CAPITOLO III

by Emine Fougner. – Anastasia e Christian.

Racconto basato “Cinquanta Sfumature di Grigio” di E.L. James. Traduzione a cura di Fifty Shades Italy. Vietata la riproduzione anche parziale. All rights reserved.

Durante la lettura potrebbero esserci evidenziati dei link “Soundtrack” che rimandano a delle canzoni. Vi consigliamo di aprirli per entrare appieno nell’atmosfera delle situazioni, continuando ad immergervi nelle parole della storia con un sottofondo da noi consigliato.

Al diavolo le scartoffie!

Non riesco a togliermi la sua faccia dalla testa. Sembrava afflitta, e dallo strazio che traspariva dal suo volto sembrava che avesse avuto un decesso in famiglia. Non potevo non dirglielo. E’ per il suo bene. E’ troppo innocente. Troppo dolce. Merita molto di più di quello che io posso offrirle. Ma invece la sua presenza mi spinge verso di lei. Dentro mi sento lacerato da questo tornado di emozioni. Non posso farla entrare nel mio mondo oscuro! Lei merita di meglio; ha bisogno di qualcuno che la faccia sentire amata, che sia tutto cuori e fiori con lei, perché è ciò che chiaramente desidera. Ma invece l’idea di qualcun altro che la tocca mi uccide dentro! Odio questo sentimento sconosciuto che mi divora, che mi lacera l’anima. Odio essere così. Taglio corto con tutti. Anche Taylor, che di solito ha la sua espressione illeggibile, sussulta. Sono troppo irritabile.

E’ stata una settimana maledetta. La guardo da lontano come un adolescente! Lei va a scuola, va a lavoro, mentre io sto ancora gestendo il mio mondo dall’Heathman Hotel a Portland. Posso dirigere la mia compagnia da qui finché non finisco di fare il mio dovere per la cerimonia di consegna dei diplomi alla WSU dove dovrei conferire i diplomi alla classe di laureandi. Inclusa lei … Anastasia. Perché non riesco a togliermela dalla testa? Cosa sono, un fottuto adolescente? Passatempo … Quello di cui ho bisogno è un passatempo. Ma niente mi attrae, eccetto lei. E’ come se il suo corpo mi chiamasse, il suo spirito, il suo sangue, il suo essere. Non posso scappare da questi sentimenti!

Devo fare qualcosa per dimostrarle che sono interessato a lei, ma mi sento ancora in dovere di metterla in guardia. Le piacciono i classici inglesi, e mi sembra abbia detto anche Hardy. Decido di mandarle una prima edizione di Tesse dei D’Ubervilles con una nota. Sono sicuro che l’abbia letto. Voglio che stia lontana, ma non starle lontano. Almeno le do’ un avvertimento. Se lei alla fine mi rifiuterà, forse potrò andare avanti. Forse …

Scrivo a mano la nota:

Perché non mi hai detto che gli uomini sono pericolosi?

Perché non mi hai messa in guardia?

Le gran dame sanno come difendersi, perché

leggono romanzi che parlano di questi artifizi …

Ordino la prima edizione del libro e lo faccio recapitare a casa sua con il mio avvertimento sperando che lo riceva, ma una parte di me spera anche che lei lo ignori. Non ho mai desiderato nessuno così tanto, nemmeno a sforzarmi, e ne ho avute di donne. Mi sgrido ricordandomi che posso avere le mie donne. Quasi ogni donna! Ma io non voglio ogni donna! Io voglio lei! Forse se riuscissi a tener duro fino alla sua laurea e se la vedessi allora, forse potrei dichiararmi a lei. Sto fottutamente perdendo la testa! Mi ha stregato, corpo e anima! Non voglio starle lontano!

E’ venerdì notte. Ho cenato con mio fratello Elliot nella mia stanza d’albergo; lui mi ha portato dei vestiti visto che non intendevo fermarmi così tanto. Il mio cellulare suona. Guardo chi è a chiamare ed è lei! Anastasia! Rispondo al telefono al secondo squillo quasi senza fiato, sorpreso ma non posso fare a meno di chiedere: “Anastasia?”

Soundtrack

Lei sembra che non stia bene. E’ malata? Sono immediatamente allertato e faccio attenzione alla sua voce. La sua pronuncia è biascicata.

“Grey …” mi sembra strana, “perché tuuu,” *singhiozza* “mi hai mandato i libri?”

Mi ritrovo subito ad essere preoccupato. Entro in modalità protettiva perché non sta bene. C’è certamente qualcosa che non va in lei!

“Anastasia? Stai bene? Sembri strana …”

Lei fa una risatina e farfuglia di nuovo. “Grey, sei tu quello strano, non io!”

E’ ubriaca!

“Anastasia, hai bevuto?” Chiedo incredulo.

“Non sono affari tuoi! Perché dovrebbe in … in …” lotta per completare la sua frase, “in.teressato?”

“Solo per curiosità. Dimmi, dove ti trovi?”

Lei ride, ride davvero. “In un bar!” si entusiasma.

“Quale?”

“Uh uh … E’ un bar a Portland.”

“Come tornerai a casa Ana?”

“Non lo so,” singhiozza, “troverò il modo”.

“Qual è il bar, Anastasia?”

“Perché diavoli mi hai mandato i libri di Tess dei D … Durb … D’Ubervilles, Christian?”

“Anastasia..” dico nel modo più calmo possibile, mentre la mia rabbia sta arrivando al punto di non ritorno. “Dimmi dove ti trovi!” La mia calma si ritrova soppiantata dalla rabbia.

“Sei cosììì autoritario, un uomo che controlla le persone..”

“Dove cazzo sei, Ana? Aiutami, tanto lo scoprirò in un modo o nell’altro!”

“Oh molto lontano da … da … dove sei tu. Si, da Seattle.”

“Ana, per favore.. Dove ti trovi?”

“Buonanotte Christian!” e riattacca!

“TAYLOR!” urlo. Mio fratello mi guarda divertito. Non mi ha mai visto andare dietro una donna, ed è un bello spettacolo per lui.

“Si signore!” si presenta.

“Ho bisogno che tu rintracci il cellulare di Anastasia Steele. Scopri dove si trova! Ora!”

“Signore!”

Ha il suo piccolo centro di comando già impostato per controllare una missione spaziale, figuriamoci per localizzare una Miss Anastasia Steele. Pochi minuti ho il luogo. Elliot apre la bocca per dire qualcosa e io lo fermo con un gesto della mano, e lui sorride alzando le mani in segno di resa.

“Taylor! Andiamo!” dico, ed anche Elliot prende la sua giacca, unendosi a noi. Lo guardo fisso. E lui sorridendo dice, “Hey fratello! Ho sempre pensato fossi gay! Questa devo vederla!” stringo i denti, ma lo lascio venire con noi.

“Si signore.” Andiamo a tutta velocità attraverso la notte dall’Heathman al bar. Richiamo Ana mentre sfrecciamo nel buio della città, e lei risponde.

“Pronto?” risponde spaventata. Giusto! Devi essere spaventata.

“Sto venendo a prenderti!” Riattacco in fermento.

Non è molto lontano da dove si trova l’hotel, e impieghiamo circa dieci minuti. Riesco a localizzarla fuori al bar dove il fotografo le sta facendo le sue avances mentre lei sta provando debolmente a mandarlo via. Voglio prendere a calci in culo quello stronzo! Elliot è con me.

“Vai a trovare la sua coinquilina. Carina, biondo fragola. Si chiama Kate Kavanagh!”

“Carina e bionda? Con piacere!” sorride e velocemente entra nel bar.

“Credo che la signora abbia detto No!” sibilo tra i denti mentre emergo dall’oscurità. Ci sto mettendo tutto il mio autocontrollo per non saltargli addosso, e picchiarlo a morte. Lui la lascia andare.

“Grey,” dice seccamente.

E come se stesse rispondendo ad un segnale Anastasia si piega in due e rigetta il contenuto del suo stomaco sull’asfalto del marciapiede schizzando lo stronzo che fa un salto indietro mormorando qualcosa in spagnolo. Lei è appena capace di alzarsi. Mi fiondo a tenerle la testa e i capelli. La spingo fino all’aiuola dove può schizzare meno mentre vomita nella relativa oscurità.

“Se devi vomitare, fallo qui.” Le dico. Lei rigetta per un bel po’ e anche dopo che l’intero contenuto del suo stomaco è andato, lei continua ad avere i conati. Io le porgo il mio fazzoletto. Lei lo prende imbarazzata, mentre il suo fottuto assalitore si aggira dalle parti della porta come un gatto che ha versato il latte. Lui le farfuglia che si vedranno dentro, e va via! Va via! Che razza di amico prima forza la mano con la sua amica e poi la lascia con un completo estraneo in modo che questi se ne prenda cura? Ana è ubriaca fradicia, ma riesce a dire “mi dispiace.”

“Per cosa ti dispiace, Anastasia?” le chiedo. Meglio che mi comporti bene.

“Oh, vuoi la lista? La telefonata … Vomitare … ma soprattutto per la telefonata,” sembra mortificata mentre guarda in basso in direzione delle sue mani.

“Ci siamo passati tutti, ma forse non ci siamo andati così pesante quanto te,” sembra che l’abbia appena schiaffeggiata. Ma continuo, “E’ normale per te spingere i tuoi limiti in questo modo? Non fraintendermi, io sono per spingere i limiti sempre più in là, ma non in questo modo.”

Lei è arrabbiata con me e insolente.

“Non mi sono mai ubriacata prima, e,” tenendosi la testa per provare a tenersi in piedi, aggiunge, “non ho intenzione di farlo di nuovo.” Barcolla, e io la prendo e la tengo stretta al mio petto ora che il pericolo che vomiti è passato.

“Vieni, ti porto a casa,” dico.

“Comunque, come mi hai trovata?” chiede in modo petulante.

“Ho rintracciato il tuo telefono.”

Mi guarda con un espressione che definirei confusa e divertita allo stesso tempo.

“Devo prendere la borsa e la giacca.” Dice. Vuole anche dire alla sua coinquilina che se ne sta andando. Le dico che mio fratello Elliot è dentro e sta ballando con Kate. Lei sembra sorpresa ma vuole andare dentro. La faccio entrare di nuovo nel bar, ma non voglio che si senta peggio di quanto non stia già. Quindi la porto al bancone, e prendo un drink per me e un bicchiere di acqua ghiacciata per lei. La faccio bere tutto. Potrei dire che il suo sguardo dice “sei prepotente!” e lo trovo erotico. Lei si raddrizza e alza lo sguardo. Una volta che ha finito di bere l’acqua, la tiro a me, inalo il suo profumo eccitante che è fatto di vaniglia, bagnoschiuma, e aria. In qualche modo con il suo profumo personale questo diventa un miscuglio inebriante. Trovo difficile tenere le mani lontane da lei. La conduco sulla pista da ballo ballando, e raggiungiamo mio fratello Elliot e la coinquilina di Anastasia, Kate, che è avvinghiata a mio fratello mentre si scatenano ballando e si divertono. Ana le dice che la sto portando a casa. Lei ci fa un sorriso d’addio. Mentre provo a portare Ana fuori dal bar e dal rumore, lei inizia a ondeggiare, e prima di saperlo, è fuori dalla mia bocca: “Cazzo!

Lei è distesa sul pavimento. E’ la terza volta. Dovrò sempre riprenderla dal pavimento? In qualche modo anche questo pensiero è accattivante ma odio vederla cadere e farsi male. La alzo e la porto tra le braccia, e la accomodo nel SUV Audi. Taylor ci porta all’hotel.

Soundtrack

Io la porto nella mia suite tra le braccia come il carico più prezioso, come una bambina. Guardo il suo viso bellissimo. E’ così accattivante. Voglio solo passare le mie dita tra i suoi capelli e sul suo viso, e sentirla e guardarla. Quando entro nella mia suite la porto nella camera da letto. Sono stregato da questa ragazza innocente. Completamente preso. Lei è lì nel mio letto, ed io sono completamente disarmato di fronte a lei. Di fronte alla bella addormentata.

Congedo Taylor dicendogli “E’ tutto Taylor!”

“Buonanotte signore,” e torna nella sua stanza.

Poggio Anastasia dopo aver tolto il copripiumino. L’ho guardata per minuti, ore, non lo so. Non riuscivo a togliere gli occhi da lei e il mio respiro era mozzato dal suo sembrare così tranquilla.

Mi inginocchio e sciolgo i lacci delle sue Converse. Gliele tolgo dai piedi. Poi tolgo i calzini. E poi apro i jeans e glieli tolgo, rivelando le sue perfette gambe lunghe. Le poggio il piumino addosso; mi siedo sulla serie e la guardo, lì distesa, in quella posizione infantile, mentre respira lentamente. Mi da moltissima pace, cosa che non sentivo da molto tempo. Voglio solo mettermi vicino a lei e tenerla stretta tutta la notte. Non ho mai avuto qualcuno a letto con me … con cui dormire. Ecco una prima volta. Mi tolgo i pantaloni e la camicia. Mi metto una maglietta, e spengo la luce sul comodino. Per la prima volta in vita mia, riesco a dormire un’intera notte senza incubi della puttana drogata che era mia madre o del suo pappone. Sogno Anastasia.

Essendo mattiniero, mi sveglio presto dopo quella che mi è sembrata la notte più riposante vicino alla bellissima Anastasia. Potrei guardarla per ore, ma devo allenarmi per liberarli del trasporto sessuale che sento per lei. Mi metto la tuta. Lascio sul suo comodino un bicchiere di succo d’arancia per darle una dose di vitamine e due analgesici per farle superare il dopo-sbornia. Mi alleno duramente, il sudore mi ricopre. Dopo quella che sembra un’eternità, torno nella mia suite, e busso alla porta della camera da letto prima di entrare per non farla sentire a disagio. Lei è sveglia, e i suoi occhi mi guardano e riguardano. Quando i suoi occhi si soffermano sulle macchie di sudore sui miei pantaloni, il suo respiro si mozza, e quella sua reazione mi fa un effetto strano, e sento che mi sto eccitando.

“Buongiorno Anastasia,” le dico, “Come ti senti?”

“Meglio di quanto merito,” mormora timidamente, poi mi guarda con quei suoi occhi azzurri e luminosi. Quando mi tolgo l’asciugamani dal collo mi guarda intensamente e chiede “Come sono arrivata qui?”

Mi avvicino al bordo del letto e mi siedo. Sono abbastanza vicino da toccarla, ma non lo farò. Non voglio dirle che volevo guardarla tutta la notte provando a decidere se lei è quello che voglio. Opto per una spiegazione più tranquilla.

“Dopo che sei svenuta, non ho voluto mettere a rischio il rivestimento di pelle dei sedili della mia auto riaccompagnandoti a casa. Invece ti ho portata qui. Era più vicino,” dico passivamente.

Lei si morde il labbro lasciandomi senza fiato, “Mi hai messa tu a letto?”

“Si,” dico con la mia faccia impassibile.

“E mi hai spogliata?” dice in un sospiro appena udibile mordendosi di nuovo il labbro.

“Si,” fissando le sue labbra.

“E, mica abbiamo … uhm?” inarca le sopracciglia e diventa rossa prima di abbassare lo sguardo.

“No Anastasia. Eri completamente svenuta. Non sono il tipo da necrofilia. Preferisco le mie donne completamente recettive e consce,” dico seccamente.

Diventa rossa mentre capisce quello che le ho detto. E’ giusto. Sono molto diretto!

“Ma è stata un’esperienza molto interessante averti nel mio letto.”

“Hai dormito vicino a me?”

“E’ il mio letto,” dico ironicamente. “E’ stato una sorpresa e non lo scorderò subito,” dico. Non lo scorderò per molto tempo …

Mi chiede delle mie tendenze allo stalker, come le chiama lei. Però sembra che mi stia rimproverano, ma sembra anche compiaciuta.

“Dovresti essere felice del fatto che io ti abbia spiata, perché invece che qui, ti saresti potuta svegliare vicino al fotografo che ti stava facendo pressioni stanotte, anche abbastanza energicamente,” dico ricordando, non troppo contento, e la mia rabbia sale di nuovo contro lo stronzo.

“Sembri un cavalier cortese,” dice. La sua osservazione errata mi spiazza, e mi riporta alle mie paure. Quanto poco sai di me. Non c’è niente di luminoso in me, piccola. E’ tutto oscuro e fottuto.

“Anastasia, non c’è niente di luminoso in me,” dico, “potrei essere un cavaliere nero.” Lei sembra incredula. Le faccio un sorriso amaro. E’ troppo presto per parlare della mia anima oscura, o la sua mancanza. Cambio argomento.

“Hai mangiato ieri sera?” Le chiedo. Lei scuote la testa facendo segno di no. Io sono inorridito.

“Anastasia, è per questo che ti sei sentita così male la notte scorsa! Devi sempre mangiare, soprattutto se hai intenzione di bere!” La rimprovero esasperato. Lei indietreggia, ma risponde.

“Continuerai a rimproverarmi questa mattina?”

“Ti sto rimproverando?”

“Sembra proprio di si,” dice in modo petulante.

Bene, penso che mi prudano le mani. “Ritieniti fortunata perché sto facendo solo questo. Se fossi stata mia, non riusciresti a sederti per una settimana dopo quello che hai fatto ieri!”

“Cosa ho fatto?” si ritrae. “Cosa te ne frega, comunque? Chi ti ha chiesto di intrometterti e salvarmi?”

La sua risposta sembra stranamente offensiva, ancora un’altra sensazione alla quale non sono abituato.

“Ti sei comportata male. Non hai mangiato, hai bevuto troppo, e ti sei sentita male, e saresti stata stuprata da quello che chiami amico. Ti sei messa in condizione di farti del male!”

Lei abbassa lo sguardo, di nuovo mortificata. “Jose è mio amico, non mi avrebbe fatto del male. Forse ha oltrepassato il limite, ma anche lui aveva bevuto troppo.”

“Forse dovrebbe imparare le buona maniere!” mi contengo appena. Forse dovrei insegnargli una lezione che non dimenticherà più! Lei alza lo sguardo e serra i suoi occhi sui miei.

“Sei molto severo in fatto di disciplina, Mr. Grey!” sbotta lei. Piccola, non ne hai idea! Sorrido.

Oh Ana, se solo sapessi quanto!” Il mio sorriso si allarga. A volte lei mi guarda dentro. Mi alzo e mi dirigo verso il bagno. “Ora vado a fare una doccia, a meno che non voglia farla prima tu …” le dico in tono interrogativo. Lei sussulta e trattiene il fiato. Il mio corpo risponde a questo come il metallo con la calamita. Vado verso di lei e gentilmente libero il suo labbro inferiore dalla presa dei suoi denti. Il mio pollice sfiora il suo labbro mentre una scarica elettrica passa tra di noi con un flusso costante. Voglio farla distenderla ed averla a modo mio proprio qui, proprio ora!

Invece le dico, “Respira piccola!” e lascio il suo viso. Sento il suo sguardo incollato su di me mentre mi muovo verso il bagno. Sono stato preso all’amo.

Faccio una doccia il più velocemente possibile per non perdermi un minuto con lei. La doccia più veloce della mia storia personale, ed esco con disinvoltura e solo un asciugamani legato alla vita. Lei è fuori dal letto, si guarda intorno. Rimane a bocca aperta quando mi vede, ma poi di nuovo, lei ha lo stesso effetto su di me, così vicina e quasi nuda. Una donna innocente e che mozza il fiato, così inconscia della sua bellezza. Inizialmente si blocca. Le dico che i suoi jeans erano impiastricciati di vomito, e le indico i vestiti puliti che Taylor le ha comprato questa mattina su mia richiesta. I suoi occhi scintillano, e mi guarda provando a nascondere il suo sguardo, farfuglia “Farò … uhm … quella doccia, ora.” Ed entra in bagno.

Mi vesto con i miei pantaloni e la camicia di lino bianca. Prendo il giornale del mattino per leggerlo a tavola mentre aspetto che arrivi il cibo. Dieci minuti dopo qualcuno bussa alla porta. Il servizio in camera. Lascio che il cameriere poggi il cibo sul tavolo da pranzo. Dopo averlo fatto uscire, mi avvio verso la porta del bagno e busso per far sapere ad Anastasia che è arrivato il cibo. Lei balbetta un “okay,” facendomi sorridere. Si sente così a disagio con degli uomini attorno. Molto inesperta. In qualche modo questo mi rende felice. Quando esce è da togliere il fiato, innocente, ma mi fa arrabbiare il fatto che abbia i capelli ancora bagnati. Ho quest’urgenza di protezione verso di lei, per tenerla al sicuro anche da se stessa.

“Non ti sei asciugata i capelli!” la sgrido.

“Non ho visto l’asciugacapelli,” mormora. Stringo gli occhi. Non è mia … Non è mia … Non è mia … Mi rimprovero. Non ancora … Ma mi piacerebbe che lo fosse.

“Sei stupefacente con quel colore,” mi ritrovo a dire incapace di toglierle lo sguardo di dosso. Lei arrossisce.

“Grazie per i vestiti, Christian,” dice mordendosi di nuovo il labbro. “Dovrei ripagarteli.”

Mi acciglio. Non voglio essere pagato per i vestiti! Posso permettermeli. Mi sento come se dovessi prendermi cura di lei.

“Dovresti imparare ad accettare di buon grado i regali, Ana,” le dico fermamente.

“Non posso, vedi, mi hai dato dei libri davvero costosi,” dice, aggiungendo velocemente, “che ovviamente intendo restituirti, ma i vestiti, non so. Dovrei pagarli. Lo so di non poter permettermi i libri,” rallenta, “ma posso pagare per i vestiti.”

“Posso permettermeli, Anastasia! Non c’è bisogno che tu li paghi,” dico a questa ragazza bellissima ma testarda che è di fronte a me.

“Lo so che puoi, Christian. Non è questo il punto. Mi sentirei meglio se me lo lasciassi fare, è tutto,” guarda le sue dita come se ci fossero scritte sopra delle risposte. Poi alza lo sguardo su di me e chiede, “Christian, perché mi hai dato quei libri?”

Chiudo gli occhi per un secondo, e respiro. Quando li riapro, dico, “perché ho sentito il bisogno di darti un avvertimento. Quando ti tenevo stretta, mi hai guardato pregandoti di baciarti, e,” le dico passandomi le mani tra i capelli come gesto di nervosismo. Sento che mi mancano le parole per la prima volta dopo tanto tempo, ma raccolgo i miei pensieri e continuo, “e, ascolta, io non sono il tipo da cuori e fiori. Non faccio quelle cose. I miei gusti sono molto singolari. Dovresti stare lontana da me se sai cosa è meglio per te. Altrimenti Dio solo sa, non riesco a starti lontano …” la guardo sperando che non vada via, e sperando che invece lo faccia con una massa confusa di emozioni. Chiudo gli occhi per sistemare questi dannati sentimenti. Non sono bravo con i sentimenti, e se sapessi cos’è meglio per me, anche io dovrei evitarla! La sua vicinanza è ammaliante, accattivante, mi smuove come una corrente dalla quale non posso scappare. Come una falena che si avvicina alla fiamma. Come se la sua anima stesse richiamando la mia, come se si fosse persa e stesse cercando di ritrovare la strada. Anche quando chiudo gli occhi, la sento.

Lei sussurra, “allora non stare lontano da me …”

Mi sento in dovere di proteggerla dalle mie cinquanta sfumature di cazzate; non voglio vederla ferita. E’ troppo innocente. Come nessun’altra che abbia mai incontrato, e ne ho viste parecchie. Chiudo di nuovo gli occhi.

“Anastasia non sai cosa mi stai chiedendo di fare!”

“Allora dimmelo!” mi sollecita.

“Credo che questo significhi che non sei asessuato,” sussurra. Questo mi porta fuori dalle mie fantasie, i miei occhi diventano scuri per la passione che lei scatena in me, e il desiderio aumenta. Le faccio un sorriso lascivo. “No, Anastasia,” dico divertito, “NON sono asessuato.

“Oh!” mormora, il suo respiro si riempie di desiderio e io posso sentire il suo battito diventare come lo sbattere delle ali di un colibrì, il cuore sembra quasi uscirle dal petto. Questo fa reagire il mio corpo, mi fa ribollire il sangue. Non posso lasciarla andare ora. A qualunque costo. Devo provarci! Prendo la mia decisione.

“Cos’hai in programma per i prossimi giorni, Ana?” le chiedo con gli occhi pieni di desiderio.

Mi dice che oggi deve lavorare dopo mezzogiorno.

“Che mi dici di domani?” le chiedo facendomi avanti.

“Lavoro tutta la settimana, e Kate ed io dovremmo fare le valigie perché ci stiamo trasferendo a Seattle.”

“Avete già trovato casa?”

“Si, un posto nel distretto di Pike Market.” Sorrido soddisfatto. Sarà così vicina.

“Ho fatto domanda per alcuni apprendistati e sto aspettando delle risposte.”

“Hai fatto domanda nella mia compagnia?” le chiedo.

“No,” balbetta.

“Che problema hai con la mia compagnia?” penso ad alta voce.

Lei sogghigna, “con la tua compagnia, o con il capo della tua compagnia?” Dio, mi piace! Ha la lingua tagliente, ma in modo diverso da quelle che ho conosciuto prima. E’ una boccata d’aria fresca. Non ha paura di aprire la sua mente con me.

“Stai sogghignando a me, Anastasia?” le chiedo lascivo. Lei trattiene il fiato e si morde il labbro. Non riesco più a trattenermi, “Dio! Mi piacerebbe mordere quel labbro!” ringhio. La sua bocca si apre mentre ansima con desiderio, dimenandosi. Mi piace la sua risposta. Scommetto che è già bagnata. Il solo pensiero mi rende desideroso ma non quanto quello che lei mi sfida a fare dopo, “Perché non lo fai, allora?”

Raccolgo i miei pensieri. Non posso stare lontano da lei, ma deve ancora conoscere i miei termini. “Perché non ti toccherò finché non avrò il tuo consenso scritto, Anastasia,” dico sorridendo.

“Cosa intendi?”

“E’ abbastanza semplice. Ho bisogno del tuo consenso scritto prima di poterti toccare. Devo mostrartelo. Quando finisci di lavorare, Anastasia?” le chiedo. Lei risponde “alle otto.” Le dico che potrei portarla a Seattle stasera per metterla al corrente di tutto.

“Perché non puoi dirmelo ora?” mi chiede.

“Perché mi sto godendo la tua compagnia e non voglio che scappi via.” Lei sembra confusa come mi aspettavo. Moltissime emozioni passano sul suo viso, ma alla fine sembra risoluta.

“Okay,” dice determinata.

Organizzo tutto per avere un pilota di riserva per Charlie Tango dato che ho il presentimento che lei non mi asseconderà con quello che ho in mente per lei, in quel caso potrebbe voler tornare a casa, ed anche se con mio dispiacere, questo metterebbe fine al nostro veloce incontro. Ma spero vivamente che questo non accada.

“Sei davvero prepotente,” osserva dopo che ho finito di parlare al telefono. Quanto ha ragione! Ed in più non ha idea di quanto possa diventare ancora più prepotente. Nessuna idea!

Non riesce a finire la sua colazione, che sia per il nervosismo, o per l’eccitamento, ma mi è ancora difficile vedere sprecare il cibo, e le dico di mangiare tutto. Non posso evitarlo! Non sa che ci sono persone che ogni giorno patiscono la fame?

Quando abbiamo finito di mangiare, lei si dirige in bagno per darsi una rinfrescata. Ne esce mentre sono al telefono. Riattacco in un paio di minuti, e le prendo la mano per uscire. C’è qualcosa in lei che mi spinge verso di lei. Quando mi è vicina posso sentire l’aria scoppiettare. Impaziente, premo il pulsante di chiamata per l’ascensore. In un minuto o due le porte si aprono. Entriamo nell’ascensore, e l’aria è ancora più elettrica e la corrente pulsa tra di noi. Anche lei la sente. Si morde il labbro. I nostri sguardi si incontrano, la falena sulla fiamma. Le fiamme della passione mi annodano gli organi interni, sento che sto diventando duro.

Oh! Al diavolo le scartoffie!” ringhio, faccio un balzo in avanti, verso di lei, spingendola contro la parete dell’ascensore tenendole le mani sulla testa con una mano, la tengo ferma con il mio corpo che la pressa contro la parete, e fisso la sua testa con l’altra mano mentre la mia bocca esplora la sua. Che dolce esplorazione! Lei geme nella mia bocca, mentre le nostre lingue iniziano un tango, ballando ed esplorando, e baciando. Lei vuole me ed io voglio lei!

Sei. La. Cosa. Più. Dolce. Che. Abbia. Mai. Incontrato!” Mi ritrovo a scandire. Ho perso il senno abbastanza da scoparmela nell’ascensore quando improvvisamente suona e si ferma ad uno dei piani lasciando entrare tre uomini d’affari. Noi ci separiamo, mentre io indosso la mia faccia impassibile, lei sembra arruffata e ancora desiderosa. La tengo d’occhio con la mia visione periferica mentre lentamente lascio affievolire l’energia sessuale repressa. Gli uomini d’affari sorridono quando usciamo dall’ascensore al primo piano e prendo la sua mano, e mormoro a me stesso, “Perché gli ascensori sono così imbarazzanti?”

Ha usato il mio spazzolino dato che la sua bocca sapeva di menta fresca, e ha sorriso annuendo quando gliel’ho chiesto. Lei è unica. Usciamo dall’hotel. Sono incollato alla sua mano. Se solo sapesse. All’improvviso mi sento euforico con lei al mio fianco. Ho solo 27 anni, e per la prima volta con Anastasia, mi sento giovane. Noi siamo giovani!

10 thoughts on “CAPITOLO III

  1. stavo ri leggendo il primo libro ..poi ho visto il post di Liliana Graffi su fb nel gruppo Racconti hot di fantasia… ed eccomi …. e bellissimo …..: continuate

  2. Vi ringrazio tanto per questo magnifico racconto, posso sapere dove posso trovare il seguito? In italiano. se possibile di tutti e tre i libri, però dal punto di vista di Christian e non solo la traduzione della trilogia che ho già letto. Come questi primi capitoli, per capirci. Grazie ancora e resto in attesa di risposta graditissima.

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