CAPITOLO VIII

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Durante la lettura potrebbero esserci evidenziati dei link “Soundtrack” che rimandano a delle canzoni. Vi consigliamo di aprirli per entrare appieno nell’atmosfera delle situazioni, continuando ad immergervi nelle parole della storia con un sottofondo da noi consigliato.

I dettagli pratici

Soundtrack

Mi sfilo il preservativo e lo getto nel cestino. Mi giro verso Anastasia che mi sta guardando con uno sguardo tra il sorpreso e il terrificato per l’arrivo di mia madre e riesco a leggere nei suoi occhi il pensiero di quello che direbbe mia madre di lei, nel mio letto.

Le lancio un sorriso, “Forza piccola, dobbiamo vestirci, incontrerai mia madre.” Esco dal letto per vestirmi. Anastasia invece è ancora lì immobile, e ha ancora le mani legate. “Christian non posso muovermi,” dice finalmente guardandomi in modo perplesso

Mi stampo un enorme sorriso in faccia e le slego le mani, anche se mi sarebbe piaciuto giocare con un po’ di più con lei. Più tardi, forse … Mi piace il pensiero di lei legata, nel mio letto, e al mio comando. E’ incredibilmente sexy! E dal momento che ha strattonato per toccarmi, le sono rimasti dei segni rosati sui polsi. La vista di questa cosa è dannatamente sexy ed è una svolta totale per me. Dannazione! La guardo per un minuto, ma non voglio che mi diventi duro prima incontrare mia madre e farle conoscere la donna che ho nel mio letto. La bacio dolcemente e sorrido. Guardo fuori e chiudo gli occhi per un minuto. Non ho il tempo di scopare di nuovo … Non quando mia madre è in attesa nel soggiorno. Ha davvero intenzione di fargliela conoscere. Non ho mi fatto conoscere nessuna donna alla mia famiglie e comunque lei ha già incontrato mio fratello. E ora questo. E’ la mia prima volta. Stranamente, voglio che conoscano Anastasia. C’è anche qualche strano motivo di orgoglio. Non è solo averla conquistata. C’è ‘anche qualcos’altro. E poi l’ho avuta in tutti i modi possibili e questo sarebbe come avere un nuovo diritto di lei. Mi piace l’idea.

“Un’altra prima volta,” dico. Le indico i cassetti e le dico che può trovare qualcosa di pulito da mettersi. I suoi occhi sono in preda al panico. So che io sono il primo uomo nella sua vita, quindi non ha mai incontrato la madre di qualcuno trovandosi nella posizione di amante.

“Magari, potrei stare qui,” dice imbarazzata mentre mia madre sta praticamente venendo da noi.

“On no, non puoi!” le dico con tono minaccioso. “Trova qualcosa in quel cassetto e vestiti”.
M’infilo una t-shirt e sistemo i capelli post-scopata e sono pronto ad incontrare mia madre, ma voglio che venga anche Anastasia. Desidero davvero che sappia che lei c’è. Vorrei prenderla sottobraccio e portarla con me. Scuoto la testa facendo uscire questi pensieri, ma lei è ancora seduta sul letto, accucciata e impaurita.

“Piccola, potresti indossare un sacco della spazzatura e uscire con quello. Metti qualcosa di mio. Ti aspetto tra cinque minuti,” le dico dolcemente. “Ma se non arrivi in questo lasso di tempo, verrò qui e ti trascinerò fuori, anche se non indosserai nulla,” la mia voce risulta minacciosa. Lei si fa piccola. Indico il cassetto dove tengo la t-shirt, e le dico che le camicie sono nell’armadio. Le indico cinque minuti con la mia mano destra e con uno sguardo di avvertimento. Dannazione, voglio che incontri mia madre! La guardo dolcemente, mentre suo sguardo si stringe, vorrei stare li con lei adesso, quel viso è dannatamente sexy, ma le sorrido dolcemente: Mrs Grey è nel soggiorno e prima vado meglio è.

Chiudo la porta della mia camera dietro di me, e vado verso il soggiorno e mia madre è li insieme a Taylor. Quando mi vede il suo viso si illumina di piacere e curiosità.

Vado verso di lei e le do un bacio sulla guancia. Non ci tocchiamo. Lei capisce. Non mi piace essere toccato e lei non lo fa sin da quando ero piccolo. “Ciao Mamma,” dico educatamente.

“Ciao Christian,” dice sommessamente. E’ a disagio e posso immaginare il perché. Crede che ci sia un ragazzo nel mio letto. Non sa nulla della mia vita privata. Cerca di continuare con nonchalance: “Non ti vedo da due settimane ed ero preoccupata per te. Ho pensato di venire a vedere se volevi venire a pranzo con me?” dice facendola sembrare una domanda.

“Grazie Mamma,” dico, “mi piacerebbe davvero, ma ho degli altri programmi per oggi. Ho compagnia.”
La curiosità s’insinua nei suoi occhi ma non fa trasparire nulla e aspetta che sia io a dirle qualcosa. Mia madre è vestita in maniera impeccabile, sfoggia il suo bel vestito color cammello, il maglione di maglia con le scarpe abbinate. E’ ben curata come sempre. Il suo make-up è a posto, e i suoi capelli sono raccolti in uno chignon ordinato come se avesse lasciato il salone di bellezza pochi minuti fa.

“C’è qualcuno di speciale qui con me,” dico a mia mamma, studiando la sua espressione. “Lei arriverà a minuti,” dico sottolineando di proposito l’articolo femminile.

La risposta di mia mamma è automatica e sorpresa allo stesso tempo. “Lei?” chiede.

Naturalmente, sapevo che questo è quello che avrebbe detto visto che pensava che fossi un gay celibe. Non vedo l’ora di smentirla … Con Miss Anastasia Steele! Non vedo l’ora di vedere l’espressione di mia madre quando vedrà Anastasia. E come se avesse avuto un segnale, eccola uscire dalla mia camera da letto indossando la camicia della sera prima, i jeans e le scarpe Converse. La sua giacca elegantemente copre i segni di legatura che le ha lasciato la cravatta di seta argentata ai polsi. Questa ragazza è intelligente! I suoi capelli sono legati in una coda di cavallo, ma non riesce a nascondere il fatto che abbia appena finito di scopare. Mi piace! Un sacco … In qualche modo, sono davvero contento di farla conoscere a mia madre, come se avessi più pretese su di lei.

Quando la vedo emergere dalla mia stanza, sento ancora un certo desiderio nei suoi confronti. Mi alzo e le vado incontro. “Eccola,” dico presentandola a mia madre e la mia voce si tinge stranamente di orgoglio che si riflette in un caldo sorriso per Anastasia. Dio! E’ meravigliosa. Ne avrò mai abbastanza di lei?

Appena mi alzo e guardo Anastasia, mia madre volge lo sguardo verso la porta della mia stanza e gli occhi le brillano. Ma contengono anche un po’ di sollievo nascosto. Deve aver pensato che sarei rimasto solo per tutta la vita. Se lo sapesse! Quando Anastasia si avvicina a me, le prendo la mano, e la stringo a me tenendola per la schiena. Negli occhi di mia madre passano tutte le emozioni possibili, e capisco che non vede l’ora di dire tutto al resto della famiglia. Elliott evidentemente non ha ancora parlato di Anastasia e me. Questo pensiero mi riscalda, “Ana e io” come “noi”. Mi riprendo dai pensieri e vado a presentarla

“Mamma, lei è Anastasia Steele. Anastasia, lei è mia madre Grace Trevelyan-Grey.”

Mia mamma stringe la mano ad Anastasia, lo fa proprio come farebbe ogni madre quando consoce la prima ragazza del figlio. “E’ un vero piacere conoscerti Anastasia,” dice sfavillante. In effetti, è raggiante, come quando una madre sente la prima parola del figlio o quando questi fa i primi passi. Beh, in qualche modo, questo è il mio primo passo. Ha incontrato una donna della mia vita, o meglio, quella che spero per la prima volta di tenere nella mia vita. In assoluto! Ci sarebbero tante cose da dire, vedere la reazione di mia madre, mi fa sentire felice, ma nascondo il mio sorriso.

Anastasia le stringe la mano, “ Dr. Trevelyan-Grey,” risponde timidamente. Mia madre sembra troppo stordita da questa timida bellezza. Non so che cosa si aspettasse, forse un ragazzo stravagante? Invece si trova davanti lei, Anastasia, splendida, timida e la dottoressa Grey è molto più che contenta di conoscerla. Con mia sorpresa, e senza alcun senso, mia madre dice: “Per favore, chiamami Grace,” resto basito. Non aveva mai permesso a qualcuno appena conosciuto di chiamarla per nome. Non è fredda, ma solitamente è distaccata e professionale. “Di solito i miei pazienti mi chiamano dottor Trevelyan, mentre mia suocera è la signora Grey. Ma per i miei amici sono solo Grace,” dice facendo l’occhiolino! Ad Anastasia! Cos’ha questa ragazza che affascina tutti quelli che incontra?

Si gira e rivolge la domanda ad entrambi, gli occhi accesi di curiosità incontenibile, “Allora, come vi siete conosciuti?” Cavolo mamma! Le rispondo io.

“Anastasia mi ha intervistato per il giornale studentesco della WSU. È così che ci siamo incontrati, e io consegnerò le lauree alla cerimonia di questa settimana.”

“Ti laureerai questa settimana Anastasia??” Mia madre si gira e le chiede.

“Si,” risponde sottovoce. Il suo cellulare suona improvvisamente, si scusa e va a rispondere. I miei occhi la fissano con un pizzico di gelosia. Chi la sta chiamando? Lei risponde, “Kate?” e si allontana per avere più privacy ma non prima che io possa sentire, “Senti Jose. Questo non è un bel momento”.

Cazzo! Quello, stronzo che l’ha quasi stuprata la chiama. Perché non la lascia in pace? Mia madre sta dicendo qualcosa, ma non riesco a concentrarmi. La mia mente vacilla. Lei si muove verso il balcone, e io la guardo ad ogni passo come un predatore guarda la sua preda, i miei occhi si stringono in una fessura

“Christian?” dice mia mamma.

“Scusa mamma, cosa stavi dicendo?”

“E’ bellissima. Mi piace molto,” dice senza trattenere la gioia, distraendomi per un attimo, perché non ho mai visto mia madre essere così espansiva. Le sorrido ma senza che questo coinvolga i miei occhi.

“Grazie,” le dico dolcemente, sempre guardando Anastasia sussurrare al telefono. Devo farle capire che io non voglio condividerla, e non voglio che veda altri ragazzi. L’ho avuta e non voglio che altri possano averla e che si interessino a lei. Lei è mia! Lei dev’essere mia! Dio!! Non riesco a tenere a freno questa gelosia. Voglio solo che mia madre se ne vada per prendere Anastasia un’altra volta, cosicché lei capisca che mi appartiene. Lei è mia!

Per quanto tempo ha intenzione di parlare con lui? Ecco ha riagganciato! Cazzo!! Cosa c’è di sbagliato in me? Quando arriva porta il telefono con lei. La guardo arrivare, e tiro un sospiro di sollievo, mentre mia madre sta borbottando qualcosa su Elliott.

“…In ogni caso, Elliott ha chiamato e ha detto che eri qui in giro. Non ti ho più visto da due settimane caro.”

Elliott ha chiamato eh? Le avrà detto qualcosa su Anastasia? E’ per questo motivo che lei è qui adesso?

“Davvero?” mormoro guardando sempre Anastasia senza lasciar trasparire niente..

Mia madre continua a parlare con me, “Come ti dicevo poco fa, volevo vedere se venivi a pranzo con me visto che eri in città, ma visto che hai altri piani, non voglio rovinarteli,” dice sorridendo, ”non volevo interrompervi,” dice prendendo il suo cappotto e preparandosi ad andare. Le bacio dolcemente la guancia prima che se ne vada.

“E’ stato bello vederti mamma, ma devo riaccompagnare Anastasia a Portland.”

“Ma certo caro,” dice, poi rivolgendosi ad Anastasia con un sorriso a stento contenuto, “Anastasia, è stato un piacere conoscerti! Spero di rivederti di nuovo,” e le stringe le mani. Lei, sempre timida, annuisce stringendo a sua volta le mani di mia madre.

Taylor arriva dal suo ufficio, conscio del fatto che mia madre sta per andarsene e l’accompagna alla porta. L’ultima cosa che riesco a sentire, prima di rivolgermi ad Anastasia, è lei che lo ringrazia educatamente. Appena è abbastanza lontana da non poter sentire, mi giro verso Anastasia con la rabbia che cresce sempre più.

“Quindi ti ha chiamato il fotografo?”

Sembra leggermente spaventata. “Si,” dice, ma la sua voce è appena udibile.

“Cosa voleva da te?” Le chiedo senza cambiare tono di voce. Se quel pezzo di merda fosse stato qui gli avrei dato una lezione, che non avrebbe dimenticato per molto tempo!

“Ha chiamato per scusarsi,” mormora, “Sai … per quello che è successo venerdì.”

“Capisco.” Avrà accettato le sue scuse? E’ così? Lui si è scusato e lei ha dimenticato tutto? E’ tornato ad essere tutto rosa e fiori con l’aspirante stupratore? Ma proprio mentre stavo per ribattere, Taylor arriva e m’informa che ci son stati dei problemi con delle spedizioni per il Darfur. Annuisce e saluta Anastasia, con tutta la sua professionalità. Lei gli sorride. La mia gelosia cresce. Non voglio che lei sorrida ad ogni ragazzo che incontra! Anche se si tratta solo di semplice cortesia. Non le è chiaro che appartiene a me? Cazzo! non ancora. Ma lei deve saperlo. Ecco perché deve firmare quel contratto. In questo modo lei saprebbe che queste cose m’infastidiscono. Deve solo seguire le mie indicazioni e le mie direttive.

“Taylor vive qui?” mi chiede ridestandomi dai miei pensieri.

“Si.” dico seccamente. Mi guarda sorpresa. Mi occuperò di lei in secondo momento. Adesso ho da risolvere questo problema con il Darfur. Vado in cucina dove ho il mio Blackberry e chiamo Ros. “Ros qual è il problema?”

Mi dice che il problema è con la spedizione cibo attraverso i luoghi dove i dirottatori sono soliti fermare le spedizioni di aiuto per tenere gli americani o i locali in ostaggio. Ascolto Ros, pur guardando Anastasia con gli occhi fissi. Devo prenderla di nuovo e ricordarle esattamente che lei mi appartiene. Sembra confusa, persa e incredibilmente piccola nella mia stanza enorme. Lei abbassa lo sguardo ancora una volta, torcendosi le mani nervosamente.

Metà della mia testa ascolta Ros, ma sono troppo occupato a pensare e guardare Anastasia. Riesco a ritornare alla realtà solo quando Ros mi chiede, “Quali sono I suoi ordini Mr Grey?”

“Non ho intenzione di mettere a rischio l’equipaggio.”

“Vuole provare una strada diversa?” mi chiede.

“No, annulla tutto… faremo via aria…”

“Come desidera signore.”

“Perfetto,” dico e riaggancio, senza mai distogliere lo sguardo da Anastasia.

Anche i pochi minuti al telefono, facendo altro, non ha aiutato e la mia rabbia non si è placata. Se lei avesse firmato il contratto, a quest’ora sarebbe stata punita per aver ricevuto quella telefonata da quel figlio di puttana. Ma lei non l’ha ancora fatto. Quindi deve leggerlo il prima possibile. La guardo ancora una volta e poi vado nel mio studio e le porto il contratto stampato. Glielo metto in mano seccamente. “Questo è il contratto,” dico, “vorrei che lo leggessi. Ne discuteremo il prossimo week end. Potrei suggerire che tu faccia qualche ricerca per capire meglio a cosa vai incontro?” prendo fiato. “Questo è se sei d’accordo,” dico, ma l’ansia aumenta dentro di me vista la possibilità che lei non accetti. I miei occhi si ammorbidiscono e quando parlo nuovamente con lei il tono è diverso, “spero davvero accetterai il nostro accordo Anastasia …”

“Ricerca … in che modo?” Chiede.

“È possibile trovare un sacco di informazioni su Internet.” Dico, e tutto ad un tratto il suo viso crolla. Non vuole il nostro accordo? Cosa c’è che non va? La sua espressione mi inquieta. Cosa accadrebbe se mi trovasse opprimente e decidesse di non accettare ciò che le sto chiedendo di fare?

“Cosa c’è che non va?” Chiedo.

“Io non ho un computer. Potrei chiedere a Kate se posso usare il suo computer portatile.” Oh … Posso risolvere questo problema facilmente. E le consegno la grande busta contenente il contratto.

Conoscendo la sua repulsione nel riceve regali devio la cosa, “Suppongo che potrei prestarti uno dei miei. Prendi le tue cose. Ti riaccompagno a Portland, e ci fermeremo a mangiare qualcosa per strada. Ora vado a vestirmi, se vuoi scusarmi.” Le dico.

“Devo fare una telefonata,” mormora. Mi rabbuio. Chi deve chiamare?
Devo saperlo. “Il fotografo?” chiedo serrando la mascella e contendendo a stento la rabbia. Lei mi guarda confusa.

“Ricorda Miss Steele,” le dico in tono brusco, “Io. Non. Condivido.” Lei è presa alla sprovvista e mi lancia uno sguardo che dice chiaramente “qual è il tuo problema?” Ma io non mi smuovo.

“Solo cerca di ricordarlo.” Le dico in tono freddo, ed improvvisamente sembrando distaccato. Torno nella cabina armadio, lasciandola sola in mezzo alla stanza, senza parole dopo il mio breve rimprovero. Metto un paio di abiti in una valigia per la cerimonia delle lauree a Portland. Sono pronto per partire, ma ancora arrabbiato. Prendo la mia borsa ed esco in soggiorno. La mia mente si sta ancora riprendendo. Lei non ha ancora firmato il contratto. Se l’avesse fatto, sarebbe stata una situazione diversa. Ma in questo momento, non ho alcun controllo su di lei. E’ la cosa che mi fa arrabbiare di più, ma faccio del mio meglio per essere gentile. E’ ancora in piedi dove l’ho lasciata quando esco dalla porta. Questa situazione di non avere alcun controllo su quello che fa, e il suo essere perfettamente all’oscuro delle mie aspettative, desideri e richieste mi sta facendo sentire a disagio. Voglio farle sapere le mie regole, voglio che impari a seguirle. Se dovesse infrangerle, come ha fatto oggi parlando con quello stronzo, potrei punirla, correggendo il suo comportamento, e soddisfando me stesso, così imparerebbe a comportarsi secondo le mie direttive

Mi fermo alla porta “Pronta?” chiedo. Lei annuisce incerta ai miei occhi stretti. Metto la giacca di pelle. Vedo i suoi occhi che mi guardano. Approvo. Lei sospira cercando di non darlo a vedere. Mi sono calmato, ma non lo do’ a vedere.

“A domani,” dico a Taylor ricordandogli che dovrà raggiungermi a Portland.

“Certo signore. Che auto prende?” chiede.

“La R8.”

“Faccia buon viaggio Mr Grey. Miss Steele,” dice.

Lo sguardo che Taylor da a me e ad Anastasia è strano. Forse anche lui si sta già affezionando a lei. Non è difficile. Conoscendo i miei modi subdoli, può avere le sue opinioni del mio stile di vita, ma non mi importa quali sono. Fa parte del mio staff. Io sono il suo capo. Taylor è con me da quattro anni. Conosce la mia Stanza dei Giochi e quello che succede, e ha conosciuto quasi tutte le mie sottomesse. Ma sa anche che lo stile di vita Dominatore-Sottomessa era una loro scelta. Questo mi da come un senso di colpa, perché non è così per Anastasia. Non ha mai fatto sesso prima, figurarsi il tipo di relazione alla quale sono interessato. Taylor apre le porte per noi e la sua espressione è piatta e non fa trasparire nulla. Chiamo l’ascensore. Anastasia è pensierosa. Sta rimuginando qualcosa nella sua testa. Ho imparato a conoscere molto bene questa parte di lei in solo due giorni.

Non posso lasciare che lei continui a sovraccaricarsi di pensieri, e che poi decida di lasciarmi senza dire la mia opinione. Dobbiamo parlare. Voglio che questa cosa funzioni. Ho bisogno di questo … In realtà, non ho mai voluto niente, così tanto! Sono sensazioni strana che attraversano il mio corpo e la mia mente. Tutto quello che so è che la voglio. Non posso sopportare questa suspense. “Cosa c’è Anastasia?”

“A cosa stai pensando?”
Mi guarda sorpresa. Sa che ho capito che sta pensando a qualcosa. Oh! Si sta mordendo il labbro … I suoi denti … Gemo e cerco di liberare la mia mente da quella scena.

“Smettila di morderti quel fottuto labbro, Ana. Oppure ti scopo seduta stante in ascensore e non me frega un cazzo di quelli che entreranno con noi!”

Mi guarda restando a bocca aperta e diventando scarlatta. Perché le sue reazioni sono così fottutamente sexy per me? Tutto ad un tratto, lei sembra così giovane, così innocente, troppo innocente. Non posso fare a meno di sorridere. Con uno sguardo, con un arrossamento, sposta il mio stato d’animo dall’inferno al paradiso! E’ una bellissima, magica donna! Sono in soggezione con lei.

Finalmente parla “Christian, ho un problema”

Un problema? Sono tutto orecchi. Che tipo di problema?

“Oh?” Lei ha la mia completa attenzione, e sto trattenendo il respiro. Quando l’ascensore arriva, con un balzo, la porta si apre la faccio entrare, ma sono ancora in attesa che lei mi dica qual è il problema. Premo per il livello 0. Alzo le sopracciglia e cerco di convincerla a parlare del suo problema.

“Per favore, vai avanti,” dico.

“Uhm… Beh, questa …” dice, e si ferma, guardandosi le mani, torcendosele come se fosse in possesso di un indizio segreto per aiutarla a parlare. Poi ritrova la sua determinazione, e parla: “Guarda. Ho davvero bisogno di parlare con Kate. Ho bisogno di chiederle alcune cose sul sesso, e visto che tu sei coinvolto, non credo che sia una buona idea per me farti determinate domande. Vedi, tu vuoi che io faccia una lista di cose, ed eseguire …” dice arrossendo e completamente persa, la guardo cercando di capire cosa nascondo le sue parole.

“Ho solo bisogno di parlare con lei. Non ho punti di è riferimento, nessuna esperienza, e tu, non vuoi farmi parlare con nessuno, ma solo con te, beh, non aiuta …” Sembra implorante. “Ho davvero bisogno del suo aiuto. Sai, da ragazza a ragazza. Beh, non lo so. Ma devo parlare con lei … Per favore?” Chiede.

Oddio! Come puoi dire no ad una richiesta fatta in questo modo? Alzo gli occhi al cielo, “Va bene,” annuisco, se per lei è così importate, “puoi parlare con lei se ne senti la necessità.” Mi fa esasperare a volte. Ma devo ricordarle che la sua compagna di stanza ha una specie di storia con Elliott mio fratello e devo sincerarmi del fatto che lei non gli riveli nulla di me. Tutto ad un tratto, sento che lei va sulla difensiva, cercando di sostenere la sua compagna di stanza, la sua migliore amica. E’ completamente con lei. La difende! E’ leale. Mi piace!

“Kate non lo farebbe mai!” dice stando sempre dalla parte dell’amica. “Così come, se lei mi dicesse qualcosa di Elliott io non correrei da te per parlartene!”

Scuoto la testa “Vedi, a me non interessa nulla della vita sessuale di mio fratello, con chi dorme o come lo fa. In sostanza quello che fa non rientra nella mia schiera di interessi. Ma, io sono un interesse per lui,” mormoro. “Mio fratello è un bastardo ficcanaso, e ti posso assicurare che è profondamente interessato a quello che abbiamo fatto sin’ora o a ciò che avremmo potuto fare,” l’avverto.

“Se Kate sapesse cosa ho intenzione di fare di fare con te, credo che metterebbe le mie palle su un piatto,” dico sottovoce. Lei è esattamente come me. Determinata, va dritto al punto e ha le palle.

“Okay, va bene,” acconsente anche con un cenno della testa. La sua risposta mi fa sorridere. Prima lei si sottometterà a me, prima potrò dirle quello che voglio, senza dover continuamente negoziare, e senza che io sia continuamente sull’orlo dell’esasperazione. Voglio davvero che firmi il contratto, e al più presto.

“Prima sarai la mia sottomessa, prima finirà tutto questo,” dico a bassa voce.

“Finire cosa?” chiede confusa.

Come può non capire cosa sta facendo? Sta andando contro la mia volontà, nonostante le abbia chiaramente detto che avrei risposto io a tutte le sue domande. Voglio essere io il suo insegnante. Ha firmato un accordo di riservatezza il che significa che non dovrebbe parlare con nessuno, ma lei vuole comunque discuterne con la sua compagna di stanza, quando ha firmato un documento che le vieta di farlo. E ‘esasperante. Sospiro e le dico “Finirai di sfidarmi.”

E’ confusa e incredula. Raggiungiamo il garage e l’ascensore si apre, le alzo la testa e la bacio dolcemente. La prendo per mano e la guido fuori, mentre ci incamminiamo verso la R8 nera.

Soundtrack

“Bella macchina,” mormora seccamente quando la vede. Si sta prendendo gioco di me? Mi piace molto il suo modo di prendermi in giro. Lo fa in modo che … non me lo spiegare. Mi ritrovo a sorridere, “lo so,” dico. E’ la mia altra piccola, oltre ad Anastasia naturalmente. Non importa quanto lei mi faccia ribollire il sangue di rabbia con la sua arroganza, con le sue pungenti osservazioni e il suo comportamento innocente, mi sento come un altro giovane con lei. Solo io, Christian … nessuna anima oscura, nessuna cazzata di merda dal mio passato. Solo un uomo giovane, che decide di portare una giovane donna fuori per un giro durante una bella giornata, in modo così cristallino, chiaro, semplice … in modo così ordinario.

Tutto ad un tratto sento il desiderio di mostrarle tutto. Voglio portare il mondo ai suoi piedi. Le prendo la mano, e la guido verso la portiera del passeggero, aprendogliela . Entra in macchina e tutto e la sento dire “whoa …” trovandola sorprendentemente bassa. Sorrido. E’un’auto sportiva piccola, il baricentro è basso per la velocità. Mi dirigo verso il lato del conducente e entro con facilità in auto.

“Che tipo di auto è questa?” chiede

“E’ un Audi R8 Spyder. Visto che è una bella giornata abbasseremo la capote, dovrei avere un paio cappellini da baseball nel vano portaoggetti. Potresti prenderli per favore?”

“Puoi usare anche gli occhiali da sole,” aggiungo. Lei annuisce. Quando ci sistemiamo le cinture sicurezza e i berretti da baseball accendo l’auto. Il lettore MP3 si accende automaticamente e Bruce Springsteen inizia a cantare. Che bella canzone per questa bella giornata con una bella donna. Non posso fare a meno di sorridere con gioia, e dire “Adoro Bruce,” e mi dirigo fuori dal parcheggio dell’Escala. E’ una bella mattina di maggio a Seattle. Guidiamo in mezzo al traffico. Mi sono perso nei pensieri su di lei. Di questa bella donna seduta accanto a me. Così vicino, eppure così lontano. Cosa ne pensa del contenuto del contratto? Riuscirà a essere d’accordo? Sarà spaventata e correrà via? Scuoto la testa cercando di tirarmi fuori da questo pensieri e mi concentro sulla canzone di Bruce.

Guido sulla I-5 in direzione sud verso Portland. Il vento passa oltre i nostri cappelli e gli occhiali da sole. Quando Bruce dice, “Posso portarti più in alto … Oh, vado in fiamme,” rivolgo il mio sguardo ad Anastasia. Lei non ha idea che questa canzone rispecchia quello che sento per lei. Anche io mi sveglio nel cuore della notte con le lenzuola madide di sudore, dai miei incubi, e quello che sento è come lui lo descrive: “come un treno merci che corre attraverso la mia testa,” e Anastasia non ha attenuato il mio desiderio? Come potrei lasciarla andare? Non capisce quando la desidero?

Com’è possibile che qualcuno che ho appena sconosciuto significhi così tanto per me? Come potrei farle spazio nella mia anima oscura, così in fretta? Come può essere che una persona con una tale innocenza possa farmi questo? Sono in fiamme per lei … Se solo lei lo sapesse.
Dannazione! Tutto quello che posso fare è a guardarla. Io sono il fuoco, il desiderio e ho bisogno di lei,
un sorriso mi si disegna sulla labbra. Allungo una mano verso di lei e la metto sul suo ginocchio, stringendo delicatamente. La sua risposta è automatica. Non appena ci tocchiamo, la corrente comincia a scorrere, tra noi.

“Hai fame?” chiedo, con desiderio.

“Non proprio,” risponde. Sono dispiaciuto perché lei non mangia quasi nulla anche se ho capito che lei ha fame di me. Ma questa è una delle mie regole: deve mangiare correttamente per mantenersi in buona salute. Glielo sottolineo.

“Ti porto a un ottimo ristorante vicino a Olympia.” Lei sospira, nascondo un piccolo sorriso. Le stringo nuovamente il ginocchio. E ben presto il suo respiro si spezza. Lei vuole di più. Tolgo la mia mano e la rimetto sul volante. Aspettative. Questa è la metà del divertimento, e il sesso è solo amplificato con molte sfaccettature. Ed è un ottimo strumento per il controllo. Una cosa che ho imparato molto, molto bene. Spingo il piede sull’acceleratore e prendo velocità, mentre Anastasia mi guarda con un diverso tipo di fame.

Arriviamo al ristorante. Non è un posto grande, ma un locale piccolo e suggestivo con sedie spaiate e tovaglie casuali. Il cibo è comunque molto buono, anche se è troppo semplice.

“Che cosa mangiamo?” Chiede sospettosa.

“Oh, qualsiasi cosa abbiano preparato o raccolto. E’ sempre tutto molto buono.” Faccio una smorfia e lei sorride vedendo la mia espressione. E’ un bel suono, spensierato e giovane. Lo adoro. La cameriera arriva per prendere l’ordine per le bevande. Lei si mette in mostra cercando di attirare la mia attenzione, scuotendo la frangetta bionda, ma io la ignoro e con la coda dell’occhio osservo il comportamento di Anastasia che la osserva e intanto prova a controllare la mia reazione. Approvo! E’ gelosa e questo fa si che qualcosa scatti in me, e sento la mia erezione crescere.

Sapendo che Anastasia non sa nulla di vini ordino due bicchieri di Pinot Grigio, ma vedo che le sue labbra di contraggono in segno di disapprovazione. Sono frustrato. Io conosco I vini e lei no. Le chiedo di scatto, “Che c’è?”

Lei indietreggia e abbassa lo sguardo, “Volevo una Diet Coke,” sussurra.

No. Non è una buona scelta. Prima di tutto, la saccarina che contiene causa il cancro. E la mia scelta di vino è perfetta. E si accosta perfettamente con qualsiasi cosa questo posto possa offrirci da mangiare. Lei annuisce quando glielo spiego.

Sono preso alla sprovvista da questa sua approvazione, quando solitamente avrebbe contestato.

“A mia madre sei piaciuta,” dico cambiando argomento, e lei resta sorpresa. “Davvero?” mi chiede diventando rossa. Fa sempre fatica ad accettare i complimenti anche se, se li merita tutti.

“Si,” sorrido, “mia madre ha sempre pensato che fossi gay, e credo che si aspettasse che dalla mia stanza uscisse un ragazzo.” Lei aggrotta le sopracciglia

“Perché mai tua madre avrebbe dovuto pensare una cosa simile?” chiede confusa

“Perché lei non mi ha mai visto con una ragazza.” La sua testa scatta improvvisamente verso l’alto e sbotta:

“Con nessuna delle quindici”?

Sorrido. Se lo ricorda. Ha prestato attenzione.

“No, nessuna di loro. Questa era la prima volta,” dico. “Tu sei la prima che lei abbia mai visto. In effetti, questo week end è stato quello delle prime volte per me.”

“Veramente?” chiede dolcemente e innocentemente.

“Si,”rispondo altrettanto dolcemente, “sei la prima donna con cui abbia dormito. Sai, dormito dormito,” sorrido, “la prima con cui abbia fatto sesso nel mio letto,” dico con desiderio e col fuoco che brucia dentro me, “la prima ragazza che ho portato su Charlie Tango, e la prima che abbia presentato a mia madre. Cosa mi stai facendo? Mi hai completamente stregato!” Dico completamente disarmato e guardandola intensamente. Potrei mai immaginare di restare senza di lei, anche se la conosco da così poco tempo? Il mio subconscio dice “tristemente, no”.

Dopo che i nostri vini sono arrivati, lei prende il bicchiere e beve un sorso per raccogliere un po’ di coraggio per qualcosa che vuole dire. Il mio sguardo si sofferma su di lei. “Ho davvero apprezzato questo weekend Christian,” sussurra. I miei occhi si stringono e il mio respiro di mozza. Come può farmi ansimare con sei semplici parole? Perché il mio nome che esce dalle sue labbra è così dannatamente sexy? Si morde il labbro, assente.

“Smettila di morderti il labbro Anastasia,” ringhio ben sapendo che questa sarà la mia rovina e la mia erezione è in aumento. Lei resta senza fiato e libera labbro dai suoi denti. “Anche io mi sono divertito molto,” dico con voce roca.

“Uhm, Christian, posso chiederti una cosa?” Sussurra, come se non volesse che altri la sentano. “Certo,” dico mantenendo lo sguardo su di lei, intensamente.

La sua voce si fa ancora più bassa, “Che cosa è il sesso alla vaniglia?” chiede facendomi sorridere.

“E’ solo semplice sesso, senza giocattoli. Senza nessun gingillo … Sai …”sorrido ricordando. Lei non sa. Mi da un piacere inaspettato. Io sono la sua prima volta. “Beh, non lo sai. Ma questo è quello che è.”

“Oh,” dice ancora speculando e rimuginando su qualcosa nella sua testa.

Quando il cibo arriva, ignoro la cameriera. Non che sia interessato a lei. Come potrei essere interessato a qualcuno oltre ad Anastasia? Quando lascia il cibo e se va, Anastasia sogghigna e questo è un suono meraviglioso per me. Così spensierato, così melodico, così degno di lei. Perfettamente incantevole!

“Christian?” chiede “Perché non hai mai fatto sesso alla vaniglia prima d’ora? Hai sempre fatto … Sai … hai sempre avuto queste preferenze particolari?“ Io annuisco e sospiro. Come potrei spiegarle che Elena mi ha sedotto in giovane età, e che non ho conosciuto nient’altro? Mi guarda attendendo una risposta. Decido per la verità: “Un’amica di mia madre mi ha sedotto quando avevo quindici anni.”

Lei rimane a bocca aperta e sul suo viso diventa triste.

“Oh,” sento insieme ad un sospiro. Leggo le sue labbra dire, “mio Dio!” ma nessun suono fuoriesce dalla sua bocca. Il suo sguardo cambia

“Lei aveva gusti particolari. Sono stato il suo sottomesso per sei anni,” mi stringo le spalle. E’ il passato.

La sua bocca resta aperta. E per la prima volta resta senza parole. “Vale a dire, che so cosa comporta Anastasia.” Continua a guardarmi come se stesse cercando di focalizzare quello che le ho detto, come se stesse cercando di digerire qualcosa di non buono, e che le sta facendo male.

Alzo la testa, “Vedi Anastasia, non ho avuto una normale introduzione al sesso.”

Dalle sue labbra esce finalmente un suono.

“Lascia che te lo chieda: hai mai … avuto una ragazza al college?”

“No,” dico scuotendo la testa.

“Perché no?”

Non penso che lei voglia davvero conoscere la risposta a questa domanda, ma glielo chiedo comunque.

“Vuoi davvero che ti risponda?”

“Si!” dice fermamente. Lei è curiosa.

“Non volevo. Lei era tutto quello che cercavo, di cui avevo bisogno. E inoltre, se l’avessi fatto, lei mi avrebbe picchiato senza pietà,” sorrido con affetto ripensandoci. Mi ha picchiato talmente tanto che avrei potuto camminare da Seattle fino ad Hong Kong. I suoi occhi sono oscurati dalla rabbia e la mascella è serrata, ma parla con calma.

“Hai detto che era un’amica di tua madre. Quanti anni aveva?” Dove voglia parare non so, ma le rispondo.

“Oh, era abbastanza grande per saperci fare,” dico con qualche ripensamento.

“La vedi ancora?” mi chiede rabbiosa.

“Si,” dico con calma.

E’ sconcertata e preoccupata, posso vederlo dai suoi occhi.

“Hai … beh … fatto ancora …?” non finisce la frase, I suoi occhi sono mi guardano con intenzione, e pieni di preoccupazione, il suo viso è bianco come un lenzuolo. Non l’ho vista sentirsi così male da quando ha “concimato” l’aiuola sul marciapiedi di quel bar.

“No,” dico scuotendo la testa. Sono davvero contento di vedere che lei sia gelosa, come in una sorta di competizione. “Lei è solo una buona amica,” aggiungo.

Poi mi fa la domanda più stupida che potesse farmi, più stupida di quando mi chiese, “Lei è gay, Mr Grey?”

“Hmm. Tua mamma lo sa?”

“Certo che no.” Che cosa va pensando? Mamma, sai, una delle tue amiche mi ha sedotto quando avevo quindici anni e abbiamo avuto una relazione lunga sei anni. Ma ora siamo solo buoni amici. Mia mamma non avrebbe mai campito la complessità del nostro rapporto.

Lei rimane in silenzio. Sta pensando, e ripensando. Sta rimuginando su quello che ha sentito e non le piace. Prende un sorso di vino. Il cibo arriva, ma lei lo guarda come se fosse un piatto di merda.

“A tempo pieno?”

“Cosa?”

“Sei stato suo sottomesso a tempo pieno?”

Oh… “Si, ma non la vedevo sempre. Era complicato. Prima ero troppo giovane e andavo al liceo. Poi al college,” lei rimane di nuovo senza parole. “Anastasia mangia per favore.”

“Non ho fame Mr. Grey,” risponde in modo distante.

“Mangia!” dico con fermezza, lentamente e con tono minaccioso. Lei mi lancia un’occhiataccia. Non sembra preoccuparsi il mio tono di voce.

“Ho bisogno di un minuto,” dice, sorprendendomi. Ha ragione. Troppe informazioni da assimilare.

“Certo” dico.

Lei sta pensando di nuovo. Non voglio che il mio passato di merda influenzi la sua decisione. Sembra preoccupata. Aspetto che mi parli. Finalmente lei dice qualcosa.

“Sarà … uhm…” prova a trovare la parola giusta, ”…così la nostra relazione?”

“Tu, mi comanderai, dandomi ordini?”

“Si,” confermo. Ma sarà molto più di questo.

“Capisco,” dice con voce piatta.

“E’ molto di più di questo Anastasia… Quando inizierai a sottomettermi a me, sarà quello che veramente vuoi,” dico a bassa voce.

Lei sembra scettica. Il suo viso sembra dire: “Sì amico giusto!” Lei socchiude gli occhi abbassa gli occhi azzurri e guarda le sue piccole mani, questa volta anche le mani sono incapaci di muoversi, sono immobili, come lei.

“E’ un grande passo per me,” dice, poi prende e addenta il cibo che ha nel piatto.

“Lo so,” dico. Non voglio che dipenda da me la sua scelta. Voglio che la sua mente resti libera. Non posso e non voglio influenzare la sua decisione in un senso o nell’altro. Lei merita di meglio. Sta a lei. Dev’essere lei a prendere la decisione finale.

“Guarda Ana, fai le tue ricerche, leggi il contratto e segui il tuo istinti. Se hai difficoltà a capire qualcosa, sarò più che contento di spiegarti. Sarò a Portland fino venerdì. Quindi, se vuoi parlarne, prima di allora voglio dire, chiamami.” Sono nervoso per la prima volta di fronte a lei. E’ intelligente, è bella, lei ha talento e per di più, lei è un negoziatrice, inaspettato per una che sembra una sottomessa, ma troppo indipendente.

“Vuoi chiamarmi Anastasia? Forse possiamo cenare Mercoledì?”Chiedo. Lei non dice nulla. Non da’ a vedere nulla. Resta impassibile e lo fa meglio di me in questo momento. Merda! E se questa non fosse impassibilità ma la decisione di non accettare? Io non ce la faccio. Deve almeno prende in considerazione la cosa.

“Anastasia?” Chiedo. “Voglio veramente che questa cosa funzioni. A dire il vero non ho mai voluto nulla così tanto.” Non quando ho fondato la mia azienda, non quando ho trovato un’altra donna. È lei! Questa donna mi ho reclamato in ogni modo. La voglio. Ho bisogno di lei! I miei occhi bruciano di desiderio per lei! “Dì qualcosa Ana …” la mia voce è implorante.

La sua domanda mi sorprende: “Che cosa è successo alle quindici?” sbotta.

“Dipende … un po’ questo un po’ quello … tutto qui Anastasia. Eravamo incompatibili.” E’ davvero così. Non ero compatibile con nessuna di loro. Vedo paura nei suoi occhi. Perché? Vedo incredulità.

“Se non eri compatibile con nessuna delle tue sottomesse “addestrate” e ne hai avute quindici, cosa ti fa pensare …” dice con voce appena udibile, quasi preoccupata, “cosa ti fa pensare che io, che non so nulla di queste cose, sia compatibile con te?”

“Tu lo sei!” dico con fervore. “Credimi lo so!” voglio che lo sappia, che mi creda, perché è la verità!

“Vedi ancora qualcuno di loro?” chiede con preoccupazione e un pizzico di gelosia. Le piaccio ancora, nonostante tutto quello che le ho detto.

“No Anastasia! Non sto frequentando nessuna di loro. Sono monogamo nelle mie relazioni. Non ho partner multipli.“ Voglio che sappia che sarà l’unica con cui stringerò quell’accordo.

Non da’ a vedere nulla, “Capisco,” mormora. Non da a vedere nulla. Sarà sollevata?

“Fai le tue ricerche. Avrai un quadro d’insieme migliore,” dico. Posa la forchetta e capisco che ha finito di mangiare. Non posso vederla non mangiare. Non ha mangiato praticamente nulla in due giorni. Non so come riesca a restare in piedi senza mangiare. Questa è un’altra ragione per cui dovrebbe firmare il contratto, cosicché possa avere il controllo e possa preoccuparmi di lei e far si che si prenda cura di se stessa.

“E’ tutto qui quello che hai intenzione di mangiare?” chiedo serrando le labbra.

Non dice nulla, annuisce soltanto. Non voglio andare oltre e non voglio forzare la cosa. Ho le mie battaglie da combattere con lei. E il cibo è l’ultimo dei miei problemi al momento. Finisco tutto quello che ho nel piatto, mentre lei si agita sulla sedia. E’ assorta nei suoi pensieri, sta analizzando tutto quello che le ho detto, e le stanno sicuramente passando un milione di pensieri per la testa. Le sue espressioni cambiano in continuazione. Cosa darei per sapere a cosa sta pensando in questo momento. E lei continua a agitarsi … a disagio. Questo potrebbe essere dovuto al fatto di averla conquistata.

“Darei qualsiasi cosa per sapere quello a cui pensi adesso,” sussurro. Lei arrossisce sin sopra l’attaccatura dei capelli. Lo vedo. Questo è quello a cui sta pensando. Dove sono stato, come l’ho avuta e mi piace sapere che ho quest’effetto su di lei. Le sorrido dolcemente.

“Potrei provare ad indovinare.”

“Sei sicuro di non saper leggere nel pensiero?”

“No, non ne sono capace. Ma so leggere il tuo corpo L’ho studiato per due giorni ricordi? E penso di aver imparato abbastanza bene,” le dico con voce seducente. La desidero. Anche io ricordo la nostra esperienza. Sono troppo preso da lei.

Chiamo la cameriera e mi faccio portare il conto. Pago e ci prepariamo ad uscire. Le offro la mano. Quando le sue dita toccano le mie, la connessione tra noi riaffiora, e ci da’ un dannato piacere. Anche lei lo sente. E’ nel suo respiro. La seguo fino alla macchina, le apro la portiera del passeggero e lei sale in auto. E’ tranquilla e sta pensando a tutto quello che le ho detto questo mattina. Voglio che tutto funzioni. E se dicesse no? Potrei lasciarla andare? Andrebbe bene se con lei ci fosse qualche altro stronzo come il fotografo o come il Princtoniano, che ho visto al negozio di ferramenta?

Devo fare in modo di farle decidere, ma sto morendo di gelosia. Dio! Le do un sguardo obliquo. La sua vicinanza è inebriante. L’aria è carica di elettricità, e il suo profumo è eccitante.

Esco dalla superstrada. Arrivo nella sua zona, e, infine, nel suo complesso di appartamenti, e parcheggio spegnendo il motore.

Per un momento ci guardiamo senza parlare. Alla fine, lei prende coraggio e con una certa emozione mi chiede, “Vuoi entrare Christian?” E’ voglia? Desiderio?

“Non posso. Devo lavorare. Ho parecchi arretrati,” rispondo. Vorrei ma devo lasciarle i suoi spazi. Non posso starle troppo vicino. Devo prendermi i miei spazi. Devo testare me stesso, devo capire se è un desiderio reale, o se è una cosa momentanea. Devo capire se è quello che voglio. E la sua vicinanza è troppo eccitante.

La mia risposta la rattrista, ma lei abbassa lo sguardo per non dare a vedere le sue emozioni. Dannazione! Non riesco. Le prendo la mano e inizio a baciarle le nocche facendola sussultare. Mi ritrovo a fare cose che normalmente non avrei mai fatto. Resta stupita dal mio gesto. Siamo chiusi ancora una volta nel nostro piccolo mondo, come una bolla.

Il mio cervello si collega con il resto del mio corpo e le mie gambe trovano la loro funzione. Esco dalla macchina e vado ad aprire la portiera del lato passeggero. Tendo la mia mano per aiutarla ad uscire e lei accetta. Sono emozioni nuove.

“Grazie ancora per questo fine settimana, Anastasia,” sussurro “E ‘stato fantastico!” Sì, semplicemente fantastico. Non ricordo di avere avuto uno migliore. Mai! “Che ne dici, mercoledì? Ti passo a prendere dal lavoro, o dovunque tu vuoi che io venga a prenderti… ” la mia voce si affievolisce dolcemente.

“Mercoledì,” dice semplicemente. Le bacio la mano. Gira la testa di lato. E’ in un tumulto emotivo. Sembra vuota, confusa e triste. Ma lei nasconde il suo volto rivolgendo lo sguardo a terra. Mi ricorda il modo in cui lei se n’è andata dopo il servizio fotografico. Cosa c’è di sbagliato? Mentre si allontana, si gira verso di me con un ripensamento.

“Oh, Christian,” lei mi ridesta dal mio groviglio di pensieri, “indosso le tue mutande,” e mostra la molla dei miei boxer. Resto a bocca aperta. Sono completamente scioccato! Mi ha scosso ancora una volta! Lei, in mutande, nei miei boxer è così fottutamente sexy! Se non avessi del lavoro da fare, e se non fossimo in un parcheggio aperto, l’avrei scopata sul cofano della mia macchina! Lei sorride nel vedere la mia faccia, torna indietro compiaciuta, e se ne va lasciandomi in piedi nel mio sguardo scioccato.

Cerco di riprendere il controllo di me stesso e delle parti bassi del mio corpo. Salgo in macchina e mi dirigo verso l’Heathman Hotel. Taylor dovrebbe essere lì che mi aspetta. Raggiungo l’albergo, e un inserviente si precipita verso di me con reverenza. Lancio a lui le chiavi.

“Mr Grey!” saluta il portiere.
Prendo il mio Blackberry e premo il tasto di chiamata rapida.

“Sì, signore,” risponde Taylor.

“Sono qui,” dico.

“Sì, signore, la sua solita suite è pronta. Ho portato tutto quello che ha chiesto. “

“Ci vediamo tra un attimo. Ho bisogno di essere informato.”

“Sì, signore”, dice Taylor. Riaggancio.

Un’altra settimana di attesa. Cazzo! Odio aspettare. E questa volta ho “assaggiato” Miss Steele. Sarà molto più difficile aspettare fino a Mercoledì. Entro in albergo con i miei pensieri per Anastasia. Sento già la sua mancanza.

Dannazione! Odio aspettare con la passione! Non e’ il mio stile.

Mercoledì poi. Non possono “non” avere un modo per rimanere in contatto con lei, senza sapere cosa sta facendo, con chi sta parlando. Il pensiero mi sta già uccidendo. Non posso rinunciare a lei … Non importa quanto giusto sia, voglio essere con lei. Lei mi ha conquistato tanto quanto io ho conquistato lei. Per ora, stai tranquillo Grey!

Entro nell’hotel, passo attraverso la lobby, e trovo gli ascensori. Premere il tasto di chiamata. Il ricordo di lei in quell’ascensore è ancora fresco. Ho capito che se non posso averla, impazzirò! Così come mi ritrovo, sono più lacerato della cintura di un ministro Battista ad una colazione a base di pancake dove si mangia fino a scoppiare! Respira Grey, respira. Entro nell’ascensore, le porte si chiudono e I miei pensieri sono per Anastasia.

11 thoughts on “CAPITOLO VIII

  1. 2 dico ben 2 capitoli in un solo giorno!!! noon ci credo….e sopratutto 2 belllissimi capitoli dove iniziamo a capire cosa passa nelle testa di C, come vede lui le cose…bellissimo
    di nuovo grazie 1000e alla prossima..XD

  2. Grazie infinite per questa opportunità a tutti voi dello staff.
    I pensieri di Christian sono come una droga per me!
    Con queta ff si ricomincerà a sognare. Vi adoro!

  3. First of all I want to say fantastic blog! I had a quick
    question which I’d like to ask if you don’t mind.
    I was curious to find out how you center yourself
    and clear your head before writing. I’ve had a hard time clearing my mind in getting my thoughts out there. I do take pleasure in writing however it just seems like the first 10 to 15 minutes tend to be wasted simply just trying to figure out how to begin. Any recommendations or hints? Appreciate it!

    • Hi Rick!
      We just translate these chapters, the real writer is Emine.
      She’s been so inspired by the original novels and decided to re-write the episodes of Fifty Shades shifting the point of view from Ana to Christian.
      You should ask her recommendations or hints, I’m sure she’ll be willing to help you!

  4. Mi appassiona e mi piace molto anche la versione al maschile, complimenti. Spero di poter leggere anche il nero e il rosso

  5. Howdy! This blog post couldn’t be written much better!

    Looking at this article reminds me of my previous roommate!
    He constantly kept preaching about this. I am going to send this article to him.

    Pretty sure he’ll have a great read. Thanks for sharing!

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