sospiro di sollievo, e mormora sotto voce guardando in avanti col volto inespressivo, “Congratulazioni, signore!” come se avessi completato la mia missione di salvataggio senza intoppi. Annuisco come risposta, ancora barcollando per le vertigini.

“Dove la porto, signore?” chiede.

“Riportami all’Heathman,” dico. Ho bisogno di pranzare, e lavorare dato che ho conquistato la mia grande quota questa mattina.

Ordino il pranzo in camera, e mi metto a lavorare. Taylor ed io andiamo a fare una corsa serale per allenarci. L’umore di Taylor è sollevato in proporzione diretta col mio. Dio! Questa donna riesce a muovere un suo ditino e mettere noi uomini tutti sull’attenti! Sarà la mia morte. Il mio bellissimo veleno, e antidoto … Quando torniamo, faccio una doccia. Mi vesto velocemente con una maglietta bianca e i jeans. Rapidamente mi faccio strada verso il computer per scrivere un messaggio ad Anastasia.

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Da: Christian Grey
Oggetto: Limiti Relativi
Data: 26 Maggio 2011 17:23
A: Anastasia Steele

C’è qualcosa che posso dire che non ho già detto?
Quando vuoi parlare di questi, sarò felice di parlarne con te.
Eri da mozzare il fiato oggi.

Christian Grey
Amministratore Delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Riesco appena a contenermi. La sua risposta è istantanea. Appena mi arriva il suono dell’e-mail in entrata, la apro cliccandoci sopra con le mani che mi tremano.

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Da: Anastasia Steele
Oggetto: Limiti Relativi
Data: 26 Maggio 2011 17:24
A: Christian Grey

Potrei venire da te stasera per discuterne, se va bene per te.

Ana
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Se va bene? Piccola, stavo solo aspettando che mi dessi il tuo assenso! Mi sono ritrovato affamato nell’attesa del tuo affetto. Se non sa come punire con il sesso, o se non ha qualche innata abilità, cambierò il mio nome! Ha un talento naturale; sono pronto ad esplodere. Ma non voglio che lei guidi quella trappola mortale per prima cosa, e per seconda, se lei viene, può andarsene quando vuole. Voglio averla alle mie condizioni. Le scrivo subito una risposta.

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Da: Christian Grey
Oggetto: Limiti Relativi
Data: 26 Maggio 2011 17:28
A: Anastasia Steele

Anastasia, preferirei venire io da te. Per favore credimi quando ti dico che sono alquanto scontento di sapere che guidi quell’auto.
Sarò con te tra poco.

Christian Grey
Amministratore Delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.
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Sono già vestito.

“Taylor!” chiamo.

“Sì, signore,” arriva immediatamente.

“Due cose. Una, chiama il bar e fargli preparare una bottiglia fredda di ‘Bollinger Grande Année Rosé 1999’ e prepara il Suv per portarmi da Miss Steele tra 10 minuti. Puoi lasciarmi lì, e tornare intorno alle nove,” dico.

“Sì, signore,” dice, e va a fare l’ordinazione per il vino.

Stampo una copia della e-mail di Anastasia, e una copia del contratto. Li piego e metto i fogli nella mia giacca. Mi faccio strada verso il piano terra per incontrare Taylor.

Che donna che sei, Anastasia! Metti un uomo in ginocchio con un solo sguardo, e non te ne rendi nemmeno conto. Mi mozzi il fiato.

Chiudo la porta della suite e vado via.

3 thoughts on “Capitolo XIII

  1. Per natale nessun capitolo in regalo? :'(

    P.S.
    Sono bellissimi questi capitoli, e le canzoni fantastiche! complimenti!!!!
    Ma l’attesa del il capitolo successivo è uno strazio 🙁 Ma ne vale la pena!!! Grazie!!!

  2. Questo capitolo ha placato gli animi, o per lo meno il mio, in attesa di una scelta affermativa di Ana!! 🙂

    Sono così felice ^_^

    Grazie per questi capitoli che mi fanno sognare ogni volta a tal punto di non averne mai abbastanza di leggere ^_^

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