CAPITOLO IX

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserverd.

Durante la lettura potrebbero esserci evidenziati dei link “Soundtrack” che rimandano a delle canzoni. Vi consigliamo di aprirli per entrare appieno nell’atmosfera delle situazioni, continuando ad immergervi nelle parole della storia con un sottofondo da noi consigliato.

E’ stato bello conoscerti

Soundtrack

Quando arrivo alla mia suite Taylor mi sta aspettando dopo che ho discusso con lui al telefono.

“Mr. Grey,” fa un cenno col capo a mo’ di saluto.

“Taylor,” dico velocemente.

“Ho bisogno che tu faccia delle cose per me oggi.”

“Si, signore.”

“Voglio che tu ordini un MacBook Pro per Miss Steele. Il meglio che c’è, anche se non è ancora disponibile per il pubblico. Con l’hard drive più grande, RAM, scheda video, e la migliore scheda madre possibile, e voglio che sia dotato dell’internet più veloce. Anche se dovesse trovarsi nell’angolo più remoto dell’Africa, deve funzionare, e deve avere tutte le cose possibili ed immaginabili. Aprile anche un account e-mail. Voglio che tutto questo venga organizzato e consegnato immediatamente. Deve essere consegnato al più tardi domani mattina anche se dovessero farlo arrivare dalla fabbrica centrale. Sono sicuro che la loro fabbrica in California, a Cupertino, abbia quello che ho in mente. Falli lavorare di notte se dovesse essere necessario. Quella tecnologia dovrebbe essere abbastanza aggiornata da poter competere con la tua,” gli dico sapendo che la sua attrezzatura non solo potrebbe controllare una navicella spaziale, ma è anche equipaggiata per il monitoraggio globale.

“Ho anche bisogno di avere il suo account e-mail pronto per oggi. Voglio che il laptop le venga consegnato al suo appartamento, e che venga impostato il tutto per essere pronto all’uso.”

“Si, signore. C’è altro, signore?”

“Si, ho bisogno che le venga consegnato anche un Blackberry. L’ultimo modello.”

“Si, signore. C’è altro signore?” dice.

“Charlie Tango è di nuovo nell’hangar?”

“Certo, signore.”

“Gayle sarà dalla sorella per tutta la durata del suo soggiorno?”

“Si, signore. Vuole che torni prima?”

“Non per il momento. Te lo farò sapere.”

“Si, signore.”

Il mio sguardo da ‘Io sono il tuo capo’ si ammorbidisce giusto un po’, e dico, “Taylor, come sta tua figlia? Tu e la madre siete contenti della scuola che sta frequentando?”

I suoi occhi si illuminano appena nomino la ragazzina.

“Sta molto bene, Mr. Grey. Grazie per avermelo chiesto. Siamo molto felici per la sua scuola. E’ una delle migliori. Grazie per essersi sobbarcato la retta. Le siamo davvero grati, signore.” Annuisco.

Non so come comportarmi quando mi ringraziano. Se pago per la scuola privata della figlia di Taylor, è solo un compenso per lui così resta a lavorare per me. Posso essere un capo esigente, uno schiavista forse; un maniaco del controllo come direbbe Miss Steele, ma faccio sì che ne valga la pena di sopportare tutto questo. Se l’impiegato è meritevole, lo ricompenso molto bene. Ma in cambio esigo lealtà al cento per cento, e li controllo tutti per tutto il tempo. Nel vecchio west l’avrebbero chiamato “cavalcare per il marchio.” Mangi, bevi, respiri, lavori, vivi e muori per il ranch e per il suo buon nome. Non mi aspetto niente di meno. Se non vogliono farlo, o se non lo fanno a sufficienza, licenzio i loro culi. Non ho tempo per i drammi, e nemmeno ne ho bisogno. Arrivare dove sono, essere il capobranco, è impossibile arrivarci se non si ha il cento per cento del controllo, per il cento per cento del tempo. Non posso dimenticarmi le cose né commettere errori. Mi costerebbero tutti, avrebbero delle conseguenze negative per la società e inavvertitamente anche su me stesso dato che sono l’unico proprietario, l’unico con la responsabilità, e l’unico con il controllo. Gli errori vanno affrontati con azioni rapide, cosicché il colpevole non se lo dimentichi per la volta successiva; e non si ripeterà. Le persone per bene non vincono.

Taylor è un impiegato eccezionale, scelto accuratamente tra centinaia, se non migliaia di candidati possibili. E’ alto 1,92 m, con i capelli quasi rasati in stile militare, la mascella squadrata, 97 chili di muscoli con gli occhi verdi e carattere calmo. Se ce ne fosse bisogno, può guidare, volare o navigare praticamente tutto da uno Sherman M-4, Merkava, T-54, Challenger, ad un F-22, F/A 18 Hornet, F-16 a barche anfibie. Era un membro dei Delta Force. La Delta Force è così segreta, che nemmeno l’esercito ne riconosce l’esistenza, come la prossima generazione di armi o aeromobili. Sono dei super soldati! E’ stato in una delle Missioni delle Unità Speciali ed ha partecipato ad alcune missioni conosciute, e ad altre di cui ‘non hai mai sentito parlare ma grazie alle quali dormi bene la notte.’ E’ un bodyguard tosto ed è il capo della mia sicurezza personale a soli 35 anni. Essendo stato nelle missioni d’assalto come nelle missioni di salvataggio impossibile ed avendole completate tutte con successo sotto un pesante assalto con più fuochi che quelli del 4 luglio, ha molta esperienza, e difficilmente si innervosisce nelle situazioni dure.

Ho visto Taylor in azione; è veloce come una vipera, furtivo come un’ombra silenziosa, ed estremamente efficiente. Non sono facilmente impressionabile e lui mi ha impressionato appena ho messo gli occhi su di lui. Un solo uomo può fare tutte quelle cose? Taylor può; io assumo soltanto le persone eccezionali. Lui è il meglio del meglio; un diamante raro tra tutti i gioielli. Non lo avrei mai trovato se non fosse stata per la raccomandazione di Alex Pella, un compagno di college e associato della compagnia che mi ha venduto il mio jet e mi ha aiutato a scegliere Charlie Tango. Alex è un altro uomo che è simile nei suoi affari e sospetto anche nelle sue altre preferenze. Si arriva a riconoscere gli altri “maniaci del controllo” come Miss Anastasia Steele avrebbe detto.

Alex Pella ha la più grande compagnia di vendita, affitto e mediazione di aeromobili private a Los Angeles, ma ha le mani in qualsiasi altro tipo di attività quando si parla di lusso e commercio di velivoli per clienti ricchi come me, per le loro società e linee aeree con clienti da tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Sud America, dall’Asia all’Europa e all’Africa. Ha sempre un appiglio ovunque vada, e alcuni dei posti in cui va richiedono un esercito privato tutto suo. Ha assunto alcuni degli ex membri della squadra di Taylor, e avrebbe assunto anche lui, ma questo avrebbe richiesto frequenti viaggi fuori dal paese con lunghi periodi d’assenza. Alex, essendo molto più megalomane di me, non vuole alcun tipo di legame familiare per il suo staff di sicurezza. Nonostante il curriculum e le abilità impeccabili di Taylor, non avrebbe potuto far parte della sicurezza di Alex in circostanze normali solo per il fatto di avere una figlia, però sospetto che avrebbe fatto un’eccezione per lui per le sue capacità eccezionali se avesse accettato il posto.

Mentre facevo i colloqui per una persona come Taylor, lui in pratica è piovuto dal cielo circa quattro anni fa. Ha funzionato bene per entrambi. Taylor è calmo, sa ben pesare i rischi, però a volte può essere troppo protettivo. E’ stato anche un appaltatore militare privato, ma voleva essere vicino alla sua famiglia anche se il suo matrimonio non ha funzionato. Raramente funziona per un soldato che si è ritrovato nella sua posizione dove il primo requisito è quello di far diventare la vita militare la tua fidanzata, tua moglie, la tua famiglia, e i tuoi figli, ma lavorare per me gli permette di prendersi cura della sua ex e di sua figlia, che riesce a vedere spesso.

Taylor ama le sue armi, e le capisce molto bene. Ma questo è un punto su cui siamo in disaccordo. Crescendo in una casa dove le armi sono sempre state detestate dato che mia madre è un medico che ha dovuto ricucire molte vittime d’armi da fuoco, anche io sono per il controllo delle armi; in fatti supporto due iniziative per il controllo delle armi nello stato di Washington. Questo è un argomento su cui io e Taylor siamo in profondo disaccordo. Normalmente, vorrei che lui non portasse un’arma, ma ha negoziato questo punto quando l’ho assunto. Era il suo limite assoluto, e i limiti assoluti sono una cosa che capisco bene. Voleva tenere le sue armi, e sapevo che sarebbe diventato un impiegato prezioso, così gliel’ho concesso.

Si dice che la gente trovi l’amore in tutti i tipi di posti strani, e questo di certo è vero per Taylor. Dopo che ha iniziato a lavorare per me, ha trovato l’amore proprio nella mia cucina con Mrs. Jones, la mia governante, una vedova. Lei è un’altra impiegata eccezionale, ha pochi anni più di Taylor, ma ad alcuni uomini piace una donna più matura. Il pensiero di trovare l’amore in posti strani riporta i miei pensieri a Miss Steele. Cosa provo per lei? Ho paura di dargli un nome. Io, Christian Grey, che ho paura difficilmente delle cose, ho paura dei miei sentimenti per una giovane donna innocente. Quello che sento per lei mi terrorizza! Icaro con il sole. Lei mi ridurrà in cenere, ma comunque non riesco a sfuggire dalla sua attrazione.

“Se è tutto, signore,” dice Taylor facendomi uscire dalle mie fantasticherie, “vado a sistemare tutto per il computer di Miss Steele,” annuisco. Lui se ne va.

Ho un sacco di lavoro da finire oggi, quindi mi immergo negli affari attraverso il mio laptop. Prima che me ne accorga, sono già le 18:00. Vado ad allenami per un’ora, poi torno alla mia suite, faccio una doccia veloce, e ordino la cena in camera, continuando ad avere nei miei pensieri solo Miss Steele. Avrà già letto il contratto? Scapperà via urlando? Cosa farei se lei lo facesse? Potrei affrontarlo? Ho bisogno di un piano per cercare di convincerla. Cosa accadrebbe se non volesse accettare il nostro accordo?

La voglio così tanto. Non ho mai voluto qualcosa in questo modo! Dopo tutte quelle donne, tutti quegli anni, niente mi ha davvero dato soddisfazione, ed invece eccola qui, un diamante grezzo, ma un diamante non meno prezioso, ciò che la gente passa una vita a cercare, eccolo a portata di mano! Non potrei accontentarmi di qualcosa che non sia alla sua altezza dopo che l’ho stretta, l’ho assaggiata, l’ho amata, l’ho fottuta, e l’ho reclamata. “E’ mia!” ringhia il mio subconscio. Ne morirei se la vedessi tra le braccia di un altro, nelle attenzioni di qualcun altro che non la apprezza come me. Devo averla al cento per cento, e non posso farlo se lei non accetta tutti i miei termini. E’ l’unico modo che conosco. Ma non posso averla se mi sfida. Non ha alcun senso di auto-conservazione! Ho potuto accertarlo quando si è ubriacata fino a perdere i sensi, quando ha risposto alla chiamata di quel quasi stupratore, e sapendo quello che lui prova per lei, è ancora in contatto con lui e si ritrova al centro di un’amicizia perversa, ma lei non lo vede! Cosa potrei fare a riguardo? No, per prima cosa devo farle accettare il contratto e avere la sua firma, poi potrò controllarla. Se dovesse fuori dalle direttive, mi divertirò a farla tornare in riga. Il solo pensiero mi fa sorridere. Le mie mani fremono già al pensiero e sento qualcosa dentro, che si contorce.

Consumo la cena nella mia suite. Taylor entra. Si schiarisce la voce.

“Mr. Grey?”

“Si, Taylor,” dico.

“Il laptop di Miss Steele è già stato inviato da Cupertino, California. Dovrebbe essere consegnato domani mattina preso al suo appartamento da un tecnico per far sì che sia pronto a funzionare.” Annuisco.

“E il suo indirizzo e-mail?”

“E’ stato già impostato. I dettagli e le informazioni per il login all’account sono state inviate a lei, signore.”

“E per quanto riguarda il Blackberry?” Chiedo.

“La versione che ha richiesto sarà consegnata questa settimana anche se non è ancora disponibile.”

“Fammi sapere quando. E’ tutto Taylor. Puoi ritirarti se vuoi.”

“Buona notte signore,” dice. Annuisco.

Soundtrack

Accendo il mio laptop ed entro nel mio account e-mail emozionato come uno scolaretto che invia la sua prima e-mail ad una ragazza. Non so cosa non vada in me. Non posso evitare di avere stampato in faccia un sorriso che va da orecchio ad orecchio! Ho questi sentimenti pacifici quando penso a lei, come se fosse tutto quello che voglio, di cui ho bisogno, e tutto ciò che desidero! Mi passerà mai?

Prendo le informazioni sul suo indirizzo e-mail e le scrivo una e-mail:

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Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 22 maggio 2011 23.36
Oggetto: Il tuo nuovo computer

Cara Miss Steele,
spero che tu abbia dormito bene. Mi auguro che farai buon uso di questo computer, come d’accordo.
Aspetto con ansia la nostra cena di mercoledì.
Sarò lieto di rispondere a qualsiasi tua domanda anche prima, via mail, se lo desideri.

Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

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Vado a letto e resto lì disteso, immobile. La mia mente vortica pensando ad Anastasia. Non riesco a dormire. Mi giro e mi rigiro. Cosa cazzo c’è che non va in me? Dev’essere una coincidenza. Prendo il mio iPad, e sfoglio la libreria digitale. Senza pensarci, trovo Tess dei D’Ubervilles. Scorro i capitoli. Lei ha optato per lo Svilimento. Ragazza coraggiosa…

“L’influsso che era passato in Clare come un’eccitazione venuta dal cielo non si placava. Risoluzioni, reticenze, discrezione, timori indietreggiarono come un battaglione sconfitto. Balzò da dove era seduto, lasciando il secchio in balia dei calci della mucca, si avvicinò al desiderio dei suoi occhi e inginocchiandosi vicino la strinse tra le braccia…” Dannazione! E’ proprio quello che vorrei fare in questo momento.

Chiudo gli occhi e casualmente giro le pagine, riapro gli occhi e mi fermo quando vedo la frase che dice, “Così ebbe inizio la storia. Se Tess avesse potuto afferrare l’importanza dell’incontro si sarebbe chiesta perché quel giorno fosse destinata a essere notata e desiderata dall’uomo sbagliato e non dall’altro: quello giusto amato sotto tutti gli aspetti; quasi che l’umanità fosse in grado di poter sempre offrire ciò che è giusto e che è desiderato…”

Sono l’uomo sbagliato per lei? Vorrei essere quello giusto. La voglio troppo. Cosa accadrebbe se le facessi del male? Non fisicamente, ma emozionalmente. Non è abituata ai miei modi oscuri, alla mia anima oscura, ma quando la vedo, vedo il sole. Sento la mia giovinezza. Sento la sua presenza col corpo e con l’anima! E in qualche modo mi dimentico del mondo anche se le mie cinquanta sfumature di fottuta tenebra sono ben rimboccate sotto la superficie. Vado un po’ più avanti e vedo una frase che mi fa tremare fin nelle ossa:

“Dalla padella alla brace!” Cazzo! Non è quello che voglio essere per lei. Ma, se lei legge il contratto, e lo capisce per bene, questo non le succederà! E’ una donna adulta, per grazia di Dio! Può prendere da sola le sue decisioni. Perché nonostante tutto non riesco a dormire? Forse perché preferisco tenere lontani gli incubi su quella puttana drogata di mia madre e il suo pappone orrendo? Mi trovo in una situazione davvero difficile!

“La mia vita sembra come sciupata da occasioni mancate! Quando vedo quel che voi sapete, quanto avete letto, visto e imparato, mi sento una nullità!” Oh cazzo! Doppio cazzo! Cosa penserà di me quando leggerà il contratto per intero? Le farò schifo? Mi odierà per questo? Mi capirà? Mi darà la possibilità di provarci con lei?

Mentre continuo ad andare avanti tra i capitoli, leggo “Accetto le condizioni, Angel, perché tu sai meglio di me quale debba essere il mio castigo; solo… solo… non fare che diventi più pesante di quanto io sia in grado di sopportare!” Il mio respiro si ferma. Mi ritrovo stranamente pieno di speranza. Lei ha deciso per lo svilimento, e quindi dovrebbe, dovrebbe solo accettare i miei termini. Solo il pensiero di lei sta riducendo la mia vita in pezzi e non c’è niente che possa fare per evitarlo.

Chiudo gli occhi e abbraccio il mio iPad come se fosse Anastasia, e lentamente cedo al sonno.

***

Soundtrack

“Voglio te!” sussurra Anastasia con fervore, i suoi occhi azzurri sembrano di fuoco. Smetto di respirare. Vuole me? Il mio subconscio si chiede. Me? Anche se sono un casino completo! Lei vuole me! Le mie mani raggiungono il suo viso, il mio sguardo fisso nel suo, guardando, scrutando, indagando e provando a decifrare questa bellissima giovane donna. Lei vuole me! Me! Il guscio di un uomo che non la merita!

“Perché Anastasia?” le chiedo intensamente. “Perché vuoi me?”

“Ti amo, Christian!” sussurra abbassando lo sguardo e fissando le sue piccole mani. Non riesco a respirare, continuo così per circa un minuto come se qualcuno avesse succhiato via tutta l’aria nella stanza. Chiudo gli occhi assaporando questo momento, assaporando lei.

“Perché dovresti amarmi? Non sai quanto sono incasinato. Così tanto che mi disgusta! Tutte le cinquanta sfumature! Io non sono niente…” lascio cadere le parole.

“Tu NON sei niente!” dice con impeto. “Tu sei l’aria, e il sole per me. E in qualche modo sono rimasta addormentata finché non sei entrato nella mia vita risvegliandomi dal torpore con la tua presenza. Tu sei un uomo BUONO, Christian,” dice con un ampio gesto della mano, “ed ora che sei qui, nella mia vita, per la prima volta nella mia vita mi sento sveglia. Ti prego non rispedirmi nella mia inesistenza, Christian!” mi implora.

Come potrei resisterle quando mi prega in quel modo?

“Anastasia,” inalo il suo profumo. “Sono solo il guscio di un uomo,” dico con la tristezza negli occhi. “Non posso darti quello che vuoi. Non so come … Non so se ne sono capace ormai. Sono troppo logorato dentro. Così fottutamente logorato, penso sia impossibile aggiustare tutto!”

“Non mi importa! Ti prenderò in qualsiasi modo mi sarà possibile!” dice, e le sue parole sono la mia disfatta. Chiudo l’ultimo briciolo di spazio che ci separa, così velocemente che mi ritrovo subito ad invaderle la bocca con i miei baci esigenti. La stavo divorando, la stavo reclamando, la stavo assaporando, e non era abbastanza! Le mie mani erano su tutto il suo corpo. La mano destra persa tra i suoi capelli, le dita attorcigliate alle ciocche tirando verso il basso, per costringerla ad alzare la testa, per farla arrendere a me, alla mia volontà, alla mia esplorazione e alla mia mascolinità.

Agh! Gemo. La sollevo dal pavimento senza interrompere il bacio, le sue gambe si posizionano all’istante intorno al mio tronco. Mi piace. Inizio a camminare mentre la bacio e la accarezzo.

Lei prende il mio labbro inferiore nella morsa dei suoi denti. Lo pizzica e lo succhia, molto forte! Sto per avere le convulsioni dopo questa cosa.

“Anastasia, se continui a fare questo,” ringhio in modo rauco, “ti fotterò che tu lo voglia oppure no! Mi hai capito?” Lei inizia a succhiare anche più forte, ignorando completamente il mio avviso! Che donna che è, che ragazza esigente!

Sposto le mie mani, le faccio rimettere i piedi a terra e le sfilo la maglietta, le sgancio il reggiseno, riportando in vita il suo seno. I miei occhi ardono di desiderio, prendo i suoi seni tra le mani, abbassando la testa prendo uno dei suoi capezzoli tra i denti mentre lei geme di piacere. La mia lingua lo accarezza, le mie labbra soffiano leggermente. La sua testa ricade all’indietro, i suoi occhi sono ormai nascosti dietro le palpebre. I miei pollice e indice accarezzano l’altro capezzolo mentre torturo di piacere l’altro con l’inesorabile assalto della mia bocca.

“Christian!” urla di piacere, però il mio nome è una parola appena comprensibile che viene fuori dalla sua bocca con i suoi lamenti. “Prendimi ora! Per favore!” implora.

“Tutto a tempo debito, piccola …” sussurro.

Lei spinge i suoi fianchi verso i miei. Prova a toccarmi il petto mentre le sue mani si muovono senza pensarci. Io le prendo entrambe in una mia mano con una mossa felina.

“Hmm …” sorrido. Dobbiamo fare qualcosa a riguardo.

La alzo dal pavimento mettendomi il suo torso nudo sulla spalla e portandola verso il mio letto. La faccio scendere vicino al letto, mi inginocchio e sciolgo i lacci delle sue scarpe, le tolgo i calzini. Poi le sfilo i jeans e le mutandine.

“Inarca la schiena per me!” le ordino. Lei sembra confusa.

“Anastasia, inarca la schiena per me!” le ordino di nuovo.

“Okay,” sussurra con impazienza. Si muove all’indietro, e si allunga con il corpo sul materasso. L’idea che tra poco sarà dentro di lei fa crescere la mia erezione. Mi allungo verso di lei e strofino i suoi capezzoli solo con le punte delle mie unghie mentre lei ansima di piacere. Le mie unghie viaggiano sapientemente verso il basso sul suo tronco e mi prendo una piccola pausa quando arrivo al suo ombelico. Le mie dita disegnano dei cerchi intorno all’ombelico, con quel poco di pressione che è abbastanza da farle capire cosa l’aspetta, facendo sì che lei mi desideri di più, mi voglia, mi aspetti, e mi pretenda con una passione che consuma tutto. Le mie dita arrivano fino all’osso pubico e poi si fermano.

“Oh per favore! Non fermarti Christian! Ti imploro!” si lamenta. Le faccio un ghigno lascivo.

“Oh piccola, il momento per fermarmi è passato. Non mi fermerei nemmeno se mi implorassi …” le sussurro. E il mio palmo preme sul suo sesso e lei inarca ancora di più la schiena. Io mi abbasso su di lei con forza tenendole le gambe aperte per farmi strada dentro di lei. I miei jeans e i boxer sono già andati, e la mia erezione si muove automaticamente provando a catturare e reclamare di nuovo Miss Steele. Mi appoggio a lei e inalo il suo sesso come se fosse un mazzo di fiori rari. Il suo profumo particolare è diventato il mio preferito … La mia lingua si allunga per assaggiarla, ed è deliziosa. Lei ansima, inarcando i fianchi e spingendoli verso la mia bocca e la mia lingua in attesa. Le mie mani scendono verso il basso e tengono stretto il suo fantastico didietro. Do’ una strizzata ad entrambe le natiche. E la mia lingua la invade mentre delle scariche di piacere la attraversano. Vortico dentro di lei, in modo esperto. Poi velocemente infilo l’indice e il medio dietro, trovandola bagnata al punto giusto, e dilatata.

“Christian! Ti sto implorando!! Per favore! Sto andando a fuoco!” urla.

“Piccola, sto per affondare in te, e non mi fermerò! Sei preparata a questo?”

“Si! Ora sta’ zitto e fottimi!”

Il mio ghigno è il più grande possibile, “Si, signora!”

“Apri di più le gambe per me, piccola!” Lei lo fa, e mentre le apre si spinge sempre più avanti. Apro la bustina del preservativo, copro la mia erezione e affondo in lei. Prendendola, spingendo dentro di lei, facendola inarcare, il mio enorme bisogno del suo sesso è enorme.

“Sto per farti sentire dolorante e altamente soddisfatta, piccola!” dico mentre spingo e spingo e spingo dentro di lei rivendicandola ancora e ancora. All’improvviso mi tiro fuori da lei, le alzo le gambe in modo da trovarsi con il sedere in aria pronta a ricevermi ancora una volta. Non riesco ad averne abbastanza di questa donna! Infilo di nuovo la mia erezione dentro di lei, e la pretendo.

“Oh piccola! Questo è così profondo! Così vicino! Oh cazzo!” Esigendola, mescolandomi con lei come se niente fosse abbastanza, spingo forte dentro di lei ancora e ancora.

I suoi lamenti e i suoi gemiti si fanno più rumorosi. “Vieni per me, piccola!” Urlo, e questo è la mia disfatta così veniamo insieme, rumorosamente, e sfiniti. La giro su di un lato senza uscire da lei, mettendoci a cucchiaio, mentre la stringo forte a me, le mani viaggiano in modo assente lungo i suoi fianchi e il suo seno. C’è lo scintillio del sudore tra di noi. La sua mano si sposta all’indietro mentre siamo distesi, e accarezza il mio viso. Chiudo gli occhi sotto il suo tocco, andandole incontro. Giro la mano e bacio il suo palmo. Riesco a percepire il suo sorriso stanco.

“Sogni d’oro, Anastasia …” le dico stringendola.

Esco da lei, sfilo il preservativo e lo getto sul pavimento, poi mi giro per coprirla con le lenzuola, mentre la tocco ancora, mentre siamo ancora abbracciati, e mentre una scarica elettrica attraversa i nostri corpi. Accarezzo i suoi capelli e inalo il suo profumo, profondamente.

Tutto donna, sapone, vaniglia, e la mia Anastasia! La mia mano ricade su di un lato quando mi giro.

Un rumore forte … Bam!

Il rumore mi fa tornare conscio del mio corpo. I miei occhi si spalancano.

Dannazione! Ho fatto cadere l’iPad sul pavimento. La mia mano, senza pensarci, controlla l’altro lato del letto scoprendo che Anastasia non è qui al mio fianco. Mi guardo intorno. Era qui la scorsa notte?

Mi lamento quando mi rendo conto di cosa è successo in realtà. Invade anche i miei sogni, confondendomi! Mi ha stregato corpo e anima! E ho avuto il sogno erotico più fottutamente eccitante della mia vita!

I miei occhi si soffermano sulla sveglia vicino al letto. Sono le 6:12. Probabilmente lei starà ancora dormendo. Calcio via le coperte. Di solito non è mia abitudine fare la doccia prima di allenarmi, ma dato la notte calda che ho avuto con Miss Steele, nei miei sogni ovviamente, una doccia ci vuole ed è un obbligo. “Insieme alle lenzuola pulite!” Dice il mio subconscio.

Dopo la doccia, vado in palestra e corro per 10 miglia, alzo pesi e mi alleno il più duramente possibile così da liberarmi di questa energia repressa. Ovunque mi giri, immagino lei, e questo amplifica quello che sento per lei, e il fottuto desiderio mi riempie come un fiume senza fine!

Dopo il mio duro allenamento, torno nella mia suite, e faccio un’altra doccia. Mi metto i pantaloni grigi di flanella con la mia camicia bianca di lino. Mi infilo i calzini e le Converse. Arriva la mia colazione, e leggo il Seattle Times e il WSJ mentre la consumo.

Soundtrack

Taylor entra per essere aggiornato sui piani per la giornata. Mentre sto per rispondergli, il mio Blackberry suona per indicare una e-mail in arrivo. Alzo il dito per chiedere a Taylor di aspettare un minuto, abbastanza irritato per l’interruzione. Ma la mia faccia cambia appena vedo chi è il mittente.

“Taylor, penso che dovresti andare. Parlerò con te quando avrò finito con questo,” dico in modo passivo.

Lui annuisce, “si, signore.”

Anastasia ha mandato una e-mail dal suo computer nuovo solo per me! Sono nervoso mentre apro il messaggio. Aggrotto le sopracciglia. E’ incorreggibile. Perché non riesce ad accettare un regalo? Perché deve sempre pensare che ci sia un secondo fine dietro i regali?

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Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 23 maggio 2011 08:18
Oggetto: Il tuo nuovo computer (in prestito)

Caro Signore –
Ho dormito benissimo, grazie – per qualche strano motivo. Pensavo che questo computer fosse in prestito, dunque
non mio.

Ana

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Beh, il suo tono mi dice che ha letto il contratto, o che comunque ci ha dato un’occhiata. Questo mi rende felice. Mi ritrovo quasi ad inciampare sul carrello da portata mentre corro verso il mio computer per scrivere una risposta. Non voglio perdere tempo con i piccoli tasti del Blackberry.

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Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 08.21
Oggetto: Il tuo nuovo computer (in prestito)

Il computer è in prestito a tempo indeterminato, Anastasia.
Noto dal tuo tono che hai letto il contratto che ti ho dato.
Hai domande?

Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

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Aspetto con ansia che lei mi mandi una risposta. Mi sta contattando. E’ un bene. Non sta scappando a gambe levate. Mi dà speranza il fatto che lo stia considerando. Andrò fottutamente fuori di testa nell’attesa. Qualche minuto dopo, la mia casella e-mail suona di nuovo, e lei mi ha scritto una risposta. “Prendi il coraggio a due mani e non agire come un fottuto adolescente!” mi richiama il mio subconscio.

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Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 23 maggio 2011 08.24
Oggetto: Menti curiose

Ho molte domande, ma non sono adatte a una mail, e alcuni di noi devono lavorare per vivere.
Non voglio e non mi serve un computer a tempo indeterminato, buon Signore.
A più tardi, buona giornata a te Mr. Grey.

Ana

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Oh sei una ragazza a cui piace punzecchiare! Non sai quanto mi piacerebbe domare quella tua lingua tagliente! Le scrivo immediatamente una risposta.

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Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 08.27
Oggetto: Il tuo nuovo computer (ancora in prestito)

A più tardi, piccola.
PS: Anch’io devo lavorare per vivere.

Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

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Sta andando a lavoro presto.

Ho terminato la colazione, e sono seduto al tavolo da pranzo.

“Taylor!” chiamo.

Arriva immediatamente, “Si, signore.”

“Che notizie hai del Blackberry per Miss Steele?”

“Ancora nessuna notizia, signore.” Dio, la fa sembrare come una missione di recupero!

“Che c’è, non possono produrre un solo telefono?”

“Non è ancora in commercio, e questo deve essere spedito dalla fabbrica.”

“Bene,” dico in modo fiacco, sentendomi petulante.

“Fammi sapere quando ricevi loro notizie, e fallo impostare con le e-mail, e le mie informazioni di contatto.”

“Come desidera, signore,” dice educatamente. Io annuisco cortesemente.

“Ho intenzione di andare a vedere il progetto di botanica della WSU oggi. Passa a prendermi tra mezz’ora all’ingresso,” dico, ed è il suo segnale per ritirarsi. Il resto della giornata passa in maniera noiosa, portando avanti gli affari, tenendo la gente in ordine dove faccio delle grosse donazioni. La mia mente si sofferma costantemente su Miss Steele. Nonostante io sappia che è a lavoro, il non sapere con chi sta parlando, se il fratello del proprietario le sta ancora addosso possessivamente, o se il fottuto fotografo alla fine s’è fatto coraggio ed è andato ad incontrarla. Sto per andare fuori di testa. Devo poterla contattare in ogni momento. Finalmente quando la mia giornata di lavoro è finita, le mando una e-mail. Dovrebbe essere anche lei a casa presto se non è andata in qualche altro posto. Ha una montagna di documenti da leggere. Farebbe meglio a tornare a casa e mettersi subito a studiarli.

In fretta le scrivo una e-mail. Cosa posso dire? Inizio a comporla nella mia mente.

Cara Anastasia,

Mi sei mancata tutto il giorno. Non vedo l’ora che torni a casa.

No! Cancella! Sembro un adolescente!

Ciao Ana,

Com’è stata la tua giornata a lavoro? Ho continuato a pensare a te tutto il giorno. Non riuscivo a concentrarmi.

Cazzo! Cosa diavolo c’è che non va in me? Regola n.1. Queste sono le cose da non dire mai direttamente ad una ragazza anche se è ciò che senti. Provo di nuovo:

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Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 17.20
Oggetto: Lavorare per vivere

Cara Miss Steele,
spero che tu abbia avuto una buona giornata al lavoro.

Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

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Così va meglio. Semplice, interessato, ma che non va troppo oltre. Premo invia.

10 minuti … Ancora nessuna risposta. Non è ancora tornata a casa? Dove diavolo è quel Blackberry? Lo stanno ridisegnando in tutti i particolari?

20 minuti … Mi ritrovo a girovagare per la suite, facendo sentire Taylor a disagio. Lo sa che sono nervoso.

25 minuti … Apro il mini frigo. Trovo del vino bianco, e me ne verso un bicchiere, mentre continuo a camminare su e giù per la stanza.

27 minuti … Il mio Blackberry suona con un messaggio in entrata. Anche con l’angolo dell’occhio, vedo Taylor che fa un sospiro di sollievo. Dio! Questa donna riesce a rendere nervoso ogni uomo! Incluso il mio uomo di scorta che è stato nella vera guerra!!

Taylor tranquillamente lascia la stanza quando vede che la mia faccia si è rilassata dopo che ho avuto la conferma del mittente del messaggio. Leggo:

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Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 23 maggio 2011 17.47
Oggetto: Lavorare per vivere

Caro Signore… Ho avuto un’ottima giornata al lavoro.
Grazie per l’interessamento.

Ana

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Sorrido da orecchio a orecchio! Poi gemo sonoramente! Cosa mi sta facendo? Come possono due semplici frasi eccitarmi e farmi diventare così arrapato? Argh! Ana, leggi i documenti, firmali, e fammi uscire da questa miseria subito!

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Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 17.49
Oggetto: Fai i compiti!

Cara Miss Steele,
mi fa piacere che tu abbia avuto una buona giornata. Ma potresti per favore fare le tue ricerche? Non puoi farle mentre mi scrivi.

Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

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Premo invio. Meno di cinque minuti dopo il mio Blackberry suona di nuovo!

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Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 23 maggio 2011 17.52
Oggetto: Tormento

Mr Grey, c’è un tormento che continua a mandarmi e-mail e mi tiene le mani occupate. Dovrebbe davvero essere fermato. Sto provando a lavorare per prendere un’altra A qui.

Ana

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Ma che cazzo! Mi farà prendere fuoco proprio qui! Ho un sorriso talmente grande che mi fanno male i muscoli delle faccia, e se lei fosse stata qui, l’avrei completamente spogliata, legata e mi sarei già impadronito di lei a modo mio. A quanto pare, è determinata a torturarmi. Oh le possibilità di rimonta … Anastasia, piccola, non sai cosa potrei farti … Come potrei farti implorare, e stuzzicarti e torturarti fino allo sfinimento come stai facendo con me in questo momento! Le piace provocare …

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Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 17.54
Oggetto: Impaziente

Cara Miss Steele,
Potresti smetterla di rispondere, e fare i compiti? Prima finisci di studiare, prima avrò la possibilità di darti un’altra A.
Mi sto ancora riprendendo dal primo, era davvero meritato. 😉

Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

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Prendi questa Miss Steele. In questo gioco siamo in due … Un altro squillo … Dai! Mi stai uccidendo!

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Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 23 maggio 2011 17.58
Oggetto: Ricerche sul web

Mr Grey,
Mi sento sperduta qui, cosa suggerisci di inserire nel motore di ricerca?

Ana

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Oh! Ha bisogno di aiuto per i suoi compiti. E’ una cosa grandiosa. Posso essere utile.

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Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 18.00
Oggetto: Ricerche sul web

Cara Miss Steele,
comincia da Wikipedia. Lì ci sono molte informazioni.
Basta con le mail, a meno che tu non abbia domande. Intesi?

Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

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Un altro squillo! Dio! Ma ascolterà mai? Sarà almeno un po’ obbediente? Almeno un minuscolo bricolo?

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Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 23 maggio 2011 18.02
Oggetto: Prepotente!

Va bene! Sei così prepotente … oh si, Signore!

Ana

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Mi sta colpendo al cuore. Cosa devo fare con i suoi modi giocosi e provocanti? Mi ritrovo ad essere torturato qui da una ragazza innocente di soli 21 anni! Mi piacerebbe ricambiare, se solo finisse il suo lavoro. Premo su “rispondi.”

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Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 18.04
Oggetto: Controllo

Piccola, non ne hai idea.
Be’, forse cominci ad averne un’idea. Fai il tuo dovere.

Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

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Ora sono di nuovo in attesa. Odio aspettare. Provo a tenermi occupato con la mia pila di lavoro, mi destreggio tra acquisizioni commerciali e nuove speculazioni sugli affari. Questo dovrebbe tener occupato il mio cervello almeno per un po’ di tempo. Passo le due ore e mezzo successive a lavorare. Poi vengo distratto dallo squillo del mio Blackberry.

Ha una domanda. Probabilmente ha letto molto attentamente i documenti. Con l’ansia a mille apro il messaggio, e lei riesce a lasciarmi a bocca aperta!

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Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 23 maggio 2011 20.33
Oggetto: Studentessa sconvolta

Okay, penso di aver visto abbastanza.
È stato bello conoscerti.

Ana

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Cosa?!? No, No, No! Sono doppiamente esasperato, con entrambe le mani che mi passano tra i capelli. Non può mollarmi senza darmi nemmeno una spiegazione! Beh, ok, c’è una ragione. Potrebbe non essere pronta per quello che le sto chiedendo di fare, ma non voglio che lei mi lasci con una e-mail. Sta scappando via! Non posso accettarlo! Ho avuto una giornata fottutamente dura senza di lei, senza vederla. La mia testa è completamente impazzita, e sono riuscito a far dare di matto anche a Taylor con la mia irascibilità. Dio, no!! Sento una stretta al cuore, e non riesco a respirare! Voglio che mi dica il perché non mi vuole dritto in faccia. Meglio che le ricordi quanto è stato fottutamente bello conoscermi. Se non mi volesse dopo quello che sto passando per lei … No, non riesco nemmeno a pensarci. Deve sapere che stiamo bene insieme. Siamo fatti l’uno per l’altra!

Chiamo subito, “Taylor!”

“Si, signore,” risponde subito dopo il primo squillo.

“Vado all’appartamento di Miss Steele,” dico un po’ irritato.

Si preoccupa per il tono della mia voce, “Va tutto bene, signore? Lei sta bene?” Perché si sta preoccupando e sta diventando tutto sdolcinato riguardo lei?

Parlo attraverso i denti serrati. “Si.” Riaggancio.

Soundtrack

Arrivo alla sua porta nel giro di quindici minuti. Suono il campanello, e la sua coinquilina risponde. Socchiude gli occhi.

“Grey,” dice, come se fosse il suo modo per salutarmi.

“Miss Kavanagh,” dico cortesemente.

“Sono qui per vedere Anastasia,” dico spiegando la mia presenza.

“E’ nella sua stanza,” dice e apre di più la porta per farmi entrare. Ho le chiavi in mano e continuo a farle tintinnare come segno del mio nervosismo. Mi avvio lentamente verso la porta di Anastasia. La apro piano, come se non volessi disturbarla. Lei è seduta alla sua scrivania, i suoi capelli legati in due codini mi mozzano il fiato, con le cuffie nelle orecchie sta ascoltando l’iPod e sta studiando il contratto che le ho dato! Il mio cuore balza con un sospiro di sollievo. Potrebbe essere ancora disposta a considerarlo. Ma devo comunque persuaderla.

Percepisce la mia presenza sulla porta, e alza lo sguardo dal suo compito. Lentamente si sfila le cuffie, è completamente shockata di vedermi qui.

“Buona sera, Anastasia,” dico freddamente salutandola. La mia espressione è controllata e indecifrabile. C’è un vulcano pronto ad esplodere qui sotto, ma è un’espressione che ho imparato ad usare molto bene. Il mio respiro si calma. Lei sembra accaldata, sudata dopo un allenamento, ha corso? Ne sono piacevolmente colpito. Confuso, ma colpito. Si è allenata. Ci sono delle possibilità. E’ rimasta senza parole. Faccio qualche passo entrando nella sua camera da letto.

“Ho pensato che il tuo messaggio nella mail meritasse una risposta di persona,” dico seccamente.

“Ah,” un piagnucolio appena udibile le scappa dalla bocca. E’ ancora a corto di parole, esterrefatta, ed è assolutamente arrapante.

“Posso sedermi?” dico indicando il letto. La sua espressione da “per una volta ho perso la mia lingua tagliente” mi fa qualcosa dentro. Ho un bagliore malvagio nei miei occhi. Oh, piccola, se solo sapessi cosa voglio farti!

Mi guardo intorno con disinvoltura. “Mi sono sempre chiesto come fosse la tua stanza, Anastasia,” dico. E’ una stanza semplice, funzionale, e accogliente. Ha dei mobili semplici, di vimini, un letto singolo, e un copriletto trapuntato. Pulita, semplice e tranquilla.

“E’ molto sereno e tranquillo qui,” dico senza pensarci. Lei si guarda intorno per una via d’uscita. Piccola, non sei abbastanza veloce per sfuggirmi! Potrei acchiapparti anche se stessi dormendo! Non mi scapperai! Non finché non ti avrò dato tutto ciò che devo, e poi vedremo se vorrai ancora lasciarmi.

“Come?” sospira senza essere capace di finire la frase.

Le sorrido. “Sono ancora in città, all’Heathman.” Ha appena alzato gli occhi? Scuote la testa e poi chiede, “Vuoi qualcosa da bere?”

“No, grazie, Anastasia,” dico educatamente, sorridendo. Il suo respiro si ferma. Inclino un po’ la testa su di un lato. Passiamo agli affari Miss Steele.

“Allora, è stato bello conoscermi?” dico fissandola. Non so cosa lei stia leggendo nella mia espressione. Sembro ferito? Spero di no. Mi sono specializzato nel mascherare le mie emozioni già molto tempo fa. Lei guarda in basso, e si guarda le piccole mani.

“Pensavo mi avresti mandato una e-mail come risposta,” dice senza pensarci, e inizia a mordicchiarsi il labbro.

Dannazione! Sta provando a torturarmi anche qui? Se è così, sta facendo davvero un buon lavoro! Prima mi manda una e-mail dicendo che è stato bello conoscermi, come se non volesse vedermi, e quando mi presento qui, lei usa tutti gli stratagemmi della sua innocente femminilità, assolutamente senza fare sforzi e senza essere intenzionata a torturarmi, e ora si morde il labbro inferiore spingendomi a fotterla! Lei lo sa cosa suscita in me questo! Perché è così provocante?

“Ti stai mordendo il labbro di proposito?” dico, mentre la passione mi scurisce la voce. Lei sospira e lascia andare il labbro.

“Oh, mi dispiace. Non me n’ero accorta,” dice piano.

In questa piccola stanza, con la sua vicinanza, l’aria è piena di energia statica e passione. E’ ancora peggio che nell’ascensore dell’Heathman! Riesco a mala pena a trattenermi. E’ così vicina da poterla toccare. Mi siedo e mi sporgo in avanti mettendo i gomiti sulle ginocchia, e allargando le gambe in modo che lei possa vedere l’effetto che sta avendo su di me. Il suo respiro si ferma. Dannazione! Non riesco più a trattenermi! Mi allungo fino ad arrivare ai suoi capelli. Ha i codini, e io lentamente li libero dalla morsa degli elastici per capelli. Le ciocche le cadono libere sulle spalle. Il respiro di entrambi diventa superficiale. Lei sembra ipnotizzata mentre strega anche me. Passo le dita tra i suoi capelli.

Notando ancora una volta il suo sudore, sospiro, “Allora hai deciso di fare un po’ di esercizio,” dico con l’approvazione e il piacere nella voce. Le metto a posto i capelli dietro le orecchie. Voglio sapere il perché mi vuole lasciare. Perché ha deciso di sabotarci. Sono così malvagio per lei?

“Perché Anastasia?” sussurro facendo un grandissimo sforzo per nascondere la mia preoccupazione. Le mie dita si fanno strada verso i lobi delle sue orecchie con movimenti circolari e lievemente accarezzandoli ritmicamente. So che lo sentirà fin nell’inguine, e nel sesso. Lei lascia cadere la testa in direzione delle mie dita, senza nemmeno pensarci.

“Ho solo bisogno di un po’ di tempo per pensare,” sussurra, i suoi occhi pieni di desiderio. Sono come Icaro che volontariamente corre verso il sole? Non lo sa? Perché è esattamente come mi sento … Non posso sfuggire dalla sua stretta. Come una falena con la fiamma. Sono disposto a bruciare per lei! Non lo sa?

“A cosa vorresti pensare Anastasia?” le chiedo piano.

“A te,” sussurra delicatamente.

Le faccio un sorriso amaro, dicendo, “e hai deciso che è stato bello conoscermi? Conoscermi in senso biblico?” Lei arrossisce ricordando quello che abbiamo fatto insieme. Come combaciamo perfettamente, e il nostro tango, e come raggiungiamo posti in cui nessuno di noi può arrivare da solo o con qualcun altro. Lei se lo ricorda. E io? Non potrei mai togliermelo dalla testa, e nemmeno dai miei sogni.

Lei si sposta, e sussurra, “Non sapevo che avessi familiarità con la Bibbia, Christian.”

“Oh, ho frequentato il catechismo, Anastasia. Le cose che si riescono ad imparare lì …” lascio cadere la frase.

“Davvero?” dice seccamente. “Quale versione della Bibbia hai letto nella quale si parlava di pinze per capezzoli e tappi anali? Credo che tu abbia la versione riformata. La mia era abbastanza antiquata paragonata alla tua.”

La lingua tagliente di questa donna è così fottutamente rinfrescante, non ne avrò mai abbastanza. La adoro! Lei mi tiene testa, anche se nel farlo diventa tutta rossa. Non posso, non lo farò, non la lascerò andare. Lei non può lasciarmi! Siamo grandiosi insieme! Il mio sorriso è enorme e salace.

Mi avvicino al suo orecchio e le sussurro, “Beh, Miss Steele. Ho pensato che sarei dovuto venire a ricordare alla tua deliziosa persona quanto è stato bello conoscermi …” e passo il naso tra i suoi capelli, e sulla sua guancia e alla fine sul suo naso.

“Che ne dici, Anastasia?”

I miei occhi fissi nei suoi, la mia sfida è qui, di fronte a lei. Le mie labbra socchiuse per il desiderio. Sono così pieno di voglia di lei, un solo suo tocco sarebbe il mio disfacimento. Sono come un cobra arrotolato pronto a colpire. Lei mi guarda e vedo il desiderio che aumenta nei suoi occhi. Nemmeno lei può sfuggirgli. Siamo fatti l’uno per l’altra. Anche lei mi vuole. Oh piccola, cosa ti farò stanotte!

Riesco a vedere nei suoi occhi che non riesce più a contenere il desiderio che si sta impadronendo di lei ed è pronta a saltarmi addosso, e questo mi allieta immensamente. Quindi, vuoi attaccare. Appena lei salta nelle mie braccia, mi muovo velocemente e lei si ritrova sul letto, e io sopra di lei inchiodandola sotto di me. Tenendole strette le mani sopra la testa con una mano, e fermandole il viso con l’altra mentre la mia bocca piena di brama trova ed invade la sua.

La mia lingua è implacabile, si fa strada nella sua bocca, facendo valere la sua rivendicazione e possedendola, e dichiarandola mia ancora una volta. Esercito tutta la mia volontà, tutto il mio desiderio, tutta la mia forza su di lei. La mia erezione preme su di lei lasciando apertamente intendere il suo desiderio. La voglio così tanto, andrò a fuoco se non l’avrò. Ho bisogno di lei. Questo è l’unica maniera che conosco per dimostrarle il mio desiderio sfrenato.

La mia brama di lei è talmente tangibile da poterla toccare. I miei occhi ardono, mi ridurrò in cenere se non l’avrò stanotte. La guardo. Voglio che si fidi di me. Voglio mostrarle quanto potremmo stare bene insieme. Voglio che si renda conto di quello che non possiamo fare da soli o con chiunque altro, voglio che veda fin dove posso portarla. La fisso con intensità.

“Ti fidi di me, Ana” sospiro con fervore.

Lei annuisce, i suoi bellissimi occhi si aprono ancora di più. I cuori di entrambi sono sul punto di saltare fuori dalle nostre gabbie toraciche per unirsi in superficie ed iniziare un tango tutto loro.

Prendo la cravatta di seta argentata dalla tasca dei miei pantaloni, quella con la quale l’ho legata la prima volta. Ormai mi sono affezionato a questa cravatta. E’ impregnata del suo profumo. Mi siedo a cavalcioni su di lei, e le lego velocemente i polsi alla testiera di metallo del letto cosicché lei non le possa muovere. Il nodo è sicuro. Le do’ un’occhiata. Quella vista è di un arrapante incredibile. Lei è eccitata più di quanto potesse immaginare, e io sono pronto a rivendicarla come mia ancora una volta.

Soundtrack

Ma prima, occhio per occhio. Lei mi ha fatto soffrire per tutta la giornata, ed ora è il suo turno di patire un po’. Scivolo via da lei, e mi alzo di fianco al letto, ma ho ancora un’immensa voglia di farmi strada dentro di lei, proprio qui, proprio ora. Ma devo esercitare il mio controllo. Mi sento vittorioso, e sollevato dal fatto che mi voglia ancora. Potrei non essere una causa persa dopotutto.

“Questo è grandioso,” mormoro, e le faccio un sorriso perfido. Lentamente mi abbasso, e in modo sensuale inizio a scioglierle i lacci delle scarpe, e piano gliele tolgo. Lei sa cosa sto per fare. Oh! Cosa vorrei farti, Miss Steele. Lei inizia a calciare, avendolo capito. Io mi fermo, e sorrido.

“Oh, piccola, continua a lottare, perché se lo fai, ti legherò anche i piedi. E cara, se emetti un singolo suono, allora ti imbavaglierò. Resta calma. La tua coinquilina probabilmente sta origliando in questo momento.”

Ora è domata e tranquillizzata. Una volta tolte le scarpe e i calzini, lentamente e con efficienza le sfilo i pantaloni della tuta. Alzo il suo dolce didietro dal letto, scosto il piumino e le lenzuola e poi la rimetto di nuovo sul letto.

Oh che vista! “E adesso,” dico leccandomi piano le labbra, e lei inizia a mordersi di nuovo il labbro inferiore senza pensarci, per frenare il desiderio. “Oh, piccola! Ti stai mordendo di nuovo quel labbro! Lo sai cosa mi fa …” dico, lei ansima, ed emette un suono pieno di voglia. Le metto un dito sulle labbra per farla restare in silenzio.

Poi mi tolgo le scarpe e i calzini facendo un grande spettacolo per lei, mentre è distesa a letto impotente, ma mi vuole, mi desidera, ed è pronta a saltarmi addosso, ma non ne è capace. Adagio mi sbottono i pantaloni, ma li tengo ancora. Mi tolgo la camicia e la butto di lato.

“Penso che tu abbia visto abbastanza di questo spettacolo,” dico, e ridacchio perché lei è in attesa, è vogliosa ed è sfrenata. Le sfilo la maglietta lasciandogliela sulla testa, liberando la bocca ed il naso, ma coprendole completamente gli occhi. Questo va oltre il sexy! Adoro quello che vedo in questo momento …

“Questa cosa va sempre meglio. Mmm. Sei così appetitosa … Vado a prendermi qualcosa da bere.” Sogghigno lascivamente, sapendo che è sorpresa. Mentre cammino per la stanza cerco di fare molto rumore, apro la porta, e vado in salotto. La coinquilina mi vede mezzo nudo e sorpreso. Lo sguardo di Kate si fa ristretto ma apprezza. Sa che la sua coinquilina si sta divertendo. Io non do’ nulla a vedere.

“Ciao Kate,” dico, “avete del vino in casa?”

Lei sembra sorpresa, ma annuisce, “Si, dovremmo avere del vino bianco in frigo.”

“Ghiaccio?”

“Il frigo ha una macchina per il ghiaccio automatica,” sogghigna, ma poi torna alle sue faccende. Prendo la bottiglia di vino dal frigo, e metto del ghiaccio in un bicchiere, prendo un altro bicchiere e con comodità torno nella camera di Anastasia. Lei sa che sono tornato perché cerco di far scricchiolare il più possibile le travi del parquet, e i miei piedi fanno rumore sul pavimento della camera da letto.

Una volta tornato in camera, poggio le mie scoperte sul comodino. Chiudo la porta e mi tolgo i pantaloni, facendo abbastanza frastuono da farle sapere cosa sto facendo. Poi lascio cadere i pantaloni sul pavimento. Sono completamente nudo. Faccio cadere qualche cubetto di ghiaccio nel bicchiere abbastanza forte da farglielo sentire, poi lentamente verso del vino freddo su di questi. Tengo il bicchiere in mano e torno a sedermi cavalcioni su di Anastasia, facendomi sentire.

Il suo desiderio ormai è arrivato a livelli inconcepibili, e il fatto di non vedere cosa sto facendo sta soltanto amplificando la sua voglia e la sua lascivia.

“Hai sete, Anastasia?” le chiedo con voce seducente. Occhio per occhio, piccola! Mi implorerai di prenderti.

“Si,” sussurra. Faccio turbinare il bicchiere con il vino in modo che si rinfreschi. Lei sente il ghiaccio che tintinna sui bordi del bicchiere di vetro. Poi ne prendo un sorso e lo tengo in bocca, mi allungo su di lei, la bacio, e le verso il vino freddo e frizzante nella sua bocca che è in attesa.

“Altro?” le sussurro sulle labbra. Lei annuisce. Le do’ un altro sorso da bocca a bocca. Lei si contorce di piacere.

“Lo so che non sei puoi bere troppi alcolici,” le dico, “non voglio esagerare, piccola.” E le sue bellissime labbra si piegano in un sorriso. Cambio posizione e mi distendo restando di lato, ed ora la mia erezione è premuta sul suo fianco, e lei conosce le mie intenzioni carnali.

“Ti piace?” sussurro nel suo orecchio.

Lei si irrigidisce per il desiderio. Poi prendo un altro sorso di vino con dei piccoli frammenti di ghiaccio, e baciandola depongo il tutto nella sua bocca. Lentamente inizio a tracciare una linea di baci freddi su tutto il centro del suo corpo, con calma, dolorosamente, per mio solo piacere, iniziando dalla gola. Sposto i miei baci gelidi più in basso, tra i suoi seni, sul suo tronco e sulla sua pancia. Metto un cubetto di ghiaccio ed un po’ di vino nel suo ombelico.

“Ora devi restare ferma, piccola,” le sussurro. “Perché se non lo farai, spargerai il vino su tutto questo bel letto,” dico lentamente. I suoi fianchi si flettono automaticamente.

“Oh no piccola! Se versi il vino, ti punirò.”

Lei geme eccitata dalla minaccia. E’ già pronta a implorare. Sorrido interiormente.

Il mio indice traccia il bordo della coppa del reggiseno, e poi la abbasso tranquillamente, liberando il suo seno e spingendolo verso l’alto, sostenuto dalla coppa. Faccio lo stesso con l’altro seno. Ora sono entrambi esposti e a mia disposizione. Tiro e bacio entrambi i capezzoli con le labbra fredde. Lei prova ad inarcarsi in risposta, ma poi tenta di evitarlo in modo da non versare il vino.

“Quant’è bello tutto questo, piccola?” sussurro mentre soffio aria fredda su uno dei suoi capezzoli.

Prendo un altro cubetto di ghiaccio, e lo faccio girare intorno ad uno dei capezzoli, mentre tiro e succhio l’altro. Lei si lamenta e prova a lottare contro la restrizione, piena di passione e dolci torture.

“Se versi il vino, non ti farò venire, Anastasia,” le dico minacciandola.

Poi arrivano le preghiere, “Oh … per favore Christian … per favore Signore … ho bisogno di te … Ti prego,” lei implora mentre diventa pazza. Sorrido. Si, piccola. E’ proprio come mi hai fatto sentire. Impotente, ardente, desideroso, e incapace di essere gratificato. Tutta questa attesa, tutto questo desiderio, il tutto senza averti! Questo è ciò che tu fai a me! Mi torturi da quando ti ho incontrata, e non te ne rendi nemmeno conto!

Il ghiaccio nel suo ombelico inizia a sciogliersi con il suo calore corporeo che aumenta. Lei è calda, è fredda, è desiderosa, è sfrenata. Lei vuole il mio sesso!

Le mie dita passano sulla sua pancia pigramente. La sua pelle, ormai troppo sensibile, risponde e si flette automaticamente, e il vino si rovescia, correndo lungo la sua pancia. Mi muovo velocemente leccandolo via con la lingua, seguita da baci, e succhio, e mordo e succhio di nuovo.

“Oh, piccola, ti sei mossa. Cosa devo fare con te?” Lei inizia a piagnucolare, e il suo corpo è sovraccarico di sensazioni. Si sta dibattendo sotto di me, e io infilo le mie dita nelle sue mutandine, e le spingo due dita dentro.

Il sentirla così bagnata mi eccita oltre ogni limite, “Oh piccola, sei così pronta,” mormoro.

Lei spinge i fianchi verso l’alto per incontrare le mie dita. Il suo desiderio per me mi accende il fuoco dentro; voglio scuotere il suo mondo.

“Sei una ragazza davvero insaziabile,” dico ironico, rimproverandola, e le mie dita fanno la loro magia disegnando dei cerchi sul suo clitoride. Lei geme e alza i fianchi, e il suo corpo cerca di ribellarsi sotto di me.

“Per favore, Christian! Voglio toccarti,” sussurra.

“Lo so, piccola,” dico, sapendo quello che vuole, desiderando il suo tocco, ma incapace di riceverlo, perché sono così incasinato! Ma non posso indugiare su quella merda ora. Improvvisamente sento un desiderio immenso di averla, di fotterla, di reclamarla, di farla mia, attaccare la mia bandiera su di lei, quasi a marchiarla! Ecco quanto dannatamente la desidero! Afferro i suoi capelli; le alzo la testa dal letto chiudendo la distanza tra di noi con la mia bocca, affermandomi nella sua bocca. Mentre le mie dita si muovono in modo esperto sul suo clitoride, la mia bocca ne imita le azioni, roteando, ballando, rivendicando, respirandola. Sono fuso con questa donna, e non ne ho abbastanza!

Instancabilmente assalto la sua bocca e il suo sesso con la mia lingua e le mie dita.

“Questa è la tua punizione, così vicina ma anche così lontana. Questo ti piace?” sussurro nel suo orecchio. Lei mi ha tormentato, e ora le sto dando un assaggio della sua stessa medicina.

“Per favore Christian!” mi implora, e questa è la mia disfatta.

“Come dovrei scoparti, Anastasia?” ringhio.

Tutto ciò che riesce a dire è “Ti prego!” mentre mi supplica.

“Cosa vuoi, Ana?”

“Voglio te! … E ti voglio ora!” urla.

Continuo a provocarla. “Ci sono così tanti modi per farlo. Potrei scoparti in questo modo, o in quell’altro, o in quell’altro ancora … Le possibilità sono infinite.”

Prendo un preservativo e ne strappo la bustina. Mi inginocchio tra le sue gambe, e in modo dolorosamente lento le sfilo le mutandine. La vista davanti a me è così dolce, non riesco a contenermi oltre, e srotolo il preservativo. Le tiro via la maglietta dalla testa, cosicché possa vedere a cosa va incontro. Poi, faccio uno spettacolino con quello che potrebbe avere, ma che è ancora troppo lontana dall’ottenere.

“Quanto ti piace questo?” dico accarezzandomi.

“Per favore, Christian! Lo avevo inteso come uno scherzo.” Implora, mentre i suoi occhi dicono, “Scopami subito!”

Mi ha torturato per scherzo? Stavo andando fuori di testa, ed era solo uno scherzo?

“Uno scherzo?” dico lievemente minaccioso.

“Si, solo uno scherzo. Ti prego Christian!” implora.

“Stai ridendo ora?” le chiedo.

“No,” frigna.

Decine di emozioni passano per la mia testa, sono così acceso dal desiderio sessuale da finire con l’essere un giocattolo tra le sue mani. Beh, avrai il tuo primo assaggio di punizione, Miss Steele!

Improvvisamente spingo le sue ginocchia via dal letto, fino a farle ritrovare per aria, e le colpisco il sedere il più forte possibile. E prima che possa emettere un singolo suono, mi immergo dentro di lei. Lei urla per la ferocia del mio assalto. La fotto, e fotto, e fotto ripetutamente facendola venire svariate volte! Ancora e ancora e ancora! Non mi fermo. Questa è la sua scopata di punizione! Lei è esausta, e mi sta affrontando, assorbendo tutto quello che ho da darle … Si sta caricando e viene di nuovo … Ancora una volta.

“Dai, Anastasia! Di nuovo!” le ringhio tra i denti serrati, e lei si agita di nuovo, e arriva al limite ancora una volta con un altro orgasmo travolgente, alla fine trovo la mia liberazione collassando su di lei, con il respiro irregolare.

“Quant’è stato bello questo?” le chiedo tra i denti.

Soundtrack

Siamo entrambi distesi a letto, esausti e ansimanti. Sono sulla vetta della montagna del piacere, e nonostante le abbia dato una scopata di punizione, non ne ho abbastanza di lei. Non sono ancora pieno di lei. Chiudo gli occhi, e lentamente esco da lei. Mi alzo dal letto immediatamente, e mi rivesto. Torno sul letto, le libero le mani, e le tolgo la maglietta. Lei si aggiusta il reggiseno, e io la copro con il piumino. Lei mi guarda stupita e turbata. Non posso evitare di sorridere compiaciuto della sua espressione.

“Quello è stato davvero bello,” sussurra.

Dannazione donna! Ti ho dato tutto quello di cui sono capace, e sono arrivato solo a “bello”!

“C’è di nuovo quella parola,” dico.

“Quale parola?”

“Bello,” le dico.

“Non ti piace?”

“No, non fa per niente per me.” Dico seccamente.

“Oh, non lo so, sembra avere degli effetti davvero benefici su di te.”

Potrebbe insultarmi di più?

“Sono un effetto benefico ora, Miss Steele? Stai ferendo il mio ego.” Dico.

“Mr. Grey, non c’è niente che non vada nel tuo ego.”

“E’ questo ciò che pensi, Miss Steele?” dico, e lentamente mi stendo vicino a lei completamente vestito.

“Perché non ti piace essere toccato Christian?” chiede.

“Non mi piace e basta,” dico bruscamente, ma poi ammorbidisco il tiro dandole un bacio sulla fronte. “Quindi l’e-mail era la tua idea di scherzo?”

Lei sorride in segno di scuse e fa spallucce.

“Questo significa che stai ancora considerando la mia proposta?” chiedo.

“Intendi, la tua proposta indecente, Mr. Grey?” chiede sorridendo, e il suo tono cambia, facendosi serio, “Si, lo sto facendo, ma ho dei problemi.” Posso affrontarli.

Un contratto può essere negoziato. Solo non voglio che mi lasci del tutto.

“Anastasia, mi aspetto che tu abbia dei problemi. Sarei sconvolto se non li avessi.”

“Stavo per inviarteli via mail, ma poi mi hai in qualche modo interrotta,” dice sorridendo timidamente.

“Coito interrotto.” Dico, poi mi fa un sorriso vero.

“Sapevo che avevi senso dell’umorismo da qualche parte lì dentro,” dice.

Ma i miei occhi tornano seri. Alcune cose sono divertenti. Ma non lei che mi lascia! Non posso sopportarlo! Sarebbe come strapparmi il cuore e ridere del risultato.

“Alcune cose sono divertenti. Ma, ho pensato solo che tu mi stessi dicendo di ‘No’ senza nemmeno prendermi in considerazione, senza discuterne. Senza dirmi nemmeno una parola.” La mia voce si affievolisce riflettendo il mio misero stato d’animo improvvisamente.

“Ancora non mi sono schiarita le idee, Christian. Ancora non lo so. Mi metterai un collare?”

Alzo le sopracciglia, ha studiato, “Hai studiato. Uhm. Non lo so. Non ho mai messo il collare a nessuno.”

“Ti è stato messo il collare?” mi chiede cogliendomi di sorpresa.

“Si,” rispondo sinceramente. Sono pieno di rivelazioni per lei.

“Da Mrs. Robinson?”

“Mrs. Robinson?” rido sonoramente. A volte mi mozza il fiato soltanto con le sue osservazioni innocenti. Lei mi sorride in risposta.

“Le dirò che l’hai chiamata così,” dico.

La sua risposta è sorpresa, e delusa, “Parli ancora con lei?”

“Si,” dove vuole andare a parare?

Sembra gelosa, e turbata. “Capisco,” dice con voce equilibrata. “Non è divertente che Mr. Grey possa parlare del suo stile di vita alternativo con qualcuno, mentre a me non è permesso di farlo.”

Come fa a fare questo? Riesce a saltare al centro esatto del problema scoprendo tutta la merda.

“Non penso di averla mai pensata in questo modo. Ma comunque, Mrs. Robinson fa parte di questo stile di vita. E’ una buona amica adesso. Posso presentartela se ti fa piacere. O se vuoi puoi incontrare una delle mie ex sottomesse. Puoi parlarle.” Dico. Voglio fare tutto ciò che posso per aiutarla e rendere la sua introduzione più semplice.

Lei mi dà un’occhiata alla “hai appena perso tutte le rotelle, e che cavolo di merda mi stai dicendo?” Cavolo, non deve dire una parola. Ormai è specializzata nel parlare attraverso le sue espressioni.

“Questa è la tua idea di scherzo?” chiede.

“No, Ana. Sto provando a rendermi utile.”

“Evita!” dice quasi in lacrime, e incazzata. “Farò le mie ricerche da sola, grazie per la tua offerta d’aiuto,” scatta contro di me, tirandosi il piumino fino al mento, per protezione.

Io guardo le mie dannate scarpe. Come ho fatto a farmi entrare quel piede tanto grande in bocca? Perché è solo per questo che posso ritrovarmi senza parole al momento. Non so come scusarmi.

“Anastasia, io …” sono perso. Fottutamente perso! E mi prendo a calci da solo. Sono uno stronzo!

“Non era mia intenzione offenderti.”

“Offendermi? Non sono offesa! Sono sgomenta.” Cosa? Perché?

“Sgomenta?”

“Lascia che ti renda tutto chiaro, Mr. Grey! Non ho alcuna intenzione di parlare con una delle tue ex-fidanzate, schiave, sottomesse … Scegli tu il nome appropriato per loro se vuoi. Per non parlare delle pedofile! Non me ne fotte niente di loro. Quindi, evita!”

Sono sorpreso dalla forza delle sue emozioni. Prova qualcosa per me. E’ gelosa. E questo la rende maledettamente sexy!

“Anastasia Steele – sei gelosa?” chiedo, senza riuscire a tener fuori dalla mia voce un sorriso.

Diventa paonazza.

“Resti a dormire?” invece chiede.

“Non posso, ho una colazione di lavoro domani all’Heathman. Inoltre, ti ho detto, che non dormo con le fidanzate, schiave, sottomesse, o qualsiasi altra cosa. Venerdì e sabato notte sono state delle eccezioni. Non accadrà di nuovo.” Dico risoluto.

Lei increspa le labbra.

“Bene. Ora sono stanca. Puoi andare. Lì c’è la porta, solo nel caso non sapessi come trovarla,” e si rigira nel letto dall’altro lato, lontano da me.

“Mi stai buttando fuori?” dico divertito.

“Wow! Ci sei arrivato Sherlock?” dice canzonandomi. Poi più dolcemente aggiunge, “Si, è proprio quello che sto facendo.”

“Questa è un’altra prima volta per me, Ana. Non sono mai stato buttato fuori prima.” Dico, e aggiungo, “Hai qualcosa di cui discutere o parlare riguardo al contratto?”

“Cavolo, sai davvero come far stare bene una ragazza parlando di nuovo di quello. No!” dice.

“Dio! Vorrei dartele di santa ragione! Ti sentiresti molto meglio e anche io! Mi stai facendo diventare pazzo!” dico esasperato.

“Non puoi dire cose del genere … Non ho ancora firmato niente.”

“Un uomo può sognare, Anastasia,” dico allungandomi verso di lei e prendendole quel mento petulante. “Mercoledì?” mormoro.

“Mercoledì,” acconsente.

“Per favore, passami i miei pantaloni della tuta,” chiede. Li prendo dal pavimento, e dico “si, signora” porgendoglieli.

Lei stringe gli occhi abbastanza da poterla bendare con del filo interdentale mentre si rimette i pantaloni.

Lei esce dalla stanza prima di me, attraversando il salotto, e apre la porta d’ingresso per me. Sento una strana sensazione, come se qualcosa stesse andando storto.

“Stai bene?” mi abbasso verso di lei accarezzandole il labbro inferiore.

“Si,” risponde piano, tristemente.

“Mercoledì,” confermo baciandola lievemente. Ma, sento che qualcosa non va. Voglio che lei sappia quanto la voglio, la desidero, quanto ho bisogno di lei. Il mio bacio cresce, diventa più urgente, più profondo, e più esigente. Il mio respiro accelera, il suo si mette in linea col mio. Una volta che mi ritrovo senza fiato rallento, e poggio la mia fronte sulla sua. Sono completamente stregato, e fuso con lei, e non so cos’è che si impadronisce di me quando sono vicino a lei.

“Cosa mi stai facendo, Anastasia?” le chiedo sbigottito.

“Potrei chiederti la stessa cosa,” mi sussurra in risposta. Le bacio di nuovo la fronte, ed esco dirigendomi alla macchina, guardandomi indietro un’altra volta. Il suo sorriso non arriva agli occhi, che invece sono pieni di tristezza. Mi sento a disagio. Ma, mi infilo in macchina, e vado via.

10 thoughts on “CAPITOLO IX

  1. Mhm…… adesso ci tocca aspettare un’altra settimana per il seguito…… Dai ….almeno due a settimana??
    Grazie e complimenti ancora per il lavoro……
    CIao Pamy

  2. Complimentissimiii!!! siete riusciti a colmare la solita tristezza ogni volta che si finisce un libro!! ma lo farete per tutti e tre i libri??

  3. Wow !!!!!!

    Questo capitolo é davvero stupefacente!!!!! ^_^
    Non ke gli altri siano da meno….. :))

    Complimenti e Grazie fiftyshadesitaly !!!!!!

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